TITOLO V IL MODELLO ORGANIZZATIVO. Art. 12 Le funzioni di governo dell Azienda: governo clinico e governo economicofinanziario

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1 TITOLO V IL MODELLO ORGANIZZATIVO Art. 12 Le funzioni di governo dell Azienda: governo clinico e governo economicofinanziario Il governo clinico rappresenta l insieme dei modelli organizzativi e sistemi operativi tesi a governare i diversi comportamenti clinico-assistenziali con il fine di perseguire l appropriatezza delle prestazioni, il giusto rapporto tra i diversi livelli di assistenza e l ottimale utilizzo delle risorse. Si realizza nell esercizio della responsabilità del miglioramento continuo dei servizi erogati e nella salvaguardia di alti standards assistenziali da parte dei professionisti e dell organizzazione ed è volto ad assicurare l adozione di sistemi di garanzia di qualità, la realizzazione di attività di miglioramento e il controllo della qualità dei servizi sanitari. Il Governo clinico è posto in capo al Direttore Sanitario coadiuvate dal Dipartimento di Staff. L attribuzione di specifiche responsabilità gestionali alla componente professionale dell azienda e la partecipazione dei professionisti all elaborazione delle strategie aziendali attraverso il Collegio di Direzione comporta che tali responsabilità vengano condivise e sostenute, anche attraverso l introduzione dei temi della medicina basata sulle evidenze, dello strumento delle linee guida e protocolli, dell autovalutazione periodica, e deve comportare una integrazione della dicotomia tra funzione gestionale e professionale dentro al dipartimento e alle attività in team (gruppi di progetto). Il Governo Clinico deve garantire che siano in opera adeguati sistemi per il miglioramento continuo della qualità avendo come principale obiettivo l affidabilità del Servizio Sanitario, pertanto ogni azione che vi s ispira deve essere coerente e funzionale al raggiungimento degli obiettivi del sistema curante e il metodo di lavoro deve privilegiare l approccio multidisciplinare ai problemi, il lavoro in team e chiare modalità di progettazione e verifica dei risultati. Il governo economico finanziario dell Azienda è la funzione che presidia la compatibilità tra i livelli di assistenza programmati, concertati in sede regionale, e l allocazione delle risorse per l esercizio delle funzioni di produzione e di committenza. Il governo economico finanziario è posto in capo al Direttore Amministrativo, supportato dal Controllo di Gestione e dal Servizio di Controllo Interno (il cui compito, ai sensi del D. Lgs. 286/99, è quello di valutare il conseguimento degli obiettivi assegnati a ciascuna articolazione della struttura organizzativa aziendale, l efficacia, l efficienza ed economicità della gestione, e l imparzialità e il buon andamento dell azione amministrativa). Tale compatibilità può essere realizzata solo attraverso un efficace processo di integrazione (verticale, orizzontale, professionale, settoriale) delle risorse disponibili. I responsabili della produzione devono garantire la coerenza del piano annuale di attività rispetto ai principi esposti e la compatibilità tra le attività e/o i servizi da assicurare con le risorse necessarie al conseguimento dei risultati. Le risorse a disposizione delle macrostrutture sono negoziate nell ambito di accordi che vengono definiti dalla committenza nella forma di contratti di fornitura interni ed esterni e dalle direzioni di macrostruttura, congiuntamente ai direttori dei relativi dipartimenti, nella forma di piani di produzione annuale. I budget relativi vengono valorizzati in base alle tariffe per prestazione e/o ai costi predeterminati per funzioni assistenziali e per i programmi di attività, con le modalità descritte dal D.Lgs n. 229/1999. Pagina 1 di 8

2 Art. 13 Lo Sviluppo della Matrice Organizzativa: Processi e Programmi L Azienda USL 1 Imperiese individua nella definizione dei processi il cardine dello sviluppo organizzativo, del miglioramento qualitativo e della valutazione dei propri risultati strategici (posizionamento dell Azienda). La declinazione della sequenza ordinata delle attività che conducono ai prodotti (output) e la individuazione dei rapporti sequenziali tra clienti e fornitori, dentro e fuori l ambiente dell Azienda, costituisce il principio di elezione per classificare e ordinare la matrice delle relazioni funzionali tra le diverse articolazioni organizzative. Assumendo il cliente finale (l utente dei servizi) come punto di riferimento, e la risposta ai suoi bisogni di salute quale finalità specifica dell Azienda, si individua la necessità di ottimizzare e qualificare i servizi perseguendo il miglioramento continuo della qualità organizzativa (efficienza), della qualità tecnica (efficacia) e della qualità percepita (soddisfazione dell utente). In tale prospettiva, le funzioni di gestione devono tenere sempre più conto delle aggregazioni di attività secondo il criterio del processo, che conduce alla chiara identificazione del prodotto e del suo fruitore, determinando i livelli di responsabilità e i risultati attesi delle singole posizioni organizzative in ordine alle fasi specificatamente presidiate. Accanto alle tradizionali posizioni gestionali, quindi, si dovrà tendere ad individuare responsabilità di processo trasversali al livello delle linee di produzione, per implementare l efficienza delle soluzioni organizzative e garantire l unitarietà dei processi stessi. Con riferimento a specifici problemi di salute, e per popolazioni target determinate, dovranno essere individuate responsabilità di programma con valenza aziendale, o sovraziendale. I programmi, che si pongono al livello della pianificazione e del controllo strategici, devono assicurare il coordinamento dei servizi e dei settori implicati nel percorso assistenziale auspicato per le relative popolazioni target, garantire l omogenea realizzazione su tutto il territorio aziendale delle determinazioni dell Azienda e monitorare i risultati in termini di valutazioni di efficacia degli interventi attuati. L esplicitazione delle missioni e delle aree di responsabilità dei programmi e dei processi viene rinviata al regolamento citato nell art. 27 del presente atto.. Art. 14 Ruolo di Committente e Ruolo di Produttore Volendo realizzare il principio della separazione delle attività e responsabilità di committenza da quelle di produzione delle prestazioni, al fine di gestire in modo ottimale le attività di governo aziendale e di organizzazione e gestione delle risorse assegnate, i processi produttivi ed i modelli organizzativi dell Azienda U.S.L. 1 Imperiese dovranno gradualmente essere adattati a questa nuova realtà attraverso successivi atti organizzativi e relativi regolamenti. La funzione di committenza propria dell Azienda USL, trae esplicito mandato dalle istanze della comunità locale veicolate attraverso la Conferenza dei Sindaci e costituirà parte fondamentale del Piano Strategico e del Piano Attuativo Locale. Tale funzione viene esercitata dall Azienda nei confronti di tutti i produttori di servizi sanitari, interni ed esterni all Azienda, pubblici e privati e troverà negli accordi contrattuali lo strumento operativo di realizzazione. La funzione di committenza troverà nel Direttore di Distretto il primo interlocutore tra i bisogni della comunità locale e la Direzione Aziendale. Art. 15 L Organizzazione Dipartimentale L organizzazione dipartimentale, come riportato dall art. 17-bis del D.Lgs 502, è riconosciuta come "il modello ordinario di gestione operativa di tutte le attività dell Azienda Sanitaria Locale". Il Dipartimento è una struttura organizzativa complessa, costituita da una pluralità di Unità Operative e Moduli/Settori, che può assumere varie tipologie : 1. Strutturale/gerarchico : prevede l integrazione di componenti omogenee dal punto di vista delle attività, del personale ed eventualmente anche della collocazione fisica; Pagina 2 di 8

3 2. Funzionale : prevede l integrazione di componenti anche tra loro diversificate al fine del perseguimento di realizzare una funzione comune. Rappresentano una particolare tipologia i Dipartimenti Interaziendali, che possono essere sia funzionali che strutturali, e sono costituiti tra più Aziende Sanitarie e/o Ospedaliere attraverso opportuni regolamenti di tipo organizzativo ed economico da inserire in apposite convenzioni e/o contratti. I Dipartimenti devono assicurare la produzione di prestazioni e servizi assistenziali centrati sul bisogno della persona e caratterizzati da elevati livelli di appropriatezza, di efficacia, equità e di qualità tecnica, garantendo la gestione globale del caso clinico e degli aspetti socio - sanitari allo stesso correlati, attraverso la definizione e l applicazione di linee guida, il coordinamento e l integrazione tra le diverse fasi assistenziali ed i diversi professionisti (integrazione Ospedale Territorio). I Dipartimenti curano inoltre l organizzazione e la gestione efficiente ed efficace delle risorse assegnate in sede di negoziazione budgetaria, con particolare attenzione alla valorizzazione delle risorse umane e tecniche, attraverso la promozione, il mantenimento e lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze tecniche e professionali che a vario titolo e livello di responsabilità operano nell ambito del Dipartimento, anche utilizzando programmi di formazione/aggiornamento e di ricerca, e garantendo la partecipazione dell insieme dei professionisti e dei Dirigenti al processo decisionale relativo alle scelte strategiche, organizzative e gestionali. Al fine di svolgere sperimentazioni gestionali e organizzative il Direttore Generale può istituire organizzazioni Dipartimentali temporanee per periodi non superiori ad un anno. In tal caso la nomina del direttore di Dipartimento è regolata dal rapporto di fiducia ed ha durata analoga. Al termine di tale periodo il Dipartimento in oggetto dovrà essere consolidato attraverso un apposito atto organizzativo oppure non confermato. Art. 16 Il Direttore del Dipartimento Il Direttore del Dipartimento è nominato dal Direttore Generale fra i Dirigenti con incarico di Responsabilità delle Unità Operativa inserite nel Dipartimento (art. 17-bis D.Lgs 502). Il Direttore del Dipartimento svolge le seguenti funzioni (in accordo con la tipologia strutturale del Dipartimento) : 1. Negozia il budget, in accordo con i Responsabili delle Unità Operative, e rappresenta il dipartimento nei rapporti con la Direzione Aziendale; 2. Gestisce l insieme delle risorse assegnate al Dipartimento, in accordo con i Responsabili delle Unità Operative, al fine di perseguire criteri di efficienza ed efficacia. 3. Ricorre a provvedimenti con carattere di urgenza, anche prevedendo rotazioni e ridistribuzioni di risorse umane e tecniche, al fine di porre rimedio a situazioni critiche e garantire la continuità dei servizi sia sanitari che amministrativi; 4. Presiede il Comitato di Dipartimento e ne cura le convocazioni e lo svolgimento garantendone la periodicità; Art. 17 Le Unità Operative Le Unità Operative sono le articolazioni aziendali nelle quali si concentrano competenze professionali e risorse (umane, tecnologiche e strumentali), finalizzate allo svolgimento di funzioni amministrative e sanitarie e costituiscono le articolazioni del Dipartimento. Esse operano nella sfera dell organizzazione aziendale, in autonomia gestionale, in ottemperanza alle linee dettate dai Direttori Generale, Amministrativo, Sanitario e di Dipartimento, al fine di realizzare concretamente quanto previsto nel Piano Strategico, utilizzando le risorse assegnate e perseguendo criteri di qualità, efficienza ed efficacia. Pagina 3 di 8

4 La valenza strategica e la complessità organizzativa sono gli elementi che rendono opportuna l individuazione di una posizione con responsabilità di organizzazione e di gestione delle risorse assegnate. La valenza strategica e la complessità organizzativa di una Unità Operativa sono definite dall insieme delle funzioni a cui la struttura è preposta, oltre alla numerosità e della eterogeneità delle risorse da gestire. Le Unità Operative si distinguono in complesse e semplici, in relazione alla intensità assunta dalle variabili citate e all ampiezza degli ambiti di autonomia e di responsabilità conferiti dall Azienda. Il tipo e il numero delle strutture organizzative complesse e semplici è definito con apposito separato atto del Direttore Generale. Al loro interno le strutture organizzative sono ulteriormente graduabili per livelli di complessità. A tale scopo l Azienda USL 1 Imperiese adotterà un sistema esplicito di pesatura delle posizioni organizzative ispirato ai propri valori di riferimento. Art. 18 Il responsabile di Unità Operativa Il responsabile di Unità Operativa è nominato dal Direttore Generale nel rispetto di quanto previsto nell apposito regolamento aziendale. Il Responsabile di Unità Operativa svolge le seguenti funzioni : 1. Risponde alla Direzione Aziendale e al Direttore di Dipartimento del corretto utilizzo delle risorse assegnate al fine di perseguire criteri di efficienza ed efficacia e di realizzazione dei processi produttivi di propria competenza, essendo altresì responsabile del raggiungimento degli obiettivi assegnati. 2. È responsabile della gestione diretta delle risorse umane e tecniche; 3. Relaziona periodicamente al Direttore di Dipartimento sull andamento delle attività dell Unità, segnalando tempestivamente criticità che possano compromettere il buon andamento delle azioni amministrative e sanitarie; 4. Cura, in accordo con il Direttore di Dipartimento, la definizione degli obiettivi e ne verifica il raggiungimento; 5. Propone gli atti esecutivi alla Direzione Generale o al Direttore di Dipartimento. Può adottare egli stesso atti se previsto dall apposito regolamento. Art. 19 Team Progettuali Il Direttore Generale può costituire Team di Progetto nel caso voglia attivare strutture a tempo determinato che debbano sviluppare tematiche gestionali, organizzative, funzionali destinate ad esaurirsi nell elaborazione di un progetto e nella sua evoluzione operativa quando previsto. I Team possono essere multidisciplinari e costituiti da diverse professionalità. È prevista la nomina di un responsabile di progetto che può essere ricondotta sotto tutti gli aspetti a responsabile di struttura semplice o complessa in relazione alla natura dei compiti svolti. Art. 20 La Funzione Professionale In considerazione della mission aziendale che vede come parte fondamentale delle attività la produzione di prestazioni sanitarie, si prevedono funzioni di alto contenuto tecnico professionale, individuando quindi aree di attività specifiche per le quali conferire incarichi di natura professionale, di alta specializzazione, di consulenza, di studio e di ricerca. Tali incarichi prevederanno quindi il riconoscimento e l esercizio di elevate competenze tese a produrre servizi o prestazioni particolarmente complesse nell ambito di una determinata disciplina. Pagina 4 di 8

5 Gli incarichi professionali verranno conferiti direttamente dal Direttore Generale su proposta del Direttore di Dipartimento o di struttura complessa e verranno altresì definite da separati atti le linee di dipendenza di ciascun incarico professionale dalle Unità di appartenenza. Art. 21 Il Distretto Il Distretto è un articolazione organizzativa e territoriale che contribuisce al raggiungimento della missione aziendale, assicurando alla popolazione residente la disponibilità, la fruibilità e l'accesso ai servizi, alle prestazioni sanitarie e a quelle sociali ad elevata integrazione sanitaria. Il Distretto assicura la tutela dello stato di salute della popolazione residente nel territorio attraverso lo svolgimento delle seguenti funzioni: l'anticipazione, la rilevazione, l'analisi e l'interpretazione dei bisogni dei cittadini; la programmazione dei servizi finalizzati alla soddisfazione dei bisogni; la garanzia ai cittadini dell'effettiva disponibilità, accessibilità e fruibilità dei servizi, siano essi prodotti direttamente dalle differenti articolazioni aziendali, da altri soggetti pubblici, organizzazioni no-profit e privati accreditati; la garanzia dell'integrazione tra servizi sociali e sanitari; il coordinamento e l'integrazione tra le differenti articolazioni organizzative e le diverse figure professionali; la garanzia della continuità assistenziale ai cittadini residenti (compresi gli ospiti temporanei). Lo svolgimento di queste funzioni individua due distinte aree di responsabilità: una funzione di committenza che comprende l'analisi dei bisogni, la programmazione delle caratteristiche quantitative e qualitative dei servizi idonei a soddisfarli e la conseguente allocazione delle risorse, la funzione di produzione ed erogazione dei servizi, con particolare attenzione alle necessità di coordinamento ed integrazione. Considerata la particolare situazione territoriale ed orografica dell'azienda ASL 1 Imperiese si prevede un articolazione in tre distretti: N. 1 Ventimigliese, il quale comprende i Comuni di: - Airole, Apricale, Bordighera, Camporosso, Castel Vittorio, Dolceacqua, Isolabona, Olivetta S. Michele, Perinaldo, Pigna, Rocchetta Nervina, S. Biagio della Cima, Seborga, Soldano, Vallecrosia, Vallebona, Ventimiglia, N. 2 Sanremese, il quale comprende i Comuni di: - Badalucco, Baiardo, Carpasio, Castellaro, Ceriana, Molini di Triora, Montalto Ligure, Ospedaletti, Pompeiana, Riva Ligure, Sanremo, S.Stefano al Mare, Taggia, Terzorio, Triora, N. 3 Imperiese, il quale comprende i Comuni di: - Aurigo, Borgomaro, Caravonica, Cervo, Cesio, Chiusanico, Chiusavecchia, Cipressa, Civezza, Costarainera, Diano Arentino, Diano Castello, Diano Marina, Diano S. Pietro, Dolcedo, Imperia, Lucinasco, Mendatica, Pietrabruna, Pontedassio, Prelà, S. Bartolomeo al Mare, S. Lorenzo al Mare, Vasia, Villa Faraldi, Aquila D'Arroscia, Armo, Borghetto d'arroscia, Cosio d'arroscia, Montegrosso Pian Latte, Pieve di Teco, Pornassio, Ranzo, Rezzo, Vessalico, Pagina 5 di 8

6 La progettazione organizzativa di ciascun distretto e l'allocazione fisica dei singoli servizi è progettata in sintonia con la complessità del territorio, la distribuzione della popolazione, la particolare situazione orografica (zona costiera con vallate poste perpendicolarmente), l'assetto della viabilità e la cultura della popolazione di riferimento. In sintonia con l'obiettivo di valorizzare tutte le potenzialità della rete dei servizi territoriali, la direzione aziendale si propone la piena attivazione, la valorizzazione, l integrazione e il coordinamento di tutte le risorse disponibili, con particolare attenzione ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di Famiglia. Art. 22 Il Direttore del Distretto Il Direttore di Distretto è la figura dirigenziale incaricata dalla Direzione Generale dell Azienda all espletamento della funzione di governo della domanda e della programmazione e controllo delle azioni di prevenzione, cura e riabilitazione di concerto con le Autonomie Locali dell ambito territoriale del Distretto. Rappresenta e governa il Distretto al fine di garantirne la missione, attraverso l elaborazione del programma attuativo territoriale (PAT), in coerenza con gli orientamenti espressi dal Collegio di Direzione. A tal fine esercita la funzione di committenza per la popolazione residente nel proprio territorio, definendo le caratteristiche qualitative e quantitative delle attività e dei servizi necessari. Concorda con il Dipartimento delle di Cure Primarie le risorse necessarie allo svolgimento delle attività previste nei piani delle attività territoriali. Il Direttore di Distretto è nominato in rapporto fiduciario dal Direttore Generale tra i Dirigenti della ASL o tra professionalità esterne all Azienda che siano in possesso di requisiti inerenti la funzione da svolgere, in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa vigente.. L incarico di responsabile della gestione complessiva della committenza del distretto comporta lo svolgimento di una funzione tipicamente manageriale non obbligatoriamente correlata a qualificazioni professionali di provenienza, ma al possesso di caratteristiche personali la cui valutazione, in linea con la normativa vigente, è discrezionalmente rimessa al Direttore Generale. Egli risponde direttamente al Direttore Generale del raggiungimento degli obiettivi gestionali attribuiti al Distretto, del rispetto del budget prefissato nonché, nei confronti del Direttore Sanitario nel rispetto delle indicazioni tecnico scientifiche. Il Direttore del distretto supporta la Direzione Generale nei rapporti con i sindaci del distretto È responsabile della redazione del Piano Attuativo Territoriale, in accordo con le Segreterie Tecniche di Zona, attraverso i seguenti passi di concertazione: recepisce gli indirizzi della sua Direzione Generale sulle politiche generali di assistenza distrettuale della Asl. nella sede del Comitato dei Sindaci di Distretto (che coincide con la Conferenza di Zona) concerta con i Comuni gli indirizzi locali di assistenza sanitaria e socio-sanitaria, definendo le risorse strutturali, di personale ed economiche che i Comuni e le Asl mettono a disposizione per i servizi a partecipazione economica mista. Il Direttore di Distretto presenta il PAT al Direttore Generale che lo approva in via preliminare. Pagina 6 di 8

7 Art. 23 La funzione di committenza La funzione di committenza, organica alla missione del distretto, comprende l'attività di analisi dei bisogni, l azione di "governo" della domanda di salute e la conseguente progettazione della risposta sociosanitaria. L'analisi delle esigenze di salute rappresenta il presupposto indispensabile per l'individuazione e l allocazione delle risorse necessarie. In questa ottica la direzione aziendale individua tutte le risorse necessarie, operando nelle seguenti direzioni: allocazione finalizzata di risorse proprie, sviluppo di forme di collaborazione con risorse presenti nel territorio, stretto raccordo con gli organismi rappresentativi della comunità locale, per attivare e orientare le possibili sinergie, soprattutto in ambito socio-sanitario. Il Distretto svolge la funzione di committenza avvalendosi principalmente dei seguenti organi: il Direttore di Distretto garante della "presa in carico" del cittadino utente, della progettazione di una risposta socio-sanitaria efficace e della valutazione dei risultati raggiunti; l'ufficio di Coordinamento dell'attività distrettuale che supporta il Direttore di Distretto nell'analisi dei bisogni e nella progettazione di una risposta coordinata e integrata, l'unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) che rappresenta il "punto di accesso" privilegiato alla rete dei servizi territoriali e alle altre articolazioni produttive dell'azienda. Art. 24 La funzione di produzione Il momento centrale, della produzione distrettuale si sviluppa nell Unità Operativa di Cure Primarie. Ciascuna delle tre Unità Operative di Cure Primarie operanti nei Distretti ha l'obiettivo di fornire una risposta coordinata e integrata ai bisogni socio-sanitari della popolazione. Per raggiungere questo risultato l Unità Operativa di Cure Primarie è chiamata a presidiare con particolare attenzione i seguenti fattori: una presa in carico multidimensionale del cittadino-utente; il governo della continuità assistenziale; il costante miglioramento del livello di appropriatezza delle prestazioni; una attenzione diffusa alle esigenze di coordinamento e integrazione, sia a livello organizzativo che professionale. Lo sviluppo di questa nuova modalità di erogazione delle attività distrettuali richiede un forte investimento organizzativo finalizzato a: valorizzare tutte le figure professionali coinvolte nei processi assistenziali; progettare percorsi assistenziali condivisi; sviluppare meccanismi organizzativi e momenti formativi che soddisfino il fabbisogno di integrazione e coordinamento (formazione, lavoro di équipe, piani di assistenza personalizzati, ecc.); progettare meccanismi di integrazione con le altre "linee aziendali" (Ospedale e Dipartimento della Prevenzione) per garantire la continuità assistenziale e il necessario raccordo organizzativo. Pagina 7 di 8

8 L organizzazione della funzione di produzione, attraverso l articolazione nelle Unità Operative di Cure Primarie, prevede un integrazione trasversale ai tre Distretti al fine di garantire, in stretto raccordo con la strategia aziendale, un sufficiente grado di omogeneità a livello provinciale. Le aree in cui è chiamato ad operare prioritariamente, in stretto raccordo con i Direttori di Distretto, sono le seguenti: progettazione, monitoraggio e verifica di alcune procedure, sia in ambito socio-sanitario che amministrativo, progettazione, monitoraggio e verifica di linee guida e percorsi assistenziali, anche in raccordo con l'articolazione ospedaliera, il controllo di qualità, sia a livello di appropriatezza che in tutte le dimensioni della qualità percepita. Art. 26 Il Presidio Ospedaliero Il Presidio Ospedaliero garantisce la fornitura di prestazioni specialistiche di ricovero o di tipo ambulatoriale, rappresentando una linea di produzione. A tal proposito la produzione dovrà essere modulata secondo le caratteristiche di qualità e di quantità specificate nei piani di produzione negoziati e concordati con la Direzione Aziendale. Sarà inoltre dotato di proprio Budget economico finanziario che dovrà essere realizzato attraverso l unione di tutti i budget delle strutture aziendali dotate di responsabilità gestionale che appartengono al Presidio. L'assistenza ospedaliera dell'azienda USL 1 Imperiese si articola in un unico Presidio e comprende gli stabilimenti di Imperia e Costarainera, di Sanremo e di Bordighera. Art. 27 Direzione di Presidio Ospedaliero Il Direttore del Presidio è responsabile della gestione del presidio ospedaliero, assicurando la conduzione nei canoni dettati dal piano strategico aziendale e rispettando i vincoli di qualità, bilancio e budgetari, essendo quindi responsabile dell andamento complessivo della struttura ospedaliera; Assicura, attraverso la Direzione Amministrativa del Presidio, la direzione delle funzioni trasversali di supporto tecnico amministrativo e logistico e attraverso la Direzione Sanitaria di Presidio il governo clinico, a tal scopo sarà coadiuvato da una o più figure di dirigente sanitario di stabilimento e dirigente amministrativo di stabilimento. Il Direttore di Presidio è nominato dal Direttore Generale sulla base del rapporto fiduciario attraverso apposito provvedimento che regola il trattamento economico in base alle caratteristiche dei compiti affidati. Art. 28 Articolazioni organizzative La configurazione organizzativa di dettaglio, comprendente le missioni e le aree di responsabilità delle articolazioni e delle strutture organizzative Aziendali, in coerenza con quanto riportato in questo capitolo e alla necessaria progettazione della matrice dei processi aziendali, si rinvia allo specifico documento attuativo Regolamento Strutturale dell Organizzazione Aziendale. Pagina 8 di 8

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