REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE CIVILE SEZIONE SECONDA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE CIVILE SEZIONE SECONDA"

Transcript

1 Cass. Civ., sez. II, , n Presidente F. Pontorieri, Relatore E. Malpica Aria- Inquinamento elettromagnetico - Emittente radiotelevisiva - Produzione di emissioni elettromagnetiche entro il limite consentito - Risarcibilità del danno - Esclusione Reato ex art. 674 c.p. - Configurabilità - Esclusione. Le immissioni di onde elettromagnetiche, provenienti, nel caso di specie, dal traliccio di una emittente radiotelevisiva, se si mantengono nei limiti della normativa vigente sono assistite da una presunzione di non pericolosità. In questi casi, è da escludere il diritto al risarcimento di un danno del tutto ipotetico, mancando un principio codificato di precauzione che consenta una tutela avanzata a fronte di eventi di potenziale ma non provata pericolosità, come da escludere è il reato di cui all art.674 c.p.. Composta dagli III. mi Signori REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE CIVILE SEZIONE SECONDA 0missis SVOLGIMENTO DEL PROCESSO I coniugi Lacalandra Rosa e Fantasia Paolo, comproprietari di un immobile sito in Conversano, alla via Foggia n. 23, convennero in giudizio la s.p.a. Telenorba, nonché le ditte Giovene Giovanni e D'Alessandro Pasquale, rispettivamente quale appaltatrice dei lavori di escavazione la prima, e appaltatrice dei lavori di edificazione la seconda, assumendo di aver subito, a seguito della costruzione dell'edificio di proprietà di Telenorba a confine con la loro proprietà, danni di varia natura, tra cui lesioni e infiltrazioni dí umidità al proprio immobile, violazioni di distanze legali, nonché danni alla salute per diffusione di umidità, di rumori e di radiazioni elettromagnetiche provenienti dagli impianti e dalle apparecchiature degli studi radiotelevisivi realizzati. Si costituì in giudizio la soc. Telenorba eccependo il proprio difetto di legittimazione passiva in ordine ai lamentati danni all'immobile, perché la responsabilità era da imputarsi alle ditte esecutrici dei lavori di scavo e di edificazione. Negò, tuttavia la sussistenza di ogni altro danno da violazione di distanze e da diffusione di rumori e di onde elettromagnetiche, spiegando,

2 altresì, domanda riconvenzionale tesa ad ottenere l'abbattimento della chiostrina realizzata dagli attori in difformità della concessione edilizia. All'esito dell'istruttoria, nel corso della quale venne espletata anche consulenza tecnica d'ufficio, il Tribunale di Bari condannò Telenorba spa e le ditte Giovene Giovanni e D'Alessandro Pasquale, in solido, al risarcimento dei danni all'immobile nella misura di , comprensiva delle spese di un doppio trasloco e dell'indennità di mancato uso dell'appartamento per tre mesi, al risarcimento del danno biologico di in favore di Lacalandra Rosa e di in favore di Fantasia Paolo; condannò, inoltre, Telenorba spa al risarcimento del danno da vedute illegittime in , rigettò le altre domande, anche proposte in via riconvenzionale, e condannò i convenuti al pagamento delle spese processuali. Avverso la sentenza proposero appello i signori Lacalandra e Fantasia; Telenorba spa chiese il rigetto dell'appello e spiegò appello incidentale sia in ordine alla condanna al risarcimento del danno per l'esercizio di vedute illegittime - assumendo che non esistevano le vedute perché i lastrici solari in questione erano tutti destinati ad ospitare impianti tecnologici con accesso solo per operazioni di manutenzione - sia in ordine al rigetto della domanda riconvenzionale di abbattimento della chiostrina, ed in ordine alla condanna al pagamento di tutte le spese processuali nonostante il rigetto di alcune domande degli attori. Anche la ditta D'Alessandro Pasquale chiese il rigetto dell'appello e spiegò a sua volta appello incidentale deducendo che doveva rispondere unicamente la ditta Giovene in ordine ai danni materiali all'immobile dei signori Lacalandra-Fantasia e, conseguentemente, non poteva essa neppure rispondere per il danno biologico denunciato. All'esito del giudizio d'appello la corte di Bari accolse per quanto di ragione tutti gli appelli proposti, ed in particolare: condannò la soc. Telenorba e la ditta Giovene al pagamento in solido della somma di lire 21 milioni oltre IVA per danni all'immobile, e della somma di lire per spese di trasloco e indennità di mancata occupazione dell'alloggio; condannò tutti i convenuti in solido ( e non solo la soc. Telenorba) al risarcimento in favore degli attori del danno biologico liquidato in primo grado; condannò la soc. Telenorba a risarcire agli attori il danno da veduta illegittima liquidato in lire ed alla eliminazione della veduta sulla terrazza "D" nel tratto D-E, mediante realizzazione di parapetto alto mt. 1,80. Rigettò nel resto le impugnazioni. Osservò la Corte - per quanto ancora rileva in questa sede - che in ordine al risarcimento dei danni all'immobile, era corretta la valutazione che teneva conto delle sole opere da farsi al primo piano ed al balcone su via Foggia, non risultando affatto, negli atti di causa, lesioni o riparazioni in altri luoghi, come il piano terra e il torrino - scala, indicati nell'atto di appello, di cui, tuttavia, non era stata fatta denuncia al momento dei sopraluogo del c.t.u., non erano stati segnalati dal consulente di parte degli appellanti-attori che aveva regolarmente partecipato a tutti gli atti del c.t.u. senza alcuna riserva, non erano stati segnalati dal difensore, che nulla aveva eccepito in ordine alla consulenza nella precisazione delle conclusioni o nella comparsa conclusionale in primo grado.

3 Escluse, inoltre, la corte che fosse necessaria una direzione tecnica qualificata per la esecuzione di tali lavori, negando il diritto a tale ulteriore voce di danno. Quanto al danno biologico affermò il giudice d'appello che, trattandosi di aggravamento di una patologia già esistente nelle persone degli attori-appellanti, come chiaramente poteva evincersi dalla perizia medico legale in atti, appariva corretta la valutazione a punto percentuale del primo giudice, per un danno che era solo biologico, considerata la piccola percentuale di invalidità rilevata, atteso che le c.d. micropermanenti non possono dar luogo ad un risarcimento diverso, e ciò anche a prescindere dalla considerazione che nessuna prova era stata offerta di un danno emergente o di un lucro cessante. Aggiunse la corte di merito che doveva anche considerarsi che nella specie si trattava di un ritenuto aggravamento di patologia preesistente ricollegato alla infiltrazione di umidità conseguente alla costruzione della palazzina Telenorba, certamente circoscritta nel tempo, atteso che la palazzina Telenorba era stata ultimata nel 1988 ed il consulente tecnico di ufficio aveva solo accertato, nel 1994, manifestazioni di umidità pregressa e non in atto, per cui doveva ritenersi che la causa delle infiltrazioni fosse stata precedentemente eliminata dalla Telenorba in conseguenza dell'azione possessoria introdotta dalla Lacalandra, con ricorso del , e definita con sentenza del Pretore di Rutigliano, in data , con la quale era stato confermato il provvedimento provvisorio che aveva ordinato l'esecuzione di opere idonee ad eliminare le infiltrazioni, opere che erano state eseguite. Per quanto riguarda la questione del ripristino delle distanze legali per l'esercizio delle vedute illegittime, rilevò la Corte che dalla terrazza "B" nessun affaccio era possibile in origine, avendo la detta copertura un cordolo perimetrale di delimitazione dell'altezza media di appena 15 cm., per cui sarebbe pericoloso l'affaccio, e questo non costituirebbe veduta per la impossibilità di una normale inspectio e prospectio nel fondo del vicino mediante un affaccio comodo e non pericoloso; inoltre in corso di causa era stata posta una ringhiera di protezione a circa due metri dal bordo della terrazza che definitivamente aveva eliminato ogni possibilità di veduta sul sottostante fondo del vicino. Quanto al traliccio-antenna, osservò la corte territoriale che nessuna veduta era esercitatile da esso, non destinato ovviamente a tale scopo, trattandosi solo di una struttura di contenimento delle apparecchiature di emissione delle reti radiotelevisive, ed essendo ininfluente la praticabilità necessaria per le loro eventuali opere di manutenzione. Quanto alla terrazza "F" lungo il tratto F-G, essa era delimitata da un muro dello spessore di cm. 20 e dell'altezza di m. 1,75, per cui dalla stessa non era possibile esercitare una normale e comoda veduta sul fondo urbano vicino, di altezza inferiore. Per quanto riguarda, poi, la diversa domanda relativa ad una pretesa violazione delle distanze di tubazioni, in aderenza al muro di confine lungo il tratto D-C, poste a mt. 1, ritenne la corte che si trattasse di domanda inammissibile perché proposta per la prima volta in appello. Concluse la corte che l'unica comoda veduta era quella esercitabile dalla terrazza D, lungo il tratto D-E, delimitata da un basso cordolo di cm.15 e da una

4 sovrastante inferriata di m. 1,65 (h.tot. m.1,80) che era tuttavia eliminabile con la costruzione di un parapetto delimitativo della stessa altezza totale o con la posa in opera di inferriata idonea ad impedire la visione del fondo vicino, essendo indubbio che in tema di vedute abusive il giudice può imporre specifici accorgimenti che ostacolino la veduta o che impediscano concretamente l'esercizio della servitù. Per quanto sopra detto, ad avviso della corte doveva non solo disattendersi ogni doglianza degli appellanti circa la esiguità della liquidazione in del danno da illegittime vedute per violazione delle distanze, ma andava al contrario parzialmente accolto l'appello incidentale proposto dalla Telenorba spa, imponendosi una opportuna riduzione dell'importo a lire , in considerazione del fatto che si trattava di una sola veduta, peraltro con impossibilità di affaccio, da una terrazza il cui uso è limitato alla sola manutenzione di impianti tecnologici, veduta che doveva ritenersi eliminata con la sentenza, per la facilità del rimedio imposto. Quanto al motivo con cui veniva censurato il rigetto della domanda di condanna al risarcimento dei danni derivanti dalla diffusione di onde elettromagnetiche, la Corte territoriale - premesse brevi considerazioni in ordine al problema dei rischi connessi alle radiazioni ed all'elettrosmog in genere - rilevò che la giurisprudenza che si era occupata del problema della esistenza di rischi per la salute provocati da emissioni elettromagnetiche, sia da elettrodotti che da onde a frequenze diverse dagli ELF, aveva nella maggior parte dei casi rigettato le domande risarcitorie, allorché i limiti del d.m. 381/98 non erano stati superati, sul presupposto che sussisteva una sorta di presunzione di non pericolosità per la salute, attesa, anche, la difficoltà di dimostrare il nesso causale tra la patologia lamentata e l'azione delle onde. Nella fattispecie, non risultava, ad avviso della corte, alcun superamento dei limiti fissati alle emissioni di onde elettromagnetiche, sia nelle misurazioni effettuate nell'ottobre 1994 dall'istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro (ISPESL), su richiesta della USL BA/15 di Conversano, sia nelle misurazioni effettuate dal Centro di Ricerca per l'inquinamento elettromagnetico Radionica, su richiesta del Comune di Conversano, nel marzo 1999, nelle quali il valore medio più alto riscontrato nella modalità che più si avvicina alla realtà (quella, cioè, di picco veloce), era di 2.1 V/m, di quasi due terzi inferiore al limite di 6 V/m di cui al decreto Ronchi del 1998, per cui non vi era una presunzione di pericolosità generica della detta emissione. Non vi era, inoltre, a dire della corte di merito, alcuna dimostrazione della sussistenza di fatti che potessero essere inquadrati nella categoria del c.d. danno esistenziale, né della esistenza di un danno biologico dipendente dalle emissioni elettromagnetiche, escluso espressamente dal perito medico-legale, che aveva riconosciuto solo l'aggravamento di una patologia preesistente spondiloartrosica per un soggiorno in ambiente malsano per umidità, non potendo essere presa in considerazione, in particolare per quanto evidenziato dai consulenti tecnici d'ufficio, l'indagine epidemiologica depositata in atti dagli attori, effettuata su un campione di cittadini residenti nella zona interessata, dalla quale era desumibile una alterazione del fenotipo linfocitario di sedici volontari, perché prettamente sperimentale, priva di riscontri effettivi e di concreto fondamento scientifico.

5 Escluse, infine, la corte d'appello la ricorrenza di un danno morale come conseguenza di un fatto illecito astrattamente inquadrabile in una ipotesi di reato, osservando che secondo la giurisprudenza di legittimità il fenomeno dell'inquinamento provocato da onde elettromagnetiche sarebbe astrattamente riconducibile alla previsione dell'art. 674 c.p., ma ciò solo laddove i valori del campo elettromagnetico superino i limiti indicati dalla normativa vigente in materia, il che non era avvenuto nel caso di specie Per la cassazione della sentenza propongono ricorso La calandra Rosa e Fantasia Paolo; resiste con controricorso la soc. Telenorba. Non hanno svolto difese gli altri intimati. MOTIVI DELLA DECISIONE Con il primo motivo i ricorrenti denunciano violazione degli artt. 112 e 115 c.p.c. avendo il giudice d'appello immotivatamente omesso di statuire sulla richiesta liquidazione dei danni ad altre parti dell'immobile (primo piano e chiostrina - scale), non rilevando che nella domanda introduttiva era stato chiesto il risarcimento dei danni per lesioni "all'intero immobile" e che tale domanda era supportata dalla consulenza di parte - allegata al fascicolo - che tali danni illustrava e della quale il tribunale e la corte avrebbero dovuto tener conto, non essendo stata neppure mai contestata dalla controparte. Il motivo è infondato. I ricorrenti non formulano censure pertinenti alla motivazione addotta dalla corte territoriale a fondamento del rigetto della domanda risarcitoria concernente le altre parti dell'immobile. In particolare, la corte di merito ha ritenuto che il tribunale avesse correttamente statuito alla stregua delle risultanze della consulenza tecnica d'ufficio, che aveva illustrato e descritto i danni liquidati, senza fare parola di danni ulteriori, dei quali non vi era traccia alcuna negli atti processuali, né erano stati indicati dal consulente di parte in sede di sopralluogo. Le conclusioni peritali - osservò la corte - non erano state fatte oggetto di rilievo né in osservazioni tecniche del consulente di parte, né in memorie difensive o nella stessa comparsa conclusionale, sicché erano state ritenute del tutto pacifiche. Alla stregua di detta motivazione, deve rilevarsi che, ove la corte di merito avesse erroneamente letto le ricordate risultanze, ovvero avesse escluso l'esistenza di rilievi critici e contestazioni che invece erano stati ritualmente formulati, saremmo in presenza di un vizio revocatorio che i ricorrenti non possono far valere in questa sede. Con il secondo motivo i ricorrenti denunciano omessa o insufficiente motivazione sul mancato accoglimento della domanda di liquidazione delle spese necessarie per l'esecuzione dei lavori di ripristino. Assumono i ricorrenti che la corte territoriale non ha tenuto conto delle indicazioni del consulente di parte che, pur riconoscendo trattarsi di "piccoli

6 lavori" aveva sottolineato che era necessario eseguirli con molta cura secondo le avvertenze pubblicate sul bollettino dell'associazione degli ingegneri ed architetti di Puglia. Anche detto motivo è infondato, per le stesse ragioni esposte con riferimento alla censura precedente. La corte di merito, con motivazione sufficiente, ha ritenuto che, trattandosi di piccole opere edili, non fosse necessario affrontare la spese per la nomina di un direttore dei lavori, essendo sufficiente garanzia le cognizioni in possesso di qualsiasi piccola impresa del settore. I ricorrenti censurano la decisione sulla sola base del parere espresso dal consulente tecnico nella perizia allegata alla domanda giudiziale, ma non precisano se la questione fosse stata posta esplicitamente - al di là della asserita menzione nella relazione peritale di parte - e se fosse stata rimessa al c.t.u. la valutazione della necessità della direzione dei lavori e la quantificazione del relativo costo. In assenza di tali deduzioni esplicite, deve ritenersi corretta la valutazione della corte, che ha ritenuto che la non necessità di un direttore dei lavori potesse essere valutata sulla base della comune esperienza in relazione alla entità e tipologia di opere da eseguire. Ne consegue che la censura mossa si risolve in una questione di fatto, in quanto si pone in discussione la valutazione della entità e difficoltà delle opere da realizzare, effettuata dalla corte territoriale con argomenti adeguati e logici. Con il terzo motivo i ricorrenti denunciano violazione e falsa applicazione degli artt. 900, 905, 872, 2' comma, c.c., nonché illogica, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto della controversia Si dolgono i ricorrenti della riduzione dell'ammontare del risarcimento liquidato in primo grado per la illegittima apertura di vedute (in accoglimento dell'appello incidentale della soc. Telenorba) e per il rigetto della domanda di ripristino per violazione delle distanze legali. Sulla prima doglianza assumono che la corte di merito avrebbe fatto ricorso all'istituto penalistico del ravvedimento operoso per ridurre l'entità del risarcimento in relazione ad una disponibilità della stessa a porre rimedio alla veduta con l'adozione degli strumenti imposti dal tribunale. La corte avrebbe errato nel ridurre l'ammontare del risarcimento, in quanto esso si riferiva a tutto il danno patito dalla apertura sino alla riduzione in pristino, sicché la eliminazione della veduta avrebbe solo potuto impedire l'ulteriore aggravamento del danno, non ridurre in termini monetari il pregiudizio già prodottosi. Inoltre la corte territoriale avrebbe travisato quanto espresso dal c.t.u., secondo cui vi era una comoda veduta sul tratto d-e- della terrazza D, una veduta disagevole sul tratto f-g- della terrazza F e un affaccio non praticabile sulla terrazza B, pur essendo possibile la veduta, essendo irrilevante ad anzi favorendola, la posa in opera di una ringhiera in corso di causa. La contraddittorietà della motivazione emergerebbe laddove la corte ha affermato la impossibilità di affaccio sulla terrazza B per la pericolosità, e poi ha ritenuto del tutto eliminata ogni possibilità di veduta con la posa in opera di una ringhiera di protezione. Quanto alla veduta dall'antenna-traliccio, assumono che la veduta praticabile attraverso di essa -

7 riconosciuta dal c.t.u. - non potrebbe essere condizionata dall'uso più o meno assiduo dell'installazione, rimanendo inalterati i contenuti sostanziali della veduta; inoltre quanto alla praticabilità della veduta anche sul tratto f-g, anche se non agevole per la presenza di un muro alto mt. 1,75, richiamano giurisprudenza di legittimità che sottolinea il carattere assoluto della veduta, a prescindere dal danno in concreto che possa verificarsi in conseguenza della violazione delle norme sulle distanze nella realizzazione di opere idonee all'inspectio e alla prospectio. Anche il terzo motivo è infondato. Per quanto concerne la diminuzione dell'importo liquidato in primo grado a titolo di danno per l'instaurazione di vedute abusive, la corte territoriale ha operato una valutazione equitativa con riferimento alle concrete modalità in cui si sarebbe potuta esplicare la veduta. Il fatto che la illegittimità della veduta non è condizionata al danno che in concreto possa derivarne per il titolare del fondo sul quale essa si esplica, non significa che in tema di risarcimento del danno pregresso (cioè antecedente alla riduzione in pristino) non debba valutarsi la lesione subita nella sua concretezza, e cioè anche in relazione alla maggiore o minore incidenza dell'intromissione nella sfera privata del soggetto passivo, dipendente dalle modalità in cui la veduta era esercitabile. Nella specie, la corte territoriale ha valutato detta incidenza con motivazione adeguata e logica, dando ampiamente conto della scarsa probabilità (per lo stato dei luoghi e la particolare destinazione dei manufatti) che la veduta sia stata effettivamente esercitata. Quanto poi alla eliminazione dell'abuso, la corte territoriale ha ritenuto insussistente, per una delle terrazze, ogni possibilità di praticabile veduta, anche per le opere poste in essere; per altra ha imposto i necessari accorgimenti per impedirla per il futuro, ritenendo che essi fossero idonei allo scopo sulla base di cognizioni di comune esperienza; infine, per quanto riguarda il traliccio, la corte territoriale ha escluso in fatto che si fosse in presenza di una veduta, tenuto conto della funzione esplicata normalmente dalla struttura, quale esclusivo sostegno di apparecchiature elettroniche, giudicando irrilevante la possibilità di veduta da parte di soggetti preposti alla manutenzione nella ipotetica ed episodica occasione di accesso per tale scopo; la valutazione della corte - che ha ritenuto che la struttura non possedesse i requisiti per essere considerata "veduta" alla stregua dei principi affermati dalla giurisprudenza di legittimità (tra cui la normale e permanente destinazione a guardare ed affacciarsi nel fondo altrui - Cass , n. 450) - valutazione condizionata alla particolarità della struttura accertata tramite consulenza tecnica, non appare sindacabile in questa sede in quanto implicante una diversa riconsiderazione del fatto. Quanto alla pretesa contraddittorietà motivazionale, va osservato che la corte di merito, dopo aver escluso la possibilità di affaccio dalla terrazza B per la pericolosità, ha solo addotto un argomento ulteriore, rilevando che le opere eseguite in corso di causa fugavano ogni possibile dubbio sulla inesistenza della veduta. Con il quarto motivo i ricorrenti denunciano violazione e falsa applicazione degli artt. 345 c.p.c. e 872 c.c.. Si dolgono che la corte abbia dichiarato inammissibile la domanda diretta ad ottenere l'eliminazione di un pluviale posto a distanza non conforme al dettato dell'art. 872 c.c. perché proposta per la prima volta in

8 appello. In proposito affermano i ricorrenti che l'esistenza del pluviale era stata denunciata sia nella relazione del c.t.u. che in quella del c.t.p. e in sede di precisazione delle conclusioni in primo grado era stata formalmente avanzata la domanda. Il motivo non può trovare accoglimento. Premesso che il carattere di novità della domanda non è escluso dal fatto che si fosse menzionato il pluviale nella consulenza tecnica d'ufficio o di parte, e che non appare neppure sufficiente che i ricorrenti affermino di aver formulato la domanda nelle conclusioni definitive, sia perché non riportano il tenore delle conclusioni stesse, sia perché non precisano se vi fosse stata acquiescenza della controparte, va comunque rilevato che la eventuale inesattezza del rilievo della corte di merito sul carattere di novità della domanda, cosi come censurata, integrerebbe un vizio revocatorio, perché si risolverebbe in una erronea lettura degli atti processuali da parte del giudice d'appello, con conseguente inammissibilità della censura in questa sede. Con il quinto motivo i ricorrenti denunciano violazione e falsa applicazione artt. 32 cost., 2043 e 2059 c.c.. Si dolgono del rigetto della domanda di risarcimento per danni conseguenti alla diffusione elettromagnetica, sulla base del solo elemento che le emissioni non superavano i limiti fissati dal decreto 391/98. Assumono che la impossibilità di ritenere integrato il reato di cui all'art. 674 c.p. non esclude la possibilità di ritenere comunque sussistente una responsabilità di carattere civile, in quanto il non superamento della soglia preclude la responsabilità penale ma non quella civile; nel contempo la impossibilità scientifica di dimostrare il legame eziologico tra esposizione a campi elettromagnetici e insorgenza di determinate malattie, lungi dal provare la natura non pregiudizievole di dette immissioni nei limiti minimi previsti, prova il contrario, e cioè l'impossibilità di escludere detto danno anche ai valori minimi; il principio di "precauzione" cui si ispira anche la legislazione in materia, impone in presenza anche di un pericolo meramente potenziale per la salute umana, una anticipazione della tutela volta a prevenire l'insorgenza di possibili patologie o di diffusi stati d'ansia o di stress emotivi per coloro che abitano in prossimità di sorgenti di onde elettromagnetiche. La sentenza, ad avviso dei ricorrenti, sarebbe pertanto erronea per aver affermato acriticamente la legittimità delle immissioni per il mancato superamento dei limiti prefissati dalla legge, senza indagare in concreto quali siano stati gli effetti pregiudizievoli delle immissioni sulla salute umana e senza che siano stati condotti esperimenti e misurazioni al fine di verificare compiutamente l'entità delle immissioni suddette. Quanto al rigetto della domanda di risarcimento del danno morale, i ricorrenti invocano la interpretazione evolutiva dell'art c.c. che consente di ritenere risarcibili tutti quei danni non patrimoniali che si traducono in un pregiudizio esistenziale, nella specie accertato e provato nelle condizioni di ansia, stress, frustrazione, abbattimento psicologico, afflizione e menomazione della capacità di relazione causata ad essi ricorrenti dal dover vivere costantemente a contato con

9 un'antenna di notevoli dimensioni e nel timore degli effetti dannosi delle relative emissioni elettromagnetiche. In subordine, prospettano i ricorrenti che detto tipo di danno avrebbe potuto essere risarcito come danno esistenziale pacificamente riconducibile alla norma dell'art c.c. nella ricostruzione operata dalla più recente giurisprudenza di legittimità, danno riscontrabile nella indiscutibile menomazione dello standard di benessere dei ricorrenti, costretti trascorrete le loro giornate con l'antenna incombente sulla loro abitazione, e liquidabile in via equitativa. Il motivo è destituito di fondamento. I ricorrenti censurano la sentenza della corte di merito che non ha riconosciuto loro il risarcimento danno biologico non dimostrato e per il quale, comunque, non sarebbe dimostrato il nesso di causalità con le onde elettromagnetiche emesse dalla stazione trasmittente della controparte. Non si comprende quale principio giuridico dovrebbe autorizzare quella "tutela avanzata" richiesta, così intensa da consentire il riconoscimento di un danno del tutto ipotetico. La corte territoriale, con ampie ed esaustive argomentazioni ha spiegato che le misurazioni effettuate in più occasioni hanno dimostrato che le emissioni elettromagnetiche degli impianti in discorso non superano mediamente il limite di cui al d.m. n. 387/98. E tale limite è assistito da una presunzione di non pericolosità; ha inoltre correttamente rilevato la corte di merito che anche l'atteggiamento prudenziale che talvolta ha indotto l'autorità giudiziaria ad emettere inibitorie per il pericolo di danno alla salute, non consentirebbe però il riconoscimento di un risarcimento del danno biologico puramente ipotetico. Nella specie, inoltre, la corte ha rilevato che la stessa esistenza di un danno biologico era stata esclusa dalla perizia medico-legale e che non poteva avere rilevanza - perché priva di concreto fondamento scientifico - l'indagine epidemiologica depositata dagli attori su un campione di cittadini residenti nella zona interessata, che evidenziava una alterazione del fenotipo linfocitario di sedici volontari. Non hanno pregio, poi, le argomentazioni a sostegno della risarcibilità di un danno esistenziale individuabile nello stato psicologico di insicurezza e timore indotti dalla consapevolezza di essere esposti alle emissioni elettromagnetiche. E' fuori di dubbio, infatti, che la risarcibilità di un tale danno a carico della Telenorba non potrebbe prescindere dall'accertata illiceità del suo comportamento, illiceità, tuttavia, individuabile soltanto nella ipotesi di superamento dei limiti di immissione previsti dalla normativa vigente. Quanto, infine, al disconoscimento del danno morale, ha osservato correttamente la corte che la impossibilità di affermare il supermento dei limiti legali di immissioni elettromagnetiche esclude che possa ipotizzarsi il reato di cui all'art. 674 c.p. Con il sesto motivo i ricorrenti denunciano omessa, insufficiente e illogica motivazione su un punto essenziale della controversia, con riferimento alla ritenuta non pericolosità dell'inquinamento elettromagnetico determinato dall'attività della intimata. Assumono che la corte territoriale ha basato la propria decisione sul dato del mancato superamento dei limiti di legge riscontrato in sede di rilievi effettuati nel 1994 dall'ispel e del centro Radionica nel marzo 1999, secondo cui il valore era

10 inferiore di 2/3 al limite fissato nel decreto "Ronchi", senza valutare l'attendibilità tecnico-scientifica delle rilevazioni, atteso che in precedenti rilevamenti era stato accertato un valore di 5,5 V/m quando il valore massimo era di 20 V/m (poi ridotto a 6 nel 1998) e senza tener conto che era improbabile che nel 1999, allorché erano stati effettuati i rilevamenti del Centro Radionica, i valori fossero diminuiti nonostante l'aumentato numero di ripetitori, anziché - come è più logico aumentati, e senza considerare che nella sede stradale ove risiedono essi ricorrenti era stato registrato - sia pure per una frazione limitata di tempo- un valore di 12 V/m. Anche l'ultimo motivo è infondato. I ricorrenti introducono questioni di puro merito, adducendo la esistenza di misurazioni del campo elettromagnetico diverse da quelle considerate dalla corte d'appello, senza neppure precisare se dette emergenze fossero state dibattute in giudizio. Per contro il giudice d'appello si è attenuto a rilevamenti effettuati per fini di tutela della salute generale da organismi pubblici, rilevamenti della cui attendibilità scientifica non vi era motivo di dubitare; né risulta, comunque, che la questione della attendibilità dei rilevamenti sia stata specificamente dibattuta nel giudizio, o che sia stata sollecitata apposita consulenza tecnica (atteso che la c.t.u. della quale era stata chiesta la rinnovazione nelle conclusioni definitive atteneva ai danni e alle vedute). La questione posta si presenta, perciò, nuova e, quindi, inammissibile. Deve, pertanto, concludersi per il rigetto del ricorso, con condanna dei ricorrenti alla rifusione delle spese del giudizio, come da dispositivo. P.Q.M. La corte rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti alla rifusione delle spese nei confronti della parte costituita, liquidate in curo 2.100,00, di cui euro 100,00 per esborsi, oltre accessori di legge. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Ila sezione, il *****

Numero 12 /2012 Il danno morale non può essere liquidato quale quota parte del danno biologico

Numero 12 /2012 Il danno morale non può essere liquidato quale quota parte del danno biologico Numero 12 /2012 Il danno morale non può essere liquidato quale quota parte del danno biologico La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5230/2012, ha stabilito che nei giudizi risarcitori

Dettagli

23 aprile 2009 Corte di Cassazione, Sez. Lav., n. 9698

23 aprile 2009 Corte di Cassazione, Sez. Lav., n. 9698 23 aprile 2009 Corte di Cassazione, Sez. Lav., n. 9698 Il comportamento imprudente del lavoratore danneggiato nella dinamica dell infortunio se, da un lato, non esclude la responsabilità del datore di

Dettagli

quale non sussistevano le eccepite limitazioni all'impugnazione della sentenza impugnata, in quanto

quale non sussistevano le eccepite limitazioni all'impugnazione della sentenza impugnata, in quanto Condominio: il condizionatore troppo rumoroso deve essere rimosso Cassazione civile, sez. II, sentenza 10.11.2009 n. 23807 (Giuseppe Mommo) Il condizionatore che è causa di immissioni intollerabili (superiori

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE CIVILE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE CIVILE REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE CIVILE ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso 2366-2008 proposto da: M. F. elettivamente domiciliato

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 gennaio 2014, n. 898

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 gennaio 2014, n. 898 CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 gennaio 2014, n. 898 Lavoro - Mobbing - Pagamento del premio di rendimento - Note di qualifica del datore - Valutazione mediocre del dipendente Svolgimento del processo

Dettagli

Licenziamento impugnato fuori termine: preclusi reintegro e risarcimento Cassazione civile, sez. lavoro, sentenza 05.02.2010 n 2676 (Gesuele Bellini)

Licenziamento impugnato fuori termine: preclusi reintegro e risarcimento Cassazione civile, sez. lavoro, sentenza 05.02.2010 n 2676 (Gesuele Bellini) Licenziamento impugnato fuori termine: preclusi reintegro e risarcimento Cassazione civile, sez. lavoro, sentenza 05.02.2010 n 2676 (Gesuele Bellini) http://www.altalex.com/index.php?idnot=50040 La mancata

Dettagli

Il fumo del camino invade la terrazza del vicino, ma quanto nuoce alla salute? Cassazione sentenza n. 309/2013 commento e testo

Il fumo del camino invade la terrazza del vicino, ma quanto nuoce alla salute? Cassazione sentenza n. 309/2013 commento e testo Il fumo del camino invade la terrazza del vicino, ma quanto nuoce alla salute? Cassazione sentenza n. 309/2013 commento e testo Avvocati.it E sempre necessario l accertamento della denunciata intollerabilità

Dettagli

TRIBUNALE DI TREVISO ORDINANZA EX ART 702 BIS C.P.C. a scioglimento della riserva che precede, nella causa RG: 6977/09 promossa da TIZIO, residente a

TRIBUNALE DI TREVISO ORDINANZA EX ART 702 BIS C.P.C. a scioglimento della riserva che precede, nella causa RG: 6977/09 promossa da TIZIO, residente a TRIBUNALE DI TREVISO ORDINANZA EX ART 702 BIS C.P.C. a scioglimento della riserva che precede, nella causa RG: 6977/09 promossa da TIZIO, residente a Treviso, xxxxx, rappresentato e difeso dall Avv. xxxxxx,

Dettagli

SENTENZA CORRENTISTA DANNEGGIATO; - RICORRENTE -

SENTENZA CORRENTISTA DANNEGGIATO; - RICORRENTE - Data 04/10/2011 Ente giudicante CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE TERZA Numero 20292 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE ha pronunciato la seguente:

Dettagli

Cassazione: giusta causa di licenziamento per il furto in azienda anche se c'è assoluzione nel giudizio penale sentenza 802/2013 commento e testo

Cassazione: giusta causa di licenziamento per il furto in azienda anche se c'è assoluzione nel giudizio penale sentenza 802/2013 commento e testo Cassazione: giusta causa di licenziamento per il furto in azienda anche se c'è assoluzione nel giudizio penale sentenza 802/2013 commento e testo Cataldi.it Il giudice del lavoro adito con impugnativa

Dettagli

Corte di Cassazione Sezione 3^ Civile. Sentenza n. 24143 del 29/11/2010 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Corte di Cassazione Sezione 3^ Civile. Sentenza n. 24143 del 29/11/2010 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Responsabilità Civile - Attività medico-chirurgica - Denuncia di sitomatologia inducente il sospetto di neoplasia al seno - Mancata visita del medico ginecologo ovvero di indicazioni al paziente per la

Dettagli

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III CIVILE. (Sentenza 20 aprile 2007, n. 9514) SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III CIVILE. (Sentenza 20 aprile 2007, n. 9514) SVOLGIMENTO DEL PROCESSO SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III CIVILE (Sentenza 20 aprile 2007, n. 9514) SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con citazione del 21.6.1986 F. M. conveniva davanti al Tribunale di Rovigo il Comune di quella

Dettagli

IL LEGALE CONTRATTI DI ASSICURAZIONE: ILLEGITTIME LE CLAUSOLE TROPPO GENERICHE LO AFFERMA LA CORTE DI CASSAZIONE IN UNA RECENTE PRONUNCIA Segnaliamo che la Suprema Corte ha dichiarato invalide le clausole

Dettagli

INCIDENTE STRADALE CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE SENTENZA

INCIDENTE STRADALE CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE SENTENZA INCIDENTE STRADALE CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE SENTENZA 28 settembre 2012, n.16520 Persona danneggiata non è solo la vittima diretta dell'incidente, ma anche i prossimi congiunti o gli aventi

Dettagli

Giurisprudenza di legittimità CORTE DI CASSAZIONE CIVILE Sez. III, 19 febbraio 2013, n. 4021

Giurisprudenza di legittimità CORTE DI CASSAZIONE CIVILE Sez. III, 19 febbraio 2013, n. 4021 Giurisprudenza di legittimità CORTE DI CASSAZIONE CIVILE Sez. III, 19 febbraio 2013, n. 4021 Distanza di sicurezza Tamponamento A catena Veicoli in movimento Presunzione di colpa a carico dei conducenti

Dettagli

Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO SENTENZA SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con sentenza

Dettagli

MOBBING E COMPORTO: DANNO PROFESSIONALE, BIOLOGICO ED ESISTENZIALE commento e testo sentenza Cass. 4261/2012 Matteo BARIZZA

MOBBING E COMPORTO: DANNO PROFESSIONALE, BIOLOGICO ED ESISTENZIALE commento e testo sentenza Cass. 4261/2012 Matteo BARIZZA MOBBING E COMPORTO: DANNO PROFESSIONALE, BIOLOGICO ED ESISTENZIALE commento e testo sentenza Cass. 4261/2012 Matteo BARIZZA P&D.IT Il fatto. Il lavoratore era stato licenziato per il superamento del periodo

Dettagli

Corte di Cassazione, seconda sezione Civile, sentenza 30 aprile 2015, n. 8823

Corte di Cassazione, seconda sezione Civile, sentenza 30 aprile 2015, n. 8823 Corte di Cassazione, seconda sezione Civile, sentenza 30 aprile 2015, n. 8823 Svolgimento del processo S.G., con atto di citazione del 20 giugno 2001, proprietario di una porzione immobiliare facente parte

Dettagli

Data 27/11/2012 Ente giudicante CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE SECONDA Numero 21082

Data 27/11/2012 Ente giudicante CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE SECONDA Numero 21082 Data 27/11/2012 Ente giudicante CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE SECONDA Numero 21082 ha pronunciato la seguente: sul ricorso 22010-2006 proposto da: S.M.L., A.T., A.F. (eredi); REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL

Dettagli

Suprema Corte di Cassazione. Sezione III. sentenza 15 ottobre 2015, n. 20889

Suprema Corte di Cassazione. Sezione III. sentenza 15 ottobre 2015, n. 20889 REPUBBLICA ITALIANA Suprema Corte di Cassazione Sezione III sentenza 15 ottobre 2015, n. 20889 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri

Dettagli

Sentenza n. 6620 del 19 marzo 2009 della Corte Cassazione - Sezione tributaria

Sentenza n. 6620 del 19 marzo 2009 della Corte Cassazione - Sezione tributaria Sentenza n. 6620 del 19 marzo 2009 della Corte Cassazione - Sezione tributaria Svolgimento del processo - La C.T.P. di Milano, previa riunione, rigettava i ricorsi proposti dalla s.r.l. G.M. avverso avvisi

Dettagli

Perde tutti i propri averi in investimenti sbagliati. La banca risarcisce anche il lucro cessante Cassazione Sentenza n. 16674/2012 commento e testo

Perde tutti i propri averi in investimenti sbagliati. La banca risarcisce anche il lucro cessante Cassazione Sentenza n. 16674/2012 commento e testo Perde tutti i propri averi in investimenti sbagliati. La banca risarcisce anche il lucro cessante Cassazione Sentenza n. 16674/2012 commento e testo Studio legale law.it Ricco, ma incapace di gestire il

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 gennaio 2015, n. 344

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 gennaio 2015, n. 344 CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 gennaio 2015, n. 344 Svolgimento del processo La Corte d'appello di Milano, in riforma della sentenza di primo grado (che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento

Dettagli

Notificazioni e comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata

Notificazioni e comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata Notificazioni e comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata Cassazione civile, sezione lavoro, 2 luglio 2014, n. 15070. Presidente Lamorgese. Relatore Tria. Notificazioni e comunicazioni - Comunicazione

Dettagli

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I SENTENZA 13 GENNAIO 2014, N.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I SENTENZA 13 GENNAIO 2014, N. SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I SENTENZA 13 GENNAIO 2014, N. 487 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri

Dettagli

CAMPER CLUB LA GRANDA www.camperclublagranda.it beppe@cnnet.it

CAMPER CLUB LA GRANDA www.camperclublagranda.it beppe@cnnet.it CAMPER CLUB LA GRANDA www.camperclublagranda.it beppe@cnnet.it DANNO DA MORTE: PER OGNI CONGIUNTO SE AGISCE AUTONOMAMENTE VALE IL MASSIMALE CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE, SENTENZA 09.02.2005 N 2653 Svolgimento

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 gennaio 2015, n. 1169

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 gennaio 2015, n. 1169 CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 gennaio 2015, n. 1169 Svolgimento del processo Il giudice del lavoro del Tribunale di Brescia accolse la domanda con la quale G.M. aveva chiesto la dichiarazione di illegittimità

Dettagli

La vicina non deve estirpare l alloro: basta potarlo Cassazione sentenza n. 93/2013 commento e testo

La vicina non deve estirpare l alloro: basta potarlo Cassazione sentenza n. 93/2013 commento e testo La vicina non deve estirpare l alloro: basta potarlo Cassazione sentenza n. 93/2013 commento e testo Avvocati.it. Qualora sul confine dei fondi risulti eretto un muro divisorio, quand anche le piante di

Dettagli

Anna Teresa Paciotti. Presidente Canevari Relatore Coletti De Cesare. Ritenuto in fatto

Anna Teresa Paciotti. Presidente Canevari Relatore Coletti De Cesare. Ritenuto in fatto Redditi percepiti per lo svolgimento di attività connesse all esercizio della libera professione.sono soggetti alla imposizione contributiva delle Casse di previdenza Corte di Cassazione Sentenza n. 14684/2012

Dettagli

SENTENZA. Cassazione Civile Sent. n. 411 del 24-01-1990

SENTENZA. Cassazione Civile Sent. n. 411 del 24-01-1990 SENTENZA Cassazione Civile Sent. n. 411 del 24-01-1990 Svolgimento del processo Con ricorso in data 17 dicembre 1982 Sparaco Salvatore chiedeva al Pretore di Caserta (adito) in funzione di giudice del

Dettagli

domiciliata in ROMA, VIA BARNABA TORTOLINI 13, presso l'avvocato

domiciliata in ROMA, VIA BARNABA TORTOLINI 13, presso l'avvocato E inammissibile l'intervento del padre naturale nel giudizio di disconoscimento della paternità Cassazione civile sez. I 08 febbraio 2012 n. 1784 La Corte di Cassazione con questa recente sentenza (n.

Dettagli

Configura un'ipotesi di vendita di "aliud pro alio" quando l immobile, destinato ad abitazione, è privo del certificato di abitabilità

Configura un'ipotesi di vendita di aliud pro alio quando l immobile, destinato ad abitazione, è privo del certificato di abitabilità Pagina 1 di 5 Configura un'ipotesi di vendita di "aliud pro alio" quando l immobile, destinato ad abitazione, è privo del certificato di abitabilità La massima La vendita di immobile destinato ad abitazione,

Dettagli

Software e diritto d'autore: creatività e originalità del programma informatico Cassazione, sez. I civile, sentenza 12.01.2007 n.

Software e diritto d'autore: creatività e originalità del programma informatico Cassazione, sez. I civile, sentenza 12.01.2007 n. Software e diritto d'autore: creatività e originalità del programma informatico Cassazione, sez. I civile, sentenza 12.01.2007 n. 581 In termini generali la protezione del diritto d autore del software

Dettagli

Infiltrazioni di acqua dalla terrazza di copertura del fabbricato condominiale:

Infiltrazioni di acqua dalla terrazza di copertura del fabbricato condominiale: Infiltrazioni di acqua dalla terrazza di copertura del fabbricato condominiale: Anche se di proprietà esclusiva risponde il condominio in persona dell amministratore L art. 1126 cod. civ. Lastrici solari

Dettagli

Le massime estrapolate

Le massime estrapolate Pagina 1 di 7 Condominio. Delibera assembleare che approva il rendiconto annuale dell amministratore, impugnazione ex art. 1137, comma III, solo per ragioni di mera legittimità. Le massime estrapolate

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SANSONE Luigi - Presidente Dott. IPPOLITO Francesco -

Dettagli

Rumori in condominio: il danno è insito e la prova del superamento della normale tollerabilità può essere fornita con testimoni Avv.

Rumori in condominio: il danno è insito e la prova del superamento della normale tollerabilità può essere fornita con testimoni Avv. Rumori in condominio: il danno è insito e la prova del superamento della normale tollerabilità può essere fornita con testimoni Commento a Cassazione Civile n. 2864 del 12.02.2016 Avv. Paolo Accoti - Accertato

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE. sentenza

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE. sentenza REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso 16604/2007 proposto da: D.C. - ricorrente - BANCA -

Dettagli

Coordinamento Nazionale Quadri Direttivi

Coordinamento Nazionale Quadri Direttivi Coordinamento Nazionale Quadri Direttivi TUTTO SUL DEMANSIONAMENTO (Parte 3 di 4) 6 IL DANNO ALLA PROFESSIONALITÀ L articolo 2103 cod. civ. afferma pertanto il diritto del lavoratore all effettivo svolgimento

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. L Num. 12332 Anno 2015 Presidente: ROSELLI FEDERICO Relatore: MANNA ANTONIO Data pubblicazione: 15/06/2015 SENTENZA sul ricorso 21120-2013 proposto da: - I.N.P.S. - ISTITUTO NAZIONALE

Dettagli

--www.minoriefamiglia.it -

--www.minoriefamiglia.it - &RUWHGLFDVVD]LRQHSULPDVH]LRQHFLYLOHVHQWHQ]DQGHOO 6YROJLPHQWRGHOSURFHVVR P.G. in data 27 settembre 2000, con il consenso della moglie, chiese al Tribunale per i minorenni di Roma l autorizzazione ad inserire

Dettagli

Interessi legittimi: è l'evento dannoso il presupposto essenziale del risarcimento ( Cassazione, SS.UU. civile, sentenza 24.09.2004 n.

Interessi legittimi: è l'evento dannoso il presupposto essenziale del risarcimento ( Cassazione, SS.UU. civile, sentenza 24.09.2004 n. Interessi legittimi: è l'evento dannoso il presupposto essenziale del risarcimento ( Cassazione, SS.UU. civile, sentenza 24.09.2004 n. 19200 ) La lesione di un interesse legittimo, al pari di quella di

Dettagli

Sul giudizio di equità dinanzi al giudice di Pace. Trib. Milano, sez. X civ., sentenza 6 febbraio 2014 (est. Damiano Spera)

Sul giudizio di equità dinanzi al giudice di Pace. Trib. Milano, sez. X civ., sentenza 6 febbraio 2014 (est. Damiano Spera) Sul giudizio di equità dinanzi al giudice di Pace Trib. Milano, sez. X civ., sentenza 6 febbraio 2014 (est. Damiano Spera) GIUDICE DI PACE PRONUNCIA SECONDO EQUITÀ CAUSE DI VALORE NON SUPERIORE AD EURO

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. 3 Num. 17209 Anno 2015 Presidente: BERRUTI GIUSEPPE MARIA Relatore: D'AMICO PAOLO Data pubblicazione: 27/08/2015 SENTENZA sul ricorso 17470-2012 proposto da: D'ACRI LUIGI, elettivamente

Dettagli

Svolgimento del processo

Svolgimento del processo Suprema Corte di Cassazione I^ Sezione civile Sentenza n. 285 Del 27 settembre 2004 10 gennaio 2005 Svolgimento del processo M. M. convenne in giudizio innanzi al Tribunale di Latina G. I., lo Scau e l

Dettagli

*** SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III CIVILE. Sentenza 7 novembre 2014, n. 23791 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

*** SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III CIVILE. Sentenza 7 novembre 2014, n. 23791 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO «E risarcibile il danno da perdita di chances lavorative anche per il disoccupato» (Cass. civ., sez. III, sent. 7 novembre 2014, n. 23791) Danno da perdità di chances capacità lavorativa risarcibilità

Dettagli

Condominio, servitù di parcheggio, acquisto, formula generale, trasferimento automatico. Cassazione Civile, sez. II, sentenza 24/08/2015 n 17075

Condominio, servitù di parcheggio, acquisto, formula generale, trasferimento automatico. Cassazione Civile, sez. II, sentenza 24/08/2015 n 17075 Condominio, servitù di parcheggio, acquisto, formula generale, trasferimento automatico Cassazione Civile, sez. II, sentenza 24/08/2015 n 17075 SE LA SERVITÙ NEL CASO DI SPECIE L USO DEL POSTO AUTO A ROTAZIONE

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE Sentenza 03 ottobre 2013, n. 22613

CORTE DI CASSAZIONE Sentenza 03 ottobre 2013, n. 22613 CORTE DI CASSAZIONE Sentenza 03 ottobre 2013, n. 22613 Svolgimento del processo Il Tribunale di Monza, a seguito di una complessa istruttoria, accoglieva solo parzialmente la domanda di A.F., già dipendente

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 28 gennaio 2015, n. 1604

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 28 gennaio 2015, n. 1604 CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 28 gennaio 2015, n. 1604 Svolgimento del processo Con sentenza 12 luglio 2007, la Corte d appello di Messina rigettava l appello di G.C.L. ex dipendente di società del cd.

Dettagli

- che i contratti conclusi in violazione delle regole sulla competenza professionale sono nulli;

- che i contratti conclusi in violazione delle regole sulla competenza professionale sono nulli; CORTE DI CASSAZIONE Sentenza 30 agosto 2013, n. 19989 Svolgimento del processo Con citazione del 6/6/1992 De L. D. proponeva opposizione al decreto ingiuntivo con il quale gli era stato ingiunto di pagare

Dettagli

Cassazione Civile, Sez, Lav., 23 novembre 2011, n. 24718 - Bossing (sottomissione) e mobbing (persecuzione)

Cassazione Civile, Sez, Lav., 23 novembre 2011, n. 24718 - Bossing (sottomissione) e mobbing (persecuzione) Cassazione Civile, Sez, Lav., 23 novembre 2011, n. 24718 - Bossing (sottomissione) e mobbing (persecuzi Cassazione Civile, Sez, Lav., 23 novembre 2011, n. 24718 - Bossing (sottomissione) e mobbing (persecuzione)

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE VI

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE VI Pagina 1 di 6 La semplice illegittimità del protesto, pur costituendo un indizio in ordine alla esistenza di un pregiudizio alla reputazione, da valutare nelle sue diverse articolazioni, non è di per sè

Dettagli

Spese straordinarie per l'ascensore: spettano anche ai condominini- proprietari di negozi commerciali situati al pian terreno

Spese straordinarie per l'ascensore: spettano anche ai condominini- proprietari di negozi commerciali situati al pian terreno Spese straordinarie per l'ascensore: spettano anche ai condominini- proprietari di negozi commerciali situati al pian terreno (09/01/2012) Cass. Sez. II Civ. - Sent. del 23/12/2011, n. 28679 Svolgimento

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. L Num. 19259 Anno 2013 Presidente: VIDIRI GUIDO Relatore: FILABOZZI ANTONIO Data pubblicazione: 20/08/2013 SENTENZA sul ricorso 1859-2011 proposto da: CAZZOLA CARLO CZZCRL46A14D969V,

Dettagli

Sentenza 9445/2012 Risarcimento del danno non patrimoniale Accertamento incindenter tantum della sussistenza degli elementi costitutivi del reato.

Sentenza 9445/2012 Risarcimento del danno non patrimoniale Accertamento incindenter tantum della sussistenza degli elementi costitutivi del reato. Sentenza 9445/2012 Risarcimento del danno non patrimoniale Accertamento incindenter tantum della sussistenza degli elementi costitutivi del reato. In tema di responsabilità civile e di richiesta di risarcimento

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO PRIMA SEZIONE CIVILE. Dott. LOREDANA NAllICONE - Rel. Consigliere - SENTENZA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO PRIMA SEZIONE CIVILE. Dott. LOREDANA NAllICONE - Rel. Consigliere - SENTENZA -691 14 115 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE PRIMA SEZIONE CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Oggetto Opposizione a dichiarazione di fallimento.

Dettagli

Cass. civ. Sez. III, Sent., 30 07 2015, n. 16181 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE

Cass. civ. Sez. III, Sent., 30 07 2015, n. 16181 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VIVALDI Roberta Presidente Dott. ARMANO Uliana rel. Consigliere Dott. FRASCA Raffaele Consigliere Dott. SCARANO Luigi Alessandro Consigliere Dott. D'AMICO

Dettagli

Tribunale di Pavia - 09.02.2009 n. 492 - Dott. Tarantola - P.A. srl (Avv.ti Di Giorgi, Maggi, Tozzoli) - INPS (Avv. De Maestri)

Tribunale di Pavia - 09.02.2009 n. 492 - Dott. Tarantola - P.A. srl (Avv.ti Di Giorgi, Maggi, Tozzoli) - INPS (Avv. De Maestri) Danno (Risarcimento del) - Assenza per malattia del lavoratore - Richieste reiterate del datore di lavoro all'inps di visita medico-legale di controllo - Omesso riscontro di talune richieste - Danno per

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI GENOVA SECONDA SEZIONE CIVILE Il dott. Massimo D'Arienzo, Presidente della II sezione

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI GENOVA SECONDA SEZIONE CIVILE Il dott. Massimo D'Arienzo, Presidente della II sezione REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI GENOVA SECONDA SEZIONE CIVILE Il dott. Massimo D'Arienzo, Presidente della II sezione civile, in qualità di giudice unico, ha pronunciato ex

Dettagli

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE CIVILE SENTENZA 18853/2004 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE CIVILE SENTENZA 18853/2004 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE CIVILE SENTENZA 18853/2004 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Nell impugnata decisione lo svolgimento del processo è esposto come segue. "Con citazione notificata il 4/4/1991,

Dettagli

CASSAZIONE CIVILE Sezione Lavoro sentenza n. 5539 del 9 aprile 2003

CASSAZIONE CIVILE Sezione Lavoro sentenza n. 5539 del 9 aprile 2003 CASSAZIONE CIVILE Sezione Lavoro sentenza n. 5539 del 9 aprile 2003 La predisposizione fisica del lavoratore rispetto alla patologia insorta per effetto del comportamento illegittimo o illecito del datore

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 06 marzo 2014, n. 5275 Remunerazione specializzandi prescrizione

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 06 marzo 2014, n. 5275 Remunerazione specializzandi prescrizione Svolgimento del processo 1.1 medici (...) proposto ricorso per cassazione contro la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell Istruzione, il Ministero della Salute e l Università degli Studi

Dettagli

Tribunale di Verona Sentenza 14 ottobre 2010 (Composizione monocratica Giudice RIZZUTO)

Tribunale di Verona Sentenza 14 ottobre 2010 (Composizione monocratica Giudice RIZZUTO) Tribunale di Verona Sentenza 14 ottobre 2010 (Composizione monocratica Giudice RIZZUTO) MOTIVI DELLA DECISIONE Preliminarmente si da atto che viene omesso il puntuale svolgimento del processo alla luce

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE DANNO NON PATRIMONIALE A TITOLO EREDITARIO. CASS. CIV., SEZ. III, 14 DICEMBRE 2010, N. 25264. Non hanno diritto al risarcimento del danno non patrimoniale a titolo ereditario i parenti della vittima di

Dettagli

APPELLO CIVILE - APPELLABILITÀ - SENTENZE SECONDO EQUITÀ.

APPELLO CIVILE - APPELLABILITÀ - SENTENZE SECONDO EQUITÀ. APPELLO CIVILE - APPELLABILITÀ - SENTENZE SECONDO EQUITÀ. CASS. CIV., SEZ. III, 11 GIUGNO 2012, N. 9432. Ai fini della ammissibilità dell'appello per le sentenze pronunciate dal giudice di pace secondo

Dettagli

Decisione N. 488 del 17 febbraio 2012 IL COLLEGIO DI ROMA. composto dai signori: Dott. Giuseppe Marziale...

Decisione N. 488 del 17 febbraio 2012 IL COLLEGIO DI ROMA. composto dai signori: Dott. Giuseppe Marziale... IL COLLEGIO DI ROMA composto dai signori: Dott. Giuseppe Marziale... Presidente Avv. Bruno De Carolis.. Membro designato dalla Banca d'italia Prof. Avv. Giuliana Scognamiglio... Membro designato dalla

Dettagli

Corte di Cassazione Sentenza n. 11000/2007

Corte di Cassazione Sentenza n. 11000/2007 Corte di Cassazione Sentenza n. 11000/2007 Cassazione Sezione prima civile sentenza 26 febbraio 14 maggio 2007, n. 11000 Presidente De Musis Relatore Morelli Pm Leccisi conforme Ricorrente C. Controricorrente

Dettagli

Tribunale di Milano. Sezione V Civile. Sentenza 19 febbraio 2009, n. 2334

Tribunale di Milano. Sezione V Civile. Sentenza 19 febbraio 2009, n. 2334 Tribunale di Milano Sezione V Civile Sentenza 19 febbraio 2009, n. 2334 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI MILANO SEZIONE V CIVILE In persona del Giudice Istruttore, in funzione

Dettagli

Mobbing. Responsabile il datore di lavoro se omette la dovuta vigilanza sui dipendenti

Mobbing. Responsabile il datore di lavoro se omette la dovuta vigilanza sui dipendenti CASSAZIONE CIVILE, Sezione Lavoro, Sentenza n. 16148 del 20/08/2007 Mobbing. Responsabile il datore di lavoro se omette la dovuta vigilanza sui dipendenti Il datore di lavoro e ritenuto responsabile dei

Dettagli

Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda

Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Cassazione Sentenza n. 3922/2012 commento e testo Studio legale law In materia

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DI APPELLO DI POTENZA SEZIONE CIVILE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DI APPELLO DI POTENZA SEZIONE CIVILE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO REPUBBLICA ITALIANA CORTE DI APPELLO DI POTENZA SEZIONE CIVILE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La Corte, riunita in camera di consiglio in persona dei magistrati - dott. Ettore NESTI presidente - dott. Rocco

Dettagli

www.dirittifondamentali.it - Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale ISSN: 2240-9823

www.dirittifondamentali.it - Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale ISSN: 2240-9823 «Danno edonistico: unitarietà della liquidazione del danno non patrimoniale» (Cass. Civ. sez. III, sent. 8-07-2014, n. 15491) danno edonistico non risarcibilità in via autonoma parole chiavi 3 Non è risarcibile

Dettagli

Venerdì 04 Febbraio 2011 14:04 - Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Marzo 2011 17:03

Venerdì 04 Febbraio 2011 14:04 - Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Marzo 2011 17:03 Cassazione Penale, Sez. 4, 03 febbraio 2011, n. 4106 - Datore di lavoro in senso giuslavoristico e prevenzi Cassazione Penale, Sez. 4, 03 febbraio 2011, n. 4106 - Datore di lavoro in senso giuslavoristico

Dettagli

Con una pronuncia resa dalla sezione lavoro il 25 ottobre 2011, la Corte di Cassazione

Con una pronuncia resa dalla sezione lavoro il 25 ottobre 2011, la Corte di Cassazione LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA, CODICE DISCIPLINARE AZIENDALE E GRADUAZIONE DELLA SANZIONE, nota a Cass. sez. lavoro n. 22129 del 25 ottobre 2011 di MATTEO BARIZZA Con una pronuncia resa dalla sezione

Dettagli

Tribunale di Udine. - sezione civile -

Tribunale di Udine. - sezione civile - Tribunale di Udine - sezione civile - Verbale d udienza Successivamente oggi, 13.1.2014, alle ore 12.00, davanti al giudice istruttore dott. Andrea Zuliani, nella causa iscritta al n 2998/12 R.A.C.C.,

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 20 maggio 2013, n. 12232

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 20 maggio 2013, n. 12232 CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 20 maggio 2013, n. 12232 Licenziamento per giusta causa - Addebito disciplinare - Minaccia a un collega - Mancanza del ricorso a vie di fatto e di grave perturbamento - Recesso

Dettagli

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Dott. Petti Giovanni Battista - Presidente - Dott. Spagna Musso Bruno - Consigliere - Dott. Vivaldi Roberta

Dettagli

www.ildirittoamministrativo.it NOTA A CORTE DI CASSAZIONE, SECONDA SEZIONE CIVILE, SENTENZA 8 maggio 2013, n. 10898 A cura di Michelangelo Principe

www.ildirittoamministrativo.it NOTA A CORTE DI CASSAZIONE, SECONDA SEZIONE CIVILE, SENTENZA 8 maggio 2013, n. 10898 A cura di Michelangelo Principe NOTA A CORTE DI CASSAZIONE, SECONDA SEZIONE CIVILE, SENTENZA 8 maggio 2013, n. 10898 A cura di Michelangelo Principe La Suprema Corte traccia la responsabilità della P.A. ex art. 2051 cod. civ. per inosservanza

Dettagli

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI CIVILE. Ordinanza 2 dicembre 2010, n. 24526

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI CIVILE. Ordinanza 2 dicembre 2010, n. 24526 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SESTA SEZIONE CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. Paolo VITTORIA Dott. Francesco Maria FIORETTI Dott. Francesco FELICBTTI Dott. Renato RORDORF Dott. Stefano

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Pagina 1 di 6 Cassazione Civile CONTRATTI BANCARI - INGIUNZIONE (PROCEDIMENTO PER) Cass. civ. Sez. I, Sent., 11-01-2013, n. 603 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE /h (I 373 96 /14 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VINCENZO ROMIS Dott. GIACOMO FOTI Dott.

Dettagli

T.A.R. Lazio, Roma, Sez. II quater, sentenza 10 dicembre 2013 n. 10644

T.A.R. Lazio, Roma, Sez. II quater, sentenza 10 dicembre 2013 n. 10644 T.A.R. Lazio, Roma, Sez. II quater, sentenza 10 dicembre 2013 n. 10644 INTESTAZIONE Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Quater) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso

Dettagli

NON AMMESSO ALLA SUCCESSIONE IL NON CONCEPITO Cass. 4621/12 commento e testo

NON AMMESSO ALLA SUCCESSIONE IL NON CONCEPITO Cass. 4621/12 commento e testo NON AMMESSO ALLA SUCCESSIONE IL NON CONCEPITO Cass. 4621/12 commento e testo Andrea BELOTTI P&D.IT Al momento dell'apertura della successione ereditaria, gli eredi legittimi rinunciano all'eredità. Successivamente

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. L Num. 21 Anno 2016 Presidente: VENUTI PIETRO Relatore: CAVALLARO LUIGI Data pubblicazione: 04/01/2016 SENTENZA sul ricorso 10020-2014 proposto da: FRATELLI CASALEGNO S.R.L. P.I. 06762430012,

Dettagli

TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA. Sezione I

TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA. Sezione I Tribunale di Verona Sentenza 25.9.2013 (Composizione monocratica Giudice LANNI) TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA Sezione I Al termine della camera di consiglio il Giudice pronuncia mediante lettura

Dettagli

Cassazione Civile, sez. VI, sent. n. 14887 01-07-2014 (Ordinanza emessa in applicazione dell'art. 380 bis c.p.c.)

Cassazione Civile, sez. VI, sent. n. 14887 01-07-2014 (Ordinanza emessa in applicazione dell'art. 380 bis c.p.c.) La banca, al fine di ottenere la condanna al pagamento di un saldo di rapporto di conto corrente, è onerata della produzione non solo di tutti gli estratti conto dall'inizio del rapporto ma anche della

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezione 2 civile Sentenza 18 maggio 2015, n. 10173

Corte di Cassazione, Sezione 2 civile Sentenza 18 maggio 2015, n. 10173 Corte di Cassazione, Sezione 2 civile Sentenza 18 maggio 2015, n. 10173 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri

Dettagli

Cassazione civ. Sez. II, del 10 settembre 2014, n. 19094

Cassazione civ. Sez. II, del 10 settembre 2014, n. 19094 Cassazione civ. Sez. II, del 10 settembre 2014, n. 19094 Svolgimento del processo Con atto di citazione ritualmente notificato, gli attuali controricorrenti citavano in giudizio dinnanzi al tribunale di

Dettagli

Cass. Sez. III 02 Luglio 2010 n 15706

Cass. Sez. III 02 Luglio 2010 n 15706 Il danno tanatologico Cass. Sez. III 02 Luglio 2010 n 15706 Veronica Maina Valeria Mastrolembo Barnà Parti Familiari della vittima Generali Assicurazioni SpA T.R. Fatti Il minore viaggiava sul ciclomotore

Dettagli

La gratuità è giustificata solo dalla rigorosa dimostrazione di una finalità di carattere solidaristico derivante dalla comunanza di vita e interessi

La gratuità è giustificata solo dalla rigorosa dimostrazione di una finalità di carattere solidaristico derivante dalla comunanza di vita e interessi Cassazione: lavorare per il partner non vuol dire lavorare gratis La gratuità è giustificata solo dalla rigorosa dimostrazione di una finalità di carattere solidaristico derivante dalla comunanza di vita

Dettagli

Cassazione: contachilometri auto manomesso, l'acquirente può annullare atto di compravendita sentenza 1480/2012 commento e testo

Cassazione: contachilometri auto manomesso, l'acquirente può annullare atto di compravendita sentenza 1480/2012 commento e testo Cassazione: contachilometri auto manomesso, l'acquirente può annullare atto di compravendita sentenza 1480/2012 commento e testo Cataldi.it Il contachilometri dell'autovettura acquistata usata è stato

Dettagli

Il trasportato non deve dimostrare la colpa: nulle le clausole di guida esclusiva

Il trasportato non deve dimostrare la colpa: nulle le clausole di guida esclusiva Il trasportato non deve dimostrare la colpa: nulle le clausole di guida esclusiva Cassazione Civile, sez. III, sentenza 30/07/2015 n 16181 di Carmine Lattarulo Pubblicato il 15/09/2015 Il nuovo Codice

Dettagli

PRELIMINARE FIRMATO, MA LA CASA È IPOTECATA. IL MEDIATORE È RESPONSABILE?Cassazione, sez. II, 6 novembre 2012, n. 19075 commento e teasto

PRELIMINARE FIRMATO, MA LA CASA È IPOTECATA. IL MEDIATORE È RESPONSABILE?Cassazione, sez. II, 6 novembre 2012, n. 19075 commento e teasto PRELIMINARE FIRMATO, MA LA CASA È IPOTECATA. IL MEDIATORE È RESPONSABILE?Cassazione, sez. II, 6 novembre 2012, n. 19075 commento e teasto Diritto e processo.com In tema di responsabilità del mediatore,

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA MILANO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA MILANO REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LOMBARDIA MILANO SEZIONE IV Registro Sentenze: Registro Generale: 2841/2006 ha pronunciato la seguente SENTENZA

Dettagli

Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione professionale

Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione professionale Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione p Cassazione Penale, 28 luglio 2011, n. 30071 - Smaltimento di materiali tossici e mancanza di formazione

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche (Sezione Prima) ha pronunciato la presente

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche (Sezione Prima) ha pronunciato la presente REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA Sul ricorso numero di registro generale 44 del 2004,

Dettagli

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO. A000951, 1 A000951 FONDAZIONE INSIEME onlus. SENTENZA N. 6078 DEL 18/03/2006 FAMIGLIA ADOZIONE INTERNAZIONALE DA PARTE DI SINGLE LIMITI DI AMMISSIBILITÀ La Cassazione conferma il principio secondo il quale

Dettagli

Giurisprudenza - CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 giugno 2015, n. 12486

Giurisprudenza - CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 giugno 2015, n. 12486 Giurisprudenza - CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 giugno 2015, n. 12486 Lavoro subordinato - Estinzione del rapporto - Mancanza di titoli - Impossibilità temporanea - Illegittimo Svolgimento del processo

Dettagli

App. Roma Sez. III, Sent., 17-05-2011

App. Roma Sez. III, Sent., 17-05-2011 App. Roma Sez. III, Sent., 17-05-2011 Con citazione notificata in data 18 e 19.10.2006 i sigg. A1 e A2 hanno proposto appello avverso la sentenza emessa in data 26.07.2005 dal Tribunale di Roma con la

Dettagli