Il traffico di documenti è la chiave d accesso delle organizzazioni criminali nell Unione Europea.

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1 Il traffico di documenti è la chiave d accesso delle organizzazioni criminali nell Unione Europea. I traffici di visti commessi tra il 1995 e il 1997 all Ambasciata del Belgio a Sofia, dei quali la Procura di Bruxelles è stata informata dieci anni fa, arrivano al processo questo 1 dicembre 2008, h 8:30, Tribunale Penale di Bruxelles, Place Poelaert 1, 51esima Kamer. Myrianne Coen, PhD alla Sorbona (Francia), Cultore della materia presso la Facoltà di Relazioni Internazionali dell Università di Firenze (Italia) e attualmente Consigliere d Ambasciata (Belgio), nel 1995 Primo Segretario d Ambasciata, è nominata come Prima Aggiunta dell Ambasciatore all Ambasciata del Belgio a Sofia. Appena arrivata a Sofia nota malversazioni, specialmente traffici di visti commessi nella suddetta Ambasciata, che segnala immediatamente alle gerarchie del Ministero belga degli Affari Esteri e successivamente alla Procura di Bruxelles. Da quel momento viene sottoposta a mobbing amministrativo da parte del Ministero. È stata cambiata di ruolo sette volte in sei anni 1 e inoltre dal 2001 non le viene permesso di ricoprire le funzioni diplomatiche che secondo lo Statuto le spetterebbero. Tali sconvolgimenti hanno come conseguenza un certificato medico di protezione contro il mobbing. I danni finanziari diretti di più di dieci anni di maltrattamento, i costi della perdita di stipendio, di vantaggi di carriera e di promozioni ammontano attualmente a più di mezzo milione di euro. Nell introdurre la costituzione di parte civile a Bruxelles nel 1996, Myrianne Coen aveva come obiettivo richiedere protezione contro intimidazioni criminali commesse a suo danno e proteggere i cittadini belgi e europei contro i soprusi di potenti associazioni criminali transnazionali. Il rifiuto del Ministero belga degli Affari Esteri di collaborare alle inchieste giudiziarie e le manipolazioni effettuate da più magistrati e poliziotti durante le inchieste hanno oggi come conseguenze un omertà profonda nel Paese. Flussi incontrollati di immigrazione illegale, una criminalità straniera crescente e lo sviluppo di nuovi movimenti di estrema destra sono il prezzo che paga l Unione Europea per questa protezione istituzionale dalla criminalità organizzata. 1 Sofia (1995) BXL (1997) Oslo/Conseiller d ambassade, sur ordre de la Cour d appel de BXL (1998) Rome/NDC/deux fonctions différentes (2001) Rome/CEMISS (2003) BXL(2004).

2 Successione dei fatti 1995/2008 Per le organizzazioni criminali il traffico di documenti è strumento indispensabile per circolare liberamente attraverso le frontiere degli Stati europei membri dell accordo Schengen. Il rapporto annuale 2003 del Comitato Permanente di Controllo dei Servizi di Informazione (Comitato R) e alcuni rapporti del Parlamento (tra quali il rapporto della sottocommissione sulla tratta degli esseri umani, gennaio 2003, e il rapporto delle commissioni di monitoraggio del Comitato R, giugno 2004) confermano l esistenza di traffici di documenti a Sofia e in altre ambasciate belghe. Per i cittadini europei questi traffici hanno come conseguenza l insediamento di potenti organizzazioni criminali che operano in tutta Europa. Per esempio, la mafia bulgara ha il completo controllo sul settore della tratta degli esseri umani e nel settore della prostituzione. La tattica utilizzata da un gruppo di funzionari del Ministero belga degli Affari Esteri per proteggere da più di dieci anni i responsabili di questi traffici criminali è stata costruita sulla base di una successione di atteggiamenti: A) Nel Myrianne Coen, allora Primo Segretario Aggiunto dell Ambasciata belga a Sofia, informa le autorità giudiziarie dell esistenza di traffici di visti e di altri crimini commessi da funzionari della suddetta ambasciata. Domanda alle sue gerarchie un inchiesta interna e protezione contro le intimidazioni criminali alle quali è sottoposta. Per screditarla l Ambasciatore mette in dubbio per iscritto, con quelle stesse autorità, il suo equilibrio mentale. I funzionari del Ministero belga degli Affari Esteri sono informati dal Magistrato Nazionale 2 sulla situazione criminale a Sofia. Tuttavia non rispondono ad alcuna delle lettere della diplomatica e, su questa base, omettono di indagare come in un tale contesto s imporrebbe. Iniziano così la strategia di accecamento volontario 3 dietro alla quale, da allora, nascondono le 2 Ce dernier fait limiter les détournements de fonds en cours à Sofia sur base de manipulation des cours de change (1995); des réunions ont lieu, et des rapports sur base des informations communiquées par la diplomate à Sofia sont établis (notamment par l Office des Etrangers, communiqué au Ministère des Affaires Etrangères, 1996) concernant les trafics de visas dans cette Ambassade. 3 Nel diritto penale canadese, l accecamento volontario, disposizione particolarmente utile in materie di indagine contro membri di organizzazioni criminali infiltrati nelle imprese o nelle istituzioni, determina che la persona che è responsabile di un settore e ha fatto la scelta di non informarsi sugli indizi di crimini commessi nel campo delle sue competenze, assume una responsabilità dei fatti criminosi commessi con una gravità quasi equivalente a quella dell autore materiale dei fatti.

3 loro responsabilità. B) Nel marzo 1997 Myrianne Coen viene rinvenuta senza conoscenza nell Ambasciata del Belgio a Sofia. Senza un minimo di inchiesta sui fatti e sulle circostanze, funzionari del Ministero degli Affari Esteri danno ordine immediato di rimpatriarla. Questa manovra sortisce un duplice effetto: impedire alla diplomatica l accesso alle prove dei crimini commessi nell Ambasciata e permettere ai responsabili dei delitti, ancora sul posto, di manipolare o far sparire i documenti compromettenti. C) Funzionari qualificano tentato suicidio questi fatti sui quali non hanno in alcun modo indagato e, sulla base di questa interpretazione organizzata, utilizzano le conoscenze dell Ambasciatore (responsabile dell Ambasciata e dunque dei traffici criminali ivi commessi) per far dichiarare la diplomatica folle tramite decreto ministeriale (sic!). Questa interpretazione organizzata sul preteso stato di follia ha come principale obiettivo screditare le dichiarazioni della diplomatica così maltrattata notamment di fronte alle autorità giudiziarie. Una decisione della Corte d Appello di Bruxelles (aprile 1998) respinge questa versione dei fatti. Ciò nonostante e nonostante le pesanti testimonianze emerse da allora contro di loro i funzionari continuano il depistaggio, con costante determinazione fino ad oggi. Interrogata dalla polizia nel 2000, l ex segretaria dell Ambasciatore dichiara: «Aprendo la porta mentre andavo verso gli uffici dell Ambasciatore, della Prima Segretaria e verso il mio, vidi la signora Coen giacere sul pavimento. Accanto alla fotocopiatrice. Vidi che aveva perso conoscenza e che la sua bocca era insanguinata Nel suo ufficio ho visto tracce di sangue sul telefono e sui documenti. Direttamente di fronte all ufficio della signora Coen si trovava l ufficio del signor ambasciatore KR. La porta di fatto era chiusa. Ma quando l ho aperta ho visto che due lampade a stelo erano accese e che un vaso da fiori era stato rovesciato. Ho anche visto di là una sedia rovesciata e un bicchiere del quale un pezzo era stato morso. Questo mi è sembrata una messa in scena di suicidio. Ho immediatamente provato a rianimarla, senza risultato. Ho sentito il suo polso e ho constatato che era estremamente basso. Ho anche constatato che nessun altro faceva una qualsiasi cosa... Stranamente tutti erano riuniti ad una certa distanza nella sala d attesa Nessuno desiderava un contatto con la signora Coen perché rischiavano altrettanti e più problemi con l ambasciatore KR». Le inchieste giudiziarie hanno anche sistematicamente evitato di indagare questi elementi che portano a leggere una incitazione al suicidio (equivalente a tentato omicidio preterintenzionale) seguito da violenza fisica su persona in stato in incoscienza, che non poteva avere un altro scopo dall assassinio

4 della diplomatica. Per impedirle di parlare. D) Nel giugno 1997 dopo un articolo di stampa del Soir Illustré, funzionari dell ispettorato interno delle ambasciate sono mandati d urgenza all Ambasciata del Belgio a Sofia. Essi non esaminano i crimini segnalati dalla diplomatica testimone e nascondono al Consiglio di Direzione del Ministero questa nuova manipolazione. Ciò permette loro di non mettere in causa alcuno dei responsabili dei traffici. A partire da questo momento un medesimo accecamento coprirà i funzionari che hanno prodotto i falsi rapporti e quelli che ne hanno fatto uso, i quali attualmente sono tutti ambasciatori all estero avviati in carriere prestigiose. E) Dal dicembre 1996 denunce penali sono state presentate a proposito di questi ed altri fatti che sono accaduti fino ad oggi. Il Ministero belga degli Affari Esteri non trasmetterà alcun documento al fine di facilitare l inchiesta delle autorità giudiziarie. Al contrario, quando una commissione rogatoria andrà finalmente a Sofia nel 2000 (quattro anni dopo i fatti ) si constaterà che numerosi documenti sono spariti dai dossier dell Ambasciata. È sulla base di questa strategia concertata che, da più di dieci anni, si è costruita e si mantiene la protezione di funzionari belgi degli Affari Esteri responsabili dei traffici illegali volti soprattutto a beneficio di organizzazioni criminali. Nel 2004 il Parlamento belga arriverà alla conclusione che: «Emerge chiaramente dall inchiesta del Comitato R che ci sono problemi di frode, di corruzione e di eventuali connessioni di agenti degli Affari Esteri con il crimine organizzato. È altrettanto chiaro che nessun servizio pubblico competente ha preso misure adeguate per lottare contro questi problemi... gli elementi che permettono il proseguimento di queste pratiche non sono stati estirpati... le amministrazioni non é è garantita la loro integrità. Queste pratiche esistono da più di dieci anni e la frode di documenti può continuare a svilupparsi. Questa constatazione è inaccettabile.» 4 Di fatto, il 4 giugno 2004, il più alto funzionario del Ministero belga degli Affari Esteri (Presidente del Consiglio di Direzione), sordo alle constatazioni del Parlamento, minaccia di nuovo la diplomatica: «Formulo da oggi le più grandi riserve a proposito delle decisioni che il Dipartimento potrebbe di nuovo riservare alle vostre accuse che sono il proseguimento di quelle che lei muove senza le minime 4 Extrait du Rapport des Commissions parlementaires de suivi di Comité R, n (Sénat) et DOC /001 (Chambre), 16 juillet 2004, pp. 29, 31, 32

5 prove da molti anni». Un tale comportamento permetteva all ex Ambasciatore a Sofia, nella primavera 2006, di scrivere alla radiotelevisione francofona 5 del Belgio che mai era stato coinvolto nell affare delle frodi e che neanche ne era informato. Questa tattica seguita da funzionari non avrebbe potuto funzionare senza una collaborazione delle autorità giudiziarie belghe. Di fatto, da più di dieci anni, tutte le denunce penali a questo proposito vengono sistematicamente manipolate e ostacolate (ritardi, perdite di documenti, errori di procedure, non investigazione sui fatti segnalati, ecc.) 6. Quanto al Consiglio Superiore della Giustizia interpellato anch esso si dimostra paralizzato 7. Un tale ostinato immobilismo è di fatto indispensabile per occultare questa doppia strategia di protezione dei responsabili dei crimini e di intimidazione dei testimoni e per garantire, a lungo termine, un clima di omertà in tutta la funzione pubblica. Il Procuratore ha ottenuto dalla Camera del Consiglio l imputazione: A) della segretaria dell Ambasciatore per falso e tratta di esseri umani, giacché una segretaria non ha nessun potere per rilasciare visti; come membro (solitario!) di un associazione a delinquere, dal momento che né i responsabili gerarchici dell Ambasciata che hanno rilasciato (il Console) e dato istruzione di rilasciare (l Ambasciatore) questi visti, né gli imprenditori che domandavano alla segretaria di trasmettere le loro richieste di visti ai servizi competenti dell Ambasciata, né i beneficiari bulgari di questi visti sono perseguiti dalla Procura. B) di un operatore di un agenzia di viaggio con sede all estero, per le stesse imputazioni, imputato assente 4 perché la Procura non ha mai dato ordine di cercarlo. Da notare che quest imputato, già condannato nel 1996, aveva allora evitato la prigione grazie ad un passaporto rilasciato dal suo amico l Ambasciatore del Belgio a Sofia. Questi sono gli unici risultati dichiarati dalla Procura Federale in quest inchiesta di Bruxelles. 5 Voir reportage de José DESSART «Visas, la filière des ambassades», Radio Télévision Belge Francophone (RTBF), Voir communiqué de presse concernant le procès devant le Tribunal de Première Instance de Bruxelles, 1 octobre Le Conseil Supérieur de la Justice s est notamment démontré incapable de constater que la loi réserve à la Cour de Cassation le droit de dessaisir un juge d instruction en cour d enquête (et autres violations de procédures similaires qui ont entravé les enquêtes), et déclare qu un procès concernant des faits dénoncés douze ans auparavant est chose parfaitement normale.

6 Strategie di intimidazione Riassumendo, sono noti e assodati: i fatti di traffici di visti, notamment tramite falso (art. 195 e 196 c.p.) e uso (art. 197 c.p.) e avendo come obiettivo la tratta degli esseri umani, commessi in banda organizzata (art. 322 c.p.), con una durata (almeno 1994/1997) 8 e modalità concordate da almeno uno dei membri dell ambasciata del Belgio che avevano il potere di firmare i visti (Ambasciatore e/o Cancelliere); i collaboratori all Ambasciata che hanno agito di loro propria volontà (art. 260 c.p.) e/o che ne hanno tratto beneficio abusivo; le imprese e/o i cittadini belgi e bulgari che ordinavano i visti e cittadini bulgari beneficiari di questi (ad eccezione delle vittime della tratta degli esseri umani). Al contrario durante l inchiesta i membri dei diversi rami dell associazione a delinquere non sono stati né identificati né, per la maggior parte, ricercati. La strategia di intimidazione destinata a ridurre il testimone di testimone al silenzio e a imporre l omertà nell amministrazione pubblica è caratterizzata dai seguenti elementi: A) Modificare con molta frequenza le funzioni della diplomatica al duplice fine di impedirle di espletarle con continuità e quindi di essere conosciuta e riconosciuta in un particolare ruolo e di avere un pretesto per accusarla di indisciplina e di disponibilità ridotta di fronte agli Affari Esteri nel momento in cui ella rifiuta un tale trattamento; avviare contro di lei una procedura disciplinare, rifiutarle promozioni, nomine, ecc. B) Debilitare fisicamente (traslochi,...), moralmente (mobbing amministrativo,...) e economicamente (perdita di stipendio, di vantaggi di carriera,...) con lo scopo di ridurre al minimo le capacità di reazione contro la rete criminale autrice dei traffici. C) Diffondere la notizia di tali maltrattamenti nelle amministrazioni pubbliche, tra le quali il Ministero belga degli Affari Esteri, allo scopo di intimidire e quindi dissuadere i colleghi dal denunciare gli atti criminali dei quali hanno conoscenza nell esercizio delle loro funzioni (obbligatorio in virtù dell art. 29 del Codice di Istruzione Criminale) e dal rifiutare di partecipare ai crimini nei quali si cerca di coinvolgerli. D) Ostacolare, tramite manipolazioni giudiziarie e poliziesche, tutte le possibilità di inchieste leali e complete, con lo scopo di sopprimere tutte le possibilità di protezione contro i maltrattamenti subiti e di risarcimenti danni futuri. 8 Les «invitations» datées de 1998 ont été communiquées au dossier par des complices des trafiquants (curieusement non poursuivis dans ce procès, alors que le parquet poursuit ces fonctions pour ce qui concerne les trafics de documents à l ambassade de Belgique à Bucarest/ procès fin octobre 2008), et leur authenticité n a pas été examinée.

7 Di fronte a un processo ineluttabile, nuove tattiche di intimidazione Secondo i magistrati e i poliziotti americani constatazioni illustrate dai fatti di cui sopra nei casi di intimidazione ambientale (qui le amministrazioni belghe), l intimidazione comincia quando la vittima o il testimone prende coscienza del fatto che il crimine è commesso in un contesto di criminalità organizzata. Quando gli autori dei crimini constatano che l intimidazione permette loro di sfuggire alle inchieste essa ha la tendenza ad aumentare e a diventare più violenta. Al contrario un intervento deciso delle autorità giudiziarie è il modo più efficace per evitare l intimidazione delle vittime e dei testimoni. Il periodo più pericoloso per vittime e testimoni e quello precedente al processo e contestuale ad esso 9. In seguito a pressioni del Parlamento belga, che vede accumularsi i motivi di inchieste giudiziarie a proposito di traffici di documenti al Ministero belga degli Affari Esteri e di negligenze giudiziarie in generale 10, il Sostituto del Procuratore del Re di Bruxelles, incaricato dal 1998 di questo caso, promosso dall allora Primo Sostituto del Procuratore Federale, non ha potuto impedire l apertura di questo processo. L ha dunque programmato cinque anni dopo aver ricevuto le carte dal Giudice Istruttore (maggio 2003), questo 1 dicembre 2008, a 15 giorni dalla prescrizione 11. Questa tattica impedisce di fatto alle parti di richiedere rinvii o complementi d inchiesta. Il processo stesso è dunque, a sua volta, trasformato in arma di intimidazione. Di fatto, per continuare a assicurare la protezione di questo gruppo di funzionari del Ministero belga degli Affari Esteri responsabile dei crimini commessi e a imporre l omertà a quelli che vorrebbero ancora resistere contro pratiche criminali nell amministrazione, il procuratore ha organizzato la sua requisitoria in modo da screditare i testimoni e imputare i complici che con la loro testimonianza integra si sono dissociati dai crimini ai quali erano stati obbligati a partecipare. Questa strategia si basa sui fatti di seguito elencati: Dal momento che i traffici di visti all Ambasciata del Belgio a Sofia sono assodati e di dominio 9 HEALEY K.M., Victim and Witness intimidation, New Developments and Emerging Responses, in Research in Action, National Institute of Justice, US Department, octobre La presse belge titrait récemment que 800 instructions clôturées, pour la plupart financières, n avaient à Bruxelles jamais été portées jusqu au procès 11 Pour justifier ce délais, le parquet fédéral a organisé le dessaisissement illégal d un autre juge d instruction (J.M.Connerotte, Neufchâteau), dont l enquête a ainsi été bloquée ce qui a permis de faire avorter le volet intimidations de ce dossier.

8 pubblico 12, diventa indispensabile trovare un capro espiatorio 13 : la Camera del Consiglio ha dunque avallato senza motivazione ma con un fine preciso la requisitoria del Procuratore che rinvia l ex segretaria dell ex Ambasciatore a Sofia davanti al Tribunale Penale. In realtà non esiste alcuna prova certa a carico di questa segretaria e il dubbio approfitta all imputato 14 : essa non aveva alcun potere per rilasciare visti (e non c è un falso materiale provato) e comunque, anche fosse complice, obbediva agli ordini dell Ambasciatore, cosa che dovrebbe avere come conseguenza il far risalire la responsabilità penale verso i suoi superiori. Diventa anche necessario gettare discredito sulla costituzione di parte civile del Centre pour l Egalité des Chances e la Lutte contre le Racisme: la requisitoria dunque viene organizzata in tal senso (la scelta delle prove, ), per sminuire la tratta di esseri umani 15. Infine, da una parte facendo ricadere la colpevolezza su un funzionario subalterno e dall altra riducendo la gravità dei fatti tra dequalificazione della tratta degli esseri umani, il Procuratore getta simultaneamente discredito sulla costituzione di parte civile della diplomatica, che non ha potuto essere minacciata dai piccoli traffici di una segretaria. 12 Rapports du Parlement belge, Comité R, CECLR,, cf. supra. 13 Les preuves (celles qui sont sélectionnées, et celles qui sont occultées ) concernant le second inculpé sont «organisées» par le procureur pour «démontrer» la «bonne foi» de l ambassadeur. NB. Caractéristiques des organisations criminelles actives dans le trafic des êtres humains (selon la présentation d un expert turc lors d un séminaire OTAN, Sofia, novembre 2007), telles qui présentes (mais occultées par le réquisitoire du parquet) dans le dossier Ambabel Sofia: «Human smuggling organizations cheat the people being smuggled by promising jobs in the destination country. They have link to other organized crime groups. They are supporting each other at national or international level. They use known routes and connections. Their activities are often disguised as international transport companies, travel agencies and hotels. They use stolen passports, provide false passports or issue also false identity or travel cheques. They rely upon corruption, particularly bribing public officials». 14 Le juge d instruction n a pas inculpé la secrétaire. Le nom de cette secrétaire n apparaît qu en caractères imprimés et pourrait dès lors être mis là par des complices ( qui ont communiqué ces documents aux instances judiciaires) des auteurs réels de l infraction ; aucune analyse graphologique n a été faite des annotations manuscrites sur les documents utilisés par le parquet pour fonder son réquisitoire. 15 Il apparaît en effet que les documents produits par le procureur dans son réquisitoire ont été sciemment sélectionnés, parmi d autres par ailleurs probants, pour permettre de disqualifier cette prévention à un juge du fond qui le suivrait sans autre vérification (comme le fit la chambre du Conseil après que le procureur ait déclaré en audience : «vous connaissez mon sérieux, Monsieur le juge» ce qui fut suffisant pour déclencher un total acquiescement de ce dernier dans son ordonnance de renvoi, par ailleurs dépourvue de motivation).

9 Contrariamente a quello che succede in Italia 16, le autorità giudiziarie belghe non perseguono né gli autori dei falsi documenti né i loro complici, né i mandanti, né i loro beneficiari. Va dunque da sé che dal 1997 gli scandali dei traffici di documenti si succedono nelle ambasciate belghe (Kiev, Bucarest, Casablanca, Kinshasa, per citare i più noti). Come conseguenza, in Belgio e in tutta la zona Schengen, l immigrazione illegale è esplosa negli ultimi dieci anni come pure le bande criminali organizzate che circolano su questi territori, le quali si appoggiano su questa rete criminale introdottasi da noi negli anni Novanta. Un esempio 17 di quello che avrebbe dovuto essere fatto in Belgio, mentre da più di dodici anni la polizia belga e la Procura di Bruxelles in particolare sono informate delle attività di queste organizzazioni criminali: «False assunzioni per ottenere permessi di soggiorno: 9 arresti L organizzazione favoriva l immigrazione clandestina in cambio di ingenti somme: 100 stranieri denunciati, 21 espulsioni Permessi di soggiorno a go go. Bastava pagare, fino a 5000 euro e con molta probabilità si riusciva ad ottenere un permesso e anche il semplice rinnovo. Era quello che ha promesso a decine di stranieri un egiziano di 50 anni arrestato, dopo un indagine durata due anni, dagli agenti del commissariato San Paolo. Un giro di soldi di oltre un milione di euro. Mawy El Daka, alla Magliana, s era fatto ormai una fama consolidata: se si era stranieri non in regola bastava andare da lui e pagare per ottenere l agognato lascia passare per restare in Italia anche se si era irregolari. E l uomo sempre secondo gli investigatori, non agiva solo ma con la complicità di cinque complici, tutti stranieri tranne una donna. Lui è finito in galera mentre per le altre cinque persone è scattata una denuncia a piede libero. Comunque devono tutti rispondere di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento dell immigrazione clandestina e alla truffa. In pratica il gruppo, così come ricostruito dalla polizia, aveva creato un carteggio (carte bollate, permessi, autorizzazioni) per il quale risultava che ciascuno di loro era titolare di ditte per le pulizie o piccole imprese edili. Non solo a Roma, ma le ditte erano anche a Milano e in Sicilia. Peccato che non era vero nulla come ha accertato poi la polizia. I truffatori, quindi, fingendosi falsi imprenditori si offrivano come datori di lavoro per immigrati che dovevano ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno. E così partiva la pratica che da un punto di vista formale era regolare e per questo in qualche occasione è andata a buon fine. Gli agenti del commissariato San Paolo si sono insospettiti quando hanno visto troppe domande di rinnovo di permesso di soggiorno ruotare intorno alle stesse piccole ditte. Così sono partiti gli accertamenti e gli investigatori hanno scoperto che dietro le carte (alcune abilmente falsificate) non c era nulla: né azienda, né lavoro ma solo una mega truffa. I poliziotti finora (ma il giro è destinato ad allargarsi) hanno accertato che più di 16 Voir l opération GIRASOLE I et II instruite à Pérouse (mafias italiennes et organisations criminelles ukrainiennes, bulgares, ect), et article illustratif, en encadré. 17 Marco De Risi, Il Messaggero, 07/08/08, p. 34.

10 cento immigrati si sono rivolti, nel giro di due anni, alla banda di Mawy El Daka. Ovviamente dopo le indagini degli agenti decine di rilasci di permessi di soggiorno sono stati annullati. Sono finiti in carcere otto stranieri in quanto irregolari in Italia. Denunciati anche il centinaio di stranieri che si sono rivolti alla banda pagando dai 300 ai 5000 euro. C era un trucco per fare ottenere non solo il rinnovo ma addirittura il rilascio del permesso di soggiorno. Infatti la legge prevede un eccezione: in qualunque momento lo straniero che svolge attività particolari (ingegnere, architetto, musicista, calciatore) può ottenere il rilascio del permesso. I poliziotti si sono accorti che operai e imbianchini avrebbero voluto, pagando l egiziano, ottenere il permesso spacciandosi per personale altamente specializzato. Il truffatore è stato arrestato in un appartamento al Trullo.»

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