ORGANISMO UNITARIO DELL AVVOCATURA ITALIANA. 18 giugno Responsabile: Claudio Rao (tel. 06/

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1 Ufficio stampa Rassegna stampa 18 giugno 2013 Responsabile: Claudio Rao (tel. 06/

2 SOMMARIO Pag. 4 MISURE GOVERNO: OUA, con decreto Governo 1 passo avanti, 2 indietro (Ansa) Pag. 5 MISURE GOVERNO: OUA, incomprensibile insistere su mediazione obbligatoria (Adnronos) Pag. 6 MISURE GOVERNO: OUA, decreto del fare? Il solito intervento spot (Agi) Pag. 7 MISURE GOVERNO: Dl fare: avvocati protestano, Anm bene Cancellieri (Ansa) Pag. 8 MISURE GOVERNO: Task force per smaltire le cause. La carica dei 400 giudici ausiliari (Guida al Diritto) Pag. 9 MISURE GOVERNO: OUA: Dl Fare un altro intervento spot (Guida al Diritto) Pag.10 MISURE GOVERNO: Il decreto del fare piace. Tranne agli avvocati (Europa) Pag.11 MISURE GOVERNO: Sgravi per chi assume, si cercano le coperture (Gazzetta del Sud) Pag.12 MISURE GOVERNO: Cause civili: ok dei magistrati, avvocati in rivolta (La Prealpina) Pag.13 MISURE GOVERNO: Avvocati in guerra contro le norme «taglia cause» (L Arena) Pag.14 MISURE GOVERNO: Oua: migliorabile intervento Governo su arretrato, incomprensibile su mediazione (Altalex) Pag.16 MISURE GOVERNO: Riesumata la mediazione obbligatoria (Mondoprofessionisti) Pag.19 MISURE GOVERNO: Decreto del "fare male", avvocatura in rivolta (Golem Informazione) Pag.22 MISURE GOVERNO: Nuovo "pacchetto giustizia", sulla mediazione obbligatoria è ancora scontro (Ipsoa) Pag.25 MISURE GOVERNO: Decreto "del fare", il CNF al ministro Cancellieri: subito un incontro per ripristinare confronto e studiare un intervento organico (Mondoprofessionisti) Pag.26 MISURE GOVERNO: Un'altra tassa occulta per accelerare i processi (Libero) Pag.28 MISURE GOVERNO: Conciliazione più rapida (Il Sole 24 Ore) Pag.29 MISURE GOVERNO: Mediazione, rientro a sorpresa (Italia Oggi) Pag.30 MISURE GOVERNO: Conciliare, ritorno in pista (Italia Oggi) Pag.31 MISURE GOVERNO: Arretrato, ecco giudici ausiliari (Italia Oggi) Pag.32 MISURE GOVERNO: Per i preconcordati previsti più controlli (Il Sole 24 Ore Pag.33 MISURE GOVERNO: Stage negli uffici giudiziari (Italia Oggi) Pag.34 MISURE GOVERNO: Concordato, uno stop agli abusi (Italia Oggi) Pag.35 MISURE GOVERNO: Motivazioni ridotte all osso (Italia Oggi) Pag.36 MISURE GOVERNO: Ingiunzioni con udienze accelerate (Il Sole 24 Ore) Pag.37 MISURE GOVERNO: Procedura sprint per le rate (Il Sole 24 Ore) Pag.39 PREVIDENZA: La previdenza non è un optional (Corriere Economia) Pag.40 PREVIDENZA: Cassa forense incontra avvocatura (Golem Informazione) Pag.41 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Gli occupanti del tribunale: «Restiamo fino a venerdì» (Il Secolo XIX - Levante) Pag.42 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: L Ordine degli avvocati di Saluzzo, tra i "sette nani" che impugnano davanti al Tar la mappa dei Magistrati (Targato Cuneo) Pag.44 L INTERVISTA: Cancellieri: Le sentenze su Berlusconi andranno rispettate in ogni caso, nessuna conseguenza sul governo" (La Repubblica) Pag.46 CARCERI: I dubbi di Alfano sul decreto carceri (Il Corriere della Sera) 2

3 Pag.48 CARCERI La Consulta: il ministero esegua gli ordini dei giudici (Il Corriere della Sera) Pag.49 PROFESSIONI: Concordati, la carica dei professionisti (La Repubblica Affari e Finanza) Pag.50 PROFESSIONI: Il lavoro al centro dello sviluppo (Italia Oggi) Pag.51 CONDOMINIO: Condominio, debutta la riforma (Il Sole 24 Ore) Pag.53 CONDOMINIO: Una riforma buona ma che va corretta (Il Sole 24 Ore) Pag.54 CASSAZIONE: Sui diritti non decide il Tar (Il Sole 24 Ore) 3

4 ANSA OUA, con decreto Governo 1 passo avanti, 2 indietro BENE SU ARRETRATO, MALE SU MEDIAZIONE E ASSENZA CONFRONTO (ANSA) - ROMA, 17 GIU - ''Sulla giustizia un passo avanti e due indietro. Sulla buona strada, ma migliorabile, l'intervento sull'arretrato, incomprensibile quello sulla mediazione obbligatoria, incostituzionale e fallimentare''. E' critico, sia pure in parte, il giudizio sul "Decreto del Fare" dell'organismo unitario dell'avvocatura, che ritiene ''ancora piu' grave'' il ricorso al decreto per ''l'ennesimo intervento spot sulla giustizia'', lamentando che tutto cio' sia avvenuto senza un confronto con gli avvocati. ''In questo Paese si decreta su tutto, non si legifera e si mortifica il Parlamento, si e' perso il senso del confronto'' lamenta il presidente dell'oua Nicola Marino.Quanto al merito del provvedimento,''mentre e' comprensibile il ricorso a uno strumento straordinario per aggredire l'arretrato e smaltirlo cioe' una misura una tantum per rimettere la nostra macchina giudiziaria sulla buona strada dell'efficienza, e' invece del tutto immotivato insistere sulla mediazione obbligatoria con l'adozione di un provvedimento urgente, pur con alcuni timidi correttivi rispetto al passato, reintroducendo un sistema che ha dimostrato di essere inefficace per le finalita' dichiarate: si parlava di milioni di processi in meno, ci si e' ridotti ad alcune decine di migliaia. Il tutto a spese dei cittadini''. ''La mediazione in versione italiana e' unica in Europa- fa notare l'oua- Infatti negli altri paesi e' circoscritta a poche materie o a valori economici bassi, mentre, qui e' estesa a quasi tutto il contenzioso civile; un pasticcio, che oltretutto e' stato considerato incostituzionale per eccesso di delega''.(ansa). 4

5 ADNKRONOS OUA, incomprensibile insistere su mediazione obbligatoria MARINO, IN QUESTO PAESE NON SI LEGIFERA MA SI MORTIFICA IL PARLAMENTO ENNESIMO INTERVENTO SPOT E NESSUN CONFRONTO CON AVVOCATURA Roma, 17 giu. (Adnkronos) - ''In questo Paese non si legifera, si mortifica il Parlamento, si e' perso il senso del confronto. Anche sulla mediazione, di nuovo obbligatoria, si perde l'occasione per un dialogo con l'avvocatura che potrebbe portare a soluzioni condivise, utili per la giustizia italiana e favorevole ai cittadini, che ancora una volta vedono introdurre un sistema obbligatorio e costoso''. E' il giudizio di Nicola Marino, presidente dell'organismo unitario dell'avvocatura su alcuni aspetti del cosiddetto 'Decreto del Fare', licenziato sabato dal governo. L'Oua, spiega una nota, ''si riserva di leggere attentamente il testo definitivo, una volta reso pubblico, ma nel frattempo non puo' esimersi dall'esprimere la propria contrarieta' su alcuni interventi annunciati nella conferenza stampa dell'esecutivo Letta sia per la forma che per la sostanza''. ''E' comprensibile -spiega Marino- il ricorso a uno strumento straordinario per aggredire l'arretrato e smaltirlo, cioe' una misura una tantum (o almeno cosi' dovrebbe essere) per rimettere la nostra macchina giudiziaria sulla buona strada dell'efficienza''. ''E' invece del tutto immotivato -rimarca il leader dell'oua- insistere sulla mediazione obbligatoria con l'adozione di un provvedimento urgente, pur con alcuni timidi correttivi rispetto al passato, reintroducendo un sistema che ha dimostrato di essere inefficace per le finalita' dichiarate: i numeri stimati e quelli reali sono enormemente lontani. Si parlava di milioni di processi in meno, ci si e' ridotti ad alcune decine di migliaia. Il tutto a spese dei cittadini''. La mediazione in versione italiana sottolinea il presidente Oua- e unica in Europa (che ha bacchettato questo meccanismo mettendo appunto in rilievo diverse criticita ). Infatti negli altri paesi e circoscritta a poche materie o a valori economici bassi, mentre, qui e estesa a quasi tutto il contenzioso civile (una novita, positiva, sembra l esclusione degli incidenti), non solo: e condizione di procedibilita ed e a pagamento. Un pasticcio, che oltretutto e stato considerato incostituzionale per eccesso di delega (con una decisione dove si elencano, pero, diversi profili di illegittimita ). Il nuovo governo persevera nell errore dei precedenti, fa un passo avanti e due indietro rimarca Marino- non ascolta il Parlamento che sul tema ha posto diverse osservazioni ed evita il dialogo con l avvocatura che potrebbe portare a soluzioni condivise, utili per la giustizia italiana e per i cittadini. L Oua ha gia consegnato al ministro Cancellieri diverse proposte per contribuire fattivamente alla modernizzazione della giustizia e aspettava di essere nuovamente convocata per approfondire questi temi, ma nessun confronto purtroppo e seguito, ed eccoci oggi a commentare il solito intervento spot. Una consuetudine di questo Paese conclude l Oua- che ha gia portato la nostra macchina giudiziaria ad avere, appunto, un arretrato enorme, processi lunghissimi e costi esorbitanti per le persone e le imprese per poter accedere a un diritto costituzionale. Continuiamo cosi, facciamoci del male. 5

6 AGI OUA, decreto del fare? Il solito intervento spot (AGI) - Roma, 17 giu. - "Il solito provvedimento spot". Nicola Marino, presidente dell'organismo unitario dell'avvocatura, esprime un duro giudizio su alcuni aspetti del cosiddetto "decreto del fare", varato sabato dal governo. In questo Paese - premette Marino - non si legifera, si mortifica il Parlamento, si e' perso il senso del confronto. Anche sulla mediazione, di nuovo obbligatoria, si perde l'occasione per un dialogo con l'avvocatura che potrebbe portare a soluzioni condivise, utili per la giustizia italiana e favorevole ai cittadini, che ancora una volta vedono introdurre un sistema obbligatorio e costoso". "Mentre e' comprensibile il ricorso a uno strumento straordinario per aggredire l'arretrato e smaltirlo - osserva Marino - cioe' una misura una tantum (o almeno cosi' dovrebbe essere, nonostante diverse esperienze negative del passato come quella delle sezioni stralcio), e' del tutto immotivato insistere sulla mediazione obbligatoria con l'adozione di un provvedimento urgente, pur con alcuni timidi correttivi rispetto al passato, reintroducendo un sistema che ha dimostrato di essere inefficace per le finalita' dichiarate: i numeri stimati e quelli reali sono enormemente lontani. Si parlava di milioni di processi in meno, ci si e' ridotti ad alcune decine di migliaia. Il tutto a spese dei cittadini". "La mediazione in versione italiana - denuncia il presidente Oua - e' unica in Europa (che ha bacchettato questo meccanismo mettendo appunto in rilievo diverse criticita'). Infatti negli altri paesi e' circoscritta a poche materie o a valori economici bassi, mentre, qui e' estesa a quasi tutto il contenzioso civile: una novita', positiva, sembra l'esclusione degli incidenti". "Non solo - continua il presidente dell'oua - e' 'condizione di procedibilita'' ed e' a pagamento. Un pasticcio, che oltretutto e' stato considerato incostituzionale per eccesso di delega (con una decisione dove si elencano, pero', diversi profili di illegittimita')". "Il nuovo governo persevera nell'errore dei precedenti, fa un passo avanti e due indietro - conclude Marino - non ascolta il Parlamento che sul tema ha posto diverse osservazioni ed evita il dialogo con l'avvocatura che potrebbe portare a soluzioni condivise, utili per la giustizia italiana e per i cittadini. L'Oua ha gia' consegnato al ministro Cancellieri diverse proposte per contribuire fattivamente alla modernizzazione della giustizia e aspettava di essere nuovamente convocata per approfondire questi temi, ma nessun confronto, purtroppo, e' seguito ed eccoci oggi a commentare il solito intervento spot. Una consuetudine di questo Paese che ha gia' portato la nostra macchina giudiziaria ad avere, appunto, un arretrato enorme, processi lunghissimi e costi esorbitanti per le persone e le imprese per poter accedere a un diritto costituzionale. Continuiamo cosi', facciamoci del male". (AGI) 6

7 ANSA Dl fare: avvocati protestano, Anm bene Cancellieri DA CSM APPREZZAMENTI PER DECRETO, MA 'SUGGERIREMO CORRETTIVI' (ANSA) - ROMA, 17 GIU - I magistrati apprezzano; gli avvocati si infuriano, accusando il ministro di non aver mantenuto l'impegno a consultarsi con loro e chiedendo subito di rimediare, convocandoli per un vero confronto. Il dl ''del fare'' divide il mondo della giustizia, schierando giudici e legali su due fronti opposti. Non solo per le misure contenute (400 giudici onorari nelle corti d'appello per smaltire l'arretrato; stage nei tribunali dei giovani laureati, che cosi' daranno un contributo; il rilancio della mediazione obbligatoria), ma anche per il ricorso alla decretazione d'urgenza. Dall'Associazione nazionale magistrati arriva un si' senza riserve. ''E' un passo che va nella giusta direzione'', dice il presidente Rodolfo Sabelli, che apprezza soprattutto l'approccio, ''il fatto che si stia intervenendo con provvedimenti che affrontano l'aspetto delle risorse in campo, cioe' quello organizzativo''. Sabelli non si sbilancia sul realismo della previsione del governo di smaltire un milione di cause, ma parla di un ''concreto sforzo da parte del ministro di risolvere un problema grave''. Nessuna riserva nemmeno sull'utilizzo di un decreto legge per intervenire sulla giustizia civile: "prima si interviene meglio e'. Oltretutto il decreto d'urgenza lascia aperta la strada a possibili modifiche". Anche dal Csm sembra prepararsi un semaforo verde: "Le misure proposte dal governo mirano ad incidere positivamente sull'arretrato delle cause civili che da noi raggiunge numeri altissimi. L'intento, quindi, e' assolutamente positivo", osserva il presidente della Commissione Riforma del Csm Paolo Auriemma, che annuncia che Palazzo dei marescialli "dara' al piu' presto" il proprio parere, "anche suggerendo alcuni correttivi". E' il fronte degli avvocati invece a essere in subbuglio. Il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa manda una lettera di fuoco al ministro della Giustizia per chiedere la convocazione ''quanto prima'' di tutti i rappresentanti dell'avvocatura. Nel dl ci sono "forti criticita'" ed e' "grave" che queste misure siano adottate "senza confronto con chi esercita il ministero della difesa", scrive Alpa ricordando polemicamente a Cancellieri che appena qualche giorno fa aveva dichiarato la propria ''intenzione'' di procedere con "la necessaria consultazione di tutti i soggetti che partecipano al funzionamento della macchina processuale". Sul merito del provvedimento, lo "sconcerto" degli avvocati riguarda innanzitutto la reintroduzione della obbligatorieta' della mediazione: e' una misura ''incostituzionale e fallimentare'', protesta l'organismo unitario dell'avvocatura. Ora basta "false promesse'' invoca l'unione nazionale Camere Civili, pronta a adottare ''tutti i possibili mezzi di contrasto'' se il ministro non cambiera' rotta. ''Le intenzioni sono buone ed e' bene che si cominci, ma ci vogliono riforme molto piu' approfondite e di sistema; perche' il vero problema e' che il processo civile viene usato come tecnica dilatoria per non pagare da parte di tutti i debitori, innanzitutto e scandalosamente le pubbliche amministrazioni", avverte invece dalla Corte di Cassazione il presidente della Terza Sezione civile Giuseppe Maria Berruti. (ANSA). di Sandra Fischetti FH 17-GIU-13 19:17 7

8 GUIDA AL DIRITTO OUA: Poche luci e molte ombre sul Dl "del fare" "Sulla giustizia un passo avanti e due indietro. Sulla buona strada, ma migliorabile, l'intervento sull'arretrato, incomprensibile quello sulla mediazione obbligatoria, incostituzionale e fallimentare". Questo il giudizio abbastanza critico dell Oua sul "Decreto del Fare". L Organismo unitario dell'avvocatura, ritiene "ancora più grave" il ricorso al decreto per "l'ennesimo intervento spot sulla giustizia", senza un confronto con gli avvocati. "In questo Paese si decreta su tutto, non si legifera e si mortifica il Parlamento, si è perso il senso del confronto" lamenta il presidente dell'oua Nicola Marino. Per quanto riguarda il contenuto del testo, Marino sottolinea che mentre è comprensibile il ricorso a uno strumento straordinario per aggredire l'arretrato e smaltirlo cioè una misura una tantum per rimettere la nostra macchina giudiziaria sulla buona strada dell'efficienza, è invece del tutto immotivato insistere sulla mediazione obbligatoria con l'adozione di un provvedimento urgente, pur con alcuni timidi correttivi rispetto al passato, reintroducendo un sistema che ha dimostrato di essere inefficace per le finalità dichiarate: si parlava di milioni di processi in meno, ci si è ridotti ad alcune decine di migliaia. Il tutto a spese dei cittadini". L Oua ribadisce che "la mediazione in versione italiana è unica in Europa, negli altri paesi è circoscritta a poche materie o a valori economici bassi, mentre, qui è estesa a quasi tutto il contenzioso civile; un pasticcio, che oltretutto è stato considerato incostituzionale per eccesso di delega". 8

9 GUIDA AL DIRITTO OUA: Dl Fare un altro intervento spot Il solito provvedimento spot». Nicola Marino, presidente dell'organismo unitario dell'avvocatura, esprime un duro giudizio su alcuni aspetti del cosiddetto «decreto del fare», varato sabato dal governo. In questo Paese - premette Marino - non si legifera, si mortifica il Parlamento, si è perso il senso del confronto. Anche sulla mediazione, di nuovo obbligatoria, si perde l'occasione per un dialogo con l'avvocatura che potrebbe portare a soluzioni condivise, utili per la giustizia italiana e favorevole ai cittadini, che ancora una volta vedono introdurre un sistema obbligatorio e costoso. «Mentre è comprensibile il ricorso a uno strumento straordinario per aggredire l'arretrato e smaltirlo - osserva Marino - cioè una misura una tantum (o almeno così dovrebbe essere, nonostante diverse esperienze negative del passato come quella delle sezioni stralcio), è del tutto immotivato insistere sulla mediazione obbligatoria con l'adozione di un provvedimento urgente, pur con alcuni timidi correttivi rispetto al passato, reintroducendo un sistema che ha dimostrato di essere inefficace per le finalità dichiarate: i numeri stimati e quelli reali sono enormemente lontani. Si parlava di milioni di processi in meno, ci si è ridotti ad alcune decine di migliaia. Il tutto a spese dei cittadini». «La mediazione in versione italiana - denuncia il presidente Oua - è unica in Europa (che ha bacchettato questo meccanismo mettendo appunto in rilievo diverse criticità). Infatti negli altri paesi è circoscritta a poche materie o a valori economici bassi, mentre, qui è estesa a quasi tutto il contenzioso civile: una novità, positiva, sembra l'esclusione degli incidenti». «Non solo - continua il presidente dell'oua è condizione di procedibilità» ed è a pagamento. Un pasticcio, che oltretutto è stato considerato incostituzionale per eccesso di delega (con una decisione dove si elencano, però, diversi profili di illegittimità)». Il nuovo governo persevera nell'errore dei precedenti, fa un passo avanti e due indietro - conclude Marino - non ascolta il Parlamento che sul tema ha posto diverse osservazioni ed evita il dialogo con l'avvocatura che potrebbe portare a soluzioni condivise, utili per la giustizia italiana e per i cittadini. L'Oua ha già consegnato al ministro Cancellieri diverse proposte per contribuire fattivamente alla modernizzazione della giustizia e aspettava di essere nuovamente convocata per approfondire questi temi, ma nessun confronto, purtroppo, è seguito ed eccoci oggi a commentare il solito intervento spot. Una consuetudine di questo Paese che ha già portato la nostra macchina giudiziaria ad avere, appunto, un arretrato enorme, processi lunghissimi e costi esorbitanti per le persone e le imprese per poter accedere a un diritto costituzionale. Continuiamo così, facciamoci del male. 9

10 EUROPA Il decreto del fare piace. Tranne agli avvocati Il provvedimento che oggi è al vaglio finale della Ragioneria dello stato per l'ultima verifica sui conti prima della firma da parte del capo dello stato è stato ben accolto da industrie, sindacati, piccole imprese, forze politiche. Gli unici sul piede di guerra sono gli avvocati contrari al ritorno della mediazione obbligatoria. Ma ci sono anche avvocati che parlano di vittoria Il decreto del fare piace. Nel giorno in cui il provvedimento, approvato dal consiglio dei ministri sabato scorso, passerà per l ultimo vaglio dei conti sotto la lente d ingrandimento della Ragioneria generale dello stato prima della firma del capo dello stato, gli unici realmente sul piede di guerra sono gli avvocati. Piace agli architetti perché l edilizia è stata riportata al centro dell azione, piace agli agricoltori per le decisioni sul contenimento del consumo del suolo agricolo e la prevenzione dei rischio idrogeologico, piace agli imprenditori per lo sblocco di 3 miliardi di opere infrastrutturali e la riduzione degli oneri di impresa. Piace alle piccole imprese per le agevolazioni sul credito e perfino ai sindacati che tuttavia aspettano con trepidazione il prossimo provvedimento sul lavoro. Piace anche alle associazioni del turismo per la cancellazione della tassazione sulle imbarcazioni fino ai 14 metri e la riduzione delle aliquote per le unità fino a 20 metri, Piace alle forze politiche, tutte ad eccezione della Lega. Piace per il metodo: un corposo compendio di provvedimenti che tutti insieme possono contribuire a dare la scossa al cuore produttivo d Italia. Insomma, piace a tutti, proprio a tutti. Tranne agli avvocati e (in misura minore) agli Assoporti. E il perché è presto detto. A far male a una delle categorie più corporative non è tanto la decisione di attivare una terapia d urto per consentire lo smaltimento di oltre 1,2 milioni di pratiche arretrate nella giustizia civile, quanto piuttosto che per farlo il governo ha deciso di affidarsi alla reintroduzione dell istituto della mediazione obbligatoria. E così gli avvocati dell Organismo unitario dell avvocatura (Oua) non solo ricordano che la mediazione obbligatoria «aveva già dato cattiva prova di sè nell applicazione verificatasi prima che la Corte costituzionale la bocciasse sonoramente», ma anche parlano di un estensione delle procedure che non ha pari in Europa. «La mediazione in versione italiana è unica in Europa fa notare l Oua infatti negli altri paesi è circoscritta a poche materie o a valori economici bassi, mentre qui è estesa a quasi tutto il contenzioso civile; un pasticcio che, oltretutto, è stato considerato incostituzionale per eccesso di delega». Di segno opposto, però, il giudizione dall Apm (Associazione avvocati per la mediazione) che parla di vittoria: «eravamo certi che lo stop della consulta non fosse altro che un arresto temporaneo per far rinascere l istituto della mediazione più forte di prima». E poiché smaltire il contenzioso è necessario per rendere il paese più appetibile agli investitori stranieri e certa la giustizia, non c è dubbio che il governo tirerà dritto per la propria strada. Un altra nota negativa, ma solo parzialmente, è arrivata dai porti italiani che, in questo caso, appaiono più che contrari delusi dal decreto del fare per l inserimento delle norme sull autonomia finanziaria. Nel giudicare positivo ma inadeguato l innalzamento dei tetti da 70 a 90 milioni per le spese correnti e gli investimenti, Assoporti chiede un provvedimento pluriennale e attende di conoscere la stesura finale del provvedimento. Raffaella Cascioli 10

11 GAZZETTA DEL SUD Sgravi per chi assume, si cercano le coperture Proposta del presidente Van Rompuy di «fare del front loading concentrando i fondi europei youth garantee nei primi due anni invece che spalmandoli su tutti i sette anni». I tecnici dei ministeri sono impegnati in queste ore nella stesura definitiva delle misure da portare in Cdm venerdì, e sul nodo delle coperture: servono risorse per finanziare - è tra le ipotesi - un bonus fiscale-contributivo di due anni per gli assunti a tempo indeterminato under 30. Sarà invece a costo zero una «manutenzione» della riforma Fornero, con ritocchi dai contratti a tempo determinato (per alleggerirne i vincoli dai tempi alle causali) allo strumento dell' apprendistato da potenziare. Intanto, gli avvocati sono sul piede di guerra contro la reintroduzione dell' istituto della mediazione obbligatoria prevista da decreto del fare approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Secondo gli annunci del Governo, il provvedimento consentirà nei prossimi 5 anni di abbattere il contenzioso civile con il taglio di un milione e 200mila pendenze complessive. «In attesa di verificare il contenuto concreto delle misure per lo smaltimento dell' arretrato nella giustizia civile - dice Fabio Sportelli, della giunta esecutiva dell' Organismo unitario dell' avvocatura (Oua) registriamo con sconcerto la reintroduzione dell' istituzione della mediazione obbligatoria che aveva dato già cattiva prova di sè nell' applicazione verificatasi prima che la Corte Costituzionale lo bocciasse sonoramente». 11

12 LA PREALPINA Cause civili: ok dei magistrati, avvocati in rivolta ROMA - I magistrati apprezzano; gli avvocati si infuriano. Il decreto "del fare" divide il mondo della giustizia, schierando giudici e legali su fronti opposti. Non solo per le misure (400 giudici onorari nelle corti d'appello per smaltire l'arretrato; stage nei tribunali dei giovani laureati, rilancio della mediazione obbligatoria), ma anche per il ricorso al decreto d'urgenza. Dall'Associazione Nazionale Magistrati arriva un sì, senza riserve. «E' un passo che va nella giusta direzione», plaude il presidente, Rodolfo Sabelli, che apprezza soprattutto «il fatto che si stia intervenendo con provvedimenti che affrontano l'aspetto delle risorse e organizzativo». Sabelli non si sbilancia sulla previsione del governo di smaltire un milione di cause, ma parla di un «concreto sforzo di risolvere un problema grave». Nessuna riserva sul decreto legge: «Prima si interviene, meglio è. Oltretutto, il decreto d'urgenza lascia aperta la strada a possibili modifiche». Anche dal Csm sembra prepararsi un via libera: «Le misure proposte dal governo mirano a incidere positivamente sull'arretrato delle cause civili che raggiunge numeri altissimi. L'intento è assolutamente positivo», osserva il presidente della Commissione riforma, Paolo Auriemma, che annuncia «al più presto» il parere del Consiglio Superiore della Magistratura, «anche suggerendo alcuni correttivi». Ma il fronte degli avvocati è in subbuglio. Il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, manda una lettera di fuoco al ministro della Giustizia: chiedere la convocazione «quanto prima» di tutti i rappresentanti dell'avvocatura. Trova nel decreto «forti criticità» e soprattutto è «grave» che queste misure siano state adottate «senza confronto con chi esercita la difesa». Alpa ricorda che qualche giorno fa il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, aveva dichiarato «l'intenzione di procedere con la necessaria consultazione di tutti i soggetti che partecipano alla macchina processuale». Nel merito, lo «sconcerto» degli avvocati riguarda l'obbligatorietà della mediazione: una misura «incostituzionale e fallimentare». «La mediazione obbligatoria aveva dato già cattiva prova è nell'applicazione prima che la Corte Costituzionale lo bocciasse sonoramente». afferma Fabio Sportelli, dell'organismo unitario dell'avvocatura. Perplessità anche sulla task force di 400 giudici ausiliari per aiutare gli uffici a smaltire l'arretrato: in passato, «le sezioni stralcio non hanno dato gran prova e un cottimo di 200 euro a sentenza come retribuzione non è certo il modo migliore di smaltire l'arretrato». 12

13 L ARENA PACCHETTO GIUSTIZIA. Il governo le difende Avvocati in guerra contro le norme «taglia cause» Avvocati in guerra contro le norme «taglia cause» Uffici del tribunale di Torino carichi di faldoni come nel resto d Italia ROMA Il pacchetto giustizia contenuto nel «decreto del fare» approvato sabato dal governo agita il mondo giudiziario. Gli avvocati dichiarano guerra contro la reintroduzione dell istituto della mediazione obbligatoria che secondo i calcoli del governo consentirà nei prossimi cinque anni di abbattere il contenzioso civile con il taglio di un milione e 200 mila pendenze complessive. Una tesi che non convince Fabio Sportelli, della giunta esecutiva dell Organismo unitario dell avvocatura (Oua) che spiega:«registriamo con sconcerto la reintroduzione dell istituzione della mediazione obbligatoria che aveva dato già cattiva prova di sè nell applicazione verificatasi prima che la Corte Costituzionale lo bocciasse sonoramente. Si è voluto, reintrodurre un istituto che non ha pari in Europa». Perplessità vengono espresse anche su un altro punto del decreto, quello che prevede la costituzione di una «task force» di 400 giudici ausiliari che dovranno aiutare gli uffici a smaltire l arretrato. Spiega ancora Sportelli: «In passato le sezioni stralcio non hanno dato gran prova di sè ed un cottimo di 200 euro a sentenza come retribuzione non è certo il modo migliore di smaltire l arretrato». «UNA SVOLTA EPOCALE» Per il governo invece l ingresso di giudici ausiliari per smaltire le cause civili sarà vincente e porterà all abbattimento di un arretrato che non ha eguali in Europa e che oltre a ingolfare molti tribunali sull orlo del collasso, rischia di scoraggiare investimenti e sviluppo. «Si tratterà di una svolta epocale» è pronta a scommettere il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. Ma non sono queste le uniche novità Il decreto introduce l istituzione di stage di formazione presso gli uffici giudiziari dei tribunali dei giovani laureati in giurisprudenza più meritevoli, l assegnazione di trenta magistrati ordinari come assistenti alle sezioni civili della Cassazione per aumentare la produttività del settore, la possibilità (nell ambito dei processi di divisione di beni in comproprietà notoriamente lunghi) di attribuire la delega a un notaio nominato dal giudice delle operazioni di divisione, quando ci sia accordo tra i comproprietari sulla necessità di divisione del bene, Prevista poi la concentrazione esclusiva presso i Tribunali e le Corti di appello di Milano, Roma e Napoli delle cause che coinvolgono gli investitori esteri (senza sedi stabili in Italia) con lo scopo di garantire una maggiore prevedibilità delle decisioni e una forte riduzione dei costi logistici. 13

14 ALTALEX Oua: migliorabile intervento Governo su arretrato, incomprensibile su mediazione DECRETO DEL FARE, OUA: SULLA GIUSTIZIA UN PASSO AVANTI E DUE INDIETRO. SULLA BUONA STRADA, MA MIGLIORABILE, L INTERVENTO SULL ARRETRATO, INCOMPRENSIBILE QUELLO SULLA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA, INCOSTITUZIONALE E FALLIMENTARE PER L OUA ANCORA PIÙ GRAVE È IL RICORSO AL DECRETO PER L ENNESIMO INTERVENTO SPOT SULLA GIUSTIZIA E DENUNCIA: NESSUN CONFRONTO CON L'AVVOCATURA NICOLA MARINO, PRESIDENTE OUA: In questo Paese non si legifera, si mortifica il Parlamento, si è perso il senso del confronto. Anche sulla mediazione, di nuovo obbligatoria, si perde l occasione per un dialogo con l avvocatura che potrebbe portare a soluzioni condivise, utili per la giustizia italiana e favorevole ai cittadini, che ancora una volta vedono introdurre un sistema obbligatorio e costoso Duro il giudizio dell Organismo Unitario dell Avvocatura su alcuni aspetti del cosiddetto Decreto del Fare licenziato sabato dal Governo, in concreto sulla mediazione obbligatoria, moderatamente positivo sul nodo dello smaltimento dell arretrato. L Oua si riserva di leggere attentamente il testo definitivo, una volta reso pubblico, ma nel frattempo non può esimersi dall esprimere la propria contrarietà su alcuni interventi annunciati nella conferenza stampa dell'esecutivo Letta sia per la forma che per la sostanza. Per Nicola Marino, presidente Oua, «in questo Paese si decreta su tutto, non si legifera e si mortifica il Parlamento, si è perso il senso del confronto». «Mentre è comprensibile il ricorso a uno strumento straordinario per aggredire l arretrato e smaltirlo aggiunge cioè una misura una tantum (o almeno così dovrebbe essere, nonostante diverse esperienze negative del passato come quella delle sezioni stralcio) per rimettere la nostra macchina giudiziaria sulla buona strada dell efficienza, è invece del tutto immotivato insistere sulla mediazione obbligatoria con l'adozione di un provvedimento urgente, pur con alcuni timidi correttivi rispetto al passato, reintroducendo un sistema che ha dimostrato di essere inefficace per le finalità dichiarate: i numeri stimati e quelli reali sono enormemente lontani. Si parlava di milioni di processi in meno, ci si è ridotti ad alcune decine di migliaia. Il tutto a spese dei cittadini». «La mediazione in versione italiana - sottolinea il presidente Oua - è unica in Europa (che ha bacchettato questo meccanismo mettendo appunto in rilievo diverse criticità). Infatti negli 14

15 altri paesi è circoscritta a poche materie o a valori economici bassi, mentre, qui è estesa a quasi tutto il contenzioso civile (una novità, positiva, sembra l esclusione degli incidenti), non solo: è condizione di procedibilità ed è a pagamento. Un pasticcio, che oltretutto è stato considerato incostituzionale per eccesso di delega (con una decisione dove si elencano, però, diversi profili di illegittimità)». «Il nuovo Governo persevera nell errore dei precedenti, fa un passo avanti e due indietro conclude Marino non ascolta il Parlamento che sul tema ha posto diverse osservazioni ed evita il dialogo con l avvocatura che potrebbe portare a soluzioni condivise, utili per la giustizia italiana e per i cittadini. L'Oua ha già consegnato al ministro Cancellieri diverse proposte per contribuire fattivamente alla modernizzazione della giustizia e aspettava di essere nuovamente convocata per approfondire questi temi, ma nessun confronto, purtroppo, è seguito ed eccoci oggi a commentare il solito intervento spot. Una consuetudine di questo Paese che ha già portato la nostra macchina giudiziaria ad avere, appunto, un arretrato enorme, processi lunghissimi e costi esorbitanti per le persone e le imprese per poter accedere a un diritto costituzionale. Continuiamo così facciamoci del male!». 15

16 MONDOPROFESSIONISTI Riesumata la mediazione obbligatoria Il governo reintroduce la mediaconciliazione abolita dalla Consulta. Oua: si reintroduce un sistema obbligatorio e costoso. Anai, questo è il governo del fare male. Anf: è un blitz a rischio incostituzionalità Dichiarata lo scorso ottobre incostituzionale, torna ad essere obbligatoria la mediaconciliazione. Con la scusa di voler ridurre di oltre 1 milione il numero di cause giacenti (soprattutto nel grado di appello) l esecutivo ha rispolverato l obbligo di ricorrere alla mediaconciliazione prima di poter adire al giudice ordinario. Sulla giustizia un passo avanti e due indietro rileva il presidente dell Oua, Nicola Marino. Sulla buona strada, ma migliorabile - spiega - l intervento sull arretrato, incomprensibile quello sulla mediazione obbligatoria, incostituzionale e fallimentare. In questo Paese non si legifera, si mortifica il Parlamento, si è perso il senso del confronto. Anche sulla mediazione, di nuovo obbligatoria, si perde l occasione per un dialogo con l avvocatura che potrebbe portare a soluzioni condivise, utili per la giustizia italiana e favorevole ai cittadini, che ancora una volta vedono introdurre un sistema obbligatorio e costoso. Il presidente dell organismo politico dell avvocatura fa notare che la mediazione in versione italiana è unica in Europa (che ha bacchettato questo meccanismo mettendo appunto in rilievo diverse criticità). Infatti negli altri paesi è circoscritta a poche materie o a valori economici bassi, mentre, qui è estesa a quasi tutto il contenzioso civile (una novità, positiva, sembra l esclusione degli incidenti), non solo: è condizione di procedibilità ed è a pagamento. Un pasticcio conclude Marino - che oltretutto è stato considerato incostituzionale per eccesso di delega (con una decisione dove si elencano, però, diversi profili di illegittimità). Anche l'associazione nazionale avvocati italiani boccia il decreto del fare del governo Letta. Ben sapevamo fa notare il presidente Anai Maurizio De Tilla - che poteri economici forti e agenzie di intermediazione avrebbero nuovamente fatto pressioni sul Governo per introdurre la mediaconciliazione obbligatoria che è stata dichiarata incostituzionale. Con l aggiunta di una bugia colossale: un milione di processi in meno. Altro che decreto del fare. Si tratta di un provvedimento del fare male. Anzi un provvedimento che picchia sui cittadini e sulla giustizia. Con la mistificazione di chi non intende razionalizzare le risorse ed impiegare più fondi nella produttività della giustizia. Il cittadino ha diritto di andare subito davanti al giudice. E se non intende conciliare non può essere costretto ad intraprendere un tentativo coercitivo, in una fase dove non ci sono garanzie di qualità e di terzietà, assumendo costi che non intende assumere. In precedenza, più del 70 per cento dei cittadini non sono comparsi in sede di mediaconciliazione obbligatoria e solo un quarto della restante percentuale ha conciliato. Perché tanta insistenza e tanta frenesia per una mediaconciliazione obbligatoria che non ha precedenti in Europa conclude De Tilla - e che è incostituzionale per le molteplici ragioni che hanno formato oggetto di ben dodici ordinanze di rimessione alla Corte Costituzionale che non sono state esaminate per il pregiudiziale eccesso di delega e che saranno rinnovate con altrettante motivazioni che porteranno probabilmente ad una nuova declaratoria di incostituzionalità di un istituto che è fallimentare e che non contribuisce allo smaltimento dei carichi giudiziari? Secondo Anai le ipotesi accettabili sono 16

17 la mediaconciliazione volontaria e quella endoprocessuale molto praticate negli altri Paesi europei. Per Ester Perifano, segretario generale dell Associazione Nazionale Forense, si tratta di un vero e proprio blitz del Governo, che sulla necessità improcrastinabile di alleggerire l arretrato gravante sulla macchina giudiziaria mischia le carte, perché semplicemente disincentiva il diritto del cittadino a ricorrere alla Giustizia gravandolo di balzelli ingiustificati. Il Governo chiede la segretaria dell Anf - stralci rapidamente la misura dal decreto e avvii un confronto effettivo con l avvocatura, se l obiettivo è quello di aumentare l efficienza della macchina della giustizia italiana. Dispiace questa improvvida accelerazione, che purtroppo sembra ricalcare schemi di comportamento che, negli anni passati, hanno molto inasprito i rapporti tra avvocati e Ministro della Giustizia. Non si comprende per quale motivo si sia ricorso alla decretazione d urgenza per la conciliazione obbligatoria, che rischia così di costituire nuovamente materia di giudizio per la Corte Costituzionale. Al Ministro Cancellieri conclude Perifano - chiediamo al più presto un confronto, in nome dell attenzione nei confronti delle esigenze del cittadino che aveva sottolineato al momento del suo insediamento e che con il blitz di sabato dimostra, invece, di avere rapidamente dimenticato. Per evitare un altra bocciatura da parte della Consulta che nell'ottobre scorso aveva cassato le misure applicative sulla conciliazione obbligatoria sotto il profilo dell'eccesso di delega, la Cancellieri la ripropone come strumento deflattivo del contenzioso civile: viene pertanto ripristinato il tentativo obbligatorio di conciliazione come condizione di procedibilità. Un'obbligatorietà ora che ora non si basa più su una delega e quindi non rischia di essere nuovamente bocciata dalla Consulta. Rispetto al vecchio assetto della conciliazione sono 8 i punti di novità che la relazione tecnica al decreto indica come qualificanti e, in gran parte, si sottolinea, in adesione alle richieste dell'avvocatura. Nel dettaglio: 1) esclusione delle liti sulla responsabilità per danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti (le altre materie, dal condominio alle successioni sono confermate); 2) introduzione della mediazione prescritta dal giudice, fuori dei casi di obbligatorietà ex ante e sempre nell'area generale dei diritti disponibili; 3) integrale gratuità della mediazione, anche nel caso del punto precedente, per i soggetti che, nella corrispondente controversia giudiziaria, avrebbero avuto diritto all'ammissione al patrocinio a spese dello Stato; 4) previsione di un incontro preliminare, informativo e di programmazione, in cui le parti, davanti al mediatore, verificano con il professionista se sussistano effettivi spazi per procedere alla mediazione; 5) forfetizzazione e abbattimento dei costi della mediazione, in particolare di quella obbligatoria, attraverso la previsione di un importo contenuto, comprensivo delle spese di avvio, per l'incontro preliminare; 6) limite temporale della durata della mediazione in 3 mesi, invece di 4, trascorsi i quali il processo può sempre essere iniziato o proseguito; 7) previsione della necessità che, per divenire titolo esecutivo e per l'iscrizione d'ipoteca giudiziale, l'accordo concluso davanti al mediatore deve essere non solo omologato dal giudice, ma anche 17

18 sottoscritto da avvocati che assistano le parti; 8) riconoscimento di diritto, agli avvocati che esercitano la professione, della qualità di mediatori. In particolare, sulla falsariga di quanto previsto per il processo del lavoro, il giudice civile, alla prima udienza o sino al termine dell'istruzione, formula alle parti una proposta transattiva o conciliativa. Il rifiuto della proposta senza giustificato motivo costituisce comportamento valutabile ai fini del giudizio. Le altre misure sul fronte Giustizia Giudici Ausiliari - Per abbattere l'arretrato si punta sull'impiego straordinario di risorse aggiuntive a supporto dell'atti vita della Corte d'appello: per un periodo di cinque anni saranno impiegati 400 giudici ausiliari, selezionati tramite un concorso per titoli tra magistrati e avvocati dello Stato in pensione, professori e ricercatori universitari, avvocati e notai Stage per i giovani - Per aumentare l'efficienza della giustizia civile, viene data la possibilità ai laureati in giurisprudenza più meritevoli di svolgere uno stage di formazione negli uffici giudiziari dei tribunali e delle corti d'appello. Inoltre, 30 magistrati ordinari già in ruolo potranno essere assegnati dal Csm alle sezioni civili della Cassazione Concordato Preventivo - Per impedire condotte abusive dello strumento del concordato preventivo, l'impresa non potrà più limitarsi alla semplice domanda iniziale in bianco, ma dovrà depositare, a fini di verifica, l'elenco dei suoi creditori e dei debiti. Il tribunale potrà nominare un commissario che controllerà se l'impresa si sta attivando per predisporre una proposta di pagamento ai creditori Decreti Ingiuntivi - Più veloci i giudizi di opposizione ai decreti ingiuntivi: quando il convenuto in opposizione chiede di anticipare l'udienza, il giudice deve fissare entra trenta giorni rispetto alla scadenza del termine minimo a comparire. Il giudice deve provvedere alla prima udienza sull'istanza di concessione della provvisoria efficacia del decreto ingiuntivo Delega al Notaio - Per ridurre i tempi di definizione dei processi di divisione di beni in comproprietà, e per agevolare la circolazione degli immobili sul mercato, viene introdotta la delega delle operazioni di divisione a un notaio nominato dal giudice, quando ci sia di accordo tra i comproprietari sulla necessità di suddividere il bene Foro delle Imprese estere Per incentivare gli investimenti stranieri in Italia, le cause che coinvolgono gli investitori esteri che non hanno una sede in Italia vengono concentrate sui tribunali e sulle Corti d'appello di Milano, Roma e Napoli (città ben collegate con l'estero), consentendo così una maggiore prevedibilità delle decisioni e minori costi logicistici Sentenza Breve - Viene modificato l'articolo 118 delle disposizioni per l'attuazione del Codice di procedura civile, stabilendo che la motivazione della sentenza civile deve consistere nella «concisa esposizione dei fatti decisivi e dei principi di diritto rilevanti», anche attraverso il riferimento esclusivo a precedenti conformi e il rinvio a specifici contenuti degli atti difensivi o comunque di causa 18

19 GOLEM INFORMAZIONE Decreto del "fare male", avvocatura in rivolta Guido Alpa (Cnf): "forti criticità delle norme in materia di giustizia"; Oua: "un passo avanti e due indietro"; Anai: "hanno vinto poteri economici forti"; Anf: "sconcertante la reintroduzione mediaconciliazione obbligatoria" Un incontro il prima possibile tra Consiglio nazionale forense, i presidenti dei 26 Ordini forensi distrettuali in rappresentanza del territorio, Oua e il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri, per ripristinare un confronto sui necessari e organici interventi in materia di giustizia. La richiesta al ministro guardasigilli è contenuta in una lettera inviata oggi dal Consiglio nazionale forense, a firma del presidente Guido Alpa, in merito alle misure per l efficienza del sistema giudiziario e la definizione del contenzioso civile, contenute nel decreto legge del fare, approvato sabato dal consiglio dei ministri. Delle norme in materia di giustizia, evidenzia la lettera, si è appreso da fonti esterne al dicastero nonostante la circostanza che solo pochi giorni or sono nel corso degli incontri svoltisi con le rappresentanze istituzionali ed associative dell Avvocatura il ministro stesso aveva comunicato l intenzione di procedere in materia attraverso la necessaria consultazione di tutti i soggetti che partecipano al funzionamento della macchina processuale. Il CNF ribadisce innanzitutto la propria contrarietà al solito metodo adottato dai Governi via via succedutisi, di intervenire con decretazione d urgenza sulla giurisdizione e sull accesso dei cittadini alla giustizia; e senza un preventivo confronto con la Istituzione che rappresenta coloro che esercitano il ministero della difesa. Consultazione peraltro legislativamente prevista dall articolo 35, comma 1 lettera q della legge 247/2013. Quanto al merito del provvedimento, la lettera individua i punti che sollevano forti criticità, riservandosi di portare all incontro un documento dettagliato con le modifiche necessarie e le ulteriori proposte, visto che la buona amministrazione del servizio giustizia è un obiettivo sentito da tutta l Avvocatura. Mediazione obbligatoria. Il presidente Alpa esprime sconcerto per la reintroduzione della obbligatorietà della mediazione. La lettera critica l utilizzo della decretazione d urgenza in una materia coperta da riserva assoluta di legge. Evidenzia inoltre che la declaratoria di incostituzionalità da parte della Consulta, per eccesso di delega delle precedenti norme, ha assorbito logicamente e giuridicamente, ma non certo ha ritenuto infondati, gli altri vizi sollevati dalle numerose ordinanze di rimessione, relativi alla obbligatorietà, onerosità, assenza di garanzie circa la preparazione dei mediatori. Non risolve il problema la iscrizione dei diritto degli avvocati nel registro dei mediatori, chiarisce la lettera. Reclutamento di magistrati onorari per le Corti d appello. La misura, oltre a non risolvere il problema del sovraccarico in primo grado, non presta sufficiente attenzione ai criteri di selezione, che dovrebbero esser rigorosi per evitare l infelice esperienza delle sezioni stralcio. Impiego di magistrati togati. Il CNF rileva anche la contraddittorietà interna tra le norme, 19

20 attinente all utilizzo dei magistrati togati, laddove da una parte si reclutano magistrati onorari e dall altra si distolgono risorse preziose dal servizio attivo nella magistratura giudicante e requirente laddove si modifica la nuova legge forense, prevedendo che delle commissioni d esame per l abilitazione facciano parte dei magistrati in servizio. Funzioni paragiurisdizionali e nuove proposte. Il decreto, evidenza il presidente Alpa, non si cura della funzione sussidiaria dell avvocato rispetto alla possibile devoluzione di funzioni di tipo paragiurisdizionale, che potrebbero ben riguardare l Avvocatura. Senza contare che il CNF, mosso dalla ferma volontà dell Avvocatura di cooperare all amministrazione della giustizia, ha proposto innovativi istituti per deflazionare il carico giudiziario, a costo zero per lo stato, come la negoziazione assistita, la translatio judicii ai procedimenti arbitrali (il passaggio a determinati condizioni della contriversia dal giudice alle camere arbitrali), senza che dal ministero sia giunta alcuna risposta. Duro il giudizio dell Organismo Unitario dell Avvocatura su alcuni aspetti del cosiddetto Decreto del Fare licenziato sabato dal Governo, in concreto sulla mediazione obbligatoria, moderatamente positivo sul nodo dello smaltimento dell arretrato. L Oua si riserva di leggere attentamente il testo definitivo, una volta reso pubblico, ma nel frattempo non può esimersi dall esprimere la propria contrarietà su alcuni interventi annunciati nella conferenza stampa dell'esecutivo Letta sia per la forma che per la sostanza. Per Nicola Marino, presidente Oua, «in questo Paese si decreta su tutto, non si legifera e si mortifica il Parlamento, si è perso il senso del confronto». «Mentre è comprensibile il ricorso a uno strumento straordinario per aggredire l arretrato e smaltirlo aggiunge cioè una misura una tantum (o almeno così dovrebbe essere, nonostante diverse esperienze negative del passato come quella delle sezioni stralcio) per rimettere la nostra macchina giudiziaria sulla buona strada dell efficienza, è invece del tutto immotivato insistere sulla mediazione obbligatoria con l'adozione di un provvedimento urgente, pur con alcuni timidi correttivi rispetto al passato, reintroducendo un sistema che ha dimostrato di essere inefficace per le finalità dichiarate: i numeri stimati e quelli reali sono enormemente lontani. Si parlava di milioni di processi in meno, ci si è ridotti ad alcune decine di migliaia. Il tutto a spese dei cittadini». «La mediazione in versione italiana - sottolinea il presidente Oua - è unica in Europa (che ha bacchettato questo meccanismo mettendo appunto in rilievo diverse criticità). Infatti negli altri paesi è circoscritta a poche materie o a valori economici bassi, mentre, qui è estesa a quasi tutto il contenzioso civile (una novità, positiva, sembra l esclusione degli incidenti), non solo: è condizione di procedibilità ed è a pagamento. Un pasticcio, che oltretutto è stato considerato incostituzionale per eccesso di delega (con una decisione dove si elencano, però, diversi profili di illegittimità)». «Il nuovo Governo persevera nell errore dei precedenti, fa un passo avanti e due indietro conclude Marino non ascolta il Parlamento che sul tema ha posto diverse osservazioni ed evita il dialogo con l avvocatura che potrebbe portare a soluzioni condivise, utili per la giustizia italiana e per i cittadini. L'Oua ha già consegnato al ministro Cancellieri diverse proposte per contribuire fattivamente alla modernizzazione della giustizia e aspettava di essere nuovamente convocata per approfondire questi temi, ma nessun confronto, purtroppo, è seguito ed eccoci oggi a commentare il solito intervento spot. Una consuetudine di questo Paese che ha già portato la nostra macchina giudiziaria ad avere, appunto, un arretrato 20

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