Deliberazione n. 13/2008

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1 Deliberazione n. 13/2008 Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per la Calabria composta dai magistrati: Dott. Silvio AULISI Prof. Dott.Luigi CONDEMI Prof. Dott. Vittorio CIRO CANDIANO Dott.ssa Anna BOMBINO Dott. Natale LONGO Presidente Consigliere Consigliere Consigliere Relatore Primo Referendario nell Adunanza del 28 febbraio 2008 VISTO il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214; Vista la legge 21 marzo 1953, n. 161; VISTA la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Vista la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno 2000 che approva il regolamento per l organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, modificata con la deliberazione della Sezioni riunite n. 2 del 3 luglio 2003; VISTA la legge 5 giugno 2003, n. 131; VISTO il Testo Unico sull ordinamento degli enti locali, approvato con D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267; VISTO l art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006); VISTA la deliberazione n. 5/AUT/2007, resa dalla Sezione Autonomie della Corte dei Conti pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, supplemento ordinario al n. 143 del con la quale sono state predisposte le linee-guida per la redazione della relazione sul rendiconto dell esercizio 2006; CONSIDERATO che le dette linee-guida ed i questionari relativi ai rendiconti 2006 sono stati trasmessi al Presidente dell Amministrazione Provinciale e all Organo di revisione economico-finanziaria con nota di questa Sezione regionale di controllo prot. n del ;

2 VISTA l ordinanza n. 1 del con la quale il Presidente ha convocato la Sezione per il 28 febbraio 2008 UDITO il relatore Consigliere Dr. Anna BOMBINO; CONSIDERATO IN FATTO In data , l Organo di Revisione dell Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia inoltrava alla Sezione il questionario relativo al rendiconto dell esercizio 2006 nello schema approvato dalla Sezione autonomie della Corte; Con nota del indirizzata al Presidente dell Amministrazione Provinciale ed all Organo di Revisione dei Conti, il Magistrato istruttore contestava all amministrazione alcuni aspetti negativi sui dati contenuti nei prospetti e tabelle che compongono il predetto questionario; Con successiva nota di risposta del , l Organo di Revisione dei Conti e il Presidente dell Amministrazione Provinciale, fornivano gli elementi integrativi richiesti non superando le osservazioni formulate in sede istruttoria; Con successiva nota del , il Magistrato istruttore richiedeva al Presidente della Sezione di deferire la questione alla Sezione del controllo per l adozione della specifica pronuncia, ai sensi dell art. 1, comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e per sentire dichiarare l obbligo dell Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia ad adottare alcune misure necessarie consequenziali in ordine ai risultati esposti nel rendiconto RITENUTO IN DIRITTO Preliminarmente si dà atto che questa Sezione ha adottato la pronuncia n. 23 del 17 novembre 2006, con la quale è stato segnalato all Ente l impossibilità di procedere alla verifica del rispetto del patto di stabilità e della sana gestione finanziaria, in mancanza della relazione al bilancio preventivo 2006 e dei relativi allegati che l organo di revisione avrebbe dovuto inviare ai sensi dell art. 1, commi 166 e seguenti della legge n. 266/05. La deliberazione del Consiglio Provinciale n.9 del 4 maggio 2007, indicata dall Organo di revisione, non è riferita al bilancio di previsione 2006, atteso che gli interventi correttivi adottati dall Ente si riferiscono alla pronuncia n. 47 del 30 marzo 2007 riguardante le risultanze della gestione Con riferimento al rendiconto dell esercizio 2006 permangono alcune criticità che vengono segnalate all Amministrazione Provinciale di Vibo con la pronuncia di questa Sezione di controllo, adottata ai sensi dell art. 1, comma 166 L.F. 266/2005. I)Rispetto dei termini di approvazione del rendiconto L Ente ha deliberato tardivamente il rendiconto, giusta deliberazione consiliare n. 18

3 del 16 luglio 2007, in violazione dell art. 227, comma 2, del TUEL, che sancisce l obbligo di deliberare entro il 30 giugno dell anno successivo all esercizio di riferimento. Tale adempimento è confermato dall art. 27 del decreto legislativo ,n. 170 Ricognizione dei principi fondamentali in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici, a norma dell articolo 1 legge 5 giugno 2003, n II) Risultato della gestione di competenza La gestione di competenza presenta un saldo negativo di ,86, come rettificato dall Ente derivante da maggiori impegni ( ,43) rispetto agli accertamenti ( ,57). Tale situazione consegue al mancato rispetto delle regole contabili contenute negli artt. 162, 175, 191 e 193 del TUEL, che impongono l obbligo agli enti locali di rispettare durante la gestione e nelle variazioni di bilancio il pareggio finanziario e tutti gli equilibri stabiliti per la copertura delle spese correnti e per il finanziamento degli investimenti. Il principio della salvaguardia degli equilibri di bilancio, specificatamente introdotti per consentire il mantenimento del pareggio del bilancio durante il corso dell esercizio finanziario, mira alla adozione da parte degli enti locali, di provvedimenti necessari per ripianare il disavanzo di amministrazione accertato con il consuntivo e i debiti fuori bilancio o a ripristinare il pareggio quando in corso di gestione si preveda un disavanzo di amministrazione. A tale scopo, l ente può far ricorso per l anno in corso e per i due successivi, a tutte le entrate e le disponibilità, fatta eccezione per quelle provenienti dall assunzione di prestiti e per quelle che abbiano specifica destinazione, nonché ai proventi che derivano dall alienazione di beni patrimoniali disponibili. La mancata adozione da parte dell ente dei necessari provvedimenti di riequilibrio è equivalente alla mancata adozione della deliberazione del bilancio preventivo che prevede l applicazione della procedura di scioglimento del consiglio e la conseguente nomina di un commissario ad acta. L art. 1,comma 156 della legge n. 266/2005 conferma l applicabilità della procedura sanzionatoria de qua prevista in origine dall art. 1 del d.l , n. 13, conv. l. n. 75/2002. Nel regolamento di contabilità dell ente devono essere inoltre disciplinate le ipotesi di segnalazioni obbligatorie da parte del servizio economico-finanziario di situazioni pregiudizievoli per l equilibrio di bilancio dirette al consiglio dell ente,al segretario ed all organo di revisione (art. 153). III) Equilibri della gestione di competenza L Amministrazione Provinciale ha fornito adeguati chiarimenti in ordine alla composizione dell avanzo, il cui importo rettificato è di ,98 ed in ordine alla applicazione dello stesso alla gestione 2006, precisando che l importo di.

4 ,95 derivante da entrate correnti è stato destinato al finanziamento del titolo II della spesa, come l importo di ,03 deriva dai fondi vincolati per spese in c/capitale, in coerenza con la composizione del fondo dell esercizio La gestione corrente e c/capitale presenta un saldo positivo di ,12. IV) Risultato di cassa Il fondo cassa ( ,17) non trova corrispondenza con le scritture contabili dell Amministrazione, per effetto di azioni esecutive non regolarizzate al ( ,63), costituendo pertanto una irregolarità contabile. L Ente, sebbene abbia comunicato che con deliberazione del Consiglio provinciale n. 26 del ha provveduto al riconoscimento del debito derivante da sentenze esecutive (art. 194 comma 1, lett.a), non ha tuttavia indicato se nel contempo ha provveduto a conciliare le proprie scritture con quelle del Tesoriere. Si osserva che le attività gestionali e contabili devono essere improntate al principio dell efficienza e della celerità del procedimento di spesa, tenuto conto anche della normativa in tema di interessi moratori per ritardati pagamenti. V)Gestione dei residui I dati della gestione dei residui, raffrontati con quelli del precedente biennio (2004/2005) presentano, per l anno 2006, uno scarso grado di riscossione. Sull importo di ,97, sono stati riscossi ,49 (11,11%); negli anni precedenti 2004/2005, la percentuale è rispettivamente del 46,07% e del 52, 09%, pari ad una media triennale del 36,42%. Critico è anche l andamento delle riscossioni per i residui in conto capitale, che presentano per il triennio percentuali del 13, 38%, 9,77% e 23,46% (la media triennale è del 15,54 %).Anche la gestione dei residui passivi espone, nel triennio , pagamenti, per la parte corrente, con percentuali del 55,45%, 43,63%, 37,12 %, e per la parte c/capitale, con percentuali ancora più basse del 12%, 10, 95%, 10,60%. Rimangono criticità in ordine all alta percentuale (218,13%) di incidenza delle partite residuali attive ( ) rispetto alle entrate complessive accertate ( ).In ordine alla vetustà dei residui attivi, persiste l elevata percentuale (30%) delle partite degli anni 2002 e precedenti ( ), rispetto al totale dei residui al ( ,56). Tali criticità sono state già oggetto di rilievo da parte di questa Sezione nella pronuncia del 30 marzo 2007 sul consuntivo dell esercizio 2005, in ordine alla quale l ente, con successiva deliberazione del consiglio provinciale, n. 9 del , aveva assunto il formale impegno di adottare consequenziali misure idonee a superare le contestazioni ivi rilevate, senza peraltro raggiungere gli auspicati obiettivi di contenimento e riduzione di tali partite di bilancio. Pertanto, si insiste sulla necessità di una verifica straordinaria delle partite residuali di vecchia data, attenendosi ai principi di regolarità contabile, ed attendibilità dei risultati in considerazione del fatto che la tendenza al formarsi dei

5 residui, oltre valori fisiologici, è un indicatore negativo di problemi gestionali di individuare e, per quanto possibile, eliminare. VI) Debiti fuori bilancio e Procedimenti di esecuzione forzata. In ordine al debito fuori bilancio di ,68, riconosciuto legittimo con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 25 del e finanziato con l avanzo di amministrazione esercizio 2005, l Ente ha chiarito che il debito rientra nella tipologia inclusa tra quelle previste dalla lett.a, comma 1 dell art.194, costituita dai debiti derivanti da sentenze esecutive. Relativamente alla procedura di esecuzione forzata per l importo di ,63, come sopra specificato, la stessa è stata sanata con il riconoscimento del debito, come chiarito dall Amministrazione (C.P. n. 26 del ). L Ente ha inoltrato formale comunicazione degli atti alla Procura della Corte dei Conti competente, ai sensi dell art. 23, comma 5, della legge 289/2002. VII) Organismi partecipati. L Ente ha comunicato di non avere impegnato somme a favore di organismi partecipati, oltre le quote di partecipazione iniziale al capitale sociale (Soc. Vibo Sviluppo S.p.a 5%; Soc. Nucleo industriale 4,90%) ed inoltre non presenta organismi partecipati che hanno subito perdite nell ultimo triennio. In ordine alla Soc. Vibo Sviluppo S.p.a. e alla perdita di esercizio ( ,87) esposta nel bilancio di previsione 2006, l Ente ha comunicato l erronea indicazione della stessa e confermato le risultanze riportate nel rendiconto 2006, che presentano un patrimonio netto di ,00, un volume di ricavi pari a ,00 ed un utile di esercizio dell importo di ,00. Anche il Consorzio per il Nucleo di sviluppo industriale presenta un risultato positivo di esercizio di ,00, con un patrimonio netto di ,00 ed un volume di ricavi di ,00. Relativamente alla Fondazione Osservatorio mercato del lavoro sono state richieste integrazioni atteso che non figurava nel questionario fra le società partecipate dell Ente, seppure indicata nella deliberazione n. 9 del Consiglio provinciale del (p.6 bis), con la quale il Consiglio Provinciale ha dato esecuzione alla pronuncia di questa Sezione n. 47/07 relativa al rendiconto 2005). L Ente partecipa alla Fondazione con la quota del 100%, alla quale ha destinato, con fondi di bilancio, somme per l importo di ,70, pari al fondo di dotazione della Fondazione (depositato c/o la filiale del Monte Paschi di Siena di Vibo Valentia). La Fondazione è stata istituita (delibera del C.P. n. 16 del 4 aprile 2004) dall Ente con lo scopo di promuovere la diffusione della cultura del lavoro, ma ad oggi non sembra avere realizzato lo scopo per la quale è stata istituita, attesa la mancanza di fondi e di risorse umane, come rilevato dallo stesso Ente, pur avendo utilizzato

6 somme del proprio bilancio, per le quali si consiglia una più efficace ed efficiente gestione. VIII) Forme particolari di finanziamento: utilizzo di strumenti di finanza innovativa. L argomento de quo è stato oggetto di rilievo, nella pronuncia n. 47 del 30 marzo 2007 sul rendiconto 2005, con la quale si richiamava l attenzione dell Ente in merito alle scelte delle fonti di finanziamento per dare piena realizzazione alle finalità di investimento, salvaguardando tuttavia gli equilibri di bilancio e valutando attentamente i diversi fattori, tra i quali: il costo delle risorse finanziarie; i tempi di effettiva utilizzazione delle somme; la durata e le modalità di rimborso del prestito; la valutazione dello specifico rendimento ricavabile da una determinata scelta di investimento. L Ente, con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 9 del , pur assicurando il pieno rispetto dei vincoli e la massima attenzione degli aspetti economicigestionali, non ha indicato concretamente le azioni intraprese a difesa degli equilibri di bilancio. In merito all operazione di swap operata dall amministrazione Provinciale, con conseguente emissione di prestito obbligazionario, il collegio dei revisori ed il responsabile finanziario non hanno fornito alcun chiarimento utile ai fini dell accertamento della regolarità contabile ed amministrativa dell operazione. Infatti, in ordine all emissione dei titoli obbligazionari per l importo di , è stato comunicato che con la deliberazione del Consiglio Provinciale n. 53 del (non allegata), l Amministrazione ha deliberato di estinguere anticipatamente i mutui assunti con la CC.DD.PP. successivamente al Nel provvedimento si dava mandato al Dirigente di porre in essere con la BNI le operazioni finalizzate all attuazione sia del costo delle emissioni obbligazionarie, sia del costo complessivo dell indebitamento, compiendo tutti gli atti necessari al perfezionamento delle spese e negoziando le modifiche da apportare alle strutture di finanza derivata, in funzione dell eventuale mutamento delle variabili di mercato, nel rispetto di quanto previsto dal D.M. 389/2003 e della relativa circolare esplicativa Non è consentito, allo stato degli elementi acquisiti, conoscere se l Ente abbia inserito per come previsto dalle regole di contabilità gli interessi passivi che maturano sui B.O.P., i quali hanno un impatto sul bilancio interessando direttamente i titoli I e III delle spese. In dettaglio, la quota interessi è inserita tra le spese del titolo I, intervento 6, mentre la quota capitale del prestito nel titolo III, intervento 4, incidente quindi sul limite di indebitamento. Su tale punto si evidenzia come l Amministrazione debba vigilare sul mantenimento degli equilibri di bilancio in considerazione del fatto che, pur rispettando il limite di indebitamento disposto dall art. 204 del TUEL, è evidente l incremento della

7 percentuale di incidenza degli interessi passivi sulle entrate correnti rispettivamente del 5,92% (esercizio 2005) e del 9,30% (esercizio 2006). Si ritiene erronea l iscrizione della posta in bilancio (entrata tit. V ) dell operazione swap in quanto non rispetta la struttura del bilancio con riferimento alla distinzione tra spese correnti e spese in c/capitale, in relazione ai limiti ed ai nuovi strumenti di gestione attiva dell indebitamento. Più precisamente, l entrata derivante dalla contrazione di swap finalizzati alla ristrutturazione dei tassi di interesse del residuo debito riguarda la rimodulazione del debito precedentemente contratto per investimenti ed incide sulle condizioni economico-finanziarie; pertanto, va considerata una entrata straordinaria da allocare nel titolo IV delle entrate (postulato n. 47 dei principi contabili n. 3). IX) Verifiche sul conto del patrimonio L inattendibilità dei dati finanziari forniti nel questionario, per i quali si sono chieste le relative rettifiche e/o integrazioni, determina altresì una incertezza di dati relativi alla componente negativa e positiva del conto economico, tra le quali si segnala l erronea indicazione dei debiti di finanziamento indicati in ,81. Relativamente ai conferimenti iscritti nel passivo (tit.iv delle entrate) finalizzati al finanziamento di immobilizzazioni iscritte nell attivo, non è stato indicato il metodo di rilevazione. Per questi motivi, LA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA CALABRIA DELIBERA L Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia è incorsa nelle seguenti irregolarità contabili rilevate dal rendiconto 2006, che potranno avere ricadute nella gestione dei bilanci degli esercizi futuri: a) L Ente non ha rispettato l art. 227, comma 2, del TUEL che sancisce l obbligo di deliberare entro il 30 giugno dell anno successivo all esercizio di riferimento. b) La mancata verifica straordinaria delle partite residuali di vecchia data e la tendenza al formarsi dei residui, oltre i valori fisiologici, è un indicatore negativo di problemi gestionali di individuare e, per quanto possibile, eliminare, nel rispetto delle regole e principi contabili stabiliti dagli artt. 189 e 228 TUEL. c) Il mancato rispetto delle regole contabili contenute negli artt. 162, 175, 191 e 193 del TUEL, hanno impedito all Amministrazione di conseguire e mantenere durante la gestione e nelle variazioni il pareggio finanziario e tutti gli equilibri stabiliti per la

8 copertura delle spese correnti e per il finanziamento degli investimenti. e) Le attività gestionali e contabili debbono essere improntate al principio dell efficienza e della celerità del procedimento di spesa, tenuto conto anche della normativa in tema di interessi moratori per ritardati pagamenti. f) Gli interessi passivi che maturano sui B.O.P. devono essere correttamente contabilizzati in bilancio interessando direttamente i titoli I e III delle spese, e,quindi,il limite di indebitamento, tenuto conto dell incremento della percentuale di incidenza degli interessi passivi sulle entrate correnti: 5,92% (esercizio 2005) e 9,30% (esercizio 2006). g) Con riferimento agli organismi partecipati dall Amministrazione Provinciale di Vibo, la Sezione si riserva un approfondimento dei rapporti costituiti con gli stessi non avendo acquisito elementi certi e significativi allo stato degli atti. DISPONE che copia della presente deliberazione sia trasmessa all Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia e per conoscenza, all Organo di revisione dell Ente per i conseguenti adempimenti. Le determinazioni che saranno adottate dal Consiglio provinciale dovranno essere comunicate a questa Sezione regionale di controllo, per quanto di competenza. Così deciso in Catanzaro, nell Adunanza del 28 febbraio F.to Il Presidente Dott. Silvio Aulisi Il Relatore F.to Dott. Anna Bombino Depositata in Segreteria il Il Direttore della Segreteria F.to (Dr. Antonio LEONE)

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