USR LOMBARDIA TAVOLO 6 LINEE PROGRAMMATICHE FORMAZIONE DIRIGENTI, DOCENTI E ATA BIENNIO 2013/2015. DOCUMENTO DI SINTESI (provvisorio)

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1 USR LOMBARDIA TAVOLO 6 LINEE PROGRAMMATICHE FORMAZIONE DIRIGENTI, DOCENTI E ATA BIENNIO 2013/2015 DOCUMENTO DI SINTESI (provvisorio) Le linee programmatiche individuate rispondono alla esigenza di: intercettare e dare risposte ai bisogni connessi all agito professionale rispetto alle sollecitazioni normative di recente definizione finalizzare il piano della formazione regionale a supporto dei piani annuali di ciascuna istituzione scolastica coinvolgere le componenti professionali della scuola in un obiettivo congiunto di formazione mirata al miglioramento delle performance nella logica di una scuola orientata allo studente omogeneizzare i focus formativi alla luce del disegno di governance regionale e nel contempo sostenere le dinamiche territoriali con le loro specificità sostenere e diffondere le buone pratiche e modulare la formazione entro modalità innovative. Si tratta pertanto di costruire competenze che a cascata possano essere ulteriormente diffuse elaborando procedure, strumenti e prodotti nel valorizzare le risorse del territorio a sostegno della sperimentazione e della innovazione, verso una scuola di qualità crescente. Si prevede un pacchetto unico per tutto l ambito di formazione relativo ad alcune tematiche chiave individuate: 1) La didattica per competenze 2) La scuola dell inclusione 3) I processi relativi alla Comunicazione/Relazione/Mediazione in ambito scolastico 4) La valutazione del sistema scolastico A) PREMESSE Si considerano elementi determinanti nella predisposizione dei vari percorsi formativi: Il mandato che il Collegio Docenti attribuisce ai docenti individuati per la partecipazione ai percorsi di formazione, con l obiettivo di una ricaduta sugli altri docenti del Collegio L inserimento di questo percorso formativo in un PROGETTO per la produzione di materiale didattico da utilizzare in rete per un e- learning con altri docenti Il supporto ai Consigli di classe nell applicazione delle strategie individuate Il confronto costante con l esperienza delle altre scuole

2 La promozione/valorizzazione di linee di ricercazione specifiche L individuazione di un progetto permetterebbe anche un riconoscimento economico ai Docenti che partecipano ai vari percorsi di formazione. B) MODELLO DI CORSO DI FORMAZIONE AZIONI PARALLELE SU PERSONALE DOCENTE, ATA E DIRIGENTI (in termini di leadership organizzativa ed educativa: cosa e come operare per motivare al cambiamento, sollecitare modalità di lavoro MODELLO UNICO replicato in Regione per reti territoriali connesse/scuola polo a tema (con personalizzazione da parte di reti provinciali istituite) STRUTTURAZIONE per blocchi di una giornata suddivisa in parte fondativa per problem posing (con relazione mirata a lanciare attività successiva di simulazione/debating/workshop e/o produzione materiali) e parte operativa per problem solving. EX: Momento plenario in presenza Attività on-line governata da tutor scelti Momento intermedio plenario di confronto e verifica del percorso svolto Continuazione della formazione on-line Incontro finale di sintesi con questionario Ricaduta nelle scuole attraverso l e-learning. In tale ottica risulta necessario individuare alcune figure di riferimento con il compito di organizzare un ambito di apprendimento virtuale a ad integrazione della attività svolta in presenza. TIPOLOGIA DELLE AZIONI FORMATIVE NELL AMBITO DI OGNI CORSO Formazione come riflessione interna alle istituzioni scolastiche (analisi dei bisogni, riflessione sulle criticità, identificazione obiettivi strategici) Formazione come implementazione e sviluppo di nuove competenze del personale scuola Formazione come elaborazione di strumenti operativi ed esperienze Formazione come ricerca-azione e sperimentazione BEST PRACTICES: spazio specifico nella giornata per la diffusione e il confronto fra buone pratiche pre-selezionate

3 REPORT FINALE DEI LAVORI in sede congiunto e centrale Milano? PUBBLICAZIONE materiali - utilizzo spazi di sharing come Dropbox C) RISORSE ESSENZIALI 1) Risorse umane GRUPPI DI LAVORO/ORGANIZZAZIONE con DDSS ed eventuali quadri intermedi con competenza nel settore possibili risorse umane appoggiate alle reti territoriali con distacchi mirati RISORSE UFFICI UST - congiunte e operative in sinergia DOCENTI, FUNZIONI STRUMENTALI, PROGETTISTI, LITTLE MANAGEMENT, REFERENTI DOCENTI TUTOR 2) Supporti ASSOCIAZIONI/ENTI FORMATIVI ACCREDITATI/ESPERTI DELL UNIVERSITA E DEL MONDO DEL LAVORO: con definizione specifica del fabbisogno formativo da parte di chi elabora il progetto formativo partendo dal target di destinazione SINERGIA TAVOLI DI LAVORO USR (ex: tavolo ICT e formazione, rendicontazione BS etc.) NORMATIVA Nuove indicazioni, Riordino cicli, Regolamento sulla valutazione, Decreto 22 agosto 2007, 27 dicembre 2012 e altre fonti FONDI CONTRATTAZIONE FORMAZIONE DDSS BUONE PRATICHE CODIFICATE nella dimensione della coprogettazione funzionale allo scopo dell utenza

4 D) IPOTESI DI PERCORSI FORMATIVI: 1) DIDATTICA DISCIPLINARE E AMBIENTI DI APPRENDIMENTO: PROGETTARE E RENDICONTARE Il percorso dovrebbe guidare i docenti a programmare e valutare per competenze alla luce, fra le varie fonti, delle Indicazioni nazionali, del Decreto 22/08/2007 e delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, vissute come strumento e non scopo dell azione didattica. Si tratta di riproporre una formazione disciplinare mirata alla conduzione dei CDC come ambienti di apprendimento nei quali si mettono a punto strategie e apprendimenti alla luce delle scelte elaborate nel POF. Il corso dovrebbe coinvolgere anche i dirigenti al fine di proporre modelli organizzativi che favoriscano la programmazione coordinata e la definizione di target di risultato di competenze verificabili e rendicontabili. Le macroaree di interesse possono allora identificarsi in: DIDATTICA DISCIPLINARE E INTERDISCIPLINARE : destinata alle diverse dimensioni di asse/ disciplina - Progettare in sede di area disciplinare o di assi, per competenze (didattica specifica alla luce del riordino dei cicli e degli statuti epistemologici delle discipline) - Progettare per competenze in sede di CDC come ambiente di apprendimento - Progettare entro una verticalizzazione del curricolo DIDATTICA ICT in ambiente di apprendimento - Come utilizzare testi digitali o misti in funzione didattica - Cfr. Obiettivi/ azioni formative tavolo ICT (linguaggio informatico: come retroagisce sui modelli di apprendimento contributo delle neuroscienze e sul setting di apprendimento in termini di tempi e spazi) - Le opportunità delle ICT in abito di recupero scolastico (IDEI) e personalizzazione dei compiti assegnati/curricolo. 2) LA SCUOLA DELL INCLUSIONE BES: personalizzazione del curricolo come prassi specifica per BES ma anche tensione didattica ordinaria L individuazione di una tipologia di formazione nell ambito dei BES pone alcune riflessioni da tenere in considerazione: L area del disagio e dell handicap è ampiamente trattata da gruppi di lavoro già costituti quali i CTRH, dove sono impegnate risorse per l individuazione di percorsi formativi di vario tipo. Occorre considerare che l attribuzione delle risorse per un percorso formativo più esteso sulla disabilità deve essere individuata prioritariamente agli interventi già previsti nelle singole aree. E necessario puntare su un azione intesa come formazione e predisposizione di un progetto personalizzato per ciascun soggetto con disagio. La formazione dei docenti deve pertanto permettere l acquisizione delle competenze necessarie alla realizzazione di un progetto di vita per un soggetto portatore di handicap. Occorre prevedere una formazione mirata ai Consigli di Classe per supportarli nell individuazione di strategie appropriate ai singoli progetti.

5 Si tratta inoltre di interfacciare questa tematica con la dimensione ordinaria della personalizzazione del curricolo per una scuola dell inclusione agita e non formale. Alla luce di queste premesse, la scansione progettuale potrebbe perseguire le seguenti linee di scopo e di prodotto: LEGGERE I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI OBIETTIVO: conoscere le differenze personali e individuare i diversi bisogni formativi degli alunni Il concetto di BISONO EDUCATIVO SPECIALE Il MODELLO ICF Oms ( Classificazione interna-zionale del funzionamento della Disabilità e della Salute Oms 2007 ) Il funzionamento educativo-apprenditivo secondo l ICF La classificazione ICF La soglia tra funzionamento normale e problematico e l individuazione dei bisogni educativi speciali degli alunni STRUMENTI La costruzione del PROFILO di FUNZIONAMENTO dell ALUNNO nei diversi ordini di scuola secondo il modello ICF DOTARSI DI STRUMENTI E UTILIZZARE LE RISORSE ESISTENTI PER l INCLUSIONE QUALI: NORMATIVA SPECIFICA di RIFERIMENTO ATTIVITA dei CTRH, CTS, CTI ELABORAZIONE di PROTOCOLLI di AZIONE per : - La CONTINUITA tra diversi ordini di scuola - L ACCOGLIENZA e INTEGRAZIONE alunni stranieri - Il RACCORDO INERISTITUZIONALE LA PREVENZIONE E LO SCREENING PRECOCE : La valutazione delle abilità linguistiche e visuospaziali nei bambini della Scuola L identificazione precoce dei DSA nella scuola primaria con attenzione ai passaggi ordinamentali ORGANIZZARE il SOSTEGNO alla DIVERSITA : il paradigma della SPECIALE NORMALITA e la prospettiva del PROGETTO di VITA OBIETTIVO: ragionare su possibili strategie e percorsi educativo-didattici finalizzati all inclusione degli alunni con BES nella propria realtà scolastica e sociale *INTEGRAZIONE e INCLUSIONE ; INDIVIDUALIZZAZIONE e PERSONALIZZAZIONE: -creare CULTURE INCLUSIVE, costruire COMUNITA, affermare VALORI INCLUSIVI. *Dalla VALUTAZIONE delle NECESSITÀ all attivazione delle RISORSE PER L INCLUSIONE : A- organizzare le risorse per SOSTENERE l APPRENDIMENTO e la PARTECIPAZIONE : la sequenza delle 14 categorie dell INDEX per l INCLU-SIONE; il raccordo e la condivisione di procedure e di informazioni; la gestione delle risorse interne e della comunità - ruolo e competenze del DIRIGENTE SCOLASTICO e dei SERVIZI di SEGRETERIA. B- progettare percorsi didattici ed educativi PERSONALIZZATI ed attivare Processi INCLUSIVI : l insegnamento cooperativo, corresponsabilità e collaborazione -il ruolo strategico del Consiglio di Classe.* La prospettiva del PROGETTO di VITA : alleanze educative con Famiglia, Territorio, Servizi STRUMENTI

6 *Questionario di Autovalutazione della Qualità dell INCLUSIONE SCOLASTICA * Analisi ed elaborazione di PROTOCOLLI ed ACCORDI INTERISTITUTZIONALI per il raccordo tra PERCORSO SCOLASTICO e PROGETTO di VITA ATTIVARE METODOLOGIE DIDATTICHE PER L INCLUSIONE OBIETTIVO: utilizzare didattiche plurali e scelte metodologiche inclusive Contesti di apprendimento inclusivi : climi di classe, motivazione, strategie integranti e relazioni d aiuto nell insegnamento/apprendimento Modalità per l Individualizzazione e la Personalizzazione dei SAPERI Stili cognitivi di APPRENDIMENTO Didattica Metacognitiva, Laboratoriale, Per Problemi reali La Mediazione dei Pari : Cooperative-learning, tutoring. Nuove Tecnologie Ausili e Materiali Speciali STRUMENTI Elaborazione, gestione e verifica dei PDP CONOSCERE BUONE PRASSI di INCLUSIONE Raccolta ed ANALISI di significative esperienze di inclusione realizzate a livello regionale, naziona-le, internazionale in diversi ordini di scuole SVILUPPARE LA QUALITA DELL INCLUSIONE, ovvero sostenere il protagonismo delle SCUOLE e la FORMAZIONE CONTINUA dei DOCENTI promuovendo esperienze di RICERCA-AZIONE 3) I PROCESSI RELATIVI ALLA COMUNICAZIONE/RELAZIONE/MEDIAZIONE IN AMBITO SCOLASTICO L analisi delle problematiche che determinano la necessità di un intervento formativo in questo ambito porta a considerare che un elemento determinante nell erogazione del servizio sia la comunicazione, prevalentemente centrata sul rapporto scuola-famiglia nelle varie suddivisioni: ATA: Studente Famiglia DOCENTE: DIRIGENTE : Studente Famiglia Studente Famiglia Docenti/ATA

7 ATA - Famiglia Il corso rivolto alla comunicazione ATA/famiglia si configura come un percorso presa di coscienza dell importanza del personale addetto al Front- Office, che prevede le seguenti fasi: - Analisi della comunicazione all interno di un servizio organizzato - Studio di casi di Front-Office - Individuazione di casi specifici di un servizio validato di Front-Office nel pubblico impiego - Creazione di modelli di Front-Office nell ambito scolastico (Workshop esperienziale) DOCENTE - Famiglia - Studio di casi problematici di Front-Office - Proposte di modelli efficaci di Front-Office nelle varie fasi della comunicazione: Consigli di Classe, Ricevimento parenti, Colloqui individuali, Colloqui Plenari - Creazione di modelli di Front Office nell ambito scolastico ( Workshop) MEDIAZIONE COMUNITARIA E MEDIAZIONE DEI CONFLITTI Nel piano di formazione sulla comunicazione si può inserire anche uno sguardo specifico legato alla MEDIAZIONE COMUNITARIA con una proposta che può essere rivolta sia ai Dirigenti, sia ai Docenti, con l obiettivo di far comprendere come la gestione del conflitto possa essere facilitata dall utilizzo della mediazione attraverso la creazione di figure mediative all interno della scuola, per es. attraverso la pratica della peer-mediation con gli studenti. Il percorso di sensibilizzazione/formazione sulla mediazione rivolto a Dirigenti e Docenti si potrebbe articolare nelle seguenti fasi: Informazione su cosa sia la mediazione comunitaria: paradigma di riferimento e modelli. Illustrazione di buone pratiche già utilizzate/validate in altri contesti comunitari. Analisi dei modelli proposti di mediazione comunitaria e studio di fattibilità rispetto alla possibilità di un loro trasferimento ad un contesto scolastico. 4) LA VALUTAZIONE DEL SISTEMA SCOLASTICO: Obiettivo principale di questo percorso è quello di far acquisire a tutto il personale della scuola la consapevolezza che la propria attività venga considerata una prestazione lavorativa e come tale sottoposta ad un sistema di valutazione. In tal senso, si tratta di condurre dalla autovalutazione alla valutazione di sistema, con focus sugli apprendimenti, sino alla finalizzazione della messa a punto di piani di miglioramento rendicontabili anche attraverso la pratica del bilancio sociale. Si può immaginare questo percorso articolato in fasi così definite per dirigenti e docenti: La valutazione degli apprendimenti e la gestione del miglioramento degli esiti di processo Rendicontare la scuola partendo dagli esiti di apprendimento: definizione degli obiettivi strategici e ciclo delle performance Il Bilancio sociale: modelli di fattibilità nella definizione dei target di performances (obiettivi strategici e piani di miglioramento)

8 In tale senso, si ritiene opportuno sviluppare, fra gli altri, questi settori: Una panoramica dei vari sistemi attuati in altri paesi, per fare comprendere le modalità del sistema valutativo e far acquisire la mentalità e la consapevolezza di essere valutati attraverso: La definizione degli aspetti che caratterizzano la valutazione di una prestazione di servizio. Il tipo di servizio erogato I risultati raggiunti L apporto del Sistema Qualità: dalle procedure ai processi e ai risultati. I sistemi di analisi e di autovalutazione: CAF regionale e comparazione con altre fonti (Scuola in Chiaro, INVALSI, VALES ) La presentazione degli indicatori principali presenti in un sistema di valutazione di un tipo di servizio erogato e l analisi degli indicatori ministeriali utilizzati per la valutazione delle prestazioni di un Istituto e promozione di azioni interne atte a rispondere alle richieste degli indicatori ministeriali Definizione di un piano di miglioramento e impatto sul piano organizzativo Rendicontazione della scuola e stesura del bilancio sociale. Per i dirigenti scolastici, il percorso di formazione sulla valutazione del sistema scolastico potrebbe prevedere anche la seguente scansione: Modalità per la valutazione della prestazione individuale Strumenti per la valutazione delle prestazioni individuali: Studio di prestazioni validate Analisi di casi di prestazioni critiche Strategie per il raggiungimento di una positiva prestazione di servizio da parte del personale ATA e Docente Monitoraggio delle prestazione individuali attraverso sistemi di rilevazione ed elaborazione dati. Tabulazione esiti.

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