Le previsioni al 2016: valore aggiunto, produttività ed occupazione

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1 MACCHINE E APPARECCHIATURE ELETTRICHE Le previsioni al 2016: valore aggiunto, produttività ed occupazione Il settore dell elettronica nell ultimo decennio ha rappresentato una quota pari all 1.5 per cento del Pil italiano, ed è un comparto ad elevata propensione all esportazione. La dinamica del valore aggiunto ha mostrato un trend crescente nell ultimo ventennio. Beneficiando del sostegno della domanda internazionale, tra il 1996 ed il 2000 la produzione del settore è cresciuta dell 1.2 per cento all anno. La crescita del settore è proseguita, seppure con una moderazione dei ritmi, anche ad inizio decennio. Nonostante tra il 2004 ed il 2007 il settore sia cresciuto mediamente del 3.5 per cento all anno, il risultato medio registrato tra il 2006 e il 2011 è stato negativo, pari ad una contrazione dello 0.7 per cento in media all anno. Questo risultato deriva dalla caduta marcata dell attività osservata nel biennio , e pari a oltre 18 punti percentuali, che è stata solo parzialmente recuperata con il rimbalzo del Come altri settori produttori di beni intermedi e di investimento, l elettronica è stata difatti pesantemente colpita dalla crisi. Sulle prospettive di medio periodo pesano negativamente gli effetti negativi della recessione avviatasi nella seconda metà del 2011, che ha già comportato una contrazione del 4.4 per cento del valore aggiunto del settore, e che impatterà anche sui risultati del La caduta della spesa per investimenti, difatti, limiterà la crescita del settore, nonostante le compensazioni derivanti da una tenuta della domanda estera. Una volta superata la fase più intensa, però, il settore potrebbe ritrovare tassi di sviluppo positivi. Nella media del periodo , pertanto, il valore aggiunto è previsto crescere dello 0.9 per cento all anno. Ciò nonostante, i livelli produttivi osservati prima della crisi non saranno recuperati nel 2016, segno che parte delle perdite sperimentate sono permanenti. Nel primo grafico viene rappresentata la crescita del settore dell industria dell elettronica; come misura dell attività si utilizza il valore aggiunto a valori concatenati, ovvero espresso in termini reali (depurato cioè dall inflazione specifica del settore). 1 1 Il valore aggiunto è definito, per ogni impresa, come la differenza tra il valore della sua produzione e il valore dei beni intermedi utilizzati. La somma dei valori aggiunti per le imprese operanti in un 1

2 Valore Aggiunto (*) Variazioni % annue 15,0 10,0 5,0 0,0-5,0-10,0-15,0-20, (*) A prezzi costanti La produttività del lavoro è un altra variabile di rilievo al fine di cogliere le tendenze di ciascun settore dell economia. La produttività del lavoro 2 nel settore delle apparecchiature elettriche ed elettroniche ha conosciuto un periodo di crescita piuttosto sostenuta nella prima parte degli anni novanta, per effetto di una ristrutturazione settoriale. La dinamica si è abbassata nella seconda metà del decennio. Tra il 2001 ed il 2005 la produttività è cresciuta dello 0.7 per cento in media all anno: nonostante un calo concentrato nella prima parte del periodo, il recupero deciso della produttività a partire dal 2004, in concomitanza con la ripresa dell attività nel settore, ha consentito di osservare un buon risultato medio. Resta positivo anche il tasso di variazione medio annuo tra il 2006 e il 2011, grazie non solo alla crescita vivace nella prima parte del periodo, ma anche al rimbalzo congiunturale del 2010 che ha più che recuperato la contrazione della produttività osservata nel biennio , pari a quasi 7 punti percentuali. Il settore è stato interessato dal fenomeno del labour hoarding: la caduta del valore aggiunto è stata determinato comparto produttivo rappresenta il valore aggiunto settoriale. Mediante la tecnica del concatenamento, utilizzata nella contabilità nazionale a partire dal 2005, si è introdotta un indicatore delle variazioni di volume che non tenga conto solo dei valori assunti in due momenti precisi (l anno corrente e quello base), ma che sia in grado di incorporare l andamento complessivo del fenomeno nell intervallo di tempo considerato. 2 La produttività del lavoro è misurata dal valore aggiunto per unità di lavoro. Incrementi di produttività permettono di conseguire determinati livelli produttivi con un minor fabbisogno di lavoro. In altre parole, la produttività aumenta se l occupazione cresce a ritmi inferiori a quelli del prodotto. 2

3 almeno in parte assorbita da una correzione della produttività del lavoro, ovvero del tasso di utilizzo della manodopera, consentendo di limitare le riduzioni nell occupazione. La ristrutturazione in atto nel settore e i guadagni in termini di innovazione e progresso delineano, in prospettiva, una ripresa della produttività a tassi medi annui dell 1.8 per cento all anno tra il 2012 e il ,50 Produttività del lavoro Livello, 1992=1 1,40 1,30 1,20 1,10 1,00 0, Nel terzo grafico si confronta l andamento dell occupazione con quello degli equivalenti a tempo pieno, ovvero le unità di lavoro 3. La domanda di lavoro nell industria elettronica ha avuto un profilo solo scarsamente crescente; tra la seconda metà degli anni novanta e la prima parte degli anni duemila le unità di lavoro sono cresciute solo di un modesto 0.3 per cento all anno, in media, con una lieve accelerazione con il nuovo decennio. La crescita della produzione del settore è stata pertanto interamente assorbita dalla produttività. Si è osservata una lieve accelerazione della dinamica della domanda di lavoro durante la fase di ripresa, fino al 2007, interrottasi però con la crisi. Nel biennio 3 L unità di lavoro rappresenta la quantità di lavoro prestata da un occupato a tempo pieno, oppure la quantità di lavoro equivalente prestata da lavoratori a tempo parziale o che svolgono un doppio lavoro, al netto della Cassa Integrazione. Le unità di lavoro sono dunque utilizzate come unità di misura del volume di lavoro impiegato nella produzione dei beni e servizi; con tale misura si tiene conto delle variazioni dell orario di lavoro. 3

4 le unità di lavoro si sono complessivamente ridotte del 12 per cento, e il calo è continuato nel 2010, per effetto del graduale rientro del labour hoarding. Sebbene anche l andamento recente dell occupazione sia stato negativo, la caduta dei livelli occupazionali è stata più contenuta. Parte dei costi occupazionali della recessione sono stati infatti assorbiti dalla diminuzione delle ore lavorate per occupato, ampliando così il divario tra la dinamica delle unità di lavoro e quella degli occupati. Nel periodo tra il 2006 ed il 2011, mentre le unità di lavoro si riducevano ad un tasso medio annuo del 2 per cento, la riduzione media annua degli occupati è stata più contenuta, pari all 1.5 per cento. La domanda di lavoro nel medio periodo è prevista restare sostanzialmente stagnante, dato che la molto lenta ripresa dell attività produttiva dovrebbe essere prevalentemente soddisfatta da un aumento della produttività. Il tasso medio di variazione previsto nel periodo tra il 2012 e il 2016 sarà di -0.9 punti percentuali all anno. Per gli occupati dovrebbero osservarsi andamenti simili, con un mantenimento dei divari apertisi in occasione della crisi, grazie anche alla graduale diffusione del lavoro part time. Nel periodo tra il 2012 ed il 2016 l occupazione nel settore è prevista ridursi dello 0.6 per cento all anno, in media. Nel 2016, pertanto, ci saranno 9 mila 200 occupati in meno nell industria delle macchine elettriche rispetto a quanto registrato nel 2011; il settore appare così in ridimensionamento strutturale e le perdite rispetto alla situazione pre crisi saranno ancora ampie e pari a quasi 43 mila posti di lavoro. Occupati totali - Unità di lavoro Livello, migliaia 390 Unità di lavoro Occupati totali

5 L andamento degli aggregati professionali al 2016 La tabella che segue distribuisce la previsione dell occupazione al 2016 per i Grandi Gruppi professionali della Classificazione delle Professioni ISTAT CP L andamento degli aggregati professionali al 2016 La tabella che segue presenta la distribuzione degli occupati del settore al 2011 e le previsioni al 2016 per i Grandi Gruppi professionali della Classificazione delle Professioni ISTAT CP L'occupazione al 2011 e le previsioni al 2016 GRANDI GRUPPI PROFESSIONALI*** Legislatori, imprenditori e alta dirigenza Professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione Professioni tecniche Professioni esecutive nel lavoro d'ufficio Professioni qualificate nelle attivita commerciali e nei servizi Artigiani, operai specializzati e agricoltori Conduttori di impianti, operai di macchinari fissi e mobili e conducenti di veicoli Professioni non qualificate Numero occupati Variazione 2011* 2016** ** Totale occupazione *Dati riproporzionati sui valori di Contabilità Nazionale **Previsioni ISFOL-IRS basate su proiezioni metodo dei coefficienti fissi ***Si riportano i grandi gruppi professionali rlevanti per il settore Fonte: elaborazioni ISFOL-IRS su microdati Istat Forze di Lavoro e previsioni ISFOL-REF 5

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