LABORATORIO LA POSTAZIONE: UNA QUESTIONE PERSONALE - Attività facoltativa: costruzione di strumenti di valutazione -

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1 LABORATORIO LA POSTAZIONE: UNA QUESTIONE PERSONALE - Attività facoltativa: costruzione di strumenti di valutazione - Perchè La possibilità di personalizzare gli strumenti per l apprendimento rappresenta l opportunità di adeguare il prodotto alle reali necessità, ai bisogni specifici di chi lo deve usare. La personalizzazione si concretizza anche nel poter creare strumenti di valutazione degli apprendimenti, adeguati ai bisogni specifici dell utente. Attività L attività di laboratorio prevede di costruire una o più prove di valutazione degli apprendimenti utilizzando il software Keduca presente sul DVD So.di.Linux. I partecipanti dovranno: avviare il DVD So.di.Linux, selezionare dall elenco per materia Strumenti di lavoro, consultare la scheda di Keduca, lanciare il programma, costruire una o più prove di valutazione pensate per alunni con ritardo mentale di varia entità. 1

2 LABORATORIO LA POSTAZIONE: UNA QUESTIONE PERSONALE - Attività facoltativa: costruzione di mappe concettuali - Perchè La possibilità di personalizzare gli strumenti per l apprendimento rappresenta l opportunità di adeguare il prodotto alle reali necessità, ai bisogni specifici di chi lo deve usare. La personalizzazione si concretizza anche nel poter creare strumenti per facilitare gli apprendimenti, adeguati ai bisogni specifici dell utente, come delle mappe concettuali per visualizzare concetti complessi o derivanti da corposi testi scritti. Attività L attività di laboratorio prevede di costruire una o più mappe concettuali utilizzando i software presenti sul DVD So.di.Linux. I partecipanti dovranno: avviare il DVD So.di.Linux, selezionare dall elenco per materia Informatica, consultare le schede dei sw per la costruzione di mappe concettuali (indicato nella descrizione), lanciare il programma scelto, costruire una o più mappa concettuale relativa al testo allegato a questa scheda. 2

3 - Attività facoltativa: costruzione di mappe concettuali - Verso l'anno Mille il continente europeo si presentava poco abitato e in molte sue parti del tutto disabitato. La quasi totalità della popolazione viveva in villaggi contadini di poche centinaia di abitanti, che si concentravano nelle zone dove esistevano condizioni più favorevoli all'agricoltura. Fra l'uno e l'altro dei territori di maggiore insediamento rurale dominava una natura selvaggia: foreste fitte e immense, frequentate soltanto da cacciatori e taglialegna; vaste estensioni di lagune, stagni e paludi, utilizzate per la caccia a volatili acquatici come l'anitra o per la pesca dell'anguilla. Gli storici hanno individuato due cause principali per spiegare lo spopolamento delle campagne e delle città europee. La prima riguarda l'agricoltura. In quell epoca essa aveva perduto molta della capacità produttiva raggiunta nel periodo di massimo splendore della civiltà romana, quando era stata in grado di sostenere una popolazione numerosa e di alimentare grandi città. L'agricoltura era precipitata a uno stadio molto rudimentale, che permetteva solo una produzione piuttosto scarsa; per sopravvivere, i contadini dovevano aggiungere all'attività agricola lo sfruttamento delle risorse della foresta, per mezzo della caccia e della raccolta. La seconda ragione è data dalla generale insicurezza provocata dalle frequenti guerre locali e dalle continue razzie a opera delle popolazioni nomadi provenienti dall'europa dell'est e del nord, che sottraevano alle famiglie dei contadini i loro magri raccolti. In queste condizioni la crescita della popolazione era ostacolata dalla scarsità degli alimenti disponibili: appena la popolazione tendeva a crescere compariva il dramma della carestia che faceva aumentare la mortalità. Il testo è stato tratto dal manuale di storia per le scuole medie di SCIPIONE GUARRACINO, Il racconto delle grandi trasformazioni, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, vol. 2A, pp

4 Sequenza delle attività - Esempio tratto dal sito Handitecno PRIMA FASE: familiarizzazione con il software (scelta dello strumento tra quelli disponibili) SECONDA FASE: dal testo alla sintesi. Fare una sintesi, evidenziando i concetti principali, come in figura: TERZA FASE: dalla sintesi alla mappa associativa. Il passo successivo potrebbe essere quello di individuare l idea centrale e di disporre liberamente attorno ad essa gli altri elementi ricavabili dalla sintesi ottenuta dal testo di partenza, quelle che potremmo chiamare le idee accessorie (fase di negoziazione - attività che si può fare con gli alunni). 4

5 Sia la scelta delle idee secondarie sia la loro formulazione linguistica sono ovviamente discutibili. Le immagini potrebbero svolgere un ruolo significativo in relazione a testi più elementari. Una ricerca iconografica, fatta magari a partire dallo stesso libro di testo, e ampliata su altri testi o su Internet, può dare un contributo importante alla comprensione dell argomento trattato e alla sua articolazione concettuale. (fase di scelta - attività che si può fare con gli alunni). QUARTA FASE: dalla mappa associativa alla mappa concettuale. (a seconda del grado di disabilità cognitiva, questa fase può essere opzionale) La fase più delicata è quella segnata dal passaggio da una libera mappa associativa, più o meno corredata da immagini, a una vera e propria mappa concettuale. In questa va esplicitata sia la gerarchia interna dei nodi sia l etichetta da associare che ne definisce la funzione. 5

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