TRIBUNALE DI MILANO RITO COLLEGIALE SEZIONE I PENALE DOTT.SSA ICHINO GIOVANNA VERBALE DI UDIENZA REDATTO DA FONOREGISTRAZIONE. PAGINE VERBALE: n.

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1 . TRIBUNALE DI MILANO RITO COLLEGIALE SEZIONE I PENALE DOTT.SSA ICHINO GIOVANNA DOTT.SSA BERTOJA ANTONELLA DOTT.SSA RIZZARDI BRUNA Presidente Giudice a latere Giudice a latere VERBALE DI UDIENZA REDATTO DA FONOREGISTRAZIONE PAGINE VERBALE: n. 124 PROCEDIMENTO PENALE N. R.G. TRIB / /08 R.G. N.R. A CARICO DI: BERNESCHI GIOVANNI ALBERTO + 20 UDIENZA DEL 13/05/2011 MI0005 Aula 1^ Penale Esito: RINVIO AL Caratteri:

2 INDICE ANALITICO PROGRESSIVO Conclusioni... 3 Difesa, Avv. Costabile... 3 Difesa, Avv. Zaccone

3 TRIBUNALE DI MILANO - RITO COLLEGIALE SEZIONE I PENALE MI0005 Aula 1^ Penale Procedimento penale n. R.G. TRIB / /08 R.G. N.R. Udienza del 13/05/2011 DOTT.SSA ICHINO GIOVANNA DOTT.SSA BERTOJA ANTONELLA DOTT.SSA RIZZARDI BRUNA DOTT. RUTA GAETANO SIG.RA AMITRANO ANNALISA Sig.ra Quadraccia Ornella Presidente Giudice a latere Giudice a latere Pubblico Ministero Ass. d'udienza Ausiliario tecnico PROCEDIMENTO A CARICO DI BERNESCHI GIOVANNI ALBERTO Alle ore 9.56 si apre il verbale Conclusioni Difesa, Avv. Costabile AVV. COSTABILE Allora io proseguo la mia discussione, oggi sono un po' più stanco di ieri, quindi sarò più breve e anche più incisivo probabilmente. PRESIDENTE Io dico che non vogliamo assolutamente comprimere le arringhe delle difese, ma dobbiamo rispettare degli orari soprattutto per il lavoro della cancelleria. Quindi se non riuscirà a concludere oggi, troveremo un altro spazio. Non abbiamo nessuna intenzione di limitarvi i tempi, ma dobbiamo però rispettare degli orari. Grazie. 3

4 AVV. COSTABILE Resta questa mattina da affrontare l'ultima fase della condotta che rientra nell'imputazione, cioè questa sviscerata, a lungo sviscerata nel corso del dibattimento, trattativa tra Unipol e il contropatto, che secondo quanto ci riferisce l'avvocato Gianni, che risponde a una domanda della professoressa Severino, quando vi furono i primi contatti tra Unipol ed il contropatto aventi ad oggetto la Banca Nazionale del Lavoro, l'avvocato Gianni, legale del contropatto, dell'ingegner Caltagirone, riferisce "Non ricordo se furono il 30 giugno o il primo di luglio, ma intorno a quei giorni". E così Pedersoli che, viceversa, era uno dei legali che rappresentava Unipol, è più preciso nel ricordare che questi primi contatti ci furono il primo di luglio del Questi contatti che, come ho anticipato ieri, si sviluppano secondo diverse possibili soluzioni e si concludono, come è stato più volte detto e anche ammesso dalla Consob, solo il 18 di luglio con il passaggio delle azioni da parte del contropatto ad alcuni soggetti alleati di Unipol che una volta in possesso delle azioni, come non poteva essere diversamente, sottoscrivono dei patti con Unipol immediatamente comunicati al mercato. E faccio un salto alla fine citando Ottonello, Carige. Carige è una di quelle banche, di quei soggetti che non acquista dal contropatto, uno di 4

5 quei soggetti che abbiamo già visto ieri, il 4 di luglio arrotonda la propria partecipazione di BNL e capiremo che significato hanno queste iniziative anche risalenti a fine giugno, primi di luglio. E Ottonello, che è il direttore centrale di Carige, dice che si è iniziato a occupare della vicenda BNL il giovedì 14 di luglio quando è andato a Bologna e gli è stata presentata una bozza di un patto che poi sottoscrive il 18 di luglio. Quindi cosa diavolaccio succede in queste due, quasi tre settimane di luglio dove si inizia un qualcosa che però si va in qualche modo a concretizzare anche con le banche popolari soltanto vicino al 18 di luglio? Ricordiamoci che il 18 di luglio è un lunedì, 17 la domenica, il 14 è un giovedì, quindi alla fine della settimana prima effettivamente si sta intravvedendo, si sta dando corpo a questo qualcosa. E, Signor Giudice, qual è, e qui volevo ritornare ai numeri perché ci sono di grande aiuto in questo processo, qual è la sostanza di questa trattativa con il contropatto, quale è l'importanza del contropatto? È che con il contropatto si deciderà la partita, cioè non c'era strada alternativa e diversa per Unipol di mettersi d'accordo con il contropatto. E questo non lo dice l'interpretazione di un povero difensore, lo dicono i numeri. I numeri sono questi. Perché, com'è la fotografia dell'azionariato di Unipol? Il professor Gualtieri ci ha 5

6 detto come anche fin dagli anni precedenti per forza si doveva passare o a un accordo con il patto o a un accordo con il contropatto per chiunque volesse inserirsi nella governance di BNL, come infatti è successo, guarda caso, che la Banca Popolare di Verona e Novara esplora proprio queste due strade: prima un accordo con BBVA, poi buttata fuori, rigettata, cerca di stringere un accordo con il contropatto. Ma perché? Perché era matematicamente necessario, matematicamente. E qui sono i numeri. Il contropatto aveva il 27% dell'azionariato di BNL, il patto di sindacato che vedeva come punto di riferimento Banco di Bilbao, aveva circa il 30% dell'azionariato di BNL. Le banche popolari avevano l'8 o il 9%; Unipol, tenendo conto della partecipazione potenziale, aveva il 15%. Ora, anche se sogniamo la partecipazione di Unipol con quella delle banche popolari, arriviamo, come è scritto nel capo di imputazione, a un 24% del capitale azionario di BNL, cioè non si raggiungeva quella fatidica soglia che, come comunicato al mercato e all'autorità di vigilanza, faceva scattare l'obbligo di Opa per Unipol e i suoi alleati, ciò anche mettendole assieme. Ecco perché ci sono tutti questi tentativi e queste cose. Ma poi tutto è essenzialmente rimandato ad un accordo col contropatto perché se no non se ne fa niente, non ci sono 6

7 i numeri, è matematica qua. Non è che possiamo dare una interpretazione diversa. E leggiamolo anche in senso diverso questo numero, vediamolo dall'altra prospettiva. Se il contropatto aderiva all'ops del Banco di Bilbao, gli stessi numeri conferivano alla banca, al Banco di Bilbao. Quindi il contropatto, vedremo, consapevolmente giocava questo ruolo di ago della bilancio, cioè: dovete passare da me, chiunque vuole il controllo di questa banca deve passare da me. Ecco perché tutti questi contatti che Unipol va a stabilire, questi sondaggi di disponibilità che, come vedremo con le banche popolari va a verificare contestualmente alla trattativa con il contropatto, rimandavano all'unica condizione per poter realizzare l'operazione di chiudere l'accordo con il contropatto. Senza questo accordo non ci poteva essere nessuna iniziativa alternativa a quella del Banco di Bilbao, per cui tutti liberi e si sarebbero prese le decisioni, come giustamente ha evidenziato il Pubblico Ministero, di portare le proprie azioni all'ops del Banco di Bilbao. E qui l'orologeria del Pubblico Ministero individua, io la condivido, l'orologeria sta in questo, dice il Pubblico Ministero, si è dato come termine di scadenza il 18 di luglio, il 22 di luglio, il 18 si rimanda, non poteva essere più tardi? E' certo che non poteva essere più 7

8 tardi, l'abbiamo detto tutti. È chiaro che noi stiamo facendo tutte queste iniziative, tutti valutano la possibilità di sottoscrivere, di formalizzare un qualcosa di alternativo al BBVA solo se questo si verifica entro il termine di scadenza perché altrimenti avremmo portato le azioni all'ops del Banco di Bilbao. Questa era anche una delle possibili opzioni che Unipol comunica al mercato: me la tengo e poi vedo cosa succede, aderisco all'ops. Ma questo era il paracadute di tutta una serie di soggetti che stavano sul mercato come azionisti di BNL a valutare se c'era qualcosa di alternativo, se questa alternatività si concretizza prima del 22 bene, altrimenti c'è l'ops del Banco di Bilbao. L'orologeria, siamo perfettamente sincronizzati su questo orologio. Non riesco invece a capire un'altra ipotesi che formula il Pubblico Ministero: però guardate, Unipol voleva acquisire il 51%. Va beh, anche su questo siamo perfettamente d'accordo, lo voleva fare BBVA, lo vogliamo fare noi. Dice: però doveva arrivare vicino, prima della scadenza, ma non tanto prima perché non poteva disvelarlo prima questo suo raggiungimento di questo risultato perché altrimenti quelli avrebbero rilanciato. Ma qual è la logica di questa cosa? Voglio dire, se noi avevamo raggiunto prima questi accordi, e quindi avevamo il 51%, ma io lo potevo pure comunicare a gennaio del 2005, la 8

9 partita era chiusa, avevamo il 51%. Quindi io questa logica non riesco veramente a comprenderla, il perché dobbiamo arrivare sotto il 22 di luglio, al 18 di luglio dobbiamo rimandare questa comunicazione, se fosse vero che questo risultato ci sarebbe già stato prima la partita era chiusa. E quindi secondo queste direttive logiche sempre devono ispirare un po' la lettura delle carte, perché altrimenti ci si perde, ci si può prestare a letture contrapposte. Andiamo a verificare giornata per giornata quello che succede dal 28 di giugno del 2005 al 19 di luglio del Io solo in alcuni passaggi leggerò le telefonate, per il resto cercherò di sintetizzare, sempre chiedendo un atto di fiducia a quello che è il contenuto di queste intercettazioni telefoniche. Dicevo ieri per altri motivi, abbiamo questa telefonata del 28 di giugno che aggancia Consorte e Fiorani, alla quale Fiorani fa riferimento proprio come inizio dell'operazione Unipol su BNL. Quand'è che loro effettivamente si mettono all'opera? Quando Consorte mi chiama e mi chiede la disponibilità. Ebbene, noi abbiamo una telefonata del 28 di giugno che è un martedì, ore Consorte chiama Fiorani, ché stavano procedendo a chiedere l'autorizzazione a Banca d'italia per salire a 15, che 9

10 quindi avrebbero verificato la possibilità di chiudere, di fare un'opa obbligatoria su BNL, e gli chiede la disponibilità ad accrescere la propria partecipazione nel capitale di BNL in (inc.) di questa possibile Opa di Unipol. E Fiorani manifesta la sua disponibilità e chiama anche Tarlocco dicendo: guarda che potrebbe essere che dobbiamo comprare. Tarlocco era un direttore finanziario o comunque un operativo di Banca Popolare Italiana. Dice: guarda che mi ha chiamato Fiorani, potrebbe esserci la possibilità che noi arrotondiamo la partecipazione in BNL. E così Fiorani il 28 di giugno, passiamo alla giornata successiva perché per il 28 non abbiamo grossi elementi per valutare quello che accadde, il 29 di giugno Fiorani richiama Consorte e dice: guarda, sono pronti, dimmi tu cosa dobbiamo fare. Poi mi pare che non arrotondi neanche la propria partecipazione. Comunque siam pronti. E Consorte informa Fiorani, guardate, siamo al 29 di giugno, consorte informa Fiorani e dice che in relazione alla realizzazione di questa Opa obbligatoria, io ho incontrato Zonin. Ecco come lui procede, no? Dove vediamo le banche popolari, vediamo il contropatto, ma questo è essenziale, anche le altre sono essenziali perché è chiaro che se sono il contropatto non mi basta, bisogna creare tutta una alleanza, però il tutto che si muova assieme, non ci può essere qualcosa che arriva 10

11 prima dell'altro o che arrivi senza il contributo dell'altro. Ho incontrato Zonin e ho fissato un appuntamento con Leoni. Questo è il 29 di giugno, l'informazione di come si sta muovendo Unipol il 29 di giugno del Il primo di luglio, passiamo velocemente, come vedete, in questa fase, il primo di luglio cosa succede? Tra i fatti salienti che io ho evidenziato c'è quella telefonata che vi volevo leggere ieri, ma che vi leggo oggi perché è significativa, di Torano che chiama Ricucci. Torano il primo luglio alle chiama Ricucci e: scusami, non volevo disturbarti, dice Gonzalo in questa prima parte dell'interlocuzione sfoderando un italiano forbito. Che succede? Hai visto che si è venduto il 4% di BNL. Chi l'ha comprato? Non lo sappiamo. Ma la tua posizione, chiede Gonzalo, è sempre la stessa, è di aspettare un po' quella che è la migliore offerta? E continua Gonzalo: non hai nessun compromesso con nessuno? No, no, non ho nessun compromesso. Ma che farebbe Caltagirone in questo scenario, se esci tu? Ah, no, vendiamo tutti. Il concetto che si esprime è che il contropatto viaggia insieme, vendiamo tutti o restiamo tutti. Ah, ma vendono tutti, il primo che esce escono tutti. Secondo me sì, dice Stefano. Ma con Unipol, dimmi un po', perché Unipol, fammi capire, c'è qualche accordo? O tutto questo che tu dici... Io non ho nessun accordo, 11

12 dice Ricucci. Non me ne può frega' de meno. A me non mi frega nulla di 'sta roba, io, Gonzalo, te l'ho detto più volte, io o governo insieme con qualcuno o se no io cerco di avere il massimo dell'investimento. Un ragionamento assolutamente lucido. Cerco di massimizzare il mio investimento, come più volte io ti ho detto, più volte io ti ho detto, io non è che dico le cose, io l'avevo detto più volte, per me l'azienda vale tre euro, no 2,50 non vendiamo, gli dice Ricucci a Torano. Non vendiamo. Io penso che tre euro ragioniamo, se no io non vendo. Sì, sì, dice Gonzalo, a me va bene. Mi va bene perché se non vendete io sono contento perché va bene lo stesso a me se rimanete lì. Dice: perché sì, sì, finalmente voi non vendete, noi arriviamo al 30/35, dice Torano, e Ricucci dice: e governiamo assieme. E governare insieme è una possibilità, non è che sarà facile, però è una possibilità. Cioè questo era lo scenario in quel momento. Dice, vendete ad Unipol? Non c'è nessun accordo. Cosa faccio? Vendo a una certa cifra se no non vendo a nessuno e che cosa faccio? Mi tengo le azioni. Va benissimo. A BBVA questa scelta andava bene per le stesse ragioni che vi ho spiegato prima, la ragione logica che vi ho detto prima. Unipol doveva per forza comprare dal contropatto, non c'erano strade se no per fare l'opa. Infatti BBVA proprio perché sapeva come operatore economico che il 12

13 contropatto è necessario per Unipol, se il contropatto non vende, anche se (inc.) all'ops, gli va bene lo stesso questa soluzione. Ecco, tu ad 1.5 non vendi? No, ad 1.5 io no, non vendo. 1.5 probabilmente sarà uno contro cinque. Dice Stefano: poi a me, io vendo a tre euro, che sia Unipol che sia Gonzalo, Bilbao, per me non me ne frega niente, cioè per me l'importante e massimizzare il prezzo. Dice Stefano, l'unico che può avere interesse, proprio perché non sapeva, non si erano neanche incontrato con Unipol Ricucci, vedremo, l'unico che può avere interesse, ipotizza Ricucci, questo Ops l'unico che può avere interesse è Unipol, quindi l'altra offerta può arrivare da Unipol. E ma oggi ho sentito che loro hanno investito 900 milioni con il 10%. La più probabile è quella che si sente, dice Gonzalo, è che lancia l'opa, martedì o mercoledì pertanto è possibile che lo fanno, è possibile che lo fanno. Ah, beh, se per voi è un prezzo buono, dice Stefano, uscite. Esatto. Cioè BBVA duce: se Unipol offre un prezzo buono, io esco. Queste sono le regole del mercato. Se uno offre più di me, io me ne esco, questo dice Gonzalo Torano a Ricucci. Se poi vanno a tre euro, dice Ricucci, io esco veloce, se fanno uno e mezzo esco; se vanno a tre io esco veloce, gli dice a Gonzalo Torano. Però loro sono furbi. E, attenzione, guardate, perché questo è la vera essenza, come poi 13

14 vedremo alla fine, di tutto questo problema. Però loro sono furbi, dice Gonzalo, loro la faranno a 2.60, 2.55, poco più della nostra, dirà Torano. No, Stefano dice, no, no, a me mi devono dare tre euro. E Gonzalo gli dice: ricordati che se qualcuno ti dà tre euro, mi chiami che io gli do il 15%. Questa è la consapevolezza del Banco di Bilbao, questo è lo stato dell'arte, questo è l'atteggiamento del contropatto il primo di luglio. Ma guardate che il primo di luglio probabilmente nel contesto di questa telefonata c'è il primo incontro tra Consorte e Caltagirone e questo incontro è fotografato da una telefonata, da una telefonata che Consorte fa a Fiorani e quella telefonata adesso ve la dico, è un po' ridicolizzata, però chiama Fiorani e dice: con questo l'accordo non si può fare. Si sono incontrati e appena incontrati hanno già capito che parlavano due lingue diverse e sono sorti immediatamente dei problemi per cui Consorte chiama Fiorani e dice: guarda qua, io con questo qua mi sono incontrato, però la vedo dura. Questa è la prospettiva perché immaginiamo, non lo spiega, ma immaginiamo quali sono le richieste. Questo qua dice io voglio la presidenza, voglio vedere, voglio le cose e naturalmente Consorte dice ma come, io tiro fuori, abbiamo visto ieri, 4.6, 4.8 miliardi di euro e poi devo dare a te tutte queste cose, tu che sei un immobiliarista 14

15 vuoi tutte queste cose. Legittimo che Caltagirone le pretenda, altrettanto legittimo che Consorte non stia a queste pretese di Caltagirone. Ma sorgono subito dei problemi, dei problemi che noi non ce li stiamo inventando, ma dei problemi che Consorte riferisce a Fiorani e chiede a Fiorani un aiuto, dice: senti un po', qua bisogna staccare il fronte perché se io mi presento alla trattativa con loro che sono tutti uniti, io sono debole, quindi divide et impera. No, il principio è (inc.), pure ieri (inc.), è mattina, quindi ce l'ho più fresco. E divide et impera. Quindi, dice, senti, vedi di spaccare un po' il fronte, gli chiede aiuto a Fiorani. Tu che conosci questi immobiliaristi, io non li ho mai visti, non lo conosco Ricucci, non lo conosco Coppola, vedi di sentire un pochettino da loro che cosa succede. E qui abbiamo l'unica telefonata del 2 di luglio rilevante in cui Fiorani riferisce a Consorte che ha telefonato a questi contropattisti uno per uno e gli ha detto che Ricucci è recalcitrante, questo è il termine utilizzato, Coppola avrebbe intenzione di vendere metà della partecipazione. Noi abbiamo in mente quello che il Pubblico Ministero ci dice: il 18 luglio tutti hanno venduto tutto, eccetera. Non è esatto il primo (?) luglio. Vediamo come nascono le cose. Il 2 luglio dice Ricucci è recalcitrante, lo abbiamo visto ieri cosa è 15

16 successo, cosa diceva Ricucci, Coppola venderebbe la metà della sua partecipazione, Statuto sarebbe disponibile a vendere tutto. Questa è la telefonata di Fiorani a Consorte. E Consorte, attenzione, che informa Fiorani nel corso di questa telefonata anche di un fatto, ecco, quando dicevo ieri io questa operazione non sa da fare, è proprio qui che emerge. Consorte si lamenta con Fiorani perché il Credit Suisse gli dice: guarda, mi hanno chiamato questi qua del BBVA e mi hanno detto che se io li aiuto in questa operazione, io ho finito di trattare con loro. E anche la stessa cosa m'ha fatto con BNP Paribas, questo è quello che naturalmente riferisce Consorte, cioè gli stavano facendo quadrato intorno, lo volevano lasciare da solo, nessuno voleva aiutare Unipol, sono BBVA, voi con me lavorate, sono importante, quelli non sono nessuno, non aiutate Unipol a fare questa operazione. Consorte in questa telefonata continua a lamentarsi del comportamento di Caltagirone che continua a mettere le condizioni per cui vede sempre più difficile la possibilità di un accordo. Ma, attenzione, c'è una telefonata di valore preziosissimo della domenica del 2 di luglio alle che capta una situazione veramente illuminante che conferma questo che io vi sto andando a dire. Fiorani e Gnutti sono al telefono e parlano dell'operazione BNL e 16

17 cosa si dicono? È la telefonata progressivo 3521 e 58 tra Fiorani e Gnutti. Fiorani dice a Gnutti: Guarda caro Chicco, mi pare si chiamasse, sta incontrando i soliti problemi con Caltagirone, siamo alle solite, noi l'abbiamo già visto quando c'era la BPVN questa riserva del contropatto, la riserva di azioni BNL che abbiamo detto ieri, ecco la riserva, uno che invece ti pone il problema e la riserva la vedremo. Dice: ha problemi con Caltagirone, Ricucci è recalcitrante. Introduce lo steso tema di ieri. Ma sai cosa sta facendo Caltagirone? dice Fiorani a Gnutti. E me lo ha riferito Ricucci. Sai cosa sta facendo? Sta cercando di indurre il BBVA a rilanciare. Questo è quello che pensa, questo è quello che Ricucci dice a Fiorani, che Caltagirone sta mettendo dei paletti ad Unipol, e poi vedremo i rumors che si inseriscono tutti in questa logica, perché sta cercando di indurre il Banco di Bilbao a fare un rilancio rispetto a questa offerta che abbiamo visto era una schifezza per come è stata qualificata ieri. Questo è il comportamento assolutamente razionale, altro che irrazionale, quello che ha detto Comana. Cosa faceva il contropatto? Ci abbiamo le prime fonti di prova, Ricucci che dice io voglio massimizzare, quest'altro che dice io voglio indurre quello a rilanciare, quindi sempre a massimizzare. 17

18 Il 4 di luglio nella mia assoluta trasparenza a raccontare queste telefonate, si inserisce una telefonata che certo, ce la prendiamo, dice il 4 di luglio, dice il Pubblico Ministero vedrete che son chiuse perché c'è Consorte che riferisce a De Vecchi Credit Suisse, cioè l'advisor di Unipol in questa operazione, quello nei cui confronti il Banco di Bilbao aveva fatto terrorismi istituzionale minacciando di non fare più operazione con loro, dice: guarda che domani è una giornata crucciale, 5 luglio, c'è un incontro con il contropatto. La mia intenzione è quella, dice Consorte perché abbiamo visto che questi qua non ci si può mettere d'accordo, la mia intenzione è quella di mandarli via tutti o ridurli sotto il 10%. Andiamo al 5 di luglio per vedere che cosa succede il 5 di luglio. Il 5 di luglio c'è una prima telefonata delle che è bellissima questa telefonata, perché Consorte sta andando all'incontro con il contropatto, abbiamo visto prima con De Vecchi dice noi vorremmo ridurli al di sotto del 10, quindi vorremmo comprare un 17, loro hanno il 27, vorremmo comprare un 17 dal contropatto. Consorte va con questa prospettiva. Alle chiama Cimbri, ecco, quando dico Cimbri, non partecipa all'incontro con il contropatto, Consorte, progressivo 39, chiama Cimbri e gli dice: uhè, Carlo, guarda che sto andando a quell'incontro con il 18

19 contropatto. Naturalmente l'avrà informato, quello che ha detto a De Vecchi lo avrà detto anche a Cimbri. Vorrei comprare e ridurli sotto il 10%. E Cimbri gli domanda: senti un po', ma chi compra 'ste azioni? Cioè noi cosa facciamo? Lanciamo l'opa e contestualmente chiediamo l'autorizzazione al 30, perché noi abbiamo chiesto un'autorizzazione al 15, abbiamo già una partecipazione potenziale per il 15. Per comprare 'staltro 15% come facciamo? Chiediamo l'autorizzazione, pone il problema giuridico. Ma se Consorte non aveva pensato manco come comprarle 'ste azioni, cioè è andato all'incontro per dire che voleva comprare le azioni ma non sapeva neanche come comprarle. Infatti alle sorge il problema, questo qua sta andando lì, non solo non aveva i soldi ma non sapeva manco come strutturare (inc.). Alle Consorte chiama Giai e gli dice: senti un po', ma dimmi una cosa, possiamo chiedere l'autorizzazione al 30 e contestualmente lanciare l'opa? Cioè c'è questo problema, dice: ci possiamo fare autorizzare, ci possiamo impegnare con loro a comprare un 15? E Giai gli dice: questa operazione non è possibile, giuridicamente non si può fare. Non possiamo chiedere che faccia autorizzare l'opa e chiedere l'autorizzazione al 30 contestualmente, quindi acquistare noi queste azioni. E Consorte dice la famosa telefonata del cappuccino, dice: benissimo, allora mi 19

20 vado a prendere un cappuccino, adesso ho capito che l'operazione non si può fare ed è finita qua. Cioè noi siamo ancora, capire, il Pubblico Ministero dice che era chiuso tutto, qua non hanno capito non solo quello che poi avverrà, ma vanno a una riunione dove non sanno neanche di che cosa si sta parlando e non è esplorativo questo incontro? Consorte alle sempre del 5 di luglio parla con Fassino e durante questa telefonata ricevuta da Fassino, dice: guarda, entro la giornata, perché c'era l'incontro con il BBVA, decideremo se fare l'opa, oppure fare un accordo con gli spagnoli. La famosa telefonata citata, ieri abbiamo spiegato in che termini naturalmente residuava l'opzione di BBVA sia come adesione all'ops, sia come sottoscrizione di quell'accordo che erano riusciti a strappare a BBVA. E qui c'è un'altra telefonata che è significativa, che è quella di Coppola e Ricucci, siamo due contropattisti, cioè questi signori che sarebbero in accordo con noi. Stefano Ricucci dice: ho lasciato adesso l'ingegnere, stavamo parlando lì di questo ragionamento. Io penso che ci ha ragione, cioè ci devono dare tre euro e tentiamo il 27 e mezzo. Cioè evidentemente loro ti dicono vi diamo di più, vi diamo il 27 e mezzo, o se no dobbiamo governare la banca assieme. Cioè noi abbiamo Consorte che va lì e non sa neanche chi può comprare e che cosa può comprare, 20

21 loro che dicono ci devono dare tre euro, ci devono dare il piano industriale, dobbiamo stabilire chi fa il presidente. Ma ci hai parlato tu con Consorte? dice Danilo. Sì, sì. E tu ci vai adesso alle tre a questo appuntamento? Sì, sì, ci vado. E ribadisce lo stesso concetto: noi a 2.60 vendiamo se tutti quanti vendono a E va bene, però o tutti andiamo a tre euro o ce ne andiamo tutti o se no tutti quanti rimaniamo dentro e condividiamo una governance e un piano industriale che qualcuno ci deve illustrare. Si sta preparando questo incontro del 5, non si sa Unipol quanto deve comprare, non si sa chi deve comprare, non si sa a che prezzo deve comprare, se a 2.60, tre euro, questo è l'incontro del 5 di luglio. Addirittura poi, probabilmente dopo l'incontro, Consorte parla sempre con Giai e Cimbri, quando dicevo ieri si profila con Giai e Cimbri di studiare ogni volta le possibili soluzioni, e allora dicono: siccome non possiamo chiedere l'autorizzazione al 30 e lanciare l'opa contestualmente, studiate la possibilità che questi qua vendano a soggetti alleati di Unipol ed è per la prima volta il 5 di luglio che salta fuori il problema che qualcuno alleato di Unipol compri le azioni del contropatto. Questo problema si pone il 5. Il 5 Unipol capisce che non può comprare lei perché non può giuridicamente chiedere l'autorizzazione al 30, chi 21

22 le compra 'ste azioni se ci troviamo d'accordo? Perché quelli là ci dicono sì, ma noi non le possiamo comprare, chi le compra? È questo il problema trattativa. Quindi sorge il doppio problema, abbiamo da un lato il problema dei contropattisti che devono decidere a vendere che cosa e a quale prezzo; dall'altro lato il problema di Unipol che capisce che non può comprare e che deve trovare chi compra. Se non si realizzano queste due condizioni la trattativa non si chiude. Consorte riferisce a Stefanini e a Galanti alle l'esito della giornata e dice: guarda che con loro l'operazione non si può fare. Io durante questo incontro ho ottenuto a botta 2.60 euro e bisogna trovare degli alleati per acquisire le loro quote. Questo è quello che accade dopo l'incontro del 5 di luglio. Io ho sentito dire al Pubblico Ministero che il 5 di luglio si è chiusa la trattativa con il Banco di Bilbao. Il 5 di luglio la trattativa è questa: loro vendono a 2.60, poi vedremo chi e come vendono, vendono a 2.60 secondo Consorte. Abbiamo visto tre telefonate, dicono invece che volevano un prezzo maggiore. Noi dobbiamo cercare chi compra perché non abbiamo chi compra. Il 6 luglio, mercoledì, si apre all'insegna di questi studi, dice: ma se qualcuno compra con Unipol, la normativa cosa prevede? E chiede e Cimbri e a Giai ancora 22

23 una volta il Consorte di verificare la fattibilità del lancio di un'opa insieme ad altri soggetti. Cosa significa finanziariamente e giuridicamente lanciare un'opa con altri soggetti? Consorte telefona a Galanti alle e dice: guarda, qui abbiamo il problema di chi compra perché abbiamo scoperto che non le possiamo comprare noi. Questi qua pare che siano disponibili a vendere, però chi cazzo le compra queste azioni? E se non lo risolvo entro venerdì, dice a Galanti, faremo l'accordo con il Banco di Bilbao. Se riesco a realizzare questa condizione entro venerdì e trovo chi compra queste azioni, bene, altrimenti faremo l'accordo con il Banco di Bilbao. Consorte fa il punto della situazione con Sacchetti alle 18.45, siamo sempre al 6 luglio. E facendo il punto della situazione con Sacchetti in vista di un incontro con il contropatto che si sarebbe dovuto tenere l'indomani, guardate cosa dicono Consorte e Sacchetti. Consorte e Sacchetti dicono c'è il problema di questo prezzo, perché noi vogliamo tenere botta a 2.60, ma loro ci chiedono di più. E poi Consorte dice a Sacchetti, si confidano, uhè, Ivano, ma pure se accettano questo prezzo, chi cacchio le compra 'ste azioni? C'è la massima confidenza tra i due. Dicono che il problema era stabilire, fissare 2.60 e non salire sopra questo prezzo, e poi si rivela che non c'era chi comprava comunque 23

24 neanche a 2.60, neanche a 2.50, neanche a 2 euro. Non hanno i soggetti che possono comprare. Il 7 di luglio c'è il secondo incontro con il contropatto, un ulteriore incontro con il contropatto e Consorte fa come al solito il punto della situazione con Stefanini e Galanti, quello che dicevo ieri, prima di pensarle informa l'azionista, fa il punto con Stefanini e Galanti e dice: bisogna trovare alleati che acquistano il 27% delle azioni del contropatto. E allora a questo punto è divertente, veramente sarebbe... il Pubblico Ministero, dottor Orsi, che si immedesima in un regista, se facesse una regia di queste telefonate sarebbe un (inc.), perché è veramente una commedia quella che si instaura a partire dal 7 luglio quando Consorte inizia a mettersi al telefono a destra e a sinistra disperato per cercare le persone disposte a partecipare a questa operazione. È una disperazione che accompagnerà Consorte dal 7 luglio al 17 luglio e vedremo alcuni passaggi veramente ridicoli quasi di questa attività che sta svolgendo Consorte. Ma il 7 luglio Consorte si confida anche con Latorre e dice: guarda caro Latorre, noi stiamo cercando di fare l'operazione, ma la vedo molto difficile. Ma come fa a non vederla difficile, questi qua vendono, ma non c'è chi compra. Non è che riferisce una cosa diversa. Dice: questi qua possono pure vendere, ma io non ho chi compra. 24

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