Mario Berardengo, ingegnere 2 Seris - Venasca

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2 Mario Berardengo ingegnere Via defesio, 8 - Fraz. Attissano Busca ( : ( C. Fisc. BRR MRA 64A31 D205L P. iva Progetto esecutivo Relazione Tecnica Impianto antincendio SERIS Venasca Generalità... 3 Varianti... 3 Componenti del sistema... 4 Estensione della sorveglianza... 4 Suddivisione dell area in zone... 5 Criteri di scelta dei rivelatori... 5 Criteri d'installazione... 6 Generalità... 6 Rivelatori di fumo puntiformi... 6 Rivelatori ottici lineari di fumo... 7 Punti segnalazione manuali... 8 Centrale di controllo e segnalazione... 9 Ubicazione... 9 Caratteristiche... 9 Dispositivi di allarme acustici e luminosi Attuatori Alimentazioni Interconnessioni Verifica del sistema Operazioni inerenti alla verifica Norme di esercizio Riferimenti normativi essenziali Indicazioni di esercizio Documenti in allegato Mario Berardengo, ingegnere 2 Seris - Venasca

3 Generalità Le opere in oggetto si riferiscono alla realizzazione di un sistema fisso automatico di rivelazione d'incendio, in locali destinati a struttura produttiva ed uffici per conto della Seris, nel Comune di Venasca. Varianti Nel corso dei lavori non sono ammesse varianti di esecuzione e di schema rispetto a quanto convenuto in sede di progetto, salvo che le varianti stesse, richieste dal Committente o proposte dall'impresa installatrice non vengano precisate e concordate per iscritto in successive appendici al progetto. Mario Berardengo, ingegnere 3 Seris - Venasca

4 Componenti del sistema I sistemi fissi automatici di rivelazione d'incendio, oggetto della presente progettazione, comprendono come componenti: - i rivelatori automatici d'incendio; - i punti manuali di segnalazione; - la centrale di controllo e segnalazione; - l apparecchiatura di alimentazione; - i dispositivi di allarme incendio I componenti dei sistemi fissi automatici di rivelazione d'incendio sono specificati nella Norma UNI EN 54/1. Estensione della sorveglianza Le zone sorvegliate saranno interamente tenute sotto controllo dal sistema di rivelazione su tutta la loro estensione. All'interno di una zona sorvegliata saranno direttamente controllate da rivelatori anche gli spazi nascosti sopra le soffittature e sotto i pavimenti rialzati. Non saranno direttamente sorvegliate da rivelatori le seguenti parti delle zone suddette in quanto non contengono sostanze infiammabili, rifiuti, materiali combustibili e cavi elettrici ad eccezione di quelli strettamente indispensabili all'utilizzazione delle parti medesime: - i locali destinati ai servizi igienici, a docce e simili; - le canalette per cavi elettrici di dimensioni modeste ed in posizione tale da essere sorvegliate da vicino dai rivelatori posti a protezione dell'ambiente in cui si trovano; - vani corsa di elevatori, ascensori facenti parte di un compartimento sorvegliato dal sistema di rivelazione incendi. Mario Berardengo, ingegnere 4 Seris - Venasca

5 Suddivisione dell area in zone L area sorvegliata costituirà diverse zone, come da compartimentazione dello stabilimento. I sensori saranno singolarmente individuabili, per un intervento rapido e preciso. L'area a pavimento di ogni zona risulta essere inferiore a 1600 m 2. Le zone comprenderanno non più di un piano del fabbricato, saranno costituite da più locali. I locali saranno contigui, il loro numero non sarà maggiore di 10 e la loro superficie complessiva non sarà maggiore di 600 m 2. I rivelatori installati in spazi nascosti (sopra i controsoffitti) saranno individuabili localmente tramite una segnalazione luminosa visibile. Criteri di scelta dei rivelatori I rivelatori saranno conformi a quanto specificato nella Norma UNI EN 54. Nella scelta dei rivelatori sono stati presi in considerazione i seguenti elementi: - le condizioni ambientali quali i moti dell'aria, l'umidità, la temperatura, le vibrazioni; - la configurazione geometrica dell'ambiente in cui i rivelatori opereranno; - le funzioni particolari richieste al sistema. Mario Berardengo, ingegnere 5 Seris - Venasca

6 Criteri d'installazione Generalità I rivelatori saranno installati in modo che possano scoprire ogni tipo d'incendio prevedibile nella zona sorvegliata, fin dal suo stadio iniziale, ed in modo da evitare falsi allarmi. La determinazione del numero di rivelatori necessari e della loro posizione è stata effettuata in funzione di: - tipo di rivelatori; - superficie ed altezza del locale; - forma del soffitto o della copertura quando questa costituisce il soffitto; - condizioni di aerazione e di ventilazione del locale. In ciascun locale facente parte della zona sorvegliata, con le sole eccezioni specificate precedentemente (servizi igienici, cunicoli e canalette di modeste dimensioni), sarà installato almeno un rivelatore. Rivelatori di fumo puntiformi I rivelatori saranno conformi a quanto specificato nella Norma UNI EN Il numero di rivelatori è stato determinato in modo da non superare il valore del raggio di copertura dell'area sorvegliata a pavimento da ciascun rivelatore, in funzione dell'altezza h del soffitto e dell'inclinazione α del soffitto dei locali sorvegliati, riportati nel prospetto 3 della Norma UNI Detto valore risulta 6,50 m. Nell'ambito dell'area sorvegliata da ciascun rivelatore la distanza tra questo ed ogni punto del soffitto non risulta maggiore del valore specificato nel prospetto 3 della Norma UNI 9795: 6 m. 0,5 m. La distanza tra i rivelatori e le pareti del locale sorvegliato non sarà in nessun caso minore di Mario Berardengo, ingegnere 6 Seris - Venasca

7 Parimenti ci saranno almeno 0,5 m tra i rivelatori e la superficie laterale di correnti o travi, posti al di sotto del soffitto, oppure di elementi sospesi (per esempio: condotti di ventilazione, cortine, ecc.), se lo spazio compreso tra il soffitto e la parte superiore di tali elementi o strutture è minore di 0,15 m. I rivelatori saranno installati a soffitto. La distanza dell'elemento sensibile da questo sarà di circa 5 cm, rispondendo a quanto indicato nel prospetto 5 della Norma UNI L'altezza dei rivelatori di fumo puntiformi rispetto al pavimento sarà minore di 12 m. I rivelatori non saranno installati dove possano venire direttamente dal flusso d'aria immesso dagli impianti di condizionamento, aerazione e ventilazione. Nei locali in cui la circolazione d aria risulta elevata, cioè al disopra dei normali valori adottati per gli impianti finalizzati al benessere, il numero di rivelatori di fumo installati a soffitto sarà opportunamente aumentato per compensare l eccessiva diluizione del fumo stesso. In particolare il numero di rivelatori nei locali Confezionamento 1, Confezionamento 2, Magazzino materie prime approvate, sarà aumentato rispetto a quanto precedentemente indicato. I rivelatori posti nelle controsoffittature e quindi non visibili dal piano calpestabile, saranno dotati di un rimando della segnalazione ottica visibile dagli operatori a terra. Si faccia riferimento alle tavole in allegato per il posizionamento dei singoli elementi. Rivelatori ottici lineari di fumo I rivelatori ottici lineari di fumo saranno conformi a quanto specificato nella Norma UNI EN Per rivelatore ottico lineare di fumo si intende un dispositivo di rivelazione incendio che utilizza l attenuazione e/o i cambiamenti di uno o più raggi ottici. Il rivelatore consiste di almeno un trasmettitore ed uno o più ricevitori o anche un complesso trasmittente/ricevente ed uno o più riflettori ottici. L area a pavimento massima sorvegliata da un rivelatore trasmettitore-ricevitore o trasmittente/ricevente e riflettore/i non può essere maggiore di 1600 m 2. La larghezza dell area Mario Berardengo, ingegnere 7 Seris - Venasca

8 coperta indicata convenzionalmente come massima non sarà maggiore di 15 m. Si faccia riferimento alle tavole in allegato per il posizionamento dei singoli elementi. Punti segnalazione manuali I sistemi fissi automatici di rivelazione d'incendio devono essere completati con un sistema di segnalazione manuale costituito da punti manuali di segnalazione. I guasti e/o l'esclusione del sistema automatico non dovranno mettere fuori servizio quello manuale e viceversa I punti di segnalazione manuali saranno conformi a quanto specificato nella Norma UNI EN Da ogni punto della zona sorvegliata potrà essere raggiunto un punto manuale con un percorso non maggiore di 30 m. I punti di segnalazione manuali di segnalazione previsti saranno installati lungo le vie di uscita. Si faccia riferimento alle tavole in allegato per il posizionamento dei singoli elementi. I punti manuali di segnalazione saranno installati in posizione chiaramente visibile e facilmente accessibile, ad un'altezza compresa tra 1 e 1,4 m. I punti manuali di segnalazione saranno protetti contro l'azionamento accidentale, i danni meccanici e la corrosione. In corrispondenza di ciascun punto manuale di segnalazione saranno installato un apposito cartello, conforme alla norma UNI Mario Berardengo, ingegnere 8 Seris - Venasca

9 Centrale di controllo e segnalazione Ubicazione L'ubicazione della centrale di controllo e segnalazione del sistema è stata scelta in modo da garantire la massima sicurezza di funzionamento del sistema stesso. La centrale sarà ubicata nell ufficio presidiato, al piano terreno dell ala uffici, luogo protetto, per quanto possibile, dal pericolo di incendio diretto, da danneggiamenti meccanici e manomissioni, esente da atmosfera corrosiva, tale inoltre da consentire il continuo controllo in loco della centrale da parte del personale di sorveglianza. In ogni caso detto locale, seppur non ad uso esclusivo, risulta: - sorvegliato da rivelatori automatici d'incendio; - dotato di illuminazione di emergenza ad intervento immediato ed automatico in caso di assenza di energia elettrica di rete. Caratteristiche La centrale di controllo sarà conforme a quanto prescritto dalla Norma EN Alla centrale di controllo e segnalazione faranno capo sia i rivelatori automatici sia i punti manuali di segnalazione. La scelta della centrale dovrà essere eseguita in modo che questa risulti compatibile con il tipo di rivelatori installati. In tale scelta si deve inoltre verificare che le condizioni ambientali in cui viene installata la centrale siano compatibili con le sue caratteristiche costruttive. La centrale dovrà essere in grado di ricevere ed interpretare simultaneamente, emettendo le opportune segnalazioni tutti i segnali provenienti dai rivelatori e dai punti manuali di segnalazione. La centrale dovrà essere in grado di individuare il singolo dispositivo in allarme. La centrale sarà installata in modo tale che tutte le apparecchiature componenti siano facilmente accessibili per le operazioni di manutenzione, comprese le sostituzioni. Dette operazioni potranno essere eseguite in loco. Mario Berardengo, ingegnere 9 Seris - Venasca

10 Dispositivi di allarme acustici e luminosi Gli avvisatori di allarme si distinguono in: - avvisatori di allarme interno, posti nella centrale ed in grado di dare un allarme percepibile nelle immediate vicinanze della centrale stessa; - avvisatori di allarme esterno, posti all'esterno della centrale, conformi a quanto prescritto dalla Norma EN Le segnalazioni acustiche e/o ottiche degli avvisatori di allarme esterni d'incendio devono essere chiaramente riconoscibili come tali e non confuse con altre. La percezione acustica da parte degli occupanti dei locali sarà compresa tra 65 db(a) e 120 db(a). Attuatori Dovrà essere connesso all impianto di sorveglianza ed allarme un attuatore a servizio di un serramento motorizzato, posto in cima al vano scale. Il segnale di comando verrà dalla centrale antincendio e comporterà l immediata apertura del serramento. Alimentazioni Il sistema di rivelazione sarà dotato di almeno 2 fonti di alimentazione di energia elettrica, primaria e secondaria, ciascuna delle quali in grado di assicurare da sola il corretto funzionamento dell'intero sistema (UNI EN 54-4). L'alimentazione primaria sarà derivata dalla rete di distribuzione pubblica; l'alimentazione secondaria sarà costituita da una batteria di accumulatori elettrici. Nel caso in cui l'alimentazione primaria vada fuori servizio, l'alimentazione secondaria deve sostituirla automaticamente in un tempo non maggiore di 15 s. Al ripristino dell'alimentazione primaria questa deve sostituirsi nell'alimentazione del sistema alla secondaria. Mario Berardengo, ingegnere 10 Seris - Venasca

11 L'alimentazione primaria sarà effettuata con una linea esclusivamente riservata a tale scopo, dotata di propri organi di sezionamento, di manovra e di protezione, a valle dell interruttore generale. L'alimentazione secondaria sarà conforme alla CEI 64-8 per gli impianti di sicurezza (Capitolo 56- Alimentazione dei servizi di sicurezza) e a quanto precisato in seguito. L'alimentazione secondaria dovrà essere in grado di assicurare il corretto funzionamento dell'intero sistema ininterrottamente per almeno 72 h, nonché il contemporaneo funzionamento dei segnalatori di allarme interno ed esterno per almeno 30 min. a partire dall'immissione degli allarmi stessi. L'alimentazione secondaria sarà costituita da batterie di accumulatori: - le batterie saranno installate nei pressi della centrale, saranno di tipo ermetico, non presenteranno cioè delle emissioni di gas o vapori; - il gruppo di ricarica delle batterie deve essere automatico ed in grado di riportare le batterie, qualunque sia la loro condizione di carica, in non più di 24 h ad almeno l'80% della capacità nominale; - la rete a cui è collegata la ricarica delle batterie, se alimenta anche in sistema, deve essere in grado di assicurare l'alimentazione necessaria contemporaneamente ad entrambi. Interconnessioni I tipi di cavo usati e le modalità di posa saranno gli stessi usati per gli impianti elettrici e telefonici con cavi opportunamente schermati, se connessi ad apparati sensibili ai disturbi elettromagnetici. I cavi saranno conformi a quanto prescritto dalla Norma CEI Prove d'incendio sui cavi elettrici. Le interconnessioni saranno eseguite con cavi in tubo in vista (valgono le prescrizioni della Norma CEI 64-8 per quanto riguarda il tracciato di posa dei tubi, la sfilatura dei cavi, l'esecuzione di giunzioni e derivazioni in apposite scatole). I cavi non saranno posati insieme ad altri conduttori non facenti parte del sistema. Le linee di interconnessioni, per quanto possibile, correranno all'interno di ambienti sorvegliati da sistemi di rivelazione di incendio. Esse saranno comunque installate e protette in modo da ridurre al minimo il loro danneggiamento in caso di incendio. Non sono ammesse linee volanti. Mario Berardengo, ingegnere 11 Seris - Venasca

12 I collegamenti della centrale di controllo e segnalazione con gli avvisatori di allarme esterni saranno realizzati con cavi resistenti all'incendio per almeno 30 minuti in conformità alla Norma CEI EN Mario Berardengo, ingegnere 12 Seris - Venasca

13 Verifica del sistema Operazioni inerenti alla verifica Al termine dell'installazione l'impresa provvederà a realizzare una verifica completa del sistema secondo la UNI La verifica comprende - l'accertamento della rispondenza del sistema al progetto esecutivo; - il controllo che i componenti siano conformi alla UNI EN 54; - il controllo che la posa in opera sia stata eseguita in conformità alla Norma UNI 9795; - l'esecuzione di prove di funzionamento, attivando uno per uno i rivelatori ed alimentando il sistema tramite la sola alimentazione elettrica secondaria. A verifica avvenuta secondo la UNI deve essere rilasciata un'apposita dichiarazione. Mario Berardengo, ingegnere 13 Seris - Venasca

14 Norme di esercizio L'utente è responsabile del mantenimento delle condizioni di efficienza del sistema che restano affidate alla sua responsabilità e pertanto deve provvedere: - alla continua sorveglianza del sistema - alla sua manutenzione, richiedendo, dove necessario, le opportune istruzioni al fornitore - a far eseguire come minimo le ispezioni di seguito specificate. L'utente deve tenere un apposito registro, firmato dai responsabili, costantemente aggiornato su cui devono essere annotati: - i lavori svolti sul sistema o nell'area sorvegliata( per esempio ristrutturazione, variazioni di attività, modifiche strutturali, etc.) qualora essi possano influire sull'efficienza del sistema stesso; - le prove seguite; - i guasti e, se possibile, le relative cause; - gli interventi in caso di incendio, precisando cause, modalità ed estensione del sinistro, numero di rivelatori entrati in funzione, ponti manuali di segnalazione utilizzati ed ogni altra informazione utile per valutare l'efficienza del sistema. Il registro deve essere tenuto a disposizione dell autorità competente. L'utente deve tenere a magazzino la scorta di pezzi di ricambio ragionevolmente consigliata dal fornitore. Mario Berardengo, ingegnere 14 Seris - Venasca

15 Riferimenti normativi essenziali Le principali norme a cui ci si dovrà attenere dovranno essere quelle attualmente in vigore per ciò che concerne la materia di impianti di rivelazione incendi; in particolare per la corretta esecuzione degli impianti dovranno essere rispettate le seguenti: - UNI 9795 Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d'incendio - UNI EN 54/1 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio - Introduzione; - UNI EN 54/2 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio Centrale di controllo e di segnalazione; - UNI EN 54/3 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio - Dispositivi sonori di allarme incendio; - UNI EN 54/4 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio - Apparecchiatura di alimentazione; - UNI EN 54/5 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio - Rivelatori di calore - Rivelatori puntiformi con un elemento statico; - UNI EN 54/6 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio - Rivelatori di calore - Rivelatori velocimetrici di tipo puntiforme senza elemento statico; - UNI EN 54/7 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio - Rivelatori puntiformi di fumo - Rivelatori funzionanti secondo il principio della diffusione della luce, della trasmissione della luce o della ionizzazione; - UNI EN 54/8 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio - Rivelatori di calore a soglia di temperatura elevata; - UNI EN 54/9 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio - Prove di sensibilità su focolari tipo; - UNI EN 54/11 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio Punti di allarme manuali; - UNI EN 54/12 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio Rivelatori di fumo Rivelatori lineari che utilizzano un raggio ottico; - UNI EN 54/21 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio Apparecchiature di trasmissione allarme e di segnalazione remota di guasto e avvertimento; - UNI EN 54/23 Componenti dei sistemi di rivelazione automatica d'incendio - Dispositivi visuali di allarme incendio; - CEI Cavi non propaganti incendio - prove; - CEI Prova di resistenza al fuoco dei cavi elettrici; - CEI Prove sui gas emessi durante la combustione dei cavi elettrici; - CEI Cavi resistenti al fuoco isolati con mescola elastomerica con tensione nominale U o /U non superiore a 0,6/1 kv; - CEI 23-8 Tubi protettivi rigidi in polivinilcloruro (PVC) ed accessori; - CEI Tubi protettivi flessibili in PVC e loro accessori; - CEI 64-8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1 000V in c.a. e 1 500V in c.c.; - CEI 70-1 Gradi di protezione degli involucri - classificazione; - CEI 79-2 Impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione - Norme particolari per le apparecchiature. - Legge n 186 del Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici. Mario Berardengo, ingegnere 15 Seris - Venasca

16 - Legge n 791 del Attuazione della direttiva del consiglio delle Comunità europee (73/23/CEE) relativa alle garanzie di sicurezza che deve possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro alcuni limiti di tensione. - D.P.R. n 380 del Testo unico delle disposizioni legislative in materia di edilizia. Capo V. - Decreto n 37 del Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11- quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici. - Decreto legislativo n 81 del Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Con preciso riferimento a quanto prescritto dalle norme d installazione degli impianti elettrici saranno scelti ed installati materiali provvisti di Marchio Italiano di Qualità (IMQ) o altro marchio riconosciuto in ambito CEE o IEC per tutti i prodotti per i quali il marchio è ammesso. Diversamente saranno corredati di autocertificazione del costruttore o certificati dai laboratori riconosciuti in ambito CEE o IEC. In ogni caso i materiali saranno scelti fra quanto i primari costruttori presenti sul mercato siano in grado di offrire, tenendo conto dell importanza della continuità di servizio e della facilità di manutenzione. Mario Berardengo, ingegnere 16 Seris - Venasca

17 Indicazioni di esercizio E' obbligo del Committente incaricare per lavori di installazione o manutenzione elettrica imprese iscritte nell'albo provinciale di cui al Decreto 22 gennaio 2008 n 37 Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici. La verifica di detta iscrizione potrà avvenire mediante richiesta di esibizione del certificato di iscrizione all'albo. Si vieta al Committente ogni tipo di manomissione sugli impianti indicati dal presente progetto, nonché si diffida lo stesso ad apportare o a far apportare, in corso d'opera o di esercizio, qualsiasi tipo di modifiche agli stessi senza aver interpellato preventivamente un professionista inscritto ad albo professionale che, se necessario, provvederà alla stesura di una variante in corso d'opera o di un progetto relativo all'intervento. L'esecuzione dei lavori deve rispettare le prescrizioni di sicurezza indicate dalla Norma CEI Esecuzione dei lavori su impianti elettrici a tensione nominale non superiore a V in corrente alternata e a V in corrente continua. Acqua e altre sostanze conduttrici non devono essere usate in prossimità di conduttori, macchine e apparecchi elettrici sotto tensione. Tale divieto deve essere reso noto al personale mediante avvisi o cartelli segnaletici. Per presa visione: Mario Berardengo, ingegnere 17 Seris - Venasca

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