CIRCOLARE NR. 5/2012 OGGETTO: DECRETO "SEMPLIFICAZIONI" E ALTRE NOVITA CONTENUTO. Di seguito l'indice degli argomenti trattati:

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1 CIRCOLARE NR. 5/2012 OGGETTO: DECRETO "SEMPLIFICAZIONI" E ALTRE NOVITA CONTENUTO Rate con Equitalia più facili e veloci: Ecco le principali novità a favore dei contribuenti. Più tempo per pagare a rate le cartelle, importo variabile a seconda delle necessità, meno documenti da presentare allo sportello per debiti fino a 20 mila euro. Telematizzazione istanze su sanzioni e cartelle di pagamento; Modifiche alla disciplina della Società a responsabilità limitata semplificata; norme in tema di tutela dei consumatori e delle microimprese; Unificazione dell aliquota di tassazione dei redditi di natura finanziaria: maxi circolare delle Entrate Sono alcune delle recenti novità introdotte dal parlamento e dagli Enti (con loro provvedimenti o chiarimenti) che riguardano varie materie. Di seguito l'indice degli argomenti trattati: 1) Rateazione cartelle esattoriali: Novità a favore dei contribuenti Pag.1 2) Telematizzazione istanze su sanzioni e cartelle di pagamento pag.2 3) Modifiche alla disciplina della Società a responsabilità limitata semplificata pag.3 4) Norme in tema di tutela dei consumatori e delle microimprese. Pag.3 5) Unificazione dell aliquota di tassazione dei redditi di natura finanziaria: maxi circolare delle Entrate; pag.6 1) Rateazione cartelle esattoriali: Novità a favore dei contribuenti Grazie a una serie di interventi normativi (decreto Salva Italia e decreto sulla semplificazione fiscale) e regolamentari (direttiva 7/2012 di Equitalia) oggi si può accedere con più facilità alla rateizzazione delle cartelle. Rate in proroga fino a 6 anni Il decreto Salva Italia (decreto legge n. 201 del 2011) ha prorogato i termini per beneficiare della rateizzazione: i contribuenti che dimostrino un peggioramento della loro situazione economica potranno richiedere la proroga della rateizzazione già concessa, per un periodo ulteriore e fino a settantadue mesi (sei anni), purché non sia intervenuta decadenza. Con la proroga della rateizzazione il contribuente può chiedere rate di importo variabile e crescente per ciascun anno. Le rate variabili di importo crescente rispondono all esigenza di agevolare il contribuente nella fase di difficoltà economica, con la previsione che in futuro la sua condizione migliorerà.

2 Rate sprint per i debiti fino a 20 mila euro Con la direttiva n. 7 del Equitalia ha portato da 5 a 20 mila euro la soglia per ottenere la rateizzazione soltanto con una semplice richiesta motivata che attesti la propria situazione di temporanea difficoltà economica. Pertanto, non occorrono più documenti per dimostrare la situazione economico-finanziaria del contribuente, che restano necessari solo se il debito supera la nuova soglia. Importanti novità in favore delle aziende L indice alfa, parametro prima utilizzato per ottenere il rateizzo, servirà ora solo per determinare il numero massimo di rate che possono essere concesse. Si amplia così la platea delle aziende che possono beneficiare del pagamento dilazionato dei tributi non pagati. Il decreto sulla semplificazione fiscale (decreto legge , n. 16) ha introdotto una serie di importanti novità. Rate flessibili Fin dalla prima richiesta di dilazione è possibile chiedere un piano di ammortamento a rate variabili e crescenti anziché a rate costanti. Pertanto, le prime rate saranno più leggere e cresceranno nella prospettiva di un miglioramento della situazione economica del contribuente. Il pagamento a rate sterilizza l ipoteca Equitalia non iscrive ipoteca nei confronti di un contribuente che ha chiesto e ottenuto di pagare il debito a rate. La rata apre la strada alle gare d appalto Il contribuente che ha ottenuto la rateizzazione non è più considerato inadempiente e può partecipare alle gare d appalto. Il mancato pagamento di una rata non implica la decadenza. Si decade dalla rateizzazione solo se non sono pagate due rate consecutive. Prima era prevista la decadenza con il mancato pagamento della prima rata o successivamente, di due rate, anche non consecutive. (Equitalia, comunicato del ) 2) Telematizzazione istanze su sanzioni e cartelle di pagamento relative a contributi A decorrere dal , invece, le domande di dilazione e riduzione delle sanzioni civili delle aziende con dipendenti che operano con il sistema UniEmens devono essere trasmesse con modalità telematica. Dalla stessa data, le aziende con dipendenti che operano con il sistema UniEmens, gli iscritti alle gestioni degli artigiani e dei commercianti, le aziende assuntrici di manodopera e i lavoratori autonomi agricoli, committenti e liberi professionisti, dovranno

3 trasmettere in via telematica le istanze di sospensione e di sgravio della cartella di pagamento e di sospensione, di annullamento e comunicazione di avvenuto pagamento su avviso di addebito. Nella circolare Inps n. 48 del vengono descritte in dettaglio le modalità di inoltro delle istanze attraverso i servizi online disponibili sul portale dell Istituto. (Inps, nota del ) 3) Modifiche alla disciplina della Società a responsabilità limitata semplificata La Legge , n. 27, con la quale è stato convertito il cd. Decreto Liberalizzazioni, ha modificato la disciplina della società a responsabilità limitata semplificata da quest ultimo introdotta per agevolare la costituzione di imprese da parte dei giovani con età inferiore ai trentacinque anni. Fermo restando il limite di età, che deve sussistere al momento della costituzione della società, la nuova disciplina non prevede più l esclusione di diritto del socio al compimento del trentacinquesimo anno, né l obbligo di trasformazione della società al superamento del limite di età da parte di tutti i soci. E stato, invece, introdotto il divieto di cessione delle quote a soci non aventi il requisito di età. Il trasferimento effettuato in violazione di tale disposizione è nullo. L atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico in conformità ad un modello standard tipizzato con apposito decreto ministeriale, ma la sua iscrizione al registro delle imprese è esente da diritti di bollo e segreteria e non devono essere sostenuti oneri notarili. Con riguardo al suo contenuto, in aggiunta a quanto già previsto dal decreto liberalizzazioni, l atto deve contenere l indicazione degli amministratori, che devono essere scelti tra soci. Accanto alla soglia minima di capitale, che rimane fissata in un euro, è stato introdotto un limite massimo: Esso deve, infatti, essere inferiore a euro. Tale limite corrisponde all ammontare minimo di capitale necessario per la costituzione della S.r.l. ordinaria. Il capitale deve essere integralmente sottoscritto e versato in denaro nelle mani dell organo amministrativo. Per quanto non espressamente disciplinato rimane fermo il rinvio alla disciplina della S.r.l.. (Assonime, nota del ) 4) Norme in tema di tutela dei consumatori e delle microimprese Il D.L. n. 1/2012, convertito dalla Legge , n. 27, contiene alcune disposizioni a tutela dei consumatori e delle microimprese. Queste di seguito sono quelle in materia di clausole vessatorie (articolo 5), azione di classe (articolo 6), tutela delle microimprese dalle pratiche commerciali scorrette e aggressive (articolo 8) e carte di servizio (articolo 9), tenendo conto delle modifiche apportate dalla legge di conversione.

4 Tutela amministrativa contro le clausole vessatorie L articolo 5 del decreto legge introduce nel codice del consumo un nuovo articolo 37 bis, che istituisce un sistema di tutela amministrativa contro le clausole vessatorie inserite nei contratti cosiddetti di massa o standardizzati tra imprese e consumatori. Al nuovo sistema di tutela è preposta l Autorità garante della concorrenza e del mercato. L Autorità, d ufficio o su denuncia, potrà dichiarare la vessatorietà delle clausole dei contratti che si concludono mediante adesione a condizioni generali di contratto o con la sottoscrizione di moduli, modelli o formulari. Essa potrà avvalersi dei poteri istruttori previsti dalla legge n. 287/1990 (chiedere informazioni e documenti, ordinare ispezioni, disporre perizie) e irrogare sanzioni pecuniarie per inottemperanza alla richiesta di informazioni o documenti o se le informazioni o i documenti forniti non sono veritieri. E previsto un ruolo consultivo delle associazioni di categoria, camere di commercio e loro unioni. La dichiarazione di vessatorietà è destinata ad essere portata a conoscenza dei consumatori mediante uno specifico sistema informativo: essa è diffusa su apposita sezione del sito internet dell Autorità, sul sito dell impresa e su ogni altro mezzo ritenuto opportuno in relazione all esigenza di informare compiutamente i consumatori, a cura e spese dell operatore. Sono previste sanzioni da a euro in caso di inottemperanza. Le imprese hanno la facoltà di interpellare preventivamente l Autorità circa la vessatorietà delle clausole che intendono utilizzare nei propri contratti di massa o standardizzati con i consumatori. L Autorità si pronuncia entro 120 giorni dalla richiesta, salvo il caso in cui le informazioni fornite dal professionista risultino gravemente inesatte, incomplete o non veritiere. Per le clausole non ritenute vessatorie a seguito di interpello è precluso un successivo intervento dell Autorità. E specificato che resta in ogni caso ferma la responsabilità dell impresa verso i consumatori. Sui ricorsi contro i provvedimenti dell Autorità in materia di clausole vessatorie è competente il giudice amministrativo. E fatta salva la giurisdizione del giudice ordinario sulla validità delle clausole vessatorie e sul risarcimento del danno. La procedura istruttoria in materia di clausole vessatorie, le modalità di consultazione di associazioni di categoria e camere di commercio e la procedura dell interpello preventivo saranno disciplinate dall Autorità con proprio regolamento. Norme per rendere efficace l azione di classe Con l articolo 6 del decreto legge vengono apportate modifiche e integrazioni alla disciplina dell azione di classe di cui all articolo 140 bis del Codice del consumo. Si prevede che l azione di classe tuteli, oltre ai diritti individuali omogenei dei consumatori e degli utenti, anche gli interessi collettivi. Viene specificato che l azione di classe ha per oggetto l accertamento della responsabilità e la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni nei confronti degli utenti consumatori.

5 Il requisito dell identità delle situazioni e dei diritti interessati è sostituito da quello della loro omogeneità. Viene introdotta la possibilità di aderire all azione tramite posta elettronica certificata e fax. Si prevede infine che il giudice, quando emette sentenza di condanna e stabilisce il criterio omogeneo di calcolo per la liquidazione delle somme agli aderenti all azione, assegna alle parti un termine, non superiore a novanta giorni, per raggiungere un accordo sulla liquidazione del danno. Il processo verbale dell accordo, sottoscritto dalle parti e dal giudice, costituisce titolo esecutivo. Scaduto il termine senza che l accordo sia stato raggiunto, sarà il giudice, su istanza di almeno una delle parti, a liquidare le somme dovute ai singoli aderenti. Tutela delle microimprese da pratiche commerciali ingannevoli e aggressive L articolo 7 del decreto legge estende alle microimprese il regime di tutela dalle pratiche commerciali ingannevoli e aggressive previsto dal codice del consumo per i consumatori-persone fisiche. In particolare, viene introdotta nel codice del consumo la definizione di microimprese (nuova lettera d bis dell articolo 18, comma 1) formulata nei seguenti termini: entità, società o associazioni che, a prescindere dalla forma giuridica, esercitano un attività economica, anche a titolo individuale o familiare, occupando meno di dieci persone e realizzando un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a due milioni di euro, ai sensi dell articolo 2, paragrafo 3, dell allegato alla raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio Si prevede quindi che il titolo III del codice del consumo, su Pratiche commerciali, pubblicità e altre comunicazioni commerciali, si applichi anche alle pratiche scorrette tra professionisti e microimprese. Viene però specificato che per le microimprese la tutela in materia di pubblicità ingannevole e comparativa illecita è assicurata in via esclusiva dal decreto legislativo n. 145/2007. Contenuto delle carte di servizio Il decreto legge stabilisce, all articolo 8, che le carte di servizio dei gestori dei servizi pubblici, anche locali, o di un infrastruttura necessaria per l esercizio di attività d impresa o per l esercizio di un diritto della persona costituzionalmente garantito devono indicare in modo specifico i diritti, anche di natura risarcitoria, che gli utenti possono esigere nei confronti dei gestori. Il compito di definire gli specifici diritti da includere nelle carte di servizio è affidato alle Autorità indipendenti di regolazione e a ogni altro ente pubblico, anche territoriale, dotato di competenze di regolazione sui servizi pubblici, anche locali, con l obiettivo di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici locali e di garantire la qualità, l universalità e l economicità delle relative prestazioni. Vengono fatte salve le ulteriori garanzie in favore degli utenti definite autonomamente dalle imprese che gestiscono il servizio o l infrastruttura. (Assonime, nota del )

6 5) Unificazione dell aliquota di tassazione dei redditi di natura finanziaria: Max circolare delle Entrate Con il D.L. n. 138 del 2011, convertito dalla Legge , n. 148, recante Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo, è stato attuato il criterio di unificazione dell aliquota di tassazione dei redditi di natura finanziaria, e cioè dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria. Su tale disciplina l Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 11/E del , composta da ben 108 pagine. E stata, quindi, prevista l introduzione di un aliquota unica, intermedia, pari al 20%, in luogo delle previgenti aliquote stabilite in relazione alle diverse tipologie di strumenti finanziari, disciplinando gli aspetti giuridici connessi a tale unificazione e prevedendo un attenta disciplina transitoria. Le modifiche sono intervenute in un contesto normativo indirizzato all accorpamento delle aliquote delle ritenute alla fonte e delle imposte sostitutive sui redditi di capitale intorno alle due misure del 12,50% e del 27%, a seconda che gli strumenti utilizzati rispondano o meno a finalità agevolative, nonché sull applicazione dell imposta sostitutiva del 12,50% sulle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate e sugli altri redditi diversi di natura finanziaria. Le ultime disposizioni perseguono l obiettivo di unificare l aliquota di imposizione dei redditi di natura finanziaria sia con riferimento all applicazione delle ritenute (d imposta o d acconto) sia con riferimento all applicazione delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi su tali tipologie di reddito. Sono stati comunque confermati gli attuali regimi di esenzione tra cui quello previsto per : - Gli investimenti effettuati da taluni soggetti non residenti; - i dividendi corrisposti da società figlie italiane a società madri nell ambito della Direttiva madre-figlia ; - gli interessi corrisposti da società italiane consociate di società europee nell ambito della Direttiva interessi e canoni. Allo stesso modo, rimane fermo il regime di esenzione previsto dall art. 31, comma 4, del D.L. n. 98 del 2011 per i proventi di cui alla lettera g), comma 1, dell art. 44 del TUIR derivanti dalla partecipazione ai Fondi per il Venture Capital (FVC). A cura di Marco Tomassetti per Tomassetti & Partners

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