all esercizio, direttamente, sia da luogo pubblico, che da luogo privato aperto al pubblico.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "all esercizio, direttamente, sia da luogo pubblico, che da luogo privato aperto al pubblico."

Transcript

1 "Esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande: i controlli della Polizia Municipale sulla sorvegliabilità dei locali e sulle uscite di sicurezza" Magg. Centrone dott. Giovanni Comandante della Polizia Municipale di Acquaviva delle Fonti(BA) Per sorvegliabilità degli esercizi pubblici deve intendersi la possibilità e la facoltà per gli organi di polizia di poter controllare dall esterno le vie di accesso o di uscita da essi, oltre al movimento di persone e di cose che si realizza all interno del locale, anche al fine di evitare che eventuali attività illecite possano essere agevolmente trasferite in altri locali adiacenti, sottostanti o sovrastanti, non facenti parte integranti dell esercizio pubblico, salvaguardando la tutela fisica e l incolumità degli organi preposti; quindi la possibilità degli agenti di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, di poter procedere ad una ispezione dei locali senza intralci e senza che le persone in essa presenti possano trasferirsi in altri siti diversi o, dileguarsi tramite essi. L esigenza della tutela della pubblica sicurezza e dell ordine pubblico che si esplica attraverso la sorvegliabilità dei locali soggetti a licenza di polizia, è stata prevista già dall art. 153 del regolamento di esecuzione del T.u.l.p.s, approvato con R.D. 6 maggio 1940, n.635, La licenza può essere rifiutata o revocata per ragioni di igiene o quando la località o la casa non si prestino ad essere convenientemente sorvegliate [ ai sensi dell art.11, comma 3, della L. 29 marzo 2001,n.135, Riforma della legislazione nazionale del turismo, questo articolo non si applica agli esercizi ricettivi] Ma è con l art. 3, comma 1, della legge 25 agosto 1991 n. 287, Aggiornamento della normativa sull insediamento e sull attività dei pubblici esercizi,che il legislatore lo ha previsto e sancito specificatamente per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande così come elencati all art. 5 della legge, ossia: a) esercizi di ristorazione, per la somministrazione di pasti e di bevande, comprese quelle aventi un contenuto alcolico superiore al 21 per cento del volume, e di latte (ristoranti, trattorie,tavole calde, pizzerie,birrerie,ed esercizi similari); b) esercizi per la somministrazione di bevande,comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione, nonché di latte, di dolciumi, compresi i generi di gastronomia (bar, caffé, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari ); c) esercizi di cui alle lettere a) e b), in cui la somministrazione di alimenti e di bevande viene effettuata congiuntamente ad attività di trattenimento e svago, in sale da ballo, sale da gioco, locali notturni stabilimenti balneari ed esercizi similari;

2 d) esercizi di cui alla lettera b), nei quali è esclusa la somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione; Questa legge, ha stabilito che ai fini del rilascio dell autorizzazione all apertura o al trasferimento di sede degli esercizi della somministrazione di alimenti e bevande..il Sindaco accerta la conformità del locale ai criteri stabiliti con decreto del Ministero dell interno ossia..accerta la sorvegliabilità dei locali.. destinati a pubblico esercizio della somministrazione. Facendo seguito a questa ultima prescrizione, il Ministero dell interno ha emanato, il Regolamento concernente i criteri di sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande con D.M. 17 dicembre 1992, n. 564 (G.U. 12 febbraio 1993, n. 35), e successivamente modificato con D.M. 5 agosto 1994, n. 534, nel quale sono stabiliti i requisiti e le caratteristiche degli esercizi pubblici di somministrazione, ma anche dei locali adibiti a sede dei circoli privati. Ed è proprio su questo decreto ministeriale che la polizia municipale deve fondare i suoi controlli per accertare la sorvegliabilità degli esercizi pubblici destinati alla somministrazione di alimenti e bevande, i quali vengono effettuati, di norma preventivamente, ma non esclusivamente, in quanto rientra nei propri doveri il controllo dei pubblici esercizi, ai fini del rilascio dell autorizzazione amministrativa all attività da parte dell ufficio comunale preposto e, sono tesi a verificare la sussistenza e la permanenza dei criteri stabiliti dallo stesso decreto. Tali controlli possono essere avviati per verificare la rispondenza dei luoghi alla documentazione presentata, oltre ché per verificare l eventuale dichiarazione di sorvegliabilità, se presentata dal richiedente come allegato alla domanda di autorizzazione [non obbligatoria], resa comunque nella consapevolezza delle sanzioni penali nel caso di dichiarazioni mendaci (art.76 del D.P.R. 445/2000, e art. 75 del D.P.R. medesimo). Il Sindaco (Dirigente) non può procedere al rilascio dell autorizzazione amministrativa nel caso in cui tali criteri non fossero rispettati o comunque disattesi. E di tutta evidenza, che se la mancanza dei requisiti risultasse da controlli effettuati successivamente all avvenuto rilascio dell autorizzazione all attività, questa ultima va revocata dal Sindaco (Dirigente incaricato e competente al rilascio di tali licenze). Come potete afferrare, se durante l ispezione di un esercizio pubblico si ha il fondato sospetto che siano venuti meno i requisiti di sorvegliabilità ovvero, se l ispezione è finalizzata 2

3 in particolare all accertamento di tali requisiti, si dovrà procedere con un verbale di ispezione e di accertamento, molto dettagliato e preciso. A titolo di esempio, nel verbale di ispezione e di accertamento, se rilevata la presenza di un vano interno, occorre precisare: - se lo stesso ha diversa destinazione da quelli adibiti all esercizio di somministrazione; - se al momento dell ispezione, effettuata durante l orario di apertura dell esercizio, sia soltanto chiuso da una porta o qualcosa di simile; se lo stesso sia chiuso a chiave o comunque vi sia impedito l accesso; - specificare la presenza di eventuale serratura e/o maniglia, posta solo nella parte interna non destinata al pubblico o su entrambi i lati della porta, e quindi in modo tale da impedire, nel primo caso, l accesso agli avventori, ovvero da consentire l ingresso a chiunque. Infatti come avremo modo di leggere più avanti, la diversa destinazione di tale locale, richiederebbe o meno la chiusura a chiave del vano interno; i dettagli sulla presenza di serratura con o senza maniglia, od altro su richiamati, che a prima vista possono sembrare meticolosi e/o puntigliosi, permetteranno di accertare, nella fase dell applicazione delle sanzioni accessorie, se la mancanza dei requisiti è strutturale e quindi i locali necessitano di lavori per essere adeguati o se è momentanea, dovuta ad una disattenzione della norma da parte del gestore. Tali dettagli, inoltre, potranno tornare utili per valutare lo stato dei luoghi ed attestare la situazione che ha costituito la violazione della norma, nel caso l esercente dovesse ricorrere in giudizio per l annullamento dei provvedimenti sanzionatori. Riprendendo l argomento trattato sino ad ora a grandi linee, relativamente alla sorvegliabilità ed ispezionabilità dei locali degli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande, va sottolineato che questi non devono essere intercomunicanti con abitazioni o locali destinati ad attività diverse ed inoltre i cortili, anche se recintati, non sono considerati sorvegliabili se presentano la possibilità di accesso ad abitazioni private od altro non facenti parte dell esercizio. Tanto riviene dall ultima parte del comma 2 dell art. 1, laddove si afferma che le porte e gli altri ingressi all esercizio, non devono consentire anche l accesso alle abitazioni e/o a locali diversi da quelli che fanno parte dell esercizio stesso. Inoltre, si legge che le porte o altri ingressi devono consentire l accesso diretto dalla strada, piazza o altro luogo pubblico e questo, anche se non completamente esaustivo nella dizione, va inteso più semplicemente che nelle ore di apertura le forze di polizia devono poter avere libero accesso 3

4 all esercizio, direttamente, sia da luogo pubblico, che da luogo privato aperto al pubblico. Anche i locali seminterrati devono avere gli ingressi e le uscite integralmente visibili e controllabili dalla strada o luogo pubblico; a tale scopo, il Sindaco (Dirigente) potrebbe valutare la possibilità di disporre che anche questi accessi vengano ulteriormente illuminati, anche con mezzi aggiuntivi ritenuti idonei a tale scopo. Un requisito di primaria importanza, da verificare immediatamente all inizio dell ispezione, è quello riportato nella parte finale dell art. 2 del D.M. 564/92 ossia, che..la porta d accesso deve essere costruita in modo da consentire sempre l apertura dall esterno. Non sono quindi ammesse, durante le ore di esercizio, porte di ingresso chiuse ed apribili solo dall interno, ovvero a seguito di annuncio tramite campanelli, citofoni o altro: chiunque si appresti ad entrare deve poter accedere, senza difficoltà, in particolar modo coloro che sono tenuti al controllo dell attività. Tutto questo vale anche nel caso di esercizio ubicato ad un piano rilevato, rispetto al piano stradale, o ai piani superiori di un edificio; è indispensabile che il locale abbia ingressi e uscite ben visibili da vie o luoghi pubblici o aperti al pubblico nelle ore di somministrazione e che questi accessi, occorre ribadirlo, conducano solo all esercizio e non anche a locali o abitazioni private. Anche in questo caso, in mancanza di visibilità idonea il Sindaco (Dirigente) può dettare specifiche prescrizioni al fine di meglio illuminare gli ingressi e le uscite o, nel caso di impossibilità, imporne la chiusura. Per quanto riguarda la sorvegliabilità interna, il comma 1 dell art. 3 stabilisce che Le suddivisioni interne del locale, ad esclusione dei servizi igienici e dei vani non aperti al pubblico, non possono essere chiuse da porte o grate munite di serrature o di altri sistemi di chiusura che non consentano un immediato accesso, e comunque in ogni caso deve essere assicurata mediante targhe o altre indicazioni luminose, quando prescritto, l identificabilità degli accessi ai vani dell esercizio, (ossia la natura del locale retrostante: magazzino, cucina, deposito..). Altresì dovranno essere indicate le vie di uscita dal medesimo e, potremmo aggiungere che, se obbligatorie per legge o comunque presenti, devono essere indicate anche le uscite di emergenza (sicurezza), come prescritto dai punti 10 e 11 dell art. 33 del Decreto Legislativo n. 626 del 19/09/1994, come modificato ed integrato da Dlgs. n. 242/96, Dlgs. n. 359/99, DM 12/11/99, Dlgs 66/00 e 4

5 L.422/00, Le vie e le uscite di emergenza devono essere evidenziate da apposita segnaletica, conforme alle disposizioni vigenti, durevole e collocata in luoghi appropriati e Le vie e le uscite di emergenza che richiedono un'illuminazione devono essere dotate di un'illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente, che entri in funzione in caso di guasto dell'impianto elettrico. A proposito delle uscite di emergenza, mi preme segnalare un principio affermato di recente dal Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, il quale con la sentenza n. 1010/2005 depositata il 14 aprile 2006, ha anche stabilito che le uscite di sicurezza, utilizzate dal pubblico devono rispettare i requisiti della sorvegliabilità stabiliti del D.M. 564/92, e precisamente quelli previsti dall art.1. Tale pronuncia scaturisce da un ricorso presentato dal gestore di esercizio pubblico per la somministrazione di alimenti e bevande (un ristorante) avverso i provvedimenti sanzionatori di un Comune che aveva contestato il fatto che adibiva come uscite di sicurezza, delle uscite che immettevano ad un cortile condominiale privato, non accessibile a tutti poiché provvisto di un cancello che impediva il libero accesso dalla pubblica via o da altro luogo pubblico e, soprattutto perché questa condizione di cortile non accessibile, di fatto impediva la puntuale sorveglianza delle vie d accesso o d uscita, da parte delle forze di polizia, disattendendo pertanto al comma 1 dell art.1 del già citato decreto ministeriale. Infatti, a seguito di un controllo effettuato presso l esercizio, si è accertato che durante l orario di apertura le porte di tali uscite di emergenza erano liberamente utilizzabili dal pubblico in quanto non chiuse a chiave. Il gestore dell esercizio pubblico, ha contro dedotto che era obbligato a tanto, in quanto doveva attenersi alle previsioni dei punti 6 e 7 dell art. 33 del Decreto Legislativo n. 626 del 19/09/1994, dove si stabilisce che Qualora le uscite di emergenza siano dotate di porte, queste devono essere apribili nel verso dell'esodo e, qualora siano chiuse devono poter essere aperte facilmente e immediatamente da parte di qualsiasi persona che abbia bisogno di utilizzarle in caso di emergenza..ed inoltre Le porte delle uscite di emergenza non devono essere chiuse a chiave, se non in casi specificamente autorizzati dall'autorità competente. Ma come sopra detto il tribunale amministrativo ha sancito che la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, deve coniugarsi con l esigenza della tutela della pubblica sicurezza e dell ordine pubblico che, nella fattispecie, si esplica con la sorvegliabilità dei locali soggetti a licenza di polizia amministrativa. Alla luce di tale sentenza, ritengo che si possa legittimamente affermare e ribadire che, i criteri sopra enunciati, possano essere sempre applicati per 5

6 verificare la sorvegliabilità di tutti gli altri esercizi pubblici, diversi da quelli della somministrazione di alimenti e bevande, obbligati alla tenuta delle uscite di sicurezza. In conclusione, a seguito di ispezione dell esercizio pubblico, si procederà innanzitutto con il: verbale di ispezione di esercizio pubblico (art. 13, comma 1, legge 24 novembre 1981, n. 689) dal quale si dedurrà o meno la violazione delle norme richiamate nel decreto ministeriale. Accertata la violazione, si deve procedere con: verbale di accertata violazione amministrativa per mancanza dei requisiti di sorvegliabilità previsti dal D.M. 17 dicembre 1992, n. 564, e violazione degli artt. 9 e 17 bis, commi 1 e 2 del R.D. 18 giugno 1931, n T.u.l.p.s.; tale violazione da contestare, quando è possibile immediatamente, è soggetta al pagamento di una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 516,00 a 3.098,00; rapporto da trasmettere al Dirigente del Settore comunale competente, affinché imponga all esercente, previa diffida scritta, a regolarizzare quanto in contrasto con il decreto ministeriale, nonché proceda alla comunicazione di avvio del procedimento di revoca dell autorizzazione. Di seguito sono riportate tutte le norme citate, limitatamente agli articoli interessati nella trattazione. Legge 29 marzo 2001, n omissis 6

7 Art. 9. (Semplificazioni) 1. L'apertura e il trasferimento di sede degli esercizi ricettivi sono soggetti ad autorizzazione, rilasciata dal sindaco del comune nel cui territorio e' ubicato l'esercizio. Il rilascio dell'autorizzazione abilita ad effettuare, unitamente alla prestazione del servizio ricettivo, la somministrazione di alimenti e bevande alle persone alloggiate, ai loro ospiti ed a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni organizzati. La medesima autorizzazione abilita altresi' alla fornitura di giornali, riviste, pellicole per uso fotografico e di registrazione audiovisiva, cartoline e francobolli alle persone alloggiate, nonche' ad installare, ad uso esclusivo di dette persone, attrezzature e strutture a carattere ricreativo, per le quali e' fatta salva la vigente disciplina in materia di sicurezza e di igiene e sanita'. 2. L'autorizzazione di cui al comma 1 e' rilasciata anche ai fini di cui all'articolo 86 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n Le attivita' ricettive devono essere esercitate nel rispetto delle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria e di pubblica sicurezza, nonche' di quelle sulla destinazione d'uso dei locali e degli edifici. 3. Nel caso di chiusura dell'esercizio ricettivo per un periodo superiore agli otto giorni, il titolare dell'autorizzazione e' tenuto a darne comunicazione al sindaco. 4. L'autorizzazione di cui al comma 1 e' revocata dal sindaco: a) qualora il titolare dell'autorizzazione, salvo proroga in caso di comprovata necessità, non attivi l'esercizio entro centottanta giorni dalla data del rilascio della stessa ovvero ne sospenda l'attività per un periodo superiore a dodici mesi; b) qualora il titolare dell'autorizzazione non risulti più iscritto nel registro di cui al comma 3 dell'articolo 7; c) qualora, accertato il venir meno della rispondenza dello stato dei locali ai criteri stabiliti per l'esercizio dell'attivita' dalle regioni o alle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica e igienicosanitaria, nonche' a quelle sulla destinazione d'uso dei locali e degli edifici, il titolare sospeso dall'attivita' ai sensi dell'articolo 17-ter del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 7

8 1931, n. 773, come da ultimo modificato dal comma 5 del presente articolo, non abbia provveduto alla regolarizzazione nei tempi stabiliti. 5. Il comma 3 dell'articolo 17-ter del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente: "3. Entro cinque giorni dalla ricezione della comunicazione del pubblico ufficiale, l'autorita' di cui al comma 1 ordina, con provvedimento motivato, la cessazione dell'attivita' condotta con difetto di autorizzazione ovvero, in caso di violazione delle prescrizioni, la sospensione dell'attivita' autorizzata per il tempo occorrente ad uniformarsi alle prescrizioni violate e comunque per un periodo non superiore a tre mesi. Fermo restando quanto previsto al comma 4 e salvo che la violazione riguardi prescrizioni a tutela della pubblica incolumita' o dell'igiene, l'ordine di sospensione e' disposto trascorsi trenta giorni dalla data di violazione. Non si da' comunque luogo all'esecuzione dell'ordine di sospensione qualora l'interessato dimostri di aver sanato le violazioni ovvero di aver avviato le relative procedure amministrative". 6. I procedimenti amministrativi per il rilascio di licenze, autorizzazioni e nulla osta riguardanti le attivita' e le professioni turistiche si conformano ai principi di speditezza, unicita' e semplificazione, ivi compresa l'introduzione degli sportelli unici, e si uniformano alle procedure previste in materia di autorizzazione delle altre attivita' produttive, se piu' favorevoli. Le regioni provvedono a dare attuazione al presente comma. I comuni esercitano le loro funzioni in materia tenendo conto della necessita' di ricondurre ad unita' i procedimenti autorizzatori per le attivita' e professioni turistiche, attribuendo ad un'unica struttura organizzativa la responsabilita' del procedimento, fatto salvo quanto previsto dalla legge 6 dicembre 1991, n E' estesa alle imprese turistiche la disciplina recata dagli articoli 23, 24 e 25 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e dal relativo regolamento attuativo....omissis art. 11. (Abrogazioni e disposizioni transitorie) 1. E' abrogato il regio decreto-legge 24 ottobre 1935, n. 2049, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 1936, n. 526, e successive modificazioni. 8

9 2. Alle imprese ricettive non si applica l'articolo 99 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n E' abrogato l'articolo 266 del regolamento di esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n Le disposizioni degli articoli 152, 153, 154 e 180 del medesimo regolamento non si applicano alle autorizzazioni di cui all'articolo 9 della presente legge. 4. La sezione speciale del registro degli esercenti il commercio, istituita dall'articolo 5, comma 2, della legge 17 maggio 1983, n. 217, e' soppressa. legge 25 agosto 1991 n omissis Art. 3. Rilascio delle autorizzazioni *** 1. L'apertura e il trasferimento di sede degli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e di bevande, comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione, sono soggetti ad autorizzazione, rilasciata dal sindaco del comune nel cui territorio e' ubicato l'esercizio, sentito il parere della commissione competente ai sensi dell'articolo 6, con l'osservanza dei criteri e parametri di cui al comma 4 del presente articolo e a condizione che il richiedente sia iscritto nel registro di cui all'articolo 2. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione il sindaco accerta la conformità del locale ai criteri stabiliti con decreto del Ministro dell'interno, ovvero si riserva di verificarne la sussistenza quando ciò non sia possibile in via preventiva. Il sindaco, inoltre, accerta l'adeguata sorvegliabilità dei locali oggetto di concessione edilizia per ampliamento....omissis *** D.M.(Interni)17dicembre1992,n.564 Regolamento concernente i criteri di sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande (G.U. 12 febbraio 1993, n. 35) 9

10 Visto l'art. 3, comma 1, della legge 25 agosto 1991, n. 287, contenente: «Aggiornamento della normativa sull'insediamento e sulla attività dei pubblici esercizi»; Visto l'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773; Visto il regolamento per l'esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n. 773, delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635; Visto l'art. 19, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, contenente: «Attuazione della delega di cui all'art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382»; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza generale del 5 ottobre 1992; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell'art. 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988 (nota n. 559/LEG/ /S.1 del 1 dicembre 1992); Adotta il seguente regolamento: 1. Sorvegliabilità esterna 1. I locali e le aree adibiti, anche temporaneamente o per attività stagionale, ad esercizio per la somministrazione al pubblico di alimenti o bevande devono avere caratteristiche costruttive tali da non impedire la sorvegliabilità delle vie d'accesso o d'uscita. 2. Le porte o altri ingressi devono consentire l'accesso diretto dalla strada, piazza o altro luogo pubblico e non possono essere utilizzati per l'accesso ad abitazioni private. 3. In caso di locali parzialmente interrati, gli accessi devono essere integralmente visibili dalla strada, piazza o altro luogo pubblico. 4. Nel caso di locali ubicati ad un livello o piano superiore a quello della strada, piazza o altro luogo pubblico d'accesso, la visibilità esterna deve essere specificamente verificata dall'autorità di pubblica sicurezza, che può prescrivere, quando la misura risulti sufficiente ai fini di cui al comma 1, l'apposizione di idonei sistemi di illuminazione e di segnalazione degli accessi e la chiusura di ulteriori vie d'accesso o d'uscita. 2. Caratteristiche delle vie d'accesso 10

11 1. Nessun impedimento deve essere frapposto all'ingresso o uscita del locale durante l'orario di apertura dell'esercizio e la porta d'accesso deve essere costruita in modo da consentire sempre l'apertura dall'esterno 3. Sorvegliabilità interna 1. Le suddivisioni interne del locale, ad esclusione dei servizi igienici e dei vani non aperti al pubblico, non possono essere chiuse da porte o grate munite di serratura o da altri sistemi di chiusura che non consentano un immediato accesso. 2. Eventuali locali interni non aperti al pubblico devono essere indicati al momento della richiesta dell'autorizzazione di cui all'art. 3, comma 1, della legge 25 agosto 1991, n. 287, e non può essere impedito l'accesso agli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza che effettuano i controlli ai sensi di legge. 3. In ogni caso deve essere assicurata mediante targhe o altre indicazioni anche luminose, quando prescritto, l'identificabilità degli accessi ai vani interni dell'esercizio e le vie d'uscita del medesimo. 4. Caratteristiche dei locali adibiti alla somministrazione di alimenti e bevande annessi a circoli privati 1. I locali di circoli privati o di enti in cui si somministrano alimenti o bevande devono essere ubicati all'interno della struttura adibita a sede del circolo o dell'ente collettivo e non devono avere accesso diretto da strade, piazze o altri luoghi pubblici. All'esterno della struttura non possono essere apposte insegne, targhe o altre indicazioni che pubblicizzino le attività di somministrazione esercitate all'interno. 5. Norma transitoria 1. I locali per i quali è già autorizzata, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, la somministrazione di alimenti e bevande, dovranno essere resi conformi alle disposizioni degli articoli 2 e 3 del presente decreto entro il 31 ottobre Entro la stessa data, i circoli privati o enti che siano stati autorizzati, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, a somministrare alimenti e bevande, devono altresì ottemperare al divieto di apporre all'esterno dei locali insegne, targhe o altre indicazioni che pubblicizzino l'attività di somministrazione effettuata all'interno. (comma così sostituito dall'art. 1, d.m. n. 534 del 1994) 11

12 2. Le comunicazioni interne fra i locali adibiti a pubblico esercizio e i locali aventi diversa destinazione, esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento debbono essere chiuse a chiave durante l'orario di apertura del pubblico esercizio e deve essere impedito l'accesso a chiunque. *** Decreto legislativo del 19/09/1994, n omissis ART Adeguamenti di norme 1. L'art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, è sostituito dal seguente: "Art. 13 (Vie e uscite di emergenza). 1. Ai fini del presente decreto si intende per: a) via di emergenza: percorso senza ostacoli al deflusso che consente alle persone che occupano un edificio o un locale di raggiungere un luogo sicuro; b) uscita di emergenza: passaggio che immette in un luogo sicuro; c) luogo sicuro: luogo nel quale le persone sono da considerarsi al sicuro dagli effetti determinati dall'incendio o altre situazioni di emergenza. 2. Le vie e le uscite di emergenza devono rimanere sgombre e consentire di raggiungere il più rapidamente possibile un luogo sicuro. 3. In caso di pericolo tutti i posti di lavoro devono poter essere evacuati rapidamente e in piena sicurezza da parte dei lavoratori. 4. Il numero, la distribuzione e le dimensioni delle vie e delle uscite di emergenza devono essere adeguate alle dimensioni dei luoghi di lavoro, alla loro ubicazione, alla loro destinazione d'uso, alle attrezzature in essi installate, nonché al numero massimo di persone che possono essere presenti in detti luoghi. 5. Le vie e le uscite di emergenza devono avere altezza minima di m 2,0 e larghezza minima conforme alla normativa vigente in materia antincendio. 12

13 6. Qualora le uscite di emergenza siano dotate di porte, queste devono essere apribili nel verso dell'esodo e, qualora siano chiuse devono poter essere aperte facilmente e immediatamente da parte di qualsiasi persona che abbia bisogno di utilizzarle in caso di emergenza. 7. Le porte delle uscite di emergenza non devono essere chiuse a chiave, se non in casi specificamente autorizzati dall'autorità competente. 8. Nei locali di lavoro e in quelli destinati a deposito è vietato adibire, quali porte delle uscite di emergenza, le saracinesche a rullo, le porte scorrevoli verticalmente e quelle girevoli su asse centrale. 9. Le vie e le uscite di emergenza nonché le vie di circolazione e le porte che vi danno accesso non devono essere ostruite da oggetti in modo da poter essere utilizzate in ogni momento senza impedimenti. 10. Le vie e le uscite di emergenza devono essere evidenziate da apposita segnaletica, conforme alle disposizioni vigenti, durevole e collocata in luoghi appropriati. 11. Le vie e le uscite di emergenza che richiedono un'illuminazione devono essere dotate di un'illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente, che entri in funzione in caso di guasto dell'impianto elettrico. 12. Gli edifici che siano costruiti o adattati interamente per lavorazioni che comportano un numero di lavoratori superiore a 25, e in ogni caso quando le lavorazioni e i materiali ivi utilizzati presentino pericoli di esplosione o di incendio e siano adibiti nello stesso locale più di 5 lavoratori, devono avere almeno due scale distinte di facile accesso.per gli edifici già costruiti si dovrà provvedere in conformità, quando non ne esista l'impossibilità accertata dall'organo di vigilanza: in quest'ultimo caso sono disposte le misure e cautele ritenute più efficienti. 13. Per i luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1º gennaio 1993 non si applica la disposizione contenuta nel comma 4, ma gli stessi debbono avere un numero sufficiente di vie e uscite di emergenza."....omissis ART Prevenzione incendi 1. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.577, i Ministri dell'interno, del lavoro e della previdenza sociale, in relazione al tipo di attività, al numero dei lavoratori 13

14 occupati ed ai fattori di rischio, adottano uno o più decreti nei quali sono definiti: a) criteri diretti ad individuare: 1) misure intese ad evitare l'insorgere di un incendio e a limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi; 2) misure precauzionali di esercizio; 3) metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio; 4) criteri per la gestione delle emergenze; b) le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio di cui all'art. 12, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione. 2. Per il settore minerario il decreto di cui al comma 1 è adottato dai Ministri dell'interno del lavoro e previdenza sociale e dell'industria, del commercio e dell artigianato....omissis 14

ALLO SPORTELLO UNICO ATTIVITA PRODUTTIVE DEL COMUNE DI SANREMO. Il sottoscritto. nato a il - residente. in via N., legale rappresentante della società

ALLO SPORTELLO UNICO ATTIVITA PRODUTTIVE DEL COMUNE DI SANREMO. Il sottoscritto. nato a il - residente. in via N., legale rappresentante della società nuovo PE ALLO SPORTELLO UNICO ATTIVITA PRODUTTIVE DEL COMUNE DI SANREMO SCIA -SEGNALAZIONE CERTIFICATA INIZIO ATTIVITÀ APERTURA NUOVO ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE Il sottoscritto nato a il - residente

Dettagli

Comune di Avellino Regolamento dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande

Comune di Avellino Regolamento dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande Comune di Avellino Regolamento dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande Articolo 1 Principi Generali 1. Il presente regolamento è ispirato all'applicazione dei principi in linea

Dettagli

IN MATERIA DI RILASCIO DI

IN MATERIA DI RILASCIO DI COMUNE DI ORISTANO Comuni de Aristanis REGOLAMENTO IN MATERIA DI RILASCIO DI AUTORIZZAZIONE PER LA SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO DI ALIMENTI E BEVANDE (APPROVATO CON DELIBERAZIONE C.C. N. 168 DEL 02.12.2003)

Dettagli

COMUNE DI CAMPAGNANO DI ROMA Provincia di Roma C.a.p. 00063 Tel. 06-90.15.601 Fax. 90.41.991 P.zza C.Leonelli, 15

COMUNE DI CAMPAGNANO DI ROMA Provincia di Roma C.a.p. 00063 Tel. 06-90.15.601 Fax. 90.41.991 P.zza C.Leonelli, 15 COMUNE DI CAMPAGNANO DI ROMA Provincia di Roma C.a.p. 00063 Tel. 06-90.15.601 Fax. 90.41.991 P.zza C.Leonelli, 15 UFFICIO TRIBUTI - COMMERCIO - ARTIGIANATO - ATTIVITA PRODUTTIVE REGOLAMENTO DEGLI SPACCI

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCO Approvato con Deliberazione Consiglio Comunale n. 121 del 09.12.

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCO Approvato con Deliberazione Consiglio Comunale n. 121 del 09.12. REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCO Approvato con Deliberazione Consiglio Comunale n. 121 del 09.12.2008 INDICE TITOLO I - PRINCIPI GENERALI pag. 1 Art. 1 DEFINIZIONI pag. 1

Dettagli

VIE D ESODO E USCITE DI SICUREZZA

VIE D ESODO E USCITE DI SICUREZZA VIE D ESODO E USCITE DI SICUREZZA MINISTERO DELL'INTERNO MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE ATTUAZIONE DELL ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 3 AGOSTO 2007, N. 123, IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE

Dettagli

Scheda informativa del modulo B5

Scheda informativa del modulo B5 IN QUALI CASI PUOI UTILIZZARE QUESTO MODULO? Per tutte le vicende che riguardano lo svolgimento della somministrazione di alimenti e bevande. Per questa s intende la vendita di alimenti e bevande per il

Dettagli

Ecco come è regolato l accesso delle Forze di Polizia (non Locali) nei Circoli privati dopo l abrogazione apportate dal DL 5/2012

Ecco come è regolato l accesso delle Forze di Polizia (non Locali) nei Circoli privati dopo l abrogazione apportate dal DL 5/2012 Ecco come è regolato l accesso delle Forze di Polizia (non Locali) nei Circoli privati dopo l abrogazione apportate dal DL 5/2012 Dott. Claudio Malavasi * Premesso che dopo l entrata in vigore del D.L.

Dettagli

Regione Lazio. Leggi Regionali 28/11/2013 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 98

Regione Lazio. Leggi Regionali 28/11/2013 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 98 Regione Lazio Leggi Regionali Legge Regionale 27 novembre 2013, n. 8 Disposizioni di semplificazione relative alle strutture ricettive. Modifiche alle leggi regionali 6 agosto 2007, n. 13, concernente

Dettagli

AL COMUNE DI PALERMO Settore Servizi alle Imprese - Sportello Unico Via Ugo La Malfa n.34-90146 Palermo

AL COMUNE DI PALERMO Settore Servizi alle Imprese - Sportello Unico Via Ugo La Malfa n.34-90146 Palermo Editing del 21/09/2012 N.B. Allegare attestazione di avvenuto pagamento dei diritti di cui al tariffario SUAP AL COMUNE DI PALERMO Settore Servizi alle Imprese - Sportello Unico Via Ugo La Malfa n.34-90146

Dettagli

Allegato A. REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLE SALE GIOCHI Approvato con delibera C.C. n 19 del 30/04/2010

Allegato A. REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLE SALE GIOCHI Approvato con delibera C.C. n 19 del 30/04/2010 Allegato A REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLE SALE GIOCHI Approvato con delibera C.C. n 19 del 30/04/2010 Art. 1 Definizioni 1. Ai fini del presente regolamento si intende per: - TULPS: il Testo

Dettagli

Sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro

Sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro IX Giornata della Sicurezza Como, 30 ottobre 2008 Sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro Ing. Claudio Giacalone Comando provinciale Vigili del fuoco di Como Decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCO

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCO Allegato B a Delibera C.C. n.36 del 27/9/2010 REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCO Approvato con delibera di C.C. n. 36 del 27/09/2010 Pubblicato all albo Pretorio dal 5/10/2010

Dettagli

REGOLAMENTO. Comune di Follonica. per l'apertura e la gestione di sale giochi. Delibera del Consiglio Comunale n. 79 del 26 novembre 2007

REGOLAMENTO. Comune di Follonica. per l'apertura e la gestione di sale giochi. Delibera del Consiglio Comunale n. 79 del 26 novembre 2007 Comune di Follonica per l'apertura e la gestione di sale giochi Delibera del Consiglio Comunale n. 79 del 26 novembre 2007 REGOLAMENTO INDICE SOMMARIO Articolo 1 Definizioni 1 Articolo 2 Ambito di applicazione

Dettagli

COPIA DELLA PRESENTE DOVRA ESSERE TENUTA ESPOSTA IN MODO BEN VISIBILE AL PUBBLICO.

COPIA DELLA PRESENTE DOVRA ESSERE TENUTA ESPOSTA IN MODO BEN VISIBILE AL PUBBLICO. COPIA DELLA PRESENTE DOVRA ESSERE TENUTA ESPOSTA IN MODO BEN VISIBILE AL PUBBLICO. AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI TORTORETO SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE N. 82 REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI

REGOLAMENTO COMUNALE N. 82 REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI COMUNE DI CASTEL DEL PIANO Provincia di Grosseto Via G. Marconi, 9 Tel. 0564 973511 Fax 0564 957155 SERVIZIO 1 - AMMINISTRATIVO http: www.comune.casteldelpiano.gr.it REGOLAMENTO COMUNALE N. 82 REGOLAMENTO

Dettagli

SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO DI ALIMENTI E BEVANDE SEGNALAZIONE CERTIFICATA INIZIO ATTIVITA (S.C.I.A.)

SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO DI ALIMENTI E BEVANDE SEGNALAZIONE CERTIFICATA INIZIO ATTIVITA (S.C.I.A.) SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO DI ALIMENTI E BEVANDE SEGNALAZIONE CERTIFICATA INIZIO ATTIVITA (S.C.I.A.) [ ] Apertura nuovo esercizio [ ] Trasferimento di sede - [ ] Subingresso (Art. 64 D. Lgs. 59/2010

Dettagli

LA DISCIPLINA DEI PUBBLICI SPETTACOLI

LA DISCIPLINA DEI PUBBLICI SPETTACOLI LA DISCIPLINA DEI PUBBLICI SPETTACOLI Secondo quanto affermato dal Ministero delle Finanze, nella circolare n.165/e del 7 settembre 2000, avente per oggetto "Riforma della disciplina fiscale relativa alle

Dettagli

Art. 1 Ambito di applicazione della legge e abrogazioni espresse

Art. 1 Ambito di applicazione della legge e abrogazioni espresse LEGGE 25 AGOSTO 1991, N. 287(G.U.R.I. n. 132 del 3 settembre 1991) Aggiornamento della normativa sull'insediamento e sull'attività dei pubblici esercizi. Art. 1 Ambito di applicazione della legge e abrogazioni

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI Approvato con Deliberazione C.C. n. 38 del 18.06.2007 1 INDICE GENERALE Art. 1 - Definizioni Art. 2 Ambito di applicazione Art. 3 - Principi

Dettagli

Regolamento comunale per la disciplina delle sale giochi

Regolamento comunale per la disciplina delle sale giochi Regolamento comunale per la disciplina delle sale giochi Approvato dal Consiglio Comunale di Lecco con deliberazione del 14.03.2011, n. 33- Articolo 1 - Principi generali 1. Il presente regolamento disciplina

Dettagli

SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE IN PUBBLICI ESERCIZI E CIRCOLI PRIVATI

SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE IN PUBBLICI ESERCIZI E CIRCOLI PRIVATI CITTÀ DI BARLETTA COMANDO POLIZIA MUNICIPALE SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE IN PUBBLICI ESERCIZI E CIRCOLI PRIVATI Descrizione : L apertura e il trasferimento di sede degli esercizi di somministrazione

Dettagli

Art. 1 - Definizioni Art. 2 Ambito di applicazione Art. 3 Principi generali

Art. 1 - Definizioni Art. 2 Ambito di applicazione Art. 3 Principi generali Regolamento Regolamento comunale per l apertura e la gestione di sale giochi (Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 17 dell 11/06/2007) (Modificato con delibera del Consiglio Comunale n. 25

Dettagli

Comune di Trevignano Romano

Comune di Trevignano Romano Comune di Trevignano Romano (Prov. di Roma) REGOLAMENTO IN MATERIA DI FUNZIONAMENTO E RILASCIO DI AUTORIZZAZIONI PER SALE GIOCHI Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 51 del 13.10.2009 INDICE

Dettagli

L APERTURA DI UNA SALA GIOCHI ALL INTERNO DI UN PUBBLICO ESERCIZIO

L APERTURA DI UNA SALA GIOCHI ALL INTERNO DI UN PUBBLICO ESERCIZIO L'apertura di una sala giochi all'interno di un pubblico esercizio Dal momento in cui ha iniziato circolare voce che le video lotterie potranno essere installate soltanto nelle sale giochi, cresce la domanda

Dettagli

R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (1). Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (2) (3) (4) (5).

R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (1). Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (2) (3) (4) (5). R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (1). Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (2) (3) (4) (5). omissis Capo II - Degli esercizi pubblici (139) 86. (art. 84 T.U. 1926). - Non possono esercitarsi,

Dettagli

Comune di San Giuliano Milanese Settore Sviluppo Economia Locale

Comune di San Giuliano Milanese Settore Sviluppo Economia Locale Comune di San Giuliano Milanese Settore Sviluppo Economia Locale REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DELLE SALE GIOCHI Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 12 del 09.03.2009.

Dettagli

SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE

SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI AGRIGENTO SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA (Subingresso Trasferimento di sede Variazioni Cessazione attività) Ai sensi del

Dettagli

ISTRUZIONI. Denuncia di inizio attività circoli privati

ISTRUZIONI. Denuncia di inizio attività circoli privati ISTRUZIONI Denuncia di inizio attività circoli privati Si utilizza questo stampato come D.I.A. per l apertura/trasferimento/subingresso di circolo privato aderente ad Ente od organizzazione nazionale,

Dettagli

05.05.2014 QUESITO. Somministrazione in circolo privato - Autorizzazioni

05.05.2014 QUESITO. Somministrazione in circolo privato - Autorizzazioni 05.05.2014 QUESITO Somministrazione in circolo privato - Autorizzazioni Premesso che l associazione che vorrei costituire sarà associata a una riconosciuta dal ministero dell interno, con sede una villetta

Dettagli

COMUNE DI STAFFOLO. SEGNALAZIONE di INIZIO ATTIVITA per l attività di Pubblico spettacolo / Trattenimento

COMUNE DI STAFFOLO. SEGNALAZIONE di INIZIO ATTIVITA per l attività di Pubblico spettacolo / Trattenimento COMUNE DI STAFFOLO SEGNALAZIONE di INIZIO ATTIVITA per l attività di Pubblico spettacolo / Trattenimento Data di Protocollo SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA ai sensi degli articoli 68, 69 e

Dettagli

(Misure per la prevenzione dei danni e degli incidenti stradali legati al consumo di alcool)

(Misure per la prevenzione dei danni e degli incidenti stradali legati al consumo di alcool) Art. 53. (Misure per la prevenzione dei danni e degli incidenti stradali legati al consumo di alcool) 1. L'articolo 14 della legge 30 marzo 2001, n. 125, e' sostituito dal seguente: «Art. 14. - (Vendita

Dettagli

CITTA DI PORTO TORRES Provincia di Sassari

CITTA DI PORTO TORRES Provincia di Sassari CITTA DI PORTO TORRES Provincia di Sassari REGOLAMENTO COMUNALE ATTIVITÀ DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE NEI CIRCOLI PRIVATI DELIBERAZIONE CONSIGLIO COMUNALE N 52 DEL 17/07/2007 TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

LEGGE 29 luglio 2010, n. 120 Disposizioni in materia di sicurezza stradale. (10G0145)

LEGGE 29 luglio 2010, n. 120 Disposizioni in materia di sicurezza stradale. (10G0145) LEGGE 29 luglio 2010, n. 120 Disposizioni in materia di sicurezza stradale. (10G0145) CAPO I MODIFICHE AL CODICE DELLA STRADA, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO 30 APRILE 1992, N. 285 La Camera dei deputati

Dettagli

Comune di Pesaro. Regolamento sale giochi, detenzione videogiochi e giochi leciti

Comune di Pesaro. Regolamento sale giochi, detenzione videogiochi e giochi leciti Comune di Pesaro Regolamento sale giochi, detenzione videogiochi e giochi leciti Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 61 del 3.6.2010 INDICE Art. 1 Definizione Art. 2-Ambito di applicazione

Dettagli

>>> RISCHI PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI <<< 4. PORTE, VIE E USCITE IN CASO DI EMERGENZA

>>> RISCHI PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI <<< 4. PORTE, VIE E USCITE IN CASO DI EMERGENZA 01. E stata effettuata una specifica Valutazione dei rischi associati alle porte dei locali, e alle porte e vie di uscita in caso di emergenza 02. Le porte dei locali di lavoro consentono una comoda e

Dettagli

&RPXQHGL$YHOOLQR5HJRODPHQWRSHUOHDXWRUL]]D]LRQLGLSXEEOLFLHVHUFL]L

&RPXQHGL$YHOOLQR5HJRODPHQWRSHUOHDXWRUL]]D]LRQLGLSXEEOLFLHVHUFL]L &RPXQHGL$YHOOLQR5HJRODPHQWRSHUOHDXWRUL]]D]LRQLGLSXEEOLFLHVHUFL]L $33529$72&21'(/,%(5$=,21(&216,/,$5(1 $UWLFROR3ULQFLSL*HQHUDOL 1. Il presente regolamento è ispirato all'applicazione dei principi in linea

Dettagli

DISCIPLINARE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI

DISCIPLINARE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI DISCIPLINARE PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI Approvato con deliberazione di G.M. n. 122 dell 1/6/2012 INDICE GENERALE CAPO I DEFINIZIONI E DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Definizioni Art. 2 Ambito

Dettagli

REGOLAMENTO PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI

REGOLAMENTO PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI COMUNE DI ASSO Prov. di Como REGOLAMENTO PER L APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 32 del 29.09.2010 IL PRESENTE REGOLAMENTO: è stato deliberato dal

Dettagli

COMUNE DI GAVORRANO PROVINCIA DI GROSSETO

COMUNE DI GAVORRANO PROVINCIA DI GROSSETO REGOLAMENTO COMUNALE PER L'APERTURA E LA GESTIONE DI SALE GIOCHI 1 INDICE GENERALE Art. 1- Obiettivi CAPO I DEFINIZIONI E DISPOSIZIONI GENERALI Art. 2- Definizioni Art. 3- Normativa di riferimento Art.

Dettagli

Il testo riportato è aggiornato con l emanazione del D.M. 16 febbraio 1982 che ha sostituito il D.M. 27 settembre 1965

Il testo riportato è aggiornato con l emanazione del D.M. 16 febbraio 1982 che ha sostituito il D.M. 27 settembre 1965 Circolare n 75 del 03/07/1967 Criteri di prevenzione incendi per grandi magazzini, empori, ecc. TESTO COORDINATO E' noto che al n. 87 del Decreto Interministeriale del 16 febbraio 1982, emanato ai sensi

Dettagli

Regolamento per la disciplina dell' attività di sala giochi e per l installazione di apparecchi da gioco INDICE

Regolamento per la disciplina dell' attività di sala giochi e per l installazione di apparecchi da gioco INDICE Regolamento per la disciplina dell' attività di sala giochi e per l installazione di apparecchi da gioco INDICE Art. 1 Disposizioni generali e definizione di sala giochi Art. 2 Sale giochi e pubblici esercizi

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL ATTIVITA DI PHONE CENTER

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL ATTIVITA DI PHONE CENTER COMUNE DI CALCIO PROVINCIA DI BERGAMO via Papa Giovanni XXIII, N. 127 C.A.P. 24054 0363 906444 0363 906246 ASSESSORATO ALLA SICUREZZA E VIGILANZA REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL ATTIVITA DI PHONE CENTER

Dettagli

COMUNE DI VILLATA Provincia di Vercelli

COMUNE DI VILLATA Provincia di Vercelli COMUNE DI VILLATA Provincia di Vercelli Approvato con deliberazione consiliare n. 25 del 25 novembre 2002 Ripubblicato dal 05.04.2003 al 19.04.2003 INDICE - SOMMARIO Art. 1 - Premessa Art. 2 - Autorizzazione

Dettagli

COMUNE DI PASIAN DI PRATO PROVINCIA DI UDINE. Ord. n. 10 Data, 26 febbraio 2010 IL SINDACO

COMUNE DI PASIAN DI PRATO PROVINCIA DI UDINE. Ord. n. 10 Data, 26 febbraio 2010 IL SINDACO COMUNE DI PASIAN DI PRATO PROVINCIA DI UDINE UFFICIO SEGRETERIA - COMMERCIO VIA ROMA N. 46 33037 PASIAN DI PRATO - TEL. 0432/645953 FAX 0432/645918 E-MAIL: segreteria@comune.pasiandiprato.ud.it Ord. n.

Dettagli

PUBBLICO ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE. Al COMUNE DI B R O N T E

PUBBLICO ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE. Al COMUNE DI B R O N T E Al COMUNE DI B R O N T E PUBBLICO ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE Segnalazione Certificata Inizio Attività (D.Lgs. n.59/10- L. 122/10- D.Lgs. 147/12) Il sottoscritto nato a il e residente

Dettagli

COMUNE DI BOSCO MARENGO Provincia di Alessandria REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE SALE DA GIOCO

COMUNE DI BOSCO MARENGO Provincia di Alessandria REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE SALE DA GIOCO COMUNE DI BOSCO MARENGO Provincia di Alessandria REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE SALE DA GIOCO Approvato con delibera di CC n. 34 del 27/09/2011 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI ART. 1 PRINCIPI

Dettagli

OGGETTO: Istanza per l apertura di una sala giochi ai sensi degli articoli 86 e 110 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

OGGETTO: Istanza per l apertura di una sala giochi ai sensi degli articoli 86 e 110 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Marca da bollo Euro 14,62 AL COMUNE DI PIETRA LIGURE SETTORE ATTIVITA PRODUTTIVE OGGETTO: Istanza per l apertura di una sala giochi ai sensi degli articoli 86 e 110 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica

Dettagli

Scheda 3.5 Forme speciali di vendita

Scheda 3.5 Forme speciali di vendita Scheda 3.5 Forme speciali di vendita SOGGETTI RICHIEDENTI Il soggetto che intende presentare al Comune la domanda per le forme speciali di vendita al dettaglio deve dimostrare di essere in possesso dei

Dettagli

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA NUOVA APERTURA ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA NUOVA APERTURA ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA NUOVA APERTURA ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE Il / La sottoscritto / a..... - visto il D.Lgs. 26/03/2010 nr. 59 così come modificato dal

Dettagli

C O M U N E D I MASSA LUBRENSE Provincia di Napoli C.C. n. 45 del 29/11/2011

C O M U N E D I MASSA LUBRENSE Provincia di Napoli C.C. n. 45 del 29/11/2011 C O M U N E D I MASSA LUBRENSE Provincia di Napoli C.C. n. 45 del 29/11/2011 REGOLAMENTO COMUNALE PER L ESERCIZIO DI SALA GIOCHI E INSTALLAZIONE DI APPRACCHI DI TRATTENIMENTO AUTOMATICI E SEMIAUTOMATICI

Dettagli

Regolamento Comunale per la disciplina delle Sale Giochi e degli apparecchi da gioco

Regolamento Comunale per la disciplina delle Sale Giochi e degli apparecchi da gioco COMUNE DI CASTELFRANCO DI SOTTO Provincia di Pisa Sportelli Unici Integrati del Comprensorio Regolamento Comunale per la disciplina delle Sale Giochi e degli apparecchi da gioco Approvato con Deliberazione

Dettagli

SUPERFICIE UTILE DEL LOCALE

SUPERFICIE UTILE DEL LOCALE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE ATTIVITA DI SALA GIOCHI GIOCHI LECITI- APPARECCHI AUTOMATICI DI INTRATTENIMENTO E SVAGO Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 17 del 17.02.2011 INDICE Art.

Dettagli

COMUNE DI CALATAFIMI SEGESTA (Provincia Regionale di Trapani)

COMUNE DI CALATAFIMI SEGESTA (Provincia Regionale di Trapani) ALL.1 COMUNE DI CALATAFIMI SEGESTA (Provincia Regionale di Trapani) REGOLAMENTO COMUNALE DELLE SALE GIOCHI APPROVATO CON DELIBERA DI C.C. N. 51 DEL 16/06/09 TITOLO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 DEFINIZIONI

Dettagli

STRUTTURA RICETTIVA - DICHIARAZIONE INIZIO ATTIVITA

STRUTTURA RICETTIVA - DICHIARAZIONE INIZIO ATTIVITA STRUTTURA RICETTIVA - DICHIARAZIONE INIZIO ATTIVITA AFFITTACAMERE PROFESSIONALE AFFITTACAMERE NON PROFESSIONALE CASA E APPARTAMENTI VACANZE RESIDENZE D EPOCA (*) Al COMUNE DI FAUGLIA Il sottoscritto Cognome

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO DI SALE GIOCHI E FUNZIONAMENTO DI ALTRI GIOCHI LECITI ALL INTERNO DEI PUBBLICI ESERCIZI

REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO DI SALE GIOCHI E FUNZIONAMENTO DI ALTRI GIOCHI LECITI ALL INTERNO DEI PUBBLICI ESERCIZI REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO DI SALE GIOCHI E FUNZIONAMENTO DI ALTRI GIOCHI LECITI ALL INTERNO DEI PUBBLICI ESERCIZI Art. 1 LICENZA D'ESERCIZIO La licenza per l esercizio di sale pubbliche o per altre giochi

Dettagli

DIRETTIVE PER LA DISCIPLINA DELLE SALE GIOCHI E PER L INSTALLAZIONE E L USO NEI PUBBLICI ESERCIZI DI APPARECCHI DI INTRATTENIMENTO E GIOCO

DIRETTIVE PER LA DISCIPLINA DELLE SALE GIOCHI E PER L INSTALLAZIONE E L USO NEI PUBBLICI ESERCIZI DI APPARECCHI DI INTRATTENIMENTO E GIOCO COMUNE DI SAREZZO PROVINCIA DI BRESCIA Ufficio Commercio tel. 030/802021 DIRETTIVE PER LA DISCIPLINA DELLE SALE GIOCHI E PER L INSTALLAZIONE E L USO NEI PUBBLICI ESERCIZI DI APPARECCHI DI INTRATTENIMENTO

Dettagli

INFORMATIVA SULLA SICUREZZA AI SENSI DEL D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. Anno scolastico 2013/2014

INFORMATIVA SULLA SICUREZZA AI SENSI DEL D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. Anno scolastico 2013/2014 Piano di esodo INFORMATIVA SULLA SICUREZZA AI SENSI DEL D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. Anno scolastico 2013/2014 Il piano di emergenza deve essere predisposto per ogni luogo di lavoro. Per luoghi di lavoro di

Dettagli

Città di Lecce. SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE IN LOCALI NON APERTI AL PUBBLICO Segnalazione Certificata Inizio Attivita (S.C.I.A.

Città di Lecce. SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE IN LOCALI NON APERTI AL PUBBLICO Segnalazione Certificata Inizio Attivita (S.C.I.A. Città di Lecce SETTORE ATTIVITA ECONOMICHE E PRODUTTIVE Via Braccio Martello n. 5 73100 Lecce Tel.(+39) 0832682419 - Fax (+39) 0832232329 SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE IN LOCALI NON APERTI AL

Dettagli

Prot. n. 552838 Al Comune di Guidonia Settore Commercio e Trasporti Via Roma 145 00012 GUIDONIA (RM)

Prot. n. 552838 Al Comune di Guidonia Settore Commercio e Trasporti Via Roma 145 00012 GUIDONIA (RM) Roma, 23 maggio 2003 Ufficio D2- Disciplina del commercio Prot. n. 552838 Al Comune di Guidonia Settore Commercio e Trasporti Via Roma 145 00012 GUIDONIA (RM) Oggetto: Legge 25 agosto 1991, n. 287. Apertura

Dettagli

C I T T À D I V E R OLI * * * * * REGOLAMENTO PER L ATTIVITA DI SALE GIOCHI E GIOCHI AUTOMATICI IN PUBBLICI ESERCIZI ED IN CIRCOLI PRIVATI

C I T T À D I V E R OLI * * * * * REGOLAMENTO PER L ATTIVITA DI SALE GIOCHI E GIOCHI AUTOMATICI IN PUBBLICI ESERCIZI ED IN CIRCOLI PRIVATI C I T T À D I V E R OLI * * * * * REGOLAMENTO PER L ATTIVITA DI SALE GIOCHI E GIOCHI AUTOMATICI IN PUBBLICI ESERCIZI ED IN CIRCOLI PRIVATI Approvato con delibera di C.C. n. 27 del 28/11/2012 I N D I C

Dettagli

La nuova disciplina sui videogiochi - autorizzazioni, vigilanza e sanzioni Michele Pezzulli, Comandante la P.M. di Aversa

La nuova disciplina sui videogiochi - autorizzazioni, vigilanza e sanzioni Michele Pezzulli, Comandante la P.M. di Aversa Delegazioni Regionali > Campania La nuova disciplina sui videogiochi - autorizzazioni, vigilanza e sanzioni Michele Pezzulli, Comandante la P.M. di Aversa Negli ultimi anni abbiamo assistito al susseguirsi

Dettagli

PUBBLICO ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE. Al COMUNE DI POGGIARDO

PUBBLICO ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE. Al COMUNE DI POGGIARDO Al COMUNE DI POGGIARDO (Provincia di Lecce) PUBBLICO ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE Segnalazione Certificata Inizio Attività (D.Lgs. n.59/10- L. 122/10- D.Lgs. 147/12) Servizio SUAP Il

Dettagli

Legge 5 febbraio 1992, n. 175. Norme in materia di pubblicità sanitaria e di repressione dell'esercizio abusivo delle professioni sanitarie.

Legge 5 febbraio 1992, n. 175. Norme in materia di pubblicità sanitaria e di repressione dell'esercizio abusivo delle professioni sanitarie. Legge 5 febbraio 1992, n. 175 Norme in materia di pubblicità sanitaria e di repressione dell'esercizio abusivo delle professioni sanitarie. Pubblicata nella Gazz. Uff. 29 febbraio 1992, n. 50. Articolo

Dettagli

COMUNE DI PONTOGLIO PROVINCIA DI BRESCIA

COMUNE DI PONTOGLIO PROVINCIA DI BRESCIA COMUNE DI PONTOGLIO PROVINCIA DI BRESCIA Regolamento Comunale per la disciplina dell attività dei Centri di Telefonia Internazionale PREMESSA Il centro di telefonia internazionale è un centro servizi nel

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LE SALE GIOCHI L INSTALLAZIONE DI APPARECCHI DA GIOCO. (Deliberazione del Consiglio comunale n. 1 del 10.01.

REGOLAMENTO COMUNALE PER LE SALE GIOCHI L INSTALLAZIONE DI APPARECCHI DA GIOCO. (Deliberazione del Consiglio comunale n. 1 del 10.01. REGOLAMENTO COMUNALE PER LE SALE GIOCHI E L INSTALLAZIONE DI APPARECCHI DA GIOCO (Deliberazione del Consiglio comunale n. 1 del 10.01.2011) 1 INDICE TITOLO I - Norme generali Art. 1 - Oggetto ed ambito

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLE SALE GIOCHI

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLE SALE GIOCHI COMUNE DI PONTE LAMBRO Via Roma n. 23 22037 Ponte Lambro (Co) C.F. / P.I. 00601450133 tel. 031 / 623240 fax 031 / 622491 www.comune.pontelambro.co.it UFFICIO COMMERCIO Posta elettronica: protocollo@comune.pontelambro.co.it

Dettagli

AREA PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO SETTORE URBANISTICA ED EDILIZIA SERVIZIO COMMERCIO. Redatto a cura del Servizio Commercio

AREA PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO SETTORE URBANISTICA ED EDILIZIA SERVIZIO COMMERCIO. Redatto a cura del Servizio Commercio AREA PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO SETTORE URBANISTICA ED EDILIZIA SERVIZIO COMMERCIO REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSEDIAMENTO DI SALE GIOCO AVENTI COME ATTIVITA PRINCIPALE LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI

Dettagli

Comune di Civitella in Val di Chiana

Comune di Civitella in Val di Chiana Comune di Civitella in Val di Chiana PROVINCIA DI AREZZO REGOLAMENTO COMUNALE DEGLI ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE Anno 2011 Approvato con DCC n.38 del 30.4.2011 Comune di Civitella

Dettagli

SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E/O BEVANDE IN CIRCOLI PRIVATI ADERENTI AD ENTI CON FINALITA ASSISTENZIALI E GESTITA DIRETTAMENTE DAI SOCI

SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E/O BEVANDE IN CIRCOLI PRIVATI ADERENTI AD ENTI CON FINALITA ASSISTENZIALI E GESTITA DIRETTAMENTE DAI SOCI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E/O BEVANDE IN CIRCOLI PRIVATI ADERENTI AD ENTI CON FINALITA ASSISTENZIALI E GESTITA DIRETTAMENTE DAI SOCI (ART 2 D.P.R. 4/4/2001 n. 235 ART. 19 L. 241/90) [ ] Dichiarazione

Dettagli

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA TURISTICO ALBERGHIERA. Il sottoscritto: Cognome: Nome: Data di nascita / / Cittadinanza Sesso M F

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA TURISTICO ALBERGHIERA. Il sottoscritto: Cognome: Nome: Data di nascita / / Cittadinanza Sesso M F Allo Sportello Unico del Comune di POSITANO SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA TURISTICO ALBERGHIERA 1. Dati impresa Il sottoscritto: Cognome: Nome: Codice Fiscale: Data di nascita / / Cittadinanza

Dettagli

Strutture ricettive alberghiere, campeggi e villaggi turistici

Strutture ricettive alberghiere, campeggi e villaggi turistici LEGGE REGIONALE 23 marzo 2000, n. 42 Testo unico delle Leggi Regionali in materia di turismo. 3.4.2000 Bollettino Ufficiale della Regione Toscana - n. 15 (Testo coordinato con la L.R. 17 gennaio 2005 n.

Dettagli

COMUNE DI TULA. Provincia di SASSARI. REGOLAMENTO Criteri di programmazione delle attività di somministrazione aperte al pubblico

COMUNE DI TULA. Provincia di SASSARI. REGOLAMENTO Criteri di programmazione delle attività di somministrazione aperte al pubblico COMUNE DI TULA Provincia di SASSARI REGOLAMENTO Criteri di programmazione delle attività di somministrazione aperte al pubblico Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 36 del 10.09.2007 1 Settore

Dettagli

COMUNE DI GANGI REGOLAMENTO

COMUNE DI GANGI REGOLAMENTO COMUNE DI GANGI (Provincia di Palermo) Part. I.V.A. 004759084 SETTORE TECNICO URBANISTICA - COMMERCIO ED ARTIGIANATO (Politiche di Gestione - Sviluppo del Territorio, dell Ambiente e dello Sviluppo Economico)

Dettagli

VADEMECUM SUI CIRCOLI PRIVATI La disciplina della somministrazione nei circoli privati. Le garanzie costituzionali

VADEMECUM SUI CIRCOLI PRIVATI La disciplina della somministrazione nei circoli privati. Le garanzie costituzionali VADEMECUM SUI CIRCOLI PRIVATI La disciplina della somministrazione nei circoli privati I circoli privati rappresentano, da sempre, un problema nella gestione delle attività di controllo sul territorio

Dettagli

R.D. 773 del 18/06/1931 - Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza -

R.D. 773 del 18/06/1931 - Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 773 del 18/06/1931 - Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - Art. 110. 1. In tutte le sale da biliardo o da gioco e negli altri esercizi, compresi i circoli privati, autorizzati alla pratica

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE DEI CENTRI DI TELEFONIA O PHONE CENTER

REGOLAMENTO COMUNALE DEI CENTRI DI TELEFONIA O PHONE CENTER COMUNE DI RIMINI SETTORE SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITA' PRODUTTIVE E ATTIVITA' ECONOMICHE REGOLAMENTO COMUNALE DEI CENTRI DI TELEFONIA O PHONE CENTER approvato con delibera del Consiglio Comunale n.

Dettagli

Ing. Mauro Malizia - Dispositivi per l'apertura delle porte v2.2 - Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ascoli Piceno

Ing. Mauro Malizia - Dispositivi per l'apertura delle porte v2.2 - Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ascoli Piceno APERTURA DELLE PORTE LUNGO LE VIE DI ESODO D.M. 3/11/2004 (1) Disposizioni relative all'installazione ed alla manutenzione dei dispositivi per l'apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente

Dettagli

Legge 5 dicembre 1985, n. 730: Disciplina dell'agriturismo. (Pubblicata nella G.U. n. 295 del 16 dicembre 1985)

Legge 5 dicembre 1985, n. 730: Disciplina dell'agriturismo. (Pubblicata nella G.U. n. 295 del 16 dicembre 1985) Legge 5 dicembre 1985, n. 730: Disciplina dell'agriturismo. (Pubblicata nella G.U. n. 295 del 16 dicembre 1985) Art. 1 - Finalità dell'intervento L'agricoltura, in armonia con gli indirizzi di politica

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCHEMA DI REGOLAMENTO RECANTE DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI RELATIVI ALLA PREVENZIONE INCENDI, A NORMA DELL ARTICOLO 49, COMMA 4-QUATER, DEL DECRETO-LEGGE 31 MAGGIO 2010, N. 78, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI,

Dettagli

Norme per l insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa

Norme per l insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa Legge Regionale 3 marzo 2006, N. 6 Norme per l insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa (BURL n. 10, 1 suppl. ord. del 07 Marzo 2006 ) urn:nir:regione.lombardia:legge:2006-03-03;6

Dettagli

COMUNE DI RAVENNA Medaglia D Oro al Valor Militare SERVIZIO SUAP ED ATTIVITA ECONOMICHE

COMUNE DI RAVENNA Medaglia D Oro al Valor Militare SERVIZIO SUAP ED ATTIVITA ECONOMICHE COMUNE DI RAVENNA Medaglia D Oro al Valor Militare SERVIZIO SUAP ED ATTIVITA ECONOMICHE ID 991897720 P.G. n. 48160/2014 ORDINANZA n. TL 523/2014 PUBBLICI SPETTACOLI E TRATTENIMENTI DANZANTI NEGLI ESERCIZI

Dettagli

D.P.R. 12/01/98, n 37 Gazzetta Ufficiale Italiana n 57 del 10/03/1998

D.P.R. 12/01/98, n 37 Gazzetta Ufficiale Italiana n 57 del 10/03/1998 D.P.R. 12/01/98, n 37 Gazzetta Ufficiale Italiana n 57 del 10/03/1998 IL NUOVO REGOLAMENTO DI PREVENZIONE INCENDI SOMMARIO TESTO Art. 1. Oggetto del regolamento. Art. 2. Parere di conformità. Art. 3. Rilascio

Dettagli

DICHIARA di N O M I N ARE. Cognome Nome C.F. Data di nascita / / Cittadinanza Sesso: M F

DICHIARA di N O M I N ARE. Cognome Nome C.F. Data di nascita / / Cittadinanza Sesso: M F NOLEGGIO di VEICOLI senza CONDUCENTE SEGNALAZIONE CERTIFICATA di INIZIO ATTIVITÀ ai sensi dell'art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, modificato dalla legge n. 122/2010 e del D.P.R. 19.12.2001, n.

Dettagli

Comune di Oggiono Provincia di Lecco

Comune di Oggiono Provincia di Lecco Comune di Oggiono Provincia di Lecco Regolamento per la disciplina delle sale da gioco lecito. (Approvato con delibera di Consiglio comunale n. 23 del 14.03.2011) INDICE Titolo I Disposizioni generali

Dettagli

Titolo I. Generalita' Art. 1. (Finalita')

Titolo I. Generalita' Art. 1. (Finalita') Legge regionale 23 marzo 1995, n. 38. (Testo coordinato) Disciplina dell'agriturismo. (B.U. 24 marzo 1995, suppl. al n. 12) Modificata da l.r. 38/2009 Art. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 Titolo I. Generalita'

Dettagli

LA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA DEI CONDUCENTI PROFESSIONALI. Ferdinando Longobardo Polizia Locale Milano

LA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA DEI CONDUCENTI PROFESSIONALI. Ferdinando Longobardo Polizia Locale Milano LA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA DEI CONDUCENTI PROFESSIONALI Ferdinando Longobardo Polizia Locale Milano Articolo 186 C.d.S. 1. È vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche.

Dettagli

Data di nascita / / Luogo di nascita (Prov. ) Cittadinanza Residenza: Comune di CAP (Prov. ) Via/P.zza n. Tel.

Data di nascita / / Luogo di nascita (Prov. ) Cittadinanza Residenza: Comune di CAP (Prov. ) Via/P.zza n. Tel. STRUTTURA RICETTIVA DICHIARAZIONE INIZIO ATTIVITA n. 3 copie in carta semplice [ ] AFFITTACAMERE PROFESSIONALE [ ] AFFITTACAMERE NON PROFESSIONALE [ ] CASA E APPARTAMENTI VACANZE [ ] RESIDENZE D EPOCA

Dettagli

IL MINISTRO DELL'INTERNO

IL MINISTRO DELL'INTERNO D.M. 6 ottobre 2009 (1). Determinazione dei requisiti per l'iscrizione nell'elenco prefettizio del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi

Dettagli

LEGGE n. 175 del 5 febbraio 1992 (1), con modifiche legge n. 42 del 26/2/99 e legge n. 362 del 14/10/99 e legge n.

LEGGE n. 175 del 5 febbraio 1992 (1), con modifiche legge n. 42 del 26/2/99 e legge n. 362 del 14/10/99 e legge n. LEGGE n. 175 del 5 febbraio 1992 (1), con modifiche legge n. 42 del 26/2/99 e legge n. 362 del 14/10/99 e legge n. 112 del 3/5/2004 Norma in materia di pubblicità sanitaria e di repressione dell'esercizio

Dettagli

COMUNE DI CAGLIARI REGOLAMENTO PER L'ATTIVITA' DI SALE GIOCHI E GIOCHI AUTOMATICI IN PUBBLICI ESERCIZI E IN CIRCOLI PRIVATI

COMUNE DI CAGLIARI REGOLAMENTO PER L'ATTIVITA' DI SALE GIOCHI E GIOCHI AUTOMATICI IN PUBBLICI ESERCIZI E IN CIRCOLI PRIVATI COMUNE DI CAGLIARI REGOLAMENTO PER L'ATTIVITA' DI SALE GIOCHI E GIOCHI AUTOMATICI IN PUBBLICI ESERCIZI E IN CIRCOLI PRIVATI (Approvato con deliberazione dal C.C. n 4 del 19.01.1998) ART. 1 Per "Automatico

Dettagli

La SCIA agevola l avvio dell attività

La SCIA agevola l avvio dell attività La SCIA agevola l avvio dell attività L a modifica apportata alla legge 122/10 ha carattere di principio generale e stabilisce che possono essere intraprese con la Scia le attività non sottoposte a limite

Dettagli

SEGNALAZIONE CERTIFICATA INIZIO ATTIVITÀ

SEGNALAZIONE CERTIFICATA INIZIO ATTIVITÀ Allo Sportello Unico Attività Produttive del Comune di SEGNALAZIONE CERTIFICATA INIZIO ATTIVITÀ CASE E APPARTAMENTI PER VACANZE Il sottoscritto, Cognome: Nome: 1. Dati azienda e rappresentante legale,

Dettagli

LE SANZIONI E I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI PREVISTI DAL D. LGS. N. 114 DEL 1998 IN MATERIA DI COMMERCIO

LE SANZIONI E I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI PREVISTI DAL D. LGS. N. 114 DEL 1998 IN MATERIA DI COMMERCIO LE SANZIONI E I PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI PREVISTI DAL D. LGS. N. 114 DEL 1998 IN MATERIA DI COMMERCIO di Claudio Venturi Sommario: 1. Premessa. 2. Le sanzioni per il commercio all ingrosso e al dettaglio

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DELLE SALE GIOCHI

REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DELLE SALE GIOCHI Comune di Rozzano Provincia di Milano Servizio Commercio REGOLAMENTO COMUNALE PER L APERTURA E LA GESTIONE DELLE SALE GIOCHI Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 25 del 20.6.2011 Regolamento

Dettagli

Comune di Fiorano Modenese Provincia di Modena

Comune di Fiorano Modenese Provincia di Modena Comune di Fiorano Modenese Provincia di Modena REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEGLI APPARECCHI DI TRATTENIMENTO E SVAGO, SALE BILIARDO, SALE GIOCHI, SALE BINGO ED AGENZIE DI SCOMMESSE Regolamento

Dettagli

Risoluzione n. 153829 del 10.6.2011

Risoluzione n. 153829 del 10.6.2011 Risoluzione n. 153829 del 10.6.2011 OGGETTO: D.P.R. 4 aprile 2001, n.235, Regolamento recante semplificazione del procedimento per il rilascio dell autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande

Dettagli

D.P.R. 15 novembre 1996, n. 660 (1).

D.P.R. 15 novembre 1996, n. 660 (1). D.P.R. 15-11-1996 n. 660 Regolamento per l'attuazione della direttiva 92/42/CEE concernente i requisiti di rendimento delle nuove caldaie ad acqua calda, alimentate con combustibili liquidi o gassosi.

Dettagli

REGOLAMENTO SULLE CONDIZIONI DI ESERCIZIO DELLE ATTIVITA DI PHONE CENTER ED INTERNET POINT

REGOLAMENTO SULLE CONDIZIONI DI ESERCIZIO DELLE ATTIVITA DI PHONE CENTER ED INTERNET POINT COMUNE DI SANGUINETTO Provincia di Verona REGOLAMENTO SULLE CONDIZIONI DI ESERCIZIO DELLE ATTIVITA DI PHONE CENTER ED INTERNET POINT (Approvato con deliberazione C.C. n.52 adottata nella seduta del 29.10.2011)

Dettagli

REGOLAMENTO SALE PUBBLICHE DA GIOCO

REGOLAMENTO SALE PUBBLICHE DA GIOCO CITTÀ DI BORGOMANERO PROVINCIA DI NOVARA REGOLAMENTO SALE PUBBLICHE DA GIOCO APPROVATO CON ATTO C.C. N. 38 DEL 07/07/2008 Il presente Regolamento è entrato in vigore il 07/07/2008 INDICE Art. 1 Definizione

Dettagli