Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere. RELAZIONE

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1 Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere. RELAZIONE SOMMARIO CAPO I. DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1. (Finalità) Art. 2.(Ambito di applicazione) Art. 3.(Locazioni ad uso turistico) CAPO II. TIPOLOGIE RICETTIVE E PROCEDURE Art. 4.(Affittacamere e locande) Art. 5.(Bed & Breakfast) Art. 6. (Unità abitative ammobiliate ad uso turistico) Art. 7. (Case per ferie) Art. 8. (Ostelli per la gioventù) Art. 9. (Denominazioni aggiuntive) Art. 10. (Avvio dell attività extralberghiera) Art. 11.(Sospensione e cessazione dell'attività extralberghiera) Art. 12.(Riserva di denominazione, classificazione e loghi identificativi delle strutture extralberghiere) Art. 13.(Requisiti tecnici ed igienico-sanitari) Art. 14. (Regolamento di attuazione) Art. 15.(Azioni per il sostegno finanziario e lo sviluppo dell offerta extralberghiera) Capo III VIGILANZA E SANZIONI Art. 16.(Funzioni di vigilanza e controllo) Art. 17.(Sanzioni) Art. 18.(Applicazione delle sanzioni) Art. 19.(Rivalutazione degli importi delle sanzioni) Capo IV. DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI Art. 20.(Notifica delle azioni configurabili come aiuti di Stato) Art. 21.(Disposizioni transitorie) Art. 22.(Sostituzione dell articolo 1 della legge regionale 14 luglio 1988, n. 34 ) Art. 23.(Modifiche all articolo 2 della legge regionale 14 luglio 1988, n. 34 ) Art.24. (Sostituzione dell articolo 1 della legge regionale 23 febbraio 1995, n. 22) Art. 25.(Sostituzione dell articolo 15 della legge regionale 11 marzo 2015, n. 3) Art. 26.(Abrogazione di norme)

2 CAPO I. DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1. (Finalità) 1. La Regione Piemonte, in armonia con la legislazione comunitaria e nazionale, promuove e disciplina le strutture ricettive extralberghiere al fine di: a) valorizzare la fruizione turistica dei beni naturalistici, ambientali, e culturali del territorio; b) accrescere la competitività mediante un offerta differenziata prevedendo il miglior utilizzo del patrimonio edilizio esistente, il recupero ed il restauro conservativo; c) garantire un livello qualitativo ottimale dei servizi offerti al turista. 2. Nel rispetto di quanto disposto al comma 1, la Regione individua le tipologie di strutture ricettive del comparto extralberghiero e stabilisce criteri e standards minimi qualitativi per la loro classificazione. 3. La Regione, nell ambito degli strumenti di programmazione adottati in base alla vigente normativa comunitaria, nazionale e regionale, realizza azioni di sostegno per lo sviluppo, la promozione e l offerta extralberghiera. Art. 2. (Ambito di applicazione) 1. Rientrano nell ambito di applicazione della presente legge le attività turistiche svolte per la produzione e l offerta al pubblico di servizi per l ospitalità, compresa l eventuale preparazione e somministrazione di alimenti e bevande, all interno delle seguenti strutture ricettive extralberghiere: a) affittacamere e locande; b) Bed & Breakfast; c) unità abitative ammobiliate ad uso turistico e residence; d) case per ferie; e) ostelli per la gioventù. Art. 3. (Locazioni ad uso turistico) 1. Non sono soggette alle disposizioni della presente legge le locazioni per finalità turistiche concluse ai sensi dell articolo 1, comma 2, lettera c) della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili ad uso abitativo) per le quali si applica la specifica disciplina del codice civile. 2. La Regione, ai soli fini informativi e di promozione turistica, offre l opportunità di pubblicare i dati relativi alla ricettività negli alloggi dati in locazione ad uso turistico mediante la trasmissione al comune sul cui territorio insiste l alloggio di apposita informativa i cui contenuti e modalità di invio sono disciplinati con il regolamento di cui all articolo Le locazioni di cui al presente articolo sono soggette alla trasmissione dei dati sui flussi turistici ai sensi del Programma statistico nazionale di cui.. e secondo le modalità e contenuti disciplinati dal regolamento di cui all articolo In tal caso, è richiesta la trasmissione mensile dei dati sul movimento dei flussi turistici secondo quanto stabilito dall articolo 5 bis della legge regionale 5 marzo 1987, n. 12 (Riforma dell organizzazione turistica. Ordinamento e deleghe delle funzioni amministrative in materia di turismo ed industria alberghiera), come inserito dall articolo 1 della legge regionale 2 luglio 2003, n. 15, nel rispetto della direttiva 95/57/CE del Consiglio del 23 novembre 1995, relativa alla raccolta di dati statistici nel settore del turismo e del decreto legislativo 6 novembre 1989, n. 322

3 (Norme sul sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell Istituto nazionale di statistica, ai sensi dell articolo 24 della legge 23 agosto 1988, n. 40). (in corso di valutazione) CAPO II. TIPOLOGIE RICETTIVE E PROCEDURE Art. 4. (Affittacamere e locande) 1. Gli affittacamere sono strutture composte da non più di sei camere e dodici posti letto, ciascuna con accesso indipendente dagli altri locali, ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati di uno stesso stabile, nei quali sono forniti pernottamento ed eventuali servizi complementari tra i quali la preparazione e somministrazione di pasti e bevande alle persone alloggiate. 2. L attività di affittacamere può essere esercitata in forma non imprenditoriale, quando ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni: a) l'attività è svolta nella casa di abitazione di chi offre il servizio il quale garantisce la compresenza con i propri ospiti; b) il servizio reso comprende il pernottamento e la prima colazione ed è svolto avvalendosi della normale organizzazione familiare, ivi compresa l eventuale presenza di collaboratori domestici al servizio della famiglia ma senza la fornitura di servizi aggiuntivi; c) l'attività è svolta in modo non continuativo, cioè senza il carattere della professionalità. 3. Nel caso previsto al comma 2, il regolamento di cui all articolo 14 stabilisce i termini massimi di apertura dell esercizio di affittacamere tenendo conto del suo carattere non imprenditoriale. 4. Le strutture di cui ai commi 1 possono utilizzare, in alternativa, la dizione guest house. 5. Le locande sono esercizi di affittacamere, aventi la capacità ricettiva di cui al comma 1, gestite unicamente in forma imprenditoriale e in modo unitario e complementare ad un pubblico esercizio di ristorazione dallo stesso titolare ed ubicate nel medesimo complesso immobiliare. Art. 5. (Bed & Breakfast) 1. I Bed & Breakfast (B&B) sono strutture ricettive gestite da soggetti privati che, utilizzando parte dell abitazione in cui dimorano abitualmente o eleggono domicilio, offrono servizio di pernottamento e di prima colazione in un unica unità immobiliare. 2. L attività di B&B può essere gestita: a) in forma non imprenditoriale, quando l esercizio è svolto presso la dimora abituale del titolare in forma saltuaria e non continuativa, nonché in condivisione con i propri spazi familiari, garantendo la compresenza con gli ospiti e fornendo servizio di pernottamento e di prima colazione in non più di tre camere e sei posti letto avvalendosi della normale organizzazione familiare, ivi compresa l eventuale presenza di collaboratori domestici al servizio della famiglia ma senza la fornitura di servizi aggiuntivi; b) in forma imprenditoriale, quando l esercizio è svolto dal titolare o altro familiare, ai sensi dell articolo 230 del codice civile, con carattere continuativo sistematico e professionale presso la dimora abituale o altro domicilio garantendo la presenza costante con gli ospiti, il servizio di pernottamento e di prima colazione, ivi compresa la fornitura di servizi aggiuntivi in non più di sei camere e dodici posti letto, anche avvalendosi della collaborazione di personale qualificato. 3. Nel caso previsto al comma 2, lettera a) il regolamento di cui all articolo 14 stabilisce i termini massimi di apertura dell esercizio di B&B tenendo conto del suo carattere non imprenditoriale. Art. 6. (Unità abitative ammobiliate ad uso turistico) 1. Le unità abitative ammobiliate ad uso turistico sono case e appartamenti arredati e dotati di servizi igienici nonché di cucina autonomi, dati in uso ai turisti per periodi aventi validità non

4 superiore a sei mesi consecutivi, senza la prestazione di alcun servizio centralizzato di tipo alberghiero, ad eccezione del servizio di ricevimento degli ospiti e di fruizione di eventuali impianti sportivi pertinenziali. 2. Le unità abitative di cui al comma 1 possono essere gestite: a) in forma imprenditoriale diretta se i proprietari, siano essi imprenditori turistici o facenti parte di un consorzio o una cooperativa turistica, gestiscono direttamente tre o più unità abitative; b) in forma imprenditoriale indiretta se i proprietari danno in gestione le unità abitative a soggetti intermediari che operano nel settore turistico; c) in forma non imprenditoriale, direttamente dai proprietari che hanno la disponibilità fino ad un massimo di due unità abitative. 3. La gestione indiretta di cui alla lettera b) del comma 2 si considera imprenditoriale anche se ha ad oggetto una sola unità abitativa. 4. Le unità abitative ammobiliate ad uso turistico assumono la denominazione residence se collocate in complessi residenziali a corpo unico o a più corpi. Art. 7. (Case per ferie) 1. Le case per ferie sono strutture ricettive attrezzate per il soggiorno di persone o gruppi e gestite, per il conseguimento di finalità sociali, culturali, religiose o sportive, da soggetti privati, da enti pubblici e associazioni senza scopo di lucro, nonché da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro famigliari. 2. Le strutture di cui al comma 1, in relazione alla particolare funzione che svolgono, possono assumere le seguenti denominazioni: a) foresterie, strutture ricettive annesse a collegi, convitti, istituti religiosi gestite da enti o associazioni che operano nel campo del turismo sociale, religioso, scolastico e giovanile; b) centri soggiorno vacanze, strutture ricettive in uso, in gestione temporanea o di proprietà delle associazioni e degli enti che, nell ambito dei propri fini istituzionali e statutari, operano ai sensi della legge regionale 7 febbraio 2006, n. 7 (Disciplina delle associazioni di promozione sociale). 3. Le strutture di cui al comma 2 lettera b), qualora volte all ospitalità di bambini e ragazzi fino alla scuola secondaria di primo grado, possono utilizzare la denominazione di colonia estiva o colonia invernale. 4. Nelle strutture di cui al presente articolo è consentita la preparazione e la somministrazione di alimenti e bevande per le persone alloggiate, per i loro accompagnatori, nonché per coloro che utilizzano la struttura in conformità alle finalità cui la stessa è destinata. Art. 8. (Ostelli per la gioventù) 1. Gli ostelli per la gioventù sono strutture ricettive attrezzate per il soggiorno e il pernottamento prevalente dei giovani e dei loro accompagnatori, gestite da soggetti pubblici o privati nonché da enti o associazioni riconosciute. 2. Nelle strutture di cui al presente articolo è consentita la preparazione e la somministrazione di alimenti e bevande per le persone alloggiate, per i loro accompagnatori, nonché per coloro che utilizzano la struttura in conformità alle finalità cui la stessa è destinata. Art. 9. (Denominazioni aggiuntive) 1. Le strutture ricettive extralberghiere di cui agli articoli 4, 5, 6, 7 e 8 possono utilizzare la denominazione aggiuntiva di residenza d epoca, se soddisfano cumulativamente le seguenti condizioni:

5 a) sono ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio storico e architettonico, assoggettate ai vincoli previsti dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell articolo 10 della L. 6 luglio 2002, n.137); b) sono dotate di mobili e arredi d epoca o di particolare livello artistico. 2. Le strutture ricettive extralberghiere di cui agli articoli 4, 5, 6, 7 e 8 possono utilizzare la denominazione aggiuntiva di country house, se soddisfano cumulativamente le seguenti condizioni: a) sono ubicate in residenze di campagna, ville padronali, o case coloniche; b) sono inserite in contesti ambientali di valore naturalistico o paesaggistico, al di fuori dei centri urbani. Art. 10. (Avvio dell attività extralberghiera) 1. Chiunque intende gestire una struttura ricettiva extralberghiera, presenta, ai sensi dell'articolo 19 della legge 241/1990, una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), in modalità telematica, al SUAP del comune sul cui territorio insistono le strutture da destinare all'attività o direttamente al servizio competente del comune nel caso di loro gestione non imprenditoriale. 2. La SCIA è presentata su apposita modulistica predisposta e resa disponibile dalla struttura regionale competente. 3. L'esercizio dell'attività di cui al comma 1 è subordinato al possesso: a) dei requisiti soggettivi di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) e all articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136); b) dei requisiti previsti in materia di prevenzione incendi ai sensi del decreto del Ministro dell'interno 9 aprile 1994 e s.m.i. (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere) e del decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151 (Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122), laddove previsti; c) dei requisiti tecnico-edilizi ed igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente. 4. Il SUAP, o il servizio comunale competente, ricevuta la SCIA, la trasmette in via telematica: a) all'azienda sanitaria locale (ASL), per l'esercizio delle rispettive attività di vigilanza; b) alla provincia, alla città metropolitana e all'agenzia di accoglienza e promozione turistica locale (ATL) competenti per territorio, a fini informativi. 5. I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti ad esporre in modo visibile all interno della struttura copia della SCIA. 6. Ogni variazione relativa a stati, fatti e qualità indicati nella SCIA di cui al comma 1 è segnalata, entro dieci giorni al SUAP o direttamente al servizio comunale competente, che procede ai sensi del comma 4. Art. 11. (Sospensione e cessazione dell'attività extralberghiera) 1. L'esercizio dell'attività extralberghiera, svolto in assenza di SCIA, comporta, oltre alla sanzione di cui all articolo 17, comma 1, la cessazione dell'attività medesima. 2. In caso di sopravvenuta carenza di una o più condizioni che hanno legittimato l'esercizio dell'attività, il comune, anche su segnalazione di altra autorità competente, assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale ordina la sospensione dell'esercizio dell'attività fino ad un massimo di sessanta giorni.

6 3. Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il comune ordina la cessazione dell'attività. 4. Entro cinque giorni dall'adozione dei provvedimenti di cui ai commi 1, 2, e 3, il comune informa la provincia, la città metropolitana, l'asl e l'atl territorialmente competenti. 5. La sospensione temporanea o la cessazione volontaria dell'attività sono soggette a comunicazione secondo le modalità e tempistiche di cui all articolo 10, comma Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a centottanta giorni, prorogabili da parte del comune di ulteriori centottanta giorni, nell arco di un quinquennio, superato il quale l'attività si intende definitivamente cessata. Art. 12. (Riserva di denominazione, classificazione e loghi identificativi delle strutture extralberghiere) 1. Le strutture extralberghiere sono classificate sulla base degli standards qualitativi riferiti ai seguenti parametri: a) contesto ambientale; b) dotazione strutturale; c) requisiti di professionalità; d) servizi complementari offerti. 2. Le strutture extralberghiere si dotano del marchio grafico o logo che identifica la struttura medesima e le attività in essa esercitate ai sensi della presente legge. 3. La Giunta regionale, con il regolamento di cui all articolo 14, disciplina le modalità di classificazione nonché l uso del marchio di cui al comma Le modifiche che comportano il cambio di classificazione della struttura extralberghiera sono soggette alle procedure amministrative di cui all articolo 10, comma I titolari o gestori, di strutture extralberghiere sono tenuti a: a) esporre in modo visibile all'esterno e all'interno della struttura il marchio grafico o logo che riporta la classe assegnata, realizzato in conformità al modello stabilito dalla Regione; b) osservare gli obblighi derivanti dalle disposizioni in materia di concessione ed uso del marchio grafico. 6. È fatto divieto ai titolari o gestori di utilizzare, nella ragione o denominazione sociale, nell'insegna e in qualsiasi forma di comunicazione al pubblico, anche telematica, denominazioni e loghi differenti da quelli previsti al comma 1, lettera e) del regolamento di cui all articolo 14 o idonei ad indurre confusione sulla legittimazione allo svolgimento dell'attività ricettiva. Art. 13. (Requisiti tecnici ed igienico-sanitari) 1. Con il regolamento di cui all articolo 14 sono definiti i requisiti tecnici ed igienico sanitari di camere, appartamenti e altri locali destinati all esercizio turistico extralberghiero. Art. 14. (Regolamento di attuazione) 1. La Giunta regionale, ai sensi dell articolo 27 dello Statuto, entro centottanta giorni dall entrata in vigore della legge, adotta un regolamento che definisce: a) la destinazione urbanistica degli immobili nel rispetto degli strumenti urbanistici di pianificazione territoriale locale; b) i criteri e le modalità per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, per gli eventuali ampliamenti strutturali, ivi comprese le deroghe, tenendo conto delle caratteristiche di pregio storico ed architettonico dell immobile; c) i requisiti tecnico-edilizi, igienico sanitari, di sicurezza e di accessibilità dei locali nonché delle piscine e di ulteriori attività pertinenziali, o servizi connessi, tenuto conto della disciplina statale, regionale e dei regolamenti igienico-edilizi comunali vigenti in materia;

7 d) gli standard qualitativi minimi ai fini della classificazione delle strutture extralberghiere sulla base dei parametri di cui all articolo 12, comma 1; e) la creazione, le modalità di concessione ed uso del logo di ciascuna tipologia che identifica l attività ricettiva esercitata; f) i requisiti e le modalità di esercizio dell attività extralberghiera ai fini dell assoggettamento al carattere imprenditoriale o non imprenditoriale della medesima, anche sulla base delle caratteristiche soggettive del titolare o gestore; g) il periodo di apertura delle attività extralberghiere, tenendo conto della possibilità di esercitarle con apertura annuale, stagionale o con altre modalità, in relazione al suo carattere imprenditoriale o non imprenditoriale. Art. 15. (Azioni per il sostegno finanziario e lo sviluppo dell offerta extralberghiera) 1. La Regione, nell'ambito degli strumenti di programmazione adottati in base alla normativa comunitaria, nazionale e regionale, realizza azioni di sostegno, sviluppo e promozione dell'offerta turistica del comparto extralberghiero. 2. La Regione promuove l attività extralberghiera attraverso portali dedicati, aggiornati in collaborazione con le organizzazioni turistiche locali. Capo III VIGILANZA E SANZIONI Art. 16. (Funzioni di vigilanza e controllo) 1. Ferme restando le competenze dell'autorità di pubblica sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull'osservanza delle disposizioni della presente legge e del regolamento di cui all articolo 14 sono esercitate dal comune e dagli altri soggetti competenti. 2. Al fine di rendere più efficace l attività di vigilanza e di controllo i comuni esercitano, preferibilmente in forma coordinata con gli altri soggetti competenti, le attività di cui al comma 1 ed entro il 31 gennaio di ogni anno trasmettono, alla struttura regionale competente in materia di turismo, una relazione sull'attività esercitata nell'anno precedente. Art. 17. (Sanzioni) 1. Chiunque contravviene agli obblighi di cui all articolo 10, comma 1, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000,00 a euro 6.000, Chiunque contravviene agli obblighi di cui all articolo 10, commi 5 e 6 e all articolo 11, comma 5, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00 a euro 1.500, E' soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00 a euro 2.000,00 chiunque gestisce una struttura extralberghiera in violazione delle disposizioni di cui all articolo 12, comma 5, lettera a), ovvero attribuisce al proprio esercizio una classifica diversa da quella assegnata. 4. E' soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250,00 a euro 750,00 chiunque: a) gestisce una struttura extralberghiera in violazione delle disposizioni di cui all articolo 12, comma 5, lettera b), in materia di concessione e utilizzo del marchio grafico nonché di loghi definiti dal regolamento di cui all articolo 14; b) contravviene ai divieti di cui all articolo 12, comma 6;

8 5. E' soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250,00 a euro 2.500,00 chiunque supera i limiti previsti per la ricettività e per la somministrazione dei pasti nella propria struttura. 6. Ogni violazione al regolamento di cui all articolo14 diversa da quella prevista dal comma 4 lettera a) è punita con la sanzione amministrativa da euro 300,00 ad euro 3.000, In caso di reiterata violazione delle disposizioni previste dal presente articolo, il comune o altro soggetto competente, può procedere previa diffida, alla sospensione o alla cessazione dell'attività. Art. 18. (Applicazione delle sanzioni) 1. L'accertamento, l'irrogazione, la riscossione e l'introito delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all articolo 17, sono di competenza del comune. 2. Per l'accertamento delle violazioni e per l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla presente legge si applicano i principi di cui al capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale). 3. Per quanto non previsto dalla presente legge si applicano le disposizioni contenute nella legge regionale 28 novembre 1989, n. 72 (Disciplina dell'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale), come, da ultimo, modificata dalla legge regionale 1 luglio 2011, n. 9, e nella nella legge regionale 14 gennaio 1997, n. 7 (Sanzioni amministrative in materia igienicosanitaria). Art. 19. (Rivalutazione degli importi delle sanzioni) 1. La misura delle sanzioni indicate nell articolo 17 è aggiornata secondo le modalità di cui all articolo 64 della legge regionale 11 marzo 2015, n. 3 Disposizioni regionali in materia di semplificazione. Capo IV. DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI Art. 20. (Notifica delle azioni configurabili come aiuti di Stato) 1. Gli atti emanati in applicazione della presente legge, che prevedono l'attivazione di azioni configurabili come aiuti di Stato, ad eccezione dei casi in cui detti aiuti sono erogati in conformità a quanto previsto dai regolamenti comunitari di esenzione o in regime de minimis, sono oggetto di notifica ai sensi degli articoli 107 e 108 del Trattato. Art. 21. (Disposizioni transitorie) 1. Le strutture già in esercizio alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all articolo 14 si adeguano, entro centottanta giorni, alle nuove disposizioni in materia di classificazione, loghi e marchi identificativi delle attività ricettive extralberghiere. 2. Le strutture ricettive denominate case per ferie ed ostelli per la gioventù esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge conservano i requisiti tecnici ed igienico-sanitari di cui all articolo 3 della previgente l.r. 31/1985. Art. 22. (Sostituzione dell articolo 1 della legge regionale 14 luglio 1988, n. 34 ) 1. L articolo 1 della legge regionale 14 luglio 1988, n. 34 (Modifiche ed integrazioni alle norme igienico-sanitarie delle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, L.R. 15 aprile 1985, n. 31) è sostituito dal seguente:

9 Art. 1. (Oggetto) 1. Le norme concernenti i requisiti tecnici ed igienico-sanitari delle camere e degli appartamenti di alberghi, residenze turistico-alberghiere, affittacamere, locande, Bed&Breakfast, aziende agrituristiche e unità abitative ammobiliate ad uso turistico, residence, case per ferie e ostelli per la gioventù sono integrate e modificate dalle disposizioni contenute nella presente legge.. Art. 23. (Modifiche all articolo 2 della legge regionale 14 luglio 1988, n. 34 ) 1. Al comma 4 dell articolo 2 della legge regionale 14 luglio 1988, n. 34 (Modifiche ed integrazioni alle norme igienico-sanitarie delle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, L.R. 15 aprile 1985, n. 31) il numero: 15 è sostituito dal seguente: 12. Art.24. (Sostituzione dell articolo 1 della legge regionale 23 febbraio 1995, n. 22) 1. L articolo 1 della legge regionale 23 febbraio 1995, n. 22 (Norme sulla pubblicita' dei prezzi e delle caratteristiche degli alberghi e delle altre strutture turistico-ricettive) è sostituito dal seguente: "Art. 1 (Oggetto) 1. La pubblicità dei prezzi e delle caratteristiche delle aziende alberghiere, delle strutture ricettive extralberghiere, delle aziende agrituristiche, dei complessi ricettivi all aria aperta e delle strutture ricettive alpinistiche è disciplinata dalla presente legge in attuazione della legge 25 agosto 1991, n. 284 concernente la liberalizzazione dei prezzi del settore turistico, nonché della direttiva 84/450/CEE del Consiglio, del 10 settembre 1984 recepita con decreto legislativo 25 gennaio 1992, n.74 e della direttiva 93/13 CEE del Consiglio, del 5 aprile Art. 25. (Sostituzione dell articolo 15 della legge regionale 11 marzo 2015, n. 3) 1. L articolo 15 della legge regionale 11 marzo 2015, n. 3 (Disposizioni regionali in materia di semplificazione.) è sostituito dal seguente: Art. 15. (Disposizioni relative a EXPO 2015) 1. Al fine di incrementare l'offerta turistica in occasione della manifestazione universale EXPO 2015 e considerata l'eccezionalità dell'evento, il periodo complessivo di apertura delle strutture ricettive denominate bed and breakfast, esercitate in forma non imprenditoriale, non è soggetto a limitazioni per l anno Art. 26. (Abrogazione di norme) 1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogate le seguenti disposizioni: a) la legge regionale 15 aprile 1985, n. 31 (Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere); b) l articolo 1 della legge regionale 13 marzo 2000, n. 20 (Integrazione della legge regionale 15 aprile 1985, n. 31 ''Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere'' e modifica della legge regionale 8 luglio 1999, n. 18 '' Interventi regionali a sostegno dell'offerta turistica ''.); c) gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, della legge regionale n. 30 settembre 2002, n. 22 (Potenziamento della capacita' turistica extralberghiera. Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 15 aprile 1985, n. 31, 14 luglio 1988, n. 34 e 8 luglio 1999, n. 18); d) gli articoli 2 e 3 della legge regionale 14 marzo 2003, n. 4 (Modifiche alla legge regionale 15 aprile 1985, n 31 (Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere) e alla legge regionale 31 agosto 1979, n 54 (Disciplina dei complessi ricettivi all'aperto)); e) l articolo 3 della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 38 (Disposizioni di attuazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai servizi del mercato interno.);

10 f) il comma 1 dell articolo 19 e l articolo 21 della legge regionale 18 febbraio 2010, n. 8 (Ordinamento dei rifugi alpini e delle altre strutture ricettive alpinistiche e modifiche di disposizioni regionali in materia di turismo.); g) l articolo 18 della legge regionale 4 maggio 2012, n. 5 (Legge finanziaria per l'anno 2012.); h) il comma 4 dell articolo 17 e l articolo 18 della legge regionale 11 marzo 2015, n. 3 (Disposizioni regionali in materia di semplificazione.). 2. Dalla data di entrata in vigore della presente legge non trova più applicazione la D.G.R. n del 27 novembre 2000 (Approvazione dei criteri di classificazione, del logo distintivo dell esercizio saltuario del servizio di ospitalità denominato Bed & Breakfast ). 3. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all articolo 14, è abrogato il regolamento regionale 5 giugno 2003, n. 8/R (Disposizioni attuative della legge regionale 30 settembre 2002, n. 22 Potenziamento della capacità turistica extralberghiera. Modifiche e integrazioni alle leggi regionali 15 aprile 1985, n. 31, 14 luglio 1988, n. 34 e 8 luglio 1999, n. 18 ). 4. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all articolo 14, non trovano più applicazione: a) la legge regionale 14 luglio 1988, n. 34 (Modifiche e integrazioni alle norme igienico-sanitarie delle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, L.R. 15 aprile 1985, n.31) limitatamente alle strutture ricettive extralberghiere; b) la D.G.R. n del 5/6/2003 (L.R. 22/2002. Approvazione dello schema di Convenzione fra il proprietario dell unità immobiliare da adibire ad alloggio vacanze ed il soggetto gestore in applicazione delle disposizioni normative della legge regionale 30 settembre 2002, n.22 Potenziamento della capacità turistica extralberghiera. Modifiche ed integrazioni delle leggi regionali 15 aprile 1985, n. 31, 14 luglio 1988, n. 34 e 8 luglio 1999, n. 18 ).

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