Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi"

Transcript

1 Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi La Regione Puglia nel percorso del POAT DAGL Laboratori e sperimentazioni per il miglioramento della qualità della normazione: analisi e sviluppi Alberto Zuliani Bari, 28 marzo 2013

2 I CASI DI SPERIMENTAZIONE La selezione (AIR e ATN) L individuazione delle sperimentazioni di AIR e ATN è stata effettuata mediante una ricognizione sistematica, effettuata da parte degli uffici regionali con la collaborazione del nucleo di assistenza tecnica, nel corso del I ciclo di laboratori. Si è cercato di tenere conto delle esigenze specifiche prospettate dagli uffici e inoltre delle richieste che venivano avanzate dalle diverse Aree di coordinamento. La ricognizione delle esigenze all interno delle Aree è stata svolta somministrando un questionario ai rispettivi referenti. E stato quindi definito un quadro di sintesi delle indicazioni, sostanzialmente agende normative, delle diverse aree, integrato con le esigenze di verifica della qualità della regolazione già presenti e stimolate dalla l.r. n. 29/2011. Sono state contemporaneamente verificate le disponibilità degli uffici a condurre le sperimentazioni e quindi la percorribilità di un programma condiviso. Pagina 2

3 La selezione (VIR) POAT-DAGL Regione Puglia I CASI DI SPERIMENTAZIONE VIR: l individuazione del caso e il suo avvio sono avvenuti in fase di predisposizione del Programma operativo (ancora prima della ricognizione sistematica). L Area e il Servizio interessati hanno espresso l esigenza di valutare l impatto della normativa vigente in materia di autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi sociali e relative forme di gestione, ex l.r. n. 19/2006 ed è emersa l opportunità di avviare in tale ambito un azione pilota. L azione pilota ha avuto anche lo scopo di testare l efficacia della collaborazione fra uffici nella prospettiva di integrazione disciplinare. Pagina 3

4 I CASI DI SPERIMENTAZIONE Strumento di better regulation Provvedimento Area Periodo di sperimentazione VIR Sistema di autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi sociali e relative forme di gestione, ex l.r. n. 19/2006 Area Politiche per la promozione della salute, delle persone e delle pari opportunità, Politiche di Benessere sociale e Pari Opportunità Feb Dic AIR Regolamento di attuazione della l.r. n. 31/2012, Norme in materia di formazione per il lavoro Area Politiche per lo sviluppo economico, lavoro e innovazione, Servizio Formazione professionale e Servizio Politiche per il lavoro Ott in completamento AIR Adozione di un Sistema di Tariffazione Integrata (STI) per il trasporto pubblico locale ai sensi della L. r. n. 18/2002, "Testo unico sulla disciplina del trasporto pubblico locale" Area Politiche per la mobilità e qualità urbana, Ufficio Servizi di trasporto Ott in completamento ATN Ddl in materia di valorizzazione e tutela dei beni culturali Area Politiche per la promozione del territorio, dei saperi e dei talenti, Servizio Beni culturali. Set Gen ATN Ddl su disciplina regionale in materia di VAS, Valutazione ambientale strategica Area Politiche per la riqualificazione, la tutela e la sicurezza ambientale e per l'attuazione delle opere pubbliche, Servizio Ecologia e Servizio Risorse naturali Set Gen Pagina 4

5 La L.r. 2 novembre 2012, n. 29 Per favorire l'attuazione della L.r. 2 novembre 2011, n. 29, «Semplificazione e qualità della normazione», nel corso delle attività del POAT sono stati predisposti: Proposta di regolamenti in materia di AIR e VIR Proposta di adeguamento del regolamento interno del Consiglio regionale Linee-guida metodologiche Per la metodologia AIR e VIR si è fatto riferimento al percorso logico e all inventario degli strumenti definiti nelle rispettive proposte di regolamento Pagina 5

6 I CASI DI SPERIMENTAZIONE La metodologia impiegata per le AIR e la VIR Modelli utilizzati: Relazione AIR Relazione VIR Piano delle consultazioni Documento di consultazione Durante le sperimentazioni ci si è avvalsi, per lo scambio di materiali e informazioni e per la realizzazione delle consultazioni, del portale regionale sulla qualità della regolazione: Pagina 6

7 I CASI DI SPERIMENTAZIONE I. AIR sul Regolamento di attuazione della l.r. n. 31/2012, Norme in materia di formazione per il lavoro Motivazioni La Regione Puglia, con l approvazione della legge regionale n. 31/2012 Norme in materia di formazione per il lavoro, ha avviato un percorso teso al superamento della precedente legge n. 13/2005. In particolare, in base a quanto disposto dall art. 7 della legge attuale, la Regione è tenuta a disciplinare con regolamento le modalità di certificazione delle competenze degli apprendisti per le tre tipologie di apprendistato lì delineate. Il quadro generale sull apprendistato in Puglia era e rimane ancora frammentato e, per alcuni aspetti, incompiuto: fra essi c è appunto la certificazione delle competenze. Pagina 7

8 I CASI DI SPERIMENTAZIONE I. AIR sul Regolamento di attuazione della l.r. n. 31/2012, Norme in materia di formazione per il lavoro Ambito di intervento Confini oggettivi Oggetto dell intervento: Regolamentazione del sistema di certificazione delle competenze per l apprendistato professionalizzante e per la qualifica e il diploma professionale Ambito territoriale di riferimento: Regione Puglia Settori di attività economica coinvolti: Tutti: Settore profit (produttori di beni e servizi); Settore no profit (cooperative sociali di tipo A e B) Confini soggettivi Destinatari diretti: imprese attive, centri per l impiego; enti di formazione; lavoratori con contratto di apprendistato Destinatari indiretti: enti bilaterali; istituti scolastici Amministrazioni coinvolte:regione Puglia; Province Assessorati alle politiche per il lavoro e la formazione professionale Pagina 8

9 I CASI DI SPERIMENTAZIONE I. AIR sul Regolamento di attuazione della l.r. n. 31/2012, Norme in materia di formazione per il lavoro Consultazioni Obiettivi: approfondire le modalità e gli aspetti critici che caratterizzano il processo di certificazione delle competenze attualmente vigente (opzione zero) individuare gli aspetti innovativi da sviluppare nel nuovo processo di certificazione delle competenze (opzioni alternative) Soggetti coinvolti: i diversi attori coinvolti a vario titolo nel processo di certificazione delle competenze e protagonisti della consultazione sono stati: 6 Responsabili provinciali dei Centri per l impiego delle province di Bari, Foggia, Barletta-Andria-Trani, Lecce, Taranto e Brindisi; 69 Enti di formazione accreditati presso la Regione Puglia; 18 Aziende e datori di lavoro della provincia di Foggia; Il Comitato tecnico regionale istituito con Del. G.R. n. 171/2012 (in corso) Pagina 9

10 I CASI DI SPERIMENTAZIONE I. AIR sul Regolamento di attuazione della l.r. n. 31/2012, Norme in materia di formazione per il lavoro Consultazioni Quattro differenti questionari strutturati, finalizzati ad approfondire i seguenti nuclei tematici: Opzione zero: diverse fasi che caratterizzano il processo di definizione del piano formativo individuale (soggetti coinvolti, tempistiche, documenti prodotti e ruolo svolto in questa fase dalla Regione) e criticità presenti attuale processo di certificazione delle competenze (criteri utilizzati per l individuazione delle competenze; modalità secondo le quali, a livello operativo, si realizza la certificazione) criticità che caratterizzano l attuale processo di certificazione delle competenze Opzioni alternative: Individuazione delle possibile opzioni alternative che garantiscono maggiore oggettività del processo di certificazione delle competenze Innovazioni migliorative da introdurre nella nuova procedura di certificazione delle competenze Pagina 10

11 I CASI DI SPERIMENTAZIONE II. AIR sull Adozione di un Sistema di Tariffazione Integrata (STI) per il Trasporto Pubblico Locale Motivazioni In molte realtà urbane, l esigenza di facilitare gli spostamenti e favorire l integrazione tra le diverse modalità di trasporto pubblico locale (per es. autobus, treni, metropolitane) ha portato alla progressiva diffusione di Sistemi tariffari integrati, caratterizzati dalla presenza di un unico schema per tutte le modalità di trasporto offerte. L adozione di un sistema di questo tipo può avere importanti effetti positivi sulla domanda di trasporto pubblico, con ricadute riguardo sia ai proventi da traffico (quindi per la finanza pubblica locale) sia alla riduzione delle diseconomie esterne del trasporto.. Pagina 11

12 I CASI DI SPERIMENTAZIONE II. AIR sull Adozione di un Sistema di Tariffazione Integrata (STI) per il Trasporto Pubblico Locale Ambito di intervento Confini oggettivi Oggetto dell intervento: Definizione di un sistema tariffario integrato (STI) riferito a determinate tratte di trasporto Ambito territoriale di riferimento: Regione Puglia Settori di attività economica coinvolti: Trasporto pubblico regionale e locale Confini soggettivi Destinatari diretti: società ferroviarie, gestori dei servizi aeroportuali, operatori di trasporto persone su gomma, utenti del trasporto pubblico locale Destinatari indiretti: cittadini e potenziali utenti del trasporto pubblico locale Amministrazioni coinvolte: Regione Agenzia regionale della mobilità; Province; Comuni Pagina 12

13 I CASI DI SPERIMENTAZIONE II. AIR sull Adozione di un Sistema di Tariffazione Integrata (STI) per il Trasporto Pubblico Locale Consultazioni Interviste semi-strutturate a operatori del trasporto pubblico locale per: approfondire le diverse modalità di offerta del sistema di trasporti regionale, con particolare riferimento alla tratta aeroporto-città individuare le modalità più efficaci per predisporre il nuovo sistema di tariffazione integrata valutare la situazione attuale riguardo a: struttura degli orari, costi, volume di offerta (posti), flussi registrati, economicità Questionario rivolto agli utenti attraverso: somministrazione diretta in aeroporto e su navetta di comunicazione tra la stazione ferroviaria di Bari centrale e l aeroporto di Bari Palese (circa 600 intervistati); autocompilazione presso i principali alberghi della città di Bari (circa 50 questionari); rilevazione attraverso form on line rivolta al personale di oltre 10 enti pubblici (uffici di Giunta e Consiglio regionale, Atenei, Camere di commercio ecc.) con sede a Bari e nei capoluoghi pugliesi (non ancora conclusa allo stato attuale oltre 70 rispondenti) I questionari permettono di trarre principali conclusioni circa i i profili di utenza prevalenti, le loro preferenze di trasporto per la tratta considerata e inoltre riguardo alla disponibilità a pagare Pagina 13

14 I CASI DI SPERIMENTAZIONE II. AIR sull Adozione di un Sistema di Tariffazione Integrata (STI) per il Trasporto Pubblico Locale Consultazioni Caratteristiche generali della rilevazione Sono stati rilevati 582 soggetti (il 61% in aeroporto, i restanti sul bus navetta) nel corso di una settimana, in un orario compreso tra le 7 e le 19 Il 45% sono lavoratori dipendenti, il 29% sono imprenditori/autonomi, l 8% studenti. La provincia di residenza è per il 40% quella di Bari. Seguono le altre provincie pugliesi, Milano, Roma e Torino Classi di reddito annuale: oltre i 40mila euro (15%), tra 30-40mila euro (13%), 20-30mila euro (25%), meno di 20mila euro (32%), [non rispondenti: 15%] Si viaggia per lavoro nel 44% dei casi, quindi per turismo (29%) e poi per visita a parenti/amici (20%) Mezzo di trasporto utilizzato per il collegamento con l aeroporto Il mezzo più utilizzato per il collegamento è la navetta (41%), seguito dall autovettura propria (24%) e dall autovettura di terzi (accompagnati 20%) A prescindere dal mezzo di trasporto utilizzato per il collegamento città-aeroporto, la motivazione della scelta più frequente è la comodità (67%), seguita dalla convenienza economica (32%) e quindi dalla puntualità (28%) Pagina 14

15 I CASI DI SPERIMENTAZIONE II. AIR sull Adozione di un Sistema di Tariffazione Integrata (STI) per il Trasporto Pubblico Locale Consultazioni Preferenze circa un sistema di tariffazione integrata In 444 (76%) affermano che si servirebbero volentieri del treno per il collegamento Bari stazione centrale Bari Palese Di questi, 391 manifestano la loro preferenza per un sistema di tariffazione integrata tra le varie modalità di trasporto Sul complesso dei rispondenti, a manifestare tale preferenza sono 474 (81%) 83 persone, pur non essendo interessate al treno come collegamento aeroporto-stazione e viceversa, auspicano comunque una tariffazione integrata per i diversi altri sistemi di trasporto e per l eventuale stazionamento Pagina 15

16 I CASI DI SPERIMENTAZIONE III. ATN sul ddl in materia di valorizzazione e tutela dei beni culturali, e IV. ATN sul ddl relativo alla disciplina regionale in materia di VAS, Valutazione ambientale strategica Gli aspetti sui quali sono state svolte le analisi tecnico-normative sono stati i seguenti: - Individuazione nitida della materia e della relativa competenza legislativa regionale - Analisi degli effetti giuridico-amministrativi immediati e dell eventuale impatto che l ipotesi normativa avrebbe potuto produrre riguardo ai soggetti pubblici e agli amministrati - Verifica della compatibilità con le norme costituzionali e in particolare con i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza di cui all art. 118, primo comma, della Costituzione e con la potestà regolamentare degli enti locali di cui all art. 117, sesto comma, della Costituzione - Verifica della compatibilità con i principi dell ordinamento giuridico, con le competenze trasversali dello Stato e con i principi fondamentali posti dalla legislazione dello Stato, in caso di competenza concorrente - Verifica della compatibilità con il contesto normativo comunitario e internazionale - Verifica dell adeguatezza della ripartizione delle competenze tra organi politici e dirigenza Pagina 16

17 I CASI DELLA SPERIMENTAZIONE ATN: la scheda tecnica Ai fini della condivisione metodologica per la realizzazione delle ATN nell ambito della sperimentazione, è stata elaborata una scheda tecnica con il sostegno del gruppo di assistenza tecnica. La scheda è stata utilizzata per le ATN pilota svolte in via sperimentale, con la collaborazione del Servizio legislativo di Giunta Pagina 17

18 I CASI DELLA SPERIMENTAZIONE La scheda tecnica Atn : 3 parti e 17 punti di analisi Parte I: esame del testo normativo con riferimento ai profili di diritto interno (normativa statale e regionale) e all organizzazione amministrativa (organi politici, dirigenza, servizi, uffici) Parte II: verifica della compatibilità dell intervento con il contesto normativo comunitario e internazionale Parte III: analisi del testo normativo alla luce delle regole tecnicoredazionali; interventi di drafting eventualmente necessari; analisi della qualità degli adempimenti introdotti considerando, in particolare, l obiettivo della semplificazione (normativa e amministrativa) Pagina 18

19 I CASI DELLA SPERIMENTAZIONE Cenni sul drafting normativo: aspetti chiave Chiarezza: esposizione nitida che non si presti ad equivoci interpretativi Uniformità: stile semplice e accessibilità linguistica per tutti, nei limiti della complessità della materia Leggibilità/fruibilità: scorrevolezza, linearità espositiva, attenzione alla punteggiatura e alla organizzazione grafica Pagina 19

20 Le ATN su POAT-DAGL Regione Puglia I CASI DELLA SPERIMENTAZIONE ddl in materia di valorizzazione e tutela dei beni culturali ddl sulla disciplina regionale in materia di VAS, Valutazione ambientale strategica I punti su cui si è svolta l analisi tecnico-normativa sono stati i seguenti: - Individuazione della materia e della relativa competenza legislativa regionale - Analisi degli effetti giuridico-amministrativi immediati e valutazione dell eventuale impatto che il progetto può produrre sugli enti pubblici e i soggetti amministrati - Verifica di compatibilità con le norme costituzionali e in particolare con i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza di cui all art. 118, primo comma, della Costituzione e con la potestà regolamentare degli enti locali di cui all art. 117, sesto comma, della Costituzione - Verifica di compatibilità con i principi dell ordinamento giuridico, con le competenze trasversali dello Stato e con i principi fondamentali posti dalla legislazione dello Stato, in caso di competenza concorrente - Verifica di compatibilità dell intervento con il contesto normativo comunitario e internazionale - Verifica relativa al riparto di competenze tra organi politici e dirigenza Pagina 20

21 I CASI DELLA SPERIMENTAZIONE ATN: le iniziative di presentazione Il 18 dicembre 2012 è stata presentato il testo finale del ddl recante la nuova disciplina regionale sui beni culturali nel corso di un incontro pubblico tematico Verso la nuova legge sui beni culturali, promosso dall Assessorato ai Beni culturali Il testo normativo presentato è il prodotto di un attento e lungo confronto avvenuto nell ambito del tavolo tecnico costituito ad hoc al quale hanno preso parte oltre all Assessore al ramo, ai dirigenti e ai funzionari dei Servizi competenti, il Servizio legislativo di Giunta e il gruppo di assistenza tecnica locale Pagina 21

22 I LABORATORI SETTORIALI Il II Ciclo di Laboratori settoriali presso la Regione Puglia Data 16 ott ott gen Destinatari GIUNTA REGIONALE 4 Aree di coordinamento (I gruppo: Politiche per lo sviluppo economico, lavoro e innovazione; Politiche per lo sviluppo rurale; Politiche per la riqualificazione, la tutela e la sicurezza ambientale e per l attuazione delle opere pubbliche; Organizzazione e riforma dell amministrazione) GIUNTA REGIONALE 4 Aree di coordinamento (II gruppo: Politiche per la mobilità e qualità urbana; Politiche per la promozione del territorio, dei saperi e dei talenti; Politiche per la promozione della salute, delle persone e delle pari opportunità; Finanza e controlli) GIUNTA REGIONALE Aree di coordinamento del I gruppo 17 gen GIUNTA REGIONALE Aree di coordinamento del II gruppo 24 gen CONSIGLIO REGIONALE Pagina 22

23 I LABORATORI SETTORIALI Il II Ciclo di Laboratori settoriali presso la Regione Puglia Le attività: Analisi e discussione di casi di sperimentazione Illustrazione delle diverse fasi di analisi e delle criticità Esercitazione guidata su casi Distribuzione e raccolta dei questionari di valutazione compilati dai partecipanti ai Laboratori Nelle slides seguenti sono illustrati alcuni dati sui partecipanti, elaborati sulla base delle risposte ai questionari raccolti durante i Laboratori del 16 e 23 ottobre 2012 e del 24 gennaio 2013 Pagina 23

24 I LABORATORI DEL II CICLO Profilo dei partecipanti Pagina 24

25 I LABORATORI DEL II CICLO Risultati dei questionari somministrati nei Laboratori Pagina 25

26 I LABORATORI DEL II CICLO Risultati dei questionari somministrati nei Laboratori Pagina 26

27 I LABORATORI DEL II CICLO Valutazione del laboratorio Pagina 27

28 I LABORATORI DEL II CICLO «Cosa si aspetta dall introduzione degli strumenti di better regulation, in merito al processo normativo regionale?» Pagina 28

29 I LABORATORI DEL II CICLO Aspettative sull introduzione degli strumenti di better regulation Pagina 29

30 LA SPERIMENTAZIONE DELLA VIR Disciplina delle autorizzazioni al funzionamento delle strutture che erogano servizi socio-assistenziali Ambito della valutazione Individuazione dei confini oggettivi, soggettivi (destinatari e pubbliche amministrazioni coinvolte) e temporali dell applicazione della legge Precisazione degli obiettivi dell intervento normativo rispetto ai quali valutare il grado di raggiungimento Conoscenza nitida del contesto per consentire una valutazione del reale impatto regolatorio Prestazione di servizi, tipologie di strutture, rapporto tra soggetti gestori e Regione, utenti Pagina 30

PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E UNIONE DELLE PROVINCE D ITALIA

PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E UNIONE DELLE PROVINCE D ITALIA PROTOCOLLO DI INTESA TRA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E UNIONE DELLE PROVINCE D ITALIA Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l Unione delle Province d Italia UPI VISTI il

Dettagli

Delibera del Collegio dei Docenti. Piano annuale di Formazione e Aggiornamento del personale insegnante

Delibera del Collegio dei Docenti. Piano annuale di Formazione e Aggiornamento del personale insegnante Delibera del Collegio dei Docenti Piano annuale di Formazione e Aggiornamento del personale insegnante Anno scolastico 2013/2014 IL COLLEGIO DEI DOCENTI VISTI CONSIDERATO ESAMINATE PRESO ATTO TENUTO CONTO

Dettagli

Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 37 del 05-4-2016

Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 37 del 05-4-2016 17430 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 23 marzo 2016, n.325 L.r. n. 19/2006 e s.m.i., art. 17 co. 1 lett. e) fbis). L.r. n. 4/2010 art. 47 e art. 49 co.1. L.R. n. 31/2015 art. 3. Indirizzi operativi

Dettagli

RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004.

RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004. RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004. Presentazione del Presidente dell Autorità. Roma, 6 luglio 2004. Orientamenti per l azione futura. Considerate la dinamica e la complessità

Dettagli

Delibera del Collegio dei Docenti Piano annuale di Formazione e Aggiornamento del personale insegnante

Delibera del Collegio dei Docenti Piano annuale di Formazione e Aggiornamento del personale insegnante Delibera del Collegio dei Docenti Piano annuale di Formazione e Aggiornamento del personale insegnante IL COLLEGIO DEI DOCENTI VISTO quanto previsto dalla Legge 107 del 13/07/2015 Riforma del sistema nazionale

Dettagli

TRA LA REGIONE PUGLIA ASSESSORATO PER IL DIRITTO ALLO STUDIO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE

TRA LA REGIONE PUGLIA ASSESSORATO PER IL DIRITTO ALLO STUDIO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE Regione Puglia Assessorato per il diritto allo studio e la formazione professionale Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia Accordo per la realizzazione nell anno scolastico 2011/2012 di percorsi di

Dettagli

Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali

Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali REGIONE PUGLIA Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali SERVIZIO CIVILE NAZIONALE SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO in Puglia Azione di informazione e formazione per gli Enti di Servizio Civile Nazionale

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA IN MATERIA DI APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE O CONTRATTO DI MESTIERE di cui all art.4 del D.lgs 14 settembre 2011 n 167

PROTOCOLLO D INTESA IN MATERIA DI APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE O CONTRATTO DI MESTIERE di cui all art.4 del D.lgs 14 settembre 2011 n 167 PROTOCOLLO D INTESA IN MATERIA DI APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE O CONTRATTO DI MESTIERE di cui all art.4 del D.lgs 14 settembre 2011 n 167 Tra LA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO e LE ASSOCIAZIONI DEI

Dettagli

Il ruolo degli attori istituzionali e sociali nella L. 68/99.

Il ruolo degli attori istituzionali e sociali nella L. 68/99. Il ruolo degli attori istituzionali e sociali nella L. 68/99. La legge n. 68 del 1999, mostra un profondo mutamento nella concezione del collocamento delle persone con disabilità. Si delinea un nuovo metodo

Dettagli

SCHEMA DI ACCORDO PER LA DISCIPLINA E LA DURATA DELL APPRENDISTATO PER LA QUALIFICA E PER IL DIPLOMA PROFESSIONALE NELLA REGIONE ABRUZZO

SCHEMA DI ACCORDO PER LA DISCIPLINA E LA DURATA DELL APPRENDISTATO PER LA QUALIFICA E PER IL DIPLOMA PROFESSIONALE NELLA REGIONE ABRUZZO ALLEGATO A GIUNTA REGIONALE D ABRUZZO DIREZIONE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI REGIONE ABRUZZO GIUNTA REGIONALE D ABRUZZO DIREZIONE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO

Dettagli

PROMOZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA RIVOLTA AI TUTOR AZIENDALI DEGLI APPRENDISTI IN APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE

PROMOZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA RIVOLTA AI TUTOR AZIENDALI DEGLI APPRENDISTI IN APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE ALLEGATO 2 PROMOZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA RIVOLTA AI TUTOR AZIENDALI DEGLI APPRENDISTI IN APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE I. QUADRO DI RIFERIMENTO Il presente avviso è finalizzato alla promozione

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 30 marzo 2015, n. 622

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 30 marzo 2015, n. 622 14236 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 55 del 21 04 2015 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 30 marzo 2015, n. 622 Approvazione Linee guida per lo svolgimento degli esami di Qualifica in esito

Dettagli

TRA LA REGIONE PIEMONTE ASSESSORATO ALL ISTRUZIONE, SPORT E TURISMO ASSESSORATO AL LAVORO E FORMAZIONE PROFESSIONALE

TRA LA REGIONE PIEMONTE ASSESSORATO ALL ISTRUZIONE, SPORT E TURISMO ASSESSORATO AL LAVORO E FORMAZIONE PROFESSIONALE Regione Piemonte Assessorato all Istruzione, Sport e Turismo e Assessorato al Lavoro e alla Formazione Professionale Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte Accordo per la realizzazione di percorsi

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE DELLA CISL PUGLIA SICUREZZA QUALITÀ E BENESSERE LAVORATIVO

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE DELLA CISL PUGLIA SICUREZZA QUALITÀ E BENESSERE LAVORATIVO PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE DELLA CISL PUGLIA SICUREZZA QUALITÀ E BENESSERE LAVORATIVO 1 OGGI IL LAVORO ANCORA UCCIDE 2 AL FINE DI SVILUPPARE IN PUGLIA UN APPROCCIO NUOVO AL PROBLEMA

Dettagli

AGIRE Gemellaggio Il sistema di governance delle Pari Opportunità Sardegna - Basilicata

AGIRE Gemellaggio Il sistema di governance delle Pari Opportunità Sardegna - Basilicata REGIONE BASILICATA AGIRE Gemellaggio Il sistema di governance delle Pari Opportunità Sardegna - Basilicata Cagliari, 7-11 maggio 2007 Gianluca Cadeddu Regione Autonoma della Sardegna Presidenza del Consiglio

Dettagli

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E

F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome COLELLA ANNA MARIA Telefono Ufficio 011 Fax Ufficio 011 E-mail istituzionale 011 4322366 011-4325935 Agenziaadozioni-internazionali@regionepiemonteitinternazionali@regionepiemonteit

Dettagli

REGIONE LAZIO ACCORDO REGIONALE PER

REGIONE LAZIO ACCORDO REGIONALE PER ALLEGATO A (Il presente allegato consta di n. 8 pagine.) REGIONE LAZIO ACCORDO REGIONALE PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA E FORMATIVA DEGLI STUDENTI CON DISABILITA (Legge 5 febbraio 1992 n. 104) 1 di 8 PREMESSA

Dettagli

A cura di Stefania Vitucci Vice Capo dell Ufficio Legislativo del Ministro per le Politiche Europee

A cura di Stefania Vitucci Vice Capo dell Ufficio Legislativo del Ministro per le Politiche Europee L attuazione della normativa europea (Il modello statale di adeguamento dell ordinamento interno alla normativa europea. La legge comunitaria annuale). A cura di Stefania Vitucci Vice Capo dell Ufficio

Dettagli

Offerta formativa sperimentale d istruzione e formazione professionale nelle more dell emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28 marzo

Offerta formativa sperimentale d istruzione e formazione professionale nelle more dell emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28 marzo Offerta formativa sperimentale d istruzione e formazione professionale nelle more dell emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28 marzo 2003, n.53 Criteri e procedure per la certificazione

Dettagli

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni

Dettagli

SCHEDA PROGETTO/ SERVIZIO/INTERVENTO per la realizzazione di azioni nelle aree di intervento previste dall obiettivo 3 delle linee guida dei PdZ

SCHEDA PROGETTO/ SERVIZIO/INTERVENTO per la realizzazione di azioni nelle aree di intervento previste dall obiettivo 3 delle linee guida dei PdZ SCHEDA PROGETTO/ SERVIZIO/INTERVENTO per la realizzazione di azioni nelle aree di intervento previste dall obiettivo 3 delle linee guida dei PdZ Per progetto si intende qualsiasi azione volta al perseguimento

Dettagli

ACCORDO TRA LA REGIONE MARCHE L UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE. Visti: - gli artt. 117 e 118 della Costituzione che assegnano alle Regioni competenze

ACCORDO TRA LA REGIONE MARCHE L UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE. Visti: - gli artt. 117 e 118 della Costituzione che assegnano alle Regioni competenze ACCORDO TRA LA REGIONE MARCHE E L UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE Visti: - gli artt. 117 e 118 della Costituzione che assegnano alle Regioni competenze esclusive in materia di Istruzione e Formazione Professionale

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 20 dicembre 2011, n. 2883

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 20 dicembre 2011, n. 2883 740 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 20 dicembre 2011, n. 2883 Legge regionale n. 33/2006 Norme per lo Sviluppo dello Sport per Tutti Articolo 5 - Approvazione Protocollo d intesa e Convenzione tra

Dettagli

IL MOBILITY MANAGEMENT

IL MOBILITY MANAGEMENT IL MOBILITY MANAGEMENT L. BERTUCCIO, E. CAFARELLI Euromobility Associazione Mobility Manager Dei 24 capoluoghi di provincia con un numero di abitanti superiore a 150.000 unità non tutti hanno fornito l

Dettagli

Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità

Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità 2013-2015 INDICE 1. Introduzione: organizzazione e funzione dell Agenzia Regionale per la Tecnologica e l Innovazione - ARTI... 2 2. I dati... 4 2.1

Dettagli

VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola

VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola Premessa VALeS Valutazione e Sviluppo Scuola progetto sperimentale per individuare criteri, strumenti e metodologie per la valutazione delle scuole e dei dirigenti scolastici Le precedenti sperimentazioni

Dettagli

ACCORDO TERRITORIALE

ACCORDO TERRITORIALE ACCORDO TERRITORIALE TRA REGIONE CALABRIA Dipartimento Lavoro, Politiche della Famiglia, Formazione Professionale, Cooperazione e Volontariato, in persona del Dirigente Generale Avv. Bruno Calvetta E UFFICIO

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA FRA LA REGIONE LOMBARDIA IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA

PROTOCOLLO D INTESA FRA LA REGIONE LOMBARDIA IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA PROTOCOLLO D INTESA FRA LA REGIONE LOMBARDIA IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA IL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI Per la realizzazione dall anno scolastico 2003/2004

Dettagli

Protocollo per l orientamento scolastico alunni disabili Pagina 1 di 7

Protocollo per l orientamento scolastico alunni disabili Pagina 1 di 7 Protocollo per l orientamento scolastico alunni disabili Pagina 1 di 7 I Dirigenti scolastici de: Istituto Statale d Arte F. Mengaroni Pesaro Liceo Classico T. Mamiani Pesaro Liceo Scientifico G. Marconi

Dettagli

AZIONI DI ASSISTENZA TECNICA PER LE UNIONI REGIONALI

AZIONI DI ASSISTENZA TECNICA PER LE UNIONI REGIONALI PROPOSTE PER LA REALIZZAZIONE DI AZIONI DI ASSISTENZA TECNICA PER LE UNIONI REGIONALI DELLE CAMERE DI COMMERCIO PREMESSA Con l approvazione del Decreto legislativo n. 23 del 15 febbraio 2010 è stata varata

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA Deliberato dalla Giunta Comunale con atto n. 177 del 11.05.2001 Modificato ed integrato

Dettagli

REGIONE CALABRIA GIUNTA REGIONALE DIPARTIMENTO N. 7 Sviluppo Economico, Lavoro, Formazione e Politiche Sociali SETTORE N. 3

REGIONE CALABRIA GIUNTA REGIONALE DIPARTIMENTO N. 7 Sviluppo Economico, Lavoro, Formazione e Politiche Sociali SETTORE N. 3 REGIONE CALABRIA GIUNTA REGIONALE DIPARTIMENTO N. 7 Sviluppo Economico, Lavoro, Formazione e Politiche Sociali SETTORE N. 3 DECRETO DEL DIRIGENTE GENERALE (Assunto il 11/05/2016 prot. n.1361) Registro

Dettagli

Provincia Autonoma TRENTO

Provincia Autonoma TRENTO Provincia Autonoma TRENTO 1 INDICE :::::::::::::: 1. Introduzione a. processo di ascolto 2. Principali temi emersi 3. Le buone pratiche regionali 2 Introduzione 1La Provincia Autonoma di Trento ha attivato

Dettagli

1. La disciplina di cui al presente regolamento si informa ai seguenti principi generali: - 1 -

1. La disciplina di cui al presente regolamento si informa ai seguenti principi generali: - 1 - Regolamento di disciplina dei profili formativi dell apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, ai sensi degli articoli 4, comma 1, lettera c) e 53 della legge regionale 16 novembre

Dettagli

- Febbraio 2005: partecipazione al corso di aggiornamento organizzato dall Azienda USL, n. 11 di Empoli Le nuove configurazioni del danno.

- Febbraio 2005: partecipazione al corso di aggiornamento organizzato dall Azienda USL, n. 11 di Empoli Le nuove configurazioni del danno. SARA SALTI Dati anagrafici Nata a Pisa, il 5 settembre 1975. E-mail istituzionale: sara.salti@ars.toscana.it; Patente b- automunita Formazione - 28 Novembre 2007: abilitazione alla professione forense

Dettagli

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

RELAZIONE ILLUSTRATIVA RELAZIONE ILLUSTRATIVA DELLE CONSEGUENZE SULL'ATTIVITÀ DELLE IMPRESE E DEGLI OPERATORI E SUGLI INTERESSI DEGLI INVESTITORI E DEI RISPARMIATORI, DERIVANTI DALLE MODIFICHE AL REGOLAMENTO SULLA RACCOLTA DI

Dettagli

Indice. Premessa. 1. ORGANIZZAZIONE E FUNZIONI DELL ASP Catania

Indice. Premessa. 1. ORGANIZZAZIONE E FUNZIONI DELL ASP Catania Programma triennale per la trasparenza e l integrità 2014-2016 Indice Premessa 1. ORGANIZZAZIONE E FUNZIONI DELL ASP Catania 2. PROCEDIMENTO DI ELABORAZIONE E ADOZIONE DEL PROGRAMMA 1. Obiettivi strategici

Dettagli

- 172 ore, Percorso 1, Sezione Agente immobiliare - Agente munito di mandato a titolo oneroso

- 172 ore, Percorso 1, Sezione Agente immobiliare - Agente munito di mandato a titolo oneroso REGIONE PIEMONTE BU32 09/08/2012 Deliberazione della Giunta Regionale 30 luglio 2012, n. 31-4234 Nuove modalita' di svolgimento del corso di formazione professionale rivolto all'agente di affari in mediazione.

Dettagli

ASL TERAMO. (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE

ASL TERAMO. (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ASL TERAMO (Circ.ne Ragusa,1 0861/4291) REGOLAMENTO SULL ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI COMUNICAZIONE (ai sensi della legge 150/2000, del DPR 422/2001, e della Direttiva della Presidenza del Consiglio dei

Dettagli

della L.R. n. 28/2001 e codificato secondo quanto previsto dal D.Lgs. 118/2011;

della L.R. n. 28/2001 e codificato secondo quanto previsto dal D.Lgs. 118/2011; 14208 della L.R. n. 28/2001 e codificato secondo quanto previsto dal D.Lgs. 118/2011; di comunicare la presente deliberazione al Consiglio regionale ai sensi dell art. 42 della L.R. n. 28/2001 e successive

Dettagli

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE 2 OGGETTO: Approvazione Linee guida per la predisposizione dei Piani triennali di ambito sociale obiettivi 2005-2007 LA VISTO il documento istruttorio, riportato in calce alla presente deliberazione, predisposto

Dettagli

ALLEGATO Dgr n. 1981 del 03/07/2007 pag. 1/5

ALLEGATO Dgr n. 1981 del 03/07/2007 pag. 1/5 giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO Dgr n. 1981 del 03/07/2007 pag. 1/5 1. PREMESSA La Legge n. 40 del 2 aprile 2007 Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, recante

Dettagli

Piano per l integrazione nella sicurezza: Identità e incontro

Piano per l integrazione nella sicurezza: Identità e incontro Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale dell Immigrazione Piano per l integrazione nella sicurezza: Identità e incontro Programmi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Dettagli

GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA Progr.Num. 172/2009 GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA Questo giorno Lunedì 23 del mese di Febbraio dell' anno 2009 si è riunita nella residenza di via Aldo Moro, 52 BOLOGNA la Giunta regionale con l'intervento

Dettagli

- di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione

- di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione 2405 - di trasmettere, a cura del Servizio Programmazione e Politiche dei Fondi Strutturali, il presente provvedimento alle Aree vaste interessate e al Responsabile della Linea di intervento 2.5; - di

Dettagli

ALLEGATOA alla Dgr n. 1562 del 31 luglio 2012 pag. 1/8

ALLEGATOA alla Dgr n. 1562 del 31 luglio 2012 pag. 1/8 giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATOA alla Dgr n. 1562 del 31 luglio 2012 pag. 1/8 PROTOCOLLO D INTESA TRA Regione del Veneto Ministero dell'istruzione,dell'università e della Ricerca - Ufficio Scolastico

Dettagli

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE DELIBERAZIONE DELLA 2 L. 196/97 Art. 17. Approvazione del Regolamento istitutivo del Dispositivo di accreditamento delle strutture formative della Regione Marche (DAFORM). LA VISTO il documento istruttorio

Dettagli

Riferimenti normativi. Raccomandazione del Consiglio dell Unione Europea del 22 aprile 2013. Deliberazione Giunta Regionale 30 dicembre 2013, n.

Riferimenti normativi. Raccomandazione del Consiglio dell Unione Europea del 22 aprile 2013. Deliberazione Giunta Regionale 30 dicembre 2013, n. GARANZIA GIOVANI Riferimenti normativi Raccomandazione del Consiglio dell Unione Europea del 22 aprile 2013 Decreto legge n. 76/2013 legge n. 99/2013 Deliberazione Giunta Regionale 30 dicembre 2013, n.

Dettagli

La Regione Molise. L Ufficio scolastico Regionale per il Molise

La Regione Molise. L Ufficio scolastico Regionale per il Molise Accordo Territoriale per la realizzazione nell anno scolastico 2011/2012 di percorsi di IeFP di durata triennale,in regime di sussidiarietà,da parte degli Istituti Professionali Statali della Regione Molise,

Dettagli

L alternanza scuola-lavoro e il riordino del secondo ciclo di istruzione. Dario Nicoli

L alternanza scuola-lavoro e il riordino del secondo ciclo di istruzione. Dario Nicoli L alternanza scuola-lavoro e il riordino del secondo ciclo di istruzione Dario Nicoli I Regolamenti sul Riordino Nei nuovi Regolamenti sul Riordino dei diversi istituti secondari di II grado (Istituti

Dettagli

SCHEDA PROGETTO DI SINTESI/PIANIFICAZIONE

SCHEDA PROGETTO DI SINTESI/PIANIFICAZIONE Ministero dell Istruzione,Università e Ricerca Istituto Comprensivo Sancia D Angiò Via vesuvio Scuola dell Infanzia Primaria Sec. 1 grado Via Cattaneo,35-80040 - Trecase (Na) C.M. NAIC8GF006 C.F: 90087910635

Dettagli

La Promozione della Sicurezza nelle Scuole Alessandro PALESE Regione Piemonte Direzione Sanità

La Promozione della Sicurezza nelle Scuole Alessandro PALESE Regione Piemonte Direzione Sanità La Promozione della Sicurezza nelle Scuole Alessandro PALESE Regione Piemonte Direzione Sanità 11 dicembre 2013 IC Beinasco-Gramsci Sala Azzurra Via Mirafiori 27 Beinasco (To) La promozione della sicurezza

Dettagli

CORSO IPRASE REFERENTI ISTITUTI PER ALTERNANZA SCUOLA LAVORO. L alternanza in Trentino: stato dell arte prospettive di sviluppo

CORSO IPRASE REFERENTI ISTITUTI PER ALTERNANZA SCUOLA LAVORO. L alternanza in Trentino: stato dell arte prospettive di sviluppo CORSO IPRASE REFERENTI ISTITUTI PER ALTERNANZA SCUOLA LAVORO L alternanza in Trentino: stato dell arte prospettive di sviluppo Daniela Carlini Trento 14 marzo 2016 DA DOVE PARTIAMO IN TRENTINO La costruzione

Dettagli

Indirizzi per la regolamentazione dell Apprendistato per la Qualifica e per il Diploma Professionale ai sensi del Regolamento 47/R del 2003 e s.m.i.

Indirizzi per la regolamentazione dell Apprendistato per la Qualifica e per il Diploma Professionale ai sensi del Regolamento 47/R del 2003 e s.m.i. Allegato A Indirizzi per la regolamentazione dell Apprendistato per la Qualifica e per il Diploma Professionale ai sensi del Regolamento 47/R del 2003 e s.m.i. Indirizzi per la regolamentazione dell apprendistato

Dettagli

PROGETTO NAZIONALE QUALITÀ E MERITO (PQM)

PROGETTO NAZIONALE QUALITÀ E MERITO (PQM) PROGETTO NAZIONALE QUALITÀ E MERITO (PQM) Le note riportate corrispondono ad alcune sezioni estratte dalla documentazione accessibili online all indirizzo www.pqm.indire.it. Le sezioni integralmente riportate

Dettagli

ALLEGATO B. Nel corso degli anni il monitoraggio ha previsto nelle diverse annualità:

ALLEGATO B. Nel corso degli anni il monitoraggio ha previsto nelle diverse annualità: ALLEGATO B Il modello di monitoraggio Il gruppo di Progetto di PQM, nell anno scolastico 2010-2011 ha costituito un gruppo di lavoro tecnico composto dal gruppo di progetto stesso e dai ricercatori dei

Dettagli

Delibera n. 49/2015. VISTO il decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 e s.m.i. ;

Delibera n. 49/2015. VISTO il decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 e s.m.i. ; Delibera n. 49/2015 Misure regolatorie per la redazione dei bandi e delle convenzioni relativi alle gare per l assegnazione in esclusiva dei servizi di trasporto pubblico locale passeggeri e definizione

Dettagli

UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA

UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA PROGRAMMAZIONE REGIONALE UNITARIA 2007 2013 PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE E PROGETTAZIONE

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Presidenza del Consiglio dei Ministri Presidenza del Consiglio dei Ministri CONFERENZA UNIFICATA (ex art. 8 del D.Lgs. 28 agosto 1997, n. 281) SEDUTA DEL 2 MARZO 2000 Repertorio Atti n. 221 del 2 marzo 2000 Oggetto: Accordo tra Governo, regioni,

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA FRA LA REGIONE MARCHE IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA

PROTOCOLLO D INTESA FRA LA REGIONE MARCHE IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA PROTOCOLLO D INTESA FRA LA REGIONE MARCHE IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA IL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI Per la realizzazione dall anno scolastico 2003/2004

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA FRA LA REGIONE AUTONOMA VALLE D AOSTA IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA

PROTOCOLLO D INTESA FRA LA REGIONE AUTONOMA VALLE D AOSTA IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA PROTOCOLLO D INTESA FRA LA REGIONE AUTONOMA VALLE D AOSTA IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA IL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI Per la realizzazione dall anno

Dettagli

Prot. n. 6408/C23 Viareggio 13 novembre 2015

Prot. n. 6408/C23 Viareggio 13 novembre 2015 Prot. n. 6408/C23 Viareggio 13 novembre 2015 AL COLLEGIO DEI DOCENTI E P.C. AL CONSIGLIO D ISTITUTO AI GENITORI AGLI ALUNNI AL PERSONALE ATA ATTI ALBO OGGETTO: ATTO D INDIRIZZO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

Dettagli

Ingegnere Giuseppe Baldo

Ingegnere Giuseppe Baldo AATO Venezia Ambiente Viale Ancona, 24 30170 Venezia - Mestre Tel. +39 041 5322078 - Fax +39 041 2597151 mail: info@veneziaambiente.it Programma dettagliato della comunicazione per la redazione del rapporto

Dettagli

LA PROMOZIONE DELLA SICUREZZA NELLA SCUOLA. Alessandro PALESE Direzione Sanità Regione Piemonte

LA PROMOZIONE DELLA SICUREZZA NELLA SCUOLA. Alessandro PALESE Direzione Sanità Regione Piemonte LA PROMOZIONE DELLA SICUREZZA NELLA SCUOLA Alessandro PALESE Direzione Sanità Regione Piemonte Il Decreto legislativo 81/2008 Il TU sulla sicurezza prevede l inserimento in ogni attività scolastica di

Dettagli

Disegno di Legge per le politiche di genere e la conciliazione vita - lavoro

Disegno di Legge per le politiche di genere e la conciliazione vita - lavoro Disegno di Legge per le politiche di genere e la conciliazione vita - lavoro «Certo caro Socrate ci hai plasmato, come uno scultore, dei bei Governanti». «Ma caro Glaucone, se è per questo anche delle

Dettagli

(L.R. n. 13/2007, artt. 28 e 31, come modificati dalla L.R. n. 17/2011).

(L.R. n. 13/2007, artt. 28 e 31, come modificati dalla L.R. n. 17/2011). ALLEGATO A (costituito da n. 8 pagine complessive) Linee guida concernenti modalità e termini di comunicazione, per via telematica - tramite il Portale del Turismo e del Made in Lazio www.ilmiolazio.it

Dettagli

CONTRATTO DI ISTITUTO A.S. 2010/2011 RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

CONTRATTO DI ISTITUTO A.S. 2010/2011 RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO CONTRATTO DI ISTITUTO A.S. 2010/2011 RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO Art. 54 D.lgs. 150/09 Premessa Il Contratto integrativo di istituto per l a.s. 2010/2011 è stato siglato in data 23

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 13-11-2006 REGIONE BASILICATA. Disciplina degli aspetti formativi del contratto di apprendistato.

LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 13-11-2006 REGIONE BASILICATA. Disciplina degli aspetti formativi del contratto di apprendistato. Page 1 of 9 LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 13-11-2006 REGIONE BASILICATA Disciplina degli aspetti formativi del contratto di apprendistato. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA N. 71 del 17

Dettagli

CURRICULUM VITAE Dati anagrafici Nome e cognome: Maria ANDREOZZI Luogo e data di nascita: Aversa (CE) 02/08/1962 Residenza: Formello (RM) Viale

CURRICULUM VITAE Dati anagrafici Nome e cognome: Maria ANDREOZZI Luogo e data di nascita: Aversa (CE) 02/08/1962 Residenza: Formello (RM) Viale CURRICULUM VITAE Dati anagrafici Nome e cognome: Maria ANDREOZZI Luogo e data di nascita: Aversa (CE) 02/08/1962 Residenza: Formello (RM) Viale India, 20 cap. 00060 Titoli culturali, specializzazioni e

Dettagli

APPRENDISTATO IN LOMBARDIA. D.G. Occupazione e Politiche del Lavoro

APPRENDISTATO IN LOMBARDIA. D.G. Occupazione e Politiche del Lavoro APPRENDISTATO IN LOMBARDIA 1 PARTE 1 Lo stato della regolazione, Standard e Servizi dell APPRENDISTATO in Lombardia 2 APPRENDISTATO DI PRIMO LIVELLO Art. 3 D.Lgs 167/11 Accordo in CSR del 15/03/2012 per

Dettagli

Consulta Tempi e orari della città

Consulta Tempi e orari della città Urban Center Progetto Tempi Consulta Tempi e orari della città OSSERVATORIO TEMPI della CITTÀ OSSERVATORIO TEMPI della CITTÀ gruppo tecnico promosso e gestito dall ufficio Tempi del, che sta lavorando

Dettagli

PROCESSO AVA-ANVUR Autovalutazione, Valutazione e Accreditamento. Claudia Moscheni

PROCESSO AVA-ANVUR Autovalutazione, Valutazione e Accreditamento. Claudia Moscheni PROCESSO AVA-ANVUR Autovalutazione, Valutazione e Accreditamento Claudia Moscheni AGENZIA NAZIONALE DI VALUTAZIONE DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E DELLA RICERCA (ANVUR) Legge 24 Novembre 2006, n. 286 Art.

Dettagli

AREA LAVORARE NEL SOCIALE

AREA LAVORARE NEL SOCIALE AREA LAVORARE NEL SOCIALE IL FUND RAISING PER LA GESTIONE DELL IMPRESA SOCIALE Obiettivo del corso è quello di comprendere le implicazioni sociali, organizzative ed etiche che accompagnano l attività di

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 20-07-2001 REGIONE BASILICATA

LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 20-07-2001 REGIONE BASILICATA LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 20-07-2001 REGIONE BASILICATA "PROMOZIONE DELL'ACCESSO AL LAVORO DELLE PERSONE DISABILI". Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA N. 49 del 24 luglio 2001 IL CONSIGLIO

Dettagli

DIRETTIVA DEL MINISTRO DEL LAVORO CESARE DAMIANO

DIRETTIVA DEL MINISTRO DEL LAVORO CESARE DAMIANO DIRETTIVA DEL MINISTRO DEL LAVORO CESARE DAMIANO - VISTI gli articoli 4 e 14 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modifiche ed integrazioni; - VISTA la Direttiva del Presidente del

Dettagli

Alternanza Scuola Lavoro ( Art. 4, L. 53/2003 D.LGS. 77/2005) Anno scolastico 2012/2013

Alternanza Scuola Lavoro ( Art. 4, L. 53/2003 D.LGS. 77/2005) Anno scolastico 2012/2013 ALLEGATO 1 Progettazione del percorso Alternanza Scuola Lavoro ( Art. 4, L. 53/2003 D.LGS. 77/2005) Anno scolastico 2012/2013 1. Analisi dei bisogni formativi. Il progetto Alternanza scuola-lavoro è un

Dettagli

Linee guida finalizzate all'attuazione dei processi di mobilita' sostenibile per il personale della Regione Piemonte.

Linee guida finalizzate all'attuazione dei processi di mobilita' sostenibile per il personale della Regione Piemonte. REGIONE PIEMONTE BU51 24/12/2015 Deliberazione della Giunta Regionale 30 novembre 2015, n. 38-2535 Linee guida finalizzate all'attuazione dei processi di mobilita' sostenibile per il personale della Regione

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca INTESA IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA e LA REGIONE LOMBARDIA VISTI - gli artt. 117 e 118 della Costituzione che assegnano alle Regioni competenze esclusive in materia di

Dettagli

DELIBERAZIONE N. 60/2 DEL 2.12.2015. Sistema Regionale delle Cure Territoriali. Linee di indirizzo per la riqualificazione delle cure primarie.

DELIBERAZIONE N. 60/2 DEL 2.12.2015. Sistema Regionale delle Cure Territoriali. Linee di indirizzo per la riqualificazione delle cure primarie. Oggetto: Sistema Regionale delle Cure Territoriali. Linee di indirizzo per la riqualificazione delle cure primarie. L Assessore dell Igiene e Sanità e dell Assistenza Sociale ricorda che nel Patto della

Dettagli

Delibera della Giunta Regionale n. 462 del 24/10/2013

Delibera della Giunta Regionale n. 462 del 24/10/2013 Delibera della Giunta Regionale n. 462 del 24/10/2013 A.G.C. 14 Trasporti e viabilità Settore 1 Autolinee e Vie di comunicazione Oggetto dell'atto: APPROVAZIONE DEL DOCUMENTO DENOMINATO "PIANO DI RIPROGRAMMAZIONE

Dettagli

Schema del PON Competenze per lo Sviluppo

Schema del PON Competenze per lo Sviluppo UNIONE EUROPEA Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE Dipartimento dell Istruzione Direzione Generale per gli Affari Internazionali Uff. V PROGRAMMA OPERATIVO

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca PIANO REGIONALE DI ORIENTAMENTO 2012-2013 PIANO REGIONALE DI ORIENTAMENTO AZIONI NEL PASSAGGIO SCUOLA SECONDARIA I GRADO - SCUOLA SECONDARIA II GRADO 1. MODULI FORMATIVI PER DIRIGENTI SCOLASTICI E DOCENTI

Dettagli

La diffusione dell ICF nell inserimento lavorativo dei disabili - Roma, 28 marzo 2012. Masterplan disabilità Collocamento mirato ex L.

La diffusione dell ICF nell inserimento lavorativo dei disabili - Roma, 28 marzo 2012. Masterplan disabilità Collocamento mirato ex L. La diffusione dell ICF nell inserimento lavorativo dei disabili - Roma, 28 marzo 2012 Masterplan disabilità Collocamento mirato ex L.68/99 Destinatari Persone in possesso dei requisiti previsti dalla Legge

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Finalità 1.1 Il

Dettagli

APPRENDISTATO DI ALTA FORMAZIONE RICERCA VADEMECUM PER STUDENTI E LAUREATI

APPRENDISTATO DI ALTA FORMAZIONE RICERCA VADEMECUM PER STUDENTI E LAUREATI APPRENDISTATO DI ALTA FORMAZIONE RICERCA VADEMECUM PER STUDENTI E LAUREATI A cura dell Ufficio Job Placement dell Università degli Studi Roma Tre Il testo di seguito proposto costituisce una sintesi delle

Dettagli

Il sistema di governo della programmazione. Ruoli, compiti, responsabilità e funzioni dei soggetti coinvolti nel processo programmatorio

Il sistema di governo della programmazione. Ruoli, compiti, responsabilità e funzioni dei soggetti coinvolti nel processo programmatorio Il sistema di governo della programmazione Ruoli, compiti, responsabilità e funzioni dei soggetti coinvolti nel processo programmatorio Gli organismi coinvolti nel processo programmatorio Assemblea Distrettuale

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l istruzione Direzione Generale per il Personale della Scuola UFF.

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l istruzione Direzione Generale per il Personale della Scuola UFF. COMUNICAZIONE DI SERVIZIO Prot.n.1446 Roma, 29 luglio 2005 Ai Direttori degli Uffici scolastici regionali LORO SEDI OGGETTO : Piano di formazione per lo sviluppo delle competenze linguistico - comunicative

Dettagli

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà NEWSLETTER DICEMBRE 2009 IN QUESTO NUMERO... si parla di: EDITORIALE 01 La valutazione nel periodo di programmazione Fondi Strutturali 2007-2013 02 La valutazione del POR Competitività, 2007-2013 03 Il

Dettagli

Ministero per i Beni e le Attività Culturali DIREZIONE GENERALE PER GLI AFFARI GENERALI, IL BILANCIO, LE RISORSE UMANE E LA FORMAZIONE

Ministero per i Beni e le Attività Culturali DIREZIONE GENERALE PER GLI AFFARI GENERALI, IL BILANCIO, LE RISORSE UMANE E LA FORMAZIONE IL DIRETTORE GENERALE VISTO il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e successive modificazioni; VISTO il decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3; VISTO il decreto legislativo 22 gennaio 2004,

Dettagli

SCUOLA PER L AMBIENTE Seminario specialistico per gli Enti Locali

SCUOLA PER L AMBIENTE Seminario specialistico per gli Enti Locali SCUOLA PER L AMBIENTE Seminario specialistico per gli Enti Locali Impianti fissi per le telecomunicazioni: stazioni per la telefonia mobile, per la radio e la televisione Il quadro delle competenze, le

Dettagli

PROVINCIA LATINA AVVISO PUBBLICO

PROVINCIA LATINA AVVISO PUBBLICO PROVINCIA LATINA Settore Politiche del Lavoro e Formazione Professionale AVVISO PUBBLICO ATTIVITA FORMATIVE PER L APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE FINANZIAMENTO MODULI A, B, C 1. Premessa La Provincia

Dettagli

PIANI DI ZONA PROGRAMMAZIONE SOCIALE 2015 2017

PIANI DI ZONA PROGRAMMAZIONE SOCIALE 2015 2017 PIANI DI ZONA PROGRAMMAZIONE SOCIALE 2015 2017 ------- Accordo 16 dicembre 2014 sottoscritto tra Cgil, Cisl, Uil congiuntamente alle Federazioni regionali pensionati Spi, Fnp e Uilp della Lombardia e l

Dettagli

Workshop. Small Business Act, Statuto delle imprese e condizionalità 2014-2020: AIR e Test PMI

Workshop. Small Business Act, Statuto delle imprese e condizionalità 2014-2020: AIR e Test PMI Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi Servizio analisi e verifica dell impatto della regolamentazione Programma Operativo di Assistenza Tecnica alle

Dettagli

AZIONI RIVOLTE AI DIPLOMATI TECNICO DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI PER L ACQUISIZIONE DELLA QUALIFICA DI OPERATORE SOCIO SANITARIO (OSS)

AZIONI RIVOLTE AI DIPLOMATI TECNICO DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI PER L ACQUISIZIONE DELLA QUALIFICA DI OPERATORE SOCIO SANITARIO (OSS) ASSESSORATO COORDINAMENTO DELLE POLITICHE EUROPEE ALLO SVILUPPO, SCUOLA, FORMAZIONE PROFESSIONALE, UNIVERSITÀ E RICERCA, LAVORO AZIONI RIVOLTE AI DIPLOMATI TECNICO DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI PER L ACQUISIZIONE

Dettagli

Rilevazione dell opinione degli Studenti e dei Docenti sugli insegnamenti Linee guida

Rilevazione dell opinione degli Studenti e dei Docenti sugli insegnamenti Linee guida UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI Presidio della Qualità di Ateneo Polo Centrale Rilevazione dell opinione degli Studenti e dei Docenti sugli insegnamenti Linee guida 13 novembre 2014 Sommario 1. Premessa...

Dettagli

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015)

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015) IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020 (Giugno 2015) Premessa Il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi strutturali per il periodo 2014-2020 rappresenta un importante occasione per le Amministrazioni

Dettagli

ambiti trasversali di interesse: verso i protocolli operativi di sostenibilità

ambiti trasversali di interesse: verso i protocolli operativi di sostenibilità 9. ambiti trasversali di interesse: verso i protocolli operativi di sostenibilità Un altra tipologia di strumentazioni di supporto alla concretizzazione di una pratica di sostenibilità, intesa prettamente

Dettagli

TRA VISTI. - il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale ;

TRA VISTI. - il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale ; Accordo tra Regione Emilia-Romagna, ATERSIR e Centro di Coordinamento RAEE, per favorire il recupero e l incremento dei tassi di raccolta differenziata dei RAEE di origine domestica attraverso la sperimentazione

Dettagli

Premessa... 3. Obiettivi del progetto... 3. Partecipanti... 4. Fasi del progetto... 4. Metodologia di lavoro e iter della partecipazione...

Premessa... 3. Obiettivi del progetto... 3. Partecipanti... 4. Fasi del progetto... 4. Metodologia di lavoro e iter della partecipazione... PROGETTO ESECUTIVO PER LA REALIZZAZIONE DI UN PROGETTO SPERIMENTALE VOLTO ALLA CREAZIONE E IMPLEMENTAZIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO SULLA CURA E LAPROTEZIONE DEI BAMBINI E DELLA LORO FAMIGLIA PARTE DEL

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA Premesso che il programma di Governo ha previsto una legislatura caratterizzata da profonde riforme istituzionali; che tale

Dettagli