Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione.

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1 Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. MICHELE EMILIANO Sindaco del Comune di Bari 12 maggio 2006 Innanzitutto benvenuti a tutti i nostri ospiti e ai relatori. Sono molto onorato del compito che mi viene dato oggi, avendo di fronte un parterre straordinario. Sono un Sindaco in carica solo da venti mesi e ammetto di essere desideroso di capire se il lavoro portato avanti sino a questo momento al Comune di Bari possa trovare una condivisione estesa, proprio perchè considero quella di oggi una giuria estremamente importante. Ricordo le sensazioni provate nelle ultime settimane di campagna elettorale per le amministrative, quando cominciavamo a fiutare una possibile vittoria. È in quel momento che la prospettiva è cambiata e sono affiorate preoccupazioni nuove. E adesso cosa facciamo? Come riusciremo a rispondere alle aspettative di cambiamento? Interrogativi come questi pesano fortemente per quei Sindaci, come me, che non hanno la fortuna di appartenere ad una tradizione di governo consolidata, ma che hanno invece il problema, dopo le elezioni, di dare con immediatezza delle risposte ai cittadini e a quei leader d opinione che si aspettano un cambiamento dal punto di vista teorico nella modalità di svolgimento della funzione di governo. Già durante la campagna elettorale avevamo indicato come preliminare la necessità di occuparsi dei dipendenti del Comune di Bari, di costruire insieme a loro una modalità nuova di governo della città attraverso un processo di condivisione degli obiettivi. Sapevamo infatti che la struttura amministrativa era estremamente demotivata e mortificata dal passato. Dunque una prima chiave istintiva è stata quella di lavorare per far tornare a queste persone il sorriso sulle labbra. Chi viene chiamato ad una responsabilità così grande come quella di governare una città pensa, infatti, prima di tutto a coloro che dovranno lavorare con lui. Durante la campagna elettorale -sempre istintivamente- abbiamo voluto rilanciare con forza la cosiddetta partecipazione attiva dei cittadini. Condivisione, partecipazione attiva, pianificazione strategica delle azioni, programmazione nella gestione delle risorse, per noi non erano solo degli slogan, ma punti fondamentali del nostro programma.

2 Pur sapendo che questo imponeva un alto grado di coerenza nella futura azione di governo, che avrebbe messo di fatto nelle mani dei detrattori delle armi micidiali per poter incidere sulla crescita del sistema. Oggi esamineremo una serie di esperienze molto più mature di quella a cui vi sto accennando, alcune delle quali già coronate da grandi successi. Abbiamo città che sono già arrivate alla definizione del secondo Piano Strategico o addirittura del terzo. Dobbiamo quindi incominciare a ragionare -di questo credo ci parlerà il Professor Rebora- su come mettere in comune queste esperienze per renderle fruibili anche a coloro che non hanno ancora iniziato percorsi analoghi. Io vi illustrerò le prime fasi del metodo che abbiamo deciso di adottare a Bari. Lo abbiamo chiamato un Metodo in Comune, per sottolineare il desiderio di condivisione del modello. Il lavoro di preparazione è stato complesso e persino duro, perché insistevamo su un contesto caratterizzato da resistenze molto forti. Potete immaginare quanta fatica costi avviare un processo di innovazione. Noi abbiamo da subito escluso il paragone tra un Amministrazione Comunale e un azienda, senza negare però che esistono molti aspetti del pubblico che possono essere utilmente riorganizzati alla luce di principi tipicamente aziendali. Quindi nessuna equiparazione, ma certamente un umile desiderio di utilizzare esperienze anche di altri contesti per poter migliorare il nostro lavoro quotidiano. Le premesse del nuovo metodo sono state coltivate con cura già in campagna elettorale: la mattina si camminava per la città, quartiere per quartiere, secondo uno schema assolutamente programmato. Avevamo costituito un vero e proprio ufficio itinerante con il compito di incontrare i cittadini registrando le loro proposte. Credo di aver contattato ogni cittadino di Bari almeno due volte di persona in tutta la campagna elettorale. A due mesi dal voto abbiamo organizzato in un teatro dodici Forum tematici aperti alla cittadinanza per ragionare di diversi argomenti di interesse per la collettività, coinvolgendo oltre cinquemila persone Con precise tecniche di gestione di questi Forum sono stati coinvolti tutti i presenti affinché ognuno partecipasse attivamente al lavoro. Siamo giunti così alla costruzione delle nostre linee programmatiche, successivamente integrate da un documento che partiti e associazioni del centrosinistra barese avevano elaborato in un anno e mezzo di lavoro. Il Programma di Governo così definito è stato sostanzialmente quello che poi è stato approvato dal Consiglio Comunale. Una delle ansie principali che avevo da dilettante della politica era legata alla consapevolezza che rilasciare dichiarazioni di principio pone immediatamente il problema del come poter realizzare quelle Azioni.

3 Tra i professionisti della politica questa spesso appare una questione secondaria, mentre per la collettività il come si fa una cosa diventa a volte più importante del contenuto stesso dell Azione. Tutti sappiamo infatti che la difficoltà più grande della vita non è tanto quella di avere delle idee quanto di realizzarle concretamente. Abbiamo quindi analizzato il Programma distinguendo al suo interno le Azioni di Governo necessarie per la sua realizzazione, secondo una procedura che ha coinvolto tutti gli Assessori. Il Programma è dunque oggi un documento vivente e che si evolve, si allarga e si limita a seconda dello svilupparsi del meccanismo della revisione delle Azioni, un meccanismo analogo a quello del project management industriale. Le Azioni non sono state individuate solo con gli Assessori, ma subito coniugate con i Consiglieri Comunali. Per la prima volta l Assemblea è stata coinvolta direttamente, e soprattutto in anticipo, nella strutturazione delle Azioni di Governo. Questo stranamente, nella nostra esperienza, ha determinato una reazione non positiva. Eravamo convinti che questo processo di condivisione rendesse entusiasti i Consiglieri Comunali, in molti manuali è infatti riportata la loro frustrazione all idea di veder ridotto il proprio ruolo a chi deve solo alzare la mano in Consiglio Comunale. Pensavamo di fare cosa positiva condividendo con loro scelte, priorità e modalità, invece ci siamo accorti che questo confronto anticipato in qualcuno, e soprattutto nei consiglieri più esperti, ha fatto sorgere il dubbio che volessimo una sorta di autorizzazione preventiva al Governo della città e che quindi si sottraesse al Consiglio Comunale quella dialettica che fa parte della tradizione politica dei Comuni. Abbiamo ovviamente allargato il confronto anche ai partiti. Credo che un tempo un lavoro di questo tipo venisse svolto esclusivamente nei partiti, all interno cioè di queste organizzazioni fondamentali per la vita democratica del Paese. Ma oggi è difficile che un partito riesca a costruire un Piano delle Azioni per il governo della città perché questo va sempre più definito con altri soggetti. Diventa quindi compito del Sindaco anche quello di realizzare questa sintesi politica. Si tratta di un compito peraltro abbastanza complicato, perché nel nostro modello di governo il Piano è costruito con le Associazioni della cittadinanza attiva, con i Presidenti delle Circoscrizioni che rappresentano gli interessi dei quartieri e con tutti i portatori di interesse, dai sindacati alle associazioni industriali, dal mondo della scuola a quello accademico. Queste Azioni sono quindi continuamente sottoposte ad una verifica, prima nella loro individuazione e poi nella nostra capacità di realizzarle.

4 Le Azioni sono state anche condivise, a livello tecnico, con i Dirigenti dell Amministrazione Comunale, per evitare di scrivere un bel libro di sogni senza fare i conti con le possibilità reali di portare a termine gli obiettivi. Ci siamo trovati davanti una burocrazia -come spesso accade- assolutamente sfiduciata nei confronti della funzione di indirizzo politico. L impressione che io ho avuto è che ne avessero viste di tutti i colori, che ci immaginassero come un ennesima puntata della stessa telenovela. Non vi nascondo invece che, al crescere della loro fiducia nel sistema, il contributo che i funzionari dell Amministrazione hanno dato è stato straordinario. Questo ha creato anche un effetto di motivazione molto forte, con i suoi ovvi prevedibili alti e bassi, I Dirigenti sono persone che mi ricordano i replicanti di Blade Runner: coloro che ti dicono Ho visto cose che voi uomini.... Ne hanno infatti veramente viste di tutti i colori i Dirigenti dei nostri Comuni e, per responsabilità non loro, spesso sono stati esposti alle esperienze più traumatiche. Riportarli dunque a quella ingenuità, che rappresenta la base teorica sulla quale ci stiamo muovendo, non è sempre facilissimo. Questa serie di riunioni di condivisione del Programma è servita anche a creare un tipo di lavoro che rispettasse la distinzione di ruoli tra Dirigenti e Assessori. Anche qui si annidano infatti dei problemi molto forti, in quanto il rapporto Dirigente- Assessore non è sempre facile da assemblare. Alla fine di questo lungo lavoro abbiamo ottenuto il Piano delle Azioni riclassificato e pianificato e, su questa base, sono stati redatti dalla Direzione Generale le Relazione di Previsione Programmatica, il Piano Dettagliato degli obiettivi ed il PEG. È stato poi realizzato il primo caricamento di GovernAzioni, un software molto accessibile, che adesso è on line sul portale del Comune di Bari, e che rappresenta la base del controllo di gestione. Tutto ciò che esisteva prima di questa impostazione al Comune di Bari era sostanzialmente una simulazione: dagli obiettivi che si scrivevano direttamente i Dirigenti, alla veridicità del Programma. C è chi mi ha detto di non preoccuparmi, che il Programma lo avremmo scritto dopo, che i Programmi per i Comuni si comprano da Buffetti. L esperienza che invece vi sto raccontando parte dai dodici Forum della campagna elettorale, che ci hanno consentito di costruire un programma vero. Questo programma lo abbiamo poi trasformato in Azioni vere e da questa verità sono poi discese delle altre verità. Al punto che adesso gli obiettivi dei Dirigenti sono coerenti con il Programma di Governo, così come i PEG sono coerenti con il Programma di Governo.

5 Abbiamo un software dove ciascun Assessore, il Sindaco e i Dirigenti possono vedere come sono allocate le risorse e quali sono le priorità delle Azioni che stiamo realizzando. Questo è sostanzialmente l assetto attuale, che non è certo definitivo, ma ci dà una serie di possibilità. Al centro ora c è l aggiornamento di GovernAzioni. Il punto di aggiornamento del sistema delle Azioni di Governo va infatti a comporre i dati del SIUC -che nel Comune di Bari non funziona ancora al meglio- e viene confrontato continuamente con il Tavolo Politico. Il Tavolo Politico è sostanzialmente uno strumento che ci siamo inventati per superare quella difficoltà tipica delle Amministrazioni di centrosinistra che devono tenere insieme tredici o più partiti. In questa situazione è difficile consultare i partiti senza avere uno strumento di raccordo che funzioni. Il Tavolo Politico è composto dai Segretari cittadini dei partiti più i Capigruppo di maggioranza ed è un Organo che può anche decidere con i due terzi della maggioranza coinvolgendo anche quei partiti che non hanno rappresentanza consiliare, fatto secondo me importante per la maturazione di tutta la coalizione. Il Tavolo Politico interloquisce continuamente con il Programma delle Azioni e la stessa cosa stiamo facendo anche con tutti i dipendenti. Pertanto, la condivisione della visione strategica dell Amministrazione non è avvenuta solo con i Dirigenti e con i cittadini ma ha coinvolto una categoria di persone della quale spesso non si parla: quella composta da ogni singolo dipendente. Il 27 maggio terremo il primo Forum dei dipendenti del Comune di Bari: un attività libera e non imposta, in cui il Sindaco invita i circa duemilatrecento dipendenti del Comune per parlare della visione della città. Abbiamo avvertito il bisogno di far conoscere a chi all interno del Comune ci lavora - una categoria che spesso è la meno informata su strategia, metodi, fini, modalità e sullo stile di Governo- dove intendiamo arrivare. Lo stile di Governo del passato che noi abbiamo voluto modificare, non si può trasformare automaticamente solo perché è c è un nuovo Sindaco. Bisogna creare quelle quotidiane innovazioni che possono dare il segno ai cittadini di un effettivo cambiamento. Il Tavolo Politico e la Giunta Territoriale, le due innovazioni politiche più importanti, sono derivate sempre da problemi posti dai partiti nel gestire le loro funzioni. Abbiamo dovuto portare questa pratica della condivisione all interno dell Amministrazione perché, all esterno, i partiti non riuscivano a trovarla. La Giunta Territoriale sostanzialmente coinvolge gli Assessori e i Presidenti delle Circoscrizioni, viene seguita in particolare dall Assessore al Decentramento e consente di collegare in termini di routine le esigenze dei quartieri al Governo della città. Anche questo Organo influenza continuamente l aggiornamento del sistema di GovernAzioni.

6 C è poi il Diario di Città, che viene distribuito ai cittadini e contiene l elenco delle iniziative realizzate e di quelle che verranno intraprese nei sei mesi successivi. Questi Diari vengono consegnati ai cittadini durante le assemblee circoscrizionali, ovvero tre Forum in ogni circoscrizione entro la fine dell anno. In aggiunta alla partecipazione diretta dei cittadini all interno dei Forum Circoscrizionali, che garantiscono un aggiornamento e miglioramento continuo del sistema di GovernAzioni, ogni cittadino può inviare al Comune di Bari le sue proposte compilando un apposita scheda allegata al Diario di Città. In conclusione, per quanto riguarda la verifica del rapporto Comune/burocrazia abbiamo quindi il problema del raggiungimento degli obiettivi da parte dei dirigenti; mentre dal punto di vista del rapporto Comune/cittadinanza, quello della valutazione e della condivisione dei risultati, che avviene ancora una volta nei Forum Circoscrizionali e al Tavolo Politico con il sistema dei partiti. Adesso cedo la parola al Professor Rebora, che ci ha fatto l onore di scrivere la prefazione del libro che presenta il sistema di cui vi ho parlato, con un approfondimento particolare del software GovernAzioni. Sono presenti oggi tutti i principali attori di questo lavoro. Speriamo di poter acquisire dalle vostre esperienze, sicuramente più mature della nostra, elementi utili per poter ulteriormente migliorare quanto fatto sinora. Grazie per l attenzione, prego Professor Rebora.

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