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2 2008 osservatorio del turismo della regione calabria 2008 le nuvole - editoria e arti visive via F.lli Cervi 17/L Cosenza - e.mail: ISBN

3 REGIONE CALABRIA ASSESSORATO TURISMO E BENI CULTURALI CALABRIA 2008 OTTAVO RAPPORTO SUL TURISMO Osservatorio del turismo della Regione Calabria

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5 Coordinamento generale: Emilio Becheri A cura di: Emilio Becheri, Mariza Righetti, Maurizio Biasi Per il Comitato Scientifico: Mara Manente Segreteria Organizzativa: Mariza Righetti (Direttore delle Ricerche), Maurizio Biasi Salvatore Nudo, Paolo Cosco, Letizia F. Perri, Fabio Cerchiaro, Cinzia Pasqua, Teresa Gentile, Caterina Rossi, Antonino Coppola. Contributi: Pasquale Anastasi Ottavio Doria Salvatore Nudo Emilio Becheri Vincenzo Farina Mara Manente Maurizio Biasi Sonia Ferrari Giancarlo Perani Rodolfo Bova Isabella Furfaro Domenico Riga Fabio Cerchiaro Teresa Gentile Mariza Righetti Anna Cipparrone Piero Greco Francesco Sesso Luigi Cipparrone Gianfranco Ielo Medina Tursi Prato

6 Si ringraziano: Per la Provincia di Catanzaro: Paola Fragale, Sebastiano Jannini, Il Presidio Statistico; per la Provincia di Cosenza: Gilda De Vincenzo, Luigi O. Gabriele, IAT Castrovillari: Benedetto Di Diego, Giulio La Sala, Fedele La Vitola, Giuseppe Percoco, Luigi Perfetti, IAT Guardia Piemontese: Pierino Frisonne, Arnaldo Perri, Vita Perrone, Ottaviano Pinto, Maria Vattimo; per la Provincia di Crotone: Vito Barresi, Domenico Ioele, Serafino Militi, Vincenzo Ferro, Vincenzo Pascuzzi, Carolina Proietto, Franco Scicchitano, Francesco Virardi; per la Provincia di Reggio Calabria: Paolo Morisani, Carena De Diego, Marcello Chindamo, Antonia Fusco Foti; per la Provincia di Vibo Valentia: Ferdinando Barillaro, Antonio Sarica, Giuseppe Timpano; Associazione Borghi Autentici d Italia; Direzione Aeroporto S. ANNA Crotone: Paolo Filippelli; Direzione Aeroporto SACAL Lamezia Terme: Giorgio Rogliano, Spagnoli; Direzione SOGAS Reggio Calabria: Nicodemo Macrì; ISTAT; per la Multimedia System: Alessandro Coccimiglio, Giuseppe Correale; Maurizio Anzillotti; Lorenzo Briani; Oreste Montebello; Monica Perez; Maria Gabriella Picciotti; Pietro Pietramale; Nicola Tolone; Alberto Vega; Gruppo Dirigente FIBA Confesercenti Calabria, Francesco Imbroisi; Ufficio Spagnolo del Turismo di Roma.

7 I II III IL SISTEMA D ACCOGLIENZA LA DOMANDA INDICE CONTRIBUTI LE STATISTICHE DEL TURISMO NON RILEVATO.. di Maurizio Biasi e Mariza Righetti di Maurizio Biasi e Mariza Righetti di Maurizio Biasi e Mariza Righetti IV L ECONOMIA DEL TURISMO di Mara Manente V LA RETE DEI COLLEGAMENTI di Teresa Gentile VI NAUTICA DA DIPORTO di Teresa Gentile VII L ACCOGLIENZA DIURNA di Fabio Cerchiaro, Vincenzo Farina e Salvatore Nudo VIII IX X XI LE RETI SENTIERISTICHE COME OPPORTUNITA DI SVILUPPO TURISTICO ECOSOSTENIBILE IL TURISMO CULTURALE TURISMO SUBACQUEO IL VALORE AGGIUNTO DEI PIANI INTEGRATI TERRITORIALI di Domenico Riga di Anna Cipparrone e Medina Tursi Prato di Isabella Furfaro, Piero Greco e Francesco Sessoi di Pasquale Anastasi, Rodolfo Bova, Ottavia Doria e Gianfranco Ielo XII LA FORMAZIONE E LE FIGURE PROFESSIONALI di Sonia Ferrari XIII GRUB AUS di Luigi Cipparrone ALCUNE LINEE STRATEGICHE CONSIDERAZIONI FINALI POR CALABRIA di Emilio Becheri di Giancarlo Perani Estratto

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9 PRESENTAZIONE Negli ultimi anni la Calabria ha avuto un momento di grande successo e sviluppo turistico, conseguendo un posizionamento migliore in termini di quota di mercato: dal 2000 ad oggi infatti è cresciuta dall 1,9% al 2,2%; in termini di valori assoluti si è passati dai milioni del 2000 agli milioni del 2006, con una variazione del 29,8%, corrispondente ad un tasso medio di incremento annuo di più del 4,4%. L evoluzione delle attività turistiche ha visto una notevole accelerazione, non solo da un punto di vista dimensionale, ma anche e soprattutto su di un piano qualitativo. A fronte di questo trend positivo, tuttavia, permangono alcuni problemi di fondo che da sempre caratterizzano il turismo regionale: - l orientamento della domanda, quasi esclusivamente rivolto, al turismo balneare; - la localizzazione del movimento lungo le zone costiere; - la scarsa incidenza delle presenze straniere; - l importanza del movimento generato dalle abitazioni per vacanza o seconde case che assume dimensioni notevoli non rilevate dalle statistiche ufficiali, a tal proposito, è stato realizzato un censimento del patrimonio abitativo ad uso turistico e delle relative presenze con la collaborazione delle Amministrazioni Comunali (per la prima volta) a livello regionale. Per smuovere tali atteggiamenti consolidati occorre tempo ed è opportuno un piano strategico di lungo periodo, peraltro in corso di realizzazio-

10 ne presso l Osservatorio del Turismo. Bisogna mirare a obiettivi contenuti che si solidificano e si consolidano nel corso degli anni, consentendo il recupero dei gap individuati. In tal senso debbono essere impostate alcune linee d azione che confluiscono nella programmazione comunitaria attraverso il POIN, avendo ben presente che lo sviluppo del turismo internazionale si gioca tutto sulla combinazione fra soggiorno e mezzi di trasporto. L Osservatorio del Turismo arrivato all ottava edizione con la presente pubblicazione ha continuato a svolgere negli anni la sua funzione essenziale di riferimento per gli operatori, gli esperti e gli addetti al comparto del turismo e, anche, dei beni culturali, mettendo di volta in volta in evidenza i problemi cruciali ed individuando linee strategiche di sviluppo. Tradizionalmente il Rapporto sul turismo in Calabria non è solo un volume di statistiche ma anche un documento di considerazioni e proposte qualitative che più volte hanno fatto riferimento alle tradizioni ed alle immagini della regione con valutazioni sulle diverse identità e sulla marca di sintesi regionale, nel quadro dei grandi mutamenti che si stanno realizzando nel mondo del turismo. È in questa logica che debbono essere valutati i diversi contributi presentati, da quello relativo alla stima del numero e del movimento attivato dalle abitazioni utilizzate per vacanza, a quello sulla fotografia e la cartolina, nella consapevolezza che si tratta di diversi approcci possibili per capire e gestire l identità della Calabria, dei suoi territori e dei suoi turismi, proprio partendo dalle testimonianze di un vissuto locale che si fa storia. La struttura del volume è articolata in tre parti:

11 - nella prima parte vengono analizzati il sistema d accoglienza e la domanda, considerando il movimento turistico attivato nella regione. Segue la presentazione dei risultati relativi al censimento sulle seconde a- bitazioni ad utilizzo turistico ; il monitoraggio sull evoluzione del sistema di trasporti, e un approfondendo sulla nautica da diporto; - nella seconda parte vengono considerati alcuni nuovi mercati e vecchi turismi rinnovati. Sono presi in considerazione i segmenti del turismo culturale, subacqueo e delle reti sentieristiche; - nella terza parte si portano a conoscenza i risultati di interventi di programmazione territoriale quali i PIT e si definiscono le linee di indirizzo strategico per lo sviluppo dell intero comparto. Infine un contributo dibattito sull importanza dell immagine percepita e realizzata della regione. On.le Pasquale M. Tripodi Assessore Turismo e Beni culturali Regione Calabria

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13 I IL SISTEMA D ACCOGLIENZA Maurizio Biasi, Mariza Righetti 1. Cenni storici La storia dell ospitalità è antica, così come i suoi legami con il viaggio, di cui costituisce una componente essenziale. Infatti, l evoluzione dei mezzi di trasporto, incentivando gli spostamenti, ha determinato anche la diffusione delle strutture di ricettività 1. Una tappa fondamentale nella storia delle strutture ricettive è costituita dalla costruzione delle strade lastricate (312 a.c.) che collegavano Roma con tutti i Paesi dell impero di Augusto, garantendo l invio di merci, agevoli spostamenti di truppe, rapide consegne postali. Si rese pertanto necessaria la costruzione di case da adibire al ricovero di funzionari, soldati, commercianti e messi che potevano così trovare ospitalità a pagamento. Fin dall antichità coesistono ospitalità gratuita 2 e professionale, a pagamento, che solo in tempi recenti ha conquistato una sua collocazione di rilievo nel panorama dell offerta turistica. Durante il Medio Evo, ecclesiastici e viandanti trovavano asilo in conventi e monasteri o in case dette Xenodichìa, situate lungo le vie dei pel- 1 Tra i servizi contenuti nel pacchetto turistico l alloggio costituisce elemento ineliminabile (art. 84, Dlgs. 206/2005, Codice del consumo). 2 L Hospiium, alloggio privato (spesso una semplice camera) tenuto a disposizione dalle famiglie più ricche a favore di personaggi importanti nei loro spostamenti.

14 14 Il sistema d accoglienza legrinaggi, mentre i feudatari avevano diritto di stabilirsi presso i loro vassalli; ed è proprio nel periodo medievale che trova le sue origini il termine albergo, dal gotico haribergo (alloggiamento militare) che si trasforma poi nella parola albergus col significato di rifugio, ricovero. Nell XI secolo, col rifiorire del commercio terrestre e marittimo e l incrementarsi delle vie di comunicazione, sorsero sempre più numerose locande, osterie e taverne. I servizi offerti in queste strutture (quasi sempre a conduzione familiare) erano molto modesti. I primi alberghi in senso moderno, nei quali l organizzazione diventa professionale e i servizi accurati, li troviamo solo dopo la rivoluzione industriale (nella seconda metà del secolo XVIII) e la realizzazione delle strade ferrate (1825). La maggiore facilità di viaggi e spostamenti dovuta alla costruzione delle ferrovie, ha incentivato e trasformato l attività alberghiera fino a conferirle le caratteristiche attuali. Il percorso dell ospitalità non può ancora considerarsi concluso: nascono, si affermano e sono incentivate nuove forme di accoglienza non convenzionale che hanno creato un panorama vasto ed eterogeneo nell offerta di alloggio, che si propone al turista con modalità attuative diversificate, offrendo diversi stili di accoglienza e dando vita ad inedite figure di ospitalità. 2. La situazione attuale Il turismo contemporaneo si va caratterizzando per una sempre maggiore segmentazione della domanda, in termini di reddito, età, consumi, abitudini, luoghi di residenza, livelli di istruzione. La domanda mondiale di turismo è destinata a diversificarsi ulteriormente nel medio e nel lungo periodo e dunque, l'offerta va evolvendosi verso formule sempre più spe-

15 Primo Ottavo Rapporto sul turismo in Calabria 15 cifiche e soluzioni sempre più personalizzate: da un lato, nascono e si sviluppano nuove forme di turismo (turismo congressuale, termale, religioso, sportivo, culturale, per indicare solo i più noti), dall'altro si affermano nuovi modi di interpretare e vivere le forme tradizionali. Le ragioni di questo sviluppo sono diverse: maggiore disponibilità di reddito e tempo libero; migliore accessibilità di un numero crescente di località grazie allo sviluppo dei trasporti, soprattutto di quelli aerei Iow cost 3 ; informazione più ampia, puntuale e disponibile grazie a internet, ricerca di destinazioni alternative, ecc. Non ci si sposta più soltanto episodicamente e per la classica vacanza annuale, ma più volte nel corso dello stesso anno, per motivazioni ed attività diverse: si pensi ai flussi turistici attivati dal desiderio di praticare uno sport o l'escursionismo montano, di assistere a eventi culturali di ogni sorta, di effettuare shopping in siti prestigiosi. Si moltiplicano quindi le nuove forme di Ieisure associate al turismo, interno e internazionale. Si modificano così anche le strutture ricettive, e ne nascono delle nuove, come è accaduto nell ultimo ventennio prima con gli agriturismi e poi con i bed & breakfast; anche gli alberghi si differenziano non solo con riferimento alla qualità dei servizi, ma soprattutto in relazione alla specificità degli stessi. Peraltro nascono nuove concezioni come quella dell albergo diffuso, degli e alcune strutture alberghiere si trasformano in residence durante la bassa stagione. L operatore della ricettività deve essere molto flessibile e capace di attivare diverse tipologie a seconda delle esigenze del mercato, senza re- 3 Cfr. Cap. V del presente volume Rapporto Calabria 2008.

16 16 Il sistema d accoglienza stare attaccato al settore originario di appartenenza. 3. I riferimenti normativi nazionali Con l estensione della disciplina legislativa ai gestori di strutture di ospitalità non convenzionale, il legislatore ha inteso ampliare l offerta ricettiva oltre le tipologie esistenti, creando una categoria aperta, che possa recepire nuovi modelli e tendenze, anche sulla spinta di schemi provenienti da altre tradizioni. Presupposto questo per realizzare esigenze particolari dei consumatori e per sopperire alla carenza di strutture ricettive in territori di promettente sviluppo turistico. Fra le varie tipologie di ospitalità ha avuto particolare fortuna la formula (di derivazione anglosassone) del bed and breakfast (letto e prima colazione), disciplinata con apposite leggi in molte regioni italiane, che consente la valorizzazione di edifici rurali o di particolare pregio architettonico, ubicati in località turistiche o in centri storici, da parte dei proprietari o possessori che, ottenute le apposite autorizzazioni,, provvedono a dare ospitalità nella loro abitazione offrendo anche il servizio di prima colazione 4. Altra forma di ospitalità alternativa con caratteristiche analoghe, ma qualificata dall ubicazione in zona agreste, è l ospitalità rurale familiare (art. 23 L. 27 marzo 2001, n. 122 Disposizioni modificative e integrative alla normativa che disciplina il settore agricolo e forestale ), che consiste nel servizio di alloggio e prima colazione nella propria abitazione nell ambito delle iniziative regionali finalizzate allo sviluppo dell agricoltura e alla valorizzazione della multifunzionalità delle aziende. Quando l attività è esercitata da un imprenditore agricolo rientra fra le attività agrituristiche, recentemente disciplinate dal- 4 Cfr. rapporto sul turismo in Calabria 2007.

17 Primo Ottavo Rapporto sul turismo in Calabria 17 la Legge 20 febbraio 2006, n. 96 ( Disciplina dell agriturismo, cui le Regioni uniformeranno le proprie normative in materia), che considera agrituristiche le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all art c.c., attraverso l utilizzazione della propria a- zienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali (art. 2, L. 96/2006). A differenza dell ospitalità rurale, l attività ricettiva nell agriturismo si considera connessa a quella agricola, che ha pertanto carattere prevalente e si caratterizza per specifici obblighi in materia di utilizzo dei prodotti aziendali nella ristorazione. La nuova legge considera attività assimilate all agriturismo, cui è estensibile la relativa disciplina, quelle svolte dai pescatori relativamente all ospitalità, alla somministrazione di pasti nonché le attività connesse ivi compresa la pesca-turismo (art. 12, L. 96/2006). Fra le attività affini rientra (ai sensi dell art. 3 lett. b D.lgs. 18 maggio 2001 n. 226, come sostituito dall art. 7 D.lgs. 26 maggio 2004, n. 154, Modernizzazione del settore della pesca e dell acquacoltura) l ittiturismo, cioè l attività di ospitalità ricreativa, didattica, culturale e di servizi, finalizzata alla corretta fruizione di ecosistemi acquatici e vallivi, delle risorse della pesca e dell acquacoltura, e alla valorizzazione degli aspetti socio-culturali delle imprese ittiche e di acquacoltura, esercitata da imprenditori, singoli o associati attraverso l utilizzo della propria abitazione o di strutture nella disponibilità dell imprenditore stesso. L ittiturismo esprime un concetto di vacanza attiva, nata in contrapposizione al turismo da spiaggia o di svago, già esercitata in altri paesi europei, come la Spagna e la Francia. Manca, ad oggi, però, una disciplina articolata e ben definita di questa particolare forma di turismo, che vede

18 18 Il sistema d accoglienza la competenza delle regioni nel definirne le modalità di attuazione. In Calabria, l attività di ittiturismo risulta essere svolta da una sola impresa di Isola Capo Rizzuto (KR), che lavora nel settore da molti anni e che offre la disponibilità di 12 posti letto. L attività si svolge prevalentemente da marzo a settembre e si avvale dell utilizzo di due imbarcazioni per la pesca, di un ristorante che offre la possibilità di degustare il pesce appena pescato e di una piccola pensione per il servizio ricettivo. Il turista ha così la possibilità di condividere non solo il modo di vivere dei pescatori, quanto di partecipare all attività di pesca 5. Agriturismo e ittiturismo si caratterizzano per la semplificazione amministrativa delle procedure e per la deroga alle disposizioni in materia di adattamento degli immobili: ciò allo scopo di salvaguardare le caratteristiche degli edifici e incrementare l offerta del settore. Nel segno di un turismo sostenibile si inseriscono una serie di nuove tipologie, intese a sfruttare, in relazione alle caratteristiche dei luoghi, edifici esistenti per fini turistici. E il caso delle residenze d epoca, strutture ricettive ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio storico, architettonico e culturale, con arredi antichi e di pregio, che offrono alloggio in camere e unità abitative. Alcune regioni (Emilia-Romagna, n. 16/2004; Marche n. 9/2006; Puglia n. 11/1999; Toscana n. 42/2000; Umbria n. 13/1990; Veneto n. 33/2002) hanno dettato regole per l utilizzo di queste dimore, qualificandole come alberghi o come esercizi extralberghieri con conseguente applicazione delle relative regole. Altra ipotesi di ricettività sostenibile è quella dell albergo diffuso o paese albergo (L.R. Abruzzo, n. 64/1999; 5 Si ringrazia per le informazioni il sig. Nicola Tolone coop Le Castella.

19 Primo Ottavo Rapporto sul turismo in Calabria 19 L.R. Calabria, n. 11/1988; L.R. Sardegna, n. 27/1998; L.R. Friuli V.G., n. 2/2002; L.R. Marche 9/2006); si tratta di alberghi caratterizzati dalla centralizzazione in un unico stabile dell'ufficio ricevimento, delle sale e dei servizi di uso comune e dalla dislocazione delle unità abitative in uno o più stabili separati, purché ubicati nel centro storico o in siti extraurbani. La finalità dell intervento è quella di creare un sistema di riqualificazione edilizia, favorendo lo sviluppo ricettivo dei centri urbani ed extra-urbani attraverso il recupero di case esistenti, dotandole dei servizi necessari e mettendole a disposizione dei turisti attraverso il Comune e/o le Pro Loco e/o le Associazioni di categoria. Nel caso di borghi montani, l albergo diffuso consente di far rivivere luoghi e culture, con il vantaggio per i proprietari di usufruire di aiuti per la ristrutturazione degli immobili. Si distinguono dall'albergo diffuso: il borgo-albergo, in cui la rete di alloggi messi a disposizione dei turisti non ha una proprietà e una gestione comune, ma vi è comunque un servizio centralizzato, generalmente in forma di consorzio privato o pubblico-privato, che può occuparsi anche di alcuni servizi; il residence diffuso, in cui l'elemento territoriale si dilata ulteriormente, assumendo dimensioni a volte sovracomunali, in cui l'unico elemento di raccordo tra i diversi attori territoriali è, ancora una volta, il servizio di prenotazione. La qualità dell'offerta integrata e la continua ricerca di soddisfacimento delle esigenze del turista, che si trova in un contesto in cui si immerge come attore interagendo liberamente con il territorio circostante, sono tra gli elementi caratterizzanti l'albergo diffuso.

20 20 Il sistema d accoglienza 4. I marchi di qualità del sistema d ospitalità I Borghi più belli d Italia Il marchio Borghi più Belli d Italia 7, oltre ad essere un censimento della bellezza residua del nostro paese, serve a collegare le realtà delle piccole comunità con le esperienze turistiche più evolute e contribuisce alla notorietà del luogo sottolineandone la qualità. L iniziativa si ispira ad analoghe esperienze europee, quale quella dei Plus Beaux Villages de France, promossa da 55 amministrazioni locali. Sono centinaia i borghi italiani che rischiano il degrado a causa di una situazione di marginalità rispetto agli interessi economici che gravitano intorno al movimento turistico e commerciale. Scopo dell iniziativa è pertanto la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio architettonico e/o naturale. Il Club promotore ha redatto lo statuto e la Carta di qualità in cui sono indicati i criteri di ammissione o di esclusione dal Club. Le condizioni preliminari sono: la caratteristica di borgo, ossia una popolazione inferiore ai duemila abitanti nel centro storico (e ai 15 mila nell intero Comune) e una notevole qualità urbanistica e architettonica, certificata alla Sopraintendenza alle Belle Arti. Il comitato scientifico effettua una preselezione tra i Comuni che hanno fatto richiesta. Ottenuta la classificazione, il pannello con il logo dei Borghi più Belli viene apposto agli ingressi del borgo con la facoltà per il comune di utilizzare l emblema figurativo su tutti i documenti municipali. L aver superato la selezione non è motivo di garanzia per il futuro: la 6 Il seguente paragrafo è a cura di Cinzia Pasqua. 7 Nato nel 2001 da un idea dell Anci (Associazione dei Comuni Italiani).

21 Primo Ottavo Rapporto sul turismo in Calabria 21 perdita dei presupposti fondamentali (controllo biennale) o anche solo la diminuzione della loro qualità diventa un motivo di esclusione dal Club. In Calabria, i Comuni che si sono fregiati del marchio, nell anno 2007 sono 8: Altomonte, Bova, Stilo, Chianalea di Scilla, Morano Calabro, Gerace, Fiumefreddo Bruzio e Santa Severina. Questi comuni rappresentano una parte importante della storia, dell arte, della cultura e della tradizione calabrese, tanto che, il territorio di Bova che rientra nell area Grecanica (Reggio Calabria), è stato inserito tra le aree che potrebbero ottenere dall UNESCO il riconoscimento di patrimonio dell umanità. Nel 2007 abbiamo svolto un indagine 8 per capire quanto un marchio d area, un club di prodotto o un qualunque elemento caratterizzante, e- spressione e certificazione di qualità possa incidere positivamente sull incremento dei flussi turistici. Complessivamente gli operatori ritengono migliorativa questa certificazione dichiarando di averne tratto beneficio sia in termini quantitativi, (numero delle prenotazioni) che qualitativi (target dei clienti). L andamento positivo si è riscontrato, con le dovute sfumature, in tutti i comprensori e cosi pure in tutte le tipologie di ricettività: questo simboleggia il turismo stesso della nostra regione, amante del particolare, della natura e della qualità e tipicità del territorio. 4.2 L evolversi di alcune tipologie: I Borghi Autentici Borghi Autentici d Italia è un progetto che lega numerosi comuni su tutto il territorio nazionale, che hanno scelto come innovativo modello di 8 Le strutture ricettive che risiedono nell area dei borghi sono 27 con posti letto.

22 22 Il sistema d accoglienza sviluppo turistico e locale l ospitalità di comunità, ossia il recupero di abitazioni tradizionali, trasformate in residenze turistiche di qualità, per un ospitalità diffusa. Gli obiettivi del progetto sono: migliorare la qualità di vita delle comunità locali; creare sviluppo economico e sociale; preservare e valorizzare le risorse disponibili nella prospettiva strategica di innalzare il livello di qualità urbana, dei servizi e ambientale, l efficienza energetica, la salvaguardia delle risorse locali e la loro valorizzazione. Le attese legate a questa forma di ricettività sono: - la realizzazione di una rete ricettiva diffusa che offra sistemazioni autentiche immerse nel paesaggio urbano, vere e proprie case, una diversa dall altra, con superfici variabili, e non soluzioni alberghiere, collegate 24h/24h con la reception, dotate di tutti comfort e servizi e concepite anche per ospitare persone diversamente abili; - l attuazione del progetto Comunità Ospitali 9, ovvero un sistema di offerta di alta qualità, basata sul paese, sulla comunità locale che si mobilita per accogliere ed ospitare i turisti, consentendo loro di diventare cittadini temporanei del Borgo. La Comunità Ospitale è gestita da una Società Operativa Locale (S.O.L.) su scala comunale, intercomunale, provinciale o regionale, con il compito principale di pianificare ed attuare gli investimenti materiali ed immateriali e gestire l ospitalità. Il progetto viene sviluppato nei territori interessati con un approccio basato sulla sostenibilità sociale e la compatibilità ecologico ambientale. In particolare: gli interventi edilizi sugli immobili non prevedono espan comuni hanno aderito al progetto Comunità Ospitali ed accoglieranno più di presenze turistiche previste a progetti ultimati (entro il 2010). Tra gli interessati, anche un comune calabrese, quello di Falerna (CZ), con 33 residenze, 96 posti letto e 7 addetti diretti previsti.

23 Primo Ottavo Rapporto sul turismo in Calabria 23 sione costruttiva ma sono invece finalizzati al recupero, alla conservazione e valorizzazione di patrimoni edilizi spesso abbandonati o sottoutilizzati; la progettazione e gli interventi sono ispirati a criteri di bioarchitettura e di risparmio energetico; le residenze realizzate e l intero sistema ospitale rispetteranno i parametri comunitari (CE 14/04/2003) per l ottenimento del Marchio Comunitario di Qualità Ecologica al servizio della ricettività turistica. L Associazione Borghi Autentici d Italia raccoglie circa 100 soggetti tra comuni e consorzi. Tra di essi, anche alcuni comuni calabresi che partecipano attivamente alla vita associativa: Falerna (CZ), Francavilla Marittima (CS), Guardavalle (CZ), Melissa (KR), Plataci (CS), S. Caterina dello Ionio (CZ) e Villapiana (CS). 5. L accoglienza non è sempre uguale, lo dicono i numeri Il territorio nazionale è molto eterogeneo non solo per gli aspetti paesaggistici, culturali o economici ma anche per l evoluzione quantitativa, dimensionale e tipologica delle strutture ricettive. Questa diversità in alcuni casi è cosi elevata da non consentire una comparazione grafica di facile lettura. Graf.1 Composizione dell offerta ricettiva per macroarea. Esercizi Anno % 80% 60% 40% Alberghi Complementar i Nord Est Centro Mezzogiorno Nord Ovest % 0% Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT Statistiche del turismo 2008

24 24 Il sistema d accoglienza Esiste, tuttavia, una distinzione classica e adottata da tutte le analisi che considera le macroaree nazionali che appaiono sufficientemente omogenee fra loro. Nei grafici sono state sintetizzate le quote di mercato del comparto alberghiero ed extralberghiero negli anni 1990 e 2006; importante è il confronto fra valori assoluti che danno informazioni più indicative di quale sia stata l evoluzione negli ultimi 15 anni nel sistema di accoglienza nazionale. Graf.2 Composizione dell offerta ricettiva per regione. Esercizi Anno 2006 Alberghi Complementar i 100% 80% 60% 40% 20% 0% 100% 80% 60% 40% 20% 0% 100% 80% 60% 40% 20% 0% 100% Veneto Trentino A. A. Toscana Friuli V. G. Emilia R Lazio Lombardia Piemonte Liguria Sicilia Campania Umbria Marche Puglia Sardegna Abruzzo Calabria Valle D 'Aosta Basilicata Molise 80% 60% 40% 20% 0% Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT Statistiche del turismo 2008 In tutte le macroaree, ad eccezione del Mezzogiorno, è diminuito il nu-

25 Primo Ottavo Rapporto sul turismo in Calabria 25 mero degli esercizi alberghieri, a differenza degli esercizi complementari che crescono in tutte le aree perdendo solo nel Nord Ovest circa 1000 esercizi. Palese è la situazione della Liguria dove diminuiscono sia gli esercizi alberghieri che quelli complementari. La crescita degli esercizi alberghieri e dei posti letto in Veneto è un eccezione, in termini quantitativi, rispetto alle altre regioni. Nel contempo, si registra una riduzione del numero di esercizi alberghieri, ma senza incidere sul numero di posti letto che dal 1990 aumentano di unità. Graf.3 Composizione dell offerta ricettiva per macroarea. Posti letto Anno % Alberghi Complementar i Nord Est Mezzogiorno Centro Nord Ovest 75% 50% % 0% Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT Statistiche del turismo 2008 In Calabria, si assiste ad una netta diminuzione dei posti letto complementari dagli oltre del 1990 ai circa del 2006 nonostante gli esercizi siano raddoppiati (da 307 a 648); ovviamente ciò è spiegato da un diverso dimensionamento degli stessi (sono più piccoli) e dalla modifica della tipologia. Al contrario, il comparto alberghiero se in termini di esercizi incrementa il numero del 21,4%, in termini di posti letto l aumento che si registra dal 1990 al 2006 è del 91,2% (circa posti letto in più); ciò è imputabile agli ampliamenti delle strutture esistenti e

26 26 Il sistema d accoglienza all apertura di nuove strutture mediamente più grandi. L indice di dimensione media delle strutture alberghiere, aumenta dal 1990 al 2006 del 57,5%, (da 71,5 posti letto per albergo a 112,6). Nel 2006, la quota del mercato alberghiero rispetto all intero settore in termini di posti letto, è del 46,4%; nel 1990 i posti letto alberghieri rappresentavano soltanto il 25,4% dei posti letto complessivi. Nel Centro, ma soprattutto nel Mezzogiorno crescono di molto i posti letto alberghieri, mentre nel Nord Est crescono di quasi il doppio i posti letto dell extralberghiero. Graf.4 Composizione dell offerta ricettiva per regione. Posti letto Anno 2006 Alberghi Complementar i 100% 80% 60% 40% 20% 0% 100% 80% 60% 40% 20% 0% 100% 80% 60% 40% 20% 0% 100% Veneto Toscana Emilia R. Trentino A. A. Lombardia Lazio Marche Puglia Calabria Sardegna Campania Sicilia Piemonte Liguria Friuli V. G Abruzzo Umbria Valle D 'Aosta Basilicata Molise % 60% 40% % 0% Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT Statistiche del turismo 2008

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