INTRODUZIONE ALL'IGIENE, LAVAGGIO DELLE MANI, DISINFEZIONE E STERILIZZAZIONE

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1 INTRODUZIONE ALL'IGIENE, LAVAGGIO DELLE MANI, DISINFEZIONE E STERILIZZAZIONE

2 CHIMICO AMBIENTE MATERIALE ILTRIANGOLO DELLA SALUTE (Modolo, 2005) INDIVIDUO AMBIENTE IMMATERIALE

3 Igiene e Sanità Pubblica L Igiene e Sanità Pubblica sono scienze mediche interdisciplinari che studiano: l'uomo nell'ambiente fisico e sociale in cui vive e svolge la sua attività i mezzi per tutelare la salute fisica, mentale e sociale individuale e collettiva. OBIETTIVI - Prevenire le malattie, rimuovendo le cause e i fattori di malattia - Promuovere la salute, individuando e potenziando i fattori di benessere STRUMENTI - EPIDEMIOLOGIA (fase della conoscenza) - PREVENZIONE (fase dell'intervento) - organizzazione e gestione socio-sanitaria

4 AZIONI PRIORITARIE 1. costruire politiche pubbliche per la salute 2. creare ambienti favorevoli per la salute 3. potenziare l azione della comunità per la salute 4. sviluppare le abilità personali 5. ri-orientare i servizi sanitari STRATEGIE 1. patrocinare condizioni che promuovono salute 2. mettere in grado la popolazione di controllare i determinanti di salute per ridurre le disparità 3. mediare tra differenti interessi della società

5 (Dehlgren e Whitehead 1993)

6 I TRE LIVELLI DI PREVENZIONE 1)PREVENZIONE PRIMARIA 2)PREVENZIONE SECONDARIA Malattie infettive Malattie croniche Incidenti e infortuni 3)PREVENZIONE TERZIARIA

7 La profilassi La profilassi delle malattie infettive è un insieme di provvedimenti atti a prevenire l'insorgenza della malattia e ad impedirne la progressione per mezzo di interventi sulla popolazione, nell'ambiente di vita e lavoro.

8 PROFILASSI DIRETTA: insieme provvedimenti adottati in presenza di malattie infettive in comunità per evitarne la propagazione PROFILASSI INDIRETTA: modifica condizioni ambientali che favoriscono diffusione microrganismi patogeni (igiene suolo/abitato/alimenti/acqua, smaltimento rifiuti) PROFILASSI SPECIFICA: mira a fornire all organismo uno stato di protezione più o meno duraturo verso i microrganismi patogeni.

9 Profilassi generale Diretta Notifica Isolamento Disinfezione Sterilizzazione Disinfestazione Indiretta Igiene Ambientale Promozione Salute Specifica Vaccini Immunoglobuline Chemioprofilassi

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11 TRASMISSIONE MALATTIE INFETTIVE all interno di una comunità dipende dai seguenti fattori: 1. le caratteristiche dell agente patogeno (batterio, virus, parassita) 2. le caratteristiche igieniche della comunità 3. l età dei componenti della comunità 4. lo stato di salute degli ospiti e la frequenza di infezioni 5. le condizioni immunitarie degli ospiti e del personale 6. la formazione continua degli educatori/insegnanti e del personale addetto alla pulizia 7. la continua interazione e collaborazione delle famiglie alle azioni necessarie per il mantenimento del buono stato di salute della collettività

12 Il contatto SESSUALE Il ruolo delle mani SORGENTE DI INFEZIONE: UOMO E ANIMALE (MALATO O PORTATORE) VIE DI ELIMINAZ. SECRETI ESCRETI PARENTERALE INAPPARENTE VIE DI PENETRAZ. CUTE MUCOSE UOMO SANO E RECETTIVO Lo scambio ematico VERTICALE

13 VEICOLI SORGENTE DI INFEZIONE: UOMO E ANIMALE (MALATO O PORTATORE) VIE DI ELIMINAZIONE VIE DI PENETRAZIONI UOMO SANO E RECETTIVO VETTORI

14 Veicoli contaminati acqua, alimenti (non è richiesta la moltiplicazione del microrganismo) Vettori meccanici di trasporto puro e semplice (mosche, o altri artropodi) Vettori biologici con parte del ciclo biologico del microrganismo nel vettore (zanzare, flebotomi, pulci)

15 Trasmissione attraverso l aria Respiratory droplets (> 5 microns) Goccioline Sorgente di infezione: uomo e animale (malato o portatore) Aria Nuclei di Goccioline Vie respiratorie Uomo sano e recettivo Polveri Airborne droplet nuclei ( 5 microns)

16 Trasmissione diretta/ indiretta Mani Sorgente di infezione: uomo e animale (malato o portatore) Vie di eliminazione Feci Enterobatteri Enterovirus Parassiti intestinali Alimentazione Uomo sano e recettivo Trasmissione indiretta Veicoli Vettori Malattie veicolate da alimenti Tossinfezioni alimentari

17 TRASMISSIONE OROFECALE Introduzione per via orale di microrganismi eliminati con le feci mediante: le mani non lavate dopo l utilizzo dei servizi igienici o il cambio del pannolino il contatto delle mani con rubinetterie, maniglie contaminate gli alimenti contaminati (diarree infettive, epatiti virali A-E, salmonelle, tossinfezioni)

18 ARIA SUOLO SORGENTE DI INFEZIONE: UOMO E ANIMALE (MALATO O PORTATORE) VEICOLI ALIMENTI FAVORENTI OSTACOLANTI INDIFFERENTI ALIMENTAZ. UOMO SANO E RECETTIVO ACQUA TRASMISSIONE PARENTERALE (dispositivi medici) EFFETTI DI USO

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21 Fonte tabella: Manuale per la prevenzione delle malattie infettive nelle comunità infantili e Scolastiche 2010 Regione Veneto

22 Fonte tabella: Malattie infettive e comunità infantili 2009 Regione Lombardia

23 Sono ad alto rischio infettivo: sangue feci liquidi biologici che contengono sangue in quantità evidente

24 Sono a basso o nullo rischio infettivo i seguenti composti organici: (a meno che non contengano sangue in quantità visibile) secrezioni nasali saliva sudore lacrime vomito

25 LE PRECAUZIONI STANDARD Sono applicate su tutti i pazienti, indipendentemente dallo stato infettivo: si mettono in atto per sangue, secrezioni, escrezioni, cute non integra e mucose. ESEMPI Lavaggio delle mani Utilizzo guanti Utilizzo altri DPI Controllo pulizia ambientale Evitare spadimenti

26 Verifica dell adozione di corrette procedure igieniche da parte del personale, per la prevenzione del rischio di contaminazione; inoltre, l effettuazione di campionamenti prima e dopo il corretto lavaggio delle mani rappresenta un utile strumento formativo per coinvolgere il personale sull importanza dell applicazione delle procedure stesse nei luoghi di lavoro. Si utilizzano piastre da mm riempite con terreni nutritivi adatti alla ricerca dei parametri desiderati (ad esempio, carica totale batterica e fungina). Si fanno adagiare e premere delicatamente sul terreno, per 10 secondi, i polpastrelli di una mano del lavoratore. I risultati sono espressi in termini di UFC/5 polpastrelli. Effetto della disinfezione sul numero di microbi presenti sulle mani: senza lavaggio (A), a seguito di lavaggio con sapone (B), a seguito di disinfezione con alcool (C).

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29 LAVAGGIO DELLE MANI LAVAGGIO SOCIALE (1minuto) Semplice con acqua e sapone, rimuove la flora microbica transitoria e non la residente. Prima e dopo procedure non invasive. La flora residente è costituita da microrganismi che colonizzano stabilmente la cute (per il 20% sono nelle pieghe profonde e nei follicoli piliferi e per l'80% sono sugli stati superficiali. La flora transitoria è composta da microrganismi patogeni e non che sono acquisiti occasionalmente.

30 L IGIENE DELLE MANI E LA PRECAUZIONE PIU SEMPLICE, IMPORTANTE E TRASVERSALE A TUTTE LE PATOLOGIE INFETTIVE! Attenzioni per collettività di bambini di età inferiore ai 3 anni perché: sistema immunitario ancora immaturo (soprattutto se non sono stati allattati al seno), utilizzano bocca e mani per esplorare l ambiente circostante, sono frequentemente in contatto l uno con l altro, non controllano le secrezioni organiche, cambio del pannolino, assistenza nell igiene, ecc... Se l adulto non applica le dovute misure di precauzione può diffondere a sua volta i germi responsabili dell infezione.

31 Ignaz Philipp Semmelweiss ( ) medico ungherese che, alla metà dell Ottocento, è stato fra i primi ad introdurre nella pratica medica il principio dell antisepsi, cioè della sterilizzazione, salvando la vita a migliaia di partorienti. Fino alla scoperta dei microrganismi da parte di Pasteur, e all introduzione dei principi della sua teoria nella pratica chirurgica ad opera del chirurgo inglese Lister (che introdusse l uso dell acido fenico come disinfettante per ferite, strumenti, mani e tutto quanto entrava in contatto con le ferite), non esistevano le conoscenze teoriche necessarie ad individuare la febbre puerperale e la setticemia come malattie dovute all azione dei microrganismi. Nel suo libro del 1861, Semmelweiss dimostra la correlazione esistente tra l'introduzione, nel 1823, dell'anatomia patologica nella clinica viennese e l'aumento delle morti per febbre puerperale.

32 Prima linea grigia verticale: introduzione anatomia patologica nella clinica. Seconda linea grigia verticale: introduzione lavaggio mani (soluzione cloruro di calcio). Curva blu: statistica dell'ostetricia di Dublino, priva di anatomia patologica.

33 L igiene delle mani deve essere effettuata: prima e dopo il consumo di alimenti, prima di imboccare i bambini prima e dopo la manipolazione di alimenti dopo l utilizzo dei servizi igienici prima e dopo il cambio del pannolino, dopo aver accudito bambini che hanno utilizzato i servizi igienici o che presentano malessere dopo essersi soffiati il naso, aver starnutito o tossito dopo il gioco e l attività sportiva dopo la manipolazione di oggetti sporchi o potenzialmente contaminati, dopo aver toccato rifiuti dopo aver utilizzato i mezzi pubblici ogni volta che sono visibilmente sporche.

34 DISINFEZIONE Ha diverse finalità a seconda del tempo viene suddivisa in:

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37 COME AGISCONO DISINFETTANTI E ANTISETTICI? Agiscono sulle proteine di membrana ed enzimi essenziali per la sopravvivenza dei microrganismi

38 La disinfezione può essere distinta in tre diversi livelli DISINFEZIONE DI BASSO LIVELLO Distruzione della maggior parte dei batteri, virus e alcuni miceti ma non i bacilli tubercolari né le spore. DISINFEZIONE DI LIVELLO INTERMEDIO Eliminazione di tutti i batteri in fase vegetativa, la maggior parte dei virus e dei miceti, inattivazione del Mycobacterium tuberculosis. DISINEZIONE DI ALTO LIVELLO Eliminazione tutti i microrganismi ad eccezione di un elevato numero di spore batteriche.

39 ALTO INTERMEDIO Glutaraldeide 2% Acido peracetico 0,2% Perossido d idrogeno 6% Alcoli (etilico, isopropilico) 70-90% Composti fenolici Iodio e Iodofori Composti del cloro ( Ipoclorito di sodio al 5% alla diluizione di 1:50, con 1000 ppm di cloro libero BASSO Composti di ammonio quaternario Clorexidina

40 Per sterilizzazione si intende qualsiasi processo, fisico o chimico, che porta alla distruzione di tutte le forme di microrganismi viventi e altri agenti biologici. Tale definizione semplifica il concetto di sterilità che, al contrario, può essere definito solo su basi statistiche.

41 Data la natura della cinetica dell inattivazione microbica, non è possibile verificare se un qualsiasi dispositivo, scelto a caso tra una popolazione di dispositivi sterilizzati, sia conforme alle condizioni definite. In altre parole, c è sempre una probabilità finita che un microrganismo possa sopravvivere qualunque sia l efficacia del trattamento applicato. Ne consegue che la sterilità di ogni articolo sottoposto a sterilizzazione non può essere garantita e deve di necessità essere definita in termini di probabilità di esistenza di un microrganismo sopravvissuto su/in tale articolo. NORMA UNI EN 556-1:2002

42 Probabilità di trovare un microrganismo vitale all interno di un lotto di sterilizzazione inferiore a 1 su 1 milione Sterility Assurance Level ( S.A.L.): < 10-6 NORMA UNI EN 556-1:2002

43 Le malattie infettive possono essere trasmesse all ospite umano da vettori, a partire da sorgenti o serbatoi di origine. In molte di queste malattie l uomo rappresenta la sorgente d infezione, mentre per altre il serbatoio è rappresentato dall animale infetto. Disinfestazione in Sanità Pubblica: lotta contro i vettori e i serbatoi animali di malattia Disinfestazione in termini più ampi: lotta contro ectoparassiti e animali nocivi o molesti Disinfestazione in altri settori: lotta contro i parassiti animali e delle piante

44 Gli interventi sull ambiente hanno da sempre rappresentato il metodo più efficace nella prevenzione di queste malattie. Essi si possono suddividere in: interventi sulle condizioni igieniche complessive della popolazione interventi finalizzati alla lotta ai vettori; interventi di bonifica dei serbatoi. Vettori causa di infezioni nell uomo: -ZANZARE (Febbre Gialla, Dengue, Malaria ) -FLEBOTOMI (Leishmaniosi) -ZECCHE (Borrelliosi) -PIDOCCHI (Tifo esantematico, Febbre ricorrente) -PULCI (Peste, Tifo murino, Febbre Q) -RATTI (Leptospirosi) -SCARAFAGGI (Reazioni allergiche)

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