Earth Council Italia. 2 Conferenza Internazionale sull Ambiente

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1 Earth Council Italia Italia Accredited Organizations to the United Nations Environment Programme Governing Council-Global Ministerial Environment Forum GC-GMEF n. 47 update 29 august Conferenza Internazionale sull Ambiente Dalla denuncia del degrado insostenibile ad una strategia condivisa per lo sviluppo sostenibile Napoli, Web-Conference Via Svetonio n. 18, Bacoli (Na) Italy Tel

2 Premessa Il 2007 è stato caratterizzato da un intenso lavoro sviluppatosi essenzialmente in applicazione di quelle che sono state le indicazioni emerse nel corso della Prima Conferenza Internazionale sull Ambiente, organizzata da ECI a Napoli il 30 e 31 di maggio, del In particolare, si è passati dall impegno della delegazione italiana in Earth Council Alliance (ECA), alla costituzione di Earth Council Italia (ECI) e, quindi, come soggetto autonomo, si è provveduto a intensificare i rapporti tra UNEP e il nostro Paese, senza mai perdere di vista l attività di coordinamento e le iniziative delle varie rappresentanze ECA. In altri termini si è provveduto a svolgere una funzione di collegamento tra quanto elaborato da un organismo altamente qualificato e rappresentativo come UNEP e organizzazioni, istituzioni, mezzi d informazione e associazioni interessate ai problemi dell ambiente. Così nel corso di importanti e significative trasmissioni, conferenze ed incontri sul tema -che da qualche mese fa registrare un livello decisamente crescente di attenzione rispetto all anno precedente anche se ancora insufficiente per passare dalla fase del sensazionalismo dell emergenza a quella della metodologia dell intervento - ECI ha colto l occasione per rivolgere un appello alla partecipazione alla Giornata Mondiale dell Ambiente, UNWED, edizione 2007, che presentava, come tema centrale l allarmante problema dei mutamenti climatici. Al riguardo ECI intende contribuire con una nota relativa alla condizione dei laghi flegrei -Averno, Fusaro, Lucrino e Miseno-, regione ad ovest della città di Napoli, quale scenario spia degli effetti conseguenti ai mutamenti climatici in Italia, ma, in prospettiva, riferibile all intero bacino del Mediterraneo. Nel percorso programmatico individuato da ECI va inoltre segnalata la fondamentale necessità del superamento di pericolose tentazioni, spesso rappresentate dalla evanescente ricerca di primati o, peggio ancora, di opportunismi di circostanza, che finiscono, irrimediabilmente, con il rivelarsi sterili, infruttuosi se non, addirittura, controproducenti, rispetto alla individuazione di un percorso formativo attendibile e condiviso. Occorre quindi che tutti gli sforzi convergano in una seria e accreditata sede di sintesi che, secondo ECI, pur tra notevolissime difficoltà, solo UNEP è in grado di rappresentare e che gli interventi vengano selezionati, adottati e ottimizzati. In tal senso il 2007 fa registrare un altro importantissimo e prestigioso traguardo per ECA ed in particolare per ECI: l intervenuto provvedimento da parte di UNEP di

3 Accreditation of the ECA and its Regional Member at Organisation Governing Council-Global Ministerial Environment (Forum GC-GMEF n. 47 update 29 august 2007), fatto che ci onora, ci rende soddisfatti, ma, al tempo stesso, ci fa sentire ancor più impegnati e responsabili nel ruolo che abbiamo deciso di svolgere. Di conseguenza, la partecipazione al Global Civil Society Forum, organizzata da UNEP a Ginevra per il ed il sostegno ad altre importanti manifestazioni, come il 1 Congress Lagunet (www.lagunet.it), forum internazionale sulla gestione e la conservazione dell ecosistema costiero, svoltasi a Napoli dal 19 al 23 novembre 2007, hanno rappresentato l occasione per ribadire tali principi ed avviare quel programma che ECA intende attuare in tutte le nazioni in cui è presente. Al riguardo, ancora una volta, esprimiamo gratitudine e apprezzamento per il nostro leader, Tommy Short, che, da anni, offre un importante contributo nella difficile impresa di ricercare adeguate soluzioni a molti di quei problemi che rappresentano effettiva minaccia al futuro del nostro pianeta: la Terra, la nostra Casa Comune. Rispetto per l ambiente, difesa dei diritti umani, divulgazione della finanza etica, affermazione della giustizia sociale, sostegno agli indifesi, dialogo tra popoli di culture diverse: sono queste le nuove frontiere della politica mondiale e, al tempo stesso, è questa la sfida da vincere per la crescita civile dell umanità del terzo millennio. L anno in corso non poteva concludersi senza un contributo di ECI sul tema individuato da UNEP quale argomento centrale della Giornata Mondiale dell Ambiente (UNWED): i mutamenti climatici. La Seconda Conferenza Internazionale sull Ambiente, un appuntamento ormai imprescindibile per ECI, vuole essere quindi l occasione per dimostrare come, anche nel nostro Paese, l evidenza del fenomeno sia ormai sotto gli occhi di tutti offrendo alla discussione un dato di partenza: la denuncia del degrado insostenibile ed un obiettivo finale, impegnativo, ma raggiungibile, oltre che non più differibile una strategia condivisa per lo sviluppo sostenibile. Il percorso individuato da ECI per raggiungere tale condizione si concretizza attraverso la corretta formazione e informazione provenienti dalle più accreditate ed autorevoli fonti internazionali, come dimostrano le significative esperienze di Earth Council Gemeva, attraverso E-Learn, e il supporto ed il sostegno alla ricerca ed all impresa indirizzata verso ogni forma di sviluppo sostenibile. Quest anno vi era la condivisa volontà di celebrare, con l intero net work di ECA, l importante riconoscimento di UNEP, quindi, nell intento di agevolare la partecipazione del maggior numero possibile di componenti, si decideva di celebrare l incontro, in web-conference, dalla sede ufficiale di ECI di Napoli.

4 I laghi Flegrei Straordinari sensori naturali Ci sono diversi motivi per i quali i laghi flegrei rappresentano una straordinaria e irripetibile realtà. Per la loro natura vulcanica; perché sono tutti collegati al mare da lagune salmastre; perché sono stati i primi vivai nella storia della molluschicoltura e della pescicoltura; perché rappresentavano vere e proprie oasi naturali; perché sono stati importanti basi navali durante la colonizzazione greca prima (probabilmente il Fusaro) e lo splendore dell impero romano dopo (Porto Giulio -formato dai laghi di Lucrino e Averno- e Porto di Miseno -costituito dall omonimo lago-); perché hanno ispirato illustri uomini di lettere, da Publio Virgilio Marone, a Dante fino ai giorni nostri; perché hanno stimolato l estro creativo di architetti ed artisti in genere che qui, più che altrove, hanno modellato il tufo e utilizzato le pozzolane ricavandone gallerie, percorrimenti, sale termali e rari e preziosi monumenti, vere e proprie testimonianze d arte. Al tempo stesso però i laghi flegrei sono anche puntuali testimonianze e indicatori dell intensa attività vulcanica del territorio. Così, non solo il bradisismo, ma presenze di sorgenti termominerali, emanazioni sulfuree, soffioni, vapori ad alta temperatura, si sono spesso manifestati con morie di pesci o di volatili, oppure con vaste aree in cui la natura mutava completamente aspetto per lasciare spazio alla emanazione dei vivi umori della terra. Da qualche anno però, i fenomeni più evidenti non sono più collegati a fattori geotermici o vulcanici in genere, ma ad un preciso evento che rischia di modificare completamente l intero ecosistema: il riscaldamento delle acque dipendente dai mutamenti climatici. Sicuramente i laghi flegrei rappresentano un area piuttosto circoscritta, ma proprio questa condizione esalta, come in una attendibile prova di laboratorio, anticipandone i tempi e gli effetti, quelle che sono le negative conseguenze dovute ai mutamenti climatici, quindi al riscaldamento delle acque nonchè alla variazione della loro qualità e quantità. Da anni infatti si registra il ripetersi del fenomeno dell eutrofia, sicuramente dovuto ad uno scarso ricambio delle acque, ma certamente accelerato dalle più elevate temperature delle stesse. Ove mai persistessero dubbi al riguardo il quadro indiziario diventa ulteriormente preciso allorquando l indagine scientifica fa registrare altri

5 allarmanti dati rappresentati dalla presenza di nuove specie e dal prevalere di alcuni fenomeni che, in tempi brevi, potrebbero sostanzialmente sconvolgere l equilibrio della flora e della fauna. La scomparsa di alcune specie migratorie di volatili, di altre che pure avevano ripopolato i laghi (folaghe, anatre, oche), di specie acquatiche sopravvissute anche all inquinamento -dipendente dal degrado urbano e dall incontrollato incremento demografico dovuto a nuovi insediamenti abitativi a ridosso degli argini lacustri-, in assenza di una intensa attività vulcanica, sono il chiaro indice di quanto sta avvenendo e che, fatte le debite proporzioni, potrebbe interessare, in un futuro non lontanissimo, l intero bacino del Mediteranno. Le conseguenze del fenomeno oltre a ripercuotersi sull ambiente producono devastanti effetti sia sull economia che sulla salute psicofisica degli abitanti del luogo. Partendo dal presupposto che I Campi Flegrei rappresentano un importantissimo e raro concentrato di arte, storia, cultura e risorse naturali che meriterebbero ben altro riguardo -non a caso è stato più volte prospettato il coinvolgimento dell UNESCO-, bisogna rilevare che tutto ciò sarà possibile soltanto allorquando si sarà sviluppata un adeguata, condivisa, sensibilità su tutto quanto concerne la difesa e la tutela dell ambiente, quindi del territorio. Viceversa, non per gratuito catastrofismo o, peggio ancora, per abietto sensazionalismo, bisogna fare i conti con una ben diversa realtà, purtroppo anche questa piuttosto diffusa nell area del Mediterraneo. Le ricadute sull economia, che trae grandi risorse dalla balneazione, dalla ristorazione, dalla nautica e da tutto ciò che è legato al terziario in genere, potrebbe subire perdite consistenti a causa di provvedimenti delle Autorità di Vigilanza per la tutela igienico-sanitaria, ma anche semplicemente per diverso orientamento dell utenza, così come tutte le attività legate alla risorsa mare, potrebbero risentire fortemente dei medesimi fattori di condizionamento. Significherebbe, in altri termini, una ingente perdita in termini economici, occupazionali, ambientali. Tra le ripercussioni economiche poi, vanno inquadrate anche quelle ad effetto differito le cui conseguenze, cioè, non sono immediatamente rilevabili come le prime, ma trovano crescente incremento nel tempo con danni sicuramente non meno devastanti. Sono quelle derivati da patologie di carattere psicofisico, i costi per la cura delle quali incide notevolmente sulla spesa pubblica e, ancor di più, sulla qualità della vita, fenomeno che innesca inevitabilmente una serie di disturbi socioambientali di proporzioni impressionanti. Una sorta di circolo vizioso dall ambito del

6 quale si esce soltanto adottando una serie di scelte appropriate e tempestive i cui margini di attuabilità diventano sempre più esigui. Non pretendiamo soltanto con l analisi, ovvero con un ricorrente allarmismo di circostanza, affrontare la situazione determinatasi. Riteniamo opportuno invece puntare su due fattori determinanti: -Affidare ad un organismo qualificato e dotato delle necessarie competenze l individuazione dei più opportuni indirizzi in materia di politica ambientale affinché si passi dalla gestione delle emergenze, spesso caratterizzata da sprechi, misure inadeguate e dispersioni di vario genere e natura, alla adozione di una strategia comune e condivisa di gestione. -Incentivare e supportare tutto ciò che nella ricerca, nell imprenditoria, nelle attività produttive, nei trasporti, nell urbanistica, nelle risorse rinnovabili e nelle politiche energetiche va in direzione di un non più derogabile programma di sviluppo sostenibile. Al riguardo riteniamo che le Nazioni Unite, nello specifico UNEP, rappresentino il soggetto più qualificato a guidare questo importante processo di crescita e di sviluppo, sia per la sua entità sopranazionale -quindi al di sopra degli interessi nazionali o, quanto meno in posizione di terzietà- che per l enorme esperienza, capacità e risorse che ne caratterizzano l impegno. Tale importante percorso rappresenterebbe una fondamentale svolta anche perché darebbe luogo ad un passaggio epocale che porterebbe il tema ambiente oltre il volontarismo e lo spontaneismo, sul più vasto scenario del vivere quotidiano caratterizzato da un sempre più diffuso criterio di redditività della scelta. In altri termini si passerebbe da un concetto di tutela dell ambiente affidato alla sensibilità, all attenzione e allo slancio personale -in un sol termine alla formazione della persona, sulla quale bisogna assolutamente puntare, ma che richiede i tempi necessari per un diffuso consolidamento-, a quello, più immediato, dettato da principi di convenienza direttamente dipendenti dalla redditività delle scelte - fortemente condizionate dalla ovvia opportunità economica-. In questa direzione va individuata la nuova prospettiva: risparmio energetico e tutela dell ecosistema equivale ad una minore spesa ed una migliore qualità della vita. Questa la maggiore convenienza, questo l obiettivo di ECI. Earth Council Italia

7 EUTROFIZZAZIONE E CRISI DISTROFICHE NEGLI AMBIENTI LAGUNARI A cura del dott. Antonio Illiano, con il contributo del Prof. Gian Carlo Carrada Generalita sul processo di eutrofizzazione di un corpo idrico Il termine eutrofizzazione sta ad indicare il processo di arricchimento delle acque in sostanze fertilizzanti (in primo luogo azoto e fosforo), che si traduce in un forte input energetico per tutta la rete trofica dell ambiente acquatico, con effetti sia benefici (incremento della produttività), sia dannosi (eccessiva stimolazione della crescita del fitoplancton, e a volte anche delle macrofite, sia emerse che sommerse). Crescendo il livello di produttività, si ha un aumento della quantità di materiale organico in decomposizione, e quindi un maggiore consumo di ossigeno; nel tempo si ha così un depauperamento della riserva di ossigeno del corpo idrico, se non un suo esaurimento totale; questo fenomeno è accentuato da una riduzione della zona fotica, che si ha in seguito all intorbidamento dell acqua. Di conseguenza si hanno morie di pesci, sviluppo di gas sgradevoli come l idrogeno solforato e l ammoniaca, formazione di sostanze corrosive, di acidi organici, di tossine, sviluppo di microrganismi che possono trasmettere odori e sapori sgradevoli, etc. Inoltre ne risulta danneggiata la fruizione ricreativa, sia perché viene compromesso l aspetto estetico, a causa della ridotta trasparenza, sia per i rischi legati alla salute dei bagnanti: il contatto col materiale algale e gli elevati valori di ph possono provocare dermatiti e congiuntiviti, e l ingestione di alghe può provocare infezioni intestinali in individui sensibili. Ai danni economici per il turismo vanno aggiunti quelli alle attività di pesca e acquacoltura, molto ingenti nel caso di specie di elevato valore commerciale. Altri inconvenienti sono costituiti dalla proliferazione di alghe produttrici di tossine, che possono diventare una minaccia per la salute umana quando queste si accumulano attraverso la catena alimentare nella fauna ittica (in particolare crostacei e molluschi), e dalle fitte agglomerazioni di macrofite, che causano ingombro nei canali, nelle lagune, negli estuari, danneggiando così la pesca e la navigazione, riducendo la portata, limitando la capacità di accumulo dei bacini artificiali, ecc. In base alle cause, si distinguono due tipi di eutrofizzazione: naturale, causata dal dilavamento dei nutrienti presenti nel terreno, ed antropogenica, dovuta all attività umana; la prima si manifesta in tempi geologici, mentre gli effetti della seconda si fanno sentire in pochi anni. L eutrofizzazione rappresenta solo un aspetto del problema della qualità delle acque; altre forme di deterioramento dei corpi idrici sono costituite dall inquinamento da metalli pesanti, contenuti negli scarichi di origine industriale, urbana e agricola, dal dilavamento di erbicidi e pesticidi provenienti dai terreni agricoli, dalle perdite di oli, residui petroliferi, residui radioattivi di provenienza industriale, dagli effluenti termici, e dallo scarico di rifiuti solidi provenienti sia dagli insediamenti urbani che dalle attività produttive. Queste altre forme di inquinamento, possono interagire con l eutrofizzazione, accentuandola ovvero contenendola, ma, allo stato attuale delle conoscenze, questi tipi di interazioni risultano poco chiari. Uno degli effetti dell eutrofizzazione è costituito dalle fioriture algali: in particolari condizioni meteoclimatiche, quali in estate acque calme, assenza di vento, temperatura elevata, forte luminosità, si assiste allo sviluppo abnorme di una particolare specie di alghe, sia microscopiche che macroscopiche.

8 -Eutrofia e crisi distrofiche in ambienti lagunari Nelle lagune (così come in generale nei casi di shallow water ), la produzione primaria é sostenuta in primo luogo dalle macrofite (alghe pleustofite e fanerogame), che in alcuni periodi dell anno (principalmente in primavera) danno luogo a fioriture algali; quindi in un ecosistema lagunare si instaurano livelli di produzione primaria piuttosto elevati. Inoltre le lagune costituiscono habitat tendenti all incremento trofico, poiché, essendo bacini semichiusi e a rapida sedimentazione (essendo racchiuse tra la terraferma e barriere di sabbia generalmente parallele alla costa, esse sono relativamente isolate dal mare, con cui comunicano solo attraverso canali, e quindi presentano bassi valori dell agitazione turbolenta), esse fungono da trappola per i nutrienti, la cui disponibilità induce lo sviluppo di grandi quantità di vegetazione planctonica e soprattutto bentonica, in grado di mantenere grandi biomasse di consumatori primari e secondari (che rendono economicamente remunerativi questi ambienti), fino a che il carico trofico non superi quella che viene definita come portanza biologica dell ecosistema, provocando l insorgere di fenomeni di degrado. Va sottolineato che, nonostante i numerosi problemi connessi all eutrofia (che pure comportano la necessità di interventi di risanamento), un ambiente acquatico semplicemente eutrofico é un sistema ancora in vita - forse eccessivamente vivo (Banca, 1981), e soprattutto ecologicamente stabile: in queste condizioni, la produzione di ossigeno con la fotosintesi da parte delle popolazioni vegetali é ancora tale da compensarne i consumi, dovuti alla respirazione dell intera comunità, anche in condizioni di limitati scambi di questo elemento con l atmosfera, e soprattutto vi é ancora equilibrio tra produzione e decomposizione di materia organica: in altre parole il detrito organico, derivante dalla morte delle biomasse vegetali, riesce a subire un completo processo di degradazione prima che nuova biomassa venga prodotta. Con l aumentare del livello trofico, e quindi con il procedere dell eutrofizzazione, il sistema può però arrivare a non essere più in grado di sostenere la propria produzione primaria e quindi a superare la propria portanza biologica: a tal punto, il sistema é passato da condizioni di eutrofia a condizioni di ipertrofia (che può ritenersi la fase ultima del processo di eutrofizzazione) estremamente instabili, in cui i processi di decomposizione diventano prevalenti e, in condizioni meteorologiche estreme (elevate temperature, ridotto idrodinamismo a causa di diminuzioni dell intensità del vento), possono innescarsi processi distrofici che si manifestano con netti cambiamenti nella composizione biotica, con sopravvento di alghe tossiche, con estreme fluttuazioni nella qualità delle acque e nella produttività e infine con l insorgere di crisi anossiche, cioè con scomparsa di ossigeno dalla colonna d acqua, che comportano effetti macroscopici talvolta catastrofici, come morie massive di fauna ittica, danni agli usi ricreativi, ecc. -Fattori influenzanti le crisi distrofiche I fenomeni distrofici si verificano nelle lagune mediterranee soprattutto nei mesi estivi e possono evolvere improvvisamente verso crisi anossiche (in particolare durante le prime ore del mattino) che inizialmente interessano solo zone limitate, per poi estendersi all intero corpo idrico. Va sottolineato che in letteratura generalmente non viene fatto esplicito riferimento ai processi distrofici in quanto tali, che vengono fatti rientrare nell ambito degli stessi processi di eutrofizzazione, mentre quest ultimo termine dovrebbe a rigore essere riservato solo alla fase iniziale del processo, cioè a quella di arricchimento delle acque da nutrienti, e che inoltre non viene fatta alcuna distinzione tra una fase eutrofica ed una ipertrofica. Nella visione classica dei processi di eutrofizzazione (entro cui quindi viene collocata anche la fase distrofica) si ipotizza una relazione di causa - effetto tra morte della biomassa algale e crisi anossica, che affida cioè esclusivamente alla morte della biomassa algale ed alla sua mineralizzazione la causa della scomparsa dell ossigeno disciolto dalle acque. Nell ambito di tale

9 rappresentazione l insorgenza di fenomeni anaerobici (che determinano in prossimità del fondo la formazione di composti derivanti dalla degradazione anaerobica della sostanza organica, come idrogeno solforato, metano, ammoniaca, che avvelenano completamente la comunità vivente) viene considerata come conseguente ad una già avvenuta scomparsa dell ossigeno disciolto e pertanto alla crisi anossica. Recentemente invece é stata proposta (Cioffi et al., 1993) una nuova rappresentazione che supera la precedente visione di causa-effetto tra morte della biomassa e crisi anossica e che individua nella struttura idrodinamica del corpo idrico e nelle modalità di mineralizzazione della sostanza organica alternative a quella aerobica la principale chiave di interpretazione dei fenomeni distrofici. In tale nuova rappresentazione, si ritiene innanzitutto che i fenomeni distrofici abbiano luogo non in una fase semplicemente eutrofica ma in una ipertrofica, in cui cioè l eccessivo livello trofico abbia favorito una crescita delle masse vegetali tale da superare la portanza biologica dell ecosistema: si ritiene cioè che la produzione di detrito organico in tali condizioni sia talmente elevata che esso non riesca ad essere totalmente degradato e vada ad accumularsi nei sedimenti e costituire nel tempo una sorta di riserva. In tali condizioni il sistema é fortemente instabile e pertanto fortemente dipendente dalle condizioni meteoclimatiche, ed i processi distrofici altro non sono che la manifestazione di questa instabilità: infatti essi hanno luogo quando si vengono a presentare condizioni meteocimatiche estreme, il che avviene nei periodi più caldi dell anno. All aumento della biomassa algale (macrofitica), dovuta ai valori di temperatura e illuminazione favorevoli in questi periodi dell anno, corrisponde infatti un aumento proporzionale del volume di detrito organico disciolto e particellato, di cui parte rimane in sospensione, parte si deposita sul fondo, sia sullo strato superficiale che in quello sepolto con i sedimenti, andandosi a sommare a quello già presente accumulatosi nel tempo. I1 detrito organico viene mineralizzato lungo la colonna d acqua e sulla superficie dei sedimenti da parte di microrganismi aerobi, fino a che la concentrazione di ossigeno, rifornito oltre che con la fotosintesi, anche attraverso i meccanismi di scambio naturale, favoriti dall azione del vento, dalle maree, dalla pioggia, sia tale da consentirlo. A questa attività demolitrice dei batteri corrisponde un aumento del consumo di ossigeno disciolto nell acqua. Nei sedimenti in condizioni deficitarie di ossigeno, quali quelle che si verificano negli strati più profondi, non raggiunti dal flusso di ossigeno proveniente dalla colonna d acqua, la mineralizzazione del detrito organico avviene ad opera dei batteri anaerobi, cioè mediante metabolismi alternativi a quello aerobico, tra i quali determinante é quello dei batteri solfato riduttori, prima ancora che siano scomparse le concentrazioni di ossigeno dalla colonna d acqua. In condizioni di elevata temperatura e in occasione di abbattimento dei valori delle agitazioni turbolente, conseguenti a stasi idrodinamiche dell ambiente lagunare, l apporto di ossigeno dall ambiente esterno può diminuire drasticamente; diminuiscono i valori di ossigeno al fondo e diminuisce di conseguenza l apporto di ossigeno dalla colonna d acqua ai sedimenti. Quest ultimo fenomeno determina un progressivo estendersi dei processi di mineralizzazione anaerobica (che normalmente interessano solo gli strati più profondi dei sedimenti), e quindi dell attività solfato-riduttrice, agli strati superficiali anche nelle ore diurne. L attività solfato riduttrice, che si sviluppa quindi a partire dagli strati più bassi dei sedimenti non interessati dai flussi di ossigeno, é causa di una notevole produzione di idrogeno solforato, che diffondendosi nella colonna d acqua e riossidandosi con l ossigeno residuo ne provoca l ulteriore scomparsa. All interno della colonna d acqua si vengono così a creare due zone distinte, una aerobica ed una anossica: quest ultima tende ad estendersi progressivamente man mano che procede il consumo di ossigeno, fino ad interessare eventualmente l intera colonna d acqua.

10 E evidente quindi la circolarità di tale rappresentazione: i meccanismi di mineralizzazione anaerobica, in particolar modo la solfato-riduzione, nel concorrere a determinare i consumi di ossigeno ne sono quindi anche causa e non solo semplice effetto, come ipotizzato nella visione classica. Si evince inoltre il ruolo delle agitazioni turbolente all interno della massa liquida nel concorrere a determinare le dirninuzioni di ossigeno disciolto e nel favorire quindi il progressivo estendersi dei processi di mineralizzazione anaerobica agli strati più superficiali dei sedimenti: ad un abbattimento dell idrodinaniismo corrisponde infatti una diminuzione del flusso di ossigeno attraverso l interfaccia aria-acqua, un rallentamento dei processi di solubilizzazione ed un aumento del flusso per sedimentazione della sostanza organica e pertanto della fornitura di substrato ai sedimenti per l attività batterica solfato-riduttrice. Al contrario, una maggiore permanenza in sospensione del particellato organico, dovuta a più elevati valori delle agitazioni turbolente, ne consente più facilmente, prima che essa possa raggiungere i sedimenti, una mineralizzazione completa di tipo aerobico lungo la colonna d acqua. All attività solfato-riduttrice, cui é associata produzione di idrogeno solforato, vanno ricondotti altri due importanti aspetti del fenomeno: l idrogeno solforato liberato dai sedimenti, oltre a provocare un ulteriore, anche se indiretto, consumo di ossigeno lungo la colonna d acqua, aggredisce le alghe e ne indebolisce le cellule; i batteri cellulosolitici, non più contrastati dalle cellule indebolite, le rompono facendone flioriuscire il contenuto organico; in questa maniera, durante la crisi anossica, la degradazione delle alghe si fa più spinta, cresce il volume di detrito organico da mineralizzare, e quindi il ciclo che si compie viene ad essere autoalimentato; l estendersi dello strato anaerobico alla superficie dei sedimenti determina condizioni elettrochimiche per l aumento del rilascio dei nutrienti dai sedimenti verso la colonna d acqua (tanto maggiore quanto più bassi sono gli idrodinamismi), rendendoli disponibili per la produzione vegetale. E già stato evidenziato che il perdurare negli anni delle condizioni di ipertrofia, può generare nei sedimenti un accumulo di sostanze organiche che non vengono mineralizzate e che vanno quindi a costituire nel tempo una sorta di riserva; questo, che potrebbe essere definito un effetto accumulo dei sedimenti, può avere un influenza sui fenomeni di instabilità ientale iddirittura superiore a quella degli apporti annuali di detrito proveniente dalla degradazione algale. Da tutto ciò risulta che i processi distrofici sono particolarmente favoriti dalle caratteristiche biogeochimiche dei sedimenti che, in seguito ad anni di accumuli, si modificano sia nella struttura che nella costituzione chimica e biologica, andando a rappresentare una sorta di memoria dell ecosistema. Campagna di analisi sulle acque dei laghi Fusaro e Miseno e dei relativi sedimenti. (Convenzione tra il Comune di Bacoli ed il Dipartiniento di Fisiologia Generale e d Ambientale) Premesse: I laghi Fusaro e Miseno, oggetto della campagna di analisi, sono da tempo all attenzione per il fatto che caratterizzano un ambito territoriale di incomparabile bellezza paesaggistica, tormentato sia dalle vicissitudini geovulcaniche che dall aggressione antropica. Essi hanno subito mutamenti, anche cospicui nel tempo, nell estensione, nella profondità, nonché per la tipologia d uso fino a costituire, in alterni periodi, siti adibiti alla molluschico!tura Esula da questa sede illustrare e commentare la storia e le vicissitudini recenti; va segnalato, però, che i laghi sono stati spesso oggetto di attenzione, più che per la loro bellezza, per il loro forte degrado e per i fenomeni distrofici che li hanno caratterizzati. Nel tempo, ad opera di vari Enti o Professionisti, sono state effettuate varie indagini tendenti a verificare lo stato geomorfologico ed il livello di inquinamento dei laghi; alcuni ditali studi hanno poi permesso degli specifici interventi (apertura/ripristino delle foci, dragaggio dei fondali, ecc.), che tendevano al miglioramento delle condizioni complessive degli specchi d acqua. Purtroppo, però, la frammentarietà e non continuità nel tempo degli studi e

11 degli interventi non ha permesso risultati apprezzabili. Scopo della presente convenzione è, appunto, quello di verificare lo stato di inquinamento attuale dei laghi e porre le basi per nuovi interventi, certi della nuova sensibilità ai problemi ambientali sia della Popolazione che delle Autorità. La campagna di analisi: a) I SITI di CAMPIONAMENTO L indagine è stata approntata individuando, in base alla bibliografia disponibile ed all analisi cartografica dei luoghi, una serie di siti di campionamento; in particolare sono state individuate n 12 stazioni per il lago Fusaro e n 7 per il lago Miseno. In ciascuno dei laghi i punti sono stati scelti con i seguenti criteri: Lago Fusaro; siti di campionamento: nei pressi delle foci principali; nei siti intermedi tra le foci; lungo le sponde in modo da garantire la copertura analitica dell intero perimetro; nella zona centrale del lago in modo da individuare delle direttrici lungo il lago (Casino reale-foce Nuova; Casina dell acqua-foce romana). Lago Miseno; siti di campionamento: uniformemente distribuiti lungo le sponde più interessate alla pressione antropica (n 4 punti); nella zona centrale del lago in modo da individuare una direttrice lungo il lago (sponda prospicente il Municipio di Bacoli-foce Miliscola); insistenti negli stessi punti di una precedente campagna di analisi. b) Le INDAGINI EFFETTUATE: Individuate le stazioni di campionamento, sono state effettuate le seguenti tornate di prelievo: Data Lago interessato 03/febraio/98 Miseno 12/febbraio/98 Fusaro 05/marzo/98 Fusaro 09/giugno/98 Fusaro Nota: la tornata del 9/giugno è da intendersi suppletiva e non rientrante nella convenzione. Il campionamento è stato effettuato grazie all ausilio di un natante messo a disposizione dal Comune. Ai prelievi effettuati nel lago Fusaro ha presenziato un vigile appositamente comandato. Per ciascuna stazione individuata sono stati prelevati tre campioni e precisamente: un campione di superficie con bottiglia sterile immediatamente al di sotto del pelo libero dell acqua; un campione delle acque di fondo prelevato per aspirazione delle acque a mezzo pompa con un tubo di campionamento zavorrato in modo da prelevare acque a circa 50 cm dal fondo; un campione di melme di fondo prelevato a mezzo benna. Ciascun campione, nei laboratori del Dipartimento, veniva poi sottoposto alle indagini chimiche (Ammoniaca, Nitriti, Nitrati, Fosfati, Silicati) e batteriologiche (Coliformi totali e fecali, Streptococchi fecali, Aeromonas spp.) c) SIGNIFICATO degli ANALITI INDAGATI Gli analiti indagati sono stati scelti in quanto indicatori e traccianti di contaminazione organica-fecale e precisamente: NH4+ (Azoto ammoniacale), NO2- (Azoto nitroso), NO3- (Azoto nitrico) Sono i classici parametri indicatori di contaminazione organica; il primo deriva dai primi processi degradativi, soprattutto della frazione proteica e di altri amminocomposti; il secondo ed il terzo derivano da esso ad opera del metabolismo dei microrganismi presenti nell ambiente. Tutti potrebbero anche essere presenti nelle acque in quanto pervenuti per il dilavamento dei suoli fertilizzati con composti azotati. PO4- (fosfati) Anch essi legati alla degradazione di sostanze organofosforiche (sostanze organiche, detergenti, fertilizzanti, ecc.) SiO2 (silicati) Più che indicatori di contaminazione sono da considerarsi come s acqua dolce; i silicati, infatti sono pressoché assenti nelle acque marine/lagunari e presenti in quantità variabile nelle acque dolci contaminate o non. Coliformi totali, Coliformi fecali, Streptococchi fecali Sono i classici indicatori di inquinamento fecale, essi, infatti, si trovano in gran quantita nei liquami urbani (106/8/ml) ed il loro riscontro nelle acque, in funzione della loro numerosità, indica non solo il livello di contaminazione, ma dà un idea del rischio di presenza di altre enterobatteriacee patogene. Alcune specie possono essere anche ambientali (soprattutto nel gruppo generico dei Coliformi totali), ma il riscontro contemporaneo dei tre raggruppamenti solleva ogni dubbio sulla tipologia di contaminazione. Per quanto riguarda la loro persistenza in ambiente alino si può affermare che il gruppo dei coliformi non è particolarmente resistente (alotollerante), mentre gli streptococchi possono sopravvivere per tempi maggiori Questa prima generica affermazione va perfezionata considerando che molti sono i fattori che influiscono sulla velocità di scomparsa di queste specie microbiche ( così pure per altre enterobacteriacee, anche patogene) nell ambiente esterno, quali: fattori fisici: flocculazione; radiazione solare; temperatura; fattori chimici: ph; concentrazione salma; presenza di nutrienti; fattori biologici: antagonismo biologico; predazione. Vibronacee - Tra i batteri patogeni riscontrati durante la campagna di indagine per l analisi della qualità delle acque delle lagune costiere Miseno e Fusaro, effettuata in anni precedenti, è da sottolineare il ritrovamento

12 di ceppi di Vibrionaceae, tra cui molti sono ascrivibili alla specie Aeromonas. Questi batteri sono stati iso!ati da campioni di sedimenti e da molluschi eduli lamellibranchi non coltivati. Sono numerosi i ricercatòri che indicano in Aeromonas spp. un marcatore più preciso ed affidabile dei tradizionali indici microbiologici di contaminazione fecale per la valutazione dello stato igienico degli ecosistemi acquatici. Famiglia Vibrionaceae La tassonomia del genere Aeromonas si è complicata negli ultimi anni e permane una certa contìisione a causa delle differenze di carattere genetico rilevate tra i suoi membri. Nel tentativo di rendere più chiara la tassonomia di questo genere è stato suggerito di creare la nuova famiglia delle Aeromonadaceae separandola da quella delle Vibrionaceae. In ogni caso, all attualità il genere è ben distinto in due gruppi definiti in base alle caratteristiche fisiologiche e di virulenza: a) Aeromonas psicrofile e non mobili. Queste Aeromonas crescono a 37 C e non sono patogene per l uomo, ma sono importanti agenti patogeni per i pesci. b) Aeromonas mesofile mobili (A. hydrophikz A. caviae ed A. sobria). Questi batteri hanno rilevanza nella patologia umana come opportunisti (Khardori e Fainstein, 1988; Janda e Duffey, 1988) e come causa di infezioni gastrointestinali ed extraintestinali. Le infezioni da Aeromonas possono avere conseguenze fatali in pazienti con malattie neoplastiche, in individui immunocompromessi e in soggetti con malattie epatobiliari (Kardori e Fainstein, 1988; Janda e Duffey, 1988; Krovacelc et al, 1993). Gli studi sulle specie di Aeromonas che si ritrovano in campioni clinici umani hanno messo in evidenza le seguenti specie: A. hydrophila, A. veroniii biotipo veronii A. veronii biotipo caviae, A. sobria, A. media; A. jandeii, A. trota ed A. schubertii (Janda e Duffey, 1988; Zywno et al., 1992). Benché questa nomenclatura sia largamente accettata, la maggior parte degli autori che studia l incidenza di Aeromonas spp. nelle gastroenteriti preferisce riferirsi alle tre specie A. hydrophila, A. caviae, A. sobria. Considerazioni conclusive: I dati disponibili, benché riferiti a poche tornate analitiche (tre per il lago Fusaro ed una per il lago Miseno), possono già permettere alcune considerazioni: a) Lago Miseno: Permane uno stato di diffusa contaminazione, non significativamente diversa da quanto riportato nella bibliografia disponibile; i parametri microbiologici sono cospicui e risultano più sfavorevoli in superficie e nelle melme di fondo. Dall analisi dei dati si nota una distribuzione dell inquinamento nel lato ovest del lago; tale evidenza è probabilmente influenzata dall azione dei venti durante la tornata analitica. Per quanto riguarda la ricerca di Aeromonas spp. e Vibrio spp. quasi il 50% dei campioni è risultato positivo per almeno uno dei raggruppamenti, il che obbliga a ribadire quanto già affermato nei nsultati e cioè che le acque del lago non dovrebbero essere utilizzate nè per fini ricreativi, nè per attività legate alla coltura, mantenimento o pesca di molluschi. Va segnalato, infine, che, in data 05/03/98 è stato effettuato un campionamento delle acque luride di uno scarico lungo la sponda nord (prospiciente la sede municipale), che, all atto del prelievo, aveva una portata stimabile in L/h; gli elevati valori di cariche microbiche riscontrate (dell ordine di 106 U.F.C./l00 ml) contribuiscono non poco a compromettere lo stato del lago. (UFC = unità formanti colonia). b) Lago Fusaro: L indagine sul lago Fusaro, condotta in tre tornate analitiche, ha evidenziato, nel raffronto con i dati acquisiti in bibliografia, che la situazione non è sostanzialmente cambiata nei termini generali relativi alla contaminazione organica-fecale, si può dire che qualche miglioria va registrata per la scomparsa dell azoto ammoniacale, ma, di contro i parametri microbiologici permangono cospicui, anche se in alcuni campioni è stata registrata una diminuzione di circa un logaritmo della concentrazione microbica rispetto al passato. Come per il lago Miseno, la contaminazione è risultata più elevata, mediamente, nei campioni di superficie e nelle melme di fondo. I valori nelle tre tornate sono risultati anche notevolmente diversi, specie nella terza tornata dove gli indici di contaminazione fecale sono stati generalmente più elevati, e ciò e dovuto sia ai contributi degli scarichi autorizzati e non, sia alle condizioni meteolacustri (temperatura, venti, soleggiamento, alta-bassa marea). Anche se in modo approssimato, al fine dare un quadro più chiaro della distribuzione dei contaminanti, è stata redatta una mappa di raffronto per ciascuna giornata di analisi. L esame permette di affermare che la zona maggiormente interessata dalla contaminazione risultata quella prospiciente le foci. Diverse sono le ipotesi che potrebbero giustificare una tale distribuzione (condizioni meteorologiche, stagnazione nelle foci interrate o non

13 correttamente funzionanti, movimentazione delle melme di fondo nelle zone a flusso più variabile, contaminazione del mare prospiciente le foci, ecc.) e solo un programma più intenso di indagini potrebbe discriminare tra esse. Per quanto riguarda la ricerca di Aeromonas spp. e Vibrio spp. il quadro è simile a quello in precedenza tracciato per il lago Miseno; va aggiunta la considerazione che entrambe le specie, come era da attendersi, sono state ritrovate anche in campioni di molluschi eduli lamellibranchi non coltivati, prelevati nel lago. Si ribadisce, anche in questo caso che è da scoraggiare vivamente ogni attività legata ai molluschi bivalvi, che, per la loro stessa natura, sono dei potenti bioconcentratori. Va infine segnalato che le specie isolate sono alotolleranti, resistono infatti ad elevate concentrazioni saline, e perciò potrebbe essere vanificata ogni opera di bonfica effettuata sui mitili asportati dal lago. Per quanto riguarda un quadro generale dello stato del lago va aggiunto che è presente un diffuso degrado: molti tratti delle sponde presentano banchinamenti diroccati, le foci sono parzialmente/totalmente insabbiate con paratie erose e non funzionanti, il fondale appare, in alcuni tratti, scavato ad opera delle draghe, in modo non uniforme (il che permette un rimescolamento delle melme di fondo); sul fondo sono repertabili rifiuti solidi dalla natura più disparata. e) Le prospettive: Le prospettive possibili richiedono una doverosa premessa: le lagune necessitano, per la loro conservazione, più che di interventi radicali una tantum, di continue e mirate opere che seguono una attenta osservazione ed analisi della realtà lacustre e della sua evoluzione; bene lo sapevano i Veneziani che hanno conservato la loro laguna per oltre sette secoli, prima che, alla fine della Repubblica Marinara, iniziasse la sistematica aggressione antropica. In sintesi le linee di intervento per entrambi i laghi devono riguardare: l eliminazione dell apporto di reflui nei laghi; riequilibrio degli scambi lago-mare; pulizia dei fondali; recupero ambientale ed urbano del territorio su cui i laghi insistono. Beninteso quanto sopra va oculatamente organizzato e monitorato sia nelle fasi di progetto che durante i singoli interventi per indirizzare e calibrare nella continuità le opere di bonifica e di recupero del lago. Ultima considerazione va fatta sulla urgenza degli interventi al fine di recuperare una compromessa, e potenzialmente pericolosa, condizione igienico-sanitaria con la conseguente riduzione del rischio per la Comunità. Napoli, luglio 1998 Professor Francesco Aliberti Dipartimento di Fisiologia Generale ed Ambientale Sezione Igiene e Microbiologia Via Mezzocannone n 16 - Napoli Ripercussioni dei cambiamenti climatici sulle lagune salmastre. A settembre scorso nella Conferenza nazionale sul Clima ed Energia e nella recente Conferenza di Bali, il mondo scientifico internazionale ha per l ennesima volta ribadito che i cambiamenti climatici del pianeta Terra rappresentano un problema da affrontare subito. Il riscaldamento terrestre ed i danni prodotti dai gas serra, mettono in serio pericolo il destino della Terra e la qualità della vita. Le lagune salmastre essendo state originate da ingressioni del mare lungo la costa risentono dei cambiamenti climatici e del riscaldamento del globo. I laghi salmastri dei Campi Flegrei, in provincia di Napoli, sono: Miseno, Fusaro, Lucrino e Patria. Sono bacini idrici di forte rilevanza naturalistica e socio-economica per il loro valore ambientale e paesaggistico, per le attività produttive, in particolare quelle ittiche, per la funzione sociale e ricreativa che potrebbero assumere. Lo sversamento incontrollato e continuato di acque reflue non depurate, unitamente ad una carente ed in certi casi assente manutenzione delle sponde e delle opere di regimazione idraulica hanno contribuito a determinare un forte degrado ambientale dei laghi flegrei.

14 La profondità del lago Miseno (3,50 mt. circa) e del lago Fusaro (6,00 mt. circa) già determina una stretta relazione tra irraggiamento solare e stato delle lagune. È noto infatti, che l alternarsi delle stagioni determina un diverso metabolismo generale dei laghi. La primavera corrisponde al periodo di maggior rigoglìo di tutta la laguna dovuto alla ripresa, talvolta rapidissima, della vegetazione bentonica (fissa sul fondo), alla crescita massiccia del fitoplancton interno al lago ed all ingresso di quello costiero attraverso le foci, per le quali rientrano pure le specie costiere del benthos mobile e le larve di quello fisso. L ossigeno disciolto raggiunge presto valori elevatissimi. Con il progredire dell estate e con il conseguente innalzamento della temperatura si passa, più o meno rapidamente, a secondo dell andamento stagionale, alla facies tipicamente estiva che prelude alla crisi distrofica. Questa facies estiva è caratterizzata da un aumento della temperatura e della salinità e da un conseguente notevole abbassamento della concentrazione di ossigeno disciolto. Inizia a questo punto la moria delle specie a più bassa valenza ecologica, la decomposizione delle quali sottrae ulteriori quantità di ossigeno all ambiente, aggravando così notevolmente la crisi che, talvolta nel giro di una settimana, può divenire completa. In autunno, con l abbassarsi della temperatura, con il ristabilirsi di un ricambio idrico più spinto, causato dall aumentato apporto degli affluenti dolci e dalle correnti di foce, incomincia la ripresa della vita attiva del lago. Essa si manifesta con valori meno elevati di quelli primaverili per quanto riguarda la flora e la fauna, il cui sviluppo è poi mantenuto piuttosto basso dall instaurarsi delle condizioni invernali. Le opere di costruzione della rete fognaria nel territorio di Bacoli ultimate nel luglio 2000 unitamente al ripristino dell officiosità delle foci, hanno contribuito a migliorare notevolmente lo stato dei laghi Miseno e Fusaro. È necessario ultimare i lavori di sistemazione del funzionamento delle foci del Fusaro ed realizzare la bonifica dei sedimenti sia della Palus Acherusia, che del Miseno. Sono in corso i lavori di costruzione della rete fognaria nel territorio del Comune di Giugliano che consentirebbero il recupero del lago Patria; lo stato di salute del Lucrino risente dell apporto terrigeno in conseguenza delle piogge e di scarichi fognari; inoltre un contenzioso amministrativo riguardante la proprietà delle acque ha bloccato i lavori di bonifica del bacino salmastro. È evidente come il ciclo delle acque sia influenzato dalle condizioni climatiche: da tempo infatti, si susseguono segnalazioni sugli effetti della perdurante anomalia climatica e del complessivo surriscaldamento globale. Nel Mediterraneo si sta assistendo ad una progressiva e significativa intrusione di specie ittiche e molluschicole provenienti da mari tropicali. Ad oggi sono circa 60 le specie transitate nell area mediterranea, provenienti dal Mar Rosso e circa 30 quelle provenienti dall Oceano Atlantico, attraverso lo stretto di Gibilterra, con un significativo interessamento dei mari che bagnano l Italia Meridionale. Sono in corso di pubblicazione studi che dimostrerebbero ingressi di specie ittiche e molluschicole tropicali nelle lagune salmastre flegree. BIBLIOGRAFIA: ALIBERTI, F Campagna di analisi sulle acque e sui sedimenti dei laghi Fusaro e Miseno. Relazione al Comune di Bacoli.

15 CARRADA, G.C Profilo ecologico di una laguna salmastra Oceanografia e Limnologia. 18: flegrea:lago Fusaro. Archivio di MEROLA, A. SACCHI, C.F Ritmi nictemerali di fattori ambientali in microambienti acquatici salmastri e loro significato biologico. Delpinoa (n.s.) 2: MEROLA, A. SACCHI, C.F. TRONCONE RIGILLO, M Ricerche ecologiche sul lago litoraneo di Patria. Cap.II: Gli ambienti studiati ed i fattori ecologici. Delpinoa (n.s.) 5: ZANICHELLI, L. RINALDI, A Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici. ARPA Rivista Mutamenti climatici e salute A cura del dott. Raffaele Zinno Gli sconvolgimenti climatici degli ultimi anni hanno posto l attenzione con drammatica evidenza lo stretto rapporto fra ambiente, clima e salute. Le modificazioni ambientali dovute all inquinamento oltre ad un effetto patogeno diretto sulla salute, agiscono quale noxa patogena in maniera indiretta modificando il clima. E noto, infatti che alcune malattie ad etiologia antropogenica quali alcune forme di malattie respiratorie o alcune malformazioni fetali sono ascrivibili all inquinamento ambientale (Particolato fine, diossina ecc.), mentre, altre sono da ascrivere ai cambiamenti climatici causati dall inquinamento quali ad esempio alcune forme tumorali della pelle quale il melanoma causato da una sovraesposizione ai raggi U.V. causata dal buco dell ozono. Inoltre, le morti direttamente riconducibili ai cambiamenti climatici sono state oltre (rapporto Environment Matters 2005). Ma questi sono, evidentemente, dati calcolati per difetto, alterazioni climatiche quali ad esempio il riscaldamento producono, una seriazione di eventi che a loro volta produrranno, in maniera autonoma, degli effetti nocivi sulla salute. Quanto sopra emerge quotidianamente con evidenza nello svolgimento di una attività di medicina sociale come la mia, dirigo, infatti, il Servizio di Medicina legale ed Invalidi Civili del comprensorio Flegreo, e l analisi delle attività delle Commissioni mediche che coordino evidenziano, infatti, un preoccupante aumento di patologie neoplastiche e respiratorie, inoltre, benché non ancora completato, uno studio condotto da 5 pediatri su 6 del comune di Qualiano sui nati nel 2006 e con una età compresa tra 6 mesi-18 mesi permette di evidenziare una percentuale del 9,5% di nati con malformazioni congenite mentre il 51% ha presentato patologie respiratorie che hanno richiesto un trattamento terapeutico complesso. Raffaele Zinno Fabrizio Erbaggio, Gianni Picone e Andrea Zanon ringraziano, a nome di ECI, tutti i partecipanti, per il qualificante contributo offerto alla 2 Conferenza Internazionale sull Ambiente in web-conference. Napoli 21 dicembre 2007

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