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1 DIOCESI di REGGIO EMILIA GUASTALLA UFFICIO SCUOLA Aggiornamento docenti di IRC 3 Incontro Reggio Emilia 21 novembre 2011

2 PROFESSIONALITÀ IDR e AUTONOMIA DELLA FUNZIONE DOCENTE

3 Da diversi anni la strategia d innovazione del sistema scuola insiste su un punto particolare come condizione della propria qualificazione: la formazione degli insegnanti. Non appare però sufficiente la delineazione di un percorso basato soltanto sulla formazione iniziale, si propone una revisione della carriera basata sui concetti di formazione in servizio e di competenza. Tale proposta si radica sul principio di professionalità che, nella sua versione più forte, dovrebbe fare uscire la figura dell insegnante dal ruolo impiegatizio, in quanto dipendente dallo Stato o da Enti diversi, per approdare sul versante sociale con l adozione di uno statuto giuridico simile a quello di altre figure professionali che hanno già una loro strutturazione istituzionale e una propria regolamentazione: medici, avvocati, psicologi, ecc. Si intende affermare il principio di autonomia della funzione docente.

4 Dalle 39 domande dell Europa domanda n. 13: : Quali saranno le caratteristiche del programma di risanamento per le singole scuole con risultati insoddisfacenti nei test Invalsi? domanda n. 14: : Come il governo intende valorizzare il ruolo degli insegnanti nelle singole scuole? Quale tipo di incentivi il governo intende mettere in opera?

5 La qualità della scuola, oggi, dipende (oltre che da uno sforzo volontario e non riconosciuto dei singoli docenti sul piano dell arricchimento della propria preparazione e della costruzione della capacità di lavorare in squadra) quasi esclusivamente dal caso che fa incontrare nella singola scuola persone che si ritrovano in un agire comune.

6 La qualità dei docenti da assumere nei prossimi anni richiede quindi due precondizioni: un alto livello di competenza disciplinare e professionale e la trasparenza e la periodicità regolare delle procedure di assunzione

7 Bisogna ripensare la formazione universitaria garantendo non solo le competenze disciplinari ma anche quelle professionali (didattiche, organizzative, tecnologiche, linguistiche, di problem solving e di team building) oggi necessarie

8 Insegnare vuole dire aiutare qualcuno a entrare in rapporto con la realtà che ci parla attraverso i segni

9 L insegnamento implica quindi un dialogo continuo con la realtà. Realtà che si svela se si è capaci di interrogarla ponendo le domande giuste, quelle che esprimono i nostri interrogativi irrinunciabili.

10 Ci si preoccupa di far imparare agli alunni nozioni riguardanti i singoli ambiti della conoscenza (i saperi) ) e non di orientare ad una comprensione dei dati reali di cui si afferri la medesima origine e la medesima destinazione.

11 Il principio unificante è opera di un soggetto che vive intensamente il reale, senza insinuare divisioni tra la professione e l esistenza personale

12 La scuola è il luogo dove si forma nelle persone l attitudine al giudizio, che si chiama in altri termini conoscenza. Metodo: l approfondimento del lavoro in classe

13 Il docente è un adulto che dovrebbe aiutare i più giovani a sperimentare l unità tra la loro vita e tutte le attività e materie che apprendono

14 L insegnante faccia esperienza di ciò che insegna, nel senso di ricominciare a guardare il pezzo di realtà che gli è data da sbrogliare con gli alunni come sua.

15 dal Regolamento del 1 ciclo La progettazione didattica promuove l organizzazione degli apprendimenti in maniera progressivamente orientata ai saperi disciplinari: promuove inoltre la ricerca delle connessioni fra i saperi disciplinari e la collaborazione fra i docenti

16 La scuola spezza la realtà in tanti frammenti. Occorre guardare la realtà nella sua ampiezza e continuità e aiutare gli alunni a sperimentarla in un percorso di studio.

17 È importante la progettazione dei percorsi di insegnamento in cui insegnanti di diverse discipline individuano per le loro classi dei passi nel cammino nella conoscenza della realtà unitariamente intesa

18 Sono ancora troppo pochi (e spesso contrastati) quei dirigenti scolastici che hanno dedicato i loro maggiori sforzi a trasformare il collegio e le sue articolazioni in luoghi di innovazione didattica e di costruzione di team disciplinari e interdisciplinari coesi ed efficienti

19 CCNL - scuola ART.27 - PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE 1. Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico- didattiche, organizzativo-relazionali relazionali e di ricerca, documentazione e valutazione tra loro correlate ed interagenti, che si sviluppano col maturare dell'esperienza didattica, l'attività di studio e di sistematizzazione della pratica didattica.

20 CCNL scuola ART.27 - PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE I contenuti della prestazione professionale del personale docente si definiscono nel quadro degli obiettivi generali perseguiti dal sistema nazionale di istruzione e nel rispetto degli indirizzi delineati nel piano dell offerta formativa della scuola.

21 CCNL - Scuola Art.26 - FUNZIONE DOCENTE 1. La funzione docente realizza il processo di insegnamento/apprendimento volto a promuovere lo sviluppo umano, culturale, civile e professionale degli alunni,..

22 CCNL - Scuola Art.26 - FUNZIONE DOCENTE. sulla base delle finalità e degli obiettivi previsti dagli ordinamenti scolastici definiti per i vari ordini e gradi dell'istruzione.

23 Art. 8 Regolamento autonomia Spetta al Ministro definire: a) gli obiettivi generali del processo formativo; b) gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni; c) le discipline e le attività costituenti la quota nazionale dei curricoli e il relativo monte ore annuale;

24 CCNL scuola Art. 26 La funzione docente si fonda sull autonomia culturale e professionale dei docenti

25 CCNL scuola Art. 26 La funzione docente si esplica nelle attività individuali e collegiali e nella partecipazione alle attività di aggiornamento e formazione in servizio.

26 CCNL scuola Art. 26 I docenti, nelle attività collegiali, attraverso processi di confronto ritenuti più utili e idonei, elaborano, attuano e verificano, per gli aspetti pedagogico didattici, il piano dell offerta formativa

27 L autonomia professionale docente dipende dall autonomia della istituzione scolastica

28 L autonomia della istituzione scolastica è la grande incompiuta. E non è solo questione di risorse finanziarie

29 Per una reale autonomia: meno centralismo e più fiducia capacità dirigenziali professionalità docenti premialità per le scuole maggiore vigilanza

30 Per una possibile autonomia: attuare risorse autonomia didattica e organizzativa provare curricolo di istituto proporre innovazione anziché conservare l esistente

31 Team building, letteralmente "costruzione del gruppo", è costituito da un insieme di attività formative, team games, team experience,, team benessere (ludiche, esperienziali o di benessere), il cui scopo è la formazione di un gruppo di persone. Utilizzata con successo in America sui bambini, è oggi sempre più spesso applicata a realtà aziendali con lo scopo di ottenere il massimo in termini di performance dai propri dipendenti. Il team building può avere una valenza formativa, se associato ad una analisi dettagliata dei bisogni, a fasi strutturate di debrief o semplicemente può avere una valenza ludica, qualora l'obiettivo sia quello di fare divertire il gruppo e dare una sensazione di appartenere ad un team. L'attività stimola le aziende a riflettere sull'importanza di lavorare in contesti relazionali piacevoli.

32 Le fasi del Problem Solving Il processo di Problem Solving si suddivide in quattro fasi, che si articolano in vari passaggi intrecciati fra loro. Vediamole in sintesi: FASE 1: Identifichiamo il problema e il nostro obiettivo: Definizione dell obiettivo. Analisi degli ostacoli. FASE 2: Generiamo le possibili soluzioni: Generazione delle idee (brain storming). Trasformazione delle idee in soluzioni. FASE 3: Scegliamo, valutiamo e pianifichiamo la soluzione: Valutazione di efficacia, fattibilità e conseguenze. Scelta della soluzione Pianificazione (cosa, quando, come e con quali risorse) FASE 4: Mettiamo in pratica: Esecuzione del piano. Valutazione dei risultati.

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