L esperienza televisiva nell età della convergenza. Dipartimento di Studi Sociali e Politici Università degli Studi di Milano.

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "L esperienza televisiva nell età della convergenza. Dipartimento di Studi Sociali e Politici Università degli Studi di Milano."

Transcript

1 Dipartimento di Studi Sociali e Politici Università degli Studi di Milano Working Paper 7/08 L esperienza televisiva nell età della convergenza Anna Sfardini Dipartimento di Studi Sociali e Politici Facoltà di Scienze Politiche, via Conservatorio Milano - Italy Tel.: Fax:

2 L esperienza televisiva nell età della convergenza di Anna Sfardini I processi di digitalizzazione tecnologica e convergenza mediale costituiscono oggi uno dei fenomeni più interessanti e analizzati nel dibattito scientifico dei Media Studies e tra gli addetti del settore, a causa dell importante trasformazione di scenario che comportano e per l assenza di previsioni certe sui futuri assetti del sistema mediale. La televisione rappresenta un campo di analisi privilegiato per osservare e comprendere il cambiamento in atto, soggetta come è a notevoli mutamenti sul piano della produzione, della diffusione e del suo consumo, che stanno ridefinendo l identità di questo mezzo come tecnologia e come forma culturale. A partire da una sintetica descrizione dell attuale sistema tv italiano, l obiettivo di questo intervento è proporre una tipologia di nuove figure di spettatori che oggi si originano dall esperienza di guardare la tv e che, al contempo, sottendono snodi più ampi dell esperienza contemporanea (l identità, l appartenenza, la mobilità, la cittadinanza), ulteriore prova di come i media sono parte integrante e pervasiva dell articolato tessuto della vita quotidiana contemporanea. 1. Media in transizione Il progressivo complessificarsi del panorama mediale contemporaneo cui stiamo assistendo a seguito dei processi di digitalizzazione e convergenza, ha reso urgente la necessità di ripensare il cambiamento mediale al di là delle utopie e distopie che normalmente l accompagnano: nella letteratura teorica dei Media Studies, infatti, si evidenzia con chiarezza da qualche anno la necessità di ripensare le dinamiche della convergenza mediale andando oltre la sua dimensione puramente tecnologica. 1 Ad un paradigma della rivoluzione digitale, teso a evidenziare gli aspetti trasformativi della tecnologia digitale, è oggi preferito un paradigma della convergenza, attento alla multidimensionalità del processo di trasformazione dei media, al ruolo dei soggetti accanto a quello delle tecnologie, ai meccanismi di ibridazione e rimediazione fra vecchi e nuovi media. Proprio questa attenzione alle forze e ai soggetti che forgiano le differenti tecnologie mediali costituisce uno dei tratti caratteristici del paradigma della convergenza: se l avvento dei nuovi media e la digitalizzazione pongono le condizioni per una generale mutazione del sistema mediatico, esse vengono poi concretamente modellate dai diversi attori che caratterizzano l ambiente mediale contemporaneo, ossia i conglomerati multimediali (sul piano dell offerta), le istituzioni pubbliche (sul piano della regolamentazione) e gli stessi fruitori (sul piano del consumo). 1 Ne sono testimonianza gli sforzi compiuti dal gruppo di ricercatori e storici dei media riuniti attorno al Massachusetts Institute of Technology impegnati a ripensare il cambiamento mediale in una serie di raccolte e saggi di recente pubblicazione. Cfr. L. Gitelman, G.B. Pingree, New Media, , Mit Press, Cambridge (Ma)/London 2003; H. Jenkins, D. Thornburn, Democracy and New Media, Mit Press, Cambridge (Ma)/London 2003; H. Jenkins, D. Thornburn, Rethinking Media Change: the aesthetic of transition, Mit Press, Cambridge (Ma)/London 2003; H. Jenkins, Convergence Culture, op. cit.; L. Gitelman, Always already new: media, history and the data of culture, Mit Press, Cambridge (Ma)/London

3 Pertanto, nell ambito di un paradigma della convergenza, i fattori che sono presi in considerazione per interpretare lo stato e le direzioni della televisione non sono esclusivamente quelli tecnologici (che riguardano in prevalenza la trasformazione e sostituzione delle forme di distribuzione), ma riguardano i più complessi processi di ibridazione che caratterizzano l attuale scenario televisivo: ciò che in queste pagine si vuole suggerire non è che la televisione come l abbiamo conosciuta andrà a svanire in un imprecisato avvenire, ma che a questa tipo di esperienza consolidata se ne affiancheranno altre, più o meno differenti, in un processo di evoluzione più che di rivoluzione. Lo scenario che va definendosi è quello di una moltiplicazione dell esperienza televisiva, sia in termini quantitativi (essa è sempre più disponibile) sia in termini qualitativi (essa si attaglia alle esigenze dei singoli): dalla televisione, come l abbiamo conosciuta, passiamo a una iper-televisione o, come abbiamo preferito chiamarla, a un multitv Lo scenario della Tv in Italia La convergenza ha preso l avvio nel contesto della più sviluppata industria multimediale internazionale, quella statunitense, sebbene essa, per la sua natura di fenomeno multi-nazionale, sia andata a interessare gli interi mercati globali. Le dinamiche della convergenza istituzionale assumono, invece, caratteristiche diverse a seconda degli specifici contesti culturali ed economici, che dipendono delle variegate storie nazionali dei sistemi televisivi e mediali. Come in ogni periodo di transizione, il quadro del futuro scenario mediatico appare estremamente ricco e frastagliato e in continua evoluzione. Senza pretesa di esaustività, proviamo a dare un quadro della convergenza istituzionale nel contesto italiano, a partire da una fotografia dei differenti operatori attivi sulle varie piattaforme televisive digitali, per poi illustrare alcune tendenze di fondo dello scenario istituzionale nazionale. DTT DTH TIVU Piattaforma orizzontale degli operatori di rete: Rai, Mediaset, TIMedia IPTv MultiTV Prodotti/servizi ad accesso condizionato: Operatore Unico: Sky Italia MobileTv Due Principali operatori su cavo/dsl (Fastweb) e Dsl (AliceTelecom); Nuovi attori:infostrada/wind, Tiscali (2007) Principali operatori mobili (tramite accordi con fornitori di contenuti o broadcaster) Figura1 Gli operatori italiani per piattaforma 2 Cfr. M. Scaglioni, A. Sfardini, MultiTv. L esperienza televisiva nell età della convergenza, Carocci, Roma 2008, testo da cui è tratto e in parte rielaborato il presente paper. 2

4 Come si può vedere dalla Figura 1, che fotografa la situazione nazionale degli operatori delle diverse piattaforme televisive nell anno 2007, il quadro è piuttosto complesso e frammentato, e sembra giustificare, almeno in parte, la previsione di un progressivo superamento del duopolio (la tv di Stato Rai e la tv commerciale Mediaset) che ha governato per vent anni lo scenario televisivo italiano, grazie alla moltiplicazione degli attori che operano al suo interno. La piattaforma Dtt, caratterizzata dall inter-operabilità degli standard definita dal consorzio DGTVi che riunisce i principali attori nazionali e locali (Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e reti locali), rappresenta, nelle intenzioni, l erede della tv analogica gratuita, alla quale si vanno ad aggiungere le opzioni, già operative, della televisione a pagamento, nella forma del pay light (carte prepagate di Mediaset Premium e La7-TIMedia). La piattaforma Dth è caratterizzata dalle presenza di un operatore unico (Sky Italia) che agisce, insieme, da editore, da aggregatore di contenuti e da operatore di rete. Differente è la situazione delle altre piattaforme televisive digitali, ossia quella che fa uso del protocollo Ip (IPTv), e quella distribuita su apparecchi mobili (MobileTv). In entrambi i casi, e con alcune eccezioni, la catena produttiva va maggiormente disarticolandosi: gli operatori di rete ovvero le società di telecomunicazione fissa e mobile (Telecom Italia e Tim, Fastweb, Infostrada/Wind, Tiscali, Vodafone) si muovono come operatori di rete e gestori dei servizi, aggregando contenuti prodotti da terzi (con l eccezione di H3G, proprietaria della rete mobile Tre, che, definendo se stessa, mobile media company, ha abbracciato la strategia che le riconosce il ruolo di editore delle reti La3Tv). Di fronte a uno scenario in grande fermento, ma al momento privo di chiare linee di tendenza e sviluppo e, soprattutto, non ancora pienamente operativo sul piano della diffusione del consumo, appare utile sottolineare che l evoluzione dell offerta e delle piattaforme dipenderà direttamente non soltanto dalle disponibilità tecnologiche, ma dall incontro di queste ultime con gli attori che le tradurranno in mercati, ampliando il consumo che, attualmente riguarda poche nicchie di mercato. Alla luce di questa considerazione, e all incrocio fra la considerazione delle piattaforme e degli operatori che vi operano con precise politiche, si propone nella Figura 3 il quadro di sviluppo ipotizzato oggi in.italia 3

5 Figura 2. Fonte: Mediaset/Booz Allen Analysis, basato su stime Telecom Italia, Informa Media, Gartner, ScreenDigest, Sky, Ministero delle Comunicazioni Le stime prevedono una consistente diffusione del Dtt, simmetricamente alla progressiva estinzione della tv analogica entro il 2012, data fissata dal Governo italiano per lo swith off che interesserà quasi ventiquattro milioni di abitazioni nazionali (le previsioni sembrano però ottimistiche, alla luce dei ritardi che ancora manifesta il digitale terrestre). La piattaforma satellitare, che è quella più cresciuta negli anni con la nascita di SkyItalia, dovrebbe subire una battuta d arresto legata alla saturazione del mercato pay, attestandosi attorno ai cinque milioni di famiglie. Si lega alla grande crescita delle connessioni broadband, a banda larga (più di 15 milioni nel 2012), la diffusione della IPTv, che solo a partire dal 2007 è diventato un mercato ricco di offerte, di contenuti, nonché fortemente attivo sul lato della promozione e del marketing. Anche in questo caso, però, le stime di una crescita in grado di superare le sottoscrizioni satellitari attorno al 2011 possono apparire eccessivamente ottimistiche. La diffusione della banda larga può ovviamente legarsi, e fare da volano, alla diffusione di forme di InternetTv, al di fuori dei giardini protetti della IPTv. Ancora maggiore è la cautela circa la diffusione della MobileTv, che presenta ulteriori incertezze circa la prevalenza o la convivenza di una modalità di tv lineare di flusso (su piattaforma Dvb-h) o di servizi audiovideo a richiesta (su piattaforma Umts e Hsdpa). Rispetto all attuale pubblico televisivo è utile ricordare quale sia la fotografia oggi predominante che emerge dalla ricerca audiometrica e che mostra con evidenza la forza dell inerzia delle pratiche di consumo al di là delle trasformazioni tecnologiche appena descritte. Lo scenario italiano, infatti, pur vivacizzato, negli ultimi anni, da innumerevoli spinte innovative - come la diffusione dei 4

6 decoder DTT, che hanno superato i nel 2007, e la progressiva crescita della IpTv e della MobileTV - resta sostanzialmente incardinato nel doppio polo della televisione generalista, analogica e terrestre, accessibile per l intera popolazione nazionale, e della televisione digitale satellitare a pagamento, che ha superato i 4 milioni di sottoscrittori. Il quadro del pubblico televisivo nazionale risulta così aggregato in tre grandi aree, in tre Italie che hanno consumi culturali sensibilmente diversi. L Italia Rai costituisce il pubblico televisivo più tradizionale, e anche quello più anziano, costituito da cinquanta/sessantenni 4. Un servizio pubblico che si vorrebbe universale, ma che finisce, di fatto, per servire solo le fasce di popolazione più anziana, che sono anche quelle più assiduamente legate al medium, le più fedeli, le meno votate allo zapping, dunque quelle che più pesano nel determinare gli ascolti. Il grosso dell audience Rai è, al contempo, molto femminile, sebbene, anche in questo caso, il servizio pubblico ha perso terreno (lo share femminile è sceso di due punti nella stagione , arrivando al 46%). La terza caratteristica essenziale dell Italia Rai è di essere quella più popolare : la tv Rai è prediletta (con oltre il 51% di share) da quel frammento di popolazione che mostra i più bassi livelli economicosociali: secondo le classi usate da Auditel, si tratta delle famiglie, spesso mono-componenti, con più di 65 anni e con forte presenza di pensionati e casalinghe. Il livello di istruzione della parte più consistente dell audience Rai è medio-basso; l ascolto è più basso della media per i pubblici con livelli di istruzione medi (attorno al 41%), ma risale fra i laureati (oltre il 48%). Sono, infatti, soprattutto Raidue e Raitre ad essere seguite dall audience con livelli di istruzione più elevati (attorno al 14% per ciascuna delle due reti, per un totale che sfiora il 30%, una decina di punti in più di Raiuno). L Italia Mediaset è l Italia dei consumi. E l Italia di mezzo, perché si identifica quasi interamente con la classe media. Trova la sua forza nelle fasce d età di mezzo (25-44 anni), sfondando fra i più giovani grazie alla sola Italia 1, la tv più amata dal pubblico degli adolescenti e post-adolescenti, nonché dei bambini (oltre il 20% di share). E l Italia di mezzo perché manifesta un buon equilibrio fra uomini (40% di share) e donne (42% di share), con le donne che consumano molto soprattutto Canale 5. E l Italia di mezzo perché manifesta livelli socio-culturali limpidamente medi: famiglie il cui capofamiglia ha un età media pari a 58 anni, col secondo individuo del nucleo familiare che è prevalentemente casalinga o operaia come per altro gran parte dei capofamiglia, con un livello di istruzione medio inferiore. Oppure famiglie con bambini ancora piccoli, abbastanza giovani, spesso monoreddito, con un livello di istruzione lievemente superiore alla media nazionale. Per molti anni Mediaset ha vissuto in un regime di quasi monopolio, 3 Rapporto DGTVi Gfk, Il mercato del digitale terrestre in Italia, febbraio In questa fascia della popolazione la Rai è insuperata: la seguono più del 50% degli spettatori del prime time, sebbene, nelle ultime stagioni si sia verificato un lieve assottigliamento del pubblico 55-64enne, che per la prima volta è sceso al 49,99%. 5

7 almeno per la sua capacità di catalizzare questo pubblico, specie nella prima serata. Nella stagione 2006/2007 la concorrenza si è fatta sentire sulla fascia più alta di questa Italia: quella più affluente. Che nel giro di pochi anni si è sentita progressivamente insoddisfatta dell Italia di mezzo per approdare alla terza Italia, quella che si rispecchia nel pubblico Sky. L Italia Sky è l Italia che si è stancata della tv generalista per approdare sul satellite, disposta a pagare per la televisione e consumare contenuti premium. Un Italia ancora di minoranza, ma che è stata in decisa crescita dal L Italia premium è un Italia innanzitutto maschile. Sono soprattutto gli uomini i più mobili, i più insoddisfatti delle due Italie tv tradizionali, i più lanciati verso il satellite. Ciò si deve al fatto che il più popolare contenuto premium, cioè il calcio e lo sport in generale, prevede un consumo soprattutto maschile. Si tratta, poi, di una Italia giovane, fatta soprattutto da venti/trentenni e trenta/quarantenni, che manifestano ottimi livelli socio-economici e culturali. Sono mediamente famiglie composte da 2.5 componenti (famiglie giovani, in certi casi con un figlio), con un alta concentrazione di liberi professionisti e la quota più alta di laureati, sia per il capofamiglia che per il coniuge/convivente. Fra queste tre Italie differenti, un po schiacciata tra grandi colossi, La7 è come un fortino che non è riuscita farsi terzo polo. Si è limitata a costituire un polo d eccellenza e d elite. Una rete molto amata dal pubblico adulto e anziano (i più assidui sono i cinquanta/sessantenni), ma soprattutto una rete della distinzione : gli obiettivi che La7 intendeva realizzare (cioè superare, almeno, il 3% di share, con un occhio in prospettiva al 5%) sono stati raggiunto solo su due profili di pubblico: i ceti culturalmente e economicamente privilegiati (liberi professionisti mediamente colti), col 3,79% di share, e i laureati, che fanno avvicinare La7 addirittura al 5%. Tutte classi sociali minoritarie: e infatti lo share complessivo della rete non supera il 2,5% (in prime time). 2. Nuovi sguardi sul pubblico televisivo Negli studi sulla fruizione mediale, al pubblico televisivo è sempre stata riservata un attenzione maggiore rispetto ad altri pubblici, indirizzando spesso la ricerca ad occuparsi di contenuti, oggetti, modalità fruitive propri del medium televisivo, considerato il referente centrale, per diffusione di apparecchi, e come fonte di informazione e intrattenimento, per la quasi totalità della popolazione delle società industrializzate contemporanee: a partire dalla comparsa della televisione, infatti, le riflessioni dei Media Studies sul ruolo sociale della comunicazione, sugli effetti dei media e sulle dinamiche di ricezione, hanno adottato come ambito esemplare di studio la relazione tra questo mezzo e il suo pubblico. 5 5 In particolare, le ricerche condotte, a partire dagli anni Ottanta, all interno della corrente degli Audience Studies hanno indagato, articolandoli nel tempo, il problema dei processi di significazione dei testi mediali, i contesti relazionali e le condizioni situate di fruizione, gli usi sociali dei media, le loro relazioni con la vita quotidiana e con i processi di 6

8 L operazione di oggettivare il pubblico televisivo, anche in contesti di discorso anche molto diversi, ha prodotto un quadro fenomenologico affatto coerente di tipologie con cui sono letti e interpretati la sua identità e il suo ruolo: all immagine monolitica dello spettatore couch potato che passivamente subisce il flusso televisivo, si affianca quella di un fruitore impegnato in pratiche attive di senso su quanto fruisce, se non partecipe di una comunicazione interattiva con la realtà televisiva. A seconda delle circostanze e delle finalità che possono guidare un dato discorso sul pubblico (banalmente secondo logiche di valorizzazione o deprezzamento dell esperienza televisiva), un immagine può essere alternativamente attivata rispetto ad un altra, facendosi depositaria di uno specifico modo con cui le diverse prospettive teoriche sui media hanno incorniciato lo spettatore televisivo. Oggi, le figure che popolano l immaginario della fruizione televisiva cercano, in modi diversi, di rappresentare chi è e che cosa fa il nuovo spettatore televisivo: l esplosione dell offerta di canali, delle modalità e delle tecnologie di distribuzione, accesso e intervento sui contenuti che caratterizzano il nuovo scenario televisivo ha creato una virtualità di possibili pratiche di visione e usi dei contenuti audiovisivi, il cui senso si compie solo nell azione effettiva dello spettatore, nelle logiche che informano la sua scelta di un dato contenuto o di una specifica piattaforma televisiva. L evoluzione del sistema distributivo verso la moltiplicazione delle forme di offerta televisiva ha infatti prodotto una scomposizione e ridistribuzione del pubblico in nuovi segmenti, se non in nicchie di ascolto, pluralizzando le forme di fruizione dello spettatore in modo cumulativo o alternativo. La difficoltà di descrivere univocamente l identità del pubblico di questa fase risiede inoltre nei differenti sguardi e approcci con cui si può interpretare il suo ruolo nella relazione con la TV: sul piano tecnologico, come utente di un mezzo di comunicazione in evoluzione; sul piano economico, come consumatore o produttore di contenuti (free o pay); sul piano comunicativo, come recettore di significati e contenuti da decodificare all interno del proprio sistema simbolico. Appare chiaro che il terreno di confronto tra le diverse interpretazioni ha a che vedere con il problema più generale della relazione tra i media elettronici e i loro pubblici, delle forze di potere che questa mette in gioco e dei suoi effetti sociali. Gli esiti di tale relazione trovano risposte diverse a seconda di come l attività del pubblico è stata concettualizzata e controbilanciata al potere dei media: nell ambito degli approcci sociologici, la Communication Research, raccoglie, infatti, tanto la visione propria dello struttural-funzionalismo che concepisce il pubblico come un corpo organico, anonimo e passivo di fronte alla forza manipolatoria dei media di massa, quanto quella della tradizione individualista che attribuisce ai costruzione identitaria, utilizzando come campo di studio privilegiato la complessa dinamica di relazioni tra la TV -con la sua proposta di formati, generi, personaggi, contenuti valoriali e suggestioni emozionali- e suoi spettatori. 7

9 soggetti implicati nella fruizione e ricezione dei prodotti mediali un ruolo attivo, inquadrando tutti i processi comunicativi nel più ampio contesto storico-sociale 6. Il superamento di chiari confini di demarcazione tra la produzione e consumo mediale attraverso le forme di consumo produttivo sostenute dalle nuove tecnologie, costituisce uno degli aspetti oggi più frequentemente sottolineati per sancire un cambiamento epocale in atto, ossia l affermazione di un soggetto-consumatore libero di scegliere, se non creare, i prodotti culturali che desidera o vuole. E così che emerge l immagine del nuovo telespettatore svincolato dalle rigide logiche del broadcasting e partecipe dei meccanismi di produzione attraverso la creazione di propri paralleli. Così, nella trasformazione in atto della relazione tra industria mediatica e mondo del consumo, assistiamo a una trasformazione del concetto di audience. Dapprima, nel corso degli anni Ottanta, è l audience è considerata attiva nella sua relazione con il testo televisivo, inserita in specifici contesti comunicativi e sostrati culturali, e il consumo mediale è pensato come una pratica sociale situata, contestualizzata e negoziata; le etnografie mediali sul piano della ricerca microsociologia, e l installazione di meter nelle unità domestiche per la raccolta quantitativa dei dati di ascolto costituiscono le due principali strategie attraverso cui è stato osservato il pubblico televisivo. A partire dal nuovo millennio, quando l audience diventa interattiva e convergente e la televisione si trasforma progressivamente in un sistema tecnologico esteso con diverse porte d accesso; l approccio qualitativo declina la ricerca sulle comunità interpretanti attraverso diverse variabili (come l appartenenza generazionale, l appartenenza a una medesima comunità di gusto, la fruizione familiare e nei gruppi familiari), per definire i meccanismi che quotidianamente regolano la formazione di nuove identità e comunità spettatoriali. La ricerca quantitativa si interroga su come inseguire il nuovo consumatore non più così immobile sul divano, cerca disperatamente una fotografia del pubblico non limitata alle classiche variabili socioeconomiche, ma che sappia raccontare secondo quali logiche i devices e contenuti mediali costruiscano e definiscano i nuovi stili di vita delle audiences. Ma, come già accennato, la visione utopica di un certo determinismo tecnologico sulla rivoluzione televisiva non costituisce, a nostro avviso, la prospettiva più adatta per comprendere il nuovo scenario della multitv e capirne gli sviluppi sul piano della relazione con il suo pubblico. Infatti se l evoluzione tecnologica può avanzare con tempi frenetici, il cambiamento sociale richiede ritmi assai più lenti di incorporazione delle novità, soprattutto se essi devono comprendere la società nella sua interezza e non solo le nicchie di pubblico 6 Per una contestualizzazione teorica e storica della ricerca sui media si rimanda alla ricca bibliografia, anche italiana, disponibile, tra cui, ad esempio, F. Boni, Teorie dei media, il Mulino, Bologna 2006, M. Sorice, I media. La prospettiva sociologica, Carocci, Roma 2005; M. Livolsi, Manuale di sociologia della comunicazione, Laterza, Roma Bari

10 tecnologicamente più avanzate 7. Come evidenzia Taddeo 8, l interazione e l interattività del mezzo TV, nella sua declinazione digitale costituiscono per molti spettatori discorsi di attualità e tendenza nella vulgata mediatica, senza che alcuna forma di domestication 9 delle nuove tecnologie digitali oggi disponibili abbia ancora toccato le loro reali pratiche di visione. Una volta ridimensionata l immagine tecnocentrica di un pubblico multitelevisivo pronto a soppiantare quello cresciuto con la TV generalista (che rappresenta, come visto dai dati audiometrici sopra presentati, la fetta più consistente del mercato), resta il fatto che parlare del pubblico televisivo richiede oggi l adozione di nuovi sguardi e strumenti, alla luce anche solo della progressiva dispersione del pubblico televisivo nazionale verso sistemi di ricezione del segnale, ricerche di contenuti, pratiche di visione e diete di consumo sempre più diversificati,: se da un lato è doveroso per la ricerca evitare di cadere nell inganno degli scenari raccontati dal futuro tecnologico, mantenendo come punto di riferimento l immagine consolidata del pubblico televisivo così come la storia di questo mezzo l ha definito, resta da stabilire quale approccio di studio sia oggi più funzionale per mettere a fuoco e indagare la mappa dei percorsi, delle scorciatoie e delle zone di sosta che i pubblici disegnano nel nuovo territorio mediatico. 3. Per una tipologia di spettatori tv Alla luce dei cambiamenti che stanno attraversando lo scenario mediatico, si vuole ora proporre una serie di figure più recentemente emerse in relazione alle trasformazioni incorse nei meccanismi di fruizione rispetto a particolari aree dell offerta televisiva e, più generale, all evoluzione del ruolo di questo mezzo nell ambito del contesto socio-culturale: si tratta di quattro tipologie di spettatori che, a nostro avviso, ben esprimono l attuale natura sfaccettata dei pubblici televisivi e mediali. Tali figure emergono dalla descrizione di manifestazioni osservabili di modalità di fruizione televisiva che, sono espressione di fenomeni al momento solo emergenti o consolidati in nicchie di ascolto, ma che a nostro avviso segnalano alcune delle più significative e interessanti piste di ricerca per comprendere l articolarsi dei meccanismi e delle pratiche di consumo della multitv 10. D altronde la rivoluzione digitale ha portato all incremento 7 Sul tema del determinismo tecnologico e processi di incorporazione tecnologica si rimanda ai lavori di R. Silverstone, Hirsch (eds.), Consuming Technologies, Routledge, London 1992; S. Livingstone, What s New about New Media?, in New Media and Society, 1,1, 1999, pp ; J. T. Caldwell, Theorizing The Digital Landrush, in ID. (ed), Electronic Media and Technocluture, Rutgers University Press, New Brunswick (N. J.), 2000, pp G. Taddeo, Lo spettatore televisivo nell era dell interattività, in L. Bovone, P. Volontè (a cura di), Comunicare le identità. Percorsi della soggettività nell età contemporanea, Franco Angeli, Milano 2006, pp R. Silverstone, L. Haddon, Design and Domestication of Information and Communication Technologies: Technical Change and Everyday Life, in R. Mansell e R. Silverstone (eds.), Communication by Design: The Politics of Information and Communication Technologies, oxford University Press, Oxford, pp L individuazione delle quattro figure di spettatori qui proposte trae spunto da una serie di ricerche di taglio qualitativo (cui si farà cenno, di volta in volta, in nota), condotte da chi scrive nel corso degli ultimi cinque anni e 9

11 e al successo di media primariamente individuali, ossia favorevoli, come nel caso delle nuove TV, a un accesso e fruizione di tipo privato, personale 11, che sembrano eludere per sempre la possibilità di una visione organica e sistematica del pubblico televisivo. La fruizione è divenuta, infatti, una parola al plurale, non esistendo più un modello di riferimento, ma una serie di caselle in uno scacchiere più vasto. Per ogni figura si è voluta indicare la presenza, la sotterranea attività di (almeno) una tra le diverse e possibili dimensioni di cui si compone l esperienza mediatica: in particolare, si è scelto di privilegiare l identità, l appartenenza, la mobilità e la partecipazione quali nodi che a nostro avviso appaiono oggi più significativi per comprendere ed esplorare come si articola l esperienza di fruizione nei contemporanei paesaggi televisivi. Ogni figura di spettatore attiva così una serie di pratiche che possono essere rivolte ai media, ossia avere come fuoco di origine e di riferimento il contenuto o la piattaforma mediatica, oppure rivolte alla dimensione sociale del soggetto, individuale o collettiva. Figura spettatoriale Nodo Focalizzazione delle pratiche esperienziale Pubblici performer identità Sul soggetto individuale (socialoriented) Pubblici fan appartenenza Sul contenuto (media-oriented) Pubblici multipiattaforma mobilità Su piattaforme-contenuti (mediaoriented) Pubblici partecipanti partecipazione Sul soggetto collettivo (socialoriented) 3.1 Pubblici performer Gli studiosi Abercrombie e Longhurst 12 individuano tra le caratteristiche identificative dell audience contemporanea l adozione della spettacolarizzazione non solo come forma percettiva, ma anche come modalità espressiva, che la porta a farsi carico della propria visibilità di soggetto sociale che agisce in funzione di uno sguardo che la osserva, quello di un reale o immaginario altro pubblico. Emerge così l immagine di una società contemporanea dove la logica della performance all interno di differenti progetti di ricerca, accomunati dal riferimento al consumo di prodotti televisivi come campo di indagine. 11 Si veda a questo proposito lo studio di Livingstone sull uso dei media da parte delle coorti d età più giovani nelle loro stanze ipermediali, in S. Livingstone., Young People and New media. Childhood and the Changing Media Environment, Sage, London Ciò non significa (anzi è vero il contrario), come si vedrà nei casi dei pubblici fan e partecipanti, che la tv digitale interdice la costruzione di comunità che condividono, anche partecipandovi attivamente, una cultura comune. 12 N. Abercrombie, B. Longhurst, Audiences. A Sociological Theory of Performance and Imagination, Sage, London- Thousand Oaks

12 ha invaso la vita ordinaria, portando il pubblico a farsi esso stesso performer, oggetto di interesse (anche mediatico), annullando la distinzione tra consumatori culturali e produttori di cultura: essere membro dell audience oggi non significa più necessariamente fruire un messaggio veicolato da un produttore, in quanto la reciproca commistione dei ruoli di produttore e consumatore implica l acquisizione da parte dei membri dell audience di una variegata serie di competenze che li porta a creare, essi stessi, delle performance. Dunque, il performer diviene l attore attivo e passivo della visione, un consumatore dotato di competenze atte a trasformarlo in produttore di risorse creative e immaginative, che lo portano a ricercare la dimensione spettacolare anche nella vita quotidiana, rendendosi esso stesso un oggetto visibile alla collettività, un oggetto da guardare. Seguendo la riflessione di Bauman 13, la televisione può essere individuata come l arena privilegiata di questo bisogno di rappresentazione e autorappresentazione da parte di soggetti sempre più alle prese con le proprie insicurezze e preoccupazioni private: la messa in scena del privato nei generi televisivi più tipici (dal talk show al reality show) che caratterizza la TV degli ultimi vent anni, ha portato questo mezzo a svolgere un inedita funzione pedagogica fondata sul rispecchiamento e sulla politica dell esempio e del consiglio, legittimando e, al tempo stesso, inducendo esperienze autentiche o presunte, subite o cercate, da esprimere nello spazio televisivo. Con l avvento della neotelevisione, e in modo sempre più evidente nell ultimo decennio televisivo, è facile scorgere nell offerta televisiva il progressivo slittamento verso una programmazione di intrattenimento leggero basata sulla attualità e sulla partecipazione della gente comune come espressione, secondo diversi autori, del più generale processo di tabloidizzazione che sta investendo la cultura mediale. Ad esempio, il successo riscosso in termini di fruizione e partecipazione dai cosiddetti Audience Discussion Programmes 14 deve essere collegato alla disposizione con cui i soggetti si relazionano agli altri, compresi quelli che sono in televisione nel ruolo di persone proprio come te, implicando un coinvolgimento con il programma non solo di tipo interpretativo ma anche legato alla dimensione identitaria: tali programmi, esito estremo della tendenza a trattare la vita quotidiana come un palcoscenico, si fondano su continue e mutevoli rappresentazione di identità, strutturate da un soggetto in prima persona 15, che dà voce alle emozioni e ai sentimenti, parla delle sue relazioni intime. 13 Z. Bauman, La solitudine del cittadino globale, Feltrinelli, Milano Si veda anche la riflessione sullo spazio televisivo, rispetto ai processi di pubblicizzazione del privato e privatizzazione del pubblico proposta in A. Grasso e M. Scaglioni, Che cos è la televisione, Garzanti, Milano 2005, pp Cfr. a questo proposito S. Livingstone, Mediated Knowledge: Recognition of the Familiar, Discovery of the New, in J. Gripsrud (ed.), Television and Common Knowledge, Routledge, London 1999, pp ; sull origine e la storia di questo genere in Italia cfr. A. Manzato, Lo spettatore televisivo, in F. Colombo, R. Eugeni (a cura di), Il prodotto culturale. Teorie, tecniche, case hystories, Carocci, Roma 2004, pp J. Dovey, Freakshow: First person media and factual television, Pluto Press, London 2000, p

13 A partire dal nuovo millennio, e con l avvento della reality TV Il ruolo dello spettatore si è progressivamente trasformato in quello di attore chiamato a divenire protagonista del programma o, comunque a entrare a far parte della rappresentazione mediale. Se la partecipazione del pubblico alle trasmissioni televisive affonda le sue radici già nelle origini della TV italiana, divenendo con la neotelevisione parte della grammatica televisiva, l attuale esplosione della partecipazione del pubblico alla realtà televisiva richiede una spiegazione che non risiede solo nelle logiche di produzione mediale ma anche nel clima socio-culturale che ha formato, e in cui oggi sono inseriti, i pubblici stessi. La consistente frequentazione in termini numerici dei giovani ai casting e ai programmi televisivi 16 costituisce un fenomeno sociale e culturale interpretabile solo sullo sfondo della dinamica relazione tra media e società. Bondebjerg 17, ad esempio, legge il successo di pubblico dei reality show come uno dei sintomi più evidenti, se non metafora, della modernità riflessiva, caratterizzata, tra gli altri processi, dal ripiegamento del discorso sociale sulle politiche della vita quotidiana, per rispondere al forte bisogno per il pubblico di rispecchiarsi e giocare con le identità e le incertezze della vita quotidiana [ ] in una società e in un mondo la cui complessità ha superato quella delle nostre comunità nazionali e locali. Questa trasformazione della società crea ansia e incertezza e allo stesso tempo fascinazione e un bisogno di mediazione 18. La valenza sociale e culturale di un Grande fratello o di Amici di Maria de Filippi va quindi cercata nella relazione in sicurezza che essi stabiliscono con la costruzione dell identità dei soggetti: tali programmi sembrano nutrirsi e rendere esibita quella caratteristica essenziale della vita quotidiana che è la continua negoziazione della propria identità a seconda dei contesti comunicativi e sociali in cui si è inseriti. Il pubblico accetta l invito a partecipare come protagonista, sia perché perfettamente consapevole della dimensione finzionale della realtà messa in scena, sia sostenuto dalla considerazione che la stessa vita sociale può essere letta come una continua rappresentazione da parte dell individuo che non solo si presenta all altro, ma anche a se stesso con un atto riflessivo Una ricerca pubblicata da AC Nielsen nel giugno 2003 sulla partecipazione del pubblico ai programmi televisivi riporta che sono 16.3 milioni le persone che hanno partecipato, in veste di protagonisti o di pubblico in studio, o sono in attesa di essere chiamate per fare parte di un programma di Reality Tv, 16.5 milioni i telespettatori che attualmente guardano almeno un programma di Reality Tv ogni settimana. In Italia non esistono statistiche ufficiali sul numero delle persone che partecipano ai casting televisivi. Mediaset dispone di un catalogo di oltre telespettatori che si sono presentati a una o più selezioni dei suoi programmi. I dati relativi alle persone che si sono presentate ai casting Amici di Maria de Filippi delle prime tre edizioni parlano per la prima, nel 2001, quando cioè il programma non era mai andato in onda, di circa 3000 ragazzi; per la seconda del 2002 e la terza del 2003 di circa 30 mila ragazzi. Ai casting di Grande Fratello, si sono presentati una media di candidati per ogni edizione (dato Endemol). I dati sono ripresi da A. Sfardini, Pubblico in cerca d autore, Link, 4, 2005, p I. Bondebjerg, The Mediation of Everyday Life: Genre Discourse and Spectacle in Reality Tv, in I. Bondebjerg, A. Jerslev (eds.) Realism and Reality in Film and Media, Northen Lights Year Book, Copenhagen, 2002, pp I. Bondebjerg, Ivi, pp Si veda, questo proposito, la riflessione di E. Goffman, in La vita quotidiana come rappresentazione, Il Mulino, Bologna 1969, sulla cultura della presentazione, con cui l autore spiega la vita sociale come un processo continuato di presentazione di sé che l attore sociale deve compiere nei palcoscenici della vita, mostrandosi e definendo il proprio senso di identità, sulla base dei trucchi e delle trasformazioni che prepara nei retroscena, lontano dalla vista di altri: 12

14 Proprio la relazione tra la partecipazione alla realtà televisiva e il tema dell identità costituisce, a nostro avviso, la dimensione più interessante dei pubblici performer, la cui fluidità dei processi di costruzione e ricostruzione dell identità, considerato uno degli aspetti caratterizzanti della vita contemporanea, li rende un oggetto di indagine utile per la comprensione della società 20. L occasione di entrare nella nuova televisione dell io in veste di concorrente o protagonista diviene così una delle possibili esperienze che il soggetto contempla ne proprio progetto di vita: la partecipazione alla realtà televisiva diviene la porta d accesso a esperienze che accadono solo negli spazi sociali ed emozionali costruiti dalla TV, l occasione per giocare con la propria identità e quella degli altri, scegliendo di sospendere la logica simulatoria del come se ed entrare nel territorio concreto del gioco mediale. Il mezzo tv e il suo pubblico sono stretti in una rete di complicità, fondata su un istanza partecipativa che entrambi collaborano a mettere in scena, condividendo la considerazione (e la costruzione) dell ambiente televisivo come di un infinito serbatoio di risorse identitarie da investire nella vita quotidiana. La partecipazione diretta del pubblico alla realtà televisiva si fonda cioè sull attribuzione alla televisione di una nuova dimensione, che la rende anche un attività, cioè un qualcosa da fare, oltre che da vedere e i programmi di reality degli spazi concreti nei quali agire, oltre che testi di rappresentazione. La reality TV sembra dunque realizzare concretamente, agli occhi di questa tipologia di spettatori performers, un ideologia partecipativa, già manifesta in svariate forme della vita e della cultura sociale, per il carattere democratico della offerta: il pubblico è chiamato a divenire produttore del suo contenuto, di se stesso, senza necessità di alcuna competenza specifica, se non quella di appartenere alla gente come te. Il pubblico performer si relaziona così alla scena spettacolare attivando un portafoglio di competenze acquisite nell esperienza quotidiana e in quella mediale; tali competenze permettono loro di muoversi tra le trame della rappresentazione, scegliendo di volta in volta se assumerne il ruolo di pubblico, attore o regista Pubblici fan In ambito accademico, la letteratura sul fandom si è a lungo nutrita di immagini di devianza, in cui il fan veniva guardato come un consumatore dal comportamento patologico, esagerato, anche pericoloso. Janette Jenson 21 spiega che la comprensione del fandom come sintomo psicologico di una disfunzione sociale deriva dalla tendenza in questi studi a relazionare tale fenomeno alla cultura della fama e della celebrità diffusa nella società e leggerlo, quindi, come una risposta passiva al sulla base dell assunto goffmaniano che ogni società è il prodotto di un azione di tipo performativo, la modernità sembra aver accentuato i comportamenti di rappresentazione e presentazione di sé autoriflessiva. 20 Sono queste le ipotesi e per un approfondimento sulle performing audiences si rimanda a A. Sfardini, Reality Tv, in corso di pubblicazione per Unicopli, Milano. 21 J. Jenson, Fandom as Pathology, in L.A. Lewis (ed.), The Adoring Audience. Fan Culture and Popular Media, Routledge, London-New York 1992, pp

15 moderno celebrity system veicolato dai mass media. Il termine fan è stato per lungo tempo l etichetta sotto cui collocare una serie di comportamenti devianti capaci di contagiare un intero pubblico, come nel caso delle crisi isteriche delle teenager ai concerti di musica o dei fenomeni di violenza e distruzione di alcune tifoserie sportive. Pertanto, il fandom in generale si è venuto a delineare come un qualcosa di esattamente opposto al comportamento di consumo ordinario, considerato razionale e controllato, se non come l esito della modernità che ha creato le condizioni per l appropriazione dei testi mediali da parte del pubblico non più attraverso la comprensione del loro significato, ma come atto di un investimento più marcatamente di natura emotiva 22. L adozione di una prospettiva diversa con cui analizzare il fandom si è compiuta grazie alla valorizzazione dell attività di produzione culturale che lo accompagna e alla significatività sociologica riconosciuta nella creazione di comunità di fan 23. McQuail designa due modalità di relazione che legano il soggetto a un medium: una di tipo debole che consiste nella semplice attrazione nei confronti di un mezzo di comunicazione, e una di tipo forte che indica un elevato grado di investimento di attività emotiva centrato su una personalità mediale. L esperienza comunitaria che investe i fan è riconducibile a questo secondo caso poiché è caratterizzata da una forma di forte socializzazione, in cui acquistano particolare rilevanza i sentimenti individuali e collettivi accanto alle norme e ai valori che strutturano il gruppo: Si può intendere il fandom come qualcosa di collettivo, un sentimento consapevole e condiviso di attrazione più o meno intensa [ ] il fandom implica un elemento di produzione mediale effettiva da parte del pubblico stesso, perché le attività dei fan vanno oltre l evento mediale 24. Lo studio più classico sul fandom, Textual Poachers di Jenkins 25 analizza la fruizione della serie televisiva Star trek da parte del pubblico di fans come atto di appropriazione del testo e di produzione di nuove forme culturali, con cui gli spettatori trasformano l esperienza di guardare la televisione nella comune partecipazione ad una cultura condivisa ricca e complessa 26. L area delle ricerche sul fandom ha costituito per gli studi sul consumo televisivo un ulteriore allontanamento dalla concezione del pubblico come insieme di soggetti inermi che assorbono ciò che il mondo della produzione ha fissato nei suoi prodotti. Anzi, il riconoscimento della produttività simbolica e materiale che caratterizza l attività dei gruppi dei fan ha portato a 22 Per una ricostruzione del dibattito cfr. A. Sfardini, Tra fan e protagonisti. La convergenza culturale dei nuovi pubblici televisivi, in M. Pecchioli (a cura di), Neo televisione, Costa & Nolan, Milano Sono diversi i testi dedicati all analisi del fandom, soprattutto legato al consumo televisivo. Si veda ad esempio C. Harris, A. Alexander, Theorizing Fandom: Fans, Subculture and Identity, Hampton Press, Cresskill 1998; K. Lancaster, Interacting with Babylon 5. fan Performance in a Media Universe, University of Texas Press, Austin 2001; M. Hills, M. Hills, Fan Cultures, Routledge, London 2002; W. Brooker, Using the Force: Creativity, Community and Star Wars Fan, Continuum, London 2002; C. Sandovoss, Fans, Polity Press, Cambridge D. McQuail, L analisi dell audience, Il Mulino, Bologna 2001, p. 164 e p H. Jenkins, Textual Poachers: Television Fans & Participatory Culture, Routledge, New York-London Ivi, p

16 confermare l impossibilità di stabilire una chiara linea di confine tra mondo della produzione e mondo del consumo. Gli studi svolti sul fenomeno del fandom hanno quindi arricchito il continuum dei livelli di azione che interessano il pubblico, affiancando alla comprensione razionale del testo anche le dimensioni del coinvolgimento affettivo e della partecipazione produttiva, reale e simbolica, che sostanziano il consumo televisivo 27. L adozione della figura del fan come prototipo del nuovo consumatore di media, e quindi della diffusione di molteplici forme di attività e partecipazione ai testi mediali come cifra distintiva dell audience contemporanee, trova conferma nell accresciuta visibilità e, di conseguenza, nella progressiva normalizzazione a livello sociale della figura del fan, grazie a una serie di fattori. In primo luogo oggi il mondo della produzione riserva grande attenzione alle comunità di pubblico organizzate in gruppi sociali dando voce a quelle fan-communities (online e offline) che cercano, esprimendo una sorta di attivismo del consumo, di esercitare pressioni sulle scelte di messa in onda della produzione o sulla ideazione delle storie, attraverso l espressione manifesta delle loro preferenze culturali e dei desideri sui possibili sviluppi di quella data serie; i molteplici rinvii intermediali tra programmi televisivi e siti Internet (ufficiali e non), news group, chat e forum dedicati che facilitano il contatto tra i fan, l accesso alle loro comunità, il rafforzamento dei legami con la serie e con gli altri membri del gruppo; il fandom costituisce pertanto una componente di primo piano del sistema mediale convergente, un cardine indispensabile del suo meccanismo, soprattutto nel campo della fiction seriale contemporanea. In secondo luogo si assiste al crescente diffondersi di forme di adesione e di piacere verso serie o brand televisivi capaci di attirare a sé nicchie di pubblico che ricercano l esperienza di appartenere, con la loro scelta di consumo, a nicchie di pubblico attraversate da un comune sentimento di condivisione di fruizione con altri, che si vogliono immaginare simili a sé in termini di gusti, stili di vita prima ancora che di età, gender o appartenenza geografica. Tra le pratiche che caratterizzano l esperienza del fandom ed esprimono il senso di appartenenza alla comunità, quella del possesso evidenzia chiaramente che la relazione pubblico-mezzo televisivo si è trasformata in un rapporto tra soggetto e prodotto televisivo che aggiunge alla dimensione temporale dell esperienza televisiva quella fisica del possesso materiale: la proliferazione di una serie di prodotti secondari e corollari al programma televisivo (cofanetti dvd della serie di culto, giochi di ruolo carte collezionabili legate a programmi TV, cd-rom interattivi, siti web e diverse forme di fan-fiction) permette ai fan di immergersi e riconoscersi in un universo immaginario condiviso al quale si legano e sentono di appartenere grazie all interazione, soprattutto online, con altri fan. 27 Si veda a questo proposito e per una sistematizzazione della letteratura straniera sul tema del fandom, il volume di M. Scaglioni, Tv di culto, Vita e pensiero, Milano

17 A fronte di un sistema produttivo quello televisivo che da sempre adotta forme collaborative di creatività, che coinvolgono molte persone nella produzione di contenuti, questa tipologia di spettatore supera il suo confinamento domestico (individuale o, al massimo, familiare) per approdare in un terreno mediatico dove costruire dialoghi, sistemi di appartenenze con altri. Alla luce di tali considerazioni, ci sembra che lo studio dei fenomeni di fandom cui danno vita gli spettatori, in particolare i più giovani, attraverso forme di consumo intense e articolate dei loro prodotti di culto (si pensi alle serie televisive americane di ultima generazione, da X-files a Buffy, da Grey s Anatomy a C. S. I) sia da considerare uno dei terreni imprescindibili di ricerca nell età della convergenza. L indagine sui pubblici fan, infatti, permette di ricostruire i processi e i precorsi fruitivi attraverso cui certi prodotti culturali vengono dotati di specifici valori, diventano terreni d espressione di forme di produttività culturale dal basso e luoghi in cui si costruiscono e negoziano appartenenze di gruppo. 3.3 Pubblici multipiattaforma A partire dagli anni Novanta del secolo scorso i format multipiattaforma sono divenuti una delle strategie chiave nelle logiche produttive e distributive di un mercato televisivo internazionale sempre più soggetto ai processi di convergenza e globalizzazione: si tratta di un imponente circolazione di programmi che si espandono su piattaforme multi-mediali, costituiscono marchi corredati da prodotti di merchandising, capaci di soddisfare la domanda crescente di contenuti che proviene dalle nuove realtà televisive, come le pay-tv tematiche e la digital-tv 28. Il format Big Brother è considerato, anche a livello comune, il primo esperimento di un prodotto mediale multipiattaforma, ossia veicolato da un sistema di appuntamenti televisivi e attraverso i nuovi media che lo rendono un testo aperto alle strategie di interazione e personalizzazione messe in atto dal pubblico di fruitori. La logica di costruzione di un programma come un sistema-prodotto, secondo cioè una strategia che ne progetta l offerta su trasmissioni e media diversi, comporta l uscita da una logica di palinsesto volta a rispecchiare il calendario delle abitudini di vita del proprio pubblico, per richiedere allo spettatore un impegno maggiore rispetto alla semplice visione, che consiste nel collezionare una serie innumerevole di attimi di fruizione, cogliendoli in momenti e luoghi diversi, laddove la produzione ha fatto esondare il programma.: ognuno di essi viene così a costituire un appuntamento per lo spettatore complementare agli altri, determinando una dilatazione del tempo e una moltiplicazione degli spazi, così come una diversificazione delle possibilità di fruizione del prodotto. L interazione tra testo e lettore come conflitto potenziale di conoscenza tra cosa il testo dice versus cosa il telespettatore conosce da altro viene così sostituita da quella 28 Si veda A. Sfardini, voce format, in F. Colombo (a cura di), Atlante della comunicazione, Hoepli, Milano

18 negoziazione che, ancor prima, si innesca sulle modalità appropriate o preferite di fruizione. La logica multi-prodotto si ritrova oggi anche nei più recenti prodotti di fiction seriale, in particolare americana: la serie TV Lost, ad esempio, ha iniziato a prendere corpo e costruire il suo successo prima ancora della messa in onda televisiva del pilot quando, con una sapiente alchimia di creatività e marketing, sono circolate in rete i primi spoiler relativi alla presenza di un orso polare sull isola dei naufraghi 29, attivando nella prima comunità di futuri spettatori un gioco di teorie e speculazioni sulla storia, che è stato l ingrediente di fondo dell esperienza spettatoriale di Lost. La strategia di diversificare e pluralizzare i percorsi fruitivi tra lo spettatore che, fedelmente, costruisce un appuntamento fisso con la puntata settimanale e quello che, invece, ama seguire e approfondire attraverso la Rete le tracce delle innumerevoli uova di Pasqua 30 di cui il testo è disseminato, è in grado di trasformare anche il prodotto tradizionale di fiction in una ricca esperienza fruitiva, multi-mediale e convergente fra lo schermo del televisore e quello del computer connesso ad Internet. Prendendo a prestito il termine utilizzato per definire i contenuti veicolati su differenti piattaforme, l immagine del pubblico multipiattaforma qui proposta vuole descrivere quello spettatore che fruisce la televisione non più come medium di massa ma secondo percorsi fruitivi giocati su pratiche di confine tra diversi media, delineando le proprie regioni mediali di riferimento. Tale pratica fruitiva è dettata da due possibili logiche: nella prima, le scelte di percorso dipendono da un individuale processo di selezione/scarto delle declinazioni mediali su cui un dato contenuto audiovisivo è diffuso, secondo la logica di composizione e personalizzazione prevista dal prodotto stesso; la seconda logica fa riferimento a come comunità spettatoriali diverse eleggano o privilegino certe piattaforme mediali e non altre, riconfigurando il sistema mediale a loro disposizione in quelle che potremmo definire costellazioni mediali di riferimento. Nel primo caso, di cui sono un esempio i percorsi di consumo prefigurati dai due programmi sopra citati, i pubblici multipiattaforma altro non sono che il buon esito della strategia top/down di branding prevista dalla produzione mediale; nel secondo caso, invece, il disegno complessivo assunto dal percorso fruitivo (la singola costellazione mediale ) esprime la predilezione per certi oggetti mediali (contenuti o piattaforme che siano), nei quali vengono impressi, o si trovano rispecchiati, i modi di essere ed esprimersi, lo stile, la cultura della comunità alla quale si sente di appartenere. In entrambe le due logiche è invece rintracciabile un medesimo criterio fruitivo, ossia la preferenza per un consumo più di tipo intensivo che estensivo: a fronte della grande offerta di piattaforme e contenuti mediali di 29 Cfr. L. Porter, D. Lavery, (Cult)ivating a Lost Audience: The Participatory Fan Culture of Lost, in ID., Unlocking the Meaning of Lost, Sourcebooks, Naperville, Le uova di Pasqua sono indizi contenuti nel testo che possono offrire, a chi le recupera, informazioni ulteriori non esplicitate. Il termine deriva dalla pratica sviluppata dall industria dei videogame di nascondere, nell architettura dei giochi, oggetti nascosti che il giocatore esperto è chiamato a trovare e svelare. 17

19 cui ogni società dei Paesi industrializzati oggi dispone, bisogna rilevare che la fruizione resta comunque legata a una risorsa scarsa, il tempo, che impone di scegliere a quali contenuti o piattaforme dedicarsi 31. L opportunità, ma anche la necessità, di una scelta entro un paniere abbondante di possibili contenuti/piattaforme contribuisce a una maggiore frammentazione dei percorsi culturali 32 - individuali o di gruppo e rende saliente quel progetto di auto-formazione che si giova anche dei prodotti mediali. La dimensione che meglio descrive l esperienza televisiva dei pubblici multipiattaforma è la mobilità, considerata una delle esperienze più pervasive della contemporaneità, come testimonia il recente dibattito sociologico e degli Internet Studies intorno ai temi della società mobile, delle forme di socialità reticolare, dei flussi di beni materiali e simbolici, dei viaggi fisici e virtuali 33. Tale proprietà applicata al medium casalingo per eccellenza potrebbe apparire allora fuori luogo o, all opposto, chiaro segnale di un radicale cambiamento avvenuto nella natura della televisione che ha perso la sua intangibile proprietà ontolologica 34, la domesticità appunto. Ma, al contrario, la valorizzazione della mobilità quale caratteristica intrinseca alla televisione non ribadisce altro che l importanza di analizzare e comprendere i media in un quadro non di progressivi scarti guidati dall evoluzione tecnologica ma, piuttosto, di configurazioni multidimensionali e mutevoli 35 nel tempo, sullo sfondo del più complesso scenario culturale e sociale. In primo luogo bisogna ricordare che proprio l ubicazione e l utilizzo della TV in ambiente domestico costituisce l esito di un processo, pur avvenuto in tempi piuttosto brevi, di addomesticamento del mezzo: la TV si è introdotta nella società italiana degli anni Cinquanta insediandosi inizialmente negli spazi pubblici come bar, centri di ritrovo, il cinema, favorendo l espressione di legami sociali attraverso la visione collettiva fuori casa. Solo in un secondo tempo, grazie alla valorizzazione, in termini economici, del medium come elettrodomestico 31 A questo proposito Ellis evidenza il fenomeno della fatica della scelta, consistente nella stanchezza e ansia che il fruitore prova di fronte alla vasta opportunità di opzioni di consumo mediale vissuta come un imposizione più che come libertà di scelta (J. M. Ellis, Seeing Things, op. cit., pp ). 32 E la tesi di C. Anderson, The Long Tail. Why the Future of Business Is Selling Less of More, Yperion, New York, Per un approfondimento sulle teorie e i concetti legati alla sociologia della mobilità, cfr. M. Sheller e J.Urry, The new mobilities paradigm, in Environment and Planning, A, 38 (2), 2006, pp ; J. Urry, Sociology beyond Societies. Mobilities for Twenty-First Century, Routledge, London and New York 2000; N. Baym, Y. B. Zhang, M. Lin, Social interaction across media. Interpersonal communication on the internet, telephone and face-to-face, in New Media and Society, 6 (3), 2004, pp Un esaustiva ricostruzione del dibattito teorico contemporaneo su questo tema è offerta da G. Mascheroni, Le comunità viaggianti, Angeli, Milano 2007, che, tra l altro, offre un applicazione dei concetti-chiave di tale letteratura analizzando, attraverso una ricerca empirica, l uso dei nuovi media da parte dei viaggiatori indipendenti. Nell ambito degli studi sui processi di appropriazione e sugli usi sociali dell ICT, si veda lo studio di B. Scifo, dedicato al tema della mobilità connessa all uso della telefonia mobile, in Culture mobili. Ricerche sull adozione giovanile della telefonia cellulare, Vita e Pensiero, Milano Si veda l interessante problematizzazione sulla caratteristica della domesticità della tv argomentata da M. Buonanno in Le età della televisione, esperienze e teorie, Laterza, Roma Bari 2007, pp Si rimanda alle riflessioni di Colombo rispetto all avvento della televisione digitale in F. Colombo (a cura di), La digitalizzazione dei media, Carocci, Roma

20 accessibile, la TV ha conquistato un sempre più largo accesso nei salotti italiani. Fin dall origine, pertanto, la mobilità costituisce una dimensione connaturata alla televisione, che la rende capace di adattarsi ad ambienti differenti (aperti/chiusi; pubblici/privati), costruendo stili e forme di fruizione differenti. La fruizione televisiva è da subito apparsa come una ricca esperienza di mobilità simbolica che permette di vedere luoghi e oggetti lontani, modificando il nostro modo di esperire lo spazio e con esso la geografia situazionale della vita sociale, il nostro senso del luogo, permettendoci di essere in due posti allo stesso tempo 36. Non solo: la TV, salutata come grande opportunità, finestra da cui guardare il mondo, ha portato il mondo nella domesticità, spinto le prime comunità di spettatori a muoversi, uscire dalla propria casa per andare in quella del vicino dotata dell apparecchio di visione a distanza ; nei tempi più recenti, ad allontanarsi dagli altri (gli stessi familiari), per isolarsi in una fruizione individuale e, al contempo, tornare alla visione extradomestica grazie a una nuova stagione di insediamento della TV in spazi pubblici, come pubs, centri commerciali, palestre di fitness, aeroporti, proprio con la funzione di ambiente 37 dei luoghisimbolo del movimento, del transito. Ancora, la portabilità della fruizione introdotta con strumenti (come il pvr), prodotti (come il dvd), piattaforme (come la mobile TV del dvb-h e IP) di video on demand, collabora oggi a istituire l immagine di un pubblico abituato a stili di vita mobili, che siano essi privi o fortemente ancorati a organizzazioni routinarie e strutturate della giornata (si pensi da un lato alle tribù giovanili e dall altro ai lavoratori pendolari), ma dove, comunque, la fruizione televisiva trova un proprio spazio e tempo. In conclusione, l immagine del pubblico multipiattaforma si attiva quando l oggetto di indagine diventa la fruizione intesa come insieme di pratiche messe in atto da fruitori mobili, che si spostano fluidamente tra media e tecnologie, alla ricerca di quali elementi (del prodotto mediatico o legati del soggetto) informino la scelta di certe costellazioni di piattaforme e non altre. Tale prospettiva conduce la ricerca empirica ad analizzare e mappare le concrete pratiche fruitive che i soggetti mettono in atto trasversalmente alle diverse piattaforme, cercando così di individuare, di volta in volta, con quale sinergia di criteri (contenuti, generi, formati, brand etc.) i pubblici si orientano nelle nuove territorialità mediali Sulla ridefinizione del senso del luogo connessa all avvento dei media elettronici si veda l imprescindibile volume di J. Meyrowitz, Oltre il senso del luogo, Baskerville, Bologna A partire da tale lavoro, si confrontino anche le riflessioni proposte da P. Scannel, Radio, Television and Modern Life, Blackwell, Oxford 1996, e riprese da S. Moores, The Doubling of Place'/'Il Raddoppiamento del Luogo, in P. Aroldi, N. Vittadini (a cura di), Attraversamenti: Spazialità e Temporalità nei Media Contemporanei, Vita e Pensiero, Milano 2003 pp.65-78, che all idea di un indebolimento del senso del luogo contrappongono quella di una sua pluralizzazione, non marginalizzazione, che si compie nelle pratiche d'uso dei media. 37 Sul tema della tv extradomestica si rimanda al lavoro di A. McCarthy, Ambient Television, Duke University Press, Durham Sulle dinamiche d domestificazione/de-domesticazione dei media cfr. D. Morley, What s home got to do with it? Contradictory dynamics in the domestication of technology and the dislocation of domesticity, in European journal of Cultural Studies, 6 (4), 2003, pp Un esempio di ricerca qualitativa svolta secondo questa impostazione è quella condotta nel terzo semestre del 2006 da uno staff di ricercatori (di cui i due autori del volume hanno fatto parte) coordinati da Fausto Colombo e Piermarco Aroldi del centro 19

Marco Gui. La tv dopo la digitalizzazione

Marco Gui. La tv dopo la digitalizzazione Marco Gui 2 La tv dopo la digitalizzazione Mappa della tv italiana Terrestre Satellitare Cavo Umts/Wifi Analogico Rai, Mediaset, La7/Mtv, AllMusic, Sportitalia + locale Canali in chiaro: es. BBC World

Dettagli

Forum Europeo sulla televisione digitale terrestre. I contenuti interattivi per la nuova televisione

Forum Europeo sulla televisione digitale terrestre. I contenuti interattivi per la nuova televisione Forum Europeo sulla televisione digitale terrestre Lucca, 10 Giugno 2005 I contenuti interattivi per la nuova televisione Benedetto Habib Amministratore delegato My-tv Spa Indice -Verso il digitale - I

Dettagli

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi)

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi) Sostenere i Il problema I temi che si definiscono dopo di noi legati alle potenzialità e autonoma dei disabili - hanno un impatto sociale estremamente rilevante. In primo luogo va sottolineato che, per

Dettagli

LA SFIDA EDUCATIVA I MASS MEDIA

LA SFIDA EDUCATIVA I MASS MEDIA LA SFIDA EDUCATIVA I MASS MEDIA Tra Educazione e comunicazione c è uno stretto rapporto, un rapporto originario, poiché si educa comunicando. Al tempo stesso, ci si educa a comunicare. Comunicazione ed

Dettagli

COME AVERE SUCCESSO SUL WEB?

COME AVERE SUCCESSO SUL WEB? Registro 1 COME AVERE SUCCESSO SUL WEB? Guida pratica per muovere con successo i primi passi nel web INTRODUZIONE INDEX 3 6 9 L importanza di avere un dominio e gli obiettivi di quest opera Come è cambiato

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

Nuovi media. Convergenza, audience attive e citizen journalism

Nuovi media. Convergenza, audience attive e citizen journalism Nuovi media Convergenza, audience attive e citizen journalism La convergenza Convergenza esito dei processi di digitalizzazione Fine del rapporto biunivoco medium-contenuto cultura della convergenza (Jenkins)

Dettagli

La tv digitale: innovazione ed economia

La tv digitale: innovazione ed economia La tv digitale: innovazione ed economia Giuseppe Richeri Università della Svizzera Italiana, Lugano Il processo d innovazione in atto L applicazione delle tecniche digitali ai mezzi di comunicazione oggi

Dettagli

Le collezioni si caratterizzano per una spiccata vocazione alla sperimentazione e alla ricerca. Sono ricche di dettagli che combinano un design

Le collezioni si caratterizzano per una spiccata vocazione alla sperimentazione e alla ricerca. Sono ricche di dettagli che combinano un design IL BRAND Il marchio GAZZARRINI nasce nel 1993 dall iniziativa e dall esperienza trentennale nel mondo della moda. Fin dall inizio, si distingue subito per un approccio innovativo al prodotto, tanto da

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA

INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA INFANZIA PRIMARIA SECONDARIA GEOGRAFIA - TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE si orienta nello spazio conosciuto colloca elementi dell ambiente conosciuto secondo criteri spaziali si orienta nello spazio

Dettagli

SPORTELLI D ASCOLTO PSICOLOGICO

SPORTELLI D ASCOLTO PSICOLOGICO SPORTELLI D ASCOLTO PSICOLOGICO Il Centro di Psicoterapia e Psicologia Clinica è un Associazione Professionale di psicoterapeuti di formazione psicoanalitica e di psicologi clinici che opera nell ambito

Dettagli

Conferenza stampa Marketing forum. 8 aprile 2008

Conferenza stampa Marketing forum. 8 aprile 2008 Conferenza stampa Marketing forum 8 aprile 2008 Le origini della discontinuità 2 Per una serie di cause, gli individui trainanti l evoluzione della società negli ultimi anni hanno modificato la propria

Dettagli

Psicologia dei Nuovi Media. Andrea Farinet

Psicologia dei Nuovi Media. Andrea Farinet Psicologia dei Nuovi Media Andrea Farinet 1. Psicologia dei nuovi media: riferimenti teorici e oggetti di analisi 2. Comprendere i nuovi media: da Internet all embodiment 3. Applicare la psicologia dei

Dettagli

Linee Guida. La concretezza dell oggetto di lavoro

Linee Guida. La concretezza dell oggetto di lavoro Linee Guida A partire dalle esperienze sviluppate dai singoli partner in relazione al coinvolgimento attivo dei giovani all interno delle specifiche realtà locali, il team di lavoro ha elaborato le seguenti

Dettagli

NUOVE MODALITÀ DI INTERNAZIONALIZZAZIONE il fattore strategico della conoscenza dei mercati

NUOVE MODALITÀ DI INTERNAZIONALIZZAZIONE il fattore strategico della conoscenza dei mercati NUOVE MODALITÀ DI INTERNAZIONALIZZAZIONE il fattore strategico della conoscenza dei mercati FABIO PICCOLI Esperto Internazionalizzazione Wine Monitor Bologna, 3 aprile 2013 L internazionalizzazione non

Dettagli

IDEE PER LA DOCUMENTAZIONE (estratto dalle precedenti edizioni)

IDEE PER LA DOCUMENTAZIONE (estratto dalle precedenti edizioni) Per prepararci all evento finale IDEE PER LA DOCUMENTAZIONE (estratto dalle precedenti edizioni) Mentre le attività scolastiche e quelle delle ACS stanno svolgendosi ancora a pieno ritmo, cominciamo a

Dettagli

Formazione genitori. I percorsi

Formazione genitori. I percorsi Formazione genitori Sappiamo che spesso è difficile trovare un po di tempo per pensare a come siamo genitori e dedicarci alla nostra formazione di educatori, sappiamo però anche quanto sia importante ritagliarsi

Dettagli

Il canale on-line di Coop La spesa che non pesa

Il canale on-line di Coop La spesa che non pesa Il canale on-line di Coop La spesa che non pesa Bologna 19 Febbraio 2003 1 Il mercato Internet Il numero totale degli utenti varia a seconda delle fonti ma è stimabile intorno a 9/10 milioni di persone.

Dettagli

Comunicazione persuasiva e manipolazione

Comunicazione persuasiva e manipolazione Comunicazione persuasiva e manipolazione Il messaggio persuasivo, tipico della comunicazione pubblicitaria o politica, è quel messaggio che induce il ricevente ad un certo comportamento, perché in grado

Dettagli

Principali risultati della ricerca

Principali risultati della ricerca Principali risultati della ricerca INTRODUZIONE Principali risultati della ricerca 1. Descrizione Lo scopo della ricerca è stato quello di valutare i comportamenti di consumo degli utenti internet italiani

Dettagli

Adolescenza: età dell oro o età di crisi? Prof.ssa Liliana Dozza

Adolescenza: età dell oro o età di crisi? Prof.ssa Liliana Dozza Adolescenza: età dell oro o età di crisi? Prof.ssa Liliana Dozza Bressanone, 9 aprile 2009 Adolescenza: definizioni e caratteristiche Periodo della vita che si colloca fra la preadolescenza ed i 17 anni;

Dettagli

AMICI VIRTUALI E AMICI REALI: Aspetti Psicosociali dei Social Network. Prof. Giuseppe Riva. Università Cattolica del Sacro Cuore

AMICI VIRTUALI E AMICI REALI: Aspetti Psicosociali dei Social Network. Prof. Giuseppe Riva. Università Cattolica del Sacro Cuore AMICI VIRTUALI E AMICI REALI: Aspetti Psicosociali dei Social Network Prof. Giuseppe Riva Università Cattolica del Sacro Cuore www.isocialnetwork.info 1-1 Indice I social network sono una moda? SN come

Dettagli

Essere fratelli di. Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012

Essere fratelli di. Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012 Essere fratelli di Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012 Contesto di riferimento e obiettivi generali La famiglia è senza dubbio il luogo più importante per la

Dettagli

IL COACHING delle Ambasciatrici

IL COACHING delle Ambasciatrici IL COACHING delle Ambasciatrici European Commission Enterprise and Industry Coaching ambasciatrici WAI-Women Ambassadors in Italy, Ravenna, 20/05/2010 2 FASE 1 Le motivazioni e gli scopi FASE 2 L analisi

Dettagli

ASSE STORICO SOCIALE

ASSE STORICO SOCIALE ASSE STORICO SOCIALE 1 ASSE STORICO SOCIALE competenze attese d asse indicatori descrittori Competenze di asse Indicatori Descrittori 1. Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una

Dettagli

WORKSHOP DAY DEL RADIOTV FORUM DI AERANTI-CORALLO

WORKSHOP DAY DEL RADIOTV FORUM DI AERANTI-CORALLO WORKSHOP DAY DEL RADIOTV FORUM DI AERANTI-CORALLO Relazione introduttiva dell avv. Marco Rossignoli Coordinatore di Aeranti-Corallo e Presidente Aeranti Milano 3 novembre 2009 Il passaggio al digitale

Dettagli

La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma

La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma La shared mobility, nuova frontiera della mobilità urbana: le prospettive per l area metropolitana di Roma OBIETTIVI Da qualche anno a questa parte, le soluzioni di trasporto condivise stanno conoscendo

Dettagli

1 Questo convegno, che vede insieme rappresentanti del mondo pubblico e privato, prende spunto da un ciclo di formazione appena concluso di personale

1 Questo convegno, che vede insieme rappresentanti del mondo pubblico e privato, prende spunto da un ciclo di formazione appena concluso di personale 1 Questo convegno, che vede insieme rappresentanti del mondo pubblico e privato, prende spunto da un ciclo di formazione appena concluso di personale della RGS, del CNIPA e di ingegneri dell Ordine di

Dettagli

"L impatto dell Information Technology sulle aziende del terziario in Italia"

L impatto dell Information Technology sulle aziende del terziario in Italia "L impatto dell Information Technology sulle aziende del terziario in Italia" Sintesi per la stampa Ricerca promossa da Microsoft e Confcommercio realizzata da NetConsulting Roma, 18 Marzo 2003 Aziende

Dettagli

Stefanel Progetto website, ecommerce & social. Stefanel Progetto Website, ecommerce & social. Kettydo Digital, Meaningful

Stefanel Progetto website, ecommerce & social. Stefanel Progetto Website, ecommerce & social. Kettydo Digital, Meaningful Stefanel Progetto website, ecommerce & social Documento di presentazione del progetto Milano, 6 febbraio 2012 Articolazione dei contenuti 1. Cenni sull azienda 2. Cenni sull agenzia 3. Strategia: Seduction

Dettagli

Il ruolo delle piattaforme nella distribuzione dei Fondi. Milano 28 gennaio 2015

Il ruolo delle piattaforme nella distribuzione dei Fondi. Milano 28 gennaio 2015 Il ruolo delle piattaforme nella distribuzione dei Fondi Milano 28 gennaio 2015 Stefano Sardelli Direttore Generale Presidente MILLENNIUM Sim La demografia incide in modo molto importante sulla crescita

Dettagli

Cartoni animati: alleati educativi?

Cartoni animati: alleati educativi? Percorso media educativo per insegnanti e genitori 20 gennaio 2013 Dott.ssa AlessiaRosa Cartoni animati: alleati educativi? Percorso media educativo per insegnanti e genitori I media pervadono oggi la

Dettagli

Guido Salerno Aletta. Direttore Generale Fondazione Ugo Bordoni

Guido Salerno Aletta. Direttore Generale Fondazione Ugo Bordoni Dalla televisione digitale di prima generazione alla Ip-TV Guido Salerno Aletta Direttore Generale Fondazione Ugo Bordoni Il passaggio al digitale nella telefonia mobile e nella televisione inizia dal

Dettagli

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo Ridurre i divari Il problema Fino alla fine degli anni sessanta, la cooperazione allo sviluppo si identificava esclusivamente con la cooperazione economica o con l aiuto umanitario di emergenza. Questa

Dettagli

Come gestire i Social Network

Come gestire i Social Network marketing highlights Come gestire i Social Network A cura di: Dario Valentino I Social Network sono ritenuti strumenti di Marketing imprescindibili per tutte le aziende che svolgono attività sul Web. Questo

Dettagli

LEADLAB LAVORO 1 e 2 Incontro 1

LEADLAB LAVORO 1 e 2 Incontro 1 LEADLAB LAVORO 1 e 2 Incontro 1 Sintesi per le partecipanti Laboratorio LAVORO 1 e 2 Progetto Leadership femminile aprile-giugno 2013 Elena Martini Francesca Maria Casini Vanessa Moi 1 LE ATTESE E LE MOTIVAZIONI

Dettagli

Reputazione online. Andrea Barchiesi, CEO Reputation Manager andrea.barchiesi@reputation-manager.it NEL CORSO DEL WEBINAR SCOPRIRAI:

Reputazione online. Andrea Barchiesi, CEO Reputation Manager andrea.barchiesi@reputation-manager.it NEL CORSO DEL WEBINAR SCOPRIRAI: Reputazione online NEL CORSO DEL WEBINAR SCOPRIRAI: FONDAMENTI DI COMUNICAZIONE DIGITALE: LE REGOLE DEL WEB NUOVI OBIETTIVI DI COMUNICAZIONE: DAL BRAND ALL IDENTITÀ DIGITALE DEFINIZIONE DI WEB REPUTATION

Dettagli

Risultati indagine: Un nuovo modo di viaggiare in treno

Risultati indagine: Un nuovo modo di viaggiare in treno CISALPINA TOURS CISALPINA RESEARCH Risultati indagine: Un nuovo modo di viaggiare in treno Cisalpina Research, il nuovo centro studi creato da Cisalpina Tours per rilevare dati e tendenze, opportunità

Dettagli

I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano

I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano Corso di Politiche Sociali Facoltà di Scienze della Formazione Università Milano Bicocca Anno Accademico 2011-12 La famiglia

Dettagli

Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale. Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere

Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale. Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere MultiPiani si occupa dal 1994 di Comunicazione e Marketing strategico, rivolgendosi

Dettagli

Non è detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo quando gli descrive le città visitate nelle sue ambascerie, ma certo l imperatore

Non è detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo quando gli descrive le città visitate nelle sue ambascerie, ma certo l imperatore Non è detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo quando gli descrive le città visitate nelle sue ambascerie, ma certo l imperatore dei tartari continua ad ascoltare il giovane veneziano

Dettagli

Comitato di applicazione Codice di autoregolamentazione Media e Minori

Comitato di applicazione Codice di autoregolamentazione Media e Minori Comitato di applicazione Codice di autoregolamentazione Media e Minori RISULTATI DELLA RICERCA GIOVANI E MEDIA. LA TELEVISIONE CHE VORREI ALESSANDRIA 21 MARZO 2014 L'indagine campionaria è stata realizzata

Dettagli

Organizzare spazi e contenuti di una consultazione online

Organizzare spazi e contenuti di una consultazione online Progetto PerformancePA Ambito A - Linea 1 - Una rete per la riforma della PA Organizzare spazi e contenuti di una consultazione online Autore: Laura Manconi Creatore: Formez PA, Progetto Performance PA

Dettagli

I fattori della competitività: presentazione del Rapporto Doing Business Subnational in Italy 2013

I fattori della competitività: presentazione del Rapporto Doing Business Subnational in Italy 2013 I fattori della competitività: presentazione del Rapporto Doing Business Subnational in Italy 2013 Intervento di Fabrizio Saccomanni Direttore Generale della Banca d Italia Roma, 14 novembre Sono molto

Dettagli

Comunità della Paganella

Comunità della Paganella COMUNITÀ della PAGANELLA PROGETTO Sportello Donna Comunità della Paganella Gennaio 2013 PREMESSE Nel 2011 la Comunità della Paganella ha elaborato il progetto intitolato La conoscenza delle donne, nell

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. ABI: al via la Fondazione per l Educazione Finanziaria e al Risparmio

COMUNICATO STAMPA. ABI: al via la Fondazione per l Educazione Finanziaria e al Risparmio COMUNICATO STAMPA ABI: al via la Fondazione per l Educazione Finanziaria e al Risparmio Il nuovo organismo creato per sviluppare la cultura al risparmio e alla legalità economica in Italia è stato presentato

Dettagli

PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI

PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI comunicato stampa PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI Le due società, attive in Lazio da alcuni anni, presentano il loro Rendiconto Sociale. Il documento rappresenta

Dettagli

PROGRAMMA DI SCIENZE UMANE - OPZIONE ECONOMICO SOCIALE MONOENNIO CLASSE QUINTA

PROGRAMMA DI SCIENZE UMANE - OPZIONE ECONOMICO SOCIALE MONOENNIO CLASSE QUINTA PROGRAMMA DI SCIENZE UMANE - OPZIONE ECONOMICO SOCIALE MONOENNIO CLASSE QUINTA LINEE GENERALI E COMPETENZE Al termine del percorso liceale lo studente si orienta con i linguaggi propri della cultura nelle

Dettagli

Comunicare Domani. Le dinamiche degli investimenti in comunicazione in Italia nel 2008. Milano, 26 giugno 2008

Comunicare Domani. Le dinamiche degli investimenti in comunicazione in Italia nel 2008. Milano, 26 giugno 2008 Comunicare Domani Le dinamiche degli investimenti in comunicazione in Italia nel 2008 Milano, 26 giugno 2008 Il mercato della comunicazione in Italia Le previsioni per il 2008 e la vision di AssoComunicazione

Dettagli

EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI PER IL CO-SVILUPPO

EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI PER IL CO-SVILUPPO EMPOWERMENT OF MIGRANT ASSOCIATIONS FOR CO-DEVELOPMENT Corso di formazione gratuito: ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI PER IL CO-SVILUPPO Il corso di formazione, promosso dall Organizzazione Internazionale per

Dettagli

Milano, via Savona 15. Lunedì, 15 marzo, ore 16.00 Dr. Franco Bernabè

Milano, via Savona 15. Lunedì, 15 marzo, ore 16.00 Dr. Franco Bernabè EVENTO OLIVETTI Milano, via Savona 15 Lunedì, 15 marzo, ore 16.00 Dr. Franco Bernabè Buon giorno a tutti, è per me un piacere oggi partecipare a questo evento organizzato per la presentazione della nuova

Dettagli

ALLEGATO B2 ALLA DELIBERA N. 34/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ALLEGATO B2 ALLA DELIBERA N. 34/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE ALLEGATO B2 ALLA DELIBERA N. 34/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE 1 ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: a. l ambito dell

Dettagli

Formazione, consulenza, ricerca e comunicazione. In testa.

Formazione, consulenza, ricerca e comunicazione. In testa. Formazione, consulenza, ricerca e comunicazione. In testa. Formazione, consulenza, ricerca e comunicazione Operiamo a sostegno delle piccole e medie imprese, degli enti pubblici e delle associazioni nella

Dettagli

SMART TV: IL PRODOTTO DEL FUTURO? GfK Group Smart TV 03/05/2013

SMART TV: IL PRODOTTO DEL FUTURO? GfK Group Smart TV 03/05/2013 SMART TV: IL PRODOTTO DEL FUTURO? 1 Metodologia Campione: 800 interviste, rappresentative degli italiani dai 30 ai 54 anni, utenti di internet negli ultimi 3 mesi Interviste su Panel Dialogatore di GfK

Dettagli

L APPROCCIO POSITIVO DELLA PERSONA

L APPROCCIO POSITIVO DELLA PERSONA L APPROCCIO POSITIVO DELLA PERSONA di Andrea Canevaro L Approccio positivo 1 si fonda su 3 valori fondamentali: 1. Fiducia: credere nella persona che presenta un deficit e nelle sue possibilità. Per aiutare

Dettagli

S. Rodotà, Solidarietà: un utopia necessaria, Editori Laterza, Roma-Bari, 2014, pp. 141

S. Rodotà, Solidarietà: un utopia necessaria, Editori Laterza, Roma-Bari, 2014, pp. 141 S. Rodotà, Solidarietà: un utopia necessaria, Editori Laterza, Roma-Bari, 2014, pp. 141 La crisi economica europea ha avuto importanti conseguenze sulla tutela dei diritti fondamentali a causa della riduzione

Dettagli

SPERIMENTAZIONI. SIMULAZIONE: il business plan di una impresa legata ai rifiuti. Materiali Didattici «La gestione integrata dei rifiuti»

SPERIMENTAZIONI. SIMULAZIONE: il business plan di una impresa legata ai rifiuti. Materiali Didattici «La gestione integrata dei rifiuti» Materiali Didattici «La gestione integrata dei rifiuti» SPERIMENTAZIONI SIMULAZIONE: il business plan di una impresa legata ai rifiuti GREEN JOBS Formazione e Orientamento L idea In questo modulo sono

Dettagli

LE TENDENZE DELLA COMUNICAZIONE NEL SETTORE FINANZIARIO

LE TENDENZE DELLA COMUNICAZIONE NEL SETTORE FINANZIARIO LE TENDENZE DELLA COMUNICAZIONE NEL SETTORE FINANZIARIO Anna Zinola Università degli Studi di Pavia Roma, 7 novembre 2005 Agenda Lo scenario di riferimento Le tendenze della comunicazione nel settore finanza

Dettagli

venerdì 28 giugno 2013, 17:22

venerdì 28 giugno 2013, 17:22 A tutto Gas 1 Cambiare il mondo si può A tutto Gas Un modo semplice e rivoluzionario di fare la spesa venerdì 28 giugno 2013, 17:22 di Silvia Allegri A tutto Gas 2 A tutto Gas 3 A tutto Gas 4 A tutto Gas

Dettagli

PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma

PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma Errore. L'argomento parametro è sconosciuto. Direzione Commercio Artigianato PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma Sintesi dei risultati Maggio 2002 Piccolo, grande, nuovo.

Dettagli

L ANIMATORE SOCIO - CULTURALE (a cura della Dr.ssa Susanna Gallo)

L ANIMATORE SOCIO - CULTURALE (a cura della Dr.ssa Susanna Gallo) C E F O L ANIMATORE SOCIO - CULTURALE (a cura della Dr.ssa Susanna Gallo) L animatore socio culturale è un professionista che, attraverso attività ludico-espressive, stimola la partecipazione attiva degli

Dettagli

Economia e Gestione delle Imprese Editoriali

Economia e Gestione delle Imprese Editoriali LIBERA UNIVERSITÀ MARIA SS. ASSUNTA Economia e Gestione delle Imprese Editoriali A.A. 2012 2013 Docente: Prof. Gennaro Iasevoli Il prodotto giornale: specificità e attributi Non immagazzinabile Consumo

Dettagli

IL BILANCIO SOCIALE E IL SUO RADICAMENTO NELLE ASSOCIAZIONI LINEE GUIDA E RIFLESSIONI SULLE METODOLOGIE

IL BILANCIO SOCIALE E IL SUO RADICAMENTO NELLE ASSOCIAZIONI LINEE GUIDA E RIFLESSIONI SULLE METODOLOGIE di Sergio Ricci 1 IL BILANCIO SOCIALE E IL SUO RADICAMENTO NELLE ASSOCIAZIONI LINEE GUIDA E RIFLESSIONI SULLE METODOLOGIE Intervento per il Convegno Turismo Sociale e Bilancio Sociale : contributi in un

Dettagli

LA FORMULA. TERZA PARTE: DOVE TROVARLI Indirizzi e recapiti per viaggiare sicuri. I QUADERNI SI ARTICOLANO IN TRE PARTI:

LA FORMULA. TERZA PARTE: DOVE TROVARLI Indirizzi e recapiti per viaggiare sicuri. I QUADERNI SI ARTICOLANO IN TRE PARTI: LA FORMULA PROFILO EDITORIALE: La collana de I Quaderni della Comunicazione nasce come una guida mensile rivolta alle Aziende per aiutarle a orientarsi nei diversi meandri della comunicazione commerciale.

Dettagli

IN CONTRO NUOVI SPAZI DI COMUNICAZIONE. PERCORSI DI PARTECIPAZIONE GIOVANILE E DI CITTADINANZA ATTIVA

IN CONTRO NUOVI SPAZI DI COMUNICAZIONE. PERCORSI DI PARTECIPAZIONE GIOVANILE E DI CITTADINANZA ATTIVA PROGETTO IN CONTRO NUOVI SPAZI DI COMUNICAZIONE. PERCORSI DI PARTECIPAZIONE GIOVANILE E DI CITTADINANZA ATTIVA Anno 2010 1 Progetto In-Contro Nuovi spazi di comunicazione. Percorsi di partecipazione giovanile

Dettagli

II SESSIONE - 19 GENNAIO 2005 IDEE A CONFRONTO: PROTAGONISTI NAZIONALI. Desidero ringraziare il Sindaco dr. Veltroni per l invito rivoltomi ad

II SESSIONE - 19 GENNAIO 2005 IDEE A CONFRONTO: PROTAGONISTI NAZIONALI. Desidero ringraziare il Sindaco dr. Veltroni per l invito rivoltomi ad II SESSIONE - 19 GENNAIO 2005 IDEE A CONFRONTO: PROTAGONISTI NAZIONALI Matteo ARPE: Desidero ringraziare il Sindaco dr. Veltroni per l invito rivoltomi ad intervenire a questo Convegno, al quale, come

Dettagli

PREFAZIONE Questo volume sintetizza l esperienza decennale del Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant Anna nell ambito della formazione manageriale e, coerentemente con le logiche

Dettagli

Identità e videogiochi: essere qualcuno nei mondi virtuali

Identità e videogiochi: essere qualcuno nei mondi virtuali Identità e videogiochi: essere qualcuno nei mondi virtuali Prof. Michela De Luca Corso di Cyberpsicologia- Lumsa Dott.Massimiliano Marzocca Psicologo Psicoterapeuta massimilianomarzocca.blogspot.it www.massimilianomarzocca.it

Dettagli

Newsletter n.10. La multifunzionalità verso Expo 2015: un bilancio del progetto

Newsletter n.10. La multifunzionalità verso Expo 2015: un bilancio del progetto Newsletter n.10 La multifunzionalità verso Expo 2015: un bilancio del progetto Un iniziativa a sostegno delle aree rurali Con questa decima Newsletter siano giunti alla fase delle considerazioni finali

Dettagli

Facciamo emergere i vostri valori.

Facciamo emergere i vostri valori. Facciamo emergere i vostri valori. www.arnerbank.ch BANCA ARNER SA Piazza Manzoni 8 6901 Lugano Switzerland P. +41 (0)91 912 62 22 F. +41 (0)91 912 61 20 www.arnerbank.ch Indice Banca: gli obiettivi Clienti:

Dettagli

COGLIERE I FRUTTI DELL'ERA DIGITALE: come trarre vantaggio da strategie di marketing e comunicazione Web oriented

COGLIERE I FRUTTI DELL'ERA DIGITALE: come trarre vantaggio da strategie di marketing e comunicazione Web oriented COGLIERE I FRUTTI DELL'ERA DIGITALE: come trarre vantaggio da strategie di marketing e comunicazione Web oriented Massimo Giordani m.giordani@timeandmind.com www.timeandmind.net Mac Frut 18 aprile 2008

Dettagli

Il welfare provinciale e il ruolo della cooperazione sociale

Il welfare provinciale e il ruolo della cooperazione sociale Il welfare provinciale e il ruolo della cooperazione sociale In questa periodo sono un fase di sottoscrizione gli Accordi di Programma nei diversi ambiti territoriali nella Provincia di Cuneo. La ricerca

Dettagli

Èuna situazione complessa e per

Èuna situazione complessa e per LE RISORSE PER IL VOLONTARIATO NELLA CRISI: COME QUADRARE IL CERCHIO? Investire nella qualità della progettazione, ricerca di nuovi potenziali finanziatori, ricorso a campagne di sottoscrizione popolare.

Dettagli

Milano, 9 novembre 2013. Vincenzo Saturni

Milano, 9 novembre 2013. Vincenzo Saturni Milano, 9 novembre 2013 Vincenzo Saturni 1 La carta etica: perché e per chi? Avis opera da 86 anni per diffondere una cultura solidale tra i cittadini su tutto il territorio nazionale. E sin dal momento

Dettagli

Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011

Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011 Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011 1 PREMESSA Il CNSA riconosce e valorizza le specificità di ciascun Ente Locale, delle singole professionalità e delle

Dettagli

I giovani del Medio Campidano

I giovani del Medio Campidano I giovani del Medio Campidano Indagine sulla condizione giovanile nella Provincia Ufficio Provinciale Giovani - Associazione Orientare Pagina 1 Il questionario è stato predisposto e realizzato dall Associazione

Dettagli

Osservazioni della Concessionaria del Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano Rai-Radiotelevisione italiana Spa

Osservazioni della Concessionaria del Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano Rai-Radiotelevisione italiana Spa Proposta di revisione della Comunicazione della Commissione Europea del 2001 relativa all applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio pubblico di radiodiffusione 4 novembre 2008 Osservazioni

Dettagli

Benvenuti in BPER Banca.

Benvenuti in BPER Banca. Benvenuti in BPER Banca. Passato Presente e Futuro si intrecciano a formare una storia unica che parla di evoluzione, conquiste e risultati tangibili. Il Presente si arricchisce del Passato, ascolta il

Dettagli

Obiettivi conoscitivi

Obiettivi conoscitivi Analisi del settore e comportamenti concorrenziali Obiettivi conoscitivi Comprendere il significato dell analisi del settore e la sua rilevanza per le decisioni di marketing Definire i confini del settore,

Dettagli

PROGETTO ORIENTAMENTO SCUOLA SECONDARIA PRIMO GRADO

PROGETTO ORIENTAMENTO SCUOLA SECONDARIA PRIMO GRADO PROGETTO ORIENTAMENTO SCUOLA SECONDARIA PRIMO GRADO anno scolastico 2012/2013 MOTIVAZIONE PROGETTO ORIENTAMENTO SCUOLA SECONDARIA PRIMO GRADO Perché orientamento nella scuola secondaria di primo grado.

Dettagli

TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL INTERMODALITÀ

TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL INTERMODALITÀ ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TRASPORTI TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E DELL INTERMODALITÀ STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE DEI TRASPORTI E

Dettagli

Nielsen Economic and Media Outlook

Nielsen Economic and Media Outlook Nielsen Economic and Media Outlook Giugno 2011 I CONTENUTI DI QUESTA EDIZIONE Scenario macroeconomico Tendenze nel mondo dei media Andamento dell advertising in Italia e nel mondo I contenuti di questa

Dettagli

Rifocalizzare il lavoro educativo con la disabilità l attenzione alla sociomorfogenesi

Rifocalizzare il lavoro educativo con la disabilità l attenzione alla sociomorfogenesi Rifocalizzare il lavoro educativo con la disabilità (abstract) Da LA FORMAZIONE COME STRATEGIA PER L EVOLUZIONE DEI SERVIZI PER I DISABILI Provincia di Milano 2004 A cura dello Studio Dedalo Rifocalizzare

Dettagli

Indice. In pillole. Bergamo protagonista. Storia. Proposta artistica. Una città da vivere. Network. Expo 2015. La musica per la SLA.

Indice. In pillole. Bergamo protagonista. Storia. Proposta artistica. Una città da vivere. Network. Expo 2015. La musica per la SLA. Indice In pillole Bergamo protagonista Storia Proposta artistica Una città da vivere Network Expo 2015 La musica per la SLA I plus Piano di comunicazione Contatti 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 2 In pillole

Dettagli

Ottobre, piovono libri. I luoghi della lettura

Ottobre, piovono libri. I luoghi della lettura Ottobre, piovono libri. I luoghi della lettura Flavia Cristiano Direttore del Centro per il Libro e la Lettura Ministero per i Beni e le Attività Culturali La lettura in Italia Il mercato della lettura

Dettagli

GRUPPI DI INCONTRO per GENITORI

GRUPPI DI INCONTRO per GENITORI Nell ambito delle attività previste dal servizio di Counseling Filosofico e di sostegno alla genitorialità organizzate dal nostro Istituto, si propone l avvio di un nuovo progetto per l organizzazione

Dettagli

INTIMITÀ DIGITALE Adolescenti, sesso e amore tra rischi e opportunità

INTIMITÀ DIGITALE Adolescenti, sesso e amore tra rischi e opportunità INTIMITÀ DIGITALE Adolescenti, sesso e amore tra rischi e opportunità Cosimo Marco Scarcelli Riccione 5 Giugno 2014 Seminario formativo W L AMORE! INTRODUZIONE Internet parte importante della vita quotidiana

Dettagli

LE METODOLOGIE DIDATTICHE UTILIZZABILI NELL E.C.M. REGIONALE METODOLOGIE

LE METODOLOGIE DIDATTICHE UTILIZZABILI NELL E.C.M. REGIONALE METODOLOGIE LE METODOLOGIE DIDATTICHE UTILIZZABILI NELL E.C.M. REGIONALE METODOLOGIE ANDRAGOGIA (scienza che studia l apprendimento nell adulto) E il corpo delle conoscenze riguardante i discenti adulti in modo parallelo

Dettagli

1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali

1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali 1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali OBIETTIVI SPECIFICI COMPRENDERE L INCERTEZZA INTRINSECA NELLA DEFINIZIONE DEI

Dettagli

Tecniche della ricerca qualitativa

Tecniche della ricerca qualitativa Tecniche della ricerca qualitativa Interviste - Strutturate - Semi-strutturate - Aperte - Ermeneutiche - Di gruppo - Foto-interviste - Etc Focus group - Discussione di gruppo coordinata da un ricercatore

Dettagli

COMUNITÀ DI PRATICA. i loro membri condividono modalità di AZIONE E INTERPRETAZIONE della realtà

COMUNITÀ DI PRATICA. i loro membri condividono modalità di AZIONE E INTERPRETAZIONE della realtà Comunità di pratica e reti professionali di Massimo Tomassini Vorrei ringraziare per questo invito. Sono molto lieto di essere in questa sala in cui sono stato circa quattro anni fa, presentando con altri

Dettagli

Sociologia della famiglia

Sociologia della famiglia Sociologia della famiglia Corso di laurea in Servizio Sociale Sede di Biella Anno accademico 2008-2009 Elisabetta Donati Lezione 2 La famiglia: aspetti concettuali e metodologici Diversità storiche, culturali

Dettagli

Good Food in Good Fashion Milano Moda Donna Settembre 2013

Good Food in Good Fashion Milano Moda Donna Settembre 2013 Good Food in Good Fashion Milano Moda Donna Settembre 2013 PREMESSA L Associazione Maestro Martino ha lo scopo di promuovere il territorio lombardo e le sue eccellenze attraverso la Cucina d Autore. L

Dettagli

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Documento basato sui risultati della Conferenza di Roma, 17 e 18 novembre 2014 In occasione della Presidenza

Dettagli

Relplus: relazioni interpersonali positive II Edizione

Relplus: relazioni interpersonali positive II Edizione Relplus: relazioni interpersonali positive II Edizione Indice Introduzione... 1 Descrizione... 2 Obiettivi generali... 2 Destinatari... 3 Durata... 3 Calendario e temi... 3 Formatori /Formatrici... 7 Sede...

Dettagli

Blog, social network marketing virale: esserci sì, ma come? Relatore: Marco Magistri - Webmaster G&P communication

Blog, social network marketing virale: esserci sì, ma come? Relatore: Marco Magistri - Webmaster G&P communication Blog, social network marketing virale: esserci sì, ma come? Relatore: Marco Magistri - Webmaster G&P communication G&P communication srl - Milano Dal web 1.0 al web 2.0 la grande rivoluzione web 1.0 Statico

Dettagli

Introduzione alla Media Education

Introduzione alla Media Education Introduzione alla Media Education Maria Ranieri 18 febbraio 2014 LA MUSICA CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO MINORILE Media education Storia e definizioni Media education: di cosa si occupa Possiamo definire

Dettagli

condivivere DA SOLO PUOI CRESCERE NEL MERCATO. INSIEME, PUOI CAMBIARLO.

condivivere DA SOLO PUOI CRESCERE NEL MERCATO. INSIEME, PUOI CAMBIARLO. condivivere DA SOLO PUOI CRESCERE NEL MERCATO. INSIEME, PUOI CAMBIARLO. condivivere OGNI VOLTA CHE SI CREA UNO SCENARIO DIVERSO NASCE L ESIGENZA DI UNA REAZIONE DIFFERENTE. Le evoluzioni degli ultimi anni

Dettagli

www.statigeneralidelleditoria.it

www.statigeneralidelleditoria.it www.statigeneralidelleditoria.it Stati generali dell editoria 2008 Più cultura, più lettura, più Paese: scommettere sui giovani Scommettere sui giovani La sintesi della ricerca Iard La lettura dei libri

Dettagli