Il redditometro: dalla teoria alla pratica

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1 Circolare n. 1/2011 Il redditometro: dalla teoria alla pratica Il presente documento è stato redatto dai seguenti membri della Commissione: Andrea Grassedonio (Presidente) Stefano Battaglia Piercarlo Bausola Elena Da Pont Alberto Marengo Umberto Terzuolo Torino, 11 aprile 2011

2 SOMMARIO 1. L ACCERTAMENTO SINTETICO E IL REDDITOMETRO Fonti normative e documenti di prassi Differenza tra accertamento sintetico e redditometrico Novità introdotte dal D.L. n. 78/ Condizioni soggettive ed oggettive dell accertamento Il processo di determinazione del reddito prima delle modifiche del D.L. 78/ La nuova procedura di accertamento La difesa del contribuente e gli elementi probatori Appendice: testo dell art. 38, D.P.R. n. 600/ IL RUOLO DEL PROFESSIONISTA: LA CONSULENZA PREVENTIVA Premessa Check list di raccolta dati Esempi di calcolo ANALISI DI UN CASO PRATICO Presentazione del caso Reperimento informazioni da parte dell Agenzia delle Entrate e invio del Questionario Compilazione del Questionario da parte del contribuente Presentazione della documentazione e avvio della fase del contraddittorio L emissione dell Avviso di accertamento e i possibili sviluppi del procedimento BIBLIOGRAFIA ELENCO DEGLI ALLEGATI

3 1. L ACCERTAMENTO SINTETICO E IL REDDITOMETRO 1.1. Fonti normative e documenti di prassi L accertamento sintetico e l accertamento mediante redditometro sono disciplinati dall art. 38 del D.P.R. n. 600/1973, intitolato Rettifica delle dichiarazioni delle persone fisiche 1. A corollario della suddetta norma, è stata emanata la Legge n. 413/1991, che ha ampliato la platea degli indici di capacità contributiva originariamente previsti dalla vecchia formulazione dell art. 2 del D.P.R. n. 600/73. In attuazione delle disposizioni del quarto comma dell art. 38 del D.P.R. n. 600/73, sono stati inoltre emanati nel corso degli anni numerosi Decreti Ministeriali e Provvedimenti dell Agenzia delle Entrate per aggiornare le modalità con cui l Ufficio può procedere con la determinazione sintetica del reddito. Di recente emanazione è infine il D. L. 31 maggio 2010, n. 78 che, con l articolo 22, ha modificato radicalmente i commi 4, 5, 6, 7, 8 dell art. 38 al fine di adeguarlo al mutato contesto socio-economico, introducendo, tra l altro, maggiori garanzie per il contribuente attraverso l obbligatorietà della fase del contraddittorio. Vanno infine segnalate due importanti Circolari ad opera dell Agenzia delle Entrate (la Circolare n. 49/E del 2007 e la Circolare n. 12/E del 2010) che hanno trattato alcune criticità emerse nella prassi accertativa Differenza tra accertamento sintetico e redditometrico Preliminarmente è opportuno esaminare la differenza tra l accertamento sintetico e l accertamento redditometrico in senso stretto. L art. 38 del D.P.R. n. 600/73 (nella formulazione previgente al comma 4, in quella attuale ai commi 4 e 5) disciplina infatti entrambe le tipologie, le quali sono peraltro autonome rispetto ad altre possibili forme di accertamento, come previsto al quarto comma dell art. 38 sia nella formulazione anteriore al D. L. n. 78/2010 che nella sua versione attuale. L accertamento sintetico, in particolare, consiste in una ricostruzione induttiva del reddito o del maggior reddito rispetto a quello dichiarato di un contribuente in relazione ad indicatori di spesa o di capacità contributiva non specificamente individuati da appositi provvedimenti ministeriali. La logica dell accertamento sintetico è pertanto quella di permettere all Ufficio di determinare il reddito 1 Il testo della norma è riportato in appendice al presente capitolo. 3

4 complessivo di una persona fisica sulla base di elementi certi che fanno presumere l esistenza di un reddito superiore a quello dichiarato. Tali elementi sono stati individuati nelle spese sostenute dal contribuente, sul presupposto che le spese per i consumi, così come quelle per gli investimenti, non possano che essere alimentate dal reddito del contribuente. Il meccanismo permette pertanto di individuare il reddito complessivo del contribuente sulla base non delle fonti del reddito stesso ma degli atti dispositivi attraverso i quali questo è stato utilizzato. L accertamento redditometrico, invece, pur rientrando nella più ampia categoria dell accertamento sintetico, prevede la ricostruzione induttiva del reddito di una persona fisica mediante l utilizzo di alcuni indicatori di capacità contributiva, individuati nel D.M. del 10 settembre 1992 e successive modifiche, ai quali vengono applicati determinati coefficienti moltiplicatori. Questa tipologia di accertamento è quindi imperniata sulla disponibilità, in capo al contribuente, di determinati beni indice,a prescindere dalla proprietà degli stessi. Tali beni, pertanto, rileveranno ai fini accertativi a carico di colui che li utilizza, li fa utilizzare o ne sopporta anche parzialmente le relative spese: essi comportano, infatti, l insorgere della presunzione che il contribuente che ne beneficia disponga di un reddito minimo la cui entità è determinata sulla base dei parametri previsti dai provvedimenti attuativi sopra menzionati. La differenza di fondo tra le due metodologie di accertamento consiste pertanto nella possibilità per l Amministrazione finanziaria, nel solo caso dell accertamento sintetico, di utilizzare qualsiasi indicatore di capacità di spesa al fine della ricostruzione del reddito del contribuente, e non solamente gli indicatori individuati ex lege. A questi indicatori di spesa, non viene poi applicato alcun coefficiente moltiplicatore; questi pertanto formeranno reddito per il loro intero ammontare, secondo la logica in base alla quale ad un euro di spesa viene correlato un euro di reddito. Un elencazione non esaustiva di questi indicatori è stata fornita dalla Guardia di Finanza nella Circolare 1 del 29 dicembre 2008; essi sono: il pagamento di consistenti rate di mutuo; il pagamento di canoni di locazione finanziaria in relazione ad unità immobiliari di pregio, auto di lusso, natanti da diporto; il pagamento di canoni per l affitto di posti barca; il sostenimento di spese di ristrutturazione di immobili; il sostenimento di spese per arredi di lusso di abitazioni; il pagamento di quote di iscrizione in circoli esclusivi; il pagamento di rette consistenti per la frequentazione di scuole private particolarmente costose; l assidua frequentazione di case da gioco; la partecipazione ad aste; i frequenti viaggi e crociere; 4

5 l acquisto di beni di particolare valore (quadri, gioielli, etc.); la disponibilità di quote di riserve di caccia e di pesca; il sostenimento di spese per hobby particolarmente costosi Novità introdotte dal D.L. n. 78/2010 È opportuno precisare fin da ora che le modifiche apportate dal D. L. n. 78/2010 saranno applicabili esclusivamente a partire dagli accertamenti relativi ai redditi conseguiti nel periodo d imposta per il quale, alla data di emanazione del D. L. stesso, non erano ancora scaduti i termini di presentazione della dichiarazione. Pertanto le novità introdotte dal decreto si applicheranno a partire dagli accertamenti relativi al periodo d imposta 2009; la formulazione previgente dell articolo 38 continuerà invece ad essere utilizzata per gli accertamenti relativi ai periodi di imposta 2005 (solo in caso di omessa presentazione della dichiarazione), 2006, 2007 e A tal riguardo bisogna però evidenziare come in dottrina siano sorte alcune perplessità in merito all efficacia temporale della nuova normativa introdotta dal D. L. n. 78/2010; infatti, sebbene la norma precisi che le novità saranno applicabili solo per gli accertamenti eseguiti sull anno 2009 e seguenti, trattandosi di un aggiornamento dell accertamento sintetico redditometrico (come precisato dall art. 22 del D. L. n. 78/2010), nel corso del convegno Telefisco 2011 è stata sostenuta la tesi della natura procedimentale e non sostanziale della nuova norma. Alla luce anche delle numerose pronunce dell Amministrazione Finanziaria, si ritiene che le norme di natura procedimentale (a differenza di quelle di natura sostanziale) non incidano sulla determinazione del reddito imponibile o dell imposta; a questa categoria sembrerebbero appartenere tutte le norme relative all accertamento in senso ampio. Stante quanto sopra, e alla luce delle numerose sentenze della Corte di Cassazione (oltre che di numerosi pronunciamenti dell Agenzia stessa) che considerano le norme procedimentali come retroattive, parte della dottrina ritiene che le nuove norme (con anche gli effetti benefici legati all obbligo del contraddittorio) si possano applicare già agli anni di imposta antecedenti al Di seguito si riepilogano le principali novità introdotte dal D. L. n. 78/2010 alla disciplina dell accertamento sintetico. La concreta applicazione della nuova metodologia di accertamento presuppone, d altronde, l emanazione di un apposito decreto attuativo, al momento non ancora intervenuta; tale decreto, che, come emerso nel corso del convegno Telefisco 2011, è previsto per il mese di maggio 2011, dovrebbe infatti individuare certezza specificamente i nuovi indicatori di capacità contributiva, nonché precisare la nuova valenza procedurale degli stessi. 5

6 Elenco novità introdotte dal D. L. n.78/2010 Descrizione Disciplina previgente Nuova disciplina Applicazione temporale Periodi di imposta 2005, 2006, 2007, 2008 Periodo di imposta 2009 e successivi (*) Scostamento tra reddito dichiarato e accertabile 25% 20% Periodicità dello scostamento Due o più periodi di imposta Un periodo di imposta (*) Indicatori di capacità contributiva Elenco beni indivuati da precedenti decreti e dalla circolare n. 1/2008 della GdF Elenco beni da individuare con decreto attuativo, da rapportare ad area territoriale e nucleo familiare (*) Spesa per incrementi patrimoniali Rilevanza nel periodo di imposta di sostenimento della spesa e nei 4 periodi di imposta precedenti Rilevanza nel periodo di imposta di sostenimento della spesa Cumulabilità metodologie accertamento sintetico Somma risultati derivanti da accertamento sintetico, incrementi patrimoniali e redditometro Divieto di cumulo dei risultati derivanti da accertamento sintetico e redditometro Deduzione oneri ex art. 10 TUIR Non conteggiate Conteggiate Detrazioni d'imposta Non conteggiate Conteggiate Procedura accertamento (*) In attesa chiarimenti ufficiali Facoltà per l'amministrazione Finanziaria di richiedere il contradditorio preventivo Obbligo per l'amministrazione finanziaria di richiedere il contradditorio preventivo 1.4. Condizioni soggettive ed oggettive dell accertamento Come si evince dal titolo stesso dell articolo 38 del D.P.R. n. 600/73, l accertamento sintetico ed il redditometro sono metodologie accertative applicabili esclusivamente alle persone fisiche, a prescindere dalla natura dei loro redditi. Tale peculiarità trova applicazione sia nella formulazione della norma antecedente alle modifiche di cui al D. L. n. 78/2010 che nella sua attuale versione. Entrambe le tipologie di accertamento possono essere utilizzate dall Ufficio in presenza di indicatori di capacità contributiva che facciano presumere il possesso di redditi superiori a quelli dichiarati. Nel seguito, ci si concentra sulla normativa in vigore anteriormente all emanazione del D. L. n. 78/2010, in attesa dell emanazione del decreto attuativo che renderà operativo il nuovo accertamento sintetico - redditometrico. La prima condizione oggettiva, necessariamente richiesta affinché l Ufficio possa procedere con l accertamento, è costituita dal manifestarsi di una differenza significativa tra il reddito complessivo 6

7 netto accertabile ed il reddito dichiarato dal contribuente. L entità dello scostamento considerato rilevante ai fini dell attivazione di una procedura di accertamento sintetico redditometrico ha subito una rilevante modificazione ad opera del D. L. n. 78/2010: nella previgente versione della norma, infatti, tale scostamento doveva essere maggiore o uguale al 25%, laddove secondo il nuovo articolo 38, al comma 6, è invece sufficiente che la differenza in oggetto sia almeno pari al 20%. La seconda condizione per legittimare l avvio della procedura accertativa, sottoposta anch essa a modifiche ad opera del D. L. n. 78/2010, è la periodicità con cui si devono verificare questi scostamenti. Secondo il comma 4 dell art. 38 anteriore alle modifiche del D. L. n. 78/2010, lo scostamento doveva verificarsi per due o più periodi d imposta. La norma non chiariva se i periodi in oggetto dovessero essere o meno consecutivi. In un primo tempo l Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 49/E del 2007, aveva precisato che, per legittimare l accertamento, le condizioni di cui al quarto comma dell art. 38 del D.P.R. 600/73 avrebbero dovuto verificarsi in due annualità consecutive, tesi peraltro espressa anche dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 237 del 9 gennaio Tuttavia, nel corso del 2010 specificamente, nell ambito del convegno Telefisco 2010 e nella successiva Circolare n. 12/E del 2010 si è registrata un inversione di tendenza: l Agenzia delle Entrate ha infatti specificato che i due periodi d imposta non devono essere necessariamente consecutivi, fornendo pertanto indicazioni in aperto contrasto con quanto affermato in precedenza. Il nuovo articolo 38 del D.P.R. n. 600/73, invece, non chiarisce se tale condizione temporale sia ancora valida: nel silenzio della norma, si tende a ritenere che lo scostamento rilevante giustifichi l accertamento anche quando si verifica in un solo periodo d imposta. Un ulteriore innovazione apportata dalla nuova formulazione della norma, al quinto comma del nuovo art. 38 del D.P.R. n. 600/73, consiste nella revisione degli elementi indicatori di capacità contributiva, mediante l analisi di campioni significativi di contribuenti differenziati per area territoriale e nucleo familiare. Questa impostazione, non nuova nei documenti di prassi dell Agenzia delle Entrate, era già stata infatti manifestata nella Circolare n. 49/E del 2007: a livello centrale si invitavano infatti i vari uffici ad effettuare, nella fase di determinazione del reddito netto accertabile, una valutazione ed una analisi fiscale estesa all intero nucleo familiare, con l obiettivo di incrementare il grado di precisione dell accertamento. In particolare, dopo le modifiche apportate, la determinazione del reddito avverrà in primis con riferimento al singolo contribuente: lo strumento confronterà il campione significativo di riferimento con i dati soggettivi, i dati territoriali e gl indici di capacità contributiva del contribuente. Si calcoleranno così dei coefficienti di valorizzazione statistica che permetteranno di determinare un reddito presunto. Successivamente, verrà valutata la posizione degli altri soggetti appartenenti al nucleo familiare e si determinerà un reddito complessivo stimato da confrontarsi con il reddito dichiarato; questo secondo 7

8 conteggio avrà la funzione di evidenziare a priori tutte quelle situazioni in cui il tenore di vita sostenuto è giustificato dal cumulo dei redditi di altri soggetti appartenenti al nucleo familiare. Sempre nel nuovo quinto comma dell art. 38 viene poi previsto l impegno per il Ministero dell Economia e delle Finanze ad aggiornare con cadenza biennale gli indicatori in oggetto. Nel provvedimento di prossima emanazione verranno sicuramente inseriti gli indicatori di capacità contributiva in vigore dal 1992 con una loro probabile cospicua estensione. Nella nuova formulazione della norma è stato poi eliminato il meccanismo di determinazione del reddito sulla base delle spese per incrementi patrimoniali, prima contenuto nel comma 5 dell art. 38. La normativa previgente (ancora in vigore per l anno 2005 in caso di omessa dichiarazione dei redditi, e per i successivi 2006, 2007, 2008) permetteva all Ufficio di rideterminare il reddito complessivo netto del contribuente in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali. Con questo metodo la spesa in oggetto si presumeva sostenuta, salvo prova contraria, con redditi conseguiti nell anno d imposta soggetto a verifica e nei quattro precedenti. A differenza dei beni indice utilizzati nel redditometro (identificati, come vedremo, in appositi decreti), non vi sono disposizioni specifiche che elenchino i beni il cui acquisto debba considerarsi come spesa per incrementi patrimoniali. Secondo l interpretazione giurisprudenziale dei giudici di legittimità, nonché secondo la prassi dell Amministrazione Finanziaria e dell Agenzia delle Entrate, a titolo meramente esemplificativo si considerano incrementi patrimoniali le seguenti voci: l acquisto di unità immobiliari; l acquisto di terreni ed aree fabbricabili; i conferimenti societari; l acquisto di quote societarie; l acquisto o l incremento di pacchetti azionari; l acquisto o l incremento di prodotti e strumenti finanziari. Questa metodologia accertativa è stata spesso affiancata all utilizzo degli indicatori di capacità contributiva, facendo rilevare nella ricostruzione reddituale alcuni beni indice sia dal punto di vista gestionale sia dal punto di vista patrimoniale. Con l eliminazione del comma 5 dell art. 38 del D.P.R. n. 600/73 sopra descritto, alla luce inoltre del valore di presunzione legale relativa della norma, il contribuente dovrà sempre provare che la spesa per l acquisto di un bene patrimoniale sia stata finanziata con redditi diversi da quelli prodotti nello stesso periodo di imposta, redditi esenti o redditi tassati con ritenute a titolo di imposta fornendone idonea documentazione. Le modifiche apportate dal D.L. 78/2010, accolte inizialmente con favore da parte della stampa specializzata, hanno comunque creato qualche perplessità: secondo autorevole dottrina, 8

9 infatti, le spese per investimenti patrimoniali in determinati beni indice dovrebbero rilevare esclusivamente nel periodo d imposta in cui avviene il loro sostenimento. Con riferimento al valore di presunzione legale relativa dello strumento, nel corso del convegno Telefisco 2011, autorevole dottrina ha iniziato ad interrogarsi sulla valenza probatoria dell accertamento sintetico - redditometrico. Se, infatti, nella versione ante modifiche, la stessa Corte di Cassazione riteneva che questa tipologia d accertamento fosse basata su presunzioni legali relative, la nuova versione della norma lascerebbe intendere il fondamento dello strumento accertativo sul meccanismo delle presunzioni semplici. Il nuovo art. 38 del D.P.R. n. 600/73 infatti, nonostante confermi l inversione dell onere della prova in capo al contribuente, pone a carico dell Amministrazione Finanziaria l obbligo di convocazione del contribuente stesso e del successivo contraddittorio al fine di permettergli di fornire tutti i dati necessari ad adeguare i risultati del redditometro, o dell accertamento sintetico puro, alla sua singola posizione. Proprio questa necessità di adattamento dello strumento al caso specifico sembrerebbe derubricare da presunzione legale relativa a presunzione semplice la nuova versione dell accertamento sintetico e redditometrico; il tutto ovviamente con la diretta conseguenza che il relativo onere della prova ricadrebbe nuovamente sull Amministrazione Finanziaria. Inoltre, il duplice obbligo di contraddittorio costituirebbe una caratteristica comune a tutte le tipologie di accertamento standardizzato, categoria a cui in dottrina si ritiene possa appartenere anche l accertamento sintetico - redditometrico. Questa considerazione è di notevole importanza perchè, se si qualifica l accertamento sintetico - redditometrico come una tipologia di accertamento standardizzato, come accade anche per gli studi di settore, vi sarebbe la possibilità per il contribuente di richiedere l applicazione dello strumento nella sua nuova versione, beneficiando, pertanto, non solo di uno strumento più puntuale ed evoluto ma anche di una procedura accertativa più garantista nei suoi confronti. Nonostante tale tesi sia stata sostenuta nel corso del convegno Telefisco 2011, al quale partecipa abitualmente anche l Agenzia delle Entrate, si sottolinea che trattasi di una interpretazione sostenuta esclusivamente in dottrina; l Agenzia delle Entrate, infatti, non ha mai messo in dubbio il carattere di presunzione legale relativa di tale strumento accertativo; si attendono pertanto chiarimenti ufficiali al riguardo. Un ultima novità relativa alla procedura di accertamento sintetico, riguarda la possibilità di cumulare i risultati delle diverse metodologie previste all articolo 38 del D.P.R. 600/73. Questa precisazione è stata fornita dall Agenzia delle Entrate nell ambito del forum organizzato da Italia Oggi in data 14 gennaio Prima delle modifiche apportate dalla manovra estiva 2010 (D. L. n. 78/2010), l accertamento sintetico era infatti articolato nella triplice tipologia: 9

10 a) dell accertamento sintetico puro ; b) dell accertamento redditometrico in senso stretto; c) dell accertamento fondato sulla spesa per incrementi patrimoniali; ed i risultati di ciascuna di tali procedure potevano essere sommati tra di loro al fine di determinare il reddito complessivo del contribuente. Dopo le modifiche apportate dalla manovra, sulla base di quanto disciplinato dai commi 4 e 5 dell articolo 38 del D.P.R: n. 600/73 e sulla base delle ultime anticipazioni fornite dall Agenzia delle Entrate, i due metodi di accertamento ora previsti (sintetico puro e redditometro) saranno alternativi e la scelta sull applicazione del metodo da utilizzare verrà effettuata dai verificatori sulla base delle risultanze istruttorie; anche su questo punto si attendono peraltro chiarimenti ufficiali Il processo di determinazione del reddito prima delle modifiche del D.L. 78/2010 In attesa dell emanazione dei provvedimenti attuativi del D. L. n. 78/2010, è opportuno comprendere come avvenga il processo di determinazione del reddito per gli anni in cui sarà ancora in vigore la versione dell art. 38 del D.P.R. 600/73 nel testo anteriore alle modifiche. A tal riguardo degni di nota sono l art. 1 della legge n. 413/1991 ed i successivi Decreti Ministeriali e Provvedimenti dell Agenzia delle Entrate emanati nel corso degli anni (dal Decreto Ministeriale del 10/09/1992 al Provvedimento emanato in data 11/02/2009) che hanno individuato nei seguenti beni gli indici di capacità contributiva delle persone fisiche: aeromobili: aerei da turismo, elicotteri da turismo, alianti e moto-alianti, ultraleggeri e deltaplani a motore; navi ed imbarcazioni da diporto: imbarcazioni da diporto con stazza lorda superiore a 3 tonnellate e fino a 50 tonnellate con propulsione a vela, imbarcazioni da diporto di stazza lorda non superiore a 50 tonnellate con propulsione a motore di potenza non superiore a 25HP effettivi, navi di stazza superiore a 50 tonnellate, navi e imbarcazioni da diporto con propulsione a vela o a motore in locazione per periodi non superiori, complessivamente, a tre mesi all anno; autoveicoli: autoveicoli con alimentazione a benzina, autoveicoli con alimentazione a gasolio; altri mezzi di trasporto a motore: camper e autocaravan, motocicli con cilindrata superiore a 250cc; roulottes; residenze principali e secondarie; collaboratori familiari: collaboratori familiari a tempo pieno conviventi, collaboratori familiari a tempo parziale o non conviventi; 10

11 cavalli da corsa o da equitazione: cavalli mantenuti in proprio, cavalli a pensione; assicurazioni di ogni tipo. Va inoltre segnalato che sono esclusi dall applicazione del redditometro i seguenti beni indice: fabbricati ad uso abitativo non a disposizione (perchè locati a terzi o concessi in comodato a soggetti diversi dai familiari a carico); beni o servizi se relativi esclusivamente all esercizio dell attività d impresa, arte o professione; collaboratori familiari addetti esclusivamente all assistenza di infermi ed invalidi; assicurazioni per responsabilità civili, incendio e furto di veicoli; assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni e le malattie; imbarcazioni a vela di stazza lorda non superiore a tre tonnellate e di lunghezza non superiore a sei metri nonché le imbarcazioni con propulsione a motore di potenza non superiore a 25 HP. In sede di accertamento sintetico, l Ufficio potrà ovviamente utilizzare anche altri elementi e circostanze differenti da quelli sopraindicati. Sono infatti numerosi i dati in possesso dell Agenzia alla cui raccolta, a seguito della sinergia instaurata con l Amministrazione finanziaria, hanno contribuito in modo rilevante anche i Comuni. Questi ultimi hanno il compito di segnalare all Agenzia delle Entrate eventuali situazioni rilevanti per la determinazione sintetica del reddito di cui siano a conoscenza. La collaborazione con l Amministrazione finanziaria viene attuata anche con i Pubblici Registri Automobilistici che hanno il compito di segnalare i soggetti possessori di 10 o più autovetture. Una volta individuati gli elementi indicatori della capacità contributiva, la determinazione del reddito con lo strumento del redditometro è articolata come segue: i beni o servizi indice di capacità contributiva sono suddivisi in classi a seconda di dati oggettivi (potenza e cilindrata per i veicoli a motore, mq per gli immobili, etc.) e a ciascuno di essi viene attribuito un valore numerico che rappresenta la spesa connessa alla disponibilità del bene o servizio. Questo valore viene poi moltiplicato per un coefficiente che identifica la propensione media al consumo (la quota di reddito che mediamente viene destinata al tipo di spesa); la sommatoria dei dati ottenuti dalla moltiplicazione di cui al punto precedente avviene con il metodo della stratificazione attenuata. I diversi valori sono ordinati in senso decrescente e vengono loro applicate le seguenti percentuali: 100% per l importo più alto, 60% per il secondo importo più elevato, 50% per il terzo, 40% per il quarto e 20% per ciascun importo successivo al quarto; qualora il contribuente riuscisse a dimostrare che il bene o il servizio è nella disponibilità di altri soggetti, che ne sostiene solo in parte le spese o, ancora, che lo stesso bene o servizio viene utilizzato nell esercizio di impresa, arti o professioni, gli importi di cui al punto precedente andrebbero proporzionalmente ridotti; 11

12 si stima poi la quota di reddito da attribuire all anno sottoposto ad accertamento attraverso il meccanismo della spesa per incrementi patrimoniali: secondo la logica di questo metodo, queste tipologie di spese vengono affrontate con i risparmi accumulati (i redditi conseguiti) nel periodo d imposta e nei quattro precedenti; si sommano i due valori ottenuti e si determina il reddito netto sinteticamente attribuibile al contribuente. Dal reddito così determinato, il previgente art. 38 del D.P.R. n. 600/73, comma 7, non permetteva di dedurre gli oneri di cui all art. 10 del T.U.I.R. (D.P.R. n. 917/1986). La nuova formulazione della norma, alla luce della modifiche introdotte dal D. L. n. 78/2010, al nuovo comma 8, permetterà invece sia di dedurre gli oneri di cui all art. 10 del T.U.I.R., sia di computare le detrazioni dall imposta lorda generate dagli oneri sostenuti dal contribuente La nuova procedura di accertamento Importanti innovazioni sul tema in oggetto sono state apportate dal D. L. n. 78/2010. Nella previgente formulazione dell art. 38, valida ancora per gli esercizi 2006, 2007, 2008 (oltre che per l esercizio 2005 in caso di omessa presentazione delle dichiarazione dei redditi), l Ufficio aveva la semplice facoltà (e non obbligo) di richiedere al contribuente, prima dell emissione dell avviso di accertamento fondato su metodologie sintetiche, dati ed informazioni utili a rendere più puntuale la ricostruzione del reddito. A questa richiesta preventiva non necessariamente seguiva l avvio del contraddittorio per l accertamento con adesione; si potevano pertanto verificare casi in cui, una volta acquisita e valutata la documentazione richiesta, veniva emesso direttamente l avviso di accertamento. Il nuovo comma 7 dell art. 38 del D.P.R. n. 600/73 prevede invece che, prima di procedere alla determinazione sintetica del reddito complessivo, l Ufficio abbia l obbligo di invitare il contribuente a fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell accertamento ex art. 32 del D.P.R. n. 600/73. La ratio di questa modifica consiste nel dare la possibilità al contribuente di apportare elementi utili a vincere la presunzione legale relativa di maggior reddito ancora prima dell avvio del contraddittorio. Solo successivamente a questa convocazione, l Ufficio potrà avviare il contraddittorio preventivo finalizzato all accertamento con adesione e, in caso di mancato accordo, emettere l avviso di accertamento. Un ruolo attivo del contribuente in questa duplice fase difensiva è quanto mai opportuno: l Ufficio, infatti, in caso di mancato accoglimento delle argomentazioni esposte nelle memorie difensive, dovrà evidenziare adeguatamente nelle motivazioni dell atto le ragioni per cui non ha ritenuto valide le deduzioni presentate, pena la nullità dell avviso di accertamento (orientamento formulato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 4624/2008). 12

13 Analizzando quindi l iter procedurale del nuovo accertamento sintetico e redditometrico, l inizio della procedura si ha con il reperimento, da parte dell Agenzia delle Entrate, di ogni elemento utile alla determinazione sintetica del reddito complessivo del contribuente (ad esempio con la richiesta di dati ai Comuni). Successivamente, l Ufficio invita lo stesso contribuente a presentarsi, personalmente o per mezzo di rappresentanti, per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell accertamento. Dopo questa fase, l Ufficio ha l obbligo di formulare l invito a comparire di cui all art. 5 del D. Lgs. n. 218/97 al fine di avviare la procedura di accertamento con adesione, pena la nullità dell eventuale avviso di accertamento successivo (quest ultima considerazione non è, però, supportata dal dato normativo). Nell invito, da consegnarsi almeno 45 giorni prima della data fissata per il contraddittorio, dovranno essere contenute le seguenti informazioni: periodi d imposta suscettibili di accertamento; giorno e luogo della comparizione; maggiori imposte, contributi, sanzioni ed interessi dovuti in caso di definizione agevolata; motivi che hanno indotto alla nuova determinazione del reddito. La suddetta procedura dovrebbe permettere al contribuente di avere una completa ed immediata cognizione dei motivi sottostanti alla pretesa impositiva non ancora concretizzata in un atto di accertamento. Ricevuto l invito a comparire, il contribuente potrà aderirvi integralmente versando, entro il quindicesimo giorno antecedente alla data di comparizione, le somme richieste, beneficiando così di sanzioni ridotte ad un ottavo del minimo edittale. Alternativamente, il contribuente potrà presentarsi al contraddittorio ed eventualmente definire la pretesa impositiva mediante la procedura di accertamento con adesione con sanzioni ridotte ad un quarto del minimo edittale. Qualora poi il contraddittorio non dovesse produrre effetti positivi, l Ufficio emetterà l avviso di accertamento nel quale però dovrà tenere conto delle deduzioni difensive pena, secondo giurisprudenza e dottrina prevalente, la nullità dell atto. Contro l avviso il contribuente non avrà più facoltà di esperire un ulteriore contraddittorio ma potrà scegliere se presentare ricorso in Commissione Tributaria o prestare acquiescenza all atto (con le sanzione ridotte ad un quarto 2 ). Di seguito riportiamo schematicamente l iter procedurale del nuovo processo di accertamento sintetico - redditometrico. 2Per gli avvisi di accertamento emessi dopo il 1 febbraio 2011, la sanzione è ridotta ad un sesto a seguito delle modifiche apportate della legge di Stabilità 2011 (L. n. 220 del ). 13

14 Richiesta di elementi utili da parte dell Amministrazione Finanziaria Invito a consegnare all Ufficio da parte del contribuente di un questionario da compilare, per fornire dati e informazioni rilevanti ai fini dell accertamento Adesione del Contribuente alle risultanze del Questionario presentato all Agenzia (1) Contradditorio con il Contribuente a seguito delle risultanze del Questionario Versamento somme richieste entro il 15 gg antecedente alla data di Comparizione Proposta (del Contribuente) di Accertamento con Adesione Emissione avviso di Accertamento da parte dell Ufficio Accettazione da parte dell Ufficio e Versamento Sanzioni Ridotte (3) Acquiescenza dell atto Ricorso in Commissione Tributaria (4) 1. Definizione dell Accertamento: qualora il contribuente accetti in toto le conclusioni cui è giunto l Ufficio a seguito delle verifiche svolte, le sanzioni sono ridotte ad un ottavo 3, come definito dall art. 15 del D. Lgs. n. 218/ Definizione delle sole sanzioni: ai sensi dell art. 17, D. Lgs. 472/97, qualora il contribuente ritenga di accettare le sole sanzioni di cui all avviso di accertamento, le stesse saranno da pagarsi in misura pari ad un quarto 4 dell importo delle sanzioni irrogate, determinate sulla base del c. d. cumulo materiale (in base a quanto previsto dall art. 12 del D. Lgs. n. 472/97, quando vi è 3 Per gli avvisi di accertamento emessi dopo il 1 febbraio 2011, la sanzione è ridotta ad un sesto a seguito delle modifiche apportate della legge di Stabilità 2011 (L. n. 220 del ). 4 Per gli avvisi di accertamento emessi dopo il 1 febbraio 2011, la sanzione è ridotta ad un terzo a seguito delle modifiche apportate della legge di Stabilità 2011 (L. n. 220 del ). 14

15 violazione relativa a più tributi, per irrogare le sanzioni relative è prevista una modalità di calcolo di confronto tra cumulo materiale e cumulo giuridico ). 3. Presentazione dell Istanza di Accertamento con Adesione, ex art. 6, comma 2, D. Lgs. n. 218/97, tramite la quale ridiscutere con il funzionario le specifiche del caso, rivalutando gli impatti del questionario compilato, beneficiando, in caso di definizione dell Adesione, della riduzione delle sanzioni ad un quarto 5 del minimo edittale. Spesso, inoltre, in tema di redditometro e accertamento sintetico, è consigliato presentare comunque Istanza di Accertamento con Adesione poiché la stessa, presentata entro 60 giorni dalla notifica dell Avviso di accertamento, determina la sospensione per 90 giorni dei termini entro cui è possibile proporre ricorso innanzi la Commissione Tributaria. Al riguardo è opportuno segnalare che l impugnazione dell atto tramite ricorso (anche antecedentemente alla scadenza dei 90 giorni) comporta automatica rinuncia all istanza di adesione presentata, seppur non ancora definita. 4. Ricorso avverso avviso di accertamento, da presentarsi entro 60 giorni dalla notifica dell atto presso la Commissione Provinciale Tributaria. Il ricorso deve essere presentato mediante consegna o spedizione a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno senza busta. In caso di ricorso, verrà iscritto a ruolo un importo pari alla metà delle maggiori imposte accertate con i relativi interessi maturati e maturandi. Importante dunque rilevare come sia prevista, a norma dell art. 39 del D.P.R. n. 603/1972, la sospensione della riscossione; tramite tale istituto si ottiene la sospensione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, con provvedimento motivato notificato sia al concessionario che al contribuente. Tale ipotesi deve però essere valutata alla luce delle recenti novità introdotte dal D. L. n. 78/2010 in materia di esecutività degli avvisi di accertamento ricevuti a decorrere dal 1 luglio La difesa del contribuente e gli elementi probatori In merito alla fase difensiva dall accertamento redditometrico, è opportuno analizzare, a parere degli scriventi, la situazione ante e post modifiche introdotte dal D. L. n. 78/2010. Va innanzitutto precisato che il valore di presunzione legale relativa dello strumento rende alquanto ardua l attività difensiva: l onere della prova ricade infatti in prima istanza sul contribuente. 5 Per gli avvisi di accertamento emessi dopo il 1 febbraio 2011, la sanzione è ridotta ad un terzo a seguito delle modifiche apportate della legge di Stabilità 2011 (L. n. 220 del ). 15

16 Secondo la previgente formulazione della norma, come precisato dall Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2010 e meglio ribadito dalla Circolare n. 12/E del 2010, per contrastare la pretesa del Fisco il contribuente può dimostrare che le spese di mantenimento dei beni - servizi indice sono coperte da elementi patrimoniali accumulati in esercizi precedenti, da finanziamenti erogati da terzi (banche, familiari, altri soggetti) oppure ancora da redditi esenti o redditi soggetti a ritenuta alla fonte, fornendone idonea documentazione probatoria. Il contribuente, inoltre, potrà sempre provare che il maggior reddito determinato sinteticamente è correlato a beni che non rientrano nella sua disponibilità economica o che lo sono stati solo per una parte del periodo d imposta. Altre valide motivazioni per giustificare la capacità di spesa potrebbero essere costituite dalla documentazione di disinvestimenti patrimoniali, plusvalenze non tassabili, donazioni ed eredità, risarcimenti patrimoniali, etc.. In questa sede è opportuno segnalare come, per perseguire tale scopo, sia necessario sensibilizzare i clienti in merito alla necessità di conservare ogni documento utile attinente il compimento di operazioni accertabili. Come si vedrà nel caso pratico di seguito analizzato, la maggiore difficoltà in sede di contenzioso, consiste proprio nella produzione da parte del contribuente della documentazione giustificativa delle spese sostenute nell esercizio, o in quelli precedenti, oggetto di contestazione da parte dell Agenzia. Nel nuovo quarto comma dell articolo 38 viene inoltre precisato che, per gli accertamenti inerenti il periodo d imposta 2009 ed i successivi, sarà possibile contrastare la pretesa dell Erario, oltre che con i mezzi di prova appena esposti, anche dimostrando che il finanziamento delle spese (che hanno determinato il maggior reddito) è avvenuto attraverso l utilizzo di redditi conseguiti in altri periodi d imposta. Nel corso di Telefisco 2011, l Agenzia ha però evidenziato che, relativamente all accertamento sintetico, il criterio di imputazione delle spesa da utilizzarsi è il criterio di cassa. Questo comporta ulteriori difficoltà in ambito difensivo in quanto l Amministrazione Finanziaria, sempre nel corso dello stesso convegno, ha specificato che per giustificare lo scostamento tra il reddito effettivo e quello determinato sinteticamente non sarà sufficiente l astratta riferibilità della spesa alla capienza reddituale degli anni precedenti. Non si potrà quindi smontare la pretesa del Fisco utilizzando come mezzo di prova, ad esempio, gli estratti conto bancari; la norma vuole infatti identificare la fonte del maggior reddito determinato sinteticamente. Infine, sempre nel corso del convegno, sono emerse alcune linee guida in ambito difensivo che, ovviamente, dovranno essere perfezionate alla luce del concreto utilizzo da parte dell Amministrazione Finanziaria delle due metodologie accertative nonché delle future sentenze dei giudici tributari nei vari gradi di giudizio. 16

17 Relativamente, ad esempio, al periodo d imposta 2009, si potrà sostenere l illegittimità dell art. 38, comma 5 del D.P.R. n. 600/73 nella sua nuova versione in quanto il contribuente non era, nell anno in questione, a conoscenza degli strumenti di accertamento che sarebbero poi stati applicati. Si potrà inoltre sostenere l illegittimità del nuovo redditometro in tutti quei casi in cui vi saranno errori nell utilizzo di indicatori di capacità contributiva o in cui il contribuente verrà inserito in un campione significativo di riferimento a lui non conforme. Ulteriore elemento difensivo potrebbe consistere nella dimostrazione che la composizione effettiva del nucleo familiare è in realtà differente da quella che lo strumento del redditometro identifica: questa situazione si verifica, ad esempio, in tutte quelle situazioni di famiglie di fatto non conosciute dal Fisco. Altri spunti per la difesa potrebbero, ad esempio, consistere: nel dimostrare che determinati redditi, seppur percepiti, sono tassati in più esercizi (è ad esempio il caso delle plusvalenze realizzate da imprenditori) o sono tassati in misura ridotta (come ad esempio nel caso di dividendi percepiti) oppure ancora che determinati beni che incidono nei conteggi del redditometro appartengono alla sfera professionale - imprenditoriale anziché a quella personale; ovvero nel fornire dimostrazione, tramite il supporto dei relativi documenti giustificativi, di tutte le spese effettivamente sostenute per il mantenimento e la gestione dei beni indice su cui si fonda l accertamento, offrendo la prova che le presunzioni utilizzate dall Amministrazione finanziaria risultano sovrastimate, e che i costi effettivi risultano più contenuti, e quindi supportabili dai redditi nonché dalle consistenze patrimoniali del contribuente. Si consiglia infine, in caso di ricevimento del Questionario, di produrre quanto prima all Ufficio non solo la documentazione strettamente richiesta ma anche qualunque altro documento utile a giustificare lo scostamento rilevato. In tal modo, qualora non si giunga ad un accordo con l Ufficio, quest ultimo, nell Avviso di Accertamento conseguente, dovrà obbligatoriamente motivare la mancata considerazione dei documenti presentati dal contribuente, pena la nullità dell Avviso secondo quanto già affermato dalla Corte di Cassazione (si veda la sentenza n del 22 febbraio 2008). 17

18 Esemplificazione di possibili spunti difensivi Spunti difensivi per il contribuente 1) Spese per il mantenimento di beni e/o servizi indice sostenute avvalendosi di: - elementi patrimoniali accumulati in anni precedenti - finanziamenti di terzi - redditi conseguiti in altri periodi d'imposta - redditi esenti - redditi soggetti a ritenute alla fonte - disinvestimenti patrimoniali - plusvalenze non tassabili - donazioni ed eredità - risarcimenti di danni - tassazione dei redditi in più esercizi - beni ad uso promiscuo (attività d'impresa o professionale) - tassazione in misura ridotta 2) Beni non rientranti, in tutto o in parte, nella disponibilità economica del contribuente 3) Inserimento del contribuente in un campione significativo di riferimento non corretto 4) Composizione del nucleo familiare reale diversa da quella individuata 5) Illegittimità della nuova versione del redditometro per l'anno ) Dimostrazione delle spese effettivamente sostenute, di entità inferiore rispetto a quelle presunte 1.8. Appendice: testo dell art. 38, D.P.R. n. 600/1973 D.P.R. 29/09/1973, n. 600 Art Rettifica delle dichiarazioni delle persone fisiche Testo in vigore dal 03/12/2005 fino al 30/05/2010 Testo in vigore dal 31/05/2010 (1) L Ufficio delle imposte procede alla rettifica delle dichiarazioni presentate dalle persone fisiche quando il reddito complessivo dichiarato risulta inferiore a quello effettivo o non sussistono o non spettano, in tutto o in parte, le deduzioni dal reddito o le detrazioni d' imposta indicate nella dichiarazione. (2) La rettifica deve essere fatta con unico atto, agli effetti dell' imposta sul reddito delle persone fisiche e dell' imposta locale sui redditi, ma con riferimento analitico ai redditi delle varie categorie di cui all'art. 6 del D.P.R. 29/09/1973, n (3) L incompletezza, la falsità e l' inesattezza dei dati indicati nella dichiarazione, salvo quanto stabilito nell' art. 39, possono essere desunte dalla dichiarazione stessa, dal confronto con le dichiarazioni relative ad anni precedenti e dai dati e dalle notizie di cui all' articolo precedente anche sulla base di presunzioni semplici, purché queste siano gravi, precise e concordanti. (1) L'Ufficio delle imposte procede alla rettifica delle dichiarazioni presentate dalle persone fisiche quando il reddito complessivo dichiarato risulta inferiore a quello effettivo o non sussistono o non spettano, in tutto o in parte, le deduzioni dal reddito o le detrazioni d' imposta indicate nella dichiarazione. (2) La rettifica deve essere fatta con unico atto, agli effetti dell' imposta sul reddito delle persone fisiche e dell' imposta locale sui redditi, ma con riferimento analitico ai redditi delle varie categorie di cui all'art. 6 del D.P.R. 29/09/1973, n (3) L incompletezza, la falsità e l' inesattezza dei dati indicati nella dichiarazione, salvo quanto stabilito nell' art. 39, possono essere desunte dalla dichiarazione stessa, dal confronto con le dichiarazioni relative ad anni precedenti e dai dati e dalle notizie di cui all' articolo precedente anche sulla base di presunzioni semplici, purché queste siano gravi, precise e concordanti. 18

19 (4) L Ufficio, indipendentemente dalle disposizioni recate dai commi precedenti e dall' articolo 39, può, in base ad elementi e circostanze di fatto certi, determinare sinteticamente il reddito complessivo netto del contribuente in relazione al contenuto induttivo di tali elementi e circostanze quando il reddito complessivo netto accertabile si discosta per almeno un quarto da quello dichiarato. A tal fine, con decreto del Ministro delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, sono stabilite le modalità in base alle quali l' ufficio può determinare induttivamente il reddito o il maggior reddito in relazione ad elementi indicativi di capacità contributiva individuati con lo stesso decreto, quando il reddito dichiarato non risulta congruo rispetto ai predetti elementi per due o più periodi d imposta. (5) Qualora l'ufficio determini sinteticamente il reddito complessivo netto in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali, la stessa si presume sostenuta, salvo prova contraria, con redditi conseguiti, in quote costanti, nell'anno in cui è stata effettuata e nei quattro precedenti. (6) Il contribuente ha facoltà di dimostrare, anche prima della notificazione dell' accertamento, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d' imposta. L' entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione. (7) Dal reddito complessivo determinato sinteticamente non sono deducibili gli oneri di cui all' art. 10 del decreto indicato nel secondo comma. Agli effetti dell' imposta locale sui redditi il maggior reddito accertato sinteticamente è considerato reddito di capitale salva la facoltà del contribuente di provarne l' appartenenza ad altre categorie di redditi. (8) Le disposizioni di cui al quarto comma si applicano anche quando il contribuente non ha ottemperato agli inviti disposti dagli uffici ai sensi dell'articolo 32, primo comma, numeri 2), 3) e 4). (4) L'Ufficio, indipendentemente dalle disposizioni recate dai commi precedenti e dall' articolo 39, può sempre determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d'imposta, salva la prova che il relativo finanziamento è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d'imposta, o con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile. (5) La determinazione sintetica può essere altresì fondata sul contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva individuato mediante l'analisi di campioni significativi di contribuenti, differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell'area territoriale di appartenenza, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale con periodicità biennale. In tale caso è fatta salva per il contribuente la prova contraria di cui al quarto comma. (6) La determinazione sintetica del reddito complessivo di cui ai precedenti commi è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un quinto quello dichiarato. (7) L'Ufficio che procede alla determinazione sintetica del reddito complessivo ha l'obbligo di invitare il contribuente a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell'accertamento e, successivamente, di avviare il procedimento di accertamento con adesione ai sensi dell' articolo 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n (8) Dal reddito complessivo determinato sinteticamente sono deducibili i soli oneri previsti dall' articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; competono, inoltre, per gli oneri sostenuti dal contribuente, le detrazioni dall'imposta lorda previste dalla legge. 19

20 2. IL RUOLO DEL PROFESSIONISTA: LA CONSULENZA PREVENTIVA 2.1. Premessa Come ampiamente illustrato nel precedente capitolo, l Amministrazione Finanziaria ha manifestato, negli ultimi anni, un rinnovato interesse all utilizzo dello strumento di accertamento noto come redditometro. In linea di principio, infatti, la possibilità di ricostruire la capacità di spesa dei singoli contribuenti, a prescindere dalla tipologia di reddito prodotto, e di rilevare le eventuali incongruenze rispetto ai redditi dichiarati, rappresenta sicuramente uno strumento di facile utilizzo, specialmente in un contesto in cui l informatica consente un immediato reperimento dei dati utili per poter procedere al calcolo degli indicatori di spesa. Sulla base di tali considerazioni, l Amministrazione Finanziaria ha dunque preannunciato un piano straordinario di applicazione del redditometro per il triennio , fondato sull applicazione dei tradizionali indici e sull acquisizione dei dati di natura finanziaria mediante lo strumento del questionario; nel 2011, solo in Piemonte, è infatti prevista l attivazione di circa procedimenti di controllo e accertamento. Le pagine che seguono hanno come obiettivo essenziale quello di fornire indicazioni sul ruolo attivo del professionista, che già in una fase preventiva rispetto all eventuale contenzioso, può svolgere, a nostro avviso, un importante attività di sensibilizzazione del cliente e di raccolta della documentazione comprovante la sua situazione patrimoniale e reddituale. Prioritariamente è opportuno precisare che l analisi che segue è stata effettuata esclusivamente con riferimento al cosiddetto vecchio redditometro : in relazione alle annualità ancora accertabili con la formulazione previgente dell art. 38 del D.P.R. n. 600/1973 (2005 in caso di omessa dichiarazione, 2006, 2007 e 2008) si ritiene sicuramente utile procedere al reperimento dei dati relativi agli indicatori di spesa al fine di procedere ad una simulazione di calcolo sulle singole posizioni. Ciò consente di analizzare i fattori di criticità sempre in termini di eventuale accertamento da redditometro e poter in caso affermativo predisporre la documentazione utile per la produzione nelle sedi competenti della prova contraria, a carico del contribuente. È rilevante sottolineare, infatti, come già in sede di risposta al questionario inviato dall Ufficio il contribuente, con supporto del professionista, possa essere in grado di fornire all Agenzia delle Entrate quegli elementi probatori utili a scongiurare l accertamento sintetico da redditometro. A conferma dell importanza del controllo preventivo si evidenzia, come anticipato dall Amministrazione Finanziaria, che anche nella nuova versione dell accertamento sintetico da redditometro (valevole dal 2009) verrà 20

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