EMERGENZE DI PROTEZIONE CIVILE Corso liceo scientifico «Ulisse Dini» (1.1, 1.2, 2.1)

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1 Pisa EMERGENZE DI PROTEZIONE CIVILE Corso liceo scientifico «Ulisse Dini» (1.1, 1.2, 2.1) Carlo Bargagna Croce Rossa Italiana Formatore Istruttori PC CRI

2 SPEGNI IL CELLULARE 2

3 24 giugno franco-piemontesi contro austriaci; Morti, feriti e dispersi: piemontesi, francesi, austriaci. 3

4 Da dove viene la Croce Rossa: 1848 Ferdinando Palasciano cura i ribelli siciliani nonostante l esplicito divieto del generale Filangieri; 1853 Florence Nightingale organizza delle infermiere volontarie; 24 giugno 1859 Jean Henry Dunant assiste alla battaglia di Solferino; 1862 Dunant pubblica «Un ricordo di Solferino»; Dal convegno di Ginevra del 1863 nascono le società nazionali di Croce Rossa; 15/06/1864 nasce il primo Comitato italiano a Milano; 22 agosto 1864 firma 1 a Convenzione di Ginevra. 4

5 Il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: Previene e allevia le sofferenze; Protegge la vita e la salute; Assicura il rispetto della persona; Promuove il benessere sociale; Incoraggia il servizio volontario; Favorisce la pace, la solidarietà e la cooperazione tra tutti i popoli. 5

6 Il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: Coinvolge circa 100 milioni di membri; È composto da: Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR); La Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR); 190 Società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Fonte: 6

7 I Sette Principi fondamentali (1965) Umanità Imparzialità Neutralità Indipendenza Volontarietà Universalità Unità 7

8 Dottrina della Croce Rossa: Permanente: non muta con opinioni politiche, filosofiche o ideologiche; Universale: può essere condivisa da chiunque; Il Diritto Internazionale Umanitario: Branca del diritto internazionale pubblico; Si compone di norme consuetudinarie e pattizie; Suo scopo è cercare di limitare la disumanità e ridurre le sofferenze e le distruzioni. 8

9 Il Diritto Internazionale Umanitario può avere accezione: Ampia (diritto dei diritti umani più diritto bellico): trova applicazione in ogni momento e circostanza; Stretta (diritto bellico): si applica solo quando esiste un conflitto armato, interno o internazionale. 9

10 1949: le quattro Convenzioni di Ginevra. 1 a C.: miglioramento della sorte dei feriti e malati delle forze armate in campagna; 2 a C.: miglioramento della sorte dei feriti, malati e naufraghi delle forze armate sul mare; 3 a C.: per il trattamento dei prigionieri di guerra; 4 a C.: protezione delle persone civili in tempo di guerra. 10

11 8 giugno 1977: i Protocolli aggiuntivi. 1 o P.: modifica e amplia le CdG; Ribadisce il divieto dell uso di danni estesi, durevoli e gravi all ambiente naturale; Disciplina le azioni internazionali di soccorso alle popolazioni interessate; 2 P.: integra l art. 3 comune alle 4 CdG (minima protezione alle vittime di conflitti interni); L operatività è ridotta rispetto l art.3 perché si può applicare esclusivamente a determinati conflitti armati non internazionali. 11

12 Emblema: uso protettivo. Protegge feriti, malati e soccorritori; È di grandi dimensioni; Ogni abuso costituisce violazione grave del DIU ed è perseguibile come crimine di guerra; Emblema: uso distintivo. Compete in ogni tempo a tutte le Società nazionali di CR e MLR; Rende riconoscibili beni, locali, trasporti e personale; È di piccole dimensioni per distinguersi da quello protettivo. 12

13 13

14 La Croce Rossa Italiana: Società volontaria di soccorso ed assistenza, ausiliaria dei poteri pubblici in campo umanitario; Ha personalità giuridica di diritto privato; Si articola in: Comitato Nazionale; Comitati Regionali e delle Province Autonome di Trento e Bolzano; Comitati (Assemblea dei Soci, Consiglio Direttivo e Presidente); Basa la propria azione sugli Obiettivi strategici

15 Ambiti d intervento: Territorio naz.le; Internazionale; Organizzazione: Delegato CRI Attività Emergenza (AE); Commissione AE; Unità di crisi; Team valutazione e coordinamento; Sale Operative; CIE. L area 3: 15

16 La CRI, ai sensi dell art. 1 c. 4 d. l.vo 178/2012 è autorizzata ad esercitare le seguenti attività d interesse pubblico (art. 7 c. 1): a. organizzare una rete di volontariato sempre attiva per assicurare allo Stato Italiano (omissis) il supporto di attività ricomprese nel servizio nazionale di protezione civile; b. organizzare e svolgere, in tempo di pace (omissis), servizi di assistenza sociale e di soccorso sanitario in favore di popolazioni, anche straniere, in occasione di calamità e di situazioni di emergenza, di rilievo locale, regionale, nazionale e internazionale; f. agire quale struttura operativa del servizio nazionale di protezione civile ai sensi dell articolo 11 della legge 24 febbraio 1992, n

17 Compiti della C.R.I. Primo soccorso e trasporto infermi; Sgombero feriti; Concorso all evacuazione della popolazione sinistrata; Censimento delle vittime; Allestimento e gestione tendopoli e strutture di accoglienza; Ricerca e ricongiungimento dei nuclei familiari; Allestimento e gestione ospedali da campo e posti medici; Raccolta e distribuzione di donazioni materiali; Diffusione delle nozioni di primo soccorso, educazione sanitaria e protezione civile; Assistenza psicologica alle vittime e ai soccorritori; Attività socio assistenziali. 17

18 La Croce Rossa Italiana e le emergenze: È struttura operativa nazionale PC (l. 225/92 art. 11 comma g); Presente h24 in SISTEMA di Sala Italia (DPCM 03/12/2008); Partecipa alla Colonna Mobile delle Regioni; Ha un protocollo d intesa con i Vigili del Fuoco; Entro le 12 ore dall evento (DPCM 03/12/2008): b) Garantisce concorso allestimento e gestione campi; c) Assicura concorso alle attività assistenza popolazione con particolare attenzione alle fasce più deboli; g) Attiva i propri nuclei trasporto e mezzi speciali; Entro 24 ore dall evento (DPCM 03/12/2008): a) Assicura l attivazione di produzione e distribuzione pasti; b) Assicura l attivazione dei potabilizzatori. 18

19 Progetto Alternanza Scuola Lavoro CRI di Pisa e liceo scientifico «Ulisse Dini»: Sede: vita di centrale operativa come centralino, copertura servizi, chiamate di cortesia telesoccorso, distribuzione aiuti, trasporto disabili (osservatore); 1864: vita al centro diurno di socializzazione ed orientamento professionale con le attività degli ospiti sia interne che al COeB (estate); Migranti: vita nei diversi centri migranti come socializzazione, distribuzione abbigliamento, lezioni di italiano. 19

20 Cos è la Protezione Civile? CULTURA & INFORMAZIONE PREVENZIONE INSIEME DELLE ATTIVITA VOLTE A FRONTEGGIARE EVENTI STRAORDINARI CHE NON POSSONO ESSERE AFFRONTATI CON SINGOLE FORZE ORDINARIE COORDINAMENTO STRAORDINARIO DI FORZE ORDINARIE INTEGRAZIONE SOCIALE ORGANIZZAZIONE TUTELA DELL AMBIENTE GESTIONE ORDINATA DI RISCHI E RISORSE OTTIMA COMUNICAZIONE TECNOLOGIA AVANZATA: TELEMATICA RADIO & TELEFONIA INFORMATICA 20

21 Obiettivi della Protezione Civile CONOSCERE e FAR CONOSCERE i rischi (CULTURA DEL RISCHIO); DIFFONDERE le nozioni di comportamento; EVITARE le emergenze prevedibili; LIMITARE al massimo le conseguenze di una catastrofe inevitabile. 21

22 DipPC Regione/ DipPC Prefetto/ Provincia Sindaco Sistema di protezione civile in Italia 22

23 La protezione civile in Italia ed in Toscana. Fonti normative: Legge 225 del 24 febbraio 1992; Decreto Legislativo 112 del 31 marzo 1998; Decreto legislativo 267/2000; D.P.R. 194 del 8 febbraio 2001; Direttiva «Indirizzi operativi gestione emergenze»; Legge Regionale 67 del 29 dicembre 2003; Legge 100 del 12 luglio

24 Legge 24 febbraio 1992, n 225. È la legge fondamentale che regola la protezione civile in Italia. Individua azioni e attori per: tutelare l integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi (art.1); Sono attività di protezione civile quelle volte: alla previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio, al soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attività diretta a superare l'emergenza (art.3). 24

25 Previsione Analisi delle cause degli eventi calamitosi; Analisi dei rischi e della loro storicità e frequenza; Quantificazione dei possibili danni; Censimento delle risorse alternative. 25

26 Prevenzione Attività volte ad evitare o ridurre la pericolosità di un evento; Azioni che comportano degli accorgimenti tendenti a diminuire la vulnerabilità cui siamo soggetti a seguito di un evento. 26

27 Soccorso Attuazione degli interventi tecnici e sanitari diretti ad assicurare l assistenza alle popolazioni colpite. 27

28 Superamento e Ripristino Svolgimento delle attività necessarie alla ripresa delle normali condizioni di vita. 28

29 Tipologia degli eventi ed ambiti di competenze (art.2 L.225/92) A B eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai singoli enti e amministrazioni competenti in via ordinaria eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo che per loro natura ed estensione comportano l'intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria PIANIFICAZIONE COMUNALE DI EMERGENZA PIANIFICAZIONE PROVINCIALE DI EMERGENZA C calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo ( L. 100/12) PIANIFICAZIONE NAZIONALE DI EMERGENZA 29

30 INTERVENTI IMMEDIATI Grossi incidenti stradali; Deragliamento di treni; DIVISIONE DEGLI INTERVENTI IN BASE ALLA DURATA Caduta o atterraggio di emergenza di aereo; Attentati; Incendio o crollo di edificio; Incidenti industriali. INTERVENTI PROTRATTI NEL TEMPO Terremoto; Alluvione; Frana; Eruzione vulcanica; Tsunami. Applicazione TRIAGE; Allestimento P.M.A.(Posti Medici Avanzati); Allestimento C.M.E.(Centri Medici di Evacuazione); Evacuazione presso Ospedali. Distribuzione VIVERI; Istituzione COLONNA MOBILE; Formazione UNITA LOGISTICHE; Allestimento CAMPO BASE; CENSIMENTO della popolazione; RIPRISTINO della VITA QUOTIDIANA. 30

31 Servizio Nazionale di Protezione Civile: Strutture Operative Nazionali (l. 225/92, art. 11) Vigili del Fuoco Forze Armate Forze dell Ordine Corpo Forestale dello Stato Servizi Tecnici Nazionali Gruppi Nazionali di Ricerca Scientifica Croce Rossa Italiana Servizio Sanitario Nazionale Associazioni di Volontariato Soccorso Alpino 31

32 Legge Regione Toscana 67/2003. Disciplina le attività PC e le competenze della Regione, degli enti locali e dei soggetti PC; Il sistema regionale PC è costituito da Regione e sue agenzie, aziende USL, enti locali e volontariato; La Regione dichiara lo stato di emergenza reg.le e richiede quello nazionale; Esiste un registro regionale del volontariato; La Regione autorizza l impiego dei volontari. 32

33 L art. 54 del dlgs 267/2000 individua nel Sindaco una figura fondamentale per le attività di p.c. infatti, essendo ufficiale del Governo: Sovrintende alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l ordine pubblico; Adotta, con atto motivato, provvedimenti urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini; per l'esecuzione dei relativi ordini può richiedere al prefetto, ove occorra, l'assistenza della forza pubblica. 33

34 Modello organizzativo per la gestione dell emergenza. Livello comunale. Il sindaco: Assume la direzione del coordinamento del soccorso e assistenza alla popolazione e provvede ai primi interventi per fronteggiate l evento; Individua la sede più idonea per il COC, le aree di attesa e ricovero della popolazione; Individua le situazioni di pericolo e la prima messa in sicurezza della popolazione; Garantisce l assistenza sanitaria ai feriti; Cura la distribuzione di pasti e alloggi per la popolazione senza tetto. 34

35 Modello organizzativo per la gestione dell emergenza. Livello comunale. Il sindaco: Garantisce la continua informazione alla popolazione sulla situazione e sui comportamenti da adottare; Controlla la viabilità comunale soprattutto per la possibilità di afflusso di soccorsi e di evacuazione della popolazione; Garantisce il presidio a vista del territorio per seguire l evoluzione dell evento; Verranno attivati sul territorio i centri operativi e di coordinamento ai diversi livelli di responsabilità. 35

36 Omissione di soccorso: Chiunque, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l assistenza occorrente o di darne immediato avviso all Autorità è punito con la reclusione o con la multa (art. 593 Codice Penale). 36

37 Domande??? 37

38 In conformità col Regolamento della Gestione Ambientale della Croce Rossa Italiana, che vuol dare attuazione a quanto previsto dalla Strategia 2020 del Movimento Internazionale di CR e MLR, il materiale proiettato verrà consegnato in formato elettronico. 38

39 Grazie per l attenzione, Carlo Croce Rossa Italiana Comitato di Pisa Formatore Istruttori PC CRI

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