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1 CAPITOLO QUARTO LA GESTIONE E IL PATRIMONIO DELLE AZIENDE DI EROGAZIONE Sommario: 1. Introduzione La gestione nelle aziende di erogazione L aspetto finanziario della gestione L aspetto economico della gestione L aspetto patrimoniale della gestione. 1. INTRODUZIONE Le aziende di erogazione o di consumo, si è detto, sono quelle che hanno lo scopo di soddisfare, in modo diretto e durevole, i bisogni umani attraverso l impiego di beni e servizi, che ad esse possono pervenire da diverse fonti. Sono esempi di aziende di erogazione la famiglia, lo Stato, le Regioni, gli enti locali, le Aziende Sanitarie Locali (ASL), le associazioni sindacali, i circoli sportivi e così via. A seconda della natura del soggetto aziendale, le aziende di erogazione si distinguono in pubbliche e private. Sono aziende pubbliche quelle il cui soggetto è una persona giuridica di diritto pubblico (es.: ente di diritto pubblico, enti pubblici territoriali ecc.); mentre sono private quelle il cui soggetto è una persona fisica, o una persona giuridica di diritto privato, o un ente senza personalità giuridica (es.: aziende familiari, associazioni private, fondazioni private ecc.). Secondo la fonte delle risorse da destinare al consumo, le aziende di erogazione possono distinguersi in corporazioni e fondazioni. Le corporazioni sono aziende di erogazione ove prevale, nella loro struttura e operatività, l elemento personale; mentre le fondazioni sono aziende di erogazione ove prevale l elemento patrimoniale. Sono corporazioni lo Stato, i Comuni, i circoli culturali ecc., le cui risorse provengono, in massima parte, da tributi e contributi dei soggetti che ne fanno parte; sono invece fondazioni gli enti di beneficenza nei quali un fondatore ha destinato dei beni per raggiungere un certo scopo (es.: la Fondazione Nobel, molti ospedali, molte case di riposo ecc.).

2 La gestione e il patrimonio delle aziende di erogazione 2. LA GESTIONE NELLE AZIENDE DI EROGAZIONE Nelle aziende di erogazione, la gestione, intesa come il sistema di operazioni finalizzato a realizzare gli obiettivi che il soggetto aziendale persegue, si configura essenzialmente nei seguenti complessi di operazioni: 1) l acquisizione delle risorse da destinare ai processi di consumo; 2) l impiego delle risorse nella provvista dei beni e servizi destinati al consumo immediato o di beni patrimoniali da reddito che consentano di accrescere in futuro il flusso delle risorse disponibili. La gestione delle aziende di erogazione può essere osservata sotto tre aspetti tra loro strettamente connessi: l aspetto finanziario; l aspetto economico; l aspetto patrimoniale. 3. L ASPETTO FINANZIARIO DELLA GESTIONE L aspetto finanziario della gestione esamina le manifestazioni monetarie delle operazioni aziendali, cioè le entrate e le uscite alle quali esse danno luogo. Nelle aziende di erogazione si riscontrano anche entrate e uscite in natura (es.: prodotti agricoli ricevuti a regolamento del canone di locazione di un podere affittato a terzi, deperimenti di beni di consumo, ammortamenti dei beni durevoli ecc.) ma la maggior parte della loro attività dà luogo a entrate e uscite finanziarie (es.: riscossione di interessi, acquisto di beni di consumo, erogazione di sussidi ecc.). A seconda dei riflessi che producono sulla composizione del patrimonio e sulla formazione del risultato economico, le entrate e le uscite finanziarie possono essere distinte in tre gruppi: 1) entrate e uscite effettive; 2) entrate e uscite per movimento di capitali; 3) entrate e uscite per partite di giro. Le entrate e le uscite effettive sono quelle che misurano, rispettivamente, rendite e proventi, oneri e spese; ne fanno parte anche le entrate per disinvestimenti di beni d uso strumentale e le uscite per acquisti di beni d uso durevole. 27

3 28 Capitolo Quarto Le entrate e le uscite per movimento di capitali sono quelle correlate ad operazioni che modificano la composizione del patrimonio ma che, salvo casi eccezionali, non incidono sulla sua misura netta. Sono entrate per movimento di capitali le entrate finanziarie derivanti da: vendita di beni da reddito, rimborsi di titoli pubblici o privati in scadenza, rimborsi di prestiti concessi a terzi, accensione di prestiti ottenuti da terzi. Sono uscite per movimento di capitali le uscite finanziarie derivanti da: acquisti di beni da reddito, concessione di prestiti a terzi, rimborsi di prestiti ottenuti da terzi. Le entrate e le uscite per partite di giro sono quelle conseguenti a riscossioni e a pagamenti per conto di terzi (es.: interessi maturati su titoli depositati a cauzione da terzi, ritenute previdenziali e assistenziali sugli stipendi ecc.). Le entrate e le uscite finanziarie delle aziende di erogazione si articolano in una procedura amministrativa che comprende varie fasi di esecuzione. Le fasi in cui si articola il ciclo delle entrate sono le seguenti: a) la previsione, con cui si valorizza la misura presunta delle somme da riscuotere. Il documento che contraddistingue questa fase è espresso da un apposito bilancio finanziario di previsione; b) l accertamento, che è una fase giuridica, nella quale sorge un credito e si individua il soggetto debitore, la causa del credito e la sua scadenza; c) l ordinazione, che consiste nella emissione di un apposito documento di autorizzazione a riscuotere (c.d. reversale); d) la riscossione, che è la fase materiale in cui il debitore paga la somma dovuta. Tale pagamento può essere effettuato al tesoriere in modo diretto oppure agli «agenti di riscossione» dell azienda; e) il versamento, che si ha soltanto quando la riscossione avviene mediante concessionario, è la fase in cui le somme riscosse da quest ultimo vengono fatte affluire alle casse del tesoriere. Ogni versamento è in genere accompagnato da una fattura, detta fattura di versamento, in cui sono elencati le entrate e i valori da versare. Le fasi in cui si articola il ciclo delle uscite sono, invece, le seguenti: a) la previsione, con la quale si determina l importo presunto delle somme da pagare. Il documento che contraddistingue questa fase è espresso da un apposito bilancio finanziario di previsione;

4 La gestione e il patrimonio delle aziende di erogazione b) l impegno, che è la fase giuridica, nella quale sorge l obbligo giuridico dell azienda a pagare. L impegno crea un debito, così come l accertamento delle entrate fa sorgere un credito; c) la liquidazione, che è la fase in cui si individua con esattezza il soggetto creditore e l importo preciso delle somme da pagare; d) l ordinazione, che è la fase in cui viene impartito l ordine al tesoriere dell azienda di pagare al creditore la somma in precedenza liquidata. Il documento che tipicamente viene emesso in questa fase è il mandato di pagamento; e) il pagamento, che è la fase materiale nella quale si verifica l effettivo esborso delle somme dovute al creditore e, quindi, l estinzione del debito. Le entrate accertate e le uscite impegnate in un determinato periodo amministrativo vengono definite entrate e uscite di competenza. Le entrate effettivamente riscosse e le uscite effettivamente pagate nel periodo di riferimento costituiscono, invece, le entrate e le uscite di cassa. Le varie fasi delle entrate e delle uscite possono manifestarsi in momenti diversi o possono coincidere nel tempo. In ogni caso è opportuno, almeno sul piano concettuale, tenere distinte: la fase giuridica, nella quale sorge il diritto di credito o l obbligo giuridico di pagare una data somma; la fase di fatto, nella quale si ha l effettivo incasso o l effettivo pagamento. Al termine di ogni periodo amministrativo è normale che vi siano delle operazioni di entrata e di uscita la cui procedura sia già iniziata ma non abbia avuto ancora compimento: tali operazioni non giunte a compimento sono denominate residui. In dettaglio i residui attivi sono l espressione di entrate accertate ma non ancora riscosse (crediti in sospeso), mentre i residui passivi rappresentano uscite già impegnate e non ordinate ovvero ordinate ma non pagate (debiti in sospeso). La differenza tra entrate e uscite determina il risultato finanziario dell esercizio. Tale risultato può essere: un avanzo finanziario, se le entrate sono maggiori delle uscite (E > U); un pareggio finanziario, se le entrate sono uguali alle uscite (E = U); un disavanzo finanziario, se le entrate sono minori delle uscite (E < U). A seconda della fase in cui le entrate e le uscite sono considerate, si distingue fra: risultato finanziario di competenza; risultato finanziario di cassa. 29

5 30 Capitolo Quarto Il risultato finanziario di competenza (avanzo, disavanzo o pareggio) è dato dalla differenza fra le entrate accertate e le uscite impegnate in un dato periodo amministrativo. Il risultato finanziario di cassa (avanzo, disavanzo o pareggio) è dato dalla differenza tra le entrate riscosse e le uscite pagate in un determinato periodo amministrativo. I due risultati in generale non coincidono, in quanto le entrate riscosse e le uscite pagate che si verificano in un certo periodo amministrativo possono riguardare accertamenti e impegni avvenuti nello stesso periodo (pagamenti e riscossioni in conto competenza) o in esercizi precedenti (pagamenti e riscossioni in conto residui); inoltre, può accadere che parte delle entrate accertate e delle uscite impegnate nel periodo non siano completamente riscosse o pagate nello stesso, dando in tal modo luogo alla formazione di crediti (residui attivi) e di debiti (residui passivi) dell azienda nei confronti di terze economie. La determinazione del risultato finanziario di cassa, poi, consente di accertare la consistenza del fondo di cassa, ossia dell ammontare dei valori esistenti in cassa in un determinato momento. Come si calcola il fondo di cassa? Esso si calcola mediante il seguente calcolo strutturato a somma algebrica: (+) Fondo cassa iniziale (+) Riscossioni ( ) Pagamenti (=) Fondo cassa finale Se si considera che la differenza fra le riscossioni ed i pagamenti costituisce il risultato finanziario di cassa, il fondo cassa finale può essere determinato anche nel seguente modo: (+) Fondo cassa iniziale (+) Avanzo finanziario di cassa [( ) Disavanzo finanziario di cassa] (=) Fondo cassa finale Il fondo cassa finale non può essere negativo. Quando però l azienda si avvale del servizio di tesoreria (generalmente affidato ad una banca), può accadere che il tesoriere anticipi delle somme di denaro effettuando dei pagamenti per conto dell azienda. In tal caso sorge un debito verso il tesoriere, cioè si verifica una deficienza di cassa. Un altro importante risultato finanziario è costituito dall avanzo (pareggio o disavanzo) di amministrazione. Il risultato di amministrazione è formato dalla somma algebrica della rimanenza di cassa (o della deficienza di cassa), dei residui attivi e dei resi-

6 La gestione e il patrimonio delle aziende di erogazione dui passivi. A seconda del segno viene detto avanzo di amministrazione o disavanzo di amministrazione o, se pari a zero, pareggio di amministrazione. Gli elementi che lo determinano sono riportati in un prospetto denominato situazione finanziaria. Situazione finanziaria al 31/12 Fondi di cassa al 31/12 (Deficienza di cassa al 31/12) Residui attivi al 31/12 Residui passivi al 31/12 (Disavanzo di amministrazione) Avanzo di amministrazione È opportuno sottolineare le differenze esistenti tra il concetto di risultato finanziario (di cassa o di competenza) ed il concetto di fondo (di cassa o di amministrazione): un risultato è un fenomeno dinamico, nel senso che si riferisce sempre ad un determinato periodo di tempo, mentre un fondo è un fenomeno statico, nel senso che si riferisce sempre ad un dato momento. 4. L ASPETTO ECONOMICO DELLA GESTIONE L aspetto economico della gestione pone in rilievo il dinamico formarsi, per le aziende di erogazione, dei flussi di rendite e proventi, di oneri e spese. Analizzare la gestione nell aspetto economico significa individuare le cause delle entrate e delle uscite finanziarie. Con riferimento alle cause che hanno generato entrate finanziarie, si possono distinguere i seguenti componenti positivi del reddito dell azienda di erogazione: rendite e proventi extrapatrimoniali (redditi da lavoro, contribuzioni volontarie, utili di attività commerciali svolte dall azienda di erogazione); rendite e proventi patrimoniali. Per quanto riguarda le cause che hanno generato le uscite finanziarie, si possono individuare i seguenti componenti negativi del reddito: spese per i fini dell ente; spese di amministrazione; spese e oneri patrimoniali; perdite di attività commerciali svolte dall azienda di erogazione. 31

7 32 Capitolo Quarto Oltre alle rendite e proventi ed agli oneri e spese che si manifestano dando luogo a variazioni finanziarie, vi possono essere anche rendite e spese in natura. Ad esempio, costituiscono rendite in natura i prodotti agricoli provenienti dalla coltivazione dei terreni dell azienda, mentre i prodotti agricoli consumati all interno dell azienda costituiscono spese in natura. Rientrano inoltre tra i componenti positivi o negativi del reddito le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla cessione di beni patrimoniali, nonché le sopravvenienze attive e passive derivanti da accadimenti estranei allo svolgimento della normale attività aziendale. Anche nelle aziende di erogazione, poi, la determinazione del risultato economico richiede che si determini la competenza economica delle rendite e dei proventi, degli oneri e delle spese in ragione di esercizio. La mancata coincidenza tra competenza economica e manifestazione finanziaria delle operazioni di gestione comporta: lo stanziamento dei ratei per tener conto delle quote di spese e di rendite economicamente già maturate ma di futura manifestazione finanziaria; lo stanziamento dei risconti per tener conto delle quote di spese e di rendite finanziariamente già manifestatesi ma economicamente non ancora maturate; la considerazione delle quote di ammortamento dei beni ad utilità pluriennale; lo stanziamento delle quote di competenza degli accantonamenti per oneri futuri; la considerazione delle scorte di beni di consumo in rimanenza. La somma algebrica delle rendite e proventi e delle spese ed oneri di competenza dell esercizio rappresenta il risultato economico dell esercizio che, a seconda dei casi, prende il nome di avanzo, di pareggio oppure di disavanzo economico. > 0 Avanzo economico Componenti Componenti = 0 Pareggio positivi negativi economico < 0 Disavanzo economico L avanzo o il disavanzo economico misurano, rispettivamente, l incremento oppure il decremento che si verifica nel patrimonio netto per effetto della gestione svolta in un periodo amministrativo.

8 La gestione e il patrimonio delle aziende di erogazione In un azienda di erogazione la presenza di un avanzo economico non sempre è l espressione di una gestione accorta, in quanto tale risultato segnala la parte non spesa (o non consumata) per le finalità dell ente dei mezzi economici che, nel periodo considerato, sono affluiti all azienda medesima. Configurazione del risultato economico di un azienda di erogazione Rimanenze iniziali di scorte di consumo Spese per la convenzione del patrimonio Spese di amministrazione Spese per le finalità dell ente Consumi di beni e prodotti Perdite di attività commerciali svolte dall azienda Quote di ammortamento Accantonamenti per oneri futuri Avanzo economico Rendite proventi extrapatrimoniali: redditi da lavoro contribuzioni volontarie contribuzioni obbligatorie Rendite e proventi patrimoniali Rendite e proventi in natura Utili di attività commerciali svolte dall azienda Rimanenze finali di scorte di consumo (Disavanzo economico) 5. L ASPETTO PATRIMONIALE DELLA GESTIONE Sotto l aspetto patrimoniale si analizzano le variazioni che i fatti di gestione provocano nella struttura quali-quantitativa (composizione e misura) del patrimonio dell azienda di erogazione. Prima di analizzare i riflessi delle operazioni di gestione, nel loro aspetto patrimoniale, è però opportuno esaminare il patrimonio nelle aziende di erogazione nel duplice aspetto qualitativo e quantitativo. Sotto il profilo qualitativo il patrimonio si presenta come un insieme eterogeneo di beni e di impegni assunti nei confronti di terzi, tra loro coordinati per l esercizio dell attività erogativa. Nelle aziende di erogazione il patrimonio qualitativamente inteso può comprendere: beni da reddito, quali terreni, fabbricati, titoli ecc.; si tratta di beni fruttiferi che forniscono all azienda redditi (es.: canoni, fitti, interessi) necessari per il soddisfacimento dei bisogni che rientrano nelle sue finalità istituzionali; 33

9 34 Capitolo Quarto beni di uso durevole, quali mobili, arredi, attrezzatura, immobili ad uso dell ente ecc., che sono destinati ad essere impiegati direttamente nello svolgimento dell attività aziendale; tali beni di solito cedono la loro utilità economica per tempi sufficientemente lunghi; crediti di finanziamento (es.: mutui attivi), che producono interessi; partecipazioni (parziali o totali) in società da cui si spera di ottenere degli utili; beni di consumo immediato, quali generi alimentari, medicinali, combustibili, carburanti, scorte di consumo in genere; si tratta di beni che esauriscono la loro utilità economica in un solo atto di consumo, soddisfacendo direttamente determinati bisogni; residui attivi; sono così denominati i crediti di regolamento, di solito di breve periodo; disponibilità liquide; corrispondono al denaro esistente in cassa e ai fondi disponibili nei conti correnti bancari e postali. A fronte dei beni sopraindicati, il patrimonio può essere gravato da debiti, che distinguiamo in: debiti di finanziamento (es.: mutui passivi) che comportano il sostenimento di oneri finanziari; residui passivi: sono così denominati i debiti di regolamento, di solito di breve periodo; fondo TFR: rappresenta il debito maturato nei confronti dei dipendenti in conformità alla vigente legislazione e ai contratti di lavoro in essere; fondi oneri futuri: sono debiti in corso di formazione di esistenza certa, ma indeterminati nell importo o nella data di manifestazione. Nel suo aspetto quantitativo il patrimonio è costituito dal valore dei beni che in un dato momento sono a disposizione del soggetto aziendale, al netto del valore dei debiti. Al fine di pervenire ad una visione quantitativa del patrimonio bisogna attribuire un valore monetario ai singoli elementi che lo compongono. In questo senso, si parla di espressione quantitativo-monetaria (valore) del patrimonio. Sotto il profilo quantitativo, il patrimonio si presenta come un sistema di valori che si riflettono nella uguaglianza: Attività Passività = Patrimonio netto Le attività sono i valori attribuiti ai beni, ai servizi e ai diritti a disposizione del soggetto aziendale nel momento della determinazione del patrimonio.

10 La gestione e il patrimonio delle aziende di erogazione Le passività, invece, rappresentano i valori attribuiti ai debiti già liquidi, ai debiti in corso di formazione e ai debiti potenziali che gravano sull azienda. Il patrimonio netto, infine, esprime la differenza tra il totale delle attività e il totale delle passività, nell ipotesi che il valore delle prime sia superiore a quello delle seconde. Vediamo ora i principali criteri di valutazione applicabili nella determinazione del patrimonio delle aziende di erogazione con riferimento alle fondamentali categorie di valori patrimoniali che lo compongono: terreni e fabbricati: si valutano al costo di acquisto, compresi gli oneri accessori di diretta imputazione e le spese incrementative; qualora l acquisto sia avvenuto in epoca piuttosto remota, la valutazione viene fatta al costo storico rivalutato. Per i fabbricati bisognerà inoltre tener conto dell eventuale deperimento economico-tecnico nel tempo. Se i terreni e fabbricati sono entrati a far parte del patrimonio aziendale a titolo gratuito (ad es.: per donazione), la valutazione può essere effettuata in base al criterio della capitalizzazione del reddito netto (effettivo o figurativo) in base ad un appropriato tasso di attualizzazione utilizzando, ad esempio, la formula che esprime il valore attuale di una rendita perpetua (V = R/i); titoli di debito e titoli di capitale: si valutano in genere al valore nominale; in alternativa si può utilizzare il criterio del costo di acquisto e, con minor frequenza, quello del valore corrente; debiti di regolamento (residui passivi): si valutano al valore nominale; crediti di regolamento (residui attivi): si valutano al presumibile valore di realizzo rettificando il valore nominale in funzione del loro grado di esigibilità mediante un fondo svalutazione crediti; crediti e debiti di finanziamento: si valutano al loro valore nominale; denaro: si valuta al valore nominale; conti correnti bancari e postali: si valutano al valore nominale; rendite: si valutano calcolando, in base alle formule di matematica finanziaria, il loro valore attuale; partecipazioni: si valutano al costo o in proporzione al valore del patrimonio netto risultante dall ultimo bilancio per la frazione posseduta dell impresa partecipata; beni di uso durevole: si valutano al costo di acquisto diminuito di opportune quote di ammortamento per tenere conto del loro deperimento conseguente all uso; beni di consumo immediato: si valutano o al costo o al valore attuale o al valore corrente. 35

11 36 Attività Beni da reddito (titoli, terreni, fabbricati) Crediti di finanziamento (mutui attivi) Rendite attive (valore attuale) Partecipazioni Beni d uso durevole (al netto dei relativi ammortamenti) Beni di consumo immediato Ratei e risconti attivi Residui attivi (crediti di regolamento) Denaro in cassa e presso banche (Deficit patrimoniale) Capitolo Quarto Composizione del patrimonio Passività Debiti di finanziamento (mutui passivi) Fondo TFR Rendite passive (valore attuale) Fondi oneri futuri Ratei e risconti passivi Residui passivi (debiti di regolamento) Patrimonio netto Le variazioni generate dai fatti di gestione nella composizione e nella misura del patrimonio netto si distinguono in due gruppi: a) variazioni elementari o originarie o concrete; b) variazioni nette o derivate o astratte. Le variazioni elementari sono quelle che intervengono negli elementi attivi e passivi del patrimonio; le variazioni nette, invece, sono quelle che modificano, in aumento o in diminuzione, il patrimonio netto. Nell aspetto patrimoniale le operazioni di gestione vengono distinte in tre categorie: 1) fatti permutativi; 2) fatti modificativi; 3) fatti misti (o permutativo-modificativi). Un fatto è permutativo quando le variazioni intervenute negli elementi patrimoniali sono di uguale importo, ma di segno contrario; il valore del patrimonio netto nel suo complesso non viene modificato. Sono fatti permutativi la riscossione di un credito, il pagamento di un debito, l acquisto di un terreno, la vendita di un fabbricato. Un fatto è modificativo quando le variazioni negli elementi patrimoniali sono tutte dello stesso segno; il patrimonio netto di conseguenza subi-

12 La gestione e il patrimonio delle aziende di erogazione sce una modificazione in aumento o in diminuzione dello stesso importo. Sono esempi di fatti modificativi la riscossione di interessi, il pagamento di affitti, il pagamento di spese generali di amministrazione. Un fatto è misto quando le variazioni negli elementi patrimoniali sono di segno contrario e di diverso valore, determinando di conseguenza una variazione netta di valore pari alla differenza delle variazioni nei singoli elementi patrimoniali. Sono esempi di fatti misti il pagamento di un debito ottenendo uno sconto, la riscossione parziale di un credito che per il residuo risulta inesigibile. La differenza tra il patrimonio netto determinato alla fine del periodo amministrativo e il patrimonio netto esistente all inizio del periodo amministrativo prende il nome di avanzo patrimoniale (se positiva) e di disavanzo patrimoniale (se negativa). L avanzo patrimoniale verificatosi in un determinato periodo amministrativo corrisponde alla somma algebrica (con segno positivo) delle variazioni nette manifestatesi nel periodo considerato. Schematizzando: Patrimonio + Avanzo = Patrimonio netto patrimoniale netto finale iniziale ( Disavanzo patrimoniale) Variazioni nette positive Variazioni nette negative Le variazioni nette positive sono singoli incrementi del patrimonio netto (es.: interessi attivi, fitti attivi, plusvalenze ecc.); le variazioni nette negative, invece, sono singoli decrementi del patrimonio netto (interessi passivi, spese di amministrazione, sopravvenienze passive ecc.). 37

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