Sintesi del documento. INTERNATIONAL CONVERGENCE OF CAPITAL MEASUREMENT AND CAPITAL STANDARDS A revised Framework

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1 Basel Committee on Banking Supervision Bank for International Settlements Sintesi del documento INTERNATIONAL CONVERGENCE OF CAPITAL MEASUREMENT AND CAPITAL STANDARDS A revised Framework Versione definitiva dei consultative paper pubblicati con il titolo THE NEW BASEL CAPITAL ACCORD Gennaio 2006 RISK MANAGEMENT

2 SOMMARIO 1. AMBITO DI APPLICAZIONE (PAR ) CALCOLO DEI REQUISITI PATRIMONIALI MINIMI. (PAR 40-49)...4 CAPITALE DI VIGILANZA...4 SCALING FACTOR...5 DISPOSIZIONI TRANSITORIE...5 OPZIONI REGOLAMENTARI PER IL RISCHIO DI CREDITO TECNICHE DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO CREDITIZIO L APPROCCIO INTERNAL RATING BASED...8 I PORTAFOGLI E I SOTTOPORTAFOGLI...8 LA DEFINIZIONE DI DEFAULT (PAR ) STRUTTURA DELL IRB FOUNDATION APPROACH ADOZIONE DELL APPROCCIO IRB NEI VARI PORTAFOGLI (PAR )...13 REQUISITI PATRIMONIALI DEI PORTAFOGLI CORPORATE, SOVEREIGN E BANKS...14 Aggiustamento per la dimensione d impresa (sottoportafoglio PMI)...15 L ESPOSIZIONE AL MOMENTO DELL INSOLVENZA (EAD) NEL FOUNDATION APPROACH...16 PONDERAZIONI DI RISCHIO PER LE ESPOSIZIONI RETAIL...17 REGOLE PER LE ESPOSIZIONI EQUITY (PAR ) STRUTTURA DELL ADVANCED APPROACH...19 TRATTAMENTO DELLA MATURITY TRATTAMENTO DELLE PERDITE ATTESE E DELLE RISERVE...22 CALCOLO DELLE PERDITE ATTESE...22 CALCOLO DELLE RISERVE...22 Esposizioni alle quali si applica l Approccio Standardised...22 TRATTAMENTO DI EL E RISERVE REQUISITI MINIMI PER L APPROCCIO IRB...23 ARTICOLAZIONE DEI REQUISITI MINIMI...23 SODDISFACIMENTO DEI REQUISITI MINIMI...23 RATING SYSTEM DESIGN...23 Rating dimension...24 Rating structure...24 Rating Criteria...25 Orizzonte di temporale di valutazione...25 Utilizzo dei modelli...25 Documentazione relativa al Rating System Design...26 RATING SYSTEM OPERATION...26 Rating Coverage...26 Integrità del processo di rating...26 Overrride...27 Manutenzione dei dati...27 Stress test utilizzati per la valutazione dell adeguatezza patrimoniale...27 CORPORATE GOVERNANCE E CONTROLLO...27 Corporate Governance

3 Credit Risk Control...28 Internal and External Audit...28 UTILIZZO DEI RATING INTERNI...28 QUANTIFICAZIONE DEL RISCHIO...28 Requisiti generali per le stime...28 Definizione di default...28 Riscadenzamento...29 Trattamento degli overdraft...29 Definizione di perdita per tutte le asset class...29 Requisiti specifici per la stima della PD...29 Requisiti specifici per la stima interna della LGD...30 Requisiti specifici per la stima interna della EAD...31 VALIDAZIONE DELLE STIME INTERNE SECONDO PILASTRO IL PROCESSO DI CONTROLLO PRUDENZIALE...32 QUATTRO PRINCIPI CHIAVE DEL CONTROLLO PRUDENZIALE...32 KEY ISSUES DA AFFRONTARE NELL AMBITO DEL PROCESSO DI CONTROLLO PRUDENZIALE...34 Rischio di tasso di interesse del banking book...34 Rischio di credito...34 Rischio operativo...35 ALTRI ASPETTI DEL PROCESSO DI CONTROLLO PRUDENZIALE...35 Trasparenza e attendibilità della supervisione...35 Intensificazione della comunicazione e della cooperazione cross-border TERZO PILASTRO LA DISCIPLINA DI MERCATO...36 SOGLIE DI RILEVANZA E FREQUENZA DELLA SEGNALAZIONE...36 ELEMENTI QUALITATIVI E QUANTITATIVI DI SEGNALAZIONE SUI RISCHI DI CREDITO, DI MERCATO E OPERATIVI

4 Premessa Il 24 giugno 2004 il Comitato di Basilea ha confermato l impianto regolamentare, già prefigurato in diversi documenti (consultative papers) a partire dal giugno 1999, basato su tre pilastri : 1) Requisiti Patrimoniali Minimi; 2) Processo di Controllo Prudenziale; 3) Disciplina di Mercato. L attenzione generale è stata finora attratta in maniera particolare dai requisiti minimi di capitale, ovvero il primo dei tre pilastri, con riferimento al quale si registrano le più rilevanti novità metodologiche. Per cogliere appieno significato ed obiettivi della nuova proposta del comitato di Basilea occorre comunque tener presenti le disposizioni relative ai pilastri due e tre, come spiegato nel corso della sintesi qui presentata. 1. AMBITO DI APPLICAZIONE (PAR ). Il Nuovo Accordo si applica a livello consolidato alle banche attive in ambito internazionale. L ambito di applicazione include le società holding a capo dei gruppi bancari (l ente capogruppo) con operatività internazionale e tutte le banche ai livelli sottostanti il vertice del gruppo bancario, sempre su base consolidata, laddove si ravvisi un attività internazionale ( 1 ). 2. CALCOLO DEI REQUISITI PATRIMONIALI MINIMI. (PAR 40-49) Il nuovo Accordo si concentra sul denominatore del coefficiente di patrimonializzazione, senza modificare sostanzialmente la definizione di capitale di vigilanza (stabilita nell Accordo del 1988 e precisata nel comunicato stampa del 27 ottobre 1998 sugli Strumenti ammessi a far parte del patrimonio di base ), né il limite minimo dell 8% imposto al coefficiente di solvibilità. Il patrimonio di vigilanza richiesto per la copertura del rischio di credito continua ad essere pari all 8% del totale ponderato delle attività (TPA rc ) a rischio di credito. Vengono peraltro inserite (o riviste) nuove categorie di rischio per cui il vincolo di capitale viene espresso come: Patrimonio 12,5x( PV di Vigilanza 8% ) + TPA rm + PVro rc dove PV rm e PV ro sono rispettivamente il patrimonio di vigilanza da detenere a fronte dei rischi di mercato e dei rischi operativi. Il patrimonio supplementare continua ad essere limitato al 100% del patrimonio di base. Capitale di vigilanza Come verrà meglio specificato nei paragrafi che seguono, il nuovo Accordo di Basilea propone due metodologie alternative per la determinazione dei requisiti patrimoniali relativi al rischio di credito: l approccio Standardised e quello Internal Rating Based (IRB). Nell ambito dell approccio Standardised le riserve generiche possono essere incluse nel patrimonio supplementare fino ad un limite pari all 1.25% delle attività ponderate, così come già previsto dall Accordo del Nell approccio Internal Rating Based tale regola viene eliminata. Le banche IRB dovranno, infatti, mettere a confronto l ammontare totale delle riserve (generiche e specifiche) e il valore complessivo della Perdita Attesa. Qualora la Perdita Attesa ecceda le riserve, la differenza dovrà essere dedotta dal capitale di vigilanza (50% dal patrimonio di base e 50% dal patrimonio supplementare). In caso contrario l eccesso di riserve potrà essere incluso nel patrimonio supplementare fino ad un limite massimo pari allo 0,60% delle attività ponderate per il rischio di credito. 1 La normativa di Banca d Italia (Circolare n. 229 Istruzioni di vigilanza per le banche ) definisce quali gruppi bancari aventi rilevo internazionale quelli che includono succursali o controllate estere. 4

5 Scaling Factor Il Comitato ha chiaramente manifestato l intenzione di rivedere la calibrazione del nuovo schema regolamentare prima della sua implementazione. In particolare si prevede l introduzione di uno scaling factor al fine di mantenere sostanzialmente inalterato il livello aggregato dei requisiti patrimoniali minimi, pur fornendo alle banche incentivi ad adottare gli approcci più avanzati e quindi più risk-sensitive previsti dal nuovo Accordo. Tale scaling factor verrà applicato alle attività ponderate per il rischio di credito individuate nell ambito dell approccio Internal Rating Based ( 2 ). Disposizioni transitorie Per le banche che adottano l IRB Approach per il rischio di credito e/o l Advanced Measurement Approach per i rischi operativi verrà imposto un floor sui requisiti minimi complessivi di capitale da accantonare. Tale floor verrà applicato mettendo a confronto i requisiti minimi risultanti dall applicazione del Primo Pilastro del Nuovo Accordo e quelli calcolati con le regole attuali (Basilea 1). La tabella che segue illustra i tempi di applicazione dei vari approcci IRB e dei relativi floor. Da fine 2005 Da fine 2006 Da fine 2007 Da fine 2008 Foundation IRB Approach 3 Calcolo parallelo 95% 90% 80% Advanced approach per rischi di credito e/o operativi Calcolo parallelo o studio d impatto Calcolo parallelo 90% 80% Le autorità di vigilanza si sono riservate il diritto di estendere ulteriormente il periodo di applicazione dei floor. Opzioni regolamentari per il rischio di credito I supervisor permetteranno alle banche di scegliere fra due metodologie per calcolare i requisiti minimi di capitale per il rischio di credito. La prima alternativa è data dal valutare quantitativamente il rischio di credito in una maniera standard utilizzando giudizi di merito di credito esterni (Standardised Approach), la seconda alternativa (Internal Ratings Based Approach) permette alle banche di utilizzare, previa approvazione e validazione da parte delle autorità di vigilanza, i propri modelli di stima interni per la misurazione del rischio di credito (par ). 2 Utilizzando i dati del QIS 3 la stima dello scaling factor è risultata pari ad 1,06. Il valore definitivo verrà comunque determinato sulla base dei risultati del calcolo parallelo che rifletterà tutti gli elementi del nuovo schema regolamentare. 3 L approccio IRB Foundation include l approccio IRB Retail. 5

6 Pillar I: le diverse alternative per il calcolo dei requisiti minimi di capitale STANDARDISED APPROACH INTERNAL RATINGS BASED APPROACH Foundation Approach Advanced Approach 3. TECNICHE DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO CREDITIZIO. Una delle più significative novità del Nuovo Accordo è rappresentata dal riconoscimento di numerose forme di mitigazione del rischio di credito al fine della determinazione del capitale di vigilanza. L Accordo attuale consente riduzioni di capitale in presenza di una ristretta gamma di garanzie e/o collateral, (garanzie/collateral di paesi e banche appartenenti all OCSE, banche multilaterali di sviluppo, alcune ESP e coperture ipotecarie residenziali/commerciali) nonché in presenza di accordi di compensazione (netting) stipulati bilateralmente fra le parti a fronte di operazioni in derivati OTC. I derivati creditizi non trovano applicazione essendo strumenti innovativi troppo recenti rispetto all emanazione dell Accordo e le sue successive modifiche. Il Nuovo Accordo amplia in maniera significativa e più strutturata lo spettro delle tecniche di mitigazione del rischio ed aggiunge ulteriori categorie di garanzie/collateral (estendendo conseguentemente la gamma dei garanti e/o venditori di protezione considerati idonei). Esso poi riconosce esplicitamente ai derivati creditizi la loro capacità di riduzione del rischio e consente, laddove permesso dalla legislazione fallimentare locale, la compensazione operativa fra prestiti e depositi in bilancio ed infine, per la prima volta, regolamenta l operatività del prestito titoli e dei repo, estendendo l effetto della compensazione contrattuale anche a quest ultima tipologia di operazioni, (par. 137) assoggettandola a specifici requisiti (par. 173). Inoltre prevede l applicazione di queste tecniche riduttive del rischio anche nel campo delle cartolarizzazioni, del rischio operativo e per le posizioni di derivati OTC e repo nel trading book. Nello Standardised come nell IRB Foundation Approach del Nuovo Accordo vengono dunque esplicitamente riconosciute le varie tecniche di credit risk mitigation (CRM)( 4 ) di cui sopra, condizionate all osservanza di requisiti legali ed operativi. Il riconoscimento a fini regolamentari delle tecniche di mitigazione del rischio rappresenta un fatto di grandissima rilevanza e ha un impatto notevole sui requisiti patrimoniali, tale da sollevare sicuramente l interesse dell intera industria bancaria. I benefici (essendo fruibili praticamente dall intero mercato, prescindendo in larga parte dall adozione o meno dei modelli interni) incideranno sicuramente sul comportamento operativo futuro degli intermediari, generando utilizzi 4 Le condizioni minime per il riconoscimento di strumenti di CRM sono date da: legal certainty ovvero tutti gli strumenti devono essere legally enforceable in all relevant jurisdictions (par ), assenza di correlazione positiva fra il merito di credito della controparte e il valore delle garanzie/collateral (par. 124), presenza di procedure consolidate per la tempestiva liquidazione del collateral (par ). Quando la garanzia collaterale è detenuta da una controparte terza (banca custode) occorre accertare la completa separazione fra tale collateral e gli elementi patrimoniali della banca custode. Occorre peraltro rilevare che il trattamento riservato a garanzie reali in cash detenute da terzi non azzera le attività ponderate di rischio ma si limita a sostituire l esposizione della controparte con quella della banca custode (vedi nota 38). 6

7 assai più articolati e diffusi di queste tecniche specie per quanto attiene lo scambio di collateral e l uso di strumenti di cessione del rischio. Tuttavia per poter accedere a questi benefici occorrerà rispettare prescrizioni piuttosto rigide sulla struttura contrattuale degli strumenti e sulla gestione delle garanzie e dei collateral con conseguenti rivalutazioni e remargining giornalieri, aggiornamenti periodici delle valutazioni degli immobili e così via. Vi è facilmente da ritenere che si apra una stagione di revisioni contrattuali ampia e profonda, che dovrà essere strettamente raccordata con la nuova normativa fallimentare per cogliere i benefici che sono aperti ai nostri competitori internazionali. È presumibile che iniziative già avviate in sede di Commissione Europea per armonizzare la normativa dei vari paesi sullo scambio del collateral saranno accolte con entusiasmo dai practitioner che sono tutt oggi a confronto con le varie leggi domestiche che regolano la materia e che impongono loro procedure sovente laboriose e, a volte, d esito incerto. Il pieno riconoscimento dei derivati creditizi nella normativa spingerà poi in maniera decisiva all affermazione di questo mercato su basi anche più solide e meno frammentate rispetto ad oggi. Con riferimento alle garanzie collaterali su cespiti finanziari o collateral( 5 ) sono previsti due approcci: semplificato (Simple Approach) e globale (Comprehensive Approach). Le banche possono optare per una delle due tipologie per il banking book ma per il trading book sono tenute ad applicare il Comprehensive Approach (par. 112 e 121). I disallineamenti di scadenza tra esposizione sottostante e garanzia collaterale saranno consentiti unicamente per il metodo comprehensive. TECNICHE DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO On e off balance sheet netting Collateral (Garanzie su cespiti finanziari) Garanzie personali e credit derivatives Garanzie reali (solo IRB Foundation Approach) Simple Approach (solo Standardised Approach) Comprehensive Approach (sia Standardised sia Foundation Approach) Stime delle autorità di vigilanza basate sul rapporto loan to value Stime standard fornite dalle autorità di vigilanza (sia Standardised sia Foundation Approach) Stime con modelli interni (solo IRB Foundation Approach) L approccio comprehensive per il trattamento dei collateral verrà applicato anche per calcolare il rischio di controparte per le transazioni in derivati OTC e per quelle di tipo repo iscritte nel trading book (par. 112). Nessuna transazione in cui vengono riconosciuti effetti mitiganti del rischio potrà ricevere requisiti di capitale superiori a quelli associati a transazioni simili non assistite da forme di mitigazione del rischio (par. 113). Inoltre dovrà essere evitato il doppio computo degli 5 Per l approccio semplificato vengono riconosciute le seguenti garanzie reali su cespiti finanziari (eligible financial collateral) (par. 145): depositi, certificati di deposito emessi dalla banca creditrice, oro, azioni quotate comprese nei principali indici di borsa, alcune tipologie di quote di fondi comuni e altre quote in organismi di investimento collettivo in titoli negoziabili, titoli di debito con rating emesso da agenzie esterne riconosciute per la valutazione del merito di credito (rating BB- o migliore quando sono emesse da enti sovereign o da ESP a questi comparabili, rating BBB- o migliore quando sono emesse da altri emittenti fra cui banche e società di intermediazione finanziaria), obbligazioni senza rating ufficiale quando sono trattate in mercati riconosciuti, si qualificano come senior debt e sono emesse da banche le cui emissioni con la stessa seniority hanno un rating ufficiale uguale o superiore a BBB- oppure ad A3/P-3. Per l approccio globale (par. 146) alle categorie precedenti si aggiungono anche le azioni quotate che non sono comprese in un indice principale ma che vengono comunque scambiate in un mercato ufficiale, le quote di fondi comuni e altre quote in organismi di investimento collettivo in titoli negoziabili che comprendono tali azioni. 7

8 effetti derivanti dall adozione di tecniche CRM. Pertanto, i crediti cui è assegnato un rating specifico che tiene già conto della CRM non beneficeranno di alcun riconoscimento aggiuntivo ai fini prudenziali (par. 114). I requisiti patrimoniali verranno applicati a entrambe le posizioni assunte dalle banche in una transazione collateralizzata; saranno soggette a requisito patrimoniale le operazioni PcT sia attive sia passive. nonché le contropartite di una operazione di prestito titoli sia attiva sia passiva (par. 127). 4. L APPROCCIO INTERNAL RATING BASED L approccio IRB permette alle banche di utilizzare, sotto determinate condizioni e requisiti minimi, i propri modelli interni di rating per stimare i diversi fattori di rischio dati dalla probabilità di default (PD) ( 6 ), dalla perdita in caso di insolvenza (LGD), dall esposizione al momento dell insolvenza (EAD) e dalla scadenza effettiva dell esposizione (maturity). In alcuni casi nell impossibilità di produrre stime interne per uno o più fattori di rischio, le banche potranno utilizzare valori prodotti dalle autorità di vigilanza (par. 211). Tali fattori di rischio una volta impiegati nelle funzioni di ponderazione di rischio (risk weight function), che sono state sviluppate per le diverse classi di attività, producono gli assorbimenti di capitale minimi richiesti dalla vigilanza. Nell ambito dell approccio IRB il nuovo documento di Basilea individua gradi crescenti di complessità e sofisticazione, sintetizzati come Foundation Approach e Advanced Approach. I portafogli e i sottoportafogli Nell approccio IRB le banche dovranno raggruppare le esposizioni del banking book in cinque diverse classi di attività o portafogli con diverse caratteristiche di rischio (par. 215). Questi portafogli principali sono dati da: 1) corporate, 2) sovereign, 3) bank, 4) retail, 5) equity. A loro volta i portafogli del banking book si suddividono in altri sottoportafogli secondo il seguente schema: Banking book Sovereign Corporate Banks Retail Equity Purchased receivables PMI Specialised Lending Qualifying revolving exposures Residential Property Other Retail (incluso lo small business) Project Finance Object Finance Commodities Finance Income Producing Real Estate High Volatility commercial real estate 6 Per le esposizioni verso imprese e banche, la PD è il valore maggiore fra 0,03% e la PD annua corrispondente al grado interno di merito del debitore. Per le esposizioni verso governi la PD è pari alla PD annua relativa al grado di interno di merito del debitore. Per le esposizioni classificate nella categoria default, coerentemente con la relativa definizione di riferimento, la PD è pari al 100% (par. 285). 8

9 Esposizioni Corporate Un esposizione corporate è definita come un obbligazione di debito (cassa e firma) in capo a società di capitali, società di persone o imprese individuali. Alle banche verrà permesso di distinguere separatamente le esposizioni verso controparti medio-piccole (PMI) e le operazioni di finanza strutturata (specialised lending). Le esposizioni PMI sono definite come esposizioni corporate in cui il fatturato consolidato della controparte è inferiore a 50 milioni di Euro ( 7 ). Banche ed esposizioni governative, comprendendo quelle verso le Public Sector Entities, sono trattate con la medesima funzione di ponderazione del portafoglio corporate. Occorre notare che, dal punto di vista della funzione generatrice di capitale, banche, soggetti governativi, entità del settore pubblico, imprese grandi, medie e minori non beneficeranno più di distinzioni regolamentari (ergo saranno uguali sul piano del rischio) e l onere verrà determinato soltanto dalla rispettiva qualità finanziaria ed affidabilità creditizia, espressa dal rating (ovvero dalla PD). É una novità fondamentale rispetto al passato. Specialised Lending Le esposizioni di finanza strutturata devono possedere alcune fondamentali caratteristiche: l esposizione deve essere verso un entità finalizzata (special purpose entity), creata appositamente per finanziare e/o condurre l attività fisica sottostante l operazione di finanziamento, tale entità non deve avere alcun altra attività e deve essere completamente separata da entità commerciali e produttive più ampie di modo che la fonte primaria di ripagamento del debito sia il reddito prodotto dalla specifica attività finanziata piuttosto che dalla capacità indipendente di entità commerciali e produttive più ampie. Lo specialised lending si suddivide a sua volta in cinque sottoportafogli che comprendono il finanziamento dei grandi progetti infrastrutturali (project finance), la gestione immobiliare e l investimento in immobili di tipo residenziale (income producing real estate o IPRE) ( 8 ), il finanziamento di attività materiali a destinazione specifica come treni, aerei, navi, etc.., (cd. object finance ), l asset backed lending, tra cui il finanziamento di merci (cd. commodity finance ) e infine il finanziamento immobiliare di tipo commerciale che mostra un alta volatilità delle perdite rispetto ad altre esposizioni di finanza strutturata (high volatility commercial real estate o HVCRE) ( 9 ). Controparti Sovereign e bancarie Le controparti Sovereign comprendono tutte le esposizioni verso soggetti sovrani così come definite nell approccio Standardised. Esse includono i governi (e le rispettive banche centrali), alcuni ESP equiparati a governi nell approccio Standardised, le banche multilaterali di sviluppo che soddisfano i criteri per la ponderazione dello 0% nell approccio Standardised. Le controparti bancarie comprendono le esposizioni verso banche e quelle verso le società di intermediazione mobiliare che vengono equiparate alle banche. Vi rientrano anche i crediti verso ESP nazionali equiparati a crediti verso banche e le banche multilaterali di sviluppo che non soddisfano i criteri per una ponderazione dello 0% nell approccio Standardised. 7 A discrezione delle autorità di vigilanza nazionali le banche potranno usare, come indicatore della dimensione d impresa, per le fattispecie in cui i ricavi non fossero significativi, le attività totali al posto del fatturato. 8 Il tratto distintivo dell IPRE rispetto ad altre esposizioni corporate garantite da ipoteca è la forte correlazione positiva tra le probabilità di rimborso e quelle di recupero del credito in caso di inadempienza, entrambe principalmente in funzione del cash flow generato dalla proprietà. 9 Banca d Italia si è espressa dicendo di non voler per ora attivare in maniera distinta tale sottoportafoglio. 9

10 Esposizioni Retail Un esposizione definita come retail nell approccio IRB deve rispettare due fondamentali caratteristiche riguardanti: 1) la natura del mutuatario e del prodotto e la piccola dimensione della singola esposizione, 2) il grande numero di esposizioni che compongono il portafoglio retail (le singole esposizioni devono essere raggruppate in aggregati o pool significativi e gestite su basi aggregate). In particolare le esposizioni verso persone fisiche che rispettano alcune caratteristiche di prodotto sono, indipendentemente dall ammontare dell esposizione stessa, riconducibili al portafoglio retail( 10 ). A prescindere dalla dimensione dell esposizione, i mutui ipotecari su immobili residenziali (residential property) a condizione che il credito sia concesso al proprietario o al locatario dell immobile, otterranno un trattamento particolare all interno del portafoglio retail ( 11 ). I prestiti concessi a piccole realtà produttive e gestiti in pool come esposizioni retail e non individualmente come esposizioni corporate, con un esposizione complessiva di gruppo bancario verso gruppo cliente inferiore al milione di Euro potranno essere considerati come altre esposizioni retail in uno specifico sottoportafoglio denominato other retail. É previsto un terzo sottoportafoglio (Qualifying Revolving Retail Exposures) particolare per le esposizioni rotative, non garantite e revocabili (revolving, unsecured and uncommitted) di importo non superiore, per controparte individuale, ai Euro e con una limitata volatilità dei tassi di perdita intorno al loro valore medio. Equity Il portafoglio equity include le interessenze (partecipazioni azionarie) dirette o indirette (strumenti derivati su azioni), con o senza diritto di voto, gli strumenti innovativi di capitale, gli strumenti ibridi di patrimonializzazione e i prestiti subordinati in entità produttive, commerciali o finanziarie che non sono consolidate o dedotte nel rispetto delle disposizioni sull ambito di applicazione del Nuovo Accordo. Gli strumenti considerati come un esposizione equity sono le azioni o gli strumenti di debito irredimibili (o comunque con scadenza indefinita), che non richiedono alcun obbligo da parte dell ente emittente e che danno solo un diritto residuale sulle attività e sui redditi dell emittente. Le autorità di vigilanza hanno la facoltà di ridefinire i portafogli di titoli di debito come posizioni azionarie a fini di vigilanza e di assicurare altrimenti il loro trattamento appropriato nel quadro del secondo pilastro. Purchased Receivables A cavallo fra il portafoglio corporate ed il portafoglio retail viene inserito un sottoportafoglio riguardante i crediti commerciali acquistati o purchased receivables che comprende tutte le operazioni di acquisto da parte delle banche di crediti di natura commerciale vantati da una società (o da un individuo) nei confronti di terzi a fronte della propria attività produttiva (anticipi su fatture, acquisto crediti, operazioni di sconto pro soluto e pro solvendo e operazioni di factoring pro soluto e pro solvendo) (par ). Si precisa che alle operazioni che presentano come sottostanti posizioni corporate si può applicare l approccio cd. top down soltanto qualora esse siano gestite con un approccio di portafoglio e risultino rispettate alcune condizioni (par. 242). In particolare i 10 Si pensi al caso di crediti o linee di credito rotativi (revolving credit, ossia carte di credito e aperture di credito o scoperti in c/c) e ai crediti o strumenti di leasing personali (credito al consumo, prestiti agli studenti, leasing su autovetture, finanziamenti rateali, etc.). 11 Essi sono riconducibili ai crediti che nello Standardised Approach ricevono una ponderazione di rischio del 35%. 10

11 national supervisor dovranno fissare limiti di concentrazione al di sopra dei quali l approccio topdown non sarà applicabile. La definizione di default (par ) La definizione di default si basa sull indipendente o concomitante avverarsi di due criteri: 1. soggettivo, che si fonda sulla valutazione della capacità dei debitori di adempiere in pieno alle proprie obbligazioni contrattuali. Vengono indicati (par. 453) taluni fattori o situazioni che indicano l incapacità dei debitori di ripagare il debito (unlikeliness to pay)( 12 ). Nella categoria delle attività in default la Banca d Italia ha ricordato che vanno ricondotte le esposizioni classificate, secondo le vigenti regole di vigilanza, come sofferenze, incagli, crediti ristrutturati o in fase di ristrutturazione. 2. oggettivo, in base al quale i crediti scaduti da oltre 90 giorni, su qualunque obbligo di debito materiale con il gruppo bancario di riferimento, configurano il verificarsi del default. Per i crediti retail e nei confronti di ESP il limite di 90 gg. è stato elevato da Banca d Italia, nell ambito dei suoi margini di discrezionalità, a 180 gg. Inoltre le banche italiane potranno applicare il limite dei 180 gg. anche ai crediti del portafoglio corporate per un periodo di transizione di 5 anni. Per i crediti retail la nozione di default può essere applicata alla singola transazione, invece che alla controparte (par. 455) 12 Gli elementi che determinano l unlikeliness to pay sono individuati dalle seguenti circostanze: - la banca include il credito tra le sofferenze o tra gli incagli; - la banca effettua una svalutazione o un accantonamento specifico ritenendo che sia intervenuto un significativo peggioramento della qualità creditizia successivamente all assunzione dell esposizione; - la banca cede il credito subendo una perdita economica sostanziale dovuta al deterioramento della qualità creditizia; - la banca acconsente a una ristrutturazione del credito, ove ciò implichi verosimilmente una ridotta obbligazione finanziaria per il mutuatario dovuta a remissione sostanziale del debito o al differimento del pagamento del principal, degli interessi o delle commissioni; - la banca ha presentato istanza di fallimento per il mutuatario o ha avviato una procedura analoga in relazione all obbligazione creditizia del debitore verso il gruppo bancario; - l obbligato ha dichiarato fallimento o è stato posto in stato di fallimento o situazione assimilabile, ove ciò impedisca o ritardi il pagamento dell obbligazione creditizia verso il gruppo bancario. Le autorità di vigilanza nazionali emaneranno le opportune linee guida sul modo in cui questi criteri debbano essere applicati e monitorati (par. 454). 11

12 5. STRUTTURA DELL IRB FOUNDATION APPROACH. FOUNDATION APPROACH: schema di sintesi PROBABILITY OF OF DEFAULT (PD) MITIGAZIONE DEL RISCHIO (LGD) EXPOSURE AT AT DEFAULT (EAD) MATURITY Le probabilità di default delle diverse controparti vengono stimate internamente dalle banche (Rating Interni) On e off balance Sheet Netting Garanzie personali e Credit derivative Collateral Credit Conversion Factor (CCF): stime standard delle autorità di vigilanza CCF del 75% per le quote non utilizzate delle linee committed Si considera una maturity standard di 3 anni salvo eccezioni Finanziari Comprehensive Approach Reali Stime standard Stime standard Stime con delle autorità di vigilanza fornite dalle modelli interni basate sul rapporto autorità di vigilanza loan to value Nota: lo sfondo colorato evidenzia le principali differenze rispetto allo Standardised Approach. Nel Foundation Approach, per i portafogli Corporate, Sovereign e Bank, le banche devono essere in grado di stimare internamente la probabilità di default (PD) delle singole controparti e utilizzare i valori stabiliti dai supervisor per gli altri fattori di rischio quali LGD, EAD e maturity (M) (par. 245 e 246). Per il portafoglio retail (par. 252) devono essere usate stime interne per tutti i fattori di rischio (non vi è distinzione fra Foundation ed Advanced Approach). Le banche che soddisfano i requisiti per la stima di PD per esposizioni del portafoglio Specialised Lending saranno in grado di applicare la funzione di ponderazione di rischio per le esposizioni Corporate del Foundation Approach per tutte le classi di SL, esclusi gli HVCRE. Mentre obbligatoriamente per il sottoportafoglio HVCRE e per tutti i sottoportafogli dello specialised lending, in cui non vi sia la possibilità di produrre stime interne delle PD, le banche devono mappare i gradi di rischio in cinque categorie di slotting, fornite dai supervisor, ad ognuna delle quali sono associate specifiche ponderazioni di rischio (par. 249). A discrezione delle autorità nazionali di vigilanza, le banche che sono in grado di stimare le PD per le esposizioni HVCRE potranno utilizzare un approccio Foundation simile sotto ogni aspetto a quello applicato alle esposizioni corporate, fatta eccezione per una diversa funzione di ponderazione del rischio (par. 250). 12

13 Tabella 3. Foundation Approach Controparti Stime interne Valori dati dai supervisor Corporate (specialised lending), Sovereign e Banks Specialised Lending PD PD LGD, EAD, M 5 Categorie di Slotting (se non è possibile stimare le PD) Non disponibile. A discrezione delle autorità di HVCRE vigilanza potranno utilizzare le PD in una specifica funzione di ponderazione di rischio Retail PD, LGD, EAD - 5 Categorie di Slotting Possono essere utilizzati due approcci per il calcolo delle attività ponderate per il rischio associate al portafoglio Equity e non detenute nel Trading Book: un approccio basato sui prezzi di mercato ed un approccio basato su stime di PD/LGD (par. 253). Adozione dell approccio IRB nei vari portafogli (par ) Quando una banca adotta un approccio IRB per una parte delle sue attività, deve estendere, attraverso un preciso e realistico piano di implementazione concordato con i supervisor nazionali, la sua copertura all intero spettro di attività del gruppo bancario (par ). Questo processo di implementazione comprende: a) l adozione del sistema IRB per le varie classi di attività all interno della stessa unità operativa (o, nel caso delle esposizioni retail, per le singole sottoclassi di attività); b) l adozione del sistema IRB per le varie unità operative all interno dello stesso gruppo bancario; c) il passaggio dal Foundation Approach a quello Advanced per talune componenti di rischio. Le banche che sceglieranno di adottare gli approcci IRB Foundation o Advanced dovranno calcolare parallelamente il proprio requisito patrimoniale secondo questi approcci e secondo le regole attuali (Basilea 1) per alcuni anni (si veda al riguardo la tabella riportata a pag. 5). In particolare per le banche IRB Foundation, il calcolo parallelo dovrà essere condotto a partire da fine Anche le banche che decideranno di passare direttamente dall Accordo del 1988 all approccio IRB Advanced (per i rischi di credito e/o operativi) saranno tenute ad effettuare il calcolo parallelo da fine 2005, tuttavia per il primo anno sarà loro consentito di sostituire uno studio d impatto al calcolo parallelo vero e proprio (par. 263). Per accedere agli approcci IRB le banche dovranno inoltre dimostrare: o di utilizzare serie storiche almeno quinquennali per la stima delle PD delle esposizioni corporate, sovereign e bank (par. 463); o di utilizzare serie storiche almeno quinquennali per la stima delle caratteristiche di rischio (EAD e EL oppure EAD, PD e LGD) delle esposizioni retail (par. 466); o con riferimento alle esposizioni corporate, sovereign, bank e retail di avere in uso un sistema di rating broadly in line con i requisiti minimi previsti dal nuovo Accordo da almeno 3 anni (par. 445). I requisiti minimi sopra esposti vengono ridotti a soli due anni nel corso del periodo di transizione iniziale ( 13 ), della durata di 3 anni a partire dalla data di implementazione del Nuovo Accordo (par. 264) La Banca d Italia ha indicato di attendersi che tutti i gruppi bancari italiani, con patrimonio tier 1 consolidato superiore a.3 mld., adottino gli approcci basati sui modelli interni, la cui validazione richiede una serie storica di applicazioni interne perlomeno biennale ( 14 ). 13 Il requisito di due anni aumenta di un anno al trascorrere di ciascuno dei tre anni del periodo di transizione (par. 265). Inoltre durante tale periodo la LGD applicabile ai mutui residenziali retail non potrà essere inferiore al 10% (par. 266). 13

14 Per il portafoglio equity i supervisor possono esentare dal trattamento IRB, per un massimo di 10 anni, determinati investimenti partecipativi detenuti al tempo della pubblicazione del Nuovo Accordo par. 267). Gli investimenti azionari coperti da queste disposizioni saranno soggetti ai requisiti di capitale dello Standardised Approach (par. 269). Requisiti patrimoniali dei portafogli corporate, sovereign e banks La derivazione di tali requisiti si ottiene mediante l applicazione di una funzione che dipende dai vari fattori di rischio associati ad ogni singola controparte: PD, LGD, EAD e, in alcuni casi anche dalla maturity (vedi box seguente). È importante notare che il requisito patrimoniale IRB, così come formulato nella versione definitiva del Nuovo Accordo, è volto a coprire la sola Perdita Inattesa. A fronte della Perdita Attesa ci si attende che le banche accantonino riserve (generiche e specifiche) e, solo quando queste risultano insufficienti, si genera un ulteriore requisito patrimoniale. Sui meccanismi di determinazione di tale eventuale ulteriore requisito ci soffermeremo in un successivo paragrafo (Riserve specifiche e generiche nell IRB approach). Ci sembra tuttavia utile riportare nei grafici che seguono anche l indicazione della Perdita Attesa. Nel caso assolutamente teorico in cui una banca avesse riserve nulle il suo requisito patrimoniale finirebbe, infatti, per essere costituito dalla somma di Perdita Attesa e capitale da detenere a fronte della Perdita Inattesa (quest ultimo calcolato utilizzando le formule riportate di seguito). Box 1: Formule per la derivazione dei requisiti patrimoniali dei portafogli corporate, sovereign e bank( 15 ) Correlation (R) = 0,12 (1 EXP (-50 PD)) / (1 EXP (-50)) + 0,24 [1 - (1 - EXP(-50 PD))/(1 - EXP(-50))] Maturity adjustment (b) = (0, ,05478 ln (PD))^2 Requisito patrimoniale (K) = [LGD N [(1 - R)^- 0,5 G (PD) + (R / (1 - R))^0,5 G (0,999)]- PD LGD] (1 1,5 b)^ -1 (1 + (M 2,5) b) Aggiustamento per la maturity (solo Advanced Approach) Attività ponderate per il rischio (RWA) = K x 12,50 x EAD Nel Foundation Approach le esposizioni senior su controparti Corporate, Sovereign e Bank non assistite da garanzie collaterali riceveranno una LGD fornita dai supervisor pari al 45%, mentre per le esposizioni subordinate la LGD sarà pari al 75% (par. 287 e 288). Inoltre non vi sarà aggiustamento per la maturity residua, in quanto le banche nel Foundation Approach potranno utilizzare una stima standard di M pari a 2,5 anni, tranne che per le operazioni PcT la cui maturity standard viene fissata a 6 mesi (par. 318). I requisiti minimi di capitale (K) per esposizioni senior unsecured appartenenti ai portafogli corporate, sovereign e bank (ottenuti applicando l approccio IRB Foundation) sono illustrati per classe di rating nel grafico sottostante che riporta anche l indicazione della Perdita Attesa (EL). 14 Tale raccomandazione si estende pertanto, a parità di attuali strutture, ai primi 6 gruppi nazionali per una quota stimabile in più del 60% del totale attivo nazionale. 15 Exp denota la funzione esponenziale; Ln il logaritmo naturale; N(X) denota la funzione di distribuzione cumulativa di una variabile casuale normale standard (ossia la probabilità che una variabile casuale normale con media zero e varianza uno assuma valore minore o uguale a x); G(z) denota l inversa della funzione di distribuzione cumulativa di una variabile casuale normale standard (ossia il valore di x tale che N(x) = z). 14

15 Grafico 1. Assorbimenti di capitale per il portafoglio corporate Requisito patrimoniale (K) e Requisito maggiorato della Perdita Attesa (K+EL) 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% Stima della qualità mediana del portafoglio italiano AAA AA+ AA AA- A+ A A- BBB+ BBB BBB- BB+ BB BB- B+ B B- CCC CC EL 0,01% 0,01% 0,01% 0,02% 0,02% 0,03% 0,04% 0,06% 0,08% 0,14% 0,24% 0,42% 0,71% 1,19% 2,01% 3,38% 5,85% 11,70 K 1,2% 1,2% 1,2% 1,4% 1,6% 1,9% 2,2% 2,8% 3,3% 4,5% 5,7% 7,2% 8,6% 9,9% 11,6% 13,9% 16,9% 19,8% Rating S&P's equivalente EL K Aggiustamento per la dimensione d impresa (sottoportafoglio PMI) Per le controparti corporate il cui fatturato consolidato è inferiore ai 50 milioni di Euro, sarà permesso alle banche di applicare alla formula per il calcolo delle ponderazioni di rischio un aggiustamento, che dipende dalla dimensione dell impresa (S) e -mediante riduzione della Correlation (R)- produce significativi sconti in termini di assorbimento patrimoniale ( 16 ). S = max (fatturato consolidato, 5 mio Euro) Fattore di riduzione Correlation (R) = 0,12 (1 EXP (-50 PD)) / (1 - EXP(-50)) + 0,24 [1 - (1 - EXP(-50 PD))/(1 - EXP(-50))] 0,04 (1 (S-5)/45) Per ottenere gli assorbimenti di capitale (K) si deve quindi utilizzare la formula per le esposizioni corporate. I requisiti minimi di capitale (K) per esposizioni senior unsecured appartenenti al portafoglio PMI (ottenuti applicando l approccio IRB Foundation) sono illustrati per classe di rating nei grafici sottostanti che riportano anche l indicazione della Perdita Attesa (EL). 16 Le autorità nazionali di vigilanza possono consentire alle banche di utilizzare il totale delle attività consolidate in luogo del fatturato consolidato nel determinare la soglia e l aggiustamento PMI, qualora il fatturato consolidato non sia un indicatore significativo della dimensione aziendale (par. 274). 15

16 Grafico 2. Assorbimenti di capitale per il sottoportafoglio PMI IPOTESI 1: fatturato consolidato pari a 25 milioni di Euro Requisito patrimoniale (K) e Requisito maggiorato della Perdita Attesa (K+EL) 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% Stima della qualità mediana del portafoglio italiano PMI AAA AA+ AA AA- A+ A A- BBB+ BBB BBB- BB+ BB BB- B+ B B- CCC CC EL 0,01% 0,01% 0,01% 0,02% 0,02% 0,03% 0,04% 0,06% 0,08% 0,14% 0,24% 0,42% 0,71% 1,19% 2,01% 3,38% 5,85% 11,70 K 1,0% 1,0% 1,0% 1,2% 1,4% 1,7% 2,0% 2,4% 2,9% 4,0% 5,0% 6,3% 7,5% 8,6% 10,0% 12,0% 14,8% 17,8% Rating S&P's equivalente EL K Grafico 2bis. Assorbimenti di capitale per il sottoportafoglio PMI IPOTESI 2: fatturato consolidato pari a 5 milioni di Euro Requisito patrimoniale (K) e Requisito maggiorato della Perdita Attesa (K+EL) 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% AAA AA+ AA AA- A+ A A- BBB+ BBB BBB- BB+ BB BB- B+ B B- CCC CC EL 0,01% 0,01% 0,01% 0,02% 0,02% 0,03% 0,04% 0,06% 0,08% 0,14% 0,24% 0,42% 0,71% 1,19% 2,01% 3,38% 5,85% 11,70 K 0,9% 0,9% 0,9% 1,1% 1,2% 1,5% 1,8% 2,2% 2,6% 3,5% 4,5% 5,6% 6,7% 7,6% 8,7% 10,4% 13,0% 16,0% Rating S&P's equivalente EL K L esposizione al momento dell insolvenza (EAD) nel Foundation Approach Sia per le posizioni on balance che quelle off balance, le esposizioni sono misurate al lordo di specifici accantonamenti e di cancellazioni parziali (par. 308). Le compensazioni, on balance sheet netting, fra prestiti e depositi saranno consentite sotto le stesse condizioni dello Standardised Approach (par. 309). 16

17 Ponderazioni di rischio per le esposizioni Retail Nel portafoglio retail rientrano: i crediti verso persone fisiche; i crediti verso small business che soddisfano i seguenti requisiti: 1) sono di importo non superiore ad 1 milione di Euro, 2) sono originati e gestiti secondo un approccio retail. Ci sono 3 curve distinte per il calcolo delle ponderazioni di rischio del portafoglio retail che si applicano rispettivamente alle esposizioni residential mortgage, qualifying revolving e other retail. Nessuna delle tre funzioni contiene esplicitamente un aggiustamento per la maturity. Per ogni pool di esposizioni retail le banche dovranno produrre stime interne di PD, LGD e EAD. L on balance sheet netting fra prestiti e depositi per controparti retail sarà permesso sotto le stesse condizioni dello Standardised Approach. Per le attività retail off balance le banche dovranno stimare internamente i credit conversion factors. I requisiti patrimoniali per le esposizioni residential mortgage si calcolano nel seguente modo, assumendo una correlation (R) fissa allo 0,15 ( 17 ): Correlation (R) = 0,15 Requisito patrimoniale (K) = LGD N[(1-R)^-0,5 G(PD)+(R / (1 - R))^0.5 G(0,999)]-PD LGD Attività ponderate per il rischio = K 12,50 EAD Grafico 3a. Assorbimenti di capitale per il sottoportafoglio Residential mortgage IPOTESI LGD = 45% Requisito patrimoniale (K) e Requisito maggiorato della Perdita Attesa (K+EL) 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% AAA AA+ AA AA- A+ A A- BBB+ BBB BBB- BB+ BB BB- B+ B B- CCC CC EL 0,01% 0,01% 0,01% 0,02% 0,02% 0,03% 0,04% 0,06% 0,08% 0,14% 0,24% 0,42% 0,71% 1,19% 2,01% 3,38% 5,85% 11,70 K 0,3% 0,3% 0,3% 0,4% 0,5% 0,6% 0,8% 1,0% 1,3% 2,0% 2,9% 4,3% 6,0% 8,3% 11,2% 14,5% 18,0% 21,0% Rating S&P's equivalente EL K I requisiti patrimoniali per le esposizioni qualifying revolving si calcolano nel seguente modo assumendo una correlation (R) fissa allo 0,04: Correlation (R) = 0,04 17 Come già evidenziato con riferimento alle esposizioni corporate anche per il portafoglio retail il requisito patrimoniale IRB è volto a coprire la sola Perdita Inattesa. 17

18 Requisito patrimoniale (K) = LGD N[(1 - R)^-0,5 G(PD) + (R / (1 - R))^0,5 G(0,999)] - PD LGD Attività ponderate per il rischio = K 12,50 EAD Grafico 3b. Assorbimenti di capitale per il sottoportafoglio Qualifying Revolving IPOTESI LGD = 45% Requisito patrimoniale (K) e Requisito maggiorato della Perdita Attesa (K+EL) 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% AAA AA+ AA AA- A+ A A- BBB+ BBB BBB- BB+ BB BB- B+ B B- CCC CC EL 0,01% 0,01% 0,01% 0,02% 0,02% 0,03% 0,04% 0,06% 0,08% 0,14% 0,24% 0,42% 0,71% 1,19% 2,01% 3,38% 5,85% 11,70 K 0,1% 0,1% 0,1% 0,1% 0,1% 0,2% 0,2% 0,3% 0,4% 0,6% 0,8% 1,3% 1,9% 2,8% 4,1% 5,7% 7,7% 10,3% Rating S&P's equivalente EL K I requisiti patrimoniali per le esposizioni other retail che comprendono i crediti concessi a small business, si calcolano nel seguente modo: Correlation (R) = 0,03 (1 - EXP(-35 PD)) / (1 - EXP(-35)) + 0,16 [1 - (1 - EXP(-35 PD))/(1 - EXP(-35))] Requisiti patrimoniali (K) = LGD N[(1-R)^-0,5 G(PD) + (R / (1 - R))^0.5 G(0,999)]-PD LGD Attività ponderate per il rischio = K 12,50 EAD 18

19 Grafico 3c. Assorbimenti di capitale per il sottoportafoglio Other Retail IPOTESI: LGD = 45% Requisito patrimoniale (K) e Requisito maggiorato della Perdita Attesa (K+EL) 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% AAA AA+ AA AA- A+ A A- BBB+ BBB BBB- BB+ BB BB- B+ B B- CCC CC EL 0,01% 0,01% 0,01% 0,02% 0,02% 0,03% 0,04% 0,06% 0,08% 0,14% 0,24% 0,42% 0,71% 1,19% 2,01% 3,38% 5,85% 11,70 K 0,4% 0,4% 0,4% 0,4% 0,5% 0,7% 0,8% 1,1% 1,4% 2,0% 2,7% 3,5% 4,3% 4,9% 5,3% 5,6% 6,7% 8,8% Rating S&P's equivalente EL K Regole per le esposizioni equity (Par ) Per calcolare i requisiti minimi di capitale per le esposizioni equity del banking book sono disponibili due metodologie (par. 339 e 341): 1. market based approach; 2. PD / LGD approach. Per le esposizioni equity del trading book le ponderazioni di rischio vengono ottenute applicando la normativa sui rischi di mercato (par. 340). Le autorità di vigilanza, nell ambito dei loro margini di discrezionalità, decideranno se e in quali circostanze le banche dovranno optare esclusivamente per uno dei due approcci oppure se potranno utilizzarli tutti e due simultaneamente (par. 341 e 342). 6. STRUTTURA DELL ADVANCED APPROACH Nell ambito dell IRB Advanced Approach le banche devono essere in grado di stimare internamente i diversi fattori di rischio (PD, LGD, EAD e Maturity). Le banche che adottano l Advanced Approach possono tener conto degli effetti di mitigazione del rischio delle garanzie personali e dei derivati creditizi agendo sulle PD o alternativamente sulle LGD (par. 306). Nel far ciò non si deve tener conto del double default effect, ossia del fatto che almeno in linea teorica- una perdita dovrebbe registrarsi solo in caso di contemporaneo default di garante e garantito 18. Le ponderazioni di rischio assegnate ad esposizioni garantite non devono in ogni caso risultare inferiori a quelle che si applicherebbero qualora l esposizione fosse sorta direttamente con il garante. Inoltre nell ambito dell approccio IRB Advanced non sono previste restrizioni sull ammissibilità dei garanti ( 19 ). Tabella 5. Advanced Approach Controparti Stime interne Valori forniti dai supervisor 18 Ad esempio qualora si scelga di tener conto degli effetti di mitigazione del rischio delle garanzie personali e dei derivati creditizi agendo sulle PD, si dovrà semplicemente sostituire la PD del garante a quella del garantito e non considerare la probabilità congiunta di default di tali soggetti. 19 In particolare risultano ammissibili anche garanti corporate con rating peggiore di A-. 19

20 Corporate (Specialised lending), Sovereign, Bank PD, LGD, EAD, M Si possono usare temporaneamente i valori forniti dai supervisor per EAD e M Retail PD, LGD, EAD - BASILEA II: ADVANCED APPROACH PROBABILITY OF OF DEFAULT (PD) MITIGAZIONE DEL RISCHIO (LGD) EXPOSURE AT AT DEFAULT (EAD) MATURITY Le probabilità di default delle diverse controparti vengono stimate internamente dalle banche (Rating interni) La perdita in caso di default viene stimata internamente dalle banche (LGD grade) I Credit Conversion Factor vengono stimati internamente dalle banche Nota: lo sfondo rosso evidenzia le principali differenze rispetto al Foundation Approach. E prevista una correzione per la maturity effettiva delle diverse esposizioni. Trattamento della Maturity Come visto in precedenza le banche che adottano il Foundation IRB Approach possono usare solo una stima standard della Maturity (pari a 2,5 anni) da inserire nella formula per il calcolo delle ponderazioni di rischio per i portafogli Corporate, Sovereign e Banks, con un unica eccezione rappresentata dalle operazioni Pronti contro Termine la cui maturity standard viene fissata pari a 6 mesi (par. 318). Le banche che adottano l Advanced Approach dovranno invece misurare la maturity effettiva di ogni attività secondo la formula (iv). Le autorità di vigilanza nazionali potranno, a loro discrezione, esentare alcune esposizioni nei confronti di controparti corporate domestiche di minore dimensione dall aggiustamento per la maturity effettiva e permettere, solo per questo tipo di controparti, l utilizzo della maturity standard di 2,5 anni come nel Foundation Approach. Ciò potrà avvenire solo se il fatturato consolidato e le attività consolidate della controparte sono inferiori a 500 milioni di Euro.La formula che determina la maturity effettiva è la seguente: M = t t * CF t CF t t dove CF t denota i cash flow (rimborsi di quota capitale, interessi e commissioni) che il mutuatario è tenuto contrattualmente a pagare al tempo t. Se la banca non è in grado di calcolare l aggiustamento per la maturity effettiva come sopra indicato, deve utilizzare un valore di M pari al tempo massimo residuo (calcolato in anni) che il mutuatario impiegherà per onorare i suoi obblighi contrattuali di debito. In ogni caso M non può essere più basso di un anno e più alto di 5 anni (par. 320), salvo eccezioni. In particolare il limite inferiore di un anno non si applica a talune esposizioni a breve termine, specificate dalle singole autorità di vigilanza a livello nazionale. In questi casi la durata (iv) 20

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