Il Piemonte e la sfida del capitale umano. Giovanni Foresti Direzione Studi e Ricerche

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1 Il e la sfida del capitale umano Giovanni Foresti Direzione Studi e Ricerche Torino, 11 maggio 2015

2 Agenda 1 vincente sui mercati internazionali 2 La sfida del capitale umano 1

3 PROPENSIONE ALL'EXPORT: Economia piemontese sempre più orientata all estero Propensione all export (export in % valore aggiunto totale; valori correnti) 6 Liguria Toscana Emilia Romagna Lazio Puglia Trentino A.A. Sicilia Campania Sardegna Marche Veneto 0 Calabria 10 Umbria Lombardia Abruzzo Molise Friuli V.G Basilicata Valle d'aosta Tra il 2014 e il 2016 prima regione italiana per crescita della propensione all export -12 PROPENSIONE ALL'EXPORT NEL 2014 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat 2

4 Sui mercati internazionali battuta la concorrenza tedesca Evoluzione dell export di manufatti (var. %, valori correnti) Evoluzione dell export di manufatti, 2014 (var. % tendenziale, valori correnti) 14,9 Emilia-Romagna 4,2 Distretti piemontesi trainanti (+7,2%) 3,2 Emilia-Romagna 14,1 Veneto 2,9 9,6 Germania 2,6 Veneto 7,0 2,2 Lombardia 1,6 Lombardia 6,8 Francia 0, Nota: principali regioni italiane per export a confronto. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat, Douanes françaises, StatistischesBundesamt

5 Cresce la frattura tra le imprese Manifatturiero del : evoluzione del fatturato Evoluzione del fatturato (var. %) EBITDA margin (%) ,9 49,3 39,4 18,8 21,3 Imprese migliori (2) Imprese peggiori (1) 18,7 20,4 22,5 19,3 21,3 19,1 23,0 differenza 24 19,0 19,4 19,2 19,0 19, ,6-14,2-25,4-27,2 1,7 0,1 0, , ,5-2,3-3, (1) Imprese peggiori: mediana dell ultimo 20% della distribuzione delle imprese; (2) Imprese migliori: mediana del top 20% della distribuzione delle imprese imprese manifatturiere del con almeno euro di fatturato nel 2008 e più di euro di fatturato nel Fonte: ISID (Intesa Sanpaolo Integrated Database) 4

6 in parte funzione della capacità di attivare strategie non-price Manifatturiero del : distanza del fatturato dai livelli pre-crisi per leva strategica (variazione % del fatturato tra il 2008 e il 2013; valori mediani) CON cert. ambientali SENZA cert. ambientali differenza +13,1 CON marchi internazionali SENZA marchi internazionali CON attività di export SENZA attività di export CON cert.qualità SENZA cert.qualità CON brevetti SENZA brevetti +9,2 +7,8 +7,7 +5, imprese manifatturiere del con almeno euro di fatturato nel 2008 e più di euro di fatturato nel Fonte: ISID (Intesa Sanpaolo Integrated Database) 5

7 Agenda 1 vincente sui mercati internazionali 2 La sfida del capitale umano 6

8 L offerta non incontra la domanda: 1. Ampliato il differenziale di occupazione - Germania Tasso di occupazione dei giovani diplomati e laureati di anni (%) Diplomati Laureati 95 Germania Spagna Francia Regno Unito 83, ,6 88,7 88, ,6 78, ,7 76, ,9 66, Germania Spagna Francia Regno Unito Nel 2013 il tasso di disoccupazione giovanile (persone in cerca di occupazione in età anni in % forze di lavoro della corrispondente classe di età) in è stato pari al 40,2% (=40%, salito al 43,1% nel marzo 2015). Fonte: Eurostat, Labour force survey 7

9 2. I lavoratori più istruiti accettano impieghi meno qualificati La crisi ha indotto i lavoratori più istruiti ad accettare occupazioni che richiedono competenze inferiori a quelle possedute. Occupazione per titolo di studio e professione (variazione % tra 2008 e 2013) Totale -12,9-0,6 12,3 Professioni a basso skill 11,8 36,6 32,7 Professioni a medio skill -13,8 9,6 32,3 Professioni ad elevato skill -37,4-14,9 8, Laurea Diploma Fino alla licenza media Fonte: Istat, Rapporto annuale

10 3. Gli investimenti in capitale umano sono poco valorizzati In i bassi salari di ingresso dei giovani laureati non sono compensati (nel confronto con Germania e Francia) da una maggiore crescita delle retribuzioni al progredire della loro vita lavorativa. Germania Francia Retribuzione dei laureati rispetto ai diplomati per classe di età, 2012 (retribuzioni diplomati=100) Differenze con ,8 +59,5 +19,9 +44,5 Regno Unito anni anni +28,6 +2,3 - - Spagna ,3-7,2 Nota: per e Francia 2010, per Spagna Fonte: Ocse, Education at a Glance

11 4. I giovani italiani cercano lavoro sui mercati esteri Nel 2012 hanno lasciato l oltre 26mila giovani italiani tra 15 e 34 anni, 10 mila in più rispetto al 2008; negli ultimi anni «persi» 94 mila giovani. Cittadini italiani di anni iscritti e cancellati da e per l estero per titolo di studio, 2012 Laurea Diploma Il 58% dei diplomati e laureati emigra in Germania, UK, Svizzera, Francia e USA. Fino a licenza media Emigrazioni Immigrazioni Fonte: Istat, Rapporto annuale

12 La domanda non incontra l offerta: 1. Le imprese faticano a trovare personale in alcune professioni Assunzioni programmate nel primo trimestre 2015 considerate di difficile reperimento (in % totale assunzioni) : assunzioni programmate nel primo trimestre 2015 considerate di difficile reperimento per professioni richieste (in % totale assunzioni per professione; tra parentesi numero di assunzioni previste e quota di laureati) Totale 14,0 13,6 Ingegneri in discipline scientifiche (520; 95,9%) 40,5 13,2 Specialisti e tecnici del marketing, vendite e distribuz. (410; 47,7%) 35,0 Servizi 14,6 14,7 16,4 Operai specializzati e conduttori impianti nell'ind. alimentare (410; 0%) Operai metalmeccanici ed elettromeccanici (1.140; 0,1%) 17,0 15,5 12,8 Industria 13,8 9, Torino Operatori dell'assistenza sociale e dei servizi sanitari (620; 0%) Tecnici in campo informatico, ingegneristico e della prod. (770; 24,7%) Addetti alla gestione dei magazzini e spedizionieri (530; 0%) 13,6 11,6 15,1 Percentuali molto basse per operai nell edilizia (2,4%) e personale generico (6,9%) Nota: a Torino punte del 40% per servizi informatici e delle tlc. Fonte: Unioncamere Ministero del Lavoro Nota: sono indicati solo gli indirizzi di studio con più di 350 assunzioni previste e con una quota di difficoltà di reperimento superiore all 11% 11

13 2. e formano le risorse in azienda o cercano in altre province le figure di interesse Azioni programmate dalle imprese nel 2014 per trovare la figura ricercata (% sulle assunzioni di difficile reperimento) : azioni programmate dalle imprese nel 2014 per trovare la figura ricercata, per livello di istruzione (% sulle assunzioni di difficile reperimento) Assunzione figura con competenze simili da formare in azienda 46,9 50,0 Nuove modalità di ricerca 16,3 22,9 19,5 Ricerca in altre province 30,4 25,3 Assunzione figura con competenze simili da formare in azienda 47,3 54,7 40,1 Nuove modalità di ricerca 20,9 24,9 Ricerca in altre province 23,3 31,5 48,3 Offerta retribuzione superiore 6,8 5,3 Offerta retribuzione superiore 7,9 7,3 7, Qualifica professionale Livello secondario Livello universitario Nota: a questa domanda può essere data più di una risposta; pertanto il totale supera 100. Ricerca in altre province soprattutto da parte delle aziende più grandi: in 34,6% per le imprese con più di 250 addetti vs. 14,8% per le imprese tra 10 e 49 addetti. Fonte: Unioncamere Ministero del Lavoro 12

14 Come superare il mismatch: 1. Più innovazione per favorire l occupazione di personale con alto livello di istruzione : quota % imprese che prevedono assunzioni di dipendenti nel 2014 per macro-settore 29,6 29,3 : quota % imprese che prevedono assunzioni di dipendenti nel 2014 per livello di istruzione Nessuna formazione specifica -5,3% Formazione professionale -6,6% ,4 11,9 Livello secondario - Diploma +3,1% 5 Livello universitario +8,8% 0 Industria Servizi Imprese CON innovazioni nel 2013 Imprese SENZA innovazioni nel 2013 Imprese SENZA innovazioni nel 2013 Imprese CON innovazioni nel 2013 Imprese con innovazioni nel 2013: imprese che hanno sviluppato nuovi prodotti/servizi nel Fonte: Unioncamere Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior,

15 2. Va ampliato il numero di laureati in scienza e tecnologia Laureati in scienza e tecnologia (laureati in discipline scientifiche e tecnologiche per mille abitanti in età anni) Friuli-Venezia Giulia Emilia-Romagna Lazio Toscana Marche Lombardia Liguria Umbria Veneto Campania Calabria Abruzzo Trentino-Alto Adige Sicilia Sardegna Puglia Basilicata Molise Fonte: Istat 2012 Trend a confronto 3,5 4,7 6,7 8,0 7,9 10,3 9,8 9,7 12,2 12,0 11,2 13,2 16,3 16,3 15,1 17,9 17,6 16,6 18,7 18, Emilia-Romagna Nota: confronto con e prima regione per laureati in scienza e tecnologia (Emilia Romagna e Friuli-Venezia Giulia) 18,7 17,6 13,2 14

16 3. Va rafforzata la formazione professionale Spagna Quota (%) di imprese* che hanno effettuato, internamente o esternamente, corsi di formazione 71 Differenza tra imprese e Germania Francia 71 Grandi imprese Germania Regno Unito Medie imprese Piccole imprese Germania * imprese con almeno 10 addetti. Piccole imprese: meno di 50 addetti; medie imprese: da 50 a 249 addetti; grandi impese: almeno 250 addetti. Fonte: Eurostat (ultimo aggiornamento: settembre 2014) e stime Intesa Sanpaolo su dati Unioncamere Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior,

17 e aumentato il numero di addetti coinvolti in attività formative Trentino-Alto Adige Umbria Lombardia Marche Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia Sardegna Lazio Liguria Valle d'aosta Toscana Veneto Abruzzo Basilicata Campania Molise Puglia Calabria Sicilia Fonte: Istat Occupati che partecipano ad attività formative e di istruzione (addetti occupati nella classe d età anni che partecipano ad attività formative e di istruzione per 100 adulti occupati nella stessa classe di età) ,5 7,1 7,0 7,0 6,6 6,5 6,3 6,3 6,2 6,1 6,1 6,0 5,6 5,4 4,4 4,3 4,2 3,9 3,6 3,5 10, Trend a confronto Trentino-Alto Adige 10, ,3 6,0 Nota: confronto con e prima regione per tasso di partecipazione ad attività formative (Trentino-Alto Adige)

18 4. Più formazione anche tra gli inoccupati Toscana Sardegna Lazio Abruzzo Trentino-Alto Adige Umbria Molise Friuli-Venezia Giulia Marche Basilicata Calabria Liguria Campania Veneto Valle d'aosta Puglia Emilia-Romagna Lombardia Sicilia Non occupati* che partecipano ad attività formative o di istruzione (addetti inoccupati anni che partecipano ad attività formative e di istruzione per 100 adulti inoccupati della stessa classe di età) 2013 Trend a confronto 8,6 8,5 8,4 8,2 8,2 8,1 7,8 7,5 7,4 7,3 7,0 6,4 6,3 5,7 5,7 5,7 5,6 5,6 5,5 5,3 5, * Disoccupati e non forze lavoro. Fonte: Istat Toscana ,6 6,3 5,3

19 5. Va ulteriormente ridotto il numero di giovani che abbandonano i percorsi di istruzione e formazione Giovani che abbandonano prematuramente i percorsi di istruzione e formazione professionale (% della popolazione anni con al più la licenza media, che non ha concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione di durata superiore ai 2 anni e che non frequenta corsi scolastici o svolge attività formative) Veneto Abruzzo Friuli-Venezia Giulia Umbria Lazio Marche Trentino-Alto Adige Liguria Emilia-Romagna Molise Lombardia Basilicata Toscana Calabria Valle d'aosta Puglia Campania Sardegna Sicilia Fonte: Istat 2013 Trend a confronto 10,3 11,4 11,4 11,9 12,3 13,9 13,9 15,1 15,3 15,4 15,4 15,4 15,8 16,3 16,4 17,0 19,8 19,9 22,2 24,7 25, Veneto Nota: confronto con e regione con il più basso tasso di abbandono (Veneto) 17,0 15,8 10,3 18

20 6. Va affrontato il problema dei giovani 15-29enni non occupati e non in formazione (NEET) Tasso giovani NEET (giovani tra i 15 e i 29 anni non occupati né inseriti in un percorso regolare di istruzione/formazione in % sulla popolazione nella corrispondente classe di età) Trentino-Alto Adige Friuli-Venezia Giulia Veneto Lombardia Emilia-Romagna Umbria Valle d'aosta Toscana Marche Liguria Abruzzo Lazio Molise Basilicata Sardegna Puglia Calabria Campania Sicilia 16,4 22,7 Nel 2013 i giovani 15-29enni NEET hanno raggiunto i 2,5 milioni. Di questi 1,2 milioni hanno un diploma, 240mila almeno una laurea Fonte: Istat

21 Le sfide per le imprese piemontesi I mercati esteri continueranno ad essere il principale driver di crescita delle imprese piemontesi, da servire sempre di più con proprie strutture in loco, marchi noti e prodotti nuovi e differenziati. In prospettiva, occorrerà spingere ulteriormente sul fronte internazionale, dove risultano vincenti le imprese con un migliore posizionamento competitivo: più qualità, più marketing, più innovazione e più partecipazioni estere. Queste strategie richiedono un rafforzamento del capitale umano nelle imprese, in grado di interagire con i mercati internazionali, mantenere alti i livelli qualitativi della produzione e potenziare l attività innovativa. Occorre ripensare il sistema formativo: attualmente l offerta di figure professionali non soddisfa le esigenze della domanda delle imprese, disperdendo talenti e risorse e riducendo il potenziale di crescita del territorio. 20

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