La riforma della previdenza complementare. Edoardo Guffanti Commissione banche, intermediari finanziari ed assicurazioni

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1 La riforma della previdenza complementare Edoardo Guffanti Commissione banche, intermediari finanziari ed assicurazioni 1

2 Introduzione Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un processo di riforma del sistema pensionistico italiano volto a contenere la spesa pensionistica al fine di garantirne la sostenibilità nel tempo. La riforma è incentrata sullo sviluppo di un sistema pensionistico basato su due pilastri : il primo è rappresentato dalla previdenza obbligatoria (erogata da Inps, Inpdap,, Casse professionali) che assicura la pensione di base; il secondo è rappresentato dalla previdenza complementare per l erogazione l di trattamenti pensionistici complementari al sistema obbligatorio, al fine di assicurare più elevati livelli di copertura. 2

3 La riforma della previdenza complementare è contenuta nel D. Lgs.. 5 dicembre 2005, n. 252, la cui entrata in vigore è stata anticipata al 1 1 gennaio 2007 dalla Legge Finanziaria per il A partire dal 1 1 gennaio 2007, infatti, ciascun lavoratore dipendente può scegliere di destinare il proprio TFR maturando alle forme pensionistiche complementari o di mantenerlo in azienda. Anche i dipendenti di aziende con meno di 50 dipendenti devono scegliere, entro il 30/6/2007, l'eventuale conferimento del TFR ai fondi pensione 3

4 Principi generali La destinazione del TFR futuro ad una forma pensionistica complementare: riguarda esclusivamente il TFR futuro.. Il TFR maturato fino alla data di esercizio dell opzione resta accantonato presso il datore di lavoro e sarà liquidato alla fine del rapporto di lavoro con le rivalutazioni di legge; determina l automatica l iscrizione del lavoratore alla forma prescelta; non può essere revocata,, mentre la scelta di mantenere il TFR futuro presso il datore di lavoro può in ogni momento essere revocata per aderire ad una forma pensionistica complementare. 4

5 I diversi tipi di forma pensionistica complementare Le forme pensionistiche complementari si distinguono in collettive ed individuali. Sono forme collettive: - i fondi pensione di natura negoziale istituiti per effetto di un accordo collettivo di lavoro anche aziendale; - i fondi aperti che ricevono adesioni collettive; - i fondi istituiti dalle casse professionali privatizzate; - i fondi preesistenti. Sono forme individuali quelle attuate mediante fondi aperti sulla base di adesioni rigorosamente individuali ovvero mediante contratti di assicurazione sulla vita. 5

6 I fondi pensione negoziali traggono origine da contratti o accordi collettivi o regolamenti aziendali che individuano i soggetti ai quali rivolgersi sulla base dell appartenenza ad un determinato settore o territorio. L impiego L dei contributi viene affidato al gestore (banca, SIM, SGR, compagnie di assicurazione), mentre le risorse sono depositate presso la banca e le pensioni erogate da una compagnia di assicurazione o direttamente dal fondo. I fondi pensione aperti sono quelli istituiti da banche, SIM, SGR, compagnie di assicurazione. L adesione L a tale tipologia di fondi può avvenire in forma individuale o collettiva: nel primo caso i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, invece di istituire un fondo pensione negoziale, stipulano un accordo per l adesione l collettiva ad uno o più fondi aperti. La gestione finanziaria viene curata dalla stessa società che ha istituito il Fondo aperto, mentre la banca depositaria, come per i fondi negoziali, deve essere un soggetto esterno. 6

7 I fondi pensione preesistenti sono quelle forme pensionistiche complementari che erano già state istituite alla data del 15 novembre L adesione L dei lavoratori avviene su base collettiva e l ambito l dei destinatari è individuato dagli accordi aziendali o interaziendali. Contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziali Le forme pensionistiche complementari individuali possono essere realizzate anche mediante specifici contratti di assicurazione sulla vita. La gestione finanziaria delle risorse accumulate mediante tali contratti viene curata dalla stessa societ ietà con cui il lavoratore ha in essere il rapporto. 7

8 I destinatari Sono interessati dalla riforma della previdenza complementare tutti i lavoratori del settore privato ed i lavoratori autonomi. Alle forme pensionistiche complementari collettive possono aderire: i lavoratori dipendenti sia del settore privato che del settore pubblico; i lavoratori assunti in base alle tipologie contrattuali previste dalla legge Biagi; i lavoratori autonomi; i liberi professionisti; i soci lavoratori di cooperative. 8

9 Alle forme pensionistiche complementari di carattere individuale (fondi aperti e PIP) possono aderire anche soggetti diversi da quelli sopra elencati come ad esempio i soggetti privi di reddito da lavoro non sussistendo alcuna preclusione in merito alla platea dei potenziali destinatari. 9

10 La scelta sulla destinazione del Tfr Ciascun lavoratore dipendente può scegliere di destinare il proprio TFR maturando (i.e. futuro) alle forme pensionistiche complementari o mantenere il TFR presso il datore di lavoro. Modalità Esplicite: entro il 30 giugno 07 per i lavoratori in servizio al 1 1 gennaio 2007 (o entro 6 mesi dalla data di assunzione, se avvenuta successivamente al 1 1 gennaio 2007) il lavoratore dipendente può scegliere di: destinare il TFR futuro ad una forma pensionistica complementare; mantenere il TFR futuro presso il datore di lavoro. In tal caso, per i lavoratori di aziende con più di 50 dipendenti, l intero l TFR è trasferito dal datore di lavoro al Fondo per l erogazione l del TFR gestito dall INPS INPS. 10

11 Modalità Tacite: Se entro il 30 giugno 07 per chi è in servizio al 1 1 gennaio 2007, (o entro 6 mesi dall assunzione, assunzione, se avvenuta successivamente al 1 1 gennaio 2007) il lavoratore non esprime alcuna indicazione relativa alla destinazione del TFR, il datore di lavoro trasferisce (a partire dal mese di luglio 07) ) il TFR futuro alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi collettivi, o ad altra forma collettiva individuata con un diverso accordo aziendale, se previsto. In presenza di più forme pensionistiche collettive, il datore di lavoro trasferisce il TFR futuro: alla forma individuata con accordo aziendale; in assenza di specifico accordo, alla forma alla quale abbia aderito il maggior numero di lavoratori dell azienda. in assenza di una forma pensionistica collettiva individuabile sulla base di questi criteri, il datore di lavoro trasferisce il TFR futuro ad un apposita forma pensionistica complementare istituita presso l INPS. l 11

12 Fondo per il TFR Il Decreto precisa che il Fondo per l erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato (Fondo per il TFR) è destinato a raccogliere, con effetto sui periodi di paga decorrenti dal , le quote di TFR che maturano da tale data e non destinate alle forme di previdenza complementare. La quota di TFR conferita: a. si intende al netto del contributo dello 0,5% destinato alla copertura degli oneri derivanti al Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti (art. 3, l. 297/82) dall applicazione della perequazione automatica delle pensioni. b. dovrà essere versata mensilmente insieme ai contributi previdenziali obbligatori a cui la quota è peraltro equiparata. 12

13 Giova precisare che questo Fondo garantirà NON una seconda pensione complementare, ma l erogazione dei trattamenti di fine rapporto (liquidazione e anticipazioni), nei limiti delle quote effettivamente affluite ad esso con decorrenza 1 gennaio Il TFR accumulato presso questo Fondo viene rivalutato ogni anno ad un tasso pari all 1,5% più lo 0,75% dell inflazione e viene liquidato in forma di capitale. Si ricorda che l anticipazione del TFR avviene, secondo le modalità e la tempistica dell art c.c., nei limiti del 70% del montante maturato. Tale importo viene liquidato direttamente dal datore di lavoro nei limiti della capienza del TFR accantonato in azienda sino al 31 dicembre Anche la differenza, di competenza del Fondo, viene anticipata dall azienda. 13

14 In sostanza, l unico referente del lavoratore rimane il datore di lavoro, che, dietro apposita domanda, corrisponderà anche la parte versata al Fondo, compensandola con i contributi a questo dovuti. La compensazione deve essere effettuata (art.2, decreto ex art.1, comma 757, l. n. 296/2006): prioritariamente con le quote di TFR mensili dovute al Fondo; sull ammontare dei contributi dovuti complessivamente, in quel mese, agli enti previdenziali, se tali quote sono insufficienti. Se l importo di competenza del Fondo, eccede tali ammontari, è il Fondo stesso, su richiesta del datore di lavoro, ad erogare entro 30 giorni l importo delle prestazioni per la parte di sua competenza (art. 2, commi 1-4, decreto). 14

15 Quesito D. Un datore di lavoro con più di 50 dip.. può continuare ad anticipare il Tfr maturato al 31/12/2006 secondo la precedente normativa se vi viene chiesto dopo il ? 1 R. Il TFR maturato fino al 31/12/06 segue le regole previste dall'art c.c., anche per quanto riguarda le anticipazioni. Relativamente a quello maturando dal 1/1/07, Per le aziende con almeno 50 dipendenti, il TFR verrà trasferito presso il Fondo per il TFR e sarà corrisposto dal datore di lavoro all'atto della cessazione del rapporto. Anche le anticipazioni saranno erogate dal datore di lavoro, ma, sicuramente, saranno concesse entro i limiti legali previsti dall'art c.c., senza l'applicazione di condizioni di maggior favore. Invece, se l'azienda ha meno di 50 dipendenti ed il lavoratore opta per il mantenimento del vecchio regime, nulla cambia. 15

16 Fondinps In attuazione dell art. 9, d.lgs. n. 252/2005 viene istituita presso l INPS la forma pensionistica complementare destinata ad intercettare il TFR dei lavoratori silenti e che non possiedono una forma pensionistica collettiva prevista da accordi collettivi o accordi aziendali. Quanto alle linee di investimento, il TFR conferito tacitamente è destinato, al momento dell adesione, alla linea di investimento prudenziale, tale da garantire la restituzione del capitale e rendimenti comparabili al tasso di rivalutazione del TFR. Nel rispetto di quanto previsto dall art.9 d.lgs. n. 252/2005, la posizione individuale costituita presso Fondinps può essere trasferita ad altra forma pensionistica complementare dopo un anno dall adesione. 16

17 La comunicazione La scelta di destinazione del TFR futuro ad una forma pensionistica complementare deve essere espressa con una dichiarazione scritta indirizzata al proprio datore di lavoro con l indicazione l della forma prescelta. La dichiarazione scritta è necessaria anche se si sceglie di mantenere il TFR futuro presso il datore di lavoro. 30 giorni prima della scadenza dei 6 mesi utili per effettuare la scelta, il datore di lavoro deve comunicare al lavoratore che ancora non abbia presentato alcuna dichiarazione le informazioni sulla forma pensionistica collettiva alla quale sarà trasferito il TFR futuro in caso di silenzio. 17

18 Quali le stradi percorribili? Dipendenti assunti dopo il 29 aprile 1993 e neo-assunti dal SCELTA ESPLICITA Dichiara in forma scritta al datore di lavoro entro il (o entro 6 mesi dall assunzione, se avvenuta dall ) SILENZIO ASSENSO Non sceglie entro il (o entro 6 mesi dall assunzione, se avvenuta dall ) 18

19 1 Dipendente iscritto alla previdenza SCELTA ESPLICITA obbligatoria dal SCELTA ESPLICITA IL MANTENIMENTO Di mantenere il Tfr maturando in azienda (scelta revocabile) LE GRANDI Se l azienda almeno 50 dip. LE PICCOLE Se l az. ha meno di 50 dip. FONDOTFR Il Tfr maturando va al Fondo gestito dall Inps IN AZIENDA Il Tfr maturando resta in azienda IL CONFERIMENTO Di conferire il Tfr maturando ad una forma di previdenza scelta (scelta irrevocabile) Un fondo pensione 19

20 Dipendente iscritto alla previdenza obbligatoria dal SILENZIO ASSENSO Fondo pensione previsto dal contratto collettivo o individuato con accordo aziendale SILENZIO ASSENSO IL TRASFERIMENTO Il datore di lavoro trasferisce il Tfr maturando del dipendente In assenza di accordo al Fondo pensione con maggiori adesioni dei dipendenti dell azienda Ove non applicabili le altre condizioni, a FONDINPS 20

21 Dipendenti assunti prima del 29 aprile GIA ISCRITTI Al 1 gennaio 2007 iscritti a forme pensionistiche complementari NON ISCRITTI Al 1 gennaio 2007 non iscritti a forme pensionistiche complementari 21

22 Dipendente con prima occupazione ante 29 aprile Già iscritti GIA ISCRITTI SCELTA ESPLICITA Dichiara in forma scritta al datore di lavoro entro il (o entro 6 mesi dall assunzione, se avvenuta dall ) di trasferire il Tfr maturando al Fondo cui aderisce o se lasciarlo in azienda SILENZIO ASSENSO In mancanza di scelta esplicita entro il scatta il silenzio assenso 22

23 IL MANTENIMENTO Di mantenere il Tfr maturando in azienda LE GRANDI Se l azienda ha almeno 50 dip. FONDO TFR SCELTA ESPLICITA LE PICCOLE Se l az. ha meno di 50 dip. IN AZIENDA IL CONFERIMENTO Di conferire il Tfr maturando a fondo a cui aderiscono Se si contribuisce con la stessa quota versata prima, la parte residua rimane in azienda Non si può dividere il TFR su più di 1 fondo 23

24 Dipendente con prima occupazione ante 29 aprile Non iscritti NON ISCRITTI SCELTA ESPLICITA Dichiara in forma scritta al datore di lavoro entro il (o entro 6 mesi dall assunzione, se avvenuta dall ) SILENZIO ASSENSO In mancanza di scelta esplicita entro il scatta il silenzio assenso 24

25 SCELTA ESPLICITA IL MANTENIMENTO Di mantenere il Tfr maturando in azienda LE GRANDI Se l azienda ha più di 49 dipend. LE PICCOLE Se l az. ha meno di 50 dip. FONDO TFR IN AZIENDA IL CONFERIMENTO Di conferire il Tfr maturando ad una forma pensionistica complementare Nella misura già fissata dagli accordi o contratti collettivi In mancanza, in misura non inferiore al 50% 25

26 Fondo pensione previsto dal contratto collettivo o individuato con accordo aziendale SILENZIO ASSENSO IL TRASFERIMENTO Il datore di lavoro trasferisce il Tfr maturando del dipendente In assenza di accordo al Fondo pensione con maggiori adesioni dei dipendenti dell azienda Ove non applicabili le altre condizioni, a FONDINPS 26

27 Calcolo della soglia dimensionale Il limite dei 50 è determinato prendendo a riferimento la media annuale dei lavoratori in forza nel 2006 per le imprese già esistenti. Per le aziende che iniziano l attività successivamente al , si fa riferimento alla media annuale nell anno solare di inizio attività. Nel computo dimensionale rientrano tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, a prescindere dalla forma contrattuale e dall orario di lavoro osservato. Vengono dunque ricompresi: contratti a termine di durata inferiore a 9 mesi contratti di apprendistato; contratti di inserimento ; contratti di lavoro intermittente. 27

28 Solo per i lavoratori con contratto di lavoro part-time si segue la specifica normativa di settore (d.lgs. n. 61/2000) specificando che vanno computati in proporzione dell'orario svolto. Devono ritenersi escluse dal computo tutte le forme di parasubordinazione, di lavoro autonomo, partite IVA etc. Anche se rientranti nel computo dimensionale, per le categorie di lavoratori di seguito elencati, i datori di lavoro sono esonerati dal versamento del TFR al Fondo per il TFR: per i lavoratori con contratto di lavoro inferiore a 3 mesi, per i lavoratori a domicilio, per impiegati, quadri e dirigenti del settore agricolo 28

29 Versamento delle quote di TFR Al versamento delle quote di Tfr si applicano le disposizioni in materia di accertamento e riscossione dei contributi obbligatori. Pertanto: Per i lavoratori che nel semestre 1 1 gennaio-30 giugno 2007 manifestano di voler mantenere il Tfr in azienda, il versamento sarà effettuato a decorrere dal mese successivo a quello in cui è stata espressa l opzione, l per un importo pari alle quote di Tfr maturate dal 1 1 gennaio 2007, maggiorate delle rivalutazioni se riferite a mensilità antecedenti quella dell avvenuta opzione; Per lo stesso periodo non è dovuto alcun versamento relativamente ai lavoratori che conferiscono espressamente o tacitamente a un fondo pensione l intero Tfr maturando. 29

30 Le compensazioni sul Tfr La Legge Finanziaria per il 2007 prevede misure compensative a favore dei datori di lavoro per il maggior costo che verranno a sostenere in cambio del trasferimento del Tfr maturando. Tuttavia, rispetto a quanto era stato previsto nell articolo 10 del Dlgs 252/2005,, non si fa più riferimento alla regolamentazione del fondo di garanzia per agevolare l'accesso al credito per le imprese che conferiscono il Tfr. Alle aziende sono però riconosciute alcune compensazioni. 30

31 In primo luogo dal reddito d'impresa potranno dedurre un importo pari al 4% dell ammontare del Tfr annualmente trasferito. Le aziende fino a 49 dipendenti come previsto dall accordo accordo Governo-Confindustria Confindustria- sindacati che potranno elevare la deduzione fino al 6% Inoltre il fronte imprenditoriale risulta esonerato dal versamento al Fondo di garanzia (articolo 2 della legge 297/82) per la quota di Tfr maturando trasferita alla previdenza complementare e al Fondo per il TFR. Un'ulteriore compensazione e' assicurata anche mediante una riduzione del costo del lavoro, attraverso una riduzione degli oneri impropri, correlata al flusso di TFR maturando conferito. 31

32 Modalità di erogazione L aderente, al momento della maturazione dei requisiti per usufruire della prestazione obbligatoria, con riferimento alla prestazione complementare, può decidere: Percepire la prestazione come forma di pensione complementare (rendita); Percepire in parte sotto forma di rendita (minimo 50% del montante accumulato) ed in parte sotto forma di capitale (massimo 50% del montante accumulato); Unicamente sotto forma di capitale se convertendo in rendita non meno del 70% (fino alla fine del 2007 il 50%) del montante finale, la rendita medesima risulta inferiore al 50% dell assegno sociale. 32

33 Il diritto alla pensione complementare si acquisisce se sussistono i seguenti requisiti: Maturazione dei requisiti per l accesso l alla pensione obbligatoria; Almeno cinque anni di partecipazione alla forma pensionistica complementare. Salvo eccezioni, tali requisiti devono sussistere contemporaneamente, in particolare, se mancano i requisiti per avere la pensione pubblica non si può chiedere la pensione complementare. Se si è maturata la possibilità di ricevere la prestazione obbligatoria ma non sono trascorsi 5 anni di adesione alla forma pensionistica complementare, si può ricevere solo il capitale e non la pensione complementare. 33

34 Le prestazioni Agli aderenti a Fondi pensione e forme di previdenza complementare vengono riconosciuti: Diritti ante pensionamento: Anticipazione; Riscatto; Trasferimento. Prestazioni al pensionamento 34

35 Anticipazione Tipologia Quando Importo Spese sanitrie Sempre Fino al 75% Acquisto ed interventi di ristrutturazione Dopo 8 anni Fino al 75% della prima casa di abitazione Ulteriori esigenze Dopo 8 anni Fino al 30% 35

36 Riscatto L aderente ad un Fondo, in presenza di determinate condizioni, ovvero in caso di perdita dei requisiti di partecipazione, può esercitare il diritto al riscatto, ovvero può recuperare, in tutto o in parte il montante accumulato nel Fondo pensione. Tipologia Importo Stato di invalidità permanente 100% Cessazione dell'attività lavorativa con conseguente inocuppazione per un 100% periodo >48 mesi Morte dell'iscritto prima che maturi 100% diritto alla pensione obbligatoria Cessazione dell'attività lavorativa con conseguente inocuppazione per un 50% periodo >12 e < 48 mesi Procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria e 50% 36

37 In caso di decesso dell aderente in costanza di attività lavorativa, l intera posizione individuale maturata all interno della forma pensionistica complementare è riscattata dagli eredi o da altri beneficiari indicati dall aderente. aderente. In mancanza di tali soggetti, la posizione resta acquisita alla forma pensionistica complementare se si tratta di forma negoziale ovvero, se si tratta di forma pensionistica individuale, viene devoluta per la realizzazione di d finalità sociali. 37

38 Trasferimento Nel caso in cui si perdano i requisiti di partecipazione, l iscritto l ha la facoltà di trasferire la posizione alla forma pensionistica operante nel settore in cui il soggetto presti la sua nuova attivit vità di lavoro, ovvero, se l iscritto l cambia lavoro ed intraprende un attivit attività in un ambito in cui opera una diversa forma pensionistica complementare, può trasfrire la posizione a detta forma. Vantaggi Il trasferimento è un operazione fiscalmente neutrale, cioè non viene tassato Continuità nel rapporto di previdenza complementare e dunque nella costruzione della prestazione pensionistica 38

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