Sicurezza nella progettazione e nella realizzazione degli impianti elettrici. Gulisano Antonino

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1 Sicurezza nella progettazione e nella realizzazione degli impianti elettrici

2 Infortuni Ogni giorno si verificano quasi quattro (4) infortuni mortali sul lavoro. Di questi uno (1) avviene per cause elettriche.

3 Definizione di impianto elettrico Impianto elettrico: insieme delle costruzioni e delle installazioni destinate ad una o più delle seguenti funzioni: produzione, conversione, trasformazione, regolazione, smistamento, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell energia elettrica. Ad esempio un impianto elettrico di utilizzazione in bassa tensione è costituito dai seguenti componenti principali: quadro elettrico, canalizzazioni (tubazioni e canali), cavi, apparecchi di segnalazione, manovra e comando, sistemi e apparecchi di protezione, prese a spina e punti luce.

4 Classificazione dei sistemi elettrici Sistema elettrico: parte di un impianto elettrico costituita dall insieme delle apparecchiature, delle macchine, delle sbarre e delle linee, aventi una determinata tensione nominale; in base al valore di quest ultima, i sistemi elettrici sono classificati in: 1. Sistemi di categoria 0: Vn 50 V in c.a. (o 75 V in c.c.); 2. Sistemi di I categoria: 50 V < Vn V (o 75 V e V). 3. Sistemi di II categoria: V < Vn V (o V e V). 4. Sistemi di III categoria: Vn > V (in entrambi i casi).

5 Generalità: rischi connessi con la presenza di un impianto elettrico Possibile passaggio della corrente elettrica all interno del corpo umano (o animale) cosiddetta elettrocuzione: causa di effetti fisiopatologici reversibili ed irreversibili (anche letali); Riscaldamento di componenti elettrici: causa di ustioni, per persone ed animali, ed innesco d incendio; Propagazione di un incendio: favorita dalla presenza dei materiali combustibili presenti nei componenti l impianto elettrico (anche nel caso di innesco per causa non elettrica).

6 Esempio di elettrocuzione: percorso mano-piede Legge di Ohm: V=R*I. N.B.: Normativamente il percorso preso in considerazione è mano-piedi.

7 Statistica sulle cause di innesco incendi e arco elettrico Statisticamente il numero degli incendi di origine elettrica, nel nostro paese, secondo indicazioni del Min. Interno è quantificabile dal 15 al 20% sul totale degli incendi (di cui il 48% imputabili all impianto elettrico e la rimanente parte agli apparecchi utilizzatori). Fra il 1995 e il 1999 si sono verificati in Italia 7 incendi di grande rilevanza negli alberghi, causando 8 morti e 48 intossicati/feriti. Arco elettrico: si manifesta in caso di guasto o di manovre su apparecchiature elettriche come una sorgente intensa e concentrata di calore con emissione di gas e vapori tossici, particelle incandescenti e radiazioni.

8 Requisiti dell isolante dei cavi ai fini della non propagazione dell incendio Requisiti delle condutture per evitare la propagazione dell incendio: a) Utilizzo di cavi non propaganti la fiamma in conformità alla norma CEI a condizione che vengano installati individualmente ovvero distanziati tra loro non meno di 250 mm nei tratti in cui seguono lo stesso percorso ovvero installati individualmente in tubi protettivi o involucri con grado di protezione almeno IP 4X; b) Utilizzo di cavi non propaganti l incendio installati in fascio in conformità alla Norma CEI 20-22; c) Utilizzo di sbarramenti, barriere e/o altri provvedimenti come indicato nella Norma CEI Inoltre vanno previste barriere tagliafiamma in tutti gli attraversamenti di solai o pareti che delimitano il compartimento antincendio.

9 Requisiti dell isolante dei cavi ai fini della non produzione di fumi Il comportamento al fuoco delle condutture deve essere compatibile con la specifica destinazione d uso dei locali. Nei luoghi MARCI di tipo A la norma CEI 64-8 all art prescrive la valutazione del << rischio nei riguardi dei fumi, gas tossici e corrosivi in relazione alla particolarità del tipo di installazione e dell entità del danno probabile nei confronti di persone e/o cose, >>. Per le condutture esterne con cavidotto non metallico si possono adoperare i cavi LS0H (Low Smoke Zero Halogen).

10 Conseguenze dell elettrocuzione Nelle due figure si mostrano le pratiche da mettere in atto nel caso di infortunio da elettrocuzione che abbia determinato il blocco della respirazione ovvero l arresto cardiaco. La Pubblicazione CEI 64 fasc.4985r Effetti della corrente elettrica attraverso il corpo umano fornisce una serie di dati statistici desunti da varie esperienze.

11 La normativa tecnica sugli impianti elettrici In Italia la normativa tecnica sugli impianti elettrici è pubblicata nelle norme CEI e riguarda, praticamente, tutte le tipologie di impianti elettrici. Le norme del CEI negli ultimi anni sono, perlopiù, di derivazione europea. Vengono formulate attraverso il comitato europeo di standardizzazione, CENELEC. In certi casi vengono derivate dalla commissione internazionale di elettrotecnica, IEC.

12 Normativa tecnica del CEI La norma impianti per eccellenza è rappresentata dalla: Norma CEI Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a V in corrente alternata ed a V in corrente continua essa fissa criteri e prescrizioni di sicurezza elettrica da applicare nella progettazione ed esecuzione degli impianti elettrici in bassa tensione. Rilevante è anche la: Norma CEI Impianti di produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica, linee in cavo. Valida per linee in cavo a prescindere dal valore di tensione nominale. Per le applicazioni a tensione superiore ad 1 kv vigono la Norma CEI 11-1 Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kv in corrente alternata e la Norma CEI Guida all esecuzione delle cabine elettriche d utente

13 La curva di sicurezza

14 Effetti fisiopatologici della corrente elettrica sul corpo umano Il passaggio di corrente elettrica attraverso il corpo umano può determinare numerose alterazioni e lesioni, temporanee o permanenti. La corrente elettrica produce un azione diretta sui vasi sanguigni, sul sangue, sulle cellule nervose (stato di shock); può determinare alterazioni permanenti nel sistema cardiaco (aritmie, lesioni del miocardio, alterazioni permanenti di conduzione), nell attività cerebrale (modificazione dell elettroencefalogramma) e nel sistema nervoso centrale; può arrecare danni all apparato uditivo, a quello visivo, etc.. I fenomeni principali che contribuiscono a definire i limiti di pericolosità della corrente elettrica sul corpo umano sono: 1.Tetanizzazione: indesiderate e incontrollabili contrazioni muscolari, 2.Arresto della respirazione: quando la tetanizzazione interessa i muscoli che sovrintendono all espansione della cassa toracica, 3.Fibrillazione ventricolare: gli impulsi elettrici normali che determinano la contrazione e dunque il normale funzionamento del cuore, vengono influenzati dal passaggio di correnti di rilevante intensità, 4.Ustioni: sono determinate dallo sviluppo di calore per effetto joule durante il passaggio della corrente elettrica nel corpo umano.

15 Tabella effetti della corrente

16 Schematizzazione elettrica del corpo umano Non tener conto dei numeri indicati. Per la pericolosità dei vari percorsi vedi slide successiva.

17 Fattori di percorso Percorso Mani-piedi 1 Mano sn-piede sn o piede dx 1 Mano sn-mano dx 0,4 Mano sn-dorso 0,7 Mano sn-torace 1,5 Mano dx-piede sn o piede dx 0,8 Mano dx-piedi 0,8 Mano dx-dorso 0,3 Mano dx-torace 1,3 Regione glutea-mano dx o mano sn o entrambe le mani 0,7 Fattore di percorso (F) Il percorso di riferimento è mano sinistra-piedi

18 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici 1/16 Gli impianti elettrici devono soddisfare una serie di prescrizioni generali, che in breve possono esser fatte rientrare nelle seguenti tipologie di protezione: 1. Protezione contro i contatti diretti 2. Protezione contro i contatti indiretti 3. Protezione contro gli effetti termici 4. Protezione contro le sovracorrenti 5. Protezione contro le sovratensioni 6. Protezione contro gli abbassamenti di tensione

19 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici: contatti diretti e indiretti 2/16 Il contatto diretto è ritenuto il più pericoloso, essendo il soggetto sottoposto alla piena tensione verso terra del sistema elettrico. Il contatto indiretto è però molto più subdolo. Statistiche americane sulla tipologia di infortuni elettrici: 25% contatti indiretti; 30% contatti diretti; 30% corto-circuiti; 15% altre cause.

20 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici: tipologie di contatti elettrici 3/16

21 Prescrizioni sugli impianti elettrici: contatti tipologie e protezioni 4/16

22 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici 5/16 1 Protezione contro i contatti diretti Le persone devono essere protette contro i pericoli che possono derivare dal contatto con parti attive dell impianto, mediante uno dei seguenti metodi: a) impedendo che la corrente passi attraverso il corpo; b) limitando la corrente che può attraversare il corpo ad un valore inferiore a quello patofisiologicamente pericoloso.

23 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici 6/16 2 Protezione contro i contatti indiretti Le persone devono essere protette contro i pericoli che possono derivare dal contatto con masse in caso di guasto che provochi la mancanza dell isolamento e la conseguente messa in tensione della massa stessa, mediante uno dei seguenti metodi: a) impedendo che la corrente passi attraverso il corpo; b) limitando la corrente che può attraversare il corpo ad un valore inferiore a quello patofisiologicamente pericoloso; c) interrompendo automaticamente il circuito in un tempo determinato al verificarsi di un guasto suscettibile di provocare attraverso il corpo, in contatto con le masse, una corrente almeno uguale a quella pericolosa per il corpo umano.

24 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici 7/16 Per quel che riguarda la protezione dai contatti indiretti negli impianti elettrici, la norma CEI 64-8 consente sostanzialmente di adoperare: interruzione dell alimentazione; uso di componenti elettrici di classe II o con isolamento equivalente; protezione mediante luoghi non conduttori; protezione mediante collegamento equipotenziale locale non connesso a terra; protezione mediante separazione elettrica per l alimentazione di un solo apparecchio utilizzatore. La misura di protezione dai contatti indiretti adoperata, nella quasi generalità dei casi, è quella legata all interruzione dell alimentazione. Questa misura di protezione richiede il coordinamento tra il modo di collegamento a terra del sistema e le caratteristiche dei conduttori di protezione e dei dispositivi di protezione. Negli impianti alimentati in BT, sistemi TT, nella pratica, il suddetto coordinamento si traduce nella necessità di realizzare un impianto di messa a terra coordinato con un interruttore automatico dotato di modulo differenziale.

25 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici: esempio di doppio isolamento 8/16 Isolamento doppio o rinforzato: insieme dell isolamento principale e dell isolamento supplementare. In luogo di due isolamenti distinti si può realizzare un unico isolamento ad essi equivalente, detto rinforzato. Gli utensili provvisti di doppio isolamento non vanno collegati a terra.

26 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici: esempio di separazione elettrica 9/16 Protezione per separazione elettrica: sistema elettrico completamente isolato da terra, e tanto poco esteso da poter trascurare le correnti capacitive. L isolamento del sistema viene garantito dall interposizione, fra rete e impianto, di un trasformatore di isolamento ovvero alimentando l impianto autonomamente mediante un Gruppo Elettrogeno. Il trasformatore di isolamento deve presentare tra gli avvolgimenti un doppio isolamento ovvero uno schermo metallico connesso a terra, in modo da scongiurare un contatto tra primario e secondario.

27 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici: protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti 10/16 La protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti è considerata assicurata quando: La tensione nominale non supera 50 V, valore efficace in c.a. (120 V in c.c. non ondulata); L alimentazione proviene da una sorgente SELV o PELV; Siano soddisfatte le condizioni di separazione fra circuiti SELV e PELV fra loro, dai circuiti FELV e da circuiti a tensione più elevata (mediante conduttori separati materialmente, con i conduttori dei circuiti SELV e PELV isolati non per la loro tensione nominale ma bensì per la tensione più elevata) ovvero con i conduttori dei circuiti a tensione diversa separati da uno schermo o da una guaina metallici messi a terra; Le spine dei sistemi SELV e PELV non devono entrare nelle prese di altri sistemi elettrici e le loro prese non devono permettere l introduzione di spine di altri sistemi elettrici;

28 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici: protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti 11/16 Le prese e le spine dei circuiti SELV non devono avere un contatto per il collegamento del conduttore di protezione; Le parti attive dei circuiti SELV non devono essere collegate a terra e neppure a parti attive od a conduttori di protezione che facciano parte di altri circuiti; Le masse dei sistemi SELV non devono essere collegate a terra, a conduttori di protezione od a masse di altri circuiti elettrici ovvero a masse estranee; Se la tensione nominale dei sistemi SELV supera 25 V, valore efficace in c.a. (o 60 V in c.c. non ondulata) la protezione contro i contatti diretti deve essere assicurata da barriere o involucri aventi grado IP non inferiore a IPXXB oppure da un isolamento in grado di sopportare una tensione di prova di 500 V, valore efficace per 1 min, o in accordo con le relative norme di prodotto;

29 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici: protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti 12/16 Per i circuiti PELV la protezione contro i contatti diretti deve essere assicurata da barriere o involucri aventi grado IP non inferiore a IPXXB oppure da un isolamento in grado di sopportare una tensione di prova di 500 V, valore efficace per 1 min, o in accordo con le relative norme di prodotto (tale protezione non è necessaria se il componente elettrico si trova all interno o all esterno di un edificio dove sia stato effettuato il collegamento equipotenziale e la tensione nominale non superi 25 V, valore efficace in c.a. (o 60 V in c.c. non ondulata)); non è comunque necessaria se la tensione nominale non superi 12 V, valore efficace in c.a. (o 30 V in c.c. non ondulata ) ; Inoltre circuiti a tensione diversa possono essere contenuti in uno stesso cavo multipolare o in uno stesso raggruppamento di cavi, a condizione che i conduttori dei circuiti SELV e PELV siano isolati, nell insieme od individualmente, per la massima tensione presente.

30 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici 13/16 3 Protezione contro gli effetti termici L impianto elettrico deve essere realizzato in modo che non vi sia, in servizio ordinario, pericolo di innesco dei materiali infiammabili a causa di temperature elevate o di archi elettrici né rischio che le persone possano venire ustionate. Per quel che concerne la protezione contro le ustioni, la Norma CEI prescrive che le parti accessibili dei componenti elettrici a portata di mano non devono raggiungere temperature tali che possano causare ustioni alle persone. Tali temperature sono fissate in relazione all accessibilità dei componenti ed al materiale, metallico o non metallico, degli stessi. Si va da un massimo di 90 C per parti non metalliche che non necessitano di essere toccate durante il funzionamento ordinario fino ad un minimo di 55 C per organi di comando in metallo, da impugnare nel normale funzionamento.

31 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici 14/16 4 Prescrizioni contro le sovracorrenti Le persone ed i beni devono essere protetti contro le conseguenze dannose di temperature troppo elevate o di sollecitazioni meccaniche dovute a sovracorrenti che si possano produrre nei conduttori attivi, mediante uno dei seguenti metodi: a) interruzione automatica della sovracorrente prima che essa permanga per una durata pericolosa; b) limitazione della sovracorrente massima ad un valore non pericoloso tenuto conto della sua durata. Le sovracorrenti vengono distinte in correnti di corto circuito e correnti di sovraccarico, in funzione di ciò la Norma CEI 64-8 prescrive le misure di protezione. I dispositivi adoperati per la protezione dalle sovracorrenti sono costituiti da: interruttori automatici dotati di relè magnetici e termici (ovvero magnetotermici) e fusibili.

32 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici 15/16 5 Protezioni contro le sovratensioni Le persone ed i beni devono essere protetti contro le conseguenze dannose di un guasto tra parti attive di circuiti alimentati con tensioni di valore differente (es. circuiti elettrici a 220 V e circuiti ausiliari ad esempio a 24 o 48 V) ed anche per sovratensioni di origine atmosferica.

33 Prescrizioni generali sugli impianti elettrici 16/16 6 Protezione contro gli abbassamenti di tensione Quando un abbassamento di tensione, o la mancanza ed il successivo ripristino della tensione, possono comportare pericoli per le persone o per le cose, devono essere prese opportune precauzioni.

34 Progettazione dell impianto elettrico Per quel che concerne la progettazione degli impianti elettrici, il DM 37/2008, che ha sostituito la L 46/1990 ed il relativo regolamento di attuazione DPR 447/1991, all art.5 richiede il progetto degli impianti (con l esclusione esplicita degli impianti ascensori, impianti di cantiere e le installazioni di apparecchi per usi domestici, ed implicita degli impianti di automazione di porte, cancelli e barriere). Tale progetto andrà redatto da un professionista iscritto negli albi professionali secondo la specifica competenza al di sopra di determinati limiti dimensionali (oltre i 6 kw di potenza elettrica assorbita contrattualmente, unità abitative di superficie superiore a 400 mq, destinazione d uso particolari: ambienti soggetti a normativa specifica del CEI, locali adibiti ad uso medico, luoghi MARCI, luoghi con pericolo di esplosione, etc., utenze relative ad attività produttive, al commercio e altri usi di superficie superiore a 200 mq). Negli altri casi potrà essere redatto dal responsabile tecnico dell impresa installatrice.

35 Realizzazione dell impianto elettrico a regola d arte La L 186/1968 recante Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici prescrive, all art.1, che <<tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d arte>>. All art.2, la stessa legge, fornisce presunzione di regola d arte a << i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del CEI>>. La suddetta presunzione di regola d arte, già estesa alle norme UNI dalla L 46/1990, è stata ulteriormente estesa dal DM 37/2008 anche alle normative degli altri paesi dell UE.

36 Progettazione e realizzazione degli impianti elettrici a regola d arte secondo il DLgs 81/2008 e s.m.i. 1/4 Il Codice della salute e della sicurezza sul lavoro, DLgs 81/2008, in vigore dal 15 maggio 2008, cosiddetto Testo Unico sulla Sicurezza del lavoro, ha sostituito ed abrogato il DLgs 626/94 e s.m.i. ed anche il DPR 547/1955 (facendo proprie parte delle prescrizioni in essi contenute; parte di quelle del DPR sono oggi nell All.V). Quest ultimo trattava degli aspetti tecnici della sicurezza nei luoghi di lavoro, incluse le prescrizioni tecniche sugli impianti elettrici. Il suddetto DLgs 81/2008 è stato, successivamente, modificato ed integrato dal DLgs 106/2009, entrato in vigore il 20 agosto Gli impianti e apparecchiature elettriche sono trattate nel Titolo III, Capo III del suddetto nuovo decreto (artt. Da 80 a 87). L art.80 del Testo Unico per la Sicurezza prescrive l obbligo di progettazione, installazione e manutenzione degli impianti elettrici in modo da salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica. Il suddetto articolo riporta una suddivisione dei rischi elettrici, abbastanza aderente a quella riportata nella norma CEI 64-8 prima illustrata (a. contatti diretti; b. contatti indiretti; c. innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni; d. innesco di esplosioni; e. fulminazione diretta ed indiretta; f. sovratensioni; g. altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili).

37 Progettazione e realizzazione degli impianti elettrici a regola d arte secondo il DLgs 81/2008 e s.m.i. 2/4 Il DdL, secondo tale articolo, ha la responsabilità affinché quest obbligo venga adempiuto. Come per tutti gli altri rischi presenti nei luoghi di lavoro, il DdL deve effettuare una valutazione dei rischi elettrici soprattutto prendendo in considerazione: - le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi comprese le eventuali interferenze; - i rischi presenti nell ambiente di lavoro; - tutte le condizioni di esercizio prevedibili. Data la presenza, nel settore elettrico, di normativa tecnica dettagliata e diffusa capillarmente per ogni specifica tipologia impiantistica, si deduce che il normatore abbia effettuato una valutazione dei rischi a monte per diverse tipologie ed abbia stabilito le misure per ridurre il rischio elettrico relativo a quella tipologia impiantistica ad un livello ritenuto accettabile. Ovviamente tali tipologie impiantistiche rappresentano comunque situazioni di riferimento di tipo standard, che certamente non possono aver tenuto conto del caso concreto di un luogo di lavoro ben determinato ove si svolge un ben precisa attività. Ecco che per completare la valutazione dei rischi normativa il DdL deve effettuare una valutazione dei rischi che potremo chiamare specifica o sui rischi residui che come detto mira ad analizzare il caso concreto del singolo luogo di lavoro.

38 Progettazione e realizzazione degli impianti elettrici a regola d arte secondo il DLgs 81/2008 e s.m.i. 3/4 L art.81 del T.U. richiede che gli impianti elettrici siano realizzati a regola d arte, inoltre fornisce presunzione di regola d arte agli impianti realizzati secondo le norme tecniche pertinenti. Il termine pertinenti estende l ambito delle norme tecniche prima individuate dal T.U., che adesso non si esaurisce con le norme elettriche del CEI, CENELEC e IEC e con le norme non elettriche del UNI, CEN e ISO ma può essere esteso anche ad altre normative di settore di altri paesi europei o comunque industrializzati ritenute equipollenti. Gli articoli seguenti si occupano di categorie particolarmente pericolose costituite rispettivamente dai Lavori sotto tensione e Lavori (non elettrici) in prossimità di parti attive (non protette sotto tensione). Per la prima tipologia di lavori si rimanda alle specifiche norme tecniche (ad es. CEI e CEI 11-27) mentre per la seconda si rimanda all allegato IX che riporta le distanze da mantenere da linee elettriche o parti attive di impianti elettrici, ciò in funzione della tensione nominale del sistema elettrico con cui si può venire in contatto. Segue un articolo che tratta delle protezione dai fulmini, con un rimando generico alle norme tecniche (es. norma CEI 81-10) ed un altro sulla protezione di atmosfere esplosive o nel caso di luoghi per la fabbricazione, manipolazione o deposito di materiali esplosivi.

39 Progettazione e realizzazione degli impianti elettrici a regola d arte secondo il DLgs 81/2008 e s.m.i. 4/4 Infine l art. 86 tratta delle verifiche e controlli da effettuare sugli impianti elettrici, intendendo per Verifiche quelle di legge di cui al DPR 462/2001 e per controlli quelli inerenti il mantenimento del corretto stato di conservazione e di efficienza degli impianti ai fini della sicurezza. Le Verifiche ed i controlli mirano comunque a far si che venga effettuata la regolare manutenzione richiesta dall art.15 co 1 lett. z) dello stesso decreto, per i luoghi di lavoro ed, in generale, per tutte le attività, dal DM 37/2008 all art. 8 co 2, come si vedrà con maggiore dettaglio nel seguito. Es. la verifica di cui al suddetto DPR 462/2001 per gli impianti di messa a terra va fatta da parte dell AUSL/ARPA o da Organismi Abilitati. La periodicità, in generale, è quinquennale mentre è biennale per gli impianti installati nei cantieri edili, nei locali ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso d incendio (luoghi MARCI).

40 Esempio: schema unifilare quadro

41 Verifica e manutenzione degli impianti elettrici Oltre alla progettazione ed all esecuzione accurata dell impianto elettrico da parte di personale addestrato e l uso di materiali ed attrezzature adeguate. Gli impianti elettrici devono essere verificati sia prima della loro messa in servizio sia in occasione di ogni modifica importante. Gli obblighi di verifica e regolare manutenzione sugli impianti elettrici derivano da: -DM37/2008, art.8 co 2 (per qualunque destinazione d uso dell immobile); -DLgs81/2008: art.15 co 1 lett.z obbligo di regolare manutenzione - e specificatamente per gli impianti elettrici art.86 co 1 e 3 obbligo esplicito di controllo ed implicito di tenuta in efficienza dell impianto (per i luoghi di lavoro). Oltreché dal citato DPR 462/2001 che richiede le Verifiche di legge o in funzione pubblica che possono essere effettuate da ISPESL, AUSL o Organismi individuati dal MSE (sulla base di criteri stabiliti dalla normativa europea UNI CEI).

42 Controlli a vista degli impianti elettrici I principali controlli a vista su un impianto elettrico sono: Accertamento dell esecuzione completa, conforme e funzionante di tutti gli impianti al progetto; Controllo dello stato degli isolanti e degli involucri; Controllo dell efficienza delle barriere di protezione nei luoghi il cui accesso è riservato a personale addestrato; Accertamento della qualità dei materiali e degli apparecchi; Verifica dei contrassegni d identificazione dei marchi e delle certificazioni; Verifica dei gradi di protezione; Controllo dell integrità dell impianto di messa a terra; Controllo dei provvedimenti di sicurezza nei locali da bagno o docce; Verifica dei tracciati per le condutture incassate; Idoneità delle connessioni dei conduttori e degli apparecchi; Controllo delle sezioni minime e dei colori distintivi dei conduttori; Verifica degli apparecchi per il comando e l arresto d emergenza.

43 Prese e spine italiane o bipasso Le prese e spine italiane o bipasso hanno il polo di terra centrale.

44 Esempi di utilizzo: Prese e spine Come visto prima le prese e spine italiane o bipasso hanno il polo di terra centrale, mentre le shuko hanno la terra laterale. E ovvio che forzare l inserzione di una spina in una presa di tipo differente, oltre che danneggiare i componenti vanifica la presenza dell impianto di messa a terra. Nelle applicazioni industriali o ad esse assimilabili, ove si adoperano correnti elevate vengono utilizzate prese IEC 309, difficilmente utilizzabili con spine di tipologia differente.

45 Altri esempi di utilizzo e/o realizzazione impropri delle apparecchiature elettriche Uso di adattatori che permettono di inserire una spina di 16 A in una presa da 10 A (che normalmente è protetta da un interruttore da 16 A). Uso di adattatori tripli che possono subire facilmente dei danneggiamenti ed allentamenti ai morsetti di serraggio dei poli con conseguente surriscaldamento per effetto Joule. Giunzioni di cavi eseguite attorcigliando tra loro le anime delle due parti di cavo, rivestendoli infine con nastro isolante (invece di usare gli idonei morsetti). Uso di prolunghe con cavo di sezione molto piccola e lunghezza rilevante, o sprovviste di cavo di terra (realizzate per lo più artigianalmente). Uso di adattatori multipli, ciabatte, realizzati con cavi lunghi (di fattura artigianale) e/o a partire dai quali si alimentano prolunghe.

46 Esempi di utilizzo: interruttore magnetotermico differenziale In caso di scatto si può verificare se l intervento dell interruttore è avvenuto per corrente dispersa, (nella foto) tastino azzurro abbassato, o per sovracorrenti, tastino azzurro regolarmente alzato. I produttori di interruttori differenziali consigliano di azionare il tasto TEST almeno mensilmente al fine di verificare l integrità del componente ed evitare la saldatura dei contatti. Analogamente, al fine di evitare la saldatura dei contatti anche gli interruttori magnetotermici dovrebbero essere azionati periodicamente, anche se, vista la diversa fattura e robustezza di questi ultimi, più remota si presenta l eventualità della saldatura dei contatti.

47 Curiosità: come funziona un differenziale

48 Impianti di messa a terra: dispersore intenzionale e naturale Naturale Intenzionale

49 Vecchi impianti elettrici con interruttore differenziale e senza impianto di terra 1/3 Il citato DM 37/2008 all art.6 co3 contiene la deroga al rispetto della <<regola dell arte, in conformità alla normativa vigente>> per gli <<impianti elettrici nelle unità immobiliari ad uso abitativo realizzati>> prima dell entrata in vigore della L 46/90, ossia <<prima del 13 marzo 1990>>. Tali impianti <<si considerano adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all origine dell impianto, di protezione contro i contatti diretti e di protezione contro i contatti indiretti ovvero protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 ma>>. Il legislatore ha cioè ritenuto sufficiente, per la sicurezza delle persone, l installazione, a monte di tutto l impianto, di un semplice interruttore differenziale ad alta sensibilità in alternativa alla protezione dai contatti indiretti; ciò nella consapevolezza delle problematiche che abitualmente si incontrano nel ricondurre i vecchi impianti alle condizioni di sicurezza richieste dalla regola d arte. Analizziamo cosa succede, in caso di guasto, in un impianto elettrico nel quale sia presente un interruttore differenziale da 30 ma (detto salvavita ) in assenza di impianto di messa a terra.

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