EURO 0,50. Valdastico Sud, il mostro che non t aspetti. a pagina 5. Ciclismo, dopo il Giro Sella punta ai mondiali. a pagina 11

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1 EURO 0,50 Pulizie Professionali industriali e private tel Pulizie Professionali industriali e private tel Direttore editoriale Giovanni Coviello Spedizione in A.P. - 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Verona Anno 3 - Numero Sabato 12 luglio 2008 Caro Berlusconi di Giuliano Corà Per scongiurare l atterraggio dell astronave Dal Molin, Achille Variati ha scritto nientemeno che a Obama e McCain. Sì, ma lui è il sindaco, mica uno qualunque. Noi invece, che siamo quasi nessuno, vogliamo scrivere a Silvio Berlusconi. Caro Premier (Presidente del Consiglio fa poco ammeregano), lo sappiamo benissimo che Lei lascerà un segno nella Storia, e che magari un giorno siederà al Quirinale. Intanto siede tra gli Otto Grandi a Hokkaido, e bisogna dire che a vederlo scendere dall aereo, camicia nera, petto in fuori e mascella volitiva, pare cresciuto di dieci centimetri. Magari ci va apposta. Ma parliamo di cose serie. (continua a pagina 6) Primum vivere di Giovanni Coviello La situazione è semplicemente grave, inutile girare intorno a quello che è un problema (oltre che internazionale ed europeo in primis) anche nazionale e soprattutto, per l area di cui si occupa VicenzaPiù, locale. La speculazione finanziaria (derivati, mutui subprime e chi più ne ha più ne metta) ha sottratto risorse galattiche agli investimenti industriali e reali per destinarle a Borse sempre più somiglianti ai casinò di Las Vegas. Cornuti e mazziati Ecco cosa perderanno i vicentini se la base americana al Dal Molin si farà. Indotto? Inesistente. Contropartite: quali? Parla un imprenditore della cordata locale (lasciata a bocca asciutta) a pagina 7 (continua a pagina 8) Copiello (Cisl): No alla guerra in Camera di Commercio a pagina 4 Consumi a picco, ma il gratta e vinci va Valdastico Sud, il mostro che non t aspetti a pagina 5 Ciclismo, dopo il Giro Sella punta ai mondiali tutte le partite del vicenza calcio in diretta la musica che vuoi 13 notiziari locali e 16 notiziari nazionali al giorno tutto quello che succede a vicenza e provincia CI PUOI ASCOLTARE Vicenza, Bassano, Rosà, Marostica Schio Vallata dell Astico Altopiano di Asiago Vallata dell Agno Se 6 Goloso di Musica e Notizie a pagina 8 a pagina 11 Piscina Comunale Scoperta - Viale Forlanini, 13 - tel Dal 17 Maggio all 8 Giugno dal lunedì al venerdì ; sabato e domenica Dal 9 Giugno al 31 Agosto lun-mar-gio-sab-dom ; mer-ven Palazzetto del nuoto - Viale Ferrarin, 71 - tel. e fax

2 Soci Fondatori Stato Italiano Regione del Veneto Comune di Verona Provincia di Verona Camera di Commercio Industria Fondazione Cassa di Risparmio Agricoltura e Artigianato di Verona di Verona Vicenza Belluno e Ancona Sono stati Soci Fondatori: Banca Popolare di Verona Accademia Filarmonica ARENA di VERONA 86 Festival , 28 giugno - 6, 8, 11, 17, 20, 27 luglio - 3, 8, 17, 21, 24, 26, 31 agosto Aida di Giuseppe Verdi Rievocazione dell Aida del , 27 giugno 4, 12, 19, 24 luglio - 1 agosto Tosca di Giacomo Puccini 22, 26 giugno 3, 9, 16, 26 luglio - 7, 16, 29 agosto Nabucco di Giuseppe Verdi 5, 10, 13, 15, 18, 25 luglio 5, 10, 15, 22, 27, 30 agosto Carmen di Georges Bizet 2, 6, 9, 20, 23, 28 agosto Rigoletto di Giuseppe Verdi Foto Gianfranco Fainello Major Partner Informazioni e prenotazioni tel Sponsor Ufficiali e presso le Agenzie UniCredit Banca Info prevendite Agenzie abilitate Numero Verde Collaborazione tecnica In caso di necessità la Fondazione Arena di Verona si riserva il diritto di modificare il presente programma.

3 3 opinioni 12 LUGLIO 2008 Scorrettissimo. Sull affaire San Biagio niente compiacenze verso nessuno Urbanistica, primi segnali di bonifica. Ok a webcam e vigili in bici Il teorema Aim, la Lazzari dei miracoli e la Nuova Era in consiglio comunale Niente teoremi Abbiamo il più totale rispetto per le indagini che sta svolgendo la Procura della Repubblica di Vicenza sui presunti illeciti commessi dall ex vertice di Aim Spa, dal costruttore Carlo Valle e dall ex sindaco Enrico Hullweck (quest ultimo raggiunto dal sospetto di abuso d ufficio). Non passa giorno che salti fuori un nuovo dato, una nuova cifra, un nuovo punto di vista, una nuova verità. E ben venga. Tante sono le responsabilità e corresponsabilità, quantomeno politiche, in questa intricata vicenda che riguarda un bene pubblico come Aim, che è giusto che ognuno indagati, uomini politici, esperti, semplici cittadini dica la propria. Senza inseguire teoremi prefissati. C è per esempio chi vorrebbe scaricare ogni colpa sull ex cda guidato dall aennista Beppe Rossi. Sarà la magistratura a ravvisare le eventuali colpe giudiziarie. Ma sul piano latu sensu politico, per ciò che attiene la ricerca della verità intesa Direttore Editoriale GIOVANNI COVIELLO Direttore Responsabile GIAMPAOLO ZORZO Editori PIÙ MEDIA SRL Corso Padova, 12 Vicenza & EDIZIONI LOCALI SRL via Nizza, 8 Verona Redazione di Vicenza Corso Padova, 12 Vicenza tel Fax Redazione LUCA MATTEAZZI ALESSIO MANNINO ILARIO TONIELLO Redazione sportiva TOMMASO QUAGGIO PAOLO MUTTERLE Fatti, personaggi e vita vicentina Associato all USPI Unione Stampa Periodica Italiana Iscrizione al Registro Nazionale della stampa n.8857 del Campo Marzo, tranquillo anche senza i vigilantes ciclisti di Valerio Sorrentino Collaborano: ANDREA ALBA ANDREA BASSO DANIELE BINAGHI MARTA CARDINI FRANCESCO CAVALLARO FEDERICA CEOLATO GIULIANO CORÀ STEFANO FERRIO GIOVANNI MAGALOTTI Opinionisti: ALBERTO BELLONI FRANCESCO DI BARTOLO MATTEO RINALDI Redazione di Verona Via Nizza, 8 Pubblicità Corso Padova, 12 Vicenza tel Fax Stampa Stampato da Pentagraph Srl via Tavagnacco, Udine Autorizzazione Tribunale di Treviso n supplemento di Treviso Sette del 12 luglio 2008 come confronto di fatti e opinioni nel libero dibattito democratico, esiste il diritto-dovere di mostrare tutte le possibili sfaccettature di una storia che avrà fine solo con l agognata svolta promessa dalla nuova amministrazione Variati. Sentire tutte le campane è perciò un obbligo. Per questo abbiamo intervistato Rossi, e prima di lui l ex advisor Gianni Giglioli, oggi assessore proprio con delega ad Aim. Per questo faremo di tutto per dare voce a tutti. Anche al commissario Mauro Zanguio, se lo vorrà. Come anche a tutti coloro che hanno voce in capitolo da spendere per fare luce sui problemi di San Biagio, patrimonio della città. Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. Senza pregiudizi o campagne costruite a tavolino. Ma sempre cercando di dare al lettore un altra faccia della medaglia corrente. Perché se è vero che Aim è malconcia, è tuttavia da dimostrare nel merito come e perché. Senza riguardi per nessuno, sia per il passato che per il presente. Que viva Lazzari! Francesca Lazzari, il neo-assessore responsabile di quel covo di serpi bavose che è il settore del mattone berico, ha fatto l annuncio del secolo: sarà demolito un abuso edilizio. A Vicenza! Un edificio abusivo abbattuto! Deo gratias. Pensavamo di passare a miglior vita nell attesa che si facesse pulizia in questo settore sino ad oggi monopolio, a dir poco, di costruttori e immobiliaristi, e invece pare proprio che in piazza Biade sia stato inaugurato un nuovo corso. Lo confermano, poi, l altolà alla devastante commercializzazione della zona industriale (variante ovest), così come la cautela sul Pat (il nuovo piano regolatore) e la volontà di rivedere l impatto del nuovo tribunale nell ex Cotorossi. Tutta genuina farina del sacco della Lazzari. Che è perfettamente consapevole che se continua su questa china, corre più di un rischio di perdere la poltrona. E ciò le fa solo onore. Meno regali Finalmente. Era ora che fosse derubricato quello spreco di risorse comunali che era il finanziamento per le pantere, i vigilantes privati in L assessore alla sicurezza Dalla Pozza Aspettiamo l abolizione dei ridicoli divieti contro bivacchi e bevute all aperto bicicletta scelti dall ex assessore Valerio Sorrentino per garantire la (percezione di) sicurezza a Campo Marzo e dintorni. Un applauso al suo successore, il segretario cittadino del Pd Antonio Dalla Pozza, che al loro posto ha optato con buon senso per dei vigili urbani (sempre in sella alla bici). Un servizio gratuito, per altro. Un piccolo risparmio ma, a nostro avviso, un grande segnale: basta regalìe, e impiego dei ranghi in forza al Comune. Speriamo ve ne siano altri (a cominciare dall eliminazione di quei ridicoli divieti vessatori contro bivacchi e bevute all aperto). Democrazia in Aula Doppio finalmente. L éra Variati si è aperta, tra buone e cattive notizie, con una ottima, che aspettavamo da tempo immemore. Anzi, per essere esatti da tre anni a questa parte, cioè da quando in consiglio comunale era stata approvata una delibera che doveva istituire la visione via webcam, su internet, delle sedute di Sala Bernarda. Il nuovo presidente del consiglio, Gigi Poletto (Pd), l ha attuata in quattro e quattr otto. E ci voleva tanto, signori del centrodestra? Era una spesa così megagalattica, un provvedimento così ostico da rendere operativo, ex presidente Sante Sarracco? In più, durante i lavori di martedì 8 luglio che hanno portato all approvazione dell odg sul Dal Molin, la gente ha potuto guardare dentro Palazzo del Capitaniato anche da dei maxi-schermi in Piazza dei Signori. Vi ricordate le preoccupazioni di tafferugli e rivolte che negavano la pace interiore a Sorrentino, intimandogli di vietare questo normalissimo strumento di democrazia? La piazza, se qualcuno se ne rammenta ancora, è il fulcro stesso della democrazia come luogo principe di confronto civile. Comunque, gli ex inquilini di Palazzo Trissino si sono presi una piccola ma neanche tanto piccola vendetta: quando i tecnici, tempo fa, avevano avvisato l ex sindaco Hullweck delle condizioni fatiscenti dell impianto audio dell aula, pare che quello avesse alzato le spalle: Se la vedrà il prossimo sindaco. Forse, il ricordino Enrico voleva lasciarlo in eredità alla Sartori, ch era data per sicura vincitrice. Invece la beffa se l è cuccata Variati, che giovedì 3 luglio ha rischiato l embolia per la rabbia di dover sospendere la seduta sulla base Usa perché non funzionavano i microfoni. Diavolo d un Hüllweck! Alessio Mannino

4 4 fatti&notizie 12 LUGLIO 2008 La settimana prossima usciranno i nomi dei papabili alla presidenza dell ente camerale Morto Scorzato, candidato degli industriali. Il segretario Cisl invoca concordia Scorzato scomparso, Copiello: Unità in Camera di Commercio DI ALESSIO MANNINO Chi vuol capire capisca : aveva concluso così l intervista al Giornale di Vicenza sulla martoriata Camera di Commercio lo scorso 3 luglio, il segretario della Cisl Vicentina Gigi Copiello. La cinquantina di lettori addetti ai lavori avranno anche capito, ma noi, e il povero lettore che non gira fra i corridoi delle associazioni di categoria beriche, no. Così andiamo andati a rompergli le scatole per chiarirci un po cosa sta succedendo intorno a quel nevralgico centro di potere locale che è l ente camerale. Siamo agli sgoccioli, la settimana prossima usciranno i nomi dei candidati delle varie associazioni (Assindustria, Assoartigiani, Ascom, etc), fra cui il suo sindacato, che andranno a comporre l assemblea da cui salterà fuori il nuovo presidente. E passata la buriana dell anno scorso? L anno scorso l impasse era dovuto allo scontro fra Calearo da una parte e gli altri dall altra, e come risultato abbiamo avuto un commissariamento. Quest anno nessuno è autorizzato a ripetere la partita, e lo dico per tutti. E quest anno la situazione è completamente cambiata: prima tutte le sigle avevano presidenti in scadenza, oggi c è un nuovo presidente di Assindustria, un nuovo presidente Apindustria, in Assoartigiani è stato confermato Sbalchiero, e anche se non c entra ma in realtà c entra, c è un nuovo sindaco. Lei ha proposto di andare alla conta fino al voto a maggioranza, estrema ratio. Ma anche la volta scorsa si era disposti a questo, ma poi una parte degli associati ha optato per le dimissioni di massa. Assistenza tecnica aziendale su reti, server, workstation Assistenza privati Assemblaggio computer su misura Computer, notebook, navigatori, digicamere, TV, Elettrodomestici Compra ON-LINE senza limiti di orario su e ritira direttamente in negozio o Digit World Srl Viale Riviera Berica, Vicenza Tel sito: Gigi Copiello, segretario della Cisl vicentina La prima cosa da fare, innanzitutto, è la ricerca di un candidato unitario. In questo senso la morte di Scorzato (Egidio, titolare della Effe2 nel consiglio direttivo di Assindustria, scomparso martedì 8 luglio, ndr) che era il candidato di Assindustria, mi preoccupa non poco. Qui, se sbagliano ancora, c è il rischio di incasinare il campionato che è di tutti. Io sono il primo a voler la soluzione unitaria, se no che facciamo? Andiamo a un altro commissariamento? Allora dico io che è meglio chiuderla, la Camera di Commercio Come sostiene il governatore veneto Giancarlo Galan, a cui resta il potere di nominare il commissario Mah, il commissario ha potere di ordinarissima amministrazione, a Galan secondo me gliene importa poco ormai Tornando al voto a maggioranza O c è il voto all unanimità o a maggioranza. Rischiamo di avere un commissariamento ben più lungo, proprio perché gli altri vertici li avremo anche l anno prossimo e l altro anno ancora Gira voce che potrebbero cambiare le modalità di voto, abbassando il numero di aziende iscritte e così il potere di veto delle singole associazioni Per me sono voci senza fondamento. La modifica del voto è una cosa lunghissima, l altra volta in parlamento ci sono volute due legislature Quindi potremmo tenerci Menarin chissà per quanto Sì, resterebbe lui. Ma io dico: chi si assume la responsabilità di far saltare il banco, beh meglio che sparisca dalla circolazione, che non si faccia più vedere. Sarebbe un errore imperdonabile. Tra l altro, essendo la Camera un ente finanziato dalle imprese socie, sono soldi loro, io come sindacato ho due voti e soldi non ne metto. Io il mio candidato ce l ho, ed è il consigliere Cisl Dal Cortivo. Ma non pare che nei mesi addietro si siano levate infuocate proteste da parte di imprenditori, artigiani e commercianti No no, i problemi ci sono stati, ci sono stati Chi potrebbe far saltare il banco? Il presidente degli artigiani Sbalchiero? Copiello tace. La gente si chiede: che avrà mai di così importante questa benedetta presidenza della Camera di Commercio? Un corollario di altre cariche, poltrone e strapuntini? Il presidente, tanto per cominciare, ha un ruolo preminente. L importanza della giunta, poi, dipende dai referati. Poi ci sono le società controllate. La Camera è presente nella Fiera, nella società Aeroporti Vicentini, ha un importante giro di investimenti. Mi hanno detto che in tutto ci sono 56 caselle da occupare. Ma la cosa che a me interessa di più è ritrovare l unità delle forze produttive perché questo significa andare al di là dei compiti specifici della Camera stessa. Per esempio? Prendiamo solo il tema delle infrastrutture: Tav, sistema aeroportuale, metropolitana di superficie. Se il rapporto fra categorie è quello che abbiamo visto, si capisce che in temi come questo non si ha l unità d intenti necessaria per promuovere opere di cui si parla da anni. Se si ripeterà lo scontro dell anno scorso, vorrà dire che la guerra per bande non è finita Insomma la Camera di Commercio come cartina di tornasole della forza di un territorio. Esattamente, esattamente. Allora, almeno finora, il nostro territorio è stato attraversato da una perenne guerra per bande. Diciamo che se l esito di questa vicenda sarà positivo è finalmente finita una fase. Se invece si ripeterà quello già visto, la guerra per bande non è finita. E in effetti, pare che nemmeno in Assindustria sia del tutto finita. Io ho un unico obbiettivo: che le istituzioni funzionino bene. E da sindacalista dico che queste cose alla fine le pagano i lavoratori. Siamo una grande provincia industriale, però tutto quello che c è a monte e a valle delle imprese è il nulla. E per una volta, scusi l osservazione, non è colpa della politica, ma degli stessi attori dell economia che quando si tratta di poltrone si comportano peggio dei politici C è stata una sottovalutazione da parte di tutti del problema. Ci devono essere strutture che come la Camera diano servizi alle imprese. Ora siamo alle candidature. Scomparso Scorzato, esiste qualche altro papabile? E difficile trovare una persona adatta, quello di presidente è un posto operativo, non onorifico, bisogna lavorare dalle 8 di mattina fino a tutte le ore. I nomi delle associazioni più grosse verranno fuori all ultimo, a metà mese, perché fra quei cardinali c è il prossimo papa. E secondo la vox dominante, Assindustria spinge perché sia un imprenditore, non un funzionario, un direttore come Menarin. Ma c è un altro imprenditore che vuole dedicarsi anima e corpo a un istituto preda di tali convulsioni?

5 5 fatti&notizie 12 LUGLIO 2008 I lavori per il prolungamento della Valdastico, considerata strategica per lo sviluppo, entrano nel vivo. E l impatto sta diventando sempre più evidente Il mostro nel cortile A tu per tu con A31 Sud DI LUCA MATTEAZZI Forse qualcuno, nelle campagne tra Vicenza e Noventa, sta cominciando a pensare di aver sbagliato qualche calcolo. O di aver un po sottovalutato il problema. A distanza di una paio di anni dall avvio dei lavori, i cantieri per la costruzione della Valdastico Sud stanno prendendo forma: e l impatto sul territorio dei 55 chilometri di asfalto che collegheranno lo svincolo di Vicenza Est con il paesino di Canda, nel rodigino, ad una quindicina di chilometri dall A13, sta diventando sempre più evidente: in mezzo ai campi spuntano gru e colate di cemento, si preparano le campate per il ponte di cinquecento metri che dovrà scavalcare il Bacchiglione, e vecchie corti rurali vedono avanzare le ruspe fino a due passi dall arco d ingresso. C è un gruppo di ville di gran pregio, in un contesto paesaggistico unico, e si va a spaccarlo Fervono i lavori nei cantieri per il nuovo tratto autostradale e le opere collaterali 30 anni di contestazioni La storia della Valdastico Sud, e dei tanti problemi collegati alla sua costruzione, non è certo nuova. Già negli anni 70, l allora Pirubi, cioè l Autostrada Valdastico che avrebbe dovuto collegare Rovigo con Trento veniva bollata come l autostrada più dannosa e inutile d Italia dal giornalista Antonio Cederna sulle pagine del Corriere della Sera. Una posizione in gran parte ripresa, negli anni scorsi, dalle associazioni per la tutela del paesaggio e dai comitati che hanno tentato di opporsi al nuovo progetto dell autostrada, accusata di essere uno sfregio ad uno dei pochi territori agricoli ancora sostanzialmente intatti della regione. Di parere opposto, invece, l Autostrada Serenissima (ed è abbastanza ovvio, se si pensa che buona parte dei finanziamenti che le arrivano e anche il rinnovo della concessione sono legati proprio a questo progetto), e tutti gli amministratori locali, dalla Regione, alla Provincia, ai comuni interessati: tutti uniti nel sostenere che la nuova autostrada è un occasione di sviluppo importante per un territorio come quello del basso vicentino e della bassa padovana, rimasto un po ai margini del boom economico. Guardi, io nel basso vicentino ci sono cresciuta, ed è già sviluppato ribatte però Margherita Verlato, la presidente della sezione del Medio e Basso vicentino di Italia Nostra, l associazione che forse più di tutte si è battuta contro l autostrada -. La povertà non c è, il lavoro non manca: non è vero che c è bisogno di nuovo sviluppo. Soprattutto di uno sviluppo industriale: è una questione di scelte. Quella è un autostrada inutile: Rovigo ha già la A13 che la collega al Nord, il Trentino non vuole la prosecuzione, e noi continuiamo a cementificare. Si parla di sviluppo sostenibile, ma sostenibile per chi? Qui si ragiona come se tutti volessero avere il capannone dietro casa. In effetti sembra essere proprio questo il nocciolo della questione: il modello di futuro verso cui si vuole proiettare la provincia. Da un lato lo sviluppo fatto di strade e capannoni che abbiamo imparato a conoscere nell alto e nell ovest vicentino (spesso, guarda caso, proliferato attorno ai grandi snodi viari) e che è stato uno dei traini del fenomeno nordest. Dall altro un modello legato alla tutela del territorio e delle sue specificità che, almeno a parole, tutti sembrano preferire. Ma io non mi fido più avverte Verlato -. Come si fa a parlare di salvaguardia e tutela, e poi non fare nulla contro un progetto come questo? Che senso ha usare slogan ad effetto come Inventare il futuro guardando il passato, e non intervenire contro quello che è un massacro del territorio. Ville a rischio ad Albettone, una delle prime e più importanti architetture del quattrocento Quel che è certo è che l impatto della nuova autostrada si sta mostrando veneto, che si trova a 500 metri dalla adesso in tutta la sua evidenza. Per strada e a 160 dal casello. Di villa Dal anni si è parlato soprattutto di villa Verme di Agugliaro, raro esempio di Saraceno, la villa palladiana (oggi di villa gotica a 500 metri dall autostrada. O ancora del palazzo delle Trombe, proprietà degli inglesi del Landmark Trust, che l hanno risistemata) sfiorata sempre ad Agugliaro, une delle più significative fabbriche del periodo pre- dal tr acciato della Valdastico e divenuta il simbolo dei guasti ambientali prodotti dal prolungamento dell A31 verso proprio il giovane Palladio). C è un palladiano (e in cui ha forse lavorato sud. Ma villa Saraceno, con tutti i suoi gruppo di ville di grande pregio, in un problemi, è forse una di quelle meno contesto paesaggistico unico, e si va a toccate: in fondo, l autostrada corre in spaccarlo aggiunge Verlato -. E non galleria a quasi un chilometro di distanza. Nelle osservazioni presentate da Italia Nostra contro il progetto, ci sono altri 31 beni vincolati e tutelati che dovranno fare i conti col tracciato della Valdastico in modo anche più pesante. È il caso delle ville Cattelan e Feriani di Colzé, rispettivamente a 680 e 340 metri dall asse stradale (e lo stesso paese di Colzé è vicinissimo al tracciato). Di villa Erizzo, detta Cà Brusà, Villa Feriani, a Colzé, nelle cui immediate vicinanze passa il tracciato della A31 possiamo dimenticare che Palladio ha preso ispirazione proprio da questo paesaggio, e probabilmente da queste ville. Paesaggio palladiano, addio Al di là delle ville maggiori, quello che rischia di essere compromesso è proprio un territorio che, nonostante tutto, si era conservato finora in modo abbastanza integro. La villa veneta non era semplicemente un grande palazzo in mezzo alla campagna, ma un sistema in cui trovavano una loro funzione precisa anche barchesse, broli, pescherie e annessi rurali. Basta pensare ai complessi minori continua Verlato -. Non ci sono solo le ville: ci sono anche le chiesette, gli oratori, le colombare, le corti rurali, che sono altrettanto importanti. E che sono quelli oggi più a rischio. Anche qui gli esempi non mancano: la pastoreria di villa Grimani, a Colzé, è ad un centinaio di metri dall A31 e a una decina dalla nuova provinciale Grimana; la chiesetta di San Marco, che era l antica parrocchiale del paese scomparso di Fojascheda, è a 150 metri dalla strada. E bisogna aggiungere che attorno agli svincoli della futura Valdastico Sud si stanno già allargando capannoni e aree industriali. Attorno a Villa Saraceno la zona industriale è già arrivata ai limiti dell area vincolata conclude al presidente di Italia Nostra -. Il mio timore è che si ripeta qualcosa di simile a quello che è successo a Torri di Quartesolo. Capannoni al posto delle barchesse. Svincoli al posto dei campi di radicchio rosso. È questo lo sviluppo a cui andiamo incontro?

6 6 approfondimenti 12 LUGLIO 2008 Lettera immaginaria di uno statunitense che spiega la vicenda della base Ederle bis Come interlocutore riconosciamo solo il Governo, non il Comune Dal Molin, un Americano a Vicenza: Furbi italiani, chi vi capisce è bravo Questi italiani. Pare che ci si divertano, a complicarsi la vita in mille cavilli e contraddizioni. Noi americani siamo legalisti fino al midollo (per noi le leggi sono talmente importanti che, guardate un po, le facciamo pure rispettare), però quando si tratta dei nostri interessi strategici e militari, passiamo sopra a tutto. Non c è ragion di comunità che tenga: il Pentagono ha la precedenza. Sì trasversale Su questo benedetto Dal Molin, anni fa, ottenemmo il sì dal governo Berlusconi, senza tante storie. Ci fidammo, Silvio è uno che ci dice sempre sì. Si mette pure il cappello da cowboy, quando viene in Texas a trovare l amico George nel suo ranch. Romano Prodi pure è amico di George ( Carissimo George, desidero confermarti la decisione del mio Governo di dare il proprio assenso all allargamento della base Usa di Vicenza, gli aveva scritto) anche se non indossava il cappello. Fa niente, ci ha detto sì pure lui sulla base di Vicenza. Ora è tornato Silvio, che ha messo le cose in chiaro dal G8 in Hokkaido, dopo aver fatto due chiacchiere col nostro Presidente: Il governo è deciso ad adempiere agli impegni assunti nei confronti degli Stati Uniti. Lo farà ovviamente nel rispetto delle regole dell ordinamento interno ed osservando tutte le procedure necessarie. A nessuno può essere consentito di mettere in gioco il prestigio e la stessa credibilità dell Italia sul piano internazionale. A noi pare che la faccenda, tutto sommato, sia lineare: tre governi hanno acconsentito a riunire la 173sima brigata aviotrasportata del nostro esercito Berlusconi, Prodi e Berlusconi bis ci hanno detto sì: dov è il problema? L amico George e l amico Silvio se la ridono dei veti vicentini in quella Vicenza che ospita la caserma Ederle da cinquant anni, insediandola nell aera occupata da un aeroporto civile di cui gli amministratori locali non sanno che farsene (almeno questo è quello che arguiamo dal fatto che, quando a decolli, è una pistafantasma). Dov è allora il problema? Le ragioni del No Parlando con i cittadini del posto, molti ci hanno spiegato varie ragioni per cui sono contrari. Alcuni ci contestano perché i parà di stanza a Vicenza sarebbero impiegati in teatri di guerra (il commissario del governo italiano, Paolo Costa, li chiama pacifisti apodittici : wow, abbiamo imparato una parola nuova, prima per noi esistevano i pacifisti tout court, ce ne sono parecchi anche da noi negli Stati Uniti). Altri pensano che noi americani facciamo il bello e il cattivo tempo, che ci comportiamo da padroni, che usiamo l Italia come portaerei per i nostri piani geopolitici. Antiamericani, li chiamano. Mah, anche di costoro in America ce ne sono a frotte (americani antiamericani?). Infine c è chi protesta perché alla città non ne verrebbe niente, anzi. Nessuna compensazione, al contrario: spese, disagi, inquinamento. Questo lo affermano praticamente tutti i No Dal Molin. Il nuovo sindaco della bella e accogliente cittadina veneta, Achille Variati, uno che non la pensa come Silvio ma ci chiama amici a ogni piè sospinto, ha vinto le elezioni ad aprile perché ha promesso di indire un referendum e di cambiare in negativo il parere favorevole che l amministrazione locale, come aveva richiesto Prodi, aveva dato nel Lo ha fatto l altro giorno. In tribunale Ed ecco l usanza tutta italiana di ingarbugliare le cose. A Roma il L incognita Consiglio di Stato: se desse ragione al Tar, si aprirebbe un contenzioso col governo ministro della Difesa, Ignazio La Russa (ce lo ricordiamo fiero e fascistissimo antiamericano al tempo del Msi, ora ), denigra la consultazione di Variati, perché non si può chiedere ai vicentini se vogliono acquisire l area demaniale (cioè dello Stato) del Dal Molin, visto che lo Stato non ha nessuna intenzione di venderla. E ci rassicura che la base si farà. Ma deve fare i conti con una sospensiva della magistratura amministrativa (il Tar), che a fine mese sarà vagliata dal Consiglio di Stato. Se questo supremo organo di legittimità dovesse confermare il blocco dei lavori mancano documenti ufficiali, manca una valutazione ambientale, etc si arriverebbe al conflitto fra la volontà politica del governo, ultrafavorevole alla Ederle 2, e il giudizio di un consesso indipendente e con potere di veto (fatte le debite differenze, un po come la nostra Corte Suprema). Un bel rompicapo. All italiana, per l appunto. We don t care Sapete cosa dicono i nostri compatrioti che hanno appena festeggiato il 4 Luglio nel Camp Ederle? La verità è che a loro, della manovra politica del sindaco per tenere fede all impegno che lo ha fatto vincere, non gliene importa niente. Gli unici interlocutori che riconoscono sono a Roma, è il governo nazionale. E il caro Silvio. Si aspettano perciò che lui e il fido La Russa producano in fretta delle carte da aggiungere alle poche che esistono, in modo da non fornire al Consiglio di Stato alcun alibi per non dire sì al raddoppio. Un po come si fa anche da noi tutto il mondo è paese presumono che si faranno pressioni sui sommi giudici perché non smentiscano la politica di amicizia con noi. Inoltre, diciamocelo chiaro: il referendum di qualche decina di migliaia di persone di un luogo ameno ma politicamente periferico come Vicenza non avrà alcun peso sull ostentato filo-americanismo di Silvio. E troppo smanioso di compiacerci per farsi venire qualche dubbio solo perché un Comune, per altro retto da un avversario politico, dovesse impuntarsi in un no (per altro tutto da soppesare: quanti andranno a votare? si raggiungerà il quorum dei 35 mila votanti? quale sarà la distanza fra voti contrari e favorevoli? e se il Consiglio di Stato nel frattempo avesse dato ragione al governo, che senso avrebbe farlo a ottobre?). Ovvio che a noi americani, tutta questa opposizione fra gli abitanti non ci fa piacere. Ma conosciamo abbastanza i vicentini per sapere che, sebbene abbiano mostrato in questi due anni una inaspettata pellaccia da contestatori (e chi se lo immaginava?), la maggioranza di loro dopo un po si adagia nell accettazione dello status quo. E gente che lavora, dopotutto. Così come conosciamo talmente bene gli italiani per non farci illusioni che con loro tutto può cambiare. Ma confidiamo in Silvio, che a Napoli vuole mandare i soldati per la monnezza. A Vicenza sarà sufficiente ignorare il problema (Consiglio di Stato permettendo). Perché tanto, in questo modo, sarebbero contenti tutti: noi, che riusciamo a costruire la nostra base; il governo italiano, che mantiene i patti; e anche il sindaco Variati, che potrà aumentare i consensi in ogni caso, inveendo contro l arroganza berlusconiana calpestatrice della volontà del popolo. Eh, che furbi questi italiani. (Alessio Mannino) Silvio, il Tiepolo e Pinocchio segue dalla prima Non appena eletto, Lei ha voluto fare onore alla nostra città chiedendo, come sfondo della sala stampa di Palazzo Chigi, un dipinto di Giambattista Tiepolo custodito a Palazzo Chiericati, La Verità svelata dal Tempo. Il quadro mostra la Verità che tiene nella mano destra uno specchio e nella sinistra un disco solare, simbolo di ragione e luce; la stringe tra le braccia il Tempo, raffigurato con le sembianze di un vecchio che spoglia la Verità rivelandola (tra parentesi: Lei non crede, Onorevole, che questa storia del vecchio che spoglia la ragazza sarebbe stato meglio evitarla, almeno di questi tempi? Sa, con l aria che tira, e tutti i maldicenti che ci sono in giro ). Pare che l abbia scelto con intenti simbolici: prima o poi, il tempo svelerà le macchinazioni che i giudici bolscevichi hanno costruito contro di Lei. Auguri. Ne avrà parecchie di verità da tirar fuori, il tempo, nei prossimi anni, e se gli avanza un attimo vuole che lui non ne abbia?! speriamo che lavori un po anche per noi, per svelare la montagna di balle che ai vicentini, e indirettamente a tutti, è stata raccontata sul Dal Molin. In questi anni, l Idea platonica della par condicio ce l hanno data prima il governo Prodi e poi il Suo, uniti nella lotta per infinocchiare un intera cittadinanza e le sue amministrazioni, di destra o di sinistra che fossero, coadiuvati sul campo, negli ultimi tempi, dal Gran Maestro della Supercazzola, il Commissario Costa.

7 7 approfondimenti 12 LUGLIO 2008 L imprenditore che aveva lanciato la cordata vicentina per l appalto: Dobbiamo cambiare i contratti Altrimenti, se la base si fa, Vicenza non guadagnerà nulla La Ederle2 e l indotto fantasma Oltre il danno la beffa DI LUCA MATTEAZZI Un anno e mezzo fa aveva lanciato l idea di una cordata vicentina per il Dal Molin. E aveva invitato tutte le istituzioni a darsi da fare per assicurare che, nel caso il progetto della nuova base andasse avanti, il giro di affari coinvolgesse anche le imprese e i lavoratori vicentini. Il suo appello è caduto nel vuoto, e le cose sono andate in modo completamente diverso, con i vicentini tagliati fuori completamente (o quasi) dall indotto. Ma Marco Cozzi non ha perso del tutto la speranza, e adesso rilancia la sua proposta. Lui, del resto, gli americani e il loro modo di operare, li conosce bene: da anni la sua ditta di trasporti e traslochi lavora anche per l esercito a stelle e strisce, e nel centro di self-storage che oggi gestisce a Ponte Alto (in pratica, piccoli magazzini a disposizione di chi non sa dove lasciare mobili, carte o qualsiasi altra cosa), è ammonticchiata una serie di cassettoni in legno arrivati dalla Germania: dentro ci sono gli effetti personali di qualche decina di soldati americani in arrivo alla Ederle, che hanno già iniziato a spedire in Italia le loro cose. Marco Cozzi Nemo propheta in patria Il suo ragionamento, comunque, va al di là dell interesse diretto. Guardi, a livello di opinione personale, non sono favorevole all ampliamento della base, perché l impatto è notevole - spiega -. Come imprenditore potrei avere dei vantaggi dal Dal Molin, ma il mio era un invito ad andare oltre la contrapposizione tra il sì e il no. E a lavorare insieme per fare in modo che, nel caso facciano la base, come pare deciso, la città di Vicenza riesca almeno ad ottenere qualcosa. Un invito rivolto a istituzioni politiche, imprenditori, associazioni di categoria, per chiedere al governo di prendere accordi vincolanti con il governo americano a favore delle imprese vicentine. Che altrimenti rischiavano di essere tagliate fuori dal giro di affari collegato alla Ederle 2. A distanza di una quindicina di mesi da quell uscita, le previsioni di Cozzi si sono puntualmente avverate, anche se lui non vuole fare la parte del profeta inascoltato. Non mi piace recitare il ruolo di quello che arriva e dice: Io ve l avevo detto. Le cose, però, sono andate proprio come aveva temuto. Il sistema americano Il mio ragionamento è semplice continua -. Se guardiamo a quanto è successo negli ultimi trent anni, i lavori per gli americani li hanno fatti sempre le stesse cinque o sei compagnie: ci sono un gruppo tedesco, un olandese, e una manciata di aziende italiane. Questo perché il sistema degli appalti non funziona come da noi, con commissioni e sottocommissioni: lì c è un signore che è nominato responsabile di tutta l opera e che ha in mano i soldi. Sa porta a termine il suo compito, può spiccare il volo verso incarichi più importanti, se fallisce farà fatica a trovare lavoro anche come tabaccaio. Per lui conta essere sicuro di finire i lavori senza problemi: per questo nelle gare di appalto contano prima di tutto il piano dell azienda, cioè le persone che effettivamente svolgeranno i lavori e il modo in cui questi saranno eseguiti; poi contano i lavori già svolti in passato per l amministrazione americana; e solo come terzo punto entra in gioco l offerta economica particolarmente vantaggiosa. Un sistema affidabile, a suo modo, ma che finisce inevitabilmente per favorire il solito giro di aziende: chi ha già lavorato per gli americani e si è dimostrato capace di fare quanto richiesto continuerà a lavorare, mentre gli altri restano alla finestra. E in cui le ditte vicentine, fatta eccezione forse per qualche grosso nome, hanno ben poche possibilità di inserirsi. La proposta di Cozzi, dunque, era quella di mobilitarsi per chiedere al governo di inserire, nei contratti con La proposta: chiedere al governo di rendere obbligatorio l affidamento dei lavori a ditte vicentine gli americani, delle clausole vincolanti che li obbligassero a servirsi di aziende vicentine. Come hanno fatto in Turchia: lì le basi le accettano, ma per contratto i lavori e le manutenzioni vanno a ditte turche insiste -. Però devono essere i governi ad accordarsi, altrimenti delle decisioni del Comune non tiene conto nessuno. Un appello caduto nel vuoto. Perchè nonostante le rassicurazioni, le parole tranquillizzanti di parlamentari, ambasciatori e consoli ( Ma quelli sono mandati qui apposta per dire che va tutto bene, e che la città avrà quello che chiede ) le cose sono andate come tutti sanno: l appalto è finito alle Coop rosse, con tanti saluti a chi sperava in un indotto consistente per la città. L indotto fantasma In teoria l indotto c è, ma l appalto alle Coop rosse è la soluzione peggiore, per noi continua l imprenditore -. Se avessero vinto i tedeschi, per esempio, che partecipano a queste gare con aziende che hanno tante teste pensanti e pochi operai, poi avrebbero probabilmente subappaltato tutto o quasi alle ditte del territorio. Invece ha vinto una cordata di aziende che ha centinaia di ruspe e migliaia di operai a cento chilometri da qui: non hanno nessun interesse a subappaltare, e nemmeno ad acquistare i materiali a Vicenza: comprare il cemento da loro gli costa uguale che comprarlo qui. Non solo: chi costruisce la base ha una prelazione per avere la manutenzione per i primi vent anni. Insomma, l indotto non lo si vedrà nemmeno nei prossimi decenni. E il discorso si potrebbe allargare. Le forniture, ad esempio. Arrivano tutte dagli Stati Uniti: la carne arriva da lì, i mobili arrivano da lì, gli elettrodomestici lo stesso. O la logistica: Anche qui, ci sono due gruppi stranieri, uno belga e uno americano, che gestiscono il grosso delle commesse. La torta promessa, a questo punto, si riduce a ben poco: I militari che vengono qui sono professionisti che non hanno molto tempo per uscire e fare shopping. Guarda anche adesso chi lavora con la Ederle: chi ha qualche appartamento da affittare e tre o quattro pizzerie. Basta. È questo il benessere che la base dovrebbe portare alla città? L ultima chance Adesso, però, molte cose sono cambiate. Il Tar ha bloccato i lavori, il parlamento è cambiato, e dalle ultime comunali è uscita una maggioranza determinata a dare battaglia. Ecco allora che Cozzi rispolvera la sua proposta, e rinnova l appello a sindaco e istituzioni. Potrebbe essere l occasione per rivedere alcune clausole degli accordi tra Italia e Stati Uniti. E per provare, se non si riesce a bloccare i lavori, almeno a garantire che i vicentini ne siano in qualche modo coinvolti. So già che a sentire un discorso del genere mi diranno che non è la strada giusta e che lo faccio solo perché penso ai miei guadagni, ma non è così conclude Cozzi -. Se rimane solo la Ederle a me va benissimo, ma credo che il progetto sul Dal Molin andrà avanti, perché ormai Vicenza è troppo importante nello scacchiere difensivo americano in Europa. E allora dobbiamo guardare le cose anche in questa prospettiva: siamo l unica città che ha due basi praticamente in centro, perché di solito le fanno a chilometri di distanza, l impatto è pesante, le opere di cui si parla come compensazione, cioè la tangenziale o la nuova pista dell aeroporto sono solo promesse senza basi concrete. Finora non abbiamo avuto nulla, se non le rogne, come del resto immaginavamo tutti. Se andiamo avanti così alla fine pagheremo dazio e basta. Tutta un antologia del possibile ci è stata squadernata davanti, sempre declinata rigorosamente al futuro: vedremo, valuteremo, discuteremo, sentiremo e sentiromolo, avrebbe commentato mia nonna. La quale, morta alla tenera età di centocinque anni, di ballisti in vita sua ne aveva visto una bella serie. Quando l amministrazione di centrodestra è caduta, quella di centrosinistra che le è succeduta ha voluto aprire la strada della consultazione popolare. Ma prego le hanno risposto la democrazia è democrazia, ci mancherebbe altro. Intanto il ricorso dei Comitati e del Codacons al Tar veniva accolto, i lavori venivano bloccati, il Suo governo ricorreva a sua volta al Consiglio di Stato, il Consiglio prometteva un pronunciamento per fine luglio o chissà quando eccetera. Tutto regolare, tutto democratico. Fino al Suo ukaze di ieri: nessuno, ha detto Lei, deve alimentare false aspettative sulla possibilità di rimettere in discussione una decisione già presa e pertanto irreversibile. Ci rivolgiamo dunque a Lei, Onorevole Berlusconi, ed al Tempo, che severo La osserva da quel dipinto, disvelando fanciulle innocenti e un po imbranate. Ce lo dica, per favore, ditecelo tutti e due: qual è la Verità? Che i cittadini sono padroni di se stessi, che possono scegliere il proprio futuro coi mezzi che la legge mette loro a disposizione? Oppure che, come al solito, i potenti decidono, poi te la incartano e te la offrono: se fai finta che sia buona e mandi giù, bene, altrimenti bene lo stesso? E questa la Verità che a giorni ci verrà disvelata? Sinceramente e amaramente, temiamo di sì. Non ce ne stupiamo affatto, per carità: conosciamo il viver del mondo, e conosciamo Lei, Onorevole. Solo, ci permetta un consiglio: la prossima volta che farà dei lavori a Palazzo Chigi, faccia dare una mano di bianco al Tiepolo, e al suo posto ci metta un illustrazione da Pinocchio. Magari quella del Gatto e la Volpe. Cordialmente. Giuliano Corà

8 8 fatti&notizie 12 LUGLIO 2008 HOTEL RISTORANTE PIZZERIA CENTRO CONGRESSI GIADA RISTORA s.r.l. Via Nazionale, 10 - Grumolo delle Abbadesse (Vi) Tel Le vendite di pane sono in calo del 10 per cento, quelle di Gratta e Vinci salgono del 25. Una contraddizione solo apparente La pazza altalena dei consumi Pane a picco, giochi alle stelle HOTEL RISTORANTE PIZZERIA CENTRO CONGRESSI GIADA RISTORA s.r.l. Via Nazionale, 10 - Grumolo delle Abbadesse (Vi) Tel DI LUCA MATTEAZZI Viviamo in un epoca in cui il superfluo è la nostra unica necessità, diceva Oscar Wilde. E verrebbe da dargli ragione, almeno a guardare quanto avviene nel mondo dei consumi. Gli ultimi dati parlano chiaro. Nei giorni scorsi l Istat ha diffuso i dati del suo rapporto annuale sui consumi delle famiglie, da cui risulta che per la prima volta da sei anni a questa parte la spesa media mensile reale è calata. il che vuol dire che gli italiani Ci sono settori che sembrano toccati molto meno dalla crisi: telefonia mobile, scommesse e giochi hanno speso un po di più, ma solo a causa dell aumento dei prezzi: in realtà, hanno comprato qualcosa in meno rispetto all anno precedente. Le famiglie si sono attrezzate con una strategia generalizzata di contenimento della spesa - commenta l Istat - attraverso diminuzioni nelle quantità e razionalizzazione negli acquisti : in altre parole, si compra di meno, oppure si cercano prodotti a più buon prezzo, anche se di qualità inferiore. Una tendenza alla riduzione che coinvolge anche i generi considerati essenziali, come gli alimentari. L aumento dei prezzi favorisce il calo dei consumi a tavola con riduzioni record per il pane (-5,5 per cento), la pasta (-2,5 per cento) e in generale una grave stagnazione delle quantità di prodotti alimentari acquistate dalle famiglie (-0,4 per cento), faceva sapere sempre nei giorni scorsi la Coldiretti vicentina, citando i dati una propria analisi. Si tira la cinghia, dunque. Anche nel vicentino. È così conferma Antonio Cristofani, presidente provinciale dei panificatori Ascom -. è una delle crisi peggiori che abbiamo visto. La gente è spaventata dalle continue notizie sui rincari: noi abbiamo registrato un calo del per cento. Una volta, quando c erano dei momenti del genere, vedevi una riduzione dei consumi di biscotti e pasticceria, ma il pane rimaneva più o meno costante. Anche perché la spesa media di una famiglia per il pane è pari al costo di un caffé. Adesso invece c è stato sì il calo di pasticcini e biscotti, ma anche quello del pane. Per la prima volta. L enorme offerta di Gratta e Vinci riflette la domanda sempre maggiore A ben guardare, però, la situazione non è così generalizzata. Ci sono settori che sembrano molto meno toccati dal vento della crisi: quello della telefonia mobile, ad esempio, almeno a giudicare dall affollamento che si vede spesso di fronte agli scaffali dei cellulari nei centri commerciali o nei negozi specializzati. E più in generale quello della tecnologia, visto che per una televisione al plasma molte persone sono disposte ad indebitarsi, ricorrendo a forme di credito al consumo che non sempre riescono poi a sostenere. O, ancora, quello delle scommesse e dei giochi. I dati nazionali del primo semestre del 2008 parlano di un Lotto in leggera crescita (+ 0,40 per cento), di un SuperEnalotto in flessione (- 2 per cento) e di un Gratta e Vinci in piena esplosione (+ 25 per centro), seguito ad un ritmo ancora più vertiginoso dalle scommesse sportive (+ 30 per cento). Anche qui da noi conferma Guido Noale, uno dei referenti del settore delle tabaccherie e delle ricevitorie per la Confcommercio -, Gratta e Vinci e scommesse sono quelli che tirano decisamente di più, mentre Lotto ed Enalotto sono abbastanza stabilizzati. Meno pane e più scommesse, dunque? Parrebbe proprio di sì. Ma la contraddizione potrebbe essere solo apparente. Se si va ad analizzare più nel dettaglio come giocano i vicentini, si vede infatti che la preferenza cade soprattutto su quei giochi che promettono possibilità di vincite forti, o al contrario una discreta possibilità di portare a casa qualcosa. Le scommesse sono il caso tipo, perché si può puntare sull impresa impossibile, sperando in una vincita a molti zeri, sia su eventi molto probabili, che pagano poco ma che sono quasi sicuri. Lo stesso vale per i Gratta e Vinci, dove i più venduti non sono quelli da 1 euro, ma quelli da cinque e da dieci. Quasi a confermare che chi si ferma dal tabaccaio per sfidare la sorte, lo fa sperando nel colpo gobbo che gli permetta di dare una svolta ad un tran tran quotidiano sempre più difficile. Come uscire da una crisi creata dalla speculazione segue dalla prima Ha tolto denaro addirittura alle banche; che, quindi, quello che elargiscono lo danno (o lo hanno dato) a chi soldi ne ha o a chi sui soldi (spesso non suoi) gioca, mentre lo tolgono (o lo danno a tassi che si fa sempre più fatica a distinguere da quelli definiti come usurai) a chi ne avrebbe bisogno per gli investimenti nelle medie e piccole attività o per alimentare i consumi. Un esempio per tutti la bufala (non campana, stavolta, e neanche romana visto che Berlusconi, Bossi, Tremonti & c. a Roma legiferano ma certo non sono capitolini) dell accordo governativo con le banche per la riduzione momentanea delle rate dei mutui della povera gente che oggi penserà di respirare un po ma poi dovrà pagare più rate e su quelle rate ulteriori interessi! Quella stessa speculazione gioca sui futures del petrolio, il cui prezzo sale di conseguenza a dismisura, ma i cui profitti vanno (di meno) ai paesi produttori e (molto di più) agli speculatori (e alle accise governative). E per non chiamare speculazione sulla pelle della povera gente l aumento sconsiderato dei costi del pane e della pasta, per non parlare di tutti gli altri alimenti, bisogna solo far finta di credere che questo ulteriore salasso, che sta portando alla fame (non sto drammatizzando), sia dovuto al lodevole (?) tentativo di trasformare i cereali e le cosiddette biomasse in combustibili alternativi al petrolio. Ma nella realtà la quota di cibo trasformato in petrolio biologico non supera il 3%, quando molto maggiore è la percentuale di alimenti mandati al macero per sovrapproduzione e, quindi, per non farne scendere i prezzi, un altra follia delle leggi che (s)regolano l economia. Come dire: speculo sul petrolio, ma per illuderti che costerà di meno creo un alternativa trasformando cibo in propellente e riducendo quello necessario per sfamare, visto che costa sempre di più. Quindi, alla fine, perdonatemi la macabra battuta, il petrolio non costerà più nulla perché difficilmente potranno acquistarlo i morti (di fame). Grazie speculatori, allora. Come pure grazie va detto, per tornare in città, a chi ha salassato negli ultimi anni l Aim, che non darà più soldi al Comune e ai cittadini per chissà quanto tempo; e a chi ha venduto la Centrale del latte ai torinesi, trasferendo sotto la città della Mole Antonelliana i relativi utili, dopo avere usato i soldi della vendita per la costruzione del Teatro Comunale, rischiando di riversare le probabili perdite di gestione sempre e soprattutto sui cittadini di Vicenza, a cui un po di cultura in più non fa male, certo, ma che oggi hanno ben altre priorità. Almeno i cittadini normali, quelli che con lo stipendio da dipendente, quando ancora c è, che devono pagare mutuo, cibo e benzina. Che fare allora, a questo punto? Se avessi ricette magiche non farei semplicemente il direttore di questo giornale e il presidente della squadra di volley cittadino: a tal proposito, mentre per il Teatro appena costruito ci si è accorti che l acustica non andava, il palasport, la cui rimessa a norma ha esiliato la squadra per un anno, non ha ancora l agibilità. Se avessi ricette, magari le darei al povero Sindaco Achille Variati, che nessuno oggi può invidiare, onestamente parlando, per tutti i problemi che ha ereditato, tra Ederle 2, Aim, gestione del teatro, situazione dell impiantistica sportiva e carenza degli spazi di vita della città. Il tutto condito da carenza totale di risorse economiche per vecchie dissipazioni e cattive spese, oltre che per l attesa che gli introiti cancellati dell Ici trovino un adeguato surrogato. L unica ricetta è una speranza, condizionata, però, dal cattivo andamento generale dell economia: che ripartano almeno gli investimenti locali. Ma per far questo bisogna che il Sindaco, le varie forze economiche locali, i sindacati e le associazioni di categoria e di cittadini si mettano, di corsa, intorno ad un tavolo, se già non hanno cominciato a farlo, per concertare investimenti e strumenti che li facilitino. Senza inaccettabili speculazioni, sicuramente, ma mettendo alla base di ogni ragionamento, vista la precedente eccessiva prevalenza di interessi particolari e l assenza storica di una programmazione di uno sviluppo ordinato, un detto latino che recita: primum vivere, deinde philosophari ; bisogna prima sopravvivere, poi si può fare filosofia. Per non suicidarsi con l immobilismo. Giovanni Coviello

9 9 fatti&notizie 12 LUGLIO 2008 In convento con i frati o a sgobbare in fattoria: dall Australia alle gite fuori porta, ecco come risparmiare in vacanza Ostelli&Co., dieci consigli per vacanze squattrinate DI LUCA MATTEAZZI Se il dilemma se siano meglio i lettoni all ultima moda dei bagni della Versilia o la piazzetta di Portofino non vi appassiona, tanto per le vostre tasche sono tutte e due fuori portata, allora leggere qua sotto potrebbe darvi qualche spunto utile. Perché non sta scritto da nessuna parte che per concedersi un paio di settimane di meritato riposo si debbano per forza spendere cifre a tre zeri o giocarsi un paio di rate del mutuo. Anzi, con un pizzico di fantasia, una spruzzata di spirito d avventura e un po di capacità di adattamento non è poi così complicato viaggiare a costo zero. O quasi. Quello che conta, per staccare veramente, non è stare con le mani in mano, bensì qualcosa di diverso dalla solita routine Un ostello è un ottima soluzione per alloggio economico e interessante Casa dolce casa Sono poco conosciute dal turismo di massa, ma basta fare qualche veloce ricerca in internet per scoprire un buon numero di associazioni che offrono ospitalità gratuita a chi ha voglia di viaggiare in modo diverso dal solito. Ci si iscrive, e ci si trova all interno di un circuito di persone che, un po in tutto il mondo, sono disposte ad aprire le porte di casa e ad accogliervi come se foste vecchi amici di famiglia. Certo, a volte bisogna essere disposti a fare altrettanto. E soprattutto occorre sapersi adattare: può andare molto bene, e si può trovare chi mette a disposizione appartamenti interi dotati di ogni comfort, ma può anche capitare di doversi accontentare di una brandina sistemata alla bell è meglio. Non sarà il massimo, ma il risparmio è garantito. Così come è garantito un contatto molto più diretto con il paese che si vuole visitare. Le opportunità non mancano: sui siti di Servas, Hospitality Club e CounchSurfing, solo per citare alcune delle associazioni più famose, ci sono migliaia di inserzioni, dalla Tanzania al Brasile, dalla Nuova Zelanda al Canada. Una versione leggermente più complicata, è rappresentata dallo scambio di casa. Il principio, in teoria è semplice: se ci sono dei parigini che vogliono visitare Roma, tanto per fare un esempio, e dei romani che vogliono vedere Parigi, perché non permettergli di accordarsi per uno scambio temporaneo di abitazione. Nel concreto, però, il problema è riuscire a trovare qualcuno disposto ad andare in vacanza esattamente quando ci andate voi, e che sia interessato alla vostra zona (e viceversa). Anche qui, inoltre, bisogna mettere in conto una piccola dose di rischio: al di là di tutte le assicurazioni, potreste lasciare la vostra casa ad una coppia di compassati ed educatissimi signori inglesi così come a qualche scatenato giovanotto americano. C è da dire, comunque, che in genere chi sceglie questo tipo di viaggio è alla ricerca anche di nuove relazioni sociali e di un esperienza diversa. E i casi di reclami sono davvero pochi. Le associazioni che offrono ospitalità in cambio di lavoro stanno prendendo sempre più piede Notti a basso costo Si chiamano ostelli per la gioventù. Ma la rete di alloggi gestiti dall Aig (l Associazione italiana alberghi per la gioventù) non è solo per i giovani: l ospitalità è garantita per tutti, e in molti casi ci sono addirittura stanze per famiglie. Spesso in luoghi che non hanno nulla da invidiare ad alberghi ben più blasonati. Qualche esempio? L ostello di Firenze è in una villa all interno di un magnifico parco. In Umbria si può dormire in una fattoria restaurata sull isola Polvese, al centro del lago Trasimeno. Anche qui bisogna accettare qualche piccolo inconveniente: non sempre è possibile prenotare, e questo espone al rischio di trovarsi all ultimo istante senza un tetto sotto cui passare la notte, soprattutto in alta stagione. E non sempre si trovano stanze a due letti, ma si tratta di cose che possono passare in secondo piano di fronte alla possibilità di pernottare con una quindicina di euro a testa. Un alternativa all ostello è rappresentata dalla rete delle case di accoglienza gestite da religiosi. Si va dai veri e propri conventi, che mettono a disposizione qualche stanza a prezzi più che convenienti, alle varie case del pellegrino sparse un po ovunque, soprattutto nelle regioni dove è più radicato il turismo sacro (il Lazio, l Umbria, ma anche la Toscana e le Marche). Per arrivare agli alberghi gestiti da congregazioni e confraternite, che mettono a disposizione camere a prezzi di solito molto concorrenziali. Uno di questi, la Casa del Pellegrino di Rapallo, è stato anche inserito nei giorni scorsi dal Times nella lista dei venti alberghi europei con il miglior rapporto bellezza/convenienza. Vacanza lavoro Non storcete il naso a sentir parlare di lavoro anche durante le ferie. Gli esperti lo dicono a chiare lettere: quello che conta, per staccare veramente, non è stare con le mani in mano, bensì qualcosa di diverso rispetto alla solita routine. Per dimenticare l ufficio, il negozio o la fabbrica, quindi potrebbe essere una buona idea anche cercare un occupazione temporanea. Magari andando a guardare le proposte della associazioni no-profit (dal Wwf a Legambiente), che quasi sempre organizzano campi di lavoro estivi (vuoi mettere un estate passata a salvare le testuggini marine sulle spiagge della Sicilia con una settimana a Sharm El Sheikh?). O magari rivolgendosi a quelle associazioni che offrono ospitalità in cambio di lavoro: in Australia, ad esempio, c è la Wwoof, una rete di fattorie che dà vitto e alloggio in cambio di qualche ora passata nei campi o ad accudire gli animali. Oppure, soprattutto per i più giovani, approfittando delle tante offerte di lavoro stagionale nelle località turistiche: in fondo, siete proprio sicuri che passare l estate in una malga sull Altopiano sia meno interessante di una settimana di sballo sulla riviera romagnola? Vacanze fuori porta Ci raccontiamo ad ogni momento quanto belli siano Vicenza e il vicentino, quanto importante sia puntare sul turismo, come il nostro territorio debba imparare a valorizzarsi e a proporsi sul mercato internazionale. Tutto vero: ma siamo proprio sicuri di conoscerlo davvero, noi per primi, questo territorio? Se non avete mai visto lo spettacolo delle grotte di Oliero, i pascoli fuori dal tempo della Val delle Mure, il fascino delle Piccole Dolomiti tra il rifugio Battisti e il Campogrosso, la magia dei Castelloni di San Marco, o anche solo gli affreschi del Tiepolo alla villa ai Nani, provate a prendere in considerazione l idea di una vacanza casalinga. Fatta di brevi, ed economiche, escursioni alla caccia degli angoli più belli della Provincia. Qualche consiglio? Le ville del Palladio, nell anno del cinquecentenario (in giro per il Veneto ce ne sono una ventina; non le avrete mica già viste tutte?), le gallerie di Palazzo Leoni Montanari (lo sapete che conservano una delle collezioni di icone più importanti d Europa) e una gita in barca sul Lago di Fimon. O, per chi non ha paura di camminare, la Calà del Sasso: 4444 scalini dalla Valsugana all Altopiano di Asiago.

10 10 fatti&notizie 12 LUGLIO 2008 Addetti ai lavori a confronto sul tema degli abusi e delle sfruttamento nel mondo della cooperazione. Il problema dei mancati controlli Coop false e coop buone, solidarietà a due facce DI ANDREA ALBA Cooperative spurie vs cooperative buone. La cooperazione usata come luogo di sfruttamento di immigrati e deboli anziché come lo strumento mutualistico e di crescita sociale che la Costituzione gli riconosce: cosa ne pensano i leader vicentini delle principali associazioni di categoria, e del sindacato? Qualche numero fa su queste pagine veniva riportato un caso di cooperazione trasformata in sfruttamento, situazione denunciata da un lavoratore straniero in forma anonima e in un punto imprecisato del territorio nazionale. Nelle stesse pagine trovava posto l opinione di Massimo D Angelo, Filt Cgil vicentina, sulle cooperative spurie, quelle cioè in genere estranee alle principali categorie del settore e in cui capita spesso di trovare che i principi della mutualità e della solidarietà, su cui la cooperazione si basa, vengono traditi al punto da trasformare la coop in una vera e propria centrale di sfruttamento. Sullo stesso tema, di seguito l opinione di esponenti interni, delle sigle di categoria, e di altri leader del sindacato vicentino. L Osservatorio provinciale, istituito nel 2007, non è ancora partito Patrizia Balbo, presidente di Federsolidarietà Vicenza e vicepresidente Confcooperative Ci sono coop che nascono e muoiono, e casi-limite in cui la gente non prende nemmeno lo stipendio. Si tratta di esempi estremi, sia chiaro. Ma che ci siano cooperative che nascono per uno scopo o un appalto è innegabile, e spesso sfuggono al controllo e ai regolamenti interni delle associazioni di categoria. Se viene rispettata l applicazione del contratto non ci si può presentare a un appalto con prezzi stracciati: questo è chiaro, e quando ci sono situazioni di questo tipo c è sempre dietro un caso di non rispetto delle regole, non solo contrattuali, di costo del lavoro, ma anche di sicurezza nel lavoro. Posso capire che ci sia concorrenza, cercando di ottenere un appalto presentandosi con buoni prezzi, ma riconosco che in effetti ci sono anche cooperative che col concetto di mutualità non hanno niente a che fare e sono costituite solo per accedere a questo o quell appalto. Noi della categoria Confcooperative abbiamo vincoli e controlli ben precisi: ogni anno c è un revisore dell Ispettorato del Lavoro che controlla i conti di ogni coop iscritta e verifica il rispetto della mutualità e del contratto del lavoro. Siamo quindi le società più controllate in assoluto, visto che oltre ad adempiere alle normali verifiche cui vengono sottoposti tutti i soggetti economici abbiamo questi ulteriori controlli. Dipendono da una convenzione stipulata con il ministero del Lavoro da Confcooperative, e va detto che tutte le sigle associative di categoria hanno un sistema di revisione annuale. Chi non è iscritto ovviamente sfugge a questa rete di controlli. L Osservatorio provinciale, istituito nell ottobre 2007 a livello nazionale, di fatto a Vicenza non è ancora partito. Ci sono state problematiche organizzative, e un alternanza di ruoli all interno della Provincia che di fatto hanno rallentato l istituzione del soggetto. Noi di Confcooperative comunque siamo disponibili a farlo partire al più presto: la verifica non ci spaventa, anzi, e nemmeno una mappatura del comparto che anzi sarebbe molto utile per migliorare il settore. A mio avviso gli abusi, quando ci sono, non sono nel settore sociale: perché qui c è un accreditamento e in questi appalti viene richiesta sempre più spesso una forte qualificazione professionale. Mi sento di escludere anche i settori dell edilizia e dell agricoltura: gli abusi sono più presenti in quelle coop che fanno servizi di manovalanza e logistica, che hanno un meccanismo meno continuo di lavoro e magari assumono a giornata o solo per determinati periodi di tempo. Anche noi come categoria, come i sindacati, dobbiamo cercare di combattere il più possibile i casi di sfruttamento. Le strade per farlo sono molteplici: bisogna anzitutto far rispettare di più le regole di iscrizione agli albi regionali, con criteri selezionati e seri. Poi la cosa importante è che si riesca a ottenere che anche le coop non iscritte alle organizzazioni Il settore della logistica è uno dei più a rischio di categoria vengano sottoposte alla revisione annuale, obbligatoria, da parte di revisori controllati dal ministero del lavoro. Ci sono coop che vedono una revisione ogni tre o quattro anni: ci impegniamo noi come associazione di categoria a fare questi controlli se serve, ma deve essere fatto. Nel momento in cui vieni sottoposto a revisione infatti vieni richiamato, sanzionato o se è il caso aiutato: e l intero sistema ne trae beneficio e progredisce. Alberto Chiodi, presidente di Confcooperative Vicenza Il fenomeno degli abusi c è, e la maggior parte degli abusi si verifica nella logistica e nei facchinaggi. Non abbiamo elementi concreti per dire quanto è sviluppato: non ci sono controlli, perché chi dovrebbe farlo non lo fa. Le coop che aderiscono alle sigle centrali come Confcooperative vengono revisionate dalle centrali, quelle non iscritte non vengono di fatto neanche revisionate. Ora peraltro spetterebbe al Ministero delle Attività Produttive. E se non ci sono controlli è facile che qualcuno metta in campo comportamenti furbeschi. Se poi li beccano, mettono la coop in liquidazione e fine: nel frattempo però hanno fatto danno a tutto il comparto, oltre che ai lavoratori, perché creano casi di concorrenza sleale. L Osservatorio a Vicenza è rimasto sulla carta. Dovrebbe essere coordinato dalla Direzione Provinciale del Lavoro, di concreto viene fatto poco, probabilmente per difficoltà organizzative o economiche dell ente provinciale stesso. Quello che fa male però è che si parla della cooperazione citando solo questi esempi di sfruttamento: la cooperazione cioè va sulla stampa per sparlare, per parlare solo dei casi di abuso e non dei numerosi, e positivi, esempi di autentica mutualità. Diciamolo: solo le cooperative vere vengono controllate, ogni anno (sociali ed edilizie) o almeno due anni. Quelle che sono fuori dal sistema non hanno controlli: il ministero ne controlla non più del 10 per cento l anno e questo incentiva chi vuole mettere in piedi coop false. Il controllo dovrebbe essere fatto sul serio: l Osservatorio provinciale, però, non ha gli Nel mondo delle coop ci sono ancora moltissimi casi di vera mutualità strumenti per fare una cosa del genere, dovrebbe esserci un reale intervento nazionale e regionale. Matteo Adami, Fit Cisl L Osservatorio è fermo, e questo è un vero problema. Specifico della nostra provincia, visto che nella vicina Padova l ente analogo c è e veleggia bene. Cgil, Cisl e Uil hanno mandato più volte un documento unitario in Provincia per rilanciare l Osservatorio di Vicenza. Sui problemi del comparto in generale condivido le preoccupazioni espresse su queste pagine, ma vorrei sottolineare come a nostro avviso prima di rompere del tutto con i committenti, quando si parla di appalti assegnati a cooperative, bisogna cercare il dialogo con l impresa. (ndr: il riferimento è al caso del cantiere Ferrero di Montegalda, sulle cronache vicentine in questi giorni) Perché l articolo 42 del contratto collettivo nazionale autotrasporti e logistica prevede solo una comunicazione del cambio d appalto: è un problema, perché significa che non abbiamo il contratto nazionale dalla nostra. La comunicazione peraltro viene data di rado. Inoltre, un ulteriore problema che si riscontra nel comparto è la difficoltà a sindacalizzare le società: spesso chi si iscrive al sindacato poi fatalmente viene lasciato a casa, per mancanza di lavoro. La strada maestra per avviare a risoluzione i problemi della categoria è a mio avviso mobilitare l Osservatorio provinciale da poco istituito: se questo organo imponesse a livello provinciale un intervento delle organizzazioni sindacali nei rapporti che si creano col cambio d appalto alle cooperative, è ovvio che molti problemi potrebbero trovare soluzione. Quello che dicono le associazioni di categoria è far passare per l Osservatorio gli atti delle coop fuori del circuito, per applicare una verifica. Noi rilanciamo la proposta, estendendola: a nostro avviso sarebbe ancora più opportuno fare controlli esterni su tutte le coop, iscritte e non iscritte alle associazioni di categoria. Le coop iscritte alle associazioni hanno controlli periodici. Le altre, no. E qualcuno fa il furbo Sergio Merendino, segretario Funzione Pubblica Cgil Purtroppo si assiste anche nel pubblico a una esternalizzazione dei servizi attuata spesso solo con finalità di risparmio economico. Questa nuova condizione ha accelerato un vero e proprio dumping sociale. Per restare nella nostra provincia, troviamo che all Ipab di Vicenza la struttura San Camillo viene data in gestione a coop sociali che danno retribuzioni del 25 per cento inferiori a quelle dei dipendenti regolarmente assunti, quindi dai 1100 euro si va a 700. La media dei contratti è di 38 ore a settimana, per 720 euro al mese. Abbiamo casi, conosciuti, di persone che per riuscire ad arrivare a uno stipendio mensile lavorano per tre cooperative diverse. Anche l ente provinciale ricorre a questi sistemi per risparmiare: a nostro avviso questo non è accettabile. Di fatto succede che il settore mutualistico venga inquinato da coop che per abbattere i costi cambiano i regolamenti interni e impiegando stranieri sottopagati: il codice civile equipara il socio lavoratore e la maggior parte dei dipendenti delle cooperative sono soci lavoratori - a un imprenditore. L imprenditore può abbattersi da sé lo stipendio: la conseguenza è immaginabile. Altro problema del settore è la pluralità di contrattazioni applicate ai dipendenti, spesso contratti originariamente applicati a specifiche categorie religiose e con retribuzioni più basse o condizioni più sfavorevoli. Uno degli obiettivi di Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale è proprio arrivare ad unificare i contratti del terzo settore, tenendo come unico contratto valido il contratto nazionale di lavoro Uneba, che è quello che presenta più vantaggi. Sull appalto di servizi pubblici la nostra opinione, comunque, è semplicemente che ci siano settori - in particolare le attività di cura e i servizi alla persona - in cui il profitto non può essere preso in considerazione come parametro per l appalto. Certe attività non possono e non devono essere cedute al privato.

11 Fatti, personaggi e sport vicentino SPORT Direttore editoriale Giovanni Coviello Spedizione in A.P. - 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 Filiare di Verona Anno 3 - Numero 70 - Sabato 12 luglio 2008 Supplemento al settimanale VicenzaPiù n 112 Volley Rinforzo ceco per la Minetti pagina 12 Il ciclista vicentino che ha vinto tre tappe al Giro d Italia ora punta dritto dritto ai Mondiali di Varese Mi rimetto in discussione per indossare la maglia azzurra Stagione Sella Calcio Mercato a singhiozzo per il Vicenza Atletica Meneghini vola a Cagliari pagina 13 pagina 13 Hockey in linea Angelo Roffo ad un passo dai Diavoli pagina 14 DI FRANCESCO CAVALLARO Lele durante una tappa del Giro 2008 Emanuele Lele Sella, è la tua stagione. Il ciclista vicentino ha vinto tre tappe allo scorso Giro d Italia (Verona- Alpe di Pampeago, Arabba- Passo Fedaia, Rovetta-Tirano) e ora punta dritto dritto ai Mondiali di ciclismo in programma a Varese dal 22 al 28 settembre. Ma non per fare la riserva tiene a precisare Sella -; sono motivatissimo, spero nella convocazione per aiutare la squadra a vincere. Parole che vanno dritto al sodo. Smaltita la sbornia del Giro ( ho festeggiato tanto, giusto così ) Emanuele ha un solo pensiero: conquistare la fiducia di Franco Ballerini, ct della Nazionale Italiana di ciclismo, e recitare un ruolo da assoluto protagonista ai Mondiali. Mi auguro di non arrivare spompato a ridosso dell appuntamento spiega il ciclista -; durante il Giro ho speso molto. Poi però ho tirato il fiato e da tre settimane ho ripreso gli allenamenti. Come sto? Bene, anzi benissimo. Domenica 20 luglio correrò il Trofeo Matteotti di Pescara, una tappa di avvicinamento a Varese Ciò che ho fatto fino ad ora è importante; tuttavia, per guadagnarmi la fiducia del ct dovrò esprimermi al massimo anche ad agosto. Riparto da zero, mi rimetto in discussione per indossare la maglia azzurra. Poi se non andrò al Mondiale pazienza, non muore mica nessuno. Però sarebbe la ciliegina sulla torta di una stagione stratosferica, come ammette Emanuele: Prima di iniziare il Giro puntavo ad una vittoria di tappa. Dopo la prima non mi sono più accontentato e sono arrivati gli altri due successi. Come si dice, l appetito vien mangiando. Avevo una condizione psicofisica super; speriamo di mantenere questi livelli anche quest estate. Sella e Ballerini. Lui mi conosce, sa a cosa aspiro. Se mi farò trovare pronto la convocazione non può sfuggirmi. Ho ancora tanta voglia di fare qualche pazzia. Cioè? Risponde Emanuele: Durante il Giro ad ogni mio scatto i miei amici si emozionavano; vorrei tanto esprimermi di nuovo così in occasione di Varese Non solo i suoi amici. Anche tutti gli appassionati di ciclismo hanno avuto un sussulto al cuore quando Emanuele scattava in salita. Corro anche per ridare il giusto valore a questo sport sottolinea il ciclista -; negli ultimi anni è stato infangato per questioni di doping. Per fortuna stiamo assistendo ad una inversione di tendenza; se le mie imprese servono per riavvicinare la gente comune a questo sport ben vengano. Corro non solo per me stesso, ma anche per gli altri che in quel momento mi stanno guardando alla tv. Sella è uno scalatore puro. Una dote che un giorno potrebbe ritornargli utile per vincere una competizione importante. Sogno il successo finale al Giro o al Tour; devo migliorare ancora nella cronometro. Nella lotta contro il tempo pago dazio: sono leggerino in confronto ad altri passisti. Ma mai dire mai. A proposito. Nel 2008 si ricorda il decimo anniversario delle vittorie al Giro e al Tour di Marco Pantani. Emanuele, te che facevi quando lui scalava le montagne? Lo guardavo e dicevo: è un grande. Mi va di ricordarlo così, per le sue imprese sportive. Anch io un giorno vorrei compiere le stesse gesta del Pirata. Siamo sulla strada giusta allora. Emanuele Sella non è un fuoco di paglia, ma una garanzia. Tra lui e Pippo Pozzato i vicentini dovrebbero andare fieri delle loro origini. Il Veneto è sempre stato una grande fucina di ciclisti conclude Sella -; io mi auguro di dare ancora tanto spettacolo a questo sport. Allora vai Emanuele, scatta (e vinci) per noi.

12 12 12 LUGLIO 2008 La schiacciatrice ceca, nuovo acquisto biancorosso, ha debuttato nel beach volley Fangareggi analizza la rosa della squadra: Siamo giovani, e con un buon potenziale Kucérova e Fangareggi Minetti, prime prove di 2008 DI PAOLO MUTTERLE E stata la settimana di Monika Kucérova, la nuova schiacciatrice ceca presentata lunedì al PalaRewatt. La 24enne giocatrice proveniente dal campionato austriaco ha trascorso i suoi primi giorni italiani a Porto Cesareo, partecipando alla Coppa Italia Sand Volley Tour 4x4 che la Minetti Infoplus Vicenza ha chiuso al terzo posto dietro Altamura e Aragona. La neo biancorossa non è stata impiegata dal tecnico Icio Baraldo, ma in allenamento ha comunque mostrato, oltre alla mano pesante in attacco come già si sapeva, anche una certa ecletticità: reattiva in difesa, pericolosa in battuta, forte a muro. Certo il beach è un altra cosa rispetto all indoor e per la bionda di Liberec l appuntamento è rimandato alle prime partitelle in palestra a settembre. La parola al coach Ma quella passata è stata anche la settimana di coach Fangareggi, che dall Austria (dove era impegnato con la nazionale turca maschile) ha tracciato un analisi dettagliata della rosa che allenerà nella prossima stagione. I nostri punti di forza saranno la conferma del nucleo giovane, ma ormai bravo ed esperto, della squadra dello scorso anno, fatto di un buon La 24enne ceca arriva dal campionato austriaco mix tra esperienza e gioventù. Inoltre disponiamo di un buon potenziale e di diverse soluzioni sia in attacco che in battuta. E i punti su cui bisognerà maggiormente lavorare? La continuità di gioco e la correlazione muro-difesa. Le osservazioni di Fangareggi si spingono ancora più in là, analizzando i singoli reparti e prendendo in esame le giocatrici una ad una; l intervista completa è stata pubblicata sul sito joyvolleyvicenza.it. Campionato ancora incerto E le altre squadre? C è chi come Bergamo ha anticipato la scelta di puntare sulle italiane, mettendo sotto contratto praticamente mezza nazionale (Lo Bianco, Ortolani, Barazza, Arrighetti, Del Core, Piccinini e Merlo), mentre Pesaro ha compensato la perdita di Sheilla e Mari con gli arrivi importanti di Skowronska e Jaqueline. Per molti club il mercato è però ancora in alto mare e per le classiche pagelle precampionato bisogna ancora aspettare. Difficile ancora dare dei giudizi precisi - conferma Fangareggi - perché le squadre sono ancora in formazione; però in un campionato che ha perso diverse giocatrici di valore assoluto credo che Vicenza possa e debba essere contenta di quello che è stato il suo mercato, molto equilibrato e nel segno della continuità, un grande valore aggiunto in un panorama generale di grandi stravolgimenti. Mi immagino possa essere un campionato in cui le prime cinque squadre, penso a Bergamo, Novara, Pesaro, Jesi e Perugia, faticheranno più degli altri anni per imporre il loro dominio e non riusciranno a creare una voragine alle loro spalle. Subito sotto la lotta per ritagliarsi un buon piazzamento riguarderà diverse squadre tra cui vedo ben attrezzate Sassuolo e Busto Arsizio e a queste potremmo aggiungerci noi e possibili sorprese come Pavia. Il livellamento dei valori però renderà più imprevedibile ed incerte ogni singola partita creando motivi di interesse maggiore. Lo sottintende il coach, lo aggiungiamo noi: un motivo in più per correre a sottoscrivere l abbonamento entro il 31 luglio al Pala- Rewatt. Cose turche Il tecnico biancorosso (casualmente sia con la Minetti Infoplus che in Turchia al fianco di Polidori) ci racconta qualcosa sulla sua prima esperienza in panchina con una nazionale seniores: Qui sta andando abbastanza bene, considerando le tante difficoltà organizzative, culturali e di lingua che abbiamo dovuto affrontare. Con una squadra in cui stiamo cercando di operare un profondo cambio generazionale stiamo facendo un ottima esperienza di gioco nella European League e ci stiamo giocando fino in fondo il primato del nostro girone. Queste partite non sono però importanti in funzione della qualificazione alla finale, perché organizzandola in casa nostra siamo già ammessi di diritto. La finale è sicura e sarà dunque molto importante come ulteriore momento di gioco per questi ragazzi giovani che tanto hanno bisogno di fare esperienza con partite internazionali. In bocca al lupo, coach, e arrivederci presto a Vicenza. Fangareggi quest anno guiderà la Minetti Infoplus

13 13 12 LUGLIO 2008 Calcio serie B. Fra pochi giorni i biancorossi saranno a Gallio per il ritiro L ad Preto: Mi auguro di non soffrire fino alla fine per conquistare la salvezza Palla lunga e pedalare Tutto qui il nuovo Vicenza DI FRANCESCO CAVALLARO Niente fronzoli, nessun nome altisonante per ripartire. Al timone ancora mister Angelo Gregucci, un combattente nato. Tuttavia, a pelle la sensazione è che anche l anno prossimo ci sarà da soffrire per conquistare la salvezza. Perché? Interpellato, l amministratore delegato Danilo Preto sottolinea un particolare fondamentale. Lo svela alla fine della chiacchierata, quasi volesse nascondere la vera notizia: Dobbiamo ancora sistemare il nostro rapporto con gli inglesi; fra due anni, quando avremo finito di pagare loro l ultimo centesimo, avremo le mani più libere per giocare a tutto campo. Sembra un linguaggio criptico, ma non lo è. La dirigenza biancorossa, prima di progettare qualsiasi programma che punti al raggiungimento della massima serie, intende concludere la questione con i vecchi proprietari. Solo dopo si potrà pensare ad un programma più ambizioso. D altronde, come ammette lo stesso Preto, siamo in un periodo di vacche magrissime. Da quando la Juventus e il Napoli sono approdati in serie A la cadetteria è ripiombata in una profonda crisi economica. Stiamo facendo i salti mortali per mantenere il bilancio in attivo. Questo va mantenuto costantemente sotto controllo, non voglio incappare Angelo Gregucci in errori che potrebbero avere effetti disastrosi sulle tasche della società. I cordoni della borsa biancorossa rimangono dunque chiusi per bene, pena un irrimediabile tracollo finanziario. E via alla linea verde, la scelta vincente, come la definisce lo stesso Preto. E l unica strada percorribile commenta il dirigente-; noto con piacere che anche altre società stanno puntando su giovani brillanti. Ciò non significa che la squadra non sarà competitiva: vedrete, i nostri avranno molta cattiveria agonistica. Sarà. Intanto la società ha optato per il profilo basso. L anno scorso, di questi tempi l ex presidente Sergio Cassingena ci confidava che sì, un pensierino alla serie A lo sto facendo. Con il senno di poi la dirigenza non intende più commettere le stesse leggerezze. Personalmente non faccio mai proclami dichiara Preto -; sono solo chiacchiere da bar. Cassingena? Ora è un componente del consiglio di amministrazione, la gestione della squadra non gravita più dalle sue parti. All interno della società esigo che ognuno stia al suo posto. Gregucci è l allenatore, io l amministratore delegato e così via; non ci devono essere sovrapposizioni di ruoli. Chiarissimo. Questione nuovo stadio. Preto l archivia così: La costruzione di un impianto non è un problema del Vicenza calcio; la società non è interessata ad un nuovo stadio. A noi il Menti va bene, così come ci andrebbe bene qualsiasi altra struttura che il Comune volesse costruire. Punto. Messaggio breve, ma significativo. Infine la composizione della serie B. E la classica cadetteria conclude Preto -; non contano i nomi. Prendiamo ad esempio il Messina. L anno scorso era appena retrocesso dalla massima serie: sappiamo tutti come è andata a Continua il momento d oro in casa Atletica Vicentina che plaude alla crescita agonistica del mezzofondista Dario Meneghini. L atleta leoniceno, lo scorso fine settimana, ha infatti stabilito il suo nuovo primato personale con un fantastico 3 51 nei metri. L atleta, seguito dal tecnico Silvano Pozzan (allenatore anche di Andrea Mizzon, nel 2005 vicecampione italiano promesse negli 800 metri), aveva già stupito agli italiani junior e promesse di Torino allorquando conquistò il bronzo tricolore tra le promesse stabilendo il proprio precedente limite di Il nuovo primato gli consente di partecipare ora ai campionati italiani assoluti che si svolgeranno a Cagliari tra il 18 e il 20 luglio prossimi. Serietà della persona, impegno assiduo negli allenamenti e maggiore consapevolezza nelle proprie potenzialità i tre elementi che spiegano la crescita agonistica del ventunenne studente di scienze motorie. Negli annuari AV finire quest anno. Sarà un campionato equilibrato fino all ultima giornata. Mi auguro di non soffrire fino all ultima o alla penultima giornata per conquistare la salvezza. Sono molto fiducioso. E a livello tecnico siamo in buonissime mani. Negli ultimi anni Gregucci ha saputo rivitalizzare una formazione che tutti davano per spacciata. Fra poco più di una settimana il Vicenza salirà a Gallio per il ritiro: comincia la nuova avventura. Atletica. Il giovane leoniceno dopo il bronzo agli Italiani Promesse conquista anche il pass per gli assoluti di Cagliari Dario Meneghini con le ali ai piedi erano riusciti ad arrivare a risultati paragonabili Piero Da Rin Beta (metà anni 90) e Marco Zorzanello (fine anni 90) entrambi con primati di Il primato di società appartiene invece ad un giovane Enrico Vivian che a suo tempo fermò il crono a Un obiettivo arduo ma non impossibile per un Meneghini sempre più protagonista con la casacca arancione dell AV Noaro Costruzioni. T.Q. SPECIALITÀ PESCE Ristorante Castellani: albergo, bar, pizzeria Strada Pasubio, Vicenza Tel fax Tutto il pesce che vuoi a 35 Euro (pesce anche d asporto)

14 14 12 LUGLIO 2008 Hockey in line. Per la panchina la società berica punta su Angelo Roffo, attuale tecnico della nazionale Le trattative sono in corso. Intanto, ai mondiali, partecipano Ciresa, Rigoni e Roffo I Diavoli vogliono un mister azzurro DI SABRINA NICOLI È tempo di vacanze, ma la dirigenza della Caoduro Diavoli Vicenza continua il lavoro per allestire una formazione competitiva per la prossima stagione. Dopo la decisione di cambiare per la prossima stagione. Primo colpo importante è la conferma di Valentino Vellar, capo saldo della difesa nella stagione 2007/2008 in cui ha dimostrato tutta la sua no dimostrato di poter dare il loro prezioso contributo in prima squadra: Antonio Bellinaso, Filippo Pozzan, Fabrizio Maran, Fabio Dalle Ave e Giacomo Zazzaron, restano in il timoniere della squadra, dopo tre esperienza, disputando biancorosso anche nelle stagioni con mister Alessandro Corso in cui i risultati sono stati ottimi, la società berica è a buon punto nella trattativa con Angelo Roffo, attuale tecnico della nazionale, impegnato dal 4 al 13 luglio a Dusseldorf in Germania con i mondiali di hockey in line, ai quali prendono parte anche tre biancorossi: Michele Ciresa, Fabio Rigoni e Luca Roffo. Per la chiusura e l ufficializzazione dell accordo, e per eventuali strategie di mercato da sviluppare con il nuovo tecnico, il discorso è rimandato a dopo i mondiali, mentre in questo momento la società sta lavorando sulla rosa dei giocatori per mettere a punto le conferme del gruppo da cui ripartire un ottimo campionato, anche se al suo esordio nell hockey in line. Vellar, infatti, dopo una vita Alessandro Corso sul ghiaccio è arrivato a Vicenza lo scorso anno, mettendosi in gioco a 36anni nell in line. La scommessa è stata sicuramente vinta e il trentaseienne atleta asiaghese è stata una delle pedine di peso della retroguardia biancorossa, sapendo gestire con maturità ed esperienza anche i momenti di maggior pressione o quelli meno positivi. Oltre al vecchio della squadra, conferme anche per il gruppo dei giovani Diavoli che lo scorso campionato han- prossima stagione, anche se non è escluso per alcuni di loro la possibilità di andare in prestito in qualche società di A2 per fare un esperienza di gioco più continuativa. Obiettivo dello staff della Caoduro Diavoli Vicenza ora è quello di concentrarsi sulle riconferme di alcune pedine fondamentali per il futuro della squadra: a partire da Massimo Stevanoni, che durante la stagione ha ereditato la fascia di capitano e con professionalità, impegno e passione ha accompagnato la squadra in semifinale, a Giacomo Petrone, stantuffo della formazione, che ha sfiorato ancora una volta la partecipazione ai mondiali con la nazionale, a Michele Valbusa, una delle colonne della difesa, affidabile e sempre ad ottimi livelli in tutte e quattro le stagioni in biancorosso, i portieri Pesavento e Volpe che si sono alternati nel campionato scorso e Simone Rigoni, prezioso e veloce attaccante, cresciuto nelle fila dei Diavoli. Terminati i Mondiali, sarà il momento della trattativa con gli atleti impegnati in azzurro, ovvero Michele Ciresa, Fabio Rigoni e Luca Roffo, che la società cercherà di trattenere a Vicenza. Sul fronte nuovi arrivi, Caoduro Diavoli Vicenza ha l obiettivo di rinforzare il gruppo cercando un portiere, un difensore e un attaccante che possano fare la differenza nei momenti decisivi. Valentino Vellar è il primo colpo di mercato dei biancorossi Hockey su ghiaccio. L Asiago conferma l oriundo che lo scorso campionato ha messo a segno 6 reti in sole 27 uscite Accordo canadese, Trevor prolunga di un anno Trevor Johnson L Emisfero Ipermercati Asiago conferma un importante tassello della sua retroguardia: Trevor Johnson e la società altopianese, infatti, hanno prolungato il loro accordo. Trevor è nato a Trail (British Columbia, Canada) il 25 Gennaio 1982: quella che sta per iniziare sarà la sua terza stagione in Italia e potrà, grazie alle origini pugliesi della madre Viviana, scendere in campo da italiano. Nel corso dell ultima stagione ha messo a segno 6 reti e servito 19 assist in sole 27 uscite, mostrando delle ottime doti offensive supportate da un buon tiro. Questo il commento del giocatore: Sono molto contento di fare ancora parte della squadra. Nella prossima stagione darò il meglio di me per disputare un buon campionato. Vorrei inoltre contribuire a fare si che la squadra torni ad essere una compagine di alta classifica. Abbiamo tanto lavoro da fare ma credo che la politica societaria di questi anni, alla fine, porterà buoni frutti. Quest estate oltre che allenarmi, sto costruendo la mia casa, attività che mi sta portando via molto tempo. Io e mia moglie Andrea non vediamo l ora di tornare ad Asiago e di consolidare le amicizie della scorsa stagione. T.Q. Se hai meno di 18 anni la Scuola d Arte e Mestieri di Vicenza prepara il tuo futuro La Scuola d Arte e Mestieri di Vicenza propone un corso di studi triennale, Operatore dei processi orafi per il settore moda, totalmente gratuito, (compresi i testi scolastici), rivolto ad allievi, in uscita dalla terza media, maggiormente propensi a percorsi formativi brevi e professionalizzanti. Il percorso formativo offre una preparazione pratica completata da lezioni teoriche, garantendo quindi l assolvimento dell obbligo formativo. Dal secondo anno gli allievi hanno la possibilità di fare esperienza di stage aziendale per conoscere da vicino il mondo del lavoro e soprattutto il settore orafo. Una grande occasione per tutti i giovani che, in una situazione protetta, possono avvicinarsi gradualmente ad un mestiere avvincente e ricco di opportunità per il loro futuro. La Scuola dispone di ulteriori servizi: il centro Internos con personale qualificato per aiutare gli allievi in difficoltà con l apprendimento didattico o problematiche relazionali, il Centro Sviluppo pedagogico e del lavoro per seguire individualmente gli studenti nella fase di stage e di contatto con le aziende, consultazione gratuita della biblioteca rifornita di numerosi e prestigiosi volumi, aula di informatica con postazioni individuali per le lezioni al computer, aula creatività per seminari inerenti all arte. Le lezioni pratiche si svolgeranno in locali ampiamente attrezzati quali: il laboratorio di gemmologia, i laboratori di oreficeria, incisione, incastonatura, modellazione in cera, smalti, per apprendere al meglio e nelle condizioni più idonee le principali tecniche orafe. Gli allievi più meritevoli avranno nel corso dell anno scolastico il vantaggio di partecipare a concorsi riservati a scuole artistiche e prender parte a mostre itineranti in tutta Europa insieme ad altri studenti di scuole orafe appartenenti al Parlement Lyceen Europeen. Nella programmazione formativa sono previste: visite didattiche, seminari di approfondimento e uscite in occasione delle Fiere di Oreficeria, promosse dall Ente Fiera di Vicenza durante l anno. La Scuola è disponibile per visite alla struttura e informazioni tutti i giorni da lunedì a giovedì (mattino e pomeriggio) e nella mattinata di venerdì, oppure potete collegarvi al nostro sito costantemente aggiornato. La sede della Scuola d Arte e Mestieri di Vicenza è in via Rossini, 60. Tel 0444/ fax 0444/ e.mail Le iscrizioni sono ancora aperte fino ad esaurimento posti.

15 I negozi e le attività amiche di VicenzaPiù Tel Le testate di Più Media Comunicazione (società del gruppo Vicenza Volley) ereditano il programma VicenzaVolley Point ampliando i vantaggi offerti dalla precedente iniziativa. Infatti, il settimanale VicenzaPiù ed il periodico VicenzaPiù Sport sono i promotori del nuovo programma VicenzaPiù Point Tanti i vantaggi, sia per i negozi convezionati, sia per i titolari della VicenzaPiù Card. I possessori della card hanno: accesso ad offerte esclusive con gli esercizi convenzionati agevolazioni sulle varie attività del gruppo Vicenza Volley (come sconti alle partite, sconti sul merchandising, sconti per i corsi e per i camp, facilitazioni per le trasferte, ecc) e delle altre società sportive aderenti al progetto Le attività convezionate hanno: esposizione marchio VicenzaPiù Point presenza speciale su un apposito spazio pubblicitario che sarà presente con continuità sulle testate VicenzaPiù e VicenzaPiù Sport convenzione Conto Commercianti della Banca Popolare Italiana - Ag. Vicenza qualifica di rivenditori ufficiali del merchandising del gruppo Vicenza Volley e delle altre linee di merchandising prodotte da associazioni e società aderenti al progetto presenza del nome dell azienda e dei suoi recapiti all interno di un totem presente all interno degli impianti delle società sportive delle aderenti al progetto presenza nome dell azienda con indicazione del settore merceologico e del telefono sui siti e e nello spazio dedicato al programma 2 inviti per le partite delle squadre sportive delle società ed associazioni aderenti al progetto L elenco completo delle iniziative e maggiori informazioni su Abbigliamento - Maglificio Volcar Spa via Cantarella 12-14, Brendola tel Agenzie immobiliari Agenzia Immobiliare Piazza delle Erbe piazza delle Erbe 11, Vicenza tel Apparecchi da intrattenimento Gap Games via Div. Folgore 29, Vicenza tel Apparecchiature Industriali RIELS Instruments via Marconi 157, Ponte S. 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16 16 economia 12 LUGLIO 2008 In borsa la pazienza paga: ecco perché è meglio acquistare nei periodi di crisi e vendere quando le quotazioni volano Vendi tu che compro io, i trucchi per investire in borsa DI MARCO ZACCARIA Questa settimana desidero parlarvi di un concetto che ritengo essere interessante e sui cui penso sia utile riflettere per capire da cosa può essere guidata una scelta di investimento. Immaginiamo di analizzare un ipotetico titolo azionario e che per ipotesi l andamento di questo titolo nel tempo sia approssimativamente orizzontale. Immaginiamo inoltre di applicare alla valutazione del titolo una media mobile (per esempio una media degli ultimi 5 giorni che viene aggiornata quindi alla fine di ogni seduta di borsa). La maggior parte delle case di investimento, come abbiamo già spiegato più volte nelle settimane scorse, consiglia di acquistare uno specifico titolo quando questo dimostra una decisa dinamica positiva (cioè quando è già salito di un bel po ), per poi vendere sulla debolezza (ovvero quando il titolo è già crollato!) in base alla convinzione di puntare sul cavallo che corre di più. Più o meno lo stesso avviene con il nostro titolo dall andamento pressoché piatto. Gli analisti consiglieranno di comprare Via Lanza, 41 - Vicenza Ovest Prenotazione tavoli: Infoline: Aperto da MARTEDÌ a SABATO dalle 23,00 alle 4,00 MILANO VICENZA OVEST IPERMERCATO AUCHAN VIA LANZA VENEZIA Chi svende poi si pente Nel grafi co la linea più in basso rappresenta la ricchezza delle famiglie italiane, in mezzo la crescita ipotetica della ricchezza se avessero tenuto duro durante le fasi di ribasso, quella più in alto rappresenta la crescita di ricchezza che avrebbero avuto se avessero incrementato l esposizione in azioni in fase di forti ribassi quando la sua quotazione sarà superiore alla media, partendo dalla convinzione che la fase di ribassi sia ormai lontana; e al contrario andranno a vendere quando il prezzo sarà inferiore al prezzo medio, ritenendo conclusa la fase rialzista. Quello che chiedo è: se sappiamo che il titolo ha e, ipotizziamo per facilità, continuerà ad avere, un andamento più o meno piatto (molto vicino quindi al suo valore medio), perché andare ad acquistare quando ci troviamo al di sopra del prezzo medio dello stesso (media mobile) per vendere al di sotto del prezzo medio? Una risposta potrebbe essere quella di evitare ribassi eccessivi impedendo agli investitori di perdere grandi quantitativi di denaro in fasi economiche difficili come quelle attuali. Un altra risposta potrebbe essere che, quando un titolo inizia a scendere va ad autoalimentarsi un circolo vizioso che incute paura nei detentori del titolo che si sta sgonfiando anche se l azienda è solida esattamente come qualche settimana prima (mi riferisco ad esempio ad alcuni istituti di credito nostrani). In sostanza, il panico degli investitori genera ribassi che portano alcuni titoli a quotazioni davvero ridicole. Resta il fatto che la strategia di acquistare sull onda dell entusiasmo quando le quotazioni sono alte, e vendere quando stanno precipitando, nella maggior parte dei casi si rivela sbagliata: semplificando, è come dire che acquisto un azione quando è in linea con il suo prezzo medio, e la rivendo quando è ad un prezzo più basso. Certo, direte, magari dipende dalle ipotesi inserite. Invece ipotizzare un andamento lineare è l ipotesi, tra tutte quelle possibili, più corretta ove applicare i propri ragionamenti. Infatti, vi saranno titoli dal trend positivo e altri dal trend negativo. La media dei loro andamenti, sarà all incirca orizzontale grazie alle correlazioni inverse dei vari settori industriali (sale il petrolio, sale Tenaris e scende Fiat). Investire quindi al di sopra di una media mobile per disinvestire al di sotto della stessa è come andare al casinò e voglio dimostrarvelo nel modo più semplice possibile; andate al casinò e scoprirete che alla roulette potrete puntare su 38 numeri: 0, 00, e tutti i numeri interi dall 1 al 36. Se vincete, vincete 36 volte quello che avete puntato (meglio 35 volte la vostra puntata più quanto avete puntato). Il casinò quindi, su 38 milioni di puntate (ho preso un numero molto grande per supportare la mia tesi con Perché andare ad acquistare quanto ci troviamo al di sopra del prezzo medio del titolo per vendere al di sotto? la statistica che richiede numerosità di dati elevate), se ne porta a casa un numero pari a 2 milioni, cioè quelle che l insieme dei clienti perdono tutti messi assieme. Ci sarà chi vincerà naturalmente, ma in media si deve essere consci del fatto che, alla lunga, come clienti giocatori, si perde al casinò. Nei mercati finanziari è un po la stessa cosa (a patto di parlare di imprese sane e non in fallimento). Quando un impresa sana vale molto meno del proprio prezzo medio di un periodo di un intervallo di tempo considerevole, prezzo che quindi è prossimo al valore reale dell impresa stessa, e l impresa rimane sana e continua a guadagnare i medesimi utili o, meglio, li aumenta, è bene aumentare la propria esposizione su tale impresa. Allo stesso modo, quando ci si trova in aree molto al di sopra del prezzo medio di un titolo che rimane pur sempre rappresentativo di un ottima impresa, è comunque prudente alleggerire la propria esposizione verso quello specifico titolo. Questo ragionamento da uomo della strada, è lo stesso che fa Warren Buffett, un signore anziano che è riuscito a divenire (a oltre 80 anni) l uomo più ricco del mondo. Volete un esempio del suo ragionamento? Un anno fa le azioni del gruppo automobilistico BMW quotavano oltre i 45 euro al pezzo. Oggi, valgono sotto i 30 e l azienda vende e guadagna di più. Gli analisti dicono di vendere, Buffett ha appena confermato di essere entrato nel capitale della casa automobilistica dietro un poderoso acquisto di azioni BMW in Borsa. Un altro che ragiona in questo modo è Pietro Giuliani, fondatore e leader di Azimut, società di gestione di patrimoni quotata in Borsa. Giuliani ha affermato in una recentissima intervista pubblicata che a questi prezzi è pronto a costruire portafogli al 100% azionari (rischiosissimo!). E sapete da cosa sarebbe composto questo 100% di azioni? In gran parte da istituti di credito italiani, reduci da un vero e proprio ingiustificato massacro nei mercati finanziari. Le performance di Giuliani, in media, sono state sin dalla fondazione della sua società di gestione, superiori di oltre un punto e mezzo al rendimento dei Bot mentre, in media, le banche hanno distrutto ricchezza andando ad offrire rendimenti un punto e mezzo inferiori ai Bot! Chi avrà ragione stavolta? Buffett e Giuliani o i gestori che hanno in passato bruciato i risparmi delle famiglie? Solo il tempo ce lo dirà.

17 17 cultura 12 LUGLIO 2008 L artista di Trissino porta avanti da vent anni una personalissima ricerca artistica Che parte dagli oggetti del quotidiano Sociale, molecolare, disegnata nel cielo la scultura di Giovanni Morbin DI FEDERICA CEOLATO Lancio in fonderia (nel riquadro sotto a destra: Scultura sociale, moduli torniti in acciao inox, 6 mt totali - Applicazione n 4 - Artericambi, moduli applicati su termosifone - Courtesy Artericambi Verona) La trasformazione del quotidiano L arte nei secoli ha sempre accompagnato l uomo nella sua comprensione degli eventi, offrendo punti di vista e analisi che vanno oltre la percezione tradizionale e l accettazione di principi elementari alla base dell esistenza. Una testimonianza della presenza dell uomo, una rappresentazione delle sue abitudini e delle sue credenze, una ricerca costante in relazione alla dimensione esistenziale dell uomo. L arte come espressione sociale, come strumento di comunicazione del pensiero e della società, da cui non può prescindere. Spingere l interlocutore oltre gli orizzonti della percezione, stimolare spunti di riflessione. L arte come linguaggio e come strumento per innescare processi di comunicazione con il pubblico, afferma Giovanni Morbin, artista vicentino impegnato nella preparazione della sua mostra personale a Verona il prossimo ottobre. Dall ambito della performance, che ha visto l artista impegnato nei primi anni del suo lavoro artistico, al concetto di scultura, sviluppato nelle sue ultime opere, passando attraverso la Scultura sociale, ad indicare un uso pratico e collettivo della scultura; composta di tante piccole semisfere di acciaio che si avvitano l una nell altra, questa scultura è scomponibile in tanti elementi che si possono ricomporre negli oggetti del quotidiano, a rivelare la loro identità. Una scultura che se smontata cessa gradualmente di essere scultura, perché dissolta nel quotidiano. Ecco che il singolo elemento d acciaio può essere utilizzato come supporto di un mobile o di una maniglia. Una scultura che scompare nella sua forma originaria, ma che continua ad esistere negli oggetti che utilizziamo ogni giorno, ai quali siamo abituati e a cui, per questo, siamo indifferenti, quasi anestetizzati. In ciò l arte gioca un ruolo fondamentale che consiste proprio nel mettere in discussione le abitudini e i comportamenti, soffermandosi a riflessioni sul perché delle cose, per capirle, oltrepassarle e migliorarle. L evoluzione dell essere L arte come riflessione anche sui limiti dell essere umano, di uno in particolare, spesso non accettato: la morte. La quotidianità ci vede impegnati nel lavoro, che, qualunque esso sia, è proiettato in qualche modo a produrre opere per lasciare segni che rimangano in eterno, superando l estensione umana, oltre la morte, quell unico limite reale imposto dalla nostra stessa natura di esseri umani. Se vive l uomo è destinato anche a morire, una caratteristica che spaventa e genera ansia perché incontra l ignoto. Da sempre l uomo, nell illusione di fermare il tempo, si ingegna a trovare soluzioni che impediscano o rallentino il deperimento della materia, e il ricorso diffuso alla chirurgia estetica ne è un esempio attuale. Ma nel momento in cui interveniamo per bloccare l avanzamento del tempo, creiamo un nuovo stato delle cose, che non è più lo stesso di prima, ma un nuovo modo di essere di quell evento o di quell oggetto, che perde di vista l originale spiega Morbin -. Un tentativo di fermare il tempo, negando l evolversi della materia, per allontanarsi dalla morte, nella speranza di sconfiggerla. Contrariamente, il lavoro dell artista vicentino riflette proprio sulla trasformazione, sul trapasso da uno stato di materia ad un altro. Quello che voglio rappresentare con i miei lavori è proprio il movimento della materia, il suo continuo evolversi, che spesso è invisibile ai nostri occhi e per questo ne affermiamo l inesistenza. Una riflessione sulla scultura Negare la morte significa, quindi, anche negare la disgregazione dei legami molecolari di cui ogni cosa è costituita, così il corpo come gli oggetti. Le opere di Morbin intendono invece affermare il contrario, ossia che attraverso la scomposizione della Fontana, Oggetto in ghisa polverizzato su muro - Cerchio in limatura diametro 90 cm - Courtesy Artericambi Verona. Collezione AGIVR materia nei suoi primi elementi, questa continua ad esistere nel suo evolversi. La mia recente ricerca artistica, che nasce dall idea molecolare dell oggetto scultoreo, lavora proprio sulla disgregazione della materia, per dimostrare che la materia continua a trasformarsi, a trasferirsi, a mutare, anche se queste evoluzioni non sono percepite dai nostri occhi. Prendo un elemento del quotidiano, come una fontana di ghisa, ne prelevo un pezzo, lo polverizzo e lo spruzzo con una pistola pneumatica sul muro, che ne trattiene le particelle metalliche. Proietto dei cerchi perfetti, sfumati nei bordi ad indicarne un espansione, un movimento, spiega l artista. Nelle Atomizzazioni Morbin opera una sorta di smaterializzazione degli oggetti e ricomposizione delle molecole in forme nuove. Un modo di ricondurre la materia alla sua essenzialità, ai suoi elementi minimi, i corpuscoli polverizzati, per poi organizzarli in modo nuovo. L oggetto viene a perdere così la sua identità e tra l oggetto stesso e la sua trasformazione viene a crearsi una relazione. La discontinuità tra l oggetto e la sua proiezione non è più una debolezza della materia, come nella concezione tradizionale, ma un punto di forza, che La scheda La carriera Nato a Valdagno nel 1956, Giovanni Morbin vive e lavora a Cornedo Vicentino (VI). Diplomato all Accademia delle Belle Arti di Venezia, è allievo del maestro Emilio Vedova. Dal 1978 inizia la sua ricerca legata ai comportamenti, alle performance, quale mezzo ideale per esprimere idee. Oltre ai lavori già citati, Morbin dipinge su carta una serie di Ritratti realizzati con sangue umano, affronta il rapporto dell uomo con se stesso attraverso lo Strumento a perdifiato. permette l evolversi e il mutamento della stessa. Uno sciame di materia che si trasforma, contro la sua stabilizzazione, per vivere oltre la vita. Con i miei lavori continua l artista - cerco di ampliare il concetto di realtà degli elementi. Esistono perché respirano, si trasformano ed evolvono, oltre il limite visivo. Un disegno nel cielo La stessa tensione si avverte nei Lanci di materia polverizzata in natura, in montagna nello specifico, dove il cielo assume il ruolo di un foglio da disegno, che definisce il gesto del lancio. Un gesto che nell abbandonare la mano, quale strumento che crea, genera un opera artistica. La scultura in questo caso è concepita come concetto, come pensiero. Altro luogo da sfondo ai miei Lanci è la fonderia, dove tradizionalmente si fa scultura per aggregazione di materia. Un evento riportato dallo scatto fotografico, che suddiviso e ritagliato in tanti piccoli quadratini, viene applicato ad una architettura pluridimensionale, formata da tanti cubi tenuti insieme da bastoncini di plexiglas, che rappresenta la struttura molecolare del metallo lanciato. L interesse intimo che caratterizza i lavori dell artista è, quindi, una riflessione al limite dell essere in contrapposizione al non essere, alle dinamiche intra, inter ed extra relazionali fra gli individui, al modo in cui l essere esiste solo se percepito dall occhio, e a come invece si possano raggiungere orizzonti altri attraverso l osservazione dell evento trasformazione, intrinseco in ogni oggetto del quotidiano, bello o brutto, utile o banale. Al centro di tutto l artista, come soggetto e oggetto, inteso come strumento per comunicare l arte in rapporto all esistenza. Un interesse testimoniato dagli ultimi lavori dell ar- Recenti mostre personali e collettive (2007) Gennaio, Artefiera Art First, Bologna, galleria Arte & Ricambi Ottobre, Strade Bluarte Sp65, a cura di Chiara Pilati, Bologna, Pianoro, Loiano, Monghidoro Novembre, Artissima 14, Torino, galleria Arte & Ricambi Dicembre, Abbiamo fatto bene ad uscire, SPAC Villa di Toppo Florio Buttrio (UD), a cura di Paolo Toffolutti F.C.

18 18 associazioni 12 LUGLIO 2008 Alla vigilia delle Olimpiadi di Pechino, intervista alla rappresentante veneta dell associazione italiana che si batte per l autodeterminazione di Lhasa Tibet, il genocidio di un popolo libero DI GIULIANO CORÀ Per la serie: Hanno la faccia come il culo. Cioè. Avrete visto tutti, in queste settimane, lo spot televisivo della Fiat con Richard Gere per la nuova Lancia Delta. Uno spottino ben fatto, un po leccato, molto hollywoodiano. E, se l avete osservato bene, vi sarete accorti che: a) in quello spot la Cina non viene in alcun modo nominata o accennata; b) il Tibet, per quel che ne può sapere uno spettatore ignaro, potrebbe trovarsi anche in mezzo alle Dolomiti. Ciò nonostante, pronta e rabbiosa è stata la reazione del governo cinese, che lo ha considerato una provocazione destinata a riattizzare il fuoco delle polemiche in vista delle Olimpiadi per Terrorizzata all idea di vedersi chiudere il mercato, la Fiat si è scusata con il governo cinese la repressione della protesta dei monaci ed ha minacciato di boicottare la casa torinese, che ha in Cina un mercato fondamentale. Ci troviamo davanti, è chiaro, alla più gigantesca coda di paglia che mai si sia vista in natura. Per il governo cinese il punto dunque non è che non si deve parlare del Tibet in contrapposizione con la Cina. No: il punto è che non si deve parlare del Tibet tout court, come se non esistesse, almeno per questo spazio di tempo che ci separa dalle Olimpiadi (poi, chiusi i baracconi, del Tibet alla gente importerà meno ancora di quel poco che glie ne importa adesso, e la Cina sarà libera, nell indifferenza generale, di riprendere il genocidio/etnocidio con cui da decenni sta distruggendo quel popolo e la sua cultura). Ma andiamo avanti. Si tratta di un ukaze zarista-stalinista, che il governo cinese, evidentemente poco al corrente del ruolo della stampa e della pubblica opinione in Occidente, si aspetta venga rispettato da tutti. Conseguentemente, tutti penserete che la Fiat abbia risposto con uno sghignazzo, in nome di quella libertà e di quei diritti umani di cui qui da noi ci si riempie la bocca un giorno sì ed uno anche. Ed è qui che sbagliate, perché, come sappiamo, chi serve Mammona non può servire altri padroni. Per cui, terrorizzata all idea di vedersi chiudere le concessionarie, l azienda ha incaricato un portavoce di dichiarare, con olimpica impudenza, che la Fiat si è resa conto che un certo tipo di campagna pubblicitaria può disturbare la sensibilità dei cinesi (? ndr), e desidera porgere le proprie scuse al governo della Repubblica cinese e ai suoi abitanti (il corsivo è mio). Cosa dicevamo all inizio? Per la serie: Hanno la faccia come il culo. Un addetto si affretta a cancellare le scritte in favore di un Tibet libero per le strade di Lhasa, sotto lo sguardo di un militare cinese Ma noi, invece, di questo Paese violato e di questo popolo martire vogliamo parlare, proprio in queste settimane, prima che si apra la festa, e prima che riflettori, effimeri eroi in tuta da ginnastica e soprattutto una stampa ed una tv prone di fronte all oro cinese (altro che l oro di Mosca!) stendano una funebre coltre di silenzio su quella tragedia. Non abbiamo dovuto andar lontano, per saperne qualcosa. E bastato recarci ad Arsiero, dove vive Stefania Marchesini, giovane insegnante alla Scuola Alberghiera di Tonezza e, soprattutto, rappresentante per il Veneto dell Associazione Italia- Tibet (www.italiatibet.org). Sì, è proprio così ci ha detto Stefania quando le abbiamo raccontato l episodio. A me è successa la stessa cosa l anno scorso. Il 22 luglio ero a Rovereto con alcuni amici tibetani, ad assistere ad un amichevole di calcio Juventus-Cina. Varie volte, durante la partita, i miei amici hanno tentato di sventolare sulle gradinate la bandiera del Tibet. Ogni volta i giocatori cinesi smettevano di giocare, e la polizia italiana interveniva a farci smettere con la motivazione che stavamo offendendo la nazione ospite. Quando, approfittando della confusione di un gol, sono riuscita ad entrare in campo sventolando anch io una bandiera, sono stata fermata, identificata e poi rilasciata, per fortuna senza conseguenze. E evidente che la Cina propone al mondo un complotto del silenzio sul Tibet, al quale moltissimi hanno aderito supinamente. Parlaci dell associazione di cui fai parte. L Associazione Italia-Tibet è nata nel 1988, giusto l anno dei feroci scontri a Lhasa. Dopo la celebre rivolta del 10 marzo 1959 data divenuta simbolica per il popolo tibetano fu quella la seconda volta in cui esso osò rivoltarsi contro i suoi padroni e come oggi le manifestazioni vennero represse nel sangue, con un numero mai precisato di morti e di feriti, e soprattutto di prigionieri, spariti nell abisso delle prigioni cinesi. Da allora, l associazione opera per tenere desta l attenzione sul dramma di questa nazione, per diffondere la sua cultura e gli insegnamenti del suo capo spirituale, Sua Santità il XIV Dalai Lama. Siamo vicini anche a tutte quelle iniziative che possono contribuire ad alleviare le sofferenze dei tibetani o a far sì che si parli di loro. Appoggiamo per esempio l Onlus S.O.S.Tibet (www.sostibet.org), che raccoglie fondi per nutrire e far studiare i bambini tibetani esuli in India e Nepal. Così pure, abbiamo sostenuto l alpinista italiano Alberto Peruffo nella sua performance The sad smoky mountains (www.sadsmokymountains.net), che l 8 maggio, quando la fiaccola olimpica è passata sull Everest, si è mobilitata perché sulle più alte cime del mondo si accendessero dei fumogeni rossi, simbolo del sangue versato, e che ripeterà l evento l 8 agosto alle ora italiana, momento di inizio delle Olimpiadi. In Italia, quali iniziative concrete portate avanti? Recentemente, per esempio, abbiamo appoggiato la costituzione dell Associazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet, con lo scopo di supportare le iniziative del Dalai Lama e del governo tibetano in esilio presso le autorità cinesi. All interno di questa azione si situa la campagna Una bandiera per uno status di piena autonomia per il Tibet, che comprende l esposizione permanente della bandiera tibetana in oltre duecento sedi comunali, provinciali e regionali. In quest ambito, è di pochi giorni fa la notizia della concessione, da parte del Comune di Venezia, della cittadinanza onoraria al Dalai Lama, che dunque aspettiamo presto tra noi. Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso

19 19 associazioni 12 LUGLIO 2008 Qual è, secondo te, la ragione dell atteggiamento così violentemente ostile del governo cinese nei confronti del Tibet? E possibile che si tratti semplicemente di banale imperialismo? Certamente, la presenza ai confini cinesi di un Paese così visceralmente altro a livello culturale, è un elemento di fortissimo disturbo, quasi non comprensibile per chi ha impostato il proprio presente ed anche il futuro su un concetto di progresso spietato e senza regole, disposto a schiacciare ed annientare qualsiasi diversità e qualsiasi dissenso. Tuttavia esistono, per spiegare la protervia e la volontà di dominio cinese, anche altre ragioni, naturalmente di ordine economico. La principale è lo sfruttamento delle risorse naturali tibetane. Sappiamo tutti quanto sia vorace la fame di materie prime della Cina, il cui sviluppo dissennato e cieco divora immense quantità di beni naturali, incamminandola su una china di cui non si vede lo sbocco. Purtroppo per lui, di questi beni il Tibet è ricco. Oltre a carbone, cromo, rame, oro, piombo e petrolio, c è l uranio, e quando si dice che la metà delle riserve mondiali di uranio si trova nelle montagne attorno a Lhasa, si capisce quanto spietato possa essere il dominio cinese ma anche, indirettamente, con che moneta vengano pagati il silenzio e l acquiescenza dei governi occidentali. Inoltre, la natura montuosa del territorio e la presenza abbondante di acque ha favorito la costruzione di giganteschi impianti idroelettrici L Occidente deve smetterla di considerare il problema del Tibet come quello di un patetico ed esotico paese di Shangri-La Naturalmente, questo non avverrà senza conseguenze sull ambiente. Naturalmente, e il capitolo dei danni ambientali in Tibet è lungo e tragico quanto e forse più di quello dei danni morali e culturali. Possiamo parlare, per esempio, della deforestazione massiccia e dissennata, che ha come ricaduta erosione e degrado del territorio e la perdita di gran parte dei terreni coltivabili, o dell inquinamento di fiumi e laghi. Ma l atto certamente più criminale compiuto dal governo cinese nei confronti del Tibet è stato quello di trasformarlo in pattumiera per i suoi rifiuti nucleari, attività a lungo negata dalla Cina ma rilevata da numerose ricerche internazionali. Non solo. La posizione marginale del Tibet ne fa una località ideale per attrezzature militari di Artini Roberto & C. s.a.s. TELEFAX - FOTOCOPIATORI ATTREZZATURE PER UFFICIO concessionario esclusivo via Lago Maggiore, TAVERNELLE DI ALTAVILLA VICENTINA (VI) Tel Fax Monaci e fedeli buddhisti durante una cerimonia funebre in onore dei morti durante i recenti scontri in Tibet segrete, e infatti ultimamente vi sono stati costruiti molti centri per la produzione di missili ed altre armi sofisticate. Qual è, e qual era, il rapporto del popolo tibetano col suo ambiente, e dunque come viene vissuto oggi questo fenomeno dalla popolazione autoctona? Prima dell occupazione comunista, i tibetani vivevano in perfetta armonia ed equilibrio col loro territorio, grazie alla loro fede buddista, che insegna l interdipendenza tra tutti gli elementi esistenti sulla Terra, viventi e non viventi. Essi praticavano una sorta di autoregolamentazione ambientale, in base alla quale le risorse naturali possono essere usate solo per soddisfare le necessità personali contingenti, e non devono mai sottostare a cupidigia e sete di guadagno. La devastazione operata prima dalla Cina comunista e poi da questa Cina progressista ha costituito per i tibetani ben altro che un problema di banale protezione dell ambiente come potremmo intenderlo in Occidente. Per il popolo del Tibet si è trattato di un vero e proprio sconvolgimento religioso, una specie di rovesciamento dell asse cosmico, che li ha feriti nel più profondo del loro essere. Come vedi il futuro di questa terra martoriata? Sinceramente, la situazione è gravissima. Lasciami concludere con alcuni numeri, che, nella loro fredda oggettività, posso dare le misure della situazione. Dal 1950 ad oggi, un milione e duecentomila tibetani, vale a dire un quinto della popolazione, sono morti a causa del genocidio cinese. Più di seimila monasteri, templi ed edifici storici sono stati rasi al suolo, assieme alle opere d arte, ai simboli religiosi e soprattutto alle migliaia di opere di dottrina religiosa che contenevano. E molto altro si potrebbe raccontare. Che dire ancora? Recentemente, l attrice americana Sharon Stone ha dichiarato che il terremoto che recentemente ha sconvolto la Cina è conseguenza del cattivo karma accumulato dal governo cinese con la repressione in Tibet. Possiamo anche considerarla una sciocchezza da ricca occidentale viziata e, se preferiamo parlare il linguaggio scientista a cui la nostra civiltà ci ha abituato, possiamo invece ascoltare i molti geologi occidentali i quali ipotizzano, tra le concause dell evento, l immane pressione esercitata sulla faglia dalle acque del lago delle Tre Gole, l ultima mostruosità della Cina moderna. L Occidente deve smetterla di considerare il problema del Tibet come quello di un patetico ed esotico paese di Shangri-La, e deve rendersi conto che stare dalla sua parte non significa ancorarsi ad un passato morto ed inutile, bensì combattere sia per il suo diritto all autodeterminazione, ma soprattutto per una prospettiva culturale e spirituale di un futuro che non è del Tibet ma dell umanità intera, contro un Progresso che giorno dopo giorno mostra con sempre maggior evidenza il suo volto distruttore e luciferino. Quegli antimoderni dei tibetani Fino al 1950, il Tibet era una teocrazia che da secoli se ne stava orgogliosamente e gelosamente isolata nelle sue frontiere; era economicamente e tecnologicamente arretrato e primitivo ; socialmente organizzato secondo schemi feudali intimamente condivisi da tutta la popolazione; praticava una strana religione, basata sulla povertà, il rispetto di ogni creatura vivente e il ripudio delle ricchezze, finalizzata alla scoperta dell illusorietà del mondo. Vale a dire che, nella sua totalità, esso rappresentava un autentico insulto per la Modernità, che in quegli anni stava colonizzando il pianeta. Sopravvissuto indenne ai suoi primi attacchi (la spedizione militare inglese del 1904, che aveva lo scopo di aprirlo all Occidente), esso soccombette alla sua versione marxista quando, nel 1950, Mao Tse-Tung lo occupò, annettendolo alla Cina. Il Tibet perse la sua indipendenza: la Cina ne assunse la difesa e il diritto di rappresentanza con l estero, lasciandolo formalmente autonomo per gli affari interni. Seguì la rivolta del 59 e la relativa fuga del Dalai Lama in India. Oggi in Cina impera qualcosa di ancor peggiore del comunismo, quel naziliberismo che l ha trasformata nel più spaventoso incubo della Modernità. Hu Jintao ha deciso che anche il Tibet deve servire a rendere grande il paese. Ogni parvenza di buone maniere è dunque sparita dal Tibet, ogni simulacro di autonomia cancellato. Una sinizzazione forzata e razzista è stata uno dei primi strumenti di dominio, attuata con la importazione forzata di centinaia di migliaia di cinesi di etnia Han, che hanno colonizzato l economia dominando la quasi totalità delle attività, e che anche somaticamente e fisicamente si pongono come termine di paragone e di alterità nei confronti degli autoctoni. Ad essa si è accompagnato l etnocidio, strumento tipico di ogni imperialismo: distruzione di monasteri e di edifici storici, roghi di biblioteche, persecuzione di monaci, controlli e indottrinamenti politici sul culto e sulle gerarchie religiose. In pochi anni, Lhasa ha cambiato volto, divenendo sempre più simile a quell osceno centro commerciale globale in cui tutta la Cina si sta trasformando. In Occidente se n è sempre parlato poco e male, soprattutto grazie a quel rompicoglioni del Dalai Lama, che non ha mai smesso, con la sua mitezza ed il suo sorriso da Santo, di ricordare al mondo le sofferenze del suo popolo. E addirittura arrivato a cedere sull indipendenza del regno, accontentandosi di chiedere quella ragionevole autonomia che perfino il regime maoista gli aveva concesso. Ma businness is businness, e così un po alla volta, anche il Dalai Lama è diventato realmente un rompicoglioni, e ultimamente qui in Occidente si è visto sbattere in faccia parecchie porte: il Nobel per la pace e i diritti umani contano poco, di fronte all import/export. G.C.

20 20 edicola 12 LUGLIO 2008 Tratto dalla stampa locale o nazionale, un articolo che fa riflettere, discutere o arrabbiare. O anche divertire L Italia di Robecchi, risate a denti stretti Cocaina lancia l allarme: in parlamento gira Giovanardi Drammatica denuncia ieri alla commissione sulle tossicodipendenze della camera dei deputati. Giovanna Cocaina, intervenendo ai lavori, ha lanciato l allarme: in Parlamento gira troppo Giovanardi. Lo si può incontrare alla toilette, alla buvette, nel Transatlantico e il governo ne fa uso anche sui banchi della Camera e addirittura nelle votazioni. Assumere Giovanardi, come si sa, provoca danni irreparabili alla salute, dà dipendenza e uccide migliaia di neuroni. Purtroppo, a quanto pare, chi comincia ad assumere Carlo Giovanardi non riesce a smettere tanto facilmente, ed è per questo che il governo gli fa fare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, per avere sempre un po di Giovanardi sotto mano. La questione è grave e viene seguita con attenzione da tutti i gruppi politici. L altro giorno, per esempio, si era diffusa la voce che, affettando un ananasso alla buvette, Giovarandi si fosse tagliato. Se è tagliato? - tuonavano dai banchi della destra - non lo vogliamo più. Ma un comunicato arrivava quasi subito a tranquillizzare tutti: Tranquilli, Giovanardi è purissimo. 26 giugno 2008 Governo: approvato il lodo Schifosi Si chiamava Lodo Schifani, ora si chiama Lodo Alfano. Sempre di una monnezza si tratta. Le più alte cariche dello stato non saranno processabili né perseguibili, in modo che possano fare un po il cazzo che vogliono, in una più moderna ed efficiente concezione della democrazia. Siccome tutti gli italiani hanno letto La casta di Stella e Rizzo e ne sono stati scandalizzati, ecco che la casta subito si adegua, facendo sua la celebre frase del marchese Del Grillo: Io so io e voi nun siete un cazzo. E un buon inizio, anche se la riforma costerà cara perché bisognerà cambiare le scritte nei tribunali: la legge è SALUMI VALLIGIANI DELL ALTO ASTICO E POSINA SPECIALITÀ: SALAMI SOPPRESSE VALLIGIANE Salumificio VERZA Salumificio VERZA di Toniolo Andrea Cogollo del Cengio (VI) Via delle Calcare, 1 (Zona A) Tel./Fax zuppa di fagioli, osannata dalla guida Michelin. Si tratta di una normalissima zuppa di fagioli, ma arricchita con spezie inodori e insapori del Borneo, che danno il classico colore fosforescente, e servita in una coppa a forma di piramide rovesciata. Si mangia con una speciale cannuccia che consente di tirarsi i fagioli da un tavolo Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, brindaiolo all altro, perché secondo Cecioni uguale per tutti, tranne Silvio Berlusconi si è detto molto soddisfatto: è riuscito talmente tante volte a sottrarsi alla giustizia che ormai i suoi amici lo chiamano Papillon. 28 giugno 2008 stare a tavola è soprattutto socializzare. Ora gestisce il Pirata Non Vedente nella campagna toscana, tre stelle della Guida Michelin, prezzi medi intorno a 700 euro (vino escluso). François De La Mousseveck. Vero nome Aldo Pizzoni. Tutti conoscono questo Bon appetit Tutti ricordiamo i tempi bui, i brutti tempi andati quando un ragazzino sognava di fare l astronauta, o il calciatore, o il pilota di Formula Uno. Fortunatamente quei tempi sono passati, e ora sì che i giovani vogliono sognare in grande. Infatti vogliono fare gli chef. Inutile negarlo, quello che una volta era il rock n roll poi era l arte contemporanea, oggi è la cucina di un certo livello. Ecco le biografie dei talenti emergenti che lasceranno il segno nella storia del gusto. Osvaldo Cecioni. Già aiuto cuoco in una pensione a due stelle di Viserbella, fonda giovanissimo il suo primo ristorante, L Astice Rognoso, a Porto Cervo. A lui si deve l arte di rivisitare i piatti della tradizione contadina italiana. Famosa la sua giovane chef già pluripremiato. Il suo ristorante di Blereau sur-loire è famoso perché ha solo due tavoli e bisogna prenotare sei anni prima. Oltre al lavoro di ricerca sulla carne d oca (famoso il suo Becco d oca in salsa di ribes con rafano e vaporizzazione di timo selvatico, un piatto che non si mangia ma è molto bello da guardare), il De La Mousseveck sta ora lavorando a una sua spettacolare ricerca su frutta e verdura. Inarrivabile la sua fragola decostruita. Una fragola viene inserita nello speciale dissolutore di materia fino a ottenerne un impasto di molecole di fragola. A quel punto due sous-chef artigiani la ricompongono come una scultura a forma di fragola, e così viene servita: praticamente una fragola, che però a questo punto costa 360 euro. Geppa e Geppo. Una coppia straordinaria che gestisce con polso fermo e creatività il ristorante più à la page di Frosinone, il Mo te corco. Fieri delle loro origini popolari, i due chef lavorano oggi soprattutto sulle minestre con risultati stupefacenti. La minestra di farro, infatti, è a base di ceci, la zuppa di ceci è fatta con la zucca e la torta di zucca è fatta con il farro. E questo, sostengono i due talentuosi maestri, perché una cucina allegra dev essere un po disordinata. Premiati a livello internazionale e cuochi ufficiali di alcuni eventi storici della mondanità europea, Geppo e Geppa hanno fatto della tradizione un punto di partenza e non un moloch da rispettare Azienda certificata UNI EN ISO 9001: 2000 a tutti i costi. Porzioni abbondanti (tre spaghetti invece dei tradizionali due), servizio impeccabile. Da non perdere il CERT. n sorbetto con peli di cane che aggiunge un CSQA tocco di ruspante simpatia per gli animali La casta subito si adegua, facendo sua la celebre frase del marchese Del Grillo: Io so io e voi nun siete un cazzo da compagnia. Peter Sellano. Qui siamo nella ricerca pura. La cucina del suo ristorante Chemical Food at Work, nel New Jersey è un laboratorio dove si affinano tecniche e idee che poi sfonderanno sul mercato mondiale del cibo iper-raffinato. Fare il gelato con l azoto liquido è ormai una pratica accettata, e da allora Sellano si dedica alla Il Presidente del Senato della Repubblica, Renato Schifani, ridanciano sperimentazione. Famoso il suo astice al metano con mentuccia, di complessa lavorazione (l astice deve essere immerso vivo in un metanodotto per sei minuti). Ma il capolavoro del locale rimane ancora oggi l hamburger di coniglio al naturale, il cui aroma selvatico è garantito dal fatto che il coniglio è cotto con la fiamma ossidrica quando è ancora vivo. Le pareti della cucina sono insonorizzate. Il conto è sui 900 dollari, bevande escluse. 30 giugno 2008 essere costretti a una vita di stenti o a lavorare alla ThyssenKrupp. Quello che mi preme è né più né meno che uno spirito di cristallino garantismo. Se si teme che un ministro della Repubblica faccia il ministro in seguito a favori sessuali, la cosa più urgente è senza dubbio scagionare gli altri ministri, allontanare da loro questo odioso sospetto. Per esempio, come si può essere certi al cento per cento che non si tratti del ministro della Difesa La Russa? Come si può escludere dal novero dei sospetti l affascinante Calderoli? O il giovane aitante Alfano? Forse è proprio per la tranquillità Intercettazioni biografichmente degli altri ministri che bisognerebbe pubblicare le intercettazioni: si saprà final- chi occupa il suo posto al ministero Leggendo i giornali ho la spiacevole sensazione di essere l unico in Italia a non aver letto le intercettazioni che fanno tanto discutere. Quelle che hanno fatto saltare il tappo a Silvio, quelle che hanno chiuso in un dignitoso silenzio Veronica, quelle che hanno fatto assumere uno sguardo basso e virginale al ministro delle Pari Opportunità. Quelle che fanno dire a Confalonieri che Silvio è per motivi, diciamo così, privatissimi, e chi invece per disegno politico (e si vedrebbe forse che i primi sono meno vergognosi dei secondi). Se poi (parlo per assurdo) si scoprisse che al centro della scena sta proprio il ministro per le Pari Opportunità, ecco: quella è esattamente, perfettamente, la pari opportunità tra uomo e donna come la intende Silvio Berlusconi, (orribile) biografia della (desolata) nazione. 6 luglio 2008 un bulletto, quelle che fanno dire a Carlo Rossella che lui non ama il gossip (la migliore della settimana), eccetera, eccetera. Alessandro Robecchi Insomma, c è un darsi di gomito, un fare riferimenti, velate allusioni, un colorare con aggettivi che mi fa supporre: le hanno lette tutti, e io no. Maledizione. Naturalmente non entrerò nella diatriba se il privato è politico, se il politico è privato, se il Viagra è azzurro, se Veronica è triste, se i pargoli di casa Berlusconi verranno coinvolti nel disastro coniugale fino ad Il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, pensieroso

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