Il Muschio. Cooperativa Sociale

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1 Il Muschio Cooperativa Sociale TRASCRIZIONE DEL CORSO DI INTRODUZIONE ALL ERBORISTERIA ORGANIZZATO DALLA SEZIONE WWF DI MORBEGNO * (febbraio - marzo 1998) RELATORE: ERB. ANDREA AZZETTI ** 1

2 INTRODUZIONE Grazie all impegno della sezione del WWF è stato possibile organizzare questo corso di Erboristeria. Durante questo corso verrà aperta una parentesi sull argomento da me preferito: l uso delle piante per il recupero o il mantenimento della salute, sulla base di quanto ci viene tramandato dalla Tradizione Erboristica e dalle ultime ricerche nel campo delle piante medicinali. In questo non facile lavoro si cercherà, nei limiti del concesso, di dare maggiore risalto all uso comune delle piante che, per molte ragioni, deve essere necessariamente tenuto al di fuori da quella pratica terapeutica che va sotto il nome di Fitoterapia - clinico Farmaceutica chiamata anche erroneamente Medicina Erboristica o Naturale o Alternativa e, pertanto, per differenziarla la chiameremo Fitopratica. In altre parole la Fitopratica rifugge sia come teoria che come pratica dalla attività farmacodinamico di quel determinato principio attivo, dando viceversa importanza all attività biologica del fitocomplesso (totum della pianta). Questa chiarezza, a mio avviso, è necessaria perchè la tradizione Erboristica, se é ben presentata, può e deve offrire motivo di serio approfondimento, si all appassionato che al ricercatore, su quel meraviglioso fenomeno che é il rapporto uomo-pianta. L obiettivo che ci si prefigge, in queste serate, é quello di tentare di sensibilizzare verso quel più ampio campo che é il mantenimento della salute, o il suo recupero, attraverso un riequilibrio della omeostasi corporea che va intesa come: condizione di equilibrio interno in cui l organismo si trova, grazie ad un insieme di processi di regolazione e contro regolazione che agiscono ogni qual volta si verifica un allontanamento dell equilibrio. Vale a dire: abbiamo da una parte un quid umorale, dall altra dei meccanismi che ne controllano l uniformità e la stabilità. Ecco perché la fitopratica agisce, per mezzo delle piante medicinali, stimolando o controstimolando (modulando) i suddetti meccanismi. Seguendo questo concetto arriviamo alla conclusione che non ci sono tante preparazioni Erboristiche quante sono le malattie che affliggono l uomo, ma tante quante sono le funzioni fisiologiche dell organismo. In Fitopratica le piante medicinali vengono classificate esclusivamente in funzione delle loro capacità di stimolare determinate funzioni dell organismo. Con tale classificazione viene semplificato al massimo il repertorio in quanto viene escluso ogni riferimento sintomatico (cura dei sintomi di una determinata malattia) come esempio: antibiotico, antidiabetico, antispasmodico, ecc.. Perciò, in Erboristeria, in genere, abbiamo tanti erborati quante sono le funzioni fisiologiche, rispettando la regola Olista (olistica infatti deriva del greco olos che significa "globalità") In altre parole, l olismo sostiene che la materia vivente non é solo la somma di parti distinte, ma totalità integrata senza alcuna soluzione di continuità tra materia ed energia, non parti distinte che compongono l intero, ma l intero composto da parti distinte. PIANTE MEDICINALI E OFFICINALI Per l organizzazione mondiale della sanità (O.M.S.) la diversità fra piante medicinali e officinali, sta nel fatto che le erbe medicinali contengono delle sostanze che possono essere impiegate per usi terapeutici, mentre officinali sono già state riconosciute ufficialmente per preparare delle specialità medicinali. La pianta medicinale, considerata nel suo aspetto di organismo vegetale unitario, è costituita da un complesso di sostanze ciascuna delle quali ha un preciso significato ed una ben determinata funzione. Questi composti, che terapeuticamente possono essere catalogati come attivi e inerti, agiscono sul nostro organismo sempre in maniera blanda e graduale, poiché ad una azione principale operata dal 2

3 costituente attivo corrispondo altre moderatrici fornite dai principi inerti che agiscono graduando e attenuando l azione dei costituenti attivi in esse contenuti, o di farmaci chimici di sintesi con azione similare. ATTENZIONE AL NATURALE! Negli ultimi anni si é assistito ad un crescente interesse per tutto quello che si può definire Naturale, in tutti i settori come: la cosmesi, la salutistica e l alimentazione. Di pari passo gli studi e le ricerche hanno avuto una maggiore attenzione e, in special modo in campo farmacologico, delle piante ritenute medicinali. Sta di fatto che molte di esse, da sempre usate, sono risultate pericolose, possiamo citare, come esempio, la Farfara, pianta insospettabile fino a poco tempo fa invece contenente alcaloidi pirolizidinici ad effetto epatotossici e carcinogenetici. Di fronte a questo coro unanime, sempre positivo, esaltante dall opinione, io direi che dovrebbero sorgere spontanee delle domande: Ma crediamo a chiunque? Sarà proprio vero che tutto ciò che si compra in negozi del settore o la semplice pianta del vicino, faccia sempre bene alla salute?. La risposta a questi interrogativi si può riassumere nella classica frase: Al limite non mi fa male. Niente di più assurdo, basti pensare alla velenosità di certe piante. Mai come una rivista o un amico/a chiamato esperto o anche il professionista del campo dicono con obiettività che ci possono essere effetti negativi o, addirittura, dannosi oppure ammettono semplicemente l inefficacia di determinati rimedi. E mai possibile che qualsiasi quotidiano, programma televisivo o rivista rosa del settore salute abbiano un rimedio a tutto senza controindicazioni, senza pericoli, solo perché accompagnati dal nome naturale?!? Tutta questa assoluta certezza deve far riflettere ricordandosi, come dice un vecchio proverbio, che ogni rosa ha le sue spine. Questo non vuole essere un allarme eccessivo o un rifiuto ai rimedi che la natura offre in modo così prodigo, ma solo un avvertimento alla prudenza. La metafora deve insegnarci che la rosa si può cogliere, ma con le dovute cautele e attenzioni. Infatti solo con un esperienza pluriennale nel campo Erboristico e con studi e sperimentazioni, si può arrivare a scoprire gli aspetti insoliti e le loro reazioni indesiderate, che diventano, a volte, vere e proprie insidie anche in quelle piante da sempre considerate medicinali. Gli esempi possono essere tantissimi: - la semplice Camomilla che tutti conoscono e che la medicina popolare considera blando sedativo, é anche un ottimo rimedio per la gastrite, ma può essere responsabile di reazioni allergiche e a volte può avere l effetto contrario: invece di calmare eccita e, inoltre, in forte dosi é vomitiva. Quante volte si vedono madri premurose dare la camomilla serale al bambino e lamentarsi perché poi non dorme. Questo é un eclatante caso degli effetti opposti; - il Finocchio che é un carminativo, somministrato alla sera disturba il sonno proprio in virtù del suo effetto; - la bella Echinacea, pianta stimolante del sistema immunitario, somministrata in bimbi con età inferiore ai tre anni, produce degli effetti negativi in quanto il sistema immunitario non é ancora del tutto formato o maturo. Assistiamo anche a casi assurdi in cui pazienti in attesa di trapianto di midollo osseo o affetti da lupus (malattia che il sistema immunitario aggredisce), usano prodotti immunostimolanti in situazioni in cui invece deve essere ricercata una immunodepressione introgena; - l Iperico, pianta esaltata negli ultimi tempi, ha avuto una forte spinta pubblicitaria nelle riviste rosa, per l effetto antidepressivo della Tintura Madre in special modo. Mai che abbia letto delle controindicazioni di questa pianta; l iperico contiene infatti ipericina, sostanza fotosensibilizzante, per questo sono possibili eritremi solari e discrasie cutanee per esposizioni prolungate alla luce solare e a quella delle lampade UV; inoltre interferisce su cure con 3

4 psicofarmaci e alcool; Dunque é opportuno non ingerire sempre tutto pensando che faccia bene e mai male solo perché l abbiamo letto su un libro o ci é stato consigliato dall amico. In tutti i casi bisogna: o approfondire la materia e mantenersi entro i propri limiti di conoscenza, oppure rivolgersi a persone qualificate che sapranno fornire i giusti consigli. Per concludere, altri avvertimenti necessari sono: mai farsi autodiagnosi o diagnosi per altri; evitare di usare quelle miriadi di ricette che si trovano su riviste o libri medicinali, scritti nella maggior parte da incompetenti o da giornalisti alla ricerca di scoop. PIANTE DI USO COMUNE: LE GRANDI FAMIGLIE: le finalità di questo corso non sono addentrarsi in discorsi strettamente botanici o farmacognostici, ci si limiterà alla descrizione, limitata a poche specie, considerando solo l aspetto praticoapplicativo. Pertanto cominceremo la presentazione delle piante di uso comune dividendole in grandi famiglie. Una famiglia é considerata tale per una certa uniformità morfologica e un certo numero di principi attivi sensibilmente uguali, che ne caratterizzano l azione salutistica. LE COMPOSITAE: Achillea (sommità) Arnica (fiori - radice) Bardana (radice) Calendula (fiori) Camomilla (fiori) Tarassaco (radici, foglie) Le Composite sono una delle famiglie più numerose, tutte caratterizzate dalle sostanze amare, proprietà digestive, depurative, ecc.. Facili da riconoscere, quasi tutte, per i loro fiori gialli. LE LABIATE: Lavanda (fiori) Melissa (foglie) Menta (foglie) Salvia (foglie) Timo (foglie) Vengono, erroneamente, poco considerate, essendo usate in cucina, ma non dimentichiamo che hanno proprietà terapeutiche di tutto rispetto. LE MALVACEE: Altea (radice) Malva (foglie - fiori) Sono caratterizzate dalla mucillagini con un effetto emolliente. LE UMBRELLIFERAE: Anice (semi - frutti) Finocchio (semi - frutti) Carum carvi (semi - frutti), per il portamento dei fiori assomiglianti a delle ombrelle, molte sono quelle che si possono trovare in Valtellina, ad esempio il Carum carvi (chiamato in dialetto carè) o il Finocchio selvatico. Hanno proprietà carminative, digestive, aromatizzanti. LE ROSACEE: Biancospino (foglie - fiori) Ciliegio (peduncoli) E una grande e bellissima famiglia, hanno effetti sedativi e diuretici. PINACEE - conifere: Larice (resine) Pino Silvestre (gemme) Pino Mugo (gemme - pigne). Piante resinose, con effetto balsamico ed espettorante. ERICACEE: Erica (fiori) Uva Orsina (foglie). Famiglia con un principio attivo comune: l arbutina. Proprietà disinfettanti nelle malattie delle vie urinarie. GRAMINACEE: Gramigna (rizoma) Mais (stigmi) Hanno proprietà diuretiche, disinfettanti e spasmolitiche delle vie urinarie. ALTRE PIANTE: 4

5 Nome volgare Parti usate Famiglia Equiseto Sommità Equisetaceae Fucus Tallo Fugaceae Frangula Alpina Corteccia Rhamnaceae Genziana Radice Gentianaceae Genzianella Fiori Gentianaceae Iperico Sommità Guttiferae Lino Semi Linuceae Liquirizia Radice Fabaceae Rabarbaro Radice Poligonaceae Sambuco Fiori Caprifoliaceae Senna Foglie Caesalpinaceae Tiglio Fiori Tillaceae Rosolaccio Petali Papaveraceae Escolzia Sommità Papaveraceae PRINCIPI ATTIVI I principi attivi contenuti nelle piante medicinali non sono presente, generalmente, in uguale concentrazione in tutte le loro parti (radice, corteccia, legno, fiore, foglia, ecc.); alcune di queste ne sono più ricche, mentre altre più povere: é agli organismi che contengono la maggiore quantità di principi attivi che bisogna fare riferimento per poterli estrarre in quantità terapeuticamente utili. LE PARTI DELLA PIANTA - LE RADICI: l insieme delle parti sotterannee della piante (ad esempio la radice di bardana, la radice di genziana. - I TUBERI: tipo ravanello, la patata. - I BULBI: come la cipolla (pianta diuretica) - I RIZOMI: sono fusti sotterranei capaci di emettere delle radichette (tipo gramigna). - LA CORTECCIA: porzione esterna dei rami, del salice e della frangola. - I FRUTTI: ad esempio le prugne, il ginepro, rosa canina. - LE GEMME: tipo le gemme di pino, quelle di pino mugo. - I SEMI: contengono l embrione della pianta come finocchio e anice. - LA PARTE AEREA: tutta la parte esterna della pianta, ad esempio il timo serpillo. - LE FOGLIE: le espansioni laterali dei rami, come menta, betulla, salvia. - LE SOMMITA FIORITE: tipo achillea mille foglie, erba iva. - I PEDUNCOLI: ad esempio delle ciliege, essiccati hanno un effetto diuretico e sedativo delle vie urinarie. - IL TALLO: ad esempio i licheni come quello d Islanda. - I PETALI: ad esempio quelli del rosolaccio, della calendula, del girasole. - I GRANI: come mirra, pepe, incenso. - LE SCORZE: ad esempio quelle dell arancio dolce o dell arancio amaro. Conoscere le parti della pianta richiesta è importante per non creare errori nella composizione delle ricette, bisogna sapere quale parte della droga ci serve (ad esempio tiglio: ci sono i fiori e l'alburno) se si raccoglie l angelica silvestre, si possono usare i semi e le radici. 5

6 FASI ESSENZIALI DELLA RACCOLTA: Tutte le piante che andremo a studiare si possono trovare, al di fuori di alcune, allo stato spontaneo in Valtellina. Per condurre una raccolta corretta bisogna conoscere le fasi più importanti: - la raccolta deve essere effettuata in giornate asciutte evitando le prime ore del mattino: essendo bagnate da rugiada sono più suscettibili ai vari deterioramenti causati da cotture e fermentazioni; le ore migliori per la raccolta sono dalle 8 fino alle 11 della mattina, evitando le ore di pieno sole (dalle fino alle 15) e riprendere la raccolta dopo le 15 fino a quando si vuole; - le piante raccolte non devono essere ammassate (evitare sacchetti di plastica) quindi cestini o sacchetti di tela; - in caso di sosta lasciarle all ombra onde evitarne il deterioramento; - scegliere gli esemplari migliori e scartare quelli deboli, troppo vecchi o infestati da parassiti; - usare sempre forbici, non strappare o far uso delle unghie. Le piante vanno tagliate, non strappate. Un esempio classico si riscontra nella raccolta dell erba iva: se il fiore viene tirato, involontariamente si sradica la pianta rovinando il già piccolo apparato radicale collegato come una sottile rete che crea un microclima particolare nel terreno. La pianta, così semi estirpata, viene aggredita dalle forti variazioni meteorologiche e attaccata dagli insetti. L ideale é usare le forbici orizzontali, ricordandoci che raccogliere non significa distruggere. Altri consigli utili sono: - prelevare solo la quantità necessaria per il proprio fabbisogno, é inutile raccogliere di più per poi buttare. - rispettare i divieti. Per raccogliere determinate piante bisogna avere una autorizzazione, un cartellino che viene rilasciato dallo Spafa di Sondrio e va richiesto al Comune dove si intende effettuare la raccolta. Sul cartellino verranno riportate le specie protette e le quantità di raccolto. Per tutti coloro che vorranno agire e non solo parlare, trovando delle piante soffocate dalla vegetazione o in situazioni precarie, potranno occuparsi di ristabilire, se possibile, l habitat naturale così da poterne salvare la sopravvivenza. - tempo balsamico: tutte le piante officinali, o le singole parti di esse, hanno un tempo balsamico, ossia il momento in cui la pianta o la parte che interessa, risulta con la più alta quantità di principi attivi. Questo periodo può essere determinato dal punto in cui è giunto lo sviluppo della pianta: - la piena fioritura, - l inizio o la fine della stessa, - la stagione. Se si raccoglie nel tempo balsamico sbagliato si perderanno i principi che saranno, in quel momento, dislocati in altre parti della pianta. QUANDO RACCOGLIERE: - Le radici: si raccolgono in autunno (in alcuni casi in primavera). Alla fine dello stadio vegetativo si ha una corrente migratoria di sostanze dalle foglie agli organi sotterranei. In primavera risulta molto difficile trovare il periodo adatto: o si arriva presto e il terreno é ancora gelato e quindi non si riesce a estirpare la radice o si arriva troppo tardi quando nella pianta la linfa ha già incominciato a circolare lasciando le radici vuote. Ogni radice ha un suo tempo: ci sono quelle che necessitano di 5-6 anni per arrivare al loro massimo 6

7 tempo balsamico, una di queste é il rabarbaro. La bardana è consigliabile raccoglierla al primo anno onde evitare che si lignifichi. La genziana, pianta protetta, non va raccolta se non dopo il quarto anno. - Le foglie: si raccolgono prima della fioritura quando sono ben sviluppate. - Le sommità fiorite: si raccolgono quando i fiori hanno raggiunto il massimo sviluppo. - I fiori: alcuni si raccolgono quando il bocciolo è appena aperto (come il tiglio e il biancospino) mentre per altre, come la camomilla, quando si apre il fiore e i petali sono rivolti verso l alto. - I semi: poco prima della loro maturazione completa, prima che cadano per terra. - Le gemme: si raccolgono in primavera quando incominciano a gonfiarsi. Per il pino silvestre, ad esempio, quando le gemme sono lunghe uno o due cm. è il momento migliore. Mai staccare tutte le gemme di una pianta, in special modo quelle situate sulle punte dei rami, chiamate gemme apicali. - La corteccia: si raccoglie sempre sui rami di due, massimo tre anni. Esempio la corteccia della frangola alnus o del salice. Si raccoglie sia in primavera che in autunno. L ESSICAZIONE Dopo la raccolta le piante contengono in quantità variabile acqua, quindi si rende necessario disidratarle per rallentare i processi degradativi di origine enzimatica. Il modo più semplice e naturale, é stendere il raccolto all ombra, in locali ben areati su telai in strati molto sottili, rivoltando sempre con cura la massa verde facendo attenzione a non mischiare le diverse specie. Il grado di essicazione ottimale si ha quando la pianta si spezza facilmente con le dita. Infine vanno sempre conservate in ambienti asciutti e freschi in sacchetti di carta o cartone o in vetro ma sempre lontano dalla luce. COME FORMULARE UNA TISANA CORRETTAMENTE Tisana semplice: quando viene utilizzata una singola pianta. Tisana composta: quando vengono impiegate due o più piante. Per la tisana composta una volta scelte le piante é necessario combinarle insieme (miscelarle) seguendo uno schema ben preciso: 1) Pianta base: da una a tre piante con effetto fondamentale. 2) Coadiuvante: compensa e rinforza per sinergia l azione della pianta base. 3) Correttiva: migliora sapore, aspetto, tessitura e colore. A parte il loro specifico contributo come rimedio base diamo un piccolo elenco di piante aromatizzanti e coloranti. Aromatizzanti: Anice Finocchio Liquirizia Melissa Menta Coloranti: Rosolaccio (rosso) Carcadè (rosso) Camomilla Romana (giallo) Calendula (giallo) ecc. Per aromatizzare o colorare una tisana va sempre usata una pianta che abbia un effetto simile o sinergico all effetto base richiesto. Per poter somministrare le sostanze medicamentose, cioè per poterle far giungere in quella parte dell organismo dove si vuole che esercitino la loro azione, é necessario estrarle dalle droghe in cui sono accumulate, e ciò si può realizzare con diverse metodiche che consentono di pervenire a 7

8 molteplici forme di preparazione. Il modo più razionale per arrivare a una preparazione a base di droghe vegetali é quello di percorrere tre momenti fondamentali: a) la frantumazione in piccole parti. Questa operazione é necessaria per mettere a disposizione del solvente una maggiore superficie su cui agire; b) scelta del metodo di estrazione: dipende dalla natura del principio attivo e dalle caratteristiche della droga; c) la scelta del solvente più idoneo: quelli maggiormente usati sono: acqua, alcool etilico, olio, vino, aceto, ecc.. FORMULE GALENICHE Per droga vegetale si intende la parte della pianta utilizzata per l estrazione di principi attivi a scopo salutistico. Ad esempio: - le foglie della Malva; - Le radici della Genziana; - la corteccia della Frangula. INFUSO: si ottiene versando ca. 250 ml di acqua bollente, su un cucchiaino di droga, si mantiene coperto per quindici minuti, quindi si filtra e si beve con o senza aggiunta di miele. DECOTTO: si ottiene unendo la droga prescritta in 250 ml di acqua a temperatura ambiente. Si porta ad ebollizione, lasciando bollire per 5-10 minuti a fuoco lento. Si lascia riposare altri minuti, si filtra e si riporta alla dose liquida iniziale. MACERATO: disporre la droga in acqua, olio o alcool a temperatura ambiente per alcune ore (da 1 a 12) o giorni in caso di oleoliti o fitoestratti idroalcolici. Gli infusi, i decotti, le tisane, vanno preparati usando recipienti smaltati, di terracotta o acciaio inossidabile, evitare i recipienti in alluminio, ferro e rame non stagnato per la possibilità di cessione di ioni metallici dalle parti del contenitore alla soluzione in esso presente. POLVERI: le droghe polverizzate possono essere assunte disperse in acqua, vino, infuso ecc.. La dose media é di 0,5-2 gr. pro dose, 2/3 volte al giorno prima, durante o lontano dai pasti a seconda dei casi. TINTURE: soluzioni alcooliche in diversi gradi ottenute facendo macerare la droga per 5-10 giorni in relazione alla consistenza della droga. In genere il rapporto droga/alcool é di 20 grammi di droga per 100 ml di alcool, per droghe di normale attività (1:5 oppure 20%). Vanno assunte a gocce due o tre volte al giorno diluite in acqua. Gradazioni: - alcool a 90 per piante con oli essenziali (menta, anice, limone); - alcool a 60 in ogni altro caso; - alcool a 20 per principi amari per la loro azione eupeptica. Gradazioni superiori inibiscono l attività enzimatica della pepsina. Per ottenere le minori gradazioni, avendo disponibile il solo alcool a 95, si deve miscelare 385 ml di acqua a 615 ml di alcool 95 per ottenere la gradazione di 60 ; 890 ml di acqua a 210 ml di alcool 95 per ottenere la gradazione di 20. 8

9 TINTURE VINOSE: dette anche enoliti: macerare la droga in vino rosso o bianco di buona gradazione per 10 giorni. Rapporto di 5 gr. di droga in 100 ml di vino. La posologia é quella di un cucchiaino o un bicchierino (30 ml) per 3 volte al giorno. TINTURE OLEOSE: dette anche oleiti: macerare la droga in olio di oliva in rapporto di 10 gr. di pianta per 100 ml di olio. Vari sono i sistemi utilizzabili, ne prendiamo in considerazione i principali: - macerare per un mese (esempio olio di iperico); - bollire a fuoco lento da 1 a tre ore (esempio olio di camomilla); - dissolvere oli essenziali nella misura di ml in ml di olio di oliva. SCIROPPO: soluzioni concentrate di zucchero, si conservano in virtù della loro alta concentrazione di saccarosio. Sciroppo semplice: 665 gr di zucchero e 335 di acqua: - per diluizione di tinture, olii essenziali, estratti fluidi ecc. al 5 o 10%; - per dissoluzione di saccarosio in una soluzione acquosa di fitocomplessi (ad esempio infuso o decotto al 50%). Si assumono in dose di 10-30ml 2-3 volte al giorno. I MOMENTI IN CUI SI ASSUMONO LE TISANE - diuretiche: sempre fredde (temperatura ambiente) e fuori pasto; - calmanti o rilassanti: calde nell arco della giornata o una mezz'oretta prima di andare a letto; - digestiva: calde o tiepide, dopo i pasti ma, a volte anche 10 minuti prima di iniziare i pasti (stimola i succhi gastrici attraverso le papille gustative); - lassativa: calde, vanno assunte alla sera, hanno un tempo di latenza, che varia dalle dieci alle ventiquattro ore, a seconda della persona. DESCRIZIONE DELLE PIANTE: TIMO: tre sono le specie: - Vulgaris: quello che si coltiva - Serpillo: quello selvatico che si trova in montagna - Peppolino: si trova al piano sempre spontaneo Cresce ca. 10 cm., abbiamo una infiorescenza molto sviluppata e si raccoglie tutta la parte aerea. Il peppolino è molto più aromatico degli altri, ha un aroma più incisivo (viene utilizzato anche per i distillati) ANICE VERDE (pimpinella anisum) ci sono molte piante somiglianti in Valtellina ma l anice, non si trova spontaneo. ARNICA: si usano sia le radici che i fiori. BARDANA: è una pianta che si può trovare spontanea, si riconosce dai fiori che, una volta maturi, rimangono attaccati ai vestiti. Si raccoglie la radice non più vecchia di due o tre anni. Si può trovare in posti abbastanza umidi e ombrosi. BIANCOSPINO: bellissima pianta delle rosacee. Si consiglia di salvaguardare il più possibile gli esemplari che vengono trovati allo stato naturale. 9

10 CALENDULA: è una pianta che non si trova allo stato spontaneo, pertanto va coltivata. CAMOMILLA: si coltiva e si trova spontanea. CILIEGIO SELVATICO: si utilizzano i piccioli, i migliori sono quelli del ciliegio selvatico o dell amarena. CODA CAVALLINA (equisetum): si trova in tutti i posti umidi. Si riconosce facilmente: è una pianta perenne con un rizoma sottile, cauli eretti fertili e sterili. I cauli fertili muoiono dopo la maturazione delle spore, per dar vita in seguito a cauli sterili, cavi e fragili, color verde scuro. La specie usata in erboristeria è l equisetum arvense. BRUGO (carluna vulgaris): viene molto confusa con l erica carnea. Il brugo fiorisce in tarda estate mentre l erica in primavera. La droga migliore si ha nei fiori, più stelo c è e più scadente è la droga. FINOCCHIO SELVATICO: e una pianta che viene frequentemente confusa, si confonde facilmente con altre ombrellifere. FRANGULA: si può trovare in Valtellina, appartiene alla famiglia delle Rhamnaceae. Si trova ai margini del bosco in zone abbastanza umide. LA GENZIANA LUTEA: pianta ormai rara in Valtellina. Attenzione a non confonderla con il veratro le cui foglie sono disposte a spirale al contrario della genziana. GRAMIGNA: si trova dappertutto e se ne usa il rizoma. IPERICUM PERFORATUM: frequentemente ai margini dei sentieri, in cespugli, in prati spogli. LAVANDA OFFICINALE: altra pianta coltivata, si trova anche in formato di ibrido (lavandino). LARICE: pianta resinosa che si differenzia dall abete per le foglie caduche. LIQUIRIZIA: impossibile trovarla in Valtellina. GRANOTURCO - MAIS: si usa la barba facendola essiccare. Non utilizzare piante dove sono stati usati anti parassitari. MALVA: si trova dappertutto, si possono usare sia i fiori che le foglie. MELISSA: si può trovare anche allo stato spontaneo, difficilmente in Valtellina e in linea di massima scappata alla coltivazione. MENTA: ce ne sono diversi tipi, la menta Valtellinese profuma bene da fresca ma secca perde buona parte dell aroma. PINO SILVESTRE: si usa la gemma. PINO MUGO: si usano le gemme e le pigne. Si possono fare degli sciroppi. QUERCIA MARINA: può servire per effettuare un azione di controllo del peso. 10

11 GRANDI AZIONI Azione DIGESTIVA: Achillea Millefoglie, Camomilla, Genziana, Menta, Rabarbaro cinese Sono le piante che, in virtù del loro sapore amaro e dei loro componenti aromatici aumentano la secrezione del succo gastrico migliorando la digestione. Le piante amaro-toniche stimolano direttamente (la secrezione salivare, gastrica, intestinale) o in via riflessa (la motilità dello stomaco e dell intestino) agendo come tonici o come rilassanti. TISANA DIGESTIVA: - Achillea (sommità) 40 grammi - pianta base - Menta (foglie) 30 grammi - pianta base L achillea si sfrutta per il suo effetto amaro, digestivo e carminativo. Agisce sugli spasmi delle vie digestive con effetto spasmolitico. La menta è impiegata per l azione tonica ed eccitante dell apparato digerente (da non utilizzare la sera) aiuta lo svuotamento dello stomaco (è una proprietà che si sente maggiormente con l olio essenziale - ma gli oli essenziali sono molto forti e vanno usati con cautela). - Genziana (radici) 15 grammi - PIANTA coadiuvante Si sfrutta l azione amaro-tonica. Se usata prima dei pasti eccita l appetito, dopo favorisce la digestione. - Camomilla 15 grammi - PIANTA coadiuvante La sua azione è sedativa generale, spasmolitica (calma gli spasmi e i crampi dello stomaco). Si usa nelle digestioni difficili, negli spasmi con gas intestinali, nelle coliti. Ci si dovrà attenere alle seguenti dosi: 250 ml di acqua (scodella da colazione), un cucchiaio scarso di droga. In infuso per 15 minuti. C è una osservazione importante da fare: nelle ipocloridrie (diminuita concentrazione di acido cloridrico nel succo gastrico): digestione rallentata, deruttazione e peso allo stomaco, in questi casi la tisana va assunta prima del pasto tenendo il liquido in bocca per un attimo così da stimolare per via riflessa l acido cloridrico. Chi soffre di acidità gastrica è meglio astenersi dall assunzione di una tisana amaro-tonica, in questo caso si dovrà usare una tisana con piante con una attività secretiva-riducente (melissa e liquirizia). TISANA PER ACIDITA GASTRICA - Liquirizia 40 grammi La liquirizia è utile come emolliente con un azione tamponante sull acidità gastrica. - Melissa 30 grammi Effettua una azione spasmolitica e sedativa (viene usata anche per i crampi digestivi, di origine anche nervosa, è una regolatrice della secrezione gastrica, sia nei casi di eccessi sia nei casi di scarsa produzione di succhi gastrici). 11

12 - Achillea 15 grammi - Camomilla 15 grammi La tisana sarà quindi così composta: 250 ml di acqua -scodella da colazione - un cucchiaio scarso di droga. In infuso per 15 minuti. Azione CARMINATIVA: Anice, Finocchio (anche altri: cumino, aneto...) Diminuisce la quantità di gas intestinali (pancia gonfia, dolori al basso ventre) TISANA CARMINATIVA - Finocchio 40 grammi - pianta base La regina dell effetto carminativo, accelera lo svuotamento gastrico e il transito intestinale grazie ad un aumento delle contrazioni della muscolatura liscia viscerale. - Anice 40 grammi - pianta base Un altra ombrellifera, ha una azione carminativa spasmolitica e sedativa. Si usa per le contrazioni dolorose, gastriche. - Melissa 20 grammi - coadiuvante Ha un effetto sedativo, spasmolitico e correttivo per il sapore gradevole. La tisana sarà quindi così composta: 250 ml di acqua -scodella da colazione - un cucchiaio scarso di droga. In infuso per 15 minuti. Va assunta tiepida durante la giornata; la tisana di finocchio presa alla sera può disturbare il sonno per l effetto carminativo: Azione LASSATIVA: Frangula, Lino, Liquirizia, Malva, Rabarbaro cin., Senna. Sono piante catartiche che stimolano la funzione dell intestino in particolare la Senna, la Frangula e il Rabarbaro (sono lassativi peristaltici - contrazione che fa avanzare il bolo alimentare o fecale). Hanno una azione irritante a livello della mucosa specialmente del colon, anche se di modesta entità (contengono sostanze antrachinoniche) provocando diarrea e dolori addominali e possono causare ippotassemia (diminuzione della concentrazione di potassio nel sangue per diarrea o eccessiva orinazione). Vanno quindi usate solo nel momento del bisogno ed hanno solo effetto sintomatico. Un lassativo è anche la polvere composta di liquirizia (anche questa può dare degli effetti collaterali: la liquirizia porta ad una ritenzione idrica e può alzare la pressione). POLVERE COMPOSTA DI LIQUIRIZIA: - Senna 15 grammi - Finocchio 15 grammi - Liquirizia 15 grammi - Zucchero a velo 60 grammi Le droghe si polverizzano con un macinino. 12

13 Bisogna fare attenzione a non farne un abuso. Va assunta alla sera, un cucchiaino diluito in acqua. TISANA LASSATIVA: - Senna 25 grammi - pianta base - Frangula (corteccia) 25 grammi - pianta base (svolge attività intestinale) (Due piante molto attive) - Finocchio 20 grammi - coadiuvante - Liquirizia 20 grammi - coadiuvante - Anice 10 grammi - correttivo (corregge il sapore) La tisana sarà così composta: 250 ml di acqua -scodella da colazione - un cucchiaio scarso di droga. In infuso per 15 minuti. Mai farne un abuso, periodicamente cambiare le dosi per evitare l'assuefazione, non usare in caso di gravidanza, allattamento o vicinanza al ciclo. LASSATIVI MECCANICI (meccanici perchè svolgono un azione lubrificante facilitando la defecazione): - Lino semi: emolliente non irritante (per chi soffre di feci dure) - Malva: moderata azione lassativa - Liquirizia (da evitare nei casi di ipertensione, ritenzione idrica, in presenza di edemi e gonfiori alle caviglie) - Crusca: effetto meccanico La posologia è: 15 grammi di semi in acqua calda o 30 gr. di polvere in un litro di acqua: portare a ebollizione e lasciare macerare per 12 ore. Deve essere preparata al mattino per assumerla alla sera o viceversa. Le dosi possono variare a seconda delle esigenze. Meglio usare più spesso i semi che non le tisane. Azione DIURETICA: Ciliegio, Equiseto, Gramigna, Mais BEVANDA DI REGIME: - Ciliegio (piccioli) 30 grammi - pianta base (cistiti litiasi, sabbiolina nei reni ) - Gramigna 30 grammi - pianta base (batteriostatica, impedisce la crescita dei batteri senza ucciderli) - Mais 20 grammi - coadiuvante (si quintuplica la produzione di urina) - Equiseto 20 grammi - coadiuvante (per la ritenzione idrica) Si devono usare 3 cucchiai per 1 litro di acqua in infusione per 15 minuti. Si beve fredda a bicchierini durante il giorno. Per una tisana migliore si può aggiungere 5 grammi di thè verde togliendo però o il ciliegio o la gramigna o il mais o l equiseto. 13

14 Diuretici diretti (detti anche renali) sono Bardana, Uva Ursina.. Diuretici indiretti: the, caffè, noce di cola. TISANA DIURETICA UROLITICA (composta da piante che facilitano l'eliminazione degli acidi urici - azione osteoarticolare): - Ribes Nero (foglie) 50 grammi - pianta base - Betulla (foglie) 25 grammi - coadiuvante - Frassino (foglie) 25 grammi - coadiuvante Le foglie devono essere ben formate, raccolte quindi in tarda primavera. Un cucchiaio di droga in 250 ml di acqua in infusione per 15 minuti - bere al massimo 3 tazze al giorno. Azione URINARIA: Gramigna, Erica, Uva Ursina Piante con effetto diuretico (possono prevenire la formazione di calcoli causati da eccessiva escrezione, da super saturazione di componenti insolubili) riducono gli spasmi urinari, eliminano la renella (sabbiolina), hanno effetti disinfettanti per i reni e vescica. Per chi soffre cronicamente può usare una bevanda di regime Tutte le piante che hanno un effetto disinfettante (in particolare uva ursina ed erica) hanno un azione batteriostatica. In questo caso si usa, per un effetto immediato (se ad esempio la cistite c è già) una pianta unica con un maggiore dosaggio. BEVANDA DI REGIME CON AZIONE URINARIA Si può usare per lunghi periodi: - Gramigna 50 grammi - pianta base - Erica 25 grammi - coadiuvante Somiglia molto al bruc (più o meno hanno le stesse proprietà) - Uva Ursina (foglie) 25 grammi - coadiuvante Un cucchiaio colmo in un litro d acqua, si fa un infuso di 20 minuti e si beve a tazze nel corso della giornata, fredda o tiepida, lontana dai pasti. TISANA DI REGIME CON AZIONE URINARIA Si può assumere anche come preventiva per le cistiti. - Uva Ursina (foglie) 30 grammi - pianta base - o mirtillo rosso in sostituzione - Erica 30 grammi - pianta base - Mais (barba) 20 grammi - coadiuvante - Mirtillo (foglie) 20 grammi - coadiuvante Due cucchiai di droga in un litro di acqua, infuso di 20 minuti da bere lontano dai pasti nell arco della giornata, non calda. 14

15 TISANA PER CISTITI GIA IN ATTO - Uva Ursina 30 grammi - Acqua 1 litro L uva orsina, a forti dosi, può provocare disturbi gastro intestinali, allergici e vomiti. Infuso di 15 minuti da bere lontano dai pasti nelle 24 ore. tisana per cistiti gia in atto (2): - Erica (solo fiori) 10 grammi - Acqua 1 litro Ricordarsi di raccogliere solo i fiorellini. Ha meno effetti collaterali, è meno attiva. Azione OSTEOARTICOLARE: Arnica, Calendula Ecco alcuni esempi utili per distorsioni, contusioni, traumi, ecchimosi, strappi muscolari (non per ferite). TINTURA DI ARNICA - solo per uso esterno: - fiori freschi 30 grammi - grappa 500 grammi Utilizzare il classico fiasco : esporre al sole il fiasco con i fiori di arnica per dieci giorni. Lasciare macerare al sole per 10 giorni, filtrare e mettere in una bottiglia scura sigillata, per l uso diluire con dell acqua, rapporto 1 a 3 (es. in una scodella d acqua 2 o 3 cucchiai di tintura). UNZIONE ALL ARNICA: - Tintura di arnica 20 grammi - Glicerina 50 grammi - Acqua 60 grammi (non di rubinetto) Utile per contusioni non ulcerate (aperte). CREMA ALL ARNICA: - Tintura madre di arnica 2 parti - Tintura madre di calendula 2 parti - Crema vaselina base 50 grammi Azione SEDATIVA: Biancospino, Camomilla, Escolzia, Lavanda, Melissa, Tiglio, Rosolaccio. Le piante neuro sedative sono tutte quelle che esercitano un azione calmante e moderatrice del sistema nervoso. A secondo della loro azione specifica si suddividono in piante che combattono l eccitabilità nervosa, attenuano il dolore o facilitano il sonno. Abbiamo così 4 gruppi di sedativi: Depressori del sistema nervoso, Spasmolitici, Ipnotici, Analgesici. Depressori del sistema nervoso: lo calmano: Escolzia (Escolzia della California, una papaveracea, si 15

16 può coltivare), Passiflora, Valeriana, Luppolo, Lavanda, ecc.. Si somministrano quando è necessario combattere un eccesso di eccitabilità nervosa, possono far diminuire l attività intellettuale e aumentare il sonno. TISANA SEDATIVA: - Escolzia 30 grammi - pianta base E un ottimo sedativo del sistema nervoso - Passiflora 30 grammi - pianta base si usa tutta la parte aerea. E un depressore per calmare stati di eccitazioni (palpitazioni, isterismo, disturbi nervosi anche della menopausa) - Luppulo 20 grammi - coadiuvante si trova in Valtellina Sedativo leggero, si utilizza come neurosedativo - Lavanda 20 grammi - aromatizzante sedativo leggero Sono erbe che, al di fuori della passiflora, non hanno sapori particolarmente sgradevoli. Si utilizza 1 cucchiaio di droga in 250 ml. in infusione per 15 minuti. Si può assumere durante la giornata anche calda - 2 o 3 tazze al giorno. Si può usare anche la Valeriana (radice) in sostituzione di una delle piante base di cui sopra, ha un azione deprimente - sapore sgradevole. E utile in tutte le forme di nevrastenia, ipereccitabilità fisica e sensoriale (è più facile da usare in capsule secche) Azione SPASMOLITICA: azione sedativa (trovati anche nell azione digestiva) rientrano spesso anche nei sedativi. Hanno un azione depressiva che si esercita anche indirettamente nel sistema nervoso. I migliori spasmolitici sono le piante velenose. Un ottimo spasmolitico senza effetti collaterali è la melissa (tintura madre), leggermente sedativa: per sistema nervoso, crampi allo stomaco, alla pancia, colite. Si usa anche nell insonnia nervosa, specialmente nei bambini, funziona più che la camomilla. Se si usa la tintura madre (estrazione dalla pianta fresca) funziona benissimo per i bambini, a seconda dell età dalle dieci alle venti gocce diluite nell acqua. Se assunta in forti dosi, per soggetti particolarmente sensibili, può determinare sonnolenza e ridurre la vigilanza (caso comune per tutte le piante sedative). Bisogna evitare assunzione di alcolici e psicofarmaci. Ci sono sedativi che possono avere forti controindicazioni per chi soffre di ipotiroidismo (esempio Marrubio d acqua e Melissa a forti dosi). Azione IPNOTICA: sono piante che inducono e facilitano il sonno, oltre alla passiflora, l escolzia e la valeriana si può usare il biancospino, il rosolaccio (petali papavero selvatico), melissa. I semi del papavero sono usati anche per condire il pane. Azione ANALGESICA: esercitano una azione sedativa sull elemento dolore, prima dell evento della chimica veniva usato il decotto delle capsule del papavero sonnifero o il suo lattice essiccato. Per problemi di cefalee, mal di testa si può usare il chrisanthemun partenium miscelandolo (non si trova allo stato spontaneo) con una parte uguale di camomilla romana. Azione PETTORALE: Anice, Altea, Sambuco, Timo, Tiglio, Rosolaccio Agiscono sull apparato respiratorio, si può intervenire su alcune forme infiammatorie e catarrali: 16

17 tosse, tosse secca, tosse grassa, tosse spasmodica, raffreddore. L azione bechica si può dividere in tre categorie: bechici emollienti (ammorbidenti - antinfiammatorio - addolciscono l asprezza delle infiammazioni bronchiali e tracheali) - bechici balsamici (in virtù dei loro principi attivi resinosi modificano le secrezioni rendendole meno secche e più fluide) - bechici espettoranti (fluidifica e facilità l eliminazione). TISANA PETTORALE: - Timo 20 grammi - pianta base effetto espettorante batteriostatico - Altea 20 grammi - pianta base con le sue mucillagini svolge un effetto emolliente (ammorbidisce) - Sambuco (fiori) 20 grammi - pianta base Effetto diaforetico - causa la sudorazione - Tiglio (fiori) 20 grammi - coadiuvante Effetto calmante sedativo - Anice 20 grammi - aromatizzante Effetto calmante, espettorante aromatizzante e rinforzante delle altre piante per sinergia. Si utilizza un cucchiaio di droga su 250 ml di acqua in infusione per quindici minuti, si può addolcirlo preferibilmente con miele unifloreale - timo rododendro tiglio ) va bevuta ben calda - un paio di tazze al giorno - Le tisane vanno sorseggiate. Se si manifesta anche la febbre è meglio andare dal medico. Azione EMOLLIENTE: TISANA EMOLLIENTE: - Altea 40 grammi - pianta base - Malva (fiori e foglie)40 grammi - pianta base - Liquirizia 20 grammi - coadiuvante In caso di ipertensione si sostituisce con l anice. Va bene soprattutto quando si ha una tosse secca, si usano piante con mucillagini (Altea e Malva) oltre ad agire sull apparato bronchiale serve anche per infiammazioni interne (bocca, ecc.). Fare bollire per un minuto l altea e la liquirizia poi si mette la malva a fuoco spento e si lascia in infusione per quindici minuti. Se si usa anice invece che liquirizia questa non va fatta bollire. Si beve a tazze durante la giornata addolcite con miele. Azione BALSAMICA: balsamica - espettorante (quando la tosse secca comincia ad ammorbidirsi, diventa più grassa) i principi attivi vengono in gran parte eliminati attraverso i polmoni: TISANA BALSAMICA: - Gemme di pino (tiun) mugo o silvestre 30 grammi - pianta base Azione balsamica - Timo 30 grammi Azione espettorante - Altea 20 grammi Effetto emolliente - Rosolaccio 20 grammi Oltre ad avere un 17

18 effetto calmante ha un effetto espettorante Un cucchiaio di droga in 250 ml di acqua in infusione per 15 minuti, si beve ben calda addolcita con miele o zucchero di canna. In molte affezioni delle vie aere superiori (riniti, sinusiti, ecc.) o intermedie (trachee, bronchi, alveoli polmonari, ecc.) sono molto utili i suffumigi che hanno un vero effetto antisettico. Si consigliano gli oli essenziali ma solo per uso esterno. PREPARATO PER SUFFUMIGI: - Eucalipto 4 gocce di olio essenziale - Pino 2 gocce di olio essenziale - Timo 2 gocce di olio essenziale - Lavanda 1 goccia di olio essenziale - Alcool ml Per l utilizzo si deve versare un cucchiaino del preparato in una tazza di acqua bollente. Per affezioni alle vie aeree superiori o intermedie. Volendo si possono usare le classiche gemme di pino, oppure anche eucalipto 50 gr., pino 50 gr.: una manciata in mezzo litro di acqua, portare ad ebollizione ed aspirare i vapori. Si può trovare vantaggio anche nell applicazione locale di impiastri e cataplasmi emollienti: portano una fonte di calore costante, umido, attenuano gli spasmi, e rilassano gli organi sottostanti. Quelli più comunemente usati sono preparati con l amido di patate e i semi di lino polverizzati. Hanno un effetto sicuramente marcato. L amido ha un effetto emolliente eccezionale. CATAPLASMA EMOLLIENTE: - Amido di patate o semi di lino in polvere 50 grammi - Acqua 500 ml Stemperare a freddo la polvere di lino cuocere a bagnomaria o a fiamma molto bassa, si rimescola costantemente fino a una consistenza quasi collosa, si spalma su un panno di flanella facendo molta attenzione alla temperatura. Attenzione ai senapismi (utilizzo della senape): è meglio farli solo con il consiglio di esperti. TOSSE RESIDUA Se i bronchi sono rimasti sensibili, si irritano facilmente, con un pò di tosse, c è un sollievo eccezionale dato dalla lavanda. TISANA CALMANTE BALSAMICA - Lavanda (fiori) 3 cucchiai - Acqua 500 ml 18

19 Quindici minuti di infusione, tre tazze al giorno lontano dai pasti, da bere calda. Azione CIRCOLATORIA: Biancospino, Tiglio Il biancospino ha proprietà cardiotoniche, ipotensive (abbassa la pressione), spasmolitichetranquillanti, toniche, sedative (si può usare in una tisana calmante), leggermente ipnotiche, va bene anche nei disturbi della menopausa, distonie neurovegetative, vertigini e vene varicose. TISANA coadiuvante alla cura medica per la pressione alta (il medico dovrà essere informato dell assunzione di questa tisana) - Biancospino (boccioli) 30 grammi - pianta base - Olivo (foglie) 30 grammi - effetto ipotensivo - Equiseto 20 grammi - effetto diuretico che si riflette sulla pressione arteriosa - Tiglio 20 grammi - effetto calmante Si usa un cucchiaio di droga in una tazza d acqua, due o tre tazze al giorno lontano dai pasti, va bevuta calda. Se per alzare la pressione si usa la liquirizia questa può causare una forte ritenzione idrica. Ci sono piante ipertensive come ginestre e altre, ma sono troppo attive e pericolose. Il rosmarino non alza la pressione. La tintura madre della santoreggia montana è stata rilevata come ipertensiva. Azione DEPURATIVA: Bardana, Frangula, Gramigna, Malva, Salvia, Tarassaco Azione contestata da molti: alcuni negano la concretezza scientifica. Ogni volta che c è un cambio di stagione si cercano delle sostanze amare che purifichino il nostro corpo. Il concetto deve perseguire i seguenti scopi: lavaggio dei liquidi circolanti onde eliminare le scorie accumulate con una alimentazione pesante, vita sedentaria, malattie infettive; riattivante degli apparati renali, dermico, intestinale per ritornare una buona omeostasi corporea; effetto disintossicante del fegato. Questi effetti devono essere coadiuvati da una buona alimentazione controllandoci sui caffé, cibi troppo elaborati, aumentando le verdure, i cibi integrali, i piatti leggeri e consumando poco vino. L azione depurativa si ha unendo in sinergia diverse piante con azioni già presentate: ad esempio azione carminativa (anice, finocchio), azione colagoga - medicamento che attiva la secrezione e l espulsione biliare (frangola), azione depurativa (bardana e tarassaco), azione diaforetica - aumento della traspirazione cutanea (sambuco, tiglio), azione diuretica (gramigna, piccioli di ciliegio, equiseto), azione emolliente (altea, malva, lino), azione stomachica (genziana, menta). Si possono unire tutte queste piante e formulare la tisana depurativa (un cucchiaio ogni 250 ml. di acqua in infuso di 20 minuti), bere la tisana alla mattina a digiuno per ca. tre settimane, in primavera e in autunno (se si prepara la sera si intiepidisce l acqua si versa in una tisaniera, si aggiunge il preparato di erbe e si lascia riposare per tutta la notte, al mattino filtrare e bere fredda). TISANA DEPURATIVA: - Bardana 30 grammi effetto depurativo - Tarassaco (radice) 30 grammi effetto depurativo - Frangula 20 grammi azione colagoga - Finocchio 20 grammi azione carminativa e 19

20 aromatizzante Azione DIMAGRANTE: Fucus E fondamentale, sempre, una corretta dieta alimentare riducendo gli alimenti secondo un criterio qualitativo e non quantitativo eliminando i cibi spazzatura eccessivamente calorici e effettuando una adeguata attività fisica; le piante possono aiutare come coadiuvanti del programma; l obesità è di competenza del medico. Con una azione diuretica controllata si può avere un certo effetto. Nelle tisane diuretiche non c è l effetto di ricaduta nella ritenzione, le piante hanno un effetto drenante. TISANA DIMAGRANTE 1 - Mais 30 grammi - pianta base ha un azione diuretica - Gramigna 30 grammi - pianta base ha un azione diuretica e emolliente - Ciliegio (piccioli) - 30 grammi - coadiuvante - Liquirizia 10 grammi - coadiuvante In caso di ipertensione si toglie la liquirizia e si aumenta di un pò le altre. Si possono usare le alghe in special modo il fucus (stimolano la tiroide), attenzione agli abusi (soprattutto di tintura madre di fucus): ci sono stati dei casi di assunzione di tintura madre che hanno avuto seri problemi alla tiroide. Usare le tinture madri solo dietro prescrizione medica. Quattro cucchiai di droga in un litro di acqua in infusione per 15 minuti - da bere fredda durante la giornata fuori pasto. TISANA DIMAGRANTE 2 E una tisana che aiuta a controllare il peso agendo sulla tiroide. - Fucus 25 grammi - Thé 20 grammi aromatizzante e diuretico - Gramigna 25 grammi - Ciliegio 10 grammi (piccioli) - Senna 10 grammi - Salvia 10 grammi Un cucchiaio di droga ogni 250 ml. di acqua; assumerne due tazze al giorno lontano dai pasti per non più di tre settimane. TISANA DELLA PAZIENZA In molti casi, nei soggetti ansiosi, con fame nervosa viene suggerita la seguente tisana molto gradevole: - Maggiorana 30 grammi Pianta aromatica - Tiglio 30 grammi - Arancio Petali 20 grammi (meglio amare) - Lavanda Fiori 20 grammi Pianta calmante Un cucchiaio di droga in 250 ml di acqua in infuso per 15 minuti - due o tre tazze al giorno. 20

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