INFORMAZIONI DI BASE DELLA MALATTIA

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1 SOMMARIO Dal 1 gennaio casi confermati in laboratorio di virus dell epatite A sono stati segnalati in Germania, Olanda e Polonia. Tutti i casi hanno storie di viaggi nelle provincie autonome di Trento e Bolzano durante il periodo di esposizione. Durante lo stesso periodo l Italia ha registrato un aumento dei casi di infezione da HAV sia in provincia di Trento che a livello nazionale. Nei primi sei mesi del 2013 l Italia ha rilevato 200 casi in più rispetto alla media nazionale riferibile allo stesso periodo dell anno negli ultimi tre anni. Tale incremento di casi è probabilmente imputabile a questo focolaio. Infine tre casi, da cui è stato isolato un virus con la stessa sequenza del focolaio italiano ma senza storia di viaggi in Italia ne contatti con altri casi di HAV, si sono verificati nel mese di Aprile in Irlanda. Poiché i casi italiani e irlandesi sono stati esposti alla contaminazione nel loro stesso stato di residenza, si pensa che il veicolo del virus abbia circolato almeno in questi due paesi. Indagini epidemiologiche, microbiologiche e ambientali indicano i frutti di bosco congelati come il più probabile veicolo di infezione in questi focolai. Uno studio caso-controllo nazionale è in corso in Italia. Inoltre, sono in corso in Italia e Irlanda, l analisi di sequenziamento degli isolati dai casi umani e campioni di alimenti e le indagini di tracciabilità ambientali e alimentari. I risultati di queste indagini dovrebbero fornire ulteriori prove sul veicolo implicato e sul modo della sua contaminazione. Nonostante il ritiro del prodotto alimentare incriminato, è probabile che ulteriori casi saranno identificati e segnalati in Italia e in Irlanda, a causa dei lunghi tempi di conservazione di tali prodotti surgelati. ECDC invita gli Stati membri ad aumentare la consapevolezza di un possibile aumento dei casi di HAV associati al ceppo del focolaio italiano, a segnalare tutti i nuovi casi al sistema EPIS-FWD, ad utilizzare la definizione di caso associato all'epidemia e il questionario di intervista dei casi recenti oltre al sequenziamento di una parte di campioni virali, al fine di identificare e divulgare un possibile legame con la attuale epidemia in Italia. Ogni Stato Membro, secondo le proprie linee guida, può prendere in considerazione l'immunizzazione attiva o passiva dei contatti dei casi, al fine di evitare la trasmissione secondaria. ECDC, EFSA e la Commissione Europea, in cooperazione con gli Stati membri interessati, continueranno a seguire da vicino questo evento e aggiorneranno la valutazione dei rischi non appena nuove informazioni rilevanti saranno disponibili. Altri due focolai HAV-correlati sono contemporaneamente sotto inchiesta in

2 quattro paesi nordici e tra viaggiatori di ritorno dall'egitto. Un terzo focolaio di HAV di origine alimentare è indagato negli Stati Uniti. Attualmente, non ci sono prove di legami tra questi focolai. INFORMAZIONI DI BASE DELLA MALATTIA Il virus dell Epatite A è un piccolo virus epatotropo senza involucro classificato nel genere Hepatovirus all'interno della famiglia Picornaviridae. Il suo genoma è costituito da una sequenza lineare di nucleotidi, con filamento a polarità positiva di RNA. I genotipi sono stati tradizionalmente definiti sulla base di un'analisi di un segmento di 168 nucleotidi della regione VP1-2A. Sulla base di questa sequenza, sono state definiti sei genotipi di HAV, da I a VI. I genotipi I, II e III, suddivisi in sottotipi A e B, infettano gli esseri umani. I dati sulla distribuzione dei genotipi hanno mostrato che il genotipo I è il più diffuso in tutto il mondo, con il sierotipo IA segnalato più frequentemente di IB, e che il genotipo IIIA è prevalente in Asia centrale. Nelle aree a bassa endemia, come gli Stati Uniti e l'europa occidentale, domina il sotto-genotipo IA, ma sono stati comunque segnalati tutti i genotipi e sottotipi. La malattia, spesso asintomatica o lieve, in particolare nei bambini sotto i cinque anni, è altamente trasmissibile, con un periodo di incubazione medio di 28 a 30 giorni (range giorni). Negli adulti, l'insorgenza della malattia è di solito brusca con febbre, malessere e disturbi addominali. L'ittero è il sintomo predominante. I sintomi possono durare da una/due settimane a mesi. Nel 15% dei casi si verifica un epatite prolungata e recidivante con durata fino ad un anno. L infezione non cronicizza e conferisce immunità per tutta la vita. Il tasso di mortalità è basso (0,1-0,3%), ma potrebbe essere più elevato (1,8%) negli adulti di oltre 50 anni di età o in persone con malattia epatica cronica. La massima infettività si riscontra nella seconda metà del periodo di incubazione (quindi con paziente asintomatico) e la maggior parte dei casi sono considerati non-infettivi dopo la prima settimana di ittero. HAV può essere trasmesso attraverso acqua contaminata, cibo e per via fecale-orale tra i contatti stretti (es. contatti domestici, contatti sessuali, in asili nido o scuole). I seguenti fattori e gruppi di rischio sono stati associati con la malattia in corso di epidemie: uso di prodotti ematici contaminati, uso di farmaci per iniezione o di droghe illecite, uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini e persone senza fissa dimora. Non esiste alcun trattamento farmacologico. Rigorose misure di controllo, come ad esempio intensificazione dell'igiene personale, ricerca dei contatti e somministrazione di vaccini per le persone esposte, hanno dimostrato di essere misure efficaci nel contenimento della diffusione del virus. L immunizzazione attiva (antigene) e passiva (antisieri) sono efficaci se somministrate entro due settimane dall esposizione. Diversi vaccini inattivati sono disponibili per la prevenzione. EPIDEMIA DI EPATITE A IN ITALIA E IN IRLANDA, 9 LUGLIO 2013 Il virus è molto resistente nell'ambiente così come a diversi metodi di conservazione utilizzati nell'industria alimentare, ad esempio l'acidificazione o il raffreddamento, quindi nei casi segnalati la possibile trasmissione di origine alimentare deve essere presa in considerazione. Il tasso di notifica nella UE per HAV è stato in costante diminuzione nel corso degli ultimi 15 anni, dal 14,0/ abitanti del 1997 a 2,6/ abitanti nel 2010, nonostante alcuni paesi segnalino ancora alti tassi di notifica. Ciò molto probabilmente riflette il miglioramento delle condizioni di vita; generalmente i tassi di sieroprevalenza di HAV sono fortemente correlati con lo status socio-economico e di accesso ad acqua pulita e servizi igienico-sanitari. I tassi di notifica più elevati dell'ue vengono segnalati tra i giovani sotto i 15 anni. Vi è un marcato andamento stagionale con un picco in autunno, che può avere come causa viaggi in paesi endemici durante le vacanze estive. La bassa incidenza nella popolazione europea può quindi generare una elevata percentuale di soggetti suscettibili nel

3 caso in cui la copertura vaccinale sia bassa. Se quindi il virus viene introdotto nell ambiente, vi è il rischio che gli adolescenti e giovani adulti si ammalino se non sono stati vaccinati o non sono stati infettati in età precoce. Un origine alimentare nella trasmissione di HAV è stato implicata in diversi focolai negli ultimi anni. Tra il 2007 e 2011 l'efsa e l'ecdc hanno segnalato 11 focolai con una forte evidenza di HAV come agente causale. Gli alimenti responsabili sono stati: prodotti ittici e frutti di mare (crostacei, frutti di mare, molluschi e prodotti derivati), panini, verdure, succhi di frutta e pomodori semi-secchi. Inoltre, possono essere all'origine di focolai di tossinfezione alimenti che hanno subito trasformazioni minime. Ad esempio, l'australia ha riportato un focolaio di HAV che ha coinvolto 144 persone in cui pomodori semi-secchi congelati sono stati identificati come il veicolo di infezione. Pomodori semi-secchi sono stati anche implicati in focolai che hanno provocato simultaneamente nel casi di HAV in Francia e 14 casi nei Paesi Bassi e gli stessi pomodori sono stati individuati come alimento sospetto in un cluster di casi nel Regno Unito e nei Paesi Bassi nel In diversi focolai associati ai prodotti freschi, sono stati identificati come fonte persone operanti nella raccolta o preparazione alimenti. Ad esempio, nel 2004, un focolaio di 269 casi rilevati in Belgio è stato associato con il consumo di carne cruda, fatta risalire ad un operatore alimentare infetto che lavorava in un impianto di distribuzione Nel mese di agosto e novembre 2012, i Paesi Bassi hanno riferito due cluster di infezione da HAV, subgenotipo IA, in persone delle quali una gran parte segnalava consumo di fragole (segnalazione urgente EPIS- FWD). Altri tipi di frutti di bosco erano stati implicati in focolai di HAV nel 1987 (24 casi di HAV, associati al consumo di lamponi surgelati riportati in Scozia) e nel 1997 (epidemia che colpisce 153 persone associata con il consumo di fragole surgelate in Michigan, USA) Nel 2004, il succo d'arancia è stato implicato in una grande epidemia di più di 300 casi di infezione da HAV in viaggiatori di nove paesi europei di ritorno dall'egitto. Secondo il Sistema di Allarme Rapido per Alimenti (RASFF), 21 campioni di alimenti sono risultati contaminati da HAV tra il 1999 e il Sei paesi dell Unione Europea (Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Italia, Paesi Bassi e Spagna) hanno trovato HAV nei seguenti alimenti: molluschi (es. ostriche, cozze, vongole e capesante), pomodori semi-secchi, datteri, fragole congelate, torta di yogurt e fragole congelate mix di frutti di bosco. I RISULTATI DELLE INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE E MICROBIOLOGICHE Casi esposti in Italia L'8 maggio 2013, la Germania ha riportato in EPIS-FWD e dell'ewrs sette casi di infezione da HAV in persone che avevano soggiornato in stazioni sciistiche delle province di Trento e di Bolzano nel Nord Italia. Susseguentemente i Paesi Bassi e la Polonia hanno riferito casi di HAV aggiuntivi, rispettivamente uno e cinque, anch essi con una storia di viaggio in diversi villaggi e hotel in provincia di Trento. A seguito della notifica europea, l'italia ha segnalato un aumento del numero di casi di HAV nel 2013 in provincia di Trento oltre ad un aumento di notifiche di HAV a livello nazionale nel 2013 rispetto a quanto segnalato nei tre anni precedenti. La Germania ha riportato due casi aggiuntivi il 21 e 24 maggio; entrambi i casi si erano recati nella provincia di Bolzano. L ECDC, in collaborazione con gli Stati membri interessati, ha quindi aggiornato la definizione di caso per questa epidemia (vedi Allegato). I casi provenienti da Germania, Polonia e Olanda avevano visitato l'italia tra fine Febbraio e metà Aprile, e la maggior parte intorno alla metà di Marzo. Il tempo di insorgenza della malattia variava da fine Marzo a inizio Maggio. I casi avevano soggiornato in almeno sei diversi villaggi nelle province di Trento e Bolzano. Le autorità sanitarie locali hanno effettuato sopralluoghi nelle strutture dove i casi avevano soggiornato ed hanno intervistato il personale. Dall'inizio dell'anno, l'italia ha riportato 34 casi di HAV in provincia di Trento, a fronte di quattro casi nel 2012, uno nel 2011 e cinque nel A livello nazionale, al 30 giugno 2013, 448 casi sono stati segnalati, rispetto ad una media di 190 casi notificati nello stesso periodo nei tre anni precedenti. L'aumento è particolarmente evidente nel mese di

4 aprile e maggio 2013 (Figura 1). Il numero di casi segnalati nel mese di giugno è inferiore rispetto ai mesi precedenti a causa di ritardi nella notifica. Considerando che solo un sottoinsieme degli isolati da casi italiani sono stati sequenziati, non è possibile quantificare con precisione il numero di casi associati a questo focolaio. Tuttavia, un confronto tra il numero di notifiche negli ultimi quattro anni suggerisce che vi possono essere più di 200 casi probabilmente legati all evento dall'inizio del Figura 1. Distribuzione dei casi di virus dell'epatite A per mese di insorgenza, Italia, gennaio giugno 2013, del 26 giugno 2013 Le prime interviste di alcuni casi tra i turisti stranieri in Italia e di alcuni residenti italiani hanno mostrato il consumo di frutti di bosco congelati come un potenziale fattore di rischio. Uno studio caso-controllo è attualmente in corso in Italia con 37 casi e 96 controlli arruolati in due regioni del Nord, il Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Al 10 Giugno 2013 i risultati preliminari dello studio hanno indicato che i casi avevano una probabilità cinque volte superiore rispetto ai controlli di aver mangiato frutti di bosco (odds ratio 5,33, intervallo di confidenza 95% 2,14-13,24). Informazioni sulla caratterizzazione molecolare degli isolati sono disponibili per i campioni prelevati in sette turisti che sono stati in Italia e per 19 residenti. Tutti gli isolati appartengono al sotto-genotipo IA e condividono una sequenza identica. La sequenza-focolaio, Numero Gen Bank è KF182323, è disponibile su EPIS-FWD o ECDC su richiesta. Il sequenziamento è stato effettuato in laboratori diversi. Il laboratorio di riferimento tedesco ha sequenziato una regione genomica di 349 nucleotidi alla giunzione VP1-2a; tutti gli altri laboratori hanno utilizzato un protocollo comune messo a disposizione dall Istituto Nazionale Olandese di Salute Pubblica e Ambientale (disponibile su richiesta presso con sequenziamento di una regione genomica di 440 nucleotidi nella stessa regione. I Paesi Bassi hanno riferito che il ceppo epidemico è identico a quello di un focolaio avvenuto a Praga, Repubblica Ceca, nel Casi esposti in Irlanda Il 28 giugno, l'irlanda ha riportato in EWRS tre casi di infezione da HAV in residenti irlandesi che non avevano storie di viaggi in Italia durante il periodo di esposizione. Gli isolati dai casi irlandesi hanno una sequenza di RNA identica a quella del ceppo epidemico italiano. La regione genomica sequenziata era di 505 nucleotidi a livello della giunzione VP1-2a. I tre casi sono adulti tra i 30 ei 40 anni di età, residenti in tre diverse aree geografiche e senza storie di contatti fra di loro. La malattia ha avuto inizio nel mese di Aprile 2013 con di consumo di frutti di bosco congelati nel periodo di esposizione. Due casi avevano alcune storie dei viaggi all'estero, uno si era recato in Polonia nel periodo di incubazione della malattia. I casi sono stati intervistati con un versione inglese del questionario utilizzato per l'epidemia italiana. La ricerca di nuovi casi è in corso in Irlanda; attualmente è in corso il sequenziamento su campioni provenienti da cinque casi. Risultati delle indagini alimentari Quattro casi italiani, che hanno partecipato ad una cena privata nel Nord-Est d'italia, hanno riferito il consumo di frutti di bosco. HAV è stato rilevato in una confezione aperta di frutti di bosco misti prelevata

5 presso la residenza del caso che ha preparato il cena. Il ceppo HAV identificato dal campione alimentare ha presentato una sequenza di 440 nucleotidi in regione VP1-2 identica a quella del virus isolato dai casi. Dopo l'identificazione dei frutti di bosco contaminati, è stato intensificato il campionamento di questo prodotto e tre ulteriori confezioni di frutti di bosco, in sacchetti chiusi da tre diversi lotti e due marche differenti, sono risultati positivi per HAV. L'Autorità Alimentare Italiana ha inviato quattro notifiche RASFF riguardanti i frutti di bosco congelati riscontrati contaminati da HAV in Italia, rispettivamente il 17 Maggio, 30 Maggio e il 24 Giugno 2013 (notifiche 2013,0694, 2013,0756; , 2013,0880). Il mix di frutti di bosco congelati sono di origine italiana, con materie prime provenienti dal Canada (via Svizzera), Bulgaria, Polonia, Serbia e Ucraina (via Austria). A seguito delle notifiche, i prodotti sottoposti ad allerta sono stati ritirati dal mercato nazionale. Al momento è in corso un'indagine sulla tracciabilità del prodotto. Studi di tracciabilità sull alimento sono in corso in Irlanda. Finora nessuna HAV è stato isolato dai campioni inviato per sequenziamento e tutte le analisi sono in corso. I campioni inviati includono frutti di bosco dal congelatore di uno dei casi e un campione proveniente da un fornitore di uno dei negozi menzionati da un altro dei casi. Altre informazioni Ci sono stati due focolai aggiuntivi di HAV che interessano paesi UE / SEE dal marzo Il primo è tutt ora in corso in quattro paesi nordici e il veicolo sospetto di infezione sono fragole congelate importate. Il secondo focolaio ha coinvolto viaggiatori di diversi paesi europei di ritorno dall Egitto; è sospettata un origine alimentare ma nessun alimento specifico è stato coinvolto fino ad oggi. In aggiunta, un focolaio HAV-correlato è attualmente in fase di studio in otto diversi stati degli Stati Uniti d'america; semi di melograno provenienti dalla Turchia sono stati implicati come veicolo di infezione. Questi tre episodi, finora non collegati, risultano associati a ceppi epidemici unici e diversi da quello associato al focolaio che interessa l'italia e l'irlanda. AGGIORNAMENTO DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO IN UNIONE EUROPEA Un focolaio di infezioni da HAV è stato segnalato tra i viaggiatori europei da Germania, Polonia e Olanda che avevano soggiornato nelle province di Trento e di Bolzano, nel Nord Italia. Anche l'italia ha registrato un grande aumento delle notifiche HAV, sia in provincia di Trento che a livello nazionale a partire dall'inizio del Inoltre, l'irlanda ha riportato tre casi di HAV senza storia di viaggio in Italia con isolamento di un virus con identica sequenza genotipica del ceppo italiano e con un possibile collegamento con il consumo di frutti di bosco surgelati. La distribuzione delle insorgenze dei sintomi nel tempo suggerisce un focolaio a fonte comune e continua con la maggioranza sia dei turisti che dei residenti in Italia infettati rispettivamente intorno a metà Marzo e tra Gennaio e Maggio. I casi irlandesi hanno avuto un insorgenza dei sintomi tra l'inizio e la fine di Aprile, il che suggerisce la presenza di una fonte di infezione comune e continua per alcune settimane. I casi più recenti sono stati riportati dall Italia con insorgenza dei sintomi nel mese di giugno, il che indica che il focolaio è ancora in corso, almeno in Italia. Considerando il ritardo nella segnalazione dei casi e il lungo periodo di incubazione (in media di un mese), è attesa la segnalazione di ulteriori casi. In Italia, le evidenze epidemiologiche collegano i casi al consumo di frutti di bosco. Identica sequenza dell RNA virale è stata anche riscontrata nei turisti che hanno visitato l'italia, in residenti italiani e in frutti di bosco surgelati distribuiti in Italia. Questi risultati rafforzano ulteriormente l'ipotesi che l'origine di questa epidemia sia di origine alimentare e che il veicolo di infezione siano frutti di bosco surgelati distribuiti in Italia nel corso del 2012 e 2013.

6 La stessa sequenza nucleotidica identificata in isolati da tre casi irlandesi senza storia di viaggio in Italia suggerisce che il medesimo prodotto alimentare contaminato potrebbe essere stato distribuito anche in Irlanda intorno a marzo Con il ritiro dei frutti di bosco congelati da parte del distributore, in Italia è diminuito il rischio di infezione per residenti e visitatori. Tuttavia, il tipo specifico di frutto di bosco contaminato non è stato ancora identificato e, a causa della lunga shelf-life del prodotto, è probabile che alcuni dei lotti contaminati possano ancora circolare per qualche tempo o siano conservati in congelatori domestici. Inoltre essendo il luogo e momento di contaminazione sconosciuti, ulteriori casi di Epatite A possono essere previsti nelle prossime settimane in Italia e, forse, in Irlanda. In questa fase non è possibile escludere il verificarsi di casi associati in altri Stati membri dell'unione europea, tra cui l'irlanda. Indagini di tracciabilità sono attualmente in corso in Italia per identificare la provenienza dei frutti di bosco surgelati contaminati. Ulteriori indagini epidemiologiche e microbiologiche possono fornire prove per confermare l ipotesi che lo stesso tipo di prodotto congelato distribuito nei due paesi sia il veicolo di infezione in questo focolaio. Un confronto delle informazioni scaturite dalle indagini in Italia e in Irlanda può fornire le evidenze circa l'ora e il luogo della contaminazione dei prodotti implicati. Queste informazioni possono inoltre chiarire se i frutti contaminati sono stati distribuiti ad altri paesi europei. L'epidemia in corso genera un rischio leggermente più elevato di trasmissione secondaria attraverso viaggiatori infetti dopo il loro ritorno nel paese d'origine. Deve essere presa in considerazione anche la possibile trasmissione attraverso manipolazione degli alimenti da parte di persone infette e contatti familiari. Vi è anche un rischio di trasmissione attraverso donatori di sangue con viremia asintomatica o in incubazione. Nelle zone interessate ai potenziali donatori di sangue dovrebbe essere posti questionari con domande standard per identificare i gruppi a rischio e con domande specifiche riguardanti un storia di possibile esposizione a HAV. Nelle aree non colpite dovrebbero essere aggiunte nel questionario per donatore di sangue ulteriori domande su temporanei e recenti (30 giorni prima della donazione) storie di viaggio nelle zone colpite. In caso di risposte positive sull esposizione e storie di viaggi in zone a rischio i donatori dovrebbero essere testati e sospesi temporaneamente dalla donazione per un anno, se risultati positivi. Le Autorità per la Salute Pubblica e la Sicurezza Alimentare nei paesi colpiti, l'ecdc e l'efsa stanno lavorando insieme per identificare il veicolo dell'infezione al fine di evitare ulteriori casi. L'ECDC ha contattato tutti gli Stati membri invitandoli a un controllo incrociato tra le sequenze genomiche disponibili dagli isolati dei casi associati al focolaio in Italia e Irlanda. Sono di interesse tutti i casi, con o senza una storia di viaggio durante il periodo di esposizione. Va notato che, basato sulla sovrapposizione delle regioni molecolari, il genotipo e la sequenza di RNA del virus associato al focolaio in Italia e in Irlanda mostra circa il 9% dei nucleotidi diverso da quelli della sequenza dei ceppi isolati dai casi non legati ai viaggi nelle zone del focolaio che sta affliggendo i paesi nordici, da quelli del focolaio associato ai viaggi in Egitto e del focolaio che attualmente colpisce diversi stati degli USA. Di conseguenza, a questo punto non è possibile stabilire alcun collegamento tra i quattro simultanei focolai. CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI Dal 1 gennaio 2013, 15 casi confermati in laboratorio di infezione da HAV sono stati segnalati in Germania, il Paesi Bassi e Olanda. Tutti i casi hanno una storia di viaggio nelle province autonome di Trento e di Bolzano in Italia settentrionale durante il periodo di esposizione. Durante lo stesso periodo, l'italia ha registrato un aumento dei casi di HAV infezione, sia in provincia di Trento che a livello nazionale. Nei primi sei mesi del 2013, l'italia ha segnalato più di 200 casi in eccesso rispetto al numero medio di casi segnalati nello stesso

7 periodo per gli ultimi tre anni. Questo aumento dei casi è probabilmente associato a questo focolaio. Infine, tre casi irlandesi i cui isolati condividono un sequenza identica a quella nel focolaio italiano ma senza storia di viaggio in Italia, né contatto con altri casi di HAV, hanno sviluppato la malattia nel mese di aprile 2013 in Irlanda. Poiché l'esposizione dei casi si è verificata rispettivamente in Italia e in Irlanda, questo suggerisce che i casi sono stati esposti allo stesso veicolo di infezione contaminato distribuito in almeno questi due paesi. Indagini epidemiologiche, microbiologiche ed ambientali indicano i frutti di bosco congelati come il più probabile veicolo di infezione per questi focolai. Uno studio caso-controllo nazionale è in corso in Italia. In Irlanda e Italia sono in corso studi di tracciabilità ambientali ed alimentari oltre ad analisi di sequenziamento degli isolati da casi umani e campioni di alimenti. I risultati di queste indagini potrebbero fornire ulteriori prove sul veicolo implicato nell infezione e sul percorso della sua contaminazione. Nonostante il ritiro del prodotto alimentare incriminato, è probabile che casi addizionali saranno identificati e segnalati in Italia e in Irlanda, a causa della lunga conservazione di tali prodotti surgelati. ECDC invita gli Stati membri a prevedere il possibile aumento dei casi di HAV associati al ceppo epidemico italiano, quindi a segnalare tutti i nuovi casi in EPIS-FWD, usando la definizione comune di caso dell'epidemia e il questionario di intervista dei casi recenti oltre al sequenziamento di un sottoinsieme di campioni virali, al fine di rivelare eventuali legami con il corrente focolaio in Italia. Per informazioni aggiuntive sulla sequenza e il confronto, o di assistenza tecnica sul sequenziamento, se non ci sono strutture idonee nel territorio, il HAVNET può essere contattato direttamente Gli Stati membri, in conformità con le proprie linee guida nazionali, possono prendere in considerazione l'immunizzazione attiva o passiva dei contatti stretti di casi al fine di evitare una trasmissione secondaria. ECDC, EFSA e la Commissione Europea, in cooperazione con gli Stati membri interessati, continueranno a seguire da vicino questo evento e sarà costantemente aggiornata la valutazione dei rischi non appena nuove informazioni rilevanti saranno disponibili. Altri due focolai HAV-correlati sono contemporaneamente sotto inchiesta in quattro paesi nordici e tra viaggiatori di ritorno dall'egitto. Un terzo focolaio HAV-correlato di origine alimentare è sotto studio negli Stati Uniti. Attualmente, non ci sono prove di legami comuni tra questi focolai. Definizione Europea di caso relativo al focolaio in atto: persona sintomatica con conferma di laboratorio di Epatite A * E data di insorgenza dei sintomi (o data del test analitico se la data di insorgenza non è disponibile) dopo il 1 gennaio 2013 E sequenza nucleotidica del virus isolato identica a quella del ceppo del focolaio (GEN BANK n KF ) * criteri di laboratorio: Rilevamento di acido nucleico del virus dell Epatite A nel siero o feci Risposa anticorpale specifica al virus dell Epatite A Riscontro dell antigene virale nelle feci Riscontro dell antigene virale nel siero

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