COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

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2 COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, xxx COM(2010) 614 COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione Riconoscere il ruolo centrale di concorrenzialità e sostenibilità {SEC(2010) 1272} {SEC(2010) 1276} IT IT

3 INDICE 1. L'Europa ha bisogno delle sue industrie Una nuova strategia per la politica industriale Migliorare il contesto in cui opera l'industria Prova di concorrenzialità e regolamentazione intelligente Migliorare l'accesso ai finanziamenti per le imprese Rafforzare il mercato unico Sviluppare il mercato unico e difendere attivamente i diritti di proprietà intellettuale La politica della concorrenza Migliorare le infrastrutture Normazione Una nuova politica dell'innovazione industriale L innovazione industriale La base di competenze Far capitale della globalizzazione Regolamentazione degli scambi ed accordi internazionali Garantire l accesso alle materie prime ed ai prodotti d importanza critica Promuovere la modernizzazione dell'industria Un uso delle risorse e dell'energia ed un ciclo del carbonio più efficienti Sovraccapacità strutturali Costruire sulla responsabilità sociale delle imprese La dimensione settoriale un approccio mirato L'industria spaziale: un volano dell'innovazione e della concorrenzialità al servizio dei cittadini La mobilità sostenibile Affrontare le problematiche con ripercussioni di rilievo per la società Rafforzare la concorrenzialità dell'ue lungo l intera catena di valore Affrontare i problemi delle industrie ad alta intensità energetica Un approccio settoriale potenziato Conclusioni: una nuova gestione UE della politica industriale IT 2 IT

4 1. L'EUROPA HA BISOGNO DELLE SUE INDUSTRIE Oggi più che mai l'europa ha bisogno della sua industria e l'industria ha bisogno dell'europa. Il mercato unico, con 500 milioni di consumatori, 220 milioni di lavoratori e 20 milioni di imprenditori è uno strumento essenziale per la competitività dell'europa industriale. Un posto di lavoro su quattro dipende dall'industria manifatturiera ed almeno un altro posto su quattro rientra nella sfera dei servizi legati all'industria in quanto fornitori o clienti. L'80% di tutte le iniziative di ricerca e sviluppo condotte nel settore privato è attribuibile all'industria essa è un motore dell'innovazione e contribuisce a trovare soluzioni alle sfide cui le nostre società sono confrontate. È essenziale aumentare la produttività nell'industria manifatturiera e nei servizi correlati per far ripartire crescita e occupazione, risanare e rendere sostenibile l'economia dell'ue e contribuire al mantenimento del nostro modello sociale. L'industria è quindi al centro del nuovo modello di crescita che la strategia Europa 2020 delinea per l'economia dell'ue. La crisi finanziaria ed economica ha richiamato l'attenzione sull'importanza fondamentale che un'industria caratterizzata da una catena di valore allo stesso tempo forte, concorrenziale e diversificata riveste ai fini del mantenimento della concorrenzialità e della creazione di posti di lavoro nell'ue. La presente comunicazione traccia il quadro strategico di una politica industriale integrata atta a stimolare la ripresa dell'economia e dell'occupazione garantendo che l'ue disponga di una base industriale dinamica e capace di competere a livello mondiale. Le PMI sono all'origine di circa i due terzi dell'occupazione industriale ed una componente importante delle potenzialità di crescita e di occupazione insite nelle industrie dell'ue è rappresentata dalla vitalità e dal dinamismo delle sue PMI. Al centro della nuova politica industriale integrata dell'ue devono quindi esservi iniziative atte a promuovere la creazione, la crescita e l'internazionalizzazione delle PMI. Nell'ultimo decennio il contesto economico globale ha subito un cambiamento radicale 1. Ciò comporta per l'industria europea sia sfide che opportunità: la politica industriale deve aiutare le industrie a cogliere tali opportunità. L'industria dell'ue si trova ora a sostenere la concorrenza di Cina, Brasile, India ed altre economie emergenti anche sul piano dei prodotti ad alto valore aggiunto. La tecnologia, le TIC e le competenze professionali stanno diventando fattori sempre più importanti per competere a livello internazionale. Le catene di valore internazionali sono sempre più interconnesse e si registra una concorrenza sempre più accesa per l'accesso a risorse energetiche e a materie prime che si fanno più rare. L'industria dell'ue deve assumere inoltre un ruolo di punta nella transizione verso un'economia a bassa emissione di carbonio che faccia un uso efficiente delle risorse. Vi è motivo di essere fiduciosi quanto alla capacità dell'industria UE di far fronte a tali sfide e di continuare ad essere il motore della crescita dell'economia UE. Fino al manifestarsi della crisi economica e finanziaria l'industria europea aveva dato buona prova di sé in questo contesto in rapido mutamento. Nell'ultimo decennio essa era riuscita a mantenere la propria quota degli scambi mondiali nonostante l'incalzare di nuovi concorrenti. All'industria manifatturiera dal canto suo fanno capo il 75 % delle esportazioni. Anche settori come quello 1 DG Imprese e industria: "EU Manufacturing Industry: What are the Challenges and Opportunities for the Coming Years?" (L'industria manifatturiera dell'ue: quali sono le sfide e le occasioni per i prossimi anni?) IT 3 IT

5 farmaceutico e ingegneristico hanno registrato un forte sviluppo. Contemporaneamente si è assistito all'espansione della motoristica, della chimica e dell'industria aerospaziale. La crisi economica ha inizialmente comportato un temporaneo collasso della produzione industriale, cui ha fatto seguito un rapido recupero con la ripresa degli scambi mondiali e con lo smaltimento delle giacenze. Ovviamente alcuni settori sono stati colpiti più duramente e durevolmente di altri. Nell'UE un settore manifatturiero vivace e altamente concorrenziale può fornire le risorse e trovare molte delle soluzioni necessarie per far fronte alle sfide che la società dell'ue si trova ad affrontare, come ad esempio il cambiamento climatico, la sanità e l'invecchiamento della popolazione nonché lo sviluppo di una società sana, fiduciosa e sicura e di un'efficace economia sociale di mercato. La necessaria transizione verso un'economia maggiormente sostenibile, inclusiva e efficiente sul piano delle risorse dovrà godere di appoggi a tutti i livelli, con l'attuazione di politiche sia orizzontali che settoriali, e richiederà una migliore gestione a livello europeo e un rafforzamento del dialogo sociale. 2. UNA NUOVA STRATEGIA PER LA POLITICA INDUSTRIALE La presente comunicazione propone un nuovo approccio alla politica industriale atto ad indirizzare l'economia dell'ue verso una crescita dinamica che rafforzerà la concorrenzialità dell'ue, assicurerà crescita e posti di lavoro e consentirà il passaggio ad un'economia a basse emissioni di carbonio e che faccia un uso efficiente delle risorse. Un quadro strategico ambizioso e una nuova politica della concorrenzialità industriale devono consacrare il ruolo centrale che concorrenzialità e sostenibilità svolgono nell'industria europea. Occorre pertanto intendere la politica industriale in senso lato: In primo luogo essa comprende le politiche che hanno un impatto sui costi, sui prezzi e sulla concorrenzialità innovativa dell'industria e dei singoli settori, come le politiche di normazione o di innovazione o le politiche settoriali che interessano ad esempio i risultati conseguiti sotto il profilo dell'innovazione nei settori industriali. In secondo luogo, occorre considerare gli effetti sulla concorrenzialità prodotti da tutte le altre iniziative politiche come quelle riguardanti i trasporti, l'energia, le politiche ambientali o quelle sociali e consumeristiche, ma anche la politica del mercato unico e le politiche commerciali. Questi sono elementi fondamentali della voce "industria" poiché possono avere ripercussioni di rilievo su costi, prezzi e concorrenzialità innovativa dell'industria. Questo nuovo approccio è così articolato: Far convergere una base orizzontale e un'applicazione settoriale. Le sfide attuali richiedono difficili adeguamenti e ambiziose strategie di transizione da parte di diversi settori economici. Tutti i settori sono importanti e la Commissione continuerà ad applicare ad essi un approccio individuale. Ove pertinente, la Commissione esaminerà misure appropriate per informare i consumatori e promuovere l'eccellenza industriale in determinati settori. Risposte politiche europee coordinate. La divisione del lavoro su scala mondiale si sta intensificando e le nozioni di settori nazionali e di industrie nazionali aventi scarse interazioni con altri settori o con il resto del mondo stanno perdendo importanza. IT 4 IT

6 L'intera catena del valore e delle forniture va considerata nel suo insieme, dall'accesso alle fonti energetiche e alle materie prime ai servizi postvendita e al riciclo. È inoltre inevitabile che parti di tale catena si trovino al di fuori dell'europa; occorre quindi che tutte le industrie abbiano un "riflesso di globalizzazione". La Commissione rendiconterà regolarmente le politiche e i risultati dell'europa e degli Stati membri in tema di competitività e industria. Poiché molte delle pertinenti condizioni di contesto per un'industria concorrenziale e sostenibile sono definite a livello di Stato membro, il monitoraggio non dovrebbe soltanto riguardare la resa sul piano della concorrenzialità, ma anche le politiche di concorrenzialità 2. Il successo di questa nuova politica industriale si tradurrà direttamente in un aumento della crescita dei posti di lavoro nonché in un miglioramento della concorrenzialità internazionale dell'industria europea. Inoltre l'impiego delle risorse e delle fonti energetiche e le emissioni di gas a effetto serra andrebbero considerati indipendentemente dalla crescita della produttività, in linea con gli obiettivi generali della strategia Europa MIGLIORARE IL CONTESTO IN CUI OPERA L'INDUSTRIA 3.1 Prova di concorrenzialità e regolamentazione intelligente Nonostante un corpus ben articolato di strumenti legislativi e normativi UE è possibile fare parecchio di più per migliorare la regolamentazione a livello europeo e nazionale. È essenziale procedere ulteriormente sulla via di una regolamentazione intelligente 3 a tutti i livelli dell'intervento normativo, operando trasversalmente in tutti i diversi ambiti strategici attinenti alla concorrenzialità dell'industria. Questa problematica presenta due dimensioni. In primo luogo è importante garantire che tutte le proposte di politiche tali da produrre un effetto significativo sull'industria sottostiano ad un'analisi rigorosa del loro impatto sulla concorrenzialità. Esempi in tal senso sono costituiti dalla nuova legislazione sul mercato interno, da importanti regolamentazioni dei mercati finanziari che possono influenzare l'accesso ai finanziamenti e dalla nuova legislazione ambientale o in tema di cambiamento climatico. L'analisi d'impatto sulla concorrenzialità può seguire l'iter già disponibile per la valutazione d'impatto: valutare e rendicontare gli impatti complessivi che una proposta può avere sulla concorrenzialità, comprese le implicazioni per l'industria e per i singoli settori in termini di investimenti, costi, prezzi e innovazione, senza perdere di vista la soddisfazione dei consumatori e tenendo particolarmente conto delle interazioni potenziali tra le politiche proposte e altri strumenti legislativi e normativi esistenti o in fieri; garantire la trasparenza della prevista valutazione d'impatto pubblicando ruolini di marcia per tutte le iniziative atte ad avere ripercussioni di rilievo, comprese in particolare quelle relative alla concorrenzialità; 2 3 Documento di lavoro dei servizi della Commissione sui risultati e le politiche degli Stati membri in tema di competitività SEC (2010) Le principali risultanze di tale relazione in merito alle sfide che molti degli Stati membri si trovano ad affrontare sono evidenziate in riquadri nel testo. COM(2010) 543. IT 5 IT

7 chiedere il parere delle imprese e di altre parti interessate al momento di elaborare importanti iniziative legislative, consultando gli interessati e incoraggiandoli ad avvalersi dei ruolini di marcia allorché preparano il loro contributo al processo decisionale; continuare ad assicurare che tutte le proposte della Commissione in materia, suscettibili di avere effetti significativi, compresi i piani d'azione (e i mandati per negoziati commerciali), sottostiano ad un'adeguata valutazione d'impatto e siano sottoposti al comitato per la valutazione d'impatto; indicare, nei ruolini di marcia che corredano il suo programma di lavoro annuale, quali provvedimenti siano da sottoporre a tale valutazione d'impatto. Il secondo elemento è rappresentato da una valutazione ex post degli effetti della legislazione sulla concorrenzialità. Le valutazioni sistematiche della legislazione devono entrare a far parte integrante della regolamentazione intelligente. La valutazione dei risultati porterà a un processo decisionale più agile, trasparente e basato su prove empiriche e contribuirà a identificare nuove opportunità per migliorare la qualità della legislazione, compresa l'opzione di semplificare e ridurre gli oneri amministrativi. Poiché in passato la legislazione si è concentrata, come era naturale, su obiettivi di importanza primaria (ad esempio garantire la regolamentazione del mercato unico, il rispetto degli obiettivi ambientali, ecc.), non si è sempre tenuto pienamente conto delle ripercussioni potenziali e dell'impatto cumulativo della legislazione sulla concorrenzialità industriale. La Commissione intende pertanto integrare la valutazione dei singoli strumenti legislativi con valutazioni strategiche più ampie. Questi "check-up" determineranno se il quadro normativo applicabile a un settore d'intervento sia adeguato ai suoi fini e, in caso di risposta negativa, cosa vada migliorato. Tale processo intende ridurre gli oneri eccessivi e snellire la stratificazione della normativa accumulatasi nel corso degli anni identificando i doppioni, le lacune, le incoerenze e gli elementi obsoleti. L'esperienza acquisita in tema di semplificazione della legislazione nel contesto del "nuovo approccio" per il mercato unico dei beni può fornire elementi utili in proposito. Nonostante i progressi sostanziali registrati negli ultimi anni, la grande maggioranza degli Stati membri si trova ancora ad affrontare sfide serie ed identificabili in tema di regolamentazione intelligente e di contesto imprenditoriale, soprattutto per quanto concerne le PMI. Gli Stati membri dovranno adoperarsi maggiormente e in modo più sistematico per ridurre gli oneri amministrativi, porre in atto una migliore regolamentazione e soluzioni amministrative on-line, applicare il principio "pensare prima in piccolo" e semplificare i regimi di sostegno. Lo scambio di prassi ottimali tra le istanze decisionali può consentire di raggiungere gli obiettivi in modo meno oneroso. Occorre anche continuare a migliorare il contesto imprenditoriale, soprattutto in relazione alle PMI. In proposito si sono già compiuti notevoli progressi nel contesto della strategia di Lisbona e dello Small Business Act adottato dalla Commissione nel giugno È tuttavia necessario avanzare applicando coerentemente il principio "pensare prima in piccolo" (think small first) e facendo leva su nuove iniziative a sostegno della concorrenzialità delle PMI come ad esempio l'accesso agli ecomercati e all'ecoinnovazione oppure la cooperazione tra imprese e l'internazionalizzazione. La Commissione: 4 COM(2008) 394. IT 6 IT

8 effettuerà un'analisi rafforzata degli impatti che tutte le nuove proposte politiche aventi effetti significativi per l'industria possono esercitare sulla concorrenzialità industriale, nell'ambito del processo di valutazione d'impatto, e procederà a valutazioni ex-post e a "check-up" della normativa UE tenendo anche conto delle tematiche legate alla concorrenzialità dell'industria (a partire dal 2011); rivedrà lo Small Business Act per continuare a migliorare il contesto imprenditoriale in cui operano le PMI e ad affrontare le problematiche emergenti quali l'accesso agli ecomercati e l'ecoinnovazione, la cooperazione tra imprese e l'internazionalizzazione (2010). Gli Stati membri sono invitati a: assicurare una valutazione dell'impatto che le loro principali proposte politiche possono avere sulla concorrenzialità industriale, realizzare "check-up" della loro propria legislazione; dare attuazione allo Small Business Act, migliorare ulteriormente il contesto imprenditoriale e "pensare prima in piccolo". 3.2 Migliorare l'accesso ai finanziamenti per le imprese È essenziale rendere i mercati finanziari maggiormente resilienti ed efficienti e garantire che essi dispongano dei giusti incentivi per finanziare l'economia reale e gli investimenti piuttosto che impegnarsi in speculazioni sui mercati finanziari. Una regolamentazione dei mercati finanziari deve però evitare di pregiudicare le esigenze di finanziamento a breve termine dell'economia reale e la capacità delle imprese di coprire i rischi. Gli Stati membri hanno identificato nell'accesso ai finanziamenti un'importante strozzatura soprattutto per le PMI e gli strumenti finanziari innovativi. Molti paesi hanno fatto uso del quadro temporaneo di aiuti di Stato per sviluppare iniziative finalizzate al recupero dell'economia. In particolare, gli Stati membri hanno rafforzato i crediti all'esportazione, l'assicurazione delle esportazioni e sistemi di garanzia dei prestiti bancari alle PMI. I ritardi di pagamento da parte del settore pubblico continuano a rappresentare un problema nella maggior parte dei paesi e in alcuni di essi sarebbe possibile ridurre tali ritardi in modo sostanziale. Nella scia della crisi economica e finanziaria, l'accesso ai finanziamenti rimane un problema importante per le imprese, soprattutto le PMI. La disponibilità di credito non è tornata alla normalità e mercati finanziari sono caratterizzati dall'avversione al rischio. La Commissione ha costituito il SME Finance Forum cui intervengono istituzioni finanziarie e rappresentanti del mondo economico per valutare e diffondere prassi ottimali e trovare nuove soluzioni innovative al fine di assicurare l'accesso ai finanziamenti per le imprese, in particolare le PMI. In Europa la modernizzazione della base industriale e dell'infrastruttura su cui essa si fonda richiederà importanti nuovi investimenti e segnatamente maggiori iniezioni di capitale privato per investimenti produttivi, in particolare ad opera dei mercati di capitali di ventura. Ciò vale in particolare per il finanziamento delle imprese in fase di avviamento, delle aziende che presentano una crescita dinamica e delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione, che spesso risulta impossibile finanziare con fondi propri. Considerato l'attuale grave deterioramento dello stato delle finanze pubbliche in diversi Stati membri, si dovrebbero IT 7 IT

9 esplorare soluzioni nuove e innovative, tra cui programmi cofinanziati dalla politica regionale dell'ue e dalla PAC in relazione al settore agroalimentare, per assicurare un sostegno finanziario efficace ed efficiente così da far collimare i finanziamenti pubblici e i meccanismi d'incentivazione con gli obiettivi strategici dell'ue. Anche i grandi progetti privati di investimento e gli investimenti nelle infrastrutture hanno bisogno di mercati finanziari ben rodati. Questi possono attirare capitale privato e pubblico dai paesi al di fuori dell'ue, tra cui anche investimenti esteri diretti a partire da fondi sovrani. È essenziale che questi fondi operino in un clima di investimento aperto e rispettino determinate norme in tema di trasparenza e di buon governo, in linea con le pratiche ottimali definite dal FMI e dall'ocse. La Commissione: produrrà, in linea con quanto annunciato nella comunicazione sui prossimi passi in vista della riforma dei servizi finanziari 5, la legislazione per garantire che i mercati finanziari diventino più resilienti e efficienti, assicurando nel contempo che non pregiudichino i bisogni di finanziamento dell'economia reale. All'atto di preparare la futura legislazione si valuteranno gli impatti potenziali sull'accesso ai finanziamenti, soprattutto per le PMI, e si veglierà a tenerne pienamente conto; esaminerà se gli strumenti finanziari europei possano essere riorientati nel prossimo periodo di programmazione post 2013 al fine di contribuire a sormontare le attuali carenze del mercato per quanto riguarda il finanziamento delle imprese e dell'innovazione. Gli Stati membri sono invitati a sviluppare e a condividere pratiche ottimali in tema di programmi governativi per l'accesso ai finanziamenti (2011/12) 4. RAFFORZARE IL MERCATO UNICO 4.1 Sviluppare il mercato unico e difendere attivamente i diritti di proprietà intellettuale Negli ultimi vent anni il mercato unico ha costituito uno dei principali motori della crescita economica nell'unione europea. Esso ha assicurato all'industria UE notevoli riduzioni dei costi legati agli scambi transfrontalieri, una concorrenza più intensa e ha consentito di realizzare notevoli economie di scala e di diversificazione grazie alla presenza di un mercato a dimensione europea. Rimangono però diversi ostacoli. Tra essi possiamo annoverare normative nazionali divergenti, doppioni procedurali e difficoltà di accesso a determinati settori del mercato. Il Single Market Act (legge sul mercato unico) intende affrontare tali ostacoli e contemporaneamente rinsaldare la fiducia nel mercato unico, vale a dire la confidenza con cui imprese, lavoratori, investitori e consumatori si aspettano di aver tutti qualcosa da guadagnare da un mercato unico che definisce un'economia sociale di mercato estremamente concorrenziale. In diversi ambiti legislativi importanti per l'attività economica si è prodotto un sostanziale ravvicinamento delle legislazioni, ciò nonostante l'industria europea e i cittadini europei si trovano ancora ad affrontare 27 ordinamenti giuridici estremamente dettagliati e diversificati a 5 COM(2010) 301. IT 8 IT

10 livello nazionale e anche a livello regionale. A livello europeo ciò ostacola una distribuzione efficace delle risorse e la concorrenzialità dell industria europea. È dunque importante passare al vaglio la legislazione e le procedure amministrative in vigore così da identificare le possibilità di maggiore efficienza e armonizzazione. Per quanto siano state avviate alcune attività, in molti campi le cose sono ancora al punto di partenza. I servizi alle imprese quali logistica, gestione delle infrastrutture, design, marketing e pubblicità stanno assumendo un'importanza sempre crescente per la moderna industria manifatturiera, dato che oltre a costituire fattori produttivi essenziali essi contribuiscono ad aumentare il valore dei prodotti. Per quanto l applicazione della direttiva sui servizi abbia eliminato gli ostacoli alla fornitura transfrontaliera di tali servizi, in altri campi vi sono tuttora ostacoli ed è imperativo migliorare il funzionamento del mercato interno del terziario. Gli utenti industriali di servizi esterni devono così far fronte ad un mercato pesantemente frammentato, non trasparente, e spesso privo di norme ben definite in tema di qualità. Per far prosperare il mercato unico dei servizi alle imprese occorre affrontare senza indugi questi problemi. Miglioramenti dell ordinamento europeo dei diritti di proprietà intellettuale sono di fondamentale importanza e già in serio ritardo, soprattutto per quanto riguarda la disponibilità di un efficace brevetto UE e di un sistema di risoluzione delle controversie in tema di brevetti. Modalità più efficaci di riconoscimento, gestione ed impiego dei diritti di proprietà intellettuale costituiscono un fattore d importanza fondamentale per dare libero corso alle attività di R&S e nel campo dell innovazione, che risultano cruciali per garantire una concorrenzialità durevole. Il riconoscimento dei diritti in questione deve peraltro essere strettamente associato alla loro vigorosa difesa: le attività di contraffazione e pirataggio, sia all interno che all esterno del mercato unico, producono ripercussioni negative su un numero crescente di settori tipologicamente sempre più differenziati e d imprese. La contraffazione di beni quali prodotti farmaceutici, apparecchiature elettroniche e parti di veicoli può generare seri rischi per la salute e la sicurezza del pubblico, oltre a ridurre la redditività delle imprese e lo stimolo ad innovare. La Commissione: assicurerà l'attuazione tempestiva del Single Market Act; redigerà un piano d'azione pluriennale UE per sviluppare la sorveglianza del mercato UE. Inoltre in cooperazione con le dogane e con le autorità nazionali preposte alla sorveglianza del mercato svilupperà orientamenti per i controlli doganali in relazione alla sicurezza dei prodotti; passerà in rassegna la legislazione dell'ue in specifici campi, tra cui in particolare quello della libera circolazione dei beni, per determinare in quali casi un'ulteriore armonizzazione potrebbe ridurre significativamente i costi legati alle attività commerciali transfrontaliere; costituirà un gruppo ad alto livello sui servizi alle imprese per esaminare i problemi connessi a carenze di mercato, norme, innovazione e commercio internazionale in comparti quali logistica, gestione delle infrastrutture, marketing e pubblicità (2012); IT 9 IT

11 nel novembre del 2010 definirà gli interventi futuri volti a rafforzare la difesa dei diritti di proprietà intellettuale, tra cui in particolare un'iniziativa volta a consolidare l'osservatorio europeo sulle contraffazioni e il pirataggio. Il Consiglio e il Parlamento europeo sono invitati a: adottare con assoluta priorità le proposte relative a un brevetto UE e a un sistema unificato di composizione delle controversie in tema di brevetti, così da consentire il rilascio dei primi brevetti nel corso del 2014; sviluppare e render comuni pratiche ottimali e materiali riguardanti la sorveglianza del mercato, le dogane e gli aiuti d indole generale alle imprese al fine di migliorare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. 4.2 La politica della concorrenza Mercati sui quali la concorrenza svolge la sua funzione contribuiscono in vario modo alla concorrenzialità delle industrie europee. La concorrenza è un volano per l'innovazione e gli incrementi d efficienza, oltre a stimolare le imprese ad aumentare la propria produttività. Garantendo condizioni di parità agli operatori la politica della concorrenza garantisce l accesso ad un mercato interno europeo sofisticato e di grandi dimensioni. A loro volta mercati concorrenziali rendono più pressante realizzare il salto di efficienza necessario per diventare e rimanere concorrenziali. La disciplina della concorrenza fornisce inoltre un quadro specifico a sostegno della concorrenzialità dell'industria europea e della transizione verso una maggiore efficienza nell'uso delle risorse. Mediante le regole sugli aiuti pubblici, la normativa antitrust e il controllo delle fusioni la Commissione garantisce una concorrenza scevra da distorsioni nel mercato interno. La difesa della concorrenza svolge inoltre un ruolo importante nel proteggere le aziende europee da pratiche anticoncorrenziali, quali la compartimentazione del mercato, l'accumulo di capacità o la preclusione di attività transfrontaliere, fattori questi che contribuiscono tutti a mantenere elevati i prezzi. Questo aspetto risulta particolarmente importante per i mercati dei fattori di produzione, come ad esempio quello dei servizi connessi all'attività industriale, che svolgono un ruolo di rilievo per la concorrenzialità delle industrie europee sotto il profilo dei costi. Inoltre, promuovendo l'innovazione e la produttività, la politica di concorrenza è uno strumento efficace che consente alle aziende europee di affrontare le questioni emergenti in tema di concorrenzialità globale, compreso il loro posizionamento sui mercati internazionali. In particolare il controllo delle fusioni è uno strumento essenziale per consentire alle imprese di ristrutturarsi usando lo strumento delle fusioni espandendo così la portata delle loro attività ma assicurando nel contempo che i clienti industriali europei e i consumatori siano protetti contro gli aumenti dei prezzi e altri effetti anticoncorrenziali. Il controllo degli aiuti pubblici ha un ruolo essenziale nell'evitare la presenza di distorsioni nel mercato unico; la configurazione delle regole europee in tema di aiuti pubblici contribuisce inoltre a promuovere la concorrenzialità dell'industria europea. Le regole vigenti in questo campo forniscono un quadro di riferimento che indirizza gli investimenti degli Stati membri in modo da affrontare carenze del mercato chiaramente identificate. IT 10 IT

12 4.3 Migliorare le infrastrutture La concorrenzialità dell'industria europea dipende in modo critico dalla qualità e dall'efficienza dei servizi forniti dalle infrastrutture nel campo dell energia, dei trasporti e delle comunicazioni. È essenziale potenziare e modernizzare queste reti. Le reti di trasporto devono essere ristrutturate così da eliminare le strozzature e migliorare i collegamenti transfrontalieri. Le reti energetiche vanno potenziate e modernizzate per incorporarvi le reti di energia intelligente, agevolare l'integrazione delle energie rinnovabili, garantire un mercato interno dell'energia pienamente funzionale e migliorare la sicurezza di approvvigionamento. Si deve fare di più per aggiornare l'infrastruttura nei nuovi Stati membri e nelle regioni in ritardo di sviluppo. Questi miglioramenti richiederanno investimenti massicci e lo sviluppo di soluzioni innovative in questo campo, quali le obbligazioni relative ad un progetto (project bonds) e partnership pubblico/privato. L'iniziativa faro sull'agenda per il digitale illustra bene i problemi e le politiche promettenti che esistono nel campo delle comunicazioni. Analogamente, l'imminente comunicazione sull'infrastruttura energetica e il Libro bianco sui trasporti sostenibili affronteranno questa tematica nel contesto dell'infrastruttura energetica e dei trasporti. Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo di coesione svolgono un ruolo significativo ai fini dello sviluppo e del miglioramento di tale infrastruttura. La concorrenza, l efficienza dei servizi pubblici e privati e le infrastrutture costituiscono fattori determinanti ai fini della concorrenzialità industriale degli Stati membri. In molti di essi peraltro un aumento della concorrenza nelle industrie che operano attraverso reti continua ad essere un serio problema. In alcuni Stati membri, i trasporti su strada e le infrastrutture energetiche vanno tenuti d'occhio. Le lungaggini nella concessione di autorizzazioni e l'accettazione problematica da parte del pubblico costituiscono a loro volta strozzature importanti che ostacolano lo sviluppo delle infrastrutture. Alcuni servizi in rete europei vengono spesso erogati ad un prezzo relativamente alto. In Europa i prezzi medi dell energia elettrica risultano alti rispetto a quelli praticati in altri paesi. Si avverte pertanto la necessità di un'attuazione efficace del mercato interno nel settore energetico e nel far ciò il neo adottato terzo pacchetto energia costituirà un importante strumento. Occorre maggiore vigore nel fare applicare la disciplina della concorrenza in questo settore per ridurre distorsioni quali gli abusi di posizione dominante commessi da alcuni operatori. Non affrontare adeguatamente questi problemi aumenterebbe i rischi di delocalizzazione delle imprese. Le diverse reti energetiche, dei trasporti e delle comunicazioni devono infine integrarsi maggiormente l'una con l'altra per consentire la fornitura di nuovi servizi concorrenziali. Tale integrazione fornirebbe al tempo stesso nuovi spunti di crescita e di innovazione. La Commissione: prenderà provvedimenti concreti per sviluppare ulteriormente un mercato interno efficiente di trasporti su strada, aria, rotaia e vie d acqua (è imminente un Libro bianco sulla politica dei trasporti) e per superare le strozzature sul piano dei trasporti grazie all'imminente revisione degli orientamenti TEN-T sulla base di una nuova metodologia per la pianificazione di TEN-T impostati sul creazione di "reti centrali"; adotterà un pacchetto sull'infrastruttura energetica per sostenere tra l'altro lo sviluppo di un mercato interno dell'energia affrontando il problema degli anelli mancanti nelle IT 11 IT

13 infrastrutture europee e proponendo gli strumenti necessari per garantirne la tempestiva realizzazione; intensificherà i suoi sforzi volti a liberalizzare il mercato energetico nell Unione per aumentare la concorrenza in quel settore ed evitare di porre l industria europea in una posizione di considerevole svantaggio sui mercati mondiali; svilupperà, di concerto con il gruppo BEI, una strategia di finanziamento delle infrastrutture volta ad attirare i finanziamenti privati compreso il lancio di project bonds dell Unione UE e la promozione di partnership pubblico/privato. Gli Stati membri sono invitati a dare particolare risalto alle iniziative volte ad affrontare il problema delle strozzature individuate nel settore dei trasporti ed a garantire l'interconnessione transfrontaliera delle reti energetiche; attuare celermente il terzo pacchetto sul mercato interno dell'energia. 4.4 Normazione Una politica essenziale per approfittare dei vantaggi economici derivanti dall'armonizzazione e dalle economie di scala è la normazione, indipendentemente dal fatto che essa avvenga a livello europeo, internazionale o nazionale. I mercati stessi esprimono spesso norme di fatto in riconoscimento della leadership tecnologica e/o della posizione dominante sul mercato di un impresa ovvero di accordi tra imprese. Le norme europee svolgono già un ruolo importante nel facilitare la penetrazione sul mercato di beni innovativi e nel ridurre i costi di produzione. Un processo concorrenziale di formazione, nel cui ambito diversi fornitori di tecnologie si fanno concorrenza in termini di merito tecnico delle soluzioni proposte, sostiene la politica industriale garantendo che le industrie, e da ultimo i consumatori, usufruiscano di norme che non attribuiscano alle tecnologie prezzi eccessivi e superiori a quelli determinati dalla concorrenza. Per le industrie manifatturiere nel prossimo decennio l'obiettivo generale consisterà nello sviluppare un sistema di norme europee che soddisfino contemporaneamente le aspettative degli operatori del mercato e delle autorità pubbliche europee. Tutto ciò deve avvenire in un mondo e in una società in rapida evoluzione e dovrebbe anche preferibilmente promuovere l'influenza dell'europa al di là del mercato unico, vale a dire nell'economia globalizzata. L'Europa deve anche adottare provvedimenti addizionali per mantenere la sua posizione strategica nel processo internazionale di normazione. Occorre altresì adattare le norme per aiutare la politica europea ad affrontare le "grandi questioni" come ad esempio il cambiamento climatico, la sostenibilità, l'invecchiamento della popolazione nonché l'innovazione in generale. Le norme devono diventare parte integrante delle iniziative politiche e delle attività di ricerca sin dalle fasi iniziali. Dando impulso allo sviluppo di norme europee o internazionali per questi nuovi beni economici e tecnologie emergenti (come le nanotecnologie e altre tecnologie abilitanti d importanza cruciale, le automobili elettriche, le energie rinnovabili, i prodotti efficienti sul piano energetico e le altre tecnologie ambientali, nonché i servizi alle imprese) l'europa può conferire un vantaggio concorrenziale alle sue imprese e agevolare gli scambi. Se si vuole che le norme svolgano questo ruolo di agevolare l'innovazione, come auspicato nell'iniziativa faro dell'ue "L'Unione IT 12 IT

14 dell'innovazione", l'europa deve sviluppare metodi più flessibili per collaborare con gli enti normatori e chiedere che essi usino a loro volta l'intera gamma di strumenti (specifiche, accordi di sviluppo tipo workshop agreement) per sostenere le politiche europee in modi idonei allo scopo perseguito. Ciò consentirà di sviluppare in modo più flessibile e rapido norme applicabili nei comparti innovativi. L'efficienza e l'efficacia della normazione europea devono essere ottimizzate promuovendo la messa a punto di strutture rafforzate per l'armonizzazione delle norme, migliorando i processi di definizione delle norme a tutti i livelli ed assicurando la rapida adozione delle migliori norme disponibili su scala mondiale nei campi in cui è invalsa l adesione a norme mondiali come ad esempio nel settore delle TIC. Le norme non devono però costituire un onere addizionale, soprattutto per le PMI: esse devono comportare incrementi di efficienza e fungere da stimoli ad innovare. L'obiettivo ultimo dovrebbe essere la convergenza delle norme a livello mondiale. La Commissione: all'inizio del 2011 presenterà, servendosi di una comunicazione e di una proposta legislativa sulla normazione, una strategia volta a promuovere un ruolo più forte del processo europeo di normazione in un mondo e in una società che si evolvono rapidamente. Ciò comporterà anche accelerare i processi di normazione, tra l altro quello relativo alle TIC, accrescere il coinvolgimento delle PMI e di altre parti interessate e sviluppare norme nel campo dei servizi. La comunicazione esaminerà anche le opzioni per assicurare, in una prospettiva di più lungo periodo, che il sistema di normazione sia in grado di adattarsi al contesto in rapida evoluzione e contribuire agli obiettivi strategici europei interni ed esterni, anche facendo leva su un riesame indipendente. 5. UNA NUOVA POLITICA DELL'INNOVAZIONE INDUSTRIALE 5.1 L innovazione industriale Per poter far fronte alle sfide poste dalla concorrenza a livello mondiale e da una crescente esigenza di sostenibilità è indispensabile conseguire l'eccellenza nell'innovazione. L'innovazione svolge un ruolo fondamentale di volano nel determinare aumenti di produttività, una maggiore efficienza nell uso dell energia e dei materiali oltre che nei processi produttivi e nei servizi, il miglioramento dei prodotti e la creazione di nuovi mercati. L'Europa non si è tuttavia dimostrata sufficientemente capace di trasformare la sua eccellenza sul piano delle idee in beni e servizi commercializzabili. Abbiamo bisogno di una nuova politica industriale per l innovazione, che stimoli uno sviluppo e una commercializzazione molto più celeri dei beni e dei servizi oltre a garantire che le imprese dell'ue arrivino per prime sui mercati. Senza tali innovazioni l'industria europea non sarà in grado di competere efficacemente sul mercato mondiale, tanto nei settori trainati dallo sviluppo tecnologico quanto in quelli tradizionali. L'iniziativa faro "l'unione dell'innovazione" delinea l'approccio globale ad un modello innovativo di successo e distintamente europeo. Si avverte in particolare l urgente necessità di coordinare in modo più efficace i sistemi d'istruzione, le attività di R&S e le iniziative a favore dell'innovazione, di garantire una maggiore coerenza nella cooperazione scientifica, IT 13 IT

15 tecnologica e innovativa con il resto del mondo, di adottare un approccio globale alle sfide sociali, di stabilire condizioni di parità per chi opera nei campi delle attività di R&S e dell'innovazione, di offrire un migliore accesso ai finanziamenti e ai capitali di ventura e di prestare la giusta attenzione sia alla concorrenzialità che alle sfide sociali. Un aspetto importante da affrontare senza indugi è quello di sviluppare e monetizzare i punti forti dell'europa per quanto concerne la ricerca nelle tecnologie emergenti. Tecnologie abilitanti d'importanza cruciale 6 quali la biotecnologia industriale, le nanotecnologie, i materiali avanzati, la fotonica, la micro e la nanoelettronica e i sistemi di fabbricazione avanzati possono costituire la base per un'ampia gamma di nuovi processi, beni e servizi, dando anche origine ad industrie totalmente nuove che si svilupperanno nel prossimo decennio. L'Europa detiene una posizione di punta nel campo della ricerca scientifica relativa a diverse di queste tecnologie, ma occorre anche garantire che esse siano tempestivamente rese disponibili e impiegate dall'industria dell Unione, PMI comprese. Una più stretta cooperazione in tema di politiche e programmi tecnologici, un migliore accesso ai finanziamenti e un maggiore sostegno ai progetti pilota e dimostrativi sono elementi essenziali per accelerare lo sviluppo delle tecnologie commerciali. L'introduzione tempestiva di un'opportuna regolamentazione del mercato interno, un processo accelerato di normazione che soddisfi per tempo le esigenze dei consumatori ed appalti pubblici commerciali e precommerciali sono tutti mezzi cui ricorrere per porre in essere un mercato unico dinamico aperto ai beni e ai servizi innovativi. L Unione dell innovazione ha annunciato una rassegna di metà percorso degli orientamenti in tema di aiuti pubblici alle attività di R&S e innovative, che chiarirà quali forme d innovazione possano beneficiare di un sostegno, comprendendovi le tecnologie abilitanti d importanza cruciale e le innovazioni che affrontano i cambiamenti con conseguenze di rilievo per la società, e quale sia il miglior uso che gli Stati membri possono farne. Gli Stati membri che hanno conseguito risultati superiori alla media in fatto d innovazione hanno risposto alla crisi economica prendendo l iniziativa, ed in particolare ricorrendo a provvedimenti aggiuntivi di natura temporanea per incoraggiare ricerca ed innovazione. Generalmente non è stato così per i paesi che sono al di sotto della media UE, il che sembra segnalare la probabilità di un allargamento del divario esistente sotto il profilo dei risultati conseguiti in fatto di attività di R&S e d innovazione. Per tali paesi risulta quindi ancora più importante migliorare le competenze disponibili e rafforzare la quota spettante alle attività ad elevato contenuto di professionalità ed in campo tecnologico nelle loro economie. Per rimanere concorrenziale l'industria europea deve anche rafforzare la propria base di conoscenze, investendo nella ricerca e nell'innovazione così da porre in essere un'economia intelligente, sostenibile ed inclusiva. A partire dal 2004 la Commissione ha incoraggiato la creazione di piattaforme tecnologiche europee per far incontrare a livello UE le industrie interessate, sviluppare una visione comune in tema di R&S e incoraggiare il feedback sulle politiche dell'ue. Si sono costituite Iniziative Tecnologiche Congiunte (Joint Technologies Initiatives - JTI) per promuovere la ricerca a livello europeo in settori caratterizzati da un elevato potenziale d innovazione. Nel contesto del Piano europeo di ripresa economica la Commissione ha inoltre avviato tre partnership pubblico/privato (PPP): "fabbriche del futuro", "edifici efficienti sul piano energetico" e "automobili verdi", per sostenere le attività di R&S a medio e lungo termine che mirano a far fronte alle sfide urgenti sul piano della concorrenzialità e della sostenibilità presentatesi in importanti settori industriali. Le comunità 6 COM(2009) 512. IT 14 IT

16 della ricerca e dell'innovazione facenti capo all'istituto europeo di innovazione e tecnologia integrano a livello UE l'intera catena dell'innovazione a partire dall'istruzione e dalla ricerca fino alla commercializzazione, con una particolare attenzione per un'amministrazione forte, e possono fungere da modelli per stimolare l'innovazione in Europa. Per garantire la nostra concorrenzialità futura sarà inoltre essenziale migliorare l'uso delle TIC per la concorrenzialità industriale, l'ottimizzazione delle risorse e l'innovazione, come indicato nell'iniziativa faro della strategia Europa 2020 dedicata alla Agenda per il digitale 7. È probabile che le imprese dell'ue si trovino ad affrontare carenze sempre più gravi di specialisti nelle TIC e di utenti avanzati delle TIC. Occorre parallelamente incoraggiare un uso più innovativo delle TIC in tutte le fasi delle catene di valore industriale nell'intento di snellire le transazioni commerciali, ad esempio mediante la fatturazione elettronica, e dare globalmente slancio alla concorrenzialità mediante progetti dimostrativi volti a promuovere l'integrazione delle imprese, soprattutto delle PMI, in catene di valore digitale su scala mondiale. Per una politica efficace dell'innovazione dobbiamo avere un quadro migliore dei risultati dell'innovazione settoriale e delle sue potenzialità future. L'Osservatorio dell'innovazione settoriale istituito dalla Commissione ha identificato le sfide critiche che si presentano per diversi settori e ha illustrato le maggiori differenze riscontrabili tra paesi e settori. Per sostenere il cambiamento strutturale e l'innovazione, soprattutto nelle industrie mature, è essenziale migliorare l'elaborazione degli strumenti operativi dell'ue. Una più stretta collaborazione transettoriale può inoltre incoraggiare la creatività e l'innovazione nelle imprese. A tal fine le imprese dovranno osservare anche ciò che accade al di fuori del loro settore specifico, ragion per cui occorrono nuovi meccanismi per garantire la fertilizzazione incrociata di idee e modelli aziendali. Le potenzialità esistenti per allacciare tali contatti tra diversi settori vanno ulteriormente esplorate e dovranno produrre una risposta sotto forma di politiche. I cluster e le reti migliorano la concorrenzialità e l'innovazione industriale, riunendo risorse e competenze professionali e migliorando la cooperazione tra le autorità pubbliche e le università. La politica regionale dell'ue e il programma quadro in tema di ricerca aiutano le regioni ad adottare "strategie intelligenti di specializzazione" per accrescere la loro concorrenzialità sviluppando nicchie d'innovazione. Prendendo le mosse dei risultati positivi ottenuti occorre sviluppare cluster e network concorrenziali sul piano mondiale per quanto concerne sia i cluster tradizionali che quelli nel campo delle attività di R&S e dell'innovazione. Cluster locali interconnessi su scala europea consentiranno di raggiungere una massa critica per la R&S e l'innovazione, le competenze professionali, i finanziamenti, la fertilizzazione incrociata delle idee e le iniziative imprenditoriali. Le diverse iniziative volte a favorire i cluster vanno tuttavia consolidate e snellite. Ad esempio, l'attuale disciplina comunitaria applicabile agli aiuti pubblici per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione prevede condizioni di favore in termini di intensità dell'aiuto per progetti di R&S e innovazione realizzati in collaborazione, vale a dire da almeno due Stati membri o che comportano la partecipazione di PMI. Essa consente altresì agli Stati membri di notificare aiuti volti a promuovere la realizzazione di importanti progetti d'interesse europeo comune a norma dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE. Gli Stati membri andrebbero incoraggiati ad avvalersi di questo strumento. 7 COM(2010) 245. IT 15 IT

17 La Commissione: avvierà un'iniziativa per promuovere l'ampia e tempestiva diffusione, adozione e commercializzazione di tecnologie abilitanti critiche concorrenziali; promuoverà iniziative di ricerca, sviluppo e innovazione industriale in relazione a tecnologie di fabbricazione avanzate, prendendo le mosse dall'iniziativa "le fabbriche del futuro" per favorire la modernizzazione della base industriale dell'ue ed affrontare tematiche con ripercussioni sulla società quali l'efficienza energetica, il cambiamento climatico e la penuria di risorse; promuoverà iniziative per far incontrare il mondo dell'istruzione superiore e quello imprenditoriale al fine di migliorare la (peraltro già qualificata) manodopera europea; si tratterà ad esempio di un'iniziativa in tema di competenza digitale imperniata sugli utenti avanzati delle TIC presenti nell'industria e nell'azione pilota del forum università-imprese volta a finanziare le alleanze della conoscenza tra università e imprese; promuoverà nuovi concetti aziendali e le relative tecnologie di fabbricazione, concentrandosi sullo sviluppo di prodotti sostenibili, indirizzati all utente e con una marcata componente di design nel settore tessile e dell abbigliamento, come pure in altri mercati di largo consumo; svilupperà impostazioni operative atte a promuovere una più intensa fertilizzazione incrociata tra settori, compresi i settori manifatturieri tradizionali e le PMI; presenterà una nuova strategia per cluster e reti concorrenziali su scala mondiale, che comprenda iniziative specifiche volte promuovere cluster e reti mondialmente concorrenziali sia nelle industrie tradizionali che in quelle emergenti (2011); incoraggerà la notifica parallela di aiuti a progetti transfrontalieri in tema di R&S&I condotti in collaborazione. Gli Stati membri sono invitati a: favorire una più stretta interazione tra politiche attinenti alle tecnologie abilitanti critiche, atte a massimizzare le sinergie, e complementarità per la diffusione delle tecnologie; promuovere la specializzazione intelligente mediante politiche regionali a livello d UE che diano impulso allo sviluppo dei cluster e migliorino i risultati ottenuti dalle regioni in fatto di innovazione. 5.2 La base di competenze La modernizzazione della base di competenze europea sarà uno degli obiettivi principali dell'iniziativa faro "Un'agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro". Essa contribuirà a sostenere la base industriale dell'europa proponendo azioni per migliorare il funzionamento dei nostri mercati del lavoro ed a garantire che la nostra manodopera disponga delle necessarie capacità professionali. Anche se attualmente la disoccupazione è elevata, l'industria europea ha ancora difficoltà a trovare dipendenti in possesso delle qualifiche necessarie per riempire i posti vacanti. Si prevede che questo divario aumenterà con la riduzione della forza lavoro attiva determinata dal cambiamento demografico. I lavoratori IT 16 IT

18 hanno bisogno di aiuto per riuscire a gestire tali processi: si dovrebbe applicare la flessicurezza nell'ambito dell'apprendimento permanente. Occorre quindi un più stretto coordinamento tra le amministrazioni nazionali, regionali e locali con un forte coinvolgimento delle parti sociali. Il ruolo del Fondo sociale europeo va rafforzato per sostenere l'attuazione di politiche attive del mercato del lavoro e garantire una migliore corrispondenza tra la domanda e l'offerta di lavoro. È indispensabile uno stretto coordinamento tra autorità nazionali, regionali e locali e parti sociali nel campo delle politiche dell'istruzione e della formazione. È essenziale in particolare aumentare il numero e la qualità dei laureati in scienze, tecnologie, ingegneria e matematica. È importante anche aumentare il numero dei lavoratori mediamente qualificati, così da soddisfare le esigenze di settori in rapida crescita come quelli ambientale ed energetico. Le politiche a livello UE possono conferire un significativo valore aggiunto, in particolare agevolando la condivisione di informazioni e di pratiche ottimali. La Commissione: incoraggerà la costituzione di reti tra le industrie degli Stati membri e le autorità responsabili dell'istruzione e dell'occupazione affinché condividano informazioni e pratiche ottimali in tema di mercati del lavoro e di strategie finalizzate allo sviluppo delle capacità professionali; proporrà principi informatori in merito alle condizioni ambientali più favorevoli alla creazione di posti di lavoro nonché agli investimenti nella formazione di laureati in scienze, tecnologie, ingegneria e matematica. Gli Stati membri sono invitati a: fare maggiore uso del Fondo sociale europeo per l'aggiornamento e la ristrutturazione delle capacità professionali. 6. FAR CAPITALE DELLA GLOBALIZZAZIONE 6.1 Regolamentazione degli scambi ed accordi internazionali L'efficace liberalizzazione degli scambi resa possibile, tra l'altro, da accordi multi e bilaterali e la riduzione dei costi dei trasporti e delle comunicazioni hanno contribuito a creare un mercato globale dinamico oltre a determinare la rapida crescita di nuovi mercati per le esportazioni dell'ue. I nuovi grandi dell'economia emersi in tempi recenti quali Cina, India e Brasile stanno rapidamente colmando il divario che tuttora li separa dal mondo industrializzato in termini di produttività e innovazione. Da ciò deriva la necessità che l'industri continui ad approfittare delle occasioni di mercato offerte da tali paesi trasformandosi e modernizzandosi così da mantenere il suo vantaggio concorrenziale. L'industria UE ha effettivamente ricavato netti vantaggi dalle nuove tendenze manifestatesi nel dopo crisi, quando i mercati emergenti hanno registrato una crescita significativa. La comunicazione sulla crescita degli scambi e gli affari mondiali 8 delinea il nuovo approccio della Commissione in materia di politica degli scambi nel contesto della strategia Europa COM(2010) 612. IT 17 IT

19 Ci si dovrebbe in particolare adoperare per far sì che questa crescente pressione concorrenziale delle economie emergenti non si fondi su strategie di crescita impostate pesantemente sul protezionismo per promuovere le esportazioni e discriminare le importazioni. Si sono infatti osservate tendenze a un uso indebito degli ostacoli non tariffari agli scambi, dei sussidi nascosti, degli appalti pubblici discriminatori, dei trasferimenti forzati di tecnologia, dei tassi di cambio forzosi, associati ad una scarsa attenzione per la protezione sociale e ambientale. È quindi essenziale continuare a seguire attentamente tali interventi pubblici che distorcono la concorrenza e adottare interventi appropriati. La strategia UE di accesso ai mercati è uno strumento importante per affrontare i diversi tipi di barriere commerciali cui le imprese europee si trovano confrontate nei mercati dei paesi terzi. Nel rafforzarla si dovrà riservare un'attenzione particolare ad aspetti quali gli appalti pubblici, gli investimenti esteri diretti e le restrizioni alle esportazioni di materie prime. Analogamente, una protezione ed una difesa vigorose dei diritti di proprietà intellettuale e delle indicazioni geografiche nei paesi terzi rivestono un importanza fondamentale per consentire alle imprese europee, e segnatamente a quelle che operano in settori innovativi, di accedere ai mercati di tali paesi riuscendo ad esser concorrenziali. Gli strumenti di difesa commerciale sono anch'essi essenziali per la protezione dell'industria UE da pratiche sleali. Essi vanno resi più accessibili, soprattutto per le PMI. Più in generale si dovrebbe perseverare negli sforzi volti ad applicare, monitorare e far rispettare gli accordi multi e bilaterali stipulati. Nell'economia moderna, caratterizzata da intensa interazione, il successo dipende dalla capacità delle imprese di accedere ai mercati internazionali e di valorizzare le catene di valore globali. L'attuale sistema basato su regole multilaterali, che offre buone prospettive per un'efficace applicazione delle regole e per la risoluzione delle controversie, sarebbe estremamente utile a tal fine, come lo sarebbe anche una maggiore convergenza su scala mondiale dei regolamenti e delle norme attinenti agli scambi di beni e servizi che andrebbe estesa e rafforzata. Questo sistema multilaterale andrebbe inoltre integrato da accordi regionali e bilaterali. Si dovrebbero affrontare nuovi ambiti tra cui la politica della concorrenza, gli aiuti di Stato e gli investimenti esteri diretti. In ambito regolamentare si avverte con particolare urgenza la necessità di regole e norme compatibili a livello mondiale per quanto concerne i beni di scambio, i servizi e le tecnologie emergenti. La definizione di regole e norme dovrebbe basarsi sui principi della migliore amministrazione e risultare quindi quanto più efficace possibile sul piano dei costi. L'obiettivo ultimo è di pervenire, ogniqualvolta possibile, alla convergenza delle regole e delle norme a livello internazionale. Ove ciò non sia possibile si dovrebbe fare ricorso ai meccanismi offerti dall'accordo sugli ostacoli tecnici agli scambi (accordo TBT), stipulato in sede OMC. Nei dialoghi normativi bilaterali con i principali partner l'ue farà inoltre in modo di prevenire la creazione di nuovi ostacoli non tariffari e di promuovere buone pratiche normative. Nel caso in cui la legislazione europea impone requisiti in tema di tracciabilità questi contribuiscono ad assicurare la qualità e la sicurezza dei prodotti e si applicano sia ai prodotti importati che a quelli fabbricati nell'ue. In certi casi l'ue può ritenere utile proporne l'estensione ai nostri partner commerciali. L'UE ha anche un interesse particolare a perseguire una più stretta integrazione economica con i paesi vicini per il tramite della politica europea di vicinato. Gli accordi sulla valutazione della conformità e l'accettazione (ACAA) basati sull'allineamento con l'ue contribuiscono a garantire la libera circolazione delle merci. Una più stretta integrazione economica dei paesi vicini in certi ambiti del mercato unico può IT 18 IT

20 recare vantaggi concreti ad entrambe le parti e rafforzare scambi ed investimenti. L'UE destinerà inoltre una quota maggiore dei finanziamenti disponibili in forza dello strumento europeo di vicinato e partenariato al rafforzamento delle capacità professionali ed alla buona gestione dell'economia nei paesi partner. L'internazionalizzazione della catena di valore e d approvvigionamento presenta notevoli potenzialità di crescita, ma anche sfide particolari per le PMI. Attualmente soltanto il 25 % delle PMI esporta verso mercati esteri, interni o esterni all'ue che siano 9. Per aiutare le PMI a diventare internazionali esse hanno bisogno delle informazioni giuste e di aiuto sui mercati esterni all'ue. Alcuni Stati membri e alcune organizzazioni commerciali offrono già questo tipo di aiuto, ma permane un considerevole potenziale di maggiori sinergie tra quanto fatto da UE, Stati membri e queste organizzazioni. La rete Enterprise Europe Network ha già svolto un ruolo importante di mentore e mediatore della cooperazione commerciale internazionale, soprattutto con i paesi del Mediterraneo, e l assistenza internazionale che essa fornisce alle PMI andrebbe ulteriormente sviluppata. Prendendo le mosse dall'esperienza fatta con il China SME IPR Helpdesk la Commissione rafforzerà ulteriormente il sostegno alle iniziative di protezione e difesa dei diritti di proprietà intellettuale, dedicando particolare attenzione ai mercati di altri paesi terzi di rilievo. Per quanto concerne le inchieste di difesa commerciale si terrà conto della situazione specifica delle PMI in quanto importatrici, utilizzatrici, parti lese o esportatrici. La Commissione: una volta conclusi i negoziati, ma prima della loro ratifica, preparerà per il Consiglio e per il Parlamento un'analisi economica delle conseguenze che gli accordi proposti possono avere per l'ue; produrrà in tempo per il Consiglio europeo di primavera un rapporto annuale sugli ostacoli a scambi ed investimenti, in cui esporrà iniziative "oltre confine" e pratiche di politica industriale e identificherà gli obiettivi prioritari della strategia di accesso ai mercati nonché gli interventi miranti a garantire il rispetto delle regole (a partire dal 2011); svilupperà iniziative di cooperazione normativa internazionale al fine di incitare i nostri principali partner commerciali ad aderire agli accordi internazionali nuovi o esistenti e di sviluppare regole e norme compatibili a livello mondiale. In proposito, i nostri accordi commerciali dovrebbero promuovere anche l'uso da parte dei nostri partner delle regole e norme internazionali nonché di procedure di valutazione di conformità che non ostacolino gli scambi; perseguirà un'integrazione economica più stretta con i paesi vicini, estendendo i vantaggi del mercato unico europeo in aree selezionate grazie alla politica europea di vicinato e attribuirà un più alto grado di priorità alle istituzioni del mercato ed alla buona amministrazione dell'economia nei rapporti con i partner di sviluppo (comunicazione sul commercio e lo sviluppo, inizio 2011); 9 DG Imprese e industria "Internationalisation of SMEs", IT 19 IT

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