L attuazione del D. Lgs. 231/01 in un gruppo bancario L esperienza Intesa Sanpaolo. Gabriella Cazzola Direzione Legale e Contenzioso

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "L attuazione del D. Lgs. 231/01 in un gruppo bancario L esperienza Intesa Sanpaolo. Gabriella Cazzola Direzione Legale e Contenzioso"

Transcript

1 L attuazione del D. Lgs. 231/01 in un gruppo bancario L esperienza Intesa Sanpaolo Gabriella Cazzola Direzione Legale e Contenzioso Paradigma - 24 maggio 2013

2 L esperienza di Intesa Sanpaolo Problemi applicativi Impianto normativo per principi e intermittenza/scarsità della giurisprudenza su questioni chiave relative ai presupposti di «idoneità» dei modelli, con conseguente difficoltà nell individuare le «best practices» da seguire Progressiva estensione della 231 a nuove tipologie di illecito effettuata dal legislatore senza coordinamento con i principi generali della legge e senza coordinamento con l evoluzione della normativa di riferimento Necessità di inserire nella rete già intensa di controlli interni un nuovo presidio, nuove regole e un nuovo organo di controllo Estensione del Modello al Gruppo Bancario e connessi profili di responsabilità L art. 52 del D.Lgs. 231/2007 (antiriciclaggio) e i nuovi compiti (e responsabilità) dell OdV 2

3 Gli impatti del D.Lgs. 231/01 sul sistema bancario Da: Linee Guida ABI (febbraio 2004)...le banche, in ragione della disciplina speciale primaria e regolamentare ad esse applicabile, sono società in cui la cultura del controllo è fortemente sviluppata. Le banche sono così dotate di complessi sistemi di regole interne che assolvono alla funzione di organizzare il sistema dei poteri e delle deleghe; di regolamentare e procedimentalizzare le attività che si svolgono all interno della società; di gestire i rapporti tra i vari attori del sistema dei controlli interni; di disciplinare i flussi informativi tra le varie funzioni, organi, ecc.. Tali regole contenute in ordini di servizio, disposizioni interne, normative aziendali, codici di autodisciplina, codici deontologici, codici disciplinari, ecc. già di per sé possono costituire la base precettiva di ciò che è un modello organizzativo secondo il d.lgs. n. 231/2001. Se, infatti, per modello organizzativo si intende, come si diceva sopra, un insieme di regole coerente e funzionale ad un certo scopo, ciò che ciascuna banca dovrà valutare è se l insieme di regole di cui essa già dispone sia coerente e funzionale (oltre che alle finalità per cui esso è stato creato) anche alla prevenzione dei reati contemplati dal decreto legislativo (ovvero almeno di quei reati che, in base ad una valutazione di rischiosità in concreto, è emerso possano essere commessi da soggetti collegati alla banca stessa) e trarne elementi per l elaborazione del proprio modello organizzativo. Pertanto l adozione del modello organizzativo da parte delle banche richiederà una attività tanto meno complessa quanto più adeguato e razionale risulta essere il sistema di controlli e di procedimentalizzazione già presente all interno della struttura. 3

4 Il Modello 231 Intesa Sanpaolo Struttura Reati riconducibili ad abusi di mercato parte generale 1.Contesto normativo 2.Modello di organizzazione, gestione e controllo 3.Organismo di Vigilanza 4.Flussi informativi verso OdV 5.Sistema sanzionatorio 6.Formazione e comunicazione interna A La parte generale (A) riporta le caratteristiche e gli elementi essenziali del Modello aree sensibili (10) attività sensibili (21) 7. Illeciti presupposto ed aree sensibili - Attività sensibili - Macro descrizione attività - Principi di controllo - Principi di comportamento B componente stabile del Modello, approvata da CdG e CdS I protocolli (B) dettagliano principi di comportamento e di controllo sulle attività aziendali sensibili attori elenco dei processi normativa interna C D componente dinamica, emanata con normativa interna I processi e la normativa aziendali (C e D) sono collegati ai protocolli e ne fanno parte integrante 4

5 Il Modello 231 Intesa Sanpaolo L Organismo di Vigilanza In sede di approvazione del Modello l OdV è stato individuato nel Comitato per il Controllo composto da cinque membri indipendenti del Consiglio di Sorveglianza. Le considerazioni che avevano portato, in sede di approvazione del Modello di Capogruppo, a tale scelta erano legate essenzialmente alla circostanza che nel sistema dualistico adottato da ISP il Comitato per il Controllo è composto non da amministratori (e quindi da soggetti direttamente investiti della gestione della società) bensì da membri dell organo di controllo, in possesso di pregnanti requisiti di professionalità e indipendenza, oltre che di specifici, ampi ed incisivi poteri di controllo: ciò assicura adeguati livelli di autonomia e continuità di azione e fa sì che detto organo possa assolvere le funzioni che la legge assegna all OdV in modo più efficiente ed effettivo di qualsiasi altro organo aziendale. Le funzioni ed i compiti del Comitato per il controllo sono contigui/in parte sovrapponibili a quelle dell OdV. Sono stati previsti requisiti di onorabilità specifici (es. rilevanza di sentenze di condanna anche non definitive o di aver fatto parte di OdV di società cui siano state irrogate sazioni ex D.Lgs. 231/01). 5

6 Il Modello 231 Intesa Sanpaolo I flussi informativi La lett. d) dell art. 6 del d.lgs. 231/2001 dispone espressamente la necessità di istituire un sistema di reportistica che coinvolga l OdV, per permettere a tale organo di svolgere correttamente i compiti ad esso affidati. Per quanto concerne i flussi informativi in entrata verso l OdV, l obbligo di informazione all OdV rappresenta un ulteriore strumento per agevolare l attività di vigilanza sull efficacia del modello e di accertamento a posteriori delle cause che hanno reso possibile il verificarsi del reato. L attività di reporting in entrata può essere distinta fra flussi informativi da effettuarsi al verificarsi di particolari eventi e flussi informativi periodici. In merito ai primi, gli obblighi informativi verso l OdV riguardano i soggetti apicali e sottoposti che siano a conoscenza di notizie o di fatti che possano evidenziare la sussistenza di violazioni del modello. I flussi periodici prevedono, invece, che i soggetti coinvolti con funzioni di controllo nei processi sensibili comunichino all OdV le risultanze periodiche delle attività di controllo poste in essere. Parimenti, risulta fondamentale implementare dei flussi informativi in uscita dall OdV verso gli altri organi sociali e funzioni coinvolte nel sistema di controllo interno, permettendo così la necessaria condivisione di informazioni tra gli stessi. La suddivisione tra flussi occasionali e periodici può applicarsi anche ai flussi in uscita dall OdV verso gli organi di governo e controllo individuati nel modello e/o nel regolamento dell OdV.- 6

7 Il Modello 231 Intesa Sanpaolo I flussi informativi Il Modello prevede diversi flussi informativi verso l Organismo di Vigilanza: Flussi spontanei inviati all OdV da parte di qualunque attore interessato da eventi meritevoli di specifica segnalazione Flussi periodici previsti in capo a Auditing: con l indicazione delle rilevazioni svolte sulle aree sensibili 231 Compliance: con l indicazione delle attività svolte sull adeguatezza e funzionamento del Modello Process Owner: mediante un processo di autodiagnosi complessivo sull attività svolta Le singole unità organizzative «autocertificano» la propria conformità ai principi di organizzazione, di comportamento e di controllo previsti dal Modello 231/01. L attività viene svolta in concorso con la funzione Risk Management nell ambito del più generale processo di monitoraggio dei rischi operativi Trimestrale Semestrale Annuale Il Modello prevede inoltre che, con cadenza semestrale, sia data informativa al Consiglio di Gestione circa le modifiche intervenute nei processi e nella normativa aziendale sensibile 7

8 Il Modello 231 Intesa Sanpaolo I flussi informativi: le segnalazioni dei dipendenti L Organismo di Vigilanza deve: poter essere informato, mediante apposite segnalazioni da parte di tutti i dipendenti aziendali, degli Organi Societari nonché dei soggetti esterni, in merito ad eventi che potrebbero ingenerare responsabilità della Società ai sensi del Decreto valutare con attenzione le segnalazioni ricevute. Al termine delle sue analisi riferirà sull esito all Organo amministrativo proponendo gli eventuali provvedimenti prendere in considerazione anche le segnalazioni anonime purché siano circostanziate e presentino elementi fattuali essere raggiungibile direttamente, ad esempio anche via da parte dei potenziali segnalanti 8

9 Il Modello 231 Intesa Sanpaolo Il rapporto dell OdV con gli organi aziendali e le funzioni di controllo «Il corretto funzionamento del sistema dei controlli interni si basa sulla proficua interazione nell esercizio dei compiti (d indirizzo, di attuazione, di verifica, di valutazione) fra gli organi aziendali, gli eventuali comitati costituiti all interno di questi ultimi, i soggetti incaricati della revisione legale dei conti, le funzioni aziendali di controllo». «..nell attività dell organismo di vigilanza, che attiene in generale all adempimento di leggi e regolamenti, può essere proficuo uno stretto raccordo, in termini di suddivisione di attività che di condivisione di informazioni, con le funzioni di conformità alle norme e di revisione interna» (Documento di consultazione di Banca d Italia in materia di sistema dei controlli) In ISP l Organismo di Vigilanza: in ogni circostanza in cui sia ritenuto necessario o opportuno, ovvero se richiesto, riferisce al Consiglio di Gestione ed al Consiglio di Sorveglianza circa il funzionamento del Modello e l adempimento agli obblighi imposti dal Decreto. L Organismo di Vigilanza, su base almeno semestrale, trasmette ai predetti Organi una specifica informativa sull adeguatezza e sull osservanza del Modello, che ha ad oggetto: l attività svolta; le risultanze dell attività svolta; gli interventi correttivi e migliorativi pianificati ed il loro stato di realizzazione opera in stretto raccordo con le funzioni di controllo interno (in primis, Audit e Compliance), avvalendosi delle stesse ai fini delle proprie verifiche. 9

10 Il Modello 231 Intesa Sanpaolo I protocolli La definizione dei principi di controllo di ciascun protocollo si fonda sui seguenti fattori qualificanti: Separazione dei compiti attraverso la corretta distribuzione delle responsabilità e la previsione di adeguati livelli autorizzativi Chiara e formalizzata assegnazione di poteri e responsabilità Esistenza di regole comportamentali idonea a garantire il rispetto di leggi e regolamenti Tracciabilità dei processi sia a livello di sistema informativo che in termini documentali Coerenza dei sistemi premianti Esistenza e documentabilità dell attività di controllo e supervisione Esistenza di meccanismi di sicurezza che garantiscano un adeguata protezione/accesso fisico logico ai dati ed ai beni aziendali L efficace e concreta attuazione dei Protocolli deve essere garantita dai Responsabili delle varie strutture organizzative della Società in relazione alle attività a rischio dalle stesse svolte. 10

11 Formazione e comunicazione Erogazione di corsi di formazione specifica «a distanza» 231/01 per tutti i dipendenti delle società del Gruppo di diritto italiano Corsi «in aula» 231/01 per personale con esigenze di tipo specifico operante, in particolare, verso la Pubblica Amministrazione e nelle aree più «sensibili» Intervento formativo per i dipendenti delle Filiali estere Iniziative formative specifiche per il personale dirigente e per i componenti degli Organismi di Vigilanza/Collegi Sindacali Produzione di materiale di comunicazione/informazione di carattere divulgativo (anche tramite WEB TV) a supporto del processo formativo e destinato a tutti i dipendenti del Gruppo 11

12 Gestione nel tempo del Modello Adottato il 9 ottobre 2007 e formalizzato sulla base di un primo risk mapping (derivante dalle mappature ante fusione), il Modello è stato aggiornato più volte per tener conto dell'evoluzione normativa nel frattempo intervenuta nonché delle modifiche organizzative apportate alla struttura della Banca Nel 2012 è stato condotto, su iniziativa dell OdV, un progetto di «Assessment del Modello 231/01» di ISP Annualmente la funzione Compliance effettua un attività di risk mapping della normativa interna volto confermare/aggiornare la mappature dei rischi «231/2001» Tale attività origina una «mappa» aggiornata dei processi «sensibili» e «prioritari». Per i processi identificati come «prioritari» l ottenimento della concordanza preventiva da parte della Funzione di Compliance costituisce una condizione necessaria per il rilascio della nuova normativa L attività di allineamento normativo viene infatti effettuata in modo «selettivo» adottando un approccio c.d. risk based che prevede la selezione della normativa sulla base di una valutazione dell esposizione al rischio di commissione dei reati presupposto del Decreto 231/

13 Gestione nel tempo del Modello La responsabilità del presidio del rischio 231/01 è condivisa fra più strutture della Banca, per quanto di competenza PRIMA LINEA DI PRESIDIO Legale e Contenzioso: evidenze su principali aggiornamenti normativi e aspetti interpretativi delle norme e collaborazione all aggiornamento Organizzazione: definizione struttura e processi organizzativi e adeguamento normativa interna Risorse Umane: formazione e sistema sanzionatorio Datore di Lavoro (D.Lgs. 81/08) e Committente (D.Lgs. 81/08): evidenza su insorgenza fattori di rischio in materia di sicurezza sul lavoro e normativa cantieri e proposta delle modifiche organizzative e procedurali ai fini del presidio di tali rischi CONTROLLI DI SECONDO LIVELLO Compliance: presidio del rischio 231/01: definizione e aggiornamento del Modello, monitoraggio della sua efficacia, verifica della conformità dei processi ai principi del Modello. Antiriciclaggio: controlli in ambito antiriciclaggio Risk Management: processo di valutazione dei rischi operativi CTR. TERZO LIVELLO Internal Audit: controlli su ambiti operativi e supporto all OdV 13

14 Estensione Modello a società del Gruppo Principi La presenza di un gruppo non fa venir meno l onere di ogni singola società di dotarsi di un autonomo sistema di prevenzione dei rischi di reato, adottando un modello ritagliato sulle proprie peculiarità È necessario che le singole società valutino in autonomia quale sia l assetto organizzativo più idoneo in relazione alla propria realtà operativa La capogruppo non può quindi sostituirsi alle singole società nell assumere le decisioni relative all adozione ed all attuazione del modello. Peraltro, nell ambito dei poteri di indirizzo e controllo che le spettano anche sulla base della normativa di Vigilanza, la Capogruppo ha il potere-dovere di: Stabilire delle linee guida di gruppo cui le società devono attenersi nell adozione dei propri modelli; Chiedere a tutte le società del gruppo di adottare un proprio modello, sulla base delle linee guida definite, da adattare ovviamente alle rispettive realtà aziendali Verificare l effettiva adozione del modello da parte delle società del gruppo ed il rispetto delle predette linee guida Esigere flussi informativi dalle società Garantire uniformità di interpretazione della normativa 14

15 Estensione Modello a società del Gruppo Definizione, sulla base del Modello di Capogruppo, delle linee guida relative ai Modelli 231 delle Società del Gruppo con particolare focus su: Composizione dell Organismo di Vigilanza nelle società controllate tenendo conto sia dei più recenti orientamenti in materia, sia delle strutture di governance delle stesse Regolamentazione dei flussi informativi tra la Capogruppo e le società controllate Definizione dei Protocolli tenendo conto delle specificità aziendali e delle aree di rischio individuate Trasmissione alle società controllate dei Principi di indirizzo di gruppo in materia di responsabilità amministrativa degli enti cui le società stesse devono attenersi sia in sede di adozione che ai fini dell attuazione/gestione del Modello. 15

16 Estensione Modello a società del Gruppo In base alle Linee Guida di Capogruppo nell ambito delle sue funzioni di direzione e coordinamento, ogni società del Gruppo ISP: adotta un proprio Modello attenendosi ai principi e ai contenuti del Modello di Capogruppo ed adattandoli alle proprie specificità provvede tempestivamente alla nomina dell Organismo di Vigilanza assicura il sistematico aggiornamento del Modello predispone piani di formazione e di comunicazione adotta un idoneo presidio dei «processi sensibili» avvia, con cadenza annuale, il processo di autodiagnosi sulle attività svolte fornisce alla funzione Compliance di Capogruppo copia delle relazioni periodiche presentate dalla funzione di conformità all Organismo di Vigilanza fornisce al Comitato per il Controllo di Capogruppo copia delle Relazioni periodiche presentate dall OdV al CdA 16

17 Modelli delle Società appartenenti al Gruppo ISP Composizione dell Organismo di Vigilanza scelta iniziale Organismo di Vigilanza distinto per ogni società Nel caso di società che svolgano attività complesse ovvero abbiano rilevanti dimensioni o che presentino un elevato rischio 231 si è optato per una composizione collegiale di 3 membri: Amministratore non esecutivo e indipendente (o sindaco ove non vi sia un amministratore con tali caratteristiche) Responsabile Audit o soggetto delegato in caso di funzione svolta in outsourcing Membro esterno I componenti diversi dal Responsabile Audit devono avere specifici requisiti di indipendenza e professionalità, oltre che di onorabilità Si è previsto un membro supplente (da identificarsi in un sindaco supplente) che subentrerebbe nei casi di conflitto di interessi e/o di sospensione di un membro dell OdV Sono state previste altre composizioni (anche monocratiche) per le società che non abbiano le caratteristiche sopra indicate 17

18 Le esigenze di semplificazione L esperienza applicativa ha fatto emergere, oltre che alcuni spunti di attenzione nel funzionamento degli OdV, anche esigenze di semplificazione organizzativa, specie nelle Banche del territorio Reporting Comitato per il Controllo OdV INTESA SANPAOLO Informativa a evento OdV 231 CdA Referente Audit (AD/DG) Collegio Sindacale Eccessivo frazionamento meccanismi di controllo/governance CdA + Collegio Sindacale OdV 231/01 Referente Audit (se in service) Referente Compliance (se in service) Comitato Audit (in certi casi) Rendicontazione plurima per Audit, Compliance e Resp. Antiriciclaggio Internal Audit Compliance Responsabile Antiriciclaggio 18

19 Il collegio sindacale con funzioni di OdV In un ottica di: - semplificazione e razionalizzazione delle strutture di controllo nelle controllate - efficientamento delle attività delle strutture di Audit, di Compliance e di Antiriciclaggio - maggiore efficacia del presidio 231/01, si è deciso di avvalersi nell ambito delle società controllate della possibilità introdotta dalla legge 183/2011, attribuendo ai Collegi Sindacali i compiti di Organismo di Vigilanza. In analogia a quanto già accade in ISP, viene assicurata un adeguata separatezza (in termini di convocazione, verbalizzazione, ecc.) e tracciabilità delle attività svolte dal Collegio Sindacale quale OdV. Considerato che gli OdV hanno normalmente una durata correlata a quella dei Consigli che li hanno nominati, si è ritenuto opportuno procedere, in linea generale, alla modifica organizzativa rispettando la naturale scadenza dei vari Organismi. Il Responsabile dell Audit della controllata non fa parte dell OdV, ma viene convocato a tutte le riunioni in cui il Collegio Sindacale si riunirà in veste di OdV. I membri supplenti del Collegio Sindacale fungono anche da supplenti per l OdV. Avute presenti le indicazioni della migliore dottrina e giurisprudenza circa i requisiti che debbono essere posseduti dagli OdV (come organi) e dai loro componenti, si è ritenuto opportuno prevedere espressamente nei modelli che almeno uno dei membri del Collegio Sindacale abbia particolari requisiti di professionalità specifica in aggiunta a quelli già richiesti dalle diverse normative di settore di volta in volta applicabili a seconda della natura e dell attività della singola controllata. Le funzioni di OdV sono state attribuite dall assemblea, ferma restando la competenza del CdA sul Modello

20 Il collegio sindacale con funzioni di OdV Il Comitato per il Controllo di Capogruppo ha promosso la predisposizione delle «Linee Operative per i Collegi Sindacali delle società controllate italiane del Gruppo Intesa Sanpaolo», ad adozione volontaria, con le quali viene fornito un supporto operativo ai Collegi Sindacali, nel rispetto della loro autonomia Il documento è stato aggiornato alla luce del nuovo ruolo del Collegio Sindacale in qualità di OdV L ultima edizione delle «Linee Operative» è stata presentata in data 4 ottobre 2012 nel corso di un convegno cui hanno preso parte alcuni esponenti del Consiglio di Sorveglianza, i Collegi Sindacali che avevano già assunto il ruolo di OdV e i Presidenti dei Collegi Sindacali delle altre società controllate, oltre ai rappresentanti delle funzioni interne deputate al presidio dei rischi

ORGANISMO DI VIGILANZA

ORGANISMO DI VIGILANZA ALLEGATO 3 ORGANISMO DI VIGILANZA 12 1. Il decreto 231/01 e l istituzione dell OdV Come noto il Decreto 231/01 ha introdotto una nuova forma di responsabilità delle persone giuridiche per alcuni tipi di

Dettagli

Il controllo interno delle imprese

Il controllo interno delle imprese Corso di International Accounting Università degli Studi di Parma - Facoltà di Economia (Modulo 1 e Modulo 2) LAMIB Il controllo interno delle imprese Anno Accademico 2009-2010 1 SISTEMA DI CONTROLLO IL

Dettagli

L organismo di vigilanza e l audit del sistema di prevenzione

L organismo di vigilanza e l audit del sistema di prevenzione I modelli organizzativi di prevenzione nelle cooperative e i nuovi reati del D.Lgs. 231/01 L organismo di vigilanza e l audit del sistema di prevenzione Paolo Maestri Unilab Consulenze Aziendali 9 aprile

Dettagli

BDO S.p.A. REGOLAMENTO OPERATIVO ORGANISMO DI VIGILANZA. ai sensi del Decreto Legislativo 231/01

BDO S.p.A. REGOLAMENTO OPERATIVO ORGANISMO DI VIGILANZA. ai sensi del Decreto Legislativo 231/01 REGOLAMENTO OPERATIVO ORGANISMO DI VIGILANZA ai sensi del Decreto Legislativo 231/01 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 27 settembre 2013 Art 1. Oggetto Il presente regolamento disciplina

Dettagli

L ORGANISMO DI VIGILANZA

L ORGANISMO DI VIGILANZA PARTE GENERALE MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA DEI RISCHI AZIENDALI. SEZIONE TERZA L ORGANISMO DI VIGILANZA PREMESSA. DP&V affida il compito di vigilare sul Modello di Risk Management ad un Organismo di

Dettagli

Il Decreto Legislativo 231/01: Impatti sulla Governance aziendale

Il Decreto Legislativo 231/01: Impatti sulla Governance aziendale Il D.Lgs 231/01 : riflessi sul ruolo dell' OdV e del Collegio Sindacale ndacale Il Decreto Legislativo 231/01: Impatti sulla Governance aziendale 27 febbraio 2012 Prof. Daniele Gervasio Università degli

Dettagli

Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi

Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi 3 Linee di indirizzo per il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi 1. Premessa Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi di Fiat S.p.A. (la Società ) costituisce elemento

Dettagli

Regolamento del Comitato Rischi di UBI Banca s.c.p.a.

Regolamento del Comitato Rischi di UBI Banca s.c.p.a. Regolamento del Comitato Rischi di UBI Banca s.c.p.a. 15 settembre 2015 1 Regolamento del Comitato Rischi di UBI Banca s.c.p.a. Compiti e regole di funzionamento (ex art. 49 dello Statuto) Premessa Ai

Dettagli

Sistema dei Controlli interni Gestione coordinata delle aree di miglioramento

Sistema dei Controlli interni Gestione coordinata delle aree di miglioramento Sistema dei Controlli interni Gestione coordinata delle aree di miglioramento Stefano Moni Resp. Servizio Validazione e Monitoraggio Convegno ABI - Basilea 3 Roma, 16-17 Giugno 2014 INDICE 1. INTRODUZIONE

Dettagli

IL NUOVO CODICE DI AUTODISCIPLINA DELLE SOCIETA QUOTATE

IL NUOVO CODICE DI AUTODISCIPLINA DELLE SOCIETA QUOTATE IL NUOVO CODICE DI AUTODISCIPLINA DELLE SOCIETA QUOTATE 10 Febbraio 2012 Milano Auditorium ENEL - Via Carducci 13 Roma ENEL - Viale Regina Margherita 137 Indice Introduzione sulle modifiche apportate al

Dettagli

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO 1 01.00 PREMESSA Recordati è un gruppo farmaceutico europeo fondato nel 1926, quotato alla Borsa Italiana, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione

Dettagli

La responsabilità amministrativa nelle banche, nelle assicurazioni e nella finanza:

La responsabilità amministrativa nelle banche, nelle assicurazioni e nella finanza: La responsabilità amministrativa nelle banche, nelle assicurazioni e nella finanza: ruolo delle associazioni, linee guida 231 e possibili sviluppi 26 Settembre 2013 ABI - Piazza del Gesù 49, Roma Alessandro

Dettagli

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A.

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. 1 Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 1 giugno

Dettagli

Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N.

Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N. Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N. 231 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE Con la disciplina dettata dal

Dettagli

La responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/01 e il Modello di organizzazione, gestione e controllo in materia di salute e sicurezza sul lavoro

La responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/01 e il Modello di organizzazione, gestione e controllo in materia di salute e sicurezza sul lavoro La responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/01 e il Modello di organizzazione, gestione e controllo in materia di salute e sicurezza sul lavoro Gabriella Cazzola Direzione Legale e Contenzioso Firenze

Dettagli

REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA

REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA (approvato con Deliberazione Consiglio di Amministrazione del 25 febbraio 2015) Indice di Revisione Rev. Descrizione delle modifiche Data 1.0 Prima emissione Febbraio

Dettagli

REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Effetti s.r.l.

REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Effetti s.r.l. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Effetti s.r.l. Approvato all unanimità dagli Amministratori con decisione del 21 aprile 2009 SOMMARIO Art. 1 - Scopo e ambito di applicazione Art. 2 - Composizione

Dettagli

L attività dell Internal Audit. G.M. Mirabelli

L attività dell Internal Audit. G.M. Mirabelli L attività dell Internal Audit G.M. Mirabelli Milano 13 ottobre 2006 Obiettivi della presentazione Evidenziare i compiti che nel nuovo Codice di autodisciplina sono assegnati all Internal Auditing, se

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI

REGOLAMENTO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI REGOLAMENTO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI ART. 1 PREMESSA...2 ART. 2 - CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE...2 ART. 3 - COMITATO CONTROLLO E RISCHI...3 ART. 4 - AMMINISTRATORE INCARICATO

Dettagli

WORLD DUTY FREE S.P.A.

WORLD DUTY FREE S.P.A. WORLD DUTY FREE S.P.A. REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI E CORPORATE GOVERNANCE È istituito presso World Duty Free S.p.A. ( WDF ) un Comitato per il controllo interno, la gestione

Dettagli

LINEE DI INDIRIZZO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI DEL GRUPPO TOD S S.P.A.

LINEE DI INDIRIZZO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI DEL GRUPPO TOD S S.P.A. LINEE DI INDIRIZZO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI DEL GRUPPO TOD S S.P.A. (APPROVATE DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETÀ NELLA RIUNIONE DEL 10 MAGGIO 2012) TOD S S.P.A.

Dettagli

REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA di AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) Art. 1 Oggetto

REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA di AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) Art. 1 Oggetto REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA di AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) Art. 1 Oggetto 1. Il presente regolamento disciplina composizione, funzionamento e procedure dell

Dettagli

Procedura correlata alla gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Procedura correlata alla gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Procedura correlata alla gestione della salute e sicurezza nei luoghi di Approvato da: Funzione Cognome e Nome Data Firma per approvazione Presidente del CdA RSPP Soc. di consulenza Verificato da:: Funzione

Dettagli

Organismo per la gestione degli Elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi

Organismo per la gestione degli Elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi Organismo per la gestione degli Elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi LINEE GUIDA CONCERNENTI IL CONTENUTO DEI REQUISITI ORGANIZZATIVI PER L ISCRIZIONE NELL ELENCO DEI

Dettagli

POLICY SEGNALAZIONI ANOMALIE (WHISTLEBLOWING)

POLICY SEGNALAZIONI ANOMALIE (WHISTLEBLOWING) POLICY SEGNALAZIONI ANOMALIE (WHISTLEBLOWING) INDICE 1. Premessa 2. Scopo e ambito di applicazione 3. Definizioni 4. Riferimenti normativi 5. Governo della policy 6. Segnalazioni relative a presunte violazioni

Dettagli

FNM SpA Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi

FNM SpA Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi FNM SpA Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi Approvate dal Consiglio di Amministrazione in data 17 aprile 2014 Linee di Indirizzo del SCIGR 1. Premessa Il Sistema di

Dettagli

COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Ai sensi della Circolare Banca d Italia n 285 del 17 dicembre 2013, 1 aggiornamento del 6 maggio 2014: Titolo IV, Capitolo 1 Governo

Dettagli

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM. Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM. Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12 REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12 dicembre 2013, disciplina la composizione e la nomina, le modalità di

Dettagli

Il ruolo dell Internal Auditing

Il ruolo dell Internal Auditing Il ruolo dell Internal Auditing Meccanismi di governance, evoluzione dei controlli interni e Position Paper AIIA Milano, 16 marzo 2006 Carolyn Dittmeier Presidente AIIA 1 Alcuni nuovi meccanismi di governance

Dettagli

LINEE GUIDA PER GLI ORGANISMI DI VIGILANZA

LINEE GUIDA PER GLI ORGANISMI DI VIGILANZA LINEE GUIDA PER GLI ORGANISMI DI VIGILANZA Sommario PREMESSA... 2 1. COMPITI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA... 2 1.1 PIANO DI ATTIVITA... 3 1.2 RELAZIONE FINALE... 4 2. PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELL ORGANISMO

Dettagli

AZIENDA SPECIALE PALAEXPO CODICE PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI RICERCA, SELEZIONE E INSERIMENTO DI PERSONALE. Febbraio 2007

AZIENDA SPECIALE PALAEXPO CODICE PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI RICERCA, SELEZIONE E INSERIMENTO DI PERSONALE. Febbraio 2007 AZIENDA SPECIALE PALAEXPO CODICE PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI RICERCA, SELEZIONE E INSERIMENTO DI PERSONALE Febbraio 2007 SOMMARIO INTRODUZIONE...3 1. PRINCIPI GENERALI...3 2. REGOLE GENERALI DI

Dettagli

REGOLAMENTO DEL COMITATO PER IL CONTROLLO INTERNO

REGOLAMENTO DEL COMITATO PER IL CONTROLLO INTERNO REGOLAMENTO DEL COMITATO PER IL CONTROLLO INTERNO Articolo 1 Premessa Il presente Regolamento disciplina la costituzione, il funzionamento ed i compiti del comitato per il Controllo Interno (il Comitato

Dettagli

Comunicazione n. DCG/DSR/0051400 del 19-6-2014

Comunicazione n. DCG/DSR/0051400 del 19-6-2014 Comunicazione n. DCG/DSR/0051400 del 19-6-2014 Oggetto: Raccomandazioni in materia di informazioni da fornire al pubblico su indennità e/o altri benefici riconosciuti ad amministratori esecutivi e direttori

Dettagli

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE ORGANISMO DI VIGILANZA PER L ATTUAZIONE DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DE ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE STATALE GALILEO GALILEI CREMA (CR) Nomina componenti OdV edizione dicembre

Dettagli

Codice di Corporate Governance

Codice di Corporate Governance Approvato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 1 del 3 maggio 200 Indice 1 Introduzione 2 Organizzazione della Società 2.1 Assemblea dei Soci 2.2 Consiglio di Amministrazione 2.3 Presidente

Dettagli

COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Ai sensi delle Disposizioni di Vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle Banche di Banca d Italia, nonché

Dettagli

DEUTSCHE BANK MUTUI S.p.A.

DEUTSCHE BANK MUTUI S.p.A. DEUTSCHE BANK MUTUI S.p.A. INFORMATIVA AL PUBBLICO ai sensi della Circolare di Banca d Italia n. 285 del 17 dicembre 2013 DISPOSIZIONI DI VIGILANZA PER LE BANCHE (Parte prima Titolo IV Capitolo I Sezione

Dettagli

POLICY PER L ESERCIZIO DEI DIRITTI INERENTI AGLI STRUMENTI FINANZIARI DEGLI OICR GESTITI

POLICY PER L ESERCIZIO DEI DIRITTI INERENTI AGLI STRUMENTI FINANZIARI DEGLI OICR GESTITI POLICY PER L ESERCIZIO DEI DIRITTI INERENTI AGLI STRUMENTI FINANZIARI DEGLI OICR GESTITI Approvato dal Revisionato dal Consiglio di Amministrazione del 27 aprile 2012 Le presenti linee guida rappresentano

Dettagli

L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)

L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) REGOLAMENTO N. 39 DEL 9 GIUGNO 2011 REGOLAMENTO RELATIVO ALLE POLITICHE DI REMUNERAZIONE NELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)

Dettagli

Coordinamento, sinergie e flussi informativi tra l OdV, gli organi di controllo interno e le funzioni di assurance: uno schema di analisi

Coordinamento, sinergie e flussi informativi tra l OdV, gli organi di controllo interno e le funzioni di assurance: uno schema di analisi L importanza della comunicazione Coordinamento, sinergie e flussi informativi tra l OdV, gli organi di controllo interno e le funzioni di assurance: uno schema di analisi FAbio ACCARDi se nella ricerca

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI RICERCA, SELEZIONE ED INSERIMENTO DI PERSONALE

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI RICERCA, SELEZIONE ED INSERIMENTO DI PERSONALE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI RICERCA, SELEZIONE ED INSERIMENTO DI PERSONALE Brindisi Multiservizi S.r.l. Pagina 1 INDICE Introduzione... 3 1 - Principi generali... 3 2 - Regole generali

Dettagli

2014 Fiat Group Procedura gestione denunce

2014 Fiat Group Procedura gestione denunce 2014 Fiat Group 2 Fiat Group Indice 1. Premessa... 3 2. Normativa esterna e interna applicabile... 3 3. Compiti e responsabilità... 3 4. Processo... 4 5. Controllo... 4 6. Comitato denunce... 4 7. Registro

Dettagli

Esternalizzazione della Funzione Compliance

Esternalizzazione della Funzione Compliance Esternalizzazione della Funzione Compliance Supporto professionale agli intermediari oggetto della normativa di Banca d Italia in materia di rischio di non conformità Maggio 2012 Labet S.r.l. Confidenziale

Dettagli

Maggio 2014. Silvia Colombo, Jenny.Avvocati

Maggio 2014. Silvia Colombo, Jenny.Avvocati Maggio 2014 Prime riflessioni sul recepimento degli Orientamenti EIOPA, attuativi della direttiva Solvency II: l IVASS modifica il Regolamento n. 20/2008 Silvia Colombo, Jenny.Avvocati L iter delle modifiche

Dettagli

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE AI SENSI DELL ARTICOLO 153 D. LGS. N. 58/1998 E DELL ARTICOLO 2429 C.C.

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE AI SENSI DELL ARTICOLO 153 D. LGS. N. 58/1998 E DELL ARTICOLO 2429 C.C. RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE AI SENSI DELL ARTICOLO 153 D. LGS. N. 58/1998 E DELL ARTICOLO 2429 C.C. All Assemblea degli Azionisti di Mittel SpA. Nel corso dell esercizio chiuso al 30 settembre 2012

Dettagli

i soggetti sottoposti al controllo condizioni per le esenzioni

i soggetti sottoposti al controllo condizioni per le esenzioni A. SVILUPPO STORICO: NORMA COMUNITARIA LA IV a DIRETTIVA 25/7/1978 N. 78/660 Art. 1 Art. 11 Art. 51 comma 1: Art. 51 comma 2: i soggetti sottoposti al controllo condizioni per le esenzioni in cosa consiste

Dettagli

Implementare un sistema di analisi e gestione del rischio rende efficace e concreto il modello 231

Implementare un sistema di analisi e gestione del rischio rende efficace e concreto il modello 231 RISK MANAGEMENT & BUSINESS CONTINUITY Il Risk Management a supporto dell O.d.V. Implementare un sistema di analisi e gestione del rischio rende efficace e concreto il modello 231 PER L ORGANISMO DI VIGILANZA

Dettagli

Giornata di studio in materia di trasparenza ed anticorruzione ASSOFARM. Massimo Maraziti esperto organizzazione e compliance

Giornata di studio in materia di trasparenza ed anticorruzione ASSOFARM. Massimo Maraziti esperto organizzazione e compliance Giornata di studio in materia di trasparenza ed anticorruzione ASSOFARM Massimo Maraziti esperto organizzazione e compliance Bologna, 13 Novembre 2015 Di cosa parleremo oggi. o Aggiornamento del Piano

Dettagli

Procedura GESTIONE DENUNCE

Procedura GESTIONE DENUNCE Procedura GESTIONE DENUNCE Torino, 23 dicembre 2004 INDICE PARTE GENERALE 1 PREMESSA...3 2 NORMATIVA ESTERNA E INTERNA APPLICABILE...3 3 COMPITI E RESPONSABILITÀ...3 4 PROCESSO...4 5 CONTROLLO...4 6 COMITATO

Dettagli

REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE

REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE 24 Luglio 2015 1 ARTICOLO 1 PREMESSA 1.1. Conto tenuto delle raccomandazioni contenute nel Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A.,

Dettagli

PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI

PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI INDICE D.1. DESTINATARI DELLA PARTE SPECIALE E PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO... 3 D.2. AREE POTENZIALMENTE A RISCHIO E PRINCIPI DI CONTROLLO PREVENTIVO... 5 D.3. COMPITI

Dettagli

L Organismo di Vigilanza e l individuazione dei rischi aziendali

L Organismo di Vigilanza e l individuazione dei rischi aziendali L Organismo di Vigilanza e l individuazione dei rischi aziendali Milano, 5 dicembre 2011 Docente: Dott.ssa Tiziana Vallone Dottore Commercialista e Revisore Legale Partner Studio Vallone tiziana.vallone@studiovallone.it

Dettagli

GLI ADEGUATI ASSETTI ORGANIZZATIVI

GLI ADEGUATI ASSETTI ORGANIZZATIVI D.LGS. 231/2001: ADEMPIMENTI NELL AMBITO DELLA COMPLIANCE AZIENDALE Torino, 1 dicembre 2011 GLI ADEGUATI ASSETTI ORGANIZZATIVI Convegno «D.lgs 231/2001» - Torino, 01 dicembre 2011 Centro Congressi Villa

Dettagli

Company profile. Nihil difficile volenti Nulla è arduo per colui che vuole. Environment, Safety & Enterprise Risk Management more or less

Company profile. Nihil difficile volenti Nulla è arduo per colui che vuole. Environment, Safety & Enterprise Risk Management more or less Environment, Safety & Enterprise Risk Management more or less Company profile Nihil difficile volenti Nulla è arduo per colui che vuole Business Consultant S.r.l. Via La Cittadella, 102/G 93100 Caltanissetta

Dettagli

Associazione Comunità IL GABBIANO ONLUS

Associazione Comunità IL GABBIANO ONLUS Associazione Comunità IL GABBIANO ONLUS Sede Legale: Loc.Cascina Castagna, 4-26854 Pieve Fissiraga (LO) Cod.Fisc. 07124640157 Uff. Amministrativi: Via Bonfadini, 11-23100 Sondrio - 0342-200844 Fax 0342-216702

Dettagli

Introduzione. Introduzione. 1. I contenuti del Codice di Autodisciplina promosso da Borsa Italiana 2. Le modifiche approvate nel marzo 2010

Introduzione. Introduzione. 1. I contenuti del Codice di Autodisciplina promosso da Borsa Italiana 2. Le modifiche approvate nel marzo 2010 Oggetto: Sintetica descrizione del contenuto del Codice di Autodisciplina, promosso da Borsa Italiana S.p.A., approvato dal Comitato per la corporate governance nel marzo 2006 e successivamente modificato

Dettagli

Policy segnalazioni anomalie (Whistleblowing)

Policy segnalazioni anomalie (Whistleblowing) Policy segnalazioni anomalie Versione: 1.0 Data: Tipo documento: Policy Pagina 1 di 12 Titolo documento: Policy Segnalazioni anomalie Indice 1 INTRODUZIONE... 3 1.1 EXECUTIVE SUMMARY... 3 1.2 GLOSSARIO...

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI DI RETELIT SPA. 28 Agosto 2015

REGOLAMENTO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI DI RETELIT SPA. 28 Agosto 2015 REGOLAMENTO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI DI RETELIT SPA 28 Agosto 2015 Retelit S.p.A. Viale Francesco Restelli 3/7-20124 Milano (MI) Tel. (39) 02 2020 45.1 - Fax (39) 02 2020

Dettagli

CODICE PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI RICERCA, SELEZIONE ED INSERIMENTO DEL PERSONALE

CODICE PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI RICERCA, SELEZIONE ED INSERIMENTO DEL PERSONALE CODICE PER LA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI RICERCA, SELEZIONE ED INSERIMENTO DEL PERSONALE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI... 3 Art. 1 Principi generali...3 Art. 2 Regole generali di condotta per le procedure

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/2001 GOVERNANCE ORGANIZZATIVA

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/2001 GOVERNANCE ORGANIZZATIVA Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/2001 Rev. 1-20/10/2010 GOVERNANCE ORGANIZZATIVA 1. Sistema di governance organizzativa L assetto organizzativo, amministrativo e contabile

Dettagli

La Funzione di Compliancein Banca. Nino Balistreri Consulente ABI Formazione

La Funzione di Compliancein Banca. Nino Balistreri Consulente ABI Formazione La Funzione di Compliancein Banca Nino Balistreri Consulente ABI Formazione Sommario L inquadramento normativo della funzione di compliance L ambito normativo di competenza Il processo di operativo 2 Banca

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

REALIZZAZIONE DEL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI IN AGOS ITAFINCO SPA

REALIZZAZIONE DEL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI IN AGOS ITAFINCO SPA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI IN AGOS ITAFINCO SPA PREMESSA SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI ORGANI E FUNZIONI DI VALUTAZIONE DEL SISTEMA DEI CONTROLLI IN AGOS AUDITING: OBIETTIVI, MODELLO

Dettagli

Il nuovo provvedimento di Banca d Italia in tema di antiriciclaggio. www.iusletter.com

Il nuovo provvedimento di Banca d Italia in tema di antiriciclaggio. www.iusletter.com LaScala studio legale e tributario in association with Field Fisher Waterhouse Focus on Il nuovo provvedimento di Banca d Italia in tema di antiriciclaggio Giugno 2011 www.iusletter.com Milano Roma Torino

Dettagli

Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001

Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 Il presente documento ha lo scopo di illustrare il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato

Dettagli

FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS. Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs.

FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS. Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D. LGS.

Dettagli

Il risk management, invece, verifica concretamente le attività rischiose per la società, individuando e sviluppando le strategie per governarle.

Il risk management, invece, verifica concretamente le attività rischiose per la società, individuando e sviluppando le strategie per governarle. Workshop di approfondimento in merito alla creazione di uno standard di riferimento per l'implementazione delle metodologie di raccolta dati e di informazioni da parte degli organismi deputati alla vigilanza

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI ANALISI DEI RISCHI

DOCUMENTO DI SINTESI ANALISI DEI RISCHI SOLCO MANTOVA CONSORZIO DI COOPERATIVE SOCIALI - SOCIETA' COOP A.R.L. DOCUMENTO DI SINTESI ANALISI DEI RISCHI RELATIVO AL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.LGS 231/01 Documento

Dettagli

Codice per la disciplina della procedura di ricerca, selezione ed inserimento di personale

Codice per la disciplina della procedura di ricerca, selezione ed inserimento di personale Approvato dal Consiglio di Amministrazione il 29 ottobre 2010 Codice per la disciplina della procedura di ricerca, selezione ed inserimento di personale Con delibera del Consiglio di Amministrazione del

Dettagli

SOMMARIO. Adottati con delibera del Consiglio di Amministrazione del 27 febbraio 2015

SOMMARIO. Adottati con delibera del Consiglio di Amministrazione del 27 febbraio 2015 PRIINCIIPII DII AUTODIISCIIPLIINA DII IINFRASTRUTTURE WIIRELESS IITALIIANE Adottati con delibera del Consiglio di Amministrazione del 27 febbraio 2015 SOMMARIO Articolo 1 Principi generali pag. 2 Articolo

Dettagli

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE. 10 aprile 2014

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE. 10 aprile 2014 DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE COMUNICAZIONE IN MATERIA DI INFORMAZIONI DA FORNIRE AL PUBBLICO IN RELAZIONE ALLE INDENNITÀ E BENEFICI RICONOSCIUTI AD AMMINISTRATORI, DIRETTORI GENERALI E ALTRI DIRIGENTI CON

Dettagli

Genova, 20 gennaio 2015

Genova, 20 gennaio 2015 Genova, 20 gennaio 2015 Approfondimenti sulle società di capitali: modelli di governance, sistemi di controllo, quote e azioni, diritti particolari, operazioni su azioni proprie Sede di svolgimento Ordine

Dettagli

Vigilanza bancaria e finanziaria

Vigilanza bancaria e finanziaria Vigilanza bancaria e finanziaria DISPOSIZIONI DI VIGILANZA IN MATERIA DI POTERI DI DIREZIONE E COORDINAMENTO DELLA CAPOGRUPPO DI UN GRUPPO BANCARIO NEI CONFRONTI DELLE SOCIETÀ DI GESTIONE DEL RISPARMIO

Dettagli

Allegato A. Ruolo degli organi aziendali, sistemi informativi e sistema dei controlli interni. 1. RUOLO DEGLI ORGANI AZIENDALI

Allegato A. Ruolo degli organi aziendali, sistemi informativi e sistema dei controlli interni. 1. RUOLO DEGLI ORGANI AZIENDALI 66 Allegato A Ruolo degli organi aziendali, sistemi informativi e sistema dei controlli interni. 1. RUOLO DEGLI ORGANI AZIENDALI Gli organi aziendali assumono un ruolo fondamentale per la definizione di

Dettagli

bozza per discussione Parte Generale Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01 Esart Fonderie S.r.l.

bozza per discussione Parte Generale Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01 Esart Fonderie S.r.l. Parte Generale Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01 Esart Fonderie S.r.l. Data approvazione rev00: 7 settembre 2012 1 INDICE TERMINI E DEFINIZIONI... 3 INTRODUZIONE... 4 IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO...

Dettagli

DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE

DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE Approvata dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 27 marzo 2006 e successivamente modificata nella

Dettagli

Assetti Organizzativi, di Controllo e Risk Governance nei Confidi. Firenze, 28 Febbraio 2013

Assetti Organizzativi, di Controllo e Risk Governance nei Confidi. Firenze, 28 Febbraio 2013 Assetti Organizzativi, di Controllo e Risk Governance nei Confidi Firenze, 28 Febbraio 2013 Indice ß Introduzione ß Assetti Organizzativi ß Sistema dei Controlli Interni ß Risk Governance ß Conclusioni

Dettagli

D. Lgs. 231/01 I FLUSSI INFORMATIVI

D. Lgs. 231/01 I FLUSSI INFORMATIVI D. Lgs. 231/01 I FLUSSI INFORMATIVI 1. Definizioni C.d.A.: Consiglio di Amministrazione. Collegio Sindacale: è un organo di vigilanza collegiale (art. 2397 c.c.) composto da tre o cinque membri effettivi,

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO ANALOGO DELLE SOCIETA CONTROLLATE O PARTECIPATE

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO ANALOGO DELLE SOCIETA CONTROLLATE O PARTECIPATE Approvato con delibera assembleare nr. 10 del 11.02.2014 REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO ANALOGO DELLE SOCIETA CONTROLLATE O PARTECIPATE Art. 1 - Ambito di applicazione e modalità di controllo Le disposizioni

Dettagli

IL MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA DEI RISCHI AZIENDALI

IL MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA DEI RISCHI AZIENDALI IL MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA DEI RISCHI AZIENDALI RISK MANAGEMENT Approvato dal CdA del Dicembre 2010 1 Genesi Modello di Risk Management DP&V, con l emanazione del Modello di gestione del sistema

Dettagli

E. Struttura e organizzazione del sistema

E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E.1 Sistema di gestione L azienda dovrebbe strutturare il SGSL seguendo i contenuti espressi nel presente documento,

Dettagli

Modelli organizzativi e governance dei fondi pensione

Modelli organizzativi e governance dei fondi pensione 4 modulo Modelli organizzativi e governance dei fondi pensione Riferimento bibliografico: appendice del libro; Slide con la collaborazione di Stefano Castriglianò Ellegi consulenza Fondi pensione negoziali:

Dettagli

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI. Art. 1 Costituzione - Presidenza

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI. Art. 1 Costituzione - Presidenza Una Società Finmeccanica REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI Art. 1 Costituzione - Presidenza 1. Il Comitato Controllo e Rischi (il Comitato ) è costituito con delibera del Consiglio di Amministrazione

Dettagli

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 Approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 29 ottobre 2014 INDICE CAPITOLO 1 IL CONTESTO

Dettagli

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE N. 42/2011

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE N. 42/2011 DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE N. 42/2011 SCHEMA DI REGOLAMENTO CONCERNENTE DISPOSIZIONI ATTUATIVE CIRCA L ORGANIZZAZIONE, LE PROCEDURE ED I CONTROLLI INTERNI VOLTI A PREVENIRE L UTILIZZO DELLE IMPRESE DI

Dettagli

Cassa del Trentino S.p.A. Analisi delle attività sensibili ex D.Lgs. 231/01 art. 6 comma 2. Relazione di sintesi

Cassa del Trentino S.p.A. Analisi delle attività sensibili ex D.Lgs. 231/01 art. 6 comma 2. Relazione di sintesi Cassa del Trentino S.p.A. Analisi delle attività sensibili ex D.Lgs. 231/01 art. 6 comma 2 Relazione di sintesi Marzo 2013 INDICE 1. PREMESSA... 3 1.1. DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI... 3 1.2. METODOLOGIA...

Dettagli

REGOLAMENTO N. 41 DEL 15 MAGGIO 2012. L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)

REGOLAMENTO N. 41 DEL 15 MAGGIO 2012. L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) REGOLAMENTO N. 41 DEL 15 MAGGIO 2012 REGOLAMENTO CONCERNENTE DISPOSIZIONI ATTUATIVE IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE, PROCEDURE E CONTROLLI INTERNI VOLTI A PREVENIRE L UTILIZZO DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE

Dettagli

CODICE DI RICERCA, SELEZIONE E INSERIMENTO DI PERSONALE

CODICE DI RICERCA, SELEZIONE E INSERIMENTO DI PERSONALE CODICE DI RICERCA, SELEZIONE E INSERIMENTO DI PERSONALE 1 PREMESSA Il presente codice disciplina le procedure di ricerca, selezione ed inserimento di personale, che sono demandate alla Direzione Generale,

Dettagli

Il Regolamento si compone di 41 articoli, suddivisi in nove capi.

Il Regolamento si compone di 41 articoli, suddivisi in nove capi. RELAZIONE REGOLAMENTO N. 20 DEL 26 MARZO 2008 RECANTE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTROLLI INTERNI, GESTIONE DEI RISCHI, COMPLIANCE ED ESTERNALIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE, AI

Dettagli

Il Governo Societario nelle Banche di Credito Cooperativo: attualità e prospettive

Il Governo Societario nelle Banche di Credito Cooperativo: attualità e prospettive Il Governo Societario nelle Banche di Credito Cooperativo: attualità e prospettive Il modello di sistema dei controlli interni per il Credito Cooperativo Giuseppe Zaghini, Rischi e Controlli - Ufficio

Dettagli

REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA PROVINCIA DI PISA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera del Consiglio n. 1 del 07.01.2013 1 CAPO I PRINCIPI GENERALI INDICE Art. 1 Oggetto

Dettagli

Approvazione CDA del 25 giugno 2009. Limiti al cumulo di incarichi ricoperti dagli amministratori di Unipol Gruppo Finanziario S.p.A.

Approvazione CDA del 25 giugno 2009. Limiti al cumulo di incarichi ricoperti dagli amministratori di Unipol Gruppo Finanziario S.p.A. Approvazione CDA del 25 giugno 2009 Limiti al cumulo di incarichi ricoperti dagli amministratori di Unipol Gruppo Finanziario S.p.A. Regolamento U n i p o l G r u p p o F i n a n z i a r i o S. p. A. Sede

Dettagli

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO Adottato ai sensi del Decreto Legislativo 231 del 2001 SINTESI DEL MODELLO INDICE SOMMARIO I. IL DECRETO LEGISLATIVO 231 DEL 2001: PRESUPPOSTI NORMATIVI

Dettagli

Il ruolo dell Organismo di Vigilanza

Il ruolo dell Organismo di Vigilanza 1 Il ruolo dell Organismo di Vigilanza Perché l Organismo di Vigilanza? 2 L Organismo di Vigilanza èunelemento indispensabile di un Modello 231 che abbia, come finalità ultima, l esonero dalla responsabilità

Dettagli

MANDATO INTERNAL AUDIT

MANDATO INTERNAL AUDIT INTERNAL AUDIT MANDATO INTERNAL AUDIT Il presente Mandato Internal Audit di Società, previo parere favorevole del Comitato Controllo e Rischi in data 30 ottobre 2012 e sentito il Collegio Sindacale e l

Dettagli

E possibile migliorare il controllo e la governance delle imprese pubbliche? L esperienza del Comune di Roma

E possibile migliorare il controllo e la governance delle imprese pubbliche? L esperienza del Comune di Roma E possibile migliorare il controllo e la governance delle imprese pubbliche? L esperienza del Comune di Roma Marco Causi Facoltà di Economia Federico Caffè Università degli Studi Roma Tre L argomento della

Dettagli

PROCEDURE PER L APPROVAZIONE DELLA POLITICA DI REMUNERAZIONE

PROCEDURE PER L APPROVAZIONE DELLA POLITICA DI REMUNERAZIONE 31 della dicembre politica 2008 di PROCEDURE PER L APPROVAZIONE DELLA POLITICA DI REMUNERAZIONE 1. Premessa Il presente documento ("Procedure per l approvazione della politica di, per brevità, le Procedure

Dettagli

Regolamento degli Organi Aziendali, delle Funzioni di Controllo e Dei Flussi Informativi. Data approvazione CDA 23 gennaio 2015

Regolamento degli Organi Aziendali, delle Funzioni di Controllo e Dei Flussi Informativi. Data approvazione CDA 23 gennaio 2015 degli Organi Aziendali, delle Funzioni di Controllo e Dei Flussi Informativi Data approvazione CDA 23 gennaio 2015 SOMMARIO ART. 1 - DISPOSIZIONI PRELIMINARI... 4 ART. 2 - DEFINIZIONI... 5 ART. 3 PREMESSA...

Dettagli

a) adottato modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire i reati considerati;

a) adottato modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire i reati considerati; L Organismo di vigilanza (ODV) nel sistema del d.lg. n. 231 L art. 6 del d.lg. n. 231 prevede che l ente possa essere esonerato dalla responsabilità amministrativa conseguente alla commissione dei reati

Dettagli

Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente

Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente Commissione Consultiva Permanente Comitato n. 4 Modelli di Organizzazione e di Gestione (MOG) Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente Prima di procedere

Dettagli