Ricadute territoriali: uno sguardo dall'ambito di Treviglio alla nuova generazione dei piani di zona

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1 Ricadute territoriali: uno sguardo dall'ambito di Treviglio alla nuova generazione dei piani di zona Intervista a Federico Palla, Responsabile dell'ufficio di Piano di Treviglio Prosegue la ricognizione sulla nuova generazione dei Piani di Zona. A un anno dall avvio della nuova triennalità interroghiamo alcuni territori sull impatto delle linee guida regionali per i Piani di Zona e su una prima valutazione dei processi e delle azioni in corso. È qui analizzata e raccontata l esperienza del Piano di Zona di Treviglio. a cura di Cecilia Guidetti - giovedì, giugno 27, La messa in opera della prima annualità del Piano ha visto l impatto combinato tra la riduzione delle risorse disponibili, l applicazione degli indirizzi regionali e l apertura al tema del lavoro e della casa voluta dall Assemblea dei Sindaci dell Ambito. In primo luogo, la carenza di risorse aggiuntive ha spinto verso una visione più ampia delle soluzioni possibili (integrazione delle politiche locali) e verso una progettazione innovativa caratterizzata dalla ricerca di nuove partnerships territoriali. page 1 / 6

2 In secondo luogo, il recepimento all interno del Piano di Zona degli stimoli emersi dal percorso di costruzione delle linee guida regionali, attraverso l analisi condotta dal Cergas Bocconi e l assunzione di un orizzonte programmatorio più ampio, che uscisse dalla sempre più stretta cornice delle gestione associata di Ambito, ha indotto a ricomprendere settori del welfare per lo più esterni al Piano di Zona (es. spesa sociale comunale, spesa socio-sanitaria e sanitaria, spesa previdenziale). Imprenditorialità di rete La composizione delle partnerships territoriali, per esempio, ha subito variazioni significative: da un lato si sono raffreddati i rapporti con quegli enti che in passato avevano beneficiato in qualche modo delle risorse aggiuntive (per esempio le RSA e le scuole); dall altro si sono allacciate nuove collaborazioni e sinergie, in particolare: la Camera di commercio, il Centro per l impiego e il settore lavoro della Provincia in genere, il Dipartimento di prevenzione medica dell ASL di Bergamo, le associazioni di categoria, il Distretto urbano del commercio di Treviglio, alcune aziende private agganciate per il reinserimento di disoccupati, le associazioni dei piccoli proprietari, l ALER, l ufficio alloggi del Comune di Treviglio, la Società Edificatrice di Case Operaie della Cassa Rurale di Treviglio. Attivazione di risorse page 2 / 6

3 Il Piano di Zona è molto chiaro sul tema delle risorse: a. non è coerente affidare alle risorse aggiuntive la copertura di interventi strutturali e continuativi; b. non è pensabile sostituire in toto le risorse aggiuntive con risorse recuperate dalla progettazione o dalla raccolta fondi del settore privato; Nel primo anno del Piano di Zona sono state apportate delle azioni di messa in sicurezza della rete dei servizi ritenuti essenziali, attraverso: la razionalizzazione delle spese, il taglio degli interventi ritenuti non essenziali o non di competenza (es. mediazione nelle scuole, spazio autismo, centro diurno minori, sportello 0-3 anni), l introduzione del recupero dall utenza su alcuni servizi storicamente gratuiti (es. Sportelli immigrati), la richiesta di maggiore compartecipazione da parte di altri enti (es. Servizio sociale ospedaliero). Queste operazioni sono state facilitate dal fatto che nell annualità precedente era stata già apportata una distinzione nelle coperture finanziarie tra servizi in gestione associata, garantiti attraverso fondi comunali adeguati (quota procapite di 5,55 e fondi comunali a consumo), e interventi innovativi o di breve durata garantiti con i fondi aggiuntivi (FNPS, FSR, FNA, fondi provinciali e altri fondi privati). La gestione associata nell Ambito di Treviglio si è consolidata sui seguenti servizi: servizio tutela minori, nucleo integrazione lavorativa, servizio sociale professionale, servizi domiciliari a carattere assistenziale ed educativo, servizi di accoglienza per le emergenze, gestione appartamenti per persone con disturbi psichiatrici, sportelli immigrati, gestione aziendale. Le risorse aggiuntive, intercettate nella prima annualità attraverso la partecipazione a bandi, sono state marginali rispetto alla carenza di risorse del Piano Operativo; l importo più significativo è stato il finanziamento triennale di Fondazione Cariplo per il potenziamento del servizio affidi. Al tema delle risorse da recuperare è stata dedicata una figura di progettista part-time, in capo all Ufficio di Piano, con l obiettivo di coprire il relativo costo attraverso la realizzazione annuale di page 3 / 6

4 due/tre progetti finanziati. Promozione innovazione L innovazione è stata sviluppata sulle tre aree del Piano di Zona secondo alcuni temi prioritari, declinati in obiettivi specifici, come specificato nel documento in allegato. In particolare, i temi su cui si sta agendo in un'ottica innovativa sono: l'assistenza alla non autosufficienza l'integrazione della dis-abilità il lavoro la casa l'indebitamento e la povertà page 4 / 6

5 l'emergenza educativa le dipendenze la conciliazione vita e lavoro Quali considerazioni rispetto a questo primo anno di avvio dei piani? Il Piano Operativo 2012 ha sicuramente reso concreta la direzione auspicata dalla Regione Lombardia in merito alla distinzione tra sostenibilità e innovazione, come illustrato in precedenza. Nel 2013, nonostante la carenza di più di ,00 di FNPS previsto a preventivo triennale, i servizi essenziali sono stati coperti grazie ad uno sforzo dei Comuni che hanno garantito la costituzione di un fondo straordinario di solidarietà di 1,00 procapite anche sul Nonostante questo sforzo, due interventi sono stati fortemente penalizzati: la compartecipazione dell Ambito ai costi relativi agli allontanamenti dei minori e all accesso dei disabili ai CDD. In merito a queste coperture, si rimane in attesa delle annunciate risorse aggiuntive sul FNPS e FNA che potrebbero risanare sul 2013 questa carenza strutturale di fondi. Le principali criticità che si rilevano a questo proposito non sono tanto la disponibilità di risorse regionali sul welfare bensì: l erogazione diretta delle misure economiche, senza passare dagli Ambiti territoriali e quindi delegittimando la programmazione locale; ne sono un esempio l implementazione del sistema dotale o i contributi erogati direttamente dai consultori (per es. fondo Nasko o DGR 3850/2012 sui servizi per disabili); l erogazione agli Ambiti di risorse vincolate (per es. piano nidi, fondo famiglia, dgr 889, ), che deprime e a volte affatica il livello programmatorio locale, lasciando intuire una visione strumentale e non funzionale degli Ambiti stessi da parte di Regione Lombardia: gli Ambiti si trasformerebbero da antenne che leggono il bisogno locale e costruiscono risposte adeguate a meri page 5 / 6

6 Powered by TCPDF (www.tcpdf.org) Ricadute territoriali: uno sguardo dall'ambito di Treviglio alla nuova generazione dei piani di zona esecutori di direttive regionali. In conclusione, rispetto agli obiettivi del triennio, il bilancio della prima annualità rimanda l immagine di un contesto fortemente dinamico e in evoluzione positiva, ma ancora troppo fragile. Gli Ambiti avrebbero bisogno di qualche certezza in più dalla Regione, non solo in termini di investimenti economici, ma anche in termini di investimento di senso sul loro ruolo e sul ruolo dei Piani di Zona. Questo investimento, ricordato più volte nelle linee guida regionali per i Piani di Zona, purtroppo non traspare dai documenti di indirizzo della nuova giunta regionale: la constatazione più evidente è che non viene citata la parola ambito, ma si fa riferimento a Comuni o ASL. Gli Ambiti, d altra parte, stanno rafforzando legami di territorio nuovi e duraturi per ricostruirsi un senso a partire dalla comunità locale, senza attendere investiture dall alto. Questo è un segnale di vitalismo importante che fa ben sperare nella tenuta della programmazione locale, nonostante tutto. PDF generated by Kalin's PDF Creation Station page 6 / 6

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