BANDO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI SPERIMENTALI DI RETE PER LA CONCILIAZIONE

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1 BANDO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI SPERIMENTALI DI RETE PER LA CONCILIAZIONE (D.G.R. IX/ del 5 agosto 2010 Determinazione in ordine al recepimento e all attuazione dell intesa sottoscritta il 29/04/2010 tra Governo, Regioni, Province Autonome di Trento e Bolzano, ANCI, UPI e UNCEM per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. D.G.R. n. /IX1576 del Determinazioni in ordine all attuazione del Piano regionale per favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro ex D.G.R. 381/2010. Alla luce di quanto previsto dal Piano di intervento territoriale per la conciliazione famiglialavoro, approvato con nota della Direzione Famiglia Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale prot. G del 22 giugno 2011, e in riferimento al d.g.r del che ha assegnato all ASL di Brescia un fondo per la realizzazione di progetti sperimentali di rete, finalizzati a sostenere e promuovere le politiche per la conciliazione, creando e potenziando reti in grado di rispondere ai bisogni delle persone e offrire servizi, vengono identificate e riconosciute come prioritarie le seguenti azioni progettuali: 1. Lo sviluppo di progetti volti a promuovere o sostenere forme innovative di risposta ai bisogni di conciliazione all interno di una rete di soggetti (Ambiti territoriali/comuni, le realtà del terzo settore e le imprese) che creano raccordi e che fanno sinergia, con l obiettivo di una ricaduta significativa sulla collettività in termini di maggiore coesione sociale e di potenziamento della rete. 2. La rete di imprese e di enti locali e del terzo settore possono avviare progetti sperimentali volti a individuare soluzioni specifiche adeguate alla tipologia dei bisogni dei propri dipendenti e collaboratori e forme innovative di risposta ai bisogni; ad esempio: ricerca servizi di trasporto per figli e anziani con tragitti e orari adeguati agli orari di lavoro aziendali; ricerca servizi con costi migliori attraverso una contrattazione condivisa tra più aziende, utilizzo di servizi per bambini e adolescenti quali doposcuola, posticipo e anticipo, grest estivi, ecc. 3. Altre azioni specifiche potranno essere definite a livello territoriale con il coinvolgimento dei soggetti della rete. SOGGETTI I soggetti che possono presentare la domanda sono PMI e le micro imprese, anche in fase di start up, che formalizzano una rete tra imprese e realtà territoriali (enti locali, terzo settore) al fine di sperimentare l adozione di soluzioni specifiche adeguate alla tipologia dei bisogni dei propri dipendenti e collaboratori. Trattandosi di progetti di rete territoriale è necessario che i soggetti che presentano la domanda acquisiscano adesioni di partnership da parte di almeno un Ambito Distrettuale dell ASL di Brescia.

2 L impresa deve avere sede legale, e/o sede/unità operativa, nel territorio dell ASL di Brescia e, ai fini della presentazione della domanda e della rendicontazione, assume il ruolo di soggetto "capofila" ai sensi del bando. 2 DURATA DEL PROGETTO Minimo 6 mesi massimo un anno. RISORSE FINANZIARIE A DISPOSIZIONE Finanziamento regionale complessivo: ,00 (DGR n del ). Le eventuali quote di cofinanziamento da parte del soggetto capofila o partner, nella misura minima del 30%, costituiranno elemento di valorizzazione e riconoscimento del progetto in sede di valutazione. Finanziamento per singolo progetto: i Soggetti interessati possono chiedere un contributo in relazione alla tipologia del servizio o dei servizi erogati, al numero dei beneficiari coinvolti e al numero di azioni/interventi promossi, compatibilmente con le risorse a disposizione. Qualora le richieste di finanziamento risultassero superiori a quanto reso disponibile dalla DGR n del , verranno finanziati interamente i progetti secondo la posizione in graduatoria, fino ad esaurimento fondi. È possibile ammettere a finanziamento un solo progetto di rete per Ambito territoriale, e sono valorizzati i progetti che coinvolgono più Ambiti. I contributi saranno concessi in applicazione delle disposizioni previste dal Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli Aiuti d'importanza minore ( de minimis ). Il suddetto regime prevede che l'importo complessivo degli aiuti de minimis concessi ad una singola impresa non debba superare Euro ,00 (duecentomila) nell'arco di tre esercizi finanziari. Pertanto, i beneficiari che, nell'esercizio finanziario nel quale avviene la concessione dell'aiuto, nonché nei due esercizi finanziari precedenti, abbiano ottenuto altri aiuti a titolo de minimis sono tenuti a dichiararlo. MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DEI PROGETTI E CRITERI DI AMMISSIBILITÀ E VALUTAZIONE I progetti, redatti in duplice copia, su apposito Schema tecnico presentazione progetti sperimentali conciliazione famiglia-lavoro (allegato D), devono essere presentati tramite apposita domanda (allegato C) entro le ore 12 del 28 ottobre 2011 a: Azienda Sanitaria Locale di Brescia Ufficio Protocollo Viale Duca degli Abruzzi n Brescia Possono essere consegnati direttamente all'ufficio Protocollo o raccomandati per posta, a mano, o tramite Agenzie Specializzate, ad esclusivo rischio del mittente: ai fini della validità della ricezione dell'offerta entro il termine stabilito, fa fede il timbro d'arrivo apposto dall'ufficio Protocollo di questa Azienda, pertanto non verranno presi in considerazione reclami di sorta nel caso il plico medesimo non giunga in tempo utile. Gli orari di apertura degli uffici sono i seguenti: DA LUNEDI' A VENERDI' DALLE ORE 8.30 ALLE ORE E DALLE ORE ALLE ORE

3 3 La domanda deve essere corredata dai seguenti documenti: a. lettera di trasmissione del progetto a firma del Legale Rappresentante del Soggetto capofila; b. prospetto/i del/dei partner coinvolti nel progetto (allegato E); c. copia del documento di identità, in corso di validità, del legale rappresentante del Soggetto capofila. La valutazione dei progetti verrà realizzata da una specifica commissione, composta dal Direttore Sociale dell'asl, dal Responsabile del Servizio Sviluppo Piani di Zona e Programmazione Integrata dell ASL, dalla Consigliera Provinciale di parità, da un funzionario della CCIAA di Brescia e da due funzionari in qualità di esperti designati dal Consiglio di rappresentanza dei Sindaci. I criteri di valutazione dei progetti sono i seguenti: VALUTAZIONE DI MERITO E DI METODO Analisi del bisogno.../20 Chiarezza ed accuratezza nella formulazione degli obiettivi.../20 Coerenza tra obiettivi, piano operativo e tempistica.../20 Coerenza interna del progetto (rapporto costi/benefici, rapporto azioni/target)).../20 Risorse umane (figure coinvolte, incidenza costi delle risorse umane in rapporto al.../10 costo complessivo del progetto) Grado di realismo (fattibilità).../20 Valutabilità del progetto.../20 Qualità dell innovazione e sperimentazione.../20 Totale punteggio (Ambito merito e metodo).../150 VALUTAZIONE DEI CRITERI PREVISTI DAL BANDO Finanziamento richiesto..../4 Co-finanziamento..../20 Enti coinvolti..../26 Totale punteggio (Ambito criteri)..../50.../200 TOTALE COMPLESSIVO PROCEDURE 1. Per ogni progetto finanziato dovrà essere sottoscritto un Accordo tra l ASL di Brescia e il Soggetto beneficiario del contributo. 2. Dopo la sottoscrizione dell Accordo e la dichiarazione di avvio del progetto, l ASL erogherà al Soggetto capofila la prima quota, pari al 80% del contributo regionale assegnato; la quota del 20% a saldo, a conclusione dei lavori. 3. Il saldo verrà erogato a seguito di richiesta e presentazione della rendicontazione del costo complessivo del progetto, della relazione finale e della scheda consuntiva per il

4 monitoraggio. La rendicontazione finale deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla conclusione del progetto L eventuale quota di cofinanziamento a carico del Soggetto capofila e/o dei partners del progetto potrà essere coperta con risorse finanziarie aggiuntive e/o con valorizzazioni (personale interno, costi di gestione). 5. I progetti ammessi a finanziamento dovranno essere avviati entro un mese dalla sottoscrizione dell accordo.

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Allegato A) al decreto n.

Allegato A) al decreto n. Modalità di presentazione le istanze finalizzate alla sottoscrizione di accordi di collaborazione tra Comuni e Regione Lombardia (art. 6, l.r. n. 28/ 2004) PREMESSA La Regione Lombardia con la legge regionale

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