Nuclei di Antica Formazione

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1 9 gennaio 2013 Corso di formazione P.G.T. di Milano Nuclei di Antica Formazione Unità Operativa Urbanistica ed Edilizia 1

2 Premesse normative di livello regionale L.R n. 12 Legge per il governo del territorio Art. 10 Piano delle regole. 2. Entro gli ambiti del tessuto urbano consolidato, il piano delle regole individua i nuclei di antica formazione ed identifica i beni ambientali e storico artistico monumentali oggetto di tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) o per i quali si intende formulare proposta motivata di vincolo. Il piano delle regole definisce altresì, con riferimento a quanto stabilito dall'articolo 8, comma 1, lettera b), le caratteristiche fisico morfologiche che connotano l'esistente, da rispettare in caso di eventuali interventi integrativi o sostitutivi, nonché le modalità di intervento, anche mediante pianificazione attuativa o permesso di costruire convenzionato, nel rispetto dell'impianto urbano esistente, ed i criteri di valorizzazione degli immobili vincolati. Art. 10 legge regionale n. 12/2005 2

3 Premesse normative di di livello regionale Premesse normative di livello regionale 3. Per gli ambiti di cui al comma 2, inoltre, identifica i seguenti parametri da rispettare negli interventi di nuova edificazione o sostituzione: a) caratteristiche tipologiche, allineamenti, orientamenti e percorsi; b) consistenza volumetrica o superfici lorde di pavimento esistenti e previste; c) rapporti di copertura esistenti e previsti; d) altezze massime e minime; e) modi insediativi che consentano continuità di elementi di verde e continuità del reticolo idrografico superficiale; f) destinazioni d'uso non ammissibili; g) interventi di integrazione paesaggistica, per ambiti compresi in zone soggette a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004; h) requisiti qualitativi degli interventi previsti, ivi compresi quelli di efficienza energetica e mitigazione delle infrastrutture della viabilità con elementi vegetali tipici locali (42). 5. Le indicazioni contenute nel piano delle regole hanno carattere vincolante e producono effetti diretti sul regime giuridico dei suoli. 6. Il piano delle regole non ha termini di validità ed è sempre modificabile. Art. 10 legge regionale n. 12/2005 3

4 Premesse normative di livello regionale DGR , n. 8/1681 Modalità per la pianificazione comunale (L.R. n. 12/2005 art. 7). 4.2 Individuazione degli ambiti e delle aree da assoggettare a specifica disciplina. In secondo luogo il Piano delle Regole, sempre facendo riferimento al quadro conoscitivo del territorio comunale definito nel Documento di Piano e su una base cartografica di dettaglio alla scala indicativa 1:2000, deve individuare: 1) gli ambiti del tessuto urbano consolidato, costituito dall'insieme delle parti di territorio su cui è già avvenuta l'edificazione o la trasformazione dei suoli, comprendendo in esso le aree libere intercluse o di completamento. In particolare identifica: a) i nuclei di antica formazione ed i beni ambientali e storico artistico monumentali; b) le caratteristiche fisico morfologiche che connotano l'esistente, ossia i caratteri distintivi inerenti la forma, la tipologia, la natura e la caratterizzazione funzionale; [ ] In particolare con riferimento ai nuclei di antica formazione il Piano delle Regole disciplina gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente in rapporto alle caratteristiche generali del contesto e alle specifiche caratteristiche storiche e funzionali dei singoli edifici e spazi inedificati, al loro valore architettonico e documentario, al loro stato di conservazione e di compromissione e ai criteri assunti per la loro valorizzazione. DGR , N. 8/1681 4

5 Premesse normative di livello regionale 4.3 Contenuti normativi Il Tessuto urbano consolidato Il Piano delle Regole, secondo quanto previsto dall'art. 10, comma 2, deve, più specificatamente: riconoscere la valenza storica di un insediamento (IGM prima levatura e catasti storici); definire la forma insediativa alle varie soglie storiche; individuare le tipologie insediative (isolate, a schiera, a corte ecc.); individuare gli spazi a verde, o liberi da edificazione ed i criteri di loro utilizzo e progettazione ai fini della salvaguardia e valorizzazione paesaggistica degli insediamenti storici; riconoscere gli spazi pubblici e la gerarchia di strade, piazze, viali; individuare tutti i beni storici e monumentali; analizzare lo stato di conservazione e la destinazione d'uso degli edifici; definire le modalità di intervento per isolato o per singoli edifici (restauro, manutenzione, ristrutturazione); definire, per gli spazi inedificati, le scelte e le modalità di utilizzo; definire, per gli interventi innovativi, integrativi e sostitutivi (nuove costruzioni, ampliamenti, ristrutturazioni con demolizione e ricostruzione), da realizzare all'interno dei centri di antica formazione, il nuovo assetto planivolumetrico indicando i parametri funzionali e dimensionali. DGR , n. 8/1681 5

6 Nuclei di Antica Formazione COSA SONO Art. 2 Ambito di applicazione 1. Il Piano delle Regole: individua e disciplina gli ambiti di Tessuto Urbano Consolidato (TUC) del territorio comunale, riportati nella Tav. R.01 Ambiti territoriali omogenei e fattibilità geologica e nella Tav. R.02 Indicazioni morfologiche, che sono articolati in: i. Nuclei di Antica Formazione (NAF) ii. Tessuto urbano di Recente Formazione (TRF), suddiviso in: Ambiti contraddistinti da un Disegno urbanistico Riconoscibile (ADR); Ambiti di Rinnovamento Urbano (ARU); Art. 12 Definizione I Nuclei di Antica Formazione (NAF), sono parti del territorio costituite da tessuti urbani che presentano caratteristiche storiche, identitarie, morfologiche e tipologiche, riconoscibili dalla stratificazione dei processi della loro formazione. Norme di Attuazione PdR 6

7 Nuclei di Antica Formazione DOVE SONO Allegato 1 7

8 Nuclei di Antica Formazione la disciplina gli elaborati Art. 3 Elaborati del Piano delle Regole 1. Il PdR si compone dei seguenti elaborati: [ ] Tav. R.03: da 1 a 6 NAF Centro storico: Analisi dei valori storico morfologici; scala 1:2000; 7 NAF/Nuclei esterni (nn. 7 14): Analisi dei valori storico morfologici; scala 1:2000; 8 NAF/Nuclei esterni (nn ): Analisi del valori storico morfologici; scala 1:2000; Tav. R.04: da 1 a 6 NAF/Centro storico: Tipologie di intervento; scala 1:2000; 7 NAF/Nuclei esterni (nn. 7 14): Tipologie di intervento; scala 1:2000; 8 NAF/Nuclei esterni (nn ): Tipologie di intervento; scala 1:2000; Tavole R.03 e R.04 8

9 Nuclei di Antica Formazione la disciplina gli elaborati 2. Al PdR sono allegati i seguenti elaborati: Allegato 1 Schema esemplificativo ambito di applicazione del Piano delle Regole; Allegato 2 Carta di attribuzione del giudizio sintetico di sensibilità paesaggistica ( ); scala 1:10.000; Allegato 3 Elenco ambiti in norma transitoria comprensivo dell'aggiornamento in conformità all'art. 32; Allegato 4 Elenco delle "Zone A di recupero" e delle "Zone B di recupero" del PRG del 1980 e relative varianti; Allegato 5 Norme di attuazione delle "Zone A di recupero" e delle "Zone B di recupero" del PRG del 1980 e relative varianti; Allegato 6 Elenco vincoli per la difesa del suolo, vincoli amministrativi e vincoli di tutela e salvaguardia; Allegato 7 Nucleo di Antica Formazione: schede complessi edilizi con valore storico architettonico; Allegati 9

10 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le tipologie Art. 12 Definizione 2. La Tav. R.03 NAF Analisi dei valori storico morfologici individua: a) i complessi edilizi con valore storico architettonico intrinseco; Tipologie 10

11 Tipologie 11

12 Nuclei di Antica Formazione la disciplina interventi Art. 13 Disciplina a) i complessi edilizi con valore storico architettonico intrinseco; Per queste tipologie di tessuti sono consentiti: gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e restauro. Gli interventi ammessi sono volti: alla valorizzazione degli aspetti caratteristici che costituiscono spe cifico valore degli immobili, ossia le loro specifiche connotazioni stilistiche e costruttive, con riferimento all'art. 12 comma 2 lett. a., Interventi 12

13 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le tipologie Art. 12 Definizione 2. La Tav. R.03 NAF Analisi dei valori storico morfologici individua: b) la composizione architettonica e vegetale con carattere storico artistico testimoniale; Tipologie 13

14 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le tipologie Tipologie 14

15 Nuclei di Antica Formazione la disciplina interventi Art. 13 Disciplina b) la composizione architettonica e vegetale con carattere storico artistico testimoniale; Per queste tipologie di tessuti sono consentiti: gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e restauro. Gli interventi ammessi sono volti: e sono volti alla conservazione e al ripristino dei caratteri scenografici e ambientali, desu mibili dagli elementi di disegno e di arredo del verde e delle alberature, con riferimento all'art. 12 comma 2 lett. b; Interventi 15

16 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le tipologie Art. 12 Definizione 2. La Tav. R.03 NAF Analisi dei valori storico morfologici individua: c) i complessi edilizi con valore architettonico intrinseco; Tipologie 16

17 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le tipologie Tipologie Tessuto edilizio con valore storicotestimoniale 17

18 Nuclei di Antica Formazione la disciplina interventi Art. 13 Disciplina c) i complessi edilizi con valore architettonico intrinseco; Per queste tipologie di tessuti sono consentiti: gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, i quali sono volti a mantenere o valorizzare gli aspetti caratteristici che costitui scono specifico valore degli immobili ossia le loro specifiche connotazioni stilistiche e costruttive Interventi 18

19 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le tipologie Art. 12 Definizione 2. La Tav. R.03 NAF Analisi dei valori storico morfologici individua: d) gli immobili con valore estetico culturale ambientale; Tipologie 19

20 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le tipologie Tipologie 20

21 Nuclei di Antica Formazione la disciplina interventi Art. 13 Disciplina d) gli immobili con valore estetico culturale ambientale; Per queste tipologie di tessuti sono consentiti: gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e, in tal caso, con mantenimento della sagoma, del sedime e della facciata prospettante lo spazio pubblico Interventi 21

22 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le tipologie Art. 12 Definizione 2. La Tav. R.03 NAF Analisi dei valori storico morfologici individua: e) gli immobili non ricadenti nelle precedenti categorie. Tipologie 22

23 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le tipologie Tipologie 23

24 Nuclei di Antica Formazione la disciplina interventi Art. 13 Disciplina e) gli immobili non ricadenti nelle precedenti categorie. Per queste tipologie di tessuti sono consentiti: gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risana mento conservativo, ristrutturazione edilizia e nuova costruzione Interventi 24

25 Nuclei di Antica Formazione la disciplina interventi Art. 13 Disciplina 3. Laddove espressamente indicato dalla Tav. R.04 NAF Tipologie di Intervento, gli interventi sugli immobili dì cui all'art. 12 comma 2 lett. e. sono consentiti nel rispetto delle seguenti prescrizioni progettuali: a.mantenimento o ripristino delle cortine edilizie o completamento del fronte continuo; la costruzione in cortina deve arrivare sino alla linea di altezza dell'edificio più basso adiacente alla costruzione; laddove quest'ultimo fosse più basso rispetto all'altezza esistente è fatto salvo il mantenimento dell'altezza esistente; b.recupero e realizzazione di corti, cortili e giardini; c.rapporto di copertura (Rc): i.rc < esistente negli interventi sino alla ristrutturazione edilizia; ii.rc < 60% negli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione urbanistica. d. all'interno del Tessuto Urbano Consolidato (TUC), l'edificazione in tutto o in parte all'interno dei cortili dovrà essere di altezza inferiore o pari (fatto salvo il rispetto delle norme igienico sanitarie e regolamentari esistenti) a quella dell'edificio preesistente. I diritti edificatori potranno essere totalmente o parzialmente trasferiti. Interventi 25

26 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le tipologie 2. La Tav. R.03 NAF Analisi dei valori storico morfologici individua: a. i complessi edilizi con valore storico architettonico intrinseco; b. la composizione architettonica e vegetale con carattere storico artistico testimoniale; c. i complessi edilizi con valore architettonico intrinseco; d. gli immobili con valore estetico culturale ambientale; e. gli immobili non ricadenti nelle precedenti categorie. Tipologie 26

27 Nuclei di Antica Formazione la disciplina interventi Art. 13 Disciplina 1. La Tav. R.04 NAF Tipologie di intervento identifica e disciplina gli interventi edilizi ammessi negli immobili e nei tessuti indicati all'art. 12 comma 2. Interventi 27

28 Nuclei di Antica Formazione la disciplina interventi Abbiamo visto che sulla base delle risultanze dell analisi dei valori storico morfologici di cui all articolo 12, l articolo 13 individua le tipologie di intervento di volta in volta consentite, dalla manutenzione ordinaria, alla straordinaria, al restauro, al risanamento conservativo, alla ristrutturazione, fino alla nuova costruzione. Le tipologie di intervento, in attesa di entrata in vigore del nuovo Regolamento Edilizio, dovrebbero essere quelle definite dall articolo 3 del Testo Unico dell Edilizia e, laddove compatibili, dall articolo 27 della Legge Regionale 12 del Ma forse non vi è grande certezza in proposito. Vorrei ricordare una comunicazione della Commissione Interprofessionale per i Rapporti con il Comune di Milano Settore Edilizia e Sviluppo del Territorio, del 28 febbraio scorso. In tale comunicazione si legge che è stato comunicato dall Assessorato che: «passano da Risanamento e assumono la qualifica di Ristrutturazione gli interventi che abbiano almeno uno dei seguenti requisiti: 1 modifiche di sagoma (anche lievi, ed in aumento rispetto alla sagoma originaria); 2 modifiche del numero dei piani; 3 modifiche tipologiche di interi edifici» Interventi 28

29 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le deroghe Art. 13 Disciplina 1. La Tav. R.04 NAF Tipologie di intervento identifica e disciplina gli interventi edilizi ammessi negli immobili e nei tessuti indicati all'art. 12 comma 2. Interventi 29

30 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le deroghe Art. 13, comma 4 Qualora sia dimostrata l'impossibilità dell'attuazione delle previsioni stabilite dal comma 3 lett. a. e b. del presente articolo, resta salva la facoltà di procedere con modalità diretta convenzionata relativa alle soluzioni plano volumetriche, secondo le disposizioni del Titolo I delle presenti norme. [riferimento] 3. Laddove espressamente indicato dalla Tav. R.04 NAF Tipologie di Intervento, gli interventi sugli immobili dì cui all'art. 12 comma 2 lett. e. sono consentiti nel rispetto delle seguenti prescrizioni progettuali: Deroghe 30

31 Nuclei di Antica Formazione la disciplina le deroghe Art. 13, comma 4 E' consentito il passaggio dalle categorie di intervento della lett. b. a quelle della lett. c. del comma 2 previa presentazione di relazione storico documentale che sia valutata positivamente dalla Commissione per il Paesaggio. Il passaggio dalle categorie di intervento delle lett. b. e c. a quelle della lett. d. è subordinato a preventivo convenzionamento al fine del rilascio dell'idoneo titolo abilitativo a edificare, previa presentazione di relazione storico documentale che sia valutata positivamente dalla Commissione per il Paesaggio. Deroghe 31

32 Nuclei di Antica Formazione la disciplina Vincoli Art. 12 Definizione 3. All'interno dei NAF: a. sono individuati e censìti i beni immobili di interesse artistico, storico, archeologico ed etno antropologico, nonché i beni paesaggistici che sono sottoposti a tutela e conservazione secondo le disposizioni di legge; b. sono individuati i tessuti edilizi meritevoli di salvaguardia che assumono valore testimoniale e documentale dei tipi edilizi e dei modelli morfologici costituenti la cultura architettonica e urbanistica dei periodi di formazione, di ricostruzione e di ampliamento della città; c. sono individuati altresì i tessuti edilizi che devono rispettare le caratteristiche ambientali del contesto urbano. Vincoli 32

33 Nuclei di Antica Formazione la disciplina Vincoli ALLEGATO 7 Nucleo di antica formazione: schede complessi edilizi con valore storico architettonico Vincoli 33

34 Nuclei di Antica Formazione la disciplina Vincoli Allegato All.02 carta di attribuzione del giudizio sintetico di sensibilità paesistica Vincoli 34

35 Nuclei di Antica Formazione la disciplina Vincoli Vincoli 35

36 Giurisprudenza T.A.R. Lombardia Brescia Sez. I, Sent , n Si è già detto, esaminando uno dei motivi precedenti, di cui questo costituisce una mera variante, che la classificazione come tessuto urbano consolidato di per sé non attribuisce diritti edificatori, ed al contrario può portare ad assoggettare l'immobile ad un regime di conservazione qualora lo stesso sia riconosciuto come facente parte anche dei nuclei di antica formazione. T.A.R. Lombardia Milano Sez. II, Sent , n. 82 La società esponente lamenta la collocazione del proprio stabile in classe prima, denunciando in particolare la contraddittorietà della scelta comunale di prevedere classi diverse nei nuclei di antica formazione e, soprattutto, l'illegittimità dell'attribuzione di classi diverse a porzioni del medesimo edificio; visto che, si continua nel ricorso, lo stabile della ricorrente è parte di un più ampio edificio che non ha avuto però una classificazione unitaria ma diversificata in relazione alle singole parti di esso. La censura è priva di pregio, per le ragioni che seguono. In primo luogo, non pare né illogica né irrazionale la scelta contenuta nel Piano delle Regole (art. 14), di suddividere gli edifici compresi nei nuclei di antica formazione in diverse classi, in relazione allo stato di conservazione ed alle caratteristiche dell'immobile. Per gli edifici che hanno mantenuto i caratteri storici originari (classe prima, secondo l'art. 14 citato), la previsione della possibilità del solo intervento di restauro e risanamento conservativo, con esclusione di altre tipologie edilizie maggiormente invasive quale la ristrutturazione mediante demolizione, ad esempio non è certamente illogica o irrazionale, in quanto volta alla salvaguardia del patrimonio edilizio esistente di interesse storico, che ricorda e riflette l'originario tessuto urbanistico, per cui non possono essere ritenute ammissibili operazioni edilizie che finirebbero per snaturare completamente l'ambito interessato, facendogli perdere ogni traccia dei caratteri originari. Giurisprudenza 36

37 Giurisprudenza Neppure potrebbe sostenersi, come adombra la ricorrente, che in tale modo non si potrebbe intervenire efficacemente su stabili fatiscenti; è proprio infatti attraverso il restauro e il risanamento conservativo come definiti dall'art. 27 comma 1 lett. c) della legge regionale 12/2005 che risulta possibile la conservazione ed il recupero dell'esistente, senza alterazione o perdita irrimediabile delle proprie caratteristiche storiche. Quanto all'ulteriore profilo del motivo, secondo cui l'amministrazione avrebbe assurdamente sottoposto a regimi diversi il medesimo edificio, seppure suddiviso in porzioni diverse, valga quanto segue. Dalla documentazione planimetrica e fotografica depositata in giudizio dal Comune, risulta chiaramente che il nucleo di antica formazione di cui è causa (denominato "Casirago"), è in realtà un vasto compendio immobiliare, formato da vari edifici che hanno subito nel tempo interventi edilizi assai eterogenei fra loro: l'immobile degli esponenti è fra quelli che hanno meglio conservato le caratteristiche costruttive originarie (cfr. le planimetrie depositate dal resistente quali doc. 4 e soprattutto doc. 5, dove lo stabile di cui è causa è rappresentato nella fotografia avente il n. 23; la stessa fotografia, in dimensioni maggiori, è visibile al doc. 1 del Comune). Altre porzioni del compendio hanno subito invece interventi invasivi, che hanno irrimediabilmente eliminato i caratteri originari: si vedano ad esempio le fotografie contrassegnate con i numeri 18, 24 e 27 nella planimetria allegata dall'amministrazione, quale suo doc. 5. Ciò premesso, non si vede come possa denunciarsi una presunta disparità di trattamento o la contraddittorietà dell'azione amministrativa: lo stabile dell'esponente, avendo mantenuto i caratteri originari, è stato inserito in classe prima, in modo che tali caratteri siano conservati mediante operazioni di recupero. Al contrario, altri immobili privi dei caratteri originari sono suscettibili di ristrutturazione, per cui sono stati inseriti nelle classi seconda o terza. Giurisprudenza 37

38 Temi speciali LIMITAZIONI AL RECUPERO DEI SOTTOTETTI NEI NAF Le norme per il recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti sono contenute negli articoli 63 e seguenti della legge regionale 11 marzo 2005 n. 12. In particolare, per quanto attiene alle limitazioni per il recupero dei sottotetti nei NAF, viene ad evidenza l articolo 64.1 della legge regionale 11 marzo 2005 n. 12, così come da ultimo modificato dall articolo 9, comma 1, della L.R. 13 marzo 2012, n. 4. Il citato articolo 64.1 prevede testualmente che: Gli interventi edilizi finalizzati al recupero volumetrico dei sottotetti possono comportare l'apertura di finestre, lucernari, abbaini e terrazzi per assicurare l'osservanza dei requisiti di aeroilluminazione e per garantire il benessere degli abitanti, nonché, per gli edifici di altezza pari o inferiore al limite di altezza massima posto dallo strumento urbanistico, modificazioni di altezze di colmo e di gronda e delle linee di pendenza delle falde, unicamente al fine di assicurare i parametri di cui all'articolo 63, comma 6 (primo periodo); All'interno dei centri storici e dei Nuclei di Antica Formazione deve essere assicurato il rispetto dei limiti di altezza massima degli edifici posti dallo strumento urbanistico; in assenza di limiti, l'altezza massima deve intendersi pari all'esistente (terzo periodo). Temi speciali 38

39 Temi speciali La norma potrebbe non essere di facile interpretazione e quindi applicazione, anzitutto in quanto non è sempre facile capire se lo strumento urbanistico generale imponga o meno limiti di altezza massima degli edifici. Per quanto concerne il PGT di Milano parrebbe potersi affermare che limiti di altezza non esistano, atteso che le norme morfologiche relative agli edifici a cortina non sono comunque del tutto vincolanti in quanto superabili mediante il ricorso al convenzionamento. In ragione di quanto sopra e con riferimento ai NAF, l altezza massima che non può essere superata in sede di recupero dei sottotetti dovrebbe pertanto essere sempre pari a quella dell edificio esistente. A questo punto sorge però un ulteriore problema: a cosa ha inteso riferirsi il legislatore quando ha fatto riferimento all altezza dell edificio esistente? all altezza fisica/geometrica del manufatto o a quella determinata secondo i criteri dettati dallo strumento urbanistico? La questione non è di poco conto. Secondo l articolo 4, comma 8, delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano delle Regole, l altezza è la distanza tra il piano di spiccato dell edificio e l intradosso del solaio di copertura dell ultimo piano abitabile. Temi speciali 39

40 Temi speciali Stando a quanto sopra indicato, ove l altezza dell edificio esistente dovesse essere determinata applicando il suddetto criterio, dovrebbe giungersi alla conclusione che nei NAF non sarebbe consentito il recupero ai fini abitativi dei volumi sottotetti esistenti atteso che, con detto recupero, in modo inevitabile verrebbe spostato in alto l intradosso del solaio di copertura dell'ultimo piano abitabile con conseguente aumento, seppur virtuale, dell altezza dell edifico esistente. Probabilmente, però, tale interpretazione non sarebbe del tutto in linea con la stessa legge regionale, in quanto il legislatore non pare abbia inteso vietare in assoluto il recupero dei sottotetti nel NAF, ma, per ragioni di tutela (almeno così recita la scarna relazione della legge) ha semplicemente previsto una limitazione al recupero stesso. Appare più ragionevole ritenere che, in mancanza di limiti imposti dallo strumento urbanistico, l altezza dell edificio esistente debba essere determinata in senso geometrico con la conseguenza che il recupero possa essere effettuato solo agendo internamente e quindi senza modificare le altezze di colmo e di gronda e/o le linee di pendenza delle falde. Pare invece sempre ammissibile l'apertura di finestre, lucernari, abbaini e terrazzi, e ciò in quanto elementi necessari per assicurare l'osservanza dei requisiti di aeroilluminazione e per garantire il benessere degli abitanti ; ovviamente nel rispetto di tutte le norme previste dall articolo 13 del Piano delle Regole. Temi speciali 40

41 Temi speciali RAPPORTI TRA PGT E PIANO CASA L articolo 3, primo comma, della Legge Regionale 13 marzo 2012 n. 4 (Piano Casa Bis) stabilisce che gli interventi di recupero edilizio e funzionale previsti e disciplinati dall articolo 2, commi 1, 2 e 3 della Legge Regionale 16 luglio 2009 n. 13 (Primo Piano Casa) sono consentiti sulla base di denuncia di inizio attività o di permesso di costruire, rispettivamente da presentare o richiedere entro il 31 dicembre L articolo 2, primo comma, (Utilizzo del patrimonio edilizio esistente) della Legge 13 prevedeva la possibilità di realizzare una serie di interventi di recupero edilizio funzionale, anche in deroga alle previsioni quantitative degli strumenti urbanistici comunali, di edifici o porzioni di edifici purchè non ubicati in zone destinate dagli strumenti urbanistici vigenti ad attività produttive. Il PGT non prevede zone destinate ad attività produttive, per cui dopo la sua entrata in vigore l articolo 2 della Legge 13/2009, come modificato dall articolo 3 primo comma della Legge 4/2012, potrà trovare applicazione su tutto il territorio comunale. Temi speciali 41

42 Temi speciali ART. 11 ATTUAZIONE DEL PIANO 3. Per gli interventi di nuova costruzione, nonché per gli interventi di sostituzione e per gli interventi dì ristrutturazione edilizia o urbanistica che comportino entrambi cambio di destinazione d'uso da funzioni urbane produttive verso altre funzioni urbane, fermo restando quanto disposto dagli artt. 5 e 6 per il recupero della S.l.p. esistente, l'attuazione avviene sulla base di tre soglie dimensionali riferite alla superficie dell'area di intervento, che non tiene conto di eventuali frazionamenti proprietari successivi alla data di adozione del PGT, come dì seguito specificato: 3.1 su aree di intervento con superficie inferiore a mq: d. con modalità diretta convenzionata nei Nuclei di Antica Formazione (NAF). Temi speciali 42

43 Temi speciali ART. 11 ATTUAZIONE DEL PIANO 4. In tutti gli interventi di recupero dell'esistente, di ristrutturazione edilizia o urbanistica e di sostituzione che comportino cambio di destinazione d'uso da funzioni urbane terziarie e/o commerciali e/o servizi privati verso funzioni urbane residenziali, di immobili che interessino una S.l.p. superiore a mq, l'attuazione del Piano delle Regole comporta la realizzazione di una quota non inferiore al 35% della S.l.p. interessata dal cambio d'uso per interventi di edilizia residenziale sociale di cui all'art. 9 comma 2 lett. a. e b., esclusi gli interventi ricadenti nei Nuclei di Antica Formazione (NAF) e negli Ambiti contraddistinti da un Disegno urbanistico Riconoscibile (ADR). Gli interventi del presente comma sono attuati mediante modalità diretta convenzionata ad eccezione di quanto previsto dal precedente comma 3.3. Temi speciali 43

44 Temi speciali ART. 27 ATTIVITÀ DI VENDITA AL DETTAGLIO E DI SOMMINISTRAZIONE SU AREA PRIVATA 1. Nei Nuclei di Antica Formazione (NAF) e per i beni oggetto di tutela culturale e paesaggistica, gli esercizi commerciali sono ammessi nelle dimensioni e secondo le modalità di intervento di seguito indicate: a) esercizi di vicinato e medie piccole strutture di vendita, anche organizzate in forma unitaria, con modalità diretta (fino a 600 mq di S.d.V.); b) medie strutture di vendita di grado inferiore e medie strutture di vendita di grado superiore, anche organizzate in forma unitaria, con Permesso di Costruire Convenzionato (da 601 a mq di S.d.V.), ad esclusione degli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo; c) grandi strutture a rilevanza intercomunale con piano attuativo (da a mq di S.d.V); d) grandi strutture di livello superiore, anche organizzate in forma unitaria, esclusivamente nell'ambito di strumenti di programmazione negoziata previsti dalla normativa vigente (oltre mq di S.d.V.); e) sono esclusi ai sensi della L.R. 6/2010 e s.m.i., gli impianti di distribuzione carburanti per autotrazione. Temi speciali 44

45 Temi speciali ART. 34 DISCIPLINA DELLE AREE E DEGLI IMMOBILI RICADENTI NELLE ZONE A DI RECUPERO" E NELLE "ZONE B DI RECUPERO" DEL PRG DEL 1980 E S.M.I. 1. Agli immobili ricadenti nelle "Zone A di recupero" e nelle "Zone B di recupero" (cd. "B2") del PRG del 1980 e s.m.i., per le quali alla data di adozione del PGT sono state approvate le relative varianti di completamento, elencate nell'allegato 4 e perimetrate nella Tav. R.01 Ambiti territoriali omogenei, e per i quali siano presentate entro due anni dalla pubblicazione del PGT le relative istanze di piani attuativi (ivi compresi i Programmi Integrati di Intervento), e di convenzionamenti planivolumetrici, i Permessi di Costruire (anche in attuazione di convenzioni) e/o idonei titoli abilitativi a edificare, si applicano le disposizioni contenute negli atti riportati nell'allegato 5 e negli elaborati dallo stesso richiamati. Temi speciali 45

46 Temi speciali Sono comunque fatti salvi i contenuti delle convenzioni già stipulate relative a immobili ricadenti in tali zone, ai quali continuano ad applicarsi le previsioni generali e attuative vigenti al momento del convenzionamento, nonché gli interventi previsti per l'attuazione delle stesse anche posti al di fuori delle medesime zone. 3. Decorso il termine di cui al comma 1, gli immobili non interessati da attuazione, saranno assoggettati alla disciplina prevista dal Piano delle Regole per l'ambito territoriale di riferimento sulla base della ricognizione compiuta dal competente Ufficio. Temi speciali 46

47 Modifiche adozione-approvazione Temi speciali 47

48 Modifiche adozione-approvazione Temi speciali 48

49 Modifiche adozione-approvazione Temi speciali 49

50 Modifiche adozione-approvazione Temi speciali 50

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