IL COMITATO DELLE REGIONI VISTO DAI LEADER EUROPEI

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2 IL COMITATO DELLE REGIONI VISTO DAI LEADER EUROPEI 1

3 Peter Straub Presidente del Comitato delle regioni Abbiamo percorso un lungo cammino I dieci anni di attività del Comitato delle regioni (CdR) dell Unione europea sono stati dieci anni di grandi progressi per la rappresentanza diretta di regioni, città e comuni d Europa nel processo decisionale europeo. Visti il ritmo della vita delle nostre istituzioni, e il passo al quale stiamo costruendo l'europa, sarei tentato di dire che dieci anni sono un lasso di tempo relativamente breve. Tuttavia per il Comitato delle regioni è stato un periodo sufficientemente lungo per prendere il posto che gli spetta nella struttura europea e svolgere l'importante ruolo consultivo che il Trattato gli assegna. Il Comitato ha fatto enormi passi avanti durante le presidenze dei miei cinque predecessori: un progresso che ci ha permesso di garantire che "l'europa delle regioni, delle città e degli enti locali" resti una priorità nell'agenda europea. In sintesi: siamo convinti che il CdR sia la voce più efficace di cui le regioni e le città possano disporre nel cuore dell'europa. In quanto Presidente del Comitato sono consapevole di dover garantire la piena integrazione dei rappresentanti dei dieci nuovi Stati membri. Si tratta di una sfida importante, poiché questi nuovi paesi, i loro enti locali e regionali, e i loro cittadini, hanno enormi aspettative nei confronti dell'europa. Il Comitato delle regioni farà tutto il possibile affinché le sue azioni corrispondano a tali speranze. Sul piano politico è necessario inviare a queste regioni un chiaro messaggio di decentramento, di efficienza nella gestione delle politiche dell'unione e di rafforzamento della democrazia di prossimità. In pratica ciò significa che è necessario incoraggiare lo sviluppo di un'europa capace di agire in maniera unita, pur rispettando le differenze nazionali, regionali e locali "Uniti nella diversità", come recita il motto. Sono molto orgoglioso del riconoscimento che il Comitato ha ottenuto da figure di grande rilievo degli Stati membri, delle organizzazioni delle imprese e della gioventù e dei loro preziosi contributi raccolti in questa pubblicazione. 2

4 Peter Straub, Presidente del Comitato delle regioni. Foto: Comitato delle regioni 3

5 Josep Borrell Presidente del Parlamento europeo Sono lieto di avere l'opportunità di porgere le mie congratulazioni al Comitato delle regioni, a nome del Parlamento europeo, nel decimo anniversario della sua fondazione. In questi dieci anni, le relazioni tra il Parlamento e il Comitato sono state intense e proficue. I miei predecessori hanno riconosciuto l'importanza di un legame forte tra le due assemblee, un legame che spero di contribuire a consolidare nel corso del mio mandato. Nel luglio 1995, in un intervento alla sessione plenaria del Comitato delle regioni, l'allora Presidente del Parlamento Klaus Hänsch descriveva il Comitato come "un'importante assemblea politica", i cui membri non vanno visti come rivali, bensì come "partner" che esercitano "un ruolo complementare" a quello del Parlamento. Queste sue parole si avvicinano moltissimo a quella che è anche la mia concezione. Ritengo che i rappresentanti politici del Comitato siano essenziali per veicolare il punto di vista degli enti locali e regionali all'interno del quadro istituzionale europeo. In quanto "Casa delle regioni e delle città", il Comitato incarna lo spirito di solidarietà che anima l'unione europea. Inoltre, il ruolo consultivo da esso svolto abbraccia un campo molto vasto, comprendente i settori di intervento che interessano più direttamente il cittadino comune, dalla politica economica e sociale all'occupazione passando per l'ambiente. Mi auguro che in futuro il Parlamento si avvalga maggiormente del diritto, acquisito con il Trattato di Amsterdam, di consultare il Comitato delle regioni. Mi compiaccio in particolare della nuova, importante funzione assegnata al Comitato delle regioni dal Trattato costituzionale con il diritto di adire la Corte di giustizia europea in caso di violazione del principio di sussidiarietà. Grazie all'"incisività" così acquisita il Comitato potrà fungere da vero e proprio "custode della sussidiarietà". Mi associo al Presidente del Comitato delle regioni Peter Straub e al Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso nell'offrire pieno sostegno all'iniziativa "1000 dibattiti per l'europa", che intende incoraggiare i rappresentanti eletti a tutti i livelli a svolgere un ruolo guida nel presentare e spiegare al pubblico la Costituzione europea. Questo sarà sicuramente uno dei compiti maggiori che dovremo affrontare insieme nei prossimi due anni. Confido che il Comitato delle regioni e il Parlamento europeo continueranno a integrarsi a vicenda e a collaborare tra loro per colmare il deficit democratico e garantire la capacità dell'unione di rispondere in modo efficace alle sfide del nostro tempo. 4

6 Josep Borrell, Presidente del Parlamento europeo. Foto: Parlamento europeo 5

7 Dr. Jan Peter Balkenende Primo ministro dei Paesi Bassi Da dieci anni il Comitato delle regioni si fa portavoce degli enti regionali e locali nel processo decisionale europeo. Questo decennale ci offre l'occasione per soffermarci sul suo ruolo nell'assetto dell'unione europea. È vitale che gli enti regionali e locali collaborino nell'intera Europa, perché questa cooperazione favorisce la comprensione reciproca e quindi l'integrazione europea, e contribuisce inoltre a conferire maggior peso alle istanze degli enti regionali e locali. È in effetti importante che i livelli amministrativi decentrati siano coinvolti nella preparazione delle nuove politiche europee, tanto più che buona parte di queste politiche vi tocca da vicino in quanto responsabili del governo regionale e locale, incaricati di attuarne una parte significativa. Siete voi a risentire dei loro effetti più o meno positivi: è dunque perfettamente ragionevole consultarvi quando vengono decise regole che influiscono sul funzionamento dell'amministrazione decentrata. Questo è un principio sancito anche dalla nuova Costituzione, che conferma la posizione del Comitato delle regioni come importante assemblea consultiva. Va peraltro ricordato che gli enti del governo decentrato hanno svolto un ruolo positivo nella messa a punto di questa nuova Costituzione. E il vostro Comitato non solo è stato un osservatore attento, ma si è anche impegnato attivamente, e con successo, per procurare agli enti regionali e locali un loro ruolo specifico nella preparazione delle politiche comunitarie. I responsabili politici dei Paesi Bassi insistono regolarmente sul fatto che una politica europea efficace presuppone un significativo apporto del governo locale. Ciò è importante non solo per le regioni e i comuni interessati, ma anche per l'europa tutta intera. È un meccanismo che può avvicinare l'unione europea ai cittadini, e viceversa, perché l'amministrazione regionale e locale è per vari aspetti quella più visibile e più prossima alle popolazioni. Per parte mia sono estremamente lieto della crescente partecipazione degli enti regionali e locali al funzionamento dell'unione europea. E sono convinto che quanto più deciso sarà il loro apporto, tanto maggiori saranno le ricadute positive che le decisioni di Bruxelles potranno avere sulla vita di ogni giorno. In questo anniversario dei primi dieci anni del Comitato posso affermare che la sua attività ha sensibilmente migliorato i contatti fra i governi locali e le istituzioni europee, e che per parte loro queste ultime saranno anche in grado di comprendere meglio l'enorme importanza degli enti regionali e locali. Dato che, com'è noto, qualsiasi politica presenta risvolti ed implicazioni a livello locale, il Comitato continuerà ad assolvere un ruolo significativo anche negli anni a venire, essendosi conquistato il ruolo che legittimamente gli spetta nel processo d'integrazione europea. 6

8 Jan Peter Balkenende, primo ministro dei Paesi Bassi e Presidente del Consiglio. Foto: Commissione europea 7

9 Gerhard Schröder Cancelliere della Repubblica federale di Germania Quello in corso non è solo l'anno della storica adesione di nuovi dieci Stati all'unione europea, ma anche quello in cui celebriamo i dieci anni di esistenza del Comitato delle regioni. Un obiettivo importante dell'azione del Comitato delle regioni è quello di avvicinare l'europa ai cittadini e di dare sostanza al principio di sussidiarietà. Nei suoi dieci anni di attività il Comitato ha operato con successo a favore dell'"europa delle regioni" e oggi non solo svolge un ruolo rilevante come rappresentante degli interessi degli enti locali e regionali, ma è anche un motore dell'integrazione e un interprete della politica europea. Nell'integrazione dei dieci nuovi Stati membri e delle loro regioni, il Comitato ha svolto una funzione di collegamento, iniziando molto presto ad aiutare tali regioni a prepararsi al loro nuovo ruolo nella Comunità. Il Comitato delle regioni ha una particolare importanza nel quadro della politica regionale e strutturale, dando un contributo alla riduzione delle differenze nei livelli di sviluppo delle regioni europee e al rafforzamento della coesione e della solidarietà all'interno dell'unione. L'entrata in vigore della Costituzione europea potenzierà ulteriormente il ruolo del Comitato che, acquisirà il diritto di adire la Corte europea di giustizia in caso di violazione del principio di sussidiarietà. Sono convinto che il Comitato delle regioni eserciterà le sue nuove prerogative con senso di responsabilità, al servizio dei comuni e delle regioni e, quindi, dei cittadini dell'unione europea. 8

10 Gerhard Schröder, cancelliere tedesco. Foto: Commissione europea 9

11 Jean-Pierre Raffarin Primo ministro della Repubblica francese Il Comitato delle regioni si è progressivamente affermato come un protagonista dinamico dell integrazione europea, in grado di avvicinare l Europa ai cittadini. Mi compiaccio che il Trattato costituzionale venga a rafforzare il ruolo del Comitato delle regioni, associandolo così alla realizzazione dell obiettivo indicato dai padri fondatori: un unione sempre più stretta fra i popoli dell Europa. Negli anni 90 ho partecipato, in qualità di deputato europeo e presidente di regione, ai lavori dell Assemblea delle regioni d Europa, nella profonda convinzione che le nostre istituzioni europee dovessero divenire più democratiche, più trasparenti e più prossime ai cittadini. La creazione del Comitato delle regioni, da noi vivamente auspicata, attraverso il Trattato di Maastricht ha costituito una prima vittoria, giacché riconosceva l importanza dei territori nella loro diversità economica, sociale e culturale. Era l inizio di un dialogo territori-europa che si è andato sviluppando e strutturando continuamente nel corso di questi dieci anni, grazie all impulso del Comitato delle regioni. Favorire tale dialogo significa radicare l Europa nel cuore delle nostre città, province e regioni, e quindi renderla più comprensibile per i cittadini. Al di là dei pareri formulati nei settori di consultazione obbligatoria, l azione del Comitato delle regioni ha notevolmente contribuito all approfondimento del principio di sussidiarietà, all affermazione della coesione territoriale, economica e sociale, e alla nascita di nuove forme di governance europea. In qualità di custode del principio di sussidiarietà, il Comitato ha costantemente vigilato sul rispetto e sull applicazione di tale principio nelle politiche dell Unione. In effetti, mantenere il processo decisionale quanto più possibile vicino ai cittadini - a livello nazionale, regionale o locale - deve restare un obiettivo permanente per tutti. La coesione territoriale, economica e sociale in un Europa allargata costituisce una delle nostre priorità assolute, poiché ciò che vogliamo è un Europa solidale. A questo proposito gli enti territoriali hanno un ruolo fondamentale da svolgere, in particolare nel processo di integrazione. La vigilanza del Comitato delle regioni in materia di politica regionale e di politica europea dei trasporti avrà come effetto la mobilitazione permanente di tutti i soggetti favorevoli all obiettivo della coesione. Il Comitato delle regioni deve rimanere il luogo di scambio e di sperimentazione che avevo auspicato. Esso deve continuare, tramite i suoi contributi, ad accompagnare gli Stati membri nel dibattito sul futuro dell Unione e sulle nuove forme di governance territoriale. Il Comitato ha saputo incoraggiare e rafforzare le azioni di cooperazione transnazionali e interregionali in Europa sostenendo i programmi di iniziativa comunitaria (Urban, Interreg). Allo stesso 10

12 Jean-Pierre Raffarin, primo ministro francese. Foto: Commissione europea modo, le sue proposte concernenti le nuove forme di governance territoriale ed europea hanno alimentato le riflessioni della Commissione europea e degli Stati membri per il perseguimento di una vera Europa della prossimità. Vi porgo i miei migliori auguri per il prosieguo delle vostre attività. 11

13 Tony Blair Primo ministro del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord Sono convinto che il Comitato delle regioni contribuisca concretamente ad avvicinare l'unione europea ai suoi cittadini e assista efficacemente coloro che operano al centro dell'unione. Il decimo anniversario della sua fondazione è l'occasione ideale per sottolineare le sue realizzazioni. Da parte nostra, abbiamo dato prova del nostro impegno a dotare di competenze le regioni d'europa, creando istituzioni decentrate in Galles, Scozia e Irlanda del Nord e rafforzando le strutture regionali in Inghilterra. Questo anniversario è inoltre un'occasione per riflettere sulle sfide e sulle opportunità che si presenteranno all'unione europea nei prossimi anni e sul ruolo centrale che in tale prospettiva svolgerà il Comitato. Quest'anno abbiamo salutato l'ingresso di dieci nuovi paesi nell'unione, mettendo fine alla divisione del nostro continente che risaliva alla guerra fredda. Anche il Comitato rispecchia questo cambiamento, con il suo allargamento a 95 rappresentanti dei nuovi Stati membri. Il nuovo Trattato costituzionale modificherà anche il ruolo del Comitato delle regioni, conferendogli più ampi poteri in materia di rispetto del principio di sussidiarietà e estendendo la sua consultazione a nuovi ambiti di competenza legislativa comunitaria. Sono progressi importanti per il ruolo del Comitato, e noi li abbiamo decisamente sostenuti. Il Comitato delle regioni, come gli altri organi dell'ue, dovrà impegnarsi a fondo per adeguarsi a queste grandi trasformazioni. Ho piena fiducia nel suo successo e formulo i miei migliori auguri per il futuro. 12

14 Tony Blair, primo ministro del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Foto: 10 Downing Street 13

15 Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana L'attuale processo di integrazione europea ha esaltato la solidarietà tra le regioni e il rispetto delle singole culture e tradizioni locali come elemento essenziale di sviluppo armonioso dell'intera Unione. È per questo motivo che sono particolarmente lieto di inviarvi il mio più caloroso saluto in occasione delle celebrazioni del decennale della vostra istituzione, che da sempre lavora per il conseguimento di tali obiettivi. In tutti questi anni, sin dalla prima fase della riforma della politica di coesione fino ai lavori della Convenzione europea, il Comitato delle regioni ha espresso, con la credibilità e coerenza, il punto di vista delle autorità regionali e locali in temi di estremo interesse per i cittadini europei, dalla coesione economica, sociale e territoriale alla cooperazione transfrontaliera e interregionale. Mi piace evidenziare come la presidenza italiana dell'unione europea, al momento di elaborare la sua proposta sulle grandi opere infrastrutturali e transfrontaliere, abbia recepito spunti di grande rilevanza e interesse dal vostro lavoro. Infine, anche il nuovo Trattato costituzionale ha voluto riconoscere la necessità di un principio di sussidiarietà che integri l'aspetto regionale e locale, portando in questo modo l'europa più vicina ai cittadini e confermando ulteriormente l'importanza del vostro ruolo. Nella certezza che la collaborazione con il Comitato delle regioni continuerà a essere proficua come lo è stata nel corso di questo primo decennio, invio a tutti voi il mio saluto e il mio augurio di buon lavoro. 14

16 Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei ministri italiano. Foto: Commissione europea 15

17 José Luis Rodríguez Zapatero Primo ministro spagnolo Dal 1986 coesistono in Spagna due processi paralleli. Da un lato il decentramento politico, che la Costituzione spagnola del 1978 ha garantito per trovare una soluzione al problema storico della configurazione territoriale del paese, problema che è stato risolto con la creazione delle Comunità Autonome e con il riconoscimento dell'autonomia di regioni ed enti locali. Dall'altro, l'integrazione politica europea, processo nel quale la Spagna si è impegnata con il Trattato di Adesione dal 1 gennaio 1986, dopo essere uscita da un lungo periodo di regime autoritario. Entrambi questi processi si influenzano reciprocamente e presentano punti di contatto. Il decentramento presuppone infatti l'assegnazione di determinate competenze alle Comunità Autonome e l'esercizio di dette competenze può essere condizionato dall'intensità dell'integrazione europea e dal graduale sviluppo del diritto comunitario. Per tale motivo, gli Stati europei che hanno una struttura territoriale complessa, e la Spagna è uno di questi, chiedono di trovare un punto di incontro tra decentramento e integrazione, uno spazio politico che rappresenti, per queste due necessità, un luogo di dialogo e di comprensione reciproca dei rispettivi obiettivi e strategie. Questo spazio politico è costituito dal Comitato delle regioni, organo di carattere consultivo composto, secondo quanto afferma il Trattato, dai rappresentanti degli enti locali e regionali. La celebrazione dei primi dieci anni di attività di questo organo, oltre ad essere motivo di grande soddisfazione, costituisce l'occasione propizia per riflettere sulla sua attività, sui suoi obiettivi e sul suo futuro in una Unione europea allargata. Dal punto di vista della Spagna, questo esercizio di riflessione va effettuato prendendo in considerazione i tre livelli: regionale, statale e comunitario. ***** Secondo le Comunità Autonome spagnole, il primo elemento da mettere in risalto è la composizione eterogenea del Comitato, risultato della storia complessa e delle diverse tradizioni giuridiche degli Stati europei, i quali presentano strutture politiche e amministrative specifiche e non sempre omologabili. La convivenza tra enti locali e enti regionali costituisce l'esempio più caratteristico della peculiarità istituzionale del Comitato. Dall'altra parte, è grazie al Comitato delle regioni che è stato possibile andare al di là di una visione dell'integrazione europea subordinata agli obiettivi della coesione economica e territoriale. In Spagna, il primo approccio delle regioni al processo di integrazione comunitaria ha generalmente perseguito come obiettivo il massimo sviluppo e sfruttamento dei meccanismi di coesione economica e sociale. È stato l'inizio dell'attività del Comitato ad allargare questa visione dell'integrazione europea e a risvegliare l'interesse delle regioni per il processo decisionale comunitario e per la 16

18 José Luis Rodríguez Zapatero, primo ministro spagnolo. Foto: Governo spagnolo possibilità di esprimere i propri punti di vista sulle diverse iniziative legislative proposte dalla Commissione europea. Analogamente, il Comitato delle regioni è diventato lo strumento istituzionale che consente alle regioni di condividere i valori politici fondamentali dell'unione europea. Le sue riunioni, inoltre, permettono di creare una corrente di solidarietà e di comprensione reciproca tra le regioni e gli enti locali di tutti i paesi d'europa. ***** Nel corso di questi primi dieci anni, il governo centrale spagnolo ha guardato al Comitato delle regioni come ad una logica conseguenza 17

19 del suo proprio ordinamento costituzionale: se la Costituzione spagnola riconosce e garantisce l'indipendenza delle Comunità Autonome e degli enti locali, anche il sistema comunitario deve tener conto di questa realtà e impegnarsi a riconoscerla. È per tale motivo che i governi spagnoli che si sono via via succeduti hanno promosso e sostenuto il lavoro del Comitato. La Spagna è per tradizione uno degli Stati europei che più attivamente riaffermano la necessità di perfezionare la natura giuridica di questo organo. Già nel 1994, il nostro Parlamento ha orientato le sue riflessioni interne verso questo obiettivo decidendo di utilizzare gli stessi criteri della nostra Costituzione per stabilire il sistema di designazione dei 21 rappresentanti spagnoli al Comitato. Questo ha permesso da un lato di raggiungere un accordo nel Senato, la camera di rappresentanza territoriale, e dall'altro di adottare un sistema che garantisse la presenza delle 17 Comunità Autonome e di 4 rappresentanti degli enti locali. I successivi governi spagnoli hanno seguito la stessa linea difendendo il principio secondo cui i membri del Comitato devono essere scelti dai singoli Stati membri. Grazie a tutto questo, oggi si può affermare che la realtà regionale e locale del nostro paese è adeguatamente rappresentata nel Comitato delle regioni e che quest'ultimo permette di trasferire in ambito europeo l'avanzato livello di decentramento spagnolo, vale a dire un elemento di cui un processo tanto ambizioso come quello dell'integrazione comunitaria non può non tener conto. ***** Se dal punto di vista dello Stato spagnolo il Comitato delle regioni risulta, grazie all'applicazione alla sua struttura dei nostri criteri costituzionali, pienamente accettabile, da un punto di vista comunitario esso è semplicemente una realtà ineludibile. Come è stato infatti spesso sottolineato, il pericolo principale del sistema comunitario consiste nell'adottare politiche lontane dalle priorità e dagli interessi dei cittadini. Per esprimere concretamente questa preoccupazione, l'ordinamento comunitario ha definito il principio di sussidiarietà, poi sostanzialmente potenziato dal progetto di Trattato costituzionale approvato dai capi di Stato e di governo lo scorso 18 giugno, e ha articolato un sistema di contrappesi ed equilibri nel quale il Comitato delle regioni costituisce un elemento di particolare importanza. Il Comitato agisce infatti come un meccanismo di limitazione del potere comunitario ed è una garanzia contro eventuali decisioni adottate senza tener conto in modo adeguato delle esigenze dei cittadini o della stessa realtà sociale. Nonostante ciò, l'azione dell'unione europea è sempre stata e deve continuare ad essere un fattore di modernizzazione in campo sia amministrativo che sociale. In materia di coesione territoriale e sociale, ad esempio, le politiche comunitarie hanno fissato standard precisi di sviluppo e di qualità. Il Comitato delle regioni ha fatto bene a non sacrificare la coesione a vantaggio della sussidiarietà: è chiaro infatti che non è possibile escludere l'uno o l'altro principio, e che la scelta adeguata consiste invece nel trovare un giusto equilibrio tra i due. In un siffatto contesto istituzionale, il Comitato delle regioni fornisce all'integrazione europea un duplice valore aggiunto. Da un lato infatti i suoi membri, dato che rappresentano istituzioni democratiche in contatto diretto con i cittadini, possono far conoscere alle istituzioni comunitarie i punti di vista dei loro elettori, cosa che risulta essenziale alla luce delle 18

20 responsabilità da loro esercitate nell'attuazione del diritto comunitario in numerosi settori. Dall'altro, questi stessi membri trasmettono alle loro rispettive popolazioni il valore simbolico dell'unione europea, svolgendo così un prezioso compito di formazione in relazione alla costruzione europea. ***** Nella fase odierna del processo di integrazione e alla luce dell'accordo finalmente raggiunto sul progetto di Trattato costituzionale, ci sembra doveroso dedicare le ultime osservazioni relative al Comitato delle regioni alla considerazione che quest'organo merita di avere nel futuro testo costituzionale, al suo prevedibile sviluppo e alla sua attività. Innanzi tutto, il Trattato costituzionale consacra definitivamente il Comitato delle regioni come il custode più accreditato del principio di sussidiarietà. Il Comitato trova una sua legittimazione grazie al riconoscimento della sua facoltà di adire direttamente la Corte di giustizia in difesa di questo stesso principio. Si tratta senza dubbio della più importante implicazione che il Trattato costituzionale comporta per il CdR. Sono cosciente del fatto che non tutte le aspettative e le richieste avanzate dalle regioni europee e dallo stesso Comitato all'inizio dei lavori della Convenzione sul futuro dell'europa hanno trovato piena soddisfazione. A causa del principio del consenso imposto dalla costruzione comunitaria, non è stato possibile prendere in considerazione in maniera chiara nel Trattato costituzionale alcune di tali richieste, che pure i vari governi spagnoli hanno riconosciuto e difeso. Tra le richieste disattese figura in primo luogo il riconoscimento ufficiale dello status di istituzione, con la valenza simbolica che questo comporta, richiesta che non ha potuto essere accolta per motivi di semplificazione istituzionale. Un altro esempio è la domanda di precisare l'organizzazione interna del Comitato, magari operando una distinzione tra una Camera delle regioni e una Camera degli enti locali, domanda che non ha parimenti potuto trovare un riscontro nel diritto primario a causa dell'aumento del grado di complessità del sistema già determinato dall'allargamento. Un ultimo esempio è l'estensione dell'ambito materiale dei suoi pareri obbligatori. Il fatto che in questa fase non sia stato possibile potenziare al livello voluto il Comitato dal punto di vista istituzionale non deve comunque impedirgli di consolidare il suo ruolo nel tessuto comunitario. Detto consolidamento sarà reso possibile, oltre che dal buon lavoro e spirito d'iniziativa dei suoi membri e dalla qualità dei suoi pareri, anche dall'introduzione del meccanismo di consultazione preventiva delle regioni da parte della Commissione, che è chiamato a svolgere un ruolo chiave nelle relazioni tra i tre livelli europei (comunitario, statale, regionale e locale). Ci auguriamo inoltre che il Comitato possa rapidamente concludere il processo da tempo iniziato per poter funzionare con un margine sufficiente di indipendenza: è dunque importante che esso prosegua la sua graduale evoluzione verso la piena autonomia organizzativa e procedurale. La Spagna continua ad essere certa, come lo è stata nel corso di tutti questi anni, che il Comitato consoliderà e perfezionerà la sua configurazione attuale di spazio pubblico di decisione, di strumento alla ricerca dell'equilibrio e dello sviluppo socioeconomico, di veicolo a favore della coesione territoriale e, infine, di organo in cui coesistono la comunità morale e quella legale dell'europa. 19

21 Aleksander Kwaśniewski Presidente della Repubblica di Polonia L'Europa unita, di cui la Polonia è entrata ufficialmente a far parte il 1 maggio 2004, dovrebbe essere una comunità di Stati, nazioni, singoli cittadini, ma anche di regioni ed enti locali. Questo era, per i padri fondatori dell'odierna Unione europea, il senso specifico dell'intero processo di costruzione europea. Da dieci anni i cittadini europei dispongono oramai di uno strumento in più per trasformare questo sogno in realtà: il Comitato delle regioni. I 317 membri che compongono il Comitato, tra i quali figurano i 21 rappresentanti delle regioni polacche, danno vita, all'interno dell'ue, ad un meccanismo di grande importanza per approfondire il dibattito sul funzionamento dell'unione, sull'efficacia del processo legislativo comunitario e sulla creazione di una rete di collaborazione sempre più intensa, in particolare sul piano locale e regionale e dunque tra i normali cittadini europei e nel loro specifico interesse. Nella mia qualità di Presidente della Repubblica di Polonia, uno Stato che ha appena iniziato a capire cosa significhi agire concretamente per difendere i propri interessi e garantire il processo d'integrazione europea, ho potuto rendermi conto dell'importanza del ruolo svolto dal Comitato delle regioni. Quest'ultimo fornisce, con il suo lavoro, un contributo preziosissimo all'unione europea, in quanto protegge i cittadini dalle potenziali derive della legislazione comunitaria, rafforza il processo decisionale all'interno dell'ue e consente alla pubblica opinione di far meglio sentire la propria voce a Bruxelles. Il Comitato delle regioni svolge una funzione consultiva e di controllo di estremo valore in ben dieci settori dell'attività comunitaria, dalla salute pubblica alla cultura, dalla creazione di infrastrutture alla elaborazione di piccoli e grandi progetti transfrontalieri. Mi auguro pertanto che il decennale rappresenti per il Comitato non solo il momento per festeggiare i risultati ottenuti e le missioni già portate a compimento con successo, ma anche l'occasione per riflettere sul contributo utile e positivo che i suoi membri, in quanto rappresentanti delle città e delle regioni d'europa, possono ancora fornire alla costruzione della casa comune europea nei prossimi anni. 20

22 Aleksander Kwaśniewski, Presidente della Repubblica di Polonia. Foto: Parlamento europeo 21

23 Kostas Karamanlis Primo ministro greco La creazione del Comitato delle regioni, dieci anni fa, ha costituito un grande passo in avanti nel riempire un grande vuoto, affrontando la questione fondamentale della partecipazione degli enti locali e regionali al processo decisionale dell'unione europea. La necessità di avvicinare l'unione ai cittadini e di incoraggiare una loro più ampia partecipazione e un loro maggiore coinvolgimento nelle questioni legate all'integrazione europea è oggi più urgente che mai e dovrebbe costituire una delle nostre priorità. Il Comitato delle regioni è stato uno strumento eccellente per conseguire tali obiettivi e, nei primi dieci anni di attività, ha saputo operare con efficacia e con risultati promettenti per il futuro. Moltissime decisioni e normative dell'ue si ripercuotono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini europei: è quindi più che ragionevole conferire agli enti locali la possibilità di essere ascoltati e di spiegare meglio i propri problemi e il proprio approccio. La consultazione del Comitato delle regioni da parte delle istituzioni europee avvicina l'ue alla sua base e garantisce una risposta più efficace e mirata alle principali preoccupazioni dei cittadini, in campo economico, sociale, occupazionale o ancora nel settore della sanità, dell'istruzione, della cultura, dell'ambiente. Oggi, con 317 membri, compresi quelli provenienti dai dieci nuovi Stati membri, il Comitato delle regioni assicura una più ampia rappresentanza delle problematiche e degli aspetti della vita locale di tutte le città e le regioni e dà un contributo prezioso, grazie alla propria competenza, al processo legislativo dell'ue. Sono certo che i primi dieci anni, già produttivi ed efficaci, saranno seguiti da un impegno ancora più valido e proficuo. 22

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