LA FACOLTÀ DI ECONOMIA 7

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1 LA FACOLTÀ DI ECONOMIA 7 INTERVISTA AL PRESIDE DI FACOLTÀ ENRICO ZANINOTTO La Facoltà di Economia è stata istituita nell anno accademico 1973/74. Nell intervista che segue il preside Enrico Zaninotto, che ha guidato la Facoltà dal 2000 al 2003, parla delle recenti riforme che hanno investito il mondo universitario e illustra il corso di laurea in Economia nonché gli sbocchi futuri. Quale è stato il Suo percorso professionale? Come è arrivato ad insegnare a Trento? E poi come è diventato preside? Quale è la Sua filosofia di vita? Ho lavorato un po in impresa e poi sono entrato in Università; dapprima in Bocconi, da lì sono poi passato a Venezia dove mi ero laureato e successivamente, con un breve intervallo all estero, sono arrivato a Trento. Mi è piaciuto il modo di vivere a Trento e qui mi sono fermato. Insegno Economia e gestione delle imprese, occupandomi soprattutto di temi di decisione, sia in termini generali, sia in collegamento alla programmazione della produzione. Il ministro dell Istruzione, Letizia Moratti, ha di recente illustrato alla Conferenza dei rettori italiani (Crui) le linee generali del progetto di riforma dello stato giuridico e delle carriere dei professori universitari. Potrebbe esprimere il Suo parere sulla proposta del ministro? In generale è difficile commentare le riforme, perché non è semplice capire come effettivamente funzionerà una legge a partire dal testo. Nelle Università abbiamo vissuto diverse riforme, ad esempio dei concorsi; ma ciò che sulla carta sembra razionale può non funzionare bene a motivo delle procedure adottate. Inoltre delle proposte del ministro mancano molti dettagli, e nelle leggi i dettagli contano. Contano infine anche i comportamenti, perché possiamo avere la legge migliore del mondo, ma comportamenti cattivi sono sempre possibili e in certi casi i cattivi comportamenti fanno sì che una legge ragionevole possa produrre pessimi risultati. Nella riforma della Moratti ci sono alcune buone idee, alcune idee che io condivido totalmente, ad esempio una maggiore contrattualizzazione dei rapporti di lavoro o l immissione dei ricercatori con contratti temporanei. Condivido un po meno altri aspetti, ma direi che sono più i punti con i quali concordo. Ci sono però dei grossi se. Ad esempio, è possibile immaginare contratti temporanei per i ricercatori solo se le condizioni economiche sono buone, se sono davvero 7 Revisione e ampliamento dei seguenti articoli di L. BORTOLOTTI: L Ateneo trentino/2. LA FACOLTA DI ECONOMIA. Intervista al preside di facoltà Enrico Zaninotto, Opinioni sulla scuola che cambia, gennaio-febbraio 2003; FACOLTA DI ECONOMIA, PRESENTE E FUTURO, La Finestra, Aemme, marzo 2003, anno XV n. 3; L Ateneo trentino/ 6. LA FACOLTA DI ECONOMIA. Intervista al preside di facoltà Carlo Borzaga, Opinioni sulla scuola che cambia, gennaio-febbraio 2004; ECONOMIA, SCIENZA SOCIALE UTILE E NECESSARIA, La Finestra, Aemme, gennaio 2004, anno XVI n. 1; LA FACOLTÀ DI ECONOMIA. Intervista ai presidi di facoltà Enrico Zaninotto ( ) e a Carlo Borzaga (2004), UCT, Trento, n. 341, maggio 2004, pp

2 Il Preside Carlo Borzaga (f. Bernardinatti) Facciata della Facoltà di Economia in via Inama (f. Bernardinatti) Cinema all aperto nel cortile della Facoltà di Economia (f. Bernardinatti) 42

3 buone, perché noi dobbiamo competere con altri paesi. Pertanto, una cosa importante è sapere quanti fondi saranno destinati a realizzare questa riforma. La riforma Berlinguer, ahimè, fu fatta a costo zero, e questo è stato un problema. La riforma dei 3+2 costa: costano i tirocini, che richiedono organizzazione e uffici dedicati; l apprendimento di due lingue, che non si realizza per il solo fatto di un articolo di legge, l aumento della didattica, il tutoraggio Certo le risorse non sono una condizione sufficiente: si possono avere risorse e sperperarle, ma senza risorse gli enunciati della riforma restano vuoti. Si può dire dunque che i principi che ispirano la proposta del ministro Moratti sono in buona parte condivisibili, bisogna però vedere in che modo si intende realizzarla. Quali sono le prospettive della Sua Facoltà? Che rapporti con Bolzano, Innsbruck e l Europa in generale? Il 3+2 è stato realizzato dalla Facoltà in un modo molto ordinato, come in tutte le Facoltà di Trento. Abbiamo introdotto alcune innovazioni didattiche interessanti di cui ora stiamo misurando gli effetti. Monitoriamo ogni anno tutte le azioni che abbiamo fatto, sia in termini di qualità dello studio sia di risultati quantitativi. Abbiamo interessanti prospettive di intervento nei confronti degli studenti lavoratori, del mondo della formazione permanente, per la quale, assieme ad altre Facoltà dell Ateneo, abbiamo costituito la Trento School of Management; stiamo ora lavorando sull alta formazione. Stiamo infine migliorando la didattica di base. Io non penso che le lauree triennali abbiano fatto scadere l insegnamento universitario. Personalmente ritengo che ora stiamo facendo una didattica migliore: certo, secondo tempi e gradazioni diverse dal passato. Trienni e quinquenni sono cornici che devono essere utilizzate in modo appropriato: per noi la riforma del 3+2 è stata l occasione per verificare la qualità della didattica, rivedere i programmi e i percorsi formativi. Inoltre c è la grande apertura internazionale che è caratteristica di tutto l Ateneo trentino. La Facoltà di Economia è pioniere su questo tema: abbiamo aperto le prime doppie lauree con l area tedesca e ora abbiamo anche una doppia laurea con Strasburgo in Francia e una con Madrid. Credo che i nostri studenti si sentono studenti europei, si sentano persone che vivono in un contesto di relazione internazionale che un tempo non c era. Si è molto parlato di collaborazioni fra Università ed enti locali: a che punto siamo? E solo una bella idea o c è già qualcosa di avviato? I rapporti con gli enti come la Provincia, la Camera di Commercio, o l Associazione Industriali, sono molto solidi. Inoltre, come le accennavo, collaboriamo per la Trento School of Management. Sono collaborazioni che si estendono alla ricerca, come è accaduto per l Osservatorio sull economia e sulla società trentina a cui collaborano diversi Dipartimenti, non solo di Economia. Abbiamo ottime relazioni con il mondo degli industriali, dei commercianti, del turismo. Devo dire, invece, che con la scuola superiore siamo un po in difficoltà. Come Ateneo, abbiamo fatto dei passi avanti rispetto all insegnamento delle lingue, e soprattutto con la matematica, con l iniziativa di Orientamat. C è ancora però molto da fare, anche perché la riforma delle superiori ci impegna a un migliore collegamento con le superiori. Per ora, l istituzione dei debiti formativi ci crea qualche difficoltà e non ritengo che questo sia il modo corretto di affrontare il passaggio dalle superiori all Università. Voglio dire che o i debiti si recuperano o si prevede un test di accesso. Ma l annullamento dei debiti e l assenza di una verifica all accesso sono assieme misure incoerenti. Spero che il protocollo di intesa tra PAT e Ministero dia la possibilità di inventare qualcosa di più utile. Ci sono poi altri problemi su cui l imminente riforma delle superiori ci costringerà a riflettere, come il collegamento tra il terzo livello della scuola professionale e l Università. 43

4 È necessario introdurre nuovi corsi di laurea entro la Sua Facoltà per completare l offerta formativa oppure è meglio concentrare le risorse su alcuni campi già presenti per poter raggiungere l eccellenza? Sui corsi di laurea pensiamo di mantenere il nostro programma di attivazione, adattandolo alle innovazioni e agli aggiustamenti della riforma previsti dal Ministero stesso a conclusione del primo triennio di applicazione. La realizzazione della riforma in Facoltà mi sembra comunque ragionevole. Piuttosto dovremmo lavorare sul piano della differenziazione dei percorsi formativi: una cosa che stiamo scoprendo è che la popolazione studentesca si sta modificando e che agli studenti che frequentano con regolarità si accompagnano molte persone che studiano e contemporaneamente lavorano. Per questi bisogna fare didattica in modo diverso, trovare altri modelli di formazione, magari con percorsi più lunghi. Cosa cambia con l introduzione del diploma 3+2 e successivo dottorato? Il 3+2 è un modo per abbreviare le carriere accademiche? Non è un cambiamento di nome che fa abbreviare le carriere, bensì il modo di studiare. Noi stiamo da anni riducendo la lunghezza delle carriere; lo stavamo facendo anche con i tradizionali corsi quadriennali. Nella nostra Facoltà dal 10 al 15% degli studenti si laureano in corso; questa è una cifra che sembra microscopica e che è però una cifra enorme rispetto al 2% delle Università italiana. Per laureare le persone in corso bisogna mettere gli studenti in condizione di lavorare bene, seguirli con attenzione, verificare lo sviluppo delle carriere, intervenire dove è necessario. Occorre offrire insegnamenti stimolanti e modalità di apprendimento innovative: un basso interesse è l anticamera dell insuccesso scolastico. Ma tutto ciò è costoso: non solo in termini finanziari, ma anche di impegno individuale. Bisogna precisare i percorsi formativi, ma dando libertà, senza incorrere in un paternalismo o in una rigida determinazione delle carriere. Le cose non cambiano con il 3+2. Se non si adotta questa mentalità il 3+2 rischia di diventare un percorso di otto anni., perché oltre alla lunghezza dei cinque o dei tre anni ci saranno tutti i ritardi e i problemi dei passaggi dai tre ai due. E la qualità della didattica che conta, la riflessione sul modo di fare didattica, sul modo di apprendere. La riforma avrà successo nel ridurre i tempi di laurea solo se è l occasione per mettere in discussione la qualità della didattica. Che ruolo può avere all interno della nuova Università la figura del tutor? Può spiegare in che cosa consiste la pratica dei debiti per i neo iscritti? E quella dei crediti? La figura del tutor individuale nelle Facoltà numerose non c è, perché è impossibile crearlo: dovremmo avere delle risorse economiche ed umane notevolissime. Noi abbiamo però introdotto tutta una serie di sportelli - matematico, di orientamento per il piano di studi - e in certi casi abbiamo attivato specifiche azioni di tutoraggio con funzioni molto precise. Non si tratta comunque di un tutor all inglese. Per quanto riguarda i debiti come Facoltà di Economia chiediamo una verifica all ingresso per la matematica e la lingua appresa nelle superiori: sono due test che non danno crediti. Se uno studente non supera le verifiche si può iscrivere comunque, ma il superamento di alcuni esami è subordinato alla verifica del test. L uso dei crediti all Università, invece, dovrebbe far diventare più semplice il riconoscimento dei curricoli. E ciò va bene soprattutto in una dimensione europea. Quali sbocchi professionali offre la Sua Facoltà? La Facoltà di Economia offre molti sbocchi professionali. Però le indagini che facciamo non dicono che i laureati di Economia di Trento trovino lavoro più facilmente dei laureati in Lettere. E una zona che da lavoro a tutti e la domanda di laureati è fortunatamente abbastanza alta. Il 44

5 laureato in Economia ha una certa versatilità e un po più di abitudine rispetto agli altri alla cultura dell impresa e al linguaggio formale matematico o contabile che serve alle imprese. Per noi in realtà non c è mai stato un problema di sbocchi. Quale è la Sua riflessione a proposito del cambio di rotta per Università ed imprese per quanto riguarda i progetti di ricerca? E a proposito dello sciopero di tutti Rettori contro il ministro Moratti per il taglio dei fondi all Università? Si tratta di due diversi problemi. Da un lato c è la questione finanziaria. Su questo tema l Italia è talmente in basso nella graduatoria dei paesi industrializzati che non c è molto da dire. Per fare ricerca servono fondi e ne servono tanti. Per attrarre giovani studiosi occorre offrire condizioni non troppo distanti da quelle che sono in grado di ottenere in altri paesi, dove si recano per studiare o per completare i programmi di dottorato o post-dottorato. Il rientro dei cervelli non può essere visto come il rientro di qualche nome famoso e affermato: oggi assistiamo alla emorragia di giovani capaci e bravi con buona formazione che se ne vanno all estero e non trovano le condizioni per rientrare. Detto questo, però, bisogna anche fare un esame di coscienza. L Università ha usato male la sua autonomia: non solo ha pochi soldi, ma li ha anche spesi male. Si è così instaurato un circolo vizioso che ora deve essere interrotto. E per questo occorre che Università ed enti di ricerca modifichino profondamente i propri comportamenti, accettino di essere posti a confronto con altri, ammettano una allocazione dei fondi che premi i migliori e così via. Naturalmente occorre cominciare da qualche parte. Servono più soldi, ma non si possono dare finanziamenti senza regole più stringenti. 45

6 INTERVISTA AL PRESIDE DI FACOLTÀ CARLO BORZAGA Nell intervista a Carlo Borzaga, preside della Facoltà di Economia nell anno 2004, si sfatano alcuni luoghi comuni circa le difficoltà del corso di studi in Economia e si rivela come la richiesta di laureati di questa Facoltà copra quasi la metà dell intera domanda di laureati. Quale è stato il Suo percorso professionale? Come è arrivato ad insegnare a Trento? E poi come è diventato preside? Mi sono laureato in Scienze Sociali a Trento nel 1972, seguendo un indirizzo di studi a forte orientamento economico. Ho iniziato quasi subito a lavorare in Università, nella neonata Facoltà di Economia, grazie ad una borsa di studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ho quindi percorso tutti i gradi della carriera universitaria a Trento, occupandomi prima di economia regionale, quindi di politica economica e di economia del lavoro e infine di analisi economica del settore nonprofit. Ho trascorso alcuni periodi di studio e di ricerca all estero, soprattutto in Gran Bretagna. Attualmente insegno Economia del lavoro ed economia delle organizzazioni cooperative e nonprofit. Ho collaborato e collaboro con diverse istituzioni internazionali e con gruppi di ricerca europei sulle tematiche del nonprofit e dell economia sociale. Nel corso degli ultimi dieci anni sono stato impegnato anche in ruoli di tipo organizzativo: per sei anni sono stato delegato del rettore per il programma Erasmus, dal 1994 sono presidente e coordinatore dell Istituto Studi Sviluppo Aziende Nonprofit (Issan), negli ultimi due anni ho presieduto il Nucleo di Valutazione dell Università. Forse questa mia esperienza organizzativa è alla base della mia elezione a Preside per il prossimo triennio. Quali sono le prospettive della Sua Facoltà? Che rapporti con l estero? Credo che le prospettive per la Facoltà e, più in generale per gli studi di economia, siano positive. La domanda di laureati in economia è in crescita, in provincia di Trento come in Italia, e rappresenta, secondo recenti indagini svolte direttamente presso le imprese, quasi la metà dell intera domanda di laureati. La Facoltà ha completato la riforma del 3+2 scegliendo un modello (poche lauree triennali non eccessivamente professionalizzanti e più lauree specialistiche) che è risultato migliore di altri possibili. Sono state introdotte alcune importanti innovazioni didattiche come i laboratori e i corsi in lingua straniera dove il docente titolare del corso è affiancato da un lettore di madrelingua che aiuta gli studenti nella comprensione delle lezioni e nella redazione dei testi scritti. Il corpo docente è consolidato, affiatato e ben inserito nella comunità scientifica nazionale e internazionale, come dimostrano i numerosi seminari e convegni organizzati all interno della Facoltà. La qualità della didattica è buona, come risulta anche dalle valutazioni effettuate presso gli studenti, anche se vi sono ancora margini di miglioramento. I servizi per gli studenti, le sale di lettura e le aule didattiche sono per il momento sufficienti. Probabilmente anche per queste ragioni il numero di immatricolati ha recentemente ripreso a crescere. Stiamo inoltre da qualche tempo lavorando su alcuni progetti innovativi che dovrebbero ulteriormente potenziare la Facoltà e accrescerne la visibilità, non solo a livello locale. Per quanto riguarda i rapporti con l estero credo di poter affermare, anche in base ai dati che ho analizzato lavorando all interno del Nucleo di Valutazione, che la Facoltà di Economia è tra le più avanzate in Italia. Abbiamo da anni un numero consistente di nostri studenti che trascorrono un periodo di studi all estero, soprattutto utilizzando le opportunità offerte dal programma Socrates-Erasmus. Dei laureati nel 2002 ben il 25% aveva seguito corsi di studio all estero, contro una media dei 24 Atenei inclusi nell indagine di Almalaurea di appena il 14,6%. Siamo 46

7 Una lezione nell aula Rossa della Facoltà di Economia (f. Bernardinatti) Una lezione nell aula A (f. Bernardinatti) Una lezione nell aula A (f. Bernardinatti) 47

8 stati le prima Facoltà trentina a realizzare un accordo di doppia laurea e ora ne abbiamo diversi, non solo con l area tedesca, ma anche con la Spagna e la Francia. Stiamo potenziando la presenza in Facoltà di docenti stranieri e di didattica in lingua straniera. E decisamente in aumento anche la presenza in Facoltà di studenti provenienti da altri paesi che utilizzano il programma Erasmus o altri programmi gestiti dall Ateneo, oppure che arrivano autonomamente ad iscriversi alla Facoltà. Credo che molti nostri studenti vivano questo clima di internazionalizzazione degli studi di Economia e si sentano sempre più studenti europei. E ciò credo sia molto importante per loro e per l ambiente, sociale ed aziendale, in cui domani si troveranno ad operare. Si è molto parlato di collaborazioni fra Università ed enti locali (ITC, Istituti scolastici, Servizio istruzione, Sovrintendenza scolastica): a che punto siamo oggi nella realizzazione di tali relazioni? In questi ultimi anni non si è solo parlato di collaborazioni tra Ateneo e singole Facoltà ed enti locali, si è anche e soprattutto lavorato per creare e consolidare queste relazioni. Per quanto riguarda nello specifico la Facoltà di Economia si sono consolidate diverse forme di collaborazione soprattutto con gli enti che hanno competenze di carattere economico, quali la Provincia Autonoma di Trento, la Camera di Commercio, le varie associazioni imprenditoriali. Diversi docenti della Facoltà collaborano alle attività di programmazione della Provincia e sono impegnati nello sviluppo dell Osservatorio sull economia e la società trentina; con la Camera di Commercio è stata realizzata ed è gestita la Trento School of Management; con alcune associazioni di imprese abbiamo già in corso accordi per il sostegno all attività didattica e per la realizzazione di tirocini per i nostri laureandi. E già oggi prevedibile che questi rapporti si rafforzeranno nei prossimi anni, man mano che si svilupperanno le lauree specialistiche. E comunque mia intenzione cercare di intensificare queste collaborazioni, anche chiedendo alle associazioni imprenditoriali di partecipare maggiormente al finanziamento delle attività di formazione. Meno sviluppate sono le relazioni con alcuni importanti istituti di ricerca, come l ITC, ma semplicemente perché questi istituti non si occupano, almeno per il momento, di analisi economica. Vanno invece decisamente migliorate e potenziate le relazioni con gli Istituti scolastici superiori e in particolare con quelli tecnici da cui proviene la gran parte dei nostri studenti. Ciò non tanto per attrarre verso la Facoltà un maggior numero di studenti ma perché, come è stato dimostrato da una recente ricerca, vi è una relazione significativa tra le conoscenze e la preparazione degli studenti in uscita dalle superiori e la probabilità di successo negli studi universitari. Inoltre, un buon raccordo con le scuole superiori, soprattutto nell insegnamento della matematica e delle lingue, potrebbe semplificare l accesso alla Facoltà, superando la necessità di sottoporre gli studenti ai test di ingresso. Esperienze di questo tipo sono già state realizzate con successo con alcuni istituti superiori, anche di fuori provincia. L Università di Trento, con la convinta collaborazione della Facoltà, si sta impegnando in modo crescente nell attività di orientamento. Se si coglierà l occasione offerta dalla realizzazione del protocollo di intesa tra Provincia Autonoma e Ministero per dar vita a forme concrete di raccordo e collaborazione tra Università e istituti superiori, credo che nei prossimi anni le cose potranno migliorare. Lei ritiene sia necessario introdurre nuovi corsi di laurea entro la Sua Facoltà per completare l offerta formativa oppure sia meglio concentrare le risorse su alcuni campi già presenti per poter raggiungere l eccellenza? L offerta formativa della Facoltà, programmata con molta cura e realizzata progressivamente negli ultimi anni, può considerarsi ormai quasi definitiva. Abbiamo attivato quattro corsi di laurea di primo livello (di cui uno con didattica a distanza in collaborazione con il consorzio 48

9 Nettuno) e cinque corsi di laurea specialistica, organizzati attorno alle aree di ricerca in cui i docenti della Facoltà sono maggiormente impegnati. Abbiamo già un master di Facoltà e collaboriamo con altre Facoltà in due altri master. Siamo impegnati con le Facoltà di Sociologia e Giurisprudenza all attivazione di un corso di laurea specialistica in studi internazionali. Certamente nei prossimi anni attiveremo nuovi master, anche in collaborazione con la Trento School of Management e con altri istituti di formazione. Infine, stiamo valutando se attivare ancora una o forse due lauree specialistiche. Al momento e per il prossimo anno l impegno maggiore è quello per la differenziazione dei percorsi formativi in due direzioni. Innanzitutto, per dare una risposta alla crescente domanda di formazione universitaria proveniente da adulti lavoratori, dopo alcune sperimentazioni che hanno dato buoni risultati, abbiamo deliberato di attivare, dal prossimo anno accademico, un percorso formativo per il conseguimento della laurea triennale, ma di durata quadriennale, riservato a studenti a part-time, con didattica dedicata. All interno di questo percorso è previsto un indirizzo di studi rivolto a persone impegnate nel settore turistico, con le lezioni concentrate nei periodi di bassa stagione. In secondo luogo, stiamo lavorando a un percorso formativo di alta qualità, destinato ai nostri studenti migliori, che vogliono e possono fare di più di quanto richiesto dai normali programmi di studio: ad essi vorremmo offrire la possibilità di approfondire alcune tematiche economiche, facilitando così anche l accesso alle lauree specialistiche. Ma stiamo anche lavorando al potenziamento dell offerta formativa successiva alla laurea specialistica (master di secondo livello e dottorati di ricerca) e all ampliamento del numero di giovani impegnati in attività di ricerca all interno della Facoltà e dei suoi centri di ricerca. Queste ultime iniziative sono ovviamente indirizzate verso la creazione di alcune aree di eccellenza. Cosa cambia con l introduzione del diploma 3+2 e successivo dottorato? Il 3+2 sarà un modo per abbreviare le carriere accademiche? La riforma cosi detta del 3+2 è ormai una realtà che non credo potrà essere messa in discussione nella sua impostazione di fondo, anche se presso il Ministero esiste un progetto che ne modifica alcuni aspetti, tutto sommato marginali. Quindi dobbiamo ormai parlare di cosa è già cambiato. Nella sostanza la riforma ha introdotto una articolazione dei percorsi formativi che dovrebbe, da una parte aumentare il numero di giovani che proseguono gli studi per un triennio e li terminano, e dall altra continuare a formare un adeguato numero di persone con una specializzazione elevata. Bisognerà nei prossimi anni vedere quanti saranno coloro che dopo il conseguimento della laurea di primo livello entreranno immediatamente nel mondo del lavoro e come essi saranno accolti. Non credo invece che la riforma di per sé possa determinare, come si dice da più parti, l abbreviazione delle carriere accademiche. La riforma è stata piuttosto l occasione per ripensare la didattica, la sua organizzazione e il livello di impegno richiesto agli studenti. Le Facoltà che si sono poste questi problemi probabilmente riusciranno a ridurre la durata degli studi, quelle che non se li sono posti rischiano paradossalmente di allungarle. Nella nostra Facoltà il problema della durata degli studi e dello scostamento dalla durata legale ce lo eravamo posto già prima della riforma, adottando una serie di provvedimenti che hanno già dato degli importanti effetti. Dei laureati nel 2002, ancora quasi tutti delle vecchie lauree quadriennali, il 22,4% era in corso: dato particolarmente significativo se si tiene conto dell elevata percentuale di studenti lavoratori e del fatto che nelle Facoltà di Economia italiane ricomprese nell indagine Almalaurea questa percentuale era solo del 9,8%. Credo quindi che la nostra Facoltà sia già sulla buona strada. La sfida è semmai un altra: garantire che il livello di preparazione di questi laureati sia adeguato alle esigenze della società e delle imprese e che l abbreviazione degli studi non determini un eccessivo abbassamento della qualità dei laureati. Per riuscire in ciò 49

10 è necessario continuare a lavorare per migliorare la didattica, renderla più interessante, stimolante ed efficace, introdurre modalità di insegnamento e apprendimento innovative, seguire attentamente le carriere di ogni studente, intervenendo a sostegno di chi rischia di accumulare ritardi. Tutto ciò è tuttavia difficile da realizzare in un contesto di risorse sempre più scarse. Quali sbocchi professionali offre la Sua Facoltà? La Facoltà di Economia è probabilmente quella che offre gli sbocchi professionali più diversificati, al punto che chi si iscrive non deve necessariamente avere già un idea chiara sul suo futuro lavorativo. Con la laurea in Economia si può lavorare nel pubblico come nel privato, si può scegliere la libera professione o il lavoro dipendente, è possibile orientarsi verso carriere molto impegnative, come quelle dirigenziali o in organizzazioni internazionali, o scegliere lavori impiegatizi. In provincia di Trento ad assorbire i nostri laureati sono soprattutto le banche e le imprese, in particolare quelle impegnate nei servizi, ma si trovano laureati in Economia pressoché in tutti i settori. Questa varietà di sbocchi professionali sembra inoltre in aumento. Ciò contribuisce a spiegare perché, in Italia e soprattutto in Trentino, i livelli di occupazione dei laureati in Economia siano ormai da tempo elevati e i tassi di disoccupazione molto contenuti. Una riflessione conclusiva? Negli ultimi anni mi è successo spesso di incontrare giovani diplomati, spesso anche molto bravi e provenienti da ottime scuole superiori, indecisi sulla scelta della Facoltà. Quando, in alcuni casi, ho proposto di prendere in considerazione la possibilità di iscriversi alla Facoltà di Economia, perché mi sembrava la più vicina ai loro interessi, o la meno lontana da essi, mi sono spesso sentito rispondere che erano preoccupati di doversi cimentare con la matematica e la statistica e mi sono accorto che avevano un idea molto limitata degli studi di economia, quasi che Facoltà possa interessare solo chi ha alle spalle studi di ragioneria. Vorrei dire ai giovani che la pensano in questo modo che l economia è innanzitutto una scienza sociale, utile e necessaria per comprendere il modo di funzionare della società, e non solo un insieme di tecniche utili per gestire un azienda e che la matematica non costituisce uno scoglio insuperabile anche perché la Facoltà si è dotata degli strumenti per renderne agevole l apprendimento. 50

11 PRESENTAZIONE DELLA FACOLTÀ DI ECONOMIA 8 Via Inama, Trento tel. 0461/ (segreteria amministrativa) fax 0461/ Presidio didattico tel. 0461/ fax 0461/ Dal marketing alla Net Economy Lo studio presso la Facoltà di Economia è reso più agevole da numerosi servizi di assistenza all apprendimento didattico, che accompagnano lo studente per tutto il suo percorso. L assistenza allo studio disponibile per le matricole va da un servizio di colloqui individuali all orientamento, fino all offerta di specifici supporti didattici; tra questi in particolare lo sportello matematico, che fornisce assistenza individuale. Altri servizi di supporto messi a disposizione di tutti gli studenti sono il corso per laureandi come preparare una tesi di laurea e il servizio stage, che fornisce l opportunità allo studente di realizzare una prima esperienza lavorativa durante lo svolgimento dei suoi studi. Tra i servizi orientati alla didattica la Facoltà di Economia offre quattro aule computer, che, come le aule di studio, sono accessibili agli studenti dalle 8 alle 23. Un ultima notazione va poi ai centri di ricerca ospitati dalla Facoltà: il Laboratorio di economia sperimentale e l Istituto di studi sulle associazioni nonprofit, che offrono agli studenti l opportunità di confrontarsi con tematiche di ricerca. Per quanto riguarda la didattica online è importante segnalare che tutti i corsi della Facoltà di Economia sono anche in rete. Lauree triennali (primo livello) Corso di Laurea in Economia e Diritto Corso di Laurea in Economia e Gestione Aziendale Corso di Laurea in Economia delle organizzazioni Nonprofit e delle Cooperative Sociali Corso di Laurea in Scienze Economiche e Sociali Lauree specialistiche (secondo livello) Corso di Laurea Specialistica in Management e consulenza aziendale Corso di Laurea Specialistica in Net-Economy. Tecnologia e management dell informazione e della conoscenza Corso di Laurea Specialistica in Banca, impresa e mercati finanziari Corso di Laurea Specialistica in Economia e gestione dell ambiente e del turismo Corso di Laurea Specialistica in Decisioni, imprese e istituzioni Tra le novità Il corso di laurea teledidattico in Economia delle organizzazioni nonprofit e delle cooperative sociali rappresenta un progetto innovativo in quanto offre un servizio di Università televisiva e telematica, che usa come supporto didattico non soltanto materiale video, ma anche programmazioni televisive tramite l utilizzo delle reti satellitari Rai Nettuno, Sat1 e Sat2. Il 8 Le informazioni sull organizzazione provengono dal sito 51

12 L ingresso della Facoltà di Economia in via Inama (f. Bernardinatti) Studenti nel cortile della Facoltà (f. Bernardinatti) Dipartimento di Economia (f. Bernardinatti) 52

13 corso prepara laureati capaci di svolgere un ruolo direttivo, di programmazione e di gestione nelle organizzazioni nonprofit, nelle cooperative sociali e, più in generale, nei settori della pubblica amministrazione connessi con i servizi di utilità sociale. La Facoltà di Economia ha attivato, tra gli altri, anche due corsi di laurea specialistica biennali in Economia e management dell informazione della conoscenza (Net Economy) e Scienze economiche internazionali. Gli sbocchi professionali del corso di laurea specialistica in Net Economy sono legati all impiego di manager specializzati in nuove tecnologie di gestione operativa e strategica di impresa. Una figura professionale che trova il suo collocamento ideale sia in aziende generiche che vogliono dotarsi di un uso efficace delle nuove tecnologie di rete sia in aziende specializzate in Information & Communication Technology. Conseguendo una laurea specialistica in Scienze economiche internazionali si può puntare a un impiego di livello manageriale in organizzazioni sovranazionali e internazionali (Commissione Europea, Banca Centrale Europea, ONU, ecc.) oppure entrare in amministrazioni pubbliche italiane interessate a dotarsi di specialisti in rapporti internazionali. Presentazione dei corsi di studio LAUREE TRIENNALI LAUREA IN ECONOMIA E DIRITTO Obiettivi del corso di laurea Il corso si propone di formare dei laureati _ dotati di una solida preparazione di base nelle materie economiche, giuridiche ed aziendali; _ abituati ad affrontare con un approccio interdisciplinare quelle problematiche che nella libera professione, nella gestione di un azienda privata o nelle amministrazioni pubbliche, richiedono competenze sia in ambito economico che in ambito giuridico. Requisiti per lo studio Per accedere al corso gli studenti devono sottoporsi a un test di conoscenza di matematica e a un test di conoscenza di una lingua dell Unione europea (esempi di tali test sono disponibili nel sito internet della Facoltà di Economia). La conoscenza della lingua straniera può essere certificata anche con il superamento di test riconosciuti dalla Facoltà. Agli studenti che non superano i test la Facoltà di Economia offre dei corsi di recupero finalizzati a metterli nella condizione di superare i test in sessioni successive. Sbocchi professionali Il corso è pensato per offrire una pluralità di percorsi professionalizzanti: _ un percorso che si pone come obiettivo la creazione di una figura professionale di consulente di impresa, in particolare in materia contabile e fiscale (a tal fine il percorso prevede l approfondimento delle materie oggetto dell esame di Stato per accedere alla professione di dottore commercialista); _ un percorso volto a formare persone che intendono lavorare nella pubblica amministrazione, in particolare nei settori in cui è richiesta una conoscenza gestionale; 53

14 _ un percorso diritto ed economia volto a valutare l impatto economico delle regole giuridiche sia in relazione ai sistemi di governo dell impresa ( corporate governance ) che in relazione alla regolamentazione dei mercati e alla gestione dei rapporti tra amministrazioni pubbliche ed imprese erogatrici di servizi alla persona e alla comunità (per gli studenti che proseguiranno gli studi nel biennio specialistico, questo percorso consentirà di lavorare nel settore privato, ma anche di accedere ad istituzioni italiane e sovranazionali che richiedono una formazione economico-giuridica, come la Banca d Italia, la Consob, l Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, la Banca Mondiale ). LAUREA IN ECONOMIA E GESTIONE AZIENDALE Anno di attivazione: Obiettivi del corso di laurea I laureati dovranno possedere una qualificazione ed una preparazione culturale e/o professionale avanzate in ambito economico, aziendale, statistico-matematico, giuridico, territoriale e tecnicogestionali dell ambiente naturale in grado di: _ analizzare e gestire processi decisionali di sistemi o aziende interconnesse con l ambiente ed il territorio, prime fra tutte le imprese e le organizzazioni turistiche, sia pubbliche che private; _ ricoprire posizioni di responsabilità nell amministrazione e nel governo di istituzioni e organizzazioni in ambito ambientale e turistico; _ elaborare e valutare progetti e programmi nell ambito dello sviluppo sostenibile e della programmazione territoriale; _ assumere posizioni di responsabilità all interno di enti ed istituzioni coinvolte, a vario titolo, nello sviluppo di un sistema locale la cui ricchezza è in parte basata sulle risorse naturali. Il percorso degli studi avrà una forte valenza interdisciplinare ed utilizzerà una didattica volta a sviluppare capacità di problem solving e di lavoro di gruppo. Sbocchi professionali La laurea specialistica in Economia e gestione dell ambiente e del turismo consentirà l impiego in aziende e/o organizzazioni pubbliche e private nelle quali sia rilevante il ruolo delle risorse naturali e/o che si avvalgano di sistemi di gestione ambientale o utilizzino lo strumento della certificazione ambientale. In particolare il percorso formativo consente l inserimento nella gestione di aziende e/o organizzazioni turistiche, di imprese e/o organizzazioni del comparto agro-alimentare e di imprese operanti in un contesto montano. E possibile inoltre l attività di consulenza in materia di: _ gestione dell ambiente e organizzazione dell ambiente e del territorio; _ analisi degli investimenti ambientali; _ valutazione dell impatto delle nuove tecnologie sulle organizzazioni complesse, sul territorio e sull ambiente; _ elaborazione, valutazione e gestione dello sviluppo di sistemi locali (Camere di Commercio, Agenzie di Sviluppo, Associazioni di categoria); _ gestione della programmazione economica; _ gestione dei sistemi turistici; _ gestione delle aree ambientalmente sensibili. Esiste infine la possibilità di inserirsi presso centri studi di imprese e/o organizzazioni private e pubbliche oppure di proseguire il percorso di studi intraprendendo un dottorato di ricerca. 54

15 LAUREA IN ECONOMIA DELLE ORGANIZZAZIONI NONPROFIT E DELLE COO- PERATIVE SOCIALI Obiettivi del corso di laurea Il corso di laurea offerto dall Università di Trento in collaborazione con il Consorzio Nettuno, ha lo scopo di formare laureati in grado di svolgere attività di programmazione e gestione nelle organizzazioni non profit e nelle cooperative sociali, nonché in quei settori della pubblica amministrazione impegnati nella regolamentazione, finanziamento e controllo di tale settore e nei processi di esternalizzazione dei servizi di utilità sociale. Il corso di laurea si rivolge prevalentemente ai lavoratori che non hanno la possibilità di frequentare le lezioni universitarie, dando loro l opportunità di seguire autonomamente con supporto informatico, audiovisivo e televisivo (le reti satellitari RAI NETTUNO SAT 1 e RAI NETTUNO SAT 2) le attività didattiche. Requisiti per lo studio E prevista la verifica, tramite test, del livello di conoscenza in matematica e in una lingua dell Unione europea. Sbocchi professionali Il corso di laurea in economia delle organizzazioni non profit e delle cooperative sociali apre ai laureati opportunità di carriera come coordinatore di cooperative ed organizzazioni non profit, con funzioni di programmazione e gestione in tali organizzazioni, ovvero all interno della pubblica amministrazione nei servizi e uffici che gestiscono rapporti con organizzazioni non profit o che sono preposti a regolarne le attività. Inoltre, la preparazione offerta dal corso di laurea costituisce una base per i corsi di laurea specialistica e per i master di primo livello. CORSO DI LAUREA IN SCIENZE ECONOMICHE E SOCIALI Obiettivi del corso di laurea Il corso ha lo scopo di formare una figura di analista economico che sia in grado di fornire analisi interpretative, previsive e prescrittive. L analisi prende in considerazione i fenomeni economici a livello globale, nazionale o locale, nonché a livello di settore, di mercato o d impresa. Particolare attenzione viene rivolta al contesto istituzionale e sociale. Requisiti per lo studio Per accedere al corso gli studenti devono sottoporsi a un test di conoscenza di matematica e a un test di conoscenza di una lingua dell Unione europea (esempi di tali test sono disponibili nel sito internet della Facoltà di Economia). La conoscenza della lingua straniera può essere certificata anche con il superamento di test riconosciuti dalla Facoltà. Agli studenti che non superano i test la Facoltà di economia offre dei corsi di recupero finalizzati a metterli nella condizione di superare i test in sessioni successive. 55

16 Sbocchi professionali I laureati in scienze economiche e sociali possono trovare impiego presso: _ imprese _ istituzioni finanziarie _ authority pubbliche _ organismi internazionali ( Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale ) _ enti di ricerca _ società di consulenza _ scuole Per chi intende approfondire la propria formazione acquisendo abilità professionali specifiche esistono master annuali o biennali. La preparazione acquisita con la laurea in Scienze economiche e sociali è inoltre una base per i corsi di laurea specialistica previsti dalla Facoltà di Economia per il prossimo anno accademico. Il proseguimento degli studi con l acquisizione di una laurea specialistica costituisce il naturale percorso formativo di chi intende intraprendere una carriera nella ricerca e nell insegnamento universitario in campo economico. Infodidattica SES Per tutti gli studenti interessati al corso di laurea in Scienze Economiche e Sociali (SES) è possibile ricevere supporto nelle fasi di: _ definizione dei piani di studio _ scelta dei corsi caratterizzanti _ individuazione di adeguate attività formative integrative (stage, soggiorni all estero,...) _ scelta della tesi di laurea Presentazione dei corsi di studio LAUREE SPECIALISTICHE LAUREA SPECIALISTICA IN MANAGEMENT E CONSULENZA AZIENDALE Anno di attivazione: Obiettivi del corso di laurea La laurea si propone di fornire una solida preparazione nell ambito della gestione d azienda con attenzione alle piccola e media dimensione, con aperture sui temi dei modelli per le decisioni e la consulenza aziendale e nell ambito delle professioni regolate. Tali obiettivi verranno esplicitati attraverso l implementazione di due percorsi, uno che ha come obiettivo la formazione di quadri aziendali, il secondo che ha come sbocco naturale, ancorché non esclusivo, la libera professione, con particolare riferimento a quella di dottore commercialista. Particolare enfasi si vuole dare ai metodi didattici attivi, con corsi basati in larga misura sul case study, anche con valutazione della partecipazione degli studenti alle attività d aula, progetti sul campo, stage. Particolare attenzione verrà inoltre dedicata a forme di didattica interdisciplinari, attraverso l organizzazione di seminari, laboratori e lezioni congiunte. 56

17 Sbocchi professionali La laurea specialistica formerà: _ manager funzionali nelle aziende private e pubbliche _ consulenti _ professionisti (commercialisti) _ elaborazione, valutazione e gestione dello sviluppo di sistemi locali (Camere di Commercio, Agenzie di Sviluppo, Associazioni di categoria, ecc.) LAUREA SPECIALISTICA IN NET-ECONOMY. TECNOLOGIA E MANAGEMENT DELL INFORMAZIONE E DELLA CONOSCENZA segreteria: per informazioni: Anno di attivazione: I bienni specialistici intendono privilegiare l insegnamento di contenuti applicativi e di nozioni specifiche, in raccordo con le imprese, le organizzazioni pubbliche ed i centri di ricerca. Per conseguire la laurea specialistica, lo studente deve aver totalizzato 300 crediti, compresi quelli acquisiti nella laurea triennale di provenienza e riconosciuti come validi (al momento dell iscrizione al corso di laurea specialistica) ai fini dell acquisizione della laurea specialistica prescelta. Obiettivi del corso di laurea Il corso si propone di formare specialisti e manager per le aziende che operano, o intendono operare, nel settore della net economy ; cioè dei laureati che abbiano acquisito la capacità di usare le nuove tecnologie informatiche e telecomunicative (ICT) per progettare, sviluppare e gestire business nella cosiddetta società dell informazione. In questo contesto, particolare enfasi sarà data al tema della creazione, codificazione e trasmissione della conoscenza (knowledge management) all interno delle moderne organizzazioni, nonché dell utilizzo della tecnologia per l innovazione organizzativa. Sbocchi professionali I laureati di questo indirizzo possederanno una buona preparazione sia in termini di competenze tecnologiche, sia per quanto concerne le conseguenze derivanti dall impiego delle nuove tecnologie sulla gestione operativa e strategica di un impresa e sulla sua organizzazione. Di conseguenza, si prevedono sbocchi occupazionali sia in imprese il cui successo dipende da un uso efficace delle nuove tecnologie informatiche di rete (ad esempio società del terziario ad alta intensità d uso dell ICT), sia in aziende che operano nel settore dell ICT, come produttori di hardware, software house, aziende di servizi di telecomunicazione, società di servizi informatici, società di consulenza. 57

18 L organizzazione didattica Nel corso di laurea specialistica in Net Economy, la lezione tradizionale lascia il posto allo studio assistito e al lavoro di gruppo individuale. Al posto delle spiegazioni di nozioni teoriche subentra la discussione sulle diverse problematiche legate all azienda. Lo stage ricopre un ruolo fondamentale nella formazione dello studente: la sua durata va da un minimo di 3 mesi a un massimo di 6 e comprende la stesura di una relazione finale. Durante lo stage lo studente applica le nozioni apprese e assimila aspetti legati alla professionalità, alle tecnologie e all organizzazione del lavoro. LAUREA SPECIALISTICA IN BANCA, IMPRESA E MERCATI FINANZIARI Anno di attivazione: Obiettivi del corso di laurea La laurea specialistica in Banca, impresa e mercati finanziari intende formare una figura polivalente in grado di operare a contatto con mercati finanziari sempre più complessi e concorrenziali, fornendo un insieme organico di conoscenze economiche, gestionali, quantitative e giuridiche. La stretta interazione e finalizzazione comune di queste quattro aree disciplinari costituiscono un caratteristica essenziale della laurea specialistica. Applicando gli strumenti forniti, lo studente imparerà a leggere l evoluzione dei mercati monetario, azionario, del debito e dei cambi nel contesto macroeconomico internazionale, ad impostare strategie coerenti di gestione finanziaria, a conoscere ed applicare in modo sicuro ed appropriato una vasta gamma di strumenti di investimento, finanziamento e gestione del rischio. Il nucleo centrale delle discipline formative è affiancato dall acquisizione di competenze indispensabili nel campo linguistico (comprensione, lettura ed espressione della lingua inglese, e di almeno un altra lingua comunitaria oltre l italiano) e nel campo informatico. Sbocchi professionali Gli sbocchi professionali a cui può dare accesso la laurea specialistica sono collocabili sia in ambito privato che pubblico, con un profilo prevalentemente finanziario-gestionale oppure economico generale. In particolare: _ Analista, trader, gestore di portafoglio, risk manager presso banche, società di gestione del risparmio, intermediari mobiliari, compagnie di assicurazione. _ Manager nelle funzioni di Direzione finanziaria, Tesoreria, Risk management presso imprese industriali, commerciali e di servizi. _ Economista presso gli uffici ricerca di istituzioni finanziarie, centri di ricerca pubblici e privati, istituti di statistica e banche centrali. 58

19 _ Consulente presso società di servizi professionali e di software orientate verso l ambiente finanziario. _ Promotore finanziario e responsabile di cliente nell attività di private banking. LAUREA SPECIALISTICA IN ECONOMIA E GESTIONE DELL AMBIENTE E DEL TURISMO Anno di attivazione: Obiettivi del corso di laurea I laureati dovranno possedere una qualificazione ed una preparazione culturale e/o professionale avanzate in ambito economico, aziendale, statistico-matematico, giuridico, territoriale e tecnicogestionali dell ambiente naturale in grado di: _ analizzare e gestire processi decisionali di sistemi o aziende interconnesse con l ambiente ed il territorio, prime fra tutte le imprese e le organizzazioni turistiche, sia pubbliche che private; _ ricoprire posizioni di responsabilità nell amministrazione e nel governo di istituzioni e organizzazioni in ambito ambientale e turistico; _ elaborare e valutare progetti e programmi nell ambito dello sviluppo sostenibile e della programmazione territoriale; _ assumere posizioni di responsabilità all interno di enti ed istituzioni coinvolte, a vario titolo, nello sviluppo di un sistema locale la cui ricchezza è in parte basata sulle risorse naturali. Il percorso degli studi avrà una forte valenza interdisciplinare ed utilizzerà una didattica volta a sviluppare capacità di problem solving e di lavoro di gruppo. Sbocchi professionali La laurea specialistica in Economia e gestione dell ambiente e del turismo consentirà l impiego in aziende e/o organizzazioni pubbliche e private nelle quali sia rilevante il ruolo delle risorse naturali e/o che si avvalgano di sistemi di gestione ambientale o utilizzino lo strumento della certificazione ambientale. In particolare il percorso formativo consente l inserimento nella gestione di aziende e/o organizzazioni turistiche, di imprese e/o organizzazioni del comparto agro-alimentare e di imprese operanti in un contesto montano. E possibile inoltre l attività di consulenza in materia di: _ gestione dell ambiente e organizzazione dell ambiente e del territorio; _ analisi degli investimenti ambientali; _ valutazione dell impatto delle nuove tecnologie sulle organizzazioni complesse, sul territorio e sull ambiente; _ elaborazione, valutazione e gestione dello sviluppo di sistemi locali (Camere di Commercio, Agenzie di Sviluppo, Associazioni di categoria); _ gestione della programmazione economica; _ gestione dei sistemi turistici; _ gestione delle aree ambientalmente sensibili. Esiste infine la possibilità di inserirsi presso centri studi di imprese e/o organizzazioni private e pubbliche oppure di proseguire il percorso di studi intraprendendo un dottorato di ricerca. 59

20 LAUREA SPECIALISTICA IN DECISIONI, IMPRESE E ISTITUZIONI Anno di attivazione: Obiettivi del corso di laurea La laurea specialistica in Decisioni economiche, imprese e responsabilità sociale offre una preparazione incentrata sulla teoria economica delle scelte individuali, strategiche (giochi) e collettive e sulla loro applicazione a campi di frontiera quali: _ l analisi economica delle istituzioni, delle forme di impresa, dei contratti e delle norme sociali che regolano via autorità o incentivi appropriati le organizzazioni economiche e che permettono al contempo l autoregolazione etica dei soggetti economici; _ le scienze cognitive, entro le quali vengono indagati i limiti della razionalità decisionale. Sbocchi professionali _ Varie funzioni aziendali (supporto alla direzione generale e alla segreteria societaria, audit, comunicazione, organizzazione e personale, relazioni istituzionali e sociali, legale, contratti ed acquisiti) coinvolte nella gestione della responsabilità sociale (statement di missione/visione e valori di impresa, codici di condotta, formazione del personale, sistemi di motivazione del personale, audit interno, bilancio sociale e ambientale, nuove forme di certificazione sociale, ambientale ed etica, rapporti con i fornitori, relazioni con la clientela). _ Società di consulenza organizzativa, certificazione di qualità e revisione. _ Organizzazioni di rappresentanza degli interessi. _ Gestione delle imprese cooperative, delle organizzazioni non profit e delle imprese sociali. _ Autorità di regolamentazione ed enti pubblici con responsabilità in materia di contratti di concessione di servizi al settore privato e non profit. _ Centri di ricerca e uffici studi. 60

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