LA LEGGE DI CRISTO E LA LEGGE DI MOSÈ

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1 GESÙ DICE: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia». (Matteo 7:24-25) Distribuito gratuitamente. Stampato in proprio Aprile Comunità Cristiana Piazza Macaluso Canicattì - AG Puoi rivolgerti anche: Via Cattolica Montallegro - AG Tel Cell LA LEGGE DI CRISTO E LA LEGGE DI MOSÈ

2 2 [1] CHE COS È LA LEGGE DI MOSÈ? CHE COSA CONTIENE? E DOVE SI TROVA LA LEGGE NELLA BIBBIA? La Legge di Mosè o mosaica, chiamata anche semplicemente La Legge, è un insieme di norme che regolavano la vita sociale del popolo d Israele e il culto a Dio. Essa contiene più di seicento norme che abbracciano diversi campi: adorazione e culto, sacerdozio, sanità, delitti e pene, convivenza civile, profezia sul piano di salvezza di Dio. Quando gli Ebrei si riferiscono alla Legge, intendono i primi cinque libri della Bibbia, il Pentateuco, vale a dire: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. [2] I DIECI COMANDAMENTI FANNO PARTE DELLA LEGGE DI MOSÈ O SONO UNA LEGGE A PARTE? I Dieci Comandamenti (o Decalogo) non costituiscono una legge a parte, ma sono inclusi nella Legge di Mosè: vedi Esodo 20:1-17; Deuteronomio 5:6-21. Lo dimostrò Gesù stesso, quando, nel Sermone sul monte, citò parte dei Dieci Comandamenti e parte di altri comandamenti della Legge. Vedi Matteo 5: [3] A QUALE POPOLO DIO DIEDE LA LEGGE? ESSA AVEVA VALORE ANCHE PER GLI ALTRI POPOLI? È Scritto: «Egli [cioè Dio] fa conoscere la sua parola a Giacobbe [cioè ad Israele], i suoi statuti e i suoi decreti a Israele. Egli non ha fatto così con tutte le nazioni; e i suoi decreti esse non li conoscono» (Salmo 147:19-20). L apostolo Paolo scrisse: «Tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che sono sotto la legge» (Romani 3:19). Solo il popolo d Israele era sotto la Legge. Quindi, essa era valida solo per tale popolo. Tant è vero che essa era anche un patto fra Dio e Israele. Vedi anche Deuteronomio 5:1-3 e 4: [4] PER QUALE SCOPO DIO DIEDE LA LEGGE AD ISRAELE? La Legge che Dio diede ad Israele tramite Mosè serviva a disciplinare la vita sociale, l adorazione e il culto. L apostolo Paolo scrive: «Essa fu aggiunta a motivo delle nostre trasgressioni... Ma prima che venisse la fede eravamo tenuti rinchiusi in custodia sotto la legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Talché la 3 legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede» (Galati 3:19, 23-25). Vedi anche: 1 Timoteo 1:8-11. Romani 5:20 e 7:7-13. Con la Legge, quindi, Dio voleva far comprendere ad Israele che, nonostante fosse il popolo da Egli scelto, era pur sempre un popolo di peccatori. Infatti, i sacrifici animali che erano offerti procuravano un perdono temporaneo; ma per la liberazione definitiva dal peccato e dalla morte era necessario un Salvatore. I sacrifici animali, appunto, ricordavano di volta in volta la necessità di un sacrificio risolutore, che fu Cristo (Ebrei 10:1-10). La Legge, dunque, fu un pedagogo (cioè un tutore, un maestro) per preparare il popolo a ricevere il Cristo. [5] GESÙ DICE CHE EGLI NON È VENUTO AD ABOLIRE LA LEGGE, MENTRE L APOSTOLO PAOLO DICE CHE ESSA È STATA ABOLITA: CHI HA RAGIONE? Rispondiamo: tutti e due! Potrà sembrare strana questa risposta, ma ne dimostreremo la fondatezza. Cominciamo con una dichiarazione di Gesù, la quale, alla luce dei discorsi di Paolo, ha creato nei credenti qualche perplessità: Gesù disse: «Non pensate ch io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io sono venuto non per abolire ma per compire. Poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto» (Matteo 5:17-18). Che cosa voleva dire il Signore con queste parole? Intendeva che non avrebbe abolito la Legge di Mosè, nel senso che l avrebbe lasciata in vigore per sempre? O si riferiva esclusivamente all aspetto profetico della Legge? La risposta è: a tutte e due le cose! Anche questa risposta sembrerà strana, ma ne dimostreremo pure la fondatezza. a) L aspetto profetico della Legge: Con le sue parole (Matteo 5:17-18) Gesù intendeva dire che Egli era venuto per adempiere la Legge, cioè per portare a compimento la parte profetica della Legge che prevedeva il suo sacrificio come uomo. Infatti, un istante prima di morire, Gesù disse: «È compiuto!» (Giovanni 17:30).

3 4 Mentre la rimanente parte profetica, cioè quella relativa al resto del Piano di Dio per la redenzione dell uomo, resterà in vigore sino a quando il Regno di Dio non sarà stabilito definitivamente in tutta la creazione. Quindi, come Gesù disse, non passerà un iota o un apice che non sia profeticamente adempiuto. Un altra dimostrazione di quello che stiamo dicendo la dà ancora Gesù. Egli disse: «La legge e i profeti hanno durato fino a Giovanni; da quel tempo è annunziata la buona novella del regno di Dio, ed ognuno v entra a forza» (Luca 16:16). Disse pure: «Or dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno dei cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono. Poiché tutti i profeti e la legge hanno profetato fino a Giovanni» (Matteo 11:12-13). Il Signore stava dicendo agli Israeliti che il tempo del favore divino verso di loro era finito con Giovanni Battista. Il favore divino consisteva appunto nella Legge ed i Profeti che Dio aveva concesso benignamente ad Israele. Giovanni fu infatti l ultimo profeta dell era giudaica. Tant è vero che la missione di Giovanni fu quella di preparare la via a Gesù e di annunziare la sua venuta e la nuova era della grazia con l elargizione dello Spirito Santo ai popoli Gentili. Venuto nella sua casa, cioè Israele, Cristo non è accolto; per cui, per Israele si chiude il tempo del favore divino anche del Patto della Legge, e la grazia viene aperta ai Gentili, cioè i violenti che prendono a forza il Regno. Questo fu, dunque, un altro aspetto profetico della Legge che si adempì. Ma non si adempì tutta la profezia della Legge. Da ciò comprendiamo che l intera profezia della Legge sarà adempiuta, come Gesù disse, soltanto quando saranno passati gli attuali cieli e terra ed instaurati i nuovi cieli e terra. Perché solo allora tutto sarà compiuto! Ora comprendiamo ancora meglio le parole di Gesù: «Io sono venuto non ad abolire [la Legge], ma a compire». Quindi, tutti gli aspetti profetici della Legge che riguardavano il sacrificio di riscatto di Gesù furono adempiuti, mentre per i rimanenti aspetti profetici che devono ancora adempiersi, la Legge non è stata annullata. Ecco perché Gesù aggiunse «che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che 5 tutto non sia adempiuto». Appunto perché la rimanente parte profetica sul resto del piano di Dio prevista dalla Legge deve ancora adempiersi. b) La Legge in generale (cioè l aspetto normativo morale): Le parole di Gesù in Matteo 5:17-18 significano anche che letteralmente Egli non è venuto ad abolire la Legge di Mosè? Rispondiamo di si. Infatti, Egli continua il discorso dicendo: «Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti...» (Matteo 5:19) e cita poi la Legge di Mosè. Leggi l intero discorso di Cristo sulla legge antica in Matteo da 5:17 fino all intero capitolo 7. Ma Attenzione! Bisogna comprendere in che senso Gesù non è venuto ad abolire la Legge di Mosè. Intanto è bene ricordare che il Signor Gesù è venuto a stabilire un Nuovo Patto. Infatti, quando istituì la Santa Cena Egli porse il calice ai discepoli e disse loro: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, il quale è sparso per voi» (Luca 22:20). E questo Nuovo Patto prevede una nuova Legge, come fu profetizzato da Geremia: «Ecco i giorni vengono, dice il Signore, che io concluderò con la casa di Israele e la casa di Giuda un patto nuovo; non come il patto che feci con i loro padri nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dal paese d Egitto; perché essi non hanno perseverato nel mio patto, e io, a mia volta, non mi sono curato di loro dice il Signore. Questo è il patto che farò con la casa d Israele dopo quei giorni dice il Signore: Io metterò le mie leggi nelle loro menti, le scriverò sui loro cuori; e sarò loro Dio, ed essi saranno il mio popolo» (Geremia 31:31-33). Vedi anche: Ebrei 8:8-10. Ora, essendo Gesù venuto a stabilire un Nuovo Patto con una Nuova Legge, ovviamente non potevano esistere due leggi, cioè la Legge di Mosè e la Nuova Legge di Cristo. La Legge di Mosè, come abbiamo già visto, era diretta solo agli Israeliti (o Giudei) e, per quanto concerne il sacerdozio ed il sacrificio di espiazione dei peccati, era stata adempiuta da Cristo. Perciò, tale Legge, così com era, con i sacrifici animali e il sacerdozio aaronico, non poteva essere applicata sui Gentili, appunto perché la Legge non era stata diretta ai Gentili, ma solo ai Giudei. Quindi, sui Gentili essa non aveva alcun valore.

4 6 Per il nuovo popolo di Cristo, composto per la maggior parte di Gentili, dunque, era necessaria una Nuova Legge, diretta ad esso; anche in considerazione che l era Giudaica si era conclusa. Ecco perché, come già detto, Iddio aveva previsto un Nuovo Patto con nuove leggi scritte nelle menti e nei cuori (Ger.31:31-33). Ma bisogna chiedersi: la Legge di Mosè era forse imperfetta? Era da buttare via? No. Paolo apostolo, infatti, disse che «la legge è santa, e il comandamento è santo e giusto e buono» (Romani 7:12). E allora che ne è stato della Legge di Mosè? Il Signore Iddio aveva previsto tutto. E suo Figlio Gesù agì secondo la volontà del Padre. Gesù, quindi, operò una vera e propria «riforma» della Legge di Mosè. Paolo scrisse: «Esso [il vecchio Tabernacolo e, quindi, anche il Patto della Legge] è una figura per il tempo attuale, conformemente alla quale s offrono doni e sacrifici che non possono, quanto alla coscienza, rendere perfetto colui che offre il culto, poiché si tratta solo di cibi, di bevande e di varie abluzioni, insomma, di regole carnali imposte fino al tempo della riforma» (Ebrei 9:9-10). In pratica, la Legge di Mosè fu modificata, riformata, raffinata e migliorata, per adattarla al nuovo popolo spirituale di Cristo e, quindi, fu incorporata, assorbita dalla nuova Legge di Cristo. Ad esempio, in ogni nazione, ogni vecchia legge viene riformata e sostituita con una nuova legge, ma molte norme utili della vecchia legge vengono spesso riportate in quella nuova. Per cui, la vecchia legge, o parte di essa, viene assorbita, incorporata nella nuova legge. E si può dire pure che la vecchia legge vive in quella nuova. Così è pure della Legge di Mosè: essa, con le dovute modifiche, fu incorporata, assorbita dalla nuova Legge di Cristo. E, quindi, possiamo dire che la Legge mosaica vive ancora nella Legge di Cristo. Ecco un esempio di come Gesù riformò e raffinò la Legge di Mosè e la incorporò nella sua Nuova Legge: «Voi avete udito che fu detto: Non commettere adulterio. Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per appetirla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore» (Matteo 5:27-28). 7 Come si può notare, il Signore citava prima il comandamento della Legge mosaica, poi dichiarava lo stesso comandamento riformato da Lui stesso. L intero Sermone sul monte è pieno di questa riforma fatta da Gesù. È bene leggerlo. Tutto il Nuovo Testamento è pieno della nuova Legge di Cristo. E si può notare bene come essa è riformata e raffinata. Abbiamo detto che la Legge mosaica fu riformata e incorporata dalla nuova Legge di Cristo. Per fare un altro esempio, è come se una vecchia azienda venisse acquisita da una nuova, che la ristruttura e la incorpora. Si può dire che l azienda vecchia esiste ancora essendo parte di quella nuova. Ed è giusto. Ma si può dire anche che l azienda vecchia, da sola, non esiste più. Ed è pure giusto. La stessa identica cosa è avvenuta per la Legge di Mosè. Per cui: ha ragione Gesù, quando dice che Egli non è venuto ad abolirla, perché la Legge mosaica è parte della Legge di Cristo; ha ragione anche Paolo, quando dice che la Legge mosaica è stata abolita, appunto perché, da sola, cioè come Legge a sé, non esiste più. Paolo, infatti, dice che il Patto della Legge mosaica «aveva da sparire» ( Corinti 3:11). E dice pure che Gesù è venuto ad «abolire... la legge fatta di comandamenti in forma di precetti» (Efesini 2:15). E dice anche che Gesù «ha cancellato l atto accusatore [la Legge mosaica] scritto in precetti, il quale ci era contrario; e quell atto ha tolto di mezzo, inchiodandolo alla croce» (Colossesi 2:14). E dice ancora: «Dicendo un Nuovo Patto, Egli ha dichiarato antico il primo. Ora, quel che diventa antico e invecchia è vicino a sparire» (Ebrei 8:13). Vedi anche Ebrei 10:9. Differenza fra la Legge di Mosè e la nuova Legge di Cristo. La Legge di Mosè conteneva «regole carnali», mentre la nuova Legge di Cristo non ne ha. L apostolo Paolo dice che Dio: «ci ha resi capaci di essere ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di spirito; perché la lettera uccide, ma lo spirito vivifica» (2 Corinti 3:5-6). Ecco quindi l adempimento della profezia di Geremia 31:31-33: Io metterò le mie leggi nelle loro menti, le scriverò sui loro cuori. Dio ha scritto la nuova Legge di Cristo nei nostri cuori e nelle nostre menti direttamente con il suo spirito.

5 8 E ciò, perché avendo i credenti ricevuto lo spirito di adozione quali figliuoli di Dio, anche la nuova Legge di Cristo doveva essere una Legge di spirito e non più di lettera. Attenzione! Bisogna tenere ben presente quel che abbiamo appena chiarito, per intendere sia quel che vuol dire Gesù quando parla di non abolizione della Legge e sia quel che vuole dire Paolo quando parla di abolizione. È molto importante! [6] PER QUALI ALTRI MOTIVI LA LEGGE DI MOSÈ FU SOSTITUITA DALLA LEGGE DI CRISTO? 1) L uomo, per la sua debolezza, non ha potuto osservare la Legge e l ha resa inutile. Paolo scrisse: «Poiché quel che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva debole, Iddio l ha fatto mandando il suo proprio Figliuolo» (Romani 8:3). Vedi anche Ebrei 7:18. 2) La Legge mosaica non poteva dare la salvezza, e quindi non ha portato nulla a compimento. Paolo scrisse: «V è bensì l abrogazione [cioè l annullamento] del comandamento precedente [cioè della Legge mosaica] a motivo della sua debolezza e inutilità (poiché la legge non ha condotto nulla a compimento); ma v è altresì l introduzione d una migliore speranza, mediante la quale ci accostiamo a Dio» (Ebrei 7:18-19). 3) Con Cristo è cambiato il sacerdozio, quindi, doveva per forza cambiare anche la legge. Paolo scrive: «Poiché, mutato il sacerdozio, avviene per necessità anche un mutamento di legge» (Ebrei 7:12). Vedi Ebrei cap. 7. [7] CON LA NUOVA LEGGE DI CRISTO, CHE COSA È CAMBIATO? 1) Abolizione del sacerdozio aaronico, perché adempito da Gesù: Paolo scrisse: «Ora, se la perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio levitico (perché su quello è basata la legge data al popolo), che bisogno c era ancora che sorgesse un altro sacerdote [cioè Gesù] secondo l ordine di Melchisedec e non scelto secondo l ordine d Aaronne? Poiché, mutato il sacerdozio, avviene per necessità anche un mutamento di legge» (Ebrei 7:11-12). 9 2) Abolizione dei sacrifici animali. Paolo scrisse: «Ed è per questa ragione che Egli è mediatore d un nuovo patto, affinché, avvenuta la sua morte per la redenzione delle trasgressioni commesse sotto il primo patto [cioè la Legge di Mosè], i chiamati ricevano l eterna eredità promessa» (Ebrei 9:15). Prima del sacrificio di Gesù era necessario offrire sacrifici animali per il perdono dei peccati, e il perdono risultava sempre temporaneo, perché si ritornava a peccare e c era bisogno sempre di altri sacrifici. Compiuto il suo unico sacrificio per tutti, Gesù, invece «ha acquistato una redenzione eterna» (Ebrei 9:12). Ed è per tale ragione che Paolo scrive: «Il peccato non vi signoreggerà, poiché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia» (Romani 6:14). Certo, perché prima del sacrificio di Cristo, non avevamo un avvocato presso il Padre e, quindi, erano necessari i sacrifici animali. Dopo il sacrificio, Cristo è il nostro Avvocato presso Dio, quindi, per mezzo di Lui siamo perdonati ed il peccato non ci signoreggia più, appunto perché la redenzione che Gesù ci ha dato è eterna e non provvisoria come i sacrifici animali. Infatti, Paolo scrive che i sacerdoti sotto la Legge di Mosè offrivano «ogni giorno... spesse volte gli stessi sacrifici che non possono mai togliere i peccati [in modo definitivo], questi [cioè Gesù] dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio» (Ebrei 10:11-12). Ed ecco perché Paolo scrive pure: «Non v è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù; perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha affrancato [cioè liberato] dalla legge del peccato e della morte» (Romani 8:1-2). In Cristo, perciò, non siamo più condannati, ma giustificati, mentre con la Legge mosaica era il contrario. 3) Abolizione delle norme sui cibi puri ed impuri. Paolo scrisse: «Io so e son persuaso nel Signor Gesù che nessuna cosa è impura in sé stessa; però se uno stima che una cosa è impura, per lui è impura... Il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace ed allegrezza nello Spirito Santo» (Romani 14:14,17). Vedi anche Atti 10:9-16.

6 10 Paolo scrisse pure: «Sia ciascuno pienamente convinto nella propria mente... Chi mangia di tutto, lo fa per il Signore, poiché rende grazie a Dio; e chi non mangia di tutto fa così per il Signore, e rende grazie a Dio» (Romani 14:5-6). Paolo scrive pure: «Mangiate di tutto quello che si vende al macello senza fare inchieste per motivo di coscienza; perché al Signore appartiene la terra e tutto quello ch'essa contiene». (1 Corinti 10:25-26). Paolo chiama «debole nella fede» chi è persuaso che si debba ancora distinguere fra cibi puri e cibi impuri. (Romani 14:1). Comunque Egli dice che chi è convinto della sua scelta non è da biasimare né da giudicare. Leggi l intero capitolo 14 di Romani. Infatti, scrive: «Nessuno vi giudichi quanto al mangiare o al bere» (Colossesi 2:16). Scrive anche: «Tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da riprovare, se usato con rendimento di grazie; perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera» (1 Timoteo 4:4-5). Vedi anche Tito 1:15 e Matteo 15: ) Abolizione della circoncisione. Paolo scrive: «In Cristo Gesù, né la circoncisione né l incirconcisione hanno valore alcuno; quel che vale è la fede operante per mezzo dell amore» (Galati 5:6). Paolo scrive anche: «Giudeo non è colui che è tale all esterno; né circoncisione quella che è esterna, nella carne; ma Giudeo è colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore, in spirito, non in lettera» (Romani 2:28-29). 5) Abolizione dell osservanza del sabato e delle feste ebraiche. In Genesi 2:3 è scritto: «E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso si riposò da tutta l opera che aveva fatta e creata». Anche se Dio santificò il sabato, non esiste un solo verso biblico, prima della Legge di Mosè, dove Dio ordina all uomo di osservarlo, e non esiste nemmeno un verso dove si legga che qualcuno dei patriarchi lo osservò. Solo quando il Signore diede a Mosè la sua Legge per il popolo d Israele, l osservanza del sabato diventò un obbligo e fu uno dei dieci comandamenti. Vedi Esodo 20:8-10 ed Esodo 31: Venuto Cristo, le cose sono cambiate. 11 La Legge di Mosè prescriveva di lavorare sei giorni, nei quali ci si affannava a ricercare le cose materiali, e di dedicare solo un giorno a Dio, appunto il sabato. Gesù Cristo, invece, venne a mettere sottosopra quel comandamento e lo riformò così: «Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte» (Matteo 6:33). La qual cosa vuol dire che, da Cristo in poi, sia Dio e sia le cose di Dio non vanno cercate solo un giorno la settimana, ma tutti i giorni! Quindi, col nuovo comandamento di Gesù, prima vengono le cose di Dio e poi i nostri interessi materiali. Tutti i giorni! Nel periodo di transizione dalla Legge di Mosè alla Legge di Cristo molti Cristiani continuarono ad osservare il sabato. Ma era appunto un periodo di transizione. Paolo rimproverò i Galati che osservavano ancora la Legge, le feste e i noviluni, perché non avevano ancora capito che con la Legge di Cristo non era più necessario. Disse loro: «Voi osservate giorni e mesi e stagioni ed anni. Io temo, quanto a voi d essermi invano affaticato per voi» (Galati 4:10-11). Paolo scrive: «L uno stima un giorno più di un altro; l altro stima tutti i giorni uguali; sia ciascuno pienamente convinto nella propria mente» (Romani 14:5). Se uno, come scrive Paolo, «ha riguardo al giorno [cioè al sabato o al riposo di festa in generale], lo fa per il Signore» (Romani 14:6), nella sua convinzione. In ogni caso, come egli puntualizza, nessuno è obbligato, perché la nuova Legge di Cristo ci ha tolto anche questo peso. Tant è vero che Paolo scrive: «Nessuno vi giudichi... rispetto a feste, o a noviluni o a sabati» (Colossesi 2:16). Sorge la domanda: se con la nuova Legge di Cristo non è più obbligatorio osservare le feste ebraiche e il sabato, perché Isaia 66:23 profetizza: «E avverrà che di novilunio in novilunio e di sabato in sabato, ogni carne verrà a prostrarsi dinanzi a me, dice l Eterno»? E perché Zaccaria 14:16 profetizza: «E avverrà che tutti quelli che saranno rimasti di tutte le nazioni venute contro Gerusalemme, saliranno d anno in anno a prostrarsi davanti al Re, all Eterno degli eserciti, e a celebrare la festa delle Capanne»? Il sabato e le altre feste ebraiche saranno forse ripristinate nel regno di Dio? Secondo le profezie dei suddetti profeti, pare di si.

7 12 Sarà un comandamento per quel tempo? Bene, lasciamo che quel tempo venga e se ci sarà di osservarlo, lo osserveremo! Ogni cosa a suo tempo. In ogni caso, come già detto, nel tempo attuale, secondo le parole di Paolo, nessuno può essere giudicato per osservanza di feste o del sabato. Quindi, chi li osserva, non è da biasimare, perché dà gloria al Signore, come non è da biasimare e dà pure gloria al Signore chi non li osserva e ritiene che per il cristiano è festa tutti i giorni, perché Cristo ci ha ridato la vita eterna. 6) Abolizione di qualsiasi prescrizione in merito a riti, cerimonie, tradizioni e regole carnali. Paolo riferendosi ai riti e alle cerimonie della Legge scrive: «Si tratta solo di cibi, di bevande e di varie abluzioni, insomma, di regole carnali imposte fino al tempo della riforma [cioè fino a quando non entrò in vigore la nuova Legge di Cristo, che riformò ed incorporò la vecchia Legge di Mosè]» (Ebrei 9:10). [8] SE LA LEGGE DI MOSÈ È STATA ABOLITA, COME MAI L APOSTOLO GIOVANNI DICE ANCORA: «IL PECCATO È LA VIOLAZIONE DELLA LEGGE»? A QUALE LEGGE SI RIFERISCE? Nella frase suddetta di 1 Giovanni 3:4, l apostolo si riferisce indubbiamente alla Legge di Cristo, che ha incorporato la Legge di Mosè. Tant è vero che egli continua dicendo: «E voi sapete che egli [cioè Cristo] è stato manifestato per togliere i peccati» (1 Giovanni 3:6). Un altra prova è data dal fatto che Giovanni nella stessa epistola, al capitolo precedente, parla di Gesù come Avvocato e propiziazione dei nostri peccati (1 Giovanni 2:1-2). E per dire queste cose, sapeva benissimo che Cristo aveva adempiuto la Legge di Mosè, altrimenti non l avrebbe potuto chiamare Avvocato. Anche il servo di Dio Giacomo nella sua epistola parla dell osservanza della Legge, ma è più che evidente che si riferisce alla Legge di Cristo. Tant è vero che la chiama: «La Parola che è stata piantata in voi» ed anche: «Legge della libertà» (Giacomo 1:21-27 e 2:8-12). E se qualcuno avesse ancora dubbi, legga Giacomo 4: CONCLUSIONI: La controversia nata ai tempi degli apostoli, fra i primi Cristiani, poi risolta, ci testimonia che l osservanza della Legge di Mosè, da Cristo in poi, non è più necessaria, perché essa fu riformata, incorporata e sostituita con la nuova Legge di Cristo. I Giudei convertiti a Cristo, a quei tempi, sostenevano che bisognava circoncidere i convertiti Gentili e far loro osservare la Legge di Mosè, mentre i discepoli Paolo e Barnaba dicevano che non era più necessario dopo il sacrificio di Gesù (Atti 15:1-5; Galati 5:1-12). La questione fu risolta a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani, sotto la guida dello Spirito Santo. Ed ecco la decisione che ne scaturì: «È parso bene allo Spirito Santo e a noi di non imporvi altro peso all infuori di queste cose, che sono necessarie: di astenervi dalle carni sacrificate agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati, e dalla fornicazione» (Atti 15:28-29). Come si può notare, furono imposte alcune prescrizioni previste già dalla Legge di Mosè, ma non furono aggiunti altri pesi. E ciò conferma chiaramente che la Legge mosaica fu riformata, modificata ed assorbita dalla nuova Legge di Cristo! Riflettiamo su ciò che successe fra i Cristiani della Galazia, ai quali l apostolo Paolo dovette indirizzare una sonora riprensione. I Galati avevano dato ascolto a qualche cristiano giudeo, che li aveva persuasi che era necessario ancora osservare la Legge di Mosè. Perciò, essi, dopo aver accettato Cristo, volevano sottoporsi alla Legge mosaica. Ma Paolo scrisse loro: «Cristo Gesù ci ha affrancati [cioè liberati] perché fossimo liberi; state dunque saldi, e non vi lasciate di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù! Ecco, io, Paolo, vi dichiaro che, se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà nulla. E da capo protesto ad ogni uomo che si fa circoncidere, ch egli è obbligato ad osservare tutta quanta la legge. Voi che volete esser giustificati per la legge, avete rinunziato a Cristo; siete scaduti dalla grazia. Poiché, quanto a noi, è in spirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia. Infatti, in Cristo Gesù, né la circoncisione né l incirconcisione hanno valore alcuno; quel che vale è la fede operante per mezzo dell amore» (Galati 5:1-6).

8 14 Per i Cristiani, dunque, non vi è l obbligo di osservare la Legge di Mosè. L apostolo Paolo, infatti, scrisse ai Cristiani di Roma: «Non siete sotto la legge, ma sotto la grazia» (Romani 6:14). Paolo scrive chiaramente: «È lui [Cristo] che è la nostra pace; lui che dei due popoli [cioè Israeliti e Gentili] ne ha fatto uno solo ed ha abbattuto il muro di separazione con l abolire nella sua carne la causa dell inimicizia, la legge fatta di comandamenti in forma di precetti» (Efesini 2:14-15). Paolo scrive altrettanto chiaramente che Gesù ci ha vivificati e perdonati «avendo cancellato l atto accusatore scritto in precetti [cioè la Legge], il quale ci era contrario; e quell atto ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce» (Colossesi 2:14). Paolo scrive anche: «Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi» (Galati 3:13). Paolo scrive pure: «La legge è stata il nostro pedagogo [cioè educatore] per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede. Ma ora che la fede è venuta, noi non siamo più sotto pedagogo [cioè non siamo più sotto la Legge]» (Galati 3:24-25). Paolo chiarisce questo concetto, dicendo: «Il termine della legge è Cristo, per essere giustizia ad ognuno che crede» (Romani 10:4). Essendo perciò i Cristiani sotto il Nuovo Patto, devono osservare la Legge spirituale di Cristo. Come già detto, i Vangeli (particolarmente Matteo 5:21-48) e tutto il Nuovo Testamento sono pieni delle nuove norme spirituali di Cristo, che Paolo sintetizza in una sola parola amore, come egli disse: «l amore quindi è l adempimento della legge» (Romani 13:10). Vedi anche: Giovanni 15:12; Galati 5:14. Dice Paolo: «Portate i pesi gli uni degli altri, e così adempirete la legge di Cristo» (Galati 6:2). Ecco la cosiddetta regola aurea, cioè una frase straordinaria e meravigliosa di Gesù che ci insegna qual è la sua Nuova Legge e che cosa noi dobbiamo fare (Matteo 7:12): «TUTTE LE COSE CHE VOI VOLETE CHE GLI UOMINI VI FACCIANO, FATELE ANCHE VOI A LORO; PERCHÉ QUESTA È LA LEGGE ED I PROFETI». 15 ECCO, IN SINTESI, LA DIFFERENZA FRA LA LEGGE DI MOSÈ E LA NUOVA LEGGE DI CRISTO: Come dice Paolo, la Legge mosaica era «un atto accusatore» che ci accusava di peccato (Colossesi 2:14). Però Paolo dice pure che noi Cristiani, in Cristo «siamo morti al peccato» (Romani 6:2). Quindi, siamo morti anche alla Legge. Ecco perché Paolo scrive: «Ma ora siamo stati sciolti dai legami della legge, essendo morti a quella che ci teneva soggetti, talché serviamo in novità di spirito, e non in vecchiezza di lettera» (Romani 7:6). Perciò, se in Cristo siamo morti al peccato e anche alla Legge, la Legge non può accusarci più, e di conseguenza essa ha perso ogni valore. Quindi, il suo compito di educatore per condurci a Cristo è terminato. Ecco perché la Legge di Mosè doveva essere modificata, riformata, incorporata e sostituita con la nuova Legge di Cristo, che è scritta nei nostri cuori e nelle nostre menti con lo spirito. Infatti, Paolo scrive che «la legge ha un ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle cose» (Ebrei 10:1). La realtà che è venuta è Cristo e la sua Nuova Legge, quindi la Vecchia Legge che era ombra doveva sparire. Come un sogno che svanisce quando ci si risveglia alla realtà. In poche altre parole: la Legge di Mosè è Legge di schiavitù (Galati 5:1). la Legge di Cristo è «Legge di libertà» (Giacomo 1:25 e 2:12). La nuova Legge di Cristo parla con lo spirito al nostro cuore e ci fa discernere in che modo ci dobbiamo condurre. Si consiglia di leggere e meditare attentamente i seguenti passi: Matteo da 5:17 al capitolo 7; Atti 15:1-35; Romani capitoli da 2 a 9, 10:1-10 e il capitolo 14; 2 Corinti 3:1-11; Galati capitoli da 2 a 5; Efesini 2:11-18; Colossesi capitolo 2; 1 Timoteo 1:3-11 e 4:1-5; Tito 1:15; Ebrei capitoli da 7 a 10; Giacomo 1:25 e 2:8-13.

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