Corso formazione genitori - FISDE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Corso formazione genitori - FISDE"

Transcript

1

2 Corso formazione genitori - FISDE FISDE Tutti i diritti sono riservati E vietata la riproduzione diretta o indiretta, totale o parziale, temporanea o permanente.

3 che cosa fa di un problema un problema? Situazione insoddisfacente Obiettivo da raggiungere Carenza od assenza di conoscenze, abilità, strategie, 3

4 il problema esiste se c è un ostacolo al raggiungimento di un obiettivo. il problema è una situazione che si può modificare attraverso un nostro cambiamento cognitivo,affettivo e sociale. 4

5 Dove stanno i problemi? Nella famiglia Nel posto di lavoro Nelle reti sociali Nelle scelte esistenziali 5

6 I NON PROBLEMI SE UNA SITUAZIONE E IMMODIFICABILE E UN DATO DI FATTO E NON UN PROBLEMA. 6

7 perché è così difficile risolvere i problemi? perché spesso non li vediamo, li vediamo dove non ci sono o 7

8 li deformiamo. 8

9 IL TRIANGOLO COGNITIVO CONVINZIONI PROCESSI COGNITIVI STILE ATTRIBUTIVO 9

10 Virus cognitivi Pensiero catastrofico Errore dell universalità dei propri valori Doveri disfunzionali Aver sempre ragione Aspettarsi ricompense 10

11 Fallacia del passato Filtraggio o selezione arbitraria Pensiero polarizzato Ipergeneralizzazione 11

12 Lettura del pensiero Personalizzazione Ragionamento emozionale Etichettatura globale 12

13 Errore del controllo : Ipocontrollo - ipercontrollo Colpevolizzazione Voler cambiare gli altri 13

14 risultati test Dimensioni positive: più elevato è il punteggio più elevato è la capacità di risolvere problemi basso medio alto Dimensioni negative: più elevato è il punteggio più è difficile la soluzione di problemi 14

15 input Percepire il problema Accettare il problema Definire il problema Generare alternative Decidere Implementare output 15

16 Accettare un problema Costi maggiori dei vantaggi Non sentirsi in grado Il problema non è mio Fatalismo Innatismo 16

17 Definire il problema Uso del linguaggio operazionale Identificazione delle cause Formulazione degli obiettivi 17

18 Linguaggio operazionale Non mi ascolta mai o solo raramente Mio figlio è ribelle Fa esattamente il contrario di quanto gli chiedo I miei consigli lo fanno arrabbiare Quando parlo di valori, fa spallucce 18

19 Ho collaboratori che sono emeriti fannulloni Vengono spesso in ritardo in ufficio Portano a termine i compiti loro assegnati con ritardo Rispondono a miei consigli in modo distratto e raramente li eseguono Nell esecuzione del loro lavoro, commettono numerosi errori 19

20 il mio compagno mi è ostile non accetta i miei consigli coglie ogni occasione per criticarmi rifiuta sistematicamente gli inviti a pranzo dei miei parenti alza la voce per imporre la sua volontà 20

21 Diagramma di affinità Lavoro Finanze Famiglia Stato Psicologico Classe pesante Stipendio inadeguato Liti col partner Rabbia Conflitti tra colleghi Restrizione hobby Figlio problematico Momenti di depressione Tempo per programmaz. Vacanze insoddisfacenti Parenti pressanti Distress Genitori aggressivi Aiuto da parte dei genitori Cene coi parenti Inibizioni sociali 21

22 Caratteristiche della persona creativa Capacità percettiva immaginazione Capacità critica curiosità Sentimento ludico accettazione rischio Tenacia tolleranza alla frustrazione Capacità decisionale 22

23 Fattori facilitanti stimolazione flessibilità sicurezza e buona autostima senso ludico 23

24 Fattori ostacolanti monotonia dogmatismo insicurezza e bassa autostima 24

25 Le condizioni psicologiche limitanti il pensiero costruttivo Ansia Confusione Disistima Fretta Rassegnazione Pessimismo 25

26 Brainstorming : caratteristiche Formalità Produzione di idee, eliminando l aspetto valutativo che ha connotazioni negative Stimolazione ed interazione spontanea di idee 26

27 Brainstorming :dinamica Durata ( min. ) Periodo di riscaldamento Numero dei partecipanti ( 8-12 ) Caratteristiche dei partecipanti 27

28 Funzioni del trainer Facilitare lo scambio delle informazioni Definire il problema all inizio e quando se ne presenta la necessità Bloccare ogni tentativo di valutare negativamente gli altri Assicurarsi che il co-trainer abbia trascritto tutte le idee Fornire costanti stimoli e suggerimenti Iniziare e concludere la seduta 28

29 Errori Valutare negativamente le idee Valutare negativamente la novità delle idee espresse Negligenza da parte del co-trainer Tempo eccessivo dedicato all analisi Protagonismo 29

30 IL BRAINSTORMING Il moderatore stimola i presenti a proporre idee; vieta di fare critiche; Il segretario scrive per parole chiave le idee sulla lavagna o su un grande foglio, ponendo per es. al centro l'obiettivo in modo sintetico e circoscritto e facendo partire dal centro vari rami, su cui si scrivono le idee 30

31 IL BRAINSTORMING 1 fase divergente (produzione di idee) 2 fase convergente Le idee vengono valutate e organizzate integrando per es. quelle che si combinano per poi arrivare a delle mappe più complesse che da semplici idee divengono veri e propri progetti. Infine, l'ultimo momento consiste nella valutazione delle soluzioni proposte al fine di scegliere quelle migliori. Esercitazione: il dilemma della figlia del mercante Esercitazione sul caso individuale 31

32 DECIDERE Criterio etico e deontologico Criterio basato sull efficacia Criterio basato sull efficienza Criterio basato sui costi e vantaggi 32

33 Tabella decisionale Scelta opportunità Post-laurea dottorato impiego master A. Vantaggi e svantaggi personali reddito interesse ansia B. Vantaggi e svantaggi per gli altri ( famiglia ) economici prestigio C.Autoapprovazione D. Autoapprovazione altri 33

34 Analisi dei costi e dei benefici Dimensioni da valutare Vantaggi e svantaggi 1. Reddito 2. Interesse 3.Distress 4 distanza da casa totale ASL Scuola Prof

35 Errori e trappole decisionali carenza di informazioni effetto ancora inquadramento pregiudizievole del problema 35

36 numero eccessivo di opzioni Non riuscire a vedere il problema da più punti di vista Far affidamento sulle informazioni disponibili o su quelle che possono essere raccolte con la massima facilità, tralasciando quelle il cui recupero richiede più tempo e sforzo 36

37 Valutazione delle soluzioni La prima fondamentale regola è di valutare le idee e non le persone che le hanno espresse es. evitare di dire l idea di Tizio o l idea di Caio, piuttosto l idea X o l idea Y; Ripetere le idee letteralmente così come sono state scritte sul foglio. Si possono fare 3 tipi di valutazioni: 1. Valutazione di efficacia; 2. Valutazione di fattibilità 3. Valutazione delle conseguenze ecologiche 37

38 Valutazione di efficacia La domanda fondamentale è: se mettiamo in pratica la soluzione X, quante possibilità vi sono che l obiettivo venga raggiunto? 38

39 Valutazione di fattibilità La domanda fondamentale è: è possibile mettere in pratica questa soluzione? Esistono le risorse necessarie? C è il tempo sufficiente, ci sono le persone capaci, abbiamo denaro e spazi? ecc. 39

40 Valutazione delle conseguenze socio interpersonali Si tratta di valutare gli effetti della soluzione sull intero sistema in cui ci troviamo immersi. La domanda è: cosa accadrebbe a noi e a tutto ciò che ci circonda se mettessimo in pratica questa soluzione? 40

41 Scegliere la soluzione La scelta di una soluzione richiede un processo decisionale. La valutazione critica di efficacia, la valutazione di fattibilità e la valutazione ecologica forniscono importanti informazioni per decidere, ma non forniscono la decisione Alla fine dobbiamo essere noi ad effettuare una sorta di valutazione delle valutazioni, un calcolo emotivo che prenda in considerazione tutte le informazioni in possesso. D altra parte la soluzione migliore non è la soluzione perfetta. Ogni decisione comporta una rinuncia e un rischio. 41

42 Scegliere la soluzione Ci sono diversi metodi uno di questi può essere: - Vantaggi o svantaggi - Analisi dei costi e dei benefici 42

43 Pianificazione e messa in atto della soluzione E importante pianificare le nostre azioni, renderle operative, curando i dettagli. Una buona pianificazione deve rispondere alle seguenti domande: che cosa, chi e con quali mezzi? Identificare passi, azioni, luoghi, tempi, risorse e processi. 43

44 T di Lewin : Caso concreto di implementazione decisionale vale a dire di valutazione di tutti gli ostacoli che si frappongono all attuazione della decisione Fattori ostacolanti ostilità degli psicologi ambiguità di alcuni genitori resistenza degli operatori carente formazione del personale selezione arcaica opposizione dei sindacati Fattori facilitanti motivazione intrinseca supporto del comitato direttivo desiderio di produrre una organizzazione d eccellenza possibilità di ricerca 44

45 La verifica La verifica è un passo molto delicato in quanto costituisce un'occasione per aggiustare il tiro. Una volta eseguito il piano possiamo scoprire, ad es., che non ne era stata adeguatamente valutata l'efficacia, oppure non erano state considerate alcune conseguenze importanti, oppure possiamo scoprire che il piano era insufficiente e bisogna aggiungere altre azioni, ecc. La verifica del piano non è solo un necessario momento di realismo, ma è la fase che rende possibile la massima circolarità del problem solving e quindi la sua apertura creativa con il mondo e con noi stessi. 45

46 Atteggiamenti che possono ostacolare la soluzione comune di problemi Possono essere raggruppati in alcuni tipici di cui è bene tener conto. I più frequenti sono: Conformarsi È l'atteggiamento di chi segue più o meno passivamente la discussione lasciando decidere agli altri e accettando le idee del gruppo senza assumere una precisa posizione 46

47 Dominare È l'atteggiamento di chi cerca di far prevalere la propria posizione agendo sull'intero gruppo o su qualche compagno Cercare lodi È l'atteggiamento di chi appare intento a richiamare l'attenzione del gruppo su di sé, ostentando le proprie conoscenze e abilità Aggredire È l'atteggiamento di chi attacca con ironia e sarcasmo gli interventi degli altri, anche i più moderati; approva gli interventi estremi; si adira oltre il ragionevole; usa un linguaggio duro e polemico. 47

48 Resistere È l'atteggiamento di chi tende a trovare più ostacoli del ragionevole; a tornare sui punti che il gruppo ha già dato per superati; a disapprovare e opporsi senza una ragione valida Scherzare È l'atteggiamento di chi manifesta scarso interesse e mancanza di preoccupazione per quanto si discute, facendo battute umoristiche e ridicolizzando gli interventi altrui. 48

49 Per avere informazioni sulle iniziative che le famiglie stanno realizzando a livello regionale e su approfondimenti in merito alle slide presentate e possibile contattare il seguente indirizzo 49

Quando un problema è veramente un problema? Aspetti cognitivi Aspetti relazionali Aspetti esistenziali

Quando un problema è veramente un problema? Aspetti cognitivi Aspetti relazionali Aspetti esistenziali Quando un problema è veramente un problema? Aspetti cognitivi Aspetti relazionali Aspetti esistenziali I denominatori comuni di tutti i problemi La presenza di una richiesta, o di una sfida, che crea una

Dettagli

L alunno disattento e iperattivo a scuola Mario Di Pietro (ASL di Monselice PD)

L alunno disattento e iperattivo a scuola Mario Di Pietro (ASL di Monselice PD) L alunno disattento e iperattivo a scuola Mario Di Pietro (ASL di Monselice PD) In una classe di circa 20 alunni, si può ipotizzare che ci sia un bambino con DDAI ma aver più di due casi per classe è davvero

Dettagli

Il Disturbo da deficit di attenzione/ iperattività

Il Disturbo da deficit di attenzione/ iperattività Il Disturbo da deficit di attenzione/ iperattività Dott.ssa Sara Bernardelli Psicologa-Psicoterapeuta SPC-Scuola di Psicoterapia Cognitiva Cos è il disturbo da deficit di attenzione/ iperattività Alessandro

Dettagli

DINAMICHE INTERPERSONALI E DI GRUPPO 8 LEZIONE. Prof. Marta Ghini

DINAMICHE INTERPERSONALI E DI GRUPPO 8 LEZIONE. Prof. Marta Ghini DINAMICHE INTERPERSONALI E DI GRUPPO 8 LEZIONE Prof. Marta Ghini LEADERSHIP RIPASSO... Qual è il mio stile di leadership utilizzato solitamente? (come genitore, come insegnante, come catechista... È sempre

Dettagli

LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA

LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA Sul tema della leadership già a partire dai primi anni del novecento sono stati sviluppati diversi studi, che consideravano

Dettagli

GRUPPO DEI PARI E APPRENDIMENTO COOPERATIVO COME STRATEGIA COMPENSATIVA PER I BES

GRUPPO DEI PARI E APPRENDIMENTO COOPERATIVO COME STRATEGIA COMPENSATIVA PER I BES GRUPPO DEI PARI E APPRENDIMENTO COOPERATIVO COME STRATEGIA COMPENSATIVA PER I BES Ciò che i bambini sanno fare insieme oggi, domani sapranno farlo da soli ( Lev VYGOTSKJJ) IX CONVEGNO DI RIMINI SULLA QUALITA

Dettagli

ELENCO DEI CORSI LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA O PERSUASIVA: COME SVILUPPARE LA CAPACITÀ DI TRATTARE CON LE PERSONE

ELENCO DEI CORSI LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA O PERSUASIVA: COME SVILUPPARE LA CAPACITÀ DI TRATTARE CON LE PERSONE ELENCO DEI CORSI LA COMUNICAZIONE ASSERTIVA O PERSUASIVA: COME SVILUPPARE LA CAPACITÀ DI TRATTARE CON LE PERSONE Avviamento, sviluppo e potenziamento della competenza comunicativa, la chiave di volta del

Dettagli

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA giuseppina.rinaudo@unito..rinaudo@unito.itit SFP 2006 - "Introduzione al corso" V. Montel, M. Perosino, G. Rinaudo 1 Impostazione del corso

Dettagli

Gestione del gruppo di lavoro: motivazione e coaching

Gestione del gruppo di lavoro: motivazione e coaching Gestione del gruppo di lavoro: motivazione e coaching Il team Un gruppo di persone che: condividono uno scopo, hanno un obiettivo in comune collaborano, moltiplicando le loro risorse condividono i vantaggi

Dettagli

DALLA PARTE DEI GENITORI Orciano (PU) 29.10.2010

DALLA PARTE DEI GENITORI Orciano (PU) 29.10.2010 DALLA PARTE DEI GENITORI Orciano (PU) 29.10.2010 La famiglia etica EDUCAZIONE AUTORITARIA 1. Comando 2. Responsabilità del padre 3. Severità 4. Esemplarità 5. Paura e senso di colpa del bambino La famiglia

Dettagli

COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009

COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009 COMPETENZE DI BASE ICF Aggiornamento 2009 Le 11 competenze di base del coaching sono state sviluppate per permettere una migliore comprensione delle competenze e degli approcci utilizzati nell ambito della

Dettagli

Dott.ssa Grazia LIPPOLIS

Dott.ssa Grazia LIPPOLIS RICONOSCERE E FRONTEGGIARE LE CRITICITA DEL LAVORO LAVORARE IN GRUPPO LE DINAMICHE ALL INTERNO DI UN GRUPPO DI LAVORO LA GESTIONE DEI CONFLITTI E DELLO STRESS Dott.ssa Grazia LIPPOLIS PREMESSA OBIETTIVO

Dettagli

AAA ADHD, ADOLESCENZA, AMICIZIA

AAA ADHD, ADOLESCENZA, AMICIZIA Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività VIII CONGRESSO NAZIONALE AIDAI AAA ADHD, ADOLESCENZA, AMICIZIA Pescara 16/17 settembre 2011 Difficoltà comportamentali e relazioni sociali in adolescenza

Dettagli

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA IL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE / IPERATTIVITA. 1. Che cos è l ADHD Il Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (DDAI), conosciuto anche con

Dettagli

Questionario stili di comunicazione/negoziazione questionario Thomas Kilmann

Questionario stili di comunicazione/negoziazione questionario Thomas Kilmann Questionario stili di comunicazione/negoziazione questionario Thomas Kilmann Obiettivo del questionario è rendere consapevole una persona della propria tendenza ad assumere in una conversazione uno o più

Dettagli

Formazione Manageriale e Comportamentale

Formazione Manageriale e Comportamentale Formazione Manageriale e Comportamentale La proposta formativa IAMA Consulting si suddivide in differenti aree: Formazione Manageriale e Comportamentale 1 Formazione Manageriale e Comportamentale IAMA

Dettagli

Team e lavoro di gruppo

Team e lavoro di gruppo Team e lavoro di gruppo Team di lavoro Team Numero ridotto di persone aventi capacità complementari che si ritengono reciprocamente responsabili per scopo, obiettivi e approccio comuni. L evoluzione di

Dettagli

Problem Solving Therapy

Problem Solving Therapy PSICOLOGIA Problem Solving Therapy Raggiungere gli obiettivi e risolvere i problemi è una questione di metodo. Pochi semplici passi per una tecnica alla portata di tutti Dott. Roberto Cavaliere Psicologo

Dettagli

Il bambino con ADHD a scuola

Il bambino con ADHD a scuola Teramo 20-04-2010 Dott.ssa Adriana Sigismondi ADHD Caratteristiche DISATTENZIONE IMPULSIVITA IPERATTIVITA 1 1 ATTENZIONE I bambini con un disturbo di attenzione manifestano problemi in compiti che richiedono

Dettagli

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING Gianna Maria Agnelli Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Clinica del Lavoro "Luigi Devoto Fondazione IRCCS Ospedale

Dettagli

problem solving (locuzione inglese che può essere tradotta in italiano come risoluzione di un problema) è un'attività del pensiero messa in atto per raggiungere una condizione desiderata a partire da una

Dettagli

A cura di Dott. Roberto di Giuseppe

A cura di Dott. Roberto di Giuseppe Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci Viale della Grande Muraglia, 37 00144 Roma Progetto SPORTELLO DI ASCOLTO A.S. 2014/2015 Per la Promozione del Benessere, per l Integrazione degli Alunni, per la Prevenzione

Dettagli

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ED EMOZIONALI AD INSORGENZA TIPICA NELL INFANZIA Conoscerli per contenerli

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ED EMOZIONALI AD INSORGENZA TIPICA NELL INFANZIA Conoscerli per contenerli I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ED EMOZIONALI AD INSORGENZA TIPICA NELL INFANZIA Conoscerli per contenerli Il disagio in età evolutiva Il disagio in età evolutiva ha origine dall interazione tra diverse variabili

Dettagli

Pagine di soluzioni. Catalizzare l innovazione con il Coaching Creativo Massimo Del Monte

Pagine di soluzioni. Catalizzare l innovazione con il Coaching Creativo Massimo Del Monte Pagine di soluzioni Catalizzare l innovazione con il Coaching Creativo Massimo Del Monte 1 1. Introduzione Negli ultimi anni si è molto parlato della crisi economica che si è abbattuta sul mondo aziendale,

Dettagli

In classe ho un bambino che Sez. Espressività, emozioni e socializzazione

In classe ho un bambino che Sez. Espressività, emozioni e socializzazione Firenze 4/5 febbraio 2011 In classe ho un bambino che Sez. Espressività, emozioni e socializzazione L EDUCAZIONE PROSOCIALE IN ITALIA: INTERVENTI E PROSPETTIVE W W W. P R O S O C I A L I T A. I T I S T

Dettagli

CURRICOLO FORMATIVO CONTINUO

CURRICOLO FORMATIVO CONTINUO CURRICOLO FORMATIVO CONTINUO E' un percorso educativo e didattico perseguito nei tre ordini di scuola che rende più organico il lavoro compiuto dai docenti; sono state condivise le mete comuni ed è in

Dettagli

Cos è la Leadership? 2. 1. SFERA Coaching Torino

Cos è la Leadership? 2. 1. SFERA Coaching Torino Cos è la Leadership? 2. 1 Questionario ASL 2. 2 Somministrazione ASL 36 coppie di affermazioni. Il compito del soggetto è quello di valutare, per ciascun item, quale delle due possibilità si avvicina maggiormente

Dettagli

MOTIVARE UN TEAM DISPENSA (dispensa Start Up - la presente dispensa rappresenta un estratto di quella abitualmente utilizzata nel corso)

MOTIVARE UN TEAM DISPENSA (dispensa Start Up - la presente dispensa rappresenta un estratto di quella abitualmente utilizzata nel corso) MOTIVARE UN TEAM DISPENSA (dispensa Start Up - la presente dispensa rappresenta un estratto di quella abitualmente utilizzata nel corso) A CURA DI VINCENZO FANELLI 1 IL SIGNIFICATO DI LEADERSHIP La leadership

Dettagli

LA SICUREZZA E IMPORTANTE

LA SICUREZZA E IMPORTANTE DISC PROFILO VERDE INTRODUZIONE Le persone con un alto profilo comportamentale VERDE preferiscono lavorare all interno di strutture esistenti e collaborare con gli altri. Il VERDE vuole sentirsi sicuro

Dettagli

La gestione della sfera emotiva e delle relazioni sociali per i bambini e ragazzi con ADHD. Dott.ssa Francesca Potena Pedagogista clinico

La gestione della sfera emotiva e delle relazioni sociali per i bambini e ragazzi con ADHD. Dott.ssa Francesca Potena Pedagogista clinico La gestione della sfera emotiva e delle relazioni sociali per i bambini e ragazzi con ADHD Dott.ssa Francesca Potena Pedagogista clinico Perché parlare di gestione emotiva? ADHD è un disturbo che colpisce

Dettagli

10 Maggio 2013. Dott.ssa Lucia Candria

10 Maggio 2013. Dott.ssa Lucia Candria 10 Maggio 2013 Dott.ssa Lucia Candria Mamma e papà devono: Offrire sostegno Dare fiducia Essere complice per superare gli ostacoli Alimentare l autostima AUTOSTIMA Rappresenta una valutazione globale su

Dettagli

EDUCARE È COSA DEL CUORE Educare figli adolescenti: sfida o percorso di crescita condiviso? Educare alle emozioni e all'affettività

EDUCARE È COSA DEL CUORE Educare figli adolescenti: sfida o percorso di crescita condiviso? Educare alle emozioni e all'affettività EDUCARE È COSA DEL CUORE Educare figli adolescenti: sfida o percorso di crescita condiviso? Educare alle emozioni e all'affettività Stili educativi riferiti alle emozioni Di fronte alle emozioni, alla

Dettagli

Gestire lo stress e vivere bene nell organizzazione

Gestire lo stress e vivere bene nell organizzazione Gestire lo stress e vivere bene nell organizzazione Stefania Mussi Consulente senior Gruppo Galgano Formatrice area Risorse Umane 2 I contenuti che incontreremo Dal saper essere al saper ben-essere Stress

Dettagli

La Dislessia è uno dei disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati «DSA» (LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 ) Lucia Scuteri 30.06.

La Dislessia è uno dei disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati «DSA» (LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 ) Lucia Scuteri 30.06. La Dislessia è uno dei disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati «DSA» (LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 ) Alla base della dislessia ci sarebbe una comunicazione carente fra le aree cerebrali

Dettagli

Difficoltà scolastiche

Difficoltà scolastiche Difficoltà scolastiche DSA Difficoltà Scolastiche Così come ogni individuo è diverso da un altro, differente per ciascuno sarà lo stile di apprendimento delle conoscenze. Per questo motivo quando si parla

Dettagli

Caratteristiche del percorso formativo

Caratteristiche del percorso formativo Caratteristiche del percorso formativo La Negoziazione per la gestione dei conflitti e delle divergenze e la mediazione in ambito familiare Descrizione sintetica del programma formativo La Mediazione Familiare,

Dettagli

STAR BENE A SCUOLA PROGETTO SPORTELLO DI ASCOLTO E PROMOZIONE DELLE LIFE SKILLS. Dott.ssa Margherita Zambruno Psicologa dell età evolutiva

STAR BENE A SCUOLA PROGETTO SPORTELLO DI ASCOLTO E PROMOZIONE DELLE LIFE SKILLS. Dott.ssa Margherita Zambruno Psicologa dell età evolutiva STAR BENE A SCUOLA PROGETTO SPORTELLO DI ASCOLTO E PROMOZIONE DELLE LIFE SKILLS Dott.ssa Margherita Zambruno Psicologa dell età evolutiva PREMESSA Il mondo della scuola di oggi è investito di mille nuovi

Dettagli

Forum HR 2013 Banche e Risorse Umane Il cambiamento nella cultura del lavoro Roma, 7-8 maggio 2013, Palazzo Altieri SISTEMI ANTIFRAGILI

Forum HR 2013 Banche e Risorse Umane Il cambiamento nella cultura del lavoro Roma, 7-8 maggio 2013, Palazzo Altieri SISTEMI ANTIFRAGILI Forum HR 2013 Banche e Risorse Umane Il cambiamento nella cultura del lavoro Roma, 7-8 maggio 2013, Palazzo Altieri SISTEMI ANTIFRAGILI di NICOLA ALBERTO DE CARLO Professore Ordinario all Università di

Dettagli

Anno Scolastico PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP) TRA. ISTITUTO COMPRENSIVO GRAMSCI Via Matteotti 51, Camponogara VE

Anno Scolastico PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP) TRA. ISTITUTO COMPRENSIVO GRAMSCI Via Matteotti 51, Camponogara VE Anno Scolastico PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP) TRA ISTITUTO COMPRENSIVO GRAMSCI Via Matteotti 51, Camponogara VE SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO CONSIGLIO di CLASSE E GENITORI dell

Dettagli

E possibile educare e imparare la prosocialità? una proposta curricolare per un educazione alla cittadinanza.

E possibile educare e imparare la prosocialità? una proposta curricolare per un educazione alla cittadinanza. E possibile educare e imparare la prosocialità? una proposta curricolare per un educazione alla cittadinanza. Per definizione la Prosocialità è l insieme di quei comportamenti che, senza la ricerca di

Dettagli

GIOCO DI SQUADRA: UNA MOSSA VINCENTE? IL TUTTO È PIÙ DELLA SOMMA DELLE SINGOLE PARTI

GIOCO DI SQUADRA: UNA MOSSA VINCENTE? IL TUTTO È PIÙ DELLA SOMMA DELLE SINGOLE PARTI GIOCO DI SQUADRA: UNA MOSSA VINCENTE? IL TUTTO È PIÙ DELLA SOMMA DELLE SINGOLE PARTI Raduno arbitri 2011 D.ssa Barbara Bononi Prendete un foglio e scrivete ognuno la propria definizione di.. ARBITRAGGIO

Dettagli

PRIMA PARTE: COMPORTAMENTI PROBLEMATICI NELL INTERAZIONE

PRIMA PARTE: COMPORTAMENTI PROBLEMATICI NELL INTERAZIONE PRIMA PARTE: COMPORTAMENTI PROBLEMATICI NELL INTERAZIONE Rientrano in questa categoria l'insieme di difficoltà comunicazionali e relazionali che spesso coinvolgono l'ansia e la scarsa autostima, ma anche

Dettagli

ANALISI DI ALCUNI MODELLI EDUCATIVI NELLA FAMIGLIA

ANALISI DI ALCUNI MODELLI EDUCATIVI NELLA FAMIGLIA ANALISI DI ALCUNI MODELLI EDUCATIVI NELLA FAMIGLIA DALLA SPONSALITA ALLA GENITORIALITA MATERNITA PATERNITA FIGLIOLANZA FRATERNITA FRATERNITA SOCIALE 3 GRUPPI DI MODELLI EDUCATIVI Modelli educativi negativi

Dettagli

L ALUNNO IPERATTIVO IN CLASSE:COME SOPRAVVIVERE

L ALUNNO IPERATTIVO IN CLASSE:COME SOPRAVVIVERE L ALUNNO IPERATTIVO IN CLASSE:COME SOPRAVVIVERE IN CLASSE SONO COSI Interessato dalle cose nuove ma ho difficoltà a stare tranquillo ed attento. Mi alza di continuo; Mi distraggo sempre! E pare che io

Dettagli

Consapevolezza sui propri problemi di studio. Obiettivi.?

Consapevolezza sui propri problemi di studio. Obiettivi.? Emozioni Consapevolezza sui propri problemi di studio Obiettivi.? Quali emozioni si provano nello studio? Come rilevato anche nel nostro gruppo di ricerca, le emozioni provate mentre si studia sono molteplici

Dettagli

BENDER GESTALT TEST 27/05/14 FONDAMENTI TEORICI UTILIZZO DEL TEST BENDER VISUAL MOTOR GESTALT TEST. La psicologia della Gestalt

BENDER GESTALT TEST 27/05/14 FONDAMENTI TEORICI UTILIZZO DEL TEST BENDER VISUAL MOTOR GESTALT TEST. La psicologia della Gestalt BENDER VISUAL MOTOR GESTALT TEST BENDER GESTALT TEST VALUTAZIONE SECONDO IL METODO KOPPITZ Il Test di Bender è basato sulla riproduzione di disegni geometrici ed è largamente utilizzato in ambito internazionale

Dettagli

ANACI Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari Sede Provinciale Pescara

ANACI Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari Sede Provinciale Pescara ANACI Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari Sede Provinciale Pescara CORSO di IPERMANAGING: LO SVILUPPO PERSONALE DELL AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO Luogo: Sede Provinciale ANACI

Dettagli

La figura del Coordinatore Educativo nei servizi educativi

La figura del Coordinatore Educativo nei servizi educativi La leadership nei servizi educativi Introduzione La recente introduzione dei Coordinatori educativi nella scuola dell infanzia e negli asili nido del Comune di Roma fa emergere anche in quest ambito un

Dettagli

dell organismo a richieste esterno Dott. Giuseppe Marmo Ordine degli Psicologi di Basilicata

dell organismo a richieste esterno Dott. Giuseppe Marmo Ordine degli Psicologi di Basilicata SINDROME GENERALE DI ADATTAMENTO Risposta generale aspecifica dell organismo a richieste provenienti dall ambiente esterno Ordine degli Psicologi di Basilicata Ad un stimolo stressogeno si risponde con:

Dettagli

Di fronte alla diagnosi di tumore: quale comunicazione?

Di fronte alla diagnosi di tumore: quale comunicazione? Di fronte alla diagnosi di tumore: quale comunicazione? La diagnosi di cancro: Si configura come evento critico che minaccia l individuo ed interferisce con le dimensioni su cui si articola la vita: fisica,

Dettagli

ADHD: il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività COME AGIRE A SCUOLA E A CASA

ADHD: il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività COME AGIRE A SCUOLA E A CASA ADHD: il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività COME AGIRE A SCUOLA E A CASA Seconda lezione Le manifestazioni dell ADHD Non lancerò più le penne di Marco Laura Barbirato psicologa dell apprendimento

Dettagli

Leadership Judgement Indicator

Leadership Judgement Indicator Leadership Judgement Indicator Michael Lock, Robert Wheeler, Nick Burnard e Colin Cooper Adattamento italiano di Palmira Faraci RAPPORTO INTERPRETATIVO Nominativo: Codice test: Data della prova: 09/01/2012

Dettagli

www.daca.it La leadership Il concetto e gli stili di leadership

www.daca.it La leadership Il concetto e gli stili di leadership La leadership www.daca.it Il concetto e gli stili di leadership Lo studio della leadership, nell ambito specifico della letteratura sui comportamenti organizzativi, nasce e si fonda su un filone di ricerca

Dettagli

Favorire l autostima nel bambino. Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it

Favorire l autostima nel bambino. Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it Favorire l autostima nel bambino Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it 1 Un senso di impotenza si sviluppa in seguito all incapacità di influenzare positivamente le proprie

Dettagli

IL SIGNIFICATO DEI COMPITI A CASA: oltre la necessità di apprendimento

IL SIGNIFICATO DEI COMPITI A CASA: oltre la necessità di apprendimento IL SIGNIFICATO DEI COMPITI A CASA: oltre la necessità di apprendimento Riflessioni su tempo, sviluppo, regole, autonomia, fiducia, sostegno Dr.ssa Nadia Badioli IL SENSO DEI COMPITI STRUMENTO PER: incentivare

Dettagli

CHE COS È E A COSA SERVE IL COUNSELLING

CHE COS È E A COSA SERVE IL COUNSELLING CHE COS È E A COSA SERVE IL COUNSELLING Dal latino consilium: consiglio, parere. Counselling, deriva dal verbo inglese to counsel. L Oxford English Dictionary dà queste definizioni: 1. dare un parere a

Dettagli

Informarsi. Raccogliere informazioni

Informarsi. Raccogliere informazioni Fase di lavoro 1 Informarsi Spieghi con parole sue a un collega oppure a un suo parente il compito che ha dovuto svolgere e che vuole descrivere nel suo rapporto È stato in grado di esprimersi in modo

Dettagli

Autostima E Perfomance

Autostima E Perfomance Autostima E Perfomance Lo sport nelle sue varie discipline e specialità (di forza, resistenza e destrezza) può avere più fini quali: ricreativi (distrae e diverte), educativi (favorisce il movimento e

Dettagli

Pierina Levorato psicologa psicoterapeuta Consultorio familiare ULSS n. 2 FELTRE

Pierina Levorato psicologa psicoterapeuta Consultorio familiare ULSS n. 2 FELTRE Come litigare in modo costruttivo Pierina Levorato psicologa psicoterapeuta Consultorio familiare ULSS n. 2 FELTRE Chiunque può arrabbiarsi, questo è facile. Ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel

Dettagli

Chi lo dice che non sono portato per la matematica? Il coaching nelle lezioni individuali di matematica

Chi lo dice che non sono portato per la matematica? Il coaching nelle lezioni individuali di matematica Chi lo dice che non sono portato per la matematica? Il coaching nelle lezioni individuali di matematica Tesi di Daniele Gianolini 1. Introduzione La decennale esperienza nell insegnamento individuale della

Dettagli

METTERSI IN GIOCO : ESPERIENZE DI LABORATORIO NEL GRUPPO DI LAVORO CON I DOCENTI PER ACQUISIRE UNA MAGGIORE EFFICACIA RELAZIONALE NEL GRUPPO CLASSE

METTERSI IN GIOCO : ESPERIENZE DI LABORATORIO NEL GRUPPO DI LAVORO CON I DOCENTI PER ACQUISIRE UNA MAGGIORE EFFICACIA RELAZIONALE NEL GRUPPO CLASSE METTERSI IN GIOCO : ESPERIENZE DI LABORATORIO NEL GRUPPO DI LAVORO CON I DOCENTI PER ACQUISIRE UNA MAGGIORE EFFICACIA RELAZIONALE NEL GRUPPO CLASSE Dr.ssa Arianna Pomero Aspetto centrale dell essere essere

Dettagli

Impariamo a conoscerla

Impariamo a conoscerla Impariamo a conoscerla Centro AP - Psicologia e Psicosomatica Piazza Trasimeno, 2-00198 Roma - Tel: 06 841.41.42 - www.centroap.it 1 Che cosa è? La dislessia evolutiva è un disturbo specifico che riguarda

Dettagli

Via di Ripetta, 39 00186 Roma Tel 0632111533 / 0632110003 Fax 0632111533 www.admeliora.com. La Creatività

Via di Ripetta, 39 00186 Roma Tel 0632111533 / 0632110003 Fax 0632111533 www.admeliora.com. La Creatività La Creatività Una storiella per iniziare Una ragazza viene costretta a scegliere, questione di vita o di morte, estraendo a sorte da una borsa: sassolino bianco e sarà salvezza, sassolini nero e sarà la

Dettagli

Le componenti dell'assertività

Le componenti dell'assertività ASSERTIVITA Il comportamento assertivo è quel comportamento attraverso il quale si affermano i propri punti di vista, senza prevaricare né essere prevaricati. Si esprime attraverso la capacità di utilizzare

Dettagli

Centro Formazione Insegnanti Rovereto. Relatrice: Dr.ssa Serena Valorzi www.serenavalorzi.it

Centro Formazione Insegnanti Rovereto. Relatrice: Dr.ssa Serena Valorzi www.serenavalorzi.it Centro Formazione Insegnanti Rovereto Relatrice: Dr.ssa Serena Valorzi www.serenavalorzi.it Gli uomini non vengono angosciati dalle cose, bensì dalle opinioni che si fanno su di esse. Epitteto, filosofo

Dettagli

Assertività. Un adeguata comunicazione deve avere al meno tre elementi. Assenza Di paure o Inibizioni sociali. di sé

Assertività. Un adeguata comunicazione deve avere al meno tre elementi. Assenza Di paure o Inibizioni sociali. di sé Assertività Un adeguata comunicazione deve avere al meno tre elementi Presenza di Affinate Abilità interpersonali Assenza Di paure o Inibizioni sociali Buona immagine di sé Privata e professionale ESSERE

Dettagli

LE POSSIBILITA DELL ASSERTIVITA Dott.ssa Monica Monaco e-mail : menteviva.eu@libero.it siti web: www.menteviva-eu.com

LE POSSIBILITA DELL ASSERTIVITA Dott.ssa Monica Monaco e-mail : menteviva.eu@libero.it siti web: www.menteviva-eu.com LE POSSIBILITA DELL ASSERTIVITA Dott.ssa Monica Monaco e-mail : menteviva.eu@libero.it siti web: www.menteviva-eu.com www.centroaspen.it www.titania.ct.it www.benessere.com L assertività: dalle origini

Dettagli

Metodologie didattiche per apprendere competenze

Metodologie didattiche per apprendere competenze Metodologie didattiche per apprendere competenze Amelia Manuti Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione Università di Bari amelia.manuti@uniba.it Obiettivi della giornata Analizzare

Dettagli

AUTOSTIMA QUESTA CHIMERA SCONOSCIUTA LUCIA TODARO, PSICOPEDAGOGISTA

AUTOSTIMA QUESTA CHIMERA SCONOSCIUTA LUCIA TODARO, PSICOPEDAGOGISTA AUTOSTIMA QUESTA CHIMERA SCONOSCIUTA Autostima = giudizio che ognuno dà del proprio valore ( dipende sia da fattori interni che esterni ) EricKson: la stima di sé deve venire da dentro, dal nocciolo di

Dettagli

La semplicità di formare i lavoratori in somministrazione

La semplicità di formare i lavoratori in somministrazione La semplicità di formare i lavoratori in somministrazione un catalogo di offerta formativa multimediale MiFORMOeLAVORO è il progetto, lanciato da Adversus in collaborazione con Skilla, che ha l obiettivo

Dettagli

Strumento di auto-valutazione della creatività & metodologia. Versione: Finale Data: 08 August 2008

Strumento di auto-valutazione della creatività & metodologia. Versione: Finale Data: 08 August 2008 Strumento di auto-valutazione della creatività & metodologia Versione: Finale Data: 08 August 2008 Partner Firenze Tecnologia Authors Elisa Tachis Sommario Introduzione... 3 Le finalità della valutazione

Dettagli

Piano Formativo 2011 PROGRAMMA DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE

Piano Formativo 2011 PROGRAMMA DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE Piano Formativo 2011 PROGRAMMA DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE manageriali f o r m a z i o n e IL CONTESTO Le trasformazioni organizzative e culturali che stanno avvenendo nelle amministrazioni comunali,

Dettagli

L autostima. A cura di Graziella Priulla

L autostima. A cura di Graziella Priulla L autostima A cura di Graziella Priulla E vero che in media le donne hanno meno autostima degli uomini? Che hanno debole percezione del proprio valore? Sono soprattutto le donne a soffrire di bassa autostima,

Dettagli

APPLICAZIONE DI UN TRATTAMENTO METACOGNITIVO DI GRUPPO PER BAMBINI AFFETTI DA DISTURBO DA DEFICIT DELL ATTENZIONE CON

APPLICAZIONE DI UN TRATTAMENTO METACOGNITIVO DI GRUPPO PER BAMBINI AFFETTI DA DISTURBO DA DEFICIT DELL ATTENZIONE CON APPLICAZIONE DI UN TRATTAMENTO METACOGNITIVO DI GRUPPO PER BAMBINI AFFETTI DA DISTURBO DA DEFICIT DELL ATTENZIONE CON IPERATTIVITÀ E DI UN PERCORSO DI PARENT TRAINING RIVOLTO AI GENITORI Laura Vanzin,

Dettagli

La#Comunicazione#efficace# Corso#Avanzato# Modulo#base##2#

La#Comunicazione#efficace# Corso#Avanzato# Modulo#base##2# La#Comunicazione#efficace# Corso#Avanzato# Modulo#base##2# Torino,#23#se;embre#2015# h;p://comunicazionesmatca.weebly.com/# Agenda# # Presentazione,#obieHvi#e#qualità#del#servizio# D1# La#comunicazione#interpersonale#

Dettagli

LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA MALATTIA

LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA MALATTIA LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA MALATTIA Insufficienza Intestinale cronica benigna pediatrica. Scienza, tecnica e psicologia: nuove frontiere a confronto Spello, 2-3 novembre 2012 Dott.ssa Cadonati Barbara

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

GESTIONE DI PROGETTO E ORGANIZZAZIONE DI IMPRESA

GESTIONE DI PROGETTO E ORGANIZZAZIONE DI IMPRESA GESTIONE DI PROGETTO E ORGANIZZAZIONE DI IMPRESA Il project management nella scuola superiore di Antonio e Martina Dell Anna 2 PARTE I PROCESSI AZIENDALI E PROGETTI UDA 3 I PRINCIPI DEL PROJECT MANAGEMENT

Dettagli

C.H. Cooley (1902) considera Sé come prodotto (passivo) delle interazioni con gli altri.(looking-glass self). Il concetto dell Io come specchio

C.H. Cooley (1902) considera Sé come prodotto (passivo) delle interazioni con gli altri.(looking-glass self). Il concetto dell Io come specchio AUTOSTIMA I primi riferimenti all autostima come dimensione psicologica emergono dalle considerazioni sul sé di William James (1890). James ha sostenuto l esistenza di tre costituenti principali del Sé:

Dettagli

Carta d Identità del CNGEI

Carta d Identità del CNGEI Carta d Identità del CNGEI "Il nostro è un movimento libero, accanitamente, irriducibilmente libero da ingerenza politica, confessionale o di interesse e deve rimanere tale contro chiunque fosse di diverso

Dettagli

6 Aspetti psicologici e relazionali nel bambino sordo a cura di Raffaella Carchio psicologa

6 Aspetti psicologici e relazionali nel bambino sordo a cura di Raffaella Carchio psicologa 6 Aspetti psicologici e relazionali nel bambino sordo a cura di Raffaella Carchio psicologa Da un punto di vista psicologico, l udito è il senso che contribuisce alla formazione dei primi legami relazionali

Dettagli

La Gestione delle Risorse Umane nello Studio Professionale. Dott. Simone Cavestro Sinthema Professionisti Associati

La Gestione delle Risorse Umane nello Studio Professionale. Dott. Simone Cavestro Sinthema Professionisti Associati La Gestione delle Risorse Umane nello Studio Professionale Dott. Simone Cavestro La Sfida attuale In uno scenario in continua evoluzione, dove si sviluppano con velocità crescente Organizzazione Tecnologie

Dettagli

CAPITOLO 3. Elementi fondamentali della struttura organizzativa

CAPITOLO 3. Elementi fondamentali della struttura organizzativa CAPITOLO 3 Elementi fondamentali della struttura organizzativa Agenda La struttura organizzativa Le esigenze informative Tipologia di strutture Struttura funzionale Struttura divisionale Struttura per

Dettagli

Oggetto: descrizione dettagliata del progetto Un curricolo verticale per il successo formativo, Linea 1.

Oggetto: descrizione dettagliata del progetto Un curricolo verticale per il successo formativo, Linea 1. Castelfranco E., 13 04-2013 Oggetto: descrizione dettagliata del progetto Un curricolo verticale per il successo formativo, Linea 1. Come già specificato il progetto, parte integrante del POF della scuola,

Dettagli

Scheda Illustrativa dei corsi. Corso n. 2/Formazione sull AUTISMO (a cura della dott.ssa Monia Di Palma)

Scheda Illustrativa dei corsi. Corso n. 2/Formazione sull AUTISMO (a cura della dott.ssa Monia Di Palma) Scheda Illustrativa dei corsi Corso n. 2/Formazione sull AUTISMO (a cura della dott.ssa Monia Di Palma) COS È E COSA NON È L AUTISMO Recentemente gli studiosi preferiscono parlare di autismi piuttosto

Dettagli

INTRODUZIONE 7. Introduzione

INTRODUZIONE 7. Introduzione INTRODUZIONE 7 Introduzione «Mi sento a pezzi», «Ho i nervi a fior di pelle», «Non ce la faccio più», «Non riesco a dormire»: probabilmente vi sarà capitato di usare espressioni di questo genere e certamente

Dettagli

Il gruppo: un esperienza da condividere

Il gruppo: un esperienza da condividere Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale e Dipendenze Patologiche Unità Operativa SerT Sede Ser.T. di Ferrara Centro Psicosociale e Unità mobile di strada Il Direttore Prot. N. Ferrara, 14/10/2010

Dettagli

Ins. Elena Rodda Scuola Primaria di Pavone Classe 3 A A. S. 2008/09 NEL TEMPO LA STORIA 3 INDICE DEGLI ALLEGATI

Ins. Elena Rodda Scuola Primaria di Pavone Classe 3 A A. S. 2008/09 NEL TEMPO LA STORIA 3 INDICE DEGLI ALLEGATI INDICE DEGLI ALLEGATI Allegato 1 Griglia ad uso dell insegnante per valutare il testo regolativi. Allegato 2 Rubrica per valutare la capacità di esecuzione di un compito individuale Griglia di autovalutazione

Dettagli

Scuola Primaria I circolo didattico Marsciano a.s. 2010/2011. Percorso didattico tra educazione alla prosocialità e cooperative learning

Scuola Primaria I circolo didattico Marsciano a.s. 2010/2011. Percorso didattico tra educazione alla prosocialità e cooperative learning Scuola Primaria I circolo didattico Marsciano a.s. 2010/2011 Percorso didattico tra educazione alla prosocialità e cooperative learning Studio e riflessione sui distinguo teorici e analisi delle affinità

Dettagli

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative;

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; INDICE Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; - LE LINEE DI METODO, che individuano le esperienze di apprendimento,

Dettagli

LINGUAGGIO E DIFFICOLTA DI APPRENDIMENTO

LINGUAGGIO E DIFFICOLTA DI APPRENDIMENTO Congresso Nazionale degli psicomotricisti LINGUAGGIO E DIFFICOLTA DI APPRENDIMENTO 1 Elettra Trucco Borgogna Il nostro gruppo opera da oltre vent anni nel Reparto Ospedaliero dell Istituto Audiologia dell

Dettagli

Scuola Secondaria di 1 Grado a. s. 2013-2014

Scuola Secondaria di 1 Grado a. s. 2013-2014 STRUTTURA DELLA CLASSE Alunni iscritti n. Alunni frequentanti n. Alunni ripetenti n. /. Alunni disabili n.. Scuola Secondaria di 1 Grado a. s. 2013-2014 PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA Classe 1 TIPOLOGIA

Dettagli

Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola /Famiglia

Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola /Famiglia Istituto Comprensivo - Monte Urano Via Vittorio Alfieri 1 - Monte Urano - prov. Ascoli Piceno - cap.63015 telefono 0734/840605 Fax 0734/840880 Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola

Dettagli

Educare alle emozioni: il Ruolo dei genitori. 21 Novembre 2014 Comune di Villa Guardia Dott.ssa Valerie Moretti

Educare alle emozioni: il Ruolo dei genitori. 21 Novembre 2014 Comune di Villa Guardia Dott.ssa Valerie Moretti Educare alle emozioni: il Ruolo dei genitori 21 Novembre 2014 Comune di Villa Guardia Dott.ssa Valerie Moretti In passato non era necessario che i padri e le madri favorissero lo sviluppo emotivo dei bimbi.

Dettagli

AREA COMUNICAZIONE. 1. La Comunicazione Efficace 2. Comunicazione in Rete 3. Parlare in pubblico 4. Presentazioni Efficaci

AREA COMUNICAZIONE. 1. La Comunicazione Efficace 2. Comunicazione in Rete 3. Parlare in pubblico 4. Presentazioni Efficaci AREA COMUNICAZIONE 1. La Comunicazione Efficace 2. Comunicazione in Rete 3. Parlare in pubblico 4. Presentazioni Efficaci La Comunicazione Efficace 1 giorno Conoscere il funzionamento del processo comunicativo

Dettagli

LE PAROLE CHE PESANO. Hotel Remilia 20/05/2014. Ciclo Magramente

LE PAROLE CHE PESANO. Hotel Remilia 20/05/2014. Ciclo Magramente LE PAROLE CHE PESANO Hotel Remilia 20/05/2014 Ciclo Magramente Pag. 01 IL LINGUAGGIO CHE PESA Hai mai pensato che il linguaggio che usi possa influenzare la tua autostima e il tuo peso? Rifletti un secondo:

Dettagli

A) Accenni al fatto che avete frequentato la stessa Università, subito, mentre vi presentate

A) Accenni al fatto che avete frequentato la stessa Università, subito, mentre vi presentate Rispondi al questionario per scoprire quanto sei incisivo nella PERSUASIONE! Per te 10 domande selezionate dal Prof. Robert Cialdini, cattedra di Psicologia e Marketing presso l Università dell Arizona,

Dettagli

ALLEGATO B. Sistema permanente di valutazione valutazione dell apporto individuale SCHEDE DI VALUTAZIONE INDIVIDUALI

ALLEGATO B. Sistema permanente di valutazione valutazione dell apporto individuale SCHEDE DI VALUTAZIONE INDIVIDUALI ALLEGATO B Sistema permanente di valutazione valutazione dell apporto individuale SCHEDE DI VALUTAZIONE INDIVIDUALI Il presente allegato rappresenta il risultato della procedura di concertazione di cui

Dettagli

LA CLASSE CONTESTO DIFFICILE IL MEGLIO DI NOI LO DIAMO QUANDO INTERPRETIAMO LE SITUAZIONI DIFFICILI COME PROBLEMI CHE AMMETTONO SOLUZIONI 1 PASSO

LA CLASSE CONTESTO DIFFICILE IL MEGLIO DI NOI LO DIAMO QUANDO INTERPRETIAMO LE SITUAZIONI DIFFICILI COME PROBLEMI CHE AMMETTONO SOLUZIONI 1 PASSO LA CLASSE CONTESTO DIFFICILE IL MEGLIO DI NOI LO DIAMO QUANDO INTERPRETIAMO LE SITUAZIONI DIFFICILI COME PROBLEMI CHE AMMETTONO SOLUZIONI 1 PASSO PERCEPIRE IL PROBLEMA, AVENDO BEN CHIARA LA DIFFERENZA

Dettagli

IL METODO DI STUDIO PAOLA BRUNELLO

IL METODO DI STUDIO PAOLA BRUNELLO IL METODO DI STUDIO PAOLA BRUNELLO APPRENDIMENTO L apprendimento è un processo attivo di costruzione di conoscenze, abilità e competenze in un contesto di interazione dei ragazzi con gli insegnanti, i

Dettagli