Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria. Tesi di laurea di: Saveria Albanese Matr:

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria. Tesi di laurea di: Saveria Albanese Matr: 0443902"

Transcript

1 Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria L ELETTRICITÀ. DALL ELETTROSTATICA DI TALETE ALLA CORRENTE ELETTRICA NELLE NOSTRE CASE: UN ESPERIENZA DI DIDATTICA DELLA FISICA SVILUPPATA IN UN CONTESTO SCOLASTICO MULTICULTURALE. Tesi di laurea di: Saveria Albanese Matr: Relatore: Ch.mo Prof. Claudio Fazio Anno accademico

2 Ringraziamenti Desidero ringraziare il Dirigente Scolastico del Circolo Didattico Daniele Ajello di Mazara del Vallo, Dott.ssa Maria Corte, le insegnanti delle classi 4ªB e 4ªC del Plesso Poggioreale dell anno scolastico e tutti gli alunni che hanno reso possibile la realizzazione del presente progetto di tesi. Ringrazio inoltre il prof. Filippo Spagnolo per i preziosi suggerimenti che ha voluto darmi in merito allo svolgimento della sperimentazione di questo lavoro di tesi.

3

4

5 Indice Introduzione 1 Capitolo. 1. Insegnamento e apprendimento delle discipline scientifiche 7 Capitolo 2. Conoscenza comune e conoscenza scientifica 17 Capitolo 3. Il disegno e l ipotesi sperimentale. Il contesto 23 Capitolo 4. Riferimenti epistemologici sul fenomeno elettricità ieri e oggi 43 Capitolo 5. Le unità di apprendimento e le situazioni di apprendimento 73 Capitolo 6. La sperimentazione 143 Capitolo 7. Analisi della sperimentazione 209 Conclusioni 213 Bibliografia Appendice con i materiali della sperimentazione

6

7 Introduzione L elettricità è un bene di consumo indispensabile ormai della vita di ogni giorno, ma della cui importanza ci rendiamo conto solo quando si paventano grandi black out. Eppure gli esseri umani non avrebbero potuto utilizzare questo bene se, sin dall antichità, non si fosse scoperto l omonimo fenomeno fisico. Chi avrebbe mai pensato che Talete di Mileto, (il filosofo greco) semplicemente lucidando degli oggetti di ambra, avesse fatto una scoperta che avrebbe cambiato la vita di tutti noi? Eppure Talete appartiene ai cosiddetti filosofi della physis, ossia della natura, nell originario senso di realtà prima e fondamentale (Reale Antiseri), e dallo stesso termine deriva anche la parola fisica nel senso moderno come la scienza che si propone di descrivere e di comprendere i fenomeni che si svolgono in natura. (Amaldi) Anche se, la capacita che hanno alcuni corpi, strofinati con un panno di attrarre pagliuzze o pezzettini di carta e alcune delle proprietà magnetiche erano note già dall antichità, bisognerà arrivare alla fine del 1500 con Gilbert per trovare l aggettivo elettrico ( da lui introdotto) e una prima distinzione tra fenomeni elettrici e fenomeni magnetici. Fu poi che nel XVIII che la fenomenologia dell elettrostatica e della magnetostatica fu esplorata in larga misura. Per quasi duecento anni l elettricità e il magnetismo fecero grandi progressi dovuti al lavoro collettivo di molti insigni fisici, ma dobbiamo arrivare ai tempi di Alessandro Volta per trovare un progresso che potremmo chiamare rivoluzionario. (Segrè) Nel presente lavoro di ricerca lo studio dell elettricità è però un pretesto per indagare sui problemi didattici connessi all insegnamento e apprendimento delle discipline scientifiche di cui si parla nel primo capitolo.

8 Esiste, infatti, una didattica nel contesto di vita extra scolare e soprattutto pre-scolare che può influire positivamente o negativamente nel processo di apprendimento delle discipline scientifiche. Viene sottolineata l importanza del modello costruttivista di apprendimento in cui l individuo ha un ruolo attivo nella costruzione della propria conoscenza. È compito dell insegnante fare da mediatore tra la conoscenza comune e la conoscenza scientifica, dando dei modelli indiscussi accettati dalla comunità scientifica, ma senza inibire le conoscenze intuitive degli alunni, che spesso possono portare a risultati sorprendenti. Nel secondo capitolo, infatti, si mettono a confronto gli schemi di conoscenza comune e quelli di conoscenza scientifica e i loro processi di acquisizione, ponendo l accento sul metodo galileiano detto anche empirico o sperimentale che ha rivoluzionato la scienza moderna. Nel terzo capitolo si parla del disegno e dell ipotesi sperimentale con particolare riferimento al contesto della sperimentazione. In particolare ci si chiede: cosa deve fare l insegnante quando non c è congruenza tra la conoscenza spontanea e la conoscenza scientifica comunicata? L insegnante deve indurre il cambiamento concettuale nei suoi allievi attraverso un intervento didattico mirato. L insegnante, però, deve essere cosciente del fatto che vi sono diversi livelli di cambiamento concettuale e molte resistenze al cambiamento soprattutto nel sistema di credenze. Tutto questo specialmente dove questi sistemi di credenze potrebbero già scontrarsi a livello sociale, come ad esempio un contesto scolastico multiculturale, come quello presente nelle scuole della città di Mazara del Vallo. Qui, infatti, già da alcuni anni i bambini di nazionalità tunisina

9 vengono inseriti sin dalle prime classi nella scuola italiana e l incontro/scontro tra le due culture è più visibile, anche se si può dire che vi è ormai una sostanziale integrazione. Il contesto di Mazara del Vallo è stato scelto per verificare se in un ambiente multiculturale i sistemi di credenze sono più radicati e se riguardo alle discipline scientifiche non vi fosse un retaggio di cultura aristotelica che portasse alla conoscenza della realtà più in maniera razionale -metafisica che razionale- empirica. Un insegnante, inoltre, è tenuto a conoscere i contenuti da trasmettere e dunque nel quarto capitolo ci sono i riferimenti epistemologici sul fenomeno elettricità e si parla degli argomenti che sono stati poi programmati ed elaborati come delle unità di apprendimento e delle relative situazioni di apprendimento che sono descritte nel capitolo 5. Nel sesto capitolo si descrive la sperimentazione così come si è svolta nel contesto di riferimento. Attraverso la registrazione, le verifiche, i questionari si è proceduto all analisi della sperimentazione stessa nel capitolo settimo, sia dal punto di vista qualitativo che dal punto di vista quantitativo con l elaborazione di grafici. In appendice sono stati posti i materiali visivi della sperimentazione (disegni e fotografie). Nelle conclusioni si parla dell esperienza vissuta e della verifica, o meglio non falsifica dell ipotesi sperimentale. Dalla ricerca appare chiaro come sia impossibile giungere alla cancellazione delle conoscenze spontanee, in particolare quando queste siano fortemente legate a particolari sistemi di credenze e come sia più accettabile uno scenario che rispecchi la metafora delle viti di Vigotskij. Possiamo immaginare che ciascun tipo di conoscenza sia rappresentato da una pianta di

10 vite: la conoscenza spontanea che nasce nell individuo che apprende sarà una pianta che cresce verso l alto; la conoscenza formale sarà una pianta che si sviluppa verso il basso. Nella prospettiva costruttivista un apprendimento scientifico significativo è visto come integrazione di questi due tipi di conoscenza che hanno origini differenziate. L apprendimento scientifico comporta che le due viti si intreccino in modo tale da perdere la propria individualità nonostante la loro diversa origine. (Vicentini Mayer)

11 Capitolo 1 Insegnamento e apprendimento delle discipline scientifiche 1.1 Dal comportamentismo al costruttivismo. I diversi modelli di insegnamento/apprendimento. Insegnamento/apprendimento sono due facce dell attività professionale di un insegnante, tuttavia esse vengono considerate come compiti separati, l uno (l insegnamento) compito del docente e l altro (l apprendimento) compito degli studenti. Ma l esperienza di apprendere senza che qualcuno ci insegni è un esperienza personale su cui in genere non si riflette. (Vicentini Mayer, 1996). L esperienza di apprendere appunto fa parte del vivere quotidiano, tuttavia negli schemi di conoscenza vi sono due diverse modalità di apprendere, che si possono definire l una apprendimento spontaneo, l altra apprendimento indotto. L apprendimento spontaneo è legato all esperienza pre o extrascolastica e definito come conoscenza comune ossia un insieme di conoscenze non trasmesse su cui si basa il vivere quotidiano, mentre l apprendimento indotto è connesso con l istruzione scolastica. Il processo di apprendimento, come fine dell insegnamento è legato ai processi di acquisizione e crescita della conoscenza.. Vi sono diversi modelli che ci consentono di comprendere come ogni essere umano costruisce la propria conoscenza. Nell ambito del comportamentismo l apprendimento avviene attraverso le risposte a stimoli ad apprendere (apprendimento indotto). Nella teoria piagettiana l apprendimento avviene in base allo sviluppo delle strutture cognitive e all adattamento dell individuo all ambiente (apprendimento spontaneo). Nel cognitivismo il soggetto conoscente ha ruolo attivo e non c è una netta distinzione tra apprendimento spontaneo e apprendimento indotto e

12 pone il problema della complessità dell apprendimento in cui i processi interni del soggetto conoscente si intersecano con l interazione con l ambiente e la comunità sociale. Nel costruttivismo il soggetto ha un ruolo attivo nella costruzione della propria conoscenza Il modello costruttivista Il processo di costruzione della propria conoscenza inizia sin dalla nascita ed è un processo spontaneo nel quale nel quale ogni individuo raccoglie esperienze dal mondo naturale e informazioni dalla comunità sociale che organizza in schemi che gli permettono di interagire con l ambiente nel vivere quotidiano. Nel corso degli anni il soggetto acquisisce diversi livelli di conoscenza che rimangono stabili fino a quando nuove esperienze e nuove informazioni non li mettono in crisi. 2

13 Le crisi provocano una continua riorganizzazione degli schemi di conoscenza. Visto che l ambiente è ridondante di stimoli e informazioni, l individuo seleziona ciò che soddisfa le sue esigenze. Si formano delle reti di conoscenza organizzate e coerenti e le nuove informazioni vanno ad occupare degli spazi vuoti di queste reti. Quando le reti sono stabilizzate il soggetto riesce a comunicarle in maniera sistematica. Il processo di apprendimento si manifesta attraverso le reti già sistematizzate. Riuscire a pensare con la propria testa significa essere capaci di prendere coscienza della rete di conoscenze possedute in base ad un determinato argomento. Se non avviene la presa di coscienza le nuove conoscenze rimangono incomprensibili o rimangono staccate dalla realtà. 1.3.La negoziazione dei significati e il ruolo del linguaggio Apprendere è un problema complesso poiché i processi interni del soggetto conoscente interagiscono con quelli del mondo naturale e della comunità sociale. L interazione tra l individuo e la comunità sociale presuppone che il linguaggio sia il principale mezzo di comunicazione della cultura di tale comunità e quindi uno strumento essenziale per la formazione delle prime rappresentazioni della realtà. Il linguaggio rimane uno strumento privilegiato per la ricerca di informazioni e il principale strumento di interazione sociale. Affinché avvenga la trasmissione del sapere in maniera efficace l interazione sociale che si stabilisce nell ambiente scolastico, in particolare, in 3

14 classe dovrebbe essere una vera interazione. Nell interazione il linguaggio è uno strumento essenziale per confrontare schemi di conoscenze, per argomentare sulla validità degli stessi, per esplicitare a sé stessi e agli altri consensi e dissensi. (Vicentini Mayer, 1996, pag ). Soprattutto nell ambito dell insegnamento scientifico l interazione va considerata a diversi livelli. In particolare va considerata l interazione linguistica tra insegnante e allievi, tra gli allievi stessi e va considerato il livello di linguaggio tra conoscenza scientifica e conoscenza comune. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 17). È importante che l insegnante organizzi le attività didattiche in modo che sia possibile negoziare i significati. Le parole del linguaggio comune presentano una ridondanza di significati in cui va cercato quello adatto al contesto specifico, le parole del linguaggio scientifico sono oggetto di definizione che ne precisa il significato. Si attua, in questo modo, una continua osmosi tra il linguaggio comune che si appropria delle parole scientifiche attribuendo loro una varietà di possibili significati, e il linguaggio scientifico, che usa parole tratte dal linguaggio comune, attribuendo loro un solo ed univoco significato. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 17). Alcune ricerche hanno rilevato come sia importante l uso di strategie nell acquisizione delle conoscenze. Per l apprendimento di una disciplina scientifica quale la fisica, può porsi il problema della somiglianza/differenza tra le strategie di costruzione delle conoscenze di un essere umano e le strategie usate dalla comunità scientifica per la costruzione della conoscenza scientifica.. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 18) L apprendimento delle scienze dovrebbe essere rivolto più che altro all apprendimento del metodo scientifico. Tuttavia non esiste un solo metodo scientifico ma più metodi in base alle varie discipline, inoltre si sono 4

15 affermate teorie come quella dello psichiatra americano Kelly, detta ipotesi dell uomo come scienziato che sostiene che l uso dei procedimenti scientifici (confrontare somiglianze e differenze, fare ipotesi e verifiche in particolare) in una caratteristica dell essere umano e non un prodotto dell istruzione scolastica. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 18) Il problema pone in relazione le strategie di conoscenze e l organizzazione delle conoscenze. L insegnante, può facilitare, oltre che l organizzazione delle conoscenze, la capacità di ragionare sul proprio ragionamento e di rivedere la propria posizione, ossia le capacità metacognitive. La scolarizzazione impone l interazione con altri su oggetti cognitivi ed è questa interazione che produce la necessità e la capacità di riflessione sulle proprie azioni e conoscenze. Il compito dell insegnante è quindi quello di favorire l apprendimento rendendo lo studente capace di affrontare con successo il proprio compito di apprendimento. Per stabilire un tipo di relazione che favorisce situazioni di apprendimento, l insegnante deve: avere ben chiaro il livello di personale padronanza dell argomento oggetto della trasmissione di conoscenze, dunque un ottima capacità di metariflessione delle conoscenze possedute; essere aperto alla possibilità che gli studenti attivino per la comprensione degli schemi di conoscenza personali che possono presentare dei contrasti con lo schema scientifico. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 21) 5

16 Questo significa che i messaggi trasmessi dal docente non contengono il significato, ma solo le istruzioni per poter scegliere i significati negli schemi di conoscenza posseduti o per costruire nuovi significati modificandone gli schemi. L insegnante, insomma, fornisce delle chiavi di lettura, o meglio dei semplici strumenti di lavoro. Per poter negoziare i significati, l insegnante deve essere in grado di sviluppare delle capacità di ascolto, organizzare delle attività in cui gli studenti siano liberi di esplicitare le proprie rappresentazioni mentali e, soprattutto, allargare la comunicazione, sia dal punto di vista sociale (stimolare le attività di gruppo e le interazioni tra pari), sia utilizzando strumenti e oggetti come intermediari della negoziazione. L insegnante dovrebbe dunque utilizzare la propria capacità metacognitiva per riflettere su se stesso come soggetto di apprendimento e poter individuare in anticipo i possibili ostacoli alla comprensione da parte dei suoi allievi favorendo una migliore comprensione della disciplina che insegna. 6

17 7

18 Capitolo 2 Conoscenza comune e conoscenza scientifica 2.1 L apprendimento della fisica tra conoscenza comune e conoscenza scientifica Esiste una fisica spontanea nel contesto di vita comune in cui ognuno si dà delle spiegazioni a dei fenomeni fisici che non necessariamente coincidono con le spiegazioni scientifiche. Tutti noi ci siamo chiesti sin da piccoli, ad esempio perché cadono gli oggetti oppure perché vediamo un arcobaleno o come fa una nave a galleggiare e migliaia di altri quesiti, e ci siamo dati una spiegazione in base alla nostra conoscenza comune. A scuola, invece, l insegnante deve comunicare e trasmettere dei modelli di conoscenza scientifica, ossia dei modelli di realtà accettati dalla comunità scientifica: sono accettati come aventi validità scientifica quei modelli di realtà che acquistano un valore intersoggettivo attraverso il confronto e la discussione critica, anche feroce, nell ambito della comunità degli addetti ai lavori. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 26) Si può dire il processo di costruzione della conoscenza comune e della conoscenza scientifica siano diversi. Per la conoscenza scientifica si hanno a disposizione molte informazioni, dalla vita ed opere degli scienziati del passato, ai manuali, agli articoli di ricerca, alle opere di riflessione storico-epistemologica. Per la conoscenza comune invece si hanno pochi dati. La costruzione degli schemi di conoscenza comune è data dalla conoscenza di comuni stimoli ambientali: l esperienza percettiva degli individui appartenenti alla stessa specie che vivono in un ambiente naturale. Vi possono essere però enormi differenze dovute all apparato culturale in base alla comunità sociale di appartenenza di ogni individuo. Non vanno 8

19 mai sottovalutate le differenze culturali in senso antropologico, ossia diversi usi, costumi, diversa storia, diversi miti, diversa religione, diverse regole di relazioni interpersonali, diversi stili e metodi educativi, diversi ceti di appartenenza, diversi livelli e tipi di scolarità. Questo è ancora più vero se si considera il contesto multiculturale della società e della scuola odierni. Nel nostro sistema scolastico bisogna considerare la diversità negli schemi di conoscenza costruiti dai singoli individui, dovuti all innestarsi, in maniera più o meno appropriata, di nozioni e parole scientifiche sugli schemi di conoscenza comune. Ci sono delle somiglianze tra procedimenti della conoscenza comune e pensiero scientifico, proprio perché lo scienziato è una persona come le altre, tuttavia nell insegnamento la persona che apprende non è confrontata, nel suo personale processo di costruzione delle conoscenze, col percorso personale di un singolo scienziato, ma con i contenuti e i processi definiti dalla comunità scientifica come i più validi per la rappresentazione del mondo naturale e sociale. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 30) Gli ostacoli alla comprensione della conoscenza scientifica sono dovuti più che alla mancanza di conoscenza delle regole del gioco, alla applicabilità di regole al pensiero naturale a particolari contesti. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 30) Ciò che differenzia la conoscenza comune da quella scientifica non sono tanto le regole del gioco, quanto il loro uso in relazione ai contesti. Nel gioco scientifico bisogna esplicitare tale uso, mentre ciò non avviene nel vivere quotidiano dove basta un accordo implicito. Il sapere comune può costituire un ostacolo per la comprensione della conoscenza scientifica semplicemente per ché risponde a domande diverse, procedendo in modo diverso, ossia utilizzando un metodo diverso. 9

20 2.2. Metodo indiziario e metodo galileiano Il metodo indiziario con cui procede la costruzione della conoscenza comune è il metodo degli investigatori e della storia (dal piccolo indizio si può comprendere un avvenimento, interpretare un fenomeno); il paradigma indiziario ha radici profonde nella cultura popolare: sono i cacciatori che riconoscono dalle tracce gli animali che stanno inseguendo e il loro comportamenti, sono i contadini esperti che sanno predire il tempo basandosi su sottili differenze di paesaggio, sono i medici che riconoscono i segni, i sintomi di un malessere generale. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 33) Il metodo galileiano è il metodo a cui l evoluzione delle conoscenze nell ambito delle scienze sperimentali ha dato validità scientifica, esso procede invece alla ricerca delle regole e delle generalizzazioni dove bisogna definire ed escludere ciò che è accessorio e contingente. Oggi siamo abituati ai metodi scientifici fin dai primi anni di scuola, ma è estremamente interessante vedere in che modo, per Galileo, ogni fenomeno presentasse problemi inattesi se esaminato dal nuovo punto di vista dello scienziato. (Segrè, 1996, pag. 39) Lo stesso Einstein dice: Si è spesso dichiarato che Galileo divenne il padre della scienza moderna sostituendo il metodo speculativo o deduttivo con il metodo empirico o sperimentale. Credo invece che questa interpretazione non sia in grado di reggere a un esame accurato. Non esiste alcun metodo sperimentale in mancanza di concetti e sistemi speculativi, e non esiste alcuna forma speculativa di pensiero i cui concetti non rivelino, ad esami accurati, il materiale empirico da cui emergono. Il fatto di porre in contrasto netto fra loro l apparecchio empirico e quello deduttivo è fuorviante, ed era del tutto estraneo allo stesso Galileo. (Segrè, 1996, pag. 49) I due metodi sono complementari e in fisica l uso iniziale del metodo indiziario permette di definire cosa può considerarsi accessorio e contingente 10

21 quando si studia un fenomeno. L analisi ottenuta delle differenze, degli indizi e delle tracce, permette di riconoscere quali sono i fenomeni ripetibili che con la loro ripetibilità in situazioni simili a distanza di tempo permettono di ricercare ciò che, essendo accessorio, può essere inizialmente trascurato e quindi di affidarsi al metodo galileiano per generalizzare e quantificare. Nella fase iniziale su un fenomeno nuovo si utilizza il metodo indiziario e i resoconti della scienza condivisa. Le scienze naturali dopo una prima fase di tipo indiziario progrediscono alla ricerca di spiegazioni generali ed attraverso il metodo galileiano arrivano a costruire un proprio sistema di regole. Solo attraverso di esse, dunque, si può definire cosa è essenziale osservare e cosa si può trascurare; attraverso le regole inoltre si definiscono le procedure da usare per raggiungere un risultato e le procedure da usare per la validazione. La realtà è però molto complessa, perciò attraverso le regole bisogna costruire una sua rappresentazione comunicabile e maneggiabile. (Vicentini Mayer, 1996, pag ) 2.3. Il cambiamento concettuale In una prospettiva costruttivista, l apprendimento è visto come un processo di costruzione di conoscenze in cui ogni individuo valuta le informazioni provenienti dal mondo che lo circonda alla luce dei propri schemi di conoscenza, per decidere se e come modificare gli schemi posseduti. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 55) Le difficoltà di comprensione nascono dalla possibilità che gli schemi di conoscenza comune non siano congruenti con gli schemi di conoscenza scientifica. Nell insegnamento possono essere interessanti i casi in cui non si ha congruenza tra la conoscenza spontanea e quella scientifica comunicata dall insegnante. Bisogna dunque trovare i modi affinché la conoscenza imposta dall alto si intrecci validamente con la conoscenza spontanea propria 11

22 dell individuo. È così che avviene il cambiamento concettuale. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 56) Il problema del cambiamento è stato particolarmente studiato nel contesto psicologico-psichiatrico e comunicativo nel senso di cambiamento di atteggiamento verso gli altri, se stessi, i fatti della vita. Agli atteggiamenti contribuiscono sia l insieme di conoscenze possedute, sia le loro regole d uso, sia la base di credenze che guida l attività dell individuo. Ogni eventuale successo dell attività intrapresa fornisce insieme una validazione di conoscenze, regole e credenze. D altra parte gli insuccessi nelle attività pongono la necessità di una revisione almeno parziale. È ragionevole supporre che una conoscenza venga abbandonata solo in caso di estrema necessità e se vi sono delle buone ragioni per farlo. Pertanto un essere razionale tenderà preferenzialmente a mantenere le sue credenze finché esse sono tra loro logicamente compatibili e a modificare gli schemi di conoscenza. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 58) Secondo Watzlawick e Ernst von Glaserfield ci sono diversi livelli di cambiamento: a) Cambiamento all interno del sistema di regole; b) Cambiamento delle regole del sistema; c) Cambiamento delle credenze. Nel primo livello di cambiamento all interno di un sistema di regole si aggiungono nuovi elementi di conoscenza; o si differenziano concetti senza alcuna alterazione delle regole, è un cambiamento che avviene all interno del sistema stesso. Il secondo livello di cambiamento riguarda le regole d uso delle conoscenze possedute, l abbandono della regola implica un cambiamento di prospettiva; una riflessione sulle regole del gioco. 12

23 Il terzo livello di cambiamento implica il cambiamento sostanziale delle credenze del soggetto ed è quello più difficile da verificarsi perché incontra maggiori resistenze! Il cambiamento concettuale nel senso di apprendimento, può indicare vari tipi di cambiamento: dal semplice arricchimento di uno schema alla costruzione di nuovi schemi adatti a nuovi contesti, da una differenziazione dei significati dei concetti ad un abbandono di ridondanze. Cambiamento concettuale significa proprio apprendimento di conoscenze discordanti con gli schemi di conoscenza intuitiva. Il cambiamento richiesto (per cancellare la conoscenza spontanea) non è pertanto solo un cambiamento di punto di vista cognitivo, ma l abbandono di una base di credenze con coinvolgimento anche degli aspetti affettivi. (Vicentini Mayer, 1996, pag. 60) 2.4. I sistemi di credenza in età evolutiva Sebbene vengano usati indistintamente numerosi sinonimi quali idee, pensieri, prospettive, percezioni, teorie implicite, schemi, concezioni, teorie naïve, giudizi, immagini, Hirssjïarvi e Perälä Littunen (2001) delineano alcune caratteristiche comuni che, fondamentalmente, contrappongono i sistemi di credenza (belief systems) ai sistemi di conoscenza (knowledge systems). Tali caratteristiche sono: 1) le credenze a differenza delle conoscenze, sono caratterizzate da diversi gradi di convinzione o certezza; 2) le credenze sono connotate da disputabilità e non con sensualità. Persone diverse possono avere credenze diverse. Verità e certezza sono associate, invece, alle conoscenze; 3) le credenze possono avere diversi gradi di consapevolezza. Alcune credenze sono più facilmente esprimibili a parole e comprensibili dagli 13

24 altri. Esistono credenze tacite ed esplicite, così come conoscenze tacite ed esplicite; 4) ci sono vari gradi di adesione ad una credenza. Questa caratteristica si riferisce alla facilità con cui le persone possono essere persuase ad adottare una credenza piuttosto che un altra ed è riconducibile alla resistenza al cambiamento di una credenza. (Alesi, 2004, pag. 35) In generale, tutti gli individui possiedono sistemi di credenze e convinzioni (meaning systems)che strutturano il mondo e danno significato alle esperienze personali. Le credenze sono costruzioni mentali di esperienze, spesso condensate e integrate in schemi o concetti che sono assunti come veri e guidano il comportamento. Nell ambito della motivazione scolastica si fa riferimento a due tipologie di credenze che si intrecciano sostenendosi mutuamente: le credenze epistemologiche e le credenze sulle abilità. Le credenze epistemologiche, sono definibili come le credenze sulla natura della conoscenza e dell apprendimento, mentre le credenze di abilità sono percezioni degli individui della propria competenza in una data attività. (Alesi, 2004, pag. 36) Le credenze sono anche legate al successo o insuccesso scolastico, vi è uno stretto rapporto tra credenze e apprendimento, tuttavia se da un lato viene fortemente sostenuto il ruolo predittivo delle credenze sull effettivo successo o insuccesso scolastico, dall altro viene altresì ribadita l influenza delle esperienze di apprendimento sulla modulazione delle credenze originali. È divenuto sempre più chiaro che non si può individuare una relazione unidirezionale tra credenze e prestazioni, ma vi è un influenza bidirezionale. (Alesi, 2004, pag. 37) 14

25 2.5. In che modo l insegnante può stimolare l apprendimento come cambiamento concettuale L insegnante può stimolare l apprendimento come cambiamento concettuale in diversi modi. L insegnante, nella comunicazione di una conoscenza scientifica deve tenere conto e far comprendere agli studenti che gli schemi di conoscenza comune e schemi di conoscenza scientifica hanno diversi contesti d uso. Per fare accettare i contenuti delle nuove conoscenze, l insegnante può rendere la nuova conoscenza: comprensibile e coerente; plausibile (il soggetto deve essere in grado di riconoscerne la validità); utile al soggetto (perché gli consente di risolvere problemi che non poteva risolvere o gli suggerisce nuove idee e possibilità). 15

26 Tutto ciò dà grande importanza al contratto didattico. Le intenzioni dichiarate consentono la negoziazione dei rapporti stabiliti esplicitamente o implicitamente tra gli allievi, l ambito culturale ed il sistema educativo (costituito dai tre soggetti Allievo-Insegnante-Sapere, attorno ai quali si sviluppano le dinamiche del rapporto di apprendimentoinsegnamento). In questo sistema i tre soggetti hanno tutti eguale importanza. Da parte dell alunno vi è l assunzione di responsabilità nei confronti del proprio apprendimento, assunzione di responsabilità che passa attraverso una inevitabile messa in discussione delle conoscenze pregresse ed una conseguente situazione di conflitto dalla quale nascerà un nuovo momento più allargato di sistemazione e rielaborazione delle conoscenze. (Cutrera Lo Verde, 1999, pag. 54) Da parte sua il docente diventa tutor nei confronti degli allievi e mediatore nei confronti del sapere. Il docente in quanto tutor: deve individuare una buona situazione da proporre agli allievi, situazione dalla quale possono emergere le concezioni più o meno stabilizzate che entreranno in gioco nella situazione didattica; deve controllare che le dinamiche relazionali garantiscano una libera circolazione delle idee attraverso spazi di intervento corretti e democratici; non deve comunicare una conoscenza ma deve fare in modo che vi sia una buona presa di coscienza di responsabilità del problema da parte degli allievi. Nella teoria delle situazioni didattiche al docente in quanto mediatore di conoscenze, viene affidato il compito di ricontestualizzare e ripersonalizzare le conoscenze: ogni conoscenza deve nascere dall adattamento alla situazione specifica e in riferimento a un certo ambiente.il docente, mentre opera in questa direzione, deve fornire gli 16

di Fulvio Mora In Svizzera la legge sugli impianti elettrici, che disciplina l esecuzione degli impianti risale al 24 giugno1902.

di Fulvio Mora In Svizzera la legge sugli impianti elettrici, che disciplina l esecuzione degli impianti risale al 24 giugno1902. - DALL ELETTRICITÀ AL MAGNETISMO ALL ENERGIA ELETTRICA - CENNI STORICI - LA STORIA E I PERSONAGGI di Fulvio Mora DALL ELETTRICITÀ AL MAGNETISMO ALL ENERGIA ELETTRICA L elettricità non è né una scoperta

Dettagli

Storia dei generatori di tensione e della corrente elettrica

Storia dei generatori di tensione e della corrente elettrica Storia dei generatori di tensione e della corrente elettrica Prof. Daniele Ippolito Liceo Scientifico Amedeo di Savoia di Pistoia 1778 Alessandro Volta, in analogia al potenziale gravitazionale definito

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

Inizia presentazione

Inizia presentazione Inizia presentazione Che si misura in ampère può essere generata In simboli A da pile dal movimento di spire conduttrici all interno di campi magnetici come per esempio nelle dinamo e negli alternatori

Dettagli

Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli Istituto Tecnico per Geometri Liceo Artistico A.S. 2014 2015

Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli Istituto Tecnico per Geometri Liceo Artistico A.S. 2014 2015 Istituto Superiore Vincenzo Cardarelli Istituto Tecnico per Geometri Liceo Artistico A.S. 2014 2015 Piano di lavoro annuale Materia : Fisica Classi Quinte Blocchi tematici Competenze Traguardi formativi

Dettagli

LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA

LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA (Fenomeno, indipendente dal tempo, che si osserva nei corpi conduttori quando le cariche elettriche fluiscono in essi.) Un conduttore metallico è in equilibrio elettrostatico

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

Unità 12. La corrente elettrica

Unità 12. La corrente elettrica Unità 12 La corrente elettrica L elettricità risiede nell atomo Modello dell atomo: al centro c è il nucleo formato da protoni e neutroni ben legati tra di loro; in orbita intorno al nucleo si trovano

Dettagli

Indice. Giuseppe Galli Presentazione... 1

Indice. Giuseppe Galli Presentazione... 1 Indice Presentazione... 1 Livelli di realtà... 5 1. Realtà fisica e realtà fenomenica... 5 2. Annullamento dell identità numerica tra oggetto fisico e oggetto fenomenico... 8 3. Individualità degli oggetti

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

LICEO CLASSICO C. CAVOUR DISCIPLINA : FISICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA

LICEO CLASSICO C. CAVOUR DISCIPLINA : FISICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA 1. OBIETTIVI SPECIFICI DELLA DISCIPLINA PROGRAMMAZIONE PER COMPETENZE Le prime due/tre settimane sono state dedicate allo sviluppo di un modulo di allineamento per

Dettagli

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE)

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) Contenuti Michelene Chi Livello ottimale di sviluppo L. S. Vygotskij Jerome Bruner Human Information Processing Teorie della Mente Contrapposizione

Dettagli

Classe 3 D Bucci Arianna Evangelista Andrea Palombo Leonardo Ricci Alessia Progetto di Scienze a.s. 2013/2014. Prof.ssa Piacentini Veronica

Classe 3 D Bucci Arianna Evangelista Andrea Palombo Leonardo Ricci Alessia Progetto di Scienze a.s. 2013/2014. Prof.ssa Piacentini Veronica Classe 3 D Bucci Arianna Evangelista Andrea Palombo Leonardo Ricci Alessia Progetto di Scienze a.s. 2013/2014 Prof.ssa Piacentini Veronica La corrente elettrica La corrente elettrica è un flusso di elettroni

Dettagli

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI 6.1 ISTRUZIONI PER IL VALUTATORE Il processo di valutazione si articola in quattro fasi. Il Valutatore deve: 1 leggere il questionario;

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015 Con la collaborazione di: EDUCAZIONE ATTRAVERSO IL MOVIMENTO Le abilità di movimento sono conquiste tangibili che contribuiscono alla formazione di un immagine di sé positiva. Progetto di collaborazione

Dettagli

Costruire una pila in classe

Costruire una pila in classe Costruire una pila in classe Angela Turricchia, Grazia Zini e Leopoldo Benacchio Considerazioni iniziali Attualmente, numerosi giocattoli utilizzano delle pile. I bambini hanno l abitudine di acquistarle,

Dettagli

Programmazione Modulare

Programmazione Modulare Indirizzo: BIENNIO Programmazione Modulare Disciplina: FISICA Classe: 2 a D Ore settimanali previste: (2 ore Teoria 1 ora Laboratorio) Prerequisiti per l'accesso alla PARTE D: Effetti delle forze. Scomposizione

Dettagli

Dalle scatole alle figure piane. Percorso di geometria Classe prima Scuola Primaria Rispescia a.s. 2014-2015

Dalle scatole alle figure piane. Percorso di geometria Classe prima Scuola Primaria Rispescia a.s. 2014-2015 Dalle scatole alle figure piane Percorso di geometria Classe prima Scuola Primaria Rispescia a.s. 2014-2015 Dalle Indicazioni nazionali per il curricolo Le conoscenze matematiche contribuiscono alla formazione

Dettagli

PROGRAMMA SVOLTO. a.s. 2012/2013

PROGRAMMA SVOLTO. a.s. 2012/2013 Liceo Scientifico Statale LEONARDO DA VINCI Via Cavour, 6 Casalecchio di Reno (BO) - Tel. 051/591868 051/574124 - Fax 051/6130834 C. F. 92022940370 E-mail: LSLVINCI@IPERBOLE.BOLOGNA.IT PROGRAMMA SVOLTO

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

La fattoria delle quattro operazioni

La fattoria delle quattro operazioni IMPULSIVITÀ E AUTOCONTROLLO La fattoria delle quattro operazioni Introduzione La formazione dei bambini nella scuola di base si serve di numerosi apprendimenti curricolari che vengono proposti allo scopo

Dettagli

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia 3) Heidegger: dall esistenza all ontologia Vita e opere Martin Heidegger (1889-1976) frequentò la facoltà di teologia dell Università di Friburgo. Nel 1919 divenne assistente e in seguito successore di

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione,

Dettagli

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK Nome scuola: ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE D. ROMANAZZI Indirizzo: VIA C. ULPIANI, 6/A cap. 70126 città: BARI provincia: BA tel.: 080 5425611 fax: 080 5426492 e-mail:

Dettagli

I mutamenti tecnologici fra le due guerre.

I mutamenti tecnologici fra le due guerre. I mutamenti tecnologici fra le due guerre. Vediamo ora i cambiamenti tecnologici tra le due guerre. È difficile passare in rassegna tutti i più importanti cambiamenti tecnologici della seconda rivoluzione

Dettagli

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento Il team di ricerca Mario Ambel (Responsabile) Anna Curci Emiliano Grimaldi Annamaria Palmieri 1. Progetto finalizzato alla elaborazione e validazione di un modellostandard - adattabile con opportune attenzioni

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

Dall italiano alla logica proposizionale

Dall italiano alla logica proposizionale Rappresentare l italiano in LP Dall italiano alla logica proposizionale Sandro Zucchi 2009-10 In questa lezione, vediamo come fare uso del linguaggio LP per rappresentare frasi dell italiano. Questo ci

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

La didattica personalizzata: utopia o realtà?

La didattica personalizzata: utopia o realtà? La didattica personalizzata: utopia o realtà? L integrazione di qualità è anche la qualità positiva per tutti gli attori coinvolti nei processi di integrazione, non solo per l alunno in difficoltà. Se

Dettagli

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del GLI ASSI CULTURALI Nota rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del La normativa italiana dal 2007 13 L Asse dei linguaggi un adeguato utilizzo delle tecnologie dell

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3 IL SE E L ALTRO ANNI 3 Si separa facilmente dalla famiglia. Vive serenamente tutti i momenti della giornata scolastica. E autonomo. Stabilisce una relazione con gli adulti e i compagni. Conosce il nome

Dettagli

I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA INTRODUZIONE 1. di Mario Comoglio

I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA INTRODUZIONE 1. di Mario Comoglio I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA di Mario Comoglio INTRODUZIONE 1 Non è raro imbattersi in articoli e in interventi ministeriali che affrontano la questione di come valutare l apprendimento degli studenti.

Dettagli

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali LA RICERCA DI DIO Gradi della fede in Dio La maggior parte delle persone non sospetta nemmeno la reale esistenza di Dio, e naturalmente non s interessa molto a Dio. Ce ne sono altre che, sotto l influsso

Dettagli

INTRODUZIONE 17. Introduzione

INTRODUZIONE 17. Introduzione INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti

Dettagli

La ricerca empirica: una definizione

La ricerca empirica: una definizione Lucido 35/51 La ricerca empirica: una definizione La ricerca empirica si distingue da altri tipi di ricerca per tre aspetti (Ricolfi, 23): 1. produce asserti o stabilisce nessi tra asserti ipotesi teorie,

Dettagli

questa scienza? La sua natura e i suoi metodi

questa scienza? La sua natura e i suoi metodi Che cos è questa scienza? La sua natura e i suoi metodi di Alan F Chalmers Marisa Michelini Storia per la didattica scientifica Itinerario storico nella didattica Argomentazione critica di ipotesi alternative

Dettagli

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L allievo partecipa a scambi comunicativi (conversazione, discussione di classe o di gruppo) con compagni e insegnanti

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

Gli strumenti per una didattica inclusiva

Gli strumenti per una didattica inclusiva STRUMENTI PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Ottilia Gottardi CTI Monza Est Gli strumenti per una didattica inclusiva Ottilia Gottardi CTI Monza Est PRINCIPI della PEDAGOGIA INCLUSIVA Tutti possono imparare;

Dettagli

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it L INTENSITÀ DELLA CORRENTE ELETTRICA Consideriamo una lampadina inserita in un circuito elettrico costituito da fili metallici ed un interruttore.

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La classe ha dimostrato fin dal primo momento grande attenzione e interesse verso gli

Dettagli

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Elena Sorda Con le note del Prof. G. Rolla Premessa Questo breve scritto nasce dall idea, espressa dal Prof. Rolla, di individuare

Dettagli

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO.

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO. Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2012/2013 Progetto Di Casa nel Mondo - Competenze chiave per una cittadinanza sostenibile Gruppo lavoro Dott. Massetti Scuola Primaria Classi Terze TITOLO: I prodotti

Dettagli

La teoria storico culturale di Vygotskij

La teoria storico culturale di Vygotskij La teoria storico culturale di Vygotskij IN ACCORDO CON LA TEORIA MARXISTA VEDEVA LA NATURA UMANA COME UN PRODOTTO SOCIOCULTURALE. SAGGEZZA ACCUMULATA DALLE GENERAZIONI Mappa Notizie bibliografiche Concetto

Dettagli

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DECRETO 30 settembre 2011. Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto

Dettagli

VIAGGIANDO CON LA NATURA

VIAGGIANDO CON LA NATURA VIAGGIANDO CON LA NATURA Il progetto intende, attraverso l esplorazione del mondo naturale (terra, acqua, aria e fuoco) sistematizzare le conoscenze per comprendere l organizzazione dell ecosistema naturale.

Dettagli

Progetto educativo-didattico di lingua inglese per il gruppo di bambini di cinque anni

Progetto educativo-didattico di lingua inglese per il gruppo di bambini di cinque anni Progetto educativo-didattico di lingua inglese per il gruppo di bambini di cinque anni A.S. 2011/2012 Giulia Tavellin Via Palesella 3/a 37053 Cerea (Verona) giulia.tavellin@tiscali.it cell. 349/2845085

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5 Competenza: partecipare e interagire con gli altri in diverse situazioni comunicative Scuola Infanzia : 3 anni Obiettivi di *Esprime e comunica agli altri emozioni, sentimenti, pensieri attraverso il linguaggio

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

Ludovica Scarpa Che cos è la competenza sociale?

Ludovica Scarpa Che cos è la competenza sociale? Ludovica Scarpa Che cos è la competenza sociale? Come l intelligenza e l empatia, e un poco come tutte le caratteristiche che contraddistinguono gli esseri umani, anche la competenza sociale non è facile

Dettagli

ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca

ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO 2006 Indirizzo Scientifico Tecnologico Progetto Brocca Trascrizione del testo e redazione delle soluzioni di Paolo Cavallo. La prova Il candidato svolga una relazione

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

DALLA TEORIA ALLA PRATICA

DALLA TEORIA ALLA PRATICA DALLA TEORIA ALLA PRATICA Comunicare a distanza: il telefono a filo La prima esperienza di telecomunicazione (dal greco tele = distante) si realizza con due piccoli contenitori di plastica, cartone o metallo,

Dettagli

PERCORSO di SENSIBILIZZAZIONE ALLA LETTURA cl. seconda e terza a.s. 2007-2008. A cura delle Dott.sse nonché Maestre Giuditta Pina e Barzaghi Eliana

PERCORSO di SENSIBILIZZAZIONE ALLA LETTURA cl. seconda e terza a.s. 2007-2008. A cura delle Dott.sse nonché Maestre Giuditta Pina e Barzaghi Eliana PERCORSO di SENSIBILIZZAZIONE ALLA LETTURA cl. seconda e terza a.s. 2007-2008 A cura delle Dott.sse nonché Maestre Giuditta Pina e Barzaghi Eliana LA LETTURA COME BISOGNO CULTURALE PER CRESCERE Il desiderio

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Il documento va compilato in forma digitale per poter ampliare gli spazi dello schema (ove necessario) e togliere

Dettagli

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Obiettivo dell incontro - Descrivere la fase evolutiva del bambino (fase 3-6 anni). - Attivare un confronto

Dettagli

Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione

Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione Università degli Studi di Udine Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione Dott. Davide Zoletto Facoltà di Scienze della Formazione Il gioco del far finta Rappresentazione della realtà:

Dettagli

1 LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA

1 LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA 1 LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA Un conduttore ideale all equilibrio elettrostatico ha un campo elettrico nullo al suo interno. Cosa succede se viene generato un campo elettrico diverso da zero al suo

Dettagli

VALUTAZIONE AUTENTICA E APPRENDERE PER COMPETENZE

VALUTAZIONE AUTENTICA E APPRENDERE PER COMPETENZE E APPRENDERE PER COMPETENZE VALUTAZIONE INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO E APPRENDERE PER COMPETENZE VALUTAZIONE VALUTARE GLI APPRENDIMENTI: UN PERCORSO A TRE STADI SIS Torino a.a. 2006/07 1 STADIO: LA VALUTAZIONE

Dettagli

Il mondo in cui viviamo

Il mondo in cui viviamo Il mondo in cui viviamo Il modo in cui lo vediamo/ conosciamo Dalle esperienze alle idee Dalle idee alla comunicazione delle idee Quando sono curioso di una cosa, matematica o no, io le faccio delle domande.

Dettagli

Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp.

Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp. RECENSIONI&REPORTS recensione Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp. 154, 12 «Il vasto e importante e molto

Dettagli

Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico

Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DELL AQUILA Scuola di Specializzazione per la Formazione degli Insegnanti nella Scuola Secondaria Analogia tra il circuito elettrico e il circuito idraulico Prof. Umberto Buontempo

Dettagli

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2)

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2) I n d i c e 9 Introduzione 11 CAP. 1 I test di intelligenza potenziale 17 CAP. 2 La misura dell intelligenza potenziale nella scuola dell infanzia 31 CAP. 3 La misura dell intelligenza potenziale nella

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Prefazione alla II edizione

Prefazione alla II edizione Prefazione alla II edizione La seconda edizione di questo testo mantiene tutte le caratteristiche della prima edizione, progettata in modo specifico per i corsi semestrali della Laurea Magistrale in Fisica:

Dettagli

Uno per tutti, tutti per uno.

Uno per tutti, tutti per uno. Uno per tutti, tutti per uno. Bologna, 09/02/2015 Dainese Roberto Educare attraverso il Cooperative Learning: stile attributivo e competenze metacognitive Chiara Trubini Marina Pinelli Psicologia - Università

Dettagli

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli

Che cosa e come valutano le prove di matematica e con quali risultati. nell A.S. 2008 2009

Che cosa e come valutano le prove di matematica e con quali risultati. nell A.S. 2008 2009 Che cosa e come valutano le prove di matematica e con quali risultati nell A.S. 2008 2009 Presentazione a cura di Roberta Michelini Casalpusterlengo, 8 gennaio 2010 http://www.invalsi.it/esamidistato0809/

Dettagli

MODELLIZZAZIONE, CONTROLLO E MISURA DI UN MOTORE A CORRENTE CONTINUA

MODELLIZZAZIONE, CONTROLLO E MISURA DI UN MOTORE A CORRENTE CONTINUA MODELLIZZAZIONE, CONTROLLO E MISURA DI UN MOTORE A CORRENTE CONTINUA ANDREA USAI Dipartimento di Informatica e Sistemistica Antonio Ruberti Andrea Usai (D.I.S. Antonio Ruberti ) Laboratorio di Automatica

Dettagli

IC n 5 L.Coletti. Progetto GREEN SCHOOL. Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola

IC n 5 L.Coletti. Progetto GREEN SCHOOL. Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola IC n 5 L.Coletti Progetto GREEN SCHOOL Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola GREEN SCHOOL Principio fondante del Progetto GREEN SCHOOL..Coniugare conoscenza, ambiente, comportamenti nell

Dettagli

Presentazione ai Dirigenti Scolastici

Presentazione ai Dirigenti Scolastici Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino

Dettagli

ANNO SCOLASTICO 2014/2015 I.I.S. ITCG L. EINAUDI SEZ.ASSOCIATA LICEO SCIENTIFICO G. BRUNO PROGRAMMA DI FISICA. CLASSE: V A Corso Ordinario

ANNO SCOLASTICO 2014/2015 I.I.S. ITCG L. EINAUDI SEZ.ASSOCIATA LICEO SCIENTIFICO G. BRUNO PROGRAMMA DI FISICA. CLASSE: V A Corso Ordinario ANNO SCOLASTICO 2014/2015 I.I.S. ITCG L. EINAUDI SEZ.ASSOCIATA LICEO SCIENTIFICO G. BRUNO PROGRAMMA DI FISICA CLASSE: V A Corso Ordinario DOCENTE: STEFANO GARIAZZO ( Paola Frau dal 6/02/2015) La corrente

Dettagli

PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia

PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia PROGETTO SCUOLA 150 anni Grande Italia Nel mondo ci sono 150 milioni di Italici: sono i cittadini italiani d origine, gli immigrati di prima e seconda generazione, i nuovi e vecchi emigrati e i loro discendenti,

Dettagli

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Workshop n. 3 Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Introducono il tema e coordinano i lavori - Irene Camolese, Confcooperative - Franca Marchesi, Istituto Comprensivo

Dettagli

INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA

INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA L epoca in cui viviamo, caratterizzata dalla velocità e dall informazione, vede limitate le nostre capacità previsionali. Non siamo più in grado

Dettagli

1. Scopo dell esperienza.

1. Scopo dell esperienza. 1. Scopo dell esperienza. Lo scopo di questa esperienza è ricavare la misura di tre resistenze il 4 cui ordine di grandezza varia tra i 10 e 10 Ohm utilizzando il metodo olt- Amperometrico. Tale misura

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, LA DIDATTICA DEL FARE

Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, LA DIDATTICA DEL FARE Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, TEATRO LA DIDATTICA DEL FARE 1 BISOGNI Sulla scorta delle numerose riflessioni che da parecchi anni aleggiano sulla realtà

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO N 1 LANCIANO - SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO CURRICOLO VERTICALE - Classe Prima MATEMATICA a.s. 2014/2015

ISTITUTO COMPRENSIVO N 1 LANCIANO - SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO CURRICOLO VERTICALE - Classe Prima MATEMATICA a.s. 2014/2015 NUMERI. SPAZIO E FIGURE. RELAZIONI, FUNZIONI, MISURE, DATI E PREVISIONI Le sociali e ISTITUTO COMPRENSIVO N 1 LANCIANO - SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO CURRICOLO VERTICALE - Classe Prima MATEMATICA procedure

Dettagli

Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri

Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri MPI - USP di Padova Comune di Padova Settore Servizi Scolastici Centro D.A.R.I. Una scuola per tutti Percorso di formazione per docenti Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri I parte a cura

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Repertorio Atti n. 1901 del 15 gennaio 2004 CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Oggetto: Accordo tra il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, il Ministro del lavoro

Dettagli

INDICE Raccomandazioni Norme di sicurezza Attenzione Avvertenze per i genitori

INDICE Raccomandazioni Norme di sicurezza Attenzione Avvertenze per i genitori INDICE DISTINTA DEI PEZZI Pag. 4 ISTRUZIONI DI MONTAGGIO Pag. 5 L ELETTRICITÀ NELLA VITA QUOTIDIANA Pag. 6 LA CORRENTE ELETTRICA E RELATIVI ESPERIMENTI Pag. 9 IL MAGNETISMO E RELATIVI ESPERIMENTI Pag.

Dettagli

1. QUAL È LO SCOPO DI QUESTO MODULO?

1. QUAL È LO SCOPO DI QUESTO MODULO? Percorso B. Modulo 4 Ambienti di Apprendimento e TIC Guida sintetica agli Elementi Essenziali e Approfondimenti (di Antonio Ecca), e slide per i formatori. A cura di Alberto Pian (alberto.pian@fastwebnet.it)

Dettagli

LA CORRENTE ELETTRICA

LA CORRENTE ELETTRICA LA CORRENTE ELETTRICA ROSSI ELETTROFORNITURE Ramo del Cimitero 6, Murano Venezia Tel. 041 5274350 www.rossielettroforniture.it 1 Gli studi scientifici Dal XVI secolo in poi molti studiosi si interessarono

Dettagli

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti,

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, si è conclusa con una lezione aperta per i genitori.

Dettagli

Compiti di prestazione e prove di competenza

Compiti di prestazione e prove di competenza SPF www.successoformativo.it Compiti di prestazione e prove di competenza Maurizio Gentile www.successoformativo.it www.iprase.tn.it www.erickson.it Definizione 2 I compiti di prestazione possono essere

Dettagli

Ufficio Scolastico Regionale per l Abruzzo. Rapporto dal Questionari Studenti

Ufficio Scolastico Regionale per l Abruzzo. Rapporto dal Questionari Studenti Rapporto dal Questionari Studenti SCUOLA xxxxxxxxx Anno Scolastico 2014/15 Le Aree Indagate Il questionario studenti ha lo scopo di indagare alcuni aspetti considerati rilevanti per assicurare il benessere

Dettagli

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Che cos è il Bisogno Educativo Speciale? Il Bisogno Educativo Speciale rappresenta

Dettagli

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INTRODUZIONE L Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e l Ufficio Scolastico Regionale, firmatari di un Protocollo d Intesa stipulato

Dettagli