Indice. I Introduzione al Diritto Privato 7

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1 Appunti per l'esame di Diritto Privato (escluso il diritto di famiglia) corso in Scienze dell'amministrazione presso la facoltà di Scienze Politiche dell'università statale di Milano Lucio Brignoli da luglio a settembre 2009

2 Indice I Introduzione al Diritto Privato 7 1 Il diritto privato Il diritto La norma giuridica Il diritto e lo stato Diritto privato e diritto pubblico Diritto oggettivo e diritti soggettivi Fatti giuridici e atti giuridici Le fonti del diritto privato Il sistema delle fonti del diritto La codicazione e il principio di uguaglianza I modelli di codicazione: dalla separazione fra codice civile e codice di commercio al codice civile unicato Il diritto privato nella Costituzione L'uniformità internazionale del diritto privato L'applicazione del diritto privato Ecacia della legge nel tempo Il diritto internazionale privato L'interpretazione della legge La protezione giurisdizionale del diritto soggettivo I soggetti di diritto Condizione giuridica della persona: la capacità giuridica, il nome, la sede, la morte presunta La capacità di agire: condizione dei minori, degli interdetti, degli inabilitati La persona sica e la personalità giuridica I diritti della personalità I nuovi diritti della personalità I beni e la proprietà I beni I diritti sulle cose: la proprietà e gli altri diritti reali Le cose oggetto di diritti: la classicazione dei beni Proprietà pubblica e proprietà privata La proprietà fondiaria

3 5.6 Le azioni a difesa della proprietà Il possesso Il concetto di possesso Diritti del possessore nella restituzione al proprietario Le azioni possessorie Le azioni di nunciazione I modi di acquisto della proprietà Acquisto a titolo originario e a titolo derivato L'occupazione e l'invenzione L'accessione, l'unione e la commistione, la specicazione Il possesso di buona fede dei beni mobili L'usucapione I diritti reali su cosa altrui Concetto di diritto reale su cosa altrui Il diritto di supercie L'usufrutto, l'uso e l'abitazione L'enteusi Le servitù prediali Gli oneri reali La comunione La comunione in generale Il condominio negli edici II Le obbligazioni L'obbligazione Diritto reale e diritto di obbligazione Il rapporto obbligatorio Obbligazioni con pluralità di soggetti o di oggetti Fonti delle obbligazioni L'adempimento e l'inadempimento L'adempimento delle obbligazioni Le obbligazioni pecunarie L'inadempimento dell'obbligazione Mora del debitore e mora del creditore Estinzione dell'obbligazione per cause diverse dall'adempimento Il contratto Il contratto e l'autonomia contrattuale Il contratto e l'atto unilaterale come negozi giuridici I requisiti del contratto: a) l'accordo delle parti Continua: i limiti dell'autonomia contrattuale Continua: b) la causa Continua: c) l'oggetto Continua: d) la forma

4 12.8 La trascrizione del contratto Il contratto preliminare Validità e invalidità del contratto Le cause di nullità del contratto Continua: il contratto illecito Le cause di annullabilità: l'incapacità di contrattare I vizi del consenso: a) l'errore motivo e l'errore ostativo Continua: b) il dolo; c) la violenza morale Le conseguenze della nullità e dell'annullabilità Ecacia e inecacia del contratto Invalidità e inecacia del contratto Il termine e la condizione del contratto La simulazione del contratto Il contratto duciario e il contratto indiretto I contratti fra professionista e consumatore La rappresentanza Il contratto in nome altrui Rappresentanza e ambasceria Mandato con e mandato senza rappresentanza Gli eetti del contratto Gli eetti del contratto fra le parti Continua: contratti con eetti obbligatori e con eetti reali; contratti consensuali e contratti reali Gli eetti del contratto rispetto a terzi Risoluzione e rescissione del contratto La risoluzione del contratto Risoluzione per inadempimento Risoluzione per impossibilità sopravvenuta della prestazione; risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta La rescissione del contratto Criteri di comportamento dei contraenti e di interpretazione del contratto La buona fede contrattuale L'interpretazione del contratto I fatti illeciti La responsabilità da fatto illecito La responsabilità indiretta La responsabilità oggettiva Il risarcimento del danno Espansione della responsabilità oggettiva: il danno da prodotti Altri atti o fatti fonte di obbligazione Altri atti: le promesse unilaterali Altri fatti: la gestione di aari Continua: il pagamento di indebito, l'arricchimento senza causa. 82 3

5 20 Responsabilità del debitore e garanzia del creditore Le garanzie reali: il pegno Continua: l'ipoteca Le garanzie personali: la deiussione Il concorso dei creditori e le cause di prelazione I mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale Altri mezzi di tutela preventiva del credito Circolazione e altre vicende del credito e del contratto La cessione del credito La delegazione, l'accollo, l'espromissione La cessione del contratto Il pagamento con surrogazione I titolo di credito Concetto e funzione del titolo di credito Circolazione dei titoli di credito Titoli astratti e titoli causali La cambiale L'assegno III L'impresa L'imprenditore Il concetto di imprenditore Imprenditore commerciale e imprenditore agricolo Il piccolo imprenditore Il lavoro nell'impresa L'imprenditore e il rischio di impresa Lo statuto dell'imprenditore commerciale Continua: la rappresentanza commerciale L'azienda Impresa e azienda La successione nei rapporti relativi all'azienda ceduta L'avviamento e il divieto di concorrenza L'imprenditore e il mercato La libertà di iniziativa economica La libertà di concorrenza La repressione della concorrenza sleale I beni immateriali Ditta, insegna e marchio Opere dell'ingegno e invenzioni industriali

6 IV I singoli contratti I contratti per la circolazione dei beni La vendita e la permuta La vendita obbligatoria Il contratto estimatorio La somministrazione, la concessione di vendita, il franchising e il factoring I contratti per il godimento dei beni La locazione Continua: la locazione di immobile urbani L'atto Il leasing o locazione nanziaria La locazione il noleggio di nave I contratti per la produzione di beni o l'esecuzione di servizi L'appalto Il contratto d'opera Il trasporto Il deposito I contratti per il compimento o per la promozione di aari Il mandato La commissione e la spedizione I contratti per la promozione di aari: la mediazione, l'agenzia I contratti di prestito Il comodato Il mutuo I contratti di banca e di borsa La banca Il deposito bancario L'apertura di credito, anticipazione bancaria Lo sconto bancario Il conto corrente di corrispondenza, il credito documentario, i servizi bancari accessori I contratti di borsa: la vendita a termine, il riporto I contratti di assicurazione e di rendita Il contratto di assicurazione L'assicurazione contro i danni L'assicurazione sulla vita Il contratto di rendita I contratti nelle liti La transazione Il sequestro convenzionale, la cessione dei beni ai creditori, l'anticresi

7 V Le organizzazioni collettive Le associazioni Il concetto di associazione Associazione riconosciuta e associazione non riconosciuta come persona giuridica Il contratto di associazione e le sue vicende Gli organi dell'associazione Libertà dell'associazione e libertà nell'associazione Le fondazioni e i comitati Le fondazioni Comitati Le società Il concetto di società Società e comunione Società di persone e società di capitali Le società di persone La società semplice La società in nome collettivo La società in accomandita semplice Le società di capitali La società per azioni Il contratto di società per azioni e le sue vicende

8 Parte I Introduzione al Diritto Privato 7

9 Capitolo 1 Il diritto privato 1.1 Il diritto Alla preliminare domanda, che cosa è il diritto, si può rispondere solo per approssimazioni successive. Lo si può denire, in prima approssimazione, come un sistema di regole per la soluzione di conitti fra gli uomini. La funzione del diritto è, anzitutto, di proibire l'uso della violenza per la soluzione dei conitti: è quindi di risolvere i conitti con l'applicazione di regole predeterminate, le quali stabiliscono quale fra gli interessi sia degno di protezione e quale debba soccombere. Queste regole compongono, nel loro insieme, un sistema. Questi sistemi di regole mutano nel tempo e si diversicano nello spazio. Per ordinare una società secondo il diritto è necessaria un'apposita organizzazione: occorre, in primo luogo, che ad una superiore autorità sia riconosciuta la preliminare funzione di creare regole per la soluzione dei conitti; occorre, in secondo luogo, che ad una superiore autorità sia attribuita la funzione di applicare quelle regole. Anche questa organizzazione varia nello spazio e nel tempo. Nei paesi dell'ue il potere di creare diritto è separato dal potere di applicarlo: il primo spetta ad appositi organi dello stato, alla UE e a una serie di enti locali o regioni, il secondo è esercitato da un separato organo dello stato, l'autorità giudiziaria. e da un separato organi della Comunità economica europea, la Corte di giustizia. Un successivo grado di approssimazione alla denizione del diritto sta nel distinguere il sistema di regole, in cui il diritto consiste, da altri sistemi di regole che governano la convivenza umana, come i principi della morale, le regole del costume, i comandamenti delle religioni. Questi diversi sistemi di regole hanno, talvolta, un'intrinseca forza obbligante superiore a quella del diritto; ma sono sistemi di regole a cui si ubbidisce solo per interiore adesione ai valori che esprimono, non per esterna costrizione. Il diritto si distingue, all'opposto, per il carattere della coercitività: esso non consiste solo in un sistema di regole che prescrivono o che proibiscono dati comportamenti; è altresì un sistema organizzato per imporre l'osservanza delle proprie regole. L'interrogativo più arduo che si cela entro la domanda, che cosa è il diritto, è quello che riguarda la sua legittimazione. Il diritto è posto, si è già detto, da una superiore autorità ed obbliga tutti coloro che a quella autorità sono sottoposti. È da un punto di vista puramente formale, un insieme di comandi ai quali si 8

10 deve ubbidire; si legittima, sempre da un punto di vista formale, solo in forza del potere di cui sono investite l'autorità che lo emanano e di quelle che hanno il compito di farlo osservare. Ma il punto di vista solo formale non basta a far comprendere l'essenza del fenomeno: il diritto vigente in un dato tempo e in un dato luogo è, in larga misura, l'espressione della società di quel tempo e di quel luogo, il riesso di quella data civiltà, la traduzione in regole di comportamento delle forme di vita economica e civile di quella società. Esso vige perchè accettato, se non da tutti, dalla maggior parte di coloro che vi siano sottoposti: la sua legittimazione, da un punto di vista sostanziale, non è l'autorità, ma è il consenso. 1.2 La norma giuridica L'unità elementare del sistema del diritto è la norma giuridica; il sistema nel suo complesso, ossia l'insieme di norme che lo compongono, prende il nome di ordinamento giuridico. Per indicare più norme tra loro, coordinate per assolvere una funzione unitaria si suole parlare di istituto. Ciascuna norma, presa a sè, consiste in una proposizione precettiva, formulata in termini generali e astratti. Coloro ai quali la norma si rivolge sono i suoi destinatari. Il discorso delle norme giuridiche, comunque sia formulato, è sempre un discorso in funzione precettiva. A volte le norme giuridiche contengono denizioni: così ad esempio l'art del codice civile contiene la proposizione secondo la quale il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. Anche le denizioni vanno assunte in senso precettivo: esse hanno la funzione di delimitare l'ambito di applicazione di altre norme. Le norme giuridiche sono precetti generali e astratti: generali perchè non si rivolgono a singole persone e astratti perchè non riguardano fatti concreti ma una serie ipotetica di fatti. Un comando individuale e concreto è, all'opposto, il provvedimento con il quale il giudice, applicando norme generali ed astratte, risolve un conitto già insorto: questo comando, che è la sentenza, si rivolge a singole persone e riguarda un fatto determinato. Questo impianto normativo corrisponde a quel principio di civiltà giuridica che à la certezza del diritto: i singoli debbono sapere in anticipo, per potersi regolare di conseguenza, quali sono i comportamenti leciti, e non, e quali gli interessi protetti, e non. Al modello del diritto generale ed astratto, precostituito all'insorgere dei conitti, si contrappone il diverso modello del diritto creato dallo stesso giudice, in relazione ad un conitto già insorto e sottoposto alla sua decisione. Sono i casi in cui il giudice può decidere, anzichè secondo diritto, secondo equità. Nel sistema dell'europa continentale questi casi sono pochi mentre in paesi retti sul sistema della common law il diritto creato dal giudice è la principale fonte del diritto stesso. Il grado di generalità e di astrattezza delle norme giuridiche può essere più o meno elevato. Il più alto grado è raggiunto dalle norme che si rivolgono, indistintamente, a chiunque o a qualunque fatto; sono le norme dette di diritto comune o di diritto generale. Sono invece di diritto speciale le norme con limitato grado di generalità e astrattezza che delimitano la serie di soggetti cui si 9

11 rivolgono o dei fatti cui si riferiscono, sottraendoli all'applicazione del diritto generale. 1.3 Il diritto e lo stato Dello stato si può dire, in prima approssimazione, che è la fondamentale forma di organizzazione politica della convivenza umana: la società del nostro tempo si presenta, essenzialmente, come una società frazionata in una pluralità di Stati, ciascuno dei quali esercita la propria sovranità su un dato territorio e sulla collettività in esso stanziata. Nella sovranità è l'essenza di questa forma di organizzazione politica: essa è il potere originario, ossia non derivante da alcun potere superiore. Di stato si può parlare in almeno tre signicati: stato comunità, cioè quello che nelle costituzioni viene indicato come popolo; stato ordinamento, l'insieme delle norme giuridiche poste da un medesimo potere sovrano; stato apparato, poichè lo stato si presenta come un soggetto astratto agisce e opera mediante apparati quali il governo, il parlamento, le regioni, i comuni,...; Caratteristiche del modello dominante dello stato nazionale - in declino - sono l'unità e la concentrazione del potere sovrano. Il rapporto fra lo stato e il diritto va considerato sotto un duplice aspetto. La formazione degli Stati, quali espressione di massima concentrazione del potere sovrano, ha comportato l'aermazone graduale del principio della statualità e del diritto. La fase successiva all'accentramento del potere è quella della codicazione del diritto. Cui consegue l'aermazione del diritto sullo stato stesso, ovvero lo stato di diritto. 1.4 Diritto privato e diritto pubblico Tutto il diritto si scompone in due grandi sistemi di norme, che si distinguono tra loro con il diverso nome di diritto privato e di diritto pubblico. La terminologia è antica, risale al diritto romano; ma il suo signicato è più volte mutato nel corso del tempo, e sarebbe vano ricercarne il signicato attuale nel senso comune dei concetti di privato e pubblico. In prima approssimazione si può dire che, ripetendo i termini della distinzione tracciata dai romani, il diritto privato attiene alla protezione di interessi particolari e che il diritto pubblico protegge l'interesse generale della comunità. Il signicato attuale della distinzione fra diritto privato e diritto pubblico, per quanto la materia formi oggetto di molte dispute, è nei suoi termini generali assai semplice. Possiamo dire che il diritto privato è il diritto senza ulteriore qualicazione, anche inteso come diritto comune. Dal diritto privato il diritto pubblico si distingue sulla base di due specici presupposti: anzitutto perchè riguarda solo i rapporti ai quali partecipa lo stato o qualche suo apparato e inoltre perchè a questi rapporti specici lo stato e i suoi apparati partecipano quali enti dotati di sovranità. 10

12 Possiamo quindi denire il diritto pubblico come il sistema di norme che regola i presupposti, le forme e i modi di esercizio della sovranità, ossia del comando. 1.5 Diritto oggettivo e diritti soggettivi La parola diritto ha, in quasi tutte le lingue, un doppio signicato: la si impiega, in senso oggettivo, per indicare le norme giuridiche, ossia le norme che prescrivono agli individui dati comportamenti, ma la si impiega anche in senso soggettivo per indicare la pretesa di un soggetto che altri assumano il comportamento prescritto da una norma. Ad esempio: si parla del diritto di proprietà in senso oggettivo quando si fa riferimento alle norme del codice civile e delle altre leggi che regolano qual rapporto; si parla del diritto di proprietà in senso soggettivo quando si fa riferimento all'insieme delle pretese che quelle norme riconoscono al proprietario di una cosa nei confronti di ogni altro soggetto. Del diritto abbiamo n qui parlato in senso oggettivo: come norma generale ed astratta, che regola i rapporti fra gli uomini, imponendo loro di assumere dati comportamenti (obblighi) o imponendo loro di non assumere dati comportamenti (divieti). Secondo la generale funzione del diritto, ogni norma giuridica dispone in ordine ad un possibile conitto fra gli uomini, quindi ogni norma giuridica dispone in ordine ad un possibile conitto di interessi. Del diritto dobbiamo ora parlare in senso soggettivo: dalla considerazione delle norme che regolano i rapporti fra gli uomini dobbiamo passare alla considerazione dei rapporti che le norme regolano. Li si denisce, in quanto regolati da una norma giuridica, rapporti giuridici. Entro il rapporto giuridico possiamo distinguere fra un soggetto, cosiddetto soggetto passivo, al quale la norma impone un dovere, e un altro soggetto, cosidetto soggetto attivo, nell'interesse del quale quel dovere è imposto. Il diritto soggettivo è tradizionalmente denito come un interesse protetto dal diritto oggettivo. Si noti però che la tecnica di formulazione dei precetti non segue sempre lo schema dell'imposizione di un dovere ad un soggetto, alla quale si ricollega il riconoscimento del diritto di un altro soggetto di pretendere l'osservanza del dovere altrui. Spesso la tecnica di formulazione dei precetti appare rovesciata: la norma riconosce un diritto ad un soggetto, ossia gli riconosce la pretesa di esigere da altri un dato comportamento. Signicativa in tal senso la norma sul diritto di proprietà del codice civile (art. 832) che riconosce al proprietario il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo. Non sempre le norme di diritto oggettivo che prescrivono doveri sono traducibili in norme che riconoscono diritti soggettivi. Non attribuiscono diritti soggettivi quelle norme di diritto pubblico che impongono obblighi o divieti a protezione di interessi solo generali, ossia di interessi che il diritto oggettivo riconosce all'intera società e che nessun singolo può considerare anche come proprio interesse. Nel rapporto giuridico che queste norme instaurano (ad esempio far pagare le tasse), al dovere del soggetto passivo si contrappone un potere sovrano del soggetto attivo. Esiste tuttavia il caso di norme di interesse generale che tutelino anche l'interesse di singoli; in questi casi con il potere sovrano di esigerne l'osservanza proprio dello stato e dei suoi enti, concorre il diritto soggettivo dei singoli. 11

13 Un esempio è l'utilizzo del suolo e i relativi strumenti urbanistici, potestà pubblica cui i singoli possono concorrere nella difesa dell'interesse generale e del proprio. Entro la categoria dei diritti soggettivi si distinguono due grandi sottocategorie: i diritti assoluti e i diritti relativi. Sono diritti assoluti quelli riconosciuti a un soggetto nei confronti di tutti. Alla serie dei diritti assoluti appartengono i diritti reali (es: proprietà) e i diritti della personalità (es: vita, integrità). Sono invece diritti relativi i diritti che spettano ad un soggetto nei confronti di una o più persone determinate o determinabili. Alla serie dei diritti relativi appartengono i diritti di credito e i diritti di famiglia. Il dovere correlativo al diritto di credito assume il nome di obbligazione o debito; e il rapporto giuridico fra il creditore e il debitore è detto rapporto obbligatorio. I doveri correlativi ai diritti di famiglia vengono distinti dalle obbligazioni con il nome di obblighi. Un'ulteriore situazione è la cosidetta soggezione: ricorre quando una norma espone un soggetto a subire, passivamente, le conseguenze di un atto altrui. La situazione attiva, correlativa ad una soggezzione, si denisce come potere; e può trattarsi tanto di un potere riconosciuto dal diritto pubblico quanto dal diritto privato. Nel caso, già visto, che sia un potere riconosciuto dal diritto pubblico si parla di potere sovrano. Ai diritti di potere derivati dal diritto privato si attribuisce il nome di diritti potestativi. Diverso tanto dal dovere quanto dalla soggezione è l'onere. Si denisce come tale il comportamento che il soggetto è libero di osservare o di non osservare, ma che deve osservare se vuole realizzare un dato risultato (es: onere della prova). Vi sono anche le potestà, divise tra i poteri propri del soggetto, anche se spettantigli nell'interesse altrui (es: gli), e i poteri derivati, in forza dei quali un soggetto è abilitato ad agire nell'interesse altrui per incarico o per disposizione dell'autorità pubblica (in questo caso ucio). 1.6 Fatti giuridici e atti giuridici Il diritto oggettivo è la norma che regola i rapporti fra gli uomini imponendo loro doveri o riconoscendo loro diritti. È, al tempo stesso, la norma che prevede fatti al vericarsi dei quali i doveri o i diritti si costituiscono, si modicano o si estinguono. Si suole denire, nei termini più generali, come fatto giuridico ogni accadimento, naturale o umano, al vericarsi del quale l'ordinamento giuridico ricollega un qualsiasi eetto giuridico, costitutivo modicativo o estintivo di rapporti giuridici. Fatto giuridico può essere un fatto naturale o un fatto umano. Si distingue inoltre tra fatti leciti e fatti illeciti e ancora tra comportamenti discrezionali e comportamenti o atti dovuti. Tutti i fatti umani sin qui considerati producono eetti solo in quanto siano fatti consapevoli e volontari dell'uomo, indipendentemente dalla circostanza che l'uomo ne abbia voluto gli eetti giuridici. Così il fatto illecito produce l'eetto di obbligare chi lo ha commesso a risarcire il danno cagionato solo in quanto fatto doloso o colposo. Questa obbligazione sorge quantunque non possa dirsi che l'autore del fatto abbia voluto un simile eetto. I fatti giuridici producono eetti nei confronti del soggetto che li ha posti in essere sul solo presupposto che questi goda della capacità di intendere e di 12

14 volere. Una sottocategoira dei fatti giuridici è quella degli atti giuridici: li si può denire come gli atti destinati a produrre eetti giuridici. Il codice civile all'art. 2 li menziona: perchè possano produrre eetti non basta la capacità di intendere e di volere, ma è necessaria la capacità legale di agire. Se ne conoscono due specie fondamentali: 1. le dichiarazioni di volontà. Si distinguono entro la vasta categoria dei fatti umani, per lo specico ruolo che in essi svolge la volontà dell'uomo: l'eetto giuridico costitutivo, modicativo o estintivo di rapporti giuridici, non si ricollega alla sola volontarietà del comportamento umano, ma all'ulteriore estremo della cosidetta volontà degli eetti. Perchè l'eetto giuridico si produca è quindi necessario che il soggetto abbia voluto non solo il fatto ma anche l'eetto. È il caso del contratto, che è l'atto giuridico risultante dall'accordo di due (contratto bilaterale) o di più parti (contratto plurilaterale), diretto a costituire, modicare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. 2. le dichiarazioni di scienza. Il linguaggio legislativo indica con il nome di atti anche le dichiarazioni di scienza. Con questi il soggetto dichiara di avere conoscenza di un fatto giuridico (confessione). L'eetto delle dichiarazioni di scienza non è di costituire, modicare o estinguere rapporti giuridici, ma è di provare l'esistenza di fatti giuridici - di per sè a loro volta costitutivi, modicativi o estintivi di rapporti. 13

15 Capitolo 2 Le fonti del diritto privato 2.1 Il sistema delle fonti del diritto Di fonti del diritto si può parlare in due sensi: come fonti di produzione e come fonti di cognizione del diritto. Fonti di produzione sono i modi di formazione delle norme giuridiche; fonti di cognizione sono i testi che contengono le norme giuridiche già formate. Le fonti del diritto che interessano il nostro paese sono di due ordini: fonti del fonti del diritto nazionale, basate sulla sovranità dello stato italiano; fonti del diritto sovranazionale, basate sui poteri della Comunità europea. All'indicazione delle fonti del diritto è dedicato l'art.1 delle Disposizioni sulla legge in generale, che precedono il codice civile e sono comunemente dette, in forma abbreviata, preleggi. Oggi il sistema delle leggi deve essere così completato: 1. il Trattato della Comunità europea e i regolamenti comunitari; 2. la Costituzione e le leggi costituzionali; 3. le leggi ordinarie dello stato; 4. le leggi regionali; 5. i regolamenti; 6. gli usi; Consideriamo ora distintamente la posizione gerarchica delle diverse fonti della produzione del diritto: 1. la Costituzione è la Legge Fondamentale della Repubblica: deve formalmente la sua posizione sovraordinata rispetto alle altre leggi dello stato alla sua natura di costituzione rigida. Una norma di legge che sia in contrasto con la Costituzione o con altre leggi costituzionali si dice costituzionalmente illegittima. A giudicarla tale non è però abilitato un qualsiasi giudicie ma un apposito organo giurisdizionale, la corte costituzionale. Se la Corte costituzionale dichiara illegittima una norma di legge, questa cessa di avere ecacia dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza. Perciò una sentenza della Corte è dotata di eetto generale e non limitato alle parti del giudizio. 14

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