IL FIDO BANCARIO. Prof. Pietro Samarelli

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1 IL FIDO BANCARIO Prof. Pietro Samarelli

2 In questo modulo: il fido bancario e le sue classificazioni modalità di utilizzo regole tecniche e amministrative dei fidi la Centrale dei rischi i Confidi Basilea 2 l istruttoria di fido Prof. Pietro Samarelli 2

3 Premessa I finanziamenti che una banca concede a un impresa sono solitamente frazionati in più rapporti contrattuali. La banca moderna offre infatti prestiti in varie forme tecniche e le imprese sono propense a usufruire contemporaneamente di finanziamenti che si differenziano tra loro per scadenza, garanzie e condizioni. Le operazioni che le imprese concludono con le banche possono essere così distinte: A. Operazioni di smobilizzo: le imprese trasferiscono alla banca i loro crediti commerciali entrando in possesso subito dell importo delle vendite effettuate senza dover attendere la scadenza pattuita con i debitori. Sono costituite da: Sconti di cambiali anticipi su Ri.Ba. da anticipi su pagamenti mediante avviso (procedura M.AV.) da anticipi su fatture Prof. Pietro Samarelli 3

4 Premessa B. Prestiti: attraverso i quali le imprese ottengono i mezzi finanziari necessari secondo varie forme tecniche. Si distinguono in: 1) finanziamenti in c/c di corrispondenza: l impresa ha la possibilità di prelevare dal c/c somme superiori a quelle versate. Sono costituiti da: Aperture di credito in c/c non garantite Aperture di credito in c/c garantite Anticipazioni in c/c su titoli o merci 2) finanziamenti a scadenza fissa: l impresa ottiene il prestito in un unica soluzione, che dovrà poi rimborsare a una certa scadenza. Consistono in: Anticipazioni a scadenza fissa su titoli o merci Sconto di pagherò diretti Pronti contro termine Riporti attivi Mutui ipotecari Prof. Pietro Samarelli 4

5 Premessa C. Crediti di firma: le imprese ottengono che la banca apponga la propria firma impegnandosi verso i terzi ad accettare una tratta oppure da avallarla o a rilasciare lettere di credito, di garanzia, di fideiussione. Con le banche, i clienti privati e soprattutto le imprese concludono più operazioni contemporaneamente: Intrattengono rapporti di conto corrente con possibilità di scoperti Ricevono anticipi su fatture e Ri.Ba. Scontano cambiali Incassano e pagano cambiali e Ri.Ba. Ottengono lettere di garanzia Comprano e vendono strumenti finanziari e divise estere Utilizzano servizi e così via Tale molteplicità di operazioni consente, sia alle aziende finanziate sia alle banche, di adattare il credito, rispettivamente ottenuto e concesso, alle mutevoli esigenze aziendali. Prof. Pietro Samarelli 5

6 Natura e rischi del fido bancario Il fido bancario è l importo massimo di credito che una banca concede, sotto qualunque forma, a un cliente che ne ha fatto richiesta, dopo averne accertato le capacità reddituali, la consistenza patrimoniale e le doti morali. Il fido è generale quando indica la cifra massima messa a disposizione del cliente, che può utilizzarla con qualunque tipo di operazione. Il fido è particolare quando per ogni tipo di operazione viene indicato distintamente l importo disponibile. Il fido è diretto quando il credito viene utilizzato direttamente dal cliente che ne ha fatto richiesta. Il fido é indiretto quando il cliente ottiene di poter cedere alla banca i propri crediti verso terzi, assumendo la veste di obbligato in via di regresso. Nella concessione dei fidi le banche effettuano un insieme di valutazioni oggettive e soggettive per stabilire la solvibilità dei richiedenti e la validità delle garanzie che essi offrono. Prof. Pietro Samarelli 6

7 Natura e rischi del fido bancario: solvibilità È stato a lungo sostenuto che, in una concessione di fido, la banca dovrebbe basare la propria analisi sulla capacità di reddito dell impresa richiedente, perché chi ha capacità di reddito ha capacità di credito. Questo concetto viene oggi ritenuto incompleto in quanto la capacità di reddito, di per sé, non garantisce la capacità dell azienda di far fronte alle scadenze e ciò si verifica quando il reddito non si accompagna alla generazione di liquidità. Occorre pertanto che la banca consideri il flusso delle risorse generato dalla gestione, ossia il cash flow (flusso di cassa), che esprime la capacità dell azienda di autofinanziarsi senza dover ricorrere, o ricorrendo in misura limitata, ai finanziamenti esterni. Nel valutare la richiesta di fido, la banca considera sia il settore in cui l azienda opera, sia le qualità personali e umane del titolare o dei soci, sia l eventuale gruppo di appartenenza. Prof. Pietro Samarelli 7

8 Natura e rischi del fido bancario: garanzie La banca si ritiene maggiormente tutelata se può contare anche su idonee garanzie. La legge prevede: 1. Garanzie personali: fornite da terze persone che sono di solito parenti, amici o soci di coloro che richiedono il fido. Sono costituite da firme di avallo (su cambiali) o di fideiussione (su lettere di garanzia). In caso di inadempienza la banca si può rivalere sull intero patrimonio del soggetto garante. 2. Garanzie reali: fornite dallo stesso cliente. Consistono in beni materiali che vengono depositati in pegno o sui quali viene iscritta ipoteca a favore della banca. La garanzie reali non fanno aumentare la capacità del debitore di far fronte ai propri impegni ma riducono il rischio della banca, consentendole di rientrare in possesso dei fondi concessi in caso di errata valutazione del cliente. Tra le garanzie rilasciate dal cliente rientrano i covenants. Si tratta di accordi tra la banca e l impresa cliente che si prefiggono lo scopo di ridiscutere le modalità del finanziamento nel caso di inosservanza di alcuni specifici parametri/impegni economici o giuridici. Prof. Pietro Samarelli 8

9 Classificazione dei fidi bancari Fidi assistiti da garanzie reali: sono relativi a operazioni garantite da pegno su merci o su documenti rappresentativi delle merci, da pegno su strumenti finanziari e dalla costituzione di ipoteche a favore delle banche. Rientrano in questo gruppo le anticipazioni su titoli e merci, lo sconto di cambiali ipotecarie, i riporti attivi, le aperture di credito garantite, i mutui ipotecari. Fidi basati su elementi personali: si fondano sulla potenzialità patrimoniale ed economica del cliente, sulla sua onestà, sulle sue doti soggettive. Rientrano in questo gruppo, oltre agli scoperti di c/c, allo sconto di pagherò diretti, allo sconto di cambiali commerciali, anche i prestiti al consumo garantiti dalla stabilità di un rapporto di lavoro o dalla sicurezza di una fonte di reddito. Sotto il profilo del rischio, si distinguono in: fidi in bianco o a pieno rischio, per i quali la banca può contare solo sull impegno personale offerto dal proprio cliente debitore; fidi a rischio ridotto, per i quali la banca può contare, oltre che sul proprio debitore, anche sull impegno di terzi. Prof. Pietro Samarelli 9

10 Modalità di utilizzo del fido 1. Fidi di cassa: utilizzabili attraverso prelievi di somme di denaro quali, ad esempio, gli scoperti di c/c, gli sconti di effetti, i finanziamenti su Ri.Ba., ecc., si suddividono in: Autoliquidanti: finanziamenti concessi per consentire alla clientela l immediata disponibilità di crediti non ancora scaduti vantati nei confronti di terzi (sconto di cambiali commerciali, anticipi s.b.f., anticipi su fatture). A scadenza: finanziamenti con scadenza fissata contrattualmente (mutui, sconto di pagherò diretti, prestiti personali, riporti, anticipazioni a scadenza fissa). A revoca: finanziamenti per i quali la banca si è riservata la facoltà di recedere indipendentemente dall esistenza di una giusta causa (aperture di credito in c/c per elasticità di cassa). Prof. Pietro Samarelli 10

11 Modalità di utilizzo del fido 2. Fidi di firma: utilizzabili mediante avalli e fideiussioni rilasciati dalla banca a favore di terzi. Vengono suddivisi in due categorie a seconda che la garanzia rilasciata dalla banca riguardi: a) operazioni di natura commerciale b) operazioni di natura finanziaria 3. Fidi promiscui: utilizzati secondo forme tecniche diverse. La delibera di fido può specificare l ammontare o il limite massimo concesso dalla banca per ciascuna forma tecnica. Mentre con i fidi di cassa la banca sostiene esborsi di denaro, con i fidi di firma appone la propria firma assumendosi impegni verso terzi per conto del proprio cliente. Prof. Pietro Samarelli 11

12 Regole tecniche e amministrative dei fidi bancari Nella concessione di fido le banche devono rispettare due principi fondamentali: 1. Limitazione dei fidi: significa concedere fidi di importo inferiore a quello attribuibile al richiedente in considerazione della sua capacità reddituale e in base alla sua consistenza patrimoniale. 2. Frazionamento dei rischi: significa concedere crediti a un gran numero di clienti, il più possibile diversificati per settore economico e area geografica. Prof. Pietro Samarelli 12

13 Regole tecniche e amministrative dei fidi bancari Per evitare che la gestione della banca sia condizionata dall andamento di una o poche aziende affidate per importi assai elevati, la Banca d Italia prescrive le seguenti regole: a) i fidi di importo non superiore a 1/5 del patrimonio della banca non richiedono autorizzazione da parte della Banca d Italia; b) i fidi di importo compreso tra 1/5 e l intero patrimonio netto della banca possono essere concessi autonomamente dalle singole banche a patto che non superino il proprio massimale di autonomia ; c) i fidi di importo superiore al patrimonio netto della banca richiedono sempre la preventiva autorizzazione della Banca d Italia. Anche l Unione Europea si è occupata del contenimento dei fidi. Nel concetto europeo per grande fido si intende ogni prestito superiore al 10% del patrimonio di vigilanza della banca. Prof. Pietro Samarelli 13

14 Utilizzo del fido Non tutti i fidi accordati vengono utilizzati. Occorre perciò distinguere: a. fido potenziale: misura massima di credito di cui un cliente sarebbe meritevole per le sue capacità economico-finanziarie, le sue potenzialità patrimoniali e le sue doti di comportamento. b. fido accordato: livello di credito effettivamente deliberato dalla banca e messo a disposizione del cliente nelle varie forme tecniche. Di regola: Fido accordato < Fido potenziale c. fido utilizzato: misura del credito di cui concretamente si avvale il cliente. Prof. Pietro Samarelli 14

15 Centrale dei rischi Il primo strumento per effettuare il controllo dei fidi di cui gode il cliente è la dichiarazione che il richiedente deve presentare alla banca circa la sua situazione patrimoniale e sugli affidamenti già ottenuti da altre banche. Tale dichiarazione viene controllata dall Ufficio fidi della banca, ma è evidente che la stessa natura del segreto bancario fa sì che non sia possibile verificare se il cliente già goda di credito ottenuto presso enti creditizi concorrenti e da lui non dichiarato. Per ovviare a tale problema è stato istituito presso la Banca d Italia un servizio accentrato d informazioni sui rischi bancari denominato Centrale dei Rischi. Prof. Pietro Samarelli 15

16 Centrale dei rischi L intero sistema creditizio italiano è soggetto all obbligo della segnalazione mensile dei crediti concessi ai propri clienti e degli importi da questi utilizzati. Le informazioni che le banche trasmettono alla Centrale dei rischi e quelle che da essa ricevono sono soggette al segreto bancario e alla tutela della privacy. Pertanto: tutte le comunicazioni sono trasmesse e ricevute in codice e la loro conservazione avviene si dischi magnetici accessibili solo mediante appositi programmi; non è consentito giustificare dinieghi, allargamenti o restrizioni di fido svelando le informazioni ricevute dalla Centrale dei rischi; lo scambio di informazioni con la centrale dei rischi è attuato direttamente dalle singole dipendenze bancarie, senza passaggi intermedi attraverso la direzione centrale degli enti creditizi. Prof. Pietro Samarelli 16

17 Centrale dei rischi Le dipendenze di tutte le banche sono obbligate a comunicare direttamente alla Centrale dei rischi, entro il giorno dieci di ogni mese, la posizione di rischio dei propri clienti al termine del mese precedente. La Centrale dei rischi opera una serie di elaborazioni e ottiene dati aggregati, che forniscono: per ogni cliente, la sua posizione globale di rischio presso l intero sistema creditizio; per l intero sistema economico, il totale aggregato dei rischi censiti suddiviso per forme di credito, zone geografiche, settori di attività. Poiché i piccoli crediti bancari non sono censiti dalla Centrale dei rischi, un nutrito gruppo di banche ha favorito la realizzazione del sistema Crif (Centrale rischi finanziari) al fine di rilevare anche i prestiti di importo più modesto. Prof. Pietro Samarelli 17

18 Consorzi fidi (Confidi) Le aziende di piccola e piccolissima dimensione incontrano spesso difficoltà nell ottenere fido a causa della loro scarsa forza contrattuale nei confronti delle banche e delle limitate possibilità di offrire garanzie reali. Per ovviare a questi problemi si può ricorrere ai vantaggi delle unioni associative che vengono istituite su base provinciale e sono denominate consorzi fidi (o confidi), con sede presso le associazioni dei commercianti, degli artigiani e degli industriali. In consorzi fidi si pongono questi obiettivi: indennizzare le banche per le perdite derivanti dal mancato buon fine di operazioni concluse con gli iscritti al consorzio; ottenere credito a tassi più ridotti rispetto a quelli spuntabili con una trattativa individuale; ottenere credito bancario per quelle aziende di dimensioni medio-piccole che, individualmente, godrebbero di una ridotta forza contrattuale. Prof. Pietro Samarelli 18

19 Basilea 2 Il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ha elaborato un secondo accordo,noto come Basilea 2; che prevede il rafforzamento della normativa sulla stabilità delle banche attraverso la definizione dei loro requisiti patrimoniali e il miglioramento dei metodi di misurazione e gestione dei rischi. Le banche, nella concessione del fido, devono valutare la imprese richiedenti basandosi su un sistema di rating in grado di esprimere le classi di rischio e quindi di operare come efficace strumento di prevenzione delle perdite creditizie. Poiché allo stato attuale sono disponibili rating solo per grandi imprese ed espressi da agenzie specializzate (rating esterni), le banche dovranno predisporre strumenti per elaborare le informazioni sulle aziende richiedenti il fido ed esprimere un giudizio sul grado di rischio attraverso dei rating interni. Il ricorso ai rating interni consentirà alle banche di valutare e classificare un gran numero di imprese di piccola e media dimensione. Prof. Pietro Samarelli 19

20 Basilea 2 In questo contesto le piccole e medie imprese temono di incontrare difficoltà a ottenere credito bancario perché le garanzie prestate dai consorzi fidi possono non essere ritenute più sufficienti. È dunque necessario che i consorzi fidi modifichino in parte la loro funzione impegnandosi a: formare nelle piccole imprese una mentalità verso una maggiore trasparenza; raccogliere e gestire le informazioni sulle piccole imprese iscritte e sull ambiente in cui operano; prestare alle banche delle garanzie dotate dei requisiti necessari ad attenuare il rischio e quindi ad alleggerire il costo dei finanziamenti. Prof. Pietro Samarelli 20

21 Richiesta e istruttoria del fido bancario Al fine di circoscrivere il più possibile i rischi, le banche procedono ad un attenta e approfondita valutazione della situazione del cliente-imprenditore per accertare: La sua consistenza patrimoniale La sua capacità sia di conseguire risultati economici positivi sia di generare flussi finanziari La situazione organizzativa e funzionale della sua azienda Le doti morali e la correttezza commerciale del suo comportamento Le sue esigenze finanziarie e gli impieghi che intende dare ai fondi ottenuti La sua situazione debitoria nei confronti di altri creditori La Banca d Italia ha stabilito che tutti gli affidamenti, indipendentemente dall importo, siano sempre concessi su espressa richiesta del cliente e che tale richiesta risulti da formale documentazione regolarmente firmata dall interessato. Prof. Pietro Samarelli 21

22 Richiesta e istruttoria del fido bancario Il contenuto minimo dei dati che devono essere riportati in tutte le domande di affidamento riguarda l importo del fido, la durata del fido e le eventuali garanzie. Sono inoltre previsti contenuti specifici: le persone fisiche devono elencare tutte le passività esistenti alla data della richiesta del fido; i soggetti dotati di autonomia patrimoniale devono allegare l ultimo bilancio annuale oppure la situazione contabile in data recente; i soggetti dotati di personalità giuridica devono allegare l ultimo bilancio d esercizio e una situazione contabile in data recente. Oltre ai contenuti minimi, la Banca d Italia richiede che vengano acquisite dalle banche tutte le Informazioni utili per l istruttoria delle pratiche di fido. Prof. Pietro Samarelli 22

23 Richiesta e istruttoria del fido bancario Le suddette informazioni sono acquisite in parte attraverso le seguente documentazione: descrizione delle eventuali garanzie personali o reali che sono offerte alla banca; copia dell ultima dichiarazione dei redditi, dell atto costitutivo e dello statuto. A proposito di fido, il Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia considera il reato di falso interno nei confronti di coloro che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione presso una banca. Costoro commettono il reato quando consapevolmente omettono di segnalare dati o notizie di cui sono a conoscenza o utilizzano nella fase istruttoria notizie o dati falsi sulla costituzione o sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del richiedente il fido. Dopo aver ricevuto la richiesta di concessione di fido, la banca affida l istruttoria all Ufficio fidi che svolge indagini sia all interno sia all esterno dell azienda. Prof. Pietro Samarelli 23

24 INDAGINI SVOLTE DALLE BANCHE Esterne Interne qualitative quantitative storiche Analisi per indici Analisi per flussi prospettiche Budget Bilanci prospettici Prof. Pietro Samarelli 24

25 Gestione dei fidi bancari È necessario che la banca sorvegli con attenzione e assiduità l andamento del rischio legato al finanziamento concesso; infatti durante la fase di utilizzo possono verificarsi situazioni tali da prospettare difficoltoso il recupero dei crediti o persino da rendere opportuno l avvio di procedure di contenzioso. Il primo sintomo dell aggravarsi del rischio è il debordo del cliente affidato, cioè il suo sconfinamento oltre il limite di fido accordato dalla banca. Tre sono le situazioni possibili: a) accomodamento e regolarizzazione: la banca sceglie di riaccompagnare il cliente alla normalità del rapporto e delibera un aumento del fido; b) sospensione: la banca non concede l aumento del fido e invita il cliente a rientrare con rapidità, tenendo la pratica in sospeso; c) contenzioso: il solo modo per recuperare il credito sono le vie legali. Prof. Pietro Samarelli 25

26 Categoria di crediti In base all andamento più o meno positivo del rischio la pratica bancaria distingue le esposizioni di credito per cassa verso i clienti nelle seguenti categorie: a) Crediti vivi e regolari: per i quali è prevedibile un normale rimborso b) Crediti incagliati: per i quali il rientro si profila meno agevole c) Crediti in sofferenza: per i quali le possibilità di recupero sono affidate al contenzioso. Questa classificazione dei crediti è operata dalla banca ai fini interni ed emerge dalla Nota integrativa al bilancio. Prof. Pietro Samarelli 26

27 FINE Prof. Pietro Samarelli 27

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