REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI TIVOLI

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1 1 Sent. R.G. Cron. Rep. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI TIVOLI Composto dai magistrati Dr. Stefano Scarafoni Presidente rel. Dr. Nicola Saracino Giudice Dr. Renato Castaldo Giudice Riunito in camera di consiglio ha pronunciato la seguente SENTENZA Nel procedimento iscritto al n. /07 promosso con ricorso depositato in data DA L. s.r.l. rappresentata e difesa dagli avv.ti A P e F F giusta procura in atti; RICORRENTE CONTRO D.FRUTTA DI D. O & C. s.n.c. in liquidazione, in persona dei liquidatori DOZI ADRIANO e D. PIERO, nonché i soci illimitatamente responsabili D. ADRIANO, D. PIERO, D. ROBERTO e D. OSCAR, contumaci; RESISTENTI OGGETTO: dichiarazione di fallimento. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

2 2 L. s.r.l. ricorreva al tribunale di Tivoli chiedendo che fosse dichiarato il fallimento di D.frutta di D. O e C. s.n.c. e dei soci illimitatamente responsabili allegando di essere creditrice di quest ultima della complessiva somma di ,00, oltre accessori, in virtù di forniture di prodotti ortofrutticoli documentate da fatture e successivo decreto ingiuntivo emesso dal tribunale di Modena. Allegava, altresì, che la società D.frutta era stata posta in liquidazione ed a carico della stessa risultavano elevati numerosi protesti. Il collegio delegava il giudice relatore all istruzione del procedimento ed il giudice delegato fissava l udienza del per l audizione delle parti, con il rispetto del termine libero a comparire ridotto alla metà, ed ordinava alla società debitrice di depositare una situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata, i bilanci degli ultimi tre esercizi sociali ed il libro iva vendite ed acquisti. Erano effettuati due rinvii per procedere alla notificazione a D. Oscar. All udienza del il difensore di parte ricorrente produceva il ricorso, il decreto di fissazione dell udienza ed i successivi verbali notificati ai liquidatori ed a tutti i soci illimitatamente responsabili; nessuno compariva per la società resistente e per i soci illimitatamente responsabili ed il difensore del creditore ricorrente insisteva nella domanda. MOTIVI DELLA DECISIONE Sull instaurazione del contraddittorio. 1. Il contraddittorio è stato correttamente instaurato con la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell udienza a tutti i soci illimitatamente responsabili, due dei quali sono anche liquidatori della società. Fra la data del perfezionamento delle singole notifiche e quella della successiva udienza di comparizione corre il termine previsto dall articolo 15 della legge fallimentare,

3 3 ridotto alla metà con decreto del presidente del tribunale del , sicché il contraddittorio è stato correttamente instaurato nei confronti di tutte le parti resistenti. Sul presupposto soggettivo per la dichiarazione di fallimento. 1. Nelle more del procedimento prefallimentare è entrato in vigore il d.lgs. n. 169/07 che ha sostituito l articolo 1 del r.d , n. 267, come già in precedenza sostituito dal d.lgs. n. 5/06, prevedendo che il possesso dei requisiti soggettivi necessari perché l imprenditore commerciale non sia dichiarato fallito debba essere provato dal resistente; 2. la società resistente ed i soci illimitatamente responsabili non si sono costituiti nel procedimento e, quindi, nulla hanno provato in proposito; 3. la disposizione, seppure sopravvenuta nel corso del procedimento, trova applicazione in virtù dell articolo 22 del predetto d.lgs. n. 169/07 che, in merito alla disciplina transitoria, stabilisce che le disposizioni dello stesso si applichino ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data della sua entrata in vigore ( ). Sull esistenza dello stato d insolvenza. 1. Sull esistenza dello stato d insolvenza è sufficiente rilevare che il credito vantato dalla ricorrente è rilevante ed è provato dalle fatture e da un decreto ingiuntivo emesso dal tribunale di Modena non opposto; 2. su tale debito la società resistente, rimasta contumace nel procedimento, non ha prospettato alcuna possibilità di pagamento;

4 4 3. a detto debito debbono essere aggiunti gli insoluti nei confronti dell Agente della Riscossione, ammontanti ad ,11, come risulta dalla comunicazione della Gerit s.p.a., e l ulteriore circostanza dell avvenuta recente emissione di un altro decreto ingiuntivo, da parte del tribunale di Tivoli, rubricato al n. 2610/07 R.G., contro la società debitrice; 4. le acquisizioni istruttorie relative all emissione del decreto ingiuntivo a carico della società debitrice e delle pendenze nei confronti dell Agente della Riscossione sono avvenute a seguito della richiesta avanzata d ufficio dal giudice relatore delegato alla trattazione del procedimento; la richiesta per l acquisizione d ufficio di tali elementi istruttori è stata avanzata direttamente con il decreto di fissazione dell udienza, prima dell entrata in vigore del d.lgs. n. 169/07: pertanto, essendo la richiesta acquisizione istruttoria legittimamente avvenuta sotto il vigore della precedente disciplina dell articolo 15 l.f., che ne prevedeva la possibilità (la nuova disciplina di detto articolo, invece, prevede la possibilità di immediate acquisizioni istruttorie solo in caso di richiesta di informazioni urgenti ), i risultati della stessa possono essere certamente utilizzati ai fini della decisione; 5. da ultimo, ai fini della valutazione dello stato d insolvenza, appare circostanza qualificante l avvenuta scomparsa della società dalla sede legale (come testimoniato dall omessa notifica a detta sede del decreto ingiuntivo) e la messa in liquidazione della stessa; 6. l entità dei debiti gravanti sulla società D.frutta s.n.c. rende pacifica l esistenza di un ammontare di debiti scaduti e non pagati superiore ad ,00 (nuovo limite stabilito dal novellato articolo 15, ultimo comma, l.f.). P.Q.M.

5 5 Visti gli articoli 1, 5, 6, 16 e 28 del r.d n. 267, come modificati o sostituiti dal d.lgs n. 5 e dal d.lgs n. 169, così provvede: 1. dichiara il fallimento di D.F DI D. O & CO. s.n.c. in liquidazione, con sede legale in, via 1, c.f., in persona dei liquidatori D. A e D. P, nonché dei soci illimitatamente responsabili D. A, c.f., D. PIERO, c.f., D. ROBERTO, c.f., D. OSCAR, c.f.; 2. nomina giudice delegato per la procedura il dr. Stefano Scarafoni; 3. nomina curatore l avv. L.P., con studio in, via ; 4. ordina alla società fallita di depositare, entro tre giorni, nella cancelleria di questo tribunale, i bilanci, le scritture contabili e fiscali obbligatorie, nonché l elenco dei creditori; 5. stabilisce il giorno, alle ore 15,00, nella sede di questo tribunale in Tivoli, viale Nicolò Arnaldi 19, per l adunanza in cui si procederà all esame dello stato passivo avanti al giudice delegato; 6. assegna ai creditori ed ai terzi, che vantano diritti reali o personali su cose in possesso del fallito, il termine perentorio di trenta giorni prima dell adunanza di cui al numero precedente per la presentazione in cancelleria delle domande di insinuazione. Così deciso in Tivoli in data IL PRESIDENTE ESTENSORE

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