Vladimir Kosic Assessore regionale alla salute e protezione sociale

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Vladimir Kosic Assessore regionale alla salute e protezione sociale"

Transcript

1 1 Presentazione Nel luglio del 2007 l Agenzia Regionale della Sanità è stata designata dall Organizzazione Mondiale della Sanità, e confermata dal Ministero della Salute, come Centro Collaboratore per le classificazioni internazionali. Si tratta di un importante riconoscimento per le competenze presenti all interno dell intero Sistema Sanitario Regionale che arriva dopo quasi 10 anni di lavoro svolto in regione e in rappresentanza dell Italia per lo sviluppo, la revisione e l utilizzo di strumenti di valutazione della salute e disabilità. In tutto il mondo i centri collaboratori per la famiglia delle Classificazioni Internazionali dell Organizzazione Mondiale della Sanità sono 12 e 5 di questi si trovano in Europa. L attività dell Agenzia come Centro Collaboratore è sostenuta da una rete di istituzioni italiane composta dall Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), dall IRCCS Istituto Nazionale Neurologico «Carlo Besta» di Milano e dall IRCCS «E. Medea»- Associazione «La Nostra Famiglia polo regionale di Conegliano Veneto». Attraverso questa rete di fatto tutti gli ambiti principali di applicazione delle classificazioni internazionali sono raccordati: sanità pubblica e sistemi di welfare, clinica e ricerca statistica. Le classificazioni internazionali dell Organizzazione Mondiale della Sanità sono lo strumento fondamentale con cui si identificano le malattie (Classificazione internazionale delle malattie e cause di Morte ICD), si descrivono gli interventi sanitari (Classificazione internazionale degli interventi sanitari ICHI), e le principali forme di disabilità della popolazione (Classificazione Internazionale del Funzionamento della salute e della disabilità ICF): si tratta dei «mattoni» linguistici con cui si producono i dati essenziali per il lavoro dei servizi sociali e sanitari e per la valutazione della loro attività. Il valore di questi strumenti è particolarmente sentito oggi in un epoca di decentramento e devoluzione nella responsabilità di gestione della sanità e dell assistenza. Più un sistema è a responsabilità diffusa più si sente la necessità di poter «leggere» attività e risultati in modo comune, di comparare i sistemi locali e valutare adeguatamente equità e garanzia dei livelli di servizio e di assistenza.

2 2 A partire dal 1998 l Agenzia Regionale della Sanità ha dato un contributo particolare allo sviluppo e all utilizzo in Italia della Classificazione Internazionale del Funzionamento (ICF). Capire e descrivere il funzionamento/disabilità è oggi un problema fondamentale per i sistemi sanitari e sociali perché si tratta di un fenomeno in forte crescita e con un carico assistenziale crescente per i servizi e le famiglie. Poter disporre di un linguaggio comune per parlare di disabilità aiuta l organizzazione dei servizi, facilita la continuità della cura, semplifica i rapporti tra le diverse istituzioni delegate alla cura e all assistenza, aiuta a meglio prevedere l evoluzione futura dei bisogni delle nostre comunità. Avvicinarsi e approfondire i contenuti della classificazione non è tuttavia immediato. ICF richiede un approccio rigoroso e una precisa comprensione del suo impianto concettuale e descrittivo. Questo opuscolo è un aiuto pensato come un introduzione mirata e specifica ad ICF e alle molteplici linee di sviluppo e applicazione, realizzate e in corso di realizzazione, a livello nazionale e internazionale. Vladimir Kosic Assessore regionale alla salute e protezione sociale

3 La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) Lo sviluppo della classifi cazione, i limiti della diagnosi di malattie ed evoluzione dei concetti di salute e disabilità: l esperienza italiana Esiste un ampio e decennale consenso sul fatto che la sola diagnosi di malattia non sia sufficiente a descrivere lo stato di salute di una persona. I motivi sono molteplici: primo tra tutti, una persona, ancorché malata, non è riducibile alla diagnosi di una o più malattie. Inoltre, la diagnosi in quanto tale non fornisce informazioni su come sta una persona con quella diagnosi, come organizza la vita di tutti i giorni, come funziona a causa/con/ nonostante la malattia. Anche nell ambito della programmazione socio-sanitaria, sono noti i limiti di basarsi esclusivamente sul criterio della diagnosi di malattia per definire e organizzare quantità e qualità di servizi sanitari, tempi di degenza, livelli di assistenza. Allo stesso modo, l assegnazione di benefici economici previdenziali e/o assistenziali, la previsione del potenziale ritorno al lavoro o la probabilità di integrazione sociale di una persona non possono essere valutati sulla sola base della diagnosi. Il tentativo di definire un quadro di concetti e una visione delle «conseguenze delle malattie» per superare il limite della diagnosi è stato oggetto di un vasto lavoro internazionale. In modo specifico l OMS nel 1980 aveva formulato una prima proposta concettuale e un primo sistema di classificazione denominato «Classificazione Internazionale delle Menomazioni, Disabilità e Handicap», nell acronimo inglese ICIDH (International Classification of Impariment, Disability and Handicap).

4 4 Il primo tentativo di una classificazione delle conseguenze delle malattie: l ICIDH Nella logica dell ICIDH le «conseguenze delle malattie» non sono riconducibili ad una sola dimensione di valutazione. L ICIDH teorizza infatti uno scenario più complesso. Le conseguenze della malattia sono il risultato di una sequenza di eventi legati da una logica causale lineare e progressiva come qui di seguito indicata malattia menomazione disabilità handicap. Un alterazione patologica iniziale, che non deve essere necessariamente osservabile o percepibile, può originare un alterazione della struttura e delle funzioni di un organo o di un sistema. Queste alterazioni, denominate menomazioni, si sostanziano in deviazioni dalle norme biomediche e sono potenzialmente osservabili e misurabili. Quando una menomazione comporta una limitazione delle attività di una persona, si origina una disabilità. La disabilità viene pertanto definita come «ogni restrizione o mancanza di abilità, risultato di una menomazione, per attuare una attività nella maniera o nell ambito di una gamma di possibilità considerate normali per un essere umano». Nell ICDH, menomazione e disabilità possono pregiudicare l individuo, limitando o ostacolando la messa in atto di sei ruoli vitali: orientamento, indipendenza fisica, mobilità, occupazione, integrazione sociale ed autosufficienza economica. La condizione di disabilità a sua volta può comportare per la persona una condizione di svantaggio sociale, ovvero una difficoltà nello svolgere i ruoli e acquisire beni e risorse necessari. Questa condizione di svantaggio viene definita handicap, utilizzando un tipico termine anglosassone che poi è entrato nell uso comune anche nella lingua italiana. L ICIDH è stato utilizzato prevalentemente nell attività di ricerca clinica ed epidemiologica senza mai entrare direttamente nella valutazione clinica ed assistenziale. Tuttavia il suo influsso culturale e scientifico è stato tutt altro che limitato. Innanzitutto per la prima volta in modo sistematico con l ICIDH si è proposto un quadro concettuale e una terminologia efficace per inquadrare la condizione di salute in una prospettiva ampia, e non appiattita sulla sola diagnosi. Con l introduzione del concetto di handicap è stata messa in evidenza in modo forte la rilevanza sociale della disabilità, il

5 5 suo impatto sulle opportunità di vita della persona e l importanza di legare la condizione individuale di salute alla tutela dei diritti di cittadinanza. Il concetto di handicap e di riduzione dello svantaggio sociale è entrato a far parte della legislazione di molti paesi e in Italia costituisce il fondamento della legge 104/92 che è di fatto ancora oggi uno dei cardini del nostro sistema di tutela dei diritti delle persone con disabilità. L ICIDH resta quindi una tappa importante nel processo di progressivo affinamento degli strumenti di valutazione di salute e disabilità anche se nel corso del tempo si sono accentuate, da parte di studiosi e associazioni delle persone con disabilità, critiche importanti alla sua impostazione concettuale e alla sua struttura. In particolare è stata oggetto di forti critiche l unidirezionalità delle relazioni di causa ed effetto che legano malattia, menomazione, disabilità e handicap che sembra far pensare che è comunque la malattia l elemento chiave per la comprensione dello stato di salute. In realtà le conseguenze delle malattie possono essere molto diverse a parità di diagnosi e soprattutto possono, in relazione a interventi sanitari e sociali orientati alla riabilitazione e recupero funzionale della persona, avere un impatto meno pesante sulla vita della persona. L ambiente nella sua triplice dimensione, sociale, architettonica e naturale, non può essere considerato solo per il suo impatto negativo in termini di svantaggio e discriminazione. L ambiente può essere barriera all inclusione, ma anche risorsa facilitante i processi di socializzazione e integrazione della persona con disabilità. Il concetto di handicap, poi, ha assunto nel linguaggio comune connotazioni negative ed è finito per individuare più una condizione della persona (handicappato) che una condizione di oggettivo e riconosciuto svantaggio sociale. Dalle conseguenze delle malattie al funzionamento umano: l ICF In relazione al quadro crescente di critiche e richieste di nuovi sviluppi, l OMS ha promosso un processo di revisione dell ICIDH che ha portato dopo oltre sette anni di intenso lavoro e sperimentazione sul campo alla «Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e Salute» (ICF). La nuova classificazione riflette la necessità di superare il modello basato sulle «conseguenze della malattia» e di mettere al centro della valutazione della condizione di salute il lato positivo, attivo ovvero il funzionamento. L ICF non vuole essere uno strumento di descrizione di ciò che «non va»,

6 6 di ciò «che si è perso», o che la persona «non può fare», quanto piuttosto descrivere nel modo più dettagliato possibile le funzioni, le abilità e capacità che comunque caratterizzano qualsiasi persona. Queste abilità e capacità di estendono anche alla partecipazione alla vita sociale, e in modo particolare alla scuola e al lavoro. Il contesto sociale e fisico costituisce un elemento fondamentale di valutazione e influenza in modo diretto il funzionamento della persona. Anzi in modo netto l ICF afferma il principio che nessuna valutazione del funzionamento umano è valida se non viene specificato in quale contesto viene effettuata. Per l ICF la disabilità non è in alcun modo una caratteristica della persona, quanto piuttosto il risultato dell interazione tra una certa condizione di salute e un ambiente sfavorevole. Principali tappe di messa a punto dell ICF: l impegno internazionale e il ruolo dell Italia Il processo di revisione dell ICIDH è iniziato nei primi anni 90 ed ha coinvolto decine di centri di ricerca internazionali e un numero consistente di organizzazioni governative e non governative. Anche le associazioni delle persone con disabilità hanno partecipato attivamente allo sviluppo della nuova classificazione. La prima revisione dell ICIDH, denominata ICIDH-2, è stata oggetto di una ampia prova sul campo orientata a verificarne la chiarezza terminologica, la sua applicabilità in contesti culturali diversi, adeguatezza ed estensione delle sue componenti. Alla stesura, elaborazione e validazione della nuova classificazione hanno partecipato gruppi di ricercatori in più di settanta nazioni. In Italia il lavoro di revisione è stato svolto sotto il coordinamento dell Agenzia Regionale della Sanità, una struttura tecnica dell amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia, e attraverso la costituzione di una rete di ricercatori e istituzioni di ricerca denominata «Disability Italian Network» (DIN). Dopo la presentazione alla Direzione generale dell OMS nel dicembre 2000, l ICIDH-2, ribattezzato «Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute» (ICF), è stato adottato all unanimità dall Assemblea Mondiale della Sanità, nel maggio Nell atto di approvazione, l Assemblea Mondiale della Sanità raccomanda in modo esplicito l uso di ICF da parte dei governi nazionali nella normativa, e nell attività dei sistemi sociali e sanitari. Nell aprile del 2002 si è tenuta a Trieste la «Conferenza internazionale sulla salute e disabilità» in cui alla presenza di rappresentanze dei

7 7 governi di oltre 70 nazioni è stato ufficialmente presentato l ICF. A conferma del ruolo importante dell Italia in fase di sviluppo e di utilizzo dell ICF, l OMS nel luglio del 2007 ha riconosciuto l Agenzia Regionale della Sanità del Friuli Venezia Giulia, in rete con l ISTAT, l IRCCS Istituto Nazionale Neurologico «Carlo Besta» di Milano e l IRCCS «E. Medea» Associazione «La Nostra Famiglia polo regionale di Conegliano Veneto», come Centro Collaboratore dell OMS per le classificazioni internazionali. Il lavoro internazionale sull ICF dal 2001 ad oggi è proseguito con estrema vitalità a testimonianza dell interesse diffuso con cui la classificazione è stata accolta. L esigenza di rendere il più possibile fruibile e ampio l uso dell ICF ha fatto sì che a partire dal 2002 fosse avviato dall OMS un lavoro di ulteriore ampliamento dell ICF per meglio descrivere le aree del funzionamento del bambino e dell adolescente. Nell ottobre del 2007 è stata pubblicata, nelle lingue ufficiali dell OMS, la versione dell ICF per l età evolutiva, in sigla ICF-CY (International Classification of Functioning, Disability and Health Children and Youth), che amplia in modo fondamentale la capacità di descrizione e la ricchezza di dettaglio della classificazione. La versione italiana dell ICF-CY sarà disponibile entro la fine del Le principali novità introdotte dall ICF a) il concetto di funzionamento e l universalismo dell approccio alla valutazione della salute e disabilità Come già sottolineato, l ICF è una classificazione del «funzionamento» umano. Il funzionamento è per definizione valutabile per ogni persona e in quanto tale individua una dimensione universale. Il funzionamento può essere compreso e descritto solo a partire da tre imprescindibili «chiavi di lettura» dell esperienza umana, ovvero: il corpo con le sue funzioni e strutture (l essere un corpo) le attività intenzionali e le forme di partecipazione sociale (l avere un corpo) il collocarsi di ogni persona all interno di un contesto naturale, costruito e sociale (l ambiente) Il funzionamento è quindi il risultato di un interazione tra diverse componenti, fisiche, psichiche e sociali che si influenzano reciprocamente.

8 8 Schematicamente il modello interattivo che sta alla base dell ICF è riportato qui di seguito. Condizione di salute (malattia/disturbo) Funzioni & Strutture corporee (menomazione) Attività (limitazione) Partecipazione (restrizione) Fattori ambientali Fattori personali Fig. 1 Il Modello concettuale dell ICF. La differenza con l ICIDH è netta e chiara. La malattia ha sicuramente un ruolo e un influenza sul funzionamento, ma non necessariamente un influenza determinante. Un ambiente favorevole può modificare lo scenario di funzionamento in modo radicale a parità di altre condizioni. Una vita sociale attiva può contrastare o limitare la compromissione di funzioni o strutture corporee ma anche modificare l evoluzione di alcune malattie. È di estremo interesse sottolineare che la definizione di funzionamento e disabilità così come proposte dall ICF sono entrate a far parte del testo della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità approvata nel dicembre 2006, sottoscritta dall Italia nella primavera del 2007 e ad oggi firmata da quasi la metà dei paesi del mondo. All articolo 1, la Convezione indica che le persone con disabilità sono coloro che hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri. b) la partecipazione sociale come dimensione di valutazione del funzionamento della persona ICF introduce in modo esplicito nella valutazione del profilo di funzionamento il coinvolgimento della persona nella vita sociale e di comunità

9 9 e dedica sezioni specifiche alla partecipazione al mondo del lavoro e della scuola. Nel proporre una esplicita valutazione di queste dimensioni l ICF raccoglie e valorizza una fondamentale istanza di cittadinanza delle persone con disabilità. Gli strumenti di valutazione di impostazione medica o strettamente assistenziale si concentrano infatti sulla misura delle attività essenziali al mantenimento della vita. Misure molto utilizzate, come ad esempio le ADL, attività della vita quotidiana, o le IADL, attività strumentali della vita quotidiana, restringono l orizzonte di vita della persona con disabilità al suo sopravvivere piuttosto che al suo vivere pieno e significativo. La vita delle persone, anche quando gravemente compromessa da un cattivo stato di salute, rimanda sempre alla relazione sociale, al far parte di una rete di relazioni e solo in casi davvero estremi si appiattisce sulle basilari funzioni vitali. La visione della persona propria di ICF suggerisce in modo chiaro che la costruzione di progetti di presa in carico della persona con disabilità deve estendersi alla qualità della vita di relazione e di fatto misurarsi in modo puntale con le aspettative, le attese e le preferenze della persona. c) il ruolo del contesto Nessuna valutazione del funzionamento è corretta se non specifica il contesto ambientale della persona. È completamente diverso valutare il funzionamento della persona a casa o in un reparto di riabilitazione, in un ambiente adattato piuttosto che in un ambiente gravato da barriere fisiche o relazionali alla partecipazione. Il funzionamento e il suo lato speculare, la disabilità, non sono caratteristiche della persona, ma sono il risultato dell interazione tra persona e ambiente. La lezione fondamentale dell ICF pone quindi un preciso imperativo scientifico e metodologico di valutare tenendo conto dell ambiente. In termini molto concreti, quando per esempio ci si chiede se una persona è in grado di usare il bagno in modo autonomo, dobbiamo certo guardare alle funzioni del suo corpo, ma anche chiederci in relazione a quale «bagno» esprimiamo il nostro giudizio. Se ci chiediamo se una persona è in grado di prepararsi un pasto, non possiamo non guardare alla cucina e ai servizi domestici di cui la persona, nella sua casa, può usufruire. Il valore rivoluzionario di questa prospettiva è forse più facile da capire se si tiene conto che solo pochi strumenti di misura della disabilità affrontano in modo chiaro il problema. Succede così che molte persone vengono dichiarate

10 10 «disabili» ma forse in un ambiente diverso non lo sarebbero. Un architettura diversa o un ausilio meglio prescritto potrebbero cambiare lo scenario. Guardare all ambiente in questa chiave ha anche il valore di suggerire scenari di funzionamento possibile: come sarebbe la vita della persona se qualcosa nel suo ambiente, prima che nel suo corpo, fosse diverso? Le dimensioni che strutturano la classificazione: funzioni e strutture corporee, attività e partecipazione, ambiente Utilizzare correttamente ICF o, in altri termini, valutare il funzionamento vuol dire descrivere per una persona tutte le componenti costitutive della classifi cazione: funzioni e strutture corporee, attività e partecipazione, ambiente. Senza questo rispetto dell integralità delle componenti si perde la possibilità di cogliere la natura relazionale, interattiva del funzionamento. L esclusione anche di una sola componente dell ICF non è quindi una semplificazione ma un totale fraintendimento dei contenuti della classificazione. Questo non significa che una valutazione con ICF comporti la compilazione di tutte le singole voci (item) che costituiscono la classificazione e che sono oltre L obiettivo e la natura della valutazione orienta di fatto il livello di dettaglio necessario. Si apre qui il tema pratico dei processi applicativi di ICF sui quali ci soffermeremo brevemente in seguito. È opportuno approfondire e definire meglio le componenti dell ICF: Le funzioni corporee devono intendersi come le funzioni fisiologiche dei sistemi del corpo (funzioni psicologiche comprese). Le strutture del corpo sono parti anatomiche del corpo quali gli organi, le membra ed i loro componenti. L attività è l esecuzione di un compito o di un azione da parte di individuo. La partecipazione è il coinvolgimento in una situazione di vita. I fattori ambientali sono gli atteggiamenti, l ambiente fisico e sociale in cui le persone vivono e conducono la loro esistenza. Questi possono costituire barriere o facilitatori del funzionamento della persona. Un facilitatore rappresenta qualunque fattore ambientale in grado di modificare in termini positivi il funzionamento del soggetto in una deter-

11 11 minata attività. Il facilitatore contribuisce a una migliore performance nello svolgimento dell attività. Una barriera, al contrario, rappresenta qualunque fattore nell ambiente di un individuo che limita il suo funzionamento e crea o amplifica la disabilità. Una barriera può essere un ostacolo fisico all accessibilità, come ad esempio una scala, ma anche un atteggiamento emarginante da parte di singole persone o gruppi, così come l assenza di tecnologie di supporto all inclusione sociale e comunicazione, come ad esempio un computer adeguatamente adattato. I principali domini di valutazione che dettagliano l articolazione dell ICF sono riportati nella tabella 1 qui di seguito. TABELLA 1 Componenti e domini principali dell ICF Componenti Funzioni corporee Strutture corporee Domini Funzioni mentali (es. funzione della memoria, funzioni intellettuali) Funzioni sensoriali e dolore (es. funzioni uditive, olfattive, dolore) Voce e funzioni del linguaggio (es. funzioni dell articolazione) Funzioni del sistema cardiovascolare, ematico, immunitario e respiratorio (es. funzioni pressorie, funzioni dei muscoli della respirazione) Funzioni del sistema digestivo, metabolico ed endocrino (es. funzioni digestive, funzioni delle ghiandole endocrine) Funzioni genito-urinarie e riproduttive (es. funzioni mestruali) Funzioni neuromuscoloscheletriche e correlate ai movimenti (es. funzioni della mobilità articolare) Funzioni della pelle e strutture correlate (es. funzioni di riparazione della pelle) Strutture del sistema nervoso (es. strutture della spina dorsale) Occhio orecchio e strutture correlate (es. strutture del globo oculare, strutture dell orecchio interno) Strutture coinvolte nella voce e nel linguaggio (es. strutture della bocca) Strutture dei sistemi cardiovascolare, immunitario e respiratorio Strutture correlate ai sistemi digestivo, metabolico ed endocrino (es. strutture dell intestino, strutture della cistifellea, e dei dotti biliari) Strutture correlate ai sistemi genitourinario e riproduttivo (es. strutture del pavimento pelvico) Strutture correlate ai movimenti (es. strutture della testa e della regione del collo) Pelle e strutture correlate (es. strutture delle ghiandole della pelle) (continua)

12 12 (continua) Componenti Attività e partecipazione Fattori ambientali Domini Apprendere ed applicare la conoscenza (es. apprendere a leggere, a risolvere problemi) Obiettivi e richieste generali (es. portare avanti la routine quotidiana) Comunicazione (es. parlare, conversare) Mobilità (es. andare in giro fuori e dentro casa) Cura della propria persona (es. lavarsi, vestirsi) Vita domestica (es. preparasi i pasti, trovare un posto dove vivere) Interazioni e relazioni interpersonali (es. mettersi in relazione con estranei, relazioni formali) Aree maggiori di vita (es. lavoro ed occupazione, professione remunerata) Comunità, vita sociale e civile (es. ricreazione e svago) Prodotti e tecnologie (es. prodotti e tecnologie per la comunicazione) Ambiente naturale e modifi cazioni umane dell ambiente (es. geografi a fi sica) Supporto e relazioni (es. famiglia, professionisti sanitari) Attitudini (es. attitudine individuali di amici, attitudine individuale dei professionisti sanitari) Servizi, sistemi e politiche (es. servizi di previdenza sociale, sistemi e politiche) Struttura della classificazione ICF L ICF, come più volte detto, è una classificazione e come ogni coerente classificazione ha una struttura gerarchica rappresentabile in forma di «albero». Nei documenti ufficiali di presentazione dell ICF, predisposti dall OMS, la classificazione è divisa in due parti: la Parte 1 che raggruppa tutto il contenuto descrittivo di funzioni, strutture, attività e partecipazione e la Parte 2 che invece descrive i fattori contestuali. Le macro parti contengono le componenti con le successive articolazioni di dettaglio. Nella figura 2 è riportata questa «architettura» con l aggiunta dei «fattori personali» che, come già detto, non sono esplicitati e dettagliati in ICF. Ad ogni singola voce o item dell ICF è associato un codice alfanumerico. I codici relativi alle funzioni corporee iniziano con la lettera «b», quelli delle strutture corporee con la lettera «s», quelli di attività e partecipazione con

13 13 la lettera «d» e da ultimo quelli dell ambiente con la lettera «e». Alle lettere segue un codice numerico. La combinazione di lettere e numeri identifica univocamente ogni singolo item dell ICF. ICF Funzionamento e disabilità Fattori contestuali 2 PARTI Funzioni del corpo Strutture del corpo Attività e Partecipazione Fattori ambientali Fattori personali (non classificati) 4 COMPONENTI B1-B8 S1-S8 D1-D9 E1-E5 1 LIVELLO: 34 CAPITOLI B110 - B899 S110 - S899 D110 - D899 E110 - E599 2 LIVELLO: 362 CATEGORIE B B7809 S S7609 D d9309 E E LIVELLO B B54509 S S LIVELLO: 1424 SUBCATEGORIE Fig. 2 La struttura e le articolazioni dell ICF. I qualificatori In generale i qualificatori sono numeri aggiunti al codice e preceduti da un punto, che definiscono e specificano, su scala ordinale per ogni item di ICF, il grado di compromissione di una funzione o struttura oppure il grado di difficoltà che una persona incontra nello svolgere attività o a partecipare alla vita sociale. Gli item ICF sono infatti «assolutamente neutri» per quanto riguarda la loro formulazione linguistica, ovvero indicano soltanto la specifica dettagliata area di funzionamento. Così ad esempio la funzione individuata dal codice ICF «b7302» e che è descritta come «Forza dei muscoli di un lato del corpo» può essere utilmente qualificata indicando l entità e l importanza di un eventuale problema muscolare. Nel caso specifico questa qualificazione, questa indicazione di rilevanza del problema, può produrre le seguenti alternative:

14 14 b7302.0: nessun problema nessuna menomazione della forza muscolare. b7302.1: problema lieve la menomazione della forza muscolare è ben tollerata e poco frequente. b7302.2: problema medio la menomazione della forza muscolare interferisce sensibilmente nella vita quotidiana e occorre frequentemente. b7302.3: problema grave menomazione della forza muscolare molto frequente, forte e disturbante. b7302.4: problema completo menomazione della forza muscolare inabilitante, totalmente disturbante e continua. Il numero e il tipo di qualificatori variano a seconda della componente di ICF oggetto di codifica. Per le Funzioni corporee è definito un solo qualificatore, come indicato nell esempio, che specifica su una scala ordinale a 5 punti, l estensione della menomazione (0 = nessuna, 1 = lieve, 2 = moderata, 3 = grave, 4 = completa). Per le Strutture corporee sono specificati tre qualificatori, che definiscono rispettivamente l estensione della menomazione (con una scala da 0 a 4 come sopra), la natura della menomazione (ad esempio il fatto che una struttura abbia forma o dimensione anomale piuttosto che sia mancante del tutto o in parte) e la localizzazione della menomazione (cioè dove nel corpo è situata: a destra, a sinistra, da entrambi i lati, ecc.). Attività e partecipazione sono individuate da due qualificatori, che indicano, sempre su 5 livelli, rispettivamente la «capacità» e la «performance» della persona. Un approfondimento di questi due concetti è riportata nel paragrafo successivo. I Fattori ambientali hanno un solo qualificatore, che può essere definito come l importanza che essi assumono in quanto barriere o facilitatori del funzionamento della persona. Nella ricerca e nell applicazione di ICF sono stati proposte diverse modifiche a questo schema base di qualificatori. Alcune semplificano i livelli di qualificazione ordinale (meno di 5 livelli). In altri casi si propone di qualificare i fattori ambientali in stretta relazione all impatto che hanno su

15 15 ciascuna specifica performance. I fattori ambientali possono poi essere meglio qualificati secondo la loro natura specifica come nel caso dell aiuto personale, che può ad esempio essere declinato in termini di tempo dedicato. I qualificatori di Attività e Partecipazione e i concetti di Performance e Capacità Il qualificatore di performance tende a valutare il grado di difficoltà incontrato dalla persona nello svolgere attività o a partecipare alla vita sociale considerando il suo contesto di vita attuale e reale (a casa, a scuola, sul posto di lavoro). La performance è strettamente dipendente dall ambiente: per esempio, se una persona utilizza una stampella, misurare la sua performance nel «Camminare» significa descriverla tenendo conto di come svolge l attività, considerando la facilitazione al funzionamento data dall ausilio specifico. La capacità è il secondo qualificatore della componente Attività e Partecipazione. L idea di fondo della capacità è quella di cogliere il funzionamento della persona in un ambiente standard, studiato per «neutralizzare» gli ostacoli o i facilitatori ambientali e rendere pienamente comparabili i profili di funzionamento di persone diverse. Non si tratta di eliminare l ambiente, ma di realizzare la valutazione in contesti controllati. Classici ambienti standard possono essere un ambulatorio medico, un reparto di riabilitazione, un laboratorio per svolgere test cognitivi. Distinguere tra capacità e performance non significa che la capacità sia più importante della performance o viceversa. Si tratta semplicemente di due poli di riferimento per la valutazione. Differenze tra i qualificatori di capacità e performance nella stessa persona indicano inequivocabilmente la presenza di fattori ambientali facilitanti o barriera, che incidono sui suoi funzionamenti. Attraverso le differenze tra «performance» e «capacità» è possibile, ad esempio, valutare correttamente il ruolo e l importanza dell aiuto personale per lo svolgimento di attività e sostegno alla partecipazione, così come il ruolo di protesi e ausili o di specifici elementi dell ambiente costruito (ad esempio: cucina adattata, assenza di ascensore per una persona in carrozzina abitante al quinto piano di un palazzo). Nell esempio riportato nella Tabella 2, il codice «d450.12» indica una persona con una lieve difficoltà nella performance e una moderata difficoltà

16 16 nella capacità rispetto all attività del camminare. Questa codifica permette di descrivere due modi distinti di funzionare della persona, il primo riferito alla sua performance (attività svolta con tutti i facilitatori disponibili), il secondo alla sua capacità (attività svolta in assenza di facilitatori). TABELLA 2 Esempio di utilizzo e specificazione dei codici di performance e capacità d450 Camminare «Muoversi lungo una superficie a piedi, passo dopo passo, in modo che almeno un piede sia sempre appoggiato al suolo, come nel passeggiare, gironzolare, camminare avanti, a ritroso o lateralmente. Inclusioni: camminare per brevi o lunghe distanze; camminare su superfici diverse; camminare attorno a degli ostacoli. Esclusioni: trasferirsi (d420); spostarsi (d455). d lieve difficoltà nel camminare (performance) e moderata difficoltà nella capacità di camminare d450.1_ lieve difficoltà nella performance di camminare (performance) d450._ 2 moderata difficoltà nella capacità di camminare (capacità) Classificazione del Funzionamento, della Disabilità e della Salute nella versione per bambini e adolescenti - ICF-CY Dal 2002 al 2005 un gruppo di lavoro dell OMS, in cui era presente una consistente rappresentanza italiana, ha elaborato anche mediante una serie di convegni e sperimentazioni sul campo l adattamento all età evolutiva della classificazione ICF: l ICF per bambini e giovani (ICF-CY). Il lavoro è consistito in una revisione dei codici esistenti e nella identificazione di nuovi codici in grado di descrivere adeguatamente le caratteristiche di funzionamento di bambini e di giovani, in modo da poterne compiutamente descrivere lo stato di salute. Nell Ottobre 2007 l OMS ha pubblicato la Classificazione del Funzionamento, della Disabilità e della Salute nella versione per bambini e adolescenti (ICF-CY). Questa classificazione completa e arricchisce la Classificazione ICF pubblicata dall OMS nel La crescita e lo sviluppo del bambino costituiscono i temi centrali dell adattamento di contenuto dell ICF-CY. La Classificazione nella versione per bambini ed adolescenti definisce le componenti di benessere che

17 17 nell età evolutiva includono non solo le funzioni mentali di attenzione, memoria e percezione ma anche gli aspetti fisiologici e strutturali della crescita e dello sviluppo. Non solo le attività di vita quotidiana più usuali, ma anche le attività relative al gioco, all apprendimento, alla vita famigliare e all educazione, espresse in differenti domini. L ICF-CY è un utile strumento di lavoro in quanto in grado di coadiuvare il lavoro di clinici, educatori, ricercatori, amministrativi e politici, oltre che di genitori e famiglia, nel documentare le caratteristiche di bambini e di adolescenti e le caratteristiche dell ambiente in cui essi vivono, per promuovere la loro crescita, la loro salute e il loro sviluppo. La versione italiana di ICF CY è stata pubblicata nel novembre Utilizzare ICF: il processo di codifica Utilizzare in pratica l ICF significa raccogliere informazioni dirette (es. intervista) o documentali (es. dati di una cartella clinica) sul funzionamento della persona e individuare per ogni singola informazione rilevante la sua corrispondenza con i codici dell ICF. Questa operazione delicata e complessa che presuppone l avere a disposizione buone informazioni (dati o osservazioni) e una buona conoscenza della classificazione è comunemente denominata codifica. Il formato generale dei codici dell ICF corrisponde a quanto rappresentato nella figura 3. capitolo componente d qualifi catore 2 qualifi catore categoria di 2 livello Fig. 3 I codici ICF: il caso dei codici di attività e partecipazione. In questo esempio, viene registrato il codice «d410.22» per una persona con moderata difficoltà di cambiare la posizione corporea.

18 18 L uso dell ICF L ICF è pensato per orientare la descrizione del funzionamento e della disabilità in tutti i contesti operativi rilevanti. ICF è stato pensato per: migliorare la valutazione clinica con particolare riferimento alla riabilitazione; favorire i processi di inclusione sociale, scolastica e lavorativa; strutturare le valutazioni orientate al riconoscimento di diritti e benefici; rendere più attendibili le statistiche sulla disabilità; facilitare la comunicazione tra istituzioni di cura ed assistenza e professionisti di diversa formazione; essere strumento di comunicazione tra persone con disabilità e servizi socio-sanitari; costituire la base di riferimento concettuale e linguistica per sviluppare nuove scale di misura. Quello che deve essere chiaro tuttavia è che ICF per essere applicato richiede una specifica progettazione. ICF è stato sviluppato e nel futuro continuerà ad essere aggiornato avendo come obiettivo quello di espandere e dettagliare al meglio il funzionamento umano. Ogni applicazione pratica è invece finalizzata e focalizzata. Di fatto ogni importante applicazione di ICF è stata sia a livello nazionale che internazionale accompagnata da un progetto e da una sperimentazione sul campo. Così ad esempio il più ampio disegno di utilizzo dell ICF in Italia «ICF e politiche del lavoro», promosso a partire dal 2003 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si è orientato a definire una selezione di item ICF, scelti all interno di tutte le componenti della classificazione (funzioni, strutture, attività e partecipazione e ambiente) che servisse al meglio a costruire un profilo di funzionamento per l inserimento lavorativo. Il progetto ha prodotto una check-list composta di item ICF, sperimentata poi in siti pilota. L applicazione di ICF attraverso l individuazione di «core-set», ovvero di gruppi di item orientati ad uno specifico ambito applicativo, è stata largamente sperimentata anche livello internazionale. Il più esteso progetto di messa a punto di core-set è quello promosso dal Centro Collaboratore dell OMS della Germania ed ha l ambizione di definire nuclei essenziali di item ICF per comunicare i dati sul funzionamento e disabilità nell ambito della ricerca clinica in riferimento a tutte le principali classi di malattie cronico-degenerative.

19 19 I principali progetti di formazione e applicazione dell ICF in Italia I progetti italiani di formazione ad ampio raggio e applicazione dell ICF a partire dalla sua effettiva presentazione ufficiale nel 2002 a Trieste sono stati numerosi e distribuiti in tutto il paese: ne elenchiamo alcuni tra i più significativi. «ICF e politiche del lavoro» Come in parte già accennato, il progetto «ICF e politiche del lavoro» era orientato alla definizione di uno strumento per costruire un profilo di funzionamento a supporto dell inserimento lavorativo. Promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso il coordinamento operativo di Italia Lavoro spa e scientifico del DIN, il progetto ha consentito: la formazione di quasi un migliaio di operatori, appartenenti a tutte le province italiane, impegnati su diversi fronti nei progetti di inserimento lavorativo; la definizione di una check-list, ovvero una selezione di item ICF, dedicata all ambito del lavoro; la sperimentazione dello strumento di valutazione messo a punto su circa 250 casi. «Messa a punto di protocolli di valutazione della disabilità basati sul modello biopsicosociale e la struttura descrittiva della Classificazione Internazionale del Funzionamento Disabilità e Salute (ICF)» Finanziato congiuntamente dai Ministeri della Salute e della Solidarietà Sociale e affi dato al coordinamento scientifi co del Centro Collaboratore Italiano dell OMS per le classifi cazioni internazionali presso l Agenzia Regionale della Sanità del Friuli Venezia Giulia, il progetto mira a definire un nuovo approccio valutativo alla certificazione della condizione di disabilità superando il modello «percentualistico» e basato prevalentemente sulle menomazioni che attualmente sostanzia il riconoscimento dell invalidità civile. Il progetto iniziato a metà del 2007 ha durata biennale.

20 20 Regione Veneto: «SVAM-DI» La regione Veneto ha promosso un importante lavoro per la messa a punto di una Scheda di Valutazione Multidimensionale Disabili, che parte in modo specifico e diretto dalla classificazione ICF, riprendendone la struttura, e traducendola in uno strumento di valutazione operativo. Sperimentata in 10 Unità locali socio-sanitarie e poi adottata ufficialmente dalla Regione nel febbraio 2007 per un utilizzo sull intero territorio, la scheda orienta i progetti di integrazione socio-sanitaria e l accesso ai servizi delle persone con disabilità in età adulta o comunque post-scolare. L ICF per l integrazione socio-sanitaria in Piemonte Tra il 2005 e il 2006 la Regione Piemonte ha sviluppato una rilevante azione formativa diretta agli operatori sociali e sanitari per facilitare la diffusione della conoscenza dell ICF e lo sviluppo di una comune visione della salute e disabilità. Corsi base e avanzati sull ICF hanno coinvolto alcune centinaia di professionisti. L ICF come mezzo di comunicazione nella rete dei servizi socio-sanitari in Regione Toscana La Regione Toscana ha promosso un progetto biennale di messa a punto di strumenti di descrizione del funzionamento e disabilità nelle popolazioni in età evolutiva, e giovane adulta basati su ICF e orientati a rendere più agevole tutto il processo di presa in carico facilitando i momenti del passaggio tra gli snodi della rete sanitaria e tra il sanitario ed il sociale. Il progetto ha coinvolto responsabili della riabilitazione e dei servizi sociali di tutte le Aziende Sanitarie Locali toscane. Volontariato e Disabilità in Italia: la definizione dei bisogni di cura e l identificazione dei percorsi socio-sanitari con il linguaggio dell ICF (Progetto VeD) Il progetto VeD, coordinato dalla Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Besta di Milano, ha coinvolto 52 associazioni di pazienti e di persone con disabilità della FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap) e della FIAN (Federazione Italiana Associazioni Neurologiche) nell effettuare

ICF-CY. Uso dell'icf-cy Come strumento di valutazione

ICF-CY. Uso dell'icf-cy Come strumento di valutazione ICF-CY Uso dell'icf-cy Come strumento di valutazione Dott.ssa Marianna Piccioli Supervisore Scienze della Formazione Primaria Università degli Studi di Firenze Che cosa è l ICF? Si tratta della classificazione

Dettagli

L ICF - Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute

L ICF - Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute L ICF - Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute CHE COS È È una classificazione della salute e dei domini ad essa correlati che aiuta a descrivere i cambiamenti

Dettagli

IL PERCORSO EVOLUTIVO, I CRITERI E GLI ASPETTI FONDAMENTALI DELL I.C.F.

IL PERCORSO EVOLUTIVO, I CRITERI E GLI ASPETTI FONDAMENTALI DELL I.C.F. IL PERCORSO EVOLUTIVO, I CRITERI E GLI ASPETTI FONDAMENTALI DELL I.C.F. A cura del Sociologo E-Mail: salvogarofalo1@libero.it DA HANDICAPPATO (ICIDH-1980) a PERSONA con disabilità (ICF 2001) livello Intern.

Dettagli

ICF DALLA CONDIVISIONE DEL LINGUAGGIO, ALL OSSERVAZIONE PARTECIPATA

ICF DALLA CONDIVISIONE DEL LINGUAGGIO, ALL OSSERVAZIONE PARTECIPATA La rivoluzione dell ICF: ogni persona, in qualunque momento della vita, può avere una condizione di salute che in un contesto sfavorevole diventa disabilità. M. Leonardi ICF DALLA CONDIVISIONE DEL LINGUAGGIO,

Dettagli

1. Background. Introduzione

1. Background. Introduzione Introduzione 13 1. Background In questo volume viene presentata la versione breve 1 della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, nota come ICF. 2 Lo scopo generale

Dettagli

ICF ed INCLUSIONE PROF.SSA EMANUELA D AMBROS LICEO STATALE C. PORTA ERBA

ICF ed INCLUSIONE PROF.SSA EMANUELA D AMBROS LICEO STATALE C. PORTA ERBA ICF ed INCLUSIONE PROF.SSA EMANUELA D AMBROS LICEO STATALE C. PORTA ERBA La scuola oggi presenza sempre più diffusa di alunni con Bisogni Educativi Speciali. SEN SPECIAL EDUCATIONAL NEEDS Occorre ripensare

Dettagli

DG Prevenzione Sanitaria Ufficio VII Lavori in corso sul sistema disabilità

DG Prevenzione Sanitaria Ufficio VII Lavori in corso sul sistema disabilità DG Prevenzione Sanitaria Ufficio VII Lavori in corso sul sistema disabilità Presso la Conferenza Unificata fra lo Stato, le Regioni, le Province Autonome e le Autonomie Locali era stato istituito, nel

Dettagli

ICD-10. 1 ins. nora angela Magni

ICD-10. 1 ins. nora angela Magni ICD-10 La ICD-10 è la decima revisione della classificazione ICD, ossia la classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati, proposta dall'oms. Sono classificate oltre 2000 malattie.

Dettagli

Dal profilo dell'alunno alla progettazione del contesto e delle. di qualità

Dal profilo dell'alunno alla progettazione del contesto e delle. di qualità Dal profilo dell'alunno alla progettazione del contesto e delle azioni per un'inclusione scolastica di qualità Chiara Carabelli I.C. S. Fedele Intelvi Carabelli Chiara 1 indice Dalla diagnosi al profilo

Dettagli

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE ICF CLASSIFICAZIONE INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF FUNCTIONING, DISABILITY AND HEALTH INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE COMMISSIONE DISAGIO E DISABILITÀ A. S. 2010- PREMESSA

Dettagli

L APPLICAZIONE DELL ICF NEGLI STRUMENTI DI DOCUMENTAZIONE

L APPLICAZIONE DELL ICF NEGLI STRUMENTI DI DOCUMENTAZIONE ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA International Classification of Functioning, Disability and Health L APPLICAZIONE DELL ICF NEGLI STRUMENTI DI DOCUMENTAZIONE Dott.ssa Monica Pradal Pedagogista,, IRCCS

Dettagli

Dr Matilde Leonardi Co-Chair WHO-ICF children group Coordinatore Scientifico Progetto ICF in Italia Responsabile Progetto Disabilità INN CB

Dr Matilde Leonardi Co-Chair WHO-ICF children group Coordinatore Scientifico Progetto ICF in Italia Responsabile Progetto Disabilità INN CB L ICF e la sua filosofia Bolzano 18 novembre 2004 Dr Matilde Leonardi Co-Chair WHO-ICF children group Coordinatore Scientifico Progetto ICF in Italia Responsabile Progetto Disabilità INN CB IRCCS Istituto

Dettagli

ICF. Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute. Dott.ssa GABRIELLA COI

ICF. Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute. Dott.ssa GABRIELLA COI ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute Dott.ssa GABRIELLA COI Il concetto di salute promosso dall OMS L Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è l agenzia

Dettagli

DOMINI / AREE PRINCIPALI CLASSIFICAZIONE ICF-CY (OMS, 2007)

DOMINI / AREE PRINCIPALI CLASSIFICAZIONE ICF-CY (OMS, 2007) DOMINI / AREE PRINCIPALI CLASSIFICAZIONE ICF-CY (OMS, 2007) Capitolo 1 Funzioni mentali FUNZIONI CORPOREE Funzioni mentali globali (b110-b139) b110 Funzioni della coscienza b114 Funzioni dell orientamento

Dettagli

A cura del Prof. Antonio Pignatto. ANTIFORMA S.r.l. Via M. Aurelio, 55 Milano Tel: 02 28.97.02.49 www.antiforma.it

A cura del Prof. Antonio Pignatto. ANTIFORMA S.r.l. Via M. Aurelio, 55 Milano Tel: 02 28.97.02.49 www.antiforma.it I BISOGNI DEL PAZIENTE AUDIOLESO, TRA SALUTE E DISABILITA A cura del Prof. Antonio Pignatto ANTIFORMA S.r.l. Via M. Aurelio, 55 Milano Tel: 02 28.97.02.49 www.antiforma.it ICF Un nuovo membro della famiglia

Dettagli

ICF per gli adulti e ICF CY per minori

ICF per gli adulti e ICF CY per minori ICF per gli adulti e ICF CY per minori La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF, dall'inglese International Classification of Functioning, Disability and

Dettagli

TFA Università degli Studi G. d Annunzio Chieti Pescara A.A. 2014 / 2015. Pedagogia Speciale

TFA Università degli Studi G. d Annunzio Chieti Pescara A.A. 2014 / 2015. Pedagogia Speciale TFA Università degli Studi G. d Annunzio Chieti Pescara A.A. 2014 / 2015 Pedagogia Speciale etdoraz@tin.it Prof. Ettore D Orazio TESTI DI RIFERIMENTO Marisa Pavone, L' inclusione educativa. Indicazioni

Dettagli

ICF : approccio educativo. Elisabetta Ghedin Facoltà di Scienze della Formazione

ICF : approccio educativo. Elisabetta Ghedin Facoltà di Scienze della Formazione ICF : approccio educativo Elisabetta Ghedin Facoltà di Scienze della Formazione LINEE GUIDA PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITA L ICF sta penetrando nelle pratiche di diagnosi condotte

Dettagli

Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio

Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio ICF, OUTCOME e RIABILITAZIONE Perugia, 24 giugno 2011 Gabriella Guasticchi - Rita De Giuli Perché l ICF nel Sistema Informativo per l Assistenza

Dettagli

WP7 Predisposizione strumenti condivisi da utilizzare: protocollo ICF PEI

WP7 Predisposizione strumenti condivisi da utilizzare: protocollo ICF PEI WP7 Predisposizione strumenti condivisi da utilizzare: protocollo ICF PEI Premessa: la necessità di sviluppare strumenti di valutazione basati su ICF Il livello di partecipazione alle attività scolastiche

Dettagli

IL PROGETTO PERSONALIZZATO PER IL BAMBINO CON DISABILITA ALLA LUCE DELLA CLASSIFICAZIONE ICF E ICF-CY. Matilde Leonardi*, Daniela Ajovalasit

IL PROGETTO PERSONALIZZATO PER IL BAMBINO CON DISABILITA ALLA LUCE DELLA CLASSIFICAZIONE ICF E ICF-CY. Matilde Leonardi*, Daniela Ajovalasit IL PROGETTO PERSONALIZZATO PER IL BAMBINO CON DISABILITA ALLA LUCE DELLA CLASSIFICAZIONE ICF E ICF-CY Matilde Leonardi*, Daniela Ajovalasit * Direttore SSD Neurologia, Salute Pubblica, Disabilità, Direzione

Dettagli

CLASSIFICAZIONI E DIAGNOSI IN NEUROPSICHIATRIA INFANTILE

CLASSIFICAZIONI E DIAGNOSI IN NEUROPSICHIATRIA INFANTILE CLASSIFICAZIONI E DIAGNOSI IN NEUROPSICHIATRIA INFANTILE Dott.ssa Luisa Calliari Rovereto, 9 ottobre 2008 1 REGOLAMENTO PER FAVORIRE L INTEGRAZIONE E L INCLUSIONE DEGLI STUDENTI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Dettagli

ICF a scuola Indicazioni operative

ICF a scuola Indicazioni operative UST Cremona In collaborazione con CTS Cremona ICF a scuola Indicazioni operative Paola Romagnoli a.s. 2013-2014 Che cos è l ICF? È un sistema di classificazione multidisciplinare, innovativo per impostazione,

Dettagli

Approfondimenti su I C F C Y: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute

Approfondimenti su I C F C Y: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute Approfondimenti su I C F C Y: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute La funzione generale della classificazione ICF è quella di fornire un linguaggio standard

Dettagli

APPLICAZIONI OPERATIVE DI ICF. Prof.ssa Emanuela D Ambros LICEO STATALE C. PORTA, ERBA

APPLICAZIONI OPERATIVE DI ICF. Prof.ssa Emanuela D Ambros LICEO STATALE C. PORTA, ERBA APPLICAZIONI OPERATIVE DI ICF Prof.ssa Emanuela D Ambros LICEO STATALE C. PORTA, ERBA Il punto di partenza Studio della documentazione (Scheda di segnalazione; Diagnosi Funzionale; Profilo Dinamico Funzionale;

Dettagli

Definizione di SALUTE O.M.S.

Definizione di SALUTE O.M.S. Definizione di SALUTE O.M.S. Non solo assenza di malattia ma stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale. Non basta quindi curare ma anche prevenire, informare, sensibilizzare, promuovere

Dettagli

LINEE GUIDA PER L'INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ. I presupposti legislativi

LINEE GUIDA PER L'INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ. I presupposti legislativi LINEE GUIDA PER L'INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ I presupposti legislativi La costituzione art.3 e art.34 :coniugano il diritto allo studio con un idea di eguaglianza sostanziale Legge

Dettagli

Capitolo 14 - Sostegno Scolastico

Capitolo 14 - Sostegno Scolastico Capitolo 14 - Sostegno Scolastico 14.1 Il diritto all istruzione Il diritto allo studio degli alunni con disabilità si realizza, secondo la normativa nazionale vigente, attraverso l integrazione scolastica,

Dettagli

Testo di riferimento

Testo di riferimento Testo di riferimento Realizzazione di strumenti di documentazione e comunicazione tra scuola e servizi socio-sanitari con l utilizzo dell ICF come linguaggio comune per la descrizione del funzionamento

Dettagli

DEFINIZIONE DI MENOMAZIONE, DISABILITÀ E HANDICAP

DEFINIZIONE DI MENOMAZIONE, DISABILITÀ E HANDICAP DEFINIZIONE DI MENOMAZIONE, DISABILITÀ E HANDICAP E enorme la confusione nella terminologia relativa all handicap. Per questo negli ultimi 20 anni l OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso

Dettagli

ANCHE IL LINFEDEMA SECONDARI O E MALATTIA DISABILITAN TE: UN INDICE DA PROPORRE ALL INPS

ANCHE IL LINFEDEMA SECONDARI O E MALATTIA DISABILITAN TE: UN INDICE DA PROPORRE ALL INPS ANCHE IL LINFEDEMA SECONDARI O E MALATTIA DISABILITAN TE: UN INDICE DA PROPORRE ALL INPS Dott. Maurizio Ricci U. O. Medicina Riabilitativa Azienda Ospedaliero- Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona

Dettagli

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento?

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? Considerati parte della famiglia dei Disturbi Evolutivi Specifici, i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) affliggono alcune specifiche abilità che

Dettagli

L attività riabilitativa estensiva e di mantenimento nel Lazio Progetti avviati nel 2004

L attività riabilitativa estensiva e di mantenimento nel Lazio Progetti avviati nel 2004 Sistema Informativo per l Assistenza Riabilitativa L attività riabilitativa estensiva e di mantenimento nel Lazio Progetti avviati nel 2004 Roma, 15 luglio 2005 La Classificazione Internazionale del Funzionamento,

Dettagli

Variabile Ecologica Costrutto teorico Strumento / Unità di Misura

Variabile Ecologica Costrutto teorico Strumento / Unità di Misura La Matrice Ecologica a Scuola: utilizzo estensivo dell ICF CY per la definizione degli Obiettivi di Miglioramento della Qualità di Vita a Scuola e la Pianificazione Educativa Personalizzata Luoghi della

Dettagli

ALCUNE SIGLE. PDV= PROGETTO DI VITA si basa sulla

ALCUNE SIGLE. PDV= PROGETTO DI VITA si basa sulla DAL PEI AL PDV ALCUNE SIGLE PDV= PROGETTO DI VITA si basa sulla CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO, DELLA DISABILITA' E DELLA SALUTE LUNGO TUTTO L ARCO DELLA VITA (ICF) rivolto ai bambini

Dettagli

IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO

IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO NODI CRITICI DEL P.E.I. Conoscenza dell alunno (diagnosi funzionale) Progettualità (profilo dinamico funzionale progetto di vita) Risorse (strategie, attività e interventi:

Dettagli

ICF e INCLUSIONE. Heidrun Demo, PhD Libera Università di Bolzano. Erba 20 ottobre 2011

ICF e INCLUSIONE. Heidrun Demo, PhD Libera Università di Bolzano. Erba 20 ottobre 2011 ICF e INCLUSIONE Heidrun Demo, PhD Libera Università di Bolzano Erba 20 ottobre 2011 CHE COS E L INCLUSIONE? Quali alunni riguarda? Che interventi richiede? Che risorse chiede di attivare? E diversa dall

Dettagli

APPUNTI DI ICF. Com è rappresentato il modello biopsicosociale nell ICF?

APPUNTI DI ICF. Com è rappresentato il modello biopsicosociale nell ICF? APPUNTI DI ICF Il dibattito fra modello medico e sociale di disabilità è continuato per quasi 40 anni. I due modelli differiscono in molti aspetti: caratterizzano che tipo di problema sia la disabilità;

Dettagli

COMPETENZE DIGITALI. Le digital Competence Framework mi permettono di : Esplorare nuovi contesti tecnologici in modo flessibile.

COMPETENZE DIGITALI. Le digital Competence Framework mi permettono di : Esplorare nuovi contesti tecnologici in modo flessibile. COMPETENZE DIGITALI Competenze digitali o digital skills. Un approccio in 3D, un mutamento in corso. L immersività generata dagli ambienti multimediali ci sollecitano un esigenza nuova e educabile: sviluppare

Dettagli

PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE

PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE DISABILITÀ E ICF PROF. FINO BUONO SVILUPPO DEL CONCETTO DI DISABILITA DA MODELLI BASATI SUL DEFICIT A MODELLI ECOLOGICI I MODELLI MEDICI ERANO CENTRATI SULLE

Dettagli

ATTIVITA DI FORMAZIONE IN TEMA DI INTEGRAZIONE ALUNNI DISABILI

ATTIVITA DI FORMAZIONE IN TEMA DI INTEGRAZIONE ALUNNI DISABILI A.S. 2010/2011 ATTIVITA DI FORMAZIONE IN TEMA DI INTEGRAZIONE ALUNNI DISABILI Modalità di svolgimento del corso 1 FASE 14 ORE 6 INCONTRI 1. Principi di integrazione: come essere nella relazione educativa

Dettagli

Riflessione sulla norm ativa. Prof.ssa Olmo Serafina

Riflessione sulla norm ativa. Prof.ssa Olmo Serafina Riflessione sulla norm ativa Prof.ssa Olmo Serafina Direttiva del 27/12/12 STRUMENTI D INTERVENTO PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE PER L INCLUSIONE SCOLASTICA C.M.

Dettagli

CONCETTI GENERALI. Tecnologie per l autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità corso di alta formazione

CONCETTI GENERALI. Tecnologie per l autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità corso di alta formazione Tecnologie per l autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità corso di alta formazione Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS-IRCCS Centro S. Maria Nascente Milano 5 febbraio 2014 Organizzazione

Dettagli

Dispensare o educare? I Bisogni Educativi Speciali a Scuola Di Roberto Franchini Nel passato la disabilità era compresa a partire da modelli

Dispensare o educare? I Bisogni Educativi Speciali a Scuola Di Roberto Franchini Nel passato la disabilità era compresa a partire da modelli Dispensare o educare? I Bisogni Educativi Speciali a Scuola Di Roberto Franchini Nel passato la disabilità era compresa a partire da modelli concettuali di natura medica o di natura sociale, secondo visioni

Dettagli

RITARDO MENTALE (DISABILITÀ INTELLETTIVE): CARATTERISTICHE GENERALI

RITARDO MENTALE (DISABILITÀ INTELLETTIVE): CARATTERISTICHE GENERALI LEZIONE: INTRODUZIONE PROF. RENZO VIANELLO Indice 1 INTRODUZIONE -------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 3 1.1. MILLE DOMANDE, TUTTE

Dettagli

B.E.S. Anno 2014. Fortunata Daniela Vetri. Daniela Vetri

B.E.S. Anno 2014. Fortunata Daniela Vetri. Daniela Vetri B.E.S. Anno 2014 Fortunata La didattica inclusiva per il I DESTINATARI ALUNNI CON B. E. S. BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E più facile rompere un atomo che un pregiudizio A. Einstein Gli studenti con B. E.

Dettagli

PROGETTO CINQUE PETALI

PROGETTO CINQUE PETALI PROGETTO CINQUE PETALI RESPONSABILE DIRETTORE DSMDP-UONPIA DR. GIULIANO LIMONTA Dott.ssa R. Baroni, Dott. L. Brambatti, Dr. M. Rossetti Piacenza, 1 ottobre 2014 I cinque petali Famiglia UONPIA - AUSL Scuola

Dettagli

I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI POLITICHE SUI BES/SEN IN INGHILTERRA THE EDUCATION ACT, 1944 11 CATEGORIE DI DISABILITÀ WARNOCK REPORT, 1978 INTRODUCE IL TERMINE SPECIAL EDUCATIONAL NEEDS (SEN) ANNI 2000

Dettagli

L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL SOGGETTO IN CONDIZIONE DI DISABILITA

L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL SOGGETTO IN CONDIZIONE DI DISABILITA 11 febbraio 2008 L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL SOGGETTO IN CONDIZIONE DI DISABILITA Dr. Gianni De Polo Neuropsichiatra Infantile Fisiatra I.R.C.C.S. E. Medea Associazione La Nostra Famiglia Conegliano

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE DI ALUNNI DISABILI

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE DI ALUNNI DISABILI Istituto Comprensivo A. Gramsci di Campalto PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE DI ALUNNI DISABILI Si tenga conto che il Protocollo è un documento che propone delle linee guida generali per gli

Dettagli

Centro Territoriale per l Integrazione di Garda

Centro Territoriale per l Integrazione di Garda Centro Territoriale per l Integrazione di Garda CORSO DI FORMAZIONE: Strategie didattiche e organizzative per una didattica inclusiva Le applicazioni in ambito educativo del modello ICF. Relatore: Dr.ssa

Dettagli

ISIS Città di Luino-Carlo Volontè LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

ISIS Città di Luino-Carlo Volontè LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ISIS Città di Luino-Carlo Volontè LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI PREMESSA Gli alunni in difficoltà costituiscono da sempre un problema educativo di grande

Dettagli

Gli obiettivi specifici di questa edizione sono:

Gli obiettivi specifici di questa edizione sono: Presentazione La ricerca è parte integrante del ruolo e della responsabilità dell infermiere. Il suo coinvolgimento nella ricerca spazia a diversi livelli, dalla progettazione e conduzione di uno studio

Dettagli

Evidenze e innovazioni del Servizio Socio Sanitario Lombardo. Milano, 28 Marzo 2014

Evidenze e innovazioni del Servizio Socio Sanitario Lombardo. Milano, 28 Marzo 2014 Evidenze e innovazioni del Servizio Socio Sanitario Lombardo Milano, 28 Marzo 2014 IL CAMBIAMENTO DEL CONTESTO E LE REGOLE DI SISTEMA 2014 Nel corso dell ultimo decennio molteplici sono stati i mutamenti

Dettagli

PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE Daniela Antonello

PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE Daniela Antonello PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE Daniela Antonello I^ LEZIONE IN PRESENZA (15/5 e 20/5) Le questioni di fondo del pianeta H ABSTRACT Alcune questioni di fondo riguardanti: l integrazione

Dettagli

LA DIAGNOSI FUNZIONALE,IL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE ED IL PIANO DIDATTICO. INDIVIDUALIZZATO : attualità e limiti

LA DIAGNOSI FUNZIONALE,IL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE ED IL PIANO DIDATTICO. INDIVIDUALIZZATO : attualità e limiti LA DIAGNOSI FUNZIONALE,IL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE ED IL PIANO DIDATTICO INDIVIDUALIZZATO : attualità e limiti PAROLE PER ORIENTARSI DEFICIT HANDICAP - DIVERSABILITA - DISABILITA Deficit : per indicare

Dettagli

SET MINIMO DI DATI PER CLASSIFICARE LA NON AUTOSUFFICIENZA

SET MINIMO DI DATI PER CLASSIFICARE LA NON AUTOSUFFICIENZA SET MINIMO DI DATI PER CLASSIFICARE LA NON AUTOSUFFICIENZA Considerazioni preliminari La raccolta di dati si riferisce alle persone non autosufficienti, cioè a coloro che subiscono una perdita permanente,

Dettagli

PRESENTAZIONE. On. Antonio De Poli Assessore Regionale alle Politiche Sociali, Programmazione Socio Sanitaria, Volontariato e Non Profit

PRESENTAZIONE. On. Antonio De Poli Assessore Regionale alle Politiche Sociali, Programmazione Socio Sanitaria, Volontariato e Non Profit PRESENTAZIONE Lo scenario sulla disabilità è interessato da un processo di profonda trasformazione che negli ultimi anni ha sollecitato l attenzione dei Governi, delle loro strutture operative, delle associazioni

Dettagli

La prescrizione di ausili : momento terapeutico o momento burocratico?

La prescrizione di ausili : momento terapeutico o momento burocratico? Università Cattolica del Sacro Cuore Facoltà di Scienze della Formazione Milano Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS Polo tecnologico Milano La prescrizione di ausili : momento terapeutico o momento burocratico?

Dettagli

LINEE GUIDA PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ

LINEE GUIDA PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ LINEE GUIDA PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ DOCUMENTO IN SINTESI a cura del Gruppo H di Istituto Anno scolastico 2012-2013 LINEE GUIDA PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI

Dettagli

RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI

RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI Il tema della disabilità mette a prova tutti i passaggi dei cicli di vita delle persone. Attraverso le vicende biografiche di chi attraversa questa particolare condizione è possibile

Dettagli

M1. Le definizioni di menomazione, disabilità ed handicap

M1. Le definizioni di menomazione, disabilità ed handicap L ICF è la classificazione internazionale del funzionamento della disabilità e della salute. La famiglia delle classificazioni internazionali dell OMS fornisce un modello di riferimento che consente di

Dettagli

I CARE Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa Piano Nazionale di formazione e ricerca

I CARE Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa Piano Nazionale di formazione e ricerca I CARE Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa Piano Nazionale di formazione e ricerca ANALISI ESPERIENZE PREGRESSE (da compilare on line entro il 30 marzo 2008) I CARE Imparare Comunicare Agire

Dettagli

Progetto GSK «TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI» Non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali (Don Milani)

Progetto GSK «TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI» Non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali (Don Milani) Progetto GSK «TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI» Non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali (Don Milani) L ICF-CY e l approccio biopsicosociale ai problemi dell educazione speciale Incontro

Dettagli

Prof.ssa Emanuela D Ambros Docente di sostegno Liceo Statale C.Porta, Erba. ICF.

Prof.ssa Emanuela D Ambros Docente di sostegno Liceo Statale C.Porta, Erba. ICF. Prof.ssa Emanuela D Ambros Docente di sostegno Liceo Statale C.Porta, Erba. ICF. PARTE I: modelli culturali di riferimento e principi ispiratori. PARTE II:tre parole chiave per comprendere ICF PARTE III:

Dettagli

Laboratorio Servizi nell area DISABILI

Laboratorio Servizi nell area DISABILI Laboratorio Servizi nell area DISABILI 1 Studio sui servizi alla persona disabile a Roma Luglio 2007 Nella legislazione italiana, la tutela assistenziale del cittadino disabile si è avuta: 1. Negli anni

Dettagli

Le indicazioni della regione Emilia Romagna per la certificazione della disabilità intellettiva in età evolutiva

Le indicazioni della regione Emilia Romagna per la certificazione della disabilità intellettiva in età evolutiva Le indicazioni della regione Emilia Romagna per la certificazione della disabilità intellettiva in età evolutiva Bologna 13 dicembre 2014 Definizione del concetto di disabilità cognitiva La normativa relativa

Dettagli

Dott.ssa Licia Ponticello Neuropsichiatra Infantile Referente medico settore età evolutiva Centro di riabilitazione accreditato CMPH Roma

Dott.ssa Licia Ponticello Neuropsichiatra Infantile Referente medico settore età evolutiva Centro di riabilitazione accreditato CMPH Roma Dott.ssa Licia Ponticello Neuropsichiatra Infantile Referente medico settore età evolutiva Centro di riabilitazione accreditato CMPH Roma Il modello descritto nell ICF riflette i cambiamenti di prospettiva

Dettagli

INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) PRESSO L ISTITUTO

INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) PRESSO L ISTITUTO Referente alla Disabilità Prof. ssa Nardiello Paola Referente BES (bisogni educativi speciali) Prof. ssa Cappello Monica Anna INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) PRESSO

Dettagli

Ministero della Pubblica Istruzione

Ministero della Pubblica Istruzione ALLEGATO 3 SCHEDA DI AUTOANALISI: SIAMO UNA SCUOLA INCLUSIVA? Contesto: CLASSE Azioni : DIDATTICA Esperienze/oggetti : STRATEGIE INTEGRANTI E RELAZIONI D AIUTO Quali attività/esperienze servono a favorire

Dettagli

NUOVE TECNOLOGIE E DISABILITÀ: DAL DIRE AL FARE

NUOVE TECNOLOGIE E DISABILITÀ: DAL DIRE AL FARE NUOVE TECNOLOGIE E DISABILITÀ: DAL DIRE AL FARE Dir. Min.27/12/2012 STRUMENTI D INTERVENTO PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE PER L INCLUSIONE SCOLASTICA Fondandosi

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale IMPARARE AD IMPARARE

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale IMPARARE AD IMPARARE ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro Curricolo verticale IMPARARE AD IMPARARE 1 CURRICOLO INFANZIA-PRIMARIA-SECONDARIA DI I GRADO IMPARARE A IMPARARE Dal Curricolo Scuola Primaria e Secondaria di I

Dettagli

CHECKLIST ICF Scheda per il Clinico per la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (O.M.S.

CHECKLIST ICF Scheda per il Clinico per la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (O.M.S. CHECKLIST ICF Scheda per il Clinico per la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (O.M.S. settembre 03) Questa è una Checklist delle principali categorie della

Dettagli

La Comunicazione Aumentativa Alternativa. Dott.ssa Elisabetta Brancaccio elisabetta.brancaccio@gmail.com

La Comunicazione Aumentativa Alternativa. Dott.ssa Elisabetta Brancaccio elisabetta.brancaccio@gmail.com La Comunicazione Aumentativa Alternativa Dott.ssa Elisabetta Brancaccio elisabetta.brancaccio@gmail.com La C.A.A. è l'insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie che facilitano e aumentano

Dettagli

Pescara 2 dicembre 2011 Dott.ssa Monica Pradal - pedagogista

Pescara 2 dicembre 2011 Dott.ssa Monica Pradal - pedagogista VERSO UNA SCUOLA INCLUSIVA DALL ICF AL PEI Pescara 2 dicembre 2011 Dott.ssa Monica Pradal - pedagogista CHE COS E L ICF? Un modello concettuale di approccio globale al funzionamento della persona, che

Dettagli

Ministero della Salute. Piano di indirizzo per la Riabilitazione

Ministero della Salute. Piano di indirizzo per la Riabilitazione Ministero della Salute Piano di indirizzo per la Riabilitazione La riabilitazione è disciplina medica - scientificamente certa - socialmente congrua - economicamente sostenibile I numeri della riabilitazione

Dettagli

Dalla Diagnosi Funzionale al PEI. Valutazione delle abilità attraverso l osservazione del comportamento e i test

Dalla Diagnosi Funzionale al PEI. Valutazione delle abilità attraverso l osservazione del comportamento e i test Dalla Diagnosi Funzionale al PEI Valutazione delle abilità attraverso l osservazione del comportamento e i test Effetti del non Valutare Sopravvalutare Problemi di comportamento (isolamento) Sottovalutare

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Ottavio Gravina De Cruyllas

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Ottavio Gravina De Cruyllas PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI L importanza di un protocollo di accoglienza L adozione di un Protocollo di Accoglienza consente di attuare in modo operativo le indicazioni stabilite

Dettagli

QUESTIONARIO ICF-CY DI Versione 1.A, 4-6 anni*

QUESTIONARIO ICF-CY DI Versione 1.A, 4-6 anni* QUESTIONARIO ICF-CY DI Versione 1.A, 4-6 anni* (Copyright Italy, Netherlands, Sweden, Switzerland, USA) Questa scheda è composta da una selezione di codici della Classificazione Internazionale del Funzionamento,

Dettagli

BMB 1 Supporto 2. Servizio Civile. Il concetto di salute funzionale e il modello biopsicosociale. Autrice: Jasmina Merkli-Müller

BMB 1 Supporto 2. Servizio Civile. Il concetto di salute funzionale e il modello biopsicosociale. Autrice: Jasmina Merkli-Müller BMB 1 Supporto 2 Servizio Civile Il concetto di salute funzionale e il modello biopsicosociale Autrice: Jasmina Merkli-Müller "Una persona è funzionalmente sana quando partecipa attivamente, nel modo più

Dettagli

Oggetto: Circ. 36 CORSO DI FORMAZIONE ICF per Dirigenti Scolastici e Docenti.

Oggetto: Circ. 36 CORSO DI FORMAZIONE ICF per Dirigenti Scolastici e Docenti. Documentazione SGQ IIS GIULIO Rev. 1 del 19/11/2010 COMUNICATI INTERNI SALA DOCENTI SEDE SALA DOCENTI JUVARRA SERALE CTP AI DOCENTI COMUNICATO N. 209 Oggetto: Circ. 36 CORSO DI FORMAZIONE ICF per Dirigenti

Dettagli

ICF. Attività e partecipazione nella Persona con disabilità da Mielolesione SEZIONI RICLASSIFICATE PER CONDIZIONI DI SALUTE, DISTURBO O MALATTIA

ICF. Attività e partecipazione nella Persona con disabilità da Mielolesione SEZIONI RICLASSIFICATE PER CONDIZIONI DI SALUTE, DISTURBO O MALATTIA ICF SEZIONI RICLASSIFICATE PER CONDIZIONI DI SALUTE, DISTURBO O MALATTIA delle Sezioni : Produzione documenti di Consenso - Percorsi di presa in carico per una Attività e Partecipazione (*) Attività e

Dettagli

PRESENTAZIONE. L Assessore alle Politiche Sociali

PRESENTAZIONE. L Assessore alle Politiche Sociali PRESENTAZIONE La grave disabilità acquisita è stata definita Epidemia Silenziosa. Epidemia perché in termini quantitativi è una realtà rilevante, purtroppo in continuo aumento; silenziosa perché se ne

Dettagli

PROGETTO DI MEDIAZIONE INTERCULTURALE ANNO 2008

PROGETTO DI MEDIAZIONE INTERCULTURALE ANNO 2008 PROGETTO DI MEDIAZIONE INTERCULTURALE ANNO 2008 1) DENOMINAZIONE DEL PROGETTO Mediazione interculturale nelle strutture ospedaliere dell Azienda USL 2) SOGGETTO PROPONENTE Azienda USL Valle d Aosta 2.1)

Dettagli

ASSE STORICO SOCIALE

ASSE STORICO SOCIALE ASSE STORICO SOCIALE 1 ASSE STORICO SOCIALE competenze attese d asse indicatori descrittori Competenze di asse Indicatori Descrittori 1. Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una

Dettagli

Associazione Regionale del Piemonte. Prot. 1906 Torino 9 novembre 2007

Associazione Regionale del Piemonte. Prot. 1906 Torino 9 novembre 2007 Prot. 1906 Torino 9 novembre 2007 PRIMA BOZZA DI OSSERVAZIONI ANCI PIEMONTE SULLA BOZZA DI LEGGE DELEGA AL GOVERNO IN MATERIA DI PROTEZIONE SOCIALE E CURA DELLE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI (TESTO DEL 6.11.2007)

Dettagli

- Perchè definire un modello ideale di assistenza

- Perchè definire un modello ideale di assistenza - Perchè definire un modello ideale di assistenza La Federazione UNIAMO, attraverso numerosi incontri e momenti di riflessione e confronto realizzati con le associazioni federate e non all interno di percorsi

Dettagli

Indagine sull integrazione degli alunni con disabilità nella scuola primaria e secondaria di primo grado

Indagine sull integrazione degli alunni con disabilità nella scuola primaria e secondaria di primo grado Indagine sull integrazione degli alunni con disabilità nella scuola primaria e secondaria di primo grado Condizioni di salute Che tipo di problemi ha l'alunno? Cecità Ipovisione Sordità profonda o grave

Dettagli

PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA

PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA PRESENTAZIONE Il presente progetto costituisce un iniziativa volta a promuovere un percorso di crescita dei ragazzi nel confronto,

Dettagli

LAVORO CON L AUTISMO: MODALITA DI INTERVENTO. Cinzia Carminati Laura Palamini Milena Pezzoli Luigi Lorenzi

LAVORO CON L AUTISMO: MODALITA DI INTERVENTO. Cinzia Carminati Laura Palamini Milena Pezzoli Luigi Lorenzi LAVORO CON L AUTISMO: MODALITA DI INTERVENTO Cinzia Carminati Laura Palamini Milena Pezzoli Luigi Lorenzi Il servizio Home Autismo basa il suo intervento sui principi e approcci educativi del programma

Dettagli

L Assistente Sociale e la Rete Oncologica

L Assistente Sociale e la Rete Oncologica L Assistente Sociale e la Rete Oncologica Tavola Rotonda Paola Giribaldi Torino, 14 settembre 2013 La Rete degli Assistenti Sociali E stata istituita con Determinazione Regionale n. 265 dell' 8 settembre

Dettagli

Profilo delle diverse tipologie di BES

Profilo delle diverse tipologie di BES Profilo delle diverse tipologie di BES Con la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e la CM n. 8 del 6 marzo 2013 che ha per oggetto l attuazione della direttiva Strumenti d intervento per alunni

Dettagli

LINEE GUIDA PER IL POTENZIAMENTO DELL'ASSISTENZA AI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

LINEE GUIDA PER IL POTENZIAMENTO DELL'ASSISTENZA AI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE Delibera di Giunta - N.ro 2004/1016 - approvato il 31/5/2004 Oggetto: LINEE GUIDA PER IL POTENZIAMENTO DELL'ASSISTENZA AI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE Prot. n. (SAM/03/27628) LA GIUNTA DELLA REGIONE

Dettagli

A PROPOSITO DI TERAPIA OCCUPAZIONALE

A PROPOSITO DI TERAPIA OCCUPAZIONALE A PROPOSITO DI TERAPIA OCCUPAZIONALE Che cosa è - perché è importante - come funziona obiettivo dei trattamenti COS E LA TERAPIA OCCUPAZIONALE E un trattamento per le persone che sono state colpite da:

Dettagli

CURRICOLO il sapere, il saper fare, il saper essere. SAPERE, SAPER ESSERE SAPER FARE COMPETENZA VALORIZZAZIONE

CURRICOLO il sapere, il saper fare, il saper essere. SAPERE, SAPER ESSERE SAPER FARE COMPETENZA VALORIZZAZIONE CURRICOLO Il Curricolo è il complesso organizzato delle esperienze di apprendimento che una scuola intenzionalmente progetta e realizza per gli alunni al fine di conseguire le mete formative desiderate.

Dettagli

Relatore: Giuseppina D Intino Dirigente Medico Direzione Provinciale INPS Pescara. 68 CONGRESSO NAZIONALE 4-9 novembre 2013 Roma - Ergife Palace Hotel

Relatore: Giuseppina D Intino Dirigente Medico Direzione Provinciale INPS Pescara. 68 CONGRESSO NAZIONALE 4-9 novembre 2013 Roma - Ergife Palace Hotel La tecnologia nello studio medico del Medico di Famiglia: coniugare approccio olistico e high-tech La legge 104/92: diritti, integrazione sociale e assistenza della persona handicappata: dal sostegno socio-assistenziale

Dettagli

Progetto UN MODELLO D INCLUSIONE SCOLASTICA DEL BAMBINO CON PROBLEMI NEUROLOGICI

Progetto UN MODELLO D INCLUSIONE SCOLASTICA DEL BAMBINO CON PROBLEMI NEUROLOGICI Progetto UN MODELLO D INCLUSIONE SCOLASTICA DEL BAMBINO CON PROBLEMI NEUROLOGICI Associazione Uniti per Crescere Onlus Anno scolastico 2015-2016 CON IL PATROCINIO: COMUNE DI PADOVA Titolo del Progetto:

Dettagli

IL LAVORO COME MISSIONE... QUASI IMPOSSIBILE.. (LA STAMPA APRILE 2014)

IL LAVORO COME MISSIONE... QUASI IMPOSSIBILE.. (LA STAMPA APRILE 2014) LAVORARE... occupare un posto di lavoro realizzazione personale, familiare indipendenza percepire uno stipendio, reddito conquistare un ruolo attivo riconoscibile dalla comunità, partecipazione sociale,

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ANNUALE per la classe prima. Matematica

PROGRAMMAZIONE ANNUALE per la classe prima. Matematica ISTITUTO COMPRENSIVO DI SORISOLE Scuole Primarie PROGRAMMAZIONE ANNUALE per la classe prima Matematica Anno Scolastico 2015/ 2016 COMPETENZE : A -NUMERO Comprende il significato dei numeri, i modi per

Dettagli

Principi per la conservazione ed il restauro del patrimonio costruito Carta di Cracovia 2000

Principi per la conservazione ed il restauro del patrimonio costruito Carta di Cracovia 2000 Principi per la conservazione ed il restauro del patrimonio costruito Carta di Cracovia 2000 Ringraziando le persone e le istituzioni che, durante tre anni, hanno partecipato alla preparazione della Conferenza

Dettagli