LA PESCA NEL MAR NERO

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3 DIREZIONE GENERALE DELLE POLITICHE INTERNE UNITÀ TEMATICA B: POLITICHE STRUTTURALI E DI COESIONE PESCA LA PESCA NEL MAR NERO NOTA

4 Questo studio è stato richiesto dalla commissione per la pesca del Parlamento europeo. AUTORE Irina POPESCU Unità tematica B: Politiche strutturali e di coesione Parlamento europeo Indirizzo di posta elettronica: ASSISTENTE ALLA REDAZIONE Virginija KELMELYTE VERSIONI LINGUISTICHE Originale: EN Traduzioni: BG DE ES FR IT PT RO INFORMAZIONI SULL'EDITORE Per contattare l'unità tematica o abbonarsi alla newsletter mensile pubblicata dalla stessa rivolgersi a: Manoscritto completato nel dicembre Bruxelles, Parlamento europeo, Questo documento è disponibile all'indirizzo Internet: CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DI RESPONSABILITÀ Le opinioni espresse nel presente documento sono di responsabilità esclusiva dell'autore e non riflettono necessariamente la posizione ufficiale del Parlamento europeo. Riproduzione e traduzione autorizzate, salvo a fini commerciali, con menzione della fonte, previa informazione dell'editore e con invio di una copia a quest'ultimo.

5 DIREZIONE GENERALE DELLE POLITICHE INTERNE UNITÀ TEMATICA B: POLITICHE STRUTTURALI E DI COESIONE PESCA LA PESCA NEL MAR NERO NOTA Sintesi Il presente documento costituisce una revisione del settore della pesca nella regione del Mar Nero e illustra le principali risorse marine, l'evoluzione della pesca del Mar Nero nonché i temi relativi alla gestione della pesca e alla cooperazione regionale. Il Mar Nero è stato interessato da importanti cambiamenti ambientali, oltre che da una drammatica crisi di risorse intorno agli anni Novanta. La pesca è stata uno dei motori di tali cambiamenti ma anche una loro vittima. L'effetto combinato della crisi e del peggioramento delle condizioni economiche negli Stati dell'ex Unione Sovietica dopo il 1989 ha cambiato il volto della pesca nel Mar Nero. IP/B/PECH/NT/ Dicembre 2010 PE IT

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7 La pesca nel Mar Nero INDICE INDICE 3 ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI 5 ELENCO DELLE TABELLE 7 ELENCO DELLE FIGURE 7 ELENCO DELLE MAPPE 7 SINTESI 9 1. CONTESTO Introduzione Acque giurisdizionali L'ecosistema del Mar Nero RISORSE MARINE VIVE E RELATIVE ATTIVITÀ DI PESCA Stock pelagici Stock demersali Stock ittici anadromi Molluschi EVOLUZIONE DELLE ATTIVITÀ DI PESCA NEL MAR NERO Sbarchi Flotte pescherecce GESTIONE DELLA PESCA La politica comune della pesca nel Mar Nero Misure di gestione nei paesi del Mar Nero Sfide per la gestione dell'attività di pesca COOPERAZIONE REGIONALE 57 BIBLIOGRAFIA 63 NOTE 67 3

8 Unità tematica B: politiche strutturali e di coesione 4

9 La pesca nel Mar Nero ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI ACCOBAMS Agreement on the Conservation of Cetaceans of the BlackSea, Mediterranean Sea and Contiguous Atlantic Area (Accordo sulla conservazione dei cetacei del Mar Nero, del Mediterraneo e dell'area atlantica contigua) AEA Agenzia europea dell'ambiente AI Acque interne BSC Commission for the Protection of the Black Sea against Pollution (Commissione per la protezione del Mar Nero contro l'inquinamento) BSEC Black Sea Economic Cooperation (Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero) BSEP Black Sea Environmental Programme (Programma ambientale del Mar Nero) BSERP Black Sea Ecosystem Recovery Programme (Programma di risanamento ecosistemico del Mar Nero) BSR Biomassa dello stock riproduttivo BS-SAP Black Sea Strategic Action Plan (Piano d'azione strategico per il Mar Nero) CGPM Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo CICTA Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi nell'atlantico CIEM Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare CITES Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione CNUDM Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare CPUS Cattura per unità di sforzo di pesca 5

10 Unità tematica B: politiche strutturali e di coesione DOALOS Division for Ocean Affairs and the Law of the Sea (Divisione per gli Affari marittimi e il diritto del mare delle Nazioni Unite) DRP Danube Regional Programme (Programma regionale per il Danubio) FAO Organizzazione per l'agricoltura e l'alimentazione delle Nazioni Unite FEP Fondo europeo per la pesca GEF Global Environmental Facility (Fondo mondiale per l'ambiente) ICPDR International Commission for the Protection of the Danube River (Commissione internazionale per la protezione del Danubio) MT Mare territoriale OMI Organizzazione marittima internazionale OPANO Organizzazione per la pesca nell'atlantico nordoccidentale PCP Politica comune della pesca SCP Sistema di controllo dei pescherecci TAC Totale ammissibile di catture UICN Unione internazionale per la conservazione della natura UNDP Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo UNEP Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente ZEE Zona economica esclusiva 6

11 La pesca nel Mar Nero ELENCO DELLE TABELLE Tabella 1 Il litorale del Mar Nero e la popolazione costiera 13 Tabella 2 Modalità ed estensione delle giurisdizioni statali nel Mar Nero (km 2 ) 16 Tabella 3 Caratteristiche dei pescherecci turchi nel Mar Nero, Tabella 4 Pescherecci turchi per tipo di attività, Tabella 5 Misure di protezione degli stock ittici per il merlango implementate dai paesi del Mar Nero 55 ELENCO DELLE MAPPE Mappa 1: Posizione del Mar Nero 13 Mappa 2: Il Mar Nero: batimetria del fondale marino 14 Mappa 3: Salinità superficiale del Mar Nero 15 Mappa 4: Lo stretto del Bosforo 15 Mappa 5: Giurisdizioni marittime nel Mar Nero 17 Mappa 6: Distribuzione del rombo chiodato nel Mar Nero 30 Mappa 7: Distribuzione dello storione nel Mar Nero 35 7

12 Unità tematica B: politiche strutturali e di coesione ELENCO DELLE FIGURE Figura 1: Frontiere teoriche e concordate nel Mar Nero 17 Figura 2: Mnemiopsis leidy 20 Figura 3: Sfruttamento commerciale delle risorse marine vive nel Mar Nero nel ( ) 23 Figura 4: Sbarchi di acciuga, spratto e sugarello nel Mar Nero ( ). Il volume complessivo degli sbarchi è indicato ai fini della comparazione. 24 Figura 5: Catture complessive delle principali specie pelagiche nel Mar Nero ( ) 24 Figura 6: Acciuga del Mar Nero: reclutamento, biomassa dello stock riproduttivo (BSR), catture e mortalità alieutica 26 Figura 7: Spratto del Mar Nero: reclutamento, biomassa dello stock riproduttivo (BSR), catture e mortalità alieutica 27 Figura 8: Sugarello del Mar Nero: reclutamento, biomassa dello stock riproduttivo (BSR), catture e mortalità alieutica 28 Figura 9: Catture complessive delle principali specie demersali nel Mar Nero ( ) 29 Figura 10: Numero totale di catture delle principali specie ittiche anadrome nel Mar Nero ( ) 34 Figura 11: Numero totale di catture delle principali specie di molluschi nel Mar Nero ( ) 37 Figura 12: Rapana venosa che mangia un mitilo 39 Figura 13: Volume degli sbarchi nel Mar Nero suddiviso per paese, Figura 14: Valore degli sbarchi nel Mar Nero suddiviso per paese, Figura 15: Volume degli sbarchi nei paesi del Mar Nero, Figura 16: Sbarchi in Bulgaria e in Romania (dettagli della figura 15; si noti la diversa portata degli sbarchi) 43 Figura 17: Sbarchi per tipo di pesca,

13 La pesca nel Mar Nero SINTESI Il Mar Nero è un bacino di mare interno semichiuso localizzato tra la Bulgaria, la Romania, l'ucraina, la Russia, la Georgia e la Turchia. Riceve notevoli apporti d'acqua dolce dai fiumi principali (il Danubio, il Nipro e il Don), e il suo bacino imbrifero si estende per oltre un terzo dell'europa continentale. Gli elevati apporti d'acqua dai fiumi, unitamente a una circolazione limitata attraverso lo stretto del Bosforo, creano le condizioni per la peculiare stratificazione delle acque del Mar Nero e per la perenne anossia al di sotto dei 150 m circa di profondità. Con più dell'80% delle sue acque anossiche e con un elevato contenuto di acido solfidrico, il Mar Nero contiene la più grande massa di acque senza vita della terra. La vita marina si concentra nello strato ossigenato superiore e la piattaforma continentale situata al di sopra del limite di anossia ospita abbondanti forme di vita bentonica. In particolare, l'ampia piattaforma nordoccidentale è la più importante area riproduttiva e di alimentazione per le specie alieutiche del Mar Nero. Tutte le acque di questo bacino ricadono sotto la giurisdizione degli Stati costieri. A partire dal 1960, il Mar Nero ha subito cambiamenti ambientali radicali che si ritiene siano il risultato di una complessa interazione di pressioni diverse, le più significative delle quali sono l'eutrofizzazione, l'introduzione di specie aliene e la pesca intensiva. L'eutrofizzazione costituisce un problema rilevante per le regioni costiere del Mar Nero e soprattutto per la zona nordoccidentale, dove i nutrienti e l'inquinamento di natura antropica portati dai fiumi hanno comportato drastiche alterazioni dei regimi chimici e biologici: la presenza di fitoplancton e fioriture di alghe pericolose, i cambiamenti nella struttura della comunità di zooplancton e un incremento considerevole della biomassa di meduse, una perdita massiccia di flora e fauna bentoniche (causata dallo sviluppo di anossia negli habitat superficiali del Mar Nero nordoccidentale), nonché la riduzione della penetrazione di luce nelle aree poco profonde colpite dall'eutrofizzazione. Tra le specie accidentalmente introdotte nel Mar Nero, l'invasione dello ctenoforo Mnemiopsis leidyi (medusa pettine) ha rappresentato una delle più devastanti esplosioni biologiche mai registrate e ha provocato significativi cambiamenti nella struttura dell'ecosistema. Senza predatori che potessero controllarne l'abbondanza, la Mnemiopsis si è improvvisamente diffusa in tutto il Mar Nero e ha concorso al collasso della pesca in questo bacino, competendo per il cibo e predando direttamente larve di pesci. I livelli di Mnemiopsis si sono poi ridotti con l'introduzione di uno dei suoi predatori, lo ctenoforo Beroe ovata. La pesca eccessiva sembra essere all'origine dei principali cambiamenti di regime nel Mar Nero. I due principali cambiamenti di regime che hanno interessato questo mare negli anni Settanta e Novanta sono stati associati ad importanti perturbazioni che hanno riguardato i livelli superiori della catena trofica pelagica. Il primo evento fu collegato alla riduzione dei predatori dominanti, mentre il secondo fu ricondotto alla drastica riduzione di pesci planctivori e all'invasione della Mnemiopsis leidyi aliena. I fattori scatenanti di entrambi i cambiamenti sembrano essere stati la pesca eccessiva e il collasso degli stock di predatori pelagici avvenuto prima del 1970 e quello relativo ai dei pesci planctivori nel Negli ultimi anni, le condizioni dell'ecosistema del Mar Nero sono in qualche modo migliorate grazie all'apporto ridotto di nutrienti e alla minor presenza della Mnemniopsis invasiva. Tuttavia, il Mar Nero rappresenta un modello di adattamento piuttosto che di vera ripresa. Il sistema è caratterizzato da un'instabilità ecologica esemplificata, per esempio, da una significativa riduzione degli stock della maggior parte dei grandi pelagici. Le specie invasive, non presenti o rare nel 1960, occupano ora nicchie ecologiche cruciali. La pesca è 9

14 Unità tematica B: politiche strutturali e di coesione stata una delle forze trainanti di tali cambiamenti, ma ne è stata anche drasticamente colpita. Risulta impossibile comprendere lo stato degli stock ittici del Mar Nero senza tener conto della mutevole complessità dell'ecosistema di questo mare. Tutti questi avvenimenti hanno reso questo mare un esempio assai chiaro di quanto sia inutile gestire la pesca come se fosse isolata dai più ampi ecosistemi dinamici, dei quali gli stock ittici sono componenti importanti. La parte più consistente delle catture del Mar Nero rientra in tre gruppi: pelagici, demersali e pesci anadromi. In ognuno di questi gruppi, più del 90% del volume delle catture è costituito da diverse specie dominanti. Nel Mar Nero si pescano anche varie specie di molluschi. I pesci pelagici, soprattutto quelli di piccole dimensioni che si nutrono di plancton, sono le specie alieutiche più abbondanti nel Mar Nero. La principale specie bersaglio della pesca è l'acciuga europea (Engraulis encrasicolus) che, dal 1970, ha costantemente rappresentato più della metà del volume complessivo degli sbarchi (fino al 75% nel 1995). Lo spratto (Sprattus sprattus), il sugarello maggiore (Trachurus mediterraneus), la palamita (Sarda sarda) e il pesce serra (Pomatomus saltatrix) sono i pelagici principali in termini di valore di pesca. L'evoluzione delle catture suggerisce una ripresa parziale delle principali specie pelagiche dopo il collasso della pesca nel Le più importanti specie demersali sono il rombo chiodato (Psetta maxima), il merlano (Merlangius merlangus), lo spinarolo (Squalus acanthias), la triglia di fango e la triglia di scoglio (Mullus barbatus, M. surmuletus) e quattro specie della famiglia dei mugilidi. Le catture medie totali di queste specie demersali sono diminuite in modo evidente dopo il Le specie anadrome nel Mar Nero includono l'alosa del Mar Nero (Alosa pontica) e tre specie di storioni (Acipenser gueldenstaedtii, Acipenser stellatus e Huso huso). I pesci anadromi, in termini di volume delle catture, si trovano all'ultimo posto; tuttavia, in virtù dei consumi elevati e del loro valore economico, essi assumono un ruolo specifico nella struttura delle risorse del mare. Gli stock di pesci anadromi constano soprattutto delle popolazioni del Danubio. Le catture annuali di questa tipologia di pesci, durante gli anni compresi tra il 1996 ed il 2005 sono diminuite significativamente rispetto al periodo precedente. Il quantitativo minimo di catture è stato rilevato nell'anno 1999, e negli anni seguenti si è osservato un incremento delle quantità annuali di pescato, dovuto soprattutto alla ripresa dell'alosa del Mar Nero. Per quanto riguarda i molluschi, quelli caratterizzati dal valore commerciale più elevato sono le vongole (Chamelea gallina, Tapes spp.), il mitilo mediterraneo (Mytilus galloprovincialis) e la lipara (Rapana) Le prime due specie vengono pescate principalmente in Turchia e l'ultima in tutti i paesi del Mar Nero. Le catture di molluschi nel periodo hanno poi mostrato una crescita tendenziale. La pesca marittima rappresenta un settore economico importante per i Paesi che costeggiano il Mar Nero e la quasi totalità degli stock ittici commerciali provenienti da questo mare, viene poi ripartita tra gli Stati confinanti. Gli sbarchi totali dichiarati nel Mar Nero hanno mostrato diversi alti e bassi, dovuti principalmente alle variazioni relative alle quantità dell'acciuga europea pescata, che hanno fatto registrare un picco di tonnellate nell'anno In seguito ad una repentina diminuzione avvenuta nel periodo , le catture sono aumentate senza però attestarsi nuovamente ai livelli raggiunti alla metà degli anni Ottanta. Per quanto riguarda 10

15 La pesca nel Mar Nero le catture nazionali, la crisi di risorse che si è manifestata intorno agli anni Novanta ne ha comportato una rapida diminuzione in tutti gli Stati del Mar Nero. L'effetto combinato della crisi e del peggioramento delle condizioni economiche negli Stati dell'ex Unione Sovietica dopo il 1989 ha modificato drasticamente la pesca nel Mar Nero. La Turchia è emersa come lo Stato più importante in termini di attività di pesca, oscurando letteralmente tutti gli altri paesi sia in termini di volume che di valore delle catture (fino all'89% del volume degli sbarchi totali e fino al 91% del loro valore nel 1993). Tali eventi si riflettono anche nel drastico cambiamento in termini di importanza relativa delle flotte pescherecce degli Stati del Mar Nero. Dopo la crisi dei primi anni Novanta, la pesca in Turchia ha subito gli stessi effetti negativi della crisi di risorse che hanno interessato il Mar Nero settentrionale; tuttavia, per una serie di ragioni, la Turchia si è dimostrata più resistente. A sua volta, il crollo dell'unione Sovietica e i cambiamenti nelle relazioni internazionali, nelle politiche statali e nell'economia hanno innescato una serie di cambiamenti strutturali generali nelle attività di pesca di Bulgaria, Romania, Ucraina, Russia e Georgia. L'introduzione dell'economia di mercato, l'interruzione dei sussidi statali e il declino economico hanno indebolito la domanda. La mancanza di fondi utilizzabili per l' investimento in nuove attrezzature e per la sostituzione di quelle obsolete nei settori della cattura e della trasformazione, come pure la critica situazione in termini di risorse, hanno indebolito gravemente le flotte pescherecce di questi Paesi. Nel frattempo, gli investimenti nella flotta turca sono proseguiti e, nel 1995, la sua dominanza numerica era schiacciante (il 95% circa del numero totale dei pescherecci nel Mar Nero). Nel 2007, la Romania e la Bulgaria sono entrate nell'unione europea; la loro adesione ha comportato un'estensione della politica comune della pesca (PCP) dell'ue fino al Mar Nero. Questi paesi hanno sostanzialmente accettato e rispettato tutti i requisiti per l'adesione alla PCP e sono ora ammissibili ai finanziamenti a titolo del Fondo europeo per la pesca (FEP). La Turchia è un paese candidato all'adesione e, sebbene non possa beneficiare del sostegno diretto di tale fondo, è attualmente destinataria di progetti di gemellaggio dell'ue e dell'assistenza tecnica. Nel 2008 fu stabilito per la prima volta il totale ammissibile di catture (TAC) dell'ue per lo spratto e il rombo chiodato in acque bulgare e rumene. La gestione della pesca presenta caratteristiche estremamente eterogenee nei vari Stati del Mar Nero: alcuni applicano, per tradizione, i totali ammissibili di catture e i contingenti di navi negli Stati prima uniti nell'unione Sovietica. La Turchia, per quanto riguarda la gestione della pesca nel Mar Nero, utilizza diversi meccanismi di regolamentazione ma non predilige i TAC e le quote. Ad eccezione di alcuni accordi bilaterali, non esiste un accordo generale sulla gestione regionale degli stock ittici del Mar Nero. La cooperazione internazionale nella regione del Mar Nero si è rivelata molto efficace nel far fronte alle sfide ambientali relative a questa zona, anche nei confronti delle situazioni riguardanti altre aree. Le principali iniziative di cooperazione regionale inerenti la pesca hanno finora riguardato la ricerca nel settore, soprattutto in relazione alla documentazione sull'ecosistema ed ai cambiamenti nella pesca. Oltre al problema di analizzare i complessi cambiamenti ecosistemici, l'aspetto più critico è soprattutto la mancanza di un forum negoziale e decisionale per le misure di gestione comuni. In realtà, fino a oggi, la Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo non ha avuto un ruolo di gestione attivo nel Mar Nero. Nonostante siano state sviluppate alcune iniziative regionali riguardanti gli aspetti economici e ambientali del Mar Nero, e nonostante dall'inizio del 1990 siano in corso i negoziati per l'istituzione di una Commissione per la pesca nel Mar Nero (a fasi alterne), non esiste ancora un organismo internazionale specificamente deputato alla pesca nel Mar Nero. 11

16 Unità tematica B: politiche strutturali e di coesione La difficoltà di pervenire ad una suddivisione adeguata sia sulla base delle risorse che sulle capacità di pesca, considerando i drastici cambiamenti che le hanno interessate negli ultimi decenni, dovrà comunque essere superata; diversamente, tutte le parti subiranno gli effetti economici di una diminuzione delle risorse. Nel caso in cui gli accordi di condivisione di base continuassero a rimanere in sospeso, si rischierebbe il collasso delle risorse, e i danni economici a lungo termine che hanno già colpito l'attività di pesca nell'ambito di alcune specie, si diffonderanno su scala ancor più vasta. 12

17 La pesca nel Mar Nero 1. CONTESTO 1.1. Introduzione Il Mar Nero è un bacino di mare interno semichiuso che comunica col Mar Mediterraneo attraverso gli "stretti", ossia le vie di passaggio costituite dallo stretto del Bosforo (Istanbul), dal mare di Marmara e dallo stretto dei Dardanelli (Çanakkale), mentre a nord, comunica con il mare di Azov attraverso lo stretto di Kerč. Il Mar Nero ha la forma di un bacino ellittico che si sviluppa da est a ovest ed è situato tra la Bulgaria, la Romania, l'ucraina, la Russia, la Georgia e la Turchia (Mappa 1). L'area costiera è densamente popolata da circa 16 milioni di abitanti (Tabella 1), ai quali si aggiungono altri 4 milioni di turisti che visitano le coste durante la stagione estiva (BSERP, on line). Mappa 1: Posizione del Mar Nero Fonte: Wikipedia Tabella 1: Il litorale del Mar Nero e la popolazione costiera Stato Litorale (Km) Popolazione costiera (abitanti) Bulgaria Georgia Romania Russia Turchia Ucraina Totale Fonte: 13

18 Unità tematica B: politiche strutturali e di coesione Mappa 2: Il Mar Nero: batimetria del fondale marino Nipro Don Danubio Bosforo Fonte: NASA World Wind Il Mar Nero ha un'area di circa km 2 ed una profondità massima di m. L'ampia piattaforma continentale nordoccidentale (fino a 190 km di larghezza) costituisce il prolungamento sottomarino delle piattaforme piane della Russia, della Scizia e della Mesia, mentre la strettissima piattaforma del bacino meridionale e orientale corrisponde alle catene montuose dei Balcani, del Gran Caucaso, della Crimea meridionale e ai monti del Ponto. La barriera continentale si trova ad una profondità di m nel Mar Nero nordoccidentale e a circa -100 m verso sud ed est. Il pendio è ripido tutt'intorno al bacino e inciso da gole. La piana abissale centrale ha una profondità di m. Il Mar Nero riceve significativi apporti d'acqua dal Danubio, dal Nipro e dal Don che sono, rispettivamente, il secondo, il terzo e il quarto fiume più grande d'europa ed il suo bacino imbrifero comprende oltre 17 paesi e ospita oltre 160 milioni di persone. Tale grande apporto di acqua dai fiumi costituisce un fattore determinante per la situazione ecologica del Mar Nero, in quanto immette nel bacino enormi quantità di acqua dolce e, con essa, nutrienti e inquinanti da un terzo dell'europa continentale (Panin e Jipa, 2002). Il percorso effettuato dall'acqua dolce in entrata, che tramite la principale corrente antoraria viene trasportata lungo la costa occidentale fino al Bosforo, condiziona in maniera determinante la distribuzione della salinità sulla superficie marina (Mappa 3). Lo stretto del Bosforo (31 km di lunghezza, con una profondità minima di 35 m e una larghezza minima di 704 m, Mappe 2 e 4) è l'unico collegamento del Mar Nero all'oceano mondiale. Il Bosforo è il punto di passaggio delle acque salate provenienti dal Mediterraneo (38 ) che penetrano nel Mar Nero attraverso una corrente di fondo, come pure delle acque di superficie a basso tenore di salinità che dal Mar Nero arrivano nel Mediterraneo. Il Mar Nero mostra una stratificazione verticale del tutto insolita, con acque superficiali a basso tenore di salinità (18 circa) separate dalle acque profonde più salate (22 ). Tale stratificazione è il risultato dell'apporto combinato di acqua fluviale (in superficie) e acqua salata mediterranea (sul fondo). Il gradiente di salinità (aloclino) determina un gradiente di 14

19 La pesca nel Mar Nero densità (picnoclino), entrambi situati a una profondità di m. La stratificazione inibisce efficacemente il mescolamento verticale delle acque e provoca una permanente assenza di ossigeno (anossia) al di sotto dei 150 m circa di profondità. Oltre l'80% delle acque del Mar Nero costituiscono un ambiente anossico (noto anche come euxinico) con un elevato contenuto di acido solfidrico: tale caratteristica lo rende il più grande bacino anossico del mondo. Dal momento che le profonde acque anossiche e il fondo del mare sono virtualmente privi di vita (a eccezione dei batteri solforiduttori), la vita marina si concentra nello strato ossigenato superiore: uno strato superficiale vitale disteso su un abisso senza vita (Acherson, 2007). La piattaforma continentale si trova al di sopra del limite superiore di anossia e ospita abbondanti forme di vita bentonica. In particolare, l'ampia piattaforma nordoccidentale è la più importante area riproduttiva e di alimentazione per le specie alieutiche del Mar Nero, ma anche la più esposta all'eutrofizzazione e all'inquinamento. Mappa 3: Salinità superficiale del Mar Nero Fonte: UNEP/GRID-Arendal (2001) Mappa 4: Lo stretto del Bosforo Fonte: Wikipedia 15

20 Unità tematica B: politiche strutturali e di coesione Il livello di anossia che caratterizza le acque del fondo nel Mar Nero non si è uno sviluppato recentemente ma risale a circa anni fa. Durante le ere glaciali, il Mar Nero era un lago isolato con acque ossigenate e un bassissimo tenore di salinità (quasi acqua dolce). Alla fine dell'ultima glaciazione, l'innalzamento del livello del mare ha comportato la riconnessione del Mar Nero all'oceano mondiale: ciò, a sua volta, si è tradotto in un apporto di acque a più elevato tenore di salinità nel bacino, generando fenomeni di stratificazione e anossia. Si tratta di un modello generale della storia quaternaria del Mar Nero: una successione di periodi glaciali (caratterizzati dall'isolamento del bacino con la presenza di acqua dolce ed ossigenata) e interglaciali (nei quali si é verificata la riconnessione all'oceano mondiale seguita dalla stratificazione delle acque, che ha comportato l'aumento della salinità e lo stato di anossia delle acque del fondo) Acque giurisdizionali Nel Mar Nero, tutte le acque sono sotto la giurisdizione degli Stati costieri e non c'è alto mare (Mappa 5), a differenza del Mediterraneo dove l'alto mare copre una parte importante del bacino. Le principali forme di giurisdizione nazionale dello spazio marittimo del Mar Nero, come definite dalla convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (CNUDM) nel 1982 sono le seguenti: Acque interne (AI): le acque situate verso terra rispetto alla linea di base del mare territoriale fanno parte delle acque interne dello Stato (CNUDM, art. 8). Gli Stati esercitano la piena sovranità territoriale su tali acque, sul letto, sul sottosuolo e sullo spazio aereo sovrastante; Mare territoriale (MT): la fascia di mare adiacente al territorio e le acque interne dello Stato costiero su cui quest'ultimo esercita la piena sovranità, sia per quanto riguarda le acque superficiali sia lo spazio aereo sovrastante, il letto e il sottosuolo di questo mare. Il limite massimo del mare territoriale è di 12 miglia nautiche (CNUDM, art. 2, 3 e 4); Zona economica esclusiva (ZEE): l'area marittima oltre il mare territoriale e a quest'ultimo adiacente su cui lo Stato costiero esercita il diritto di sovranità ai fini dell'esplorazione, dello sfruttamento, della conservazione e della gestione delle risorse naturali (vive o non vive), del letto, del sottosuolo del mare e delle acque sovrastanti. La sua larghezza è pari a 200 miglia nautiche dalla linea di base retta a partire dalla quale viene misurata la larghezza del mare territoriale (CNUDM, artt. 55, 56 e 57). Tabella 2: Modalità ed estensione delle giurisdizioni statali nel Mar Nero (km 2 ) Stato AI MT ZEE Totale Bulgaria % Georgia % Romania % Russia % Turchia % Ucraina % Totale % Fonte: Modificata secondo Suárez de Vivero (2010) 16

21 La pesca nel Mar Nero Mappa 5: Giurisdizioni marittime nel Mar Nero Stati costieri dell'ue Acque interne Mare territoriale Zona economica esclusiva Fonte: Modificata secondo Suárez de Vivero (2010) Nel Mar Nero tutti gli Stati costieri (eccetto la Turchia) hanno firmato e ratificato la CNUDM 1. Nella regione del Mar Nero, due Stati sono membri dell'ue (Bulgaria e Romania) e uno è candidato all'adesione (Turchia). Il peso dell'ue nelle acque del Mar Nero si esplica nell'estensione delle acque giurisdizionali degli Stati membri. Le acque giurisdizionali di Bulgaria e Romania ammontano a circa km 2 (Tabella 2), pari al 13% del totale delle giurisdizioni marittime di questo mare. Le acque giurisdizionali della Turchia sono invece pari al 41,9% del bacino (Suárez de Vivero, 2010). Nel Mar Nero, gli Stati costieri generano nove contatti di frontiera, concordati o teorici, tra le loro giurisdizioni marittime (Mappa 5, Figura 1). La Turchia ha sottoscritto il numero maggiore di accordi: con l'ex URSS (1978, 1986 e 1987), con la Georgia (1997) e con la Bulgaria (1997). È inoltre in vigore un accordo tra la Russia e l'ucraina (2003). Figura 1: Frontiere teoriche e concordate nel Mar Nero STATI Romania Bulgaria Russia Ucraina Georgia Turchia Romania Bulgaria Russia Ucraina Georgia Turchia Frontiere concordate Frontiere teoriche Assenza di frontiere Fonte: Modificato secondo Suárez de Vivero (2010) in base ai dati della DOALOS 1 Bulgaria (15 maggio 1996), Romania (16 dicembre 1996), Federazione russa (12 marzo 1997), Ucraina (26 giugno 1999) e Georgia (21 marzo 1996), (http://www.un.org). 17

22 Unità tematica B: politiche strutturali e di coesione C'è stata una disputa territoriale sulla delimitazione della piattaforma continentale tra la Romania e l'ucraina intorno alla piccola isola del Serpenti (circa 662 metri di lunghezza e 440 di larghezza), situata a circa 21 miglia nautiche dal delta del Danubio. L'isola dei Serpenti appartenne alla Turchia (fino al 1829), alla Russia ( ), di nuovo alla Turchia ( ) e infine alla Romania ( ) fino a quando, alla fine della Seconda guerra mondiale, passò all'urss che vi costruì una base militare. Con la dissoluzione dell'urss, l'isola passò all'ucraina. La Romania sosteneva che l'isola dei Serpenti dovesse essere considerata alla luce dell'articolo 121 del CNUDM, secondo cui "[G]li scogli che non si prestano all'insediamento umano o alla vita economica autonoma non possono possedere né la zona economica esclusiva né la piattaforma continentale", ma possono generare soltanto un mare territoriale. Secondo l'ucraina, si tratta invece di un'isola e per di più abitata (nel 2006 l'insediamento è stato elevato al rango giuridico di cittadina): pertanto, oltre al mare territoriale, può generare anche altre acque territoriali. Nel 2009, la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che l'isola dei Serpenti debba essere considerata ai sensi dell'articolo 121 della CNUDM e che, pertanto, non dev'essere tenuta in considerazione per la delimitazione della piattaforma continentale e della ZEE L'ecosistema del Mar Nero Un tempo descritto da Aristotele (IV secolo A.C.) come sano e dominato da vari predatori marini, l'ecosistema del Mar Nero è stato considerato un corpo idrico relativamente improduttivo e scarsamente diversificato fino al 1930 (Ivanov e Beverton, 1985; Daskalov et al., 2007). Tale visione originaria è cambiata, al punto che la produttività primaria stimata nel 1990 era comparabile a quella di un mare fertile, il Baltico (Balkas et al., 1990). Le aree più produttive sono quelle nordoccidentali e nordorientali (incluso il mare di Azov), grazie all'influenza degli immissari. Inoltre, il mare nel suo insieme, ha livelli di sostanze organiche disciolte più alti di quelli presenti negli oceani mondiali. La struttura ecosistemica del Mar Nero differisce da quella del vicino Mar Mediterraneo per l'inferiore varietà di specie e per la diversità dei gruppi dominanti. Tuttavia l'abbondanza, la biomassa totale e la produttività del Mar Nero sono superiori a quelle del Mediterraneo. Nel Mar Nero sono state identificate complessivamente specie (Zaitsev e Mamaev, 1997). Il macrozoobenthos del Mar Nero è costituito da circa 800 specie e la fauna ittica da 171 specie. Nel delta del Danubio vivono 320 specie di uccelli; nel Mar Nero, inoltre, si trovano 4 specie di mammiferi: la foca monaca (Monachus monachus), il tursiope (Tursiops truncatus ponticus), il delfino comune (Delphinus delphis ponticus) e la focena (Phocaena phocaena relicta) (Heileman et al., on line). La maggiore ricchezza di specie viene riscontrata nelle acque poco profondee questo fatto è attribuibile alla presenza di buone condizioni di ossigeno disciolto; con l'aumentare della profondità, infatti, la naturale riduzione dell'ossigeno determina una minore diversità. Di conseguenza, il numero di specie macrobentoniche diminuisce rapidamente con l'aumentare della profondità; al di sotto dei 120 m circa è presente solo il policheto Notomastus profundis. A partire dal 1960, il Mar Nero ha subito cambiamenti ambientali radicali. Attualmente, non c'è accordo generale tra gli scienziati circa le ragioni e le dinamiche dei cambiamenti nell'ecosistema del Mar Nero. Questi ultimi, tuttavia, possono essere meglio compresi se considerati come un'interazione complessa di diverse pressioni, le più importanti delle quali sono l'eutrofizzazione, l'introduzione di specie aliene e la pesca eccessiva (Caddy, 2008). 18

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