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1 Ministero Pubblica Istruzione Titolo sintetico del progetto: I CARE Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa Piano Nazionale di formazione e ricerca SCHEDA DI PROGETTO Regione PIEMONTE NUOVE TECNOLOGIE: UN PERCORSO PER L INTEGRAZIONE DELLE DISABILITA Scuola Capofila: DIREZIONE DIDATTICA ANNA FRANK, TORINO Elenco delle scuole associate in rete alla scuola capofila e/o partecipanti al progetto: DENOMINAZIONE DELLA SCUOLA ARISTIDE GABELLI LEONARDO DA VINCI TIPO DI SCUOLA COMUNE INDIRIZZO E MAIL DIREZIONE DIDATTICA ISTITUTO COMPRENSIVO TORINO TORINO ITINERARIO METODOLOGICO Il progetto I CARE costituisce un percorso di formazione, di riflessione e di ricerca intorno ai temi della disabilità nelle sue varie articolazioni, all interno del quale le scuole coinvolte acquistano un ruolo da protagoniste. Tratti distintivi L approccio proposto prevede una pluralità di opportunità formative con particolare riferimento allo sviluppo dei processi di autonomia didattico-organizzativa e di ricerca delle istituzioni scolastiche. Le linee metodologiche si basano sull esigenza di prefigurare alcune essenziali fasi di lavoro che aiutino le scuole a fare ricerca partendo dall esperienza, nonché a condividere, verificare e generalizzare presupposti, condizioni ed esiti della ricerca stessa. 1

2 Per queste ragioni appare opportuno il ricorso a strategie capaci di: promuovere percorsi di apprendimento organizzativo negli Istituti partecipanti a partire dall analisi e dalla valorizzazione di ciò che già esiste e funziona bene; sollecitare l attivazione di laboratori di sviluppo professionale negli Istituti partecipanti; favorire il confronto e la comunicazione tra gli Istituti partecipanti; documentare e socializzare le esperienze realizzate agli altri Istituti scolastici delle proprie realtà territoriali. Struttura del percorso di ricerca L itinerario formativo, che utilizza l approccio della ricerca-azione, si articolerà in una serie di fasi strettamente correlate, di cui di seguito viene fornita la scansione. Si precisa che tale articolazione risulterà vincolante per le realtà scolastiche partecipanti in quanto le fasi corrispondono ai diversi momenti del processo di apprendimento che le scuole metteranno in atto. Scopo fondamentale del progetto di ricerca rimane quello di rendere visibili e consapevoli i diversi passaggi delle scuole nel loro percorso di riflessione. FASE 0 RICOGNIZIONE DELLE ESPERIENZE PREGRESSE FASE 1 ANALISI CRITICA DELLE ESPERIENZE PREGRESSE FASE 2 PROGETTAZIONE DEL MIGLIORAMENTO FASE 3 PIANO OPERATIVO FASE 4 VALUTAZIONE DEL MIGLIORAMENTO FASE 5 DIFFUSIONE DELLE ESPERIENZE Sviluppo del percorso FASE 1 ANALISI CRITICA DELLE ESPERIENZE PREGRESSE Per questa fase le scuole, da sole o in rete, inseriranno on line i dati di autoanalisi delle esperienze pregresse sul sito istruzione.it /. FASE 2 PROGETTAZIONE DEL MIGLIORAMENTO Una seconda fase del percorso consiste nell elaborare ed implementare un piano di miglioramento alla luce delle risultanze emergenti dall indagine sulla situazione esistente: è la fase della stesura del progetto. Si tratta di connettere l idea di scuola inclusiva emergente dalla prima fase di esplorazione con la lettura critica della situazione realizzata nella seconda fase allo scopo di riconoscere alcune linee di sviluppo su cui impostare una strategia di miglioramento, da declinare successivamente in un piano operativo. 2

3 Ambito /contesto entro cui ci si colloca (segnare anche più di 1) Problema individuato (descrivere brevemente anche in riferimento alla scheda di autoanalisi già compilata) x Contesto : CLASSE / DIDATTICA x Contesto : SCUOLA / ORGANIZZAZIONE Contesto : FAMIGLIA / CORRESPONSABILITA Contesto. COMUNITA / PROGETTO DI VITA Dal confronto tra le Istituzioni scolastiche della rete sono emersi bisogni formativi di tipo diverso, alcuni specifici di una Istituzione scolastica altri condivisi. Sono stati individuati tre ambiti di intervento e ricerca-azione che rispondono a tre ordini di problemi: 1. Tutte le scuole sono dotate di laboratori con attrezzature informatiche, di ausili, di software didattici; tuttavia non sono ancora pienamente sfruttate le opportunità offerte dalle Tic nella didattica e il loro utilizzo risulta ancora episodico e legato all interesse e alla preparazione di singoli insegnanti. 2. In particolare nella scuola media risulta problematico il coinvolgimento di tutto il consiglio di classe nella elaborazione e realizzazione del percorso educativo individualizzato che continua ad essere delegato quasi esclusivamente all insegnante per le attività di sostegno. Nelle scuole elementari lo stesso problema potrebbe verificarsi nelle classi in cui il turn over degli insegnanti è elevato. 3. In tutte le istituzioni scolastiche della rete emerge il bisogno di migliorare la costruzione del PEI per renderlo effettivamente rispondente ai bisogni dell alunno, sulla base di una conoscenza più approfondita del funzionamento dell alunno e di specifiche strategie di intervento. I contatti e la condivisione tra le scuole coinvolte saranno garantiti dalla collaborazione del gruppo di gestione, da momenti formativi condivisi e da una giornata seminariale in cui verranno espresse le valutazioni del lavoro, le modalità di diffusione e le possibilità di rilancio. Esperienze/ oggetti della ricerca (delimitazione del campo) Strategie cooperative Relazioni di aiuto x Individualizzazione / personalizzazione dei saperi Didattica implicita x Tecnologie - valutazione per l apprendimento Offerta formativa GLH Istituto x Formazione aggiornamento Lavoro di rete 3

4 Documentazione Regole professionali Governance e leadership Supporto alla persona, gestione risorse Promozione di contesti cooperativi x Progettualità collegiale Coinvolgimento della famiglia Patto formativo Associazioni Formazione / educazione affettiva Customer Satisfaction Continuità educativa Il modello ICF Orientamento Pari opportunità Piani di zona Accordi di programma Scuola / Lavoro Altro (specificare) Risultati attesi in termini di miglioramenti Il lavoro in rete tra le tre Istituzioni scolastiche coinvolte agirà in termini di rafforzamento delle relazioni e degli scambi di esperienze tra gli insegnanti coinvolti, favorirà una continuità più efficace tra gli ordini di scuola, supportati da un linguaggio comune e principi educativi condivisi. L attivazione di interventi strutturati sulle tematiche dei bisogni educativi speciali, porterà ad un incremento e un miglioramento della qualità dell integrazione scolastica degli alunni disabili. L attuazione delle azioni progettuali avrà una ricaduta positiva sulla comunità scolastica in termini di consolidamento di una modalità di professionalità riflessiva. 4

5 FASE 3 PIANO OPERATIVO o SVILUPPO DEL PROGETTO Questa fase è costituita da tutte le sequenze operative del lavoro di ricerca che le scuole riterranno opportuno individuare ed attivare. Il numero delle azioni previste sarà in relazione alla complessità del cambiamento o dei cambiamenti che si intendono introdurre attraverso il lavoro di ricerca e commisurato alle disponibilità operative ed organizzative delle scuole partecipanti. Le azioni previste non necessariamente avranno carattere sequenziale ma potranno anche essere contemporanee (le stesse azioni portate avanti da più scuole ma anche azioni diverse per ogni scuola aderente alla rete). Per la realizzazione delle azioni previste nel progetto, in tutto o solo per alcune articolazioni, sarà possibile avvalersi della collaborazione di esperti esterni (Università, Associazioni professionali, Agenzie formative, ) a supporto e a consulenza del disegno di ricerca messo a punto dalle scuole. Analisi Esperienze pregresse Risultati / Miglioramenti attesi Azione 1 Azione 2 Azione 3 Azione 4 Azione. Azione 1: Tecnologie, individualizzazione dei saperi, formazione Obiettivi Scuole coinvolte: Direzione didattica Anna Frank Sperimentare con gli alunni delle classi coinvolte nella ricerca-azione l utilizzo dei software didattici a disposizione. Elaborare linee guida sull utilizzo corretto delle tecnologie nella didattica speciale. Diffondere ed estendere alle classi in cui siano presenti alunni disabili l uso delle Tic come strumento di lavoro per migliorare l apprendimento. Implementare il Centro di documentazione dedicato ai BES con materiale multimediale, le linee guida di utilizzo e guide ai siti internet dedicati. Azioni previste Formazione di un gruppo di lavoro interno che sperimenta con gli alunni l utilizzo dei software disponibili e periodicamente realizza sessioni di lavoro in cui si individuano punti di forza e/o debolezza dei supporti informatici utilizzati. 5

6 Analisi e catalogazione dei software didattici già in uso nelle scuole, seguendo i criteri di fascia di età, tipologia di handicap e/o difficoltà, ambito disciplinare o interdisciplinare. Realizzazione di tabelle in cui siano indicate le caratteristiche dei software analizzati, l efficacia rispetto alla necessità di abilitare e/o sviluppare le capacità dell alunno. Condivisione delle tabelle realizzate con i colleghi del Circolo Anna Frank e delle scuole della rete. Incontro di formazione sull uso delle tecnologie rivolto al gruppo di lavoro interscuole. Tempi (specificare inizio/fine) Maggio 2008: individuazione degli insegnanti che prenderanno parte alla ricerca- azione sulla base della disponibilità individuale (gruppo interscuole). Giugno 2008: incontro tra referenti per dettagliare l organizzazione del lavoro alla ripresa delle lezioni dopo l interruzione estiva. Settembre 2008: costituzione del gruppo di lavoro interno al Circolo Didattico Anna Frank Ottobre maggio 2009: realizzazione delle azioni progettuali con gli alunni e nel gruppo di lavoro interno. Giugno 2009: giornata seminariale di valutazione e rilancio delle esperienze realizzate con il progetto rivolta ai Collegi Docenti delle tre Istituzioni scolastiche, al personale della NPI dell ASl 4. Strategie metodi e Trattandosi di un progetto di ricerca-azione verrà fatto costante richiamo alle indicazioni di lavoro dei teorici di riferimento. Le azioni concordate in gruppo verranno realizzate nelle classi e successivamente saranno oggetto di riflessione all interno del gruppo stesso. Sono previsti incontri del gruppo interno e sessioni di lavoro nelle classi articolate in piccolo gruppo con la costante presenza degli alunni con disabilità, o individuali secondo i bisogni e le caratteristiche degli alunni. Per garantire il coordinamento e il lavoro di rete sono previsti incontri periodici del gruppo di gestione e coordinamento. Collaborazioni individuate È stata individuata una collega esperta formatrice nell uso delle Tic per un intervento di formazione rivolto al gruppo di lavoro interscuole. 6

7 Azione 2: individualizzazione e progettualità collegiale Scuole coinvolte: Istituto comprensivo L. Da Vinci, plessi di Scuola Media Obiettivi Sensibilizzare i professori sulle tematiche legate alla disabilità e alle difficoltà di apprendimento. Coinvolgere tutto il Consiglio di classe nella responsabilità educativa e didattica dell alunno con disabilità superando la delega all insegnante di sostegno. Inserire nella programmazione disciplinare di ogni insegnante alcuni obiettivi del PEI. Azioni previste Incontro di formazione con esperti in materia di difficoltà di apprendimento rivolto al gruppo di lavoro interscuola. Raccolta e diffusione delle norme di legge in materia di integrazione scolastica e di diritto allo studio. Costituzione di un gruppo interno di lavoro che si concentri sulla facilitazione e semplificazione dei materiali di studio per gli alunni disabili. Sperimentazione nelle classi di uso dei materiali facilitati come uno dei mezzi per coinvolgere l alunno disabile nella partecipazione al compito e/o alla cultura del compito. Sessioni di lavoro rivolte al gruppo classe in cui siano previste modalità che siano accessibili agli alunni disabili. Tempi (specificare inizio/fine) Maggio 2008: individuazione degli insegnanti che prenderanno parte alla ricerca- azione sulla base della disponibilità individuale (gruppo interscuole). Giugno 2008: incontro tra referenti per dettagliare l organizzazione del lavoro alla riprese delle lezioni dopo l interruzione estiva. Settembre 2008: costituzione del gruppo di lavoro interno all Istituto comprensivo L. Da Vinci Ottobre maggio 2009: realizzazione delle azioni progettuali con gli alunni e nel gruppo di lavoro interno. Giugno 2009: giornata seminariale di valutazione e rilancio delle esperienze realizzate con il progetto. 7

8 Strategie metodi e Trattandosi di un progetto di ricerca-azione verrà fatto costante richiamo alle indicazioni di lavoro dei teorici di riferimento. Le azioni concordate in gruppo verranno realizzate nelle classi e successivamente saranno oggetto di riflessione all interno del gruppo stesso. Sono previsti incontri del gruppo interno e sessioni di lavoro nelle classi articolate in piccolo gruppo con la costante presenza degli alunni con disabilità, o individuali secondo i bisogni e le caratteristiche degli alunni. Per garantire il coordinamento e il lavoro di rete sono previsti incontri periodici del gruppo di gestione e coordinamento. Collaborazioni individuate Esperti esterni sulle tematiche delle difficoltà di apprendimento Azione 3: individualizzazione e progettualità collegiale Scuole coinvolte: Direzione Didattica Anna Frank, Direzione Didattica Gabelli, Istituto comprensivo L. Da Vinci Obiettivi Migliorare le competenze degli insegnanti in tema di disturbi del comportamento e difficoltà di apprendimento dovuti al ritardo mentale. Migliorare la costruzione del PEI per renderlo effettivamente rispondente ai bisogni dell alunno. Approfondire la conoscenza di metodologie didattiche inclusive. Azioni previste Incontro di formazione con esperti in materia di difficoltà di apprendimento rivolto al gruppo di lavoro interscuole. Costituzione di un gruppo interno di lavoro alla Direzione Didattica Gabelli che si concentri sulla raccolta di materiali di studio che servano da orientamento per la conoscenza della disabilità e le metodologie di intervento più validate. Raccolta dei materiali reperiti e avvio della realizzazione di un Centro di documentazione sulla disabilità. Attivazione di modalità di stesura dei PEI che vedano il coinvolgimento attivo di tutti gli insegnanti dei team e dei consigli di interclasse. 8

9 Attivazione di modalità di stesura dei PEI mirati a evidenziare le potenzialità dell alunno e progettare interventi specifici sul disturbo. Tempi (specificare inizio/fine) Maggio 2008 : individuazione degli insegnanti che prenderanno parte alla ricerca- azione sulla base della disponibilità individuale (gruppo interscuole). Giugno 2008: incontro tra referenti per dettagliare l organizzazione del lavoro alla riprese delle lezioni dopo l interruzione estiva. Settembre 2008: costituzione dei gruppi di lavoro interni alle scuole Ottobre maggio 2009: realizzazione delle azioni progettuali con gli alunni e nel gruppo di lavoro interno. Giugno 2009: giornata seminariale di valutazione e rilancio delle esperienze realizzate con il progetto. Strategie metodi e Trattandosi di un progetto di ricerca-azione verrà fatto costante richiamo alle indicazioni di lavoro dei teorici di riferimento. Le azioni concordate in gruppo verranno realizzate nelle classi e successivamente saranno oggetto di riflessione all interno del gruppo stesso. Sono previsti incontri del gruppo interno e sessioni di lavoro nelle classi articolate in piccolo gruppo con la costante presenza degli alunni con disabilità, o individuali secondo i bisogni e le caratteristiche degli alunni. Per garantire il coordinamento e il lavoro di rete sono previsti incontri periodici del gruppo di gestione e coordinamento. Collaborazioni individuate Esperti esterni sulle tematiche delle difficoltà di apprendimento e documentazione per l integrazione. 9

10 Lo schema va ripetuto e compilato per tutte le azioni previste dalla ricerca Le schede finanziarie saranno predisposte e monitorate dai gruppi regionali di progetto. FASE 4 VALUTAZIONE DEL MIGLIORAMENTO Si prevedono alcuni momenti nei quali effettuare la verifica e la valutazione del progetto I CARE : la valutazione ex-ante, il monitoraggio in itinere, la valutazione ex-post. La valutazione ex-post: sarà effettuata, oltre che dal Gruppo nazionale, anche dalle stesse scuole coinvolte nella ricerca-azione le quali, in ragione della formatività dell esperienza attivata, metteranno in atto procedure di autovalutazione. I criteri suggeriti per la valutazione sono i seguenti: efficacia: grado di raggiungimento degli obiettivi progettuali (efficacia interna) efficienza: rapporto tra risorse impiegate e raggiungimento degli obiettivi progettuali rilevanza: congruenza tra obiettivi progettuali e bisogni formativi dei destinatari utilità: grado di soddisfacimento dei bisogni formativi dei destinatari (efficacia esterna) equità: assenza di discriminazioni nell accesso ai benefici del programma Un attenzione specifica va rivolta ai risultati, attraverso un articolazione in quattro livelli di esito sulla base dell ambito a cui i risultati si riferiscono (esiti diretti/indiretti) e della intenzionalità progettuale (esiti attesi/inattesi): Output: esiti attesi riferiti ai destinatari diretti (ragazzi e formatori) Outcome: esiti attesi riferiti ai destinatari indiretti (contesto organizzativo e contesto territoriale) Impatto formativo: esiti inattesi riferiti ai destinatari diretti (ragazzi e formatori) Impatto organizzativo: esiti inattesi riferiti ai destinatari indiretti (contesto organizzativo e contesto territoriale) Si richiede alle scuole, in questa fase progettuale, di provare a declinare i criteri individuando sin da ora gli indicatori attraverso i quali si andrà a valutare il progetto ( le singole azioni progettuali delle scuole o il progetto complessivo) secondo i criteri proposti. Per la seguente fase il Gruppo Nazionale di progetto si riserva di fornire successivamente le indicazioni di lavoro FASE 5 DIFFUSIONE DELLE ESPERIENZE 10

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