Corso formazione genitori - FISDE

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2 Corso formazione genitori - FISDE FISDE Tutti i diritti sono riservati E vietata la riproduzione diretta o indiretta, totale o parziale, temporanea o permanente.

3 che cosa fa di un problema un problema? Situazione insoddisfacente Obiettivo da raggiungere Carenza od assenza di conoscenze, abilità, strategie, 3

4 il problema esiste se c è un ostacolo al raggiungimento di un obiettivo. il problema è una situazione che si può modificare attraverso un nostro cambiamento cognitivo,affettivo e sociale. 4

5 Dove stanno i problemi? Nella famiglia Nel posto di lavoro Nelle reti sociali Nelle scelte esistenziali 5

6 I NON PROBLEMI SE UNA SITUAZIONE E IMMODIFICABILE E UN DATO DI FATTO E NON UN PROBLEMA. 6

7 perché è così difficile risolvere i problemi? perché spesso non li vediamo, li vediamo dove non ci sono o 7

8 li deformiamo. 8

9 IL TRIANGOLO COGNITIVO CONVINZIONI PROCESSI COGNITIVI STILE ATTRIBUTIVO 9

10 Virus cognitivi Pensiero catastrofico Errore dell universalità dei propri valori Doveri disfunzionali Aver sempre ragione Aspettarsi ricompense 10

11 Fallacia del passato Filtraggio o selezione arbitraria Pensiero polarizzato Ipergeneralizzazione 11

12 Lettura del pensiero Personalizzazione Ragionamento emozionale Etichettatura globale 12

13 Errore del controllo : Ipocontrollo - ipercontrollo Colpevolizzazione Voler cambiare gli altri 13

14 risultati test Dimensioni positive: più elevato è il punteggio più elevato è la capacità di risolvere problemi basso medio alto Dimensioni negative: più elevato è il punteggio più è difficile la soluzione di problemi 14

15 input Percepire il problema Accettare il problema Definire il problema Generare alternative Decidere Implementare output 15

16 Accettare un problema Costi maggiori dei vantaggi Non sentirsi in grado Il problema non è mio Fatalismo Innatismo 16

17 Definire il problema Uso del linguaggio operazionale Identificazione delle cause Formulazione degli obiettivi 17

18 Linguaggio operazionale Non mi ascolta mai o solo raramente Mio figlio è ribelle Fa esattamente il contrario di quanto gli chiedo I miei consigli lo fanno arrabbiare Quando parlo di valori, fa spallucce 18

19 Ho collaboratori che sono emeriti fannulloni Vengono spesso in ritardo in ufficio Portano a termine i compiti loro assegnati con ritardo Rispondono a miei consigli in modo distratto e raramente li eseguono Nell esecuzione del loro lavoro, commettono numerosi errori 19

20 il mio compagno mi è ostile non accetta i miei consigli coglie ogni occasione per criticarmi rifiuta sistematicamente gli inviti a pranzo dei miei parenti alza la voce per imporre la sua volontà 20

21 Diagramma di affinità Lavoro Finanze Famiglia Stato Psicologico Classe pesante Stipendio inadeguato Liti col partner Rabbia Conflitti tra colleghi Restrizione hobby Figlio problematico Momenti di depressione Tempo per programmaz. Vacanze insoddisfacenti Parenti pressanti Distress Genitori aggressivi Aiuto da parte dei genitori Cene coi parenti Inibizioni sociali 21

22 Caratteristiche della persona creativa Capacità percettiva immaginazione Capacità critica curiosità Sentimento ludico accettazione rischio Tenacia tolleranza alla frustrazione Capacità decisionale 22

23 Fattori facilitanti stimolazione flessibilità sicurezza e buona autostima senso ludico 23

24 Fattori ostacolanti monotonia dogmatismo insicurezza e bassa autostima 24

25 Le condizioni psicologiche limitanti il pensiero costruttivo Ansia Confusione Disistima Fretta Rassegnazione Pessimismo 25

26 Brainstorming : caratteristiche Formalità Produzione di idee, eliminando l aspetto valutativo che ha connotazioni negative Stimolazione ed interazione spontanea di idee 26

27 Brainstorming :dinamica Durata ( min. ) Periodo di riscaldamento Numero dei partecipanti ( 8-12 ) Caratteristiche dei partecipanti 27

28 Funzioni del trainer Facilitare lo scambio delle informazioni Definire il problema all inizio e quando se ne presenta la necessità Bloccare ogni tentativo di valutare negativamente gli altri Assicurarsi che il co-trainer abbia trascritto tutte le idee Fornire costanti stimoli e suggerimenti Iniziare e concludere la seduta 28

29 Errori Valutare negativamente le idee Valutare negativamente la novità delle idee espresse Negligenza da parte del co-trainer Tempo eccessivo dedicato all analisi Protagonismo 29

30 IL BRAINSTORMING Il moderatore stimola i presenti a proporre idee; vieta di fare critiche; Il segretario scrive per parole chiave le idee sulla lavagna o su un grande foglio, ponendo per es. al centro l'obiettivo in modo sintetico e circoscritto e facendo partire dal centro vari rami, su cui si scrivono le idee 30

31 IL BRAINSTORMING 1 fase divergente (produzione di idee) 2 fase convergente Le idee vengono valutate e organizzate integrando per es. quelle che si combinano per poi arrivare a delle mappe più complesse che da semplici idee divengono veri e propri progetti. Infine, l'ultimo momento consiste nella valutazione delle soluzioni proposte al fine di scegliere quelle migliori. Esercitazione: il dilemma della figlia del mercante Esercitazione sul caso individuale 31

32 DECIDERE Criterio etico e deontologico Criterio basato sull efficacia Criterio basato sull efficienza Criterio basato sui costi e vantaggi 32

33 Tabella decisionale Scelta opportunità Post-laurea dottorato impiego master A. Vantaggi e svantaggi personali reddito interesse ansia B. Vantaggi e svantaggi per gli altri ( famiglia ) economici prestigio C.Autoapprovazione D. Autoapprovazione altri 33

34 Analisi dei costi e dei benefici Dimensioni da valutare Vantaggi e svantaggi 1. Reddito 2. Interesse 3.Distress 4 distanza da casa totale ASL Scuola Prof

35 Errori e trappole decisionali carenza di informazioni effetto ancora inquadramento pregiudizievole del problema 35

36 numero eccessivo di opzioni Non riuscire a vedere il problema da più punti di vista Far affidamento sulle informazioni disponibili o su quelle che possono essere raccolte con la massima facilità, tralasciando quelle il cui recupero richiede più tempo e sforzo 36

37 Valutazione delle soluzioni La prima fondamentale regola è di valutare le idee e non le persone che le hanno espresse es. evitare di dire l idea di Tizio o l idea di Caio, piuttosto l idea X o l idea Y; Ripetere le idee letteralmente così come sono state scritte sul foglio. Si possono fare 3 tipi di valutazioni: 1. Valutazione di efficacia; 2. Valutazione di fattibilità 3. Valutazione delle conseguenze ecologiche 37

38 Valutazione di efficacia La domanda fondamentale è: se mettiamo in pratica la soluzione X, quante possibilità vi sono che l obiettivo venga raggiunto? 38

39 Valutazione di fattibilità La domanda fondamentale è: è possibile mettere in pratica questa soluzione? Esistono le risorse necessarie? C è il tempo sufficiente, ci sono le persone capaci, abbiamo denaro e spazi? ecc. 39

40 Valutazione delle conseguenze socio interpersonali Si tratta di valutare gli effetti della soluzione sull intero sistema in cui ci troviamo immersi. La domanda è: cosa accadrebbe a noi e a tutto ciò che ci circonda se mettessimo in pratica questa soluzione? 40

41 Scegliere la soluzione La scelta di una soluzione richiede un processo decisionale. La valutazione critica di efficacia, la valutazione di fattibilità e la valutazione ecologica forniscono importanti informazioni per decidere, ma non forniscono la decisione Alla fine dobbiamo essere noi ad effettuare una sorta di valutazione delle valutazioni, un calcolo emotivo che prenda in considerazione tutte le informazioni in possesso. D altra parte la soluzione migliore non è la soluzione perfetta. Ogni decisione comporta una rinuncia e un rischio. 41

42 Scegliere la soluzione Ci sono diversi metodi uno di questi può essere: - Vantaggi o svantaggi - Analisi dei costi e dei benefici 42

43 Pianificazione e messa in atto della soluzione E importante pianificare le nostre azioni, renderle operative, curando i dettagli. Una buona pianificazione deve rispondere alle seguenti domande: che cosa, chi e con quali mezzi? Identificare passi, azioni, luoghi, tempi, risorse e processi. 43

44 T di Lewin : Caso concreto di implementazione decisionale vale a dire di valutazione di tutti gli ostacoli che si frappongono all attuazione della decisione Fattori ostacolanti ostilità degli psicologi ambiguità di alcuni genitori resistenza degli operatori carente formazione del personale selezione arcaica opposizione dei sindacati Fattori facilitanti motivazione intrinseca supporto del comitato direttivo desiderio di produrre una organizzazione d eccellenza possibilità di ricerca 44

45 La verifica La verifica è un passo molto delicato in quanto costituisce un'occasione per aggiustare il tiro. Una volta eseguito il piano possiamo scoprire, ad es., che non ne era stata adeguatamente valutata l'efficacia, oppure non erano state considerate alcune conseguenze importanti, oppure possiamo scoprire che il piano era insufficiente e bisogna aggiungere altre azioni, ecc. La verifica del piano non è solo un necessario momento di realismo, ma è la fase che rende possibile la massima circolarità del problem solving e quindi la sua apertura creativa con il mondo e con noi stessi. 45

46 Atteggiamenti che possono ostacolare la soluzione comune di problemi Possono essere raggruppati in alcuni tipici di cui è bene tener conto. I più frequenti sono: Conformarsi È l'atteggiamento di chi segue più o meno passivamente la discussione lasciando decidere agli altri e accettando le idee del gruppo senza assumere una precisa posizione 46

47 Dominare È l'atteggiamento di chi cerca di far prevalere la propria posizione agendo sull'intero gruppo o su qualche compagno Cercare lodi È l'atteggiamento di chi appare intento a richiamare l'attenzione del gruppo su di sé, ostentando le proprie conoscenze e abilità Aggredire È l'atteggiamento di chi attacca con ironia e sarcasmo gli interventi degli altri, anche i più moderati; approva gli interventi estremi; si adira oltre il ragionevole; usa un linguaggio duro e polemico. 47

48 Resistere È l'atteggiamento di chi tende a trovare più ostacoli del ragionevole; a tornare sui punti che il gruppo ha già dato per superati; a disapprovare e opporsi senza una ragione valida Scherzare È l'atteggiamento di chi manifesta scarso interesse e mancanza di preoccupazione per quanto si discute, facendo battute umoristiche e ridicolizzando gli interventi altrui. 48

49 Per avere informazioni sulle iniziative che le famiglie stanno realizzando a livello regionale e su approfondimenti in merito alle slide presentate e possibile contattare il seguente indirizzo 49

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