SISTEMI DI MATERIAL HANDLING E STOCCAGGIO:

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "SISTEMI DI MATERIAL HANDLING E STOCCAGGIO:"

Transcript

1 SECONDA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FACOLTA DI INGEGNERIA DIPARTIMENTO DI INGENERIA AEROSPAZIALE E MECCANICA Cattedra di Impianti Industriali Prof. Ing. Roberto Macchiaroli SISTEMI DI MATERIAL HANDLING E STOCCAGGIO: CRITERI DI SCELTA E PROGETTAZIONE Autore: ing. Marcello Fera

2 Indice Introduzione...3 Glossario fondamentale...4 Criteri di scelta e progettazione...5 I 20 principi di material handling e gli indici caratteristici...8 Carrelli...31 Trasportatori a rulli...37 Trasportatori a nastro...40 Carriponte (gru a ponte)...41 Trasloelevatori...45 AGV...48 Criteri di progettazione di sistemi di movimentazione...51 Dimensionamento dei trasportatori a rulli e nastri...52 Dimensionamento di paranchi, argani e traslo-elevatori...55 Dimensionamento di carrelli ed AGV...57 Dimensionamento di impianti di stoccaggio serviti da carrelli industriali

3 Introduzione I sistemi di material handling, sono uno dei tanti sistemi aziendali, che contribuiscono alla struttura di costo relativa di un impianto industriale. Come tutti gli altri sistemi, anche qui i costi si compongono di una parte relativa all impianto ed un altra all esercizio. In particolare tra i costi di impianto abbiamo: struttura civile del magazzino, se presente, impianti di movimentazione materiali fissi o mobili, impianti di servizio asserviti agli impianti di movimentazione, scaffalature o altri sistemi di ricovero per le unità di magazzinaggio, computers, acquisto sistema di gestione informatico, etc. Ai costi di gestione contribuiscono: politica di gestione del magazzino e del sistema produttivo nel suo complesso, consumi di energia dei mezzi di movimentazione, manodopera per la gestione del sistema, consumi di energia degli impianti di servizio relativi ai mezzi di movimentazione, etc. I sistemi di movimentazione interna di materiale sono parte della macro famiglia relativa all ambito logistico, che, come ad oggi risulta chiaro, è tra quei sistemi per i quali una buona gestione può condurre a notevoli economie. 3

4 Infatti, non è da trascurare l impatto che i costi logistici, e quindi anche i costi relativi ai sistemi di material handling, hanno sul costo di fabbricazione e produzione più in generale. In alcuni casi manifatturieri, il peso che il solo magazzino può avere sulla determinazione del costo pieno industriale può giungere sino al 20% del prezzo in media; si capisce bene, quindi, che ottimizzazioni relative ai parametri di gestione di un magazzino, ma potremmo dire di tutta la catena logistica, risultano essere capaci di generare notevoli ripercussioni sull utile aziendale, mettendo in atto un meccanismo di leva molto forte. Glossario fondamentale Prima di procedere oltre, è opportuno definire quale sia il vocabolario fondamentale utilizzato nell ambito del material handling. unità di carico: si tratta dell unità fondamentale, in forma ed in peso, che permette, attraverso un principio di standardizzazione, di raggiungere migliori prestazioni del sistema sia in fase progettuale che di gestione, pallet: tipo di unità di carico, costituita da più elementi o un unico elemento avvolto all interno di plastiche o altri materiali avvolgenti, che ne garantiscono l unità, macchina di trasporto interno: può essere fisso o mobile, nel primo caso abbiamo rulli, nastri, etc., nel secondo caso, invece carrelli, traslo-elevatori, etc.; sono necessari per movimentare i materiali, paletta: unità di carico fondamentale, è conosciuta anche come pedana, permette di essere utilizzata in abbinamento ad un pallet o ad un altra u.d.c., permettendone la movimentazione a mezzo di carrelli, o altro mezzo di movimentazione con forche, PR: potenzialità ricettiva, indica la capacità statica di un magazzino di ricevere un certo numero di una determinata u.d.c., 4

5 PM: potenzialità di movimentazione, informazione di natura dinamica relativa al sistema di movimentazione, dà informazioni circa il numero di una stessa u.d.c. che è necessario movimentare in un lasso di tempo, magazzino: luogo o zona deputata alla gestione statica o dinamica dei beni aziendali. Tutte le altre parole o concetti necessari alla materia saranno trattati nello specifico dei rispettivi paragrafi. Criteri di scelta e progettazione Per poter realizzare la migliore scelta del sistema di material handling e quindi di poter realizzare al costo minimo le prestazioni richieste al nostro sistema, risulta di fondamentale importanza definire, in maniera univoca e precisa, cosa significhi realizzare un sistema di material handling. Def. 1: il sistema di movimentazione interna (n.d.r. material handling system) di un impianto industriale, è il sistema preposto ad assicurare la disponibilità dei materiali (materie prime, semilavorati, ricambi, etc.) presso le differenti stazioni di lavoro e di facilitare la totalità delle operazioni. Ciò significa che per poter dire che questo sistema funziona bene, se inteso come in def. 1, si deve realizzare la condizione di ottimo espressa nella definizione di seguito riportata. Def. 2: uso del giusto metodo per rendere disponibile la quantità giusta del materiale giusto, nel posto giusto, al tempo giusto, nella giusta sequenza, nella posizione giusta, nelle condizioni giuste ad al costo giusto. La sequenza di aggettivi giusto potrà sembrare una ripetizione forzata, ma, invece, tale sequenza ci permette di intuire la complessità del problema, che nasconde al proprio interno una serie di sottoproblemi, tra di loro correlati, che devono poi essere misurati al banco di prova della flessibilità, quindi dell efficienza, e dell efficacia. Prima di parlare degli obiettivi, che un sistema di material handling deve raggiungere, facciamo una prima caratterizzazione dell ambito di studio. Illustriamo quindi quali 5

6 siano state le diverse generazioni di sistemi di material handling, che negli anni si sono succeduti. I generazione (i burocrati): - carrelli a spinta manuale - scaffali e cassettiere - etichette e moduli II generazione (i fordisti): - carrelli industriali - scaffalature, caroselli - dispositivi switch e solenoidi IV generazione (robot): - integrazione di tutti i sistemi aziendali anche di gestione con il sistema di movimentazione III generazione (gli automi): - AGV - magazzini automatici - identificazione computerizzata V generazione (A.I.) - expert system per AGVS - expert system per ricezione e spedizione - robot adibiti alla pallettizzazione e depallettizazione di carichi misti - sistemi esperti per il tracciamento dei percorsi degli AGVS Figura 1: Sviluppo delle prestazioni, nel tempo, dei sistemi di material handling Come si vede lo sviluppo temporale dei sistemi di movimentazione ha avuto un andamento, che è stato profondamente influenzato dalla tecnologia di natura 6

7 informatica ed elettronica, infatti, le ultime tre generazioni illustrate nella precedente figura, si sono sviluppate solo negli ultimi 30 anni, mentre le prime due hanno dominato la scena per più di 60. L andamento dei costi di impianto e dei costi di gestione, durante tutte queste fasi di sviluppo, ha avuto due comportamenti inversi; infatti, il costo di impianto, man mano che si procedeva nel senso positivo del tempo ha subito un forte incremento, a fronte, però, di una caduta, potremmo dire quasi esponenziale, dei costi di gestione unitari relativi alla singola u.d.c.. Per poter ben scegliere un sistema di material handling si deve fare particolare attenzione a quelli che sono i fattori rilevanti nell ambito della movimentazione dei materiali: caratteristiche dei materiali da trasportare: peso specifico forma dimensioni caratteristiche dei flussi: numero di stazioni distanza fra le stazioni frequenza di movimentazione complessità dei percorsi entità dei flussi direzioni delle movimentazioni caratteristiche del lay-out: superficie disponibile 7

8 possibilità di modifiche adattabilità delle strutture possibilità di espansione integrazione del sistema di material handling: livello di automazione interfacciamento con stazioni operative interfacciamento tra differenti sistemi I 20 principi di material handling e gli indici caratteristici Durante le fasi di progettazione e di ri-progettazione o di miglioramento di sistemi esistenti, occorre verificare che siano rispettati alcuni principi: IL PRINCIPIO DELLA PIANIFICAZIONE E importante prevedere e pianificare tutti i movimenti, gli stoccaggi, e i tempi di attraversamento durante la fase di progettazione allo scopo di minimizzare i costi complessivi. Grazie a questo principio si riesce a prevedere il comportamento del sistema ancor prima che esso venga costruito, in modo da poter apportare quei cambiamenti e quegli aggiustamenti (capaci di migliorare in modo considerevole i costi di esercizio e l efficienza del sistema) che sarebbero significativi dal punto di vista economico una volta costruito l impianto. IL PRINCIPIO DEL SISTEMA Il flusso dei materiali deve essere concepito come un unico sistema integrato che deve essere esteso dai fornitori fino ai clienti e agli utilizzatori in accordo con la visione più moderna della logistica industriale. Bisogna cercare di standardizzare, ad esempio, i contenitori non solo all interno dei reparti produttivi e dei magazzini ma anche nei confronti dei propri fornitori e degli utilizzatori. 8

9 IL PRINCIPIO DEL FLUSSO DEI MATERIALI La riduzione e la razionalizzazione dei percorsi seguiti dai materiali hanno un grosso impatto tanto sui costi di movimentazione (sia di manodopera sia di impianto) quanto sugli aspetti della sicurezza, del controllo e del danneggiamento dei prodotti. IL PRINCIPIO DELLA SEMPLIFICAZIONE DELLE OPERAZIONI Tale principio si concretizza in quattro fasi successive: combinare più operazioni in un unica stazione di lavoro senza spostare i materiali; trasportare con un unico viaggio i materiali relativi a più prodotti; modificare ed adattare la configurazione impiantistica in modo da ridurre il tempo e il costo di trasferimento; semplificare le operazioni. IL PRINCIPIO DELLA GRAVITA Lo spostamento dei materiali per gravità rende il sistema di handling semplice e poco oneroso e quindi particolarmente conveniente. Tale sistema può essere utilizzato nel caso di trasferimenti non molto estesi. IL PRINCIPIO DELLA UTILIZZAZIONE VOLUMETRICA Tale principio suggerisce di utilizzare tutto lo spazio disponibile e quindi anche quello collocato a notevole altezza dal pavimento in modo da ridurre la superficie occupata e, con essa, il costo di occupazione. IL PRINCIPIO DELL UNITA DI CARICO Poiché l unità di carico è costituita da molti prodotti che vengono movimentati contemporaneamente, si ottengono notevoli vantaggi rispetto alla movimentazione dei singoli prodotti. I massimi vantaggi si ottengono se le unità di carico hanno dimensioni consistenti e se esse vengono movimentate senza frazionamenti per una lunga sequenza di fasi. 9

10 IL PRINCIPIO DELLA MECCANIZZAZIONE Tale principio consiste nel sostituire gli spostamenti manuali con attrezzature meccanizzate aventi fonti proprie di energia, ma comandate dagli operatori, al fine di ridurre gli sforzi del personale e aumentare la produttività. IL PRINCIPIO DELL AUTOMAZIONE Introdurre dei sistemi di movimentazione completamente automatizzati ottenendo cosi una riduzione di manodopera con relativi costi e soprattutto una sostituzione di mansioni poco gratificanti. Inoltre, l automazione consente di ridurre i danneggiamenti delle unità di carico in quanto i movimenti sono controllati da un software. IL PRINCIPIO DELLA SELEZIONE DELLE ATTREZZATURE Per selezionare le attrezzature più idonee al tipo di situazione, bisogna considerare alcuni aspetti: verificare se è possibile eliminare o combinare un operazione con altre, verificare cosa bisogna movimentare in particolare la forma, il peso, la quantità, il numero di movimenti richiesti, verificare il percorso, verificare la frequenza dei movimenti. Fatto ciò e possibile scegliere le attrezzature più idonee ad effettuare la movimentazione. IL PRINCIPIO DELLA STANDARDIZZAZIONE Tale principio della standardizzazione riguarda sia le attrezzature, sia le unità di carico e consente di ottenere notevoli risparmi attraverso un intervento di razionalizzazione complessiva del sistema. Infatti, mediante la standardizzazione delle attrezzature, si ottengono grossi vantaggi per la manutenzione; mentre lo sforzo di riduzione del numero di differenti unità di carico ha dei riscontri positivi sulle scorte 10

11 di imballi, sulla saturazione delle unità di carico di livello superiore e sullo spazio dedicato nelle scaffalature. IL PRINCIPIO DELL ADATTABILITA Preferire l uso di attrezzature adattabili per diversi impieghi è utile per migliorare la flessibilità e, nello stesso tempo, ridurre il rischio di obsolescenza delle attrezzature speciali (troppo costose rispetto al loro utilizzo limitato). IL PRINCIPIO DEL PESO A VUOTO Secondo tale principio occorre ridurre il rapporto tra il peso dell imballo e il peso del prodotto perché il costo per la manutenzione è proporzionale al peso complessivo, mentre, l efficacia del trasporto è relativa solo al peso del prodotto movimentato. IL PRINCIPIO DELL UTILIZZAZIONE Tale principio esplica un criterio molto semplice di razionalizzazione ed economicità complessiva ottenibile attraverso una piena utilizzazione delle persone e dei mezzi; preferendo così i cicli combinati ai cicli semplici. IL PRINCIPIO DELLA MANUTENZIONE Pianificare una manutenzione preventiva e con periodicità regolare rispetto alla manutenzione in caso di emergenza, risulta essere meno costosa ed evita le possibili interruzioni nei sistemi automatizzati. IL PRINCIPIO DELL OBSOLESCENZA Quando un sistema è già funzionante è necessario analizzare criticamente i metodi e le attrezzature presenti confrontandoli con i nuovi mezzi in commercio magari più efficienti. Se l analisi costi-benefici lo rende conveniente, è opportuno sostituire le vecchie attrezzature con le nuove migliorando l efficienza e le prestazioni del sistema. IL PRINCIPIO DEL CONTROLLO Un sistema di movimentazione e stoccaggio deve consentire di conoscere l ammontare delle giacenze di ogni articolo. Il modo più efficiente per fare ciò è quello 11

12 di utilizzare sistemi di identificazione come il codice a barre. In questo modo è possibile sia conoscere la disponibilità dei prodotti, sia intervenire se i livelli di disponibilità scendano al di sotto di valori prefissati. IL PRINCIPIO DELLA CAPACITA PRODUTTIVA Secondo tale principio, occorre utilizzare dei sistemi di movimentazione che siano in grado di far conseguire il desiderato livello di capacità produttiva. Ne consegue che in fase di progettazione è opportuno assegnare la produttività massima al sottosistema più oneroso dal punto di vista economico. IL PRINCIPIO DELLA PERFORMANCE E necessario analizzare criticamente le prestazioni e i costi sostenuti dividendoli per ogni singola attività, in questo modo è possibile effettuare dei continui miglioramenti. Inoltre, sia dalle prestazioni che dai costi, è possibile confrontare le diverse soluzioni e scegliere quelle più opportune. IL PRINCIPIO DELLA SICUREZZA La movimentazione dei materiali specialmente quella manuale è la causa di molti infortuni. Questo aspetto è tra i più importanti da considerare nella fase di progettazione e gestione dei sistemi di handling. Gli interventi possibili riguardano l utilizzo di attrezzature e dispositivi sicuri ma soprattutto effettuare una continua opera di formazione del personale. Per una buona progettazione di un sistema di material handling grande importanza è rivestita anche dalla definizione della politica di allocazione dei materiali. I criteri di allocazione dei prodotti sono tre: 1. Allocazione dedicata ad ogni singolo articolo (dedicated storage ); 2. Allocazione per classi di prodotti (class based storage); 3. Allocazione casuale (random storage o shared storage ); Nel primo criterio ad ogni codice viene assegnato un sufficiente numero di vani che risultano disponibili soltanto per quel codice. Così facendo la potenzialità ricettiva 12

13 necessaria è pari alla somma dei vani dedicati a ciascun articolo e quindi è pari alla somma delle giacenze massime previste (in pallet) di tutti gli articoli. In base all indice di accesso dei prodotti, ai criteri storici o classi merceologiche, vengono scelti i vani da dedicare ad ogni articolo. In base a quest ultimo criterio si riservano ad un prodotto o ad una classe di prodotti simili dal punto di vista merceologico i vani o una zona di vani che storicamente (nei periodi precedenti ) erano riservati ad essi, in modo da facilitare le operazioni manuali di ricerca degli articoli. Questo tipo di allocazione, inoltre, facilita più di ogni altro le operazioni di ricerca dei prodotti in quanto agevola la memorizzazione da parte degli operatori dei vani ove è presente ogni articolo; Consente di ottenere dei notevoli risparmi relativi al tempo medio di ciclo, ma necessita di periodici e onerosi cambiamenti delle posizioni di stoccaggio al fine di riallocare i prodotti nell ordine corretto, a fronte di cambiamenti dei flussi e del numero di vani occupato da ogni codice. Viceversa, il secondo criterio, consiste nell individuare classi di prodotti che siano omogenee dal punto di vista dell indice di accesso e nel dedicare ad ogni classe una zona con un numero sufficiente di vani. Poiché all interno di ciascuna zona le unità di carico dei diversi prodotti sono stoccate in modo casuale, il numero di vani necessari per ogni zona è pari alla giacenza complessiva massima prevista per tale zona. Con questo criterio di allocazione si ottiene una notevole riduzione della potenzialità ricettiva necessaria in quanto all interno di ogni singola zona è possibile una compensazione temporale tra le punte di giacenza degli articoli. La riduzione ottenibile del tempo medio di accesso, rispetto ad una allocazione completamente casuale delle unità di carico, è più consistente se il numero di classi è elevato. Il terzo criterio è l opposto rispetto all allocazione dedicata ad ogni singolo articolo; esso consente di ottenere i massimi vantaggi in termini di riduzione della potenzialità ricettiva ma è caratterizzato da un tempo medio di accesso pari alla media dei tempi di accesso a tutti i vani. L allocazione casuale non consente infatti di ottenere delle riduzioni del tempo medio di accesso mediante una corretta collocazione dei prodotti. Nel caso di allocazione sia casuale che in zone per classi di prodotti è necessario utilizzare supporti di tipo informatico al fine di individuare i vani in cui sono collocate le unità di carico relative ad ogni codice, questo perché per gli operatori è impossibile conoscere istante per istante la mutevole localizzazione dei pallet. 13

14 Altro parametro per la progettazione di un sistema di material handling è l attenzione circa gli indici di progettazione e gestione dei sistemi di stoccaggio. La sistemazione dei materiali nei magazzini deve essere studiata tenendo conto di questi indici: Potenzialità ricettiva: Espressa in termini di unità di carico stoccabili nel magazzino. E una misura della capacità statica del magazzino. Indice di utilizzazione superficiale: I S =S u /S t S u è l area utilizzata mentre S t è l area totale. Tale indice deve tendere a 1 e può anche essere espresso in termini di unità di carico immagazzinabili per metro quadro di area operativa di stoccaggio. Indice di utilizzazione volumetrica: I V =V u / V t V u è il volume utilizzato mentre V t è il volume totale. Tale indice deve tendere a 1 e può anche essere espresso in termini di unità di carico immagazzinabili per metro cubo di volume di stoccaggio. Si comprende bene come sia importante ridurre al minimo la superficie ed il volume dei magazzini al fine di minimizzare i costi (ammortamento, manutenzione, energia). Indice di selettività: I sl =I pd /N I pd è il numero di u. d. c. che si possono prelevare o depositare direttamente senza spostare altre u. d. c.; mentre N è il numero totale di u. d. c.. Tale valore deve essere minore di 1. 14

15 Indice di manodopera: Corso di Impianti Industriali 1 I m =Q T /N add Q T è la quantità (tonnellate o altra unità di misura), che lascia o arriva all interno del sistema, in un arco temporale definito, N add è il numero di ore lavorative degli addetti al magazzino. Indice di potenza: I m =Q T /W p Q T è la quantità (tonnellate tonnellate o altra unità di misura), che lascia o arriva all interno del sistema, in un arco temporale definito, W p è la potenza elettrica consumata in un arco temporale definito. L indice di manodopera e l indice di potenza, insieme, forniscono un elemento per la misura del grado di meccanizzazione del magazzino. Generalmente si può riconoscere un andamento inverso tra i due indici, cioè ad un aumento dell indice di potenza si dovrebbe assistere ad una diminuzione dell indice di manodopera, là dove ad esempio si sia proceduto ad un investimento in automatizzazione del sistema di material handling. Per quanto riguarda i sistemi di material handling è importante anche fare attenzione agli indici di gestione del sistema. Indice di rotazione: (IR)i,quantità = flusso in uscita in T giac. media in T [1/T] (IR)i,valore = valore del flusso in uscita in T valore giac. media in T [1/T] Tale indice è un indicatore dell entità della scorta rispetto al flusso, indica quante volte girano le scorte nell arco di tempo considerato. Tale indice deve essere quanto più alto è possibile, infatti, riconoscendo nel sistema di material handling un grande apporto di costi di ammortamento, che non contribuiscono, se non in maniera 15

16 marginale, al valore aggiunto, è necessario che il sistema venga utilizzato quanto più è possibile. Potremmo dire che la staticità per un magazzino comune, non riferito, quindi, a magazzini speciali (militari, etc.), è sintomo di un cattivo stato di salute aziendale. Indice di movimentazione: (IM) i,tr = (u.d.c. movimentata) i,t =TR [mov / TM ] Tale indice è uguale al numero di u.d.c. movimentate in un periodo di riferimento TR. Indice di accesso: (IA) i = (IM)i [accessi / (T*vano)] numero di vani dedicati Tale indice rappresenta il numero di accessi medi in un arco temporale relativi ad un singolo vano. Può coincidere con l indice di rotazione solo nel caso di un sistema di stoccaggio in cui siano movimentate u.d.c. intere in cui le celle dedicate siano pari alla giacenza media di ciascun prodotto. Sistemi di stoccaggio L immagazzinamento delle unità di carico può avvenire: mediante sovrapposizione diretta delle unità stesse; mediante scaffali, di vari tipi e caratteristiche. Il primo caso è tipico di materiali raccolti in contenitori sovrapponibili gli uni sugli altri e movimentabili con le forche. Tale sistema è sicuramente più conveniente a parità di frequenza delle movimentazioni, di indici di selettività e di indici di utilizzazione. A volte, però, non è possibile adottare tale soluzione per uno dei seguenti motivi: 1. quando il numero delle unità di carico per ogni voce è molto piccolo, per cui le pile risultano basse e l indice di utilizzazione volumetrico insoddisfacente; 16

17 Corso di Impianti Industriali 1 2. quando le dimensioni o la forma delle unità di carico sono tali da non consentire la formazione di pile; 3. quando la capacità portante del pavimento è tale da sovrapporre un numero limitato di unità di carico dato il peso. Figura 2 - Immagazzinamento di un unità di carico in pile, accostate fra di loro. Il secondo caso prevede l impiego di vari tipi di scaffalature. In linea generale si hanno: scaffali fissi, smontabili, a struttura tubolare, in profilati di acciaio, in angolari forati, 17

18 in cemento armato, molto rari. Qualsiasi sia la scelta, gli scaffali devono essere incombustibili, devono sopportare carichi senza deformarsi e resistere ad eventuali urti dei mezzi di trasporto. L altezza, dipende dal sistema di movimentazione dei materiali. Se l immagazzinamento ed il prelievo di materiali viene effettuato da operatori che si muovono sul piano di campagna, l altezza da terra degli scaffali non deve superare 2-2,25m. Con l impiego di mezzi di trasporto meccanizzati, l altezza utile degli scaffali aumenta (fig.3). Figura 3- Altezza degli scaffali in funzione dei sistemi di stoccaggio Nel caso in cui gli scaffali hanno altezze di 12-13m, si possono utilizzare carroponte di impilaggio, o meglio, carrelli a forche a preselezione automatica dell altezza a cui si deve effettuare la movimentazione delle unità di carico. Valutiamo ora i vari tipi di scaffali. Gli scaffali di tipo tradizionale (fig. 4), sono costituiti da più ripiani e dal fatto che ogni fronte si affaccia su un corridoio di servizio. 18

19 Corso di Impianti Industriali 1 Figura 4 - Scaffali a più ripiani e a due fronti prospicienti i corridoi di servizio. Lo scaffale in fig. 5, noto come scaffale a gravità consente il carico dei materiali da immagazzinare da un fronte ed il successivo prelievo dall altro. Man mano che si libera un posto, un altra unità di carico avanza sopra dei rulli fino a fermarsi contro l apposito arresto terminale. In questo modo si assicura la rotazione della merce (la prima unità di carico immessa è anche la prima ad essere prelevata). E preferibile avere due corsie per ogni voce. 19

20 Figura 5- Scaffale a gravità. Lo scaffale in fig. 6, è una variante dello scaffale a gravità: anche qui, ogni voce occupa almeno una corsia e il prelievo avviene secondo la stessa successione di arrivo a magazzino. Però, invece di un avanzamento a gravità delle unità di carico vi è un carrello motorizzato che preleva ciascuna unità caricata ad una estremità dello scaffale e la porta fino all estremità opposta della corsia. Ovviamente quando il vano di estremità si rende libero, il carrello interno alla corsia provvede a far avanzare di un passo tutte le unità di carico seguenti. Figura 6 - Scaffale con avanzamento motorizzato e per corsie delle unità di carico 20

21 Lo scaffale in Fig. 7, noto come scaffale passante (drive in) è molto adatto per unità di carico molto numerose e non o limitatamente sovrapponibili: in tal caso, esso, consente elevati indici di utilizzazione del magazzino. Ovviamente, una stessa voce dovrebbe riempire un numero di unità di carico tale da occupare almeno un intero corridoio dello scaffale, in modo che le unità di carico in esso immagazzinate risultino accessibili da due fronti e si possa quindi attuare una rotazione del materiale. Figura 7 - Scaffale passante. Lo scaffale in fig. 8, noto anche come scaffale compactus, è costituito da elementi mobili trasversalmente e consente di realizzare indici di utilizzazione molto elevati. In questo tipo di scaffale, tramite un comando, si possono spostare gli elementi necessari per ricavare un corridoio di accesso nella posizione voluta. Questo sistema di immagazzinamento, richiede tempi di accostamento ai vani della scaffalatura più lunghi di altri sistemi ed il suo impiego è quindi vincolato dalla frequenza di movimentazione delle varie voci, risulta più utile per magazzini basso rotanti. 21

22 Corso di Impianti Industriali 1 Figura 8 - Scaffale ad elementi mobili trasversalmente. Gli scaffali in fig. 9, sono noti anche come altri scaffali : si tratta di scaffalature che superano le altezze raggiungibili con altri tipi di scaffali; possono infatti superare i 2030m. Ovviamente i mezzi di movimentazione sono i traslo-elevatori. Figura 9 - Scaffali serviti da traslo-elevatore con manovratore a bordo. Quei prodotti che non possono essere considerati come materiali alla rinfusa e che, d altra parte, non consentono di essere raggruppati in unità di carico presentano un problema di immagazzinamento piuttosto complesso a causa di alcuni fattori: varietà e natura dei prodotti; 22

23 Corso di Impianti Industriali 1 forma, dimensione e pesi degli stessi; quantità di materiale da immagazzinare; modalità e frequenza delle movimentazioni. Premesso che anche in questo caso si deve anzitutto ricercare la quantità ottimale da immagazzinare per ogni voce, il problema consiste nel trovare il sistema più conveniente di immagazzinamento delle varie voci. Di solito, tale immagazzinamento è realizzato disponendo i colli in scaffali serviti dall uomo o, quando possibile, da mezzi di trasporto meccanizzati. In certi casi, si ricorre anche qui alla sovrapposizione diretta di contenitori. Ovviamente, i contenitori restano di norma fermi al loro posto e si effettua il travaso dei soli materiali. Per quanto riguarda gli scaffali, i tipi più noti sono illustrati di seguito. Scaffali di tipo tradizionale sono illustrati in fig. 10. Figura 10 -Scaffali di tipo tradizionale. Scaffali sovrapposti in fig.11, sono in genere a doppia facciata, come i precedenti; la sovrapposizione ha lo scopo di aumentare la quantità di materiali immagazzinati per metro quadro di magazzino. Figura 11 - Scaffali di tipo tradizionale disposti su due piani. 23

24 Corso di Impianti Industriali 1 Inoltre, esistono scaffali ed elementi mobili longitudinalmente, come in fig. 12. Grazie ad appositi comandi, gli scaffali possono scorrere singolarmente (in direzione longitudinale) su apposite rotaie e presentarsi di volta in volta di fronte all operatore. Così facendo un solo corridoio serve più scaffali ma il sistema richiede maggiori tempi di movimentazione e per questo poco adottato. Figura 12 - Scaffali ad elementi mobili longitudinalmente. Scaffali ed elementi mobili trasversalmente, in fig.13, anche in questo caso, gli scaffali scorrono (in direzione trasversale) su apposite rotaie. Grazie ad un comando gli scaffali possono scorrere singolarmente così un corridoio serve più scaffali. Come detto precedentemente, il sistema, richiede maggiori tempi di movimentazione e per questo è poco adottato. Figura 13- Scaffali ad elementi mobili trasversalmente. 24

25 Scaffali rotanti, in Fig. 14, sono costituiti da più ripiani girevoli attorno ad un asse verticale; ogni ripiano è suddiviso in una serie di caselle disposte a cerchio attorno all asse; si tratta però di scaffali utilizzabili per materiali poco ingombranti. Figura 14 - Scaffali rotanti. I materiali che per la loro forma, le loro dimensioni, od il loro peso determinano particolari problemi di immagazzinamento, come: profilati, tubi e barre, lamiere, rotoli di filo, bobine. Quando possibile per immagazzinare questi prodotti si ricorre ai depositi all aperto o semplicemente protetti contro le intemperie, nei quali si impiegano mezzi di trasporto adatti. Quando si prelevano pezzi singoli, se sono corti (fino a circa 3m) conviene l immagazzinamento verticale; in questo modo l operatore può prelevare direttamente i tubi, le barre od i profilati all incirca in mezzeria ed esercitare, quindi, il minimo sforzo, durante la movimentazione. Se però la frequenza delle movimentazioni è media oppure alta, si ricorre ad alcune soluzioni tra cui: una prima soluzione (fig. 1.14), in cui si costruiscono dei box nei quali i corpi lunghi da immagazzinare vengono disposti orizzontalmente, 25

La movimentazione dei materiali (material handling)

La movimentazione dei materiali (material handling) La movimentazione dei materiali (material handling) Movimentazione e stoccaggio 1 Obiettivo generale La movimentazione e stoccaggio dei materiali (material handling MH) ha lo scopo di rendere disponibile,

Dettagli

Prefabbricati a) con tetto a falde e serramenti a nastro sulle pareti perimetrali. b) con tetto a falde e fasce finestrate

Prefabbricati a) con tetto a falde e serramenti a nastro sulle pareti perimetrali. b) con tetto a falde e fasce finestrate Prefabbricati a) con tetto a falde e serramenti a nastro sulle pareti perimetrali. b) con tetto a falde e fasce finestrate sul tetto. c) con tetto piano e lucernari a sezione triangolare trasversali. d)

Dettagli

Carrelli per il trasporto e il

Carrelli per il trasporto e il Trasporti interni Carrelli per il trasporto e il sollevamento Classificazione dei carrelli Tipologie esistenti Caratteristiche e prestazioni Predisposizioni antinfortunistiche 2 2005 Politecnico di Torino

Dettagli

Università degli Studi di Cagliari. Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali IMPIANTI MECCANICI MATERIAL HANDLING

Università degli Studi di Cagliari. Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali IMPIANTI MECCANICI MATERIAL HANDLING Università degli Studi di Cagliari Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali IMPIANTI MECCANICI MATERIAL HANDLING Ing. Pier Francesco Orrù Definizione Con il termine trasporti interni

Dettagli

I MAGAZZINI INDUSTRIALI - Tipologie. I magazzini industriali si differenziano in:

I MAGAZZINI INDUSTRIALI - Tipologie. I magazzini industriali si differenziano in: I MAGAZZINI INDUSTRIALI - Tipologie I magazzini industriali si differenziano in: Magazzini materie prime: Assicurano una riserva di materiali grezzi necessari alla attivi tà produttiva Magazzini semilavorati:

Dettagli

Prefabbricati a) con tetto a falde e serramenti a nastro sulle pareti perimetrali. b) con tetto a falde e fasce finestrate

Prefabbricati a) con tetto a falde e serramenti a nastro sulle pareti perimetrali. b) con tetto a falde e fasce finestrate Prefabbricati a) con tetto a falde e serramenti a nastro sulle pareti perimetrali. b) con tetto a falde e fasce finestrate sul tetto. c) con tetto piano e lucernari a sezione triangolare trasversali. d)

Dettagli

Unità 3. Magazzini industriali

Unità 3. Magazzini industriali Impianti industriali Unità 3 Magazzini Gestione scorte Picking 2 2005 Politecnico di Torino 1 Conoscere le principali tipologie di magazzini industriali e le relative applicazioni Obiettivi Definire le

Dettagli

Mezzi di trasporto interni

Mezzi di trasporto interni Mezzi di trasporto interni Trasporti interni 1 Paranchi e argani Realizzano un trasporto: intermittente; vincolato ad un area operativa; verticale (paranchi e argani fissi); verticale e orizzontale (paranchi

Dettagli

Trasportatori meccanici fissi

Trasportatori meccanici fissi Trasporti interni Trasportatori meccanici fissi Trasportatori meccanici fissi Trasportatori a rulli e a catene trasportatori a rulli trasportatori a catene Trasportatori a nastro Trasportatori a piastre

Dettagli

Introduzione alla logistica industriale

Introduzione alla logistica industriale Introduzione alla logistica industriale Definizione di logistica La logistica nasce in ambito militare, con l obiettivo principale di ottimizzare il trasporto e il dislocamento delle truppe e dei materiali.

Dettagli

Università degli Studi di Trieste a.a. 2009-2010. Convogliatori. continuo sono anche definiti convogliatori. Sono qui compresi:

Università degli Studi di Trieste a.a. 2009-2010. Convogliatori. continuo sono anche definiti convogliatori. Sono qui compresi: Convogliatori I trasportatori di tipo fisso con moto spesso continuo sono anche definiti convogliatori. Sono qui compresi: trasportatori a rulli (motorizzati o non motorizzati); trasportatori a nastro;

Dettagli

Esse vengono definite "mezzi mobili" e possono essere raggruppate in due grandi categorie: trasportatori continui e trasportatori discontinui.

Esse vengono definite mezzi mobili e possono essere raggruppate in due grandi categorie: trasportatori continui e trasportatori discontinui. Mezzi di handling Tra le attrezzature che operano nel magazzino sono particolarmente importanti i mezzi che seguono il materiale (per lo meno con una parte) durante i suoi movimenti. Esse vengono definite

Dettagli

Utilizzazione superficiale

Utilizzazione superficiale Utilizzazione superficiale Si definisce modulo unitario il più piccolo elemento che, replicato, consente di ottenere l intera area di stoccaggio del magazzino. Per ciascuno dei tipi di magazzino visti

Dettagli

Dipartimento di Economia dell Università degli Studi di Parma Il magazzino

Dipartimento di Economia dell Università degli Studi di Parma Il magazzino dell Università degli Studi di Parma Il magazzino Gestione del magazzino La gestione operativa di un magazzino è strettamente legata al tipo di impianto ed alla sua organizzazione. Le principali attività

Dettagli

Le scaffalature di magazzino

Le scaffalature di magazzino Le scaffalature di magazzino Marzo 2005 I diritti di riproduzione, di memorizzazione elettronica e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo, compresi i microfilm e le copie fotostatiche sono

Dettagli

Sistemi di stoccaggio

Sistemi di stoccaggio Sistemi di stoccaggio I sistemi di stoccaggio possono richiedere o meno l impiego di attrezzature, con riflessi diretti sui costi per postazione. D altra parte al variare del sistema si ottengono risultati

Dettagli

STOCCAGGIO AUTOMATICO AUTOSTORE

STOCCAGGIO AUTOMATICO AUTOSTORE STOCCAGGIO AUTOMATICO I magazzini consentono lo stoccaggio automatico di unità di carico di ogni dimensione e peso. Le macchine sono progettate in diverse soluzioni per il massimo sfruttamento della volumetria

Dettagli

Logistica Industriale

Logistica Industriale AGENDA Mezzi di movimentazione e materials handling Sistemi di trasporto continuo e di smistamento Aree funzionali dei magazzini Parametri di prestazione dei sistemi di stoccaggio Panoramica dei sistemi

Dettagli

Asservimenti laser. Carico e scarico lamiere. Trasloelevatori lamiere. Trasloelevatori cassoni

Asservimenti laser. Carico e scarico lamiere. Trasloelevatori lamiere. Trasloelevatori cassoni Monofronte pag.6 Bifronte pag.8 Profili lunghi pag.10 Asservimenti laser pag.12 Carico e scarico lamiere pag.16 Trasloelevatori lamiere pag.18 Trasloelevatori cassoni pag.20 3 MOVIMENTARE IN SICUREZZA,

Dettagli

Fondamenti di Economia Aziendale ed Impiantistica Industriale

Fondamenti di Economia Aziendale ed Impiantistica Industriale Politecnico di Milano IV Facoltà di Ingegneria Fondamenti di Economia Aziendale ed Impiantistica Industriale Material Handling FEAII - Material Handling (I) SISTEMI DI MOVIMENTAZIONE E STOCCAGGIO INDICE

Dettagli

Prestazioni di un magazzino. Magazzini. 4. - Magazzini Schema a blocchi. per semilavorati interoperazionale. per materie prime terminale

Prestazioni di un magazzino. Magazzini. 4. - Magazzini Schema a blocchi. per semilavorati interoperazionale. per materie prime terminale LOGISTICA INDUSTRIALE 1 a.a. 2002/03 4. - Magazzini Schema a blocchi Un magazzino (grande/piccolo) può essere rappresentato da un sistema a blocchi 3 Magazzini per materie prime terminale per semilavorati

Dettagli

MEZZI LOGISTICI DI TRASPORTO

MEZZI LOGISTICI DI TRASPORTO MEZZI LOGISTICI DI TRASPORTO 2.1 Mezzi di trasporto interno di stabilimento Si intendono i mezzi di trasporto tra i vari impianti dello stabilimento ed anche interni agli impianti. Detti mezzi possono

Dettagli

MAGAZZINI COMPATTABILI

MAGAZZINI COMPATTABILI MAGAZZINI COMPATTABILI 1. Il funzionamento 25 ANNI DI ESPERIENZA Compatta Cargo. Lo spazio si fa compatto. +80% +40% Aumento della capacità di stoccaggio. Risparmio della superficie di magazzino. Un sistema

Dettagli

Presentazione della nuova filiale. e del nuovo magazzino di Padova

Presentazione della nuova filiale. e del nuovo magazzino di Padova Presentazione della nuova filiale e del nuovo magazzino di Padova 2006 Böhler Uddeholm Italia Spa 2 La nuova filiale di Padova, l idea, la realizzazione La nuova filiale Böhler di Padova è stata ubicata

Dettagli

Il trasporto dei SOLIDI

Il trasporto dei SOLIDI 1 Il trasporto dei SOLIDI 1. Generalità e classificazione degli apparecchi Nell industria chimica i materiali solidi, siano essi materie prime, o prodotti intermedi, o prodotti finiti, nel ciclo di lavorazione

Dettagli

UNITÀ DI MOVIMENTAZIONE

UNITÀ DI MOVIMENTAZIONE corso di Terminali per i Trasporti e la Logistica UNITÀ DI MOVIMENTAZIONE prof. ing. Umberto Crisalli crisalli@ing.uniroma2.it Introduzione Le (UM) che garantiscono lo spostamento delle Unità di Carico

Dettagli

Gestione dei Processi Logistico-Produttivi SISTEMI DI PICKING. Prof. Fabrizio Dallari. Ricercatore C-log Università C.

Gestione dei Processi Logistico-Produttivi SISTEMI DI PICKING. Prof. Fabrizio Dallari. Ricercatore C-log Università C. Gestione dei Processi Logistico-Produttivi SISTEMI DI PICKING Prof. Fabrizio Dallari Ricercatore C-log Università C. Cattaneo LIUC Centro di Ricerca sulla Logistica AGENDA Panoramica delle soluzioni di

Dettagli

Magazzini automatici serie AW

Magazzini automatici serie AW Magazzini automatici serie AW Una singola installazione può essere costituita da uno o più traslo elevatori. La larghezza della corsia centrale può essere realizzata con due diverse larghezze: la corsia

Dettagli

Picking. Contenuto della lezione

Picking. Contenuto della lezione Picking Contenuto della lezione Introduzione Picking manuale Picking automatizzato Conclusioni Politecnico di Torino Pagina 1 di 14 Obiettivi della lezione Panoramica sulle soluzioni impiantistiche di

Dettagli

m60-90 - 120 La risposta alle vostre esigenze di stoccaggio

m60-90 - 120 La risposta alle vostre esigenze di stoccaggio m60 90 120 La risposta alle vostre esigenze di stoccaggio m6090120 LA QUALITÀ, LA RAPIDITÀ, LA DURATA, LA Le scaffalature della serie M6090120 sono sistemi flessibili e versatili, capaci di rispondere

Dettagli

Trasportatori flessibili. Potenziate la vostra capacità di carico e scarico sfuso

Trasportatori flessibili. Potenziate la vostra capacità di carico e scarico sfuso Trasportatori flessibili Potenziate la vostra capacità di carico e scarico sfuso Maggiore efficienza nelle operazioni di carico e scarico sfuso da autoveicoli Quale una delle aziende leader nella produzione

Dettagli

LOGISTICA INTEGRATA E TECNOLOGIE PER LA LOGISTICA. 29/11/2011 Roma

LOGISTICA INTEGRATA E TECNOLOGIE PER LA LOGISTICA. 29/11/2011 Roma LOGISTICA INTEGRATA E TECNOLOGIE PER LA LOGISTICA 1 INDICE Cosa è la LOGISTICA Logistica d impresa Logistica interna : lo stoccaggio Lo stoccaggio e la movimentazione A cosa servono i magazzini : funzioni

Dettagli

linea d imballo pacchi lamiera

linea d imballo pacchi lamiera linea d imballo pacchi lamiera linea di imballo per pacchi di lamiera mediante filmatura completamente automatica Nuovo metodo d imballo Pesmel ad elevata capacità produttiva La linea d imballaggio è stata

Dettagli

STUDIO DI UNO STABILIMENTO PER LO STAMPAGGIO AD INIEZIONE DI COMPONENTI IN PLASTICA

STUDIO DI UNO STABILIMENTO PER LO STAMPAGGIO AD INIEZIONE DI COMPONENTI IN PLASTICA STUDIO DI UNO STABILIMENTO PER LO STAMPAGGIO AD INIEZIONE DI COMPONENTI IN PLASTICA INTRODUZIONE Si richiede lo studio di massima di uno stabilimento per lo stampaggio ad iniezione di prodotti in materiali

Dettagli

Trasportatori a nastro

Trasportatori a nastro Trasportatori a nastro Realizzano un trasporto di tipo continuo, in orizzontale o in pendenza, di materiali alla rinfusa e di carichi concentrati leggeri. incastellatura di sostegno Trasporti interni 1

Dettagli

2.1 La logistica integrata ed il sistema CIM 10

2.1 La logistica integrata ed il sistema CIM 10 Indice Prefazione alla 2 edizione Prefazione alla 1 edizione CAPITOLO 1 - GENERALITÀ 1.1 Definizione della funzione logistica 2 1.1.1 Integrazione ed automazione logistica 2 1.1.2 Flessibilità come risposta

Dettagli

I SISTEMI DI MATERIALS HANDLING PER LA MOVIMENTAZIONE E LO STOCCAGGIO

I SISTEMI DI MATERIALS HANDLING PER LA MOVIMENTAZIONE E LO STOCCAGGIO Corso di Logistica Industriale Facoltà di Ingegneria I SISTEMI DI MATERIALS HANDLING PER LA MOVIMENTAZIONE E LO STOCCAGGIO Prof. Fabrizio Dallari Direttore C-log Università C. Cattaneo LIUC Centro di Ricerca

Dettagli

SPECIALISTI NELLA LOGISTICA DeI PRODOTTI PER LA STERILIZZAZIONE SCAFFALATURA NORM 5 / MEDIDUL

SPECIALISTI NELLA LOGISTICA DeI PRODOTTI PER LA STERILIZZAZIONE SCAFFALATURA NORM 5 / MEDIDUL SPECIALISTI NELLA LOGISTICA DeI PRODOTTI PER LA STERILIZZAZIONE SCAFFALATURA NORM 5 / MEDIDUL Stoccaggio igienico senza problemi con la scaffalatura Norm 5, Marchio HUPFER! Le estremità delle piantane

Dettagli

LA PROGETTAZIONE DEL MAGAZZINO

LA PROGETTAZIONE DEL MAGAZZINO Corso di Gestione dei Processi Logistico Produttivi Facoltà di Ingegneria LA PROGETTAZIONE DEL MAGAZZINO Ing. Alessandro Creazza Ricercatore C-log Università C. Cattaneo LIUC Centro di Ricerca sulla Logistica

Dettagli

Convogliatori a catena, tapparella, nastro e rulli

Convogliatori a catena, tapparella, nastro e rulli Convogliatori a catena, tapparella, nastro e rulli Sistemi di trasferimento e convogliamento Introduzione e caratteristiche tecniche 5 Convogliatore continuo 6 Esempi di trasporto 7 Componenti 8 Accessori

Dettagli

CRITERI DI PROGETTAZIONE DEL MAGAZZINO

CRITERI DI PROGETTAZIONE DEL MAGAZZINO Criteri di Progettazione Del Magazzino Nozioni di base CRITERI DI PROGETTAZIONE DEL MAGAZZINO Impiegare le unità di carico più adatte Utilizzare lo spazio nel modo migliore (soppalchi, larghezza e numero

Dettagli

Sistemi di Material Handling

Sistemi di Material Handling Sistemi di Material Handling Affidabilità, manutenibilità, disponibilità e flessibilità: sono questi i principali fattori determinanti che portano alla scelta di un sistema di movimentazione CASSIOLI.

Dettagli

SISTEMI DI STOCCAGGIO

SISTEMI DI STOCCAGGIO SISTEMI DI STOCCAGGIO una sola apertura di accesso alle corsie dimensionata in relazione al mezzo di movimentazione elevata saturazione superficiale e volumetrica prodotti a bassa movimentazione elevati

Dettagli

Trasporti meccanici mobili

Trasporti meccanici mobili Trasporti interni Convogliatori aerei a catena monorotaia birotaia Convogliatori a carrelli convogliatori a catena a pavimento convogliatori con catena aerea convogliatori con catena sotto piano pavimento

Dettagli

MOTORIDUTTORE TAMBURO A CON INGRANAGGI B TRASVERSALE IN BAGNO D OLIO ALL ASTA DI FISSAGGIO

MOTORIDUTTORE TAMBURO A CON INGRANAGGI B TRASVERSALE IN BAGNO D OLIO ALL ASTA DI FISSAGGIO ELEVAZIONE A B D C E MOTORIDUTTORE A CON INGRANAGGI IN BAGNO D OLIO Il gruppo motoriduttore è realizzato con ingranaggi d acciaio a dentatura elicoidale in bagno d olio. La dentatura elicoidale permette

Dettagli

IT version. C a t a l o g o. made in Italy

IT version. C a t a l o g o. made in Italy IT version C a t a l o g o made in Italy 1 Space Solutions La scaffalatura compattabile è il sistema di archiviazione su basi mobili più conveniente per ottimizzare la resa degli spazi a disposizione.

Dettagli

CATALOGO GENERALE CARRELLI E CONTENITORI METALLICI PER L INDUSTRIA

CATALOGO GENERALE CARRELLI E CONTENITORI METALLICI PER L INDUSTRIA CATALOGO GENERALE CARRELLI E CONTENITORI METALLICI PER L INDUSTRIA 2007 CARRELLI E CONTENITORI METALLICI PER L INDUSTRIA PRODUZIONE DI STRUTTURE IN FERRO ACCIAIO INOX E ALLUMINIO Locarno Alessandro & C.

Dettagli

Il Carroponte 1 il carroponte

Il Carroponte 1 il carroponte Il Carroponte Il Carroponte è uno strumento portentoso, ma che deve essere utilizzato con la massima prudenza. In commercio ne esistono di vari tipi, anche se alcuni elementi sono comuni fra molti modelli.

Dettagli

CARRELLI ELEVATORI TRILATERALI

CARRELLI ELEVATORI TRILATERALI CARRELLI ELEVATORI TRILATERALI Uomo a terra Uomo a bordo (carrello combinato) FEAII - Material Handling (I) -1- CARRELLI ELEVATORI TRILATERALI (vista dall alto) guide a terra FEAII - Material Handling

Dettagli

LPRE1405-8A LINEA DI IMBALLAGGIO AUTOMATICO CON CARTONE A MODULO CONTINUO. Oggetto: BOX DOCCIA. PRODOTTO DA IMBALLARE: DIMENSIONI PRODOTTO:

LPRE1405-8A LINEA DI IMBALLAGGIO AUTOMATICO CON CARTONE A MODULO CONTINUO. Oggetto: BOX DOCCIA. PRODOTTO DA IMBALLARE: DIMENSIONI PRODOTTO: Oggetto: LPRE1405-8A LINEA DI IMBALLAGGIO AUTOMATICO CON CARTONE A MODULO CONTINUO. PRODOTTO DA IMBALLARE: BOX DOCCIA. DIMENSIONI PRODOTTO: LUNGHEZZA (X) MIN. 800 MM MAX. 2200 MM LARGHEZZA (Y) MIN. 240

Dettagli

Università di Pisa - Polo della Logistica di Livorno Corso di Laurea in Economia e Legislazione dei Sistemi Logistici. Anno Accademico: 2012/13

Università di Pisa - Polo della Logistica di Livorno Corso di Laurea in Economia e Legislazione dei Sistemi Logistici. Anno Accademico: 2012/13 Università di Pisa - Polo della Logistica di Livorno Corso di Laurea in Economia e Legislazione dei Sistemi Logistici Anno Accademico: 2012/13 CORSO DI SISTEMI DI MOVIMENTAZIONE E STOCCAGGIO Docente: Marino

Dettagli

in sintesi I magazzini automatici

in sintesi I magazzini automatici in sintesi I magazzini automatici SAPPIAMO SFID ARE LO SPAZIO Magazzini automatici per pallet e cassoni I magazzini automatici per pallet e cassoni sono asserviti da trasloelevatori, con telaio monocolonna

Dettagli

Modello Apiel. Mettifoglio ACRAB-T. Mettifoglio ACRAB-CT/ST. Mettifoglio ACRAB-T. Mettifoglio ACRAB-CT/ST. Mettifoglio MC 3200

Modello Apiel. Mettifoglio ACRAB-T. Mettifoglio ACRAB-CT/ST. Mettifoglio ACRAB-T. Mettifoglio ACRAB-CT/ST. Mettifoglio MC 3200 METTIFOGLIO AUTOMATICI Apiel produce mettifoglio automatici per fogli e pannelli in carta, plastica e metallo. I modelli che proponiamo sono 6 e trovano applicazione nell'alimentazione di plotter da taglio

Dettagli

linea d imballo sottobobine

linea d imballo sottobobine linea d imballo sottobobine linea pesmel di imballaggio per sottobobine completamente automatica nuovo metodo d imballaggio di precisione ad elevata capacità la linea di imballaggio per sottobobine è stata

Dettagli

CONTENITORI PLASTICA CONTENITORI PLASTICA

CONTENITORI PLASTICA CONTENITORI PLASTICA CONTENITORI PLASTICA Contenitori in plastica, realizzati con materiali di prima qualità che garantiscono solidità a pieno carico. Sono costituiti da cassette e pratici box di varie tipologie e dimensioni

Dettagli

linea d imballo coils

linea d imballo coils linea d imballo coils linea di imballo coils Pesmel: leader mondiale nelle soluzioni di imballaggio dei coils completamente automatiche La linea d imballo coils della Pesmel è una soluzione per l imballo

Dettagli

VOLUMEDIA. Via Roma, 21 20090 SEGRATE (Milano) Italy

VOLUMEDIA. Via Roma, 21 20090 SEGRATE (Milano) Italy VOLUMEDIA By Via Roma, 21 20090 SEGRATE (Milano) Italy CARATTERISTICHE GENERALI I sistemi tradizionali di magazzinaggio ed archiviazione con scaffalature statiche, per consentire l accesso ai materiali

Dettagli

Gli efficienti. Carrelli elevatori. per picking. Portata da 0,5 a 12 t. Carrello elevatore multidirezionale elettrico per picking

Gli efficienti. Carrelli elevatori. per picking. Portata da 0,5 a 12 t. Carrello elevatore multidirezionale elettrico per picking Gli efficienti Portata da 0,5 a 12 t Carrello elevatore multidirezionale elettrico per picking Carrello elevatore multidirezionale con piattaforma rimovibile per picking Carrello elevatore multidirezionale

Dettagli

Gruppo Tecnico Movimentazione Manuale Carichi nei Caseifici del Parmigiano-Reggiano / giugno 2004

Gruppo Tecnico Movimentazione Manuale Carichi nei Caseifici del Parmigiano-Reggiano / giugno 2004 Scheda 4 - D) MATURAZIONE SALATOIO CAMERA CALDA PROBLEMA 1) TRAINO/SPINTA DEGLI SPERSOLI SU RUOTE O DEL CARRELLO DELLE FORME COMMENTO: la modalità, ormai, maggiormente in uso è quella degli spersoli su

Dettagli

Macchine semplici. Vantaggi maggiori si ottengono col verricello differenziale (punto 5.5.) e col paranco differenziale (punto 5.6).

Macchine semplici. Vantaggi maggiori si ottengono col verricello differenziale (punto 5.5.) e col paranco differenziale (punto 5.6). Macchine semplici Premessa Lo studio delle macchine semplici si può considerare come una fase propedeutica allo studio delle macchine composte, poiché il comportamento di molti degli organi che compongono

Dettagli

PALLETTIZZAZATORI CARTESIANI APERTI

PALLETTIZZAZATORI CARTESIANI APERTI PALLETTIZZAZATORI CARTESIANI APERTI Il pallettizzatore cartesiano aperto è un robot cartesiano serie CC a 3/4 assi con un asse a terra che può arrivare a 10 metri di corsa, per pallettizzare fino a 7 posti

Dettagli

Prevenzione delle cadute dall alto INCONTRI DI IN FORMAZIONE 28 Settembre 2012 _MANTOVA_ LAVORI IN QUOTA. A cura di Pier Luigi Ghisi

Prevenzione delle cadute dall alto INCONTRI DI IN FORMAZIONE 28 Settembre 2012 _MANTOVA_ LAVORI IN QUOTA. A cura di Pier Luigi Ghisi Prevenzione delle cadute dall alto INCONTRI DI IN FORMAZIONE 28 Settembre 2012 _MANTOVA_ LAVORI IN QUOTA A cura di Pier Luigi Ghisi OBIETTIVO PRINCIPALE Descrivere l approccio che è stato utilizzato nella

Dettagli

LA MOVIMENTAZIONE E LO STOCCAGGIO DEI MATERIALI

LA MOVIMENTAZIONE E LO STOCCAGGIO DEI MATERIALI LA MOVIMENTAZIONE E LO STOCCAGGIO DEI MATERIALI a cura di Marialuisa Diodato SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE V IA A LBERTONI, 15-40138 BOLOGNA! 051.63.61.371-FAX 051.63.61.358 E-mail: spp@aosp.bo.it

Dettagli

tecom automazioni per l industria. Movimentazione interna.

tecom automazioni per l industria. Movimentazione interna. ALIMENTATORE A 5 VIE PER INCARTATRICE GELATI Ogni via è composta da: N 1 trasportatore a nastro con larghezza di mm 55 e lungo mm 2550 con tratto finale basculante azionato da microcilindro pneumatico

Dettagli

Direttive di assemblaggio System PFS

Direttive di assemblaggio System PFS Direttive di assemblaggio System PFS INDICE 1. INDICAZIONI GENARALI 3 2. PROFILI METALLICI DI RINFORZO 9 3. SISTEMI DI DRENAGGIO 19 4. GIUNZIONE MECCANICA DELLA TRAVERSA 31 5. LAVORAZIONI ELEMENTI COMPLEMENTARI

Dettagli

Il magazzino automatico CARTESIO per contenitori in plastica presenta un elevata densità di stoccaggio a fronte di una contenuta occupazione

Il magazzino automatico CARTESIO per contenitori in plastica presenta un elevata densità di stoccaggio a fronte di una contenuta occupazione MAGAZZINI VERTICALI Il magazzino automatico CARTESIO per contenitori in plastica presenta un elevata densità di stoccaggio a fronte di una contenuta occupazione superficiale. Il sistema è dedicato all

Dettagli

PRODUZIONE LA TECNOLOGIA PER L INDUSTRIA CERAMICA

PRODUZIONE LA TECNOLOGIA PER L INDUSTRIA CERAMICA PRODUZIONE LA TECNOLOGIA PER L INDUSTRIA CERAMICA Nuova Era nasce a Scandiano alla metà degli anni ottanta ed in breve tempo si afferma sui mercati nazionali ed esteri come azienda leader nel campo delle

Dettagli

Centri di lavorazione meccanica. Il centro di lavoro Gli elementi secondari Gli utensili Il mandrino. Il centro di lavoro

Centri di lavorazione meccanica. Il centro di lavoro Gli elementi secondari Gli utensili Il mandrino. Il centro di lavoro Centri di lavorazione meccanica Il centro di lavoro Gli elementi secondari Gli utensili Il mandrino Il centro di lavoro Il centro di lavoro Il centro di lavoro è una macchina utensile dotata di controllo

Dettagli

LA VIA DELLE RINFUSE

LA VIA DELLE RINFUSE LA VIA DELLE RINFUSE Il nuovo impianto di movimentazione del carbone della Terminal Rinfuse Genova, operativo dal novembre scorso, insieme con quelli di scarico del carbone e di carico dei clincher realizzati

Dettagli

RC 40 Dati tecnici. Carrello elevatore Diesel e GPL. RC 40-16 RC 40-18 RC 40-20 RC 40-25 RC 40-30

RC 40 Dati tecnici. Carrello elevatore Diesel e GPL. RC 40-16 RC 40-18 RC 40-20 RC 40-25 RC 40-30 @ RC 40 Dati tecnici. Carrello elevatore Diesel e GPL. RC 40-16 RC 40-18 RC 40-20 RC 40-25 RC 40-30 2 RC 40 Dati tecnici. 3 Questa scheda tecnica indica soltanto i valori tecnici del carrello elevatore

Dettagli

L ORGANIZZAZIONE BENETTON

L ORGANIZZAZIONE BENETTON AZIENDE BENETTON L ORGANIZZAZIONE BENETTON La politica di sviluppo del gruppo tessile italiano mostra come l attenzione costante all innovazione e alla flessibilità dei processi di produzione e distribuzione

Dettagli

C o m p o n e n t i By

C o m p o n e n t i By C o m p o n e n t i BASI E SISTEMA DI SCORRIMENTO La base dell impianto è costituita da una coppia di longheroni con una sezione da 120 mm con spessori di 20/10 e 30/10 in lamiera zincata, sui quali vengono

Dettagli

P I A T T A F O R M E E L E V A T R I C I

P I A T T A F O R M E E L E V A T R I C I BAIE DI CARICO PORTE RAPIDE PIATTAFORME ELEVATRICI SIGILLANTI DI CARICO PORTONI SEZIONALI COMPL. IND. ALIMENTARE P I A T T A F O R M E E L E V A T R I C I PIATTAFORME ELEVATRICI Le piattaforme elevatrici

Dettagli

TECNICA DELLA CIRCOLAZIONE

TECNICA DELLA CIRCOLAZIONE 1 INFRASTRUTTURE FERROVIARIE TECNICA DELLA CIRCOLAZIONE A.A. 2008-09 2 DISTANZIAMENTO DEI TRENI Criteri di sicurezza La tecnica della marcia guida vincolata si basa sul vincolo, imposto dalla via per la

Dettagli

Dall ufficio ordini alle spedizioni: Ecco come automatizzare il magazzino grazie allo Scada.

Dall ufficio ordini alle spedizioni: Ecco come automatizzare il magazzino grazie allo Scada. Dall ufficio ordini alle spedizioni: Ecco come automatizzare il magazzino grazie allo Scada. Il sistema di movimentazione e immagazzinamento pezzi della Rik-Fer di Pordenone è stato automatizzato da Co.Mar

Dettagli

Whitepaper Trasporto verticale in altezza Confronto tra i sistemi di trasporto verticale

Whitepaper Trasporto verticale in altezza Confronto tra i sistemi di trasporto verticale Whitepaper Trasporto verticale in altezza Confronto tra i sistemi di trasporto verticale Esistono molte diverse modalità di trasporto in alto o in basso dei prodotti. La tecnica più adatta dipende dall

Dettagli

Il centro di lavoro. Centri di lavorazione meccanica. Il centro di lavoro. Macchina utensile

Il centro di lavoro. Centri di lavorazione meccanica. Il centro di lavoro. Macchina utensile Centri di lavorazione meccanica Il centro di lavoro Gli elementi secondari Gli utensili Il mandrino Il centro di lavoro Il centro di lavoro è una macchina utensile dotata di controllo numerico in grado

Dettagli

Xylon ITA - da 052 a 057:Layout 1 5-09-2007 10:12 Pagina 52 LOGISTICA

Xylon ITA - da 052 a 057:Layout 1 5-09-2007 10:12 Pagina 52 LOGISTICA Xylon ITA - da 052 a 057:Layout 1 5-09-2007 10:12 Pagina 52 Un magazzino automatico per incrementare la produttività La Stosa Cucine di Radicofani, in provincia di Siena, ha sperimentato quanto un magazzino

Dettagli

Realizzazione di strutture per l archiviazione di volumi e riviste nel seminterrato della

Realizzazione di strutture per l archiviazione di volumi e riviste nel seminterrato della Realizzazione di strutture per l archiviazione di volumi e riviste nel seminterrato della Biblioteca Nazionale a Firenze in via Magliabechi. Descrizione dell intervento Il progetto è finalizzato alla realizzazione

Dettagli

TECNOLOGIA MECCANICA LE MACCHINE UTENSILI A CNC I Centri di Lavoro

TECNOLOGIA MECCANICA LE MACCHINE UTENSILI A CNC I Centri di Lavoro LE MACCHINE UTENSILI A CNC I Centri di Lavoro Centro per l Automazione e la Meccanica Via Rainusso 138/N 41100 Modena INDICE 1 Fresatrici, Alesatrici e Centri di Lavoro pag. 2 1.1 Generalità 2 1.2 Struttura

Dettagli

CASSETTE E CONTENITORI SERIE STORAGE

CASSETTE E CONTENITORI SERIE STORAGE O LO SPAZIO EDUCHIAM CASSETTE E CONTENITORI SERIE STORAGE PER TUTTI GLI IMPIEGHI DISPONIBILI FINO A 5 COLORI ROBUSTI E AFFIDABILI NEL TEMPO ADATTI PER IL TRASPORTO E L IMMAGAZZINAMENTO A RICHIESTA FORNIBILI

Dettagli

MANUALE PER L IMBALLO DELLE SPEDIZIONI

MANUALE PER L IMBALLO DELLE SPEDIZIONI MANUALE PER L IMBALLO DELLE SPEDIZIONI NORME GENERALI L imballaggio deve essere sufficientemente ROBUSTO. Il materiale utilizzato per l imballaggio deve essere scelto in base al tipo di merce che deve

Dettagli

K-FLEX AL CLAD SYSTEM

K-FLEX AL CLAD SYSTEM K - F L E X I N S U L A T I O N S Y S T E M S INDOOR UV / OUTDOOR RESISTANT SISTEMA IN CL. 1 SISTEMA DI GESTIONE QUALITÀ UNI EN ISO 9001:2000 CERTIFICATO DA CERTIQUALITY L ISOLANTE K-FLEX UNA NUOVA LAMINA

Dettagli

ROBOT CARTESIANI. Abbiamo 15 modelli di robot cartesiani che possono essere forniti in 4 tipologie diverse:

ROBOT CARTESIANI. Abbiamo 15 modelli di robot cartesiani che possono essere forniti in 4 tipologie diverse: ROBOT CARTESIANI Apiel realizza un ampia gamma di robot cartesiani da 2 a 6 assi per la movimentazione di oggetti con massa variabile da 2Kg fino a 180Kg con aree operative che arrivano a 20 metri quadri

Dettagli

Movimentazione Air Containers

Movimentazione Air Containers Movimentazione Air Containers Sistemi per la movimentazione dei cargo Air Containers FBA srl Pagina 1 Via dell industria, 10 27020 Torre D Isola Pavia (Italy) Tel. +39.0382.930299 / +39.0382.1855312 -

Dettagli

Lo stoccaggio dei materiali può avvenire sia a terra si su apposite attrezzature: gli scaffali.

Lo stoccaggio dei materiali può avvenire sia a terra si su apposite attrezzature: gli scaffali. Mezzi di warehousing Le attrezzature per lo stoccaggio comprendono tutti i mezzi che non possono seguire il materiale durante i suoi movimenti. Si tratta quindi di "mezzi fissi", cioè di attrezzature facenti

Dettagli

Cassette e contenitori di plastica

Cassette e contenitori di plastica Cassette e contenitori di plastica Le cassette e i contenitori di plastica di Mecalux rappresentano la soluzione ottimale per lo stoccaggio e la classificazione di materiali di piccole dimensioni. Sono

Dettagli

FRESATRICI CLASSIFICAZIONE DELLE FRESATRICI

FRESATRICI CLASSIFICAZIONE DELLE FRESATRICI FRESATRC CLASSFCAZONE DELLE FRESATRC Le fresatrici si distinguono principalmente per la disposizione dell albero portafresa e per le possibilità di movimento della tavola portapezzo. Si classificano in

Dettagli

Ing. Diana Rossi 1. 2. INTRODUZIONE alla LOGISTICA ESECUTIVA LOGISTICA INDUSTRIALE. Dichiarazione di copyright. Gli ambiti applicativi della logistica

Ing. Diana Rossi 1. 2. INTRODUZIONE alla LOGISTICA ESECUTIVA LOGISTICA INDUSTRIALE. Dichiarazione di copyright. Gli ambiti applicativi della logistica LOGISTICA INDUSTRIALE 2. INTRODUZIONE alla LOGISTICA ESECUTIVA Ing. Diana Rossi Università i degli Studi di Brescia D. Rossi - 1 Dichiarazione di copyright Il presente documento è stato steso a cura di

Dettagli

ALL. 1 SPECIFICHE TECNICHE

ALL. 1 SPECIFICHE TECNICHE COMUNE DI PADOVA Settore Servizi Istituzionali e Affari Generali PROGETTO DI UN IMPIANTO DI ARMADI COMPATTABILI PER IL NUOVO ARCHIVIO GENERALE - COMPLESSO SARPI ALL. 1 SPECIFICHE TECNICHE IL CAPO SETTORE

Dettagli

29 Circuiti oleodinamici fondamentali

29 Circuiti oleodinamici fondamentali 29 Circuiti oleodinamici fondamentali Fig. 1. Circuito oleodinamico: (1) motore elettrico; (2) pompa; (3) serbatoio; (4) filtro; (5) tubazione di mandata; (6) distributore; (7) cilindro; (8) tubazione

Dettagli

Dati tecnici RX 60. Carrello elevatore elettrico. RX 60-16 RX 60-18 RX 60-20

Dati tecnici RX 60. Carrello elevatore elettrico. RX 60-16 RX 60-18 RX 60-20 @ Dati tecnici RX 60. Carrello elevatore elettrico. RX 60-16 RX 60-18 RX 60-20 2 Dati tecnici RX 60. Questa scheda tecnica indica soltanto i valori tecnici del carrello elevatore standard secondo la norma

Dettagli

PALLETTIZZAZATORI E FINE LINEA

PALLETTIZZAZATORI E FINE LINEA PALLETTIZZAZATORI E FINE LINEA Apiel produce pallettizzatori cartesiani per soddisfare le più svariate esigenze della clientela. Abbiamo 13 modelli base che possiamo realizzare con caratteristiche diverse

Dettagli

PIATTAFORME ELETTROIDRAULICHE MARCOLIFT

PIATTAFORME ELETTROIDRAULICHE MARCOLIFT PIATTAFORME ELETTROIDRAULICHE MARCOLIFT visitate il sito www.carmet-leini.it Per sollevare, abbassare, posizionare, tenere a livello costante, con assoluta sicurezza qualsiasi prodotto. Vengono impiegate

Dettagli

Solleviamo il Vostro Lavoro

Solleviamo il Vostro Lavoro ITALIANO_2013 noastuo.com Solleviamo il Vostro Lavoro Officina FAEDO srl Via Arzignano, 10/16 36072 Chiampo (VI) - Italy Tel. +39.0444.62.31.44 / 62.35.00 / 42.72.66 Fax +39.0444.42.65.82 e-mail: faedogru@interplanet.it

Dettagli

I fabbricati industriali

I fabbricati industriali I fabbricati industriali Fabbricati industriali 1 Generalità La scelta di un tipo di fabbricato è determinata dal plant layout, ossia dalla sistemazione dei macchinari, dei reparti dei servizi e quant

Dettagli

MANUALE D USO, MANUTENZIONE E CONTROLLO BRACHE IN CATENA Normativa di Rif. D.Lgs 17/2010, D.M. 2006/42/CE

MANUALE D USO, MANUTENZIONE E CONTROLLO BRACHE IN CATENA Normativa di Rif. D.Lgs 17/2010, D.M. 2006/42/CE REQUISITI DI SICUREZZA Generalità Le istruzioni d uso e manutenzione devono essere fornite dal fabbricante/fornitore per un uso corretto dell attrezzatura in termini di sicurezza e durata dello stesso.

Dettagli

Parallele Presentazione

Parallele Presentazione 8 Parallele e Scale Presentazione 251 Linea Plus 253 Linea Standard 254 Carrello per parallele 255 Percorsi componibili 256 Scale per riabilitazione 258 Combinazioni Linea Plus 260 Combinazioni Linea Standard

Dettagli