Innovazione & Trasferimento Tecnologico

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1 Innovazione & Trasferimento Tecnologico 3/01 ISSN E in più Dossier: il finanziamento dei vivai di imprese Innovazione e creazione di occupazione La brevettabilità del software Una nuova azione aiuta le PMI a partecipare alla ricerca UE... e altro ancora Il vertice di Stoccolma La conoscenza è l unica frontiera PUBBLICATO DALLA COMMISSIONE EUROPEA PROGRAMMA INNOVAZIONE/PMI MAGGIO 2001

2 S O M M A R I O 3-9 Notizie politiche Il vertice di Stoccolma I preparativi per il nuovo Programma quadro per la ricerca, Misurare il valore aggiunto della ricerca UE L occupazione dei ricercatori industriali in Europa Brevettabilità del software: i pro e i contro Il sorprendente contributo delle norme all'innovazione e alla crescita economica Programma Innovazione/PMI Nuovi progetti innovativi: affrontare gli ostacoli di natura organizzativa e sociale Consigli pratici per i gruppi di progetto transnazionali Stato di avanzamento della rete interregionale di eccellenza PANEL L'occupazione nelle PMI innovative: dati incoraggianti Un progetto CRAFT: la tecnologia avanzata sostiene le segherie L'ETI (Economic and Technological Intelligence): un nuovo ausilio per le PMI DOSSIER Il finanziamento dei vivai di imprese: La buona pratica nel sostegno alle imprese derivate dalla ricerca Attirare il capitale di rischio La crescita precoce mediante il partenariato Rassegna degli strumenti UE per il finanziamento dell'innovazione Caso esemplificativo: concessione di licenze e creazione di imprese all'università di Nottingham Studio esemplificativo: la cooperazione transnazionale sostiene la buona pratica per la creazione di imprese derivate Aggiornamenti sul programma 26 Il programma econtent: valorizzare le capacità europee Conferenze e pubblicazioni Occupazione: l'innovazione è il fattore decisivo? Sul lungo periodo facendo astrazione dalla fluttuazione dei cicli economici la risposta è senz'altro affermativa. Grazie ai nuovi mercati e ai nuovi settori produttivi che crea, l'innovazione è all'origine della crescita costante dell'occupazione registrata in Europa e nelle altre regioni negli ultimi cento anni. Su scala più piccola, tuttavia nell'ambito di determinate imprese, o su periodi di meno di dieci anni in determinati paesi o in determinati settori la risposta non è altrettanto chiara. Una nuova tecnologia, prima di creare nuova occupazione, può provocare la perdita o la delocalizzazione di posti di lavoro. E l'aumento del contenuto di conoscenza delle professioni riduce la domanda di manodopera poco qualificata mentre accentua la domanda di lavoratori più qualificati. L'efficacia della politica per le imprese dipende in larga misura dalla precisione con cui queste interazioni tra occupazione e innovazione vengono misurate e previste. Un nuovo studio sulla politica dell'innovazione dedicato alla creazione di occupazione nelle piccole e medie imprese innovative (v. p. 16) giunge alla conclusione che sia l'innovazione dei prodotti sia l'innovazione dei processi danno impulso all'occupazione, mentre l'impatto sui livelli di competenza è meno vistoso che nelle grandi imprese. Nel campo della ricerca industriale, nel frattempo, la carenza di competenze in Europa sembra dovuta alla carenza di investimenti, che spinge molti ricercatori altamente qualificati ad attraversare l'atlantico in cerca di lavoro. La rete di valutazione tecnologica ETAN della Commissione europea (v. p. 6) raccomanda di introdurre provvedimenti fiscali volti a ridurre i costi sostenuti dalle imprese per disporre di questo tipo di personale. Queste misure, per loro natura, non sono principalmente un mezzo per aumentare l'occupazione. Ma migliorando il livello delle competenze in Europa esse faciliteranno l'innovazione. E quest'ultima, a lungo termine, creerà nuova occupazione. esce sei volte all anno, contemporaneamente in inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo, a cura del programma Innovazione e PMI, parte del Quinto programma quadro per la ricerca della Commissione europea. Il programma Innovazione e PMI promuove l innovazione e incoraggia la partecipazione al programma quadro da parte delle piccole e medie imprese (PMI). Pubblicato da: Commissione europea, Direzione generale per le Imprese, Direzione per l Innovazione, Unità Comunicazione e azioni di sensibilizzazione Indirizzo: EUFO 2290, L-2920 Lussemburgo Fax: Scritto e prodotto da: ESN, Bruxelles Avviso legale: Né la Commissione europea né le persone che agiscono in suo nome sono responsabili per l uso che può essere fatto delle informazioni contenute nella presente pubblicazione. Nonostante le energie profuse per assicurare la precisione delle informazioni, i lettori intenzionati ad approfondire le possibilità citate nella pubblicazione sono invitati a verificare la validità dei dati rivolgendosi agli indirizzi di contatto e/o consultando le fonti citate negli articoli stessi. Commissione europea, 2001 La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte. Printed in Belgium 2 Vol. 3/01 Maggio 2001

3 NOTIZIE POLITICHE I L V E R T I C E D I S T O C C O L M A Un impulso per la biotecnologia Nell approvare i piani per utilizzare il nuovo Programma quadro come mezzo per costituire uno Spazio europeo della ricerca, il Consiglio europeo ha posto in primo piano le tecnologie di frontiera, tra cui in particolare la biotecnologia. N el corso della riunione di Stoccolma, svoltasi alla fine di marzo, il Consiglio europeo ha messo in evidenza quattro grandi punti nel campo della ricerca, dell innovazione e dell imprenditoria: " Ridurre gli ostacoli all imprenditorialità. Il settore pubblico deve diventare più efficiente e ridurre le formalità amministrative, in modo da accentuare la capacità produttiva e innovativa dell economia europea. Le esigenze in materia statistica imposte alle piccole imprese dovrebbero essere ridotte al minimo. " eeurope. Nonostate i concreti progressi nella diffusione delle tecnologie Internet, l Europa ancora non sfrutta pienamente le potenzialità di queste tecnologie in settori come l e-government e l ecommerce.tra i requisiti legislativi e politici fondamentali vi sono l applicazione armonizzata delle normative in materia di telecom, un quadro favorevole per le comunicazioni mobili di terza generazione, un intensa attività di ricerca nel campo delle tecnologie di trasmissione radio e la rapida entrata in servizio del dominio di alto livello.eu. " Ricerca e innovazione. La struttura ipotizzata per il Sesto programma quadro per la ricerca (1) contribuirà a definire un impostazione più coordinata e strategica, come richiede la natura sempre più interdisciplinare della ricerca nei settori tecnologici emergenti. Il sostegno speciale alle piccole e medie imprese (PMI) dovrebbe continuare. Il sostegno alla ricerca erogato dalla Banca europea per gli investimenti tramite la sua iniziativa Innovation 2000(2) è benvenuto e dovrebbe essere intensificato. Gli Stati membri dovrebbero continuare a sviluppare gli incentivi economici per l investimento nella ricerca e sviluppo, e a scambiarsi le esperienze. Il primo Quadro comparativo dell innovazione in Europa sarà pubblicato nel giugno 2001(3), mentre i primi risultati dell analisi comparativa sulla ricerca saranno pubblicati entro la fine dell anno. " Tecnologie di frontiera. Occorrono nuove misure per rafforzare la competitività del settore europeo della biotecnologia, in modo da sfruttarne al meglio le potenzialità. Nel frattempo, occorre urgentemente un brevetto comunitario unico e a buon mercato(4), per incoraggiare l innovazione e la disponibilità al rischio. La lentezza del processo di attuazione delle proposte della Commissione relative a questo brevetto è fonte di gravi inquietudini. Nuovo e ambizioso Nella sua presentazione al Consiglio, la Commissione europea ha rilevato il ruolo critico che svolgeranno l innovazione, l imprenditorialità e la conoscenza nella competitività futura dell Europa. La differenza tra l importo speso annualmente negli Stati Uniti dal settore pubblico e dal settore privato nella ricerca e sviluppo e l omologo importo speso in Europa è salita dai 40 miliardi di euro della metà degli anni Novanta ai 75 miliardi della fine del decennio. Nel frattempo, le nuove aree più promettenti della conoscenza scienti- fica e tecnologica si stanno sviluppando per lo più a cavallo, anziché all interno, delle discipline tradizionali. In un momento in cui un impegno europeo coerente è particolarmente necessario, la ricerca UE è rimasta frammentata. Sono state disperse risorse in programmi ridondanti, mentre in alcuni settori l investimento nella ricerca è stato reso meno attraente per il settore privato a causa dei vincoli sulla concorrenza. La Commissione ha rilevato, inoltre, che la ricerca europea risente della carenza di competenze(5), e che ciò è connesso ai problemi di mobilità. Essa ha invitato i governi ad aiutare l industria a trovare il modo di rendere la carriera nella ricerca più attraente, e ha proposto un apposita strategia per stimolare la mobilità dei ricercatori nell ambito dello Spazio europeo della ricerca. Il presidente Prodi informa la stampa a Stoccolma. (1) Vedi p. 4 in questo numero. (2) V. Una nuova porta d accesso all innovazione, fascicolo 1/01. (3) I risultati della prima edizione del Quadro comparativo dell innovazione sono stati pubblicati nell allegato alla Comunicazione L innovazione in un e-conomia fondata sulla conoscenza : v. edizione speciale del novembre n (4) V. Il brevetto unico valido in tutta l UE è a portata di mano, fascicolo 6/00. (5) Vedi p. 6 in questo numero. index.htm Vol. 3/01 Maggio

4 NOTIZIE POLITICHE L A R I C E R C A U E Un nuovo quadro per la ricerca europea Il futuro Programma quadro per la ricerca e l innovazione in Europa è stato elaborato dalla Commissione per sostenere la creazione dello Spazio europeo della ricerca. Esso mette l accento in modo particolare su una più ampia cooperazione, sia all interno dell UE che in un contesto globale. Il commissario Busquin ha istituito un quadro dai contorni precisi per la ricerca UE nel quinquennio I l 21 febbraio 2001, il commissario alla ricerca Philippe Busquin ha presentato la proposta della Commissione relativa a un nuovo Programma quadro per la ricerca e l innovazione in Europa ( ). Il nuovo programma, studiato per perseguire gli obiettivi dello Spazio europeo della ricerca, un iniziativa di più vaste proporzioni portata avanti dalla Commissione, mira a focalizzare i finanziamenti su quelle aree in cui è possibile produrre il massimo valore aggiunto europeo. La Commissione propone una dotazione finanziaria di 17,5 miliardi di euro per il quinquennio , che rappresenta un aumento del 17 per cento rispetto al Programma quadro precedente. Questo aumento è giustificato per via del crescente ritardo dell Europa nella spesa per la ricerca (1,8% del PIL) rispetto ai suoi maggiori concorrenti, gli Stati Uniti (2,7%) e Giappone (3,1%)(1). Il problema non si limita agli importi spesi per la ricerca in Europa. L Europa deve diventare l economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica esistente al mondo. Questo è l obiettivo fissato dal Consiglio di Lisbona del marzo Occorre quindi affrontare l attuale frammentazione delle attività di ricerca. In un contesto di difficoltà di bilancio, con i vincoli della globalizzazione e gli obiettivi dell allargamento, è indispensabile e urgente dividere le risorse e coordinare le attività in modo più efficace, ha sottolineato Busquin. Focalizzare le attività Il nuovo Programma quadro si concentrerà su un numero limitato di aree di ricerca prioritarie, definite in seguito a una consultazione a tutto campo. Le sette aree prioritarie sono: " la genomica e la biotecnologia per la salute " le tecnologie della società dell informazione " le nanotecnologie, i materiali intelligenti e i nuovi processi produttivi " l aeronautica e lo spazio " la sicurezza alimentare e i rischi sanitari " lo sviluppo sostenibile e il cambiamento climatico " i cittadini e la governance La struttura complessiva del programma comprende tre principali blocchi di attività, che riflettono i principali obiettivi dello Spazio europeo della ricerca: integrare la ricerca, strutturare lo Spazio europeo della ricerca e rafforzare i fondamenti dello Spazio europeo della ricerca. La Commissione intende anche alleggerire le procedure amministrative introducendo nuovi metodi di finanziamento. Il sostegno ai progetti che rientrano nei temi prioritari sarà fornito tramite: " le reti di eccellenza: programmi comuni di attività tra gli enti di ricerca nazionali e regionali,che portino all intensificazione dei collegamenti e alla creazione di centri di eccellenza virtuali su scala europea " i progetti integrati: attività su grande scala condotte da partenariati tra settore pubblico e privato, che concorrano a mobilitare risorse sufficienti su obiettivi precisamente definiti " la partecipazione ai programmi di ricerca svolti congiuntamente da diversi Stati membri: il primo impiego della possibilità offerta dall articolo 169 del trattato. Saranno incoraggiati progetti di più grandi dimensioni, che abbracciano periodi più lunghi, e ai consorzi sarà data maggiore flessibilità per correggere gli obiettivi durante il progetto, in modo da venire incontro a nuove opportunità ed esigenze di ricerca. Sarà data particolare attenzione a sviluppare le risorse dell Europa e a migliorarne l attrattiva come sede per ricerche di massimo livello. In questa linea si inseriscono: le azioni destinate a sostenere una maggiore mobilità dei ricercatori; l incoraggiamento dei giovani scienziati, tra cui specialmente le donne; e un particolare risalto alla cooperazione internazionale. La promozione dell innovazione Il bisogno di promuovere l innovazione e il trasferimento di tecnologia in Europa è una componente centrale nel nuovo Programma quadro. Sotto la voce Strutturazione dello Spazio europeo della ricerca, il tema Ricerca e innovazione ha ricevuto uno stanziamento di 300 milioni di euro. Questo importo sarà utilizzato per sostenere un ampia gamma di attività destinate a stimolare l innovazione, la diffusione dei risultati della ricerca e la costituzione di imprese a dominante tecnologica. 4 Vol. 3/01 Maggio 2001

5 NOTIZIE POLITICHE L innovazione è anche una considerazione centrale nel capitolo Integrazione della ricerca, i cui i progetti dovranno includere attività destinate a promuovere il trasferimento e lo sfruttamento efficace della conoscenza prodotta. Le piccole e medie imprese (PMI) continueranno a beneficiare di misure speciali. Almeno il 15 per cento del bilancio dei progetti tematici sarà riservato alle PMI (nel programma precedente a questa stessa voce era riservato il 10 per cento). Sono state sviluppate, inoltre, specifiche attività di ricerca, destinate ad aiutare le PMI a dare impulso alla loro capacità tecnologica. Infine, con riferimento alla terza voce, Rafforzamento del fondamento dello Spazio europeo della ricerca, sarà dato sostegno alle attività volte a sostenere la ricerca e le politiche destinate a stimolare l innovazione, sia a livello nazionale sia a livello europeo. In questo quadro si iscrive il sostegno all analisi comparativa delle politiche e alle attività volte a migliorare l ambiente normativo e amministrativo in cui si svolge l innovazione. La proposta della Commissione sarà discussa al prossimo Consiglio della Ricerca il 26 giugno. Il testo finale dovrebbe essere adottato entro l estate dell anno prossimo. Il primo invito a presentare proposte nell ambito del nuovo Programma dovrebbe essere pubblicato entro la fine del (1) Comunicazione della Commissione Verso uno spazio europeo della ricerca, COM(2000)6 del 18 gennaio M. Claessens, Commissione europea DG Ricerca Unità Comunicazioni Tl Fx Il testo della proposta della Commissione, insieme con ulteriori informazioni sul dibattito relativo al Programma quadro, si trova all indirizzo e sul sito della DG Ricerca, all indirizzo P R O G R A M M A Q U A D R O Ricerca UE. Un valore aggiunto? In questi ultimi anni, l addizionalità è diventata un criterio centrale per valutare il ruolo dei programmi di ricerca e sviluppo finanziati da fondi pubblici. Ma per valutare l impatto dell intervento dell Unione europea è importante evitare un applicazione semplicistica di questo concetto. I l concetto dell addizionalità è stato sviluppato inizialmente all inizio degli anni Ottanta per aiutare a giustificare il sostegno pubblico alla ricerca condotta nel settore privato. Lo scopo consisteva nel dimostrare che i fondi pubblici non sostituivano gli investimenti aziendali nella ricerca e sviluppo, ma che in qualche modo erano un aggiunta a questi. Terttu Luukkonen, amministratrice del gruppo VTT per gli studi tecnologici, in Finlandia, ha condotto una ricerca approfondita sul ruolo dei Programmi quadro per la ricerca attuati dall UE nel sostegno alle azioni di ricerca delle imprese, puntando particolarmente l attenzione sul concetto di addizionalità. Ella afferma che l uso che si fa attualmente dell addizionalità si basa su ipotesi semplificate e non valuta adeguatamente l impatto dei programmi pubblici. Lavoro banale? Luukkonen ha messo a punto una classificazione dei programmi pubblici di ricerca basata su una valutazione incrociata del valore strategico e della addizionalità che essi presentano (v. tabella). La ricerca ideale è definita come un opera strategicamente importante che non verrebbe attuata senza l intervento di fondi pubblici, per ragioni di incertezza, di rischio o di costo. In tal caso, il valore aggiunto del sostegno pubblico è chiaro. La ricerca che le imprese non considerano strategicamente abbastanza importante da essere svolta senza finanziamenti esterni è detta, invece, banale. Luukkonen sottolinea che i progetti a lungo termine sono spesso considerati banali perché i loro risultati commerciali sono incerti. Ella afferma, tuttavia, che questi progetti banali possono risultare, di fatto, strategicamente importanti e possono dimostrarsi essenziali per espandere l insieme delle Il valore nascosto degli effetti immateriali - Terttu Luukkonen, Gruppo VTT per gli studi tecnologici. Vol. 3/01 Maggio

6 NOTIZIE POLITICHE Valore strategico alto basso nostre conoscenze. Si tratta spesso di progetti che creano nuove capacità, che possono aprire nuovi settori di attività economica, spiega. Se la politica di ricerca mette troppo in risalto l addizionalità ideale, si rischia di andare incontro a una pericolosa tendenza al breve termine. I vantaggi delle reti Un indagine condotta tra i partecipanti al Terzo programma quadro e al Quarto programma quadro(1) fa pensare che vi sia un livello relativamente alto di progetti ideali dal punto di vista dell addizionalità: il alto Ideale Banale Addizionalità basso Sostituzione Marginale Classificazione del sostegno alla RST in base all addizionalità e al valore strategico. 45% dei soggetti industriali che hanno risposto all indagine non avrebbe avviato i lavori senza il sostegno dell UE e ritiene che i lavori condotti abbiano avuto grande importanza strategica. Ma la categoria banale e quella di sostituzione possono nascondere importanti aree di valore aggiunto europeo, il quale, più che nei risultati stessi della ricerca, risiede negli effetti tangibili derivanti dall appartenenza a una rete, dalla collaborazione transnazionale e dalla massa critica. Il 33 per cento dei soggetti industriali che hanno risposto al sondaggio ha dichiarato che avrebbe condotto la ricerca comunque, ma con un bilancio inferiore, con obiettivi meno ambiziosi, con meno partner e in tempi più lunghi. Questi risultati sono confermati da un recente studio della politica di innovazione, intitolato European Innovative Enterprises (2), dal quale risulta che spesso le imprese valutano la partecipazione ai progetti UE più come un mezzo per ampliare la loro rete di contatti tecnici e commerciali che come una base per la ricerca di per sé. Luukkonen conclude che il valore aggiunto della ricerca europea non risiede necessariamente nel finanziamento delle ricerche che altrimenti non sarebbero eseguite, ossia nella semplice addizionalità. Ma può derivare, invece, dalla capacità di cambiare il modo in cui si conduce la ricerca in Europa. (1) Five-Year Assessment of the European Union Research and Technological Development Programmes, , Allegato III. Le relazioni sono disponibili all indirizzo (2) EUR la relazione può essere ottenuta mediante richiesta scritta a Dr T. Luukkonen, Gruppo VTT per gli studi tecnologici Tl Fx R I S O R S E U M A N E Tassare meno, far funzionare l innovazione L a rete ETAN(1), finanziata dalla Commissione, promuove il dibattito in Europa tra ricercatori, in campo scientifico e tecnologico, e i responsabili delle scelte politiche. Nella relazione pubblicata recentemente da un gruppo di esperti ETAN sotto il titolo Report on the promotion of employment in research and innovation through indirect measures (2) vengono presi in esame i programmi di credito d imposta per la ricerca industriale. L industria europea occupa pochi ricercatori. Una relazione dell ETAN avverte che questa situazione può peggiorare con l intensificarsi della domanda mondiale di personale di ricerca. L Europa deve fare di più per incoraggiare la diffusione e il consolidamento di una risorsa indispensabile alla realizzazione di un economia basata sulla conoscenza. Il paradosso europeo di cui spesso si parla la scarsa conversione dell eccellenza scientifica in prodotti commerciali suscita crescente preoccupazione. Nell Unione europea, i ricercatori dell industria rappresentano solo lo 0,2% della forza lavoro, al confronto dello 0,6% negli Stati Uniti. Questo organico, inoltre, cresce molto meno che negli USA, dove entro il 2006 l aumento dei finanziamenti riservati alla scienza farà salire la domanda del 40 per cento. Questo aumento equivalente al totale degli addetti della ricerca nell UE sarà un potente richiamo per la migrazione di competenze oltreoceano, dove l Unione europea investe già molto nella ricerca(3). Le future leve di laureati riusciranno appena a coprire i bisogni dell Europa. Se l Europa deve diventare una economia della conoscenza di prima grandezza, occorre urgentemente una risposta politica, si afferma nella relazione. In questa si propongono provvedimenti fiscali volti a diminuire i costi per le imprese che occupano personale di questo tipo. Proposte su più livelli Dall analisi delle migliori pratiche estesa a livello mondiale emerge una varietà di proposte riguardanti le politiche di crediti d imposta per la ricerca, concessi a livello europeo, nazionale e regionale. La flessibilità è essenziale per far sì che gli incentivi siano adattati alle esigenze regionali una carat- 6 Vol. 3/01 Maggio 2001

7 NOTIZIE POLITICHE teristica importante considerate le disparità regionali e l allargamento. " A livello europeo, l ETAN propone la divulgazione e la promozione delle migliori pratiche nelle regioni meno sviluppate, per incoraggiare la costituzione di reti e la fecondazione incrociata. Il gruppo suggerisce anche la riduzione delle aliquote IVA negli Stati membri come incentivo per migliorare il clima degli investimenti. " A livello nazionale, tra le possibilità figurano le sovvenzioni dirette, i crediti di imposta sui profitti e i crediti di imposta sui costi di personale. Questa ultima formula è indicata come particolarmente benefica per le nuove PMI ad alto contenuto tecnologico, durante la fase iniziale, che non produce profitti. Si raccomanda una molteplicità di programmi, adattabili alle particolari esigenze regionali e settoriali e sostenuti da misure complementari come il riporto dei crediti e i tassi differenziati per le regioni meno progredite. " Per le regioni, la relazione presenta tipologie di promemoria per le imprese e le amministrazioni, che sostengono la scelta di strategie adeguate per le industrie regionali. È messa in evidenza la capacità che hanno le grandi imprese che fanno uso intensivo di R&S e le università di una determinata regione a trainare la costituzione di reti orizzontali. Dovrebbero essere prese di mira specialmente le PMI ritardatarie appartenenti ai settori tradizionali: può bastare assumere un solo laureato brillante per produrre un impatto sulla diffusione delle nuove pratiche in questo tipo di imprese, liberando un potenziale di crescita. Occorre l impegno Occorre un forte impegno a livello nazionale, e il sostegno dell Unione europea, per far sì che questi programmi si traducano in vera innovazione e in creazione di ricchezza, sottolinea Bill Wicksteed, relatore del gruppo di lavoro. Una raccomandazione finale riguarda l incoraggiamento degli aspetti più ampi che si presentano nelle fasi successive. In futuro l obiettivo non dovrebbe limitarsi semplicemente alla ricerca, ma riguardare la ricerca e l innovazione. (1) European Technology Assessment Network. (2) ISBN X. (3) V. Il successo porta al successo, fascicolo 3/00. Segreteria ETAN Tl Fx Il relatore del gruppo di lavoro ETAN, Bill Wicksteed. I DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE PER IL SOFTWARE Domanda di brevetto in corso? Le attuali leggi europee sulla brevettazione del software sono al tempo stesso incoerenti e opache. La consultazione aperta dalla Commissione europea in preparazione di una nuova direttiva dedicata a questo tema ha innescato un dibattito animato. Ma occorre veramente cambiare la normativa attuale, o basta semplicemente spiegarla? L o scopo di un sistema di brevettazione consiste nell ottimizzare i benefici per la collettività derivanti dall attività inventiva. Per esempio, senza l incentivo di un monopolio temporaneo sulla vendita di nuovi farmaci, le società farmaceutiche non investirebbero miliardi di dollari in programmi di ricerca il cui esito è sempre incerto. In cambio di questo monopolio, esse devono pubblicare la descrizione approfondita della loro invenzione, che consente agli altri di continuare la ricerca basandosi sui risultati più avanzati. Se il sistema di brevettazione è ben concepito e ben amministrato, vi è guadagno per tutti. Attraverso lo specchio Ma nel campo relativamente nuovo e in rapido cambiamento del software le cose non sono altrettanto semplici. La competitività e l innovazione dipendono dalla possibilità che i nuovi arrivati possano proteggere la loro proprietà intellettuale, che può risiedere in una serie di linee di codice di programma o in un prodotto fisicamente identificabile. Alcuni ritengono, peraltro, che i brevetti sul software soffochino l innovazione rendendo troppo facile a chi arriva per primo acquisire una posizione dominante in un nuovo campo, grazie agli effetti di rete che caratterizzano questo mercato (se tutti i clienti usano una determinata soluzione e-business, il fornitore è di fatto obbligato ad adottare la stessa soluzione). Gli avversari della brevettazione affermano anche che una maggiore protezione non è necessaria. E adducono il successo di prodotti open source come Linux a riprova della possibilità di innovare senza tale protezione. Ma il brevetto sul software potrebbe contribuire alla creazione di nuove imprese, ed è sicuramente più probabile che gli investitori di capitale di rischio investano in una società software dotata di una solida posizione brevettuale. L Europa, inoltre, potrebbe essere svantaggiata dalle differenze tra le sue norme sulla brevettabilità e quelle degli Stati Uniti. Le imprese europee potrebbero essere meno portate a proteggere le loro innovazioni negli Stati Uniti, dato che non possono farlo nel loro mercato nazionale. Vol. 3/01 Maggio

8 NOTIZIE POLITICHE Gli avversari della brevettazione del software sono convinti che i brevetti soffocheranno l innovazione. M. Schiemann, Commissione europea DG Imprese Direzione Innovazione Politica per l innovazione Tl Fx A. Howard, Commissione europea DG Mercato interno Direzione Servizi, commercio elettronico, proprietà intellettuale e industriale e media Proprietà industriale Tl Agire secondo le regole La definizione precisa di cosa sia brevettabile è un tema fondamentale che deve essere risolto dalla prossima direttiva. La Convenzione sul brevetto europeo esclude esplicitamente i metodi aziendali e i programmi informatici in quanto tali, a differenza della legge brevettuale statunitense, in virtù della quale entrambi sono brevettabili. Tuttavia, le norme della CBE consentono di brevettare un prodotto contenente un programma informatico, a condizione che abbia carattere tecnico e che sia al tempo stesso nuovo e inventivo. In determinate circostanze la giurisprudenza recente permette persino di brevettare i programmi stessi. La convinzione diffusa per cui in Europa il software non sia brevettabile è quindi infondata. Migliaia di brevetti sono stati concessi dagli uffici brevetti nazionali e dall Ufficio europeo dei brevetti. Ma l applicazione pratica delle regole CBE varia notevolmente da uno Stato membro all altro. La confusione che ne risulta ha scoraggiato l uso della protezione brevettuale da parte degli editori di software europei, specialmente le piccole e medie imprese (PMI). Secondo una recente relazione(1), nella sola Germania 175 mila progettisti software operanti in oltre 20 mila società hanno aggiunto valore per oltre 50 milioni di DEM. La questione, quindi, è rilevante. Lo scorso autunno, la Direzione generale del Mercato interno della Commissione europea, ha condotto un operazione di consultazione volta a informare sulla nuova direttiva, con la quale ci si propone di eliminare l ambiguità e l incertezza giuridica(2). Il bisogno di armonizzare le leggi sulla brevettabilità del software su tutto il territorio comunitario è evidente. Ma questa armonizzazione deve essere basata sulle attuali norme della CBE? Oppure deve adottare un atteggiamento più lassista, alla maniera della legislazione americana, o deve irrigidire le attuali esclusioni? Le reazioni dell industria, della comunità software e di altri soggetti mettono in evidenza pareri nettamente contrastanti. La posizione della Commissione si baserà su un analisi approfondita di questi desiderata. Alcuni aspetti di questo tema saranno discussi alla conferenza Patinnova 2001, che si svolgerà a Cardiff in ottobre(3). Paura, incertezza e dubbio Parallelamente, la DG Imprese della Commissione, ha condotto un proprio studio sulla protezione brevettuale dei programmi informatici. Esso ha esaminato: in che modo le società di software, e le PMI in particolare, proteggono attualmente la loro proprietà intellettuale; le ragioni per cui esse impiegano queste strategie; e la loro consapevolezza e comprensione di queste scelte. Una relazione conferma che le PMI brevettano raramente il software, e fanno invece affidamento sulla segretezza, sulla rapidità dell immissione sul mercato, sulla codifica e altri mezzi tecnici, e sulla protezione molto più labile offerta dal copyright. Gli ostacoli principali che impediscono un uso più esteso del sistema brevettuale da parte delle PMI sono la complessità della domanda di brevetto e i relativi costi per introdurla, nonché i successivi costi per difendere il brevetto stesso. Molti ritengono che la tecnologia cambi a un ritmo così rapido che il tempo richiesto per presentare una domanda di brevetto sia meglio dedicarlo allo sviluppo del prodotto successivo. Essi non sono neanche convinti che un brevetto possa offrire un qualsiasi vantaggio concorrenziale rispetto alle grandi società di fama consolidata. Lo studio ha messo in luce una diffusa ignoranza e confusione sulla situazione attuale della brevettabilità del software. La conclusione è che le autorità pubbliche dovrebbero intensificare gli interventi volti a migliorare la consapevolezza dei diritti di proprietà intellettuale presso le PMI. Gli stessi autori dello studio hanno preparato una nuova guida, intitolata Your Software, and How to Protect It, in cui sono presentati in termini accessibili i temi e le possibilità di scelta(4). (1) Analisi e valutazione dell industria dello sviluppo software in Germania, a cura del Fraunhofer Institute ISI, disponibile in tedesco all indirizzo evasoft_abschlussbericht.pdf (2) Il documento relativo alla consultazione, intitolato The economic impact of patentability of computer programs, insieme con molte delle reazioni che ha suscitato, è disponibile all indirizzo market/en/intprop/indprop/index.htm (3) Maggiori informazioni sulla conferenza Patinnova saranno presto disponibili all indirizzo home.html (4) Lo studio sulle PMI e la protezione del software, e l opuscolo di sensibilizzazione di cui è corredato, possono essere richiesti a Manfred Schiemann, presso la Commissione europea (v. ). 8 Vol. 3/01 Maggio 2001

9 NOTIZIE POLITICHE N O R M A L I Z Z A Z I O N E Le norme all insegna dell innovazione I testi sulle norme e i regolamenti possono non essere una delle letture più stimolanti, ma uno studio recente ha scoperto che essi svolgono un ruolo importante nella diffusione delle nuove tecnologie sul mercato, e che questo meccanismo offre un contributo significativo alla crescita economica. L e norme svolgono un ruolo importante per garantire la sicurezza e migliorare la qualità. È raro, però, che vengano viste come fonte di innovazione. Uno studio sui vantaggi economici della normalizzazione, condotto dall'istituto Fraunhofer per la ricerca sui sistemi e l'innovazione (ISI) di Karlsruhe, mette in evidenza che la normalizzazione non solo contribuisce alla crescita economica nazionale, ma aumenta anche la competitività internazionale. La ricerca è stata sostenuta dagli istituti di normalizzazione di Germania, Austria e Svizzera nonché dal ministero federale degli Affari economici e da alcune grandi società tedesche. Nella loro valutazione, i ricercatori dell'isi, insieme con il Politecnico di Dresda, hanno condotto un sondaggio su 700 imprese di vari settori, e hanno esaminato le statistiche e la crescita globale. Gli autori dello studio hanno esaminato molti potenziali fattori che contribuiscono alla crescita nel settore imprenditoriale, compresa la scala di produzione, i capitali impiegati, i brevetti e le licenze estere concesse, e l'insieme delle norme e dei regolamenti tecnici. Essi hanno scoperto che nel periodo , l'1 per cento del prodotto interno lordo della Germania e un terzo della sua crescita economica sono attribuibili alle norme. "Le norme sono almeno altrettanto importanti dei brevetti", afferma il responsabile del progetto dell'isi Knut Blind. "Esse fungono da catalizzatore per la diffusione delle innovazioni sul mercato". Lo studio ha scoperto una netta correlazione tra le domande di brevetto e i nuovi regolamenti tecnici, specialmente nei campi innovativi. Anticipare il gioco Occorrono almeno cinque anni prima che una norma sia concordata con l'industria ed entri in vigore. Nei settori in rapida evoluzione, come l'informatica e le telecomunicazioni, una norma diventerebbe obsoleta in tempi molto più brevi. Al vertice di Lisbona, nella primavera 2000, il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione di semplificare l'ambiente normativo e di introdurre metodi più flessibili per tenere il passo con i cambiamenti tecnologici. Il commissario incaricato per le Imprese e la Società dell'informazione, Erkki Liikanen, ha descritto i possibili meccanismi semplificati, in un intervento presentato a una conferenza sui modelli normativi alternativi, svoltasi a Bruxelles nel febbraio Tra questi figurano l'autoregolamentazione dell'industria, gli accordi negoziati tra settore pubblico e privato, e la coregolamentazione - il metodo alternativo che applica il rigore legislativo alla flessibilità dell'autoregolamentazione. "Un accordo negoziato può essere attuato in modo molto più rapido e flessibile nonostante la rapida avanzata delle innovazioni tecnologiche", afferma Liikanen. "Un problema dell'autoregolamentazione informale è la mancanza di trasparenza", osserva Blind. "Non si sa che cosa viene concordato all'interno dei consorzi industriali".tuttavia,poiché i settori industriali collaborano per istituire le proprie norme nell'ambito di organizzazioni di sviluppo formale della normalizzazione, vi è una crescente tendenza a pubblicare. Un primo esempio di questo meccanismo è la K. Blind, Fraunhofer ISI Tl La normalizzazione che conduce all innovazione: cellulari GSM d avanguardia prodotti dalla Ericsson. norma GSM, che permette di usare i cellulari in tutta Europa. Questa norma è stata istituita rapidamente dall'istituto europeo per le norme di telecomunicazione (ETSI). Blind ritiene, infatti, che l'uso crescente delle norme e regolamentazioni europee finirà per ridurre l'utilità delle norme nazionali. Vol. 3/01 Maggio

10 PROGRAMMA INNOVAZIONE/PMI P R O G E T T I I N N O V A T I V I Questioni concrete Restringendo l attenzione alle questioni tecniche si corre il rischio di ignorare gli ostacoli di natura più ampia che si frappongono all innovazione. La collaborazione efficace tra gli operatori è il fattore decisivo. Affrontando gli ostacoli organizzativi e sociali si libera il potenziale innovativo. Lo dimostrano gli oltre 400 partecipanti ai progetti innovativi, appartenenti alle categorie più varie. Il programma Innovazione/PMI in sintesi Il programma Innovazione e partecipazione delle PMI, che fa parte del Quinto programma quadro, promuove l innovazione e incoraggia la partecipazione al programma quadro da parte delle piccole e medie imprese (PMI). Direttore del programma è Giulio Cesare Grata (Direzione per l Innovazione, DG Imprese). Politica dell Innovazione Fx: Progetti e metodologie Fx: Reti e servizi Fx: Comunicazione e azioni di sensibilizzazione Fx: Risorse Fx: Ricerca e PMI Fx: Home Page innovation-smes/home.html I l concetto di innovazione suscita generalmente l immagine della nuova tecnologia che passa dal mondo della ricerca alla sfera commerciale, per produrre benefici nel mondo reale. Ma, come spiega Guido Haesen, della Commissione europea: Questo modello lineare, in cui il fornitore di tecnologia operante in uno Stato membro approvvigiona gli utenti finali di altri Stati, non fa molto per migliorare la capacità generale di produrre innovazione. Tradizionalmente gli interventi a sostegno del trasferimento di tecnologia sono stati concentrati sulle questioni tecniche concrete. Essi hanno anche avuto la tendenza ad interessarsi solo delle organizzazioni che prendono parte direttamente allo stesso trasferimento di tecnologia. L importanza degli ostacoli di natura non tecnica, più sfumati, che un tempo erano percepiti come estranei e persino irrilevanti, viene sempre più riconosciuta. In realtà, il processo di innovazione riguarda una gamma molto più vasta di organizzazioni oltre a quelle direttamente coinvolte. L innovazione riguarda le persone, non solo la tecnologia. L atteggiamento e la creatività saranno sempre fattori preponderanti in questo processo. Le piattaforme per il trasferimento di tecnologia La linea di azione Nuovi metodi per il trasferimento di tecnologia (1) del programma Innovazione e PMI ha abbandonato progressivamente la tradizionale percezione lineare a favore del metodo sistemico. A partire dal Quarto programma quadro per la ricerca, il sostegno è stato sempre più indirizzato alle strutture di innovazione complesse, con l intenzione di istituire una cultura all interno delle organizzazioni partner volta a individuare e affrontare i probabili ostacoli. Numerosi ostacoli di natura non tecnica possono frapporsi all efficacia del trasferimento e dell adozione delle tecnologie. Tra questi figurano la capacità di gestione insufficiente, la comunicazione inefficiente e la scarsa comprensione delle esigenze degli utenti finali. Sono un grave problema anche l assenza di strategie a lungo termine e la mancanza di reattività al cambiamento, continua Haesen. I progetti che hanno affrontato sistematicamente queste difficoltà parallelamente all attività tecnica convenzionale hanno ricavato notevoli benefici pratici dal punto di vista della rapidità, della portata e della sostenibilità delle innovazioni prodotte. Nel Quinto programma quadro, sono stati fissati obiettivi ancora più ambiziosi. La priorità è stata assegnata alla costituzione e allo sviluppo di apposite piattaforme destinate a facilitare l affermazione dell innovazione - non solo all interno delle regioni, dei settori e delle filiere produttive, ma anche trasversalmente rispetto alle frontiere che tradizionalmente separano queste divisioni. Tutto ciò interessa organizzazioni che potrebbero non aver mai immaginato prima di appartenere al sistema dell innovazione. Coinvolgere gli utenti, le autorità pubbliche, i sindacati e altre organizzazioni senza scopo di lucro può fungere, infatti, da catalizzatore del cambiamento. Il bisogno di una ricerca efficiente resta una componente centrale dell innovazione. Ma come indica chiaramente la comunicazione della Commissione europea intitolata L innovazione in un economia fondata sulla conoscenza(2), la ricerca da sola non basta. Conformemente a questo parere, i progetti innovativi del Quinto programma quadro hanno obiettivi più vasti. Uniti da problemi comuni Come ulteriore meccanismo di agevolazione, i progetti che hanno problemi analoghi possono formare gruppi in cui sono riunite varie organizzazioni e tecnologie. Il trasferimento di tecnologia diventa il veicolo per studiare e affrontare gli ostacoli non tecnici concomitanti, e per sviluppare metodologie e strutture volte a superarli. L ampio spettro di settori e competenze rappresentati tra i membri del gruppo crea significative opportunità di apprendimento comune. Vi sono tante conoscenze racchiuse nelle imprese. Questo è un modo per farle circolare, osserva Karin Pettersson, coordinatrice del progetto Rehabcon 10 Vol. 3/01 Maggio 2001

11 PROGRAMMA INNOVAZIONE/PMI ORGANIZZAZIONE (v. riquadro). Gli insegnamenti raccolti sulle metodologie e sui sistemi possono essere divulgati a destinatari adeguatamente selezionati, e non solo all interno delle organizzazioni direttamente interessate o tra queste organizzazioni stesse. La stessa conoscenza e gli stessi strumenti possono essere trasmessi ad altre reti, e in ambienti socioeconomici completamente diversi. Pensiero pronto all uso Che tipo di temi comuni affrontano questi gruppi? Fondamentalmente essi hanno a che fare con un innovazione discontinua, piuttosto che progressiva. Essi stimolano una cultura volta a pensare diversamente sia per le politiche che per i processi. Inoltre, essi promuovono la creazione di infrastrutture di innovazione intra aziendali o interaziendali ad alto livello, sviluppando competenze che consentono alle imprese di crescere in nuove dimensioni. Si possono discernere provvisoriamente quattro dimensioni dell innovazione, al fine di situare i progetti nell ambito dei sistemi di innovazione: adattamento, anticipazione, facilitazione e organizzazione (v. figura). I progetti di adattamento estendono lo sfruttamento commerciale di tecnologie preesistenti, affrontando ostacoli comuni che ne impediscono l affermazione e l adozione. Questi consorzi si concentreranno sui cambiamenti graduali e sull espansione delle loro conoscenze codificate. I progetti di anticipazione, invece, studiano le condizioni esistenti per l introduzione di nuovi prodotti o per lo sviluppo ADATTAMENTO di nuovi mercati, aumentando le competenze interne all azienda mediante la codificazione delle conoscenze tacite. Ogni progetto, considerato come sistema di innovazione, oscilla tra l adattamento delle competenze esistenti e l anticipazione dei futuri sviluppi nell ambito dei rispettivi settori e al di là di questi. Se occorre un cambiamento per aiutare l innovazione, la facilitazione e l organizzazione FACILITAZIONE ANTICIPAZIONE Fonte: F. Fernandez, J-C.Venchiarutti e G.Haesen, Commissione europea (1) Cfr. L innovazione si diffonde, fascicolo 3/00. (2) COM(2000) 567 def. Il testo completo della comunicazione è stato pubblicato nell edizione speciale di novembre di Innovazione & Trasferimento Tecnologico. Può essere scaricato anche dall indirizzo innovation-smes/communication2000/ home. html Organizzazione : il progetto Rehabcon Il progetto Rehabcon(1) fa parte della piattaforma intitolata trasformazione degli ostacoli in opportunità, che affronta i principali ostacoli creati dalla conoscenza limitata o dalla mancanza di partecipazione degli stessi soggetti che più probabilmente saranno interessati dall innovazione. Preso atto della naturale riluttanza dell industria ad abbracciare il cambiamento, il consorzio si è prefissato di adattare la conoscenza delle tecniche disponibili per la riparazione e la manutenzione delle strutture in cemento. Le istanze ambientali emerse in tutto il territorio comunitario e la ricerca di sostenibilità già fanno sì che quasi la metà delle attività del settore edile consistano nella riparazione o trasformazione di strutture esistenti. E si prevede che questa proporzione aumenti ulteriormente negli anni a venire. Per le nuove strutture esistono diverse norme, ma non si può dire altrettanto per le strutture preesistenti. Chi è responsabile per le strutture in cemento dovrà trovare migliori strategie per la manutenzione e la trasformazione. Mediante l elaborazione di orientamenti per affrontare questo problema, i partecipanti al progetto stanno tentando di intensificare la partecipazione degli altri operatori, poiché vedono questi aspetti organizzativi come una parte centrale del processo risolutivo. Per esempio, è già emerso che il solo miglioramento dei metodi di valutazione non può garantire l adozione dei cambiamenti raccomandati. I proprietari di strutture in cemento si preoccupano principalmente delle conseguenze economiche e commerciali delle loro strategie per la gestione a lungo termine di questo patrimonio. Per facilitare il trasferimento e l applicazione delle conoscenze relative alle tecnologie disponibili per la riparazione delle opere in cemento, gli utenti finali hanno bisogno anche di orientamenti pratici supplementari, che li aiutino a capire che cosa è disponibile. È fondamentale sapere quando occorre effettuare una riparazione, spiega il coordinatore di progetto Karin Pettersson, dell Istituto svedese di ricerca per il cemento e il calcestruzzo. Gli utenti devono essere in grado di selezionare il metodo più idoneo, mediante un sistema definito di criteri prestazionali.noi integriamo tutte le possibilità in uno strumento che indica quando occorre effettuare una riparazione e quale metodo si dovrebbe utilizzare. Il risultato è che chi sostiene i costi delle opere di rinnovamento sa che i si è tenuto conto dei suoi interessi. In tal modo, gran parte della sua resistenza al cambiamento svanisce. (1) Progetto IPS : strategia per la manutenzione e il restauro delle opere in cemento. K. Pettersson, CBI Tl Fx Vol. 3/01 Maggio

12 PROGRAMMA INNOVAZIONE/PMI offrono un impostazione complementare. La facilitazione vale per le iniziative che danno impulso a questo processo stimolando attivamente i cambiamenti necessari nel più vasto ambiente socioeconomico. Quando il cambiamento stesso richiede la gestione, l interesse comune è l organizzazione: i partenariati di cooperazione e i collegamenti con altre competenze sono fattori essenziali per costruire una forte cultura dell innovazione. Una concatenazione di benefici Via via che il concetto di sistemi di innovazione viene accettato più diffusamente, si crea una solida base di trasferimento di conoscenza efficiente e continua. Questa, a sua volta, contribuirà a produrre com- portamenti di progresso innovativo continuo in seno alle imprese. La comprensione approfondita del modo in cui agiscono i vari fattori limitanti condurrà a strumenti e metodologie di applicazione generale atti a superare gli ostacoli. Infine, impegnando i maggiori componenti del sistema di innovazione, il modello si autosostiene, incoraggia la ripetizione e riproduzione su un fronte più ampio. I progetti innovativi rappresentano un banco di prova per dimostrare che lo scambio di cono- scenze, lungi dal diminuire la competitività commerciale, può produrre notevoli benefici sui mercati globali, spiega Haesen. F. Fernandez, J.C. Venchiarutti, G. Haesen, Commissione europea DG Imprese Direzione Innovazione Progetti e metodologie Fx Il pensiero pronto all uso: l innovazione discontinua richiede una cultura aperta a nuove impostazioni. Adattamento : il progetto Enviredox Come Rehabcon (v. riquadro precedente), Enviredox(1) si occupa di adattare le conoscenze esistenti alle capacità organizzative dei suoi partner, sebbene in un contesto tecnologico totalmente diverso. Questo progetto riguarda il trattamento dei rifiuti e ha in comune il bisogno di accrescere il livello di partecipazione e consapevolezza di interlocutori che hanno o possono avere a che fare con l innovazione. Il trattamento dei rifiuti è un argomento molto sensibile, particolarmente quando comporta l incenerimento, che è impopolare in molte regioni. Vi è un diffuso atteggiamento favorevole, particolarmente nel settore industriale, verso lo sviluppo di impostazioni alternative rispetto a tutta la questione del trattamento dei rifiuti. Ma mentre la valutazione tecnica può dimostrare i vantaggi di un nuovo sistema, altri fattori possono essere decisivi per decretarne la diffusione. Un impostazione consultiva aiuterà il principio sviluppato dal progetto Enviredox a raggiungere l applicazione diffusa nelle normali attrezzature elettrochimiche industriali. L accettabilità sociale e politica di qualsiasi impostazione è importante in misura identica alla sua idoneità tecnica e all attrattiva che rappresenta per l industria. Ogni alternativa individuata deve essere esaminata dal punto di vista dei rischi, del rapporto tra costi e benefici, e delle prestazioni. L aspetto adattamento dell innovazione non deve ignorare la necessità di accattivarsi una buona accoglienza da parte del pubblico. La consultazione con le parti interessate nel corso di una serie di forum appositamente organizzati fornisce il modo di valutare l accettabilità dei potenziali metodi di eliminazione. Da essa, inoltre, possono emergere insegnamenti a proposito della partecipazione diretta del pubblico che saranno utili in altri settori critici del trasferimento di tecnologia. (1) Progetto IPS : Attuazione tecnica e metodologica di un BAT per il trattamento di residui industriali speciali con le tecniche di depurazione dei rifiuti urbani. M. Sanchez, AIMME Tl Fx Vol. 3/01 Maggio 2001

13 PROGRAMMA INNOVAZIONE/PMI Anticipazione : il progetto Esplanade Lo scopo della piattaforma intitolata L impresa verso il futuro,al quale appartiene questo progetto, consiste nel fondere le esperienze comuni relative all integrazione delle prospettive strategiche a lungo termine espresse dalle piccole e medie imprese (PMI). Per competere efficacemente su mercati globali in rapido mutamento, le PMI devono utilizzare procedure formali e sistematiche come base della loro strategia di sviluppo.gli strumenti esistenti sono in gran parte troppo costosi per le PMI o inadeguati alle loro esigenze particolari. Spesso, il tempo e le risorse necessari per usarli sono al di sopra dei mezzi di cui dispongono imprese di queste dimensioni. Un modo per aggirare il problema consiste nel costituire alleanze strutturate, in cui una varietà di partner immette ciascuna la propria competenza specifica, in modo che tutti i membri del gruppo traggano vantaggio dalla fusione delle rispettive capacità. Come tutti i progetti innovativi del Quinto programma quadro, questa operazione può essere molto aperta. Essa può interessare non solo le PMI ma anche svariati altri tipi di organizzazioni. Lo stesso progetto Esplanade(1) è aperto esattamente in questo senso. Come spiega il coordinatore del progetto, Jacquie Walton, esso trasferisce al contesto civile la metodologia di pianificazione a doppio impiego del settore della difesa. Le autorità militari sono molto abituate ad occuparsi sia della pianificazione a lungo termine sia di quella a breve termine. Tali autorità devono prendere decisioni basate su quanto ritengono possa essere necessario trent anni dopo. E al tempo stesso si devono occupare delle esigenze immediate dell appoggio operativo in corso. Stiamo portando le stesse tecniche in uno spazio commerciale più ampio. L esperienza del consorzio in fatto di pianificazione di scenari e ricerca di dati gli consentirà di mettersi efficacemente in collegamento con altri interlocutori competenti nel campo delle PMI in settori di mercato di importanza decisiva. In tal modo, i partner del progetto sperano di ottenere una visione strategica degli sviluppi in aree di grande rilevanza socioeconomica come la medicina e i prodotti farmaceutici, la biotecnologia, l energia rinnovabile, la gestione dei rifiuti, il trattamento delle acque, la robotica e i tessili. (1) Progetto IPS Valorizzazione della competenza nella pianificazione degli scenari e nella ricerca di dati. Dr J. Walton, CDA Sea/Air, J. Walton, Tl. +44 CDA 1252 Sea/Air, Fx Tl Facilitazione : progetto sulle competenze regionali Il progetto(1) è l ampliamento europeo di un iniziativa collaudata con successo in Svezia. In questo paese l iniziativa è stata utilizzata per interagire con la base di capacità e competenze di una particolare regione. In seguito a questa iniziativa, la cultura di innovazione di questa regione ha subito un radicale cambiamento. Il progetto mira a incoraggiare la creazione di un ambiente regionale, sociale e imprenditoriale favorevole, agendo su fattori determinanti della conoscenza e competenza emergente. Promuovendo lo sviluppo flessibile in queste aree, esso fornisce una base personalizzata per il miglioramento e l innovazione continui. Concordemente alla filosofia sistemica di tutta la linea di azione Nuovi metodi per il trasferimento di tecnologia, esso si interessa non solo alle PMI ma anche ad altri tipi di organizzazioni. L obiettivo consiste nello sviluppare le metodologie e le conoscenze integrate necessarie a facilitare e a rafforzare i percorsi di sviluppo sostenibile. Anticipando in fase precoce i possibili ritardi e le possibili opportunità, la competitività regionale dovrebbe essere accentuata. La I sistemi di innovazione regionale interessano non solo le PMI ma anche le grandi società, le università, le autorità pubbliche e altri soggetti. maggiore consapevolezza del trasferimento di tecnologia strategico porterà a una cooperazione sistematica tra PMI che presentano caratteristiche di competenza complementari, oltre che con altri interlocutori politici, economici e sociali. È significativo notare che il progetto mira ad adattare gli strumenti e le procedure esistenti per l identificazione, la convalida e l integrazione delle competenze a livello individuale, aziendale e regionale. La costituzione di una metodologia codificata per la verifica offre alle PMI una misura rassicurante, sia nei confronti della proprie base di competenze sia nei confronti dei potenziali collaboratori. Vengono affrontate, inoltre, le esigenze di formazione per costituire competenze nell adattamento linguistico, culturale e settoriale. Complessivamente, il progetto Competenze regionali rappresenta un importante progresso nella costituzione di meccanismi sistemici su grande scala per l indentificazione e l eventuale eliminazione di molti ostacoli di natura non tecnica che si frappongono all innovazione. (1) Progetto IPS Banche dati e reti delle competenze regionali, per la gestione e l innovazione del capitale intellettuale nelle PMI S. Johannesson, LO-distriktet I Blekinges-S-Karlskrona Tl Fx net/index_ie.htm Vol. 3/01 Maggio

14 PROGRAMMA INNOVAZIONE/PMI G E S T I O N E D I P R O G E T T O Apprendere il linguaggio della conoscenza Il trasferimento di tecnologia la circolazione transnazionale delle nuove conoscenze è più spesso ostacolato dalla divergenza di cultura delle parti interessate che da questioni puramente tecniche. È disponibile un manuale che dispensa utili consigli di natura pratica, che aiuteranno le formazioni internazionali ad evitare molti problemi comuni. I l progetto Proinno(1), finanziato dal programma Innovazione e PMI, è stato studiato per ridurre le incomprensioni e per contribuire alla cooperazione efficiente nei progetti europei. Il manuale, intitolato Managing International Projects e disponibile in inglese, francese e tedesco, anche in CD- ROM, è nato dall obiettivo centrale del progetto di sviluppare metodi idonei a sostenere il trasferimento di tecnologia internazionale. Il sottotitolo del libro: How to promote co-operation of multicultural project groups ne riassume chiaramente l impostazione, che si focalizza su alcuni degli aspetti non tecnici del processo innovativo. Poiché l avanzamento di questi progetti internazionali può essere bloccato da temi che non hanno rapporto con le questioni concrete proprie alla tecnologia stessa, il manuale offre una preziosa guida, profondamente pratica, che aiuta a ridurre al minimo questo rischio. Ausilio alla circolazione transnazionale delle nuove conoscenze: guida pratica per i partner dell innovazione transnazionale. Costruire le competenze Nel manuale si esaminano approfonditamente i temi della competenza interculturale e delle differenze culturali nel contesto della cooperazione internazionale. Vi sono esposti insegnamenti tratti G. Haesen, F. Fernandez, J-C. Venchiarutti, Commissione europea DG Imprese Direzione Innovazione Progetti e metodologie Fx Il manuale Managing International Projects, disponibile in inglese, francese e tedesco, può essere richiesto a: Krewer Consult GmbH, Proinno Fx ISBN ; 50 (su CD 100) da esperienze reali, ampi studi esemplificativi e discussioni approfondite sui fattori che determinano il successo. Il testo è corredato da esercizi di autovalutazione. L opera incoraggia i lettori a riesaminare la loro impostazione mentale verso l attività gestionale, il lavoro collettivo e la risoluzione dei conflitti. Viene identificata ed esplorata la gamma di competenze necessarie per la riuscita delle collaborazioni multiculturali. Tra le caratteristiche più valide vi sono l analisi e le raccomandazioni fornite in merito alle difficoltà linguistiche che possono perturbare gli scambi internazionali.temi come la disuniformità delle competenze linguistiche, i pericoli di una presunta lingua comune, i trabocchetti delle differenze di interpretazione e il bisogno della consapevolezza della comunicazione sono trattati in modo sensibile ma autorevole. Consapevolezza del lavoro di squadra Viene descritta chiaramente la vastità degli aspetti che accompagnano la comprensione culturale e la sensibilità interculturale. Il manuale afferma vigorosamente l importanza di creare rapporti affidabili e la consapevolezza della squadra come complesso unico. Vengono presentati in primo luogo i rudimenti della pianificazione di progetto, della costituzione e del coordinamento degli organici. La discussione si amplia poi ad esaminare i temi più vasti del collega- mento sociale di rete, della tolleranza dell ambiguità e della cultura organizzativa, dell esame delle regole formali, delle strategie contestuali e di altri aspetti della gestione dei gruppi. Il maggior valore del manuale risiede nei numerosi interrogativi che pone, i quali invitano il lettore ad esaminare la sua impostazione e il suo modo di pensare. Questo strumento, raccolto a volte in prove di autovalutazione strutturate e altre volte integrato nel testo stesso, è un prezioso ausilio alla comprensione. Il manuale è quindi più di una semplice guida alla gestione dei progetti internazionali. Esso è un testo introduttivo fondamentale per la consapevolezza multiculturale, che spiana la strada a capire su quali ostacoli generalmente si arenano le formazioni multinazionali, e in che modo è possibile farle riuscire. (1) Progetto INAMI Promozione della cultura europea dell innovazione. V. La sfida del cambiamento, fascicolo 5/ Vol. 3/01 Maggio 2001

15 PROGRAMMA INNOVAZIONE/PMI P A X I S Piantare i semi dell imprenditorialità Le tre città aderenti a PANEL (rete di collegamenti imprenditoriali Alpi-Pirenei) stanno preparando un terreno di coltura per i nuovi imprenditori. Le buone comunicazioni e il miglioramento della consapevolezza sono alla base di un impostazione transnazionale destinata ad aiutarli a trovare appoggi finanziari. P ANEL è una delle quattro reti PAXIS dedicate alla creazione di piccole e medie imprese (PMI) innovative. L azione pilota PAXIS, nata dal primo Forum europeo per le imprese innovative, svoltosi a Vienna nel 1998, è sostenuta attualmente dalla direzione generale per le Imprese della Commissione europea, nell ambito del programma Innovazione e PMI(1). I tre membri di PANEL Barcellona, Milano e Monaco di Baviera hanno molte caratteristiche in comune: particolarmente le dimensioni e la posizione economica nell ambito dei rispettivi paesi. Queste tre città hanno iniziato a cooperare nel settembre 2000, scambiandosi conoscenze e competenze, in modo da sostenere la creazione di nuove imprese. Preparare il terreno In seguito al secondo Forum, svoltosi a Lione nel novembre 2000, i membri di PANEL si sono incontrati di nuovo a Milano lo scorso gennaio. Essi hanno elaborato un questionario unico da inviare alle imprese di nuova costituzione, in modo da individuare le loro esigenze concrete. Prevediamo di metterci in contatto con circa 500 imprese in ciascuna delle tre regioni. Vogliamo informazioni sul loro ambiente, su come possiamo offrir loro assistenza: su come possiamo essere utili. È questo il solo modo per imparare a creare una struttura di sostegno idonea, dichiara Jürgen Vogel di GründerRegio, coordinatore di PANEL. Inviamo il questionario Vol. 3/01 Maggio 2001 La regione di Monaco di Baviera, con le sue 13 mila imprese create annualmente è rappresentata nella rete PANEL da GründerRegio, un organismo di riferimento in cui convergono istituzioni del mondo della scienza, dell imprenditoria e della finanza. principalmente a imprese aventi sede nei vivai d impresa dei parchi tecnologici. Nella fase iniziale in cui ci troviamo, possiamo allacciare stretti rapporti molto più rapidamente all interno di questi centri. Stiamo anche raccogliendo informazioni di ogni tipo sulle organizzazioni che assistono le giovani imprese nelle nostre regioni, continua Vogel. Finora nessuno lo aveva fatto in modo sistematico. Riceviamo alcuni indirizzi dalle camere di commercio, dalle amministrazioni comunali e da qualche associazione imprenditoriale. Ma la nostra banca dati la stiamo ancora costruendo a partire da molte informazioni frammentarie. Uno dei nostri maggiori problemi è che nessuna istituzione nazionale è competente per i contatti economici con il resto dell Europa. Risultati a venire Negli anni a venire, PANEL spera che delegazioni di imprenditori, parti contraenti, e personale di agenzie di assistenza di ogni regione si scambino frequenti visite di apprendimento. Gran parte del compito attuale di PANEL consiste nel creare la consapevolezza del progetto tra le T. Botella, Commissione europea DG Imprese Direzione Innovazione Politica per l innovazione Fx J. Vogel, GründerRegio M e.v. Tl Fx società di capitale di rischio e gli istituti finanziari. La rete spera di convincere questi interlocutori che essa può diventare una fonte perenne di nuove imprese potenzialmente redditizie, in cui essi possono investire. Per il 2001 sono in programma tre seminari di un week-end per imprenditori. Ogni manifestazione sarà dedicata a un campo economico diverso: le tecnologie dell informazione a Barcellona, il multimediale a Milano e le scienze della vita a Monaco. Selezioneremo gli oratori tra chi avrà risposto al questionario, spiega Vogel. Inviteremo una varietà di finanzieri, nuovi imprenditori e organizzazioni di sostegno locale. Naturalmente, possiamo fornire gli indirizzi di contatto e le informazioni sulle fonti di finanziamento dell Unione europea. Ma la miglior cosa che possiamo fare è farli incontrare e sperare che avvenga la reazione chimica sperata! (1) V. I circuiti dell innovazione, fascicolo 6/00 e Risultati e ottimismo, fascicolo 1/01. 15

16 PROGRAMMA INNOVAZIONE/PMI L O C C U P A Z I O N E N E L L E P M I I N N O V A T I V E Innovazione e occupazione Uno studio in corso della DG Imprese ha scoperto che nelle piccole e medie imprese (PMI) ogni tipo di innovazione dà impulso all occupazione, mentre l impatto sui livelli di competenza potrebbe essere meno vistoso di quanto si riteneva in passato. Create una società aperta all innovazione, in cui ciascun cittadino sia un potenziale creatore, esecutore e utilizzatore di innovazione, è quanto dice la Commissione europea. L o studio sulla politica dell innovazione(1), svolto a cura dell Istituto austriaco per la ricerca sulle piccole imprese (IfGH), analizza l impatto dell innovazione sulla creazione di occupazione. In due relazioni provvisorie viene discusso il rapporto che intercorre tra innovazione e occupazione in tutti gli Stati membri dell Unione europea, oltre che in Norvegia e Stati Uniti. Le due relazioni si basano su un esame approfondito della documentazione e sull analisi di vari dati empirici. Nello stadio successivo del progetto, che terminerà entro settembre di quest anno, saranno analizzati pareri di agenzie pubbliche e private che attuano la politica di innovazione o erogano servizi alle PMI. Sarà presentata, inoltre, una scelta di studi esemplificativi dedicati alla creazione di occupazione nelle PMI. Produttività e occupazione L innovazione dei prodotti stimola la domanda e in genere dà impulso all occupazione. Ma è molto diffusa l opinione per cui l innovazione dei processi si tradurrebbe in perdita di occupazione, poiché consente alle imprese di ottenere la stessa produzione con minori risorse, tra cui la manodopera. I risultati dello studio confermano il pensiero attuale per cui l innovazione dei prodotti ha effetti positivi sull occupazione, sia nelle PMI sia nelle grandi società. Gli effetti che l innovazione dei processi produce sull occupazione nelle grandi società non sono chiari, ma nelle PMI questo tipo di innovazione sembra condurre alla creazione di nuovi posti di lavoro. Questa conclusione contrasta con l opinione prevalente, ma è spiega- bile. Le forze di mercato globali operanti in Europa colpiscono in genere più aspramente le grandi società che le PMI, che spesso operano in nicchie di mercato. È più probabile, quindi, che una grande società utilizzi l innovazione dei processi come strumento per ridurre i costi, specialmente quelli di manodopera. Le PMI, invece, hanno tendenza a introdurre nuovi processi di pari passo con l introduzione di prodotti nuovi o migliorati. La conclusione è ulteriormente corroborata dall osservazione che le PMI che hanno introdotto al tempo stesso nuovi prodotti e nuovi processi presentano i massimi livelli di crescita. Non si osservano differenze per quanto riguarda gli effetti sull occupazione tra le PMI che introducono solo nuovi prodotti e quelle che introducono solo nuovi processi. Innovazione organizzativa L innovazione organizzativa in genere comporta la ristrutturazione dei rapporti di lavoro interni o esterni: per esempio in seguito al cambiamento delle mansioni dei lavoratori o all acquisto di beni e servizi esterni. Ma non è facile valutarne i risultati. Gli studi precedenti si sono concentrati principalmente sul cambiamento tecnologico. Le attività innovative all interno delle PMI sono varie e correlate tra loro. Ad esempio, l innovazione organizzativa, l innovazione tecnologica e l innovazione ambientale possono verificarsi tutte più o meno contemporaneamente. E spesso sono di natura altamente informale. Questi due fattori rendono molto difficile misurarne il loro impatto individuale sull occupazione. Ma è probabile che l innovazione organizzativa nell ambito delle PMI sia un fattore che contribuisce in modo significativo alla produttività, e che possa di conseguenza incidere sull occupazione. Ci rincresce che in Europa non esista praticamente nessuno studio che analizzi gli effetti sull occupazione derivanti dai cambiamenti organizzativi, dichiara Sonja Sheikh, dell IfHG. Questo è molto importante, particolarmente per le PMI. La competitività richiede buone strutture organizzative. Sfortunatamente, esistono solo alcuni risultati provenienti dagli Stati Uniti a indicare che questo sia un fattore determinante sul piano della creazione di occupazione. Innovazione e competenze Parimenti, pochi studi confrontano l impatto dell innovazione sulla struttura di competenze dell organico di una PMI. Dagli studi passati in rassegna si ricava l impressione che l introduzione di nuove tecnologie sia in certa misura integrata da un aumento della proporzione della manodopera qualificata, sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi. Risulta inoltre che la domanda di lavoratori altamente qualificati e l allontanamento del personale poco qualificato aumenti con le dimensioni dell impresa innovativa presa in esame. Si è osservato che i nuovi posti per laureati sono relativamente più frequenti nelle grandi società che nelle PMI. Ma finora non vi è alcun modello teorico che spieghi questi effetti. 16 Vol. 3/01 Maggio 2001

17 PROGRAMMA INNOVAZIONE/PMI Nelle PMI, sia l innovazione dei processi sia l innovazione dei prodotti tendono a dare impulso all occupazione. L impatto complessivo dell innovazione sull occupazione interessa svariate forze discordi, e i meccanismi che le governano sono complessi. Spesso, le PMI più innovative sono anche ad alto rischio, e sono più esposte al fallimento, nel qual caso, naturalmente tutti perdono il lavoro. Una conclusione significativa è che nelle PMI sia l innovazione dei prodotti sia l innovazione dei processi creano nuova occupazione. Tuttavia, nelle piccole imprese è molto probabile che altri fattori come il tipo di conduzione, l energia e lo spirito imprenditoriale prevalgano sull impatto dovuto all innovazione dei prodotti e dei processi sulla creazione di occupazione. La seconda scoperta fondamentale è che la creazione di occupazione per la manodopera altamente qualificata tende ad aumentare con le dimensioni dell impresa innovativa. Se è vero, il risalto dato all incremento delle competenze nelle PMI deve essere bilanciato dalla considerazione di altri importanti fattori, tra cui l innovazione organizzativa. Questi risultati iniziali indicano il bisogno di dirigere la politica dell innovazione con più precisione su determinati tipi di imprese e determinate categorie di dimensioni all interno di diversi settori di attività. (1) Innovative SMEs and the Creation of Employment. J-R. Tíscar, Commissione europea DG Imprese Direzione Innovazione Politica per l innovazione Fx Dr S. Sheikh, Istituto austriaco per la ricerca sulle piccole imprese Tl Fx I N G E G N E R I A M E C C A N I C A Il taglio giusto Nelle segherie tradizionali, anche l operatore più esperto produce un certo volume di scarti. Un nuovo sistema intelligente creato per gli impianti di piccole dimensioni ottimizza le operazioni di taglio per ottenere il massimo rendimento. Il sistema migliorerà la redditività e la competitività di centinaia di PMI europee. M olte segherie europee consistono in imprese di medie dimensioni, e il loro maggiore costo operativo è costituito dalla materia prima:il legname.per questa ragione queste imprese dipendono in larga misura dalla competenza delle maestranze per sfruttare al massimo la materia prima, riducendo quindi la quantità degli scarti. All inizio del processo di taglio i tronchi vengono valutati e squadrati su un apposito carrello. Questa fase è critica, perché quello che viene deciso determina la quantità utile di materiale che l impianto sarà in grado di estrarre da ciascun tronco. Occorre molto tempo per formare un operatore a squadrare i tronchi in modo da ottenere la massima resa. Anche un operatore esperto deve effettuare costantemente calcoli e decisioni istantanee, e se verso la fine del Rilevazione topografica di un tronco con sistema di misurazione a laser. Vol. 3/01 Maggio

18 PROGRAMMA INNOVAZIONE/PMI Il sistema Oscar installato nella sede della Darré et fils SA, uno dei sei partecipanti al progetto CRAFT. proprio turno perde la concentrazione si ha una perdita di materiale e di redditività. La PMI francese Etablissement Darré et fils SA, una segheria di legno duro, voleva disporre di un metodo più efficiente per la produzione di traversine ferroviarie e sezioni da tranciatura. Daniel Darré ha chiesto alla Ciris Ingénierie, un azienda di ingegneria dei processi specializzata nella lavorazione del legno, di progettare un sistema basato sulle misure esatte dei tronchi e sulla decisione assistita da computer. Ma la somma delle risorse delle due aziende non bastava a gestire un progetto di queste proporzioni. Per questo motivo, insieme con cinque segherie di legno tenero di Francia, Spagna e Portogallo, Darré ha costituito un progetto CRAFT(1) che ha permesso loro di dare incarico alla Ciris di studiare il problema per conto degli stessi partecipanti. Commissione europea DG Ricerca Ricerca e PMI Tl Fx B. Rivalier, Ciris Ingénierie Tl Fx nato Oscar. Ci siamo resi conto che una parte delle capacità dell operatore poteva essere analizzata in forma logica e utilizzata per migliorare l efficienza del processo di taglio, spiega Béatrice Rivalier, marketing manager. Se la misurazione dei tronchi viene automatizzata in modo da creare le condizioni per ottimizzare le decisioni che intervengono nella procedura di taglio, l operatore può concentrarsi su altre funzioni come la scelta del legname e la manovra della macchina. Oscar ha due componenti principali. In primo luogo, un sistema a laser esegue la rilevazione geometrica della superficie del tronco una volta che questo è fissato sul carrello di lavorazione. Viene misurata la posizione di un reticolo di punti (fino a trentamila) con cui viene creata un accurata rappresentazione tridimensionale della superficie del tronco, compresi tutti i difetti. Il software confronta questa forma con il prodotto richiesto e sceglie lo schema di taglio ottimale. Il computer può considerare fino a 20 mila soluzioni diverse Un Oscar per CRAFT Nel giro di due anni la Ciris ha progettato e costruito un sistema segatronchi innovativo, denomiprima di trovare quella migliore, spiega Rivalier. Quindi può impostare accuratamente il primo piano di taglio, in modo che la superficie di apertura non sia né troppo grande né troppo piccola, calcolata esattamente per ottenere la massima resa. L operatore può respingere la soluzione proposta da Oscar, se la qualità del legno lo impone. È stata effettuata recentemente una serie di prove per misurare il rendimento degli operatori con e senza l ausilio di Oscar. Quelli che hanno deciso autonomamente in che punto eseguire il primo taglio hanno spesso errato per eccesso o per difetto nella valutazione della larghezza del taglio di apertura. Dalle prove è emerso che Oscar ha permesso un rendimento superiore dal 4 all 8 per cento. Oscar ci aiuta a trarre il massimo dalla materia prima e permette agli operatori di concentrarsi su quello che sanno far meglio. È una nuova collaborazione eccezionale, conferma Darré. La commercializzazione del sistema Ciris ha offerto Oscar a prezzo di costo alle PMI del consorzio del progetto CRAFT, e ha continuato a lavorare con loro per la messa a punto. Il sistema è idoneo per tutti gli schemi di taglio esistenti, sia per i legni duri che per quelli teneri: legname per pavimenti e da imballaggio, legname per impiallacciature, tavole e traversine. Il mercato potenziale in Europa è molto vasto, spiega Rivalier. Sappiamo che a parte le grandi industrie del legno nel nord Europa, la maggior parte delle segherie europee ha un flusso di lavorazione modesto, per cui l entità dell investimento è un parametro critico per queste aziende. Grazie al progetto CRAFT possiamo offrire il nostro sistema a un prezzo competitivo rispetto a quello della tecnologia nord americana, rendendolo più attraente per le PMI. Nella maggior parte degli impianti, il costo di noleggio sarebbe inferiore al profitto supplementare prodotto. L automazione prodotta da Oscar contribuisce anche al funzionamento del sistema informativo per la gestione dell impianto. Il sistema può tenere una contabilità dei tronchi segati giornalmente e calcolare il volume per ogni qualità. Questi dati sono utili per determinare i costi di produzione e per controllare il rendimento degli operatori e dell impianto. Si può aggiungere anche un sistema di controllo della deviazione della lama. L operatore riceve un segnale in base al quale può decidere di ridurre la velocità di avanzamento o di cambiare la lama. Oscar misura anche l efficienza delle lame, migliorando le prestazioni anche da questo punto di vista. Il nostro sistema di segnalazione periodica è il più completo ed efficiente sul mercato. Questo tipo di informazioni giornaliere consentirà sicuramente alle segherie di piccole dimensioni di aumentare la redditività. È un netto progresso, afferma Rivalier. Con Oscar, la Ciris anch essa una PMI offre una formula completa chiavi in mano, comprendente l installazione, la formazione degli operatori e l eventuale manutenzione. Il sistema è stato studiato come un concetto di servizio completo, in cui può figurare anche il finanziamento. I nostri clienti possono usare una tecnologia moderna su una macchina esistente per creare un vantaggio competitivo, osserva Jean-Pierre Olgiati, presidente generale della Ciris. La società ritiene che almeno 700 segherie nella sola Europa potrebbero trarre vantaggio da Oscar, e ve ne sono molte altre in Nord America e Sud America, in Nuova Zelanda e Australia. Il sistema sarà esposto al Ligna, salone biennale del legno che si svolgerà ad Hannover, dal 21 al 25 maggio. (1) Progetto BRST-CT Ottimizzazione del taglio del legno nell Europa meridionale mediante tecnologie di rilevazione automatica e di calcolo. 18 Vol. 3/01 Maggio 2001

19 PROGRAMMA INNOVAZIONE/PMI A N A L I S I E C O N O M I C A E T E C N O L O G I C A Connubio indissolubile Una rete di organizzazioni specialistiche di 27 paesi fa incontrare le piccole e medie imprese (PMI) del settore delle scienze della vita con partner adatti ai progetti di ricerca europei. Costituire i necessari meccanismi nazionali e transnazionali è un grande obiettivo. U na serie di nuovi progetti ETI (Economic and Technological Intelligence), condotti nell ambito delle misure specifiche per le PMI, del programma Innovazione e PMI, mira a migliorare la competitività europea aiutando le piccole imprese ad analizzare e sfruttare le tendenze di mercato, partecipando, se opportuno, a progetti transnazionali di ricerca e innovazione. Partners for Life è uno dei primi progetti ETI. Se due o più PMI del campo della biomedicina, biotecnologia e agroindustria hanno caratteristiche analoghe sul piano tecnico e non dispongono di adeguati laboratori interni di ricerca, Partners for Life le può aiutare a trovare i partner di cui hanno bisogno. La maggiore Partners for Life, con una dotazione complessiva di 4 milioni di euro, è la più grande delle 53 iniziative ETI varate nel corso del La rete è costituita da organizzazioni appaltatrici operanti in 18 paesi europei. Nove altre organizzazioni, appartenenti principalmente all Europa centrale e orientale, partecipano senza finanziamento UE. La maggior parte dei 18 partner appaltanti ha già preso parte a precedenti programmi svolti a livello nazionale a favore delle PMI. La conclusione del progetto è prevista per il maggio L obiettivo consiste nell intessere contatti diretti con 50 mila PMI e nell intraprendere una valutazione tecnologica individuale per circa di queste, da cui dovrebbero scaturire circa 700 manifestazioni di interesse che si dovrebbero concretizzare in 500 progetti di ricerca o progetti dimostrativi CRAFT. Per il 2001 sono in programma tre grandi incontri di partenariato, nel corso dei quali le PMI saranno aiutate a trovare partner e ricercatori mediante una metodica mirata. Azione coordinata Partners for Life è coordinato dal BIT, Ufficio austriaco per la cooperazione internazionale nella ricerca e nella tecnologia, organismo senza scopo di lucro con sede a Vienna. Lavoriamo con criteri transnazionali, spiega Sabine Herlitschka del BIT. Ciascuno dei 27 partner è in contatto con centinaia o addirittura migliaia di PMI nel proprio paese, e contribuisce a identificare i ricercatori e le PMI interessati a una partecipazione a livello europeo. Ma molti paesi non hanno una banca dati adeguata delle PMI del settore delle scienze della vita, per cui la massa dei dati che stiamo costituendo sarà molto utile in futuro. La comunicazione via tra i membri della rete si sta dimostrando molto proficua. Operando con appena un contatto chiave in ciascun paese abbiamo creato un modo molto efficace di avviare la ricerca di partner per una particolare PMI. Le ricerche, avviate con una semplice richiesta via , vengono svolte in tempi rapidissimi, e vanno a segno, spiega Herlitschka. Un progetto riuscito Uno dei molti progetti riusciti, guidato dall azienda austriaca di biotecnologia Hämosan, sta esaminando quali potenzialità presentano vari processi utilizzati per eliminare gli agenti infettivi che provocano la encefalopatia spongiforme bovina. I nove altri partecipanti al progetto vengono da Belgio, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Scozia e Svizzera. All inizio credevamo di essere un azienda troppo piccola, spiega la contitolare della Hämosan, Angelica Reichel. Ma a una manifestazione di informazione dedicata alle opportunità di finanziamento siamo stati sorpresi. Il BIT ci ha aiutati a preparare una proposta a cui è stato assegnato un finanzia- Un partenariato di PMI guidato da un organismo austriaco sta esaminando le possibilità per eliminare l agente che provoca l encefalopatia spongiforme bovina. S. McLaughlin, Commissione europea DG Ricerca Ricerca e PMI Tl Fx S. Herlitschka, BIT Tl Fx mento. Senza il progetto CRAFT non saremmo mai venuti in contatto con partner come la Croce Rossa finlandese. Vol. 3/01 Maggio

20 D O S S I E R I L F I N A N Z I A M E N T O D E I V I V A I D I I M P R E S E Ambiente Sono sempre più numerose le nuove imprese a dalle università e dai centri di ricerca europei, che bene offerto dai vivai di imprese. Queste strutture offrono formazione imprenditoriale e gestionale, una sede a tar finanziario. A un recente forum sono stati esaminati nei vivai tecnologici contribuiscono al successo delle specialmente nella R esearch to Reality, una conferenza organizzata lo scorso febbraio a Lussemburgo dalla DG Imprese della Commissione europea, ha esaminato il ruolo dei vivai di imprese nello sviluppo delle nuove aziende costituite per sfruttare i risultati della ricerca. La manifestazione fa parte del progetto FIT di scambio di politiche, del programma Innovazione e PMI, che mira a divulgare le buone pratiche e a sviluppare rapporti duraturi tra le sue tre componenti: finanza, innovazione e tecnologia. Più specificatamente, la conferenza ha messo in evidenza i risultati di uno studio FIT, svolto dalla Bannock Consulting, che ha analizzato i meccanismi di finanziamento disponibili in Europa per convertire in nuove imprese commerciali i risultati della ricerca innovativa prodotti dalle università e dagli altri centri. Ogni progetto FIT affronta un particolare aspetto, analizzando la situazione attuale e definendo le buone pratiche. Quindi fa incontrare i principali responsabili delle politiche nell ambito di seminari dedicati al tema prescelto, e divulga le raccomandazioni che ne risultano mediante seminari di formazione, pubblicazioni e campagne pubblicitarie. La conferenza di Lussemburgo è stata la terza parte dell operazione FIT dedicata al finanziamento delle neoaziende nate dalla ricerca, e ha fatto seguito a un indagine sulle buone pratiche nel finanziamento dei vivai di imprese iniziata nel gennaio 2000, e a un seminario dedicato agli addetti, svoltosi nel maggio Le buone pratiche nelle imprese nate dalla ricerca Le imprese europee nate dalla ricerca ricorrono a svariati metodi per ottenere finanziamenti. Le buone pratiche imprenditoriali possono migliorare in modo significativo i loro risultati. Fonte: Douglas Robertson, Università di Nottingham Paese delle idee Molti piccoli episodi di finanziamento - diluizione e attrito Figura 1: La valle della morte tra fase concettuale e fruizione Finanziare prima/finanziare di più? Vuoto azionario Paese del latte e del miele Nel presentare sommariamente i risultati dell indagine FIT sul finanziamento, Olivia Jensen, della Bannock Consulting ha attirato l attenzione sull associazione di fattori richiesti per sostenere quello che lo studio denomina processo di conversione : dai risultati promettenti della ricerca allo sviluppo commerciale. Le ricerche condotte con il finanziamento pubblico possono giungere a dimostrare la validità concettuale, ma occorre la dimostrazione del potenziale di mercato prima di poter arrivare al finanziamento delle fasi preliminari da parte degli investitori di capitali di rischio. Sempre più spesso i vivai di imprese costituiti presso un istituzione forniscono servizi destinati a contribuire a colmare il vuoto tra idea e concretizzazione, vuoto che può presentarsi sotto forma di carenza di informazioni, di protezione giuridica o di competenza imprenditoriale oltre che di fondi (figura 1). I vivai possono offrire la formazione, le competenze per la gestione, la consulenza giuridica, uffici e laboratori sovvenzionati, e anche il capitale di prestito. È stato calcolato che le strutture messe a disposizione di una neoimpresa da un università hanno consentito all impresa un risparmio di 250 mila euro. 20 Vol. 3/01 Maggio 2001

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