RESPONS.In.City - Methodology

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1 RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare attivamente alle scelte della politica, specie quando queste riguardano aspetti legati all amministrazione del territorio, è una richiesta che sempre più spesso i cittadini rivolgono ai loro amministratori; pertanto la partecipazione rappresenta una delle questioni su cui la politica, in questi anni, si sta interrogando, producendo in alcune occasioni anche percorsi empirici volti alla sua realizzazione. In tali percorsi la partecipazione è stata assunta in qualità di obiettivo ultimo dell intervento; in altre parole gli interventi attuati ad oggi si sono occupati principalmente di offrire spazi di libera espressione ai cittadini, tralasciando tuttavia aspetti relativi al come rendere la popolazione parte integrante del processo innescato e, soprattutto, di come strutturare questi spazi di espressione al fine di poter ottenere un risultato realmente utile all amministrazione nell indirizzare le proprie scelte gestionali. Infatti il cittadino che partecipa si presenta in questi spazi di espressione portando le proprie richieste o una sua virtuale lista dei desideri che pone all attenzione della giunta; stesso discorso vale per comitati o comunque per gruppi di cittadini più o meno organizzati rispetto a una necessità comune. L amministrazione alla fine di tali percorsi si trova pertanto di fronte a una serie di proposte di intervento, spesso strutturate e talvolta già raccolte e valutate in occasioni precedenti su istanza di aggregazioni di cittadini, su cui non potrà far altro che esprimersi in termini favorevoli o contrari; cosa questa che mette in condizione l amministrazione di doverne bocciare, senza appello, alcune, creando potenzialmente scontento tra coloro che le hanno promosse investendo il loro tempo nel progetto di partecipazione. Inoltre, i percorsi di partecipazione che assumono come fine ultimo la partecipazione stessa, non sono in condizione di fornire agli amministratori alcun indicatore o strumento utile a valutare su quali delle proposte emerse eventualmente investire, anche in termini economici. A fronte delle criticità che i percorsi di partecipazione hanno mostrato di incontrare sia a livello internazionale che nazionale, l Università degli Studi di Padova ha messo a punto e sperimentato una Metodologia denominata

2 Respons.In.City ( The Methodology of a Responsible Citizenship Promotion ), la Metodologia di promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa, che va a riconfigurare il ruolo della partecipazione, partendo da presupposti di carattere scientifico che permettono di inquadrare la partecipazione non tanto come scopo finale di un progetto, ma come strategia atta al perseguimento di un obiettivo terzo rispetto ai cittadini e all amministrazione: promuovere la cittadinanza intesa come assunzione di responsabilità condivisa rispetto alla gestione della comunità di appartenenza. La partecipazione assume pertanto la connotazione di una delle occasioni strutturate per sperimentare e diffondere un ruolo nuovo per il cittadino, un ruolo che parte dall assunzione di responsabilità personale e condivisa nella gestione del territorio in cui da cittadino l individuo vive. In questo senso il percorso partecipativo porta non solo spazi di espressione per la cittadinanza, ma anche occasioni di formazione per i cittadini a una partecipazione sempre più capillare e operativa, oltre che propositiva, che possa essere di effettivo ausilio all amministratore nella gestione del territorio. 2 La metodologia Respons.In.City, che di seguito viene illustrata nei suoi presupposti teorico-metodologici e nelle linee strategiche di realizzazione, fissando un obiettivo generale misurabile è anche nella condizione di fornire degli indicatori all amministratore per guidarlo rispetto a quali delle proposte emerse realizzare; offrendogli un anticipazione di quanto una certa proposta piuttosto che un'altra sarà in grado, se realizzata, di promuovere il ruolo di cittadino attivo e responsabile; guidando in questo modo l amministratore rispetto a come investire le risorse che il territorio mette a disposizione. Presupposti teorico-metodologici Il presente progetto si fonda sui pilastri di carattere teorico e metodologico che verranno di seguito brevemente illustrati. PRESUPPOSTI TEORICO-METODOLOGICI: 1. Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa Alla base di questa nuova configurazione di cittadinanza, il ruolo di cittadino viene esercitato attraverso un azione responsabile delle persone nei confronti della Comunità (ovvero una azione che anticipi le conseguenze della stessa rispetto alla comunità) e rispetto alle quali la Comunità stessa deve investire attraverso l educazione, per favorirne la partecipazione attiva e democratica (ecco che la promozione della partecipazione assume il ruolo di una delle strategie da attuare e non il fine ultimo). L assunto di base è che il dialogo rappresenta lo strumento unico nella generazione

3 di quelle realtà che si strutturano in ambito sociale\culturale. La somma dei discorsi praticati in un certo momento T da coloro che vivono un certo territorio rispetto al ruolo del cittadino offre la configurazione che il territorio stesso pratica rispetto a tale ruolo. Una configurazione dialogica contempla poi specifiche e peculiari ricadute pragmatiche, ad esempio se la configurazione di cittadino come parte attiva nel mantenimento del decoro urbano, inteso come pulizia delle strade, fosse pregnante nei discorsi del territorio potremmo anticipare che la maggioranza degli abitanti starebbe ben attenta a non sporcare i marciapiedi con cartacce o altri rifiuti, oppure se agli anziani fosse attribuita la legittimità di operare per il bene della comunità e gli anziani stessi configurassero il loro ruolo da cittadino responsabile potremmo anticipare che la maggior parte degli anziani presterebbe la propria opera per le esigenze della comunità, li vedremmo quindi in strada ad accompagnare i bambini delle scuole o a partecipare ad altri servizi pubblici. 3 In questa cornice quando si parla di comunità non si fa riferimento all insieme degli individui che abitano il territorio, ma a tutti gli snodi dialogici presenti sul territorio, dove per SNODI DIALOGICI si intendono quegli spazi interattivi, più o meno strutturati a livello formale, dove si sviluppa il dialogo rispetto alla comunità. Rappresentano un esempio di snodi dialogici: le aggregazioni di cittadini che condividono luoghi di incontro e interesse (piazze, locali, negozi, quartieri, giardini pubblici, centri sportivi etc), le famiglie, le associazioni\organizzazioni del territorio (religiose, etniche, corporative etc), i luoghi di formazione (scuole, asili, agenzie di formazione etc), i ruoli e le strutture deputate alla gestione e al controllo del territorio (ruoli e uffici ammnistrativi, agenzie di controllo del territorio ecc ). In tale ottica si evince come la promozione di una definizione dialogica del ruolo di cittadino in linea con le esigenze del territorio possa essere assunta come obiettivo ultimo di un processo di intervento sulla comunità. PRESUPPOSTI TEORICO-METODOLOGICI: 2. La misurazione del Peso dialogico della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa Dato che si assume che il dialogo sia il punto di partenza per la definizione dello statuto epistemico dell oggetto di indagine la scienza che si propone in questa sede come riferimento adeguato a tale statuto, è la SCIENZA DIALOGICA, scienza che ha come campo di applicazione le configurazioni discorsive, ovvero l uso delle unità simboliche che compongono il linguaggio ordinario. La scienza dialogica si pone come scienza che formalizza l uso del linguaggio ordinario, così come la chimica è la scienza che formalizza l energia nell unità teorica atomo, cioè un puro processo nell alveo dei paradigmi interazionistici (Turchi, 2007; 2009; 2010; 2011; 2012). Ora, dato che la Metodologia Respons.In.City si colloca entro l alveo della Scienza Dialogica, la formalizzazione dell uso del linguaggio offre la possibilità di attestare il peso dialogico delle configurazioni discorsive, in cui il primo è inteso come la misura dell assetto di una comunità (leggi configurazione discorsiva) ad un tempo definito; questo si rileva attraverso le produzioni discorsive dei componenti della comunità oggetto della rilevazione stessa. In tal modo diviene possibile monitorare l andamento dell intervento (leggi sviluppo/evoluzione) della comunità, sia valutare

4 l efficacia trasformativa delle progettazioni che caratterizzano (o che possono caratterizzare) le politiche sociali che si intraprendono verso la comunità medesima. Tali misurazioni fondano le basi sull attribuzione del peso dialogico ai modi d uso di impiegare il linguaggio che, nell ambito della Scienza Dialogica, sono organizzati in una TAVOLA PERIODICA SEMI-RADIALE DEI REPERTORI DISCORSIVI, che offre tutte le combinazioni possibili della materia (leggi linguaggio); la disponibilità di indicatori discorsivi numerici consentono di pervenire alla misura del PESO DIALOGICO degli assetti di comunità come responsabilità condivisa secondo tre prospettive temporali tra loro differenti: post hoc (al termine di un intervento/ progetto), in anticipazione (prima della realizzazione di un intervento/ progetto per anticiparne il grado di generatività) oppure in itinere (nello sviluppo dei un intervento/ progetto per disporre di misure dell andamento). 4 Ne consegue, pertanto, che avvalendosi di indicatori di tipo dialogico è possibile: - VALUTARE L EFFICACIA DELL INTERVENTO quindi quanto dell obiettivo di un progetto si è stati in grado raggiungere in termini di assetto di comunità: in ogni momento T è possibile misurare il peso dialogico della comunità per rilevare in quale grado si sia modificata o meno la responsabilità condivisa. La misurazione mette nella condizione di valutare quanto le azioni di promozione della partecipazione del cittadino abbiano innescato o meno processi di assunzione della responsabilità nella gestione del bene comune, a fronte del ruolo che ciascun interagente ricopre nella comunità organizzata. - VALUTARE IL PESO DIALOGICO DELLE AZIONI/INTERVENTI TERRITORIALI ATTUABILI, al fine di poter valutare, prima di realizzarle, il maggiore o minore grado di efficacia rispetto al conseguimento dell obiettivo generale dell intervento: questo valore rappresenta il grado di patrimonio dialogico che una esigenza, laddove soddisfatta, o una proposta, laddove realizzata, può generare nella comunità, tale da assumere il portato di criterio nel processo decisionale di una amministrazione rispetto a quali azioni/interventi territoriali attuare e con quale ordine di priorità.

5 PRESUPPOSTI TEORICO-METODOLOGICI: 3. La costruzione dell Esigenza della comunità 5 Quando in nel presente documento si parla di RICHIESTE si intende quello che si esprime, che si vuole ottenere come singolo cittadino o gruppo di cittadini; ma che poi non necessariamente rappresenta quello che effettivamente a una comunità occorre. Si intenderà invece con ESIGENZE: ciò che a una comunità effettivamente serve, ma che non viene necessariamente riassunto nelle richieste che la comunità stessa esprime. Le esigenze vengono definite promuovendo il dialogo tra i cittadini. Quindi la partecipazione intesa in termini di spazio di raccolta delle richieste tralascia l individuazione delle esigenze della popolazione, in questo modo: - l amministratore si trova a dover considerare tutte le richieste\proposte senza avere a disposizione strumenti per valutare quanto queste vadano nella direzione delle esigenze effettive del territorio. - La cittadinanza, partendo dal contributo di richieste/ proposte viene messa nella condizione di assumere una posizione di aspettativa di riscontro da parte dell amministrazione. Quando la partecipazione è intesa in termini di costruzione dell esigenza, la cittadinanza viene coinvolta in un processo che partendo dalle richieste peculiari va nella direzione di delineare ciò che effettivamente serve alla comunità. In questo modo: - l amministratore ha a disposizione gli strumenti, le esigenze, per poter valutare quali azioni mettere in campo e in che tempi; svincolandosi dalla pressione delle molteplici richieste della cittadinanza. - il cittadino essendo coinvolto nel processo di gestione del territorio già a partire dal processo di costruzione e condivisione delle esigenze, viene collocato entro il processo stesso in termini di attore attivo, quindi in condizione di partecipare alla realizzazione del progetto invece di aspettare che a pensarci sia l amministrazione. - al cittadino vengono forniti strumenti per valutare la pertinenza delle azioni intraprese dall amministrazione per la gestione delle esigenze; tali strumenti mettono nella condizione il cittadino di avere visibile la portata per la comunità di qualsiasi azione messa in atto, non solo di quella eventualmente proposta attraverso una richiesta peculiare.

6 Obiettivo Generale L obiettivo generale di un progetto che adotta la metodologia Respons.In.City è quello di promuovere la cittadinanza intesa come assunzione di responsabilità condivisa rispetto alla gestione della comunità di appartenenza. Laddove conseguimento di questo obiettivo si traduce nella possibilità che ogni individuo possa prendere il suo posto nella società e contribuire al suo sviluppo a qualsiasi livello questo sia possibile. Il presente progetto parte, infatti, dalla considerazione che l anticipazione e la gestione degli aspetti che precludono od ostacolano la partecipazione dei cittadini, possa trovare fattivo riscontro in un piano operativo che, a livello sia organizzativo sia di intervento, si muova secondo criteri di efficacia e di efficienza per la promozione della cittadinanza nell ambito della gestione della vita comunitaria. L articolazione di un progetto che discende dalla centralità data alla costruzione del ruolo di cittadino piuttosto che alle peculiari richieste degli abitanti, consente di far fronte proprio a quegli aspetti critici che, attualmente, per le comunità sono fonte potenziale di frammentazione e marginalità. Si tratta di elementi che possono divenire, se non appunto gestiti efficacemente, fonte di rischi rispetto alla salute, alla sicurezza dei cittadini e in ultimo alla coesione della comunità. 6

7 Linee Strategiche Le linee strategiche utilizzate per il conseguimento dell obiettivo generale sopra illustrato saranno tre: 7 1] Promozione della partecipazione della cittadinanza nella COSTRUZIONE DELL ESIGENZA della comunità A questa prima strategia afferiscono tutte le azioni\interventi che si inseriscono nel processo che dalla rilevazione degli aspetti critici e dei punti di forza della gestione del territorio da parte dei cittadini porta alla costruzione dell esigenza della comunità. 2] Promozione della partecipazione della cittadinanza nella GESTIONE DELL ESIGENZA della comunità A questa linea strategica afferiscono tutte le azioni\interventi che si inseriscono nel processo di promozione dell attiva partecipazione della cittadinanza alla gestione delle esigenze individuate attraverso la prima linea strategica tratteggiata: a fronte della mappatura delle esigenze la promozione del dialogo con l amministrazione pone centralità alla costruzione e valutazione di proposte che in termini di pertinenza rispetto ai ruoli di cui si dota la comunità organizzata mette a disposizione gli elementi utili al processo decisionale che è proprio della Giunta. Nell alveo della gestione dell esigenza rientrano tutte le azioni/interventi che forniscono le competenze e la strumentazione atta a concorrere alla valutazione delle azioni intraprese dall Amministrazione in termini di rispondenza alle esigenze costruite. 3] Valutazione di processo e dell efficacia della promozione della cittadinanza come responsabilità condivisa. A tale linea strategica afferiscono tutte le azioni che compongono il processo di valutazione dell intervento in itinere e post hoc (costruzione di indicatori dialogici di processo e di risultato, somministrazione di protocolli utili alla rilevazione dei suddetti indicatori, misurazioni a fronte degli indicatori rilevati).

8 Fasi del Progetto 8 FASE I Mappatura e intercettazione dei cittadini\snodi dialogici strategici di promozione di responsabilità Promozione del Progetto INDIVIDUAZIONE DEI RUOLI ISTITUZIONALI E NON ISTITUZIONALI DA COINVOLGERE NEL PROGETTO. Con tali ruoli vengono fissati incontri ad hoc finalizzati alla condivisione del progetto e allo sviluppo di competenze in termini di cittadinanza come responsabilità condivisa. PROMOZIONE DEL PROGETTO PRESSO LA CITTADINANZA Promozione del progetto sul territorio, tramite incontri dedicati o strumenti informatici, al fine di raccogliere le prime adesioni ai lavori nella cittadinanza Anticipazione Esigenze Anticipazione delle possibili esigenze che potrebbero emergere, a tale scopo si utilizzano strumenti costruiti ad hoc, come protocolli di intervista per i cittadini e gli amministratori, unitamente a dati già disponibili, come ad esempio eventuali report raccolti da precedenti esperienze\progetti.

9 9 FASE II Coordinamento degli Spazi Aperti di Cittadinanza sul territorio e in rete (costruzione dell esigenza della comunità) Spazi Aperti di Cittadinanza Eventi locali o eventi in rete, rappresentano l occasione per mettere in campo azioni ad hoc finalizzate alla sviluppo di competenze di cittadinanza come responsabilità condivisa. Obiettivo: Costruzione delle esigenze della comunità. Tali eventi vengono coordinati da operatori formati, i quali hanno l obiettivo di promuovere il processo di strutturazione dell esigenza Gli Spazi Aperti di Cittadinanza si compongono di: - Sessioni Plenarie - Responsibility Group Tematici

10 10 FASE III Coordinamento della rete di cittadini\snodi dialogici strategici nella gestione delle esigenze Promozione del dialogo tra l esigenza costruita con i cittadini e la valutazione dei gestori\decisori (Sindaco, Giunta, Consiglio Comunale, Amministratori Pubblici etc) VALUTAZIONE DEL PESO DIALOGICO Valutazione, in anticipazione, dell impatto che le proposte per la gestione dell esigenze emerse dall incontro con la cittadinanza avranno per la promozione della cittadinanza come responsabilità condivisa (Peso Dialogico). Ciò offre agli Ruoli Strategici Decisionali gli strumenti utili alla valutazione di quali interventi promuovere e realizzare in funzione dell obiettivo fissato. INFORMAZIONE DELLA POPOLAZIONE Attraverso specifiche azioni di pubblicizzazione si informa la cittadinanza rispetto al processo decisionale adottato dai Ruoli Amministrativi

11 11 FASE IV Coordinamento degli Spazi Aperti di Cittadinanza sul territorio e in rete (valutazione corrispondenza esigenza e sviluppi) Spazi Aperti di Cittadinanza Eventi locali o eventi in rete, rappresentano l occasione per mettere in campo azioni ad hoc finalizzate alla sviluppo di competenze di cittadinanza come responsabilità condivisa. Obiettivo: Innescare un processo di valutazione competente della rispondenza tra quanto deliberato dagli snodi strategici gestionali e l esigenza della comunità. Tali eventi vengono coordinati da operatori formati, i quali hanno l obiettivo di promuovere il processo di partecipazione della cittadinanza ai processi di valutazione della corrispondenza all esigenza espressa. Gli Spazi Aperti di Cittadinanza si compongono di: - Sessioni Plenarie - Responsibility Group Tematici

12 12 FASI di VALUTAZIONE Valutazione del Processo Attraverso la valutazione del processo si monitora lo svolgimento dell intervento, misurando l aderenza di quanto messo in campo in termini operativi rispetto all obiettivo generale. Tale valutazione viene svolta in itinere, parallelamente alle altre fasi del progetto Tale procedura di valutazione mette in luce eventuali aspetti critici o errori commessi nella gestione del processo, permettendo di mettere in atto strategie per la loro gestione. Esempi di indicatori di processo sono: n dei partecipanti\categorie n dei partecipanti\modalità di partecipazione n esigenze mappate\tempo n progetti vagliati dalla giunta comunale\esigenze mappate n progetti la cui realizzazione è stata decisa dalla giunta\esigenze mappate % di rispondenza del totale dei progetti realizzati all esigenza.

13 13 Valutazione dell Efficacia Processo Attraverso la valutazione dell efficacia si monitora lo scarto tra la configurazione di cittadinanza raccolta prima dell intervento (T0) con quella raccolta dopo che il progetto si è concluso (T1). Tale valutazione viene svolta post hoc, quindi alla conclusione del processo di promozione della cittadinanza come responsabilità condivisa. Tale valutazione viene effettuata attraverso specifici indicatori di tipo testuale\dialogico.

14 Gli scenari futuri: le ricadute sul Territorio Tale progetto promuovendo la configurazione della cittadinanza intesa come responsabilità condivisa, si pone come risultato anticipabile un incremento delle competenze della comunità (intesa come cittadinanza e snodi amministrativo-gestionali) rispetto alla rilevazione e gestione delle esigenze, oltre che nella valutazione della corrispondenza tra esigenza e azione intrapresa per la gestione dell esigenza stessa. Tale patrimonio rimane in dotazione alla comunità anche una volta concluso l intervento di promozione, come patrimonio declinabile in assunzione di responsabilità da parte del cittadino e degli snodi amministrativo-gestionali nel concorrere a gestire gli aspetti della vita quotidiana che caratterizzano la comunità. 14 In tale ottica si possono anticipare, tra le altre, le seguenti ricadute: - incremento della soddisfazione espressa dalla cittadinanza rispetto al lavoro degli snodi amministrativo-gestionali della propria comunità, provvedendo in prima persona a concorrere a rilevare aspetti critici e a promuoverne azioni/ interventi di gestione; - incremento nell utilizzo di modalità pertinenti ed efficaci da parte dei cittadini nell uso delle risorse messe a disposizione dalle istituzioni e dal sistema dei servizi territoriale, dato dal dialogo generato tra amministrazione, istituzioni e cittadinanza; - abbattimento dei costi legati alla gestione delle esigenze della cittadinanza (es: l avere a disposizione una prassi di rilevazione\anticipazione delle esigenze permette di ridurre l incidenza degli esposti e delle attivazioni delle forze dell ordine che i cittadini spesso utilizzano al fine di rendere visibile la necessità di intervenire rispetto a una certa situazione, o per fare pressione sull amministrazione affinché intervenga a fronte di una determinata richiesta; movimenti questi che hanno un prezzo sia per il privato cittadino che per la collettività); - incremento della percezione di sicurezza sul territorio, in termini di un aumento di retoriche legate alla possibilità del cittadino di poter intervenire attivamente rispetto alla gestione degli aspetti critici presenti sul territorio (anche questo comporterebbe un abbattimento dei costi, nel senso nella diminuzione delle attivazioni delle forze dell ordine, diminuzione di esposti e ricorsi etc); - incremento di modalità atte a promuovere la salute del territorio, nei termini di un aumento dei discorsi legati alla possibilità di intervento del cittadino rispetto alla promozione della salute del territorio (es: la gestione delle esigenze legate all ambito ambientale traffico, raccolta differenziata, etc porterebbe alla promozione del discorso salute del territorio, quindi all abbattimento degli esposti da parte della cittadinanza rispetto a tale tema; o ancora, il concorso attivo e diretto alla gestione degli aspetti di vita quotidiana da parte di categorie considerate a rischio, come anziani e disabili o migranti, che nel ruolo di cittadino dispongono dell occasione di agire un ruolo legittimato in termini di utilità per il conseguimento del bene comune); - incremento della coesione sociale della comunità, in virtù del fatto che l azione/ intervento pone centralità al ruolo di cittadino in quanto tale e all azione che questi pone in essere rispetto alla propria comunità generando in tal modo processi di legittimazione/ riconoscimento diffusi (anziché dare centralità alle provenienze o alle categorie di appartenenza - minori, giovani, adulti, anziani ecc...).

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