E soprattutto: IN CHE DOVEVA CONSISTERE QUESTO MIGLIORAMENTO?

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1 Pagina 1 di NETTUNO CONVEGNO SICUREZZA E CANTIERI Compito assegnato al relatore Massimo CAROLI: a) Sintesi del Quadro evolutivo b) Titolo IV: Figure, compiti e responsabilità c) Le legge 98/2013 (Aggiornamento Decreto del fare) Allegati forniti: 1. Tabelle riepilogative 2. Aggiornamento legge Articolo sui modelli semplificati 4. Articolo sul Direttore dei Lavori e la sicurezza in cantiere 5. Articolo sul Responsabile dei lavori. SINTESI DEL QUADRO EVOLUTIVO Vorrei ricordare, anche con qualche cenno storico, quali sono i veri obiettivi verso i quali ci spinge il Legislatore (europeo e italiano), per attuare la SICUREZZA SUL LAVORO. La prima riflessione è collegata infatti alle Direttive europee degli anni 89 e 90, che recepite in Italia con il DLgs 626/94 e il DLgs 494/96 ci hanno imposto (anche con la redazione di nuovi DOCUMENTI) il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. MA PERCHÉ QUESTO NUOVO OBBLIGO? (cioè, l attuazione delle Direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE). E soprattutto: IN CHE DOVEVA CONSISTERE QUESTO MIGLIORAMENTO? Tutti sappiamo che la Sicurezza nelle attività lavorative in ITALIA non nasce con il DLgs. 626/94 o con il DLgs 81/2008, ma ha radici molto più profonde nella legislazione italiana!! La PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI, infatti, era già tutelata da numerose leggi che hanno avuto una forte accelerazione negli anni 50, che (occorre ricordarlo) sono stati gli anni del dopoguerra e della ricostruzione. E il legislatore italiano, sulla base delle statistiche degli infortuni rilevate nei primi anni della ricostruzione, negli anni 55 e 56 emanò quelle leggi (DPR) sulla prevenzione degli infortuni che sono state fondamentali ed alla base della tutela della salute e sicurezza dei Lavoratori.

2 Pagina 2 di 7 Ci basterà ricordare infatti degli anni 55 e 56 almeno i tre DPR più importanti (abrogati poi dall art. 304 del DLgs 81/2008, ma recuperati sostanzialmente nei vari Titoli che compongono lo stesso decreto): - Il DPR 547/55: Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, che può essere considerato come la madre di tutte le leggi sulla sicurezza nel lavoro, nel dopoguerra. Era composto da ben 406 articoli che trattavano, appunto, della prevenzione degli infortuni in tutte le attività lavorative che si svolgono al di fuori delle mura domestiche. Il DPR 547/55 trattava nello specifico: gli Obblighi dei Datori di lavoro e dei Lavoratori, gli Obblighi dei Costruttori e dei Commercianti, gli Ambienti, posti di lavoro e di passaggio (incluse scale, ponti sospesi, parapetti, illuminazione, difesa contro gli incendi e le scariche atmosferiche, ecc.), le Norme generali di protezione delle macchine (inclusi i motori, trasmissioni ed ingranaggi, ecc.), le Norme particolari di protezione per determinate macchine (mole abrasive, impastatrici, ecc., macchine di fucinatura e stampaggio, macchine utensili per metalli, legno e materiali affini, seghe circolari, presse, cesoie, ecc., frantoi, disintegratori, molazze, molini, macchine per centrifughe, ecc., laminatoi, ecc., macchine per filare e simili, telai meccanici per tessitura, trebbiatrici e macchine diverse), i Mezzi ed apparecchi di sollevamento, trasporto ed immagazzinamento, (gru, argani paranchi e simili, ascensori e montacarichi, elevatori e trasportatori vari, ecc.), gli Impianti ed apparecchi vari (inclusi gli impianti, apparecchi e recipienti soggetti a pressione, le vasche, canalizzazioni, tubazioni, recipienti e silos, ecc., gli impianti di saldatura di vario tipo, i forni, stufe, ecc. ), gli Impianti macchine ed apparecchi elettrici, le Materie e prodotti pericolosi o nocivi, le Manutenzioni e riparazioni, i Mezzi personali di protezione e soccorsi d urgenza. Naturalmente chiudevano il DPR 547/55 le Sanzioni (cioè le pene comminate ai contravventori: Datori di lavoro e Dirigenti, Costruttori e Commercianti, Preposti, Lavoratori). - Il DPR 303/56: Norme generali per l igiene del lavoro, era composto da 56 articoli che trattavano, appunto, dell igiene sul lavoro in tutte le attività lavorative che si svolgono al di fuori delle mura domestiche. Al DPR 303/56, fondamentale fino ad oggi per l igiene sul lavoro, hanno fatto poi seguito altre norme (nel campo dell igiene sul lavoro) che lo hanno integrato o ne hanno sostituito soltanto quelle parti che sono state superate nel tempo a causa del progresso della scienza e della tecnica. E il DPR 303/56 trattava nello specifico: gli Obblighi dei Datori di lavoro, dei Dirigenti, dei Preposti e dei Lavoratori,

3 Pagina 3 di 7 le Disposizioni particolari degli Ambienti di lavoro (inclusi Altezza, cubatura e superficie, Pavimenti, muri, soffitti, finestre e lucernari, ecc ; Locali sotterranei, Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi; Locali di riposo; Pulizia dei locali, ecc.) la Difesa dagli agenti nocivi (Difesa contro le polveri; Rumori e scuotimenti, ecc.) i Servizi sanitari (Pronto soccorso; Pacchetto di medicazione; Cassetta di pronto soccorso; Visite mediche: con allegata la tabella delle lavorazioni per le quali vige l'obbligo delle visite mediche preventive e periodiche, ecc.) i Servizi Igienico Assistenziali (incluse le Docce ; i Gabinetti e lavabi ; gli Spogliatoi e armadi per il vestiario ; il Refettorio, ilocali di ricovero e di riposo ; la Pulizia delle installazioni igienico-assistenziali, ecc.) Naturalmente chiudevano il DPR 303/56 le Sanzioni (cioè le pene comminate ai contravventori: Datori di lavoro e Dirigenti, dai Preposti e dai Lavoratori). - il DPR 164/56: Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni, che era composto da 81 articoli che trattavano, appunto, della sicurezza sul lavoro in tutte le attività lavorative denominate costruzioni edili, stradali, ferroviarie, ecc. o più genericamente opere di genio civile (fondamentale fino al DLgs 81/2008 per la Sicurezza nei cantieri ). Il DPR 164/56 trattava, in particolare: delle Attività soggette, delle Attività escluse, e dei Soggetti tenuti all osservanza delle norme (che indicano, oltre al Datore di lavoro, per quanto loro spetti e competa, anche i Dirigenti, i Preposti ed i Lavoratori ). delle Disposizioni di carattere generale (Viabilità nei cantieri; Luoghi di transito; Idoneità delle opere provvisionali; Protezione dei posti di lavoro; Cinture di sicurezza; Lavori in prossimità di linee elettriche; ecc.) degli Scavi e Fondazioni (Splateamento e sbancamento; Pozzi, scavi e cunicoli; Deposito di materiali in prossimità degli scavi; Presenza di gas negli scavi; ecc.) dei Ponteggi e Impalcature in legname (Intavolati; Parapetti; ecc.) dei Ponteggi metallici fissi (Autorizzazione alla costruzione ed all'impiego; Montaggio e smontaggio; Manutenzione e revisione; ecc.) dei Trasporto dei materiali (Castelli per elevatori; Impalcati e parapetti dei castelli; Montaggio degli elevatori; ecc. Sollevamento di materiali dagli scavi; ecc.) delle Costruzioni Edilizie (Costruzioni di archi, volte e simili; Posa delle armature e delle centine; Resistenza delle armature; Disarmo delle armature; Difesa delle aperture; ecc.) delle Demolizioni (Rafforzamento delle strutture; Ordine delle demolizioni; Misure di sicurezza; Convogliamento del materiale di demolizione; ecc.) Naturalmente chiudevano il DPR 164/56 le Sanzioni (cioè le pene comminate ai contravventori: Datori di lavoro e Dirigenti, dai Preposti e dai Lavoratori). Negli anni successivi, e fino ai giorni nostri, sono stati emanati tanti altri DPR e DM che hanno imposto come già detto ulteriori prescrizioni oltre quelle contenute nel DPR sopra citati, per meglio garantire la sicurezza e la salute dei Lavoratori in campi ritenuti particolarmente pericolosi.

4 Pagina 4 di 7 E, parallelamente a tutte queste norme a partire sempre dal dopoguerra sono state emanate anche le leggi sulle Funzioni di vigilanza. Tra tante per averne un idea basterà ricordare: il DPR 520/55: Riorganizzazione centrale e periferica del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, la Legge 628/61: Modifiche all ordinamento del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, il DLgs. 758/94: Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro. Ma allora, ripeto, PERCHÉ QUESTO NUOVO OBBLIGO? (Dare attuazione alle Direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE attraverso il DLgs 626/94, il DLgs 494/96 e infine il DLgs 81/2008 e smi). E soprattutto: IN CHE DOVEVA CONSISTERE QUESTO MIGLIORAMENTO? Come provocazione, potrei affermare che le prescrizioni da rispettare con i vecchi DPR del 55, del 56, ecc. erano già ottime!! I DPI esistevano già. I Parapetti erano alti un metro (come oggi). Le cinture di sicurezza dovevano essere indossate. I Ponteggi (e i lavori in quota) erano già inseriti nel DPR 164/56 (Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni), ecc. I luoghi di lavoro dovevano essere puliti. Ecc. Anche la Informazione e Formazione era già prevista Ma allora, cosa doveva cambiare in Italia nel campo della sicurezza sul lavoro, a partire dall emanazione del DLgs. 626/94 prima, del DLgs 494/96 poi ed infine del DLgs 81/2008 e s.m.i.? Quali sono questi miglioramenti che il Legislatore (europeo prima e Italiano poi) voleva per tutelare la sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro? Il vero obiettivo dei miglioramenti dobbiamo saperlo leggere proprio nel passaggio dalle vecchie Leggi (DPR) alle nuove (DLgs 626/94, DLgs 494/96, DLgs 81/2008 e s.m.i.). Il Legislatore, praticamente, passa da un sistema basato essenzialmente sulla prevenzione tecnologica (e parte della vecchia legislazione è tuttora vigente) ad un sistema di sicurezza globale che pone l UOMO, anziché la macchina, al centro della nuova organizzazione della sicurezza. Cerchiamo di riepilogare brevemente, per quanto possibile. Il DLgs. 626/94 e s.m.i. rappresentava un miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro; veniva cioè elevato, da parte del Legislatore, il livello minimo delle condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro cercando di garantire una situazione di benessere compatibile con le esigenze di lavoro.

5 Pagina 5 di 7 La novità di questo decreto è stata quella di rendere assolutamente chiare le Misure generali di tutela (delle attività lavorative che si svolgono al di fuori delle mura domestiche) innovando, soprattutto dal punto di vista metodologico e formale, i precetti già esistenti nelle precedenti leggi (DPR 547/55, DPR 303/56, ecc. che comunque restavano in vigore). Mentre prima tali precetti avevano una valenza limitata ed indiretta ai fini della prevenzione, con il DLgs. 626/94 e il DLgs 494/96 il Legislatore ha cercato di attuare in maniera molto più incisiva una tutela preventiva. Dunque, si può affermare che il DLgs 626/94 e il DLgs 494/96 - più che introdurre nuove norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro, in gran parte contenute nel DPR 547/55 - introdussero nel nostro ordinamento giuridico una disciplina specifica ed articolata delle stesse norme nell intento di creare un nuovo modo di pensare e di assicurare la sicurezza nell organizzazione del lavoro. Riflettiamo sui Documenti che ora debbono accompagnare i nostri lavori: Il DVR, il DUVRI, il Piano delle Emergenze, il PSC, il POS, il FASCICOLO, il PiMUS. Possiamo rilevare che essi nascono tutti con l intento di pianificare A MONTE l organizzazione del lavoro, dando anche indicazioni su chi deve attivarsi e come. Sono dunque gli strumenti operativi che servono per attuare questo benedetto MIGLIORAMENTO, che ancora stenta ad essere applicato con risultati pratici, sui luoghi di lavoro. Tutti contengono infatti (ovviamente, per la tipologia dei lavori a cui si riferisce lo specifico documento) ; l individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza; l individuazione, l analisi e la valutazione dei rischi concreti, in riferimento all area ed all organizzazione dei lavori, alle lavorazioni stesse ed alle loro interferenze; le scelte progettuali ed organizzative, alle quali fanno sempre seguito le procedure e le misure preventive ed organizzative; le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive e DPI, in riferimento alle interferenze tra le lavorazioni; le misure di coordinamento delle interferenze relative all uso comune da parte di più Imprese e Lavoratori autonomi, come scelta di pianificazione dei lavori finalizzata alla sicurezza di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva; e, di conseguenza, le modalità organizzative della cooperazione e del coordinamento, nonché della reciproca informazione, ecc. Ma, per attivare le scelte progettuali ed organizzative e le conseguenti prescrizioni operative (che debbono essere inserite in tutti i nostri documenti ) è necessario che OGNUNO svolga, con competenza, il ruolo attivo che il Legislatore gli riserva nell organizzazione del lavoro.

6 Pagina 6 di 7 Questo significa che TUTTI NOI (cioè: Datori di lavoro, Datori di lavoro committenti, Dirigenti e Preposti, Lavoratori subordinati, Lavoratori autonomi, ma anche Committenti, Responsabili dei lavori e Coordinatori per la sicurezza) SIAMO CHIAMATI A SVOLGERE UN RUOLO ATTIVO e finalizzato al raggiungimento dell obiettivo comune della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ma come? Impegnandoci nel programmare, promuovere e partecipare ad una NUOVA FORMAZIONE, INFORMAZIONE e ADDESTRAMENTO, che consenta veramente a TUTTI di essere edotti sulle scelte progettuali ed organizzative e soprattutto sulle conseguenti prescrizioni operative necessarie per tentare di raggiungere la sicurezza nei luoghi di lavoro. Ripeto: ora il Legislatore non si accontenta più delle innovazioni tecniche che migliorano i DPI, ecc. ma pone l Uomo al centro della gestione della sicurezza, cercando appunto di tutelarne lo stato di benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in una assenza di malattia o infermità. [art. 2, comma 1, lettera o) del DLgs 81/2008: Definizione di salute ]. E la vera innovazione del DLgs 626/94 e del DLgs 494/96 prima e del DLgs 81/2008 poi è rappresentata appunto dallo spostamento dalla prevenzione tecnologica (che imponeva anche una Formazione e Informazione che si basava sul rispetto di Obblighi e Divieti da attuare durante l esecuzione dei lavori) alla prevenzione programmata, a monte dell inizio dei lavori (procedure inserite nel DVR, DUVRI, PSC, POS, Fascicolo, PiMUS, ecc.) ed al coinvolgimento e la cooperazione tra tutti i soggetti che possono essere coinvolti nei processi lavorativi da eseguire. Coinvolgimento che, per essere concretamente attuato, deve necessariamente passare attraverso la Informazione e la Formazione di TUTTI questi soggetti:! Datore di lavoro, Datore di lavoro committente, Dirigente, Preposto, Lavoratore, Lavoratore autonomo ecc.! Ma anche Committente, Responsabile dei lavori, Coordinatore in fase di Progettazione, Coordinatore in fase di esecuzione, Impresa affidataria, Impresa esecutrice ecc. Quindi anche i pilastri sui quali si basano le leggi della sicurezza sul lavoro, (cioé: Obblighi, Divieti e Responsabilità) diventano più equilibrati. Lo ripeto ancora: Il Legislatore, in sostanza, passa da un sistema basato essenzialmente sulla prevenzione tecnologica (che erano fondati principalmente su Obblighi e Divieti) ad un sistema di sicurezza globale che pone l UOMO, anziché la macchina, al centro della nuova organizzazione della sicurezza (anche attraverso una migliore ripartizione delle Responsabilità). Infatti, tutti siamo chiamati a svolgere un ruolo attivo e finalizzato al raggiungimento dell obbiettivo comune: la SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO.

7 Pagina 7 di 7 Perciò, proviamo ora a riflettere sul titolo del tema proposto in questo convegno: SICUREZZA E CANTIERI Sono davvero due termini inconciliabili?? Certamente le leggi sono perfettibili!! Ma noi, quando svolgiamo il ruolo di CSP/CSE o di Responsabili dei lavori o di Direttore dei Lavori:! Possiamo dire di conoscere bene il DLgs 81/2008 e le altre leggi sulla sicurezza??! Possiamo affermare che nei nostri cantieri ne diamo una applicazione corretta?! O dobbiamo riconoscere che spesso il nostro compito è svolto con SUPERFICIALITA, APPROSSIMAZIONE e che, per questo motivo, siamo corresponsabili della MANCATA CRESCITA di chi interagisce con il nostro ruolo?? Questo significa anche che l AGGIORNAMENTO CONTINUO che il Legislatore ci impone non dobbiamo sentirlo solo come obbligo, ma anche come opportunità di crescita professionale!! Ma tutto questo deve anche portarci a riflettere - COME COORDINATORI e/o Responsabili dei lavori - sulla necessità: a) di evitare che i nostri PSC, POS, Fascicolo, PiMUS, (ma anche DVR e DUVRI) restino dei documenti destinati ad una cerchia ristretta di persone; b) di evitare di usare questi stessi documenti per fare uno sfoggio di cultura che solitamente mira solo ad impressionare quei quattro gatti che solitamente ci leggono (cioè, gli Ispettori del lavoro); o che addirittura ci valutano un tot al Kg di prodotto fornito (cioè i Committenti e/o Responsabili dei lavori). c) di utilizzare invece questi documenti (e farli utilizzare) per promuovere la INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO di tutti i soggetti che possono essere coinvolti nei processi lavorativi da eseguire. MA DI QUESTI BUONI PROPOSITI CE NE RICORDEREMO QUANDO TORNEREMO SUI NOSTRI CANTIERI? Seguono i file su: 1. Tabelle riepilogative 2. Aggiornamento legge Articolo sui modelli semplificati 4. Articolo sul Direttore dei Lavori e la sicurezza in cantiere 5. Articolo sul Responsabile dei lavori. Massimo CAROLI

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